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IL SISTEMA GETTA LA MASCHERA

La Morte Nera in Guerre stellari (1977) di George Lucas.

“Non nutrite dentro di voi energie contrarie a quelle che volete si diffondano veramente sul pianeta. Se volete un mondo senza aggressività, non siate aggressivi. Se volete un mondo libero, smettetela di sentirvi prigionieri, perché la prigione è sempre una psico-prigione e origina dall’interno di voi stessi.

I maestri hanno già previsto una stretta della morsa del controllo in questo periodo storico. Ma sappiate che siamo osservati e assistiti. Non siamo soli. Questo periodo è un test. Il vostro compito non è rovesciare il Sistema, ma restare “dritti in mezzo alle rovine”. Incorruttibili, centrati, privi di paura e odio. Così diventate davvero imprevedibili e quindi pericolosi per il Sistema.

Quello dei vaccini è solo un esempio. Io la considero più una “marchiatura psicologica” che un problema di salute. Il problema infatti non è la scientificità delle dichiarazioni che vengono fatte da ambo le parti, ma si tratta di accettare o non accettare dentro di sé il “marchio del Sistema”. Questo è molto più importante. Si tratta di dichiarare di avere o non avere una completa fiducia nel Sistema. Si tratta di affidare o non affidare la salute dei propri figli a un apparato scientifico-medico-politico-finanziario, nel quale evidentemente si crede ciecamente.

È un momento in cui siete chiamati a fare una scelta importante: dentro o fuori, accettando le conseguenze che possono derivare da entrambe le scelte.

Il punto, infatti, non sta nel combattere il Sistema, ma nella vostra capacità di aggirarlo e di sfruttarne le pecche (gli strappi nella rete). Per chi non vuole accettare determinate condizioni, c’è sempre e ci sarà sempre il modo di farlo (ricordate: non siamo soli), ma non sarà così semplice come accettarle. Costerà di più… in tutti i sensi. Ma non dovete entrare in una psicologia di paura, rabbia e contrapposizione, altrimenti vi gonfierete e non passerete più attraverso gli strappi della rete.

Sto constatando che gli ultimi eventi hanno portato alla nascita di scuole parentali e comunità autosufficienti. Questa è la strada giusta. Fino ad oggi avete dormito, sperando che questo momento sarebbe stato rimandato all’infinito, sperando che, in fondo, fossero tutte esagerazioni dei complottisti. Ma la Lorenzin, suo malgrado, vi sta risvegliando alla realtà dei fatti: questo pianeta è saldamente nelle mani di qualcuno che vuole un’umanità asservita – malata fisicamente e succube psicologicamente.

Adesso non si tratta di combattere ciò che c’è, bensì di creare il nuovo: una società dentro la società. Una rete di piccole comunità autosufficienti diffuse lungo tutto il territorio, all’interno delle quali non importa che i bambini abbiano il benestare dell’autorità scolastica per operare nel mondo. Questi bambini diventeranno adulti totalmente differenti da noi. Non saranno laureati, semplicemente perché non ne avranno bisogno. Nei prossimi anni la laurea non varrà più nulla e solo le qualità interiori decideranno del futuro dei nostri figli. Loro sono la nuova specie che abiterà la Terra. Ripeto: abbiate il coraggio di osare, perché siamo sostenuti. Ma abbandonate la rabbia, smettete di crogiolarvi nel “senso di ingiustizia”, perché sono entrambi frutto della paura, ossia zavorre che vi tengono ancorati a terra impedendovi di volare.

L’essere umano, che viene fatto entrare in maniera progressiva in questo stato di istupidimento, a un certo punto non desidera neanche più la libertà in quanto non sa più cosa significa.

Il cittadino medio di oggi dichiarerebbe anche sotto tortura di essere libero e di vivere all’interno di una democrazia. L’idea infantile di cosa è una dittatura che viene trasmessa a scuola, fa sì che tutto ciò che non somiglia alle dittature del secolo scorso venga considerato democrazia.

Basterebbe utilizzare il piano mentale ad un livello poco sopra l’ordinario per realizzare che viviamo già in una dittatura dove alle masse viene letteralmente ordinato… non tanto cosa fare, quanto cosa pensare, cosicché il fare sarà poi unicamente una diretta conseguenza del pensare. Se lo show mediatico ti ripete che è in corso una pandemia che fa centinaia di vittime ogni giorno, allora sarai tu stesso a chiedere maggiori restrizioni della libertà e più controlli da parte di polizia ed esercito.

Se lo show mediatico ti convince che il morbillo fa migliaia di morti, allora sarai tu stesso a volere il vaccino per i tuoi figli e chiederai che diventi obbligatorio anche per i figli degli altri.

Lo spauracchio di un fantomatico ritorno di un despota cattivo, serve proprio a trattenerci nella dittatura reale. E questo è il senso dell’attuale anti-fascismo di stampo mediatico.

Cosa accade a un bambino al quale non viene permesso di giocare e avere rapporti ravvicinati con altri bambini per… per quanto?

Impossibile stabilire per quanto tempo ancora…cosa accade lo scopriremo in futuro, quando questa generazione sarà cresciuta.

Il Lato Oscuro ovviamente lo sa già, perché non si muove mai a caso, ma sempre solo per ottenere risultati precisi nella psiche umana, agendo sul breve, medio e lungo termine. L’ADDORMENTAMENTO DELLA COSCIENZA E IL DOMINIO DELLA PSICHE UMANA SONO I VERI OBIETTIVI; guerre, crisi economiche e virus sono solo dei mezzi.

Non è mai in gioco l’aspetto fisico, bensì quello psicologico e animico, per cui se nel trovare delle soluzioni ci focalizziamo unicamente sull’aspetto fisico (salvare i corpi a tutti i costi) ignorando le modificazioni psicologiche che stanno avvenendo nella società, facciamo esattamente il loro gioco.

Ma adesso torniamo agli adulti. Ogni essere umano è un sistema energetico che interagisce quotidianamente con centinaia di altri sistemi energetici come lui. Quando ci avviciniamo a meno di un metro da una persona le nostre auree si compenetrano e avviene un importante scambio energetico. Le nostre auree in realtà entrano in contatto anche prima; per esempio, una persona con un corpo mentale particolarmente sviluppato – un filosofo (ho detto un filosofo, non un laureato in filosofia), un matematico, un intellettuale molto intelligente, un grande artista – può avere un’aura mentale d’un paio di metri, che si estende anche di tre o quattro volte quando insegna in un’aula. Tuttavia, il metro di distanza segna sicuramente l’intimità aurica per una persona media.

Quando ci si dà la mano avviene uno scambio energetico ancora più profondo, poiché le energie delle due persone entrano in contatto grazie al chakra che si trova al centro dei palmi. Il bacio sulla guancia è un altro livello di intimità, in quanto le teste si toccano e le due auree mentali per qualche istante si compenetrano totalmente. L’abbraccio è il livello precedente il rapporto sessuale: i due chakra del Cuore entrano in contatto. Non è un caso che all’abbraccio venga spesso associato il termine “fraterno”, in quanto di solito riguarda un momento commovente. Difficilmente ci si abbraccia per convenzione o per abitudine, come si fa invece nel dare la mano.

Nel “distanziamento sociale” tutto ciò viene a mancare. In aggiunta a questo, avrete notato che le persone stanno ben più distanti del metro obbligatorio; di norma cambiano marciapiede pur di non incrociare nessuno. Improvvisamente l’energia fra le persone smette di scorrere in maniera fluida, soprattutto fra persone che prima si conoscevano e si davano la mano e che adesso non possono più farlo. Non possono… e non vogliono più farlo, perché sono convinti di stare agendo in maniera utile per la propria salute e per quella pubblica. Questo è il colpo di genio del Lato Oscuro: gli incatenati chiedono che le loro catene diventino ancora più corte… pur di sopravvivere. Incatenati, ma vivi. La sopravvivenza dei corpi a tutti i costi, con la massima noncuranza per tutto ciò che è psicologico, sia da parte del Governo che da parte degli stessi cittadini.

Le persone sono contente di perdere i propri diritti fondamentali se le porti a credere che questo sia il male minore, un piccolo sacrificio da fare per il bene di tutti. Di conseguenza, chi non la pensa nello stesso modo si sente subito in colpa nei confronti della società, un menefreghista, e come tale viene considerato dagli altri cittadini se osa esprimere all’esterno la sua diversità di pensiero.

Aggiungiamo anche il fatto che adesso “l’altro” viene istintivamente guardato con sospetto. La persona che fa la spesa nel tuo stesso supermercato potrebbe essere infetta e quindi “portatrice di morte”. L’estraneo diviene sempre più alieno e potenziale portatore di pericolo… fino a prova contraria. Tutto questo sta già incidendo pesantemente sulla psicologia sociale. Io ho la fortuna di poterlo vedere mentre accade, in diretta, nella testa delle persone che incontro quando vado a fare la spesa.

Adesso fate bene attenzione a quello che sto per dirvi.

Con il “distanziamento sociale” ci separano per controllarci sul piano psicologico/energetico, più che su quello fisico. Nel momento in cui i tuoi legami energetici con le altre persone vengono tagliati, tu cominci a fidarti più del telegiornale che dei tuoi concittadini. L’unico punto di riferimento per il tuo modo di pensare diventa l’informazione ufficiale. Questo passaggio è subdolo proprio perché avviene in maniera automatica. Lo scambio di idee fra cittadini diventa sempre più debole a causa dell’impossibilità dello scambio energetico fra le auree degli individui. Non avete idea di quanto sia importante la chiusura dei bar da questo punto di vista. Al bar le auree si mischiano e le idee si trasferiscono da una persona all’altra solo perché state bevendo il caffè a 10 centimetri di distanza uno dall’altro. Io al bar lavoro, in quanto irradio ciò che sono verso chi mi circonda, anche se sto in silenzio. Sui social non si può lavorare nello stesso modo. QUANDO DUE PERSONE SI PARLANO, LO SCAMBIO PIÙ AUTENTICO AVVIENE SUL PIANO ENERGETICO, NON SUL PIANO VERBALE COSCIENTE, come qualunque esperto di comunicazione sa bene. Se interrompi il contatto energetico che avviene grazie alla vicinanza delle auree, lo scambio diviene superficiale e quindi pressoché vuoto.

Il divieto di creare assembramenti rappresenta la ciliegina sulla torta. Le rivoluzioni, così come, più in generale, i grandi cambiamenti sociali, sono sempre avvenuti grazie alla possibilità dei cittadini di riunirsi e organizzarsi. Per esempio, se non siamo d’accordo con una decisione del Governo, ci organizziamo e scendiamo in piazza… ma come possiamo farlo se è vietato? Il diritto fondamentale di manifestare in piazza è stato sospeso insieme a tutti gli altri diritti… perché c’è una peste? No. Perché c’è una guerra? No. Perché c’è l’influenza. E il cittadino stesso non andrebbe mai in piazza, perché lui per primo avrebbe paura di essere contagiato dagli altri manifestanti (intravedete la genialità dei maghi neri che hanno orchestrato questa situazione?). La paura della morte che prende il sopravvento su ogni desiderio di libertà.

Sul piano energetico è stato creato un vero e proprio blocco. L’energia non circola più. Immaginate se nel vostro cervello a un certo punto l’energia non dovesse più circolare. I neuroni scambiano tra loro informazioni grazie all’emissione e la ricezione di segnali elettrici che attraversano la membrana cellulare. Se questo scambio elettrico venisse alterato diventereste degli idioti, incapaci di intendere e di volere, degli zombi… o potreste addirittura morire. Ebbene, questo è esattamente ciò che stanno facendo al tessuto sociale. E questo, lo abbiamo detto fin dall’inizio, è proprio la finalità del Lato Oscuro: addormentamento e sottomissione, ossia la creazione e il mantenimento di uno stato semi-ipnotico generalizzato.

Capite perché i media insistono tanto sul concetto di “distanziamento sociale”? Capite perché il distanziamento è così fondamentale per il Lato Oscuro e perché questa situazione durerà ancora molto a lungo? Capite perché le scuole sono state le prime a chiudere e saranno le ultime ad aprire? Con il distanziamento dei bambini hanno creato un precedente; questo renderà più semplice la sottomissione psicologica della generazione futura.

Innanzitutto, occorre dire che virus e batteri abitano normalmente nell’organismo di tutti quanti noi. Anche i virus dell’influenza. Anche il covid-19, che non fa eccezione. Solo in Italia è probabile che ci siano milioni di persone che si portano in giro questo virus. Il virus di per sé non uccide nessuno, tuttavia il suo effetto può essere più o meno importante per l’organismo ospite a seconda del “terreno” che trova. Il punto non è cosa fa il virus, ma come reagisce il nostro organismo. Avete presente coloro che risultano positivi all’HIV, ma non si ammalano di AIDS?

Capite quindi quanto sia inutile, fuorviante e dannoso per la psicologia delle persone sbandierare ogni sera il numero dei “nuovi contagiati” o “nuovi infetti”. Quanti più test facciamo, tanti più “infetti” troveremo, per cui sbattere questi numeri in faccia alla gente serve solo a creare maggiore panico. Non abbiamo idea se gli “infetti” conteggiati ogni sera siano davvero “nuovi” e se l’incremento del loro numero significhi che il virus si stia davvero diffondendo a macchia d’olio; di sicuro sappiamo solo che sono state scoperte altre persone che lo avevano già nel loro organismo, chissà da quanti mesi.

Secondo aspetto di non poco conto, da un certo momento in poi, nel fare la conta dei deceduti si è smesso di distinguere fra coloro che avevano una o addirittura più patologie preesistenti e coloro che erano perfettamente sani. Invece è proprio questa distinzione che può far comprendere meglio alle persone quanto questo virus sia effettivamente letale e quanto no, magari diminuendo così il livello generale della paura. Per esempio, registrare un malato terminale – che si prende il covid-19 e muore una settimana prima di quando avrebbe dovuto morire a causa della sua malattia – come un deceduto a causa del virus, per quanto tecnicamente corretto, non mi pare per nulla onesto nei confronti della gente. In questo modo il numero dei deceduti diventa “gonfiato”.

Come ho già spiegato nei miei precedenti articoli, non credo nella malafede di qualcuno, anzi, sono convinto che politici, giornalisti e virologi stiano facendo del loro meglio con il materiale mentale che la natura ha loro concesso. Non voglio criticare il lavoro di nessuno. Dal momento che ho già spiegato la situazione generale, in quest’ultimo articolo mi sto limitando a porre domande e fornire un punto di vista differente.

Una domanda interessante potrebbe quindi essere: «Cosa fa sì che per la grande maggioranza delle persone la presenza del virus sia innocua, mentre alcuni manifestano i sintomi di una forte influenza… e una percentuale minore viene addirittura condotta fino alla morte?»

In altre parole, perché io e te ce ne andiamo entrambi a spasso con il virus, ma a te non fa niente, mentre io finisco in terapia intensiva? Questa è una domanda che potrebbe davvero aiutarci a comprendere. Magari sarebbe anche interessante studiare le condizioni ambientali in cui il virus si è manifestato con maggiore incidenza: inquinamento atmosferico, presenza di eccezionali emissioni elettromagnetiche… per fare degli esempi.

Dal punto di vista esoterico, non stiamo dunque parlando di un’entità omicida che colpisce a caso fra la popolazione, ma qualcosa che chiama a una sorta di “resa dei conti” coloro per i quali è giunto il momento. Cominciare a ragionare secondo questo nuovo schema di pensiero, modifica di molto la percezione del problema.

Per esempio, mi hanno raccontato personalmente almeno quattro o cinque casi di questo genere: un anziano si sente male, lo portano in ospedale, gli fanno il test, scopre di essere positivo al covid-19. Da qui è l’inizio della fine. Il suo stato psicologico diventa negativo, i sintomi peggiorano e va in insufficienza polmonare. Questo accade proprio perché le persone sono oramai convinte che sia il virus ad ucciderle… mentre ad ucciderle sono i tg che fanno vedere i camion che trasportano le bare. Se sei convinto di avere un virus assassino che circola libero nel tuo corpo, ti occorre una centratura interiore eccezionale per non precipitare psicologicamente. La letteratura scientifica che tratta del rapporto tra efficienza del sistema immunitario, resistenza alle patologie e stato psicologico del paziente è davvero ampia, non ci sarebbe infatti alcun bisogno di ricorrere alla Scienza dell’Anima per comprendere che molte più persone si sarebbero potute salvare in assenza di questo clima di terrore da pandemia.

Altra considerazione che non posso non fare, per quanto capisco che sia impopolare. Di fronte a un virus possiamo reagire APRENDOCI o CHIUDENDOCI. Questo in realtà vale per una qualsiasi malattia, così come per la comparsa d’una situazione insolita nella nostra vita. Il nostro Governo, imitato poi dalle altre nazioni, ha deciso di chiudersi. Qualche capo di Stato ha resistito un po’ di più (vedi Boris Johnson), ma alla fine tutti hanno ceduto o cederanno. È ancora storicamente troppo presto perché qualcuno trovi il coraggio di fare ciò che in realtà potrebbe benissimo essere fatto: aprirsi al virus.

Da un punto di vista esoterico (non saprei dirvi a quali conclusioni è giunta la scienza profana in proposito) un’epidemia si comporta in questo modo: cresce, raggiunge un apice e poi decresce. Un po’ come accade per qualsiasi altra cosa. Il punto è che lo fa INDIPENDENTEMENTE dalle misure di contenimento adottate. Essa segue il suo corso di crescita-apice-decrescita, sia che noi come società ci chiudiamo, sia che noi ci apriamo psicologicamente al virus. Il numero dei morti non cambia. Questa teoria non è dimostrabile, ma non lo è nemmeno il contrario. E a me non interessa dimostrare nulla, in quanto il mio unico punto di riferimento è la conoscenza iniziatica. Forse un giorno la scienza profana arriverà alle stesse conclusioni… o forse no… io non ho fretta.

Se un’epidemia non fa il suo corso, portandosi via tutti coloro che è venuta a prendere, non cessa. Se alle persone si permette di circolare liberamente, il virus dilaga in un tempo minore, ma questo non significa che chi non doveva ammalarsi si ammalerà e chi non doveva morire morirà… per sbaglio. Se avete deciso di fare un lavoro su voi stessi, questi concetti vi devono essere chiari, altrimenti io non sto svolgendo bene il mio compito. Chiudere un Paese non serve a nulla, se non a dare inizio a una certa condizione psicosociale di depressione e a causare una crisi economica, due aspetti che vanno di pari passo. Sulla necessità di riaprire le attività mi sono espresso in un precedente articolo: Ripartiamo!

Vi lascio con un ultimo messaggio, che in verità riassume gli ultimi quattro articoli.

Le misure di contenimento sociale che sono state prese, non sono minimamente commisurate alla reale entità del pericolo che l’umanità sta attraversando. Stiamo semplicemente vivendo un’allucinazione collettiva originata attraverso un rituale da alcuni potenti maghi neri, per i fini che ho già chiarito negli articoli precedenti.

Dal momento che TUTTO ha una sua ragione di esistere dal punto di vista spirituale, le azioni messe in atto dal Lato Oscuro hanno lo scopo di tenere prigioniere di un’illusione le persone, ma al contempo non possono evitare di favorire – come effetto collaterale – il risveglio di chi è pronto per realizzarlo.

Salvatore Brizzi

L’INIZIAZIONE OCCULTA AL NUOVO ORDINE MONDIALE

Il canale video “Truthstream” ha recentemente pubblicato un interessante video che spiega come la crisi del coronavirus e il modo in cui le autorità la affrontano, hanno tutte le caratteristiche di un iniziazione rituale.

Nel 2018 i creatori di Truthstream Media avevano già pubblicato un video che mostrava come la società di oggi stia passando attraverso un’iniziazione inconscia (”Does Society Realize It Is Being Initiated?”).

Nei video vennero discussi alcuni fatti particolari, che in questo scritto cercherò di sintetizzare. Quando si sente parlare di iniziazione rituale, si pensa generalmente a delle società segrete come la Massoneria. Spesso non ci si rende conto che il simbolismo occulto di tali società lo si può trovare in tanti ambiti della società. Per esempio, la piramide e “l’occhio onniveggente” si trovano sulla banconota da un dollaro, nel grande sigillo degli Stati Uniti e sull’edificio della Corte Suprema in Israele. L’architettura del Campidoglio americano mostra ciò che realmente è, un tempio. Anche il suo interno, con i suoi oggetti d’arte e i murales, è una vetrina di simbolismo occulto. Le cerimonie pubbliche sono spesso intervallate da atti simbolici. La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2012 a Londra è stata un macabro spettacolo, con un tema notevole, un’epidemia da virus.

2012 Olimpic Game Pandemic

La cerimonia di apertura del tunnel del Gottardo, alla quale hanno partecipato molti capi di governo europei, è stata un rito satanico di tre ore. Il satanismo è onnipresente nella cultura pop. I videoclip sono pieni di simbolismo occulto. Le performance di Lady Gaga sono rituali satanici nei quali il sangue a volte sta letteralmente colando.

La narrativa è che alla gente della cultura pop piace flirtare con l’oscurità, definendo tutto questo libera espressione artistica e culturale. Ciò che però  si esprime qui è il contrario della libertà. I rituali di iniziazione comportano una profonda trasformazione. Sembra che la popolazione mondiale stia attraversando una tale trasformazione, in cui le persone sono sia spettatori che partecipanti. Come nell’antichità, c’è un’élite, una classe di sacerdoti, che guida e dirige l’iniziazione. Si tratta però di un’iniziazione inconscia, e quindi non libera. Di seguito sono descritti alcuni passi dell’iniziazione rituale come si svolge attualmente.

Isolamento – Il processo di iniziazione inizia con l’isolamento. Separati da altre persone e dalle attività quotidiane, si entra in un diverso stato mentale, uno stato mentale in cui si è più ricettivi. Le maschere hanno spesso un ruolo nell’iniziazione rituale. Il film “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick dà una precisa idea di questi contesti. Indossare una maschera è anche una forma di isolamento; si è isolati dal proprio ambiente immediato e non riconoscibili come individui. Ripetizione – Una volta che lo stato di coscienza dell’iniziato è cambiato, continua la sua preparazione. L’attenzione viene portata su un argomento (oggi il coronavirus). Questo succede attraverso lo strumento della continua ripetizione. A livello globale, e attraverso tutti i canali (mediapolitica, istituzioni) i messaggi uniformi ronzano come dei nuovi mantra: “resta a casa”, “mantieni le distanze” e “questo è la nuova normalità”. L’uniformità dei messaggi dimostra che si tratta di un processo coordinato. Il risultato è uno stato di tensione e di paura che tiene le persone sotto controllo.

Minaccia di morte – La paura si esaspera con la minaccia di una morte imminente. Questo è un elemento essenziale nei rituali di iniziazione. L’iniziato vive l’esperienza di essere sulla soglia della morte. Anche questo è oggi molto evidente. Siamo costantemente avvertiti di essere in pericolo di vita, e siamo bombardati da numeri riguardanti i casi di nuove infezioni e di morti. Durante un’iniziazione avvengono spesso dei sacrifici. Le “vittime sacrificali” muoiono sull’altare dei sommi sacerdoti. I media ci mostrano immagini di vittime del coronavirus. Ci si mostra file di bare, o immagini scioccanti di pazienti in ospedale avvolti in plastica con tubi e respiratori. Le immagini e i messaggi traumatici fanno sì che l’iniziato cominci a cedere mentalmente. Si perde la terra da sotto i piedi e si cerca la guida delle autorità.

Trasformazione – In questa fase l’iniziato entra in una sorta di ‘terra di nessuno’ spirituale. La vita passata viene gettata come una vecchia pelle. L’uomo, ora malleabile come argilla morbida, si forma, viene programmato per il nuovo mondo, per il la “nuova normalità”.

Resurrezione – L’iniziazione ormai è completa. E’ nato il nuovo uomo, con nuovi schemi di pensiero, adatto a una nuova società con nuovi modi e nuovi codici di comportamento. Integrazione – L’uomo può ora integrarsi nella nuova società. Che aspetto avrà la società a cui ci stanno preparando? Sarebbe certamente una società con un governo gestito a livello centrale, in cui la tecnologia avrebbe un ruolo dominante, compresa le vaccinazioni, le radiazioni e l’intelligenza artificiale. Gli algoritmi sostituirebbero gradualmente le decisioni umane. Il governo italiano sta studiando e promuovendo l’applicazione dell’intelligenza artificiale a diversi settori della società. Molti diranno: “Ma mica l’ho scelto io, questo?”. La risposta è che la scelta umana non avrebbe nessun ruolo, in una tale nuova società.

Secondo Yuval Harari, che con i suoi libri ha aperto la strada, la libertà umana non è «altro che un mito cristiano», e non adatta al XXI secolo. La nuova visione del mondo di Harari è il transumanesimo. Secondo questo autore, l’automazione e l’intelligenza artificiale renderebbero superflua la gran parte delle persone, e una piccola e ricca élite di robot umani (cyborg) comanderebbe il mondo. Si potrebbe pensare che non si arriverà mai a questo, che l’uomo non accetterà una tale società. Il punto è che non sarà venduta in questo modo. La politica, i media e scrittori come Harari puntano sui sentimenti profondi della gente. La maggior parte delle persone è cosciente del fatto che la società odierna non può più andare avanti così, e che un cambiamento fondamentale è necessario. La nuova dittatura mondiale verrà presentata come una “cooperazione internazionale” che porterà soluzioni a tutti i problemi sociali come quelli della salute, della sicurezza e dell’inquinamento ambientale.

