Archivi categoria: Medicina

EFFETTI TOSSICI DEL VACCINO E POSSIBILI RIMEDI

Anche se gli effetti delle iniezioni geniche anti-Covid (impropriamente chiamate Vaccini) sono imprevedibili nel breve, medio e lungo termine, la pressione politica e sociale (obbligo diretto o indiretto) portano alcune persone a prendere la decisione di lasciarsi iniettare i misteriosi prodotti dei quali non conosciamo la composizione esatta.

Per queste persone i miei consigli sono i seguenti:

  • Pensate attentamente sui possibili inconvenienti di queste iniezioni, specialmente a lungo termine, perché sono completamente sconosciuti e possono influenzare il sistema nervoso, circolatorio, riproduttivo e immunitario (come minimo). Questi effetti possono apparire settimane, mesi o persino anni dopo l’iniezione. Non sarà possibile nessun rimedio e né le assicurazioni né le case farmaceutiche copriranno le conseguenze mediche o di altro tipo (perdita del lavoro, invalidità, infertilità, etc.), incluso la morte (assicurazione sulla vita, etc.). Occorre ricordare qui che EudraVigilance, il sistema di raccolta dei dati sugli effetti secondari dei “vaccini” per l’Unione Europea ha comunicato, il 10 luglio del 2021, 18.125 morti direttamente attribuibili al vaccino e 1.8 milioni di effetti collaterali, dei quali il 50% gravi [1]; lo stesso valore registra VAERS, il sistema equivalente negli Stati Uniti23. Gli studi relativi a questo sistema di raccolta volontaria di dati indicano che in questo modo solo il 10% o meno dei casi vengono registrati4, il che significa che queste cifre potrebbero essere dieci volte più alte. Pertanto il rischio è lontano dall’essere insignificante.
  • Dalla nostra esperienza clinica abbiamo osservato alterazioni nel corpo energetico delle persone vaccinate, con alterazioni in alcuni individui del loro stato psichico (sensazioni di stranezza, incongruenze, problemi di memoria, mancanza di concentrazione, cambi di umore, insonnia etc.).
  • Le case farmaceutiche non garantiscono la protezione contro il covid-19 o le
    sue varianti (le cifre sono eloquenti nei paesi più vaccinati, ad esempio Israele, con il 40-60% dei nuovi casi tra i vaccinati [5] lo stesso accade in Inghilterra, Malta, EE. UU.678), né l’assenza di contagio (per tanto c’è una protezione illusoria dei nostri cari) [9] e la riduzione del rischio assoluto è intorno all’ 1% (vuol dire che 1 persona ogni 100 vaccinati risulta essere realmente protetta [10]. Questo significa che le cosiddette misure di protezione (mascherine, distanziamento sociale, confinamento etc.) possono applicarsi tanto alle persone vaccinate come a quelle non vaccinate.
  • La durata della supposta protezione offerta da questi vaccini sarebbe dai 6 agli 8 mesi, per cui nel futuro si dovrebbero programmare periodicamente altre vaccinazioni ogni sei mesi. Pfizer ha già sollecitato la terza dose. Pertanto la libertà promessa corre il rischio di essere illusoria e una prima somministrazione condurrà automaticamente alle successive.
  • La “vaccinazione” non ha senso in persone che hanno già avuto il COVID-19
    o che sono risultate positive, perché sono già dotate di una immunità naturale duratura che copre automaticamente le mutazioni delle varianti, che coinvolgono solo lo 0.3% del genoma del virus. Il vaccino stesso può provocare reazioni avverse violente attraverso il meccanismo ADE (amplificazione dell’infezione dipendente dagli anticorpi) [11].
  • La libertà implica una resistenza alle misure che sono irrazionali dal punto di
    vista sanitario e indecenti dal punto di vista dei diritti umani. Chi si consegna non può essere recuperato. Sacrificare la libertà o conservarla sapendo di rinunciare a benefici (viaggi, cinema, ristoranti, etc.) dipendenti dalle promesse dei governi, i quali hanno già dimostrato la loro estrema capacità di mentire e prendere decisioni contraddittorie?
  • L’iniezione è completamente sconsigliata per persone con antecedenti di allergie e in particolare shock anafilattico: se questo è il caso si richieda un certificato e un’esenzione al proprio medico.

Nel caso in cui ancora si decida di vaccinarsi, a continuazione si presentano alcune misure semplici per annullare gli effetti delle iniezioni, se attuate immediatamente dopo la vaccinazione. Nel caso in cui questa vaccinazione si sia già realizzata per favore consultate l’articolo citato nella nota [13] o consultate le raccomandazioni di prodotti omeopatici indicati da uno specialista, questo non è di nostra competenza.


USO DI ARGILLA MEDICINALE E CARBONE ATTIVATO

Si prepari un impacco di argilla medicinale (disponibile nelle farmacie e nei negozi di prodotti naturali) e lo si applichi nel punto dell’iniezione il più in fretta possibile dopo l’iniezione. Se si applica due ore o più dopo l’iniezione l’impacco perde la sua efficacia. L’argilla assorbirà gran parte del materiale iniettato. Lasciare l’impacco per un periodo di approssimativamente un’ora prima di rimuoverlo. Successivamente ingerire 1 cucchiaio di argilla medicinale (in un bicchiere d’acqua) 2 volte al giorno per una settimana. Questo aiuterà a eliminare le tossine che saranno passate nel corpo nonostante l’impacco. Dopo l’impacco di argilla, l’argilla medicinale da ingerire quotidianamente si può sostituire con 4 capsule al giorno (2 x 2) di carbone attivo (disponibile in farmacia e nei negozi di prodotti naturali).


Attenzione: queste informazioni sono il risultato di un lavoro empirico e non scientifico, e in alcun modo pretendono di sostituirsi a una consulenza medica specializzata e personalizzata.

Dr. Jacques Mabit, 25 Luglio 2021


NOTE

[1] “Dobbiamo accettare 4 morti e 16 effetti secondari gravi per salvare da 2 a 11 persone ogni 100.000 vaccinati” afferma l’Istituto di Malattie Infettive dell’Ospedale Universitario IHU di Marsiglia, Francia

http://www.brujitafr.fr/2021/07/vaccination-effrayant.les-1er-travaux-sur-le-benefice/risquepar-l-ihu.html


[2] La nostra vita è un inferno dopo il vaccino

https://www.fawkes-news.com/2021/07/notre-vieest-un-enfer-depuis-le-vaccin.htm

[3] Migliaia di vittime del “vaccino” COVID-19 in EU

https://m.thebl.tv/usnews/thousands-of-covid-19-vaccine-victims-in-the-us-are-pleading-for-help.html

https://www.vaxlonghaulers.com/


[4]  Per ogni tre morti evitate dalla vaccinazione dobbiamo accettare due inflitte dalla vaccinazione stessa

https://pgibertie.com/2021/06/25/urgent-pour-trois-deces-evites-par-la-vaccinationnous-devons-en-accepter-deux-infliges-par-la-vaccinationdonnees-certifiees/


[5]  https://www.lci.fr/sante/40-des-nouveaux-contamines-sont-vaccines-en-israel-des-failles-dansle-pfizer-2189697.html


[6]  https://lecourrier-du-soir.com/covid-lincroyable-revelation-de-sante-publique-angleterre-lespersonnes-vaccinees-meurent-plus-que-les-non-vaccinees/


[7]  Le infezioni diminuiscono tra i non vaccinati mentre aumentano tra i vaccinati

https://mirastnews.net/2021/07/13/le-representant-de-moderna-admet-que-tout-le-monde-faitpartie-dune-enorme-experience/


[8]  Il doppio delle persone sono morte per i vaccini anti Covid-19 in 6 mesi rispetto a quelle morte per Covid-19 in 15 mesi (Regno Unito)

https://numidia-liberum.blogspot.com/2021/07/les-donneesofficielles-montrent-deux.html


[9]  Regno Unito, Israele, Malta, Stati Uniti. I vaccini Covid-19 non funzionano

https://numidialiberum.blogspot.com/2021/07/gb-israel-malte-usa-les-vaccins-covid.html


[10] COVID-19 vaccine efficacy and effectiveness – the elephant (not) in the room

https://www.thelancet.com/journals/lanmic/article/PIIS2666-5247(21)00069-0/fulltext


[11] Antibody-dependent enhancement and SARS-CoV-2 vaccines and therapies

https://www.nature.com/articles/s41564-020-00789-5


[12] La disfatta dei vaccini negli anziani e nelle persone fragili

https://pgibertie.com/2021/06/23/lechec-de-la-vaccination-des-plus-ages-et-des-personnesfragiles-attention-aux-anticorps-facilitants/


[13] Usi empirici del tabacco nella prevenzione e riduzione degli effetti tossici del COVID-19, dei vaccini e delle conseguenze di intossicazioni.

https://takiwasi.com/docs/arti_esp/usos-empiricos-deltabaco-para-prevenir-y-reducir-los-efectos-toxicos-del-covid.pdf

IL VACCINO MAGNETIZZATO – di Maurizio Blondet

Pazienti che hanno ricevuto il “vaccino” hanno dimostrato che una calamita “aderisce” nel punto dell’iniezione. Naturalmente la notizia è stata bollata dagli addetti a questo lavoro come bufala… Naturalmente subito è esplosa la teoria del complotto secondo cui sarebbe stato iniettato un biochip di tracciamento e controllo, come quelli finanziato da Bill Gates.

Dai Social:

“Escono molti video che dicono che il punto di iniezione del vaccino sia magnetico. Una spiegazione potrebbe essere questa(non il nano chip):

Il primo risultato che appare cercando “Magnetic vaccine” è uno studio del 2014:

“Nanoparticelle super paramagnetiche per consegna del vaccino a DNA”

Fatin Nawwab Al-Deen et al. Metodi Mol Biol. 2014.

Abstract

“L’efficienza della somministrazione dei vaccini a DNA è spesso relativamente bassa rispetto ai vaccini proteici. L’uso di nanoparticelle di ossido di ferro super paramagnetiche (SPION) per fornire geni tramite magnetofection mostra la promessa di migliorare l’efficienza della consegna genica sia in vitro che in vivo.”

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24715289/

E un altro studio del 2007:

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/smll.200700151#

Ma per contro, l’ottimo Cesare Sacchetti:

“In questi giorni, stiamo sentendo molto parlare del fenomeno, ancora senza una chiara spiegazione scientifica, dei magneti che si attaccano nei punti del braccio di chi ha ricevuto il vaccino Covid. Un lettore, Valerio, che ringrazio mi segnala questo articolo del Guardian di 5 anni fa. Si parla di una ricerca condotta da alcuni scienziati americani che consente di controllare i circuiti cerebrali attraverso una proteina magnetizzata. Si, avete capito bene. Una proteina magnetizzata. Questa nuova branca di ricerca scientifica è chiamata “ingegneria genetica”. In parole povere, è lo studio di tecnologie in grado di controllare il cervello umano. Siamo in pieno transumanesimo, ovvero la dottrina filosofica del mondialismo che prevede una fusione tra macchina e uomo. Nella futura dittatura mondiale, non ci sarà più spazio per uomini dotati di libero arbitrio. Ci sarà soltanto spazio per automi controllati dal sistema.

Genetically engineered ‘Magneto’ protein remotely controls brain and behaviour

https://www.theguardian.com/science/neurophilosophy/2016/mar/24/magneto-remotely-controls-brain-and-behaviour

Dunque lo pseudo-vax è davvero magnetizzato; nella prima ipotesi per “forzare” l’assorbimento delle sostanze che inducono il nostro organismo a produrre la proteina spike che il nostro sistema immunitario dovrebbe poi combattere … e che di fatto non combatte, come dimostrato da studiosi seri, mentre Spike attacca i vasi sanguigni (da qui le trombosi, emorragie cerebrali, metrorragie femminili)

Riferiamo di un altro studio che segnalerebbe rischi tumorali dal ferro:

Medici oncologici coscienziosi avendo a disposizione apparecchiature per rilevare il linfonodo sentinella al seno iniziano una serie di indagini su 5 persone che hanno INOCULATO il SIERO GENETICO FATTO PASSARE COME VACCINO e ciò che rileva la macchina diagnostica su tutti i pazienti è SCONVOLGENTE TUTTI SONO RISULTATI POSITIVI AL LINFONODO SENTINELLA dimostrando che materiali ferrosi altamente tossici (non comunicati dalle multinazionale ne sui bugiardini ne sul consenso informato )si trovano all’interno del SIERO. Tali materiali ferrosi percorrono tutto il sistema linfatico e in meno di tre ore la macchina rileva i metalli all’interno dei nodi l linfatici dal cavo ascellare raggiungono i nodi del collo fino al cervello e al torace dove risiedono i linfonodi più importanti. Ripeto in meno di tre ore il siero genetico stava percorrendo i nodi linfatici più importanti DELL organismo umano.

Nanoparticelle all’interno del siero anti-Covid?

… Non si conosce ancora il tipo di materiali ferrosi presenti se Ad esempio, ipotizziamo la presenza di mercurio ed il cadmio sappiate che prediligono il tessuto renale (nefrotossici), il mercurio ed il piombo quello del SNC (neurotossicità), il cadmio e il piombo quello del sistema riproduttivo, mentre infine alluminio, arsenico, cromo e nichel prediligono il tessuto respiratorio… Ciò è gravissimo tutti voi avete il diritto di chiedere spiegazioni in merito. 

https://www.facebook.com/watch/live/?v=523957391935937

Intanto dagli Stati Uniti l’amico Umberto Pascali mi segnala:

L’imbarazzante segreto. Gli esperti e i coordinatori della campagna vaccini hanno rifiutato di farsi vaccinare. Molti di quelli che lavorano per Fauci e per il CDC, Centro per il controllo delle malattie hanno rifiutato di vaccinarsi.

https://www.redvoicemedia.com/2021/05/fauci-40-50-of-cdc-fda-employees-are-not-vaccinated/

https://www.theepochtimes.com/mkt_breakingnews/223-people-have-died-with-covid-19-after-getting-fully-vaccinated-cdc_3818232.html

Questo più o meno lo stato della questione. Una domanda ai medici e ricercatori che mi leggono; assumere sostanze chelanti del ferro dopo il vaccino potrebbe diminuirne i più gravi effetti collaterali?

FONTE

http://www.maurizioblondet.it

IL SISTEMA GETTA LA MASCHERA

La Morte Nera in Guerre stellari (1977) di George Lucas.

“Non nutrite dentro di voi energie contrarie a quelle che volete si diffondano veramente sul pianeta. Se volete un mondo senza aggressività, non siate aggressivi. Se volete un mondo libero, smettetela di sentirvi prigionieri, perché la prigione è sempre una psico-prigione e origina dall’interno di voi stessi.

I maestri hanno già previsto una stretta della morsa del controllo in questo periodo storico. Ma sappiate che siamo osservati e assistiti. Non siamo soli. Questo periodo è un test. Il vostro compito non è rovesciare il Sistema, ma restare “dritti in mezzo alle rovine”. Incorruttibili, centrati, privi di paura e odio. Così diventate davvero imprevedibili e quindi pericolosi per il Sistema.

Quello dei vaccini è solo un esempio. Io la considero più una “marchiatura psicologica” che un problema di salute. Il problema infatti non è la scientificità delle dichiarazioni che vengono fatte da ambo le parti, ma si tratta di accettare o non accettare dentro di sé il “marchio del Sistema”. Questo è molto più importante. Si tratta di dichiarare di avere o non avere una completa fiducia nel Sistema. Si tratta di affidare o non affidare la salute dei propri figli a un apparato scientifico-medico-politico-finanziario, nel quale evidentemente si crede ciecamente.

È un momento in cui siete chiamati a fare una scelta importante: dentro o fuori, accettando le conseguenze che possono derivare da entrambe le scelte.

Il punto, infatti, non sta nel combattere il Sistema, ma nella vostra capacità di aggirarlo e di sfruttarne le pecche (gli strappi nella rete). Per chi non vuole accettare determinate condizioni, c’è sempre e ci sarà sempre il modo di farlo (ricordate: non siamo soli), ma non sarà così semplice come accettarle. Costerà di più… in tutti i sensi. Ma non dovete entrare in una psicologia di paura, rabbia e contrapposizione, altrimenti vi gonfierete e non passerete più attraverso gli strappi della rete.

Sto constatando che gli ultimi eventi hanno portato alla nascita di scuole parentali e comunità autosufficienti. Questa è la strada giusta. Fino ad oggi avete dormito, sperando che questo momento sarebbe stato rimandato all’infinito, sperando che, in fondo, fossero tutte esagerazioni dei complottisti. Ma la Lorenzin, suo malgrado, vi sta risvegliando alla realtà dei fatti: questo pianeta è saldamente nelle mani di qualcuno che vuole un’umanità asservita – malata fisicamente e succube psicologicamente.

Adesso non si tratta di combattere ciò che c’è, bensì di creare il nuovo: una società dentro la società. Una rete di piccole comunità autosufficienti diffuse lungo tutto il territorio, all’interno delle quali non importa che i bambini abbiano il benestare dell’autorità scolastica per operare nel mondo. Questi bambini diventeranno adulti totalmente differenti da noi. Non saranno laureati, semplicemente perché non ne avranno bisogno. Nei prossimi anni la laurea non varrà più nulla e solo le qualità interiori decideranno del futuro dei nostri figli. Loro sono la nuova specie che abiterà la Terra. Ripeto: abbiate il coraggio di osare, perché siamo sostenuti. Ma abbandonate la rabbia, smettete di crogiolarvi nel “senso di ingiustizia”, perché sono entrambi frutto della paura, ossia zavorre che vi tengono ancorati a terra impedendovi di volare.

L’essere umano, che viene fatto entrare in maniera progressiva in questo stato di istupidimento, a un certo punto non desidera neanche più la libertà in quanto non sa più cosa significa.

Il cittadino medio di oggi dichiarerebbe anche sotto tortura di essere libero e di vivere all’interno di una democrazia. L’idea infantile di cosa è una dittatura che viene trasmessa a scuola, fa sì che tutto ciò che non somiglia alle dittature del secolo scorso venga considerato democrazia.

Basterebbe utilizzare il piano mentale ad un livello poco sopra l’ordinario per realizzare che viviamo già in una dittatura dove alle masse viene letteralmente ordinato… non tanto cosa fare, quanto cosa pensare, cosicché il fare sarà poi unicamente una diretta conseguenza del pensare. Se lo show mediatico ti ripete che è in corso una pandemia che fa centinaia di vittime ogni giorno, allora sarai tu stesso a chiedere maggiori restrizioni della libertà e più controlli da parte di polizia ed esercito.

Se lo show mediatico ti convince che il morbillo fa migliaia di morti, allora sarai tu stesso a volere il vaccino per i tuoi figli e chiederai che diventi obbligatorio anche per i figli degli altri.

Lo spauracchio di un fantomatico ritorno di un despota cattivo, serve proprio a trattenerci nella dittatura reale. E questo è il senso dell’attuale anti-fascismo di stampo mediatico.

Cosa accade a un bambino al quale non viene permesso di giocare e avere rapporti ravvicinati con altri bambini per… per quanto?

Impossibile stabilire per quanto tempo ancora…cosa accade lo scopriremo in futuro, quando questa generazione sarà cresciuta.

Il Lato Oscuro ovviamente lo sa già, perché non si muove mai a caso, ma sempre solo per ottenere risultati precisi nella psiche umana, agendo sul breve, medio e lungo termine. L’ADDORMENTAMENTO DELLA COSCIENZA E IL DOMINIO DELLA PSICHE UMANA SONO I VERI OBIETTIVI; guerre, crisi economiche e virus sono solo dei mezzi.

Non è mai in gioco l’aspetto fisico, bensì quello psicologico e animico, per cui se nel trovare delle soluzioni ci focalizziamo unicamente sull’aspetto fisico (salvare i corpi a tutti i costi) ignorando le modificazioni psicologiche che stanno avvenendo nella società, facciamo esattamente il loro gioco.

Ma adesso torniamo agli adulti. Ogni essere umano è un sistema energetico che interagisce quotidianamente con centinaia di altri sistemi energetici come lui. Quando ci avviciniamo a meno di un metro da una persona le nostre auree si compenetrano e avviene un importante scambio energetico. Le nostre auree in realtà entrano in contatto anche prima; per esempio, una persona con un corpo mentale particolarmente sviluppato – un filosofo (ho detto un filosofo, non un laureato in filosofia), un matematico, un intellettuale molto intelligente, un grande artista – può avere un’aura mentale d’un paio di metri, che si estende anche di tre o quattro volte quando insegna in un’aula. Tuttavia, il metro di distanza segna sicuramente l’intimità aurica per una persona media.

Quando ci si dà la mano avviene uno scambio energetico ancora più profondo, poiché le energie delle due persone entrano in contatto grazie al chakra che si trova al centro dei palmi. Il bacio sulla guancia è un altro livello di intimità, in quanto le teste si toccano e le due auree mentali per qualche istante si compenetrano totalmente. L’abbraccio è il livello precedente il rapporto sessuale: i due chakra del Cuore entrano in contatto. Non è un caso che all’abbraccio venga spesso associato il termine “fraterno”, in quanto di solito riguarda un momento commovente. Difficilmente ci si abbraccia per convenzione o per abitudine, come si fa invece nel dare la mano.

Nel “distanziamento sociale” tutto ciò viene a mancare. In aggiunta a questo, avrete notato che le persone stanno ben più distanti del metro obbligatorio; di norma cambiano marciapiede pur di non incrociare nessuno. Improvvisamente l’energia fra le persone smette di scorrere in maniera fluida, soprattutto fra persone che prima si conoscevano e si davano la mano e che adesso non possono più farlo. Non possono… e non vogliono più farlo, perché sono convinti di stare agendo in maniera utile per la propria salute e per quella pubblica. Questo è il colpo di genio del Lato Oscuro: gli incatenati chiedono che le loro catene diventino ancora più corte… pur di sopravvivere. Incatenati, ma vivi. La sopravvivenza dei corpi a tutti i costi, con la massima noncuranza per tutto ciò che è psicologico, sia da parte del Governo che da parte degli stessi cittadini.

Le persone sono contente di perdere i propri diritti fondamentali se le porti a credere che questo sia il male minore, un piccolo sacrificio da fare per il bene di tutti. Di conseguenza, chi non la pensa nello stesso modo si sente subito in colpa nei confronti della società, un menefreghista, e come tale viene considerato dagli altri cittadini se osa esprimere all’esterno la sua diversità di pensiero.

Aggiungiamo anche il fatto che adesso “l’altro” viene istintivamente guardato con sospetto. La persona che fa la spesa nel tuo stesso supermercato potrebbe essere infetta e quindi “portatrice di morte”. L’estraneo diviene sempre più alieno e potenziale portatore di pericolo… fino a prova contraria. Tutto questo sta già incidendo pesantemente sulla psicologia sociale. Io ho la fortuna di poterlo vedere mentre accade, in diretta, nella testa delle persone che incontro quando vado a fare la spesa.

Adesso fate bene attenzione a quello che sto per dirvi.

Con il “distanziamento sociale” ci separano per controllarci sul piano psicologico/energetico, più che su quello fisico. Nel momento in cui i tuoi legami energetici con le altre persone vengono tagliati, tu cominci a fidarti più del telegiornale che dei tuoi concittadini. L’unico punto di riferimento per il tuo modo di pensare diventa l’informazione ufficiale. Questo passaggio è subdolo proprio perché avviene in maniera automatica. Lo scambio di idee fra cittadini diventa sempre più debole a causa dell’impossibilità dello scambio energetico fra le auree degli individui. Non avete idea di quanto sia importante la chiusura dei bar da questo punto di vista. Al bar le auree si mischiano e le idee si trasferiscono da una persona all’altra solo perché state bevendo il caffè a 10 centimetri di distanza uno dall’altro. Io al bar lavoro, in quanto irradio ciò che sono verso chi mi circonda, anche se sto in silenzio. Sui social non si può lavorare nello stesso modo. QUANDO DUE PERSONE SI PARLANO, LO SCAMBIO PIÙ AUTENTICO AVVIENE SUL PIANO ENERGETICO, NON SUL PIANO VERBALE COSCIENTE, come qualunque esperto di comunicazione sa bene. Se interrompi il contatto energetico che avviene grazie alla vicinanza delle auree, lo scambio diviene superficiale e quindi pressoché vuoto.

Il divieto di creare assembramenti rappresenta la ciliegina sulla torta. Le rivoluzioni, così come, più in generale, i grandi cambiamenti sociali, sono sempre avvenuti grazie alla possibilità dei cittadini di riunirsi e organizzarsi. Per esempio, se non siamo d’accordo con una decisione del Governo, ci organizziamo e scendiamo in piazza… ma come possiamo farlo se è vietato? Il diritto fondamentale di manifestare in piazza è stato sospeso insieme a tutti gli altri diritti… perché c’è una peste? No. Perché c’è una guerra? No. Perché c’è l’influenza. E il cittadino stesso non andrebbe mai in piazza, perché lui per primo avrebbe paura di essere contagiato dagli altri manifestanti (intravedete la genialità dei maghi neri che hanno orchestrato questa situazione?). La paura della morte che prende il sopravvento su ogni desiderio di libertà.

Sul piano energetico è stato creato un vero e proprio blocco. L’energia non circola più. Immaginate se nel vostro cervello a un certo punto l’energia non dovesse più circolare. I neuroni scambiano tra loro informazioni grazie all’emissione e la ricezione di segnali elettrici che attraversano la membrana cellulare. Se questo scambio elettrico venisse alterato diventereste degli idioti, incapaci di intendere e di volere, degli zombi… o potreste addirittura morire. Ebbene, questo è esattamente ciò che stanno facendo al tessuto sociale. E questo, lo abbiamo detto fin dall’inizio, è proprio la finalità del Lato Oscuro: addormentamento e sottomissione, ossia la creazione e il mantenimento di uno stato semi-ipnotico generalizzato.

Capite perché i media insistono tanto sul concetto di “distanziamento sociale”? Capite perché il distanziamento è così fondamentale per il Lato Oscuro e perché questa situazione durerà ancora molto a lungo? Capite perché le scuole sono state le prime a chiudere e saranno le ultime ad aprire? Con il distanziamento dei bambini hanno creato un precedente; questo renderà più semplice la sottomissione psicologica della generazione futura.

Innanzitutto, occorre dire che virus e batteri abitano normalmente nell’organismo di tutti quanti noi. Anche i virus dell’influenza. Anche il covid-19, che non fa eccezione. Solo in Italia è probabile che ci siano milioni di persone che si portano in giro questo virus. Il virus di per sé non uccide nessuno, tuttavia il suo effetto può essere più o meno importante per l’organismo ospite a seconda del “terreno” che trova. Il punto non è cosa fa il virus, ma come reagisce il nostro organismo. Avete presente coloro che risultano positivi all’HIV, ma non si ammalano di AIDS?

Capite quindi quanto sia inutile, fuorviante e dannoso per la psicologia delle persone sbandierare ogni sera il numero dei “nuovi contagiati” o “nuovi infetti”. Quanti più test facciamo, tanti più “infetti” troveremo, per cui sbattere questi numeri in faccia alla gente serve solo a creare maggiore panico. Non abbiamo idea se gli “infetti” conteggiati ogni sera siano davvero “nuovi” e se l’incremento del loro numero significhi che il virus si stia davvero diffondendo a macchia d’olio; di sicuro sappiamo solo che sono state scoperte altre persone che lo avevano già nel loro organismo, chissà da quanti mesi.

Secondo aspetto di non poco conto, da un certo momento in poi, nel fare la conta dei deceduti si è smesso di distinguere fra coloro che avevano una o addirittura più patologie preesistenti e coloro che erano perfettamente sani. Invece è proprio questa distinzione che può far comprendere meglio alle persone quanto questo virus sia effettivamente letale e quanto no, magari diminuendo così il livello generale della paura. Per esempio, registrare un malato terminale – che si prende il covid-19 e muore una settimana prima di quando avrebbe dovuto morire a causa della sua malattia – come un deceduto a causa del virus, per quanto tecnicamente corretto, non mi pare per nulla onesto nei confronti della gente. In questo modo il numero dei deceduti diventa “gonfiato”.

Come ho già spiegato nei miei precedenti articoli, non credo nella malafede di qualcuno, anzi, sono convinto che politici, giornalisti e virologi stiano facendo del loro meglio con il materiale mentale che la natura ha loro concesso. Non voglio criticare il lavoro di nessuno. Dal momento che ho già spiegato la situazione generale, in quest’ultimo articolo mi sto limitando a porre domande e fornire un punto di vista differente.

Una domanda interessante potrebbe quindi essere: «Cosa fa sì che per la grande maggioranza delle persone la presenza del virus sia innocua, mentre alcuni manifestano i sintomi di una forte influenza… e una percentuale minore viene addirittura condotta fino alla morte?»

In altre parole, perché io e te ce ne andiamo entrambi a spasso con il virus, ma a te non fa niente, mentre io finisco in terapia intensiva? Questa è una domanda che potrebbe davvero aiutarci a comprendere. Magari sarebbe anche interessante studiare le condizioni ambientali in cui il virus si è manifestato con maggiore incidenza: inquinamento atmosferico, presenza di eccezionali emissioni elettromagnetiche… per fare degli esempi.

Dal punto di vista esoterico, non stiamo dunque parlando di un’entità omicida che colpisce a caso fra la popolazione, ma qualcosa che chiama a una sorta di “resa dei conti” coloro per i quali è giunto il momento. Cominciare a ragionare secondo questo nuovo schema di pensiero, modifica di molto la percezione del problema.

Per esempio, mi hanno raccontato personalmente almeno quattro o cinque casi di questo genere: un anziano si sente male, lo portano in ospedale, gli fanno il test, scopre di essere positivo al covid-19. Da qui è l’inizio della fine. Il suo stato psicologico diventa negativo, i sintomi peggiorano e va in insufficienza polmonare. Questo accade proprio perché le persone sono oramai convinte che sia il virus ad ucciderle… mentre ad ucciderle sono i tg che fanno vedere i camion che trasportano le bare. Se sei convinto di avere un virus assassino che circola libero nel tuo corpo, ti occorre una centratura interiore eccezionale per non precipitare psicologicamente. La letteratura scientifica che tratta del rapporto tra efficienza del sistema immunitario, resistenza alle patologie e stato psicologico del paziente è davvero ampia, non ci sarebbe infatti alcun bisogno di ricorrere alla Scienza dell’Anima per comprendere che molte più persone si sarebbero potute salvare in assenza di questo clima di terrore da pandemia.

Altra considerazione che non posso non fare, per quanto capisco che sia impopolare. Di fronte a un virus possiamo reagire APRENDOCI o CHIUDENDOCI. Questo in realtà vale per una qualsiasi malattia, così come per la comparsa d’una situazione insolita nella nostra vita. Il nostro Governo, imitato poi dalle altre nazioni, ha deciso di chiudersi. Qualche capo di Stato ha resistito un po’ di più (vedi Boris Johnson), ma alla fine tutti hanno ceduto o cederanno. È ancora storicamente troppo presto perché qualcuno trovi il coraggio di fare ciò che in realtà potrebbe benissimo essere fatto: aprirsi al virus.

Da un punto di vista esoterico (non saprei dirvi a quali conclusioni è giunta la scienza profana in proposito) un’epidemia si comporta in questo modo: cresce, raggiunge un apice e poi decresce. Un po’ come accade per qualsiasi altra cosa. Il punto è che lo fa INDIPENDENTEMENTE dalle misure di contenimento adottate. Essa segue il suo corso di crescita-apice-decrescita, sia che noi come società ci chiudiamo, sia che noi ci apriamo psicologicamente al virus. Il numero dei morti non cambia. Questa teoria non è dimostrabile, ma non lo è nemmeno il contrario. E a me non interessa dimostrare nulla, in quanto il mio unico punto di riferimento è la conoscenza iniziatica. Forse un giorno la scienza profana arriverà alle stesse conclusioni… o forse no… io non ho fretta.

Se un’epidemia non fa il suo corso, portandosi via tutti coloro che è venuta a prendere, non cessa. Se alle persone si permette di circolare liberamente, il virus dilaga in un tempo minore, ma questo non significa che chi non doveva ammalarsi si ammalerà e chi non doveva morire morirà… per sbaglio. Se avete deciso di fare un lavoro su voi stessi, questi concetti vi devono essere chiari, altrimenti io non sto svolgendo bene il mio compito. Chiudere un Paese non serve a nulla, se non a dare inizio a una certa condizione psicosociale di depressione e a causare una crisi economica, due aspetti che vanno di pari passo. Sulla necessità di riaprire le attività mi sono espresso in un precedente articolo: Ripartiamo!

Vi lascio con un ultimo messaggio, che in verità riassume gli ultimi quattro articoli.

Le misure di contenimento sociale che sono state prese, non sono minimamente commisurate alla reale entità del pericolo che l’umanità sta attraversando. Stiamo semplicemente vivendo un’allucinazione collettiva originata attraverso un rituale da alcuni potenti maghi neri, per i fini che ho già chiarito negli articoli precedenti.

Dal momento che TUTTO ha una sua ragione di esistere dal punto di vista spirituale, le azioni messe in atto dal Lato Oscuro hanno lo scopo di tenere prigioniere di un’illusione le persone, ma al contempo non possono evitare di favorire – come effetto collaterale – il risveglio di chi è pronto per realizzarlo.

Salvatore Brizzi

CAVIE DI MASSA!

David Dees, Conspiratorial Artist

Era l’anno scorso quando la professoressa israeliana Nadera Shalhoub-Kevorkian rivelava che le autorità di occupazione israeliane rilasciano permessi a grandi aziende farmaceutiche per effettuare test su prigionieri palestinesi e arabi, come riportò Felesteen.ps.
La lettrice dell’Università Ebraica rivelò che società militari israeliane stavano testando armi su bambini palestinesi, svolgendo questi test nei quartieri palestinesi della Gerusalemme occupata.
Parlando alla Columbia University di New York, Shalhoub-Kevorkian ha dichiarato di aver raccolto i dati mentre stava conducendo un progetto di ricerca per l’Università Ebraica.

“Le aree palestinesi sono dei laboratori” – disse – “L’invenzione di prodotti e di servizi ad opera di società di sicurezza sponsorizzate dallo stato sono alimentate dai coprifuoco a lungo termine e dalla oppressione dei Palestinese da parte dell’esercito israeliano”.
Nel suo intervento, intitolato “Disturbing Spaces – Violent Technologies in Palestinian Jerusalem”, la professoressa aggiunse: “Controllano quali bombe usare, se bombe a gas o bombe odoranti. Se usare sacchi di plastica o sacchi di stoffa. Se picchiare con i fucili o prendere a calci con gli stivali”.
L’anno scorso infatti le autorità israeliane si sono rifiutate di consegnare il corpo di Fares Baroud, morto nelle prigioni israeliane dopo aver sofferto una serie di malattie. La sua famiglia teme possa essere stato utilizzato per tali test e Israele teme che questo possa essere rivelato attraverso indagini forensi.
Nel luglio 1997, il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth riferì che Dalia Itzik, presidente di una commissione parlamentare, dichiarò che il ministero della Sanità israeliano aveva concesso alle società farmaceutiche il permesso di testare i loro nuovi farmaci sui detenuti palestinesi, denunciando che erano già stati effettuati 5.000 test.

Robrecht Vanderbeeken, segretario culturale del sindacato ACOD belga, nell’agosto 2018 affermò che la popolazione della Striscia di Gaza “muore di fame, muore avvelenata e i bambini vengono rapiti e uccisi per i loro organi”.
Tale affermazione fece seguito alla precedente dichiarazione dell’ambasciatore palestinese alle Nazioni Unite Riyad Mansour, il quale aveva sostenuto che i corpi dei Palestinesi uccisi dalle forze di sicurezza israeliane “sono stati restituiti con cornee e altri organi mancanti, confermando ulteriormente le notizie a noi giunte sul prelievo di organi da parte della potenza occupante”.

Paragone con il Contenzioso di Kano.

Queste dichiarazioni ricordano un po’ ciò che la Pfizer fece in Nigeria, in quello che passò alla storia come il Contenzioso di Kano, in cui moltissimi bambini furono soggetti a sperimentazioni non autorizzate su un farmaco della stessa casa farmaceutica. Anche lì, la popolazione locale lo vide come un crimine razzista e coloniale attuato da una multinazionale e dai suoi “medici bianchi” che, da occidentali, si impossessavano, in chiave neocolonialista, della vita delle persone.
Significativo fu il servizio che fece Report su questo scandalo della Pfizer, facendo riflettere su come l’Africa, e tutti quei luoghi che vengono chiamati “Paesi del Terzo Mondo”, siano luoghi geografici di sperimentazioni del neoliberismo. In quella puntata vennero intervistate le vittime ed esponenti della popolazione che stavano mettendo anima e corpo in questa lotta di giustizia contro il colosso farmaceutico e fu impressionante come le stesse famiglie nigeriane ne leggessero un chiaro atteggiamento razzista che si concretizzava con “usano i neri tanto sono neri”.
Più interessante però è vedere come ancora oggi le case farmaceutiche, per la salute di alcuni distruggano quella di altri, attraverso una scienza che in verità è sempre più dipendente dall’accumulo capitalistico e si orienta attraverso dinamiche di classe e di razza molto ben definite. È la cosiddetta scienza capitalista, occidentale, suprematista e patriarcale di cui parla Vandana Shiva che ci invita a riflettere sui concetti di colonialità, decolonialità e scientificità di un sapere come universale, svelando la retorica del tecno-capitalismo come “il progresso e lo sviluppo” che, attraverso epistemi occidentali, porta con sé una forte visione colonizzante.

Rilanciare il boicottaggio delle case farmaceutiche israeliane.

Sicuramente il fatto che le case farmaceutiche israeliane sperimentino sui detenuti palestinesi crea un precedente per prendere totalmente le distanze da queste multinazionali che collaborano con il regime d’apartheid contro la popolazione palestinese, ma c’è di più.
Come risultato del Protocollo di Parigi, i farmaci venduti nel TPO, con l’eccezione di quelli fabbricati in loco, devono essere approvati in Israele. Al contrario, nonostante il carattere bilaterale del Pacchetto Doganale, i prodotti farmaceutici palestinesi non possono essere registrati in Israele per “motivi di sicurezza”. La “libera circolazione” delle merci, quindi, è unilaterale, da Israele al TPO, e gli standard sono fissati secondo gli interessi di Israele.
L’importazione di farmaci in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è consentita soltanto per i medicinali registrati in Israele ed implica che tutto il mercato arabo (tranne rari casi) sia inaccessibile alla popolazione e all’industria farmaceutica palestinese. Il mercato palestinese non è quindi in grado di mantenere relazioni di importazione o di esportazione con i suoi mercati più vicini e naturali. Altri importanti prodotti farmaceutici, cui è negato l’accesso nel TPO, sono i farmaci generici a basso prezzo prodotti in gran parte in India, Cina e negli Stati della ex-Unione Sovietica. Tale esclusione deriva dal fatto che i farmaci registrati in Israele sono principalmente importati dall’UE, Nord America e Australia. Questo vuol dire che le società israeliane e le multinazionali farmaceutiche beneficiano della situazione in diversi modi.
In primo luogo, tutte le aziende farmaceutiche israeliane, come Teva Pharmaceuticals, Perrigo Israele – ex Agis, Taro, Dexcel Pharma e Trima, hanno un facile accesso al mercato palestinese, senza grossi problemi alle dogane e ai checkpoint, come le operazioni di carico e scarico delle merci con cambio di camion ai posti di blocco. Inoltre, non devono apportare modifiche a nessuno dei loro prodotti per venderli nel Territorio Palestinese Occupato.

L’industria farmaceutica israeliana usa questa sua posizione privilegiata, dovuta all’aiuto del governo e alla occupazione militare del territorio palestinese, senza tuttavia ammetterlo. Nella sua relazione del 2009 sulla responsabilità sociale, la multinazionale Teva Pharmaceuticals ha dichiarato di aver aderito all’iniziativa globale per affermare i valori di responsabilità sociale e ambientale tra le imprese multinazionali. L’iniziativa comprende, tra le altre, un impegno in materia di diritti umani, commercio equo e rispettose condizioni di lavoro. Una grande operazione di brand e di marketing, dal momento che Teva è la leader dell’industria farmaceutica israeliana e il suo dispregio verso le problematiche relative all’occupazione militare della Palestina indicano il suo atteggiamento neocolonialista. Questo è quanto afferma il Movimento BDS, invitando al boicottaggio farmaceutico.

La poca trasparenza di Teva.

La multinazionale, che risiedere a Petah Tiqwa, colonia fondata nel 1878 da ebrei ortodossi del vecchio Yishuv che divenne un insediamento permanente nel 1883 con l’aiuto finanziario del barone Edmond de Rothschild, non spicca certo per trasparenza.
Secondo Public Citizen, nel biennio 2016-2017, la Teva ha ricevuto una multa da 519 milioni di dollari per aver corrotto medici e ospedali in Ucraina e Messico allo scopo di aumentare le vendite del Copaxone (glatiramer acetato) e altri farmaci.
Nel 2019, inoltre, scoppiò uno scandalo che coinvolse una ventina di società farmaceutiche che avrebbero fatto cartello per gonfiare, ingiustificatamente, i prezzi dei farmaci generici del 1000%. Tra i medicinali anche quelli prescritti per cancro e diabete, portando quaranta Stati Usa a fare causa. Una delle società accusate era proprio Teva Pharmaceuticals, il più grande produttore mondiale di farmaci generici, che ha respinto ogni addebito. L’azione legale, frutto di cinque anni di indagini, presentata dall’attorney general del Connecticut, William Tong, accusava le aziende farmaceutiche di essere coinvolte “in una delle più vergognose e dannose cospirazioni per la determinazione dei prezzi nella storia degli Stati Uniti”.
Nella causa erano citate 15 persone, accusate di aver supervisionato lo schema per fissare i prezzi giorno per giorno. “Abbiamo prove forti che mostrano come l’industria dei farmaci generici abbia perpetrato una frode multimiliardaria ai danni del popolo americano”, spiegò Tong.
“Abbiamo email, sms e telefonate registrate ed ex insider delle aziende con cui crediamo di poter provare una cospirazione pluriennale per stabilire i prezzi e dividere le quote di mercato per un grande numero di farmaci generici”, ha proseguito. L’indagine, ha aggiunto, rivela perché il costo della sanità e delle prescrizioni di farmaci è così alto negli Usa.

AUTORE

Lorenzo Poli

FONTE

Infopal.it

I VACCINI, OVVERO, PRODOTTI DI TERAPIA GENICA

Con la locuzione eugenetica nazista si indicano le politiche sociali razziste attuate dalla Germania nazista, aventi come fine il miglioramento della razza mediante l’eugenetica. In particolare essa era mirata a quanti furono identificati come «vite di nessun valore» (in tedesco unwertes Leben): «degenerati», ritardati e persone con difficoltà di apprendimento, malati mentali, ebrei, zingari ecc. A questi avrebbe dovuto essere impedito di riprodursi, in modo da non diffondere i propri geni all’interno della popolazione. Oltre 400.000 persone subirono la sterilizzazione coatta, e 70 000 furono uccise nel corso dell’Aktion T4.

Cari amici,

La Francia, che da mesi vive un incubo, si sta svegliando. In molte città del nostro Bel Paese, il popolo marcia per riconquistare la libertà, per chiedere il ritorno della democrazia. Come medico, specialista in malattie infettive ed essere stato presidente di numerosi enti o consigli di sanità pubblica, anche sui vaccini, misuro ogni giorno le incertezze che generano la paura e il crescente disordine dei nostri concittadini. Corro il rischio di essere nuovamente qualificato come “cospiratore” o meglio ancora come “rassicurante”, termini che designano coloro che criticano o sfidano il singolo pensiero. Finisco per essere orgoglioso di questi nomi, le mie parole che esprimono la verità non sono mai cambiate dall’inizio dell’epidemia. Ritengo quindi che sia mia responsabilità esprimermi anche oggi sull’intero aspetto medico del Covid-19 ed in particolare sul tema vaccino, ormai elemento centrale e quasi unico della politica di stato di salute.

Molti francesi sono stati ipnotizzati dalla politica della paura. Da settembre 2020 ci era stata raccontata una seconda terribile ondata di epidemia, peggiore della prima. Il ministro della Salute, il dottor Olivier Véran, il presidente del consiglio scientifico dell’Eliseo, il prof. Jean François Delfraissy, il direttore generale della sanità, il prof. Jérôme Salomon, l’Institut Pasteur hanno annunciato cifre catastrofiche con un aumento esponenziale del bilancio delle vittime. Gli ospedali dovevano essere saturati e sopraffatti. Anche il presidente della Repubblica, durante un recente discorso televisivo in cui si annunciava la riconferma, ha predetto non meno di 400.000 morti, che si aggiungono ai 200.000 stimati poco prima dal professor Arnaud Fontanet de Pasteur. Questi numeri irrealistici avevano un solo scopo, mantenere la paura per farci restare rinchiusi, saggiamente mascherati. Tuttavia, l’uso diffuso di maschere nella popolazione generale non ha alcun interesse scientificamente provato per arginare l’epidemia di SARS-CoV-2. L’uso di maschere dovrebbe essere mirato ai pazienti, al loro entourage (in particolare alle persone a rischio) e ai care-giver in contatto.

Ma l’epidemia sta regredendo e non ha portato ad alcuna apocalisse. Le dinamiche della curva hanno mostrato per settimane il profilo di un rimbalzo epidemico stagionale che si osserva con alcuni virus, una volta terminata l’onda epidemica. Ciò testimonia l’adattamento del virus all’uomo ed è anche un riflesso dell’immunità collettiva che progredisce nella popolazione e che ci protegge naturalmente. I ceppi di virus attualmente in circolazione hanno perso la loro virulenza. Le autorità non potranno dire che è merito del contenimento perché la tendenza al ribasso era iniziata anche prima della sua attuazione. Il declino dell’epidemia era addirittura iniziato, in alcune città, prima dell’introduzione del coprifuoco.

Sfortunatamente, ci sono ancora decessi che si verificano in persone molto anziane, persone molto obese o persone che soffrono di diabete grave, ipertensione grave, malattie cardiorespiratorie o renali che sono già paralizzanti. Queste persone a rischio sono perfettamente identificate. Le misure sanitarie dovrebbero quindi essere mirate a proteggerli, rilevarli e trattarli il più presto possibile dall’insorgenza dei sintomi con idrossiclorochina e azitromicina, la cui efficacia e sicurezza sono ampiamente confermate, se il trattamento viene somministrato. precocemente.

Molte morti avrebbero potuto essere evitate. Tuttavia, i medici generici e i geriatri sono stati dissuasi dal trattamento. In questo contesto, continuare a perseguitare i nostri figli dietro maschere inutili rimane incomprensibile.

Tutte queste misure sono fatte in modo che i francesi chiedano un vaccino. Qual è quindi il vantaggio di un vaccino generalizzato per una malattia la cui mortalità è prossima allo 0,05%? No. Questa vaccinazione di massa non è necessaria. Inoltre, i rischi della vaccinazione possono essere maggiori dei benefici.

La cosa più preoccupante è che molti paesi, tra cui la Francia, si dicono pronti a vaccinare nelle prossime settimane, mentre lo sviluppo e la valutazione di questi prodotti sono stati affrettati e nessun risultato l’efficacia o la pericolosità di questi vaccini non è stata finora pubblicata. Avevamo diritto solo ai comunicati stampa dei produttori industriali, consentendo alle loro azioni di salire sul mercato azionario.

La cosa peggiore è che i primi “vaccini” che ci vengono offerti non sono vaccini, ma prodotti di terapia genica. Inietteremo acidi nucleici che causeranno la produzione di parti del virus da parte delle nostre stesse cellule. Non conosciamo assolutamente le conseguenze di questa iniezione, perché è la prima nell’uomo. E se le cellule di alcuni “vaccinati” producessero troppi elementi virali, provocando reazioni incontrollabili nel nostro corpo? Le prime terapie geniche saranno con l’RNA, ma ci sono progetti con il DNA. Normalmente, nelle nostre cellule, il messaggio viene inviato dal DNA all’RNA, ma in determinate circostanze è possibile il contrario, soprattutto perché le nostre cellule umane contengono sin dall’alba dei tempi i cosiddetti retrovirus “endogeni” integrati in il DNA dei nostri cromosomi. Questi retrovirus “addomesticati” che ci abitano sono generalmente innocui (a differenza dell’HIV, del retrovirus dell’AIDS per esempio), ma possono produrre un enzima, la trascrittasi inversa, in grado di trascrivere all’indietro, dall’RNA al DNA. Quindi un RNA estraneo al nostro corpo e somministrato per iniezione potrebbe codificare il DNA, altrettanto estraneo, che può quindi integrarsi nei nostri cromosomi. C’è quindi un rischio reale di trasformare i nostri geni in modo permanente. C’è anche la possibilità, modificando gli acidi nucleici delle nostre uova o sperma, di trasmettere queste modificazioni genetiche ai nostri figli. Le persone che promuovono queste terapie geniche, falsamente chiamate “vaccini” sono apprendisti stregoni e prendono i francesi e più in generale i cittadini del mondo, per porcellini d’India. Non vogliamo diventare, come i pomodori transgenici o il mais, OGM (organismi geneticamente modificati). Un funzionario medico di una delle case farmaceutiche produttrici ha affermato nei giorni scorsi di sperare in un effetto di protezione personale, ma che non si dovrebbe sperare troppo in un impatto sulla trasmissione del virus, quindi sulle dinamiche dell’epidemia. Questa è davvero un’ammissione mascherata: non si tratta di un vaccino. Una vergogna.

Sono tanto più inorridito perché sono sempre stato a favore dei vaccini e ho presieduto per anni gli organismi che formulano la politica sui vaccini. Oggi dobbiamo dire basta a questo piano estremamente preoccupante. Louis Pasteur si sta rivoltando nella tomba.

La scienza, l’etica medica e soprattutto il buon senso devono prendere il sopravvento.

Christian PERRONNE

Capo del dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’ospedale di Garches-92 (Francia)

ARTICOLO ORIGINALE

https://jdmichel.blog.tdg.ch/archive/2020/12/01/vaccin-contre-le-covid-la-mise-en-garde-du-pr-perronne-311131.html

L’AYAHUASCA E LA SALUTE PLANETARIA – di Matteo Politi

Figura 1 – Il Centro internazionale per l’educazione, la ricerca e il servizio etnobotanico (ICEERS) è un’organizzazione senza scopo di lucro (NPO), con sede a Barcellona, Catalogna (Spagna).

Negli ultimi anni la bevanda amazzonica conosciuta come Ayahuasca è diventata sempre più popolare nella società occidentale anche in virtù delle recenti ricerche medico-scientifiche. Per molti Nordamericani ed Europei che appartengono alla vecchia generazione che ha sperimentato l’Ayahuasca, questa può essere considerata una buona notizia che genera una sorta di sollievo.

Questa vecchia guardia ha dovuto assistere per decenni alla diffusione di stereotipi falsi e negativi attraverso i mezzi d’informazione, mentre oggigiorno la società dominante diffonde regolarmente informazioni sui benefici medici di questo rimedio naturale. Sebbene queste informazioni stiano aiutando ad emancipare il consumo di Ayahuasca, ci sono anche seri pericoli legati all’adattamento di questa pozione ai canoni del pensiero scientifico e dei sistemi medici occidentali.

L’Ayahuasca corre il rischio di essere fatta entrare con la forza nella categoria di “medicina basata sull’evidenza” – scientificamente standardizzata per garantirne la qualità, sicurezza ed efficacia – e di essere dunque vista attraverso il microscopio occidentale, con poca o nessuna considerazione per la conoscenza indigena che sta dietro a questo antico rimedio amazzonico a base di erbe.

A me risulta chiaro che questo approccio può generare effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente e può diluire il grande potenziale di
questa medicina. Da chimico farmaceutico con più di 20 anni di ricerca sulle piante medicinali e più recentemente anche sugli usi terapeutici dell’Ayahuasca nella regione di San Martin nell’Amazzonia peruviana, suggerisco che possiamo trarre grandi benefici dal pensare all’Ayahuasca al di là del paradigma medico convenzionale.

È tempo di prendere sul serio le affermazioni dei saggi indigeni e di altri che riconoscono la senzienza della vita vegetale e il profondo legame che esiste tra gli esseri umani ed il mondo naturale. Una soluzione chiave per l’attuale crisi planetaria che stiamo vivendo deve comportare per forza di cose la protezione e l’integrazione delle conoscenze indigene. Ciò può aiutarci a capire come la nostra guarigione personale attraverso il consumo di Ayahuasca sia anche una sorta di guarigione planetaria.

Di seguito presento diverse ragioni per cui l’Ayahuasca dovrebbe essere trattata molto più che come una semplice “medicina” per uso personale.

Cosa c’è nell’Ayahuasca?

Per qualsiasi medicina a base di piante sviluppata nell’ambito scientifico, la standardizzazione dei parametri di qualità, che di conseguenza influiscono sulla sua sicurezza ed efficacia, deve innanzitutto garantire la corretta identificazione del materiale vegetale utilizzato per elaborare il prodotto finale.

Tuttavia, se esaminiamo i rapporti etnografici che parlano del preparato Ayahuasca, oltre alle due specie vegetali di base utilizzate nella miscela, che sono Banisteriopsis caapi e Psychotria viridisesistono in realtà dozzine di piante che vengono comunemente aggiunte a questa miscela base; il risultato rimane comunque una bevanda che continua ad essere chiamata Ayahuasca. Anche Dennis McKenna ha recentemente affermato: “Praticamente ogni sciamano ha la propria pozione“. Dunque, a cosa ci riferiamo quando parliamo di Ayahuasca?

Va inoltre ricordato che il termine Ayahuasca è solo uno dei tanti nomi usati nella giungla amazzonica per definire qualcosa che in realtà è abbastanza difficile da definire. In questa fase, quindi, possiamo affermare che il primo passo verso lo sviluppo di una medicina basata sull’evidenza a partire dell’Ayahuasca si basa in realtà su di una supposizione: l’Ayahuasca definita come la combinazione tra la liana B. caapi e le foglie dell’arbusto P. viridis è solo una semplificazione.

Ciò dimostra che rischiamo di iniziare a sviluppare un nuovo farmaco senza una conoscenza approfondita della medicina vegetale originale, e questo dovrebbe essere motivo di preoccupazione.

Come viene preparata l’Ayahuasca?

Uno dei primi rapporti che descrivono la preparazione dell’Ayahuasca, risalente al 1972, indica dati come la quantità e parte utilizzata della pianta, la quantità di acqua ed il tempo di cottura. In questo modo, gli autori hanno descritto un processo simile alla preparazione di una tazza di tè, o meglio un decotto.

Seguendo questa descrizione, ulteriori studi si sono concentrati sulla valutazione di come la quantità e le parti utilizzate della pianta incidano sulla qualità del prodotto finale. È interessante notare che campioni di piante prelevate da ambienti diversi e in momenti diversi della giornata hanno mostrato di possedere quantità diverse dei principali alcaloidi considerati responsabili dell’attività biologica generale del rimedio, ovvero DMT e beta-Carboline.

Un altro studio si è dedicato alla valutazione dell’effetto del tempo di cottura registrando differenze significative nelle quantità relative di alcaloidi. Questi risultati sono tutte informazioni utili, ma pongono ulteriori domande a cui potrebbe essere difficile rispondere: qual è lo standard di riferimento da considerare per l’Ayahuasca? Si tratta del prodotto che contiene la maggior quantità di questi alcaloidi? Chi lo decide e perché? Quale è il ruolo dei molti altri fito-composti estratti da entrambe le piante?

Se valutiamo un prodotto a base di piante medicinali di uso tradizionale basandoci su questa prospettiva chimica, non abbiamo alcuno
standard a cui fare riferimento. Da questa prospettiva, l’Ayahuasca, così come ogni altro rimedio erboristico, diventa una miscela di sostanze chimiche, ma nessuno può dire quale sia la miscela giusta.

Inoltre, i chimici che si dedicano a creare prodotti di sintesi potrebbero facilmente preparare una nuova pillola utilizzando questi alcaloidi senza la necessità di affrontare la complessità di una miscela naturale. Se questo è il credo della scienza moderna, perché non farlo?

Figura 2 – Come ci insegna la conoscenza indigena, l’Ayahuasca è molto più della somma della vite e delle foglie.

Nella giungla amazzonica, gruppi etnici diversi posseggono ricette diverse per preparare l’Ayahuasca. Gli scienziati, tuttavia, per preparare una buona medicina fanno affidamento sulla necessità di standardizzare un solo metodo di elaborazione. Essi devono standardizzare chimicamente un estratto di Ayahuasca per valutarne l’attività biologica, perché per loro il concetto di principi attivi è legato al contenuto di sostanze chimiche.

Osservando l’Ayahuasca da questa prospettiva, rientriamo in pieno all’interno dell’attuale paradigma biomedico e scientifico dominante e tutto sembra molto chiaro e semplice. Tornando al lavoro di osservazione sul campo, tuttavia, ci rendiamo conto che esistono molti altri passaggi legati alla preparazione dell’Ayahuasca.

Tali passaggi, dal punto di vista locale, sono considerati rilevanti per la qualità, la sicurezza e l’efficacia di questa medicina. Dovremmo continuare a considerare le popolazioni indigene come culture primitive o potrebbe essere utile prestare attenzione a quelle che loro ritengono essere le “migliori pratiche”per la produzione di medicinali a base di erbe?

Riconsiderando la magia della giungla

Il mantra del metodo moderno per lo sviluppo di farmaci a base di erbe può essere riassunto nella frase “Standardizzare i materiali vegetali e i metodi di lavorazione per produrre medicinali standardizzati“. Tutto molto chiaro e semplice; forse fin troppo semplice! Ciò può risultare vantaggioso forse solo per una società standardizzata, un’impostazione sociale che però non solo mette a rischio la biodiversità culturale, ma che tende al pensiero unico, cosa che dovremmo saggiamente ripudiare.

Tornando sul campo in Amazzonia per osservare come la gente del luogo elabora questo famoso preparato, ci rendiamo conto che la preparazione include molte procedure strane, così strane che nella maggior parte dei casi non riusciamo a capire che cosa stiano facendo. Di solito ci riferiamo a queste pratiche come rituali o magia.

Tuttavia, noi farmaceutici non siamo preti, sciamani o maghi. Siamo solo farmaceutici e, dal nostro punto di vista, ogni passo verso la preparazione di un medicinale deve essere considerato come parte di una ricetta farmaceutica. Questo sarebbe un approccio veramente etno-farmaceutico e come scienziato mi sento obbligato a prendere nota di tutte le procedure eseguite dai guaritori amazzonici durante la preparazione dell’Ayahuasca, siano esse comprensibili o meno.

Osserviamo dunque che i guaritori digiunano prima della raccolta delle piante e soffiano fumo di tabacco sulla pianta e persino nella pozione di Ayahuasca una volta pronta per essere servita. Inoltre, intonano canti sacri chiamati icaros ed evitano di usare profumi e di avere relazioni sessuali nei giorni della preparazione della pozione. Chiamano persino la pianta con il suo nome, chiedendole aiuto per preparare una buona medicina.

Secondo la tradizione, il principio attivo è da riferirsi al grado di relazione tra la persona che sta preparando e somministrando la pianta e la pianta stessa.

A questo proposito, viene da dire che può essere utile conoscere il nome di un essere vivente, se l’aiuto di quell’essere viene ritenuto necessario. Gli animali domestici rispondono quando sono chiamati per nome, quindi non si tratta di parlare lingue specifiche. È possibile che avvenga qualcosa di simile anche per il regno vegetale?

Recenti scoperte scientifiche attirano l’attenzione sulla bioacustica delle piante come campo emergente per comprendere la comunicazione tra vegetali e su come ciò possa anche essere correlato alle tradizionali pratiche erboristiche di “chiamare gli spiriti della pianta” come di solito viene descritta questo tipo di performance sciamanica.

Figura 3 – “Natura mistica” di Brian Gaynor. Secondo la conoscenza indigena, le piante sono esseri senzienti: possono percepire e comunicare.

I passi da seguire che i locali considerano rilevanti per preparare una medicina di buona qualità possono essere piuttosto importanti e un giorno potrebbero persino diventare scientificamente comprensibili. Descrivere il metodo di elaborazione dell’Ayahuasca come la preparazione di una semplice tazza di tè implica un’ulteriore supposizione che riguarda il secondo passo verso lo sviluppo di una medicina basata sull’evidenza scientifica.

Prendere le distanze dagli usi consolidati e tradizionali di questo tipo di medicine vegetali potrebbe non solo limitare la comprensione del potenziale complessivo di questo rimedio, ma anche generare nuove preoccupazioni, soprattutto in termini di sicurezza, non solo per l’uomo ma anche per l’ambiente.

Modificare le procedure tradizionalmente utilizzate per preparare una medicina a base di erbe potrebbe essere rischioso e dovrebbe essere valutato attentamente. Ponendoci in una prospettiva più ampia, possiamo riflettere su come l’aver sradicato piante come il tabacco e la coca del loro uso tradizionale per adattarle alle esigenze della società occidentale abbia portato a un uso meno sicuro di queste piante.

Considerando questi esempi, potrebbe essere saggio cambiare il nostro modo di appropriarci di queste piante medicinali e sacre verso una
forma culturalmente più sensibile. Seguendo l’approccio indigeno, e dunque prendendo nota dell’intero metodo di preparazione dell’Ayahuasca, la conclusione è che, secondo la tradizione, il principio attivo è da riferirsi al grado di relazione tra la persona che sta preparando e somministrando la pianta e la pianta stessa. Nel contesto scientifico, tuttavia, il principio attivo è legato al solo contenuto di sostanze chimiche. Tale conclusione innesca ulteriori considerazioni.

L’Ayahuasca potrebbe aiutare la relazione uomo-ambiente?

Arrivati a questo punto, abbiamo una grande decisione da prendere. Consideriamo la pianta come una scatola piena di sostanze chimiche o come un organismo vivente? È importante decidere, perché se pensiamo che una pianta sia una risorsa di sostanze chimiche, consideriamo la nostra salute come il risultato d’interazioni biochimiche del nostro corpo-macchina. Ma se la consideriamo un essere vivente, noi stessi per primi torniamo a donare un’anima al nostro corpo, e potremmo persino accettare la possibilità di interagire col regno vegetale considerato dunque animato e vivo, un concetto ben noto e comune nelle culture indigene.

Ma se proviamo a interpretare la fitoterapia amazzonica seguendo il nostro approccio di standardizzazione da laboratorio, in realtà stiamo tralasciando gran parte delle conoscenze tradizionali relative alla ricetta e, più in generale, su come gestire le risorse naturali. Rischiamo anche di perdere per strada certo potenziale terapeutico dell’Ayahuasca. Se il principio attivo viene misurato in termini di relazione, questa grande medicina potrebbe essere estremamente utile per ripristinare la relazione uomo-ambiente, ed è per questo che l’Ayahuasca potrebbe diventare una medicina utile per la salute planetaria, non solo per le malattie umane.

Figura 4 – L’attività dell’Ayahuasca non si trova solamente all’interno delle sue molecole.

In Europa, abbiamo applicato per secoli un approccio di standardizzazione alla nostra amata liana psicoattiva, la vite, e questo ha portato a monocolture dappertutto. È qui che vogliamo arrivare sviluppando una medicina di Ayahuasca basata sull’evidenza della scienza dominante? Spero davvero di no. Non voglio vedere enormi piantagioni con filari di Ayahuasca piantati nel mezzo della giungla per una produzione massiva, magari per curare gli stati d’ansia e le depressioni dilaganti nella cultura moderna dominante, probabilmente sempre più psicolabile proprio in virtù di pensieri unici, disconnessioni col vivente, disastri ambientali.

Contrariamente alla tendenza attuale, sogno un mondo con più biodiversità e con società multiculturali, e probabilmente l’unico modo per arrivarci è attraverso relazioni sane tra l’uomo e la natura. Stabilire un contatto positivo con gli altri esseri che vivono intorno a noi è molto rilevante per la salute in generale, così come, probabilmente, per riacquistare la consapevolezza di essere circondati dal sacro in natura. Ciò può essere raggiunto attraverso i sentimenti, tralasciando il pensiero razionale e la costante pianificazione di nuove norme magari sull’ambiente ma partorite in uffici asettici.

Spesso l’esperienza dell’Ayahuasca ci porta ad aprire il cuore e a lasciare da parte il nostro lato razionale, attraverso l’alterazione dello stato ordinario di coscienza. Questo può aiutarci a percepire e riconoscere la sacralità della vita sulla Terra e a riconoscere che quando nutriamo dei sentimenti per altri esseri viventi, tendiamo a prenderci cura di loro e persino a combattere per proteggerli. Il monoteismo tende a identificare la sacralità da qualche parte lontano nel cielo, mentre all’interno delle culture animiste il sacro si trova principalmente sulla Terra, e questo è probabilmente il modo in cui gli indigeni da sempre agiscono per preservare l’ambiente e vivere in equilibrio con esso.

Nella società moderna, la nostra connessione sensoriale ed affettiva con la natura è stata drasticamente ridotta, con la conseguenza che tutto ciò che ci circonda ci sembra una risorsa inanimata, e la distruzione e lo sfruttamento sono moralmente più semplici e quindi ampiamente diffusi.

Per decenni gli scienziati hanno pubblicato prove riguardo il cambiamento climatico e l’importanza della biodiversità. Nonostante ciò, ogni giorno che passa la foresta pluviale amazzonica, e purtroppo non solo, viene disboscata sempre più, e questo è un chiaro caso in cui un approccio basato sull’evidenza scientifica semplicemente non sta raggiungendo il suo obiettivo.

In realtà, questo approccio scientifico tende ad oggettivare animali, piante e altri esseri naturali, e così facendo ostacola la nostra capacità di creare una connessione con il mondo vivente non umano. Pertanto, è improbabile che lo stato di consapevolezza e della realtà che questo costruisce susciti facilmente reazioni radicali per fermare la deforestazione o altre catastrofi ambientali.

Figura 5 – Ci stiamo allontanando dalla nostra terra natale e la stiamo distruggendo per alimentare ulteriormente la separazione.

Dunque, perché dovremmo applicare un approccio basato sull’evidenza della scienza attuale per integrare la medicina Ayahuasca nel contesto moderno? Nel processo di sviluppo di nuovi farmaci a base di erbe medicinali di uso tradizionale, anziché seguire le direttive
dell’Organizzazione internazionale per la Standardizzazione (ISO), dovremmo ascoltare la voce della giungla e delle culture indigene e prendere esempio dalle loro pratiche ancestrali.

Nell’avvicinarsi alla conoscenza tradizionale, molti scienziati sono come adolescenti che si ribellano alla saggezza degli anziani. La scienza moderna è una tradizione giovane che si approccia a una più antica. A volte, tuttavia, capita che l’adolescente, una volta cresciuto, inizi
ad apprezzare tale saggezza, e che quindi riesca a calmare il fuoco ribelle che lo pervade e decida di sedersi di fianco agli anziani per iniziare ad ascoltare la storia della vita. Per la salute umana e planetaria, spero di assistere a questo momento, che credo costituirebbe un vero punto di svolta nella storia.

Approccio post-materialistico per una nuova farmacia verde

Penso che l’Ayahuasca possa apportare a tutti noi qualcosa di nuovo e non mi riferisco a nuove molecole. La strategia generale della ricerca scientifica di andare a caccia di nuovi composti chimici in una pianta medicinale, quando siamo effettivamente di fronte a organismi viventi in grado di trasmetterci conoscenza, suona proprio come una sorta di “farmaceutica vecchio stile”.

Possiamo imparare molto di più dall’eredità culturale amazzonica che predica l’accesso alla conoscenza attraverso una relazione con le piante, e questo non vale solo per l’Ayahuasca. Molte altre piante medicinali dell’Amazzonia possono davvero insegnarci qualcosa. Il concetto di pianta come maestro è presente nella letteratura scientifica almeno dagli anni ’80, grazie al lavoro dell’antropologo Luis Eduardo Luna. Più recentemente, anche Jeremy Narby ha dato il suo bellissimo contributo sul tema dell’Ayahuasca e dell’intelligenza della natura.

Oggi ci sono persino biologi come Stefano Mancuso e Monica Gagliano che parlano di neurobiologia e intelligenza delle piante. Sembra che la dimensione animista delle culture tradizionali e il modo scientifico moderno di interpretare alcuni dati di laboratorio stiano raggiungendo un punto di accordo.

Quindi, anche noi, in quanto esseri umani, se fossimo veramente intelligenti come supponiamo, dovremmo essere in grado di comprendere la rilevanza che può avere imparare a dialogare ed entrare in contatto con gli esseri non-umani, con altri esseri che vivono con noi su questo
pianeta. Qui vale la pena considerare l’etimologia della parola “ecologia”, che può essere intesa come “discorso sull’ambiente”.

Da questa prospettiva, non sarebbe utile discutere con gli esseri non-umani come gestire la nostra casa comune che chiamiamo natura? Inoltre, questo potrebbe davvero rappresentare un nuovo approccio da esplorare nell’ambito della fitoterapia: non andare alla ricerca di prodotti chimici, ma di amici. Questi amici potrebbero insegnarci il modo corretto di preparare e usare i rimedi erboristici, come affermano da secoli molte culture indigene in tutto il mondo, sebbene generalmente ignorate dalla scienza; e forse potremmo persino imparare qualcosa di utile su come agire in favore dell’ambiente e su come migliorare le nostre strategie di sviluppo sostenibile.

Dovremmo almeno essere aperti a considerare queste possibilità, investendo in nuovi piani di ricerca piuttosto che andare avanti in maniera ostinata con l’attuale paradigma scientifico basato interamente su prove materialistiche, almeno per quanto riguarda temi come il cambiamento climatico e la protezione della biodiversità.

Nuovi approcci in antropologia ed etnografia incentrati sulle relazioni multi-specie stanno aprendo strade utili verso una migliore comprensione della rilevanza della dimensione extra-umana. Speriamo che ciò possa avere un impatto anche sulle future scienze farmaceutiche, fitochimiche e ambientali.

Un cambio di paradigma verso un mondo post-materialista dovrebbe essere alla portata della prossima generazione di scienziati ispirati dalle tradizioni di tutto il mondo. Questa è una delle ragioni per cui mi sento onorato di lavorare in collaborazione con il Centro Takiwasi per la ricerca sulle medicine tradizionali situato in Perù, una porta d’entrata ideale per i ricercatori che vogliono avvicinarsi alle tradizioni mediche della selva amazzonica.

Articolo originale

https://kahpi.net/ayahuasca-planetary-health/

Biografia dell’autore

Matteo Politi, ha un dottorato in chimica dei prodotti naturali ed una specializzazione in naturopatia. È il direttore della ricerca presso il Centro Takiwasi in Perù e ricercatore associato presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Chieti-Pescara in Italia. Possiede oltre 20 anni di esperienza multidisciplinare in fitoterapia.

Traduzione a cura del sito Ayahuasca Info.it

COVID ED EUTANASIA “PASSIVA” – L’UTILIZZO CRIMINALE DEL RIVOTRIL (di Maurizio Blondet)

La  voce correva da mesi nell’ambiente  medico francese. Le Monde aveva scritto un pezzo per dire che erano senza fondamento, falsi, intox. Adesso appare un titolo dove un sanitario dice: “Hanno osato chiederci di fare la puntura ai nostri pazienti  per farli  partire più presto”.  E’ avvenuto nelle case di riposo per  non autosufficienti (EPHAD in Francia, come da noi RSA). E lo conferma sul canale France 3 la trasmissione del 18 novembre alle 21:05 l’indagine “Covid-19: cosa sta realmente succedendo nelle case di cura?” Il sito del canale dedica a detta indagine un articolo e un video il cui argomento principale risulta essere il famigerato  “Decreto Rivotril” del 29 marzo e le sue conseguenze sia per i sanitari  che per i loro pazienti.

Il Rivotril in forma iniettabile è letale per i pazienti in insufficienza respiratoria. Il governo ha autorizzato l’uso del RIvotril,  con quel decreto, con la motivazione che mancava lo Hypnovel, che era necessario per le cure palliative  di fine vita; si dovevano tener lontani quei vecchi dai reparti di terapia intensiva….

“Nel pieno della prima ondata dell’epidemia di Covid-19, nella primavera del 2020, il governo ha autorizzato l’uso di farmaci palliativi che di solito sono vietati“, dice ora  il reportage su France 3,. Il programma si chiama “Prove a carico” (Pièces à Conviction),  ed  ha raccolto testimonianze di operatori sanitari indignati per questa decisione. “Quando abbiamo ricevuto queste direttive, siamo rimasti sbigottiti, dice Sandra Rotureau, dirigente sanitaria.  “Quando una persona anziana non viene ricoverata [per mancanza di letti] e allora ciò che gli viene offerto è la sedazione non appena avrà difficoltà respiratoria … la mia prima reazione è ricorda: “Come, ci viene chiesto di eseguire l’eutanasia passiva con i nostri residenti “. Si noti il fraseggio. “Eutanasia” è quando il paziente chiese di essere aiutato a  morire, in modo attivo. “Eutanasia passiva” non esiste. Si chiama omicidio.

In un’altra residenza pubblica non identificata, una dottoressa di EPHAD col volto coperto, confessa  “una sensazione di orrore”. “Non mi è  permesso di prescrivere qualcosa che curerebbe le persone [allude alla idrossiclorochina]  se ne fossero affette”,   ma mi è consentito  “di farle andare via … in dolcezza”.

“Abbiamo accorciato le sofferenze delle persone.? Io la chiamo eutanasia, continua, estremamente turbata. Che abbiamo osato chiederci di pungere i nostri pazienti per farli partire più velocemente, è insopportabile.

Si è anche scoperto che i medici che lavoravano per gli EHPAD  hanno fatto in modo  che  fossero le infermiere iniettare  la micidiale siringa,  caricandole così di un senso di colpa che non avrebbe dovuto pesare su loro.  Risulta da un’udienza  della commissione d’inchiesta dell’Assemblea Nazionale .

Bassezza e viltà. E silenzio complice, omertà  dei media  mentre i numeri dei decessi nelle case di riposo assistite aumentavano vertiginosamente grazie al decreto Rivotril. “Alcuni curanti hanno detto di aver solo alleviato  i malati ma  tacciono che sul  certificato di morte hanno potuto scrivere “causa del decesso: Covid”  senza alcuna prova o test”,  mandando anche gli eutanasizzati passivi a rimpolpare il numero dei morti per Covid, che anche in Francia  rende agli ospedali, anche se non i 2 mila euro al giorno dell’Italia.

