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LA MAGIA SESSUALE IN TWIN PEAKS

L’episodio 18 ci porta interamente in un nuovo regno, lontano dai percorsi coperti durante i 17 episodi della stagione 3. È ancora Twin Peaks? Lo è – ovviamente – ma è un Twin Peaks di un genere diverso, forse più vicino alla storia segreta narrata da Mark Frost nel suo libro, rispetto alle prime due stagioni o al film. È un Twin Peaks di una dimensione parallela, ibridata con elementi di altri universi – in particolare, tra le altre influenze, l’opera di Kenneth Anger.

I collegamenti tra Lynch e Anger precedono questo episodio, ovviamente. Basta pensare a al film “Scorpio Rising” e alla colonna sonora “Blue Velvet” per accorgersi di questa connessione artistica. In particolare una pellicola di Kenneth Anger sembra avere molto in comune con il finale di Twin Peaks: Inauguration of the Pleasure Dome (1954).

Il film è basato sul poema di Samuel Coleridge Kubla Khan. Segue una festa che, nella sua rappresentazione di sostanze che alterano la mente e comportamenti sessuali di gruppo, non è diversa da quella che si svolge al “Parsonage” della “Secret History” di Mark Frost. Il Parsonage era la residenza di Jack Parsons a Los Angeles. Parson era un chimico che si interessava dello sviluppo della scienza del combustibile dei razzi. Ha prodotto elisir alchemici ed è stato membro della misteriosa congrega di Aleister Crowley.

Nel film, Shiva adotta forme diverse per ricevere gli invitati invitati alla festa (varie divinità, da Afrodite di Red Room, ad Astarte e Pan) e induce gradualmente la perdita di identità individuale, in quanto i personaggi si fondono l’uno con l’altro attraverso una serie di sovrapposizioni. Adornato da simboli alchemici, i film conducono all’assorbimento da parte di Shiva dell’essenza dei suoi ospiti, sovrapposti a loro. Nella sua introduzione all’episodio 8 (Anno 1993), la Signora Ceppo chiese: “In un sogno, tutti i personaggi non siete forse voi? Differenti aspetti della vostra personalità?”

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Quando fu rivelato nell’episodio 17 che Naido era un camuffamento di Diane, tornò dalla sala rossa con una parrucca scarlatta (mentre, fino a quel momento, il suo tulpa aveva indossato un bianco argentato).

La parrucca rossa di Diane è un riferimento diretto a Marjorie Cameron, Jack Parsons, seconda moglie dai capelli rossi, utilizzata da Anger nel film citato per ritrarre la sua donna scarlatta (Babalon, la maledetta di Babylon – “la madre degli abominazioni”). Marjorie appare anche nel libro di Mark Frost, così come Babalon e i vari riti che la circondano. Parsons credeva di essere la donna “elementale” che aveva invocato nelle prime fasi di una serie di rituali magici sessuali chiamati Babalon Working.

Madre delle Abominazioni di Twin Peaks? (Sarah significa “Donna di alto rango”, “Principessa”).

Ecco quello che troviamo nel libro di Frost: “Parsons cominciò ad attuare i riti bizzarri di Thelema. Quei riti erano un tentativo di invocare in forma umana lo spirito di una figura centrale al pantheon di Thelema, alla dea Babalon, qualcosa che risuona provocando la fine del mondo. Sono servite due persone ad attuare il rituale. Uno sforzo per aprire un secondo cancello che avevano trovato nel deserto per evocare un’entità che richiamava ‘il Moonchild’ “. Tamara Preston osserva:

“Sembra suggerire che il rito di Parsons in qualche modo” abbia aperto un cancello “che ha portato gli alieni che si presentano a Roswell”.

Se tutto questo sia collegato agli alieni dallo spazio esterno o ai Lemuriani dalla Terra Hollow, in linea forse con gli scritti di Rampa, non importa. La cosa importante è che sembra essere possibile, secondo Parsons, di aprire i cancelli ad un altro livello di realtà tramite riti magici. Parsons dichiara nel libro di Frost:

“Senza eros, o agape – l’amore e il sesso, uniti nella volontà – non è altro che vuoto, potere patriarcale senza direzione o forza “.

Dopo che si sono incontrati al Parsonage, Parsons e Cameron hanno effettivamente preso la pratica della magia del sesso concepita per dare vita alla Moonchild. Perché tutto questo è importante in relazione all’episodio 18?

I capelli rossi di Diane non sono un caso: si collegano visivamente a Marjorie Cameron / Scarlet Woman / Babalon (e a Sarah Palmer). Dopo che lei e Cooper accedono con la loro macchina ad un’altra dimensione, attraverso una breccia creata dalla potenza dell’elettricità, si fermano in un motel in cui fanno sesso. Molto diverso dal sesso che Dougie aveva con Janey-E, qualche episodio indietro, questo momento si sente come l’enunciazione di un rituale, senza gioia, con volti chiusi. Ritengo che questo sia davvero un momento di magia sessuale, un modo per aprire un portale.

A tutto ciò si sussegue l’improvvisa scomparsa di Diane (che aveva visto il suo doppio prima di entrare nel motel – è stata sostituita da Babalon?)

E lo strano mix-up con i loro nomi e Richard & Linda. Ha anche generato una sorta di teletrasporto, il motel da cui Cooper esce è completamente diverso da quello in cui hanno fatto l’amore la notte prima (era la notte prima?). Vale la pena ricordare qui che Richard Nixon, che svolge un ruolo centrale nella storia segreta di Twin Peaks, è nato in una città chiamata Yorba Linda.

Dopo la morte di Jack Parson, uno scrittore di fantascienza nonchè suo amico, scrisse:

“Una volta che un mago si trova tra due mondi, è in pericolo di non appartenere ad uno di loro”.

Non è quello che succede a Cooper alla fine dell’episodio 18?

E quando sei intrappolato, cosa resta, se non la possibilità di urlare?

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FONTE : https://unwrappingtheplastic.com

TRADUZIONE: Marco Isella

 

 

 

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Esoterismo, Occultismo

IL SACRIFICIO CRUENTO

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È necessario considerare attentamente i problemi connessi al sacrificio cruento, si tratta infatti di una questione tradizionalmente importante nella Magia. Quasi tutta la Magia antica verte su questo. In particolare vi si riferiscono tutte le religioni osiriche, i riti del Dio Morente. L’uccisione di Osiride e di Adone; la mutilazione di Attis; i culti del Messico e del Perù; la storia di Ercole o Melcarth; le leggende di Dioniso e di Mitra, sono tutti collegati a questa idea. Nella religione ebraica troviamo in­culcata la stessa nozione. La prima lezione etica della Bibbia è che l’unico sacrificio caro al Signore è il sacrificio cruento; Abele, che lo compiva, trovava favore agli occhi del Signore, mentre Caino, che offriva cavoli, veniva considerato abbastanza natu­ralmente un tipo da poco. L’idea ricorre di frequente. Abbiamo il sacrificio della Pasqua, che segue la storia di Abramo al quale viene ordinato di sacrificare il figlio primogenito, in cui appare l’idea di sostituire un animale all’essere umano. La cerimonia annuale dei due capretti ne tramanda il ricordo. Ritroviamo questa concezione dominante nella vicenda di Ester, in cui Haman e Mardocheo sono i due capri o i due dèi; e infine nel rito del Purim in Palestina, in cui Gesù e Barabba furono per caso i Capri in quell’anno particolare di cui si fa tanto parlare, senza che vi sia concordanza circa la data.

L’argomento andrebbe studiato in “The Golden Bough”, dove è esposto con grande erudizione da J. G. Frazer.

Quanto è stato detto più sopra basta comunque a dimostrare che, da tempo immemorabile, il sacrificio cruento è la parte principale della Magia. Sembra che nessuno si sia mai preoc­cupato degli aspetti morali della cosa; e per la verità non è il caso di preoccuparsene. Come dice san Paolo, “Senza spargi­mento di sangue non v’è remissione”: e come possiamo contraddire san Paolo? Tuttavia, chiunque è libero di pensarla come preferisce, su questo e su qualunque altro argomento, grazie a Dio! Nello stesso tempo, è assolutamente necessario studiare la rosa, in qualunque modo intendiamo poi regolarci in proposito; poiché naturalmente la nostra etica dipenderà dalla nostra teoria ilei l’universo. Se fossimo assolutamente certi, ad esempio, che ognuno, morendo, va in paradiso, non potrebbero esistere serie obiezioni all’omicidio e al suicidio, poiché in generale viene ammesso — da parte di quanti non conoscono né l’uno né l’altra — che il paradiso sia un luogo più piacevole della terra.

Questa teoria del sacrificio cruento nasconde tuttavia un mi­sero della massima importanza per lo studioso; perciò non continueremo a giustificarci. Non avremmo neppure incluso questa giustificazione, se non fosse stato per le sollecitazioni di un gio­vane amico molto pio e austero, il quale ha sostenuto che la parte seguente di questo capitolo (la parte scritta originaria­mente) potrebbe farci fraintendere da molti, e questo non deve avvenire.

Il  sangue è la vita. Questa semplice affermazione è spiegata dagli Indù: il sangue è il veicolo principale del Prana vitale. Insiste motivo di credere che esista una sostanza ben definita, non ancora isolata, la cui presenza determinerebbe la differenza tra la materia vivente e la materia morta. Sorvoliamo, con il dovuto disprezzo, sugli esperimenti pseudo-scientifici di certi ciarlatani americani i quali affermano di aver stabilito che al momento della morte si verifica una perdita di peso, e le asserzioni infondate di presunti chiaroveggenti i quali dichiarano di aver visto l’anima uscire come un vapore dalla bocca di per­sone in “articulo mortis” ma le sue esperienze di esploratore hanno convinto il Maestro Therion che la carne perde una parte considerevole del suo valore nutritivo pochissimi minuti dopo la morte dell’animale, e che tale perdita procede, con rapidità sempre inferiore, con il passare del tempo. Inoltre, si ammette generalmente che il cibo vivo, come le ostriche, costituisce la forma di energia più rapidamente assimilabile e più concen­trata. Gli esperimenti di laboratorio sul valore dei cibi sem­brano quasi inutili, per ragioni che qui non è il caso di discu­tere; la testimonianza generale dell’umanità appare una guida più sicura.

Sarebbe poco saggio condannare come irrazionale l’abitudine dei selvaggi che strappano il cuore e il fegato all’avversario e li divorano ancora caldi. In ogni caso, gli antichi Maghi affer­mavano che ogni essere vivente è un magazzino di energia di quantità variabile secondo le dimensioni e le condizioni di sa­lute dell’animale, e di qualità variabile secondo il suo carattere mentale e morale. Alla morte dell’animale, questa energia si li­bera improvvisamente.

Perciò l’animale deve venire ucciso dentro al Cerchio, o al triangolo se è il caso, affinché la sua energia non possa sfug­gire. Deve venire prescelto un animale la cui natura si accordi con quella della cerimonia: perciò, sacrificando un’agnella non si otterrebbe una quantità apprezzabile dell’energia ardente utile a un Mago che invoca Marte. In tal caso sarebbe più adatto un ariete. L’ariete deve essere vergine: il potenziale della sua ener­gia totale originaria non deve essere diminuito in alcun modo. Per la più alta operazione spirituale bisogna quindi scegliere la vittima che contiene la forza più grande e più pura. Un bambino maschio di perfetta innocenza e di elevata intelligenza è la vittima più soddisfacente e più adatta.

Per le evocazioni è più conveniente collocare il sangue della vittima nel Triangolo: lo spirito può ottenere dal sangue quella sostanza sottile ma fisica che era la quintessenza della sua vita e assumere quindi una forma visibile e tangibile. Si veda in The Equinox I, v. Supplemento, X Aethyr, il Resoconto.

I maghi che si oppongono all’uso del sangue si sono sforzali ili sostituirlo con l’incenso. A tale scopo si può bruciare in granili quantità l’incenso di Abramelin. Anche il dittamo di Creta ò un mezzo prezioso. Entrambi gli incensi hanno natura molto eclittica e sono adatti per quasi tutte le materializzazioni.

Ma il sacrifìcio cruento, sebbene sia più pericoloso, è più efficace; per quasi tutti gli scopi il meglio è il sacrifìcio umano Il vero grande Mago saprà usare il proprio sangue, oppure quello di un discepolo, senza sacrificare irrevocabilmente la vita fisica Un esempio di tale sacrificio è indicato nel Capitolo 44 del Liber 333. Questa Messa può venire raccomandata in generale come pratica quotidiana.

Ancora qualche parola sull’argomento. Vi è un’Operazione Ma gica della massima importanza: l’Inizio di un Nuovo Eone Quando diviene necessario proferire una Parola, l’intero Pianeta deve essere bagnato di sangue. Prima che l’uomo sia pronto ad accettare la Legge di Thelema, deve essere combattuta la Grande Guerra. Questo Sacrifìcio cruento è il punto critico della Ceri­monia Mondiale della Proclamazione di Horus, il Figlio Incoro­nato e Vincitore, a Signore dell’Eone.

Tutto ciò è profetizzato nel Libro della Legge: lo studioso ne prenda nota ed entri a far parte delle Schiere del Sole. Vi è poi un altro sacrifìcio al cui riguardo gli Adepti hanno sempre mantenuto la segretezza più assoluta. E’ il mistero su­premo della Magia pratica. II suo nome è la Formula della Rosa-Croce.

E’ inopportuno tentare di compierlo fino a che non si è rice­vuta una regolare iniziazione nel vero Ordine della Rosa-Croce, ed è necessario avere preso i voti con la massima comprensione ed esperienza del loro significato. Inoltre, è estremamente opportuno che il Mago abbia raggiunto un grado assoluto di emancipazione morale, e quella purezza di spirito che deriva dalla perfetta comprensione delle differenze e delle armonie dei piani dell’Albero della Vita.

Per tale ragione Frater Perdurabo non ha mai osato servirsi di tale formula in modo pienamente cerimoniale, salvo una sola volta, in un’occasione d’enorme importanza, quando in realtà non fu Lui a fare l’offerta, ma UNO la fece per Lui. Infatti lui percepiva un grave difetto nel suo carattere morale, che lui potuto vincere sul piano intellettuale ma, fino ad ora, non ha potuto vincere su piani più elevati. Vi sarà riuscito prima della conclusione di questo libro.

I particolari pratici del Sacrificio Cruento possono venire studiati in vari manuali etnologici, ma le conclusioni generali sono riassunte nel Golden Bough di Frazer, che consigliamo caldamente al lettore. I particolari cerimoniali possono venire affidati alla sperimentazione. Il metodo dell’uccisione è in pratica uniforme. L’ani male deve venire colpito al cuore, oppure gli deve venire ta­gliata la gola; in ogni caso si deve usare il coltello. Tutti gli altri metodi di uccisione sono meno efficaci; persino nel caso della Crocifissione la morte viene inferta con il pugnale.

Si può osservare che come vittime si usano soltanto animali a sangue caldo, con due eccezioni principali. La prima è costi­tuita dal serpente, che viene usato soltanto in un rituale spe­cialissimo; la seconda è costituita dallo scarabeo magico del Liber Legis.

Una parola di avvertimento è forse necessaria per il princi­piante. La vittima deve essere in perfetta salute, altrimenti la sua energia può essere avvelenata. Inoltre, non deve essere trop­po grossa; la quantità di energia liberata è incredibilmente grande, e del tutto sproporzionata alla forza dell’animale. Di conseguenza, il Mago può venire facilmente sopraffatto e os­sessionato dalla forza che ha scatenato; questa allora si manifesterà probabilmente nella sua forma più bassa e deplorevole. Per la sicurezza è assolutamente indispensabile la più intensa spiritualità dello scopo.

Nelle evocazioni il pericolo non è molto grande, poiché il Cerchio costituisce una protezione; ma in tale caso il cerchio deve essere protetto, non soltanto dai nomi di Dio e dalle Invocazioni usate contemporaneamente, ma anche da una lunga abitudine alla difesa vittoriosa. Se vi lasciate turbare o allarmare facil­mente, o se non avete ancora vinto la tendenza a vagare della vostra mente, non è consigliabile che compiate il Sacrificio Cruento. Non si deve tuttavia dimenticare che questa, e l’altra arte cui abbiamo osato solo accennare, sono le formule supre­me della Magia Pratica.

FONTE BIBLIOGRAFICA

Aleister Crowley – Magick

 

 

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LA MAGIA

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La “Chiave minore di re Salomone” recita che la Magia non è altro che la più alta, assoluta e divina conoscenza della filosofia naturale, fatta progredire verso l’efficacia completa delle sue meravigliose operazioni dalla giusta comprensione delle virtù interne e nascoste delle cose.

Aleister Crowley, nel suo “Magic in Theory and practice” approfondisce il concetto fornendo la seguente sinossi.

DEFINIZIONE

La Magia e la Scienza e l’Arte di causare il verificarsi di cambiamenti conformi alla Volontà.

POSTULATO

Qualsiasi cambiamento si richieda, può essere provocato mediante l’applicazione di un giusto grado d’una certa forza nel giusto modo attraverso il giusto mezzo ad un giusto oggetto.

TEOREMI

1) Ogni atto intenzionale è un atto magico.

2) Ogni atto coronato da successo conferma il postulato.

3) Ogni insuccesso prova che una o più delle richieste del postulato non sono state soddisfatte.

4) Il primo requisito necessario per provocare qualsiasi cambiamento è la completa comprensione, qualitativa e quantitativa, delle condizioni.

5) Il secondo requisito necessario per provocare qualsiasi cambiamento è la capacità pratica di mettere in azione le forze adatte.

6) Ogni uomo e ogni donna è una stella.

7) Ogni uomo, e ogni donna, segue un certo corso, dipendente in parte da se stesso, in parte dall’ambiente che per ciascuno è naturale e necessario. Chiunque sia forzato a seguire un certo corso, sia per mancata comprensione di se stesso, sia per opposizioni esterne, entra in conflitto con l’ordine nell’universo, e ne soffre conseguentemente.

8) Un uomo la cui volontà cosciente sia in contrasto con la volontà vera, perde energie inutilmente. Non potrà mai sperare di influenzare in modo efficace il suo ambiente.

9) Un uomo che segua la sua volontà vera, è assistito dall’inerzia dell’universo.

10) La natura è un fenomeno continuo, anche se non sempre scorgiamo in qual modo le diverse cose siano fra loro connesse.

11) La scienza ci mette in condizioni di sfruttare la continuità della natura mediante l’applicazione empirica di certi principi il cui interagire coinvolge diversi ordini di idee connesse l’una con l’altra secondo schemi che superano la nostra presente comprensione.

12) L’uomo ignora la natura del suo stesso essere e dei suoi poteri. Anche l’idea che ha delle sue limitazioni è basata su esperienze del passato, ed ogni passo in avanti estende il suo dominio. Non vi e, di conseguenza, alcuna ragione di assegnare limiti teorici a ciò che egli potrebbe essere o potrebbe fare.

13) Ogni uomo e più o meno consapevole che la sua individualità comprende diversi ordini di esistenza, anche quando afferma che i suoi principi più sottili altro non siano che sintomi di mutamenti avvenuti nel suo veicolo più grossolano. Un concetto simile può essere applicato alla natura nella sua interezza.

14) L’uomo è in grado di essere, e di usare, tutto ciò che percepisce, in quanto tutto ciò che percepisce è in certo senso parte del suo stesso essere. Può perciò soggiogare alla sua volontà individuale tutto l’universo di cui è cosciente.

15) Ogni forza dell’universo può essere trasformata in una forza di altro genere mediante l’impiego di mezzi idonei. È quindi a nostra disposizione una riserva di forze inesauribili

16) L’applicazione di una data forza influenza tutti gli ordini di esistenza relativi all’oggetto al quale è applicata, quale che sia, fra questi ordini, quello direttamente interessato.

17) Un uomo può apprendere come usare qualsiasi forza per i propri scopi, traendo vantaggio dai teoremi esposti.

18) Può attrarre in se qualsiasi forza dell’universo facendo di se un ricettacolo adatto ad essa, stabilendo con essa una connessione, e predisponendo condizioni tali che la natura della forza costringa a fluire verso di lui.

19) L’uomo che si sente separato dall’universo e ad esso opposto, ne ostacola le correnti conduttive. Questo concetto lo isola.

20) L’uomo può attrarre ed impiegare solo quelle forze che gli sono congeniali.

21) Non vi sono limiti all’estendersi delle relazioni di qualunque uomo con l’universo nella sua essenza; infatti, non appena l’uomo diviene una cosa sola con l’universo, qualsiasi sistema di misura cessa di esistere, tuttavia, la sue capacità di utilizzare le forze universali sono limitate dai suoi poteri e capacità mentali, e dalle circostanze relative al suo ambiente umano.

22) Ogni individuo è, essenzialmente, sufficiente a se stesso. Ma non soddisfa ancora se stesso sino a quando non ha stabilito la giusta relazione con l’universo.

23) La magia è la scienza che comprende se stessi e le proprie condizioni. E l’arte dell’applicare all’azione questa comprensione.

24) Ogni uomo ha l’inalienabile diritto di essere ciò che è.

25) Ogni uomo deve fare della magia ogni volta che agisce o pensa. Il pensiero è infatti un atto interiore, la cui influenza infine si proietta sull’azione, anche se ciò può non avvenire istantaneamente.

26) Ogni uomo ha un diritto: quello dell’autoconservazione, il diritto di completarsi sino alla fine.

27) Ogni uomo dovrebbe fare della magia la nota centrale della sua vita. Dovrebbe impararne le leggi, e vivere secondo esse.

28) Ogni uomo ha il diritto di compiere il proprio volere senza preoccuparsi se questo interferisce con quello degli altri; perché se egli si trova al posto che gli è stato assegnato, se mai sono gli altri a non dover interferire con lui.

 

FONTE BIBLIOGRAFICA

Jorg Sabellicus – Iniziazione all’alta Magia

 

 

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IL BOHEMIAN GROVE ED IL CULTO DI MOLOCH

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La società moderna, nella sua decisa complessità e rapidità di cambiamento, conserva ancora oggi rituali appartenenti ad un passato remoto rivestendoli di nuove caratteristiche, in linea con i forti sviluppi che la storia e la morale comune hanno conosciuto negli ultimi due millenni.
Questo ancestrale attaccamento a determinate usanze, contrariamente a quanto suggerirebbe la casistica, non è esclusivamente proprio delle classi sociali meno favorite ma tende a riguardare anche – e soprattutto, per certi aspetti – le categorie più istruite e con maggiori disponibilità economiche.
E sarà proprio il mistero che andremmo a raccontare, un mistero assai complesso che dura da più di un secolo, a dimostrarci di come occultismo, idolatria e magia possano riguardare da vicino anche le personalità di spicco dello scenario politico ed economico mondiale.

Siamo nel 1872. Già da diversi anni i giovani giornalisti americani di famiglia alto-borghese erano soliti definirsi «bohemians» (con caratteristiche simili ai bohemians europei), un termine che ben presto divenne direttamente sinonimo di «scrittore d’articoli». Un discreto gruppo di questi presenti nello stato della California decise di fondare un circolo culturale con lo scopo di riunire gentlemenaccomunati dall’amore per le arti liberali: il Bohemian Club.
All’epoca erano ammessi solo giornalisti, con alcune eccezioni riservate a musicisti ed artisti di vario genere. L’organizzazione era strettamente gerarchica; i personaggi delle più alte cerchie si contraddistinguevano per i propri abiti eleganti ed eccentrici (Oscar Wilde di loro scriverà: «Non ho mai visto dei bohemians così ben vestiti in tutta la mia vita.»)

Le riunioni del gruppo, nel frattempo aperte anche a diversi esponenti del mondo politico, vennero spostate nel 1891 in un ampio bosco di sequoie ribattezzato successivamente «Bohemian Grove»: da allora il club si riunisce per ben due settimane della stagione estiva, tra luglio ed agosto, nella più assoluta segretezza.

Sebbene in principio queste «assemblee» erano perlopiù momenti di svago e di confronto culturale, in linea con la voluta estraniazione e disgusto della società di massa che si andava formando tipica dei bohemians europei, ben presto degenerarono in pratiche occulte e grottesche (con buona probabilità al tempo in questo vi fu una forte influenza delle dottrine teosofiche e dell’esoteristaAilester Crowley, in rapida ascesa tra i giovani dell’epoca).

Il motto del club, presente ancora oggi in un segnale all’ingresso di questo bosco, fu scelto dal secondo atto di «Sogno di una notte di mezza estate» di Shakespeare: «Weaving Spiders Come Not Here», che tradotto sarebbe: «I ragni tessitori non vengono qui», una sorta di monito rivolto agli invitati a lasciar perdere le “trame” della politica in quelle due settimane, ammonimento di solito ignorato.

Interessante notare come la stessa simbologia del gruppo non sia affidata al caso: il gufo, animale considerato “magico” secondo alcune credenze, da secoli simboleggia conoscenza (occulta), le tenebre, la morte. Nei geroglifici egiziani il gufo significa «morte» o «notte».
Questo probabilmente è uno dei numerosi inviti alla segretezza in quanto l’animale notturno agisce tra le tenebre, tenebre che celano molte cose all’occhio umano.

Altro più chiaro invito alla segretezza viene dalla statua di Giovanni (Jan) Nepomuceno presente nelle vicinanze della riva del lago all’interno del bosco, santo patrono della Boemia vestito con abiti di frate e con il dito poggiato sulle labbra in segno di silenzio.

Lo stesso terreno dove risiede il bosco dei bohemians viene considerato «sacro» da alcune popolazioni indiane, per le quali un tempo era luogo di sepoltura e rituali divinatori.

Com’è possibile immaginare questo alone di segretezza e misticismo che avvolge le riunioni del club ha destato nel tempo non pochi sospetti e dubbi, in particolar modo dopo la diffusione all’inizio del XX secolo d’alcune controverse foto scattate proprio durante diversi “rituali” effettuati dai partecipanti.

Queste bizarre rappresentazioni, dopo l’iniziale sconcerto dell’opinione pubblica, vennero celermente definite «teatrali», ovvero facenti parte di un più ampio corpus d’opere messe in scena dai presenti per puro svago estivo.
Tuttavia questa giustificazione sembra essere appropriata solo in piccola parte visto l’infinito numero di riferimenti espliciti a culti misterici, esoterismo e idolatria, per non citare l’imperativo della segretezza alquanto sospetto.

Nei decenni la routine riservata ai pochi invitati (divennero nel tempo solo politici di spicco) si è andata man mano definendo sempre più arrivando ad essere un vero e proprio programma curato nei minimi dettagli, programma che vi andremo a descrivere grazie alla coraggio di giornalisti infiltrati con lo scopo di documentare i «misteri» del posto.

La prima notte del campo estivo si esegue il rituale del “Cremation of care” (tradotto “Cremazione dell’intento“), una pratica d’esplicita origine occulta: la cerimonia prevede il sacrificio d’un fantoccio da parte di alcuni «sacerdoti» che indossano lunghe vesti nere previste di cappuccio. Questo fantoccio viene quindi bruciato ai piedi d’una statua con sembianze di gufo chiamata Moloch.

Moloch (anche detto MolechMolok o Molekh) in antichità era la divinità degli Ammoniti, popolo che risiedeva al tempo nell’attuale Giordania, alla quale si era soliti sacrificare i propri figli o gli infanti comprati al mercato degli schiavi. Questo culto, proprio di molte popolazioni del Mediterraneo, sopravvisse sino al II secolo d.C. sotto diverse forme; il biografo Plutarco (46-127 d.C.) così scriveva a riguardo:

«I Cartaginesi sgozzavano i propri figli ai piedi degli altari. Coloro che non avevano figli, li acquistavano dai poveri. Li sgozzavano come si faceva con gli agnelli e gli uccelli. La madre assisteva al sacrificio senza versare una lacrima, senza emettere un lamento. Inoltre, ai piedi della statua, tutto il recinto era pieno di suonatori di flauto e di tamburi, affinché non si udissero le urla e i gemiti delle vittime.»

Questo idolo aveva “le mani stese, il palmo rivolto verso l’alto, e inclinate verso il suolo, in modo tale che il bambino ivi posato, rotolasse e cadesse in una fossa piena di fuoco.” (descrizione dello storico greco Diodoro Siculo)

Il terrificante riferimento a Moloch voluto dai bohemians desta quindi numerosi sospetti sull’effettivo scopo della cerimonia: il «care» rappresentato dal fantoccio sembrerebbe dunque essere piuttosto una sorta sostituto per il sacrificio umano (da notare che i partecipanti tendono a minimizzare questo evento, descrivendolo come «il voler bruciare le preoccupazioni»).
Alcuni giornalisti hanno avanzato l’ipotesi che in tempi meno recenti fossero stati sacrificati dei bambini orfani, seppur la cosa non è ovviamente dimostrabile per mancanza di fonti.
Ad aumentare i sospetti sugli intenti viene in aggiunta la simulazione della voce del gufo-idolo, diffusa tramite apparecchi situati nel bosco, come a voler rappresentare una vera e propria divinità intenta a rispondere ai fedeli.
Da notare: in questa rappresentazione vi sono dei momenti di buio totale ove i presenti si dilettano nello scimmiottare versi d’animali d’ogni tipo.

Le successive giornate, oltre a contenere momenti di relax e svago, ad oggi conservano molte di quelle pratiche ed usanze delle riunioni d’inizio secolo tra le quali troviamo simulazioni dinecromanzia, divinazione e, secondo diverse testimonianze, orgie omosessuali e non.

Un primo indizio potrebbe venire da questa foto (sempre d’inizio ‘900) raffigurante un bohemian vestito da Pan, il satiro della sessualità e delle orgie presente nella mitologia greco-romana. A tal proposito non vi è mai stata una completa negazione da parte dei partecipanti passati e presenti; allo stesso modo il reporter americano Alex Jones afferma d’aver addirittura assistito ad episodi di questo tipo.

La mente ci riporta inevitabilmente alle orgie dionisiache volute da certi imperatori romani descritte nel romanzo Quo Vadis? e dallo storico antico Svetonio.

Le pratiche occulte e sessualmente deviate appena descritte in realtà destano ancora più scalpore nel momento in cui si viene a conoscenza della lista dei membri illustri del club:  Dwight Eisenhower, Richard Nixon, Gerald Ford, Ronald Reagan, Bill Clinton, George Bush Senior, George Bush Junior, Al Gore, Tony Blair, Shimon Peres, Helmut Schmidt, Rupert Murdoch, Arnold Schwarzenegger, e Bono (cantante degli U2).

Negli anni, come prevedibile, le manifestazioni organizzate da alcuni attivisti contro queste «riunioni» segrete si sono susseguite dando risalto mediatico alla strana questione del Bohemian Club, sensibilizzando la società americana a riguardo.

Tuttavia gli interrogativi erano e rimangono molteplici in virtù del fatto che nel mezzo di queste rappresentazioni esoteriche si possano decidere i destini dell’economia e della politica mondiale, una preoccupazione del tutto legittima che va ben oltre il tentativo di minimizzazione messo in atto dagli ospiti.

Ancora oggi il Bohemian Grove, tra le sue sequoie secolari e rami talmente intricati quasi a voler celare anche al sole certi avvenimenti, nasconde nel silenzio i più profondi misteri d’un luogo ove occultismo, antichità, misticismo e idolatria danzano insieme in una grottesca rappresentazione degli ancestrali vizi umani.

FONTE

Lorenzo Tacchio

http://www.misteridellastoria.com/

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IL TEMPIO DI SET E LA CHIESA DI SATANA

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Nel 1968, ANTON LAVEY incontra MICHEAL AQUINO, un’ufficiale dell’esercito americano specializzato in controspionaggio e disinformazione che (a differenza di LaVey) può vantare un’educazione universitaria. Gradualmente, Aquino diventa il principale organizzatore della CHIESA DI SATANA, che struttura in unità locali chiamate “grotte” e arriva a reclutare circa trecento membri attivi.

Le origini della Chiesa di Satana derivano dall’incontro in California negli anni sessanta fra una tradizione Crowleyana, il mondo della controcultura e delle organizzazioni di tipo anticlericale e di contestazione della morale stabilita come la Lega per la Libertà Sessuale di cui LaVey era un attivo frequentatore. Negli anni Sessanta la CHIESA DI SATANA di San Francisco si è posta alle origini del satanismo contemporaneo e ne ha ampiamente determinato un’immagine che dura ancora oggi, benché negli ultimi anni la sua attività si sia ridotta ai minimi termini.

Il suo fondatore, ANTON SZANDOR LAVERY (1930-1997), ha raccontato per anni ai giornalisti una versione pittoresca della storia della sua vita, che ha continuato ad essere ripetuta fino agli anni 1990, quando una serie di articoli del giornalista del New Yorker Larry Wright hanno dimostrato che la maggior parte dei particolari era falsa. Il vero nome di LA VEY era Howard Stanton LeVey. Nel 1951, LaVey aveva cominciato ad interessarsi alle idee dell’occultista inglese ALEISTER CROWLEY (1875-1947) e aveva aderito ad un gruppo dell’ORDO TEMPLI ORIENTIS (a suo tempo diretto da CROWLEY) a Berkeley, collegato alla AGAPE LODGE di Pasadena fondata da Wilfred Talbot Smith e da Jack Parson. Negli anni successivi, LaVey diventa piuttosto critico nei confronti di CROWLEY dell’O.T.O. Ma nel frattempo in questo ambiente ha incontrato il regista underground Kenneth Anger. Nel 1961, LaVey e Anger fondano un’organizzazione chiamata MAGIC CIRCLE, il primo nucleo della Chiesa di Satana, fondata a sua volta il 30 Aprile 1966. Nei tolleranti anni Sessanta, il Satanismo diventa una moda in California ed è accolto con una sorprendente simpatia dai media.La pubblicazione da parte di LaVey di SATANIC BIBLE nel 1969 chiarisce che la CHIESA DI SATANA non promuove il male in quanto tale, né crede che il Diavolo esista veramente. Si tratta piuttosto di un paradossale “movimento del potenziale umano”, anticristiano e laicisita in modo militante, dedito all’esaltazione di un tipo umano che, liberato dalle superstizioni religiose e dalla nazione di peccato inculcata dal Cristianesimo, possa vivere felice e prosperare nel pieno godimento di quanto la vita abbia da offrire. I rituali di LaVey onorano Satana in un modo puramente simbolico e la versione di SATANIC BIBLE pubblicata nel 1972 è una versione ampiamente riveduta e corretta per il pubblico esterno dei riti effettivamente praticati dai seguaci di LAVEY, ampiamente improntati alle pratiche di MAGIA SESSUALE di CROWLEY cui invece non si fa cenno nella pubblicazione del 1972. Lasciando la CHIESA DI SATANA, AQUINO ne prevede la rapida sparizione : ma la sua profezia non si rivela del tutto esatta.

Per molti anni LA CHIESA DI SATANA rimane una semplice organizzazione di vendita per corrispondenza di tessere, diplomi, oggetti rituali e pubblicazioni, dopo che le riunioni delle unità locali sono cessate. Ma proprio questo basso profilo aiuta LaVey a tenersi lontano dai guai quando, dopo il processi CHARLES MANSON (1971) e l’affermarsi dei movimenti anti-sette, i media americani rovesciano il loro atteggiamento precedente di benevola tolleranza e iniziano campagne contro il Satanismo.

Sempre all’inizio degli anni Settanta, scoppia un contrasto tra LaVey e Aquino. Da un punto di vista ideologico, AQUINO COMINCIA A CREDERE NELL’ESISTENZA REALE E FISICA DI SATANA (che preferisce chiamare SET) un’entità con cui è possibile a certe condizioni entrare in comunicazione, il che lo porta a ripudiare la versione “razionalista” del satanismo di LaVey. Da un punto di vista organizzativo, Aquino resta legato al modello dei “Grottos” mentre LaVey si dichiara non interessato a gestire un sistema che assomiglia ad una Chiesa tradizionale, tanto più quando alcuni leader locali si mettono nei pasticci con la legge per diversi piccoli reati (LaVey non cessa di vantare la sua scrupolosa osservanza di tutte le leggi dello Stato, da non confondere con il suo disprezzo per le leggi della morale e delle religioni). Nel 1975 se ne distacca, ufficialmente per problemi organizzativi legati al modo diverso di considerare le “Grotte”…di fatto perché Aquino ripudia il satanismo razionalista di Lavey e si convince dell’esistenza di SET (SATANA).

Il 21 Giugno 1975 Aquino trasforma le “Grotte” in “Piloni” e fonda IL TEMPIO DI SET portando con sé molti adepti della CHIESA DI SATANA. Viene promosso un satanismo OCCULTISTA fondato sulla convinzione che SET esista veramente. Convinto che dopo gli “eoni” di CROWLEY e LAVEY si sia aperto il suo e che il Creatore abbia negato all’uomo l’intelligenza che gli è stata invece data dal Principe delle Tenebre, ripudia Dio e si schiera dalla parte dell’Avversario, l’unico che a suo parere può rendere libero e realizzato l’uomo.  Nel nuove Eone, che inizia appunto nel 75, i riti devono essere semplificati e diventare più un colloquio con SET che un rituale. Nel libro “MAGIA NERA IN TEORIA E PRATICA” Aquino scrive SET esiste e che può essere evocato, riprendendo la MESSA NERA descritta da CROWLEY, compresa una variante dell’AMRITA (bevanda sacra Indù, fonte di immortalità, che nel satanismo viene identificata a volte con lo sperma e a volte con misto di bevande eccitanti, droghe ed un pizzico di sangue).  Nelle messe nere di Aquino – che non sono altro che rituali in cui la liturgia cristiana viene rovesciata e dissacrata – si onora Satana e si bestemmia Dio, si celebra la sessualità attraverso la nudità e l’atto sessuale in ogni forma, si pratica la magia sessuale, si profanano il crocifisso e le ostie consacrate.

Nel tempio di Set si riconosce una differenza primaria tra mondo soggettivo e mondo oggettivo. Il mondo soggettivo è il mondo interiore di ogni essere senziente dell’universo e vi sono tanti universi soggettivi quanti esseri senzienti. La conoscenza del mondo oggettivo è spesso indiretta in quanto giunge filtrata da appartenenti del mondo soggettivo. L’universo soggettivo non è vincolato alle leggi dell’universo oggettivo, e può agire in maniera innaturale o libera dalle limitazioni del mondo, dei cinque sensi e delle tre dimensioni. L’epicentro di questo universo è ciò che comunemente è denominato “anima”. Per il Tempio di Set è impossibile sposare l’istanza della via di MANO DESTRA, cioè l’armonizzazione dell’universo soggettivo alle regole dell’universo oggettivo.

<< L’umanità esiste per cercare la conoscenza della legge, e aderire alla legge stessa per giungere ad un’unione finale con la realtà universale. Quando questa unione è completa, il sé individuale si annienta. In questo stato l’ego è distrutto nel momento in cui si entra nel “paradiso” od un’esistenza/inesistenza nirvanica >>

Secondo Il Tempio di Set, in contrapposizione a ciò, la via di MANO SINISTRA è

<< Il sentiero di NON-UNIONE con l’universo oggettivo. E’ la via per isolare la coscienza all’interno dell’universo soggettivo, in uno stadio di solitudine auto imposta, raffinando l’anima verso livelli ancora più perfetti. Si fa dunque si che l’universo oggettivo si armonizzi con la volontà della psiche individuale, invece del contrario. Laddove la via di mano destra è TEOCENTRICA, la via di MANO SINISTRA è incentrata sul SE’ >>

Aquino ritiene che l’universo oggettivo non sia l’unica realtà e che l’uomo, parte e creatore anche di un universo soggettivo, abbia in sé una scintilla di vita che contraddice e contesta tutte le leggi oggettive e naturali. L’esistenza di questa scintilla non postula in modo obbligatorio la creazione, ma richiede almeno l’intervento nell’evoluzione (in tempi preistorici) di un’entità intelligente distinta dall’universo oggettivo ed in conflitto incidentale, se non totale, con le sue leggi. Qualunque siano i suoi motivi, egli avrebbe instillato nell’umanità il potenziale per esercitare la stessa prospettiva, e l’intelligenza per farlo con un proposito deliberato e creativo. Lo “straniero misterioso” che ha agito ai primordi dell’umanità è un avversario del cosmo e della natura, e pertanto può essere chiamato Diavolo. E’ da questo punto di vista – per distinguersi dai tentativi puerili di entrare in armonia con il cosmo (religione e magia bianca) – che il Tempio di Set ritiene opportuno caratterizzare le sue attività con i termini di “magia nera” e di “satanismo”. Del resto, i “SET-IANI” non praticano solo la “Piccola Magia Nera” (che consiste nell’utilizzare il mondo oggettivo per i propri fini) ma anche la “Grande Magia Nera” (che porta a controllare con la propria volontà l’universo soggettivo, che è decisamente più importante).

Aquino fa notare che durante L’EONE DI SATANA (1966-1975) una certa memoria di razza di un qualche cambiamento preistorico del naturale corso dell’evoluzione umana è sembrata emergere anche al di fuori degli ambienti Satanisti.

La “Piccola Magia Nera” consiste nel far accadere qualcosa senza spendere il tempo e l’energia necessaria per farlo accadere attraverso un processo diretto di causa ed effetto. Si tratta di variazioni sullo stesso tema di base : conoscere le leggi fisiche e di comportamento dell’universo “oggettivo” e manipolarle a proprio vantaggio. BISOGNA RICORDARE CHE AQUINO È UN PROFESSIONISTA DELLA DISINFORMAZIONE NEL CONTROSPIONAGGIO DELL’ESERCITO E CHE LA “PICCOLA MAGIA NERA” SI RIVELA UNA PRESENTAZIONE IN GERGO OCCULTISTICO DI ALCUNE TECNICHE DI MANIPOLAZIONE DELL’AVVERSARIO NOTE AI SERVIZI SEGRETI OCCIDENTALI ED ORIENTALI.

La “Grande Magia Nera” è un rituale che combina il sistema di GOLDE DAWN, CROWLEY, LAVEY e contributi personali di AQUINO. Lo scopo da raggiungere consiste in un processo descritto come XEPERING e la parola del nuove EONE DI SET è XEPER, il cui significato è DIVIENI !

XEPER pronunciato KHEFFER è il termine egiziano geroglifico per “diventare” e per “a venire in essere”. Si tratta di realizzare la propria volontà, ma con l’aiuto del PRINCIPE DELLE TENEBRE, colui che ha dato in origine l’intelligenza agli uomini. L’iniziato, durante il rituale, crea il suo “doppio magico” (KA in Egiziano) e lo lancia quindi sul PIANO ASTRALE per eseguire la propria volontà. Aquino ha cercato di eliminare tutti gli aspetti clamorosi dei riti della Chiesa di Satana. Aquino suggerisce riti individuali o di coppia. Si può procedere secondo le sue preferenze e la sua fantasia, invocando gli Dei che preferisce, se non importa se mitici o reali, trattandosi pur sempre di manifestazioni della personalità di SET.

FONTE

ISTITUTO MEME – Ordo Draconis et Atri Adamantis, Dragon Rouge , Loggia Sothis

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