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IL SISTEMA GETTA LA MASCHERA

La Morte Nera in Guerre stellari (1977) di George Lucas.

“Non nutrite dentro di voi energie contrarie a quelle che volete si diffondano veramente sul pianeta. Se volete un mondo senza aggressività, non siate aggressivi. Se volete un mondo libero, smettetela di sentirvi prigionieri, perché la prigione è sempre una psico-prigione e origina dall’interno di voi stessi.

I maestri hanno già previsto una stretta della morsa del controllo in questo periodo storico. Ma sappiate che siamo osservati e assistiti. Non siamo soli. Questo periodo è un test. Il vostro compito non è rovesciare il Sistema, ma restare “dritti in mezzo alle rovine”. Incorruttibili, centrati, privi di paura e odio. Così diventate davvero imprevedibili e quindi pericolosi per il Sistema.

Quello dei vaccini è solo un esempio. Io la considero più una “marchiatura psicologica” che un problema di salute. Il problema infatti non è la scientificità delle dichiarazioni che vengono fatte da ambo le parti, ma si tratta di accettare o non accettare dentro di sé il “marchio del Sistema”. Questo è molto più importante. Si tratta di dichiarare di avere o non avere una completa fiducia nel Sistema. Si tratta di affidare o non affidare la salute dei propri figli a un apparato scientifico-medico-politico-finanziario, nel quale evidentemente si crede ciecamente.

È un momento in cui siete chiamati a fare una scelta importante: dentro o fuori, accettando le conseguenze che possono derivare da entrambe le scelte.

Il punto, infatti, non sta nel combattere il Sistema, ma nella vostra capacità di aggirarlo e di sfruttarne le pecche (gli strappi nella rete). Per chi non vuole accettare determinate condizioni, c’è sempre e ci sarà sempre il modo di farlo (ricordate: non siamo soli), ma non sarà così semplice come accettarle. Costerà di più… in tutti i sensi. Ma non dovete entrare in una psicologia di paura, rabbia e contrapposizione, altrimenti vi gonfierete e non passerete più attraverso gli strappi della rete.

Sto constatando che gli ultimi eventi hanno portato alla nascita di scuole parentali e comunità autosufficienti. Questa è la strada giusta. Fino ad oggi avete dormito, sperando che questo momento sarebbe stato rimandato all’infinito, sperando che, in fondo, fossero tutte esagerazioni dei complottisti. Ma la Lorenzin, suo malgrado, vi sta risvegliando alla realtà dei fatti: questo pianeta è saldamente nelle mani di qualcuno che vuole un’umanità asservita – malata fisicamente e succube psicologicamente.

Adesso non si tratta di combattere ciò che c’è, bensì di creare il nuovo: una società dentro la società. Una rete di piccole comunità autosufficienti diffuse lungo tutto il territorio, all’interno delle quali non importa che i bambini abbiano il benestare dell’autorità scolastica per operare nel mondo. Questi bambini diventeranno adulti totalmente differenti da noi. Non saranno laureati, semplicemente perché non ne avranno bisogno. Nei prossimi anni la laurea non varrà più nulla e solo le qualità interiori decideranno del futuro dei nostri figli. Loro sono la nuova specie che abiterà la Terra. Ripeto: abbiate il coraggio di osare, perché siamo sostenuti. Ma abbandonate la rabbia, smettete di crogiolarvi nel “senso di ingiustizia”, perché sono entrambi frutto della paura, ossia zavorre che vi tengono ancorati a terra impedendovi di volare.

L’essere umano, che viene fatto entrare in maniera progressiva in questo stato di istupidimento, a un certo punto non desidera neanche più la libertà in quanto non sa più cosa significa.

Il cittadino medio di oggi dichiarerebbe anche sotto tortura di essere libero e di vivere all’interno di una democrazia. L’idea infantile di cosa è una dittatura che viene trasmessa a scuola, fa sì che tutto ciò che non somiglia alle dittature del secolo scorso venga considerato democrazia.

Basterebbe utilizzare il piano mentale ad un livello poco sopra l’ordinario per realizzare che viviamo già in una dittatura dove alle masse viene letteralmente ordinato… non tanto cosa fare, quanto cosa pensare, cosicché il fare sarà poi unicamente una diretta conseguenza del pensare. Se lo show mediatico ti ripete che è in corso una pandemia che fa centinaia di vittime ogni giorno, allora sarai tu stesso a chiedere maggiori restrizioni della libertà e più controlli da parte di polizia ed esercito.

Se lo show mediatico ti convince che il morbillo fa migliaia di morti, allora sarai tu stesso a volere il vaccino per i tuoi figli e chiederai che diventi obbligatorio anche per i figli degli altri.

Lo spauracchio di un fantomatico ritorno di un despota cattivo, serve proprio a trattenerci nella dittatura reale. E questo è il senso dell’attuale anti-fascismo di stampo mediatico.

Cosa accade a un bambino al quale non viene permesso di giocare e avere rapporti ravvicinati con altri bambini per… per quanto?

Impossibile stabilire per quanto tempo ancora…cosa accade lo scopriremo in futuro, quando questa generazione sarà cresciuta.

Il Lato Oscuro ovviamente lo sa già, perché non si muove mai a caso, ma sempre solo per ottenere risultati precisi nella psiche umana, agendo sul breve, medio e lungo termine. L’ADDORMENTAMENTO DELLA COSCIENZA E IL DOMINIO DELLA PSICHE UMANA SONO I VERI OBIETTIVI; guerre, crisi economiche e virus sono solo dei mezzi.

Non è mai in gioco l’aspetto fisico, bensì quello psicologico e animico, per cui se nel trovare delle soluzioni ci focalizziamo unicamente sull’aspetto fisico (salvare i corpi a tutti i costi) ignorando le modificazioni psicologiche che stanno avvenendo nella società, facciamo esattamente il loro gioco.

Ma adesso torniamo agli adulti. Ogni essere umano è un sistema energetico che interagisce quotidianamente con centinaia di altri sistemi energetici come lui. Quando ci avviciniamo a meno di un metro da una persona le nostre auree si compenetrano e avviene un importante scambio energetico. Le nostre auree in realtà entrano in contatto anche prima; per esempio, una persona con un corpo mentale particolarmente sviluppato – un filosofo (ho detto un filosofo, non un laureato in filosofia), un matematico, un intellettuale molto intelligente, un grande artista – può avere un’aura mentale d’un paio di metri, che si estende anche di tre o quattro volte quando insegna in un’aula. Tuttavia, il metro di distanza segna sicuramente l’intimità aurica per una persona media.

Quando ci si dà la mano avviene uno scambio energetico ancora più profondo, poiché le energie delle due persone entrano in contatto grazie al chakra che si trova al centro dei palmi. Il bacio sulla guancia è un altro livello di intimità, in quanto le teste si toccano e le due auree mentali per qualche istante si compenetrano totalmente. L’abbraccio è il livello precedente il rapporto sessuale: i due chakra del Cuore entrano in contatto. Non è un caso che all’abbraccio venga spesso associato il termine “fraterno”, in quanto di solito riguarda un momento commovente. Difficilmente ci si abbraccia per convenzione o per abitudine, come si fa invece nel dare la mano.

Nel “distanziamento sociale” tutto ciò viene a mancare. In aggiunta a questo, avrete notato che le persone stanno ben più distanti del metro obbligatorio; di norma cambiano marciapiede pur di non incrociare nessuno. Improvvisamente l’energia fra le persone smette di scorrere in maniera fluida, soprattutto fra persone che prima si conoscevano e si davano la mano e che adesso non possono più farlo. Non possono… e non vogliono più farlo, perché sono convinti di stare agendo in maniera utile per la propria salute e per quella pubblica. Questo è il colpo di genio del Lato Oscuro: gli incatenati chiedono che le loro catene diventino ancora più corte… pur di sopravvivere. Incatenati, ma vivi. La sopravvivenza dei corpi a tutti i costi, con la massima noncuranza per tutto ciò che è psicologico, sia da parte del Governo che da parte degli stessi cittadini.

Le persone sono contente di perdere i propri diritti fondamentali se le porti a credere che questo sia il male minore, un piccolo sacrificio da fare per il bene di tutti. Di conseguenza, chi non la pensa nello stesso modo si sente subito in colpa nei confronti della società, un menefreghista, e come tale viene considerato dagli altri cittadini se osa esprimere all’esterno la sua diversità di pensiero.

Aggiungiamo anche il fatto che adesso “l’altro” viene istintivamente guardato con sospetto. La persona che fa la spesa nel tuo stesso supermercato potrebbe essere infetta e quindi “portatrice di morte”. L’estraneo diviene sempre più alieno e potenziale portatore di pericolo… fino a prova contraria. Tutto questo sta già incidendo pesantemente sulla psicologia sociale. Io ho la fortuna di poterlo vedere mentre accade, in diretta, nella testa delle persone che incontro quando vado a fare la spesa.

Adesso fate bene attenzione a quello che sto per dirvi.

Con il “distanziamento sociale” ci separano per controllarci sul piano psicologico/energetico, più che su quello fisico. Nel momento in cui i tuoi legami energetici con le altre persone vengono tagliati, tu cominci a fidarti più del telegiornale che dei tuoi concittadini. L’unico punto di riferimento per il tuo modo di pensare diventa l’informazione ufficiale. Questo passaggio è subdolo proprio perché avviene in maniera automatica. Lo scambio di idee fra cittadini diventa sempre più debole a causa dell’impossibilità dello scambio energetico fra le auree degli individui. Non avete idea di quanto sia importante la chiusura dei bar da questo punto di vista. Al bar le auree si mischiano e le idee si trasferiscono da una persona all’altra solo perché state bevendo il caffè a 10 centimetri di distanza uno dall’altro. Io al bar lavoro, in quanto irradio ciò che sono verso chi mi circonda, anche se sto in silenzio. Sui social non si può lavorare nello stesso modo. QUANDO DUE PERSONE SI PARLANO, LO SCAMBIO PIÙ AUTENTICO AVVIENE SUL PIANO ENERGETICO, NON SUL PIANO VERBALE COSCIENTE, come qualunque esperto di comunicazione sa bene. Se interrompi il contatto energetico che avviene grazie alla vicinanza delle auree, lo scambio diviene superficiale e quindi pressoché vuoto.

Il divieto di creare assembramenti rappresenta la ciliegina sulla torta. Le rivoluzioni, così come, più in generale, i grandi cambiamenti sociali, sono sempre avvenuti grazie alla possibilità dei cittadini di riunirsi e organizzarsi. Per esempio, se non siamo d’accordo con una decisione del Governo, ci organizziamo e scendiamo in piazza… ma come possiamo farlo se è vietato? Il diritto fondamentale di manifestare in piazza è stato sospeso insieme a tutti gli altri diritti… perché c’è una peste? No. Perché c’è una guerra? No. Perché c’è l’influenza. E il cittadino stesso non andrebbe mai in piazza, perché lui per primo avrebbe paura di essere contagiato dagli altri manifestanti (intravedete la genialità dei maghi neri che hanno orchestrato questa situazione?). La paura della morte che prende il sopravvento su ogni desiderio di libertà.

Sul piano energetico è stato creato un vero e proprio blocco. L’energia non circola più. Immaginate se nel vostro cervello a un certo punto l’energia non dovesse più circolare. I neuroni scambiano tra loro informazioni grazie all’emissione e la ricezione di segnali elettrici che attraversano la membrana cellulare. Se questo scambio elettrico venisse alterato diventereste degli idioti, incapaci di intendere e di volere, degli zombi… o potreste addirittura morire. Ebbene, questo è esattamente ciò che stanno facendo al tessuto sociale. E questo, lo abbiamo detto fin dall’inizio, è proprio la finalità del Lato Oscuro: addormentamento e sottomissione, ossia la creazione e il mantenimento di uno stato semi-ipnotico generalizzato.

Capite perché i media insistono tanto sul concetto di “distanziamento sociale”? Capite perché il distanziamento è così fondamentale per il Lato Oscuro e perché questa situazione durerà ancora molto a lungo? Capite perché le scuole sono state le prime a chiudere e saranno le ultime ad aprire? Con il distanziamento dei bambini hanno creato un precedente; questo renderà più semplice la sottomissione psicologica della generazione futura.

Innanzitutto, occorre dire che virus e batteri abitano normalmente nell’organismo di tutti quanti noi. Anche i virus dell’influenza. Anche il covid-19, che non fa eccezione. Solo in Italia è probabile che ci siano milioni di persone che si portano in giro questo virus. Il virus di per sé non uccide nessuno, tuttavia il suo effetto può essere più o meno importante per l’organismo ospite a seconda del “terreno” che trova. Il punto non è cosa fa il virus, ma come reagisce il nostro organismo. Avete presente coloro che risultano positivi all’HIV, ma non si ammalano di AIDS?

Capite quindi quanto sia inutile, fuorviante e dannoso per la psicologia delle persone sbandierare ogni sera il numero dei “nuovi contagiati” o “nuovi infetti”. Quanti più test facciamo, tanti più “infetti” troveremo, per cui sbattere questi numeri in faccia alla gente serve solo a creare maggiore panico. Non abbiamo idea se gli “infetti” conteggiati ogni sera siano davvero “nuovi” e se l’incremento del loro numero significhi che il virus si stia davvero diffondendo a macchia d’olio; di sicuro sappiamo solo che sono state scoperte altre persone che lo avevano già nel loro organismo, chissà da quanti mesi.

Secondo aspetto di non poco conto, da un certo momento in poi, nel fare la conta dei deceduti si è smesso di distinguere fra coloro che avevano una o addirittura più patologie preesistenti e coloro che erano perfettamente sani. Invece è proprio questa distinzione che può far comprendere meglio alle persone quanto questo virus sia effettivamente letale e quanto no, magari diminuendo così il livello generale della paura. Per esempio, registrare un malato terminale – che si prende il covid-19 e muore una settimana prima di quando avrebbe dovuto morire a causa della sua malattia – come un deceduto a causa del virus, per quanto tecnicamente corretto, non mi pare per nulla onesto nei confronti della gente. In questo modo il numero dei deceduti diventa “gonfiato”.

Come ho già spiegato nei miei precedenti articoli, non credo nella malafede di qualcuno, anzi, sono convinto che politici, giornalisti e virologi stiano facendo del loro meglio con il materiale mentale che la natura ha loro concesso. Non voglio criticare il lavoro di nessuno. Dal momento che ho già spiegato la situazione generale, in quest’ultimo articolo mi sto limitando a porre domande e fornire un punto di vista differente.

Una domanda interessante potrebbe quindi essere: «Cosa fa sì che per la grande maggioranza delle persone la presenza del virus sia innocua, mentre alcuni manifestano i sintomi di una forte influenza… e una percentuale minore viene addirittura condotta fino alla morte?»

In altre parole, perché io e te ce ne andiamo entrambi a spasso con il virus, ma a te non fa niente, mentre io finisco in terapia intensiva? Questa è una domanda che potrebbe davvero aiutarci a comprendere. Magari sarebbe anche interessante studiare le condizioni ambientali in cui il virus si è manifestato con maggiore incidenza: inquinamento atmosferico, presenza di eccezionali emissioni elettromagnetiche… per fare degli esempi.

Dal punto di vista esoterico, non stiamo dunque parlando di un’entità omicida che colpisce a caso fra la popolazione, ma qualcosa che chiama a una sorta di “resa dei conti” coloro per i quali è giunto il momento. Cominciare a ragionare secondo questo nuovo schema di pensiero, modifica di molto la percezione del problema.

Per esempio, mi hanno raccontato personalmente almeno quattro o cinque casi di questo genere: un anziano si sente male, lo portano in ospedale, gli fanno il test, scopre di essere positivo al covid-19. Da qui è l’inizio della fine. Il suo stato psicologico diventa negativo, i sintomi peggiorano e va in insufficienza polmonare. Questo accade proprio perché le persone sono oramai convinte che sia il virus ad ucciderle… mentre ad ucciderle sono i tg che fanno vedere i camion che trasportano le bare. Se sei convinto di avere un virus assassino che circola libero nel tuo corpo, ti occorre una centratura interiore eccezionale per non precipitare psicologicamente. La letteratura scientifica che tratta del rapporto tra efficienza del sistema immunitario, resistenza alle patologie e stato psicologico del paziente è davvero ampia, non ci sarebbe infatti alcun bisogno di ricorrere alla Scienza dell’Anima per comprendere che molte più persone si sarebbero potute salvare in assenza di questo clima di terrore da pandemia.

Altra considerazione che non posso non fare, per quanto capisco che sia impopolare. Di fronte a un virus possiamo reagire APRENDOCI o CHIUDENDOCI. Questo in realtà vale per una qualsiasi malattia, così come per la comparsa d’una situazione insolita nella nostra vita. Il nostro Governo, imitato poi dalle altre nazioni, ha deciso di chiudersi. Qualche capo di Stato ha resistito un po’ di più (vedi Boris Johnson), ma alla fine tutti hanno ceduto o cederanno. È ancora storicamente troppo presto perché qualcuno trovi il coraggio di fare ciò che in realtà potrebbe benissimo essere fatto: aprirsi al virus.

Da un punto di vista esoterico (non saprei dirvi a quali conclusioni è giunta la scienza profana in proposito) un’epidemia si comporta in questo modo: cresce, raggiunge un apice e poi decresce. Un po’ come accade per qualsiasi altra cosa. Il punto è che lo fa INDIPENDENTEMENTE dalle misure di contenimento adottate. Essa segue il suo corso di crescita-apice-decrescita, sia che noi come società ci chiudiamo, sia che noi ci apriamo psicologicamente al virus. Il numero dei morti non cambia. Questa teoria non è dimostrabile, ma non lo è nemmeno il contrario. E a me non interessa dimostrare nulla, in quanto il mio unico punto di riferimento è la conoscenza iniziatica. Forse un giorno la scienza profana arriverà alle stesse conclusioni… o forse no… io non ho fretta.

Se un’epidemia non fa il suo corso, portandosi via tutti coloro che è venuta a prendere, non cessa. Se alle persone si permette di circolare liberamente, il virus dilaga in un tempo minore, ma questo non significa che chi non doveva ammalarsi si ammalerà e chi non doveva morire morirà… per sbaglio. Se avete deciso di fare un lavoro su voi stessi, questi concetti vi devono essere chiari, altrimenti io non sto svolgendo bene il mio compito. Chiudere un Paese non serve a nulla, se non a dare inizio a una certa condizione psicosociale di depressione e a causare una crisi economica, due aspetti che vanno di pari passo. Sulla necessità di riaprire le attività mi sono espresso in un precedente articolo: Ripartiamo!

Vi lascio con un ultimo messaggio, che in verità riassume gli ultimi quattro articoli.

Le misure di contenimento sociale che sono state prese, non sono minimamente commisurate alla reale entità del pericolo che l’umanità sta attraversando. Stiamo semplicemente vivendo un’allucinazione collettiva originata attraverso un rituale da alcuni potenti maghi neri, per i fini che ho già chiarito negli articoli precedenti.

Dal momento che TUTTO ha una sua ragione di esistere dal punto di vista spirituale, le azioni messe in atto dal Lato Oscuro hanno lo scopo di tenere prigioniere di un’illusione le persone, ma al contempo non possono evitare di favorire – come effetto collaterale – il risveglio di chi è pronto per realizzarlo.

Salvatore Brizzi

I TRE SEGNI: LA DONNA E IL DRAGO, LE BESTIE, IL FIGLIO D’UOMO.

Tutta la UE, dal punto di vista simbolico, fa riferimento all’Apocalisse e al suo simbolismo. Se prendi una moneta da un euro o due, vedrai accanto alla cifra uno, o due, 6 linee, 6 stelle, e 6 linee. 666. Dodici stelle sono disegnate nel simbolo dell’Euro e nel simbolo dell’UE. Nessuno ha mai capito perché le stelle siano dodici, e non corrispondano al numero di stati dell’UE. L’Apocalisse però parla proprio di una donna vestita di sole, con una corona di dodici stelle. La Bestia 666 è poi un drago rosso, con dieci teste e sette corna; non a caso avevano nominato Draghi alla guida della BCE, che ha proprio 17 stati membri (10 teste e 7 corna). 

Il procedere di Giovanni è sempre quello dei settenari : ogni settenario è centrato sullo stesso tema, iI tema del senso salvifico della storia. Dio interviene nel mondo- contaminato dal maligno//demoniaco- per salvarlo per opera di Gesù cioè portarlo a compimento di perfezione. La creazione, nella storia, viene trasformata in una realtà compiuta e definitiva, libera dal male e dalla morte, l’Uomo definitivo.

Primo Segno-Paradigma. La Donna Vestita Di Sole E Il Drago Rosso.

Si ripercorre la storia della salvezza dal principio. La profezia-chiave:

Is 7,14 Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.( Dio è per noi )

La Creazione compiuta, l’Uomo definitivo è il frutto delle nozze tra lo Spirito di Dio e la creazione-Donna/umanità.

Nella storia della salvezza c’è sempre una Donna che partorisce per intervento divino : Eva, Sara, Rebecca…Maria. La Donna, per l’Amore Divino, porta vita // futuro salvifico nella storia

…finché Maria porterà Gesù “la” Vita. Gesù dona questa Vita a chiunque crede in Lui e raduna la sua Chiesa-popolo.

La Chiesa, Donna-popolo-sposa di Gesù, vive ed annuncia questa Vita-Gesù nella creazione-storia fino alla fine di quest’epoca.

La donna che genera vita-umanità è un paradigma della storia della salvezza.

Ap 12,1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.

un segno grandioso
-un paradigma che lascia intravedere il mistero del progetto salvifico divino.

una donna– in ebraico il termine si riferisce sempre ad una donna sposata.

incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto- una donna sposata, partoriente, che genera nuova vita//umanità. Un futuro.

vestita di sole – espressione usata per indicare il divino
( Cf. Sal 104, Sei rivestito di maestà e di splendore, 2 avvolto di luce come di un manto. )
indica una umanità oggetto della cura del divino.
la luna sotto i piedi
 – La luna era il simbolo del potere demoniaco adorato nelle forme degli dèi pagani : Dt 4,19 Quando alzi gli occhi al cielo e vedi il sole, la luna, le stelle e tutto l’esercito del cielo, tu non lasciarti indurre a prostrarti davanti a quelle cose e a servirle; cose che il Signore, tuo Dio, ha dato in sorte a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli.

dodici stelle sul capo
– Dodici è il numero del popolo di Dio. La corona di stelle è il segno della vittoria. Il popolo di Dio è il vincitore nella battaglia scatenata dal demoniaco.

Tramite il segno della donna Giovanni racconta la storia della salvezza così che l’uditore possa farsi rapire dallo Spirito , assobirLo e interpretare il suo presente.

profeti – i rapiti dallo Spirito– avevano guidato Israele ( immerso nella grande tribolazione e in attesa di un intervento decisivo di Dio ) in questa comprensione .

La donna , nella storia della salvezza è :
– Eva che partorisce l’umanità, poi contaminata dal demoniaco
– Israele, fidanzata di Dio che nel travaglio della storia deve partorire una generazione nuova, alleata fedele di Dio.
– Maria che partorisce il Dio-con-noi , Gesù il Salvatore,
– la comunità messianica, la Chiesa, che partorisce Uomini, figli di Dio, Suo Regno .

EVA-DONNA.

In principio il maligno//demoniaco//satan ha contaminato la creazione/donna : Eva ha posto la sua fede nelle suggestioni del serpente ( ha accolto il demoniaco ) ed ha disubbidito alla Legge divina.

La Donna Eva ( madre di tutti i viventi) ha peccato e così ha peccato l’ umanità; Dio non ha approvato ed ha maledetto il serpente / demoniaco .

Gn3,14 Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

ed anche la donna/Eva ha ricevuto la sua maledizione.

16 Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli.

Ma fin dal principio
 Dio volle salvare l’umanità ( la Donna-Eva ) attraverso una guerra ( necessaria perché il demoniaco è un satan, un nemico )

15 Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:

tu le insidierai il calcagno.

Nella storia c’è una guerra tra la Donna ed il serpente : il demoniaco continua ad insidiare il calcagno dell’umanità-donna ( è un serpente !) ma la Donna genererà sempre la vita , un futuro che sarà-per intervento divino, sempre salvifico.

Dio è alleato dell’umanità e già si sa come andrà a finire : l’umanità-Donna-Eva vincerà la guerra.

Questa ti schiaccerà la testa ».

Fin qui siamo nel mito biblico .

ISRAELE-DONNA

La Donna-Israele, la promessa sposa di Dio è stata chiamata ad accogliere lo sposo ed a partorire l’umanità fedele .

Ma Israele ha sempre rotto l’alleanza con Dio.

Is 26,16 Signore, nella tribolazione ti hanno cercato;
a te hanno gridato nella prova, che è la tua correzione per loro.
17 Come una donna incinta che sta per partorire si contorce e grida nei dolori,
così siamo stati noi di fronte a te, Signore.
18 Abbiamo concepito, abbiamo sentito i dolori quasi dovessimo partorire:
era solo vento; non abbiamo portato salvezza alla terra e non sono nati abitanti nel mondo.


Israele/donna è stato spesso presa dallo sconforto e dal senso di impotenza ma Dio era sempre lì, attento e pronto, salvatore del suo popolo.

Is 66,7 Prima di provare i dolori, ha partorito;
prima che le venissero i dolori, ha dato alla luce un maschio.
8 Chi ha mai udito una cosa simile, chi ha visto cose come queste?
Nasce forse una terra in un giorno, una nazione è generata forse in un istante?
Eppure Sion, appena sentiti i dolori, ha partorito i figli.
9«Io che apro il grembo materno, non farò partorire?», dice il Signore.
«Io che faccio generare, chiuderei il seno?», dice il tuo Dio.

10 Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa tutti voi che l’amate. Sfavillate con essa di gioia tutti voi che per essa eravate in lutto. 11 Così sarete allattati e vi sazierete al seno delle sue consolazioni; succhierete e vi delizierete al petto della sua gloria. 12 Perché così dice il Signore: «Ecco, io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace; come un torrente in piena, la gloria delle genti. Voi sarete allattati e portati in braccio, e sulle ginocchia sarete accarezzati. 13 Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò; a Gerusalemme sarete consolati.


I profeti , rapiti nello Spirito, hanno visto nella nascita ( strana, imprevista o illegale) di un bambino dal grembo della Donna-Israele, una nuova vita, un futuro, il segno dell’intervento decisivo di Dio nella storia.

Is 7,13 Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini,
perché ora vogliate stancare anche il mio Dio?
14 Pertanto il Signore stesso vi darà un segno.
Ecco: la fidanzata concepirà e partorirà un figlio,
che chiamerà Emmanuele,
che significa : Dio è per noi


MARIA-DONNA

La Donna-Maria è la sposa dello Spirito ( Dio) che partorisce Gesù, l’Emanuel, il Dio-con-noi. Non una vita ma la Vita ( Zoe) di Dio stesso.

La creazione-storia è un lotta contro il demoniaco , lotta che trova Dio come alleato della Donna-Umanità.

Attraverso questa lotta, questa tribolazione, Dio trasforma la creazione/uomo fino a compierla nella perfezione, l’Uomo Definitivo.

Come Dio fa tutto questo?

Immettendo nella creazione-storia la sua potenza divina, il suo Spirito, la sua stessa Vita ( Zoe ) per mezzo di Gesù e della sua Chiesa.

Il segno-Figlio Unigenito di Dio stesso è anticipazione della vittoria definitiva di Dio, la salvezza dell’uomo, l’Umanità definitiva, il Suo “Regno”.

LA CHIESA-DONNA

La Donna umanità- Eva- Israele- Maria- chiesa metterà sotto i suoi piedi i poteri demoniaci per la Forza//Vita// Spirito dell’Uomo Compiuto che partorirà ( Gesù)

Questa ti schiaccerà la testa.

“… Che il primo segno, quello grande, della donna vestita di sole, appaia in “cielo” significa leggerlo e capirlo secondo l’ottica divina. E l’ottica divina non corrisponde con quella terrena, cioè che è il grande, il potente, il forte ad imporsi mentre il debole, l’ultimo, l’inerme deve sempre subire e sottostare alle sue prepotenza.

Il “segno”, come il termine stesso indica, è qualcosa che rimanda a una realtà concreta dell’umano, non è sinonimo di portento o di spettacolo straordinario da ammirare, ma a che fare con le nostre situazioni, e ha pertanto bisogno di una interpretazione particolare.

A un primo sguardo non si coglie esattamente di che cosa si stia parlando, ci vuole un po’ di attenzione per entrare nel messaggio. L’autore ha usato i testi dell’Antico Testamento per elaborare l’immagine della donna vestita di sole.

Uno in particolare è preso da libro della Genesi in cui Giuseppe, il figlio di Giacobbe, racconta i suoi sogni ai fratelli e ciò li fa arrabbiare molto: vidi il sole, la luna e le stelle che si prostravano davanti a me. E allora i fratelli rispondono: ma tu non vorrai regnare su di noi …. e lo fanno fuori vendendolo come schiavo e va a finire in Egitto.

L’autore allude a quel sogno di Giuseppe e rielabora il contenuto; quella esaltazione che Giuseppe aveva pensato nei confronti della sua persona e che doveva essere poi l’esaltazione del popolo di Israele, non avviene più come era stato annunciato.

Non si tratta più di esaltare un popolo in particolare, ma di presentare la vittoria dell’umanità in Gesù.

Chiunque si sente attratto dal modello di umanità di Cristo, indipendentemente dal popolo a cui appartiene si può identificare con questo simbolo della donna vestita di sole.

Il segno riguarda un personaggio femminile che si presenta con degli attributi particolari, che hanno a che fare con gli elementi del cosmo (sole, luna, stelle). L’autore ha fatto una rivisitazione di testi dell’Antico Testamento, e soprattutto ha cercato di ridare a quegli elementi cosmici il loro giusto valore.

Già nell’Antico Testamento parlare del sole, della luna, delle stelle era una maniera di presentare gli idoli, le divinità alle quali il popolo ogni tanto si prostrava per adorarli poteva… erano contaminazioni del mondo pagano in terra d’Israele.

Vuol dire che il popolo di Israele non sempre si è fidato di quello che Dio gli offriva e ha cercato magari altre offerte con delle aspettative anche molto attraenti e molto appaganti (prestigio, potere, ricchezza). Ovviamente il sole, la luna e le stelle si associano nella mentalità antica al potere.

I potenti vogliono essere identificati con questi astri: essere come il sole o essere come le stelle, vuol dire essere in una posizione di superiorità nei confronti degli altri. L’autore intende dire che gli attributi cosmici del potere, non hanno più quel valore di superiorità e dominio, né possono giustificare in nessun modo le pretese dei potenti di dominare la gente.

Essere vestiti di sole è un’espressione che allude ad alcuni passaggi delle Scritture, dove Dio riveste il popolo con dei mantelli particolari: della giustizia, della pace, della regalità.

Tutto ciò indica l’attenzione di Dio verso il popolo, come si fosse innamorato e vedesse il popolo come una sposa che viene rivestita del suo amore, del suo calore, in modo che possa sentire la comunione con il suo sposo.

La veste di sole che avvolge la donna di Ap 12 è tutto l’amore che Dio ha versato sul suo popolo, e attraverso di esso sull’umanità intera. L’autore parla qui della comunità dell’alleanza nuova, che ha ricevuto tutto l’amore del Padre, quale una veste di luce che la identifica davanti agli altri.

Il sole significa calore, vita, potenza ; aspetti che ora distinguono la comunità dei credenti. La donna porta la luna sotto i piedi, anche questo è un elemento importante, perché la luna era il pianeta che guidava i processi della natura e della vita di quei popoli. Il ciclo lunare serviva per fissare il calendario, le feste, le attività agricole. Succede ancora oggi: la Pasqua cristiana coincide con la prima luna piena di primavera. La luna nel mondo giudaico era l’astro che regolava i tempi e i movimenti del popolo.

Avere la luna sotto i piedi significa che non si è più regolati da nessuno, ma la comunità controlla anche quegli elementi.

L’autore afferma che l’essere rivestiti dall’amore di Dio, come dimostra il personaggio della donna, rende talmente forti e liberi da non avere nessun altro al di sopra che possa condizionare la vita degli altri.

Chi da l’adesione al progetto del Padre rivelato da Gesù non è più costretto ad osservare tempi, regole, cicli, scadenze come succede un po’ in tutte le culture.

Nell’antichità nessuno poteva attentare contro il “calendario ufficiale” e contro ciò che in esso era stabilito… poteva succedere il pandemonio. C’è gente che ancora vive schiava di questo senso del tempo, o delle cose che riguardano il tempo con le sue scadenze.

La luna sotto i piedi vuol dire il controllo che ha la comunità dei credenti su quanto possa condizionare la sua vita.

Dall’immagine della donna che tiene la luna sotto i piedi si deduce che la comunità è libera per agire, è padrona della sua vita e nessuno le può impedire di manifestare ciò in cui crede e di operare per quello che garantisce la sua crescita e piena maturazione.

E che cosa vale della vita di questa donna? La sua capacità di generare altra vita, una donna che è incinta, che sta partorendo e che subisce i dolori del parto, come ogni nascita comporta.

L’essere liberi e signori nei confronti della realtà che ci circonda, come risposta all’amore che Dio ha versato su di noi, questo rende la comunità vincente, capace di raggiungere una dimensione di vittoria. E questo è rappresentato dalla corona che la donna porta sul capo, una corona di 12 stelle.

Il 12 è la cifra del popolo di Dio, significa appunto che la comunità, già avvolta dall’amore di Dio e resa pertanto libera per agire e dirigere la propria vita, può generare altra vita ed è ormai vincente, ha raggiunto il suo traguardo: porta la corona.

IL DRAGO ROSSO

3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; La mitologia ebraica considerava il mare un luogo pieno di mostri spaventosi. Per gli Ebrei, popolo di pastori del deserto, il mare era il simbolo del disordine, del Caos de-creativo.

Questi mostri sono la personificazione di questo disordine distruttore, probabilmente ricalcati sulla figura di Tiamat, drago della mitologia babilonese che rappresentava le acque dell’oceano, e che fu distrutto da Marduk ed usato per costruire il cosmo.

Nella Bibbia questi mostri erano chiamati con nomi diversi : Raab (Isaia 51,9), Leviathan (Salmo 74,14), Behemot (Giobbe 40, 15-24) etc. ( cf anche demonologia I )

Il termine drakon era usato ( nella bibbia LXX ) per indicare il serpente antico del libro del Genesi, il mostro dell’abisso, il caos primordiale.

LVXX Is 51,9 Svégliati, svégliati, rivèstiti di forza, o braccio del Signore. Svégliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non sei tu che hai fatto a pezzi Raab, che hai trafitto il drago?

Si tratta sempre del demoniaco espulso dal Cielo e precipitato sul mondo (cf. anche Ap 8.7ss ) che in quel tempo ispirava la Babilonia di turno, cioè Roma città/prostituta che si estende su sette colli ma che paradigmaticamente ispira tutti i poteri imperiali della storia (10) .

Dn 7, 7 Stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza eccezionale, con denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.
Ap 12,3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;
Ap 13,1 E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo.
Ap 17,3 L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, che era coperta di nomi blasfemi, aveva sette teste e dieci corna.
Ap 17,7 Ma l’angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, quella che ha sette teste e dieci corna.

L’ enorme drago con sette teste e dieci corna è il paradigma dell’incarnazione del demoniaco nella storia. Le 7 teste e le 10 corna sono poteri imperiali della storia.

Ap 17,9 Qui è necessaria una mente saggia. Le sette teste sono i sette monti sui quali è seduta la donna. E i re sono sette: 10 i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. 1 1La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina. 12 Le dieci corna che hai visto sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale per un’ora soltanto, insieme con la bestia. 13 Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia.

Tutti
 (7) i poteri dominanti nella storia sono strumenti della bestia/demoniaco e insieme ad essa combattono l’Agnello …

14 Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re; quelli che stanno con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli».

ma la loro sorte è già segnata. La vittoria del risorto sulla morte è segno e strumento efficace ( sacramento ) di salvezza per il compimento dell’Uomo definitivo.

Il Drakon è – rosso, cioè sanguinario, violento. In Gv è peccatore:

1Gv3, 8Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché da principio il diavolo è peccatore.


Nelle 7 teste i 7 vizi capitali:

– la cupidigia,
– la lussuria,
– la gola
– l’orgoglio ( superbia ) ,
– l’invidia
– l’ira,
– la pigrizia ( accidia)

essi riassumono ciò che la tradizione cristiana vede come influsso del demoniaco.

Isaia aveva profetato la vittoria di Jhwh sul drago e la liberazione di Israele:

Is 27,1 In quel giorno il Signore punirà con la spada dura, grande e forte, il Leviatàn, serpente guizzante, il Leviatàn, serpente tortuoso, e ucciderà il drago che sta nel mare. 2In quel giorno la vigna [ Israele ] sarà deliziosa: cantàtela!

Profezia poi ripresa dalla apocalittica giudaica :

Dn 14,23 Vi era un grande drago ( Bel) e i Babilonesi lo veneravano.
Dn 14,25 Daniele rispose: «Io adoro il Signore, mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago».
Dn 14,27 Daniele prese allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi preparò delle polpette e le gettò in bocca al drago che le inghiottì e scoppiò; quindi soggiunse: «Ecco che cosa adoravate!».
  Gesù ha definitivamente sconfitto il drago :

1Gv 3, 8 Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.


4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Immagine presa da
Dn 8,10 s’innalzò fin contro l’esercito celeste e gettò a terra una parte di quella schiera e una parte delle stelle e le calpestò [ le sottomise ] .

Gv torna al mito ( dell’origine del male nel mondo )

Il Ribelle-demoniaco aveva fatto cadere dal Cielo un numero limitato di potenze celesti facenti parte dell’ ” esercito” di Dio , gli angeli , che liberamente si erano sottomessi al Ribelle. Nella storia il demoniaco agisce come un esercito potente formato da angeli caduti, un esercito potente ma non come quello di Dio ( un terzo).

” Il secondo segno riguarda una realtà che si contrappone a quella così allettante di libertà e di pienezza di vita, e l’autore la rappresenta con l’immagine del Drago un elemento che rappresenta il pericolo e l’inimicizia verso l’uomo.

Ma l’autore ricostruisce tale immagine in maniera molto più ricca e singolare. In primo luogo anche il drago anche si colloca in cielo, nell’ambito del divino.

Il drago rappresenta il sistema dominante, che si innalza sopra gli altri per dominarli. Il drago non può esercitare il potere come vorrebbe se non occupando la zona celeste, del divino.

Ha bisogno del Cielo per giustificare il suo potere come un potere di origine divina. E ciò che i potenti hanno cercato sempre di ottenere il mandato divino, il che significa che nessuno si può opporre a lui o contestare il suo potere. Questa è l’espressione più diabolica che si possa applicare al potere, quando intende dominare dall’alto a nome della divinità. Di fronte a una dittatura politica ci si può ribellare, ma se si insegna che il potere viene da Dio è più difficile liberarsene.

L’autore dell’Apocalisse vuole dire che non si può giustificare in nessun modo questa pretesa del potere di presentarsi come di origine divina.

Il Drago, così come lo descrive Ap 12,3, si presenta bene: con 7 teste e 7 diademi. La testa vuol dire la capacità di organizzarsi e il diadema riguarda sempre la regalità. Organizzarsi dove? Nei centri dove il potere passeggia, quindi non è che il potere si organizza nei bassi fondi, ma il potere si organizza negli alti palazzi.

E’ un potere immane, un drago rosso. Il colore rosso, già ricordato nel secondo cavaliere, significa la forza omicida che spaventa, la violenza. Ma questa forza così aggressiva che il Drago sembra avere è pura apparenza, perché ha 10 corna. Il simbolismo del numero 10 significa una potenza molto limitata. Quindi la forza del Drago è solo apparente. E per dimostrare tale limitatezza l’autore aggiunge: con la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le scagliava sulla terra. Cioè un potere che può riorganizzare un po’ a modo suo il cosmo, decidendo chi innalzare e chi abbattere. Il potere nomina o toglie l’autorità.

Succede così nelle dinamiche di un sistema di potere , si diventa complici del forte perché si intende salire in prestigio e in grandezza, ma si rischia sempre di perdere tutto se al potente di turno quella persona non gli serve più.

Il paradigma della Donna nell’Apocalisse è l’umanità che Dio salva dal drago per portare a compimento il suo disegno creativo.

La Donna Eva deve generare l’essere umano.
La Donna-Israele deve generare il popolo di Dio.
La Donna-ideale Maria, sposa dello Spirito, genera Gesù , L’Uomo compiuto e definitivo.
La Chiesa, discendenza di Gesù generata dal suo Spirito , deve generare l‘Umanità che si compie nella Vita di carità per le beatitudini e risorge Umanità definitiva.

Prima Eva poi Israele, poi Maria, ora la Chiesa di Gesù : generare l’Uomo definitivo. La relazione donna-/- serpente si sviluppa nella storia come una guerra. Come si svolge questa guerra e come finirà?