Covid: atteggiamenti criminali?”, chiede ad alta voce  su una rivista del settore Gérard Maudrux,  chirurgo urologo, a raccconta come la sua famiglia (tutti nel settore ospedaliero) ci siano stati malati di Covid,  abbastanza gravi, e come terapia unica  consigliata  dalle autorità: “Paracetamolo. L’uso di antibiotici espressamente sconsigliato. Per i miei primi trenta pazienti così trattati ho avuto  3 problemi: un decesso a casa, fibrillazione atriale  il secondo e un ricovero di tre settimane di rianimazione  il terzo”.  Poi, studiando,  il dottore  scopre su un journal australiano gli effetti dell’Ivermectina (un anti-elmintico!)  “che conosco bene  per il  trattamento di due focolai di scabbia  in casa di riposo; i  risultati a 48 ore sono sbalorditivi , la scomparsa dei segni clinici per tutti. Troppo felice di condividere questi risultati credo di star  facendo un favore, ne parlo, il che mi è valso severe critiche da parte dei colleghi e di un farmacista. E l’avvertimento dell’Ordine”..

E  cita “i colleghi di StopCovid19,  che hanno raccolto più di 700 casi trattati  [con clorochina e antibiotico] e che non pubblicano a causa delle minacce ricevute. Non dimentichiamo che al 19 aprile, contro il Covid, 100.000 pazienti avevano ricevuto Azitromicina, 41.000 Clorochina e 10.000 entrambe (fonte Assurance Maladie).  Quante vite salvate? Quanti ricoveri evitati? L’osservazione sul campo ha ancora qualche valore?”.

Un altro medico  parla  di Morte su Prescrizione . E scrive: “In  altri tempi  sarebbero state  procedure legali stabilite  e alla giustizia penale  ci si sarebbe rivolti  per decidere  sulla eventuale natura criminale del decreto Rivotril, adottato in contraddizione con tutti i testi e la giurisprudenza in materia di fine vita  “Oggi, il virus ha le spalle larghe per addossargli  atti ingiustificabili e instillare paura e ansia diffuse per instaurare una dittatura che i nostri plutocrati invocano da anni”; e esibisce il numero di fiale di Rivotril (“rimborsato dal servizio sanitario”, precisa)  enormemente aumentato durante la “pandemia”, e in relazione diretta con la super-mortalità nelle case di riposo in quelle settimane”.

Tribunali cui è inutile rivolgersi per denunciare  questi crimini e questa impostura, paracetamolo come unica terapia “consigliata”  dai comitati tecnico-scientifici,  minacce a medici che scoprono i rimedi efficaci, divieto dell’idrossiclorochina. E invece Rivotril in fiale per l’iniezione letale. E’ impressionante   scoprire che le direttive sono identiche in Italia come in Francia.

Ma ancora di più, vedere  con quanta rapidità la dittatura della plutocrazia totale sia scesa, nel suo Great Reset, al livello che ci è stato insegnato da 50 anni a considerare come il male assoluto:  l’attitudine genocida del Nazismo,  l’eutanasia delle bocche inutili su grande scala, l’iniezione letale per decreto, l’asservimento volontario dei giudici  e  la totale omertà  dei media in quello che si profila il più gigantesco crimine contro l’umanità mai attuato.  Decenni di lezioni scolastiche moralistiche, documentari sulla Shoah, giornate della memoria ossessivamente ripetute, visite delle scolaresche ad Auschwitz,  inviti alla vigilanza: attenti che non torni il Nazismo!  Vegliate! Eccolo qua, e i telegiornali chiamano “negazionisti”  le folle che in tutta Europa si ribellano alla schiavitù e a queste indicibile barbarie, manifestando e scontrandosi con la loro polizia.

ARTICOLO ORIGINALE

SEGUIAMO LA SCIA – di Rosario Marcianò

E’ un panorama avvilente, poiché anche i pochi che hanno capito in realtà hanno capito ben poco. Continuano a “ragionare” secondo i preconcetti del “pensiero” unico dominante, anche quando credono di adoperare il discernimento. Ad esempio, seguitano a considerare i numeri che i media di regime propalano come se fossero numeri reali, un tot di positivi, un tot di asintomatici, un tot di malati, un tot di decessi…

Semmai obiettano che asintomatico non è sinonimo di contagioso e sostengono che la crescente quota di positivi è legata ad un incremento nel numero dei tamponi. Non centrano il bersaglio. Non hanno compreso che questo turbinio di cifre è creato da un’”intelligenza” artificiale e che i numeri (in particolare il 9, il numero 11, il 6, il 2, il numero 8), sia isolati sia come somme, adombrano valori simbolici, rispondono ad esigenze, per così dire, occulte. Sono cabale! I tamponi: è evidente che non servono ad identificare un presunto coronavirus [1] correlato alla presunta patologia tanto strombazzata. Semmai sono finalizzati ad individuare precisi corredi cromosomici, connessi a particolari linee di sangue, ascendenze, ai gruppi umani con l’RH negativo. Sappiamo che la cricca tecnocratica è ossessionata dal DNA, dalle manipolazioni genetiche: le stesse vaccinazioni non mirano certo a “proteggere” da certi patogeni, ma a ricombinare il DNA e l’RNA, una volta riconosciuti certi marcatori genetici, appunto con i tamponi e con gli esami sierologici. Oggi tutti, tanto gli “esperti” quanto i profani, disquisiscono di virus e di tamponi.

Rammentiamo che non si è ancora trovato l’accordo all’interno della comunità scientifica (senza dimenticare che molti “scienziati” sono maghi neri) su che cosa sia davvero un virus: qualcuno ritiene sia un “organismo” ai confini della vita, qualcun altro reputa sia una nanostruttura del tutto artificiale, altri pensa coincida con un esosoma, ossia un complesso multiproteico presente nelle cellule che, al termine del processo di trascrizione, ha il compito di eliminare gli mRNA usati, ottenendone nucleotidi da riciclare per formare nuovo mRNA. Forse hanno ragione e torto un po’ tutti, giacché interrogarsi su che cosa sia un virus è come chiedersi quale sia il confine tra organico ed inorganico, quale sia l’origine della vita, domande cui nessuno ha fino ad oggi fornito risposte esaurienti e definitive, mentre sono state formulate ipotesi più o meno plausibili, come su altre questioni fondamentali.

Che pensare dunque della situazione attuale? Che, se vogliamo scoprire indizi, se intendiamo raccogliere qualche tessera per comporre un mosaico pur sempre parziale, bisogna convincersi di ciò: per comprendere l’attualità, bisogna esplorare l’antichità. Leggiamo o rileggiamo la Bibbia e, più in generale, i testi antichi, le opere della Tradizione: vi enucleeremo interessanti cenni al sangue, alle stirpi, al nesso tra etnie e potere, tra lingue e gruppi sanguigni (si pensi ai Baschi presso cui l’RH negativo tocca il 30-35 per cento ). Leggiamo saggi di autori pionieristici. Leggiamo o rileggiamo il Libro di Enoch, non a caso espunto dalla Bibbia ebraica e da quella cristiana, eccezion fatta per le chiese monofisite che annoverano Enoch fra i canonici.

Ripensiamo alla geoingegneria clandestina, in particolare al suo versante biotecnologico e genetico, alla smart dust che, come gli “antidoti” ricombinanti, quelli di nuova generazione, crea un’interfaccia tra biologico e sintetico. Ripensiamo al Morgellons, la sindrome provocata dalle nanostrutture diffuse con le chemtrails, nanostrutture che interagiscono con particolari frequenze elettromagnetiche. Consideriamo gli scopi del Transumanesimo, il cross over tra naturale ed artificiale, obiettivo dichiarato, ad esempio, di uno psicopatico e megalomane come Elon Musk. Allora potremo intuire gli aspetti salienti dell’agenda mondialista.

E’ evidente che le prossime vaccinazioni, obbligatorie o comunque preclusive dell’accesso ad una serie di servizi, sono finalizzate a distinguere l’umanità in gruppi con peculiari caratteristiche genetiche: in modo da eliminarne alcuni e preservarne altri oppure per meri fini conoscitivi, in vista poi di altre azioni? Non lo sappiamo, ma sappiamo che non basta seguire la “scia di denaro” per gettare un po’ di luce su certi piani segreti delle “élites” criminali: oggigiorno è necessario seguire la… “scia di sangue”.

[1] Non esiste alcun test contro il Coronavirus. La PCR è un metodo di amplificazione del DNA in vitro, messo a punto dal biochimico Kary Mullis nel 1992 e per cui è stato insignito del Nobel! Lo stesso Mullis ha sostenuto a più riprese che la PCR Polymerase Chain Reaction NON può essere stata pensata né adoperata come test diagnostico. Oltretutto la tipologia precisa di Coronavirus implicata nella presunta “pandemia” non è ancora stata isolata (e dubitiamo che ciò avverrà mai, come del resto è già tristemente successo per la correlazione tra HIV e sindrome da immunodeficienza acquisita), quindi a che cosa punterebbe il test, che in realtà è uno strumento di analisi genetica?

[2] Con fattore RH ci si riferisce ad uno specifico antigene proteico sulla superficie dei globuli rossi, l’antigene D. Se una persona possiede questo fattore si dice che il suo gruppo, relativamente al sistema Rh, è Rh positivo (Rh+), se invece i suoi globuli rossi non lo presentano, il suo gruppo sanguigno è definito Rh negativo (Rh-). Nel 1940 Karl Landsteiner e Alexander S. Wiener scoprirono il fattore Rh sui globuli rossi di una specie di primati, il Macacus rhesus. Gli RH negativi appartengono ad un gruppo di Homo sapiens sapiens in una certa misura differente dal resto dell’umanità. Perché esistano questi due gruppi non è noto: da un punto di vista “evolutivo” è un enigma, giacché tale differenza implica problemi nel caso di gravidanza. Infatti il fattore Rh è la causa di una patologia che in passato era molto comune nei neonati, l’eritroblastosi fetale. Durante l’ultimo mese di gravidanza vi è un passaggio di anticorpi, utili per il nascituro, dal sangue della madre a quello del feto, ma gli anticorpi prodotti contro il fattore Rh possono essere dannosi. Se una donna Rh negativa alla prima gravidanza partorisce un bambino Rh positivo, è probabile che i globuli rossi del feto con l’antigene Rh entrino nel circolo sanguigno materno; il corpo della madre reagisce producendo anticorpi contro l’antigene estraneo che rimarranno presenti nel suo sangue. In caso di una seconda gravidanza, gli anticorpi prodotti possono essere trasferiti nel sangue del feto e, nel caso esso sia Rh+, tali anticorpi attaccheranno i globuli rossi fetali distruggendoli. Tale reazione può essere mortale prima o dopo la nascita o portare gravi problemi al sistema nervoso del nascituro. Oggi, i pericoli che corre un eventuale secondo figlio sono arginati attraverso exsanguinotrasfusione o iniettando alla madre Rh-, entro 72 ore dal primo parto, anticorpi specifici che riconoscono e bloccano l’antigene Rh che dal feto passa alla madre. Questo processo deve essere ripetuto con ogni gravidanza successiva alla prima esposizione della madre all’antigene Rh.

ARTICOLO ORIGINALE

PER SOSTENERE TANKER ENEMY

KAUFMAN, LE VACCINAZIONI E LA TECNOLOGIA DEL DNA RICOMBINANTE

Dr.-Andrew-Kaufman

IL FACT CHECKING di Reuters

Affermazioni ampiamente condivise sui social media collegano a un video che afferma che un futuro vaccino contro COVID-19 modificherebbe geneticamente gli esseri umani.

La maggior parte delle affermazioni si riferisce a una versione di un video YouTube ora cancellato e ampiamente condiviso del dottor Andrew Kaufman, in un’intervista con Spiro Skouras, un ricercatore indipendente con un popolarissimo canale YouTube. Nel video, Kaufman parla di come un futuro vaccino COVID-19 fornirebbe una chiave per iniettare geni negli esseri umani, prima con una procedura nota come Elettroporazione – in cui una corrente elettrica crea piccoli buchi nel nostro cellule che permettono al DNA di entrare nelle nostre cellule – e poi attraverso l’inserimento di proteine ​​estranee che presumibilmente generano immunità “.

Kaufman conclude che il vaccino, come i risultati della biotecnologia in agricoltura, renderà gli esseri umani organismi geneticamente modificati. Ci sono più affermazioni nel video di quasi un’ora. Mentre la maggior parte degli articoli non menziona i vaccini a base di DNA, il dottor Kaufman ne parla nel video.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un vaccino a DNA comporta l’introduzione diretta in tessuti appropriati di un plasmide contenente la sequenza di DNA che codifica l’antigene contro cui si cerca una risposta immunitaria

www.who.int/biologicals/areas/vaccines/dna/en/

Ciò significa che, a differenza dei più diffusi vaccini “convenzionali” che utilizzano un intero patogeno o un frammento

https://www.cdc.gov/vaccines/hcp/conversations/downloads/vacsafe-understand-color-office.pdf

un vaccino a DNA prevede l’iniezione di una parte del codice genetico del virus (DNA o RNA) per stimolare la risposta immunitaria in un paziente senza un’infezione

https://weekly.biotechprimer.com/dna-vaccines-explained/

L’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) definisce OGM un organismo in cui uno o più geni (chiamati Transgeni) sono stati introdotti nel suo materiale genetico da un altro organismo utilizzando la tecnologia del DNA “Ricombinante“.

www.fao.org/fileadmin/user_upload/biotech/docs/faqsen.pdf

Attualmente vi sono molti studi attualmente in corso per un vaccino COVID-19 in tutto il mondo, con alcuni che esplorano la possibilità di un vaccino a DNA

www.technologynetworks.com/biopharma/product-news/phase-1-us-trial-of-covid-19-dna-vaccine-enrollment-complete-334373

Secondo la rivista “Nature” il ventunesimo secolo è arrivato con una nuova era nella “Vaccinologia”, in cui la tecnologia genetica ricombinante ha contribuito a stabilire un ritmo veloce senza precedenti nello sviluppo del vaccino, chiaramente dimostrato durante la recente pandemia.

www.nature.com/articles/s41541-020-0188-3

Tuttavia, secondo Mark Lynas – un simpatizzante del gruppo “Alliance for Science” – della Cornell University, i vaccini non integrano il DNA del Virus nel nucleo cellulare del suo ricevente.