I governi, le istituzioni e le multinazionali sono pronti con nuove tecnologie e nuove leggi che limiteranno ancora di più le nostre libertà. Ci sarà un’importante introduzione del 5G, di vaccinazioni obbligatorie e dell’intelligenza artificiale. Tutto ciò fa parte del programma di emergenza Covid-19 del Forum Economico Mondiale, il che significa che sarà lanciato a grande velocità. Decine di migliaia di satelliti saranno lanciati in stretta orbita intorno alla Terra. I satelliti devono formare una rete di accesso a Internet (5G) e l’intelligenza artificiale. Quando a Elon Musk, l’iniziatore di questo progetto, in un’intervista venne chiesto dove la società stesse andando con l’intelligenza artificiale, rispose: «With artificial intelligence we are summoning the demon» (con l’intelligenza artificiale stiamo evocando il diavolo). Anche importanti think-tank e istituti non fanno mistero dell’obiettivo: un nuovo ordine mondiale sotto una gestione centralizzata. Rapporti di think-tank come il Pnac affermano che «solo un nemico comune sarà in grado di convincere il mondo della necessità di un governo mondiale». Il terrorismo internazionale era un tale nemico comune e nascosto, e ci ha portato a rinunciare a molte delle nostre libertà.

L’importante istituto M.I.T. ha concluso che, data la disponibilità con cui le persone hanno accettato le nuove restrizioni dopo l’11 Settembre, accetteranno le nuove misure su Covid-19 senza problemi. Il nuovo nemico comune è il coronavirus. È l’ultimo nemico invisibile che fornisce il pretesto per completare il piano. Sia il terrorismo internazionale che il coronavirus sono chiaramente per la maggior parte degli inganni. E’ importante che la verità venga alla luce. La preoccupazione della maggior parte delle persone è il confinamento a livello fisico. Se vogliamo liberarci da questo, dobbiamo prima uscire dal nostro confinamento mentale. Questo significa un gran passo. Ovviamente è un’esperienza traumatica, quando ci si rende conto che i governi e le istituzioni che pensavamo ci rappresentassero e ci proteggessero, stanno facendo esattamente il contrario. Alla fine, però, le azioni dei grandi poteri (nei confronti della popolazione mondiale) non sono altro che la caricatura maligna di una trasformazione verso una nuova consapevolezza che l’essere umano è in grado di sviluppare autonomamente, coscientemente, e in piena libertà. Infatti, serve un gran cambiamento, un ‘mondo nuovo’ migliore. Si realizzerà attraverso le azioni di veri ‘uomini nuovi’, coscienti, liberi, e per ciò invincibili.

FONTI

Luogo Comune

LibreIdee

TruthStreamMedia

 

LA TEORIA DEL CONTAGIO

di Enrico Baccarini

Modena, 26 marzo 2020

coronavirus-5G

LA NATURA RIDICOLIZZA LA “TEORIA BATTERICA” – FONDAMENTO DELLA MEDICINA – DIMOSTRANDO CHE LO “STATO D’ASSEDIO” PROCLAMATO RIESCE SOLTANTO A DEBELLARE LA NOSTRA LIBERTÀ

La cosiddetta “Teoria batterica” (ufficialmente conosciuta come “Teoria dei germi della malattia”, e chiamata anche “Teoria dei germi” o “Teoria microbica”) è una teoria scientifica elaborata dal chimico e microbiologo francese Louis Pasteur (1822 – 1895) secondo la quale la malattia infettiva sarebbe causata da tipi di batteri immutabili capaci di invadere il corpo da una sorgente esterna. Più in generale, a seguito del lavoro del microbiologo tedesco Robert Koch (1843 – 1910) – che nel 1880 completò quello di Pasteur –, e successivamente anche alla scoperta dei virus (1890), la Teoria batterica sostiene che microorganismi tanto piccoli da potersi vedere solo al microscopio, e definiti “agenti patogeni” (batteri, virus, protisti, prioni, eccetera), invaderebbero dall’esterno gli esseri umani, gli animali, le piante e altri host viventi causando la malattia (definita infettiva).

Questa teoria, in quanto teoria, non assurge a verità conclamata. Per quanto sia oggi considerata “la teoria scientifica della malattia”, e cioè la spiegazione ufficiale data dalla Medicina all’insorgere della malattia (e costituisca anche la base ideologica della pratica vaccinale), essa resta una “teoria”, e cioè un’opinione, un parere, una congettura, una credenza, esattamente come quella che la Chiesa Cattolica difese nel Seicento contro Galileo Galilei, ritenendo che fosse il sole a girare attorno alla terra (cosmologia geocentrica tolemaica). D’altra parte, se può essere facile credere alla teoria geocentrica di Tolomeo (in effetti, quello che vediamo ogni giorno è un sole che sorge, si muove nel cielo e poi tramonta), l’idea che in Natura esistano degli animaletti terrificanti che vogliono la morte fine a se stessa di persone, animali, piante e altri esseri viventi, non è solo un’idea opinabile, ma anche assurda, e soprattutto insensata da un punto di vista biologico: come può un essere vivente volere la morte di qualcun altro solo per ucciderlo? I virus attaccherebbero gli altri esseri viventi solo per ammazzarli, per poi morire anche essi stessi con loro: un’assurdità biologica! Neanche i parassiti, che sono esseri viventi che si attaccano ad altri esseri viventi per nutrirsi e vivere (a volte con effetti molto pericolosi per l’alloggiatore), lo fanno con la finalità precisa di uccidere qualcuno.

Anche se la Medicina non è disposta ad ammetterlo, e i suoi promoter ben inseriti nei ranghi del sistema sanitario sono i primi ad essere stati indottrinati a credere che essa proclami verità e non opinioni opinabili, la Teoria batterica resta una teoria opinabile: una teoria che, oltre ad essere appunto un controsenso biologico, è anche un paradigma ben orientato ideologicamente.

Infatti, se ci si pensa bene, quello che la Teoria batterica prospetta è uno scenario semplicemente apocalittico: vivremmo cioè tutti in un mondo naturalmente folle, ossia nelle mani di una Natura malvagia incline a desiderare la nostra malattia e la nostra morte (oltre a quelle di ogni altro essere che abiti il Pianeta). Tale condizione antibiologica, non solo ci condannerebbe alla paura perenne verso la vita, ma – guarda caso – anche alla dipendenza perpetua dai rimedi prodotti dall’Industria Farmaceutica. Quest’ultima, per conto suo, cosa avrebbe potuto desiderare di meglio dell’esistenza di malattie provocate da animaletti maligni non visibili ad occhio nudo e capaci di essere uccisi solo dai veleni chimici da essa prodotti?

È solo grazie a questi “attributi ideologici” che la Teoria batterica si è affermata, non perché essa sia vera: il fantomatico germe maligno scoperto nell’Ottocento dalla scienza positiva, e che vive solo per attaccare altri esseri viventi, annientarne le difese, moltiplicarsi indiscriminatamente nei suoi tessuti fino a distruggerne l’organismo e provocare la morte dell’essere infettato, è stata un’invenzione utilizzata a mo’ di capro espiatorio per servire gli interessi e il potere della nascente Industria Farmaceutica. Tanto è vero che la Teoria batterica venne ufficialmente adottata proprio dal complesso medico industriale all’inizio del Novecento, e fu difesa e propagata da questo Cartello che si organizzò attorno all’Associazione Medica Americana (AMA) e palesemente costituito da interessi legati al commercio di farmaci.

Quello che non si sa, e che la Storia della Medicina ha cercato di seppellire, è che proprio negli anni in cui la Teoria batterica cercava di prendere il sopravvento per poi autoproclamarsi “verità rivelata”, uno stuolo di medici/fisiologi/chimici/biologi si oppose a questa stupidaggine: a cominciare dal dott. Claude Barnard, dal dott. Antoine Béchamp e da tutto il movimento dell’Igienismo Naturale: Isaac Jennings, Sylvester Graham, John H. Tilden, Max von Pettenkofer, Thomas Powell, Arnold Ehret, Herbert Shelton (solo per citare i nomi più famosi). Questi studiosi, non invischiati con gli interessi dell’Industria Farmaceutica, spiegarono che il problema della malattia infettiva non è il batterio (che pure esiste, indubbiamente), ma il terreno biochimico ove esso si trova: se il terreno biochimico è sano (perché l’essere umano mangia cibi adatti alla sua fisiologia e vive in condizioni naturali) i batteri fanno solo il compito che sono chiamati a svolgere: e cioè tener pulito il sistema. Se invece il terreno biochimico è indebolito, debilitato, snervato dall’assunzione di farmaci, da una vita sedentaria, stressata, incazzata, preoccupata, terrorizzata e da un’alimentazione inadatta, dalla mancanza di sole, movimento fisico, aria pura, sorrisi, amore, complicità, gioia, Comunità, ecco che tutto il sistema vitale perde il suo equilibrio, s’intasa e compare quella che chiamiamo malattia. Dunque la presenza di germi patogeni non è mai la causa del processo morboso ma, semmai, il risultato dello stesso.

I batteri, del resto, che a differenza dei virus sono esseri viventi, sono microorganismi necrofagi: si occupano cioè di mangiare le cellule morte che si trovano nei luoghi dell’infiammazione (ogni occlusione metabolica provoca infiammazione, e cioè uno stato di necrosi cellulare che degenera in infezione e poi – se non ne viene fermata la causa originatrice – può giungere fino a neoplasia). I macchinari e i microscopi tecnologici dei microbiologi, osservando la zona infetta e vedendola piena di germi patogeni imputano a questi ultimi la responsabilità dell’infezione, ma è un’accusa senza prove: un’accusa identica a quella che un qualsiasi semplicione potrebbe muovere allorché, durante un incendio, vedendo la presenza di centinaia di pompieri venuti in soccorso per spegnere il rogo, attribuisse ai vigili del fuoco la responsabilità dell’incendio stesso.

Non solo la Medicina sbaglia e la Scienza sbaglia, ma le loro teorie, che restano appunto delle convinzioni opinabili (per quanto accettate da tutti), sono spesso il frutto di un abbaglio. Vengono affermate e imposte alla gente solo perché la Medicina è una Istituzione di potere, la quale, come ogni altra Istituzione di potere, non è mai neutrale, ma difende interessi (economici, politici, di supremazia culturale) e ha obiettivi (di potere economico, politico, di supremazia culturale) diversi da quelli che ufficialmente proclama e dietro ai quali si nasconde. Essa, cioè, non si preoccupa di accudire premurosamente le persone, ma di governarle. Lungi dall’essere “aperta” al confronto e al dibattito sulle sue teorie, la Medicina le impone con la forza autoritaria della legge (vedi obbligo vaccinale) e, elevandole a verità assolute, indiscutibili, calate dall’alto, opera cercando di mettere in ridicolo, di emarginare culturalmente, di condannare, di soffocare, di reprimere, di stroncare ogni altra teoria che le metta seriamente in discussione: esattamente come il Tribunale della Santa Inquisizione represse Galileo Galilei quando si azzardò a mettere in gioco la teoria geocentrica di Tolomeo che il cristianesimo aveva accettato perché compatibile con le Sacre Scritture. Più il Potere della Scienza sarà forte e riconosciuto da tutti, più esso diventerà intollerante, arrogante, dispotico come quello che fu della Chiesa Cattolica.

Possiamo verificarlo già guardando alla sua storia. Con riferimento alla Teoria batterica, ad esempio, nonostante le spiegazioni accademiche che fin dall’Ottocento furono opposte alla sua affermazione, ed anzi proprio perché le contestazioni a questa teoria erano supportate da profonde conoscenze mediche e della fisiologia umana, il cartello dell’Industria medica mondiale cercò di fatto di epurare culturalmente il movimento dell’Igienismo Naturale; il quale, dal canto suo, era reo di un intollerabile delitto di lesa maestà: lungi dall’essere colluso con l’industria del farmaco, esso, anche attraverso le sue teorie anti-pasteuriane, responsabilizzava le persone spingendole all’autogestione della propria salute, invece di renderle timorose di batteri e virus, e dunque dipendenti dai rimedi farmacologici che si diceva li debellassero.

E tanto fu duro e tirannico il tentativo di cancellare dalla Storia ogni critica alla Teoria batterica, quanto potenti e forti erano le dimostrazioni anti-pasteuriane che si facevano beffe della Teoria batterica stessa.

Max Joseph von Pettenkofer (1818 – 1901), ad esempio, fisiologo e professore di chimica clinica all’Università di Monaco, membro dal 1873 della commissione per gli studi sul colera e presidente dell’Accademia bavarese delle scienze (è sua l’ideazione di una reazione chimica per ricercare sali biliari nelle urine: reazione di Pettenkofer), era solito fare dimostrazioni anti-pasteuriane molto eloquenti ai suoi studenti universitari: riempiva un normalissimo bicchiere d’acqua, vi diluiva dentro un concentrato di batteri del colera e poi trangugiava il tutto davanti a loro, senza mai prendere la malattia. Dimostrava così, direttamente su se stesso, la totale fallacia delle tesi di Pasteur e Koch e dei loro interessati seguaci; i quali, all’epoca, erano ancora definiti, sarcasticamente, “contagionisti”.

In un dettagliatissimo articolo dal titolo Max Von Pettenkofer e la teoria dei germi, curato dal giornalista Gianluca Freda, è riportato un curioso aneddoto del Professore. «Nel 1892, il celebre medico e chimico bavarese Max von Pettenkofer chiese a Robert Koch, che nove anni prima aveva  isolato il bacillo del colera, di inviargli un campione delle sue colture vibrionali. Koch glielo inviò. Qualche giorno dopo, Pettenkofer lo ringraziò con una lettera, nella quale scriveva: “Il Dottor Pettenkofer offre al Dottor Professor Koch i propri rallegramenti e lo ringrazia per la fiala contenente i cosiddetti vibrioni del colera, che egli è stato così gentile da inviargli. Il Dottor Pettenkofer ne ha bevuto l’intero contenuto ed è lieto di informare il Dottor Professor Koch che egli permane nella consueta ottima salute”Pettenkofer […] aveva in effetti trangugiato non un qualsiasi prodotto potenzialmente infetto, ma un’intera coltura di bacilli del colerasenza riportare conseguenze. Non riuscendo a spiegare il fenomeno in modo convincente, i “contagionisti” dell’epoca sostennero che i bacilli del colera erano stati probabilmente neutralizzati dalla forte acidità di stomaco di Pettenkofer; il quale all’epoca aveva 74 anni ed effettivamente entrava in preda a forti disturbi dispeptici ogni volta che sentiva parlare delle teorie, che reputava campate in aria, dei suoi avversari accademici. A parte questo, godeva di ottima salute. E […] era ancora in discreta forma quando, nove anni più tardi,  [davanti all’inarrestabile avanzata del Cartello] si suicidò con una revolverata alla tempia»[1]. Resta il fatto, storico, che l’esimio professor Koch, il quale nel 1883 aveva enunciato i suoi famosi 4 postulati (ossia i quattro criteri generali destinati a stabilire la relazione di causa-effetto che lega un microrganismo a una malattia), davanti all’esplicita sconfessione del terzo postulato (“ogni volta che una coltura pura del microrganismo viene inoculata in un ospite, si riproduce la malattia”), si guardò bene dal mettere in discussione le sue teorie, ben sapendo che se così avesse fatto avrebbe compromesso tutto il credito scientifico che si era faticosamente conquistato. Lungi persino dall’essere mosso da curiosità scientifica rispetto a quanto gli aveva dimostrato il professor Pettenkofer, Koch non fece assolutamente nulla per fermare l’avanzata della Teoria batterica, che invece prese il volo (e cioè il potere) e che ancora oggi governa la Medicina e gli interessi del Potere Sanitario Mondiale.

Ma Pettenkofer non fu il solo a prendersi gioco della Teoria batterica. Come ha ricordato anche Valdo Vaccaro, tra i tanti esperimenti anti-pasteuriani effettuati, sono rimasti noti pure quelli del dottor Thomas Powell. Quest’ultimo, ha scritto appunto Vaccaro, «negli anni ’30 [del Novecento], aveva ridicolizzato l’intero mondo della Medicina. Aveva lanciato la sfida di produrre nel suo corpo anche una sola malattia, inoculando in lui sotto controllo di una giuria, i germi del colera, della peste bubbonica, e microbi di ogni genere […]. Si fece spargere questi microbi in tutti gli alimenti che mangiava. Si spennellò varie volte la gola con i germi della difterite. Ma tutti gli sforzi per ammalarsi non approdarono a nulla»[2].

Anche il dottor John B. Fraser di Toronto verificò sul campo l’inconsistenza scientifica della Teoria batterica: egli, ha ricordato ancora Vaccaro, «descrisse sulla rivista americana Physical Culture (maggio 1919) i suoi 150 esperimenti realizzati dal 1914 al 1918 per determinare se i microbi causano davvero la malattia, o se invece sia la malattia generata da altre cause a produrre i microbi in eccesso. Cominciò nel 1914 a dissetare gruppi di volontari con dell’acqua contenente 50 mila microbi di difterite. Si attese qualche giorno, e nessuno si ammalò. Passò allora a un secondo esperimento, con del latte contenente 150 mila microbi di difterite. Nessun sintomo. Nel terzo esperimento, si spennellarono le tonsille, il palato, le narici ed il sotto-lingua. Nemmeno farlo apposta, nessun caso di malattia. Si pensò che la difterite fosse poco adatta. […] Si intraprese [allora] un’altra serie di prove con i più pericolosi microbi della meningite. Si invasero ancora le mucose nasali, le pareti delle narici, le tonsille, il sotto-lingua e la parte posteriore della gola, spennellando milioni di microbi. Non apparve alcun segno di malattia. Altro tentativo venne fatto con la tubercolosi, attendendo lunghi mesi, ma anche lì andò a buca. Si utilizzarono pure combinazioni diversificate di microbi (tifo con polmonite, meningite con tifo, polmonite con difterite). Niente ancora»[3].

La Teoria batterica, contestata e contrastata con dimostrazioni sul campo, resta una credenza assurda (per quanto diffusa): un pregiudizio, una superstizione ottocentesca. Essa infatti è palesemente figlia dei tempi in cui è stata concepita, ossia frutto di una visione militarista, coloniale, antropocentrica e positivista della vita, perfettamente sintonizzata con quello che io chiamo il “pregiudizio hobbesiano”, e cioè con l’idea che la vita stessa sia una guerra continua di tutti contro tutti finalizzata alla sottomissione e alla morte, e che solo un intervento della Cultura (dello Stato con le sue Leggi, della Scienza con le sue esplorazioni, della Tecnica coi suoi ritrovati, della Medicina con le sue terapie, della Religione coi suoi miracoli, eccetera) possa sistemare le imperfezioni della Natura. La Natura forse non sarà perfetta, ma lo è sicuramente ancor meno la Cultura, se non altro perché la Cultura è sempre opinabile. E il delirio di onnipotenza che muove la Cultura (in generale) e l’ideologia della Scienza (in particolare), e cioè l’idea megalomane che la Scienza sappia fare meglio della Natura, ci dice a sufficienza quanto arrogante, prepotente, supponente possa essere la dittatura della Scienza (Scientocrazia).

Le malattie, tanto più quelle infettive, non si prendono perché qualcuno ce le attacca, ma nascono dentro di noi: dal nostro malsano stile di vita e alimentare, oltre che dall’inquinamento di aria, acqua e Terra che assumiamo con la respirazione e il nutrimento. Siamo noi i principali responsabili delle malattie che abbiamo; noi e lo stile di vita innaturale che conduciamo da animali domestici all’ingrasso, intossicati e inquinati. I CONTAGI NON C’ENTRANO NULLA!!!

E la cosa più curiosa è che oggi sono proprio le condizioni d’intollerabile restrizione sanitaria in cui siamo tutti detenuti a dimostrare, una volta di più, L’INESISTENZA DI ALCUN CONTAGIO IN ATTO.

Si dice che il coronavirus si moltiplicherebbe grazie al contatto tra le persone. Ebbene, nonostante il fatto che da ben 17 giorni sia stata disposta e attuata la sospensione quasi totale di ogni contatto umano tra le persone, non solo non è calato il numero dei positivi al tampone COVID-19, ma c’è un picco in crescita di essi che la stessa Protezione Civile ha definito “inaspettato”. Perché? Perché le malattie non si trasmettono con il contatto umano, e l’ideologia del contagio serve solo a renderci tutti terrorizzati. Naturalmente, un individuo terrorizzato è molto meglio governabile.

Guardando i dati forniti giorno dopo giorno dall’ISITITUO SUPERIORE DI SANITÀ, la cosa è evidentissima. Il grafico qui sotto riportato, che riproduce la curva d’incidenza del COVID-19 in Italia nei giorni che vanno dal 30 gennaio 2020  (data in cui l’OMS ha dichiarato lo stato di epidemia globale) fino ad oggi (26 marzo 2020), dimostra che, alla data del 9 marzo, e cioè quella d’entrata in vigore dei provvedimenti di divieto di circolazione e contatto umano in Italia (data evidenziata nel grafico dalla linea verticale rossa), non solo il numero dei positivi al COVID-19 non è diminuito né è rimasto stabile, ma è cresciuto con un picco del 300% e poi del 500% e poi del 700% e poi del 1.100% che ridicolizza ogni Teoria batterica e ogni ideologia del contagio. L’esame del grafico stesso ci dice chiaramente che le misure restrittive di contenimento attuate dal governo italiano non hanno inciso minimamente sull’andamento della malattia.

Di fronte a questi dati incontrovertibili, il governo si affanna nella sua propaganda contagionista, sostenendo che si tratterebbe di trasmissioni precedenti il 9 marzo e manifestatesi solo adesso; ma a parte il fatto che l’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ ha sempre ufficialmente dichiarato che “il periodo d’incubazione [del nuovo coronavirus] vari in media tra 2 e 14 giorni”[4] (e oggi siamo al 17° giorno successivo al 9 marzo), la logica resta logica: se ci trovassimo di fronte a una perdita d’acqua dovuta a un rubinetto aperto e, dopo averlo chiuso quasi del tutto, l’acqua non solo non calasse (o non rimanesse costante per un po’ a svuotamento del tubo, per poi calare), ma cominciasse a uscire a fiotti ancor più intensi e veementi, in quantità tripla, e poi quintupla, e poi settupla eccetera di quella originaria, ognuno di noi sarebbe perfettamente in grado di comprendere che, evidentemente, NON È STATO CHIUSO IL RUBINETTO GIUSTO.

Il rubinetto del contagio non è il rubinetto giusto, e la causa della diffusione del coronavirus non è nel contatto tra le persone!

Ma c’è anche un’altra riflessione che conferma quanto sopra: la si trae, una volta ancora, dall’esame dei dati forniti dall’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ sui positivi al COVID-19 e sui relativi deceduti. Come mai il maggior numero di positivi (circa 60.000 su 80.000) si registra nelle terre della Pianura Padana? È forse che il coronavirus ha elaborato una particolare antipatia per gli abitanti di quelle zone? Oppure quelle sono le zone a più alta industrializzazione e coi massimi livelli di inquinamento ambientale registrati ogni anno?

La Pianura Padana per morfologia e per accanimento industriale è la zona dall’aria più inquinata d’Italia e, secondo le immagini elaborate dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), anche quella dall’aria più inquinata d’Europa[5]. È forse strano che in questo luogo, devastato da un punto di vista ambientale, disboscato completamente, cementificato e lastricato dappertutto, percorso da fiumi trasformati negli anni in discariche di fabbriche e rifiuti urbani (tanto che da tempo non sono più balneabili), e ammorbato completamente da ciminiere, inceneritori, nano-polveri, tubi di scarico, centrali elettriche e scie chimiche, si registrino complicanze alle vie respiratorie dei relativi abitanti? È strano che le provincie col più alto numero di positivi (Bergamo e Brescia) si trovino attorno all’inceneritore di Brescia, che è uno degli inceneritori più grandi e inquinanti d’Europa (circa 750.000 tonnellate di rifiuti l’anno: il triplo di quello di Vienna)[6]? C’è forse bisogno di ricordare quali siano gli effetti delle nano-polveri che entrano nel nostro organismo dalle vie respiratorie superando ogni barriera naturale di protezione? E c’è anche bisogno di ricordare che la maggior parte degli inceneritori d’Italia si trova al Nord (quasi il 70%)[7], e segnatamente nella Pianura Padana?

Se si osservano i dati dei positivi al COVID-19 delle regioni esterne alla Pianura Padana, i 59.174 casi registrati in quelle terre diventano i 3.226 della Toscana, i 2.567 della Liguria o i 494 della Sardegna. Allo stesso modo, le persone risultate positive al COVID-19 in tutto lo Stato della Slovenia (a est del Friuli Venezia Giulia) sono 141, e non si registra alcun decesso (dati al 15 marzo scorso). Forse il coronavirus ce l’ha con gli italiani del nord e, una volta raggiunto il confine con gli stati balcanici, si rifiuta di oltrepassare il valico?

E come mai i dati sull’età media delle persone decedute col coronavirus ci dicono che si tratta per la maggior parte di ottantenni e che persino la media dei positivi è di 63 anni[8]? Forse il coronavirus si ferma anche davanti alla carta d’identità delle persone, e se la prende con i pensionati?

Altro quesito: come mai vengono conteggiati tra i deceduti risultati positivi al COVID-19 anche coloro che sono affetti da gravissime e croniche patologie pregresse e da condizioni di salute disperate? Tutti sappiamo che c’è una bella differenza tra il morire di coronavirus (e cioè senza co-morbilità alcuna) e il morire con il coronavirus (ossia con la compresenza di gravi e pregresse malattie). Il dott. Stefano Montanari, nanopatologo, intervistato il 19 marzo scorso dal canale video-blog Byoblu, con la sua proverbiale ironia, ha spiegato la differenDeza rivolgendo una battuta alla giornalista che lo stava intervistando: “Se lei va sotto il treno, quel trauma è causa di morte. Se lei va sotto al treno e aveva il raffreddore, il raffreddore non è causa di morte”[9].

Ebbene, secondo l’ultimo report dell’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ aggiornato al 20 marzo 2020, “l’età media dei pazienti deceduti e positivi al COVID-19 è 78,5 anni”[10], quasi tutti con gravi e pre-esistenti affezioni croniche (Cardiopatia ischemica, Fibrillazione atriale, Ictus, Ipertensione arteriosa, Diabete mellito, Demenza, Broncopneumopatia cronica ostruttiva, Cancro attivo negli ultimi 5 anni, Epatopatia cronica, Insufficienza renale cronica)[11]. Di tutte le persone dichiarate morte per coronavirus (3200 refertate su 8.165), quelle ad oggi ufficialmente accertate senza co-morbilità sono SOLAMENTE 6[12]! Dov’è questo contagio globale inarrestabile?

Il Professor Roberto Bernabei, Ordinario di Geriatria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, invitato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile dott. Angelo Borrelli alla conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione sanitaria in Italia dello scorso 20 marzo, ha dichiarato: “Il fattore di rischio vero è quello di averci non solo un’età geriatrica, ma anche averci delle patologie concomitanti. […] E, in particolare, patologie come l’ipertensione, la cardiopatia ischemica, la fibrillazione atriale, il diabete. […] Il dato generale è che abbiamo meno del 10 % di mortalità sotto i 60 [anni]. Tutto il resto è dai 60 in su[13].

Se fosse vera l’ipotesi di un contagio virale della popolazione mondiale, la stessa popolazione sarebbe decimata ovunque, in qualsiasi età e in maniera indiscriminata, non con attenzioni tutte particolari al numero degli anni, al luogo di residenza e alla presenza di patologie croniche pregresse. In Cina, dove si dice che questo Micro Mostro sia nato, il cielo è talmente inquinato che risulta coperto tutti i giorni da una fittissima coltre grigia che non lascia passare un solo raggio di sole. Un mio personale conoscente, che ebbe modo di recarsi a Shangai qualche anno fa per motivi di lavoro, mi raccontò di come, una mattina di sole, uscendo dall’albergo, si accorse che quasi tutti gli abitanti della città si fermavano a fotografare il cielo. Chiedendo lumi al suo interprete del luogo, ne ottenne questo chiarimento: “Stanno tutti fotografando il cielo perché oggi è azzurro, e qui da noi questo è un evento così raro che in tanti lo stanno immortalando con il cellulare”.

Non è il coronavirus che ci sta decimano, ma la civiltà: coi suoi ritmi intollerabili, i suoi ordini da rispettare, le sue incombenze stressanti da evadere, le sue preoccupazioni costanti, le sue contaminazioni ambientali accettate da tutti e date per assodate (in nome del Progresso, dello Sviluppo, dell’Innovazione tecnologica); coi suoi traffici intollerabili (dai rifiuti urbani alle scorie radioattive, dalle sostanze stupefacenti alle armi, dalle donne-schiave da destinare alla prostituzione agli organi umani), i suoi fiumi morti, i suoi mari sempre più acidificati, le sue foreste abbattute, le sue montagne traforate e spelacchiate, la sua aria irrespirabile, la sua cultura alimentare malsana e ulteriormente aggravata dalla produzione di cibi carichi di glutine, cotti e stracotti, conservati, denaturati, pastorizzati, riempiti di additivi chimici e altri veleni.

Non c’è alcun contagio in atto da coronavirus! Non è il contatto tra le persone che provoca l’influenza in corso. Le misure adottate di contenimento (e che non contengono nulla) sono il rubinetto sbagliato che non incide in alcun modo sulla perdita d’acqua in corso.

Assistere allora al protrarsi di queste misure liberticide e all’insistito inasprirsi delle stesse (in Emilia-Romagna un’ordinanza del 18 marzo 2020 ha vietato anche le passeggiate a piedi e le uscite in bicicletta), vuol dire assistere all’accanirsi nello stringere con le pinze il rubinetto sbagliato, e questo dimostra solo due cose:

1) lo stato di evidente confusione in cui versa la scienza medica che, di fronte alla palese inutilità profilattica delle misure restrittive adottate, non sa più che pesci pigliare, e allora s’incaponisce sulle misure stesse credendo di poter rimediare alla loro totale inefficacia con l’autorità e la loro progressiva esacerbazione (come ha ammesso il 22 marzo scorso il dottor Antonio Santo, oncologo dell’Azienda Ospedaliera di Verona, invocando mascherine per tutti: “Finora le misure messe in atto dal Governo centrale-regionale non hanno dato i risultati sperati”[14]);

2) che le intenzioni di chi ha promosso e adottato le misure da “stato d’assedio” in atto, e che non molla nemmeno di fronte alla loro dimostrata incapacità di incidere anche solo minimamente sulla situazione sanitaria in essere, non erano rivolte a finalità di salute pubblica, ma ad altri scopi: e, in particolare, a scopi politici, ovverosia – lo ripeto ancora una volta – scopi di adattamento delle masse di tutto il globo al-l’accettazione della sospensione delle loro libertà (obiettivo, quest’ultimo, perfettamente conseguito).

Non è certo un caso, infatti, che tanti governi siano stati ben lieti di salite sul carro delle restrizioni sanitarie già applicate in Italia, anche di fronte a situazioni ben meno rilevanti di quella italiana (che pure non è affatto rilevante, se solo si considera che nel 2017 morirono 13.400 persone di polmonite, mentre ad oggi, sono circa 8.000 le persone positive considerate morte con il coronavirus).

In Spagna, misure analoghe a quelle assunte dal governo italiano sono state imposte a partire dal 14 marzo 2020 pur registrando soltanto 1.328 persone genericamente decedute con il coronavirus (dati al 21 marzo): stato di emergenza proclamato dal governo spagnolo ed esercito nelle strade.

In Francia, identiche misure emergenziali sono entrate in vigore dal 17 marzo pur registrando soltanto 148 persone genericamente decedute con il coronavirus.

In Austria vige la sospensione della democrazia dal 16 marzo, e i decessi con il coronavirus erano addirittura 3.

In Albania, le limitazioni democratiche decretate sono ancora più pesanti di quelle italiane, posto che là è anche in vigore il divieto di utilizzo di auto sia pubbliche che private (per ora limitato alle città di Tirana e Durazzo); eppure, la situazione sanitaria al 15 marzo scorso (data dei provvedimenti) era la seguente: 33 persone risultate positive al tampone COVID-19 e 1 sola deceduta con il coronavirus (che peraltro era l’unico decesso registrato in tutta la zona dei Balcani Occidentali)![15]

Anche in Israele, condizioni da “stato d’assedio” ancora più restrittive di quelle italiane sono state adottate dal governo, con voli sospesi in tutto lo Stato, tampone per chi guida, segregazione domiciliare per tutti e, dal 17 marzo scorso, nuove misure d’emergenza per consentire alla polizia, senza la necessità di un ordine di un tribunale, di tracciare i cellulari delle persone e verificarne gli eventuali spostamenti. Nelle parole del giornalista Gabriele Carrer, il governo israeliano ha addirittura schierato in prima linea «anche lo Shin Bet, i servizi segreti interni, autorizzato a rintracciare tutti coloro che sono entrati in contatto con persone sospettate di essere state infettate prima che il virus venisse diagnosticato. Lo Shin Bet può utilizzare a questo scopo gli strumenti solitamente impiegati per contrastare il terrorismo […]. Intervistato da Agenzia NovaJacob Perry, direttore dello Shin Bet dal 1988 al 1994, poi ministro e deputato, aveva spiegato, prima del via libera dell’esecutivo alle nuove misure, che “il governo utilizza ogni mezzo di ispezione digitale per controllare, attraverso telefoni cellulari e computer, se le persone rispettano le misure di sicurezza e limitano i loro movimenti. È una penetrazione della privacy – ha ammesso Perry – e c’è anche chi definisce antidemocratico questo sistema, ma penso che, in questo momento, la cosa più importante sia fermare la diffusione del virus”»[16]. La diffusione del virus in Israele, al 17 marzo scorso, era la seguente: 300 sole persone positive al tampone COVID-19 e nessun decesso!

In Libano, il 21 marzo 2020 è stato dichiarato «il coprifuoco su scala nazionale nell’ambito dell’inasprimento delle misure precauzionali per tentare di contenere la diffusione del coronavirus. Il premier libanese Hassan Diab, che ha parlato in diretta tv in un discorso alla nazione […], ha precisato che l’esercito sarà dispiegato in tutte le città, pattuglierà le strade e erigerà posti di blocco. Sono [solamente] 206 i casi di Covid-19»[17] e nessun morto accertato.

Coprifuoco anche in Macedonia del Nord (dalle 21:00 alle 6:00): 85 persone positive e nessun decesso[18].

Coprifuoco pure in Bolivia (dalle 17:00 alle 5:00)[19]: 3 sole persone positive al coronavirus e nessun decesso[20].

Coprifuoco imposto persino dal governo di accordo nazionale di Tripoli (Gna), dalle 18:00 alle 6:00: nemmeno un caso di persona positiva al COVID-19[21]!!!

NON È IL DEMONIO CORONAVIRUS CHE I GOVERNI DI TUTTO IL MONDO STANNO DEBELLANDO IN QUESTI GIORNI, MA LA NOSTRA LIBERTÀ!!!

Il complesso degli scarti metabolici fatti passare sotto la dicitura “coronavirus” faranno semplicemente il loro corso, incuranti delle ignoranti e disumane misure anti-Natura adottate dal Potere Sanitario Mondiale mediante i suoi portaborse seduti negli scranni dei governi e dei parlamenti del mondo. Come ogni altra influenza stagionale, anche quella determinata dall’occlusione metabolica in corso continuerà la sua parabola di crescita del numero di positivi e di morti, fino a che non si stabilizzerà DA SOLA per poi regredire DA SOLA come ogni anno. E il fatto che essa prima o poi regredirà, e che il governo attribuirà sicuramente alle misure restrittive adottate quella regressione, nell’applauso generale di giornali, reporter, radio locali e pubblica opinione (compresi i tanti alternativi anti-sistema che hanno fede nelle Istituzioni del Sistema), non cambierà le carte in tavola.

L’influenza stagionale in atto regredirà da sola. Quel che invece non regredirà più, sarà la nostra disponibilità ad accettare la sospensione della libertà ogni qualvolta verranno suonate le campane dell’ideologia del contagio; e magari anche senza più bisogno di campane ad hoc o di provvedimenti draconiani come quelli attualmente in essere, che mostrano in maniera fin troppo pacchiana quanto totalitaria sia la Dittatura della Scienza. Dagli stati di emergenza non si torna più indietro!!!

Non c’è alcun contagio in atto da coronavirus, e di questo la popolazione mondiale può stare tranquilla. C’è invece un’aggressione senza precedenti alla libertà di tutti, e di questo occorre al contrario preoccuparsi enormemente e attivarsi per resistere!

La terribile svolta totalitaria in atto non ha riscontri nella storia politica del Pianeta: di questa svolta dobbiamo prendere coscienza e davanti ad essa non possiamo stare zitti. Ogni silenzio che aggiungeremo all’arbitrio che stiamo subendo in questi giorni, sarà pagato da noi stessi a caro prezzo in futuro, con sempre più restrizioni arbitrarie e chissà, trattamenti sanitari obbligatori per tutti, tanto più per chi deciderà di ribellarsi!

Non è una questione puramente intellettualistica quella che ci sta coinvolgendo in questi giorni, né tanto meno una questione di carattere sanitario: qui è in gioco la nostra libertà. O sapremo reagire a questa svolta totalitaria che ci reclude silenziosamente in casa, che ci fa andare in giro bardati stupidamente con inutili mascherine alla bocca e guanti in lattice, che ci vieta ogni naturale contatto umano e che c’insegna a vedere nel prossimo un potenziale appestato dal quale stare a rigorosa distanza di sicurezza, o la detenzione domiciliare che in questi giorni applaudiamo persino con ignobili flash-mob da clima d’azienda fantozziana, diventerà uno strumento sempre più comune di restrizione politica e poliziesca.

Spetta a noi decidere: la libertà, forse come mai prima d’ora nella storia successiva alla tragedia mondiale dei totalitarismi europei del Novecento, è oggi nelle nostre mani.

Enrico Manicardi

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[1] Cfr. G. FREDA, Max Von Pettenkofer e la teoria dei germi, in: http://www.medicinapiccoledosi.it/medicina-convenzionale/max-von-pettenkofer-la-teoria-dei-germi/

[2] Cfr. V. VACCARO, Scienza e fantascienza del virus – parte 4, in: https://anima.tv/valdovaccaro/2016/159-scienza-fantascienza-del-virus-parte-4/

[3] Ibidem.

[4] ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ, Coronavirus e nuovo coronavirus SARS-CoV-2 – FAQ, in: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/faq

[5] Cfr. G. FAVOLA, I luoghi più inquinati d’Italia: 14mila morti premature ogni anno per biossido di azoto. La Pianura Padana è anche l’area più contaminata d’Europa, in: «Ambientebio.it» del 18 ottobre 2019: https://www.ambientebio.it/ambiente/luoghi-piu-inquinati-14mia-morti-premature-biossido-azoto-pianura-padana-primo-posto/

[6] Cfr. WIKIPEDIA, voce “inceneritori d’Italia”. In: https://it.wikipedia.org/wiki/Inceneritori_in_Italia

[7] Ibidem.

[8]ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ, Epidemia COVID-19: Aggiornamento nazionale 19 marzo 2020 – ore 16:00, in:

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino%20sorveglianza%20integrata%20COVID-19_19-marzo%202020.pdf

[9] Si veda: BYOBLU, del 19 marzo 2020: Così diventeremo immunodepressi per legge, intervista al dott. Stefano Montanari. In: https://www.byoblu.com/2020/03/19/immunodepressi-per-legge-stefano-montanari-byoblu24/

[10] ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ, Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia. Il presente report è basato sui dati aggiornati al 20 Marzo 2020, in: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_20_marzo.pdf

[11] Ibidem.

[12] Ibidem.

[13] Si senta: RADIO RADICALE, Conferenza stampa Protezione Civile del 20 marzo 2020, ore 18:00. In: https://www.radioradicale.it/scheda/601317/emergenza-coronavirus-punto-stampa-del-capo-della-protezione-civile-angelo-borrelli

[14] Cfr. C. TAJOLI, «Mascherine a tutti: il Covid-19 si ferma così». Ecco come farle in casa, su «L’Arena» del 24 marzo 2020. In: https://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/mascherine-a-tutti-il-covid-19-si-ferma-cos%C3%AC-ecco-come-farle-in-casa-1.8003835/amp

[15] Sull’Albania, si senta: Radio Radicale, trasmissione Passaggio a Sud Est del 15 marzo 2020, condotta da Roberto Spagnoli. In: http://www.radioradicale.it/scheda/601645/passaggio-a-sud-est-la-realta-politca-delleuropa-sud-orientale

[16] Cfr. G. CARRER, Coronavirus e intelligence, il modello Israele spiegato da Melman (Haaretz), in: https://formiche.net/2020/03/israele-melman-coronavirus-netanyahu/

[17] Cfr. IL FATTO QUOTIDIANO del 21 marzo 2020, in: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/21/coronavirus-275mila-contagi-nel-mondo-25mila-in-spagna-in-germania-sono-16mila-sindaco-new-york-tra-due-settimane-avremo-esaurito-le-attrezzature-mediche/5744254/

[18] Ibidem.

[19] Cfr. LA GENTE D’ITALIA del 18 marzo 2020, Coronavirus, la Bolivia si blinda: coprifuoco a partire dalle 17, in: http://www.genteditalia.org/2020/03/18/coronavirus-la-bolivia-si-blinda-coprifuoco-a-partire-dalle-17/

[20] Cfr. ANSA del 13 marzo 2020, in: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/13/coronavirus-da-sabato-stop-in-bolivia-voli-da-per-europa_d6091a3a-c44e-42a9-99b9-0e6e06a62dc1.html

[21] Cfr. IL FATTO QUOTIDIANO del 21 marzo 2020, cit.