Paradigma : Dio salva il figlio/discendenza sottraendolo al serpente

Eva è stata attaccata dal serpente ed ha peccato, Dio l’ha cacciata da Eden ma l’ha salvata dalla morte, salvando così la sua discendenza, l’umanità.

Da questa discendenza Dio estrae Israele come suo popolo/fidanzata . Israele è stato continuamente attaccato dal serpente , interiormente (la legge mosaica) ed esteriormente (l’idolatria, i nemici, etc.) . Il popolo ha peccato ed ha rotto la relazione con Dio suo alleato , ha perso la Terra ( Palestina) è stato esiliato più volte ma Dio è sempre intervenuto per salvare la sua discendenza, un ” resto” di Israele: esodo dall’Egitto (40 anni, tempo paradigmatico, una generazione ) ritorno da Babilonia, etc.

In questo resto di Israele nasce Maria che deve generare Gesù, l’Uomo . Maria è stata attaccata dal serpente ( Erode, re, paradigma del potere ) ma Dio interviene e salva la sua discendenza ( Gesù) portandola in Egitto per un tempo limitato.

Gesù viene attaccato dal serpente per tutta la vita (40 giorni, tempo paradigmatico, una vita), viene messo a morte, ma Dio interviene e salva la sua discendenza : Gesù risorge e feconda l’umanità con il suo Spirito generando una discendenza, la Chiesa.

La Chiesa di Gesù è la Donna/Umanità fecondata dallo Spirito di Dio e di Gesù che deve generare l’Umanità compiuta definitiva, il Regno di Dio. La Chiesa è continuamente attaccata dal serpente, interiormente ( la concupiscenza) ed esteriormente ( i poteri/bestie della storia) ; domanda retorica : cosa farà Dio per lei?

Gesù ha già sconfitto il drago, definitivamente con la sua risurrezione e questa vittoria continua nella storia per tutti, attraverso la sua discendenza, la sua chiesa.

A questo punto Giovanni ha portato la Chiesa a comprendere “il suo tempo” ed a posizionarsi nella storia senza paura del drago, per compiere il programma di Gesù , il suo giubileo permanente .

1Gv3, 8 Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.

Gv 6,54 chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la Vita ( che supera la morte) ed Io lo resusciterò nell’ultimo giorno.

La resurrezione vince la morte , il serpente ” omicida fin dal Principio della storia ( Gv 8,44ss) ” è vinto. Il ribelle uccide i santi di Dio e questi li risorge Uomini compiuti e definitivi. Dice Paolo :

1Cor 15,55 Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?

Il mito di Latona e Pitone.

Prima dell’avvento del cristianesimo, la dea patrona dell’isola di Patmos era la dea greca Artemide, che veniva adorata nell’Artemision, il famoso tempio di Artemide ad Efeso, annoverato tra le sette meraviglie del mondo . Secondo la leggenda proprio in Egeo era nata Artemide .

Latona, messa incinta da Zeus, aveva suscitato la gelosia di Era, la sposa del re degli dei così che questa invia il drago Pitone, con il compito di divorare lei ed i suoi figli e di impedire ad ogni angolo della Terra di dare rifugio a Latona per partorire.

Zeus interviene salvando Latona dal terribile Pitone e indicandole come rifugio l’isola di Delo, che allora non era fissata al fondo del mare ma andava vagando fra le onde. Lì, a non molta distanza da Patmos, Latona partorisce Apollo ed Artemide.

Pitone verrà poi ucciso da Apollo il quale diede il nome del drago alla propria sacerdotessa, la celebre “ pitonessa” Pizia.

Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 5 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. Divorare il bambino appena nato- perché è destinato a portare a compimento il disegno divino, l’Uomo.

Paradigma della la storia della salvezza: Dio interviene in modo deciso e impedisce che il figlio venga divorato dal demoniaco. Lo rapisce.

Dio salva il figlio/discendenza sottraendolo al serpente .
6 La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Nutrita per milleduecentosessanta giorni. Il “rapimento” salvifico dura un periodo limitato.

La storia.

il figlio, Gesù , è morto/risorto ed è stato rapito in Cielo , è asceso al Padre e con Lui regna sulla creazione-storia ; l’umanità viene privata della Sua presenza fisica ma non della Sua presenza salvifica.

– La donna/umanità /chiesa ora è in una condizione di deserto/esodo, in continua tribolazione ma legata nella fede al suo Signore rapito in Cielo che la nutre dandole la Sua Vita che supera la morte .

Ora il demoniaco ha perso ogni potere celeste , è decaduto e anche gli Uomini di Gesù, possono vincerlo :

Lc 10, 17 I settantadue ( discepoli ) tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18 Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. 20 Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Dio impone all’azione del demoniaco un tempo limitato (1260 giorni ) .

Il nuovo testamento/paradigma della salvezza

Nel mito il demoniaco è caduto dal Cielo sulla terra contaminando creazione e storia . Ma- con la cacciata degli angeli peccatori e il loro precipitare sulla terra – si è scatenato anche l’intervento salvifico di Dio .

La battaglia in Cielo è stata vinta da Michele, ( Dn 10,13ss) l’angelo del popolo di Dio, con le sue schiere, l’esercito di Jhwh. Ora la battaglia si svolge sulla terra , nella creazione-storia.

Gesù l’ha già vinta con la Sua resurrezione e questa vittoria continua ad agire nella sua Chiesa, la creazione liberata che va compiendosi per opera dello Spirito come Umanità definitiva, risorta.


” La donna è nelle doglie del parto. Il travaglio del parto nell’Antico Testamento è una metafora della venuta dell’era messianica. Ovviamente l’arrivo di qualcosa di nuovo comportava anche un passaggio, che poteva essere faticoso come succede con la nascita di un bambino. Così afferma anche Giovanni 16,21, quando Gesù parla della sua passione e morte a Gerusalemme.

La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Sa che il momento è difficile. Ma dopo che il parto è avvenuto nessuno ci pensa più ai dolori del travaglio, ma alla gioia di quello che è nato. Nelle parole di Gesù questa gioia è il dono della risurrezione.

La donna si trova in una situazione vitale, di generare la vita, una situazione che spesso è minacciata, poiché è durante il parto che si manifesta la vulnerabilità della donna. La gioia poi di accogliere una nuova vita fa dimenticare i dolori e i travagli del parto.

Il capitolo 12 dell’Apocalisse si presenta come un inno alla fiducia, sentirsi così amati da Dio, dal momento che ognuno di noi siamo degni di un amore, che ci avvolge come un vestito, quello che rende potente questo amore è la vita che viene da Dio. Ciò permette guardare la realtà e la storia con occhi diversi.

L’autore sta giocando un po’ a ritroso. Siamo partiti dalla visione finale: la donna vestita di sole, adesso torniamo di nuovo alla situazione della storia di questa donna che rappresenta la comunità dei credenti. Di fronte agli attacchi del drago e alle sue minacce, la donna non è che fugge per la paura, ma nel senso di trovare alternative alle minacce del drago.

La comunità sa sempre individuare le modalità in cui la vita si deva continuare a generare. Il deserto è l’ambiente classico, nella tradizione biblica, per presentare alternative e realtà nuove. Il deserto è il luogo della prova, del passaggio, ma anche il luogo dell’incontro con il Signore (“ti porterò nel deserto, ti parlerò al cuore, sarai la mia amata per sempre…”). Ecco per quale motivo Giovanni Battista va nel deserto, perché ormai la società del suo tempo era invivibile; ci volevano alternative a quel modo di vivere; non era un rifiuto del mondo… ma una possibilità per trasformarlo.

Il fatto che la donna fugge nel deserto è per cercare delle alternative, che poi Dio stesso suggerirà ( il luogo l’ha preparato Dio ), garantendo alla donna anche il suo il nutrimento. Si dice che verrà nutrita per 1260 giorni. Sono 3 anni e mezzo, la metà di sette anni. La cifra vuol dire che tale situazione di difficoltà (persecuzione) e di minacce non sarà per sempre, ma ha un suo tempo limitato .

…Il Drago riconosce nella donna il suo avversario, e si mette davanti a lei per divorare il figlio non appena l’avesse partorito.

Questa è l’immagine che mette più in evidenza il contrasto che si crea tra una forza immane, come quella del drago, e una realtà vulnerabile come quella della donna che sta per partorire.

Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. Il drago, la cui forza è pura apparenza, di fronte a quella capacità della donna di generare la vita non detiene alcun potere. La sua tattica è solo spaventare, creare soggezione, bloccare la volontà dell’altro nello svolgere la sua missione. Il drago sa solo minacciare, ma non può minimamente sfiorare quello che la donna genera.

Il drago non inganna dicendo di commettere cose losche ma è molto più sottile: quello che intendi fare, di buono, meglio lasciare perdere perché non serve a niente. È una tentazione sempre presente nella vita umana : a che serve che uno si impegni a fare il bene se poi non trova alcun risultato?

Il Drago non istiga tanto a commettere dei reati, quanto a non operare il bene.
Qual è allora la forza del drago? Impedire agli essere umani di agire a favore di ciò che procura vita, a favore del bene degli altri.

Tante volte la tentazione di abbandonare questo impegno si presenta nella vita del credente, basta pensare ai rapporti nel mondo del lavoro, in comunità, in famiglia la domanda è: a cosa serve impegnarsi a favore del bene quando il male dilaga? Il drago inganna convincendo a lasciare perdere, poiché non serve a nulla comportarsi in modo diverso. Il bene che una persona può fare appare talmente piccolo di fronte alla forza devastatrice del drago che sembra del tutto inutile.

L’autore invece contrapponendo la donna con le doglie al drago afferma il contrario: nessuno può impedire alla persona fare del bene, comunicare vita. E se non lo si fa è perché si rimane bloccati di fronte alle fauci del drago, e si rinuncia alla volontà di farlo.

La forza del drago è saper distogliere la persona umana dall’unica cosa che gli appartiene: la capacità di generare vita. E la vita si genera con la condivisione, con la solidarietà, con il perdono, con la tolleranza, in tantissime maniere, oltre che partorendo.

Ciascuno di noi deve far nascere l’uomo nuovo, quella umanità che si scopre nella persona del Cristo. Questa è la libertà di cui parla l’Apocalisse.

La vita umana non è in balia di forze che ci possono trascinare e distruggere, né dipende da una persona dica come dover agire. È la persona che decide in base alla sua volontà e all’impegno preso dando adesione al progetto del Regno.

Per quale motivo l’autore dice che il bambino fu rapito verso il trono di Dio? Vuol dire che tutto quello che di vitale e di autentico la comunità riesce a manifestare, va preso in alta considerazione, Dio lo assume, innalzandolo al suo stesso livello, portandolo al suo trono, e lo considera come un elemento in più nel far andare avanti la storia, secondo il suo disegno.

Se la storia continua ancora a mostrare lati oscuri, a rallentare vuol dire che ci si lascia molto condizionare dal Drago e potendo fare del bene, non lo si fa.

GIOVANNI RITORNA AL MITO  DELL’ORIGINE DEL MALE NEL MONDO

7 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, 8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo
C’è stato in principio un giudizio divino sulla creazione e la sentenza è stata la separazione definitiva del demoniaco dalla dimensione celeste e la sua caduta nella creazione-storia.

9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Il serpente-drago-satana-diavolo ( = tentatore , mostro infernale , avversario , ostacolatore) viene da Dio precipitato sulla terra insieme ai suoi angeli.

Si passa dal mito (cielo) alla storia (terra) .

Il demoniaco sta sulla porta dello Sheol, è il principe delle forze della morte che ora agisce sulla terra. E così che sono incominciati i guai dell’umanità.

Questa caduta ha dato inizio al peirasmos, la grande tribolazione dell’umanità, ma , contestualmente, ha dato inizio all’intervento salvifico di Dio che Giovanni ci ha mostrato attraverso il paradigma della ” donna vestita di sole”

” L’autore adesso scrive una pagina il cui argomento poteva essere familiare ai lettori dell’epoca, costoro conoscevano quel tipo di scritti apocalittici dove si descrivevano i combattimenti tra angelo e demoni.

L’autore ha giocato con quegli elementi della tradizione in modo sobrio. Senza specificare nulla di particolare (in altri testi apocalittici scene come queste sono descritte con infinità di particolari).

” Il nome “Michele” significa “chi è come Dio?” Nessuno più forte o più grande di lui. Il combattimento non comporta tagliare teste o sgozzare i nemici, ma far sì che il nemico torni al suo posto, e il suo posto non è in cielo, ma sulla terra, dove organizza e macchina tutte le sue malefatte.

Questo è importantissimo: in cielo non c’è posto per i prepotenti. Cioè nell’ambito del divino chiunque si voglia innalzare sopra gli altri, qualunque realtà umana, sia di tipo politico, economico o religioso, non trova alcun posto: “non fu trovato posto per loro in cielo”.

Dio non tollera che nel suo nome si possano eseguire azioni che significhino, dominio, oppressione, abuso sugli altri… Tale rifiuto è presentato da Giovanni attraverso l’immagine del combattimento. E, ripeto, in maniera molto sobria, ma a lui interessa solo il finale: in cielo non c’è posto per i dominatori.

L’espressione: fu gettato, applicata al drago e ai suoi angeli viene detta 3 volte nel testo, quindi è una maniera di ribadire la situazione nella quale essi si trovano. Cioè non esiste alcuna possibilità di collocare il drago e i suoi accoliti nell’ambito del divino. Quando si arriva a questa conferma assoluta, si ribadisce la totale impossibilità per il drago di accedere all’ambito del divino e di poter giustificare in questo modo il suo potere.

Prima di fare tale conferma l’autore ripassa i titoli onorifici del Drago. Il Drago è una realtà che ama essere presentata con tanti titoli. Non è soltanto il draghetto, no, no, bensì : il Grande Drago, il Serpente Antico, il Diavolo, il Satana, il Seduttore di tutta la terra. Quindi una realtà che si vanta delle sue “onorificenze” e “credenziali”. Titoli che parlano della stessa realtà del male, dell’avversario dell’uomo.

Il Serpente ricorda la narrazione del paradiso in Genesi; diavolo e satana è lo stesso termine detto in greco e in ebraico (“il divisore”)… Tutte queste espressioni… come per dire che il Drago sa camuffarsi bene, e magari una volta lo fa come divisore, un’altra volta lo fa come seduttore, un’altra lo fa come promotore (il discorso del serpente “sarete come dei” era in vista di promuovere Adamo ed Eva), quindi colui che promuove, colui che seduce o colui che divide per vincere più facilmente.

L’autore dice come il Drago sa organizzarsi bene, questa è la sua intelligenza (sette teste), il potere adotta sempre modalità diverse per presentarsi e convincere della sua forza… cioè sa come usare le sue forze, sebbene siano forze minate, senza alcuna consistenza o fondamento.

L’ACCUSATORE DELLE CAUSE PERSE

Annuncio della Vittoria di Dio.
“Ora” si è compiuta la salvezza.
10 Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Udii una gran voce nel cielo-


Dio proclama dal Cielo questa vittoria di Gesù sull’ accusatore/serpente/satan/demoniaco è definitiva.

“Ora” si è compiuta la salvezza. 
Di quale Ora si tratta?

Gv 12, 23 Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. 24 In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Gv 12,27 Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora ? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28 Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».  31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32 E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33 Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Il categor/satana, l’accusatore è stato espulso prima dal Cielo ( dalla vittoria di Michele) e poi dall’ umanità /creazione per mezzo del dono dello Spirito sprigionato dal sangue di Gesù nella Sua morte.

Secondo i rabbini il principe di questo mondo / il capo di questo ordinamento mondano contrapposto al capo dell’ordinamento celeste, Dio, era l’angelo della morte , cioè la morte stessa.

Gesù è stato ucciso dal potere religioso/politico, gettato fuori dall’ordinamento del mondo e il giudizio/intervento di Dio è stato :
– salvezza
 di Gesù , l’Uomo risorto, compiuto e definitivo,
– e condanna/ esorcismo della morte dalla creazione/uomo.

E’ la morte ad essere stata gettata fuori dalla creazione, con la resurrezione di Gesù.

Colui che accusa gli uomini davanti a Dio giorno e notte , il categor/satan , cioè il pubblico ministero che nel giudizio divino accusa gli uomini di peccato per farli condannare a morte ( vedi Gb 1 e 2 ), colui che ha il potere di condannare a morte, ha perso la causa lui è stato condannato a morte da Gesù ed è stato gettato fuoriesorcizzato dal Cielo e dalla creazione.

11Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell’ Agnello e alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita fino a morire lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello-

Il sangue dell’Agnello sprigionando la Vita/Spirito di Gesù nella Sua morte, la rende disponibile al Padre perché la doni all’umanità . Il sangue di Gesù ha vinto il demoniaco definitivamente.

Una volta cacciato l’intruso dal Cielo (il satana-categor κατήγωρ ) , finalmente il Padre può essere proclamato Signore del cielo e della terra e la sua signoria proclamata “così in cielo come in terra” (Mt 6,10).

IL SANGUE DEI MARTIRI

Drakon

Lo hanno vinto, grazie alla testimonianza del loro martirio e non hanno amato la loro vita fino a morire.

Coloro che credono nella Buona Notizia ed accolgono il Sangue/ Vita/Spirito , in loro la morte viene esorcizzata, gettata fuori , perché lo Spirito, alla loro morte, li risorge alla pienezza della Vita definitiva in Dio.

Chi vive la storia “in Gesù” – nella comunità messianica delle beatitudini – ha in sé ( nel suo “corpo-sangue”, nella sua umanità) la Vita che supera la morte e può testimoniare la Buona Notizia senza la paura della morte .

Coloro che hanno dato adesione a Gesù e gli sono stati fedeli fino al martirio testimoniano che la morte è sconfitta.

Gv 8,51 In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno».

I risorti in Gesù sono l’Uomo, l’essere /creazione compiuta e definitiva, il Regno di Dio . In Ap 15,2-4 i seguaci dell’Agnello, riportando la vittoria sulla bestia-morte, sono considerati il Nuovo Popolo di Dio liberato. Essi stanno in piedi ( risorti) sul mare di cristallo ( la dimensione divina domina il caos-mare ) e cantano il cantico dell’Agnello ( il richiamo è al cantico del primo esodo ).

Giovanni si serve del paradigma dell’ esodo per mostrare che l’esodo ultimo, l’evento salvifico definitivo si è già compiuto in Gesù e nella sua comunità ma il traguardo della salvezza universale deve essere ancora raggiunto.

” L’autore ci sta presentando una visuale del drago che forse non c’era mai passata per la mente. L’accusatore- categor , [ questa immagine viene dal libro di Giobbe– (Gb 2) era il satana nel senso di dignitario (il visir ), potente e cattivo, alla corte di Dio. Dio era circondato da tutta una specie di luogotenenti, se si può dire così, comunque i suoi mandatari, i ministri e questo grande visir che aveva parte piena nella sua corte, l’ accusatore.

Secondo il libro di Giobbe, a che cosa si dedicava? Ad andare per il mondo e a guardare le malefatte degli uomini e poi riportarli a Dio, faceva la spia al Padre eterno. E quando Dio gli diceva: ma guarda c’è tanta gente buona , lui rispondeva : sì, sì, ti dico io che cosa hanno combinato !

Quando nell’Apocalisse si dichiara che il drago non può accedere in cielo, né ha alcun potere sugli uomini, si ode una voce in cielo, un inno di lode.

Nell’Apocalisse ogni tanto intervengono queste voci corali, come nelle opere letterarie antiche da rappresentare in teatro, dove a un certo momento entravano i cori dopo che il protagonista aveva fatto qualcosa di importante o il nemico era stato vinto, si apriva una pausa celebrativa.

La voce in cielo parla della salvezza, della potenza del regno di Dio, cioè proclama finalmente che il disegno di Dio si è realizzato dal momento che l’essere umano ha capito che quella realtà di male, rappresentata dal drago, non ha alcun potere su di lui. Questo è già avvenuto con il Cristo, è Lui che l’ha capito per primo, e noi possiamo capirlo come lui.

Quindi la salvezza, in questo senso, significa il massimo di possibilità di bene che Dio vuole e che realizza per gli uomini. Tale capacità che ha Dio di comunicare il massimo di bene si esercita mediante la sua potenza, la sua forza d’amore che tutto invade e che si attua nel suo Regno, ossia la creazione di una società veramente umana e di una storia che progressivamente abbandona ogni dinamica di morte, e questo attraverso la potestà del Cristo.

L’autore ha fatto un po’ di teologia, per spiegare come si è attuato il disegno del Padre sulla terra. E qual è il motivo che ci permette di dire che questo disegno si attua? Adesso qui l’autore introduce un aspetto interessantissimo. Dice: questa salvezza si è attuata perché l’Accusatore, colui che accusava i nostri fratelli giorno e notte davanti a Dio, è stato gettato via.

Qui sta parlando sempre del drago, ma l’autore dell’apocalisse lo presenta adesso con la sua veste più insidiosa e più letale possibile. Chi è l’accusatore? Quando si parlava di drago era facile identificarlo con l’impero romano, ma cosa interessava all’impero accusare davanti a Dio questi poveri fratelli quando li poteva far fuori come se niente fosse?

11 Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. 12 Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi.
La vittoria sul drago, la sua espulsione dalla creazione operata da Gesù con il suo sangue è una vittoria che continua nella storia nel sangue/morte dei suoi testimoni .


Il Cielo può cantare vittoria.
Avvertimento.

Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».
Ancora non può cantare vittoria la creazione ( terra e mare )

Rm 8, 19 L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio 
[ l’Uomo compiuto ] . 20 La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza 21 che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22 Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi.

guai- parola che nel linguaggio biblico richiama il lamento funebre.

” A questa testimonianza il cielo si rallegra, mentre sulla terra ricade il guai a voi… “Guai” è una espressione che si trova nella Scrittura e non riguarda una maledizione, bensì il lamento che si intonava dietro al corteo funebre.

Dopo che i cieli sono stati invitati a gioire, perché chi vuole far parte di questa dimensione del divino, accettando la salvezza del Cristo, sa che è ben accolto, la terra invece non è pienamente consapevole di tale proposta, o in parte non ne dimostra interesse alcuno.

Il lamento è rivolto a quanti sono ancora sotto le grinfie del drago, nel senso che accettano le sue seduzioni e le sue dinamiche di morte. Il lamento è un richiamo alla terra stessa per uscire da quella minaccia di morte, procurata dal drago, e anche un invito alla comunità a diffondere la buona notizia e svuotare il potere del drago.

Il drago si riempì di grande furore, perché è stato scoperto, cioè è stato smascherato nella sua inconsistenza e sapendo di avere poco tempo.

In relazione al poco tempo di cui dispone il drago l’autore dell’Apocalisse adopera il termine “kairos” (tempo opportuno, momento favorevole), per dire che i momenti favorevoli che restano al drago per intervenire sono pochi, nel senso che dipende dalla risposta che troverà fra le persone. Possono essere pochissimi se dalla parte degli esseri umani non c’è alcuna adesione o sottomissione a quelli che sono i segni del drago.

Sapendo che gli resta poco tempo.

Il demoniaco -ormai escluso dal Cielo dove c’è il Trono da cui si governa il mondo e la storia– agisce in terra e in mare , nella creazione-storia, ma solo per i brevi momenti storici in cui l’umanità gli dà liberamente il potere di farlo, adorandolo come suo salvatore.

La storia non è predeterminata, nessuno può prevederne gli sviluppi : la libertà degli uomini gioca un ruolo essenziale nel suo svolgersi e nella sua salvezza/compimento.

Quando gli uomini vogliono realizzarsi secondo le offerte ” salvifiche ” del demoniaco gli danno forza e potere ed esso può sconvolgere la creazione e la storia.

E sono guai (di sicuro ci saranno lamenti funebri)

Azione demoniaca

13 Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. Quando il drago viene gettato fuori dal Cielo da Michele paradigma che culmina nell’esorcismo operato da Gesù e dalla sua chiesa ) il drago si infuria e attacca la donna ( paradigma della umanità che deve generare l’Uomo Compiuto)
Che cosa aspettarsi da Dio?
Giovanni ha già risposto.

Intervento salvifico del Cielo.

14 Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Lungo la storia Dio è sempre pronto a proteggere la sua sposa-umanità portandola via su ali d’aquila ( paradigma dell’esodo ) nel deserto ( luogo/tempo paradigma di un fidanzamento ) per sottrarla ad un potere demoniaco letale ( la morte) e per nutrirla con la manna ( paradigma del pane di Dio : parola -pane di Vita eterna).

Dt 32,11 Come un’aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali.

per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente-
Il tempo di libertà dal demoniaco è di 1+2+1/2=3,5 tempi è un tempo limitato ( metà di 7 ) .

Dopo ogni sentenza di condanna del demoniaco che viene eseguita si annuncia uno sviluppo storico per l’umanità che bisogna comprendere : c’è rifugio dal drago ma per un tempo limitato , per l’umanità può esserci ancora dominio e schiavitù !

L’ esodo dal dominio del demoniaco e il fidanzamento con Dio nel rifugio/deserto non è ancora compiuto per tutti : la condizione storica dell’umanità richiede il coraggio permanente della testimonianza del piano salvifico di Dio che si compie con il programma di Gesù nella sua Chiesa.

“L’autore ripete di nuovo il periodo in cui la donna doveva essere nutrita nel deserto (1260 giorni).

La comunità nella storia sa che si espone a parecchi pericoli e persecuzioni; è ben consapevole di tale situazione, ma non mancherà il sostentamento: per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, ossia tre tempi e mezzo, cifra che concorda con i 1260 giorni (= 3,5 anni).

Nel libro del profeta Daniele si trova questa espressione: un tempo, due tempi e la metà di un tempo, che vuol dire un periodo breve, limitato.


IL FIUME DEMONIACO

15 Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Per farla travolgere dalle sue acque– La donna si trova nel rifugio preparato per lei, Da Dio; nell’At le acque che travolgono sono le acque della de-creazione .

Come è possibile travolgere l’umanità nel suo rifugio, in Dio?

L’azione del demoniaco descritta con il segno delle acque ( cf Es 14,21ss ) che tentano di travolgere il progetto creativo di Dio che si attua nella storia ( la generazione dell’Uomo definitivo per mezzo della Donna-Chiesa ) indica qualcosa che è capace di trar fuori l’umanità dal rifugio preparato da Dio, la nuova alleanza, la comunione di Spirito dell’Uomo con Dio.

L’uscita del fiume dalla bocca del serpente lascia intendere un fiume di parole-suggestioni che tentano la Donna-Chiesa a lasciare il rifugio nello Spirito.

Il serpente, nella storia, è paradigma del demoniaco che tenta -con la forza di un fiume-la Donna ( Eva, Israele, Maria e la Chiesa ) a uscire dalla Vita nello Spirito .

16 Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. La terra venne in soccorso alla donna aprendo una voragine e inghiottendo il fiume .– (cf. Es 15,12b -Targum Palest. ...la terra aprì la sua bocca e li inghiottì.

Mossa salvifica della creazione.

” Nella Scrittura si trovano parecchi testi che parlano del pericolo delle acque, che possono travolgere e distruggere la vita umana. Ma il serpente vomita come un fiume ( non un torrente minaccioso) dalla sua bocca, immagine che non appare mai nell’Antico Testamento, e lo fa alle spalle della donna, non tanto per travolgerla quanto per cambiare quella realtà in cui la donna è andata a rifugiarsi, cambiare il deserto in qualcosa di diverso, che sia anche attraente.

E cosa succede se nel deserto si mette un fiume d’acqua? Diventa un giardino, diventa un luogo piacevolissimo. Il serpente non è stupido, vuole dissuadere la donna a lasciare quel posto che lei ha scelto assieme al suo Dio.

E’ l’acqua del fiume che deve dissuadere : non pensare più di seguire il progetto del Padre che comporta impegno e fatica ma lasciarsi portare da quelle acque placide, farsi prendere dalle seduzioni del serpente.

L’autore continua la narrazione con un elemento che può ricordare racconti leggendari, con gli elementi della natura che prendono parte in esso come se fossero dei personaggi: la terra venne in soccorso della donna, aprì la sua bocca e inghiottì quest’acqua.

Non si lascia attendere l’intervento di Dio che, attraverso la terra, quale cosmo ordinato, viene in soccorso alla donna, in modo di non lasciarsi travolgere dalle seduzioni del serpente.

Azione demoniaca: nuova guerra.

17 Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. Contro il resto della sua discendenza – persecuzione contro l’umanità/Eva, Israele , Maria, la chiesa.

” Il serpente, visto che anche questa volta gli è andate male, si occupa dei discendenti della donna. Ciò significa che nell’immagine della donna si rappresenta la comunità dei credenti che, nella storia, dovrà fare i conti con le seduzioni del serpente e dovrà affrontare le sue insidie.

Daniele:

Dn 7,21 Io intanto stavo guardando e quel corno muoveva guerra ai santi e li vinceva, 22 finché venne il vegliardo e fu resa giustizia ai santi dell’Altissimo e giunse il tempo in cui i santi dovevano possedere il regno.

La guerra del demoniaco è contro i testimoni della fedequelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

La persecuzione è contro i santi di Dio. Se la persecuzione è subita come un destino avverso o un castigo divino allora i santi sono vinti.

Se è subita nella fedeltà al progetto di salvezza la persecuzione non fa altro che affrettare la Creazione Compiuta , il regno di Dio definitivo.

18 E si fermò sulla spiaggia del mare.

” La spiaggia del mare è il limite che Dio ha posto nei giorni della creazione alle acque).

Gn 1, 9Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. 10Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona.
Sal 108, 6 Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste; al di sopra dei monti stavano le acque. 7 Al tuo rimprovero esse fuggirono, al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite. 8 Salirono sui monti, discesero nelle valli, verso il luogo che avevi loro assegnato; 9 hai fissato loro un confine da non oltrepassare, perché non tornino a coprire la terra.

L’azione del demoniaco raggiunge il suo limite , senza conquistare nulla.

Il mare è considerato, nella tradizione antica, come immagine del caos, l’ambito di esseri mostruosi, da dove arrivano minacce e pericoli (invasioni, tempeste…). Molto forte era la paura di morire affogato in mare…Il drago viene collocato nel suo ambiente, accanto al mare, il serbatoio del male, in un luogo di sabbie che ricordano l’inconsistenza del suo agire.

La narrazione di Gv alterna alle azioni del demoniaco gli interventi salvifici del Cielo.

E’ un paradigma della storia : insieme ad ogni sconvolgimento e rimescolamento dei poteri mondani i credenti devono vegliare per riconoscere ed accogliere, collaborandovi, gli interventi salvifici.

II° SEGNO – LA BESTIA CHE SALE DAL MARE


Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.666 è il numero della bestia. Il 7 è il numero della completezza. 6 che è ( 7-1) è l’incompletezza, che era considerata debolezza.

3 volte 6 indica estrema debolezza, estrema incompiutezza. L’uomo compiuto dal demoniaco è incompiuto, decreato, fallito .

La bestia è impotente, sparirà: nella storia prima o poi spariscono tutte le forme del potere con le dottrine , le ideologie le religioni e i segni prodigiosi dei falsi profeti e dèi. Nella Creazione Compiuta , l’Uomo compiuto da Dio, rimarrà solo la Vita//Spirito//Carità .1 Cor 13,8 Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà.
La carità non avrà mai fine.


666 rappresenta un nome d’uomo ?

” Tutti hanno cercato di capire qual è il nome della bestia interpretando il 666; nel mondo antico ( ebraico) c’era una tecnica (“Gematria”) in cui ogni lettera dell’alfabeto ha un valore numerico per cui la a=1, la d=2 ETC ; allora prendendo i valori numerici delle lettere si potevano costruire dei nomi.

Dalla cifra 666 si può ricavare il nome di “Nerone” [ ma anche TITANO, etc . n.d.r.] ; ma non si tratta di trovare il nome, bensì capire il valore della cifra come qualcosa di parziale e di limitato e che non può nuocere nella vita della comunità perché il 6 è la metà del 12 ( il numero del popolo di Dio ).

Se il 12 è la cifra del popolo di Dio, allora che il nome della bestia sia tre volte 6 vuol dire qualcosa che è (tre volte ) la metà, l’imperfezione assoluta. Per cui nulla di quello che riguarda il popolo / comunità dei credenti, può essere distrutto dalla bestia, anche se apparentemente la forza della bestia sembra travolgerli.

Dire che la bestia ha 3 volte il 6 significa che qualunque siano i suo tentativi non potrà colpire mai quello che è protetto dall’azione divina.

” Nell’Apocalisse il drago e il demoniaco, immagini del potere, cercheranno di impossessarsi del 7, cifra della condizione divina , ma l’autore presenterà tale tentativo con una parodia.

L’autore rappresenta con l’immagine del drago la figura dell’essere potente; nell’AT si usavano tali immagini, drago, serpente, per parlare del faraone o dell’imperatore. Non si tratta di esseri mostruosi (ciò appartiene al campo della fantascienza) bensì umani, o meglio: disumani, che purtroppo conosciamo benissimo. Il drago ha sempre nome e cognome, e un volto ben definito, anche se non lo si vuole riconoscere.

ll Drago, la cui cifra è 666 ( che indica il massimo dell’inconsistenza, la decreazione), non può impedire che si realizzi il processo che conduce la storia verso il suo compimento però può far sì che esso rallenti, questo sì, perché la gente, lasciandosi ingannare dalle apparenze e dalle seduzioni del drago, non presta la sua collaborazione alla causa del Regno di Dio. 

Anticipazione della vittoria dell’Agnello, l’Uomo definitivo.

Ap 14,1 Poi guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. È ritto sul monte Sion : ritto, in piedi, è il risorto , il vivente, il vittorioso.
e insieme centoquarantaquattromila persone (144.000 è 12x12x1000)- 12 è il numero del popolo di Dio; 144 =12×12 è la completezza del popolo di Dio; 144×1000 è Il popolo completo nella sua definitività.

Se la bestia è la pienezza dell’incompleto , Dio e l’Agnello sono la pienezza del Completo .

Si tratta della discendenza di Israele salvata dall’Agnello Gesù, l’Israele messianico, la chiesa.

Ap 5,9 hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, 10e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti, e regneranno sopra la terra».
cf. Ap 7,4 E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele: 5 dalla tribù di Giuda, dodicimila segnati con il sigillo; dalla tribù di Ruben, dodicimila; dalla tribù di Gad, dodicimila; 6 dalla tribù di Aser, dodicimila; dalla tribù di Nèftali, dodicimila; dalla tribù di Manasse, dodicimila; 7 dalla tribù di Simeone, dodicimila; dalla tribù di Levi, dodicimila; dalla tribù di Ìssacar, dodicimila; 8 dalla tribù di Zàbulon, dodicimila; dalla tribù di Giuseppe, dodicimila; dalla tribù di Beniamino, dodicimila segnati con il sigillo. ( paradigma: il popolo di Dio ) 9 Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

I riscattati dalla morte per mezzo del sangue/Vita di Gesù con la Sua resurrezione sono ammessi alla corte celeste recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo


Se l’umanità asservita alle ideologie dei Poteri del mondo è segnata come schiava , l’umanità libera, credente e fedele a Dio e all’Agnello è segnata nella persona ( fronte) dal divino , dal Nome ( l’ ebraico ha shem indica Dio stesso , la sua persona ) il nome dell’Agnello e del Padre suo. Nome-fronte indica una unione intima dei salvati con l’Agnello e il Padre suo.

Liturgia celeste .

2 Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe. Una voce che veniva dal cielo – dalla corte celeste.
Le grandi acque ( Ez 1,24ss) il tuono ed i citaredi sono simboli biblici della gloria di Dio cioè della sua presenza attiva e salvifica nella storia e della comunicazione della sua Parola, in definitiva della divina rivelazione / cf. Esodo/Monte ) cantavano un cantico nuovo – significa che si festeggia una vittoria ( cf Is 42,10ss ).

L’esodo finale di Israele dalla schiavitù del nemico è compiuto ad opera di Gesù. Gesù è l’Israele fedele, il Giusto, il Regno di Dio. Ed ha una Sua discendenza, la Chiesa generata con il Suo Spirito.

 At 22,14 Egli soggiunse: «Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
At 3,14 voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino.


3 Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra. Per comprendere la creazione-storia Gv si pone sempre lì, dal punto certo, dal punto del compimento in Gesù.

Mentre l’autore del libro di Daniele scrutava la storia dalla posizione di una fine del mondo ( necessaria alla sua teologia ), Giovanni , appoggiandosi alle visioni profetiche , la scruta da testimone della vittoria di Gesù risorto.

Daniele vedeva un giudizio finale della storia sfavorevole a questo mondo e la creazione -oltre la storia- di un Nuovo Mondo , simile però a questo, in cui Dio avrebbe realizzato il Regno di Israele definitivo secondo le attese espresse dalla teologia giudaica dell’epoca .

Giovanni vede – nella linea profetica – l’azione di Gesù , Agnello sgozzato/risorto che libera la creazione, questo mondo, dal demoniaco e la riconfigura –nella storia-secondo il progetto del Padre, ” su ogni momento storico”. E’ il Regno di Dio , Gesù- Chiesa, che agisce nella storia, continuamente, per portarla al compimento: l’Umanità Definitiva, Regno definitivo di Dio e dell’Agnello.

Solo l’Israele ammesso alla corte celeste, i salvati ( letteralmente i riscattati o redenti dal sangue dell’Agnello, i 144 000 , il popolo compiuto 12x12x1000), possono comprendere il canto di vittoria , cioè comprendere nella sua completezza la divina rivelazione, il progetto salvifico di Dio , l’opera salvifica compiuta nella creazione-storia dall’Agnello e dal Padre suo.

Credere per ” vedere”. 4 Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. 5 Non fu trovata menzogna sulla loro bocca; sono senza macchia.non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini. La parola contaminati richiama la purità rituale ebraica, vergini significa che non hanno nulla che possa impedire loro l’accesso alla dimensione divina, alla comunione con Dio, in particolare non hanno praticato l’idolatrìa.
 redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello.
 sono il resto santo di Israele ( cf 1Cor15,20ss).
– seguono l’Agnello dovunque vada : nei testi Giovannei il verbo andare è sempre l’andare verso il Padre. Si tratta di coloro che portano la loro croce e Lo seguono nell’esodo verso il Padre, nella dimensione del risorto. Sono discepoli di Gesù.
– Non fu trovata menzogna sulla loro bocca , come nel servo sofferente di Jhwh ( Is 53,9) sono i veri testimoni-servi di Jhwh e del suo disegno salvifico , sempre con la verità sulla loro bocca.

IL VANGELO ETERNO

6 Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo.

Un angelo ( paradigma del messaggero di Dio ) nella storia è continuamente rivolto a tutti popoli della terra per chiamarli alla conversione al vangelo eterno che è la buona notizia del disegno salvifico di Dio che si realizza nel programma di Gesù.

Il Vangelo eterno è Gesù e l‘angelo , in questo eone, è la chiesa. Nell’ At il vangelo eterno veniva annunciato dai profeti :

Is 40, 9 Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion! Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! 10 Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. 11 Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri».

7 Egli gridava a gran voce: «Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il mare e le sorgenti delle acque». L’AT era considerato la rivelazione-legge divina data a Israele dagli angeli ,

At 7,53 voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata»

Esso invitava i popoli a temere Jhwh come unico Dio creatore e signore della storia.

 è giunta l’Ora

C’è un giudizio divino continuo sulla storia che riguarda tutti gli abitanti della terra come creature di Dio. Perché è giunta l’ora del suo giudizio – il giudizio è nell’ “Ora” , cioè nella morte/resurrezione di Gesù che è offerta salvifica, Vangelo eterno nella storia fino al suo compimento.

Gv5, 24 In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
25 In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
26 Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, 27 e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. 28 Non meravigliatevi di questo: viene l’ora 
[ed è questa] in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce 29 e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Non si tratta della fine del mondo ma del giudizio universale che inizia ” ora” con l’annuncio della salvezza a tutti i popoli. Il Vangelo eterno, l’offerta salvifica di Gesù, il Suo Spirito/Vita che salva dalla morte è un giudizio continuo ed universale, per tutti i popoli.

E la sentenza è : salvezza per chi lo accoglie ed entra nella comunità della carità per le beatitudini ; qui partecipa al banchetto di nozze di Dio con il suo popolo. E la sentenza è : fallimento per chi lo rifiuta . Col 2,12 Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. 13 Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l’incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati 14 annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; 15 avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo. 

8 Un secondo angelo lo seguì gridando: Annuncio del Cielo .
Intervento salvifico.

«È caduta, è caduta Babilonia la grande, quella che ha abbeverato tutte le genti col vino del furore della sua fornicazione”. È caduta-La tribolazione è finita . Il testo richiama un oracolo profetico.

Is 21,9 Ecco, qui arriva una schiera di cavalieri, coppie di cavalieri. Essi esclamano e dicono: «È caduta, è caduta Babilonia! Tutte le statue dei suoi dèi sono a terra, in frantumi». Paradigma : la Babilonia di turno della storia, il potere oppositivo, il demoniaco precipitato sulla terra, il male strutturato diremmo oggi , quello che impedisce con le sue strutture oppressive di realizzare la comunità delle beatitudini, è vinto. Lo sarà definitivamente.

L’annuncio anticipa che di intervento in intervento il Cielo porterà a compimento di perfezione la creazione. Ma qui ( nell’oggi) l’anticipazione è solo una consolazione per affrontare con la forza della fede una nuova tribolazione.

9 Poi, un terzo angelo li seguì gridando a gran voce: «Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, Tutti i profeti At avevano tuonato contro l’idolatria, la prostituzione del popolo con altre divinità ( = l’accoglienza del demoniaco nella propria vita fin nelle istituzioni civili e religiose ) qui citata con i segni satanici : bestia, statua, marchio.

10 berrà il vino dell’ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell’Agnello. 11 Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome”. Berrà il vino dell’ira di Dio-il calice dell’ira divina , semitismo per dire che ogni scelta umana ha inevitabili conseguenze .

Chiunque adora la bestia … sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell’Agnello: non si tratta dell’inferno dell’immaginazione popolare ma del paradigma ” fuoco e zolfo” ( le solfatare ) immagine di un tormento della coscienza come conseguenza delle proprie scelte contrarie all’Uomo .

Nell’AT si trova a partire da Sodoma e Gomorra di Gn 10 ripreso dai profeti come Is 1 Is 3 Ger 49, Am 4, Sof 2 , etc. Nel NT:

2Pt 2,6 Così pure condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, lasciando un segno ammonitore a quelli che sarebbero vissuti senza Dio.
Gd 1,5 voglio ricordare che il Signore, dopo aver liberato il popolo dalla terra d’Egitto, fece poi morire quelli che non vollero credere 6 e tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del grande giorno, gli angeli che non conservarono il loro grado ma abbandonarono la propria dimora. 7 Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che alla stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura, stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno.
Rm 9,29 E come predisse Isaia: Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo divenuti come Sòdoma e resi simili a Gomorra.

Lc 17,29 ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti.
Mt 11,23 E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora!
Mt 10,15 In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città. // Mt 11,24 Lc 10,12
Ap 11,8 I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso.

Il fumo del loro tormento che salirà per i secoli dei secoli , e non avranno riposo né giorno né notte – è la coscienza del fallimento del proprio essere che diventa un tormento eterno ( pianto e stridor di denti).

12 Qui appare la costanza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù. Di fronte a questa sentenza definitiva si può comprendere la necessaria perseveranza della fede che si manifesta nell’osservanza della Legge Morale Naturale (i comandamenti di Dio) e nella testimonianza di Gesù, l’Uomo definitivo.

13 Poi udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: Beati d’ora in poi, i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono”. Scrivi– si tratta del compito profetico di Giovanni . La rivelazione/Gesù come creazione-storia di salvezza va scritta per tutte le generazioni. È Parola di Dio.

Nella perseveranza della fede c’è la promessa di una beatitudine: morire nel Signore è riposare cioè entrare con la resurrezione nella beatitudine del riposo di Dio . Il termine della perseveranza nelle opere della fede nella costruzione della comunità della carità per le beatitudini, è la beatitudine definitiva dell’Uomo compiuto.

Ma qui, nell’oggi, l’annuncio è una Consolazione preparatoria ad altre tribolazioni.

TERZO SEGNO : IL FIGLIO DELL’UOMO

14 Io guardai ancora ed ecco una nube bianca e sulla nube uno stava seduto, simile a un Figlio d’uomo; aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata. Nube bianca – è la trascendenza, la dimora divina
uno seduto – si tratta di una autorità celeste, un re divino.
simile a un Figlio d’uomo -richiama Dn7, ma qui è Gesù
sul capo una corona d’oro – segno di vittoria
in mano una falce affilata – è un giudice che miete il campo di Dio con le sue sentenze .

La visione anticipa la vittoria finale di Dio sul demoniaco.
Il giudizio di Israele, mietitura della ” vigna del Signore“.
15 Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura». 16 Allora colui che era seduto sulla nuvola gettò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta. Gl 4,13 Date mano alla falce, perché la messe è matura; venite, pigiate, perché il torchio è pieno e i tini traboccano, poiché grande è la loro malvagità!

Mc 4,29 Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».

Mt 13,26 Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. 27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 28 Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? 29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».

Mt 24,14 Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. Mt 25,32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri .


Siamo nella teologia , qui si tratta della maturazione del giudizio di Israele perché è finito il suo eone con la morte/resurrezione di Gesù.

17 Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, anch’egli tenendo una falce affilata. 18 Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, uscì dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». 19 L’angelo gettò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio. 20 Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì sangue fino al morso dei cavalli, per una distanza di duecento miglia. La vigna di Dio è Israele.
La vigna della terra sono i nemici.
È vendemmia allora.

Un oracolo profetico annunciava la vendemmia, ma dei nemici di Israele:

Is 63,3 Li ho pigiati nella mia ira,
li ho calpestati nella mia collera.
Il loro sangue è sprizzato sulle mie vesti
e mi sono macchiato tutti gli abiti,
…3 «Nel tino ho pigiato da solo e del mio popolo nessuno era con me.


Oracolo evocato da Gv per annunciare la vittoria del crocifisso sui nemici dell’Israele messianico. (pigiato nel tino dell’ira cioè crocifisso)

Il tino fu pigiato fuori della città
– Gesù fu crocifisso fuori porta.
dal tino uscì sangue .
 per duecento miglia – il sangue di Gesù che contiene il suo Spirito è stato effuso su tutta la terra.

Il ” Vangelo Eterno “è la buona notizia dell’offerta dello Spirito/Vita che supera la morte ; questa offerta produce un giudizio universale che si svolge lungo la storia e separa chi la accoglie da chi la rifiuta.
A partire da Israele ( cf. Mt 24)

MAGGIONI, B., L’Apocalisse, Assisi: Cittadella, 1981.

Testi scelti da 2 conferenze di Ricardo Pérez Márquez sul libro dell’Apocalisse [Studibiblici.it]

ARTICOLO ORIGINALE

http://www.corsodireligione.it/bibbiaspecial/apocalittica/apocalisse_8.html

I ROSACROCE, GLI ENTEOGENI E LE TRASFORMAZIONI ANGELICHE: INTERVISTA CON HEREWARD TILTON

“Chi se non un Rosacroce potrebbe spiegare i misteri rosacrociani!”Zanoni (1842) di Edward Bulwer-Lytton

Edward Bulwer-Lytton è stato spesso descritto come uno scrittore cripto-rosacrociano e nel suo capolavoro, Zanoni , ha abbozzato un’immagine molto distinta del mago ideale. Zanoni, l’omonimo mago del romanzo, è uno stoico auto-sacrificale e schivo con un talento per la teatralità e il vigilantismo in stile Batman. Proprio come lo stregone di Daniel Defoe, agisce – per parafrasare Shakespeare – come un “ministro del destino”, un oscuro agente che governa sottilmente “le cose più grandi della vita”, facendo saltare o succedendo “alle imprese di principi e persone”.

Tuttavia, nel libro, Bulwer-Lytton dedica poco tempo a spiegare come Zanoni abbia acquisito i suoi poteri semi-divini. Tuttavia, fornisce al lettore diversi suggerimenti occulti. A un certo punto, Zanoni afferma che la trance è una porta per l’iniziazione spirituale. “Nei sogni”, dichiara, “inizia tutta la conoscenza umana: nei sogni aleggia su uno spazio smisurato, il primo debole ponte tra spirito e spirito, questo mondo e i mondi al di là! Zanoni comunica regolarmente anche con un’intelligenza angelica chiamata Adonai. C’è persino un punto in cui Glyndon, il protagonista dissoluto del romanzo, respira un vapore scintillante durante un esperimento di autoiniziazione illecita. La droga – o meglio, il suo uso improprio – fa sì che Glyndon veda e ascolti il ​​pauroso “Guardiano della Soglia”, un fantasma malevolo e sempre presente.

Sebbene Zanoni contenga solo lampi di informazioni su alcuni metodi esoterici di comunicazione e trasformazione, gli attuali Rosacroce ei loro ammiratori, impiegarono un miscuglio collaudato di tecniche di alterazione della mente, che derivarono da Paracelso, Heinrich Khunrath e varie altre figure sul stregoneria medievale e moderna e scena alchemica.

Secondo il dottor Hereward Tilton, uno storico religioso che ha insegnato magia, alchimia e rosacrocianesimo della prima età moderna all’Università di Amsterdam (Storia della filosofia ermetica e correnti correlate) e all’Università di Exeter (Exeter Center for the Study of Esoterismo), queste pratiche molto reali, che potrebbero includere l’assunzione di droghe enteogene e l’induzione di trance osservando lo specchio, erano progettate per aiutare il mago a contattare o diventare un angelo sovramondano.

Abbiamo incontrato Tilton per saperne di più sui Rosacroce e sulle loro svariate arti di trasformazione corporea e spirituale.

Figura 1 – La montagna dei filosofi come raffigurata nel testo del diciottesimo secolo, Geheime Figuren der Rosenkreuzer (I simboli segreti dei Rosacroce).

Il Custode: Potresti approfondire le somiglianze e le differenze tra i concetti di trasfigurazione, gnosi e alchimia spirituale nella teoria e pratica dei Rosacroce?

Dr Hereward Tilton: Trasfigurazione, gnosi e alchimia spirituale sono concetti correlati ma distinti. Nel contesto alchemico e cabalistico cristiano della prima Rosacroce moderna, “trasfigurazione” si riferisce alla spiritualizzazione della materia, in particolare del corpo umano materiale. Prima di tutto, questa nozione si rifà alla trasfigurazione di Cristo, che si pensava implicasse la trasformazione del suo corpo terrestre corruttibile in una forma spiritualizzata immortale; Il dogma cristiano ortodosso prevede che tutti gli esseri umani assumano simili “corpi di risurrezione” con i quali trascorreremo l’eternità in paradiso o all’inferno.

Per quanto riguarda l’alchimia, la morte e la risurrezione di Cristo servirono da modello per il processo alchemico, e la Pietra Rossa dei Filosofi fu equiparata alla carne e al sangue trasfigurati di Cristo, cioè un paradossale “corpo spirituale”. Questa spiritualizzazione della materia si rispecchia nell’azione della Pietra Filosofale sui metalli vili come agente di trasmutazione, e allo stesso modo nel suo effetto sul corpo umano come panacea ed elisir di vita.

Figura 2 – La rappresentazione alchemico-cabalistica di Cristo di Heinrich Khunrath come potere trasfigurante universale in Amphitheatrum sapientiae aeternae.

D’altra parte, dalla prospettiva cabalistica e cabalistica cristiana, la nozione di trasfigurazione è esemplificata dalla storia di Enoch, il patriarca biblico che è stato “preso da Dio” senza morire nel libro della Genesi. I libri tardoantichi di Enoch descrivono questo passaggio sconcertante in termini di angelificazione di Enoch. Tra i testi proto-cabalistici di Hekhalot, il Sefer Hekhalot del quinto secolo o “Libro dei palazzi celesti” (il terzo libro di Enoch) descrive l’ascesa celeste e la trasfigurazione di Enoc come l’angelo Metatron, il “piccolo Yahweh” o “principe degli volto divino ”.

Attingendo più o meno direttamente dal Sefer Hekhalot e dall’estatico cabalista Abulafia, il grande cabalista cristiano del Rinascimento italiano, Giovanni Pico della Mirandola , interpretò questa angelificazione neoplatonicamente come unione con la mente divina, e addusse la trasfigurazione di Enoch come prova del nostro proteiforme. capacità di trasformare noi stessi e scalare la catena dell’essere in forme progressivamente più spiritualizzate.

Una fusione di queste nozioni alchemiche e cabalistiche di trasfigurazione è evidente a vari livelli nelle opere di Francesco Zorzi, Heinrich Agrippa, Heinrich Khunrath e in particolare John Dee. Nella sua Monas hieroglyphica , Dee attinge alla terminologia di Pico per descrivere una virtù superceleste trasfigurante da oltre “l’orizzonte del tempo” (cioè oltre i regni celeste e terrestre governati dal destino). Per mezzo di questa virtù, il cabalista cristiano ascende attraverso le sfere celesti verso la sua angelificazione, che Dee descrive nei termini esplicitamente alchemici di putrefazione, separazione, coniunctio oppositorum , ecc.Una volta che il mago superceleste ha raggiunto questa trasfigurazione Enochiana, Dee afferma, “da allora in poi sarà molto raramente visto da occhi mortali”.

Figura 3 – John Dee indica la sua “monade geroglifica”, una figura talismanica che assiste l’ascesa all’angelizzazione.

Questa conseguenza dell’angelizzazione è alla base della leggendaria invisibilità dei Rosacroce, una vasta rete sotterranea di alchimisti e ispiratori antiistituzionali dedicati alla Theophrastia sancta paracelsiana e alla “Riforma magica” di Agrippa. Nonostante la fama delle sue Nozze chimiche di Christian Rosenkreuz e il suo contributo giovanile ai manifesti rosacrociani dell’inizio del XVII secolo, il pastore luterano Johann Valentin Andreae si oppose all’orientamento teologico dominante di questa rete, dei suoi antenati e dei suoi successori. Tra le altre cose, il rosacrocianesimo è una tradizione gnostica occidentale con le sue radici nell’antica eresia cristiana. 

La “gnosi” perseguita dai Rosacroce nel corso dei secoli è una conoscenza liberatoria del nostro essere più intimo: una luce interiore divina identica alla mente primordiale o fondamento universale dell’essere. Questa ricerca può essere fatta risalire attraverso la Kabbalah e i testi Hekhalot all’antico gnosticismo proprio, in particolare ad alcuni “culti del serpente” eretici dedicati a tecniche estatiche quasi tantriche.

Per quanto riguarda l ‘”alchimia spirituale”, questa frase è stata resa popolare nel diciannovesimo secolo dal rosacrociano Arthur Edward Waite e dalla fondatrice della Società Teosofica, Helena Petrovna Blavatsky. Attingendo alla terminologia alchemico-cabalistica di Dee, Waite comprende “alchimia spirituale” in termini di angelificazione o “deificazione” trasfigurante dei cabalisti cristiani. Questo uso è in consonanza con la prima menzione di “alchimia spirituale” di cui sono a conoscenza, che fu fatta nel 1633 dall’apologeta dei Rosacroce Robert Fludd. Parla dell’umano peccatore che è “elevato nella sfera di luce” ed “esaltato nel Figlio di Dio” da una trasfigurante alchymia spiritualis .

D’altra parte, la concezione di Blavatsky di “alchimia spirituale” devia da questa tradizione in modi importanti. Lei suggerisce che l’alchimia fosse principalmente una ricerca mistica piuttosto che di laboratorio, e che gli alchimisti nascondessero la loro arte della trasmutazione interiore con un linguaggio pseudochimico a causa della minaccia rappresentata dall’Inquisizione. Nonostante la sua popolarità, questa non è una posizione sostenibile.

C: Che ruolo hanno svolto le sostanze enteogene o psicoattive nella ricerca della trasfigurazione? Quali alchimisti e maghi del medioevo e della prima età moderna descrissero esplicitamente, allusero o sperimentarono questi “elisir”?

HT: Ci sono una manciata di allusioni a forme psicoattive della Pietra Filosofale, in particolare la Pietra Angelica associata a John Dee, che si diceva garantisse “l’apparizione degli angeli più benedetti e gloriosi” attraverso i suoi “odori celesti e fragranti” . Il conoscente di Dee, Heinrich Khunrath, sembra aver usato un enteogeno alchemico simile per assistere la sua ascesa celeste. Questa “scintilla ardente dell’Anima del Mondo” è stata distillata dall’acido solforico e usata come mezzo per le Pietre Filosofali rosse e bianche di Khunrath (cioè colloidi d’oro e d’argento); lo descrive come una sostanza altamente volatile e aromatica che produce uno stato di euforia.

Queste proprietà suggeriscono che stesse sintetizzando etere dietilico, un anestetico euforizzante e allucinogeno scoperto da Paracelso negli anni Venti del Cinquecento. In effetti, Khunrath potrebbe essere stato il primo alchimista ad equiparare questo composto con âither, la quintessenza celeste o quinto elemento dell’antichità classica. In ogni caso, il dietil etere continuò a essere identificato con l’elisir alchemico fino al XIX secolo.

Ci sono anche prove dell’uso cabalistico cristiano di enteogeni vegetali associati all ‘”unguento volante” delle streghe, un unguento a base di erbe presumibilmente spalmato dalle streghe sul forcone e sui manici di scopa, e quindi applicato ai genitali con l’intento di volare verso il Sabbath diabolico. L’alchimista fiammingo del diciassettesimo secolo Johan Baptista van Helmont racconta un pericoloso esperimento con wolfsbane, una belladonna altamente tossica nominata da diverse autorità rinascimentali come ingrediente principale dell’unguento volante. I conseguenti stati alterati di coscienza e le sensazioni somatoviscerali che l’accompagnano sono interpretati da van Helmont nei termini cabalistici di un risveglio della propria anima immortale, la mente divina ( mens ) che giace oltre l’influenza dei pianeti e delle stelle.

Figura 4 – L’abominio degli stregoni di Jaspar Isaac.

Wolfsbane e altre ombre notturne psicoattive come la mandragora e il giusquiamo sono presenti in modo prominente nelle fumigazioni magiche medievali e della prima età moderna, che di solito comportavano bruciare erbe, incenso e vari altri ingredienti vegetali, minerali, animali e umani in un incensiere. Lo scopo di tali fumigazioni era di evocare angeli, demoni e spiriti dei morti (negromanzia). Anche se di solito erano dirette a scopi pratici abbastanza bassi, occasionalmente troviamo queste tecniche usate al servizio della “magia bianca”.

Ad esempio, Agrippa cita un passaggio del De vita di Ficino sull’attrazione degli spiriti delle stelle con le fumigazioni, quindi procede elencando le fumigazioni psicoattive dal Sefer Raziel medievale (“Libro dell’angelo Raziel”) contenente “erbe spirituali” come giusquiamo e cicuta. Queste pratiche servono al più grande scopo gnostico della magia di Agrippa: ascendere verso l’auto-deificazione attraverso una “scala” che comprende i poteri planetari e stellari e i loro angelici signori. Questa scala esiste anche all’interno del microcosmo del corpo umano, la cui struttura corrisponde al corpo eterno di Dio (le dieci Sefirot cabalistiche).

Un altro esempio notevole di fumigazioni psicoattive al servizio della magia bianca proviene da una versione manoscritta inglese del XVI secolo dello pseudo-solomonico Liber iuratus Honorii (“Libro Giurato di Onorio”). Con le sue indicazioni per ottenere visioni di Dio, questo testo medievale è debitore delle tecniche magiche della “Cabala pratica”; la versione cinquecentesca, oltre alle preghiere originali, ai sigilli e ai nomi di Dio, raccomanda l’uso di fumigazioni psicoattive associate al Sefer Raziel .

Tra i soliti fumiganti – ombre notturne, papaveri da oppio – il testo menziona anche la radice della canna comune. Questa è una fonte nativa europea di Dimetiltriptamina (DMT), uno dei principali costituenti psicoattivi dell’Ayahuasca, la mitica pozione curativa dell’Amazzonia.

C: Quando hanno iniziato a comparire queste droghe nei libri magici di caccia al tesoro, come Touch Me Not ? In che modo esattamente venivano usati, o abusati, nei rituali dei cacciatori?

HT: Per quanto riguarda gli scopi pratici di base che ho menzionato, la caccia al tesoro magica raggiunse proporzioni epidemiche nelle terre di lingua tedesca del XVII e XVIII secolo attraverso i grimori Höllenzwang (Coercizione dell’Inferno). Una propaggine dell’età moderna della tradizione pseudo-solomonica di legare i demoni, questa letteratura è principalmente associata all’alchimista e mago del XVI secolo Johann Georg Faust. Oltre al famoso patto faustiano con il diavolo, i manuali di “coercizione dell’inferno” offrono istruzioni per legare i demoni che si ritiene custodiscano i tesori sotterranei.

Per quanto riguarda le fumigazioni, il Sefer Raziel descrive l’incendio di giusquiamo, papaveri e cicuta allo scopo di nascondere tesori; tuttavia, mentre la Clavicula salomonis (Chiave di Salomone) ei suoi precursori bizantini includono incantesimi per strappare tesori dagli spiriti maligni, l’uso di fumigazioni psicoattive a questo scopo entra in gioco attraverso la letteratura Höllenzwang . Infatti questa pratica portò a una famosissima tragedia nei pressi della città tedesca di Jena nel 1715.

Tre aspiranti cacciatori di tesori si sono incontrati in una remota baita di montagna la vigilia di Natale; portarono con sé vari talismani, così come l’ Höllenzwang di Faust , la Clavicula salomonis , un vaso di fiori di ferro pieno di carbone come incensiere improvvisato e un’erba nota come Springwürzel . Questa pianta leggendaria avrebbe avuto il potere di rompere le serrature degli scrigni del tesoro ed era comunemente identificata con la mandragora.

Figura 5 – Magica caccia al tesoro andata male, dal grimorio del diciottesimo secolo Touch Me Not! Per gentile concessione della Wellcome Library.

Poiché era necessario invocare l’angelo planetario che governava il demone guardiano del tesoro, i cacciatori di tesori scolpirono un cerchio protettivo nel soffitto della capanna e iniziarono a evocare Och, un angelo del sole paracelsiano. Mentre recitavano i lunghi elenchi di nomi divini e verba ignota (parole sconosciute) dai loro manoscritti, spruzzarono lo Springwürzel sui carboni ardenti. Purtroppo faceva un freddo pungente sulle colline, quindi tenevano chiuse anche la porta e le finestre della capanna. Le conseguenze furono disastrose. Il giorno dopo, sul tardi, due cacciatori di tesori furono trovati morti; il terzo era a malapena vivo e balbettava incoerentemente.

Due guardie furono inviate per sorvegliare i cadaveri e decisero di riaccendere i carboni per riscaldarsi. Uno di loro morì: l’ultima che fu udita dal suo corpo tremante fu una preghiera, stranamente borbottata come da qualcuno che dormiva. Il sopravvissuto ha testimoniato di aver visto un bambino demoniaco picchiare alla porta della capanna. Fu un caso celebre in Germania, con teologi che discutevano di medici illuminati: la colpa era del Diavolo o era semplicemente un caso di avvelenamento da belladonna?

Figura 6 – Tragedia della vigilia di Natale di Jena del 1715.

C: L’Urim e il Thummim dei Rosacroce erano un aggeggio fisico o più un’idea simbolica?

HT: I Rosacroce Urim e Thummim erano un aggeggio fisico. Comprendeva un certo numero di Pietre Filosofali riflettenti simili a pietre preziose intarsiate su un supporto composto da una lega dei sette metalli planetari (il cosiddetto electrum magicum ). Durante il diciottesimo secolo, fu utilizzato dai sette Magi al vertice dell’Ordine della Croce d’Oro e della Croce Rosata per vari scopi di divinazione: per testimoniare i segreti della Creazione, per comunicare con Dio e i suoi angeli e per ispezionare i cuori di potenziali iniziati. 

I sette Magi stessi furono chiamati in onore dei sette pianeti e dei loro angelici signori, poiché i gradi iniziatici dell’ordine riflettevano i passi dell’ascesa cabalistica cristiana verso Cristo-Metatron. L’Urim e il Thummim erano tra i manufatti più sacri dell’ordine, ed è descritto in un manoscritto come “Geova Gesù stesso”.

Figura 7 – L’Urim e il Thummim della Croce d’Oro e Rosa come raffigurati nel De magia divina oder Caballistischer Geheimnüsse

Il manufatto in possesso della Croce d’Oro e della Rosa era derivato dalle pratiche alchemico-cabalistiche di Heinrich Khunrath, che è raffigurato mentre consulta un simile Urim e Thummim in un manoscritto dell’inizio del XVII secolo dalla British Library. In questo caso il manufatto è composto da tre Pietre Filosofali lucidate a specchio incastonate in supporti di electrum magicum ; gli emblemi di una copia aperta dell’Amphitheatrum sapientiae aeternae di Khunrath si riflettono nella pietra centrale. Lo scopo di questa pratica era di entrare in contatto con “un grande spirito benevolo dall’Empireo”, vale a dire un angelo dalla più alta sfera superceleste oltre le stelle fisse, che avrebbe agito da intermediario per un’eventuale unione con Dio in questa vita.

Figura 8 – L’Urim e il Thummim di Heinrich Khunrath come raffigurati nelle Tabulae theosophiae cabbalisticae di Khunrath

L’originale biblico Urim e Thummim erano oggetti enigmatici – forse pietre preziose – situati sopra o all’interno della corazza rituale dei sommi sacerdoti dell’Israele preesilio, che li usavano per scopi divinatori come determinare la colpevolezza o l’innocenza di una persona accusata. Tuttavia, il vero antico precursore dell’Urim e del Thummim Rosacroce si trova negli scritti dell’alchimista gnostico del IV secolo Zosimo di Panopoli.

Nel suo tratto “On Electrum”, Zosimo descrive il raggiungimento della gnosi tramite la meditazione sulla propria auto-riflessione in uno specchio di elettro, che è la mente di Dio situata al di sopra delle sette sfere planetarie. Lo specchio menzionato da Zosimo appartiene a un gruppo di manufatti magici dell’elettrum – anelli, vasi, campane – che troviamo associati al re Salomone nella letteratura pseudo-salomonica medievale e che riappariscono nelle pratiche dei Khunrath e dei successivi gruppi rosacrociani tramite lo pseudo -Paracelsian Archidoxis magica . 

Anche se non sono a conoscenza di alcun esempio sopravvissuto degli alchemico-cabalisti Urim e Thummim, una campana di evocazione dell’angelo dell’elettrum di proprietà dell’imperatore Rodolfo II, protettore di Khunrath, esiste ancora oggi.

C: Puoi parlarci del contenuto e degli obiettivi generali del tuo libro, The Path of the Serpent ?

HT: The Path of the Serpent è un’analisi in due volumi dell’ambiguo simbolismo serpentino che si trova al centro delle tradizioni gnostiche occidentali che ho menzionato qui. Come nelle tradizioni tantriche indo-tibetane, questo simbolismo è associato al sentiero dell’ascesa gnostica e alla sua controparte microcosmica lungo la neuroassi dell’iniziato. È anche intimamente correlato all’obiettivo di quell’ascesa e alla figura ambigua che giace al confine stellare tra i regni supercelesti e le sfere celesti e terrestri corrotte. 

In alternativa, un sovrano del mondo che schiavizza l’anima e un intermediario liberatore del divino, questa figura appare come un potere serpentino unitario con aspetti benevoli e malevoli, o come una sizigia di poteri serpentini superni e infernali bloccati in combattimento. Le sue manifestazioni principali sono il Demiurgo gnostico, l’angelo Metatron, il serpente teli dei Kabbalisti e Cristo sotto le spoglie del serpente bianco. 

Figura 9 – Serpenti in bianco e nero dagli inferni di Clavis (1751), un manuale di Höllenzwang che si appropria di motivi della magia rosacrociana Metatrona . I Rosacroce contemporanei credevano che il tesoro sepolto custodito dai demoni fosse in realtà la scintilla divina dell’anima del praticante.

A livello storico, questo simbolismo può essere ricondotto attraverso la Kabbalah alle dottrine e alle tecniche estatiche quasi tantriche dei “culti del serpente” gnostici come i Peratae mesopotamici. Al di là dell’antico ambiente gnostico, la documentazione storica ci riporta più indietro alla mitologia Chaoskampf dell’antico Vicino Oriente, in cui il serpente del caos primordiale comprende l’asse cosmico che collega i cieli con il mondo sotterraneo. Nel secondo volume del mio libro esploro questa genealogia in dettaglio e descrivo il suo culmine nell’immaginario del Libro rosso di Carl Gustav Jung, una delle più belle espressioni novecentesche della tradizione gnostica. Tuttavia, un resoconto storico adeguato del simbolismo in questione richiede anche una comprensione delle sue origini psicologiche. Questi si trovano negli stati di coscienza ipo-egoici generati dalle tecniche estatiche.

Poiché gli psichedelici serotoninergici (LSD, psilocibina, DMT, ecc.) Forniscono un accesso sperimentale diretto agli stati ipo-egoici, cioè all’esperienza di un’attenuazione o abolizione delle funzioni dell’io, il primo volume di The Path of the Serpent sviluppa intuizioni neuropsicologiche dalla mia sperimentazione con questi composti enigmatici. Focalizzandomi su una visione paradigmatica invocata da DMT, interpreto l’emergere di un simbolismo serpentino ambiguo – che possiede aspetti sia distruttivi che creativi – in termini di disintegrazione indotta dalla droga delle gerarchie della rete neurale e una disinibizione di accompagnamento dei segnali ascendenti dalla corteccia visiva, il sistema limbico e sistema nervoso autonomo. La disinibizione di questa natura è alla base delle visioni, delle emozioni potenti e delle sensazioni somatoviscerali anomale tipiche non solo dell’uso enteogeno ma anche di altre tecniche estatiche.

Esaminando i resoconti della visione storica dai lignaggi gnostici, mostro come queste alterazioni neurobiologiche siano interpretate dai professionisti in termini di melotesia – il rapporto di parti particolari del corpo con le sfere celesti e i loro angeli / dei associati. Quando le reti neurali superiori abbandonano il controllo sul simbolismo inferiore, visionario si presenta come un fenomeno interocettivo, vale a dire, come la percezione e l’interpretazione degli stati corporei interni che sono normalmente subliminali sotto i regimi neurali della vita quotidiana.

Lo stesso vale per lo stesso stato di coscienza lucido e ipo-egoico, che corrisponde allo specchio della mente divina che giace alla soglia stellare delle sfere superceleste. Simile al “sé osservante” della dissociazione traumatica, questa metaconsapevolezza interocettiva dell’individualità egoica è caratterizzata dall’intuizione di complessi precedentemente inconsci e di traumi codificati in modo somatico.

Figura 11 – Melothesia e l’ascesa gnostica, dal Kurze Eröfnung di Johann Georg Gichtel (1723).

Quindi, contrariamente alla loro rappresentazione da parte degli accademici come errori della mente ingenua pre-illuminata, le dottrine e le pratiche trasmesse dai lignaggi gnostici possono essere considerate come sistemi psicoterapeutici profondi. Vorrei anche sottolineare che The Path of the Serpent non mira a ridurre il suo argomento a una questione di psicologia o neurobiologia.

L’enigmatico simbolismo serpentino che ho studiato dà espressione a dinamiche quasi critiche, al limite del caos, che regolano il sistema nervoso umano e che possono essere osservate anche nella società, nella biosfera e nel più ampio cosmo naturale. All’interno di questi sistemi complessi, una discesa ricorrente nel caos genera l ‘”antichaos” dell’emergenza, cioè la comparsa di proprietà, strutture e comportamenti qualitativamente nuovi. Questo sporadico, archetipo ritorno a un crogiolo di trasmutazione è alla base della continuità tra le antiche narrazioni cosmogoniche del Chaoskampf e il simbolismo serpentino dei lignaggi gnostici.

ARTICOLO ORIGINALE

IL BYPASS SPIRITUALE E LA SPIRITUALITA’ CONTRAFFATTA

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“Lo yoga è fuoco” scriveva Satprem. “La guerra è madre” ci ricorda Eraclito. Dove ci conducono veramente tutti i vari aforismi motivazionali un po’ troppo di facile consumo che ci presentano una realtà “confezionata” che non ci permette di lavorare davvero sui nostri limiti e sulla nostra coscienza profonda?

di GIACOMO COLOMBA

Forse il nome sarà sconosciuto ai più, ma purtroppo la tendenza conosciuta come bypass spirituale è più diffusa di quanto si creda.

Che cos’è esattamente il bypass spirituale? Il termine è stato coniato da una figura di spicco della psicologia transpersonale, John Welwood, tra l’altro esperto di buddhismo e discipline orientali.

Viene definita come tendenza a utilizzare idee e pratiche comunemente ritenute spirituali per evitare di affrontare blocchi emotivi irrisolti e ferite psicologiche.

Molti libri che oggi vengono ritenuti spirituali, specie gran parte dei libri motivazionali, sarebbero in realtà basati sul bypass spirituale, e rappresentano paradossalmente una sorta di autosabotaggio psicologico per evitare di dover accettare i propri limiti e le proprie manchevolezze, nascondendo il tutto dietro di un comodo velo di misticismo che, molto comodamente, ci impedisce di affrontare un vero progresso. Vediamo qualche esempio concreto.

Bypass spirituale: un distacco esagerato e innaturale

Il distacco, l’equanimità, è considerato una qualità spirituale in diverse religioni e tradizioni. Ciò nonostante una disconnessione innaturale dalla realtà esterna e dalle proprie emozioni dolorose provoca solo repressione e distacco dalla realtà.

Il vero distacco interiore ci avvicina alle persone, crea empatia, sa accogliere pensieri scomodi e sensazioni disagevoli senza per questo alterare lo stato di coscienza di base.

La Bhagavad Gita ci descrive questo stato come un oceano che riceve le acque dei fiumi senza alzarsi di livello. Ma spesso, quando questo distacco è innaturale e forzato, le cattive emozioni e i cattivi pensieri sono solo ricacciati sotto il tappeto di uno stato di coscienza più profondo, dove generalmente attecchiscono e influenzano lo stato di veglia.

Bypass spirituale: un’eccessiva enfasi sugli aspetti positivi

Niente è completamente bello e positivo e il segreto della felicità è saper riconoscere ed accettare l’imperfezione. Le imperfezioni esistono per farci progredire, ma non è possibile trasformarle se non vengono riconosciute ed accettare.

Il che non vuol dire indulgere in eccessivi mea culpa. Difatti l’eccessiva enfasi sugli aspetti positivi di sè e degli altri è solo l’altro lato di una malsana tendenza a colpevolizzare e colpevolizzarsi.

Una corretta valutazione di sè, sincera, porta sempre ad umiltà e senso di gratitudine, il che vuol dire riconoscere il positivo senza per questo eccedere nelle celebrazioni.

Bypass spirituale: fobia della rabbia

Diffidare delle persone che non si arrabbiano mai. Gesù rovesciò i banchi dei cambiavalute nel tempio e Ramakrishna ci dice che anche chi realizza il Divino e si libera dell’ego può conservare ancora una forma di rabbia.

Ma tornando più terra terra, la rabbia va riconosciuta come una reazione naturale, un istinto umano che richiede molto tempo per essere padroneggiato.

Ancora una volta, la fobia dà il lato oscuro dell’indulgenza e le due vanno a braccetto. Una vera attitudine spirituale è quella di riconoscere i propri limiti caratteriali e di lavorarci sopra.

La rabbia viene a dirci qualcosa di noi, di ciò che avviene nel nostro profondo e spesso ci mostra ferite antiche non ben rimarginate. E’ bene non essere troppo pudici e sentire cosa ha da dirci.

Bypass spirituale: compassione e tolleranza indiscriminate

Vale quello che abbiamo detto per l’eccesso di distacco: deve essere naturale, non forzato. La capacità di discriminare, in sanscrito viveka, e il discernimento, vicara, sono due qualità essenziali nel vero cammino spirituale.

Durante il progresso si deve essere capaci di intendere e scegliere cosa accettare e cosa non accettare. Solo una volta realizzati e maturati spiritualmente si sarà in grado di accettare tutti i contatti della vita senza rischi.

Ma cominciare il cammino escludendo questi due strumenti e tollerando di tutto è una scelta infelice dal punto di vista spirituale. Un antico yogi bengalese usava dire: un piccolo albero verrà mangiato dalle vacche se non protetto, ma una volta cresciuto forte, neanche un elefante potrà abbatterlo. Certo procedere discriminando costa fatica e comporta degli errori, ma è poi così importante non commettere errori?

Bypass spirituale: giustificare la mancata assunzione di responsabilità

Frasi come “L’universo ha voluto cosi’”, “Tutto accade per una ragione”, “Succederà quello che deve succedere”, per quanto vere, sono nella maggior parte dei casi delle tipiche ego-trap per evitare di riconoscere di aver sbagliato o mancato una giusta azione.

Si potrebbe definire il bypass spirituale come una forma pervertita di spiritualità usata come meccanismo di difesa del proprio lato in ombra.

Vergogna, rabbia, solitudine, sono parte della nostra natura di base, che va accettata per essere trasformata. Non è bene nascondere quando gli altri ci feriscono e non nascondersi quando siamo noi a ferire gli altri.

Giustificarsi significa non assumersi le proprie responsabilità. Quello che chiamiamo oggi bypass spirituale è ben conosciuto da tempo: nell’escatologia sufi esiste il barzakh, una zona intermedia tra la coscienza superficiale e quella spirituale in cui la psiche può venire deviata da idee distorte, ingigantite o minimalizzate.

 

FONTE

https://it.quora.com/

L’ALCHIMIA SESSUALE, di Elena Frasca Odorizzi

L’Alchimia Sessuale, il suo significato e i suoi rapporti con la Magia Sessuale “moderna”.

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«Chi non considera che il significato esteriore isolando dall’insieme è un materialista, chi non considera che il significato interiore isolando dal resto, è un falso mistico: ma chi unisce i due significati è perfetto»

Ahmad Al Alawi.

Non riuscirò certo ad essere perfetta, ma un faro che illumini la strada è sempre necessario per non perdersi in una riflessione sugli aspetti sessuali dell’alchimia e della magia. Un argomento non facile, sia per il soggetto in sé, sia per la comprensione di qualcosa visto dall’esterno, attraverso l’analisi di fonti e studi di altri.

Tutto è nato dalla lettura di opere sulla Magia sessuale, che veniva equiparata all’Alchimia sessuale, mentre a mio parere si trattava piuttosto di testi riportanti un pensiero confuso, maschilista e culturalmente superato che poco c’entrava con l’Alchimia. Quando mi si è iniziato a chiedere cosa ne pensassi di questo o quel testo ho capito che non potevo dare un’opinione parziale in base a sensazioni personali, senza motivarla. Ho deciso allora di mettermi a studiare e confrontare i vari testi per individuarne origini, mentalità e funzionalità. Ne è venuto fuori che i testi hanno una base culturale molto più complessa di quello che immaginavo e di certo con questa breve ricerca non potrò essere esauriente quanto vorrebbe il mio sole in Vergine, in nona casa. Farò comunque del mio meglio per trattare un argomento così delicato che coinvolge semplici curiosi e scuole esoteriche tutt’ora operanti. Cercherò di farlo anche laddove non ne condividessi le idee di fondo, giacché un investigatore deve essere il più possibile obbiettivo e oggettivo, altrimenti è meglio che si dedichi ad altro. Mi riservo solo la possibilità di poter approfondire meglio in futuro l’argomento, soprattutto se nel frattempo avrò avuto modo di consultare altre fonti e parlare con nuove persone. Consiglio di disporsi alla lettura rilassandosi con l’ascolto di musica classica, magari con le Quattro Stagioni di Vivaldi, come sto facendo io mentre scrivo l’introduzione. Con me funziona.

 

Prima Parte

Introduzione

“Generalità”

Alchimia o Magia Sessuale?

I “famigerati” Testi

I termini della questione: una strada obbligata.

Sesso Sacro nella Bibbia

Gnosticismo antico e “nuovo”

L’Esoterismo cristiano neo gnostico: Sesso e castità, ritenzione del seme e generazione del corpo di luce.

Le origini ebraiche del sistema attraverso la visione dei Cabalisti e della Teurgia

La procreazione materiale, quella spirituale e l’apocalittica.

Le posizioni “migliori”

Seconda Parte

La questione della parità dei sessi nello gnosticismo antico e il maschilismo mascherato

L’insegnamento segreto di Gesù, le Sette Discepole del Salvatore, la Maddalena, come Apostola degli apostoli e gnostico perfetto.

Maria Maddalena, la Prostituta e la Donna Nuda.

Il “Mistero” della Femmina trasformata in Maschio.

Il maschilismo dissimulato e la negazione della femminilità

La Visione Alchemica rispetto a quella cabalistico-gnostico-cristiana

L’Esoterismo nel Cristianimo Neo Gnostico

Samael Aun Weor : il Matrimonio perfetto

L’Esoterismo Cristiano di Tommaso Palamidessi.

Terza Parte – La Spermo-Gnosis e la Teurgia Sessuale

Magia Nera e Magia Sessuale.

Alchimia e Magia Nera

Scienze e Pseudoscienze: Le teorie “Spermoterapiche” di Lakhovsky

Il Corpo di Luce e il metodo “Kremmerz”

Alla ricerca dell’Immortalità: Avatarismo, Vampirismo e Necromagia

La Messa dello Spirito Santo e le Operazioni Teurgiche Sessuali

Poteri Solari, Siddhi, e “Supereroi”

Il Tantrismo Medievale e Il Mistero del Fiore d’Oro

 

Prima parte

“Generalità”

In generale si sente parlare di magia sessuale, chiamata anche magia rossa o dei desideri, mentre più raramente si trovano informazioni sull’alchimia sessuale. Nonostante i due termini siano usati in modo interscambiabile, della prima, l’opinione dei più, è che si tratti di magia nera, quindi di qualcosa di pericoloso e praticato da persone deviate e senza scrupoli per scopi puramente materiali o peccaminosi, della seconda si dice che serva all’evoluzione spirituale e vada praticata sotto stretto controllo, seguendo precise prescrizioni e tecniche, in modo che possa rientrare nelle pratiche della cosiddetta magia bianca. In realtà, anche così viene spesso rifiutata e ascritta nuovamente alla magia nera. All’alba del XXI secolo, il Sesso è dunque ancora considerato qualcosa di imbarazzante di cui parlare, in quanto trattasi di cosa “infida”, “sporca”, “peccaminosa”, “proibita”, “patologica”, “amorale”, in una sola parola “demoniaca”, utile solo a produrre perversioni e violenza e a tentare verso gli effimeri appagamenti della carne? In parte bisogna ammettere che è così, nonostante la rivoluzione sessuale, ma per fortuna basta recarsi in una qualsiasi libreria per essere informati che il Sesso è esattamente anche il suo opposto, ovvero un potere dirompente e rivoluzionario, completamente gratuito e alla portata di tutti, capace di smuovere energie e rendere l’individuo intellettualmente e spiritualmente libero, felice, allegro e appagato, quando viene ovviamente vissuto nel pieno rispetto reciproco. Esistono anche in questo caso due facce della stessa medaglia.

Il Sesso non è un male di per sé, anzi, tutto sta nell’uso che se ne fa. Tutti sanno che non è mai lo strumento a essere dannoso, ma la mente di chi lo usa e il sesso è effettivamente uno strumento per produrre energia. Anzi mi verrebbe da dire che si tratta dell’unica altra fonte di energia veramente rinnovabile, inesauribile, pulita, alla portata di tutti, insieme alla luce solare. Il “colore” di questa energia, invece, siamo noi a definirlo, a seconda dei “colori” che abbiamo dentro, così alcuni useranno “davvero” il Sesso Sacro come sistema di trascendenza ed evoluzione morale, potenziando la loro energia vitale e spirituale, mentre altri ne faranno “davvero” uno strumento di sfruttamento, coercizione e violenza. Quando parlo di Sesso Sacro mi rendo conto che implicitamente io lo assimilo all’Amore, ai sentimenti, all’affettività vissuta attraverso i sensi, ma questo non potrà dirsi di tutti i testi di cui parlerò e quindi è bene specificarlo subito.

Come distinguere una strada da un’altra non è nelle mie possibilità indicarlo, ma credo che la differenza sia determinata dal maggior o minore livello di ignoranza di coloro che dovrebbero trasmetterci le loro conoscenze e di noi che le accogliamo, quindi possiamo renderci contro delle differenze solamente vivendo, cioè attraverso l’esperienza personale e il confronto con l’esperienza altrui. Quando parlo di ignoranza intendo una minore esperienza emotiva e affettiva, quindi una ridotta capacità di trasmettere conoscenza spirituale, amore e saggezza. Al massimo si può dire che il confine tra l’abuso e l’uso dell’energia vitale si delinea nel momento in cui ci venga trasmessa o una mentalità che ci rende liberi e indipendenti, ma desiderosi di condivisione, oppure al contrario, si venga convinti che non sia necessario comprendere, ma solo obbedire: che non abbia senso cooperare, ma sia meglio dipendere da altri, divenendo sfruttatori a nostra volta.

A mio parere, un buon sistema di autovalutazione, potrebbe essere quello di vedere se l’ago della nostra bilancia interiore sia più spostato verso la Venere o verso il Marte, del famoso ed omonimo quadro dell’ermetista neoplatonico, Botticelli.

Alchimia o Magia Sessuale?

Se volessimo, in ogni caso, provare ad ipotizzare come dovrebbe essere l’Alchimia sessuale a livello ideale, cosa potremmo rispondere?

Niente di più, niente di meno che si tratta di una tecnica. Una tecnica che trasforma le energie sessuali potenziando l’energia vitale e trasformando la sfera emotiva e spirituale. Un sistema per allontanare l’ignoranza in favore di una autocoscienza personale, ma anche collettiva, essendo la società nient’altro che l’insieme di questi stessi individui che credono nella fratellanza e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani, senza distinzioni di sesso, razza, censo e credo.

Qualsiasi altra forma di mescolamento e distillazione di energie mentali e spirituali che non comporti l’assoluta possibilità per tutti di ottenere gli stessi risultati non è più Alchimia. La filosofia dell’alchimia nasce come assolutamente cooperativa e paritaria, non comprenderlo e comportarsi diversamente è solo triste «imitazione dell’alchimia». Le differenze nascono a partire dagli obbiettivi che animano gli individui, ma non dal principio che anima l’Alchimia.

Si può dunque intendere l’alchimia sessuale, sfrondata di connotazioni negative e intenzioni egoistiche, come uno dei campi di azione dell’alchimia spirituale. La parte sessuale serve a liberare e trasformare le energie sessuali in energie vitali, mentre la parte alchemica che si occupa della sfera delle trasformazioni emotive e psichiche più profonde ha il compito di distillarle e raffinarle, rendendole molto più potenti tramite l’autocoscienza. Tutti sanno che il sesso senza la partecipazione attiva e volontaria della mente e dell’anima, non è niente. Se non si prova nessuna emozione, nessuna sensazione di fusione e scambio che un’unione così intima può creare, il risultato finale sarà solo di svuotamento. Quando invece “materia e spirito” si percepiscono l’un l’altra e si fondono in una “cosa” sola producono un’energia che riempie e arricchisce maggiormente chi la “evoca” se viene incanalata verso la crescita interiore. Cercando di essere più chiari, la parte sessuale scopre e mette a nudo l’Io nella sua interezza indifferenziata. È l’abito mentale che cade, ma è responsabilità dell’Alchimia fare da Specchio a questa nudità interiore, per dare un senso a questa liberazione, facendo conoscere l’Io a se stesso. Nell’Alambicco chiuso “ermeticamente” il sottile si separa dallo spesso, finché il Tutto viene ricomposto uguale e mutato in un’unica sostanza, in un’unica immagine. Alchimia e Magia Sessuale coincidono quindi nell’unica definizione di Alchimia Sessuale e non possono e non devono venir separate, come la mente dal cuore, l’istinto dalla ragione. Per lo stesso motivo gli Esoteristi di altra tradizione, che si rifanno a termini alchemici, divenuti ormai parte del bagaglio culturale comune, sovrappongono e scambiano continuamente i due termini per rendere più chiaro e profondo il significato della loro “Magia Sessuale”. In questi casi sarebbe più corretto parlare di magia sessuale (di natura) alchimistica, di una specifica scuola esoterica, in altri casi ci si accorge che si parla effettivamente solo di magia sessuale.

I “famigerati” Testi

Mentre le tecniche dell’Alchimia Sessuale restano segrete, perché riguardano l’intimità interiore e l’esperienza personale incomunicabili a parole, quelle della magia sessuale più o meno alchimistica invadono le librerie.

Numerose sono le reinterpretazioni di manuali sessuali orientali, portati in occidente per vie commerciali nel periodo coloniale, destinate non più ai bordelli, ai circoli privati o ai cenacoli occultistici, ma riadattati al benessere della coppia del XXI secolo. Sono testi più “profani”, forse, ma contenenti tutto quello che c’è da sapere su tecniche e posizioni per una migliore e più sana attività sessuale in chiave spirituale, a partire da titoli come Tantra, un invito a vivere l’affettività, l’amore e l’erotismo in un modo libero e completo, a spiegazioni del Kama Sutra da tenere sul comodino vicino al Tao del Sesso cinese, e a Come fare l’amore tutta la notte.

Se dunque una neo disciplina come la Sessuologia fa passi da gigante, occupandosi della crescita psicofisica dell’individuo attraverso libri e corsi dedicati a come riequilibrare le energie sessuali e a come imparare a relazionarsi meglio con se stessi e con gli altri, sul versante dell’antica tradizione esoterica, niente di nuovo sotto al sole. Continuano a circolare molti testi desueti e maschilisti, (persino se scritti da donne), che invitano all’utilizzo sperimentale e acritico di tecniche parziali, totalmente decontestualizzate, che forse neanche gli Esoteristi di oggi prendono più alla lettera, sebbene si tratti di “briciole cadute dalle tasche” dei loro avi. Forse mi sbaglio, ma penso che il Sesso Sacro, nonostante la maggiore libertà sessuale, sia in realtà poco praticato come tecnica spirituale in ambito esoterico, a prescindere dalle ricerche “etnografiche” condotte in prima persona dall’antropologa Cecilia Gatto Trocchi, che appaiono effettivamente ridicole così come la sua autrice ha voluto presentarle. Coloro che utilizzano maggiormente la magia dei desideri, a parer mio, non sono gli Esoteristi, ma coloro che sono interessati al potere politico, economico e religioso, che ben sanno che chi padroneggia il proprio desiderio e conosce quello altrui, non solo non è più sotto l’influenza di nessuno (a parte il suo narcisismo), ma può dirigere e controllare i consensi e la direzione del mondo, o quantomeno del flusso di soldi nelle sue tasche. A questo proposito basta vedere il deragliamento verso forme estreme di Marketing social-politico e PNL applicati ai rapporti umani. I testi che si prendono la pena di ricostruire la storia di queste idee, sono soprattutto cronologico-descrittivi, utilissimi per la ricostruzione temporale e per capire i legami e le reciproche influenze tra i maggiori rappresentanti delle scuole esoteriche del tempo, ma non sempre utili per capire l’origine culturale di queste stesse idee. Con tutta l’ammirazione per coloro che si sono dedicati ad un’opera coraggiosa come quella di rendere pubbliche le loro idee sul Sesso Sacro, molti di questi testi di fine ottocento, inizio novecento, letti nel XXI secolo, onestamente non possono dirsi immuni dal pregiudizio sociale, razziale, culturale, filosofico e sessuale, anche laddove cercassero di combatterlo. I numerosi paradigmi stratificatisi di epoca in epoca non reggono il confronto con la diversa coscienza dei tempi. Niente di strano, «siamo come nani sulle spalle dei giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non per l’acutezza della nostra vista, ma perché sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti » ne consegue che dobbiamo proiettarci verso il futuro elaborando il passato in una continuità dinamica, ma critica. Farebbe quindi piacere poter leggere un maggiore numero di testi anche esoterici, posteriori agli anni 50, che prendendo origine dalla comprensione di quelli più antichi, mantenendo quanto vi è di corretto, ma senza temere di indicare anche quanto vi è di superato e perché. Se come immagino e spero i loro eredi, praticando, sono andati oltre questi limiti, la reinterpretazione della “dottrina” dove è? Forse semplicemente non ho cercato abbastanza, ma partendo dall’ipotesi che essa venga data solamente all’interno delle scuole iniziatiche, come è giusto che sia, non sarebbe corretto lasciare un’immagine meno confusa anche all’esterno? I testi circolano, e per fortuna questo non può essere impedito, ma ciò che si trova, anche se alla fine è sempre lo stesso principio visto da angolazioni diverse, avrebbe bisogno di un apparato critico scritto da quelle stesse persone che ne hanno conoscenza diretta.

È solo un consiglio, ma quando una persona inesperta si avvina a scritti così decontestualizzati non può provare altro che un senso di confusione e perplessità se non riceve risposte soddisfacenti su: quali e quante Vie esoteriche abbiano effettivamente annoverato tra i loro rituali pratiche sessuali a scopo magico o trasmutatorio, perché lo hanno fatto, chi erano i “controversi” protagonisti della loro diffusione, verso quali finalità erano rivolte, quali sono le fonti antiche o orientali da cui sono state attinte, ma soprattutto quale era la mentalità e la cultura di chi le ha interpretate, che pregiudizi avevano, quali marchi di infamia hanno ricevuto, non ultima e meno importante la domanda su quale sia l’effettiva funzionalità di queste pratiche .

Da parte mia, non intendo occuparmi della storia del Sesso dalle origini ad ora, essendoci già sufficienti libri   che hanno contribuito a creare consapevolezza generalizzata che il sesso sacro è stato ed è utilizzato da tutte le civiltà del passato e del presente e lo sarà anche in futuro. Preferisco concentrare il mio interesse sul periodo “moderno”, non da un punto di vista storico, anche se mi devo appoggiare sulle cronologie, ma da un punto di vista interno alla mentalità della nostra cultura occidentale. Un’impresa molto meno disperata del cercare di comprendere i motivi e le pratiche della sessualità sacra degli antichi babilonesi, la cui dimensione spirituale è più difficilmente sondabile per noi di quella dei nostri trisnonni, con i quali condividiamo gli stessi paradigmi culturali che ancora convivono e influenzano la nostra epoca.

I termini della questione: una strada obbligata.

L’ottocento in piena rivoluzione sociale, culturale e industriale si trovò a piantare involontariamente anche i semi della futura rivoluzione sessuale. Probabilmente questa colse impreparati molti Esoteristi e ricercatori di inizio secolo che iniziarono ad accusare la religione cristiana di aver aperto le porte agli istinti più primitivi con i suoi metodi repressivi, senza contare che nel clero stesso vi era una assenza secolare di vera spiritualità. La loro contro proposta era quella di stabilire un nuovo ordine sociale e spirituale, anche attraverso una revisione del sesso in chiave sacra, per impedire che il mondo impazzisse del tutto . Alcuni pensarono addirittura di indirizzare questa revisione verso l’avvento di un nuovo paganesimo, ma in entrambi i casi più che di un progetto di “rivoluzione culturale” su larga scala, è più realistico parlare di logica conseguenza dei tempi. La sopravvivenza di culti pagani ed eresie cristiano gnostiche, mescolate alla riscoperta filologica medievale e rinascimentale dei miti amorosi greci, unita alle scoperte antiquarie e archeologiche ottocentesche riguardanti la sessualità degli antichi, rivitalizzate infine dalla scoperta dei testi sacri orientali, non fecero altro che portare a saturazione una miscela esplosiva alimentata dall’alternarsi di momenti di repressione e curiosità per la sessualità in tutte le sue forme. Dagli amori degli dei a quelli dei grandi generali antichi, dall’omosessualità alla prostituzione sacra, dalle nozze sacre alle pratiche orgiastiche, dai falli esposti per indicare i lupanari al fallo di Dioniso portato in processione o tenuto velato e “dritto nella cesta” della Villa dei Misteri, pian piano ogni cosa tornò alla luce del sole e venne confrontato con ciò che proveniva dall’oriente. Il tutto venne filtrato dall’occhio di chi pur divenuto capace di criticare il creazionismo, (considerato fino ad allora unica spiegazione del mondo e delle sue leggi fisiche, morali e sociali), non voleva né poteva distaccarsi completamente e bruscamente da quello che comunque restava il collante della cultura europea. Si poteva contestare l’ordine sociale tra nobili e poveri, cancellare la monarchia francese, inaugurare la democrazia degli Stati Uniti d’America, mettere in discussione la veridicità della storia del mondo raccontata nella Bibbia, lottare contro l’interferenza religiosa della Chiesa nella libertà di pensiero, ma pochi dubitavano dell’esistenza di un Dio che osserva l’umanità, la giudica e dispone del suo futuro ultraterreno. Qualsiasi strada innovativa uno intraprendesse, questa veniva a scontrarsi inevitabilmente con la religione e come nel medioevo e nel rinascimento, anche nell’ottocento la rotta continuava ad essere tracciata: se si tentava una conciliazione tra religione misterica e sesso sacro si veniva tacciati di eresia, se invece ci si contrapponeva e “ribellava” ai dogmi cristiani l’accusa era ancora una volta di stregoneria e satanismo.

Sesso Sacro nella Bibbia

Esisteva un’idea di Sesso Sacro anche nel Cristianesimo delle origini, da prendere come modello, per l’esoterismo cristiano di fine ‘800, risvegliato dalle pratiche tantriche delle religioni indiane?

Si, esisteva. Il più antico testo di erotismo sacro ebraico-cristiano, disponibile a tutti, è il Cantico di Cantici, che dai libri sapienziali è confluito nel Vecchio Testamento della Bibbia. Spiegato dai commentatori come l’amore tra Dio e Gerusalemme, non risente degli effetti sessuofobici devastanti che la credenza in un peccato originale ha lasciato sulla successiva interpretazione teologica cattolica. Nella spiegazione di Guido Ceronetti, viene rivelata tutta la potenza dell’Amore Mistico e Sessuale del popolo ebraico, che sfugge in primis alla censura patriarcale del suo tempo coprendosi con strati e strati di metaforici veli, che il traduttore sapientemente risolleva:

«Mi abbeveri di baci la tua bocca, perché il tuo amore inebria più del vino.»; «Portami nella cantina. Piantami il tuo stendardo, amore. Con dolci d’uva e con mele sostentami risuscitami. Muoio d’amore.»; «Le tue labbra sono un filo scarlatto, desiderabile è la tua bocca. Mi travolgi la mente, sorella mia e sposa. Mi travolgi la mente. Con un solo sguardo, con una sola collana del tuo collo. Meravigliose le tue carezze sorella mia e sposa. Più del vino meravigliose. E l’odore che emani supera ogni profumo. Favi colanti le tue labbra oh sposa. Miele e latte nella tua bocca. Come un Libano di aromi delle tue vesti l’odore. Tu sei l’Oasi sprangata, Sorella mia e sposa. La Sorgente Turata, la Fonte Sigillata. I tuoi scoli sono un Giardino Paradisiaco di melograni, di hennè di nardo di frutti preziosi.   Entri il mio Amato nel suo giardino, per mangiare quel frutto prodigioso »; «Nel mio giardino entravo, Sorella mia e sposa. E la mirra e ogni essenza ne rapivo, e tutto il favo del miele mangiavo e il vino e il latte bevevo.   Io dormivo ma il cuore mio udiva, la voce del mio amico che bussava – Aprimi sorella mia. Amica mia, colomba mia, perfetta mia. La rugiada ha coperto la mia testa. La notte ha inumidito i miei capelli – Già mi sono svestita e mi rivesto? Mi sono lavati i piedi e torno a sporcarli? L’amato mio toglieva dal buco la sua mano e le me cavità muggivano per lui. Per aprire al mio amico io mi alzavo. Al suo richiamo la mia anima usciva e la mia mano mirra colava. Dalle mie dita la mirra fluiva sul chiavistello che impugnavo. Apro all’Amato mio. L’Amato mio era sparito.» – «Dove è andato il tuo Amato, O tra le donne la più bella?   Il mio amato al suo paradiso, alle aiuole di balsamo è disceso. Bruca nell’oasi e coglie rose. Io del mio Amato e il mio Amato è mio. Bruca le rose.»; «La tua vulva è un curvo alambicco di odoroso liquore non è mai secca, una manata di grano in un roseto, ti giace in mezzo agli inguini.   Amico mio vieni, usciamo per la campagna, passeremo la notte in mezzo agli orti. Là ti darò il mio latte.   Tra i frutti acerbi e i maturi, dietro la porta, per te ho nascosto quanto c’è di più ricco Amato mio » – «Ah fossi tu mio fratello, da mia madre allattato fossi tu stato. Trovandoti per strada ti bacerei. Potrei farlo senza vergogna. Col liquido odoroso e il lacrimare della mia melagrana t’irrorei. La tua sinistra sotto la mia testa e la tua destra mi abbracci .»

…e Ceronetti, senza falsi pudori, ma con alte punte di “penetrazione erotico mistica”, superiori a qualsiasi testo di magia sessuale, spiega: «Nove sono le porte del corpo; questa, a cui Apollinaire scioglieva il suo hallèl, è la nona. La mano penzola dal buco della porta sprangata, la mano che sfiora la porta di corallo e si cambia nella mano che Gerusalemme ha (nefas) odorato, e appena la porta si apre si ritrae e sparisce per la porta chiusa facendo muggire il vuoto della carne, sono momenti di spasimi di un sogno. La visione erotica fa gocciolare la mirra, che è la Quinah muliebre nella sua più pura manifestazione, e le dita calmano il fuoco che si è acceso nello stato di mezza veglia. Ma nel buco nessuno è entrato, dalla stanza nessuno è uscito. L’Anima amante di Dio si masturba in solitudine, sognando che l’amato è vicino. Si alza e va ad aprire, l’Amato è sparito, la strada è deserta. A volte invece, fu la ferita. La mano dello Sposo che entra in sogno per la porta chiusa e lascia vuote di sé le cavità occulte è atteso, si cambia in un dardo tutto d’oro che ha sulla punta un fuoco, e si immerge nel cuore più volte, perforandolo da parte a parte, tocca tutti i visceri e uscendo per immergersi di nuovo sembra portarli via tutti dentro l’incendio di quella punta, mentre il corpo svuotato e dolorante si riempie di una pace d’amore inesplicato e infinito.

Il dardo cherubinico si è immerso ripetutamente in quello spirituale bersaglio cuore, come la spada dell’esecutore mosaico negli inguini della moabita agli Shittim. Quel buco è uno spioncino: chi applica gli occhi può vedere un paesaggio bruciato che esala deliziosamente, come una incredibile fioritura. Divini amoris cuspide. In Vulnus icta concides.  L’esegesi erotica del Cantico, aiuta a capire anche questo “foramen” d’amore di una sapiente e fatata monaca, figlia del Carmelo, senza esserlo di Gerusalemme, discesa da ebrei convertiti [Ceronetti si riferisce a Santa Teresa ed alla celebre statua del Bernini che la ritrae, trafitta dal dardo dell’amore divino, in un’estasi erotico mistica senza precedenti nell’arte cristiana]. Come la figura della porta rimanda ad altre porte, a infinite porte, il buco del sogno del Cantico rimanda ad altri buchi, di ferita celeste e di apertura su realtà indicibili. Nell’alchimia del Cantico [il vino profumato] è la regina delle essenze, nel magnetismo universale un magnete nel quale la Sofia divina ha messo una grandissima forza di attirare le anime e i corpi. Il Cantico per condurre all’anima, ha scelto l’organo che ha più somiglianza con la porta e la stanza vuota, la strada disabitata dove l’anima insegue l’anima attraverso l’estasi, il tormento e la sguaiatezza. Traduco mi stravolgi la mente, stravolgimento che per un antico, semita o greco, non ha niente di negativo, perché lo stravolgimento mentale è la condizione del passaggio ad un ordine superiore. Il mio nardo manda il suo odore e Le mandragore mandano odore sono sfingi gemelle della gnosi erotica roride di enigma. Non c’è nessuno dubbio sull’esclusione di allusioni agresti quando un testo parla di mandragore. Quelle che si disputano Lea e Rachele sono molto vicine alla mano di Giacobbe, ne rappresentano la forza e il potere. La mandragora somiglia alla mano, bere il suo succo equivale a un’impregnazione spermatica. La pregnanza simbolica è resa trasparentemente dall’identità di radice semitica D-D tra Mandragore, Mammelle, Carezze, e Godimento Amoroso, meraviglioso cerchio in cui anche il nome del re profeta David è compreso. La stessa radice stringe anche vaso (DUD) e mano (IAD). Qui c’è ambiguità: le mandragore indicano la mano e quel che della mano non deve essere deviato dalla porta, altrimenti come Onan si muore   tra il loro odore e quello de nardo c’è simpatia e corrispondenza – ma in quanto, anche, carezze amorose mandano odore, sono atti carichi di emanazioni del profondo, hanno il potere di aprire tutte le cose, antiche e nuove.

Nardo e Mandragore sono la nudità come energia attiva, la forza afrodisiaca del corpo, il cui fine non è la semplice cattura dei sensi. Le mandragore (carezze, mammelle, godimento), attirano nella stanza vuota, dove si celebra il triplice mistero della conoscenza erotica, psichica e spirituale.  Manca il Male nel Cantico … il Male come demiurgo oscuro, contrario, contesa, pericolo, mescolanza, perdizione, avversario, tenebra, morte. Il male è assente, perché è assente il Dio che lo crea per misurarsi con lui e vincerlo.  Chi è giustamente stanco del troppo Dio che è in Giacobbe, nel levitico respira. Nel cantico la polvere di un sogno femminile sta al posto di Dio. E’ questo che attira. Nelle tue stanze fammi entrare o re Dove godremo e avremo gioia insieme. Si aprono anche per l’amata, le stanze vuote, le cantine, i cunicoli del sogno della via erotica come via gnostica   Amata è Amato, Amato è Amata, senza asservimento a una condizione sessuale che appena oltre il velo non ha più senso. Ma la lettura del testo, fatalmente, cambia secondo il leggente.   Tutta la visione del Cantico è smisuratamente passionale. La visione intellettuale è il proprio di una lettura maschile   Non essere più né uomo né donna, pensare “androginamente”, dà l’intelligenza perfetta di tutte le figure ».

Teniamo tutto questo a mente, perché lo ritroveremo spesso “fatalmente cambiato”.

Gnosticismo antico e “nuovo”

L’altro testo più antico arrivatoci, che ci palesa la dottrina cristiana, ma gnostica del Vescovo Valentino è invece il Vangelo gnostico di Filippo dove si fa continuamente riferimento al matrimonio sacro. Prima della sua riscoperta nel 1945, a Nag Hammadi, non è detto che frammenti di questo testo o della dottrina in sé non circolassero segretamente o semplicemente da “bocca a orecchio”. Le stesse accuse di “uso del sesso” furono, infatti, attribuite in epoca medioevale alle comunità cristiane catare, albigesi e templari, di chiaro orientamento gnostico manicheo, anche se contemporaneamente erano circondate da un’aura di “purezza” e “castità”, al punto che diventa difficile distinguere tra la diffamazione e qualche forma di reminiscenza di ierogamia più antica. Altra storia se ci si addentra nei movimento neo gnostici di fine secolo, perché qui l’uso del sesso è certo e documentato dai testi.

Nel XIX secolo, soprattutto in Francia, si svilupparono, le cosiddette “chiese cristiane neo-gnostiche”. Una branca di questo movimento era rappresentata dalla Ecclesia Gnostica Catholica di Theodor Reuss (1855 – 1923), il quale appartenendo a svariati ordini esoterici mescolava elementi di magia cerimoniale, tantrismo, occultismo, rosacrocianesimo, massoneria e teosofia. Le sue informazioni derivavano evidentemente da contatti e fonti ancora posteriori se pensiamo a Cagliostro (1743 – 1795) e a Eliphas Lévi (1810 – 1875) che ispira Oswald Wirth (1860–1943) a ideare per il suo celebre mazzo di tarocchi l’Arcano del Diavolo con chiaro carattere sessuale ed alchemico, ma dato che oltre un certo punto si corre il rischio di perdere il filo della matassa è meglio concentrarsi su quello di cui si ha testimonianza. Diciamo quindi che dall’opera di sperimentazione e divulgazione di Reuss discesero da un lato forme di magia sessuale cristiana ad indirizzo gnostico, mentre dall’altro lato emerse una corrente che potremmo considerare come il suo pensiero “avversario”, ovvero una forma di magia sessuale che nasce gnostica, ma diventa sempre più pagana e che in parte viene tacciata, a torto, di satanismo, mentre per il resto si attribuisce orgogliosamente da sola questa denominazione. Vediamo prima di tutto l’esoterismo cristiano.

L’Esoterismo “cristiano” neo gnostico. Sesso e castità, ritenzione del seme e generazione del corpo di luce.

Tutte queste cose apparentemente opposte sono conciliate dalla magia sessuale di matrice cristiano – gnostica, forse perché come recita un vecchio proverbio, «di necessità, virtù!». Chi vuole seguire la via della castità e della continenza, in base al proprio credo religioso, lo fa, ma tutti gli altri che non ci riescono e rischiano di sentirsi ingiustamente come degli immondi peccatori incontinenti cosa devono fare? Semplicemente si rivolgono al cristianesimo esoterico. Sia chiaro, che questo aspetto non è riconosciuto dall’ecclesia ortodossa che invece di comprendere le necessità umane sta chiusa in se stessa, generando mostri, ovvero genealogie di Papi e cardinali sesso-dipendenti, inquisitori dediti alla violenza sessuale, notizie quotidiane di cause aperte contro centinaia e centinaia di preti pedofili sparsi nel mondo.

Il cristianesimo esoterico, non sembra essere altro che una forma di mistica cristiana che cerca di recuperare quella ormai perduta con il cristianesimo delle origini. Si rivolge in realtà a persone veramente religiose che vogliano praticare una sorta di matrimonio perfetto tra coniugi, i quali non volendo né procreare dopo 10 figli, né mettersi il preservativo, (simbolo ai loro occhi di desiderio puramente sessuale), né praticare l’autoerotismo, né votarsi alla castità, che li renderebbe più deboli verso i desideri fisici e li allontanerebbe affettivamente, possono trovano un perfetto compromesso nel potersi amare corpo e anima, attraverso il sesso, come momento trascendentale di unione mistica, per mezzo della tecnica della ritenzione del seme e il riassorbimento degli umori femminili. In questo atto di amore, possono sentire di entrare in contatto con il divino, purificando ed elevando attraverso il loro amore spirituale, anche il loro amore fisico, trasmutando il tutto in qualcosa che trascende il semplice amplesso biologico.

Le origini ebraiche del sistema attraverso la visione dei Cabalisti e della Teurgia

In “Cabala ed Erotismo” leggiamo «“Sia l’uomo che la donna sono meritevoli della presenza divina, (la Shekhinah) dimora tra loro, altrimenti un fuoco li consumerà”.

L’atto di unione tra l’uomo e la donna, quando compiuto secondo il rituale ebraico, è caricato di un significato teurgico. L’unione sessuale perfetta influenza realmente la presenza divina, determinandola presso la coppia meritevole. Abraham Abulafia, Isaac d’Acco, o qualunque altro cabalista  erano verosimilmente sposati, o per lo meno, contemplavano come legittime le relazioni sessuali da un punto di vista propriamente religioso .».

I mistici cabalisti parlano quindi della necessità dell’attività sessuale, che non deve essere repressa, altrimenti potrebbe generare degli “eccessi”, ma neanche deve essere confusa con il perdersi nei piaceri della carne allontanandosi da Dio. La Cabala, la disciplina esoterica degli ebrei, (non riconosciuta dalla religione ebraica), ammette sulla base di testimonianze fondate sui sacri testi, l’importanza del sesso nella coppia come qualcosa di sacro, intimamente legato a Dio. L’autore in questo è preciso, più di qualsiasi altro: l’unione sessuale dove regna la presenza divina è carica non di magia, ma di “significato teurgico”. Il termine Magia è difatti solo un contenitore, che secondo la concezione antica ha in sé la possibilità sia del bene che del male sotto forma di Teurgia e Goetia. In questo caso il termine Teurgia appare un po’ fuori contesto visto che questa obbliga gli dei a manifestarsi, ma rende comunque perfettamente chiara l’intenzione dell’autore di descrivere l’unione tra i coniugi come “momento” in cui la divinità scende in loro. Etimologicamente Teurgia significa “operazione divina”: da Theos (Dio) ed Ergon (Opera), «è UNA IERATIKÈ PRAGMATEIA, (attività sacra) il contrario della Anosiourghia (Empietà).

Giambico, il cui Filo-Teurgismo deriva direttamente dagli Oracoli Caldaici, intendeva la teurgia «come “la “sapienza” e “l’arte” della magia utilizzata per finalità di carattere mistico religioso” e “il complesso di operazioni finalizzate a stabilire un diretto contatto con la realtà Divina ».

Michele Psello che tradusse gli Oracoli nell’XI secolo a Bisanzio, interpretando la cosa in ottica cristiana chiarì che «stando agli Oracoli, il “fiore dell’intelletto” è di per sé impotente a condurre l’uomo sino a cogliere pienamente il divino; il rito teurgico resta dunque indispensabile e, a volte implica la costrizione degli dei. Esso differisce dagli oracoli ufficiali per ciò che concerne l’ingresso della divinità nella persona poiché si credeva che la divinità vi penetrasse “non per spontaneo atto di grazia”, ma rispondendo alla chiamata dell’operatore o addirittura subendone la costrizione. Inoltre l’arte teurgica si distingue dalla comune magia per il fatto di essere sempre usata con scopi mistico-religiosi.» Da qualsiasi parte si guardi la cosa, appare chiaro che la divinità e con essa l’illuminazione o la benedizione scendono solo per permetterci un’ascesa, che viene accolta solo da coloro che si rendono recettivi a farsi possedere da qualcosa al di fuori della sfera “profana” o che riescono a trovare anche nel quotidiano la bellezza ispiratrice ed elevatrice del trascendente. L’unione con il divino si esprime in modo naturale con la metafora sessuale e riguarda una forma di magia “divina”, per questo motivo può essere vissuta dall’anima non solo intellettualmente, ma anche attraverso la carne, poiché “la bellezza, come il peccato sta nell’occhio di chi guarda”:

« Nell’universo le cose sono conservate e vengono congiunte alle cause per mezzo della follia d’amore; altre per mezzo della filosofia; altre ancora per mezzo di una potenza teurgica la quale è superiore a ogni umana sapienza. Essa raduna insieme le caratteristiche felici della profezia, le potenze purificatrici dell’arte purificatrice e iniziatrice e tutte insomma le operazioni di un invasamento che tutti ci prende e proviene da Dio»

Seconda parte – La questione della parità dei sessi nello gnosticismo antico e il maschilismo mascherato

A livello teorico la parità dei sessi è un fatto, a livello pratico dipende dal livello spirituale di chi compie i lavori, perché la discriminazione risiede prima di tutto nel pregiudizio di origine filosofica e religiosa dell’uomo, come della donna, che possono decidere di tenere l’altro nell’ignoranza, usandone le energie a proprio vantaggio.

L’autore di Cabala ed Erotismo propone una differenza precisa tra Gnosticismo Cristiano e Qabalah Ebraica a proposito dell’ascesa per entrambi i sessi:

«Il ritorno allo stato androgino originario dell’uomo» e «lo sforzo di trascendere la condizione femminile attraverso la trasformazione mistica della femmina in un “maschio”, ricorrono nell’antico pensiero cristiano e nello gnosticismo, ma sono estranei alla Weltanschaung del Talmud e della kabbaah teosofica. Gli esseri umani possono unirsi nell’atto sessuale senza perdere la loro natura sessuale specifica; le manifestazioni divine superiori si suppone che raggiungono il loro stato ideale quando le potenze divine opposte sono unite, unione esplicitamente descritta attraverso la procedura di immagini sessuali. In nessun caso, alcuna parte di questa unione è vista come annullamento delle due Sephiroth, o come l’emergere di un’altra potenza divina. Quel che caratterizza la concezione cabalistica, è l’insistenza per l’ottenimento di una relazione armoniosa tra principi opposti, la cui sostanza separata è indispensabile per il benessere dell’intero universo.  La Kabbalah teosofica non ha cercato una ristrutturazione drastica dell’esistenza, sia attraverso la trasformazione del femminile in maschile, sia anche attraverso la loro fusione finale in un’entità bisessuata o asessuata .».

Proviamo a vedere se le cose stanno effettivamente così, ma sarà bene tenere sempre a mente che Cristo era un Ebreo e che il cristianesimo delle origini era riservato solamente ai Giudei.

L’insegnamento segreto di Gesù, le Sette Discepole del Salvatore, la Maddalena, come Apostola degli apostoli egnostico perfetto.

Che Cristo fosse un maschilista, come lo sono stati Paolo e Pietro, è difficile pensarlo, sia che si legga il Vecchio Testamento, sia che si esaminino i Vangeli Gnostici.

Soffermandoci su questi ultimi non è neanche così automatico giudicare Gesù come un riduzionista perché voleva “rendere la femmina un maschio”, viene più spontaneo chiedersi se non stesse elaborando una sua interpretazione dei testi sacri giudaici, magari confrontandola con i misteri degli altri popoli con cui gli ebrei avevano condiviso secoli di storia.

Prendendo per buona l’idea che i vangeli rappresentino veramente un frammento della vita di Gesù vista da altri, e che non sia tutta una invenzione o un rimaneggiamento posteriore, dovrebbe comunque quanto mai apparire singolare per chiunque la preferenza del Salvatore per Maria di Magdala. Senza scomodare un loro possibilissimo matrimonio, in ogni caso dai testi emerge che Cristo la considerava la migliore tra i suoi discepoli, capace meglio di altri di diffondere il suo pensiero esoterico.

«Tre persone camminavano sempre con il signore: Maria sua madre, la sorella di lei, e la Maddalena, detta sua compagna, Maria, infatti, si chiamava sua sorella, sua madre e sua compagna. »; «La Sofia, chiamata “sterile”, è la madre degli angeli; la compagna del Figlio è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli, e spesso la baciava sulla bocca. Gli altri discepoli, vedendolo con Maria, gli domandarono: “Perché l’ami più di noi tutti?”. II Salvatore rispose e disse loro: “Com’è ch’io non vi amo quanto lei?”»; «…dalla bocca, poiché se il Logos viene da quel luogo, egli nutre dalla sua bocca e sarà perfetto. Il perfetto, infatti, concepisce e genera per mezzo di un bacio. E per questo che noi ci baciamo l’un l’altro. Noi siamo fecondi dalla grazia che è in ognuno di noi» – «Pietro disse a Maria: “Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci, (ma) non noi; (quelle) che noi non abbiamo neppure udito”. Maria rispose e disse: “Quello che a voi è nascosto, io ve lo comunicherò”.   Detto ciò, Maria tacque. Fin qui le aveva parlato il Salvatore. Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: “Dite che cosa pensate di quanto ella ha detto. Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto ciò. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente insegnamenti diversi”. Riguardo a queste stesse cose parlò anche Pietro. Egli li interrogò in merito al Salvatore: “Ha egli forse parlato realmente in segreto e non apertamente a una donna, senza che noi lo sapessimo? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?”, Maria allora pianse e disse a Pietro: “Pietro, fratello mio, che cosa credi dunque? Credi tu che io l’abbia inventato in cuor mio, o che io menta riguardo al Salvatore?”. Levi replicò a Pietro dicendo: “Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come (fanno) gli avversari. Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi. Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell’uomo perfetto, formarci come egli ci ha ordinato, e annunziare il Vangelo senza emanare né un ulteriore comandamento, né un’ulteriore legge, all’infuori di quanto ci disse il Salvatore”. Quando Levi ebbe detto ciò, essi presero ad andare per annunziare e predicare»

In un altro passo dei Vangeli gnostici viene spiegato come mai Cristo avesse riposto una così grande fiducia in una Donna, tanto da farne la sua portavoce, invece di scegliere un maschio “biologico” come Pietro, (da cui deriverà l’exoterica Chiesa di Roma ), che viene sempre descritto come quello che la odiava:

«Simon Pietro disse loro: “Maria deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della Vita”. Gesù disse: “Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Poiché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel Regno dei cieli”»

Cosa voleva dire esattamente Cristo con questa frase? Evidentemente non quello che pensavano gli uomini del suo tempo, cioè che le Donne fossero impure e non fossero degne di poter ricevere insegnamenti sulla vita spirituale. Insegnamenti che prima e dopo la resurrezione Cristo rivelò a tutti i suoi discepoli, donne incluse, e che Maria di Magdala meglio di chiunque altro comprese meritandosi la fama di gnostico perfetto.

Nell’apocalisse di Giacomo, si legge che sette donne erano discepole di Gesù, ma solo di quattro di esse ci restano i nomi: Salome, Miriam, Marta e Arsinoe , perché subito dopo mancano 16 pagine. La Pistis Sophia, il Vangelo Tomaso, quello di Filippo e l’Apocalisse di Giacomo non nascondono che ai tempi di Gesù le discepole dovevano sembrare una “anomalia” agli occhi dei colleghi maschi, ma i discepoli fin quando Gesù fu presente non osarono contestare, al massimo interrogare e sopportare la situazione: «Io sono contento della tua risposta e le cose (che hai detto) corrispondono al desiderio della mia anima. Tuttavia ti presento ancora una domanda “Chi sono le sette donne divenute tue discepole? Ed ecco che tutte le donne ti benedicono. Io intanto mi stupisco che vasi privi di forza siano diventati forti per opera della sensibilità che è in esse”. Il Signore rispose “Tu fai bene a meravigliarti di questa meraviglia ».

Il “Mistero” della Femmina trasformata in Maschio.

I primi cristiani e i primi gnostici erano ebrei che avevano accettato la venuta del salvatore come i sacri testi avevano predetto, ma Gesù aveva di certo conoscenze molto più vaste di quelle degli altri Rabbi e della gente comune, perché esisteva anche un esoterismo giudeo. Giuseppe Flavio parla di “Asya”, (gli Esseni), che in aramaico significa ‘medico’:

«Come di guaritori del corpo e della mente: “Nutrono uno straordinario interesse per le opere degli autori antichi, prediligono quelle che giovano all’anima e al corpo ”. Ciò ha fatto pensare ad un patrimonio di conoscenze segrete risalenti a Salomone in possesso di gruppi rigorosamente esoterici, tra i quali qualcuno ha voluto collocare anche gli Esseni. D’altra parte sono stati ipotizzati anche dei contatti segreti con i Terapeuti (“guaritori”, dal greco)”, che operavano ad Alessandria, in Egitto. Dalle altre informazioni fornite da Giuseppe Flavio sugli Esseni si possono enucleare i seguenti punti fondamentali. Ne emerge l’immagine di una sorta di ordine religioso di impostazione ascetica. Una questione controversa riguardava la regola del celibato. Plinio il Vecchio li definisce infatti una “genìa entro la quale non nasce nessuno”, ma Giuseppe Flavio afferma: “Vi era anche un altro gruppo di Esseni, simile a quello precedente nella vita, negli usi e nelle leggi, ma diverso per la concezione del matrimonio.»

Questi ultimi sembrano più vicini alle concezioni dei cabalisti: «Ritengono infatti che chi non si sposa è come se amputasse la parte principale della vita, la sua propagazione, e anzi osservano che se tutti la pensassero in quel modo il genere umano si estinguerebbe ben presto”».

Nella Pistis Sophia sembra invece emergere una concezione maggiormente ascetica nel capitolo che si intitola «Le due parti complementari – nell’uomo e nella donna – costrette a unirsi» a causa degli arconti che vogliono manifestarsi nel mondo attraverso i loro corpo.

Una dicotomia, quella della castità/celibato versus unione sessuale/matrimonio, che riguarda tutti gli ordini esoterici dalle origini; ma sia che si decida di portare o non portare altre anime sulla terra, alla fine tutti appaiono accomunati dallo stesso desiderio di ritorno “nell’utero divino” di un dio “Padre”. Il vescovo gnostico Valentino dette la sua interpretazione riguardo a questa necessità di “reintegrazione” da parte dell’essere umano, spiegando che l’originario Adamo cosmico del paradiso terrestre fu diviso, come nel mito dell’androgino di Platone, in maschio e femmina, quando gli venne tolta una costola per dar vita ad Eva. La reintegrazione è possibile, dunque solo per mezzo della ricomposizione di queste due parti:

« Se la donna non si fosse separata dall’uomo, non sarebbe morta con l’uomo: all’origine della morte ci fu la sua separazione. Perciò il Cristo è venuto a porre riparo alla separazione che ebbe inizio fin dal principio, e a unire nuovamente i due, a vivificare coloro che erano morti a motivo della separazione. » «Nei giorni in cui Eva si trovava in Adamo, la morte non c’era; la morte sopravvenne allorché Eva fu separata da lui. Se rientra in lui, e se egli la prende in sé, la morte non ci sarà più. ».

Per capire meglio è bene fare un passo indietro.

Nel primo libro della Genesi si dice che “l’uomo” fu creato a immagine e somiglianza di Elohim:

«[Genesi I, 27] Dio [Elohim] creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.».

La vera traduzione per Elohim è “Dei”, sostantivo plurale della parola “divinità” usato nella Genesi. Dio era quindi femmina e maschio, ma creò l’essere umano, come un essere ermafrodita come lui, che poi fu diviso in due sessi distinti, o creò due esseri distinti ermafroditi? Non è facile capirlo, ma questo passo non può stare senza quello più famoso del secondo libro della Genesi e per questo motivo molto probabilmente è riuscito a resistere alla revisione dei testi in chiave monotesita

«[Genesi, II, 23] Allora l’uomo disse ”Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa, perché dall’uomo è stata tolta”. Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.».

Adamo sospira dicendo: “questa volta è carne della mia carne”. C’era stata quindi un’altra volta?

Secondo i testi sacri pre-biblici “scartati” nella composizione del Vecchio Testamento, effettivamente la prima compagna di Adamo era stata un’altra: Lilith .

Lilith e Adamo furono i primi Esseri Umani Primordiali, ma visto che il mito della creazione di Eva è associato a una nascita per “divisione”, questi due primi esseri fatti a immagine e somiglianza di Elohim, dovevano essere stati creati per “clonazione se Adamo poté essere diviso in maschio e femmina. Entrambi dovevano avere una natura ermafrodita originaria (dove femminile e maschile erano una “unica miscela”), ma polarizzata inversamente come accade nelle lumache, a scopo moltiplicativo-riproduttivo. Se Adamo fu diviso, allora anche Lilith aveva la stessa potenzialità, cioè si sarebbe potuto trarre da lei un essere di sesso maschile. Qualcosa andò storto se Lilith sparisce dalla storia trasformata in demone e Adamo rimane solo e Elohim lo divide in due:

«Adamo e Lilith non ebbero mai pace insieme, perché quando egli voleva giacere con lei, la donna si offendeva per la posizione impostale: “Perché mai devo stendermi sotto di te?” chiese! Anch’io sono fatta di polvere e quindi sono tua uguale”. Poiché Adamo voleva ottenere la sua ubbidienza con la forza, Lilith irata mormorò il sacro nome di Dio, si librò nell’aria e lo abbandonò.  Alcuni asseriscono che Lilith regnò come una regina a Zmargad, e poi a Sheba (Saba), e che la demone fu distrutta dai figli di Giacobbe. Ma essa sfuggì alla maledizione mortale che colpì Adamo, poiché si era separata da lui, molto prima della caduta .»

Tutto questo ci riporta alla necessità di una posizione “paritaria” tra i Cherubini, che quando non hanno più lo sguardo l’uno nell’altro si annunciano tempi di crisi. Questo accadde di certo ad Adamo, il quale, non trovando accordo con Lilith, ne pagò il prezzo con la “divisione”, la prima vera caduta, il primo passo fuori dal paradiso .

Se l’Adamo Primordiale è dunque disperso tra esseri umani femminili e maschili, la reintegrazione allo stato paradisiaco non può che avvenire attraverso una ricomposizione, e questi due frammenti di origine valentiniana spiegano come:

“I Valentiniani chiamano maschi gli elementi angelici  e le femmine sono essi stessi seme superiore. Come nel caso di Adamo l’elemento maschile restò in lui, mentre tutto il seme femminile, tratto da lui, è diventato Eva, dalla quale derivano tutti gli esseri femminili, come da Adamo tutti i maschili. Gli elementi [angelici] maschili si sono concentrati con il Logos. Gli elementi femminili [seme superiore] si sono mutati in uomini [esseri umani], si uniscono agli angeli ed entrano nel Pleroma. E’ per questo che si dice “la femmina si cambia in uomo” e la Chiesa di quaggiù in angeli. Noi siamo morti, noi che l’esistenza di quaggiù ha introdotto in uno stato di morte. Ma i maschi [gli elementi angelici] sono vivi: essi non partecipano dell’esistenza di quaggiù.  ».

Il maschilismo dissimulato e la negazione della femminilità

Far derivare gli uomini e le donne da Adamo ha avuto ripercussioni culturali devastanti. Ha contribuito non solo a creare l’idea che donna e uomo siano due metà di un intero maschile, ma che i due non abbiano pari diritti, doveri e possibilità, perché nella fantasia maschile cristiana è Eva che ha colto il frutto proibito e in quella gnostica è un Eone femminile che è caduto facendosi ingannare da un arconte cattivo. San Paolo, che era un ebreo ellenizzato e i padri della chiesa dopo di lui, resero questo paradosso un dogma divino incontestabile come il creazionismo e la verginità di Maria, accogliendo ben volentieri le concezioni maschiliste della cultura greco-romana .

Elevarono quindi a paradigma una presunta e infondata “inferiorità della donna” attraverso una serie di pregiudizi aristotelico-platonici: come la fragilità di spirito delle donne (imbecillitas mentis), la leggerezza mentale, la debolezza relativa al sesso (infitmitas sexus) , la tendenza a divenire “prostitute” o compagne del demonio, se non si accompagnano a un marito. Come dire: alla donna tutti i difetti e all’uomo tutte le virtù.

Ancora oggi questa pesante dicotomia domina molte società e strati della popolazione che credono nell’esistenza di pregi e capacità tipicamente maschili/solari e difetti e limiti tipicamente femminili/lunari. Anche la visione gnostica di Cristo, che a mio avviso fu comunque il primo tentativo di stabilire uguali diritti e doveri per tutti, nel tempo deragliò perché i suoi seguaci accettavano malvolentieri le idee “paritarie” del loro Maestro e gli Gnostici, come i Cristiani tesero con il tempo a esercitare sempre più controllo sul ruolo delle donne nelle loro comunità.

Giacomo, per esempio, nella sua apocalisse, interroga ulteriormente Gesù sulla femminilità e questi risponde:

«Poiché tu hai domandato a proposito della femminilità: la femminilità esisteva, ma la femminilità prima non c’era. Essa preparò forze e dei. Ma quando io venni, essa non esisteva. (Io esistevo), perché io sono l’immagine di colui che è.  »

Colui che è non è Javhè, perché gli gnostici lo consideravano un Dio minore, un arconte bugiardo, il vero Demone che tiene il mondo oppresso dalla materia, impedendo agli esseri umani di vedere il vero Dio dietro di lui. Fu lui che divise Adamo da Eva. In teoria Colui che è dovrebbe essere Elohim se si considera l’affermazione contenuta nella Pistis Sophia, secondo cui veniamo tutti dalla stessa miscela, cosa che spiegherebbe perché in origine il femminile non esisteva distinto dal maschile. Purtroppo però le parole di Cristo riportate dai vangeli fanno sempre riferimento a un dio Padre, e questo confonde la questione ingenerando il dubbio che siano stati i suoi seguaci a inserire nelle trascrizioni dei suoi discorsi un dio Padre non riuscendo a capire o a sopportare la natura di Elohim.

In ogni caso il risultato è stato che questa negazione della femminilità, non spiegata a livello teologico e avallata a livello biologico da un monoteismo maschilista, ha cancellato la dea Venere, la Dea Madre, Lilith e Elohim in un colpo solo, sostituendole con un solitario Dio Padre, una Donna Vergine e un uomo che aveva un surrogato di costola per compagna. Per conseguenza le donne pagane, costrette a convertirsi al cristianesimo, sono state obbligate a rinnegare la loro natura femminile, insieme ai loro diritti di individui, per identificarsi nell’immagine di un Uomo primordiale, un androgino polarizzato al maschile, di cui esse non sarebbero state altro che l’aspetto più debole, estratto per fargli compagnia. Certo se Cristo avesse scelto di incarnarsi in un corpo di donna le cose sarebbero andate diversamente, ma molto probabilmente sapeva che, appena si fosse messo a predicare, niente lo avrebbe salvato dalla lapidazione, neanche essere la figlia del gran sacerdote o del re.

Se questi sono i miti che hanno dominato per 2000 anni la nostra storia, diventa facile capire perché sempre più donne, non trovandosi rappresentate né nel cristianesimo né nello gnosticismo, da qualche secolo si dichiarino polemicamente discendenti o seguaci di Lilith, senza sapere che scelta più azzeccata non potevano farla. Questa mitica “progenitrice”, infatti, non solo offre una immagine di “emancipazione femminile”, ma a livello teologico non avrebbero bisogno di nessuna reintegrazione adamitica, perché non è mai stata divisa e si separò da Adamo prima della caduta!

Volgendosi al neopaganesimo a che tipo di divinità aspirano le donne? Al solo culto della Dea? Ad un culto della Dea e del Dio come coppia divina? A un culto di una Divinità Androgina polarizzata al femminile? Il problema sembra riproporsi eternamente se restiamo nel campo della religione, della lotta dei sessi, invece che in quello dei simboli:

«La Psicologa Ginette Paris alla domanda “Ma lei crede veramente agli Dei? “ rispose “No, ma li amo al punto che è come se esistessero e allora inevitabilmente arriva un momento in cui qualcuno mi domanda: “Fino a che punto credi davvero a questi dei e a queste Dee pagane?”. Io non ci credo affatto. Né più né meno di quanto abbia creduto all’ego, al superego, al sé, al conscio, all’inconscio, al complesso di Edipo, di Cassandra, di Cenerentola o di Peter Pan, né più né meno di quanto creda a tutte le nozioni inventate dalla psicologia per definire delle dinamiche interiori: repressione, ipercompensazione, scompenso, depressione, proiezione, introiezione, retroflessione, fusione, transfert, controtransfert, attualizzazione del sé, complessi, archetipi, individuazione … Neppure tutto questo esiste realmente, vero? Si tratta di concetti e di metafore utili che ci permettono di cogliere la vita interiore”. »

La Visione Alchemica rispetto a quella cabalistico-gnostico-cristiana

A causa della metafora dell’Ermafrodito, anche l’Alchimia viene tacciata di maschilismo. Questa idea è completamente infondata ed è meglio correggerla ancora prima di continuare. L’Arte Trasmutatoria non deriva né dalla religione ebraica né da quella cristiana, e quindi non ha niente a che vedere con la visione cabalistica o con l’esoterismo delle chiese gnostiche. L’Alchimia non è una religione, non ha teologie o miti, è un’attività trasformativa antica come il mondo, che si muove nel tempo adottando di volta in volta le metafore culturali (cristiane, gnostiche, neoplatoniche, psicologiche) delle civiltà che la ereditano e la sviluppano.

Nella sua essenza più pura non è altro che un occhio scientifico, pagano e Panteista, che osserva “al microscopio” le trasformazioni della Natura, che è Una e Molteplice, traendone insegnamenti spirituali. L’Alchimia è dunque niente altro che una Scienza Filosofica e Mistica, perché è dalla ricerca dei meccanismi che regolano l’universo microcosmico e macrocosmico, materiale e spirituale, che possiamo conoscere il mondo dentro e fuori di noi, scoprendo che alla fine è tutto un’unica miscela.

Non ci sono divinità, non ci sono femmine e maschi, ma individui e materie prime. Talvolta compaiono una Regina e un Re che concepiscono un figlio che eredita le nature di entrambi i genitori, ma anche questa è solo un’altra delle tante metafore chimiche e spirituali che oggi giorno potremmo tranquillamente sostituire con l’immagine dei due emisferi cerebrali, quando viene riferita alla trasformazione interiore.

Alla base del pensiero alchimistico c’è solo una materia vivente, composta da due forze che per comodità generalizziamo come principali e antagoniste. Concetti come Femminile e Maschile, in Alchimia, non sono altro che simboli che purtroppo non vengono compresi nel loro reale significato. Allo stesso modo l’immagine dell’Androgino confonde solo coloro che non capiscono che la questione è filosofica e non biologica o religiosa. La conciliazione che l’Alchimia cerca tra i due opposti è un equilibrio dinamico tra le forze che si muovono dentro di noi, forze che non vengono annullate o represse, ma semmai portate alla loro massima potenzialità e messe in grado di interagire in una direzione costruttiva. Ogni persona è metaforicamente un Rebis, una cosa doppia, nella misura in cui tutti sono provvisti di chiave e serratura, di una dicotomia interiore e della capacità di scoprirne il punto di equilibrio.

Con queste premesse l’alchimia spirituale non può che interessarsi all’Individuo nel suo insieme, visto come sintesi di tutto ciò che ognuno è caratterialmente, potenzialmente, biologicamente, interiormente, intellettivamente, in base alle esperienze personali che ha avuto.

Non vi possono essere discriminanti fisiche, sessuali, di razza o di censo, perché ogni essere umano viene immaginato come una materia prima che racchiude naturalmente in sé tutto ciò di cui ha bisogno per autorealizzarsi: l’Alchimista è operatore, fuoco, elementi, vaso e fornace contemporaneamente.

Va considerato quindi come il medico di se stesso, che non guarisce gli altri, ma insegna ad auto curarsi, cioè a portare a perfezione ciò che ognuno è in potenza. La figlia o il figlio dell’Arte individua il suo Yin e il suo Yang, il suo Fuoco e la sua Acqua, il suo Intuito e la sua Razionalità, li fa emergere, li sfida e li perfeziona per trasformare la loro eterna e inutile zuffa, (che le immagini alchemiche rappresentano come uccelli, serpenti e leoni che si mordono e divorano a vicenda), in cooperazione tra energie complementari. In questo modo impara a costruire non solo fruttuose relazioni dentro se stesso, ma anche rapporti di parità e reciproco scambio con gli altri che si tratti del proprio compagno o compagna, degli amici, dei parenti, dei collaboratori più stretti o di perfetti estranei. L’Alchimista non conosce lo sfruttamento e la discriminazione preferendo creare energie, invece che sottrarle o esaurirle: egli infatti è ben conscio di avere dentro di sé una energia potenzialmente inesauribile, e che se l’essere umano risolvesse le sue dicotomie interne non avrebbe motivo di continuare a proiettarle fuori di sé nel riflesso illusorio della lotta dei sessi, del razzismo, della religione, della politica, ecc.

L’Alchimia ha una radice nel passato, una nel presente e una nel futuro, per questo motivo tutti possono sempre trovarci qualcosa “da prendere”, anche quando non la vedono nel suo complesso. Questa sua natura le permette di viaggiare nel tempo, trasportata nel bagaglio culturale anche di coloro che non diverranno alchimisti, ma sono comunque in grado di comprenderne le potenzialità e ritrasmetterle ad altri, motivo per cui entra nel linguaggio comune di tutte le società exoteriche e esoteriche.

L’Esoterismo nel Cristianesimo Neo Gnostico.

L’esoterismo cristiano moderno si autodefinisce gnostico, nel senso di erede di una antica corrente cristiana, perseguitata come eretica per le sue concezioni sulla natura divina di Cristo, per ritenere Yavhè un falso dio e per la sua visione della sessualità. Lo gnosticismo antico a sua volta deriva dall’unione tra la visione mistica e sessuale esoterica della religione ebraica e le concezioni filosofico misteriche della cultura pagana (ellenistica neoplatonica, pitagorica,ermetica, misterica) che da una parte si sono evolute nella Qabbalah con le sue Sephiroth, mentre dall’altra hanno dato vita allo Gnosticismo con il suo sistema di Eoni.

Nel quadro della rinascita delle “chiese cristiane neo-gnostiche” ho scelto di analizzare quello che mi è sembrato il testo più rappresentativo, in quanto esso accoglie al suo interno tecniche trasmutatorie sessuali derivate per vie traverse dalle ricerche dell’Ecclesia Gnostica Catholica di Theodor Reuss (e di altri ricercatori), innestate su una personale reinterpretazione del pensiero gnostico antico, che come quello moderno è un mosaico di punti di vista differenti.

Samael Aun Weor: il Matrimonio perfetto

Il matrimonio perfetto è un corposo manuale di alchimia sessuale per la coppia, scritto e pubblicato da Samael Aun Weor (1917-1977) nel 1950 . Fondatore della Chiesa Gnostica Cristiana Universale, ancora molto attiva, si formò tra lo Spiritismo, la Società Teosofica e la Fraternitas Rosicruciana Antiqua di Arnoldo Krumm-Heller attraverso il quale venne in contatto con la massoneria di frangia e forme di magia sessuale che come abbiamo già detto erano influenzate dagli esperimenti di Theodor Reuss.

Il libro di Samael Aun Weor è scritto con una ritmica dicotomica, quasi mantrica, cioè ossessivamente ripetitiva, che toglie qualsiasi dubbio sulla preoccupazione principale dell’autore: chi legge deve aver ben chiaro che ci sono solo due strade, o il bene o il male, o “i bianchi” o i “neri”, o la luce o le tenebre.

Questa dicotomia non è mai associata alla femmina e al maschio in quanto tali, come nella visione cristiana: Adamo buono – Eva cattiva. Il pessimismo cosmico e il giudizio senza appello, riguardano l’impossibilità di salvezza per tutti, specie per gli infrasessuali, ed è perfettamente affine alla visione gnostica del vescovo Valentino che divide la razza umana in pneumatici, psichici e iliaci . Talvolta vengono inseriti discorsi su antiche credenze che saranno spiegate alla luce di teorie scientifiche avveniristiche e si sente tutta la fede di origine illuminista nei confronti del progresso tecnologico, che si svilupperà in eccessivo positivismo scientifico tra gli anni 60 e 70. Nei momenti forse più personali e ideali, quando cioè si parla dell’Amore e dell’Unione sessuale, la prosa si fa poetica e mistica. Nel complesso è un’opera difficile da perseguire se non se ne condividono i principi fino in fondo. Da parte mia io mi limiterò a descriverne il senso generale, perché lo studio approfondito spetta ai suoi seguaci.

Il testo inizia e va avanti per molte pagine ribadendo a più riprese che la magia sessuale si pratica ovunque, ma scordiamoci la citazione delle fonti, in un’opera “d’ispirazione”:

« Nel Cristianesimo Esoterico, magia sessuale si pratica nel Buddismo Zen, magia sessuale si pratica tra gli Yogi Iniziati, magia sessuale si pratica tra i Sufi Maomettani, magia sessuale si praticò in tutti i Collegi Iniziatici di Troia, d’Egitto, di Roma, di Cartagine, di Eleusi, magia sessuale si praticò nei Misteri Maya, Aztechi, Incas, Druidi, ecc.»

«La Sintesi di tutte le religioni, scuole e sette è la magia sessuale e il Cristo Cosmico.» Il Sesso viene trasformato in uno strumento di conoscenza, che resta fedele sia ai dogmi cattolici, che a quelli gnostici, quindi potrebbe essere effettivamente valido per tutti gli esoterismi di matrice cristiana, ma non ovviamente per quelli di altro indirizzo:

«Noi insegniamo la Dottrina della Sintesi. Questa dottrina non può mai essere contro le diverse forme religiose. I nostri insegnamenti sono contenuti in tutte le religioni, scuole e credenze; se il lettore facesse uno studio serio di tutte le Religioni del mondo, troverebbe il fallo e l’utero come sintesi di tutti i Misteri. Non si conosce religione primitiva o scuola di Misteri in cui siano assenti il Cristo Cosmico e i Misteri del Sesso. La Dottrina della Sintesi non può danneggiare nessuno perché è la sintesi di tutto. Invitiamo i devoti di tutti i culti, scuole e credenze a fare uno studio comparato delle religioni. Invitiamo gli studenti dei diversi sistemi di autoeducazione intima a studiare l’Esoterismo Sessuale di tutte le Scuole Segrete di Misteri. Invitiamo tutti gli yogi a studiare il sesso-yoga e il tantrismo bianco dell’India, senza il quale nessuno yogi può ottenere la liberazione assoluta. La magia sessuale e il Cristo sono la sintesi di ogni studio esoterico qualunque sia il suo nome, forma religiosa o sistema educativo.»

Samael Aun Weor propone dunque una via di trasmutazione sessuale che a suo parere è l’unica lecita, perché la somma di tutte le scuole precedenti, ma ovviamente esiste anche una tradizione diabolica nemica dalla quale bisogna difendersi. Fedele alla tradizione gnostica anche lui considera Jahveh «un Angelo caduto terribilmente perverso.» Di conseguenza «Jahvéh è il genio del male. Cristo è il capo della Gran Loggia Bianca, e Jahvéh, sua antitesi, è il capo della Gran Loggia Nera.». Esistono quindi:

«la corretta interpretazione dei misteri del sesso. Esiste la falsa interpretazione dei misteri del sesso. I Maghi Bianchi non spargono mai il seme. I Maghi Neri spargono sempre il seme. I Maghi Bianchi fanno salire il serpente igneo dei nostri magici poteri lungo il canale midollare. I Maghi Neri fanno scendere il serpente verso gli inferni atomici dell’uomo. Gli Dei e i Demoni vivono in eterna lotta. Gli Dei difendono la dottrina della castità. I Demoni odiano la castità. La radice del conflitto tra Dei e Demoni è nel sesso.  I Maghi Bianchi seguono il sentiero del Matrimonio Perfetto. I Maghi Neri amano l’adulterio e la fornicazione.  Il serpente che sale è positivo. Il serpente che scende è negativo. Quando sale, è il serpente di bronzo che sanava gli Israeliti nel deserto. Quando scende, è il serpente tentatore dell’Eden. Quando sappiamo adorare e baciare con tenerezza infinita e castità suprema, il serpente sale. Quando godiamo ardentemente della lussuria e versiamo la coppa, il serpente, ebbro di follia, precipita verso gli inferni atomici dell’uomo.»

Nello gnosticismo Valentiniano della Pistis Sophia il matrimonio fisico, in teoria, non sarebbe necessario, perché ognuno deve ricevere il suo proprio angelo e realizzare un matrimonio spirituale. Come ciò avvenga non lo sappiamo. Al contrario, lo gnosticismo di Samael Aun Weor rivela nei dettagli la sua interpretazione pratica del problema ipotizzando che coloro che si stanno purificando (stanno facendo uscire i demoni), e continuano a rischiare di essere riposseduti dalle energie demoniache, devono ricorrere necessariamente all’unione matrimoniale fisica come strumento di perfezionamento. L’unione tra coniugi protegge la coppia permettendo di indirizzare le energie sessuali verso se stessi, cioè verso la creazione dei corpi di luce, invece di lasciarle in balia del desiderio carnale che distoglie dalla ricerca del proprio angelo e conduce al mondo della molteplicità, opposto a quello della reintegrazione con l’Uno.

La “fedeltà coniugale diventa strumento di difesa” attraverso l’uso che si fa del “seme”, cioè delle proprie energie vitali e spirituali. “Spargere il seme verso gli inferni atomici dell’uomo” vuol dire manifestare il desiderio di allontanarsi da Dio, e queste precise parole sembrano far eco polemicamente a Crowley che, invece, aveva scelto di rappresentate l’immagine del Diavolo dei Tarocchi sotto forma di un bucolico caprone che troneggia su un enorme fallo che erutta, simile ad un vulcano, ma anche a un fungo atomico, mentre nei suoi testicoli spermatozoi antropomorfi premono e scalpitano per uscire. Per Samael Aun Weor Spargere il seme è un atto contro se stessi, poiché «Il seme è l’astrale liquido dell’uomo. La luce astrale è nel seme. Il seme è la chiave di tutti i poteri e la chiave di tutti gli imperi» .

Lasciarlo uscire sarebbe come far defluire la sostanza della propria anima, far uscire ancora Eva.

L’Esoterismo Cristiano di Tommaso Palamidessi.

Esiste un’altra fonte per l’esoterismo cristiano, che applica teorie di trasmutazione sessuale, ma non appartiene al filone gnostico: si tratta dell’italiano Tommaso Palamidessi, (1915 – 1983), coetaneo di Samael Aun Weor . Palamidessi possiede una bibliografia altrettanto corposa e poliedrica. Fu influenzato dalle correnti esoteriche del suo tempo a partire dallo spiritismo, la teosofia, la massoneria, il martinismo, lo yoga tantrico indiano e tibetano, il sufismo, ma coltivò anche interessi come l’astrologia, l’alchimia, la medicina, la botanica e la passione per l’antico Egitto. Il suo esoterismo cristiano integra psicologia, arte iconografica, medicina, erboristeria, astrologia, teurgia, dietetica, yoga, esercizi per il corpo fisico, per i viaggi astrali, per il recupero dei ricordi delle vite precedenti e per il potenziamento delle facoltà mentali, attraverso tutta una serie di tecniche di risveglio iniziatico tese a creare un percorso che investa tutti gli aspetti possibili della vita umana. È presente anche una tecnica di Magia Sessuale Sacra, per costruire il “corpo di luce” analoga a quella di movimenti neo-gnostici, ma si distingue da essi perché le fonti a cui Palamidessi si ispirava non sono quelle dello gnosticismo, ma quelle dei Padri della Chiesa e degli aspetti sofianici della Ortodossia Orientale antica e moderna. La Società Archeosofica da lui fondata, a differenza della scuola di Samael Aun Weor, non si è suddivisa in varie correnti interpretative, ma è tuttora attiva e centrata sotto la guida dell’erede spirituale di Palamidessi. Come l’altra si addice e si rivolge proprio a quei cristiani praticanti che desiderano una partecipazione più attiva e profonda con il culto della loro religione, che il sacerdozio del clero romano non permette.

A questo punto in qualcuno sarà già sorta questa domanda: – ma se non si è né cristiani ortodossi, né cristiano gnostici? Se non si è proprio cristiani, se si segue un’altra religione o se non si ha proprio bisogno del sostegno di una religione per percorrere un cammino interiore, esistono altre strade e una magia sessuale alternativa o diversa? –

Evidentemente si.

Da questo momento cambiamo pagina e osserviamo tutti quei mondi paralleli, quei piani di realtà alternativa del “multiverso” esoterico che convivono disinteressati gli uni del giudizio degli altri, abitualmente etichettati come “controiniziati ” e “luciferini”, (qualche volta anche a ragione), ma che potrebbero rivolgere ai loro accusatori le stesse accuse che Samael Aun Weor temeva e rifiutava per se stesso «Gli attacchi di cui siamo stati vittime, le persecuzioni, gli anatemi, le scomuniche, ecc., si devono all’ignoranza, alla mancanza di studio».

Terza parte – La Spermo-Gnosis e la Teurgia Sessuale

Magia Nera o Magia Sessuale

Quando la Magia Sessuale viene usata per l’ottenimento di particolari poteri, vantaggi e privilegi utilizzando la violenza, la coercizione, il plagio, l’uso e l’abuso delle energie o addirittura della vita altrui, stiamo certamente parlando di Magia Nera. Quando, invece, ci riferiamo alle pratiche sessuali, come a un sistema di trascendenza spirituale con un risvolti extrasensoriali, parliamo di Magia Bianca o Rossa, il cui più illustre parente prossimo è il Tantrismo.

I libri che ho preso in considerazione per questi capitoli, rappresentano ancora una volta l’ambiente esoterico cristiano sul finire dell’ottocento, in certa misura Neo-Gnostico, ma orientato stavolta verso una forma di Magia Proibita. La scelta non è stata personale, ma obbligata, poiché le opere più importanti e conosciute fanno abbondante uso di metafore cristiane. I testi più importanti non sono molti, ma permettono di farsi un’idea tanto sulla effettiva validità dei metodi proposti che su ciò che gli Esoteristi dell’epoca, si aspettavano di ottenere con queste pratiche.

« Sia il mago che lo gnostico intuiscono che la sessualità può essere la chiave o la porta d’accesso per altre realtà; ma essi dissentono in base agli orientamenti: ascetico da una parte e dissoluto-sensuale dall’altro . »

La prima parte di questa affermazione di Peter König è corretta, ma non è altrettanto giusto porre il problema etico-interpretativo, in termini di “attività sessuale libertina”, dato che la mentalità in fatto di sesso è diversa da epoca in epoca, da civiltà in civiltà. Ciò che pone questi testi nel campo della Magia Nera, non è l’utilizzo dei fluidi corporei sessuali, ma il tipo di finalità teurgica che vi si nasconde dietro. La maggior parte degli autori presentano se stessi come degli antiquari, che raccolgono curiosità, invitando il lettore a distinguere tra una magia lecita e una illecita, salvo poi descrivere in dettaglio una serie di rituali stregoneschi, che l’adepto può sentirsi libero di usare secondo coscienza se ritiene di averne sinceramente bisogno (sopportando un eventuale “colpo di ritorno ”). In base alla differenza di obiettivi, alcuni Esoteristi vengono chiamati occultisti, maghi neri, controiniziati  o “gnostici libertini ”, in contrapposizione agli Iniziati o Maghi Bianchi. Questa distinzione può risultare molto “elastica”, laddove un’operazione di difesa possa essere interpretata come il pretesto per un’azione di attacco, in modo non dissimile dal “dichiarare una guerra preventiva”. Georges Saint Bonnet, nel 1959 scrive:

« Attenzione! Non si tratta di lussuria ma di trascendenza…   L’operazione magica effettuata in un ambito ed influsso sessuale è più facile e feconda Ma, attenzione! Noi diciamo ambito ed influsso sessuale così come potremmo dire: tensione erotica. Ma non lo diciamo…

Si tratta della ricerca di potenzialità e non di piaceri. Si tratta di captare delle forze non per utilizzarle al loro livello abituale, ma oltre, se non per sublimazione, per lo meno per sfasamento, transfert, riporto o trasporto… Tutti l’hanno capito, credo: c’è, all’inizio del sistema o del processo di cui stiamo parlando, un superamento ed un abbandono necessario della sessualità lussuriosa, libidinosa o libertina, a favore di una sessualità spoglia e casta, depurata, trascendente…   Sappiamo perfettamente che questi procedimenti sono suscettibili di un’applicazione al peggio. Affermare il contrario significherebbe mentire e, del resto, non servirebbe a niente. E’ meglio dire, pertanto – e sempre obbedendo al vero – che in caso di utilizzo della magia sessuale per scopi perversi, impropri, disonesti o soltanto equivoci, questa si ritorce inevitabilmente verso l’operatore. Più oltre vedremo come, perché ed in ragione di quale meccanicità irreversibile ciò avvenga, peraltro senza rapporto con ciò che gli uomini chiamano la morale…  »

Il libro “principe” di questa particolare letteratura teurgico-alchemica non appartiene né a Crowley (1875 – 1947), che si faceva chiamare La Bestia 666, né a Maria de Naglowska (1883 – 1936) con il suo Satanismo Femminile. Non colpisce neanche Anel-Kham con i suoi fantasiosi e distorti racconti di Sabba e cerimonie sataniche: il testo che lascia sconcertati, tutti quelli che lo leggono, è Il Corpus philosophorum totius magiae, attribuito a Giuliano Kremmerz (1861 – 1930) e si trovano pubblicati in Lo sputo della luna. Documenti sulla magia sessuale, a cura di Vittorio Fincati. Si racconta che le tecniche contenute in questi libri deriverebbero da Cagliostro e dalla Scuola Napoletana, ma come siano arrivate a Kremmerz, non è dato saperlo. Considerando che gli «Insegnamenti e rituali sorti da questi materiali sono rivelati al vertice di numerosi Ordini iniziatici in forme diverse » è possibile che all’origine di queste pratiche vi sia stato un qualche altro materiale ancora più antico, che passando di mano in mano, sia stato rielaborato a seconda delle esigenze e dell’orientamento di coloro che ne sono venuti in possesso.

Queste operazioni sarebbero state “citate” una prima volta nel 1897, nel trattato La Venere Magica di Paul Sedir, per venir poi pubblicate in forma integrale, ma a tiratura limitata , negli anni ’80, infine, negli anni ’90, sono state riproposte da Vittorio Fincati. In considerazione della problematiche dottrinali che circondano questo libro, da parte mia, non ho nessuna difficoltà a riferirmi a esso come allo Pseudokremmerz , così come viene chiamato nella versione che ho consultato on line . Non avendo la possibilità di consultare altre edizioni del Corpus philosophorum totius magiae, d’ora in avanti, mi riferirò a questo complesso di testi come allo Sputo della Luna.

Alchimia o Magia Nera

Tre sono i miti inossidabili dell’Alchimia: trasformare il piombo in oro, ottenere la panacea per tutti i mali e conseguire l’eterna giovinezza.

L’Arte Regia preannuncia il ritorno dell’Età dell’Oro, un’epoca futura, nella quale la Saggezza dei Filosofi, influenzando la Ricerca Scientifica, eliminerà le malattie, la morte, la povertà, in poche parole: i motivi stessi delle guerre e dell’infelicità.

Per quanto questa “fede nel progresso” possa apparire ingenua e utopistica, non si tratta altro del desiderio più antico del mondo. Un sogno che non ha niente di egoistico e materialista, nella sua ambizione di pace e prosperità per tutti, ma che purtroppo deve fare i conti con coloro che hanno scopi molto distanti dalle finalità ultime dell’Alchimia. Così come la Scienza non è sempre portata avanti da persone interessate al benessere di tutti gli esseri viventi, così anche l’Arte dei Filosofi, si ritrova citata in opere di Magia Nera, a causa di persone che ricercano unicamente il profitto personale e che io non mi sento di chiamare veramente Alchimisti. Per stare lontani dalla Magia Nera, la Legge è semplice:

«Ama il tuo prossimo come te stesso e tutti i poteri ti arriveranno. Potrai così usare di questi poteri senza timori o rischi se ami veramente il tuo prossimo come te stesso . »

Scienze e Pseudoscienze: Le teorie “Spermoterapiche” di Lakhovsky

Il confine tra filosofia, religione, scienza, fantasia e superstizione, è sempre stato molto labile e continua a esserlo. Ancora oggi molti ricercatori dell’occulto preferiscono approfondire bizzarre o obsolete teorie, trasformando ipotesi scientifiche in “pseudoscienze”, in nome di un’infondata ostilità verso la “scienza ufficiale”. Per alcuni, per esempio, la Spermatoterapia  di Georges Lakhovsky, un libretto del 1939, potrebbe essere la conferma “scientifica” a un certo tipo di magia cerimoniale, collegata ai fluidi sessuali e all’elettromagnetismo, mentre, in realtà dimostra solo il tentativo di confrontare e conciliare vecchie e ingenue teorie con le neo-scienze dell’epoca (embriologia, citologia, radiologia e endocrinologia):

«Perché la sostanza ormonale, fonte di vita, anziché conservarsi nell’organismo come le secrezioni di altre ghiandole endocrine, viene continuamente esteriorizzata, sia attraverso l’eiaculazione, sia, pur senza accoppiamento, in modo continuo attraverso le urine. Ne consegue l’indebolimento dell’oscillazione cellulare, la degenerescenza, la malattia e la morte. Lo stesso fenomeno si verificherebbe nell’orchestra i cui diversi strumenti suonassero senza venire accordati, alcuni non suonerebbero più. Per rimediare a questo processo degenerativo, bisognerebbe fornire quindi all’organismo le stesse sostanze chimiche che si rinvengono nello sperma umano. Cinquant’anni fa, il Brown-Sequard, padre della moderna opoterapia, ebbe già l’intuizione di questa necessità. L’opoterapia (o anche organoterapia) è una terapia medica che fa uso di preparati ottenuti con succhi estratti da organi. In particolare è destinato a supplire all’insufficienza o all’assenza di ghiandole o di altri organi con principi attivi estratti dall’organo omologo di un animale sano. »

L’Opoterapia si basava su procedure proto-scientifiche risalenti a Ippocrate e ai terapeuti antichi, paragonabili a pratiche ancora più antiche in uso presso i popoli primitivi che si nutrivano di animali totemici e nemici umani nella credenza di appropriarsi delle loro caratteristiche. La scoperta delle secrezioni endocrine ha dato una base più razionale al metodo, che ancora sopravvive nelle case farmaceutiche solamente per quelle sostanze che la moderna ormonoterapia non è ancora riuscita a produrre sinteticamente. Lakhovsky, dopo aver constatato che i trapianti tra scimmie e uomo non servivano a niente, perché si tratta di razze diverse, espose la sua “rivoluzionaria” soluzione, non certo per fervore animalista:

«Si sa che i testicoli contengono numerosi condotti epiteliali. Le pareti di questi condotti, che sfociano nell’uretra, sono tappezzati da piccole lamelle dalle sembianze simili a quelle dei radiatori. Da queste lamelle i condotti secernono una sostanza seminale che è la più ricca di minerali tra tutte le sostanze contenute nel nostro organismo. Oltre ad albuminoidi, proteine di ogni genere e sali organici come fosfati, cloruri, solfati e altri, questa sostanza contiene tutti i minerali della chimica: sodio, magnesio, calcio e quant’altri fino a tracce di oro e platino. Ma perché tale sostanza è la causa della vita, diversamente dalle secrezioni delle altre ghiandole? Perché l’abbondanza di questi minerali e la loro ripartizione è tale che quando due cellule (spermatozoide e ovulo), contenenti tutte queste sostanze, si uniscono, ne consegue un irradiamento e una risonanza tali da provocare una cariocinesi, cioè, una divisione cellulare, di cui si conosce il processo, al fine di creare un essere perfetto che, alla nascita, sarà già un essere umano. È quindi a causa della meravigliosa ripartizione di tutti questi minerali che si è determinata la vita. Ne consegue che la combinazione di tutti questi minerali per formare la sostanza spermatica è realmente la causa della nostra vita. Lo stesso può dirsi dell’ovulo, correlativo allo spermatozoide. Le analisi chimiche che sono state fatte sulla sostanza testicolare e ovarica hanno dimostrato, infatti, che la chimica delle due sostanze è esattamente la stessa. Ora possiamo capire come la vita si sviluppi e mantenga integra fino all’età adulta ma, siccome il declino comincia a partire da quel momento, così noi finiamo per deperire e morire. Ho spiegato all’inizio di questo scritto che lo sviluppo di ogni essere vivente è conseguenza del processo di materializzazione. Sono così riuscito, con il mio oscillatore a onde multiple, ad accelerare l’oscillazione cellulare e, quindi, a materializzare dei minerali rarifìcatisi nell’organismo causa l’impoverimento tissulare. Il procedimento però è efficace finché restano ancora alcune tracce di quelle sostanze organiche necessarie per la cariocinesi e suscettibili di fungere da punti di risonanza per la materializzazione.   Per supplire alla carenza di punti di risonanza ho pensato che se si potesse fornire all’organismo un contributo di questi minerali spermatici mancanti, così meravigliosamente ripartiti e fonte di tutta la nostra vita, riusciremmo a ristabilire non soltanto l’equilibrio oscillatorio, ma la perfezione e la scioltezza che caratterizzavano tutti i nostri tessuti in gioventù, quando le sostanze si trovavano presenti in abbondanza. In tal modo si eviterebbe la vecchiaia e le sue malattie. Le cause patogene di ogni genere scomparirebbero e noi potremmo prolungarci la vita fino a limiti insospettati: alcune centinaia di anni, forse. Disgraziatamente, si vede bene che è molto difficile procurarsi tale sostanza. Ho meditato a lungo su questo problema, la cui soluzione credo potrebbe risparmiare all’umanità notevoli sofferenze. Dopo infinite riflessioni, ho cercato il mezzo pratico per procurarmi questa sostanza spermatica. Naturalmente non è questione di chiedere ad ogni uomo di mettere da parte lo sperma dopo ogni eiaculazione! Così, mi è venuta un’idea. Ho pensato che si può ottenere questa materia prima della vita nelle cosiddette “case di tolleranza”, dove si produce in quantità notevole. Se ne potrebbe ricavare una quantità sufficiente non soltanto per gli esperimenti ma anche per il miglioramento della razza umana presa nel suo insieme. Ebbene, è possibile raccogliere il liquido spermatico con le migliori garanzie di igiene e sicurezza. Infatti i giovani dai venti ai trent’anni che frequentano queste case usano in genere dei preservativi. Quando la sostanza viene trattenuta dopo l’eiaculazione in tali contenitori asettici, nulla è più agevole che travasarne il contenuto in un vaso riempito a metà di alcool a 96°, che ne assicura la sterilizzazione immediata. Non c’è da temere, in queste condizioni, per rischi di contagio da germi di qualsiasi tipo (sifìlide, gonococco ecc.) perché la materia spermatica, utilizzata solo dopo un periodo di alcune settimane nell’alcool, è evidentemente esente da ogni microbo patogeno. Si può così utilizzare in tutta sicurezza tale sostanza sotto forma di gocce prese per via orale, o meglio per iniezioni intramuscolari o testicolari . »

Da vero uomo di scienza Lakhovsky offrì se stesso come cavia. Il fatto che morì tre anni dopo, non prova certo che sia stata la terapia a ucciderlo, ma di certo non conferma neanche che la cura avesse un fondamento come lui credeva:

«Infatti, come ho scritto nel mio libro Longevità, ventisette anni fa mi ammalai così gravemente che venni dato per spacciato da tutti i luminari della medicina. Ora invece possiedo un tale vigore, una tale euforia, che malgrado i miei 69 anni, me ne attribuiscono appena 50! II miglior barometro della mia salute non è forse la considerevole quantità di lavoro che svolgo quotidianamente (circa 18 ore) senza la menoma fatica? Se questo nuovo farmaco può agire favorevolmente sull’organismo, come ne sono persuaso, non vedo proprio cosa potrei fare di meglio per me stesso. Tuttavia, ho pensato bene di offrirmi come cavia provando prima su me stesso, non per aumentare il livello della mia salute, che non ne ho bisogno, ma per sincerarmi che in questo trattamento non vi fosse alcuna controindicazione .»

Le intuizioni di Lakhovsky non sono molto lontane da quello che la filosofia e l’alchimia hanno sempre ipotizzato e che la genetica, la farmacologia, l’omeopatia, la scissione dell’atomo hanno dimostrato, ovvero che le sostanze inorganiche o organiche ridotte nei loro principi essenziali, una volta isolati, estratti e trattati posseggano proprietà naturali terapeutiche o una energia dirompente ed esplosiva. E’ evidente però, che l’autore sopravalutava se stesso e le sue possibilità, soprattutto riguardo al metodo scientifico e al modo di operare dimostrazioni sperimentali con le quali esprimere la fondatezza delle sue teorie e la validità dei suoi procedimenti. Cercare di trovare conferma che la legge delle corrispondenze ha una sua legittimità scientifica o che esistono delle sostanze di potere che tutti i popoli hanno sempre istintivamente ricercato, ha senso solo nella misura in cui non ci si improvvisi nelle vesti del “piccolo chimico” e si sia disposti a veder tramontare qualche mito. Uno di questi miti è quello dell’Immortalità attraverso pratiche alchimistiche fai da te. Anche se è stato dimostrato scientificamente, che l’organismo umano funziona come un enorme e perfetto alambicco distillatore che estrae, converte, scarta e utilizza le sostanze che gli sono necessarie alla vita, questo non vuol dire il nostro fantastico vaso trasformatore possa essere usato per gli scopi e nei modi che vengono proposti nello Sputo della Luna. Per simili ricerche sarebbe meglio “operare dentro” veri laboratori di biochimica o biologia molecolare, con mezzi tecnologici adeguati e soprattutto sistemi igienico sanitari conformi alle leggi sulla salute, piuttosto che affidarsi a tecniche empiriche e confuse come quelle di Lakhovsky o dello Pseudokremmerz.

Il Corpo di Luce e il metodo “Kremmerz”

Una delle cose che distinguono il Cristianesimo dall’Esoterismo Cristiano è la credenza nella Metempsicosi. Questa idea trova giustificazione nella sopravvivenza del pensiero degli antichi filosofi (spesso iniziati ai culti misterici) e nella dottrina gnostica degli eoni. Lari-nascita del concetto di Medium e l’influenza della religione indiana sull’Esoterismo ottocentesco, non fecero altro che rinforzare questa tesi. All’epoca, vi erano persone che non pensavano che sarebbero entrate nel Paradiso Celeste subito dopo la loro morte e si interrogavano su quello che la loro anima immortale avrebbe fatto in attesa del giudizio universale. Dalle biografie degli Esoteristi più famosi, emerge come quasi tutti si dedicassero allo spiritismo e fossero convinti di essere la reincarnazione di qualche grande iniziato del passato. Samael Aun Weor stesso ci credeva, pur dedicandosi a pratiche di trasmutazione e purificazione spirituale allo scopo di essere riammesso al cospetto di Dio. Chi, invece, come lo Pseudokremmerz, sembrava molto più interessato a controllare il ciclo delle rinascite, poteva arrivare ad avvalersi di pratiche di Magia Proibita. Non si comprende come, abbandonando la Via della Reintegrazione Celeste, si potesse pensare di sfuggire all’inevitabile giudizio divino finale, ma evidentemente alcuni erano convinti che l’anima immortale avesse bisogno di un corpo immortale o che fosse necessario scegliersi da soli un altro corpo in cui trasmigrare, per non perdere tutto ciò che si era ottenuto nelle vite precedenti, nell’attesa della fine dei giorni. Sia per la reincarnazione degli Antichi, che per quella Orientale, solo le anime illuminate possano ricordare le vite precedenti e scegliere come tornare in questo mondo, tutti gli altri rinascono come tabula rasa. Non vi è accordo, su cosa si intenda per essere degli “illuminati”, dato che lo Pseudokremmerz, oscillando tra concezioni cristiane, indiane e pagane, intravede una via di uscita in una pratica pseudoscientifica di “autodivinizzazione” fisica, piuttosto che nel miglioramento per mezzo di trasformazione spirituale.

Le operazioni descritte nello Sputo della Luna si basano su tre fattori principali: la Magia Sessuale, come fonte di energia per il processo, l’Alchimia come metodo “scientifico”, la Metafora Cristiana come sostegno legittimante per una Magia Proibita dai confini morali molto elastici.

Come in tutti gli altri ordini esoterici, per prima cosa è necessario attivare o creare il Corpo di Luce.

Nel testo sono presenti forse le prime influenze orientali, laddove si parla di centri occulti (i Chakra) e respirazione (Pranayama), a cui si aggiungono il classico mito biblico della divisione e della caduta dell’Adamo Cosmico. Per conseguire la reintegrazione è necessaria la “solita” riunione delle due metà “polarizzate” per mezzo dell’unione sessuale:

«   La Magia e l’Alchimia sono mezzi mediante i quali l’uomo può tornare alla sua condizione originale, divinizzandosi .   Cioè discepolo devi sapere che ogni tipo di Magia Sessuale è condizionata dall’apertura di certi centri occulti del corpo umano che sono la chiave della produzione vera degli effetti; ma questa chiave possasi usare interamente solo a certe condizioni: ricorda discepolo che quando Adamo non era ancora diviso per scissione delle due polarità, queste convivevano separate ma unite in un abbraccio d’amore nello stesso essere (androgino) cosicché una non poteva fare a meno dell’altra e non esisteva il dolore della separazione. Ma quando Adamo cadde (nel “peccato”) e queste forze furono divise non ci fu più quell’armonia che sussisteva nell’Essere originario; e questo Essere (androgino) era a somiglianza di Dio formato ed era anch’esso uno e trino nella sua doppia polarità, cioè aveva tre sedi in sé che ospitavano mirabilmente il principio trinitario, che è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; ora, con la caduta è occorsa questa divisione nei due (maschio e femmina) ma Dio nella sua trinità non ha abbandonato completamente questo essere, ancorché diviso dal peccato, e risiede ancora nei tre centri, come era all’origine e come sempre sarà, fino alla fine delle cose .   Osserva anche che l’attribuzione degli Elohim relativa ai centri occulti è inversa fra l’uomo e la donna, ciò perché la caduta di Adamo ha prodotto due esseri complementari in maniera speculare, cioè per riunificazione di opposti. E vedi che l’unico centro eguale nei due è nel cuore, cioè la potenza di Gesù che regge e governa il sistema emotivo nell’ordine fisico. Ora, come puoi essere Elohim se non sai come accendere questi fuochi e non li equilibri con l’esatto loro opposto? E come puoi credere di generare in stato di peccato originale come sei, mentre la vera generazione astrale ancorché fisica avviene per generazione spirituale? Ecco allora che se vuoi ricreare questi Elohim dentro di te, devi anzitutto ritrovare lo stato originale adamitico (perfetto); questo puoi ottenere solo in un modo, trovare la compagna che accenda i tre fuochi e ne metta in vibrazione le ellissi energetiche. Ricorda però che se una donna riesce solo ad accendere uno o due dei tre centri, ciò non basta ne è perfetto, come ché solo questa completa accensione provoca l’ascesa degli Elohim, e tanto deve accadere anche nella donna tua compagna. Ma ciò non basta, che devi redimere te stesso che vuoi operare dal peccato di origine, essendo a causa di esso che ti trovi nello stato di separazione; allora ricorda il mistero cattolico della redenzione operata dal Cristo, e rifletti: come puoi accogliere in te stesso questo redentore? Facendo si che il Padre invii misericordiosamente ancora una volta suo figlio Gesù per operare la tua purificazione dal peccato di origine. Ma come fare? Torna allo schema precedente e vedi dov’è la sede del Cristo glorioso, quel Cristo che per amore del Padre prende su di sé il peccato adamitico della separazione. Questa sede è il cuore, e come il Figlio viene dal Padre, così dal centro di questo Padre ne devi inviare l’amore (sotto forma di Eros perché questo luogo è fisico) al tuo cuore, ed ivi sentire la presenza del Gesù Salvatore. Quando il cuore è perfettamente infiammato dalla presenza divina tu ne sentirai la presenza in modo eguale a come ti si presenta la manifestazione del Padre nel suo centro occulto. E l’amore di Gesù dovrai trasmettere tu stesso alla compagna che a tua volta vuoi redimere, ed allora unisci il Padre con lo Spirito Santo e lo Spirito Santo con il Padre e insuffia nel corpo muliebre la parola di Gesù, per operare anche di lei la redenzione. Ma tutto conduci nella fiamma di Eros, per tutto il tempo, e se così farai il peccato sarà completamente scacciato dai vostri corpi e sarete ancora una volta l’Uno perfetto, l’Uomo divino creato a immagine e somiglianza di Dio e ne godrete la benevolenza. Ma prima di chiamare gli Elohim non dovrete più respirare col respiro della Terra, ma conformemente al respiro del Signore acciocché vi mettiate in armonia con la sua sapienza; ed allora ambedue respirate. Fate questo per un’ora circa avanti di chiamare questi Elohim, e dopo operate.   Questa è l’opera che fa il Mago. Lo stregone, invece, prostituisce la formula sacra accendendo sempre 3 ellissi, ma nell’operatore maschio l’ellisse del Padre non fa più coincidere normalmente nei genitali, ma in zona più oscura (anale). Cioè fa egli funzione di donna nell’operazione, servendosi di un compagno maschio per l’unione delle ellissi »

Fin qui apparentemente niente di nuovo, ma il tentativo di distinguere il Mago dallo Stregone appare una forzatura man mano ci si addentra nella pratica. Per quanto riguarda il modo di ottenere l’Immortalità, già nel Matrimonio Perfetto, Samael Aun Weor diceva che i Maghi Neri hanno un modo “diverso” di usare i fluidi corporei a scopo di reintegrazione: essi “spargono il seme”. Anche lo Pseudokremmerz ritiene che il corpo umano sia una specie di alambicco energetico, ma presenta un modo alternativo e proibito di riassorbire i fluidi energetici sessuali. Egli propone di utilizzare tutti quanti i fluidi corporei e di riassorbirli, solo dopo che sono usciti dal corpo e sono stati trattati secondo precise pratiche “alchimistiche endogene”.

Questo tipo di magia viene applicata secondo una tecnica detta « pratica del separando » e si svolge attraverso tre gradi o « maestrati », più un Grande Arcano finale o « Secretum Secretorum ». Nel primo grado gli adepti femmina e maschio lavorano da soli, con atti di magia autosessuale. Utilizzano il loro corpo come un forno e si nutrono dei propri fluidi sessuali in concomitanza con uno speciale calendario lunare e zodiacale. Nel secondo grado viene introdotto un terzo fluido corporeo chiamato « fermento » , ovvero l’urina, che viene mescolata ai fluidi femminili e maschili. Nel terzo maestrato la pratica viene eseguita dalla coppia attraverso tre tipi di cottura, che vengono spiegati attraverso la metafora della Vita di Cristo. Lo sfondo religioso è forse l’unica cosa che può cercare di trasmettere un’idea di serietà a queste pratiche pseudo chimiche, presentate come rivelazioni di chissà quali segreti e verità occulte: « Sappi allora discepolo che quanto ti dico è patrimonio riservatissimo della Scienza alchimia e nessun altro ne possiede le chiavi in questo mondo. »:

« Nella Maria ti ho disvelato le prime pratiche coobatorie relative all’uso dei mercurii e dei fermenti, e ciò se hai ben praticato le cicliche e le chiusure ti ha portato alla nascita ed allo sviluppo del Cristo in te, cioè questa tua Maria in seguito alla divina impregnazione ha partorito un Gesù che tu hai iniziato a nutrire e a sviluppare e che devi innalzare alla gloria del Dio Padre per riunificarlo nella Santissima Trinità. Ma ricorda la simbologia cattolica evangelica, là dove si narra l’ultima fase della vita del Cristo, e considera che le precedenti coobazioni hanno il tuo mercurio già fatto diventare Cristo adulto operante miracoli (infatti la tua separazione mercuriale ti ha dato ipso facto potestà virtuale ed effettiva sugli individui normali, e le pratiche magiche che hai effettuato te ne hanno dato conferma). Ora appunto facendo riferimento a questa simbologia evangelica te ne illustrerò la pratica.

Cristo nell’opera sua deve subire il martirio sulla croce, ciò che ha un triplice significato:

1) Questo Cristo è al centro della croce, presa come intersezione dei due principi attivo e passivo e che spiega come la pratica sia di coppia abbisognando delle energie maschili e femminili per operare la trasmutazione del mercurio (Cristo).

2) La croce rappresenta l’operazione di equilibrio degli Elementi che l’uomo e la donna devono fare prima di iniziare la cottura mercuriale, cioè nella pratica, un’ora avanti l’operazione, per un’ora, si effettuerà la respirazione di Ea che è questa: Avviene con questa respirazione l’equilibrio elementare dei 4 principi creando la pietra squadrata che è la potestà occulta sui Regni degli Elementi (4 fasi x 4 secondi = 16).

3) La croce rappresenta la sofferenza cioè il supplizio della pratica così come la non emissione del seme per tutto il periodo.

Questa analogia e questo tormento è la chiave di volta dell’arcano della cottura coi tre fuochi, cioè il fuoco di passione che si crea internamente produce le tre speciali trasmutazioni nei gradi nero-bianco-rosso. Questi tre gradi di cottura sono poi analoghi nella simbologia cattolica ai passi evangelici delle tenebre oscure che calano alla morte del Cristo (cioè nella 1ª fase al Nero), dell’avvolgimento di questo Cristo in un lenzuolo bianco (fase al Bianco) e nella resurrezione del Cristo Glorioso (fase al Rosso = uscita del Cristo, cioè emissione del seme e resurrezione mediante il potere della vita che è contenuto nel sangue) »

Questi tre gradi di cottura si compiono attraverso tre atti di magia eterosessuale di coppia: uno di sodomia, uno senza emissione del seme e uno in fase mestruale. Il tutto si conclude con l’ingestione «dell’amalgama filosofico» così ottenuto cioè « il miscuglio digerito: mercurio bianco + mercurio rosso + sale (urina) ».

« Nei primi giorni l’uomo opererà (quotidianamente, alla medesima ora) coitando analmente con la compagna senza mai emettere il seme (fase al Nero); nella 2ª fase – al Bianco – l’uomo coiterà normalmente nella coppa muliebre sempre senza emettere, nella fase al Rosso (periodo mestruale) il 3° giorno di pratica l’uomo emetterà il seme nella vagina della compagna irrorata dal mensile flusso, e se ne ciberà assorbendolo direttamente con la bocca e trasmettendone parte alla compagna (questo è un’altro dei sacri misteri della croce, perché la cibazione avviene tramite la bocca (orizzontale) che si unisce alla vagina (verticale), la cui unione dà appunto la croce. Parimenti all’uomo la donna non arriverà in nessuna delle fasi all’orgasmo fisico, salvo che nell’ultimo giorno, concuocendo il mercurio bianco con la propria essenza o Sale di Venere. Vi è una spiegazione alchimica ed una filosofica. La prima è questa, confrontata con la simbologia cattolica: Cristo muore – il suo corpo fisico cessa l’attività ed inizia una lenta dissoluzione, per putrefazione, dei principi inferiori umani; cioè alchimicamente, nella Nigredo il mercurio viene cotto impregnandolo di queste energie putrescenti che dovranno dissolverne le parti esteriori per far apparire il mercurio perfetto. Cristo è sepolto (venendo avvolto da un lenzuolo candido) – il mercurio è messo sotto terra, cioè viene inseminato nella matrice terrena di ogni forma a generarsi (vagina) avvolto in una veste bianca, cioè il mercurio bianco non subisce impregnazioni che ne modificano il colore; questo mercurio è tornato alla terra fertile da dove grazie al potere della vita del sangue risorgerà. In questa albedo il mercurio subisce una cottura naturale, cioè con lo stesso fuoco che dà generazione alla vita umana. Cristo risorge – la cottura al rosso solarizza il mercurio, cioè dando potere di vita al mercurio imbiancato nella sua sepoltura lo impregna di energie caustiche che provocheranno la completa separazione del mercurio dal cui centro il principio solare emanerà i suoi raggi (confronta la simbologia dell’ostia radiante di luce, cioè del mercurio dal cui centro partono i raggi divini del corpo solare). »

Il terzo magistero può essere eseguito anche a livello individuale e in questo caso si accenna a Kundalini in relazione ai Serpenti del Caduceo di Ermete:

« Ora ti spiegherò, discepolo, cosa avviene fisicamente nel corpo tuo saturnio con la pratica di questa via alchemica individuale. Ti ho detto che per la riuscita del separando l’amalgama filosofico deve essere trasmutato mediante la cottura interna con tre fuochi diversi, ed essa cottura normalmente ottienesi per scambio diretto tra due praticanti di sesso diverso e di pari grado. Ma l’uomo che si fa donna e viceversa e qui prendi le parole nel giusto senso alchimico, può ottenere analoga trasmutazione ricreando in lui l’opposta polarità, facendo in sintesi opera di maschio e femmina nello stesso individuo. Oltre a ciò, in lui vi sono gli elementi fisici alchemici completi, cioè analoghi per teoria e pratica alchemica agli stessi che servono come base filosofale per l’amalgama nella pratica di coppia. E sappi che questo mistero dell’alchimia individuale chiamasi anche il mistero del serpente a due teste, perché prendesi come forno alchemico il tratto continuo che idealmente – e fisicamente – ha un pertugio in alto nella bocca facciale e l’altro è l’ano, in basso. Questo doppio serpente che è in sintesi analogo ai due serpenti formanti un intreccio nel Cadueo di Ermete, è la via segreta dell’uomo singolo idealizzato nella doppia forma serpentina filosofica, e tramite le sue due bocche avviene la trasformazione alchemica del mercurio semplice (grezzo) in mercurio perfetto. Ora devi sapere, discepolo, che delle due bocche del serpente quella più bassa è quella più importante per ottenere la trasmutazione. Cioè a livello fisico l’inserimento degli elementi nell’ano e la successiva tappazione accendono in quel luogo un fuoco alchemico speciale che è quello che fa ottenere un primo scomponimento mercuriale dell’amalgama filosofico. Ma come si accende questo fuoco, se non c’e l’accensione interna del fuoco di Eros come nella pratica di coppia? Ricorda però che questo fuoco, al di là di una sensazione puramente erotica è un’energia trasmutatoria, cioè cangiante per scomposizione e nuova ricomposizione fisica e alchemica. E in questa pratica individuale l’assorbimento chimico è indotto dai villi intestinali che accendono tale fuoco trasmutatorio, ovvero un’attività fisica iperchimica che cangiare fa il mercurio nei componenti suoi occulti, ed ecco perché tanto tempo occorre trattenere l’amalgama nel tratto intestinale, acciocchè si crei quella turbolenza alchimica legata al processo assorbitivo dell’organismo saturnio che provoca una trasmutazione dei componenti astrali. Il fuoco di cottura quindi non viene acceso da Eros, ma da Anteros, che è sempre energia trasmutativa, cioè rinnovativa dell’organismo, ma non accesa però dall’intento sessuale che spinge l’uomo nelle braccia della donna. Così come Eros è piacevole per sottile astuzia della Natura che proprio per la piacevolezza dell’atto ottiene la perpetuazione della specie umana, così Anteros è il fuoco perpetuante il cangiamento per rinnovamento cellulare dell’organismo. Toccati il corpo, discepolo, ed in ogni parte senti calore. Questa temperatura la cui linea costante è il primo indizio della salute – e ciò ti basti per capire l’importanza di questo fuoco interno – è il prodotto del continuo lavorìo dell’organismo che, attimo per attimo, rinnova se stesso sostituendo cellule vecchie con le nuove perpetuando così l’integrità dell’organismo.    »

Con lo svilupparsi di questa “temperatura”, (che speriamo non sia il preludio di una violenta febbre tifoidea), veniamo a sapere che questa pratica solitaria «dell’Analazione» o «dell’Eremita» o «Mistero del Serpente a Due Teste», ricostruisce nell’adepto le tre sostanze e i “tre fuochi”. L’amalgama maschile e femminile viene “fornito” dall’operante, perché il sangue viene ottenuto salassandosi un dito o una vena, mentre il miscuglio viene inserito nella terza «scodella filosofica», quella che si trova nella «zona più infera» o «zona di putredine», opportunamente pulita con lavande anali, sul tipo forse di quelle praticate dagli Yogi. Si lascia, cuocere il tutto, lo si ritira fuori, lo si ri-purifica e lo si ingerisce.

Esiste anche un terzo metodo, una pratica più lunga, per coloro che siano sprovvisti di una compagna o per impedimenti fisici non possano ricorrere all’Analazione. Questa operazione si svolge per «Inalazione» e «Reiterazione». Una volta ottenuti i tre fluidi, come nella Pratica dell’Eremita, la cottura con i tre vasi e fuochi avviene attraverso la sintonizzazione sul «Respiro di Dio» per mezzo del ritmo di «irraggiamento e concentrazione dell’aria nei polmoni». La respirazione andrà ripetuta fino a quando non si vedranno «comparire i segni di riuscita che ti ho dettagliatamente spiegato nel corso di questa trattazione».

Non è chiaro come mai nel libro si ponga tanta enfasi sui primi due sistemi, se tutti e tre sono validi. La risposta più razionale potrebbe essere che forse l’autore non voleva scontentare nessuno e non voleva lasciare niente di intentato, così ha cercato di mettere insieme tutte le possibili tecniche che ha trovato, nel tentativo di costruire il più completo manuale sull’argomento. Il risultato è quello di un’opera mancante di qualsiasi prova scientifica, criticabile anche sul piano della logica spirituale, motivo per cui non appare così assurda l’ipotesi che il libro sia stato fatto circolare sotto il nome di un famoso Iniziato, come garanzia di autorità tradizionale e rettitudine morale (prassi comune per gli antichi manoscritti di Alchimia).

Alla Ricerca dell’Immortalità: Avatarismo, Vampirismo e Necromagia

Una volta completata la restaurazione del Corpo di Luce, per mezzo dei Tre Maestrati, viene introdotto il tema della Metempsicosi, sfruttando tematiche gnostico-angeliche:

«Come tu discepolo avrai visto esiste una gerarchia ascendente e discendente di Spiriti dagli altissimi agli infimi e in rapporto al punto 0 o individuo, spiritualità dell’uomo che trovasi dopo la caduta a un livello intermedio. Questa caduta conglomerando in corpo grave i principi individuali dell’uomo divino (o Adamo androgenico) ha prodotto una creatura dotata di principi spirituali di ambedue le gerarchie comprese anche le essenze elementari e gli Spiriti materiali alla Terra legati. Questi spiriti inferiori o superiori discostasi dalla costituzione animica dell’uomo per maggiore o minore grado di purezza, cioè di vicinanza spirituale al mondo delle cause. Com’e che questo Adamo primigenio era a contatto diretto con l’Ente primario (Dio), la caduta materializzando in corpo la costituzione sua occulta ne ha fatto un essere non uguale nei vari tipi individui, perché essi specifici hanno più o meno grado di purezza assoluta o, per meglio spiegare, cercano di risalire al mondo delle Cause Prime (Dio) elevando sé stessi nelle continue reincarnazioni (ecco che la via di ascesa alchimica abbrevia e di molto queste reiterazioni incarnative). Invece gli spiriti superiori sono in più o meno grado ancora a contatto con la Prima Causa, conservando un grado di purezza più o meno accentuato del loro spirito animico. Gli spiriti inferiori hanno invece nella costituzione loro occulta più o meno grado specifico materiale, cioè per inversa elevazione spirituale, e cioè sono più infimi e più abietti nel grado loro animico. La caduta dell’Adamo androgenico ha posto l’uomo materiale in un purgatorio necessario alla sua sublimazione spirituale, acciocché egli debba riconquistarsi la virtù sua originale dopo una lotta con gli spiriti bassi che lo tengono prigioniero. Questa lotta dura per molte o moltissime incarnazioni, come ché la scintilla spirituale individua ha più o meno grado specifico di purezza, cosicché il punto 0 della tabella che ti ho ora dato è il punto dove trovasi l’uomo comune cioè il tipo medio individuo. La conseguenza della caduta essendo la prigione di carne ecco che l’uomo se ne deve affrancare per tornare di nuovo nella beatitudine perfetta (e come vedi, discepolo, la via alchimica è via integrativa rapidissima dei principi divini), ma gli Spiriti delle Gerarchie che ti ho elencato non hanno virtù loro di ascesa o discesa evolutiva, cioè trovasi in un piano loro proprio assegnato da Dio al tempo del principio e dal quale loro non possono cangiare di grado specifico animico, cioè per essi spiriti non sussiste il problema grande della reincarnazione perché essa è chiave purgatrice solamente della creatura uomo .»

Se ne deduce che il motivo alla base della necessità di creare il Corpo di Luce è legato al problema della Reincarnazione associata a un “momento purgativo”, una forma di espiazione che l’essere umano deve affrontare per potersi affrancare dalla Ruota della Vita (il Samsara). Su questa base sarebbe stato logico aspettarsi una serie di tecniche e precetti dedicati alla trasformazione spirituale, qualcosa di simile a questa Sutra Buddhista del Prajnaparamita (Sutra della perfezione della saggezza o Sutra della conoscenza trascendente):

« Sveglia la tua volontà, possente e suprema: pratica l’amore, dai gioia e protezione; che la tua generosità sia come lo spazio, senza confini né discriminazioni. Fa buone cose, non solo per te, ma per tutti gli esseri dell’universo; salva e libera coloro che incontri; aiutali a conseguire la saggezza della Via . »

Niente di tutto questo. Il nostro autore ci sorprende rivelandoci la dottrina della Trasmigrazione Avatarica o della «reincarnazione volontaria», che non ha niente a che vedere con «l’embriologia iniziatica» del Fiore d’Oro, o con le concezioni Avatariche Tantrico-Buddiste. Si tratta di una pratica ascrivibile a una forma di Magia Cerimoniale che si connette direttamente con la credenza nella possessione di un medium e con i pericoli dell’uscita della coscienza dal corpo:

«Come afferma Dodds, questo ramo della teurgia è particolarmente interessante per la sua evidente analogia con lo spiritismo moderno , per quanto tra teurgia e spiritismo, nonostante le analogie, vi sia, come asserisce lo studioso, una differenza basilare   quel che gli spiritisti attribuiscono all’attività di una mente umana disincarnata i teurgi di norma l’ascrivono a dei o a demoni non umani .»

Lo scopo della Magia Avatarica è quello di disincarnarsi, per sottrarsi al ciclo delle rinascite, trasmigrando volontariamente in un altro corpo, dal quale sia stato allontanato il precedente “inquilino”, con la magia. Un simile metodo, eticamente discutibile, non ha niente a che fare con l’Avatarismo Indiano, secondo il quale una persona, una volta raggiunta l’Illuminazione spirituale, decide di tornare a operare sul piano materiale in forma semidivina, per aiutare l’umanità a progredire spiritualmente:

«Questa Magia Avatarica, i cui elementi formano l’ultimo libro di questa opera di denudamento iniziatico consiste in una chimica misteriosa per la quale in un corpo vivente ed intelligente si stacca l’anima e si immette definitivamente o temporaneamente in un altro corpo da cui precedentemente si sia allontanata l’anima, o il far cambiare l’anima di un corpo vivo con quella di un genio, di un eroe o nume. Il solo annunzio di questa altissima parte della Magia operante è sbalorditiva pel profano eppure questi mutamenti molte volte sono naturali e occasionali. Poiché i più grandi casi di tali mutazioni o scambi, avvengono e si manifestano nelle follie, dove ordinariamente tra il contenente (corpo umano) e il nuovo contenuto (anima sostituita) vi è incompatibilità e disequilibrio. Gli antichi sacerdoti innanzi ai pazzi consultavano lo spirito che discorreva in essi, come il più recente venuto dall’Empireo. Gli Avatar o sostituzioni di anime fatte magicamente sono procurati creando una graduale proporzionalità tra l’anima che è immessa e il corpo che è stato privato dell’anima sua. Questa è la prova che stabilisce per noi l’indiscutibilità scientifica che l’anima è la padrona delle sensazioni corporee di cui gli organi non sono che mezzi dall’alto in basso e dal basso in alto .»

Accanto alla continuità per iniziazione, viene introdotta la continuità per metempsicosi, in modo da imporre maggiormente agli altri la propria “autorevolezza”. Queste teorie con molta probabilità, sono all’origine di leggende come quelle riguardanti l’immortalità di Cagliostro e Saint Germain e fanno comprendere come mai anche Crowley (1875-1947) affermasse di essere la reincarnazione di Eliphas Levi (1810-1875), morto lo stesso anno della sua nascita.

Ci sono vari modi per impossessarsi del corpo di un altro individuo, che sconfinano in aberranti, quanto fantasiose, pratiche di Vampirismo e Necromagia, realizzate attraverso sigilli magnetizzati con pratiche erotiche o autoerotiche:

« Allora sappi discepolo che esso IBI puoi immettere per Magia Avatarica, cioè di infondimento, in un corpo umano privo del suo corpo mercuriale, e questo caso possasi avere per morte naturale di quell’individuo o per magia vampirica per cui l’anima umana (intesa come somma dei corpi sottili) viene costretta ad allontanarsi dal suo saturnio. Ma se tu, discepolo, che per valido motivo vuoi trasferire il tuo IBI MERCURIALE nel corpo morto di un individuo onde condurre poi doppia vita, in bilocazione completa asservente il corpo di un altro, devi attendere il momento proprio della sua morte e, in un periodo di tempo che va da quel momento a due o tre ore dopo, devi operare la pratica del trasferimento. Naturalmente non ti sarà facile avere queste condizioni, ma non impossibile, e in un caso positivo devi operare così: pratica per alcuni minuti la respirazione di Ea (circa 5-10), poi usa il sigillo che fa volare il tuo Ibi bruciandolo mentre poni la tua bocca molto vicino, quasi a contatto, con le narici del cadavere. Affinché il tuo Ibi che farai sortire in guisa di soffio dalla tua bocca penetri nel corpo morto attraverso le sue narici, comunicandogli il soffio vitale che, in sostanza, è il tuo IBI BOLANTE. Ricorda la simbologia cattolica del Genesi, quando Dio crea Adamo insufflando nel suo corpo appena formato dalla terra il soffio vitalizzante che lo anima facendone creatura vivente »

«Altra cosa che puoi fare è sostituire invece il tuo mercuriale nel corpo di un individuo vivente, e quest’altro prodigio potrai compiere su un essere umano adulto (quindi già stabilizzato nei corpi sottili) che sia meno sviluppato di te magicamente, facendo allo scopo uso della pratica evocativa dei corpi lunari dei vivi che ti ho precedentemente svelato. Questo si ha come unico modo per praticare l’operazione avatarica su di un vivo, cioè materializzando con le pratiche che sai il suo corpo lunare e, attraverso di questo, per Magia di irraggiamento (e se hai già esteriorizzato l’Ibi in precedenza, il termine irraggiamento comprenderai) infiltrandoti nel suo essere occulto spodestandone l’anima che si distaccherà da quel corpo per non più farvi ritorno »

«Se invece uno stregone vuole prendere possesso totale e definitivo di un altro corpo (sempre, naturalmente, di essere umano a lui inferiore mercurialmente- opera la pratica che ti ho descritta, però distrugge il suo primo corpo per suicidio trasferendo così tutti i principi occulti (e non solo l’Ibi) nel corpo altrui, ne prende completo dominio sotto tutti i livelli. Questa pratica si chiama l’Avatar nero ed è pratica esclusivamente stregonica che tu, discepolo, mai tenterai di fare .»

« E’ anche possibile similmente far infiltrare lo spirito di un Nume o di un Eroe, o di un Maestro già morto (che abbia raggiunto in vita sua la condizione di separando mercuriale perfetto, cioè che abbia sviluppato completo IBI Volante) nel corpo di un individuo vivente, sia esso nella condizione di adulto o di feto ancora nel grembo materno .»

La Messa dello Spirito Santo e le Operazioni Teurgiche Sessuali

L’associazione tra la Comunione Cristiana e l’ingestione dei fluidi sessuali è un tema assai ricorrente e non esclusivo di una sola società esoterica. Secondo Peter-R. König, l’Austriaco Carl Kellner (1851-1905), che inventò l’O.T.O. , e il tedesco Theodor Reuss (1855-1923), che lo fondò concretamente, risentirono dell’influsso di Paschal Beverly Randolph (1825 – 1875) . Randolph fondò il più antico gruppo Rosacruciano degli Stati Uniti, la Fraternitas Rosae Crucis, e sembra che ricevette una iniziazione anche da Hargrave Jennings, un occultista e scrittore inglese che interpretava la simbologia Rosacruciana in chiave sessuale:

« L’uomo a cui venne l’idea dell’Ordo Templi Orientis quale circolo privato nel quale operare la magia sessuale secondo linee tantriche nel lontano 1895 fu l’industriale austriaco Carl Kellner. Kellner non si trovava alla guida di alcun ordine, ma aveva solo alcuni amici con cui praticare la magia sessuale. Al momento della sua entrata in scena, Theodor Reuss considerò un’ottima idea quella di strutturare la magia sessuale in un ordine esoterico, e così i due crearono un gruppo occultista consistente di 10 gradi (più uno segreto).   Nella sua casa c’era una camera senza finestre dove si svolgevano i riti tantrici per preparare l’Elisir, cioè l’insieme dei fluidi sessuali maschili e femminili. La struttura pseudomassonico- templare introdotta nel 1903 da Theodor Reuss non era ritenuta importante da Kellner, e non vi è prova documentale che Kellner abbia mai usato il termine O.T.O. Il suo circolo era composto da Kellner, Reuss, Hartmann e alcune donne. Visto che in seguito Theodor Reuss farà riferimento alla Hermetic Brotherhood of Light come alla fonte centrale e segreta dell’insegnamento di Kellner, è facile dedurre che costui seguisse le dottrine di Paschal Beverly Randolph a proposito dell’uso di droghe per ottenere l’illuminazione durante un rapporto sessuale e dello sviluppo di tecniche come l’uso di una specie di fotografia interiore che rappresentava il volere da realizzare per focalizzare le energie sessuali su di un desiderio ».

A Randolph, si deve il libro che tratta della Polarizzazione dei Sessi, pubblicato postumo nel 1931 da Maria Naglowska (1883-1936), ma riguardo alle operazioni teurgiche Spermatiche, i testi più completi sull’argomento sono ancora una volta quelli dello Sputo della Luna attribuiti a Kremmerz (1861 – 1930), che era contemporaneo di Kellner, Reus e Crowley:

« Accenno in questo luogo alla Messa dei cattolici e alla comunione sacramentale. Il rito greco come il cattolico riproducono nel sacrificio della Messa e della comunione la pratica di un segreto simbolico che pochissimi comprendo. Se il novizio è intelligente, assista alla celebrazione della Messa che ordinariamente lo stesso sacerdote celebrante non comprende, e spiega come un ricordo della Cena del Cristo. All’atto in cui l’ostia si eleva preghi che il mistero, ove ne sia degno, gli venga rivelato in tutta la sua nudità ieratica ed imparerà, con suo stupore, che gli stessi simboli sono consacrati nei 4 colori delle carte da gioco, il libro istruttivo e sapiente che i volghi leggono solo nelle partite in cui vendono alla cieca la fortuna loro più preziosa, il tempo. Nella Messa un calice raccoglie acqua e vino, corrente rossa e bianca della natura, i due spermi mercuriali simbolici dell’universo che si riproducono in ogni sua minima parte»

Un’ulteriore spiegazione riguardante i significati occulti della messa cristiana, si legge in Anel-Kham, Sesso e Occultismo, teoria e pratica della magia sessuale del 1938. Si noterà come le seguenti chiarificazioni si ricolleghino alla tradizione indiana della coppia Lingam Yoni, così come a quelle pagane della coppia Demetra-Dioniso (Pane e Vino, Cesta e Fallo) che effettivamente il Cristianesimo ha mutuato dalle Religioni Misteriche antiche:

«I sacerdoti di una Chiesa veramente cristiana e rispettosa della dottrina del Dio-Figlio dovrebbero comprendere il simbolo della croce; ora, per essi la croce rappresenta, a torto del resto, il patibolo su cui fu crocifisso Gesù, perché, lo facciamo notare di sfuggita, essi ignorano la vera forma di questo patibolo. Non è men vero del resto che la croce è il simbolo religioso del Secondo Termine, perché rappresenta l’unione dei due sessi, analoga al linga-yoni dell’India, così come il bastone è il simbolo religioso del Primo Termine, rappresentando il fallo trionfante, e come il Tau – T – è il simbolo del Terzo Termine, perché la barra orizzontale – sesso femminile – sovrasta il bastone cui si sovrappone incrociandolo. La Chiesa non ha mai capito che essa deve impartire la benedizione del Santo Sacramento, con l’ostensorio a forma di sole raggiante (fallico) contenente il pane (sperma, sostanza maschile), e con la coppa (cteica) contenente il vino (sangue, sostanza femminile). Al posto di ciò, essa mostra solo l’ostensorio all’adorazione dei fedeli, così come gli somministra, disprezzando la vera dottrina, la comunione unicamente sotto la specie del pane – salvo che nella Chiesa orientale dove i fedeli si comunicano con le due specie come i sacerdoti. Tuttavia, in certe cerimonie, la Chiesa si sforza – senza saperlo, del resto – di unire il fallo alla kteis: tutte le domeniche prima della messa solenne ha luogo l’aspersione dei fedeli. Il celebrante intona uno dei più celebri salmi della liturgia: “Asperge me Domine”; e mentre il canto continua: “hyssopo, et mundabor: lavabis me, et super nivem dealbabor”, il celebrante seguito dal diacono, dal sotto-diacono e dagli assistenti, scende verso gli astanti e asperge i fedeli, dopo avere immerso l’aspersorio (fallo) nel vaso (kteis) dal cui fondo raccoglie per diffonderla a pioggia, la rugiada purificatrice. La benedizione dell’acqua ha luogo tutti gli anni di Sabato Santo; tale cerimonia è significativa: dopo aver toccato l’acqua con la mano e soffiatoci sopra tre volte, il sacerdote immerge per tre volte, imitando il movimento del coito, il cero pasquale (fallo) nelle fonti (kteis) cantando: “Che la virtù dello Spirito Santo discenda in ogni profondità di queste fonti”. Poi soffia ancora per tre volte sull’acqua, tracciando il segno del Pi, lettera greca la cui forma imita il congiungimento dei due sessi, proseguendo poi il canto: “E feconda tutta la sostanza di quest’acqua per la rigenerazione”. Alcuni potrebbero accusarci di avere interpretato gesti e testi rituali in modo fantasioso. Ciò non è vero: il simbolismo è una scienza esatta per quanto occulta, e contro questa esattezza nulla possono le spiegazioni semplicistiche di una liturgia incompresa da coloro stessi che la celebrano .»

Crowley (1875-1947) ottenne la guida dell’O.T.O. dopo la sua esperienza nella Società Ermetica della Golden Dawn, nella quale entrò anche Israel Regardie (1907-1985), che per un certo periodo fu suo segretario. Le istruzioni contenute nel suo De Arte Magica , sono un commento alle operazioni segrete del nono grado dell’O.T.O, ma anche Regardie, nel The Three of Life , allude alle stesse pratiche con il nome di Messa dello Spirito Santo :

«Questa tecnica specifica si chiama, tradizionalmente, Messa dello Spirito Santo. Non ha l’eguale in magia, perché racchiude quasi tutte le forme note dell’operazione teurgica, e ne rappresenta nel contempo la quintessenza e la sintesi. Tratta inoltre anche della magia talismanica. Grazie a questa tecnica, una forza spirituale viva viene trasmutata in una specifica sostanza telesmatica. E questo telesma non è morto o inerte, come accade nel cerimoniale consueto delle invocazioni talismaniche, ma è invece vibrante e dinamico, e racchiude in sé il nucleo potenziale di ogni crescita e sviluppo.   In questa tecnica è compreso anche il metodo alchemico riguardante la produzione dell’Oro Potabile, della Pietra Filosofale e dell’Elisir di Vita, cioè dell’Amrita , o Rugiada di immortalità.   Tutte le operazioni alchemiche, secondo gli autori più attendibili, richiedono due strumenti essenziali: “un recipiente circolare di cristallo, le cui proporzioni devono essere tali da risultare in armonia con la quantità del contenuto”, ossia la Cucurbita; e una “fornace teosofica sigillata”, ossia l’Athanor.   L’Oro Filosofico è una sostanza, omogenea, una e indivisibile, dinamica e ricca di possibilità infinite, tuttavia, per produrlo, occorrono due sostanze diverse. Queste sono chiamate il Serpente, o il sangue del Leone Rosso, e le Lacrime, o il glutine dell’Aquila bianca.   I due strumenti alchemici, vanno considerati come i ricettacoli e i generatori di questi due principi divini, simili a flussi fulminei di sangue, fuoco e forza. L’Athanor è la fonte o il veicolo del Serpente, mentre il glutine viene ospitato entro la Cucurbita. La Fabbricazione dell’Oro filosofale, o Rugiada d’Immortalità, consiste in una operazione che si compie in fasi distinte. Attraverso una stimolazione di calore e di fuoco spirituale in direzione dell’Athanor, si verifica un trasferimento, cioè la salita del Serpente dell’Athanor verso e dentro la Cucurbita, che esplica le funzioni di una storta. Le nozze chimiche, vale a dire l’unione dei due flussi di forza nella storta, provoca l’immediata trasformazione alchemica del Serpente e del Glutine. Ciò corona la parte del Solve ella formula alchemica generale Solve et Coagula. Subito dopo la corruzione e morte del Serpente, sorge la Fenice splendida che, come un talismano va dinamizzata mediante invocazioni ininterotte del principio spirituale che presiede l’operazione in corso. La conclusione della Messa consiste nella consumazione degli elementi transustanziati, (cioè dell’amrita) o nell’unzione e consacrazione con essi di un talismano.   Occorre evitare con cura ogni perdita inavvertita degli elementi. C’è il pericolo di un traboccamento della Cucurbita, e anche l’assimilazione o l’evaporazione degli elementi corrotti nello strumento è un incidente da evitare.   Questa messa è di straordinaria semplicità per quanto riguarda l’esecuzione, ma occorre un minimo di allenamento e di dimestichezza con la tecnica necessaria. Soprattutto si richiede una volontà particolarmente forte e distaccata, che presuppone autodisciplina e una mente abituata abituata a concentrarsi per lunghi periodi. Una particolarità di questa tecnica è che, se non si è ben accorti dall’inizio, è facile che il mago perda il controllo degli strumenti alchemici, facendo così fallire l’operazione. Il pericolo più grande sta nel godimento di fronte agli aspetti puramente tecnici della Messa a sfavore del lavoro magico vero e proprio.   Mentre la Messa è in pieno svolgimento e il fuoco dell’Athanor si intensifica, deve essere recitata, in modo udibile, un’intensa invocazione. La sua forma migliore è quella di un mantra in armonia con tipo di operazione. L’opera nel suo insieme dovrà essere preceduta da un’invocazione generale che la legittimi. Così, mentre sul piano astrale procede l’opera di creazione, il mantra ritmico aiuterà a plasmare e vivificare lo stampo creato dalla volontà e dall’immaginazione, attirando su di sé la forza spirituale desiderata.   »

Se, dunque, è impossibile stabilire a chi spetti la palma del primato dottrinale nel campo della magia sessuale, alla fine, questo “secretum”, non sembra che fosse poi un così gran segreto, ritrovandosi sulla bocca di tutti.

Lo Pseudo kremmez, non si limita a descrivere come ottenere l’Immortalità e trasmigrare in altri corpi, ma spiega come, si possa, con l’aiuto dei fluidi sessuali: influenzare un individuo a distanza, consacrare e vitalizzare i sigilli e specchi magici, evocare entità o defunti a scopo divinatorio, usare le anime dei trapassati, imprigionare elementali , ottenere capacità di chiaroveggenza, proteggersi da attacchi magici, spostarsi con il proprio corpo fisico o astrale in altri luoghi o apparire contemporaneamente in due posti diversi. Rispetto alla Necromagia afferma che certe pratiche non dovrebbero essere eseguite:

«Una pratica analoga, ma con qualche variante, si può fare, discepolo, per rendere servente – cioè passivo alla propria volontà – un individuo morto delle cui ossa si possa disporre anche in minima quantità. Anche questa, come la precedente, è pratica stregonica – quindi tu, discepolo, mai dovrai operarla, come nemmeno l’altra -, perché mirante a rendere schiavo l’astrale di una persona morta » .

Subito dopo, però, indica il procedimento dettagliatamente, svelando che la vera e unica preoccupazione, non è di ordine morale ma un problema di “forza”:

« Questo stregone perverso che intende dominare a tal punto lo spirito di un individuo deceduto, deve però porre attenzione a che il morto su cui vuole imporre dominio non gli sia come potenza animica superiore che in questo caso correrebbe egli il pericolo di subire come colpo di ritorno l’energia vampirica che egli stesso ha sprigionato . »

Anche Crowley, che passò un po’ di tempo in Italia, utilizzava lo stesso tipo di magia cerimoniale sessuale, come si legge nei capitoli di Magik che trattano del Corpo di Luce, degli spostamenti in astrale, del modo di creare un Homunculus  o di scacciare un essere magico dal suo corpo per prenderne il posto :

«L’unica operazione “fisica” che il Corpo di Luce possa compiere davvero facilmente è il “Congressus subtilis”. Le emanazioni del “Corpo del Desiderio” [termine molto usato in teosofia; è preso in prestito dall’Induismo] dell’essere materiale che si visita, se la visita è piacevole, sono così potenti che si acquista spontaneamente sostanza dall’amplesso. Vi sono molti casi documentati di Figli nati da tali unioni.   In passato, nei Collegi dello Spirito Santo, [Uno di tali collegi era l’Abbazia di Thelema a Cefalù] si è molto discusso sulla liceità dei tentativi di trascendere tali limiti.   Il Libro dei Morti [Egiziano] contiene molti capitoli che intendono permettere all’entità magica di un uomo, morto, e perciò   privo di veicolo materiale   di assumere la forma di certi animali, come un falco dorato o un coccodrillo e di recarsi per tutta la terra   Noi tuttavia non dobbiamo prendere in considerazione questo problema della morte. Spesso può essere conveniente per i vivi andare in giro per il mondo incognito. Quindi si deve concepire questo corpo magico come una forza creativa che cerca manifestazione; come un Dio che cerca l’incarnazione

Siddhi, Poteri “Solari” e “Supereroi”

Tutti i poteri fino qui ottenuti, sono niente rispetto alle facoltà trascendentali che l’iniziato può conseguire con la pratica finale della «solarizzazione»: il “Grande Arcano” o «Secretum Secretorum». Una volta compiuti i tre magistrati lunari, che servivano a creare il Corpo di Luce, si procede alla formazione del «separando solare » avvalendosi della fissazione diretta del sole e dell’ingestione di oro misto a urina . Con quest’ultima procedura l’adepto torna allo stato in cui Adamo si trovava prima della caduta, trasformandosi in un Dio in grado di smaterializzarsi fisicamente, bilocarsi, levitare, comandare i venti…

«Fisicamente, cosa avviene del tuo essere? La fase finale di questo separando solare (fissazione del sole, ingestione di oro e urina) tu devi portarla avanti sino a che per solarizzazione alchemica, tutto il tuo essere divenga di Sole formato, cioè tu divieni Fuoco o Corpo ammonio perfetto   – possibilità di traslocazione completa del tuo corpo da un posto ad un altro (quindi non bilocazione, ancorché completa, ma smaterializzazione del corpo e apparizione fisica a qualsiasi distanza). – ascensione del corpo fisico nell’aria (ciò che in certe dottrine chiamasi fenomeno di levitazione) – non aver più necessità – se vuoi – di coprire il tuo corpo con vestimenti per mantenere costante la temperatura (perché il calore del tuo fuoco interno ammonio mantiene un esatto grado in tutto il tuo essere e indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne). – potere completo sui Regni elementali, nel senso che la tua volontà può comandare fisicamente la Terra, l’Acqua, l’Aria e il Fuoco. Puoi cioè a tuo comando far sgorgare l’acqua, scatenare terremoti, comandare i venti e accendere il fuoco sempre che tu voglia. – potestà sugli spinti planetari di qualunque grado. Queste che a prima vista ti sembrano rivelazioni sbalorditive non sono che un piccolo esempio delle potestà del corpo ammonio, ma la trasformazione più grande la subisce la tua coscienza, nel senso che entri appieno nel mondo delle cause prime, arrivando a conoscere interamente te stesso, cioè il tuo spirito immortale e la via che percorri nell’universo »

Tutte queste improbabili capacità ricordano i Siddhi, i “poteri” sovrumani degli Dèi Indiani, che, grazie alla «pratica tantrica, yogica e alchemica» della canalizzazione dell’energia sessuale, possono divenire accessibili tanto ai Maghi (Vidyadhra) che ai Tantrika:

«Un compiuto PURNAYOGI è in possesso degli otto SIDDHI Maggiori  lo Yogi può diventare piccolo quanto gli piace  può diventare grande quanto gli piace  può riempire l’intero universo.  Può rendere leggero il suo corpo come il cotone o come una piuma. Inghiottendo enormi boccate d’aria. Lo Yogi viaggia nello spazio   lo yogi acquisisce aumento di peso specifico. Inghiottendo enormi boccate d’aria, egli può rendere il suo corpo pesante come una montagna.  Stando sulla terra può toccare le cose più alte; può toccare il sole o la luna o il cielo. Ottiene gli oggetti desiderati e i poteri sovrannaturali. Acquista il potere di predire gli eventi futuri, e i poteri di chiaroveggenza, chiarudienza, telepatia, lettura del pensiero, ecc. può comprendere anche lingue sconosciute. Può curare tutte le malattie. Può immergersi nell’acqua e venire fuori quando gli pare. È il processo per cui uno yogi si rende invisibile. Sa alcuni autori è definito come il potere di entrare nel corpo di un altro. È anche il potere di mantenere un aspetto giovanile per qualsiasi lunghezza di tempo.   Il potere di addomesticare gli animali feroci e portarli sotto controllo. È il potere di ipnotizzare le persone con l’esercizio della volontà e di renderli obbedienti ai propri desideri e ordini. È il controllo delle passioni e delle emozioni; È il potere di assoggettare uomini, donne ed elementi.   è il conseguimento del potere divino. Lo yogi diventa il Signore dell’universo. Chi ha questo potere può ridare vita ai morti» ; « Lo Yogi acquisisce anche i seguenti Siddhi minori [26 in tutto]. Libertà da fame e sete, caldo e freddo,   può assumere qualsiasi forma desideri, può entrare in un altro corpo, può animare un corpo morto ed entrare in esso trasferendovi la sua anima, morte a piacimento, giocare con i Deva dopo averli visti,  può avere qualsiasi cosa desideri, profezia, mutare i metalli vili in oro prendere tanti corpi quanti lo yogi ne desidera per esaurire tutto il suo karma in una vita,  saltare come una rana,  diventa Signore del desiderio e distrugge dolori e malattie,   ha conoscenza della sua vita passata,   ha il potere di percepire i SIDDHA,   ottiene onnipotenza e onniscenza, si solleva in aria,  egli può indicare il posto dove sta nascosto un tesoro .»

Non c’è dubbio che il fascino esercitato dalla possibilità di ottenere capacità sovrumane abbia portato molte persone fuori strada. Se l’Alchimia promette pace, prosperità ed eternità, la Magia, da parte sua, invita a continuare a credere nell’altro grande sogno degli esseri umani: possedere dei super poteri. I metodi con cui propone di ottenerli, sono in gran parte discutibili e ingenui, ma nonostante questo, c’è qualcosa di buono in questa tensione verso l’impossibile: l’involontaria spinta verso il progresso che questo confuso materiale fantastico ha dato, attraverso la narrativa popolare di ogni paese ed epoca .

«L’unico modo di scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un poco oltre, nell’impossibile »

Soprattutto in questo periodo di nuovo sincretismo culturale, (globalizzazione è un termine riduttivo), il positivo rapporto di reciproca influenza, tra esoterismo, letteratura e scienza, ha dato risultati sorprendenti, per cui molto di ciò che un tempo era ritenuto magia, oggi lo chiamiamo semplicemente tecnologia:

«Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia ».

Un continuo flusso di ispirazione magica ha pervaso incessantemente il mondo: dagli specchi magici ai satelliti, dalle apparizioni alla realtà virtuale, dall’Homunculus di Paracelso alla fecondazione in vitro, dal Golem al Cyborg, dal mito dell’Immortalità alla Clonazione. Internet, Wikipedia, il Wireless sono, forse le ultime più grandi tecno-magie  a cui abbiamo assistito fino ad ora, insieme agli olo-schermi e agli ologrammi delle recenti presidenziali americane:

«Non sarebbe magnifico se si potesse vivere in qualsiasi momento come se si fosse vissuti sin dall’inizio del mondo e si potesse vivere fino alla sua fine? Non sarebbe ottimo se, vivendo in un determinato luogo, le genti che abitano oltre il fiume Gange in India non potessero nascondere le loro imprese e quelle che vivono in Perù non potessero nascondere i loro propositi? Non sarebbe magnifico se si potesse leggere tutto in un sol libro e leggendolo si capisse e ricordasse ciò che è stato, è, e sarà appreso e scoperto in tutti gli altri libri (conosciuti sino ad ora, che si pubblicano adesso e che verranno pubblicati in futuro)? Come sarebbe piacevole se si potesse trasformare, per mezzo del canto, le rocce in perle e pietre preziose, gli animali feroci in spiriti e invece dell’infernale Plutone si potessero muovere i potenti principi del mondo.»

(Secondo Manifesto dei Rosa Croce)

Per molti stiamo assistendo anche alla sedimentazione di una nuova mitologia del II millennio, fatta di miti, nuove e vecchie religioni, etica, scienza, fantasia e superstizione. Il passato viene rimesso in discussione attraverso racconti di Fantasia e Avventura, popolati da vampiri con sentimenti umani, streghe buone, maghi cattivi, alchimisti pazzi, scienziati mutanti, Super Eroi e gente comune. I protagonisti di libri, fumetti, cartoni animati, film e telefilm ottengono poteri straordinari in modo del tutto involontario o a causa di incidenti magici e scientifici. Il messaggio soteriologico educativo permane, ma sempre più diretto verso l’autocoscienza. La vita di questi personaggi è travagliata da una nuova condizione di diversità, da problemi di ordine morale legati alla gestione del potere, dalla necessità di prendere posizione e combattere antieroi malvagi, nemici alieni, esseri di dimensioni parallele, per la salvezza di una Umanità che si affida sempre meno alla divina provvidenza e che inizia a vedere la lotta tra il Bene e il Male, come una realtà relativistica, influenzata dalla posizione dalla quale si guarda il mondo.

Il Tantrismo Medievale e Il Mistero del Fiore d’Oro

Prima di concludere questo capitolo è necessario un confronto tra il “metodo “Kremmerz” e le pratiche Orientali, attraverso due libri: Il Corpo alchemico, Le tradizioni dei SIDDHA nell’India Medievale  e Il Mistero del Fiore d’oro di Lu Tzu.

Il primo è un voluminoso tomo di 400 pagine, che descrive le pratiche mistico sessuali dei Tantristi Medieval . Le informazioni in esso contenute, non dimostrano la fondatezza delle metodologie proposte dallo Pseudokremmerz, ma confermano l’esistenza di una fase culturale proto-chimica, comune a tutti i popoli, che continuamente emerge e si inabissa nel fiume della storia, in relazione al sentimento filosofico-religioso e al livello scientifico-tecnologico raggiunto. Lo stesso autore fa questa premessa nell’introduzione:

«Nell’India New Age degli anni Novanta [il libro è del 1996], è divenuto popolare, e persino di moda, avere il nome di un Tantrika, una specie di sessuologo multiuso, guaritore e sciamano, nella propria agendina telefonica. Lo stesso fenomeno ha portato con sé la comparsa, nella pagina che precede il titolo di libri sulla magia e sul Tantra , di “negazioni di responsabilità” con i quali i suddetti libri non garantiscono i risultati delle tecniche trattate, e gli editori non sono responsabili per gli spiacevoli effetti collaterali di tali tecniche se praticate nel privato della propria casa. Il presente volume non presenta un’analoga negazione di responsabilità poiché non ha affatto la pretesa di essere un libro sul “come fare per” realizzare l’immortalità. Non è neanche uno studio sulla storia della medicina o delle scienze indiane   Quest’opera è piuttosto uno studio storico-religioso sulle tradizioni medievali SIDDHA di alchimia indù e di HATA Yoga, che costituiscono due importanti campi di teoria e pratica nell’ambito della vasta corrente di mistica indiana nota come Tantra .»

Tra lo Sputo della Luna e i testi Tantrici vi sono sette secoli di differenza, cosa che dovrebbe renderne ancora più evidente l’inaffidabilità di queste pratiche, invece che esaltarne l’autenticità. Possiamo trovare una giustificazione alla diffusione di queste idee solo pensando che in quello stesso periodo la scienza stava muovendo i suoi primi passi e la forza di certe teorie si basava più sulla personalità “magnetica” dei suoi propugnatori, che su risultati concreti. In ogni caso la differenza più evidente tra la teurgia sessuale e il è il sentimento mistico, religioso e filosofico Indiano, che nello Sputo della Luna è completamente assente, nonostante l’ampio riferimento al cristianesimo.

«  Un secondo punto di convergenza tra Nath SIDDHA, Rasa SIDDHA e Trasmissione Occidentale [tre importanti gruppi tradizionali tantrici] consiste nel loro comune complesso di dottrine e pratiche mistiche implicanti i fluidi sessuali – fluidi sessuali maschili e femminili, certamente, ma con un significato molto più ampio. Sin dai tempi dei Veda, il rasa – l’elemento fluido presente nell’universo, nel sacrificio e negli esseri umani – è stato chiaramente identificato dagli indiani con la fonte della vita. Tutti i fluidi compresi i fluidi vitali nell’uomo, le resine vegetali, la pioggia, le acque e l’offerta del sacrificio, sono altrettante manifestazioni di rasa. Anche in tal modo   gli indiani sapevano che il miracolo del concepimento ha luogo grazie all’unione dei fluidi sessuali vitali maschili e femminili, del seme e del sangue uterino. Con il primo tantrismo, codesti fluidi generativi vennero concepiti come “sostanze di potere” per il culto, ed infine per l’identificazione con divinità maschili e femminili la cui illimitata energia era spesso descritta come di natura fondamentalmente sessuale. Quasi sempre il dio in questione era una forma di Siva, la cui adorazione in forma di Linga (il fallo) risale per lo meno al secondo secolo a.C.» ; «In un universo che era la continua procreazione del dio fallico Siva e della sua consorte, la Dea, di una coppia cioè la cui attività generativa si rispecchiava nelle relazioni e trasformazioni fluidiche della sessualità umana, in un universo che rifletteva in ogni sua sfaccettatura fondamentale complementarietà del principio maschile e femminile, anche il mondo minerale aveva le sue valenze e i suoi fluidi sessuali. Nel caso della Dea, la sua emissione sessuale, il suo seme, prendeva la forma della mica, mentre il suo sangue uterino o mestruale era identificato con lo zolfo. Vi sono varie ragioni per queste identificazioni, non ultima quella chimica: la mica e lo zolfo sono importanti reagenti nella purificazione ed attivazione del minerale omologo al seme divino”.   il comportamento chimico del mercurio   costituisce   “l’idea centrale” su cui si fonda la struttura dell’Alchimia Indù: il fatto che mediante dei procedimenti speciali si può far assorbire al mercurio una considerevole quantità di oro o di altri metalli, senza alcun apprezzabile incremento del peso del mercurio assorbente. Il mercurio se “stordito” scaccia le malattie, se “ucciso” resuscita se stesso e se “fissato” dona il potere di volare, è la presenza, nel mondo minerale, dell’essenza sessuale dell’Assoluto. In tal senso esso assorbe ogni cosa: proprio come Siva, che alla fine del tempo ciclico fa implodere l’intero universo nel suo corpo yogico, trasformando così l’esistenza nell’essenza. Questo è precisamente quanto accade nelle reazioni alchemiche. Un “seme” (BIJA) di oro viene posto nel mercurio (i cui poteri di assorbimento sono stati potenziati con una serie di trattamenti di zolfo, mica ed altri elementi, principalmente “femminili”), che viene così in possesso di una “bocca” capace di “ingoiare”, di assorbire in sé, secondo gli scritti alchemici i metalli vili nella misura di milioni, e persino bilioni e trilioni di volte la sua massa. Come risultato, i metalli vili sono trasmutati in oro, e in una tradizione nella quale “l’oro è ‘immortalità”, ciò equivale a dire tutto. All’alchimista non resta che assumere il mercurio in questione per divenire lui stesso Siva, sovrumano essere immortale (SIDDHA) del quale ogni secrezione corporea diviene trasmutativa e transustanziante. Contestualmente al suo lavoro di laboratorio, l’alchimista indù si impegna anche nella pratica DELL’HATA YOGA, come pure in un certo numero di operazioni tantriche erotico-mistiche che coinvolgono i fluidi sessuali generati da lui e dalla sua pupilla di laboratorio: ciò al fine di catalizzare le relazioni tra i fluidi sessuali divini nelle loro forme minerali. Fondamentalmente l’intero processo è una continuità di fluidi sessuali. »

Anche Il Mistero del Fiore d’oro di Lu Tzu, “rivelato” in Occidente da C. G. Jung (1875 – 1961) e R. Wilhelm (1873 – 1930), non ha niente a che vedere con la visione materialistica della magia occidentale. Il ritorno all’origine non dipende da una concezione sessista dell’Anima. L’Alchimia Cinese, pur vedendo anch’essa, il corpo come un Atanor, si rivela come un processo mistico spirituale di fisiologia occulta che prende il nome di “embriologia iniziatica”, perché l’aspirante deve riuscire a far ritorno al grande Uno, riconciliando gli opposti che sono in lui con una “nuova nascita spirituale”.

L’essere umano, con tutta la sua totalità fisica, psichica e mentale, si impegna in un processo di trasformazione esistenziale al fine di riunire quel Principio Spirituale che nell’individuazione nella materia si è diviso in « SING (mente, respiro, emozioni, spirito) legato ad una dimensione verticale » e «Ming (pulsioni sessuali, umori corporei, materia) dimensione orizzontale    ». Per rendere possibile questa unione è necessario « immergere lo spirito nel basso ventre » ovvero celebrare le nozze chimiche del Fuoco dello Spirito (mente, respiro- SHEN e Ki) e dell’Acqua Seminale (liquido seminale, pulsione sessuale, JING). Una forma di ritenzione del seme spiritualizzata e simile a quella Tantrica attraverso la quale si otterrà un embrione, che non ha niente a che vedere con aberranti esseri elementali. Si tratta, come sempre del Corpo di Luce, un veicolo spirituale, chiamato anche immagine del Buddha. La rinascita è quindi una via a ritroso, un andare controcorrente per tornare all’origine (HUAN YUAN), allo stato prima della separazione di spirito e materia:

Se anziché far fluire all’esterno il principio liquido (seme-JING) lo si trattiene con la forza della mente, così che essa sgorghi verso l’alto nutrirà il corpo ed il cuore.   Il saggio o attraverso tecniche di controllo del respiro e dell’energia sessuale anziché aprirsi al mondo attraverso un atto procreativo utilizza la forza vitale del seme unito al respiro per dare vita ad una supercoscienza. L’unione del KI con il JING rappresenta la penetrazione della terra (Yin) ad opera del cielo (Yang), ma anche la risoluzione della dualità cielo-terra.   Con questo procedimento il fuoco-spirito purifica la materia acqua-seme. Il fuoco e l’acqua si mescolano e si fondono. Questa unione tra questi due principi permette la costituzione di un embrione, che in seguito dovrà essere sviluppato mediante il calore e il nutrimento. Ad avvenuta maturazione del frutto sacro o del fiore d’oro nasce il fanciullo e torna al vuoto ossia al principio. Il processo è indicato in termini analoghi da altri testi taoisti come il TAO-SI KING ( Il libro della respirazione embrionale). L’essenza (seme) e il soffio (Mente) dando luogo all’embrione. Questo è il procedimento del cinabro inferiore o TAN TIEN che come afferma Maspero (1973) porta a non morire. Chi muore senza conoscere questo punto germinale non troverà l’unità di coscienza e vita neppure dopo mille nascite, né in diecimila eoni. Col ritorno all’origine ritroviamo un simbolismo noto e universale. Si tratta di una idea essenziale del taoismo. La restaurazione dell’essere è tale da procurare una nuova gioventù o in ogni caso la longevità. Lo stadio embrionale primordiale o edenico a cui si torna è quello partendo dal quale potranno essere realizzati gli stati superiori dell’essere. Esso conduce non alla longevità ma alla immortalità.   Se il soffio bianco (liquido seminale) verrà fecondato dal soffio rosso (respiro) l’embrione nascerà da sé. Ma qual è la natura di questo embrione? Per la tradizione alchemica taoista come per quella buddista oltre al corpo materiale vi è un corpo chiamato immagine del Budda. Si tratta della estrazione di un sé o corpo fatto di spirito dal corpo fisico. Per il taoismo l’unione di KI (respiro, energia vitale) e JING produce il JING-KI o corpo sottile».

FONTE: IL TERZO ORECCHIO

https://biellaclub.it/3

 

 

I SETTE SPECCHI ESSENI

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Gli antichi Esseni identificarono, forse meglio di chiunque altro, il ruolo dei rapporti umani definendoli in sette categorie: sette misteri corrispondenti ai vari tipi di rapporto che ciascun essere umano avrebbe sperimentato nel corso della propria vita di relazione. Gli esseni hanno definito queste categorie “specchi“, ricordandoci che, in ogni momento della vita, la nostra realtà interiore ci viene rispecchiata dalle azioni, dalle scelte e dal linguaggio di coloro che ci circondano.

Il primo Specchio Esseno 
riguarda la nostra presenza nel momento presente. Il mistero è incentrato su cosa noi inviamo, nel presente, alle persone che ci stanno accanto. Quando ci troviamo circondati da individui e modelli di comportamento in cui dominano la rabbia o la paura, lo specchio funziona in entrambi i sensi. Potrebbe invece trattarsi di gioia, estasi e felicità perché ciò che vediamo nel primo specchio è l’immagine di quello che noi siamo nel presente. Chi ci è vicino ce lo rimanda, rispecchiandoci.

Il secondo Specchio Esseno 
ha una qualità simile alla precedente, ma è un po’ più sottile, anziché riflettere ciò che siamo, ci rimanda ciò che noi giudichiamo nel presente. Se siete circondati da persone, i cui modelli di comportamento vi provocano frustrazione o scatenano la vostra rabbia e se percepite che quei modelli non sono vostri in quel momento, allora chiedetevi: “Mi stanno mostrando me stesso nel presente?”. Se potete onestamente rispondervi con un no, c’è una buona probabilità che vi stiano invece mostrando ciò che voi giudicate nel momento presente. La rabbia, l’astio o la gioia che voi state giudicando.

Il terzo Specchio Esseno 
è uno degli specchi più facili da riconoscere, perché è percepibile ogni volta che ci troviamo alla presenza di un’altra persona, quando la guardiamo negli occhi e, in quel momento, sentiamo che accade qualcosa di magico. Alla presenza di questa persona, che forse non conosciamo nemmeno, sentiamo come una scossa elettrica, la pelle d’oca sulla nuca o sulle braccia. Che cosa è successo in quell’attimo? Attraverso la saggezza del terzo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilità che, nella nostra innocenza, rinunciamo a delle grosse parti di noi stessi per poter sopravvivere alle esperienze della vita. Queste “parti di noi” possono venir perse più o meno consapevolmente, o portate via da coloro che esercitano un potere su di noi. Se vi trovate in presenza di qualcuno e, per qualche motivo inspiegabile, sentite l’esigenza di passare del tempo con lui, ponetevi una domanda: che cos’ha questa persona che io ho perduto, ho ceduto, o mi è stato portato via? La risposta potrebbe sorprendervi molto, perché in realtà riconoscerete questa “sensazione di familiarità” quasi verso chiunque incontriate. Vedrete cioè delle parti di voi stessi in tutti. Questo è il terzo mistero dei rapporti umani.

Il quarto Specchio Esseno
è una qualità un po’ diversa. Spesso nel corso degli anni ci accade di adottare dei modelli di comportamento che poi diventano tanto importanti da farci riorganizzare il resto della nostra vita per accoglierli. Sovente tali comportamenti sono compulsivi e creano dipendenza. Il quarto mistero dei rapporti umani ci permette di osservare noi stessi in uno stato di dipendenza e compulsione. Attraverso esse rinunciamo lentamente proprio alle cose cui teniamo di più, le cediamo, le lasciamo. Ad esempio, quando parliamo di dipendenza e compulsione, molte persone pensano all’alcol e alla nicotina. Ma ci sono altri modelli di comportamento più sottili; si pensi all’esercizio di controllo in ambito aziendale e in famiglia, alla dipendenza dal sesso e dal possedere o generare denaro e abbondanza. Quando una persona incarna un simile modello di comportamento, può star certa che il modello, che pur è bello di per sé, si è creato lentamente nel tempo. Se riorganizziamo le nostre vite per far posto al modello dell’alcolismo o all’abuso di sostanze, forse stiamo rinunciando a porzioni della nostra vita rappresentate dalle persone che amiamo, dalla famiglia, dal lavoro, dalla nostra stessa sopravvivenza. Il tratto positivo di questo modello è che può essere riconosciuto ad ogni stadio, senza dover arrivare agli estremi e perdendo tutto. Possiamo riconoscerlo, guarirlo e ritrovare la nostra interezza ad ogni step.

Il quinto Specchio Esseno 
è forse il più potente in assoluto, perché ci permette di vedere meglio e con maggiore profondità degli altri, la ragione per cui abbiamo vissuto la nostra vita in un dato modo. Esso rappresenta lo specchio che ci mostra i nostri genitori e l’interazione che intratteniamo con loro. Attraverso esso ci viene chiesto di ammettere la possibilità che le azioni dei nostri genitori verso di noi riflettano le credenze e le aspettative che nutriamo nei confronti del rapporto più sacro che ci sia dato di conoscere sulla Terra: il rapporto che intercorre fra noi, la nostra Madre e il nostro Padre Celeste, vale a dire con l’aspetto maschile e femminile del nostro creatore, in qualunque modo lo concepiamo. La relazione con i nostri genitori può quindi svelarci il nostro rapporto con il divino. Per esempio, se ci sentiamo continuamente giudicati o se viviamo in una condizione per cui “non è mai abbastanza”, è altamente probabile che il rapporto con i nostri genitori rifletta la seguente verità: siamo noi che, grazie alla percezione che abbiamo della nostra persona e del Creatore, crediamo di non essere all’altezza e che forse non abbiamo realizzato quello che da noi ci si aspettava.

Il sesto Specchio Esseno
ha un nome abbastanza infausto; gli antichi lo chiamarono infatti l’oscura notte dell’anima. Ma attenzione, lo specchio in sé non è necessariamente sinistro come il nome che porta. Attraverso un’oscura notte dell’anima ci viene infatti ricordato che la vita e la natura tendono verso l’equilibrio e che ci vuole un essere magistrale per bilanciare quell’equilibrio. Nel momento in cui affrontiamo le più grandi sfide della vita, possiamo star certi che esse divengono possibili solo dopo aver accumulato gli strumenti necessari per superarle con grazia e facilità; perché è quello il solo modo per superarle. Fino a che non abbiamo fatto nostri quegli strumenti, non ci troveremo mai nelle situazioni che ci richiedono di dimostrare determinati livelli di abilità. Quindi, da questa prospettiva, le sfide più alte della vita, quelle che ci vengono imposte dai rapporti umani e forse dalla nostra stessa sopravvivenza, possono essere concepite come delle grandi opportunità, che ci consentono di saggiare la nostra abilità, anziché come dei test da superare o fallire. E’ proprio attraverso lo specchio della notte oscura dell’anima che vediamo noi stessi nudi, forse per la prima volta, senza l’emozione, il sentimento ed il pensiero, senza tutte le architetture che ci siamo creati intorno per proteggerci. Attraverso questo specchio possiamo anche provare a noi stessi che il processo vitale è degno di fiducia e che tale fiducia può essere accordata anche a noi, mentre stiamo vivendo la vita. La notte oscura dell’anima rappresenta l’opportunità di perdere tutto ciò che ci è sempre stato caro nella vita. Confrontandoci con la nudità di quel niente, mentre ci arrampichiamo fuori dall’abisso di ciò che abbiamo perso e percepiamo noi stessi in una nuova luce, possiamo però esprimere i nostri più alti livelli di maestria.

Il settimo Specchio Esseno 
dalla prospettiva degli antichi era il più sottile e, per alcuni versi, anche il più difficile. E’ quello che ci chiede di ammettere la possibilità che ciascuna esperienza di vita, a prescindere dai suoi risultati, è di per sé perfetta e naturale. A parte il fatto che si riesca o meno a raggiungere gli alti traguardi che sono stati stabiliti per noi da altri, siamo invitati a guardare i nostri successi nella vita senza paragonarli a niente. Senza usare riferimenti esterni di nessun genere. Il solo modo in cui riusciamo a vederci sotto la luce del successo o del fallimento è quando misuriamo i nostri risultati facendo uso di un metro esterno. Ma a quel punto sorge la seguente domanda: “A quale modello ci stiamo rifacendo per misurare i nostri risultati? Quale metro usiamo?” Nella prospettiva di questo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilità che ogni aspetto della nostra vita personale – qualsiasi aspetto – sia perfetto così com’é. Dalla forma e peso del nostro corpo, ai risultati personali in ambito accademico, aziendale o sportivo. Ci renderemo conto insieme che, in effetti, questo è vero e che un risultato può essere sottoposto a giudizio solo quando viene paragonato ad un riferimento esterno. Il settimo specchio ci invita quindi a permetterci di essere il solo punto di riferimento per i risultati che raggiungiamo.

Nel passare attraverso gli specchi, noi procediamo attraverso la nostra vita, forse senza nemmeno renderci conto del perché facciamo queste cose. Sarebbe bello se ogni mattina si accendesse una bella luce al neon che ci dicesse:

“Oggi, dopo aver fatto colazione, dopo che i tuoi familiari sono usciti, puoi cominciare il tuo lavoro sull’oscura notte dell’anima.”

La vita non funziona così. Siamo invitati a conoscere noi stessi in presenza di altri, attraverso i nostri rapporti umani e quando quei rapporti sono sanati, noi diventiamo il beneficio di quella guarigione e lo portiamo in noi nel sogno ad occhi aperti della vita, camminando fra i due mondi del cielo e della terra.

Gregg Braden

tratto dalla trascrizione della videoconferenza “Camminare tra i mondi”

FONTE

Visionealchemica.com

 

MILANO CELTICA

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Si presume che Milano sia stata fondata dai celti appartenenti alla cultura di Golasecca, e che inizialmente si presentava come un piccolo villaggio ma che è andato ad ingrandirsi col tempo. Tito Livio scrisse che la fondazione avvenne intorno al 600 a.C. ad opera di Belloveso combattendo e sconfiggendo le popolazioni etrusche. La città era situata nel mezzo di importanti vie di comunicazione, in un primo momento si chiamò Mediolanum (“in mezzo alla pianura” o “pianura di mezzo”, con Planum divenuto Lanum, per influsso delle lingue celtiche, in cui la p- cade all’inizio di parola). Il centro della città sembra sia stato lo stesso di quello attuale, ovvero in piazza Duomo. Secondo Polibio (storio antico del mediterraneo) al posto del duomo sorgeva un tempio di una divinità gallica dove erano custodite “le immobili” appartenenti ai guerrieri insubri.

L’importanza del nome Medhelan deve far riflettere, in quanto “Medhe” significava in lingua celtica centro (poi medio, in mezzo) e “lan” o “lanon” santuario, rimasto nei toponimi gaelici attuali come “llan” – chiesa, “llawn” – perfezione”. Il sanscrito “Madhya-lan” significa LA TERRA SACRA DEL MEZZO. Pertanto, quando il re Belloveso, a capo di un gruppo Celtico che proveniva dalle zone oltre le Alpi, trovò questo luogo, in cui si trovava una collina situata a 149 m SLM, pensò di fondarvi un centro religioso, un centro sacro che si univa alle proto-città di Como e Golasecca (appunto un Santuario di Mezzo).

Forse un collegamento con le antichissime origini di Milano risiede proprio nei costruttori delle chiese e del Duomo, identificati come i Maestri Comacini, depositari di un sapere che deriva da tempi lontani, che recano nella loro arte elementi ‘profani’ (o pagani) che hanno sapientemente saputo adattare a quelli della committenza con cui si si sono trovati a trattare nei secoli (ricordo che la scrivente sta da tempo raccogliendo materiale per accertare come i Comacini possano essere originati dai Collegia Romani, o forse da strutture gerarchiche edilizie antecedenti e che, secondo il Merzario, essi siano da considerarsi il vero  ponte di collegamento tra le tradizioni antecedenti il Cristianesimo fino al XIX secolo).

Dove oggi sorge il Duomo caro ai milanesi, un tempo sorgeva un tempio romano dedicato alla Dea Minerva, poi venne edificata una chiesa più piccola, Santa Tecla, sostituita in seguito da una successiva chiesa, Santa Maria Maggiore, chiamata ‘Ecclesia Hiemalis’ (chiesa invernale poiché vi si officiavano i riti soprattutto d’inverno), dedicata a Maria Nascente che risorge al solsitizio d’inverno (che coincide con l’allungamento delle ore diurne, quindi della Luce).Vicino alla piazza c’era un laghetto (le vie ‘Pantano’ e ‘Laghetto’ ne ricordano la presenza) e un tempo questa zona (e per estensione gran parte della Lombardia) aveva molta più acqua di quanta ne vediamo oggi (ricordiamo ad esempio il Lago Gerundo, tra Adda, Serio e Oglio), e la presenza dell’acqua era fondamentale per i Celti, oltre che come mezzo di trasporto e commercio, come elemento purificatorio e magico, legato al femminile, alla dea Madre (identificata via via con appellativi diversi, ma significanti il medesimo concetto). Prima dei Romani, qui sorgeva un santuario costruito dai milanesi insubri, che era dedicato alla Dea Belisama. Pertanto, ci accorgiamo come la sacralità di questo luogo abbia continuato a perdurare nel tempo, sotto varie epoche e culti religiosi (si veda oggi l’importanza che riveste l’attuale Duomo, simbolo di Milano, con la sacra immagine della ‘Madonnina’ sulla vetta).

Anche altre costruzioni racchiuderebbero un culto matriarcale ben radicato nell’antico popolo milanese (fonte battesimale di SAN Giovanni, Santo Stefano, SAN Giovanni in Conca). All’interno del duomo si potrà notare, alzando lo sguardo, sul soffitto a destra, dei magnifici esempi di “Triskell”, uno dei più antichi simboli solari celtici, che si esprime nel triplice vortice, traducendo i tre piani dell’essere: umano, divino, e quello della Natura. Un simbolo di unione.

Sul secondo portale d’ingresso al Duomo-partendo da sinistra- nella facciata principale, vi è un simbolismo molto importante: la Quercia, sacra ai Druidi (i sacerdoti dei Celti), che incarnava il Dio Dagda, divinità che i Romani identificavano con Giove. La Quercia era associata, secondo la Tradizione Celtica, all’inizio della stagione primaverile, in quanto simbolo di rinascita e di vigore. La rievocazione di un bosco sacro ci viene offerta dalla presenza delle enormi colonne presenti nelle navate del Duomo, assimilabile ad una ‘foresta di querce’. La divinità della Quercia era potente simbolo di unione tra l’Uomo, la Natura e le Forze Cosmiche.

Verso Piazza Mercanti, a Milano, ci si imbatte in un altro edificio che reca inciso un curioso simbolo animale: la scrofa semilanuta, identificata con la femmina di un cinghiale bianco (in latino la parola suis =scrofa), animale sacro per i Celti, che fu il primo vero simbolo della città di Milano, che traeva origine da una leggenda, che ci è pervenuta ancora per mezzo di Tito Livio, il quale raccolse probabilmente le notizie da un narratore Insubre. Anche il classico ‘Biscione’, effigiato sullo stemma dei Visconti, ricorda il Serpente caro ai Celti, che ne avevano riprodotto le fattezze sinuose nel dio Cernunnos, dio dalle corna di cervo ma che si muove a spirale per rappresentare il ciclo vitale, la trasformazione di tutto ciò che vive. Cernunnos in molte raffigurazioni tiene in mano un serpente, che ricorda molto il ‘biscione’ visconteo.

In corso di Porta Vigentina si trova -all’interno della chiesa – al centro della pavimentazione, la Pietra Forata, con tredici linee incise. E’ conosciuta come la pietra del Tredisin de Mars poiché una leggenda racconta che il 13 marzo del 52 d.C. San Barnaba avrebbe predicato il Vangelo di Cristo erigendo una croce su una pietra forata (che è appunto quella conservata nella chiesa, un tempo si trovava in San Dionigi a Porta Venezia).

Si tratta di una pietra rotonda, con un buco in mezzo e una raggiera di tredici linee, oggetto di grande venerazione nei secoli. Il fatto che sia da sempre stata abbinata a San Barnaba, colloca il culto in tempi remoti. La pietra forata ha un valore particolarissimo, risalente all’India Vedica. Sul numero delle linee presenti, tredici, sono state avanzate varie ipotesi, tra cui una delle più interessanti potrebbe essere collegata all’Astronomia: tredici sono infatti le stelle che formano la Costellazione della Vergine che in quel periodo, il 13 marzo, era visibile. Potrebbe essere il retaggio di un antica Tradizione Celtica, di celebrare la ciclicità della Vita in momenti particolari, legati al movimento degli Astri della Luna e del Sole.

Nel Castello Sforzesco di Milano, ci sono dei massi interrati che apparentemente non hanno alcun valore archeologico, e sono stati inglobati nel camminamento. Li possiamo vedere entrando dal portone principale, dalla parte della fontana, e passano inosservati, crescendovi anche l’erba attorno. Su questi massi sono incise delle coppelle, cioè fossette scavate nella pietra, che ricordano quelle presenti anche nelle incisioni della Val Camonica. Presso le antiche popolazioni celtiche, le coppelle avevano un valore particolare poiché rappresentavano una forma rituale per consacrare il luogo ad una particolare divinità, anche se si potrebbe ipotizzare la loro correlazione con una particolare costellazione e fissarla in terra. Ulteriori studi potrebbero aiutare a risolvere l’enigma.

 

FONTI

http://www.celtegh.com

http://www.duepassinelmistero.com

 

 

 

 

 

 

IL CERCHIO ESSOTERICO

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Il Sistema Isoterico, così com’è oggi, si è sviluppato negli ultimi 100 – 200 anni ad Agartha, in Persia. Quella di Agartha può essere definita una “Scuola”, ma è soprattutto un centro iniziatico di potere e rappresenta il   nucleo unificato della Conoscenza. Il suo è un sistema zodiacale fondato sul numero 12; infatti, il simbolo del Sistema Isoterico è il dodecagramma.

È da notare la distinzione operata da Vinardi tra l’Occultismo, che è un sistema costruito sulla base del numero 5 (Quinario), il Misticismo, che ha alla base il 7 (Settenario), l’Esoterismo, che si fonda sul 9 (Nonario), e l’Isoterismo, basato sul numero 12. Ciò significa che la totalità può essere spiegata e vissuta in molte maniere.

L’Occultismo si può considerare la Via nº 1, il Misticismo la nº 2 e l’Esoterismo la nº 3. Il Prof. Vinardi ha osservato che ognuna di queste Scuole utilizza rispettivamente 5, 7 o 9 vortici o chakras. Per esempio, nelle Scuole mistiche non viene usato il vortice sacro e pertanto l’energia sessuale deve essere sublimata. Le Vie nº 1, 2 e 3 – quelle che Vinardi nel primo volume di Biopsicoenergetica definisce “Vie Tradizionali”, del Fachiro, del Monaco o dello Yogi – possono portare l’uomo a un certo grado di sviluppo, facendolo lavorare su un numero limitato di chakras e su una soltanto delle 3 organizzazioni cerebrali (sul centro motorio, emozionale o intellettuale). Incidentalmente, Vinardi chiarisce che esistono tre differenti organizzazioni cerebrali: neopsiche, mesopsiche e paleopsiche, rispettivamente in rapporto con l’encefalo, le ghiandole ed il   midollo. Una Scuola di “sintesi” comporta un lavoro simultaneo ed armonico su tutti questi tre cervelli e su tutti i principali chakras dell’essere umano e non richiede a chi lo compie di ritirarsi dal mondo, in un monastero o su una montagna.

Un fattore che distingue le Scuole Sintetiche o di Quarta Via da quelle tradizionali è che non hanno bisogno, per operare, di Sedi fisse o, per così dire, istituzionalizzate.  Il Sistema Isoterico opera secondo cicli. In un ciclo può essere opportuno fare un certo lavoro, in un altro un lavoro diverso, perché le variabili sono cambiate: gli uomini, il periodo storico, il luogo e le condizioni del pianeta.

Per comprendere il tipo di lavoro che deve cominciare a fare su di sé chiunque entri a far parte di una Scuola autentica, è necessaria avere ben chiara la classificazione dei vari livelli d’umanità di cui parla il Prof. Vinardi. Innanzi tutto, i Maestri di Quarta Via d’ogni epoca rilevano che l’evoluzione dell’umanità può compiersi soltanto per mezzo dell’evoluzione di un certo gruppo ristretto d’esseri umani che, a loro volta, influenzano e guidano il resto dell’umanità.

La vita dell’umanità è governata da due tipi di forze esterne: le influenze planetarie, ricevute in maniera involontaria ed inconscia, e quelle provenienti dai cerchi interiori dell’umanità, delle quali la maggioranza degli esseri ignora l’esistenza. L’umanità di cui facciamo parte, quella storica e preistorica comunemente conosciuta, costituisce soltanto la parte più esterna dell’umanità intesa in modo totale. Ci troviamo in quello che anche il Prof. Vinardi definisce il Cerchio della Confusione delle Lingue: ognuno parla una lingua senza comprendere ed essere compreso dagli altri. È questa la vera incomunicabilità che non è però, come molti invece pensano, una condizione esistenziale inevitabile per l’essere umano; quando si diventa cosciente di questa mancanza di comprensione e sorge il desiderio di comprendere e di essere compresi, si comincia inconsapevolmente a tendere verso un cerchio più interno dell’umanità.

È il Cerchio Essoterico, dove comincia la “comprensione”, di carattere astratto, teorico più che pratico; in questo cerchio troviamo gli esseri umani definiti nº 1, 2 o 3, cioè coloro i quali sono riusciti ad attivare in modo corretto una delle tre organizzazioni cerebrali, mentre nel Cerchio della Confusione delle Lingue troviamo esseri umani ancora nº –1, –2 e –3. Sono questi ultimi esseri che il Prof. Vinardi, nel primo volume di Biopsicoenergetica, definisce rispettivamente umanoidi, misticoidi ed intellettualoidi; in essi lavora soltanto una parte del loro centro di gravità che può trovarsi nel corpo fisico (e abbiamo allora i maniaci della cultura   fisica o della competizione), nelle emozioni (sognatori con tendenza verso un concetto irreale di “amore universale”) e nei pensieri (pensatori propensi alle chiacchiere e alle soluzioni solo teoriche dei problemi).

Riuscire ad attivare correttamente il proprio centro di gravità è soltanto il primo passo per chi intende lavorare in una Scuola Sintetica. Inoltre, una persona può essere un nº 1 nel lavoro fisico, ma un –2 nei sentimenti e un –3 dal punto di vista intellettuale; si mescolano numeri positivi con negativi. Allora, si è come un tavolino a tre gambe di cui due più corte: non c’è equilibrio, non si può appoggiare nulla su questo tavolino, tutto scivola e cade.

Per un lavoro corretto c’è bisogno di numeri tutti positivi, armonici. È necessario imparare a far funzionare correttamente ed al momento giusto ognuno dei nostri tre cervelli. È questo il livello dell’essere umano nº 4, cioè di colui il quale lavora contemporaneamente ed in modo armonico sul piano fisico, emozionale ed intellettuale.

Gli esseri nº 4 entrano a far parte di un cerchio più interno dell’umanità, il Mesoterico, che vuol dire intermedio, perché rappresenta un punto di passaggio per arrivare al Cerchio Esoterico, dove si trovano gli uomini che possiedono un “Io” indivisibile. Poi si otterranno tutti gli stati di coscienza, tutto il sapere possibile e una volontà libera e indipendente. Non possono esserci discordie o differenze di comprensione tra questi esseri, la loro attività è perfettamente coordinata e li conduce inevitabilmente verso uno scopo comune, perché comune ed identico è il loro modo di comprendere.

Ad un livello ancora superiore si trova il cerchio più interno dell’umanità, quello Isoterico, di cui fanno parte esseri che hanno sviluppato fino al massimo grado le possibilità dell’essere umano. Esseri di un livello simile sarebbero in grado di esercitare un’influenza decisiva su tutti i principali leader politici contemporaneamente e mettere ordine nel mondo. Sarebbe possibile, ma non logico, perché l’ordine deve cominciare dal basso e non dall’alto. Ognuno deve formarsi prima una coscienza personale, altrimenti il lavoro di un Maestro può servire solo per un certo periodo e per certe persone. Dopo la sua morte tutto tornerebbe ad essere come prima per la maggior parte della gente. È impossibile educare degli esseri umani che non vogliono essere educati. Sarebbe come renderli schiavi, imponendo loro di comportarsi in un certo modo. Appena però si allenta un attimo il controllo, la gente torna a fare ciò che non sa evitare di volere.

Se dunque vogliamo che qualcosa cambi nel mondo, dobbiamo cominciare a cambiare la nostra casa. Noi siamo il mondo. L’odio, l’egoismo e la guerra sono dentro di noi, perché dentro di noi albergano troppi “io” fittizi in conflitto fra loro. Bisogna far qualcosa per eliminarli. Non importa quanto basso possa sembrarci il nostro livello di partenza, né dobbiamo preoccuparci di livelli che sono troppo elevati per la nostra comprensione attuale. Soltanto dopo aver compiuto un primo passo, magari piccolo ma reale, sarà possibile, di volta in volta, scorgere i successivi.

Quanto qui descritto è soltanto una formulazione molto insufficiente e parziale e rappresenta soltanto una breve introduzione al Sistema Isoterico.

FONTE

http://xoomer.virgilio.it/livio.vinardi/

 

TONAL E NAGUAL

atlan

Nessuno nasce guerriero, guerrieri si diventa lentamente e non basta una vita. Per questo compito dobbiamo usare molte intelligenze. Lo stregone Don Juan insegna: “Noi pensiamo con la testa che è il centro della ragione/ma sentiamo con il cuore.” La volontà sta sotto l’ombelico: “Noi sogniamo col fianco destro e vediamo col fianco sinistro.”
Solo l’esperienza convincerà la ragione e gli atti della volontà ci porteranno a vedere ciò che veramente siamo: esseri luminosi, percettivi, consapevoli, e senza limiti…Il mondo degli oggetti apparenti, il mondo come ci appare, è solo una rappresentazione ma non esaurisce tutta la realtà, è solo ‘una’ costruzione della mente in cui restiamo intrappolati così che poi siamo incapaci di uscirne per vedere le cose in un altro modo e, quando ci accade di avere dei flash diversi di percezione, li scartiamo o rimuoviamo perché non sono inseribili nell’ordine noto. Ma il mondo che percepiamo è illusorio proprio perché è artificiale.
Noi, dice lo stregone, siamo nati con due anelli del potere, la ragione e la volontà; se usiamo solo la ragione per creare un mondo, essa poi non ne vorrà altri, solo la volontà può fare esperienze che possono aprirci a conoscenze diverse.
Lo stregone usa la volontà in senso magico, come spada di energia in un mondo di energia, cambiando la sua visione.
La realtà è formata da due parti, IL TONAL e il NAGUAL. Il Tonal è il principio di coscienza, che nel neonato è solo potenziale; crescendo, l’io a poco a poco costruirà il mondo; il Tonal è il principio che organizza, codifica e configura la conoscenza, è l’io che conosce ovvero il principio di coscienza. Il Tonal prende il materiale della realtà assoluta e lo elabora trasformandolo in rappresentazione, ordina il caos, e dalla vacuità dell’indifferenziato trae il mondo della realtà conosciuta. Senza il Tonal nulla di ciò che chiamiamo mondo esisterebbe, esso è l’energia che crea il mondo come conoscenza. Ma a un certo punto diventa geloso e totalitario e pretende che tutta la realtà sia ciò che ha elaborato, come se un ragno pretendesse che la sua tela comprenda il mondo. Tutto ciò che siamo, tutto ciò per cui abbiamo un nome, tutto ciò che facciamo o sappiamo è Tonal. Ma non possiamo pretendere che esso esaurisca l’intera totalità dell’essere. La costruzione operata dal Tonal, cioè dal nostro principio di coscienza, comincia con la nascita e finisce con la morte. Il Tonal ha la funzione di creare il mondo secondo le proprie leggi ma diventa sempre più dispotico e assolutista. Il Tonal è ciò che conosco, un’isola di coscienza, la mia realtà, l’insieme dei contenuti di consapevolezza, l’azione continua di costruzione della realtà. Il Tonal pone in essere tutto ciò che siamo e sappiamo. Questo insieme conoscitivo è come un’isola; l’isola è la fetta di realtà che crediamo totale. Alcuni hanno realtà più ampie, altri meno, le isole non sono simili, e ognuno vede solo la propria, il proprio territorio di conoscenza. Il Tonal è come una tavola apparecchiata, su cui alcuni hanno più cose, altri meno. Il Nagual invece è l’ignoto, tutto ciò con cui non abbiamo a che fare, che non conosciamo, che non immaginiamo nemmeno, tutto quello che cade fuori dalla nostra consapevolezza, che non è messo a fuoco dal nostro sguardo, il pensiero che pensa fuori di noi, la parte di realtà per cui non abbiamo percezione, né descrizione, o parola o sospetto.
Tutto questo avviene dentro o attorno alla mente. Ma anche la mente è un elemento della tavola e anche l’anima è un elemento della tavola e anche i pensieri sono un elemento della tavola. Anche Dio è sulla tavola, se penso a Dio.
Il Tonal è tutto ciò che penso sia il mondo, compreso l’io e Dio, è la totalità dei pensieri che penso, il conoscibile in quanto entra nella mia mente. Il Nagual è invece ciò di cui non sono cosciente, il pensiero che fuori di me si pensa, la realtà a me inconscia, tutto ciò che non appare nell’arco del mio sguardo, che non entra nella mia consapevolezza, la realtà oscura oltre la soglia di ogni possibile percezione e idea.
Ognuno di noi ha una zona di realtà abitata, controllata e conosciuta, un’isola coi suoi confini, ma il Guerriero andrà oltre i confini, entrerà nel Nagual diventando ‘Nagual’ egli stesso, dunque sciamano, affrontando l’ignoto.
Il Nagual è l’energia che può essere a servizio del guerriero, che ne può essere testimoni ma non ne può parlare, è indicibile perché non sta sulla tavola ma fuori di essa. Là il potere si libra.
All’istante della nascita siamo tutti Nagual, realtà inconscia, poi il Tonal comincia il suo paziente lavoro per delimitare il mondo, per ritagliare l’isola del conosciuto. Dall’oceano inconscio iniziale comincia a individuare una zona di controllo che è la nostra realtà di coscienza; alla fine questa cresce e si sviluppa tanto da negare che l’oceano inconoscibile esista e la volontà le crede perché non vuole aver paura. Ma il Guerriero abbandona ogni sponda sicura e sfida l’oceano, si immerge nella conoscenza totale col rischio di essere travolto, perché il Guerriero sa che la nostra isola è una realtà piccolissima rispetto alla realtà assoluta e il Guerriero, sopra ogni altra cosa, è curioso. La curiosità in lui vince la paura. Perché fa questo? Perché la sofferenza di non sapere è per lui troppo forte, perché non sopporta i propri limiti, per un amore irrefrenabile di libertà.
Quando noi viviamo solo in ciò che siamo, senza andare oltre, finiamo col soffrire un senso di incompletezza, di insufficienza, una inquietudine che a volte diventa lacerante, siamo depressi e angosciati, qualcosa ci chiama oltre il conosciuto, soffriamo un senso di mancanza. Non è facile vivere solo nel Tonal, perché la nostra stessa natura anela a qualcosa che sta oltre. Se ciò non avviene, qualcosa è morto dentro di noi e non stiamo vivendo ma solo vegetando.
L’uomo ha tre facoltà, la capacità di creare, di conservare e di trasformarsi. Se resta a un livello di mera conservazione, qualcosa dentro di lui comincia a soffrire e a morire. L’amore è la prima forma di trasformazione, la conoscenza è un’altra grande via, lo sciamano intende ciò che fa come una via del cuore, che non coinvolge solo la sua mente ma tutto il suo essere. Su chi lo avvicina eserciterà l’amore con vari mezzi: la guarigione dalla malattia, l’insegnamento liberatorio, la protezione contro le forze pericolose, l’evoluzione delle energie, perché ogni immobilità è morte.
Ogni cultura non ha fatto che occuparsi di Tonal e Nagual chiamandoli in molti modi: coscienza e inconscio, materia e spirito, mondo e Dio, Atman e Brahman, Tonal o Nagual, Io e Non Io… noi riusciamo a fare coppie solo di ciò che appare sulla tovaglia, ma nessuna coppia esiste in fondo, né Tonal né Nagual, la realtà è una sola, energia che appare o non appare.
Il Nagual non lo vediamo ma il Nagual ci chiama, noi ne sentiamo la mancanza, esso è innanzitutto proprio questo senso di mancanza, la sua presenza è l’assenza, come il Dio ignoto di cui S. Agostino dice: “Quando io non ti conoscevo, tutto il mio essere aveva sete di te, tu eri questa sete”.
Vocatus aut non vocatus Deus aderit”, “Chiamato o non chiamato il Dio sarà presente”
Noi non possiamo dire cosa sia il Nagual perché ciò significherebbe porlo sulla nostra tavola, nominandolo lo faremo essere altro da sé, come “Il TAO che se si chiama TAO non è più il TAO”.
Anche nel Buddhismo tibetano il mondo che conosciamo è una realtà virtuale, una proiezione del pensiero. Il pensiero può elaborare mondi e può creare o cogliere fasce di realtà diverse che corrispondono a elaborazioni mentali, ma ogni mondo non è in fondo che una costruzione mentale, una realtà ideale. Il mondo è apparizione o rappresentazione. L’uomo comune crede che questa sola sia la realtà oggettiva e che ogni altra realtà sia virtuale, ma lo sciamano sa perché lo sperimenta che le realtà sono molte tutte vere e oggettive.
Nel Buddhismo tibetano la ruota delle vite è divisa in sei spicchi, ognuno dei quali corrisponde a una sfera di realtà, che è insieme un tipo di esistenza e un tipo di rappresentazione, ognuna è insieme un modo di vedere il mondo e un mondo. Ciò che uno è determina ciò che vede e viceversa. La fascia di pensiero, ovvero la fascia vibrazionale, individua una posizione dell’energia e un tipo di realtà percepita. Le sei fasce vibrazionali buddhiste sono sei modi simbolici cui l’energia originaria può vibrare, ogni vibrazione crea esseri che vedono il mondo in un certo modo, dunque vivono in mondi diversi. Queste sei fasce sono chiamate LOKA e sono: esseri infernali, spiriti affamati, animali, uomini, divinità gelose, divinità celesti. “Un giorno, presso un fiume, si incontrarono i rappresentanti delle sei Loka. Ognuno vide una cosa diversa: l’essere infernale vide fuoco e ghiaccio, lo spirito affamato vide carne e sangue, l’animale animali e pesci, l’uomo acqua da bere, il dio geloso un campo di battaglia, il dio celeste un paradiso di luce. Ognuno vide secondo ciò che era e vide il mondo per come lui era.”
I Toltechi di Castaneda parlano di 48 forme di struttura organizzata, ognuna con un colore dell’energia prevalente, per es. l’aura delle piante è rosa-giallina, quella degli insetti è verdognola…
L’aura umana ha colori fluorescenti, forti ma sottili, come i colori della luce al neon. Il tono prevalente e anche il più facile a vedersi, per la sua maggiore intensità, è quello dorato, per questo la radiazione umana si chiama AURA, luce dorata. Il veggente vede i colori della consapevolezza, come sfumature ambrate, di un leggero rosa o verde o azzurro, come lampi o fuochi pallidi, fluorescenti o evanescenti, flash rapidi e non persistenti, movimenti o baluginii. Con un certo allenamento dello sguardo non è impossibile per noi svegliare questa seconda vista, almeno per quel che riguarda le fasce di radiazione più vicine alla frequenza del corpo materiale.
Don Juan insegnava al suo allievo a percorre un viaggio di consapevolezza ma per Castaneda dovettero passare 30 anni di dura disciplina prima che egli capisse cosa intendeva per viaggio evolutivo di consapevolezza. “Gli uomini non conoscono la propria essenza e sono colmi di incredibili risorse che non utilizzano mai”. “Lo sciamano è colui che sfiora i confini della totalità dell’energia possibile.”
Don Juan aiutò Castaneda a penetrare a poco a poco in realtà parallele e a dominarle. Gli insegnò i passi magici che altri stregoni avevano messo a punto prima di lui, per modificare la distribuzione dell’energia, spostando il punto di consapevolezza. I passi magici vennero insegnati in cerimonie segrete, un poco alla volta, via via che l’apprendista avanzava lungo la sua via. Ogni uomo ha una quantità fissa di energia, ma può distribuirla diversamente e da questa distribuzione nasce la sua forza o debolezza.
L’energia è un flusso di luce, una corrente, una vibrazione simile a un vento. In condizioni ordinarie “ogni parte del corpo umano è impegnata nel trasformare questo flusso vibratorio nei dati sensoriali che creano una certa visione del mondo.” Lo stregone interrompe il sistema ordinario di interpretazioni. Quello che accade allora viene detto “vedere”, cade la rappresentazione ordinaria e ci si trova improvvisamente di fronte ‘l’energia che scorre nell’universo’. E’ chiaro allora che ogni esistente è formato come una cipolla, con migliaia di strati di energia. Questo complesso di strati energetici è l’aura umana:
“La configurazione energetica umana è un conglomerato di campi di energia tenuti insieme da una forza vibratoria che li lega in una sfera luminosa… Gli esseri umani, per chi sa “vedere”, sono esseri luminosi, simili a grandi uova o meglio palle di luce, formate da fasci di fibre in movimento. Il principale è un fascio di luce che esce dalla zona dell’ombelico, esso è di grande importanza per la vita di un uomo ed è il segreto del suo equilibrio. Le persone deboli hanno fibre molto corte, quasi invisibili; le persone forti hanno fibre brillanti e lunghe che sembrano un alone. Dalle fibre si può capire se la persona è sana o se è meschina, se è gentile o traditrice ecc..”
“Sul lato posteriore della palla luminosa c’è un punto che brilla con maggiore intensità, esso è fondamentale perché trasforma l’energia in dati sensoriali. Lo chiamarono ‘punto d’unione’, ritennero che là venisse elaborata la percezione.”
“Nell’uovo luminoso c’è una fessura all’altezza dell’ombelico, quando la morte arriva colpisce questo punto con la forza di una spada”
Nel corpo il punto di unione si trova tra le scapole. “Per far spostare il mio punto di energia Don Juan mi dette un colpo tra le scapole così forte da farmi mancare il respiro.. pensai di essere svenuto.. lame accecanti sbucavano da ogni dove…Egli disse che per un attimo avevo sognato i filamenti dell’universo”.
Il punto di unione di solito sta ben fisso, così gli uomini credono che la loro visione del reale sia unica e permanente e credono di vedere l’unico mondo possibile “In realtà numerosi mondi sono a disposizione della percezione umana”.
Nel mondo moderno l’abitudine e l’educazione fissano una particolare distribuzione dell’energia, da cui nasce una certa percezione di realtà. Lo sciamano insegna a rompere questa distribuzione e dunque a cambiare i parametri ordinari di percezione. Ciò vuol dire entrare in mondi inimmaginabili. Ma il lavoro può essere fatto anche sul corpo. “Se vuoi ottenere il benessere fisico e l’equilibrio mentale hai bisogno di un corpo flessibile…Devi poter trasportare l’energia da un punto all’altro dell’uovo luminoso, spostandola nei centri vitali per raggiungere l’equilibrio. “
Castaneda racconta come arriva a vedere l’aura, dapprima alterando la propria coscienza col Pejote, poi con la volontà, come un vero e proprio sciamano. “Vidi un oggetto rotondo luminoso, ogni sua parte si muoveva come se fosse un flusso ondulatorio e ritmico, non si muoveva mai al di là dei suoi limiti, ma trasudava movimento in ogni suo punto…era un palpito che ipnotizzava, un tremolìo infinitamente veloce di qualche cosa.”
“L’aura di uno sciamano è come una sfera luminosa formata da 4 comparti, simili a 4 globi luminosi pressati l’uno contro l’altro… Grazie a questa straordinaria energia, i Nagual possono essere intermediari tra mondi… Gli sciamani possono dare l’insegnamento per il lato sinistro che avviene solo in stato di consapevolezza intensa”.
L’iniziazione è graduale, l’uomo deve morire a se stesso, cioè destrutturarsi, perdere la conoscenza ordinaria, e questo è l’atto più difficile. E’ un momento di pura volontà, molto rischioso, perché noi siamo ciò che conosciamo e ci identifichiamo con esso, per cui sentiamo la destrutturazione come una morte, ma non abbiamo altro modo per far entrare il nuovo in noi. Lo sciamano è uno che ha superato la propria morte, che è nato due volte. Essere morti e rinati è spesso la condizione ottimale per assumere una nuova conoscenza. Molti di coloro che sono tornati da morte spesso si trasformano e manifestano doti di chiaroveggenza. La veggenza è un ampliamento delle facoltà percettive (sensi, mente, cuore, intuizione e anima), che produce una consapevolezza intensa, cioè una coscienza straordinaria. E’ un secondo tipo di attenzione in cui possiamo vedere ogni struttura vivente come un campo di radiazioni luminose e l’AURA umana come un uovo di luce.
“Noi crediamo di essere circondati da oggetti- dice lo stregone- ma in realtà siamo circondati da emanazioni” Don Juan chiama la fonte di queste emanazioni: “L’AQUILA”. “Ricordiamo che l’universo è un infinito agglomerato di campi di energia che somigliano a fili di luminosità. Questi campi sono chiamati emanazioni dell’Aquila.”
Anche gli esseri umani sono composti da un incalcolabile numero degli stessi filiformi campi di energia. Solo una piccolissima parte di essi sono illuminati da un punto di intenso splendore situato sulla superficie dell’Uovo. In quel punto si addensa la percezione. Quando questo punto si sposta nell’Uovo si cambia tipo di percezione. Quando illumina campi di energia fuori dell’Uovo si ha la percezione di altri mondi.”
“Quando il punto di unione si sposta si ha ciò che si chiama VEDERE.
A ogni spostamento corrisponde un mondo, altrettanto reale e obiettivo quando il nostro.
Lo stregone va in questi mondi per attingere energia, risolvere problemi, conoscere l’ignoto.
Lo aiuta l’Intento, la forza universale che ci permette di percepire. L’intuizione è una nostra facoltà, essa può connettersi con l’Intento che è invece un potere universale.
Lo stregone cerca lo stato di consapevolezza intensa per sperimentare tutte le possibilità di percezione, questa ricerca può comportare una morte alternativa (cioè morire al nostro mondo per vivere in altri).”
Don Juan insegna due vie per raggiungere questo scopo:
-il Sognare, cioè l’arte e il controllo dei sogni
-e l’agguato, cioè il controllo del comportamento.
Ricordiamo che, in America come in Siberia, in tutto l’universo sciamanico l’Energia assoluta è chiamata ‘l’Aquila’. La sua forza è invocata dallo sciamano per aiutare il suo volo “Lo sciamano danza a lungo, cade a terra senza coscienza e la sua anima è innalzata al cielo in una barca trainata da aquile”. Gli indiani dell’America del Nord usano le piume d’aquila per le esperienze estatiche, il volo sciamanico e la guarigione. L’aquila è un uccello iniziatico, è un veicolo per l’anima dello stregone perché è in grado di volare da un mondo all’altro. In Siberia è considerata il padre degli sciamani. E’ il simbolo del sole cioè della vita, presso gli indù come gli indiani d’America. Gli sciamani americani portano ali d’aquila. Gli Atzechi conoscono due energie, una tellurica rappresentata dai guerrieri-giaguaro, l’altra celeste, uranica, rappresentata dai guerrieri-aquila. Gli imperatori atzechi sedevano su troni con pelle di giaguaro e portavano corone di piume d’aquila. L’aquila è l’occhio penetrante, che vede tutto, come l’occhio di RA. Anche la Bibbia rappresenta spesso gli angeli con volto di aquila. In Messico come in tutta l’Asia il potere supremo è rappresentato dall’aquila a due teste o bicipite.
“L’Aquila è una forza impersonale, che ha in serbo un’infinità di cose per coloro che osano cercarle. E’ una forza dell’universo, al pari della luce e della gravità, un fattore agglutinante, una forza vibratoria che unisce il conglomerato di campi di energia che corrisponde agli esseri umani in una unità concisa e coesiva. Questa forza vibratoria è il fattore che impedisce all’energia di entrare e uscire dalla palla luminosa”.
“L’Aquila è una forza gigantesca, un immenso agglomerato di campi di energia, il mare oscuro della consapevolezza.” “Esso presta la consapevolezza a ogni essere vivente, e quando questi muore è costretto a restituirla” “Morendo, ogni essere consegna all’Aquila la sua esperienza di vita e la consapevolezza che ne ha tratto” “Nella morte la forza vitale entra in un viaggio infinito di percezione, l’energia si trasforma in una forma speciale diversa da prima che conserva tuttavia il marchio della sua individualità.”
“Le emanazioni dell’Aquila sono una entità, in sé immutabile, che comprende tutto, tutto ciò che esiste, tutto ciò che si conosce e tutto ciò che si può conoscere.”
“La nostra luminosità è dovuta a una minuscola parte delle emanazioni dell’Aquila che è racchiusa nel nostro bozzolo a forma di uovo”
Questo bozzolo è descritto come alto circa due metri e dieci e largo un metro e sessanta, ma santi e veggenti hanno bozzoli più luminosi e grandi. “I filamenti del bozzolo sono consapevoli di se stessi, vivi e vibranti, e ce ne sono così tanti che i numeri perdono di significato e ognuno di essi è in sé un’eternità”
“I veggenti chiamarono la consapevolezza lo splendore dell’uovo luminoso”.
Noi siamo dunque formati da fasci di radiazioni luminose in cui è un punto dove la consapevolezza si raccoglie, punto di unione.
Il mondo è formato da grandi fasce di emanazioni che si riuniscono in gruppi, costituendo tutte le cose, dagli esseri organici a quelli inorganici.
“Don Juan mi spiegò che un veggente vede l’universo come un numero infinito di campi di energia che gli appaiano come filamenti luminosi che si diramano in tutte le direzioni e attraversano le palle luminose cioè gli esseri umani. Un tempo le aure umane erano più alte, non erano palle ma uova, ora esse si sono abbassate, di conseguenza i campi luminosi che toccavano gli uomini alla sommità ora non li toccano più”.
Di queste fasce si parla con varie metafore in tutte le culture e filosofie. Questa visione somiglia per es. a quella di Plotino e dei Neoplatonici. Plotino era un filosofo del 3° sec. d.C., nella sua visione mistica tutte le cose emanano progressivamente da Dio; ogni ente viene immaginato come formato da 7 campi di forze, ognuno dominato da una vibrazione, che nel campo vegetale corrisponde a una pianta, nel campo minerale a una pietra, nella banda della luce a un colore, nella scala musicale a un suono, nel mondo astrologico a un pianeta….
“Scoprii che l’energia del nostro mondo tremola. Manda scintille. Non solo gli esseri viventi ma tutto ciò che appartiene al nostro mondo brilla di una personale luce interiore. Don Juan mi spiegò che l’energia del nostro mondo consiste di strati di colori scintillanti… principalmente tre: uno strato superiore bianco latte, un strato vicino verde pallido, un altro color ambra”.

FONTE

http://fuoridimatrix.blogspot.com/

SESSO SACRO

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La sessualità nella filosofia orientale, e in particolare nella medicina tradizionale cinese, acquista un significato “speciale” e ben diverso da quello che si è evoluto in Occidente. Essa sottintende due obiettivi fondamentali.
Da un lato, la trasmissione della vita nel tempo: come tale la sessualità è uno strumento “sacro”, che permette la perennità della specie. L’individuo si assicura la propria “immortalità”, trasmettendo ai figli le “leggi della vita”, scritte nel cielo.
Da un altro lato la sessualità ha delle implicazioni fisiologiche e fisiopatologiche perché concerne l’energia più importante e profonda dell’organismo, l’energia “primordiale” (Yuan Qi). Oggi sappiamo che la sessualità è profondamente agganciata al sistema psico-neuro-endocrino-immunologico e quindi ai meccanismi più importanti e profondi del sistema vivente.

Non medicina, né cibo,né salvezza spirituale possono prolungare la vita di un uomo se non comprende e pratica il Tao dell’amore… (Pien Tse).
Di tutte le decine di migliaia di cose create dal cielo, l’uomo è la più preziosa. Di tutte le cose che fanno prosperare l’uomo, nessuna può essere comparata al rapporto sessuale. (Tung-hsüan, “L’arte dell’amore, 700 a.C.)

Quindi lo scopo della sessualità nell’uomo e nella donna è anche quello di mantenere l’equilibrio psicofisico dell’organismo, svolgendo dunque un preciso ruolo fisiologico.Questo fatto era ben noto nell’antica Cina, tanto è vero che il testo canonico di medicina interna, il “Nei Jing-Su Wen”, parla di tutte le patologie principali ma ben poco della sessualità.  Questa viene sviluppata invece in un libro particolare, chiamato “Su Nu Jing”, letteralmente “il Libro della figlia senza complessi”.

In questo classico, l’Imperatore Giallo interroga non più i suoi soliti consiglieri medici, come avveniva nel “Nei Jing” ma la sua precettrice medico, la dotta Su Nu, ed altre due donne: Xuan Nu e T’sai Nu, ogni volta che desidera informazioni su questo tipo di problemi.Il testo inizia infatti con una domanda dell’Imperatore circa le ragioni del suo stato di salute. Egli chiede a Su Nu:
“Sono stanco e manco di armonia. Il mio cuore è triste e pieno di apprensione. Che cosa devo fare?”
Risponde Su Nu:
“Ogni indebolimento dell’uomo va attribuito al suo modo difettoso di fare l’amore .La donna è più forte dell’uomo per il suo sesso e costituzione,alla stessa maniera con cui l’acqua è più forte del fuoco…Quelli che conoscono l’arte dello yin e dello yang possono mescolare i cinque piaceri e farne una gioia celeste…”.
Quindi l’ Imperatore interroga Su Nu, non per un problema sessuale ma per disturbi psicofisici. In realtà questi disturbi derivano da un comportamento sessuale non adeguato e ciò sta ad indicare l’importanza della sessualità sull’equilibrio fisiologico degli individui, spiegando perfettamente il perché dei disturbi che abbiamo definiti “mascherati”.
Il libro espone quindi le varie tecniche sessuali, sia per l’uomo che per la donna, a seconda dei problemi specifici.Per fare un paragone moderno, si può anche dire che il “Nei Jing” è un libro di “medicina interna”, mentre il “Su Nu Jing” è un trattato di igiene sessuale, ginecologia e di psicologia insieme. A chi interessi l’approfondimento del discorso consigliamo di leggere questo libro, considerato come l’equivalente del Kamasutra per i cinesi.

I “cinque segni” della soddisfazione della donna, menzionati nel “Su Nu Ching”(periodo Han, 206 a.C. – 219 d.C.) . L’Imperatore chiede a Su Nu: “In che modo un uomo osserva la soddisfazione della sua donna? “. Su Nu: “Vi sono 5 segni, 5 desideri e 10 indicazioni. Un uomo dovrebbe osservare questi segni e reagire di conseguenza”. “Essi sono:
1. La sua donna ha il volto arrossato e le orecchie calde. Ciò indica che nella sua mente si sono destati pensieri d’amore. L’uomo può ora cominciare il coito, gentilmente, quasi tormentosamente, senza spingere a fondo e aspettando le reazioni della compagna.
2. Il naso è sudato e i capezzoli diventano duri. Ciò significa che il fuoco della passione arde più forte. La “picca di giada” (il glande) può ora spingersi fino alla “valle gentile” (circa 12 centimetri), ma non molto oltre. L’uomo dovrebbe attendere che il desiderio di lei si intensifichi prima di andare più a fondo.
3. Quando la voce della donna diventa roca e bassa, come se avesse la gola secca, il desiderio si è intensificato. Gli occhi sono chiusi, la lingua guizza tra le labbra ed ella ansima in modo udibile. Questo è il momento in cui la “picca di giada” dell’uomo può andare dentro e fuori liberamente. La comunione sta ora raggiungendo grado a grado uno stadio estatico.
4. Il “palloncino rosso” (la vulva) è abbondantemente lubrificato, poiché il piacere della donna si sta avvicinando al culmine, e ogni spinta dell’uomo aumenta tale secrezione. Leggermente la “picca di giada” tocca le punte della “castagna d’acqua” (cinque centimetri circa). Poi l’uomo può usare il metodo di una spinta a destra e una a sinistra, una spinta lenta e una rapida, o qualunque altro, a piacere.
5. Quando i “dorati fiori di loto” (i piedi della donna) si sollevano in alto come per abbracciare l’uomo, la sua passione e la sua brama hanno raggiunto il vertice. Ella avvolge le gambe intorno alla vita dell’uomo, mentre con le mani gli stringe le spalle e la schiena. La lingua sporge tra le labbra. Questi sono i segni che l’uomo deve ora spingere la propria “picca di giada” fino alla “valle della camera profonda” (15 centimetri circa). Questi colpi profondi la renderanno estaticamente soddifatta in tutto il corpo”.

Secondo il taoismo la donna (yin) è superiore all’uomo (yang), come l’acqua (yin) è superiore al fuoco (yang).”Coloro che sono esperti nei rapporti sessuali sono come dei bravi cuochi che sanno armonizzare i cinque sapori per preparare salse appetitose. Essi sanno fondere i cinque piaceri, mentre coloro i quali sono inesperti muoiono di una morte prematura, senza neppure aver provato gusto nell’atto sessuale”.
E inoltre: “L’unione dell’uomo e della donna è come quella del cielo e della terra. È proprio perché sono uniti correttamente che il cielo e la terra durano da sempre. L’uomo invece ha perduto questo segreto, perciò la sua vita è sempre più abbreviata. Se l’uomo sapesse servirsi delle arti dello yin e dello yang per evitare tutto ciò che lo danneggia certamente potrebbe ottenere l’immortalità”.

A tal fine i taoisti fornivano numerosi consigli su come compiere l’atto sessuale, come insegna il “Su Nu Ching”: “Se l’uomo riesce a non emettere l’essenza in un rapporto sessuale, il suo spirito vitale si rafforzerà. Se riuscirà a farlo in due rapporti, il suo udito e la sua vista diverranno più acuti. Se lo farà in tre rapporti, tutti i suoi malanni scompariranno. Dopo quattro rapporti senza emettere, il suo animo starà in pace. Dopo cinque, la circolazione del suo sangue migliorerà. Dopo sei, i suoi fianchi si rafforzeranno. Dopo sette, si rafforzeranno le sue cosce e le sue natiche. Dopo otto, il suo corpo apparirà come lucente. Dopo nove, otterrà la longevità. Se riuscirà per dieci volte ad avere rapporti senza emettere, allora comunicherà con gli dei”.