L’ELETTROPORAZIONE – da Wikipedia, l’enciclopedia “libera”

L’Elettroporazione è una tecnica microbiologica in cui un campo elettrico viene applicato alle cellule per aumentare la permeabilità della membrana cellulare, consentendo l’ introduzione di sostanze chimiche, farmaci o DNA nella cellula (chiamato anche elettrotrasferimento). In microbiologia, il processo di elettroporazione viene spesso utilizzato per trasformare batterilieviti o protoplasti vegetali introducendo nuovo DNA codificante. Se batteri e plasmidi vengono mescolati insieme, i plasmidi possono essere trasferiti nei batteri dopo l’elettroporazione, sebbene a seconda di ciò che viene trasferito si potrebbero usare anche peptidi penetranti o CELL SQUEEZE. L’elettroporazione funziona facendo passare migliaia di volt su una distanza da uno a due millimetri di celle sospese in una cuvetta di elettroporazione (1,0 – 1,5 kV, 250 – 750 V / cm). Successivamente, le cellule devono essere maneggiate con cura fino a quando non hanno avuto la possibilità di dividersi, producendo nuove cellule che contengono plasmidi riprodotti. Questo processo è circa dieci volte più efficace della trasformazione chimica.

L’elettroporazione è anche altamente efficiente per l’introduzione di geni estranei nelle cellule di coltura tissutale, in particolare nelle cellule di mammifero. Ad esempio, viene utilizzato nel processo di produzione di topi knockout , così come nel trattamento del tumore, nella terapia genica e nella terapia basata sulle cellule. Il processo di introduzione di DNA estraneo nelle cellule eucariotiche è noto come trasfezione.

Utilizzando campi elettrici pulsati ultra corti ma molto forti, micropori e nanopori vengono indotti nei doppi strati fosfolipidici che formano le membrane cellulari esterne. Possono verificarsi due tipi di elettroporazione:

  1. ELETTROPORAZIONE REVERSIBILE (RE): si formano percorsi temporanei e limitati per il trasporto molecolare tramite nanopori, ma dopo la fine dell’impulso elettrico, il trasporto cessa e le cellule rimangono vitali. Le applicazioni mediche sono, ad esempio, l’introduzione locale di farmaci citotossici intracellulari come la bleomicina (elettroporazione ed elettrochemioterapia).
  2. ELETTROPORAZIONE IRREVERSIBILE (IRE): dopo un certo grado di danno alle membrane cellulari per elettroporazione, la fuoriuscita del contenuto intracellulare è troppo grave o la risigillatura della membrana cellulare è troppo lenta, lasciando le cellule sane e / o cancerose irreversibilmente danneggiate. Muoiono per apoptosi o per vie necrotiche indotte internamente alle cellule, che è unica per questa tecnica di ablazione.

CHI E’ ANDREW KAUFMAN?

MEDICAMENTUM AUTHENTICA

Andy Kaufman è un consulente di guarigione naturale, inventore, oratore pubblico, psichiatra forense e testimone esperto. Ha completato la sua formazione psichiatrica presso il Duke University Medical Center dopo la laurea presso la Medical University of South Carolina e ha conseguito una laurea in Biologia Molecolare presso il MIT.

Ha condotto e pubblicato ricerche originali e tenuto conferenze, supervisionato e tutorato studenti di medicina, residenti e colleghi in tutte le specialità psichiatriche. È stato qualificato come testimone esperto in tribunali locali, statali e federali. Ha ricoperto posizioni di leadership nella medicina accademica e nelle organizzazioni professionali. Gestiva una start-up per sviluppare un dispositivo medico da lui inventato e brevettato.

Posizioni della Facoltà

  • Professore assistente clinico di psichiatria, SUNY Upstate Medical University
  • Vicepresidente, Psychiatry Faculty Practice Corporation, SUNY Upstate Medical University
  • Direttore medico della pratica della facoltà, SUNY Upstate Medical University
  • Assistant Director, Forensic Psychiatry Fellowship, SUNY Upstate Medical University
  • Consulting Expert Witness, Syracuse University Law School

Formazione scolastica

  • Medical University of South Carolina, Dottore in Medicina
  • Massachusetts Institute of Technology, laurea in biologia

Formazione

  • Certificazione dell’American Board of Psychiatry and Neurology Board in Psychiatry and Forensic Psychiatry (2011)
  • SUNY Upstate Medical University, Fellowship in Forensic Psychiatry
  • Duke University School of Medicine, Resident in Psychiatry

Pubblicazioni

  • Knoll JL e Kaufman AR. Suicidio in ambienti correttivi: epidemiologia, valutazione del rischio e prevenzione. Principles and Practice of Forensic Psychiatry a cura di Richard Rosner, 3a edizione, 2017.
  • Way BB, Kaufman AR, Knoll JL, Chlebowski, S: Ideazione suicidaria tra i pazienti detenuti nella prigione statale: prevalenza, riluttanza a riferire e preferenze di trattamento. Behavioral Science and the Law, 31 (2): 230-8, 2013.
  • Kaufman AR, Way BB, Suardi E: Quarant’anni dopo Jackson v. Indiana. Conformità degli Stati alla sentenza “Periodo di tempo ragionevole”. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, 40: 261-5, 2012.
  • Kaufman AR, Knoll JL, Way BB, Leonard C, Widroff J: Survey of Forensic Mental Health Experts on Pro Se Competence After Indiana v. Edwards: Towards an Evidence-Based Pro Se Competency Standard. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, 39: 565-70, 2011.
  • Knoll JL, Leonard C, Kaufman AR, Way BB: un’indagine pilota delle opinioni dei giudici della corte di prova sulla competenza professionale dopo Indiana v. Edwards. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, 38: 536-9, 2010.
  • Kaufman AR, Way B: Psichiatri residenti nella Carolina del Nord Conoscenza degli statuti sull’impegno: si allontanano dallo standard legale nell’applicazione ipotetica dei criteri di impegno involontario? Psychiatric Quarterly, 2010; 81 (4): p.363.
  • Kaufman, AR: Altro su DSM-5: Will “Cross-Cutting” Butcher Clinical Psychiatry. Correctional Mental Health Report, 2010; 12 (2): p. 21.
  • Kaufman AR: Gli psichiatri sono professionisti Lexa? Correctional Mental Health Report, 2010; 11 (5): p. 71
  • Kaufman AR: dovremmo usare le forze dell’ordine per il trasporto di emergenza di persone con malattie mentali? American Journal of Psychiatry 2007; 164 (3): Residenti ‘Journal p. 3

“VOGLIONO MODIFICARCI GENETICAMENTE CON IL VACCINO” – KAUFMAN PERDE IL LAVORO E RISCHIA LA PRIGIONE

“Questa è l’unica cosa importante per me ora, è far uscire queste informazioni, in modo da impedirci di vivere in un orribile, orribile futuro. Ho due bambini piccoli, e sono il mio principale fattore motivante, non voglio che vivano in un mondo in cui non hanno libertà. Ed è lì che stiamo andando in questo momento.

E quindi qualunque rischio ci siano, sono rischi che devo semplicemente correre. Ecco perché sto facendo quello che sto facendo. Ci sono state cose che sono successe. Ho avuto delle conseguenze. Sono stato licenziato dal mio normale lavoro di psichiatria perché mi rifiutavo di indossare una maschera.

Ho avuto diversi amici che sono medici o altri professionisti sanitari che sono stati molto arrabbiati con me. Sono delusi e non mi parleranno più. Sapevo che quei rischi facevano parte di questo. Ma non è questo ciò che è importante. Ti dirò che sarei felice di rischiare anche di essere portato in prigione, perché non ho intenzione di partecipare a nessuna di queste misure.

Non indosso una maschera. Non resto a casa.

Rispetto i diritti degli altri di fare le proprie scelte. 

Ma se qualcuno è disposto a stabilire un contatto visivo e interagire con me, non osservo alcun allontanamento sociale, quindi opportunità di abbracciare qualcuno, soprattutto in pubblico, ne approfitto sempre, perché voglio mostrare alle persone che in realtà tutte queste misure sono volontarie. Anche il Governatore Cuomo ha dichiarato pubblicamente che non c’è nulla che possano fare per far rispettare nessuna di queste misure e che sono volontarie. E vorrei incoraggiare altre persone a prendere questa decisione, perché se ci affidiamo all’autorità per darci l’approvazione di come esercitare la nostra libertà, ci toglieranno più libertà, come hanno fatto. Le persone che per andare a protestare presso il municipio o la capitale, chiedono all’autorità di dare loro il permesso. Ma hanno già il permesso, perché possiedono diritti inalienabili. Non ci sono alternative per me. È proprio quello che sento di dover fare per preservare il modo di vivere che voglio vivere per me e per i miei figli. “

Il dottor Andrew Kaufman potrebbe essere il medico più censurato negli Stati Uniti in questo momento. I suoi video vengono rimossi e censurati da YouTube molto rapidamente. Il dottor Kaufman è così intelligente e così articolato che i media “tradizionali” e le autorità mediche ovviamente temono lui e il suo messaggio, e stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per sopprimerlo. Il video che ha fatto con Spiro Skouras, ad esempio, è stato immediatamente rimosso da YouTube, sebbene gli altri video di Spiro siano ancora intatti.

Secondo Kaufman tutto questo è stato pianificato e non riguarda affatto un virus pericoloso, ma un modo per controllare la vita delle persone. Il dottor Kaufman ha già pagato un prezzo altissimo per informare le persone e si aspetta solo che le cose peggiorino.

UN ACCOSTAMENTO TARGATO “GATES FOUNDATION”

In questo salotto con Bill & Melinda Gates

https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/video/bill-melinda-gates-advocate-gmos-to-a-brussels-audience/

lui, arcinoto per la sua “filantropia” e la sua ossessione per i vaccini

https://las0rgente.net/2020/04/15/lossessione-vaccinista-di-gates-e-la-sete-di-controllo-sulla-politica-sanitaria-globale/

paragona l’ingegnerizzazione dei prodotti agricoli a quella degli esseri umani.

“Prendiamo organismi geneticamente modificati e le iniettiamo nel braccio dei bambini piccoli, direttamente nelle loro vene!” 

www.youtube.com/watch?v=_jYqMgyFvm0

TELEMEDICINA

La compagnia statunitense MicroCHIPS, specializzata nello sviluppo di dispositivi elettronici per il mondo medicale, ha annunciato i risultati di un trial clinico incentrato sulla sperimentazione di un microchip impiantabile nell’organismo umano per la somministrazione di farmaci controllabile via wireless da remoto.

https://darebioscience.com/microchips-biotech/

L’innovativa tecnologia di somministrazione dei farmaci di Microchips è progettata per memorizzare e somministrare con precisione centinaia di dosi terapeutiche per mesi o anni in un singolo impianto. L’impianto è concepito per essere azionato dal paziente per somministrare farmaci su richiesta o secondo un programma predeterminato che può essere attivato o disattivato in modalità wireless, come richiesto.

Con il supporto della The Bill & Melinda Gates Foundation sotto forma di circa 17,9 milioni di dollari in sovvenzioni fino ad oggi e il potenziale per un massimo di altri 2,5 milioni di dollari in sovvenzioni nel 2020, Microchips ha sviluppato un impianto impiantabile a lunga durata d’azione, applicazione contraccettiva reversibile della tecnologia.

VIRUS, VACCINO E 5G

117163962_750948449074077_1464641689036623726_n

Come ha dimostrato Stephan Lanka (di cui abbiamo già parlato qui e qui) non c’è il Virus – ma ci sarà il vaccino. Quali e quante modifiche sono previste al DNA umano?

Solo la percezione di una pandemia globale poteva giustificare una tale operazione – anche se, come sottolinea lo stesso Kaufman, in realtà non c’è un significativo aumento dei decessi (potete visualizzare le statistiche in tempo reale sul sito del John Hopkins CoronaVirus Resource Center).

Ad Aprile, in un’intervista di 80 minuti ad opera di Brian Rose, David Icke non si è solamente limitato a riportare le tesi di Kaufman (ovvero che quanto viene rilevato nei test per rilevare il CoronaVirus corrisponde invece a degli Esosomi) ma ha anche teorizzato che i livelli anonimi di questi ultimi fossero legati alla prolungata esposizione alla radiazione 5G.

OFCOM – autorità competente e regolatrice indipendente per le società di comunicazione nel Regno Unito – ha censurato il canale televisivo che aveva trasmesso l’intervista (London Live).

A Luglio, la Biblioteca Nazionale di Medicina degli Stati Uniti ha pubblicato uno studio secondo il quale le onde millimetriche (5G) possono creare strutture simili al CoronaVirus all’interno delle cellule umane.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32668870/

Pochi giorno dopo lo studio è stato ritirato.

E’ rimasto solamente Vittorio Colao, su YouTube, ad illuminarci sull’argomento: il 5G sarà una “trasformazione profonda”. Sarà possibile monitorare in tempo reale lo stato di salute di una persona ed eventualmente rilasciare da remoto sostanze necessarie al mantenimento delle condizioni di salute.

https://www.youtube.com/watch?v=Sz8_CUbobvg

E, sempre come dice Colao, col riconoscimento facciale, chi deve entrare, entra, chi non deve entrare, non entra…

P.S.     ma il nostro codice genetico è già predisposto?

Marco Isella

FONTI PRINCIPALI 

http://www.reuters.com/article/uk-factcheck-covid-19-vaccine-modify/false-claim-a-covid-19-vaccine-will-genetically-modify-humans-idUSKBN22U2BZ

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FABIO FRANCHI E LA FALSIFICAZIONE DELLA TEORIA VIRALE (Estratto)

Nei lavori pubblicati sul SARS-CoV-2 non si trovano fotografie del virus isolato, se non di singoli elementi senza contesto. Si ritrovano anche fotografie di sezioni ultra sottili di tessuti dove si individuano agglomerati di piccoli cerchi che sono indicati con le frecce e chiamati particelle virali. Ammesso che lo siano, costituiscono meno del 10% del materiale cellulare che li circonda. Non si tratta propriamente di isolamento. Ma c’è di più: vi sono forti dubbi che quei piccoli cerchi siano Coronaviridae. Infatti hanno dimensioni variabili: il loro diametro è spesso di 6570 NM cioè inferiore al minimo previsto per i Coronavirus (120-160 NM) 83. In verità altri autori riportano diametri diversi (100-160 NM) 84, ma restano comunque fuori range. Ed i virus sono caratteristicamente costituiti da pochi elementi fondamentali capaci di replicare copie identiche di sé stessi. Insomma in biologia … non sono previsti né i giganti né i cuccioli di virus!

Se il diametro delle piccole sfere è inferiore del 30% rispetto alla particella singola, in volume esse lo sono di meno ancora, cioè si riducono ad 1/3 circa in volume. Se il diametro è superiore del doppio, allora il volume è oltre 6 volte maggiore. Il che non è possibile sia sostenuto: starebbe inevitabilmente a significare una differente composizione e struttura incompatibile con esseri che sono dotati di uguale e breve sequenza nucleotidica (perché appartenenti alla stessa specie).

Per la discussione, presentiamo innanzitutto una delle tante fantasiose ricostruzioni al computer che rafforza quel che sosteniamo: rivela la convinzione di tutti, esperti e non esperti, che il virus SARS-COV-2 sia costituito da particelle tutte uguali a sé stesse, come dovrebbe essere.

Figura 6

Figura 6. Coronavirus immagine disegnata al computer

Ora esaminiamo per confronto il Coronavirus ritenuto responsabile della SARS (malattia epidemica comparsa in Oriente nel 2002 e sparita nel 2004, per la quale era stato imputato un Coronavirus 85): le dimensioni e l’aspetto corrispondono alla descrizione. Il diametro, escluse le spikes (peplomeri od estroflessioni), è di circa 100 NM.

Figura 7

Figura 7. Ksiazek TG et al. Ultrastruttura caratteristica del Coronavirus associato alla SARS coltivato in cellule Vero E6.

Un Coronavirus di pipistrello, simile a quello della SARS umana (malattia comparsa nel 2003 e sparita nel 2004), è stato “isolato” e così presentato sulla rivista Nature 86; assomiglia al precedente, ma ha forme più irregolari e dimensioni leggermente maggiori (167 x 200 NM)

Figura 8

Figura 8. Xing-YiGe et al. Micrografia elettronica di virioni purificati raccolti, fissati e concentrati/purificati con centrifugazione in gradiente di saccarosio

Asseriti isolamenti del SARS-CoV-2

A) Il SARS-CoV-2, la cui foto è stata pubblicata sul N Eng J Med quest’anno (87) ha invece aspetto e dimensioni differenti:

Figura 9a

Figura 9a e 9b. Zhu N et al. Visualizzazione del nCoV-2019 con il Microscopio a Trasmissione.

I due elementi nella foto di sinistra corrispondono nei diametri a quelle di un ipotetico Coronavirus (attorno a 100 NM, escluse le Spikes che non son ben visibili). Viceversa le piccole particelle divise in gruppi sulla destra sono apparentemente troppo piccole per essere di SARS-CoV-2. Quel che è notevole è che le formazioni rotondeggianti nella foto a destra non hanno le dimensioni di quelle nella foto a sinistra pur trattandosi asseritamente degli stessi SARS-CoV-2 del medesimo studio! Il materiale presunto infetto (liquido da lavaggio bronchiale) proveniva da uno dei tre pazienti. Non vi è accenno all’esame al microscopio elettronico di sopranatante da colture cellulari di controllo.

L’immagine più sotto è l’ingrandimento della parte inferiore della figura 9b per permettere una misurazione facilitata. 

Figura 10

Figura 10. Zhu N et al. Visualizzazione del nCoV-2019 con il Microscopio a Trasmissione (ingrandimento della figura 9 parte destra.

Come si può controllare con un software di misurazione su schermo 88, le particelle sono di circa 65-75 NM di diametro, tranne una che è di 100 NM. 

  • Lo stesso può essere osservato sulla foto pubblicata su Nature 89 (dimensioni delle “particelle virali”: in media 67 NM di diametro, range 48-90):
Figura 11

Figura 11. Isolamento del 2019-nCoV. Vengono mostrate le particelle virali in un vacuolo intra citosolico. Le particelle virali nelle sezioni ultrasottili vennero fotografate con il microscopio elettronico a 200 kV. Il campione proveniva da cellule infette Vero E6. 

Queste sopra sono con tutta probabilità le foto più rappresentative che son riusciti a scattare. Perciò il dubbio sull’origine di tali riscontri fotografici progressivamente si rinforza.

  • Su Nature è stato pubblicato il 7 maggio uno studio che vanta la dimostrazione del nesso causale tra SARS-CoV-2 e COVID-19 con un articolato esperimento su dei topi 90

Tuttavia molte sono le critiche possibili, per esempio:

  1. gli autori danno per scontato che la causa sia stata dimostrata in due precedenti pubblicazioni che citano. In una di queste, già qui discussa, li smentisce, infatti è esplicitamente ammesso che i loro riscontri non erano decisivi (“non sono stati soddisfatti i postulati di Koch”) 91. Nell’altro lavoro 92 l’immagine di una singola particella (supposta virale), è molto differente come dimensioni, essendo il diametro di circa 75 NM, e non c’è nessuna dimostrazione di isolamento di particelle virali. 
Figura 12

Figura 12. Ren et al. Identificazione ed isolamento virale. Micrografia elettronica.

  • i topi sono stati divisi in tre gruppi: uno di suscettibili, “infettato” con il SARSCoV-2; uno di suscettibili infettati con “virus finto” (mock virus); uno di non suscettibili, infettati con il SARS-CoV-2. l “virus finto” corrisponde  a gocce di PBS (tampone fosfato salino).

In ognuno dei tre gruppi di topi, di cui due di controllo, solo alcuni individui hanno presentato sintomi modesti (il pelo irto e non altro), e le descrizioni anatomopatologiche si sono limitate ai topi suscettibili infettati, mentre i topi di controllo non avevano dimostrato alcuna alterazione. Non si comprende di quale patologia soffrissero i topi sintomatici dei gruppi di controllo, né se vi fossero differenze, nel gruppo dei suscettibili infettati, tra sintomatici e non. Poco comprensibile anche come mai topi affetti da grave compromissione polmonare non abbiano manifestato sintomi rilevanti: “non furono trovati altri sintomi clinici come la schiena arcuata e una risposta diminuita a stimoli esterni” (con l’eccezione di una perdita di peso per i topi infetti, ammalati ed arrivati vivi al 14° giorno). Al giorno 1, 3, 5, 7 dopo l’infezione, sono stati sacrificati ogni volta 3 animali per ogni gruppo. Questo significa che alterazioni nel gruppo suscettibile infettato, (riscontri autoptici di grave patologia polmonare) sono stati ritrovati in topi che non avevano alcun sintomo, secondo quanto scritto dagli autori (7 in tutto i topi con sintomi in tale gruppo e, di questi, 7 arrivati al 14° giorno). Non è facile comprendere.

  • il virus non è stato isolato secondo la procedura corretta, ed esposta in precedenza in questo scritto. La fotografia al microscopio elettronico mostra un cerchio di diametro doppio di quello massimo consentito per un Coronavirus e triplo o quadruplo rispetto a quelli riportati nei lavori citati in questo testo. Eppure si sostiene che si trattava del medesimo virus.
Figura 13

Figura 13. Bao et al. Il virus isolato dai polmoni dei topi ACE2-HB-01 fu osservato al microscopio elettronico.

D) Nella pubblicazione di Caly et al.93 viene “isolato” il SARS-CoV-2 da un solo paziente. Anche qui mancano fotografie elettroniche da colture non infette di controllo e comunque  non c’è stato un corretto isolamento. Le particelle nella parte destra dell’immagine sono del 20% più piccole di quella singola a sinistra. Sono altro.

Figura 14

Figura 14. Caly L et al. Electron micrographs of cell culture supernatant. A. 100 NM spherical virion displaying the characteristic crown-like fringe of spike proteins.

B. Sezioni infettate di VERO/hSLAM con vescicole legate alla membrana contenenti virus.

Ulteriore prove a dimostrazione dell’incertezza interpretativa

Tre lavori hanno recentemente pubblicato fotografie elettroniche di coronavirus in malati di COVID-19. Val la pena esaminarle perché sono state contestate da altri ricercatori:

A)  Su H et al.Particelle simil-Coronavirus  94

Figura 15a

Figura 15a. Su H et al.Particelle simil-Coronavirus (frecce rosse) con estroflessioni distintive (frecce verdi) erano presenti nel citoplasma dell’epitelio del tubuloprossimale. 

Figura 15b

Inserisci Figura 15b. Su H et al. Particelle simil-Coronavirus (frecce rosse) con estroflessioni distintive (frecce verdi) erano presenti nel citoplasma dell’epitelio del tubulo distale.una didascalia

Tuttavia esperti microscopisti elettronici hanno contestato che quelle immagini potessero rappresentare il SARS-CoV-2 95 

“Queste strutture non sono particelle virali, ma piuttosto vescicole rivestite di clatrina, normali organelli cellulari coinvolti nel trasporto intracellulare. Gli oggetti nella loro Figura 2a e b (w 60 NM) sono leggermente più piccoli dei coronavirus (da w80 a 140 NM), ma, soprattutto, le loro “estroflessioni” (peplomeri) sono in contatto con il citosol, come quelli delle vescicole rivestite di clatrina”.

Gli Autori hanno così risposto: 

“Siamo d’accordo con il punto di vista di Miller e Brealey e riconosciamo che ci sono difficoltà intrinseche nella discriminazione delle vescicole cellulari dalle particelle virali esclusivamente da prove morfologiche, specialmente nella normale elaborazione EM dei tessuti autoptici.”

“Pertanto abbiamo prudentemente modificato la descrizione nella versione prestampata del nostro articolo di “particella virale” in “particella simil-coronavirus”.

B)  Kissling S et al. Studio di microscopia elettronica.   96

Figura 16

Figura 16. Kissling S et al. Studio di microscopia elettronica. Vacuoli citoplasmatici contenenti numerose particelle sferiche. 

La critica 97 al lavoro B) sopracitato da parte degli stessi ricercatori, è la seguente:

“[…], le particelle in Kissling et al. non sono coronavirus. Mentre sono all’interno di un vacuolo, hanno estroflessioni e hanno approssimativamente le dimensioni corrette, non hanno l’aspetto uniforme delle particelle di virus con una copertura esterna della membrana e punti all’interno che indicano il nucleocapside.

“Queste microfotografie non supportano l’affermazione che le particelle sono effettivamente virus.”

Gli autori del lavoro criticato hanno ammesso le incertezze interpretative 98, nonostante a parer loro per dimostrare che le particelle siano o no del SARS-CoV2 bisognerebbe marcarle con anticorpi specifici. Anticorpi specifici che non ci sono, visto che per questi non è nota la specificità reale (vedi le sezioni precedenti di questo elaborato). Il cane che si morde la coda:

Riconosciamo anche le nostre incertezze riguardo alla natura esatta delle particelle nel podocita osservate nella biopsia renale del nostro paziente ed eravamo cauti nell’interpretazione di questi risultati. A seguito dei commenti di Miller e Brealey, abbiamo modificato la nostra lettera prima della sua pubblicazione finale sul Journal per sottolineare ulteriormente che queste particelle possono corrispondere a entità non virali. Tuttavia, le particelle rilevate nella biopsia del nostro paziente sono piuttosto simili a quelle della sindrome respiratoria acuta grave coronavirus riportata nella prima documentazione (Zhu et al, figura 10). Inoltre, l’aspetto delle inclusioni virali intracellulari sembra essere abbastanza variabile da una pubblicazione all’altra”. A nostro avviso, rimane quindi possibile che le particelle osservate nel nostro paziente siano di origine virale. la prova definitiva della presenza di inclusioni virali nelle cellule richiede una immunocolorazione con anticorpi specifici, sia nelle cellule in coltura che nei campioni di tessuto.

C)  Varga Z et al. Microscopia elettronica del tessuto renale  99

Figura 17a

Figura 17a Varga Z et al. Microscopia elettronica del tessuto renale mostra corpi d’inclusione virale  nello spazio peritubulare nelle cellule endoteliali delle anse capillari glomerulari

Figura 17b

Figura 17b. Varga Z et al. Idem

Tali immagini non sono state riconosciute come di particelle virali da parte di Goldsmith et al 100 che hanno obiettato: 

“Tuttavia, riteniamo che le immagini EM nella corrispondenza non mostrino particelle di coronavirus ma mostrino invece sezioni trasversali del reticolo endoplasmatico rugoso (RER).

Queste strutture sferiche sono circondate da punti scuri, che potrebbero essere stati interpretati come estroflessioni su particelle di coronavirus ma sono invece ribosomi.

Per corroborare il loro argomento, i ricercatori dei CDC hanno pubblicato l’immagine di particelle da loro ritenute virali al di là di ogni dubbio (figura 18):

Figura 18

Figura 18 Goldsmith Cs, Miller SE et al. Isolato virale cresciuto in coltura cellulare. Particelle di coronavirus sferiche con sezione attraverso i nucleocaside, visti come punti nei, sono raggruppati entro una membrana che le separa dal citoplasma.

Tuttavia uno degli Autori (Miller), aveva poco tempo prima precisato che i virus dovevano avere un diametro maggiore (80-140 NM) 101, seppur inferiore a quello indicato dal Comitato Internazionale sulla Tassonomia dei Virus 102. Ne deriva che queste particelle, presentate come virus “garantiti” nella fotografia inserita nella corrispondenza, avendo un diametro (65-78 NM) inferiore a quello consentito ad un coronavirus, devono essere qualcos’altro – secondo i loro stessi criteri. 

Insomma, anche la microscopia elettronica è molto insidiosa e non può essere considerata un riferimento sicuro. 

NOTE

83  International Committee on Taxonomy of Viruses ICTV. “Virions are spherical, 120–160 nm across (Coronavirinae)” Virus Taxonomy: 2019 Release EC 51, Berlin, Germany, July 2019 Email ratification March 2020 (MSL #35).

 (download June, 22 2020: “Virions are spherical, 120–160 nm across (Coronavirinae)”

https://talk.ictvonline.org/ictvreports/ictv_9th_report/positivesensernaviruses2011/w/posrna_viruses/222/coronaviridae

 84  Raphael Dolin. Coronavirus infections, including SARS. Etiologic Agent, in Harrison’s Principles of Internal Medicine, 17th Edition.

 85  Ksiazek TG et al. A Novel Coronavirus Associated with Severe Acute Respiratory Syndrome N Engl J Med 2003;348:1953-66.

 86  Xing-Yi Ge et al. Isolation and characterization of a bat SARS-like coronavirus that uses the ACE2 receptor. Nature 2013;503:535-8.

 87  Zhu N et al. op. cit.

 88  J Ruler

 89  Zhou P et al. A pneumonia outbreak associated with a new coronavirus of probable bat origin. Nature  2020;579:270-3.

 90  Bao, L. et al. The pathogenicity of SARS-CoV-2 in hACE2 transgenic mice. Nature https://doi.org/10.1038/s41586-020-2312-y (2020).

 91   Zhu et al. op cit

 92  Ren Li-Li et al. Identification of a novel coronavirus causing severe pneumonia in human: a descriptive study Chinese Medical Journal 2020;133(9).

 93  Caly L, Druce J, Roberts J, et al. Isolation and rapid sharing of the 2019 novel coronavirus (SARS-CoV-2) from the first patient diagnosed with COVID-19 in Australia. Med J Aust.

 94  Su H, Yang M, Wan C, et al. Renal histopathological analysis of 26 postmortem findings of patients with COVID-19 in China. Kidney Int. 2020;98:219–227.

 95  Miller SE and Brealey JK. Visualization of putative coronavirus in kidney. Kidney International (2020) 98, 228–239.

 96  Kissling S, Rotman S, Gerber C, et al. Collapsing glomerulopathy in a COVID-19 patient. Kidney Int. 2020;98:228–231.

 97  Miller op cit.

 98  Kissling et al. Authors reply. Kidney Int. 2020;98:232.

 99  Varga Z, Flammer AJ, Steiger P, et al. Endothelial cell infection and endotheliitis in COVID-19. Lancet 2020; 395: 1417–18.

100  Cynthia S Goldsmith, Sara E Miller et al. Electron microscopy of SARS-CoV-2: a challenging task. Lancet 2020; 395:e99.

 101  Miller op cit.

 102  International Committee on Taxonomy of Viruses ICTV. Op. cit.

 103  Sheridan C. Coronavirus and the race to distribute reliable diagnostics. Nature. 19 FEBRUARY 2020.  https://www.nature.com/articles/d41587020000022