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SEGUIAMO LA SCIA – di Rosario Marcianò

E’ un panorama avvilente, poiché anche i pochi che hanno capito in realtà hanno capito ben poco. Continuano a “ragionare” secondo i preconcetti del “pensiero” unico dominante, anche quando credono di adoperare il discernimento. Ad esempio, seguitano a considerare i numeri che i media di regime propalano come se fossero numeri reali, un tot di positivi, un tot di asintomatici, un tot di malati, un tot di decessi…

Semmai obiettano che asintomatico non è sinonimo di contagioso e sostengono che la crescente quota di positivi è legata ad un incremento nel numero dei tamponi. Non centrano il bersaglio. Non hanno compreso che questo turbinio di cifre è creato da un’”intelligenza” artificiale e che i numeri (in particolare il 9, il numero 11, il 6, il 2, il numero 8), sia isolati sia come somme, adombrano valori simbolici, rispondono ad esigenze, per così dire, occulte. Sono cabale! I tamponi: è evidente che non servono ad identificare un presunto coronavirus [1] correlato alla presunta patologia tanto strombazzata. Semmai sono finalizzati ad individuare precisi corredi cromosomici, connessi a particolari linee di sangue, ascendenze, ai gruppi umani con l’RH negativo. Sappiamo che la cricca tecnocratica è ossessionata dal DNA, dalle manipolazioni genetiche: le stesse vaccinazioni non mirano certo a “proteggere” da certi patogeni, ma a ricombinare il DNA e l’RNA, una volta riconosciuti certi marcatori genetici, appunto con i tamponi e con gli esami sierologici. Oggi tutti, tanto gli “esperti” quanto i profani, disquisiscono di virus e di tamponi.

Rammentiamo che non si è ancora trovato l’accordo all’interno della comunità scientifica (senza dimenticare che molti “scienziati” sono maghi neri) su che cosa sia davvero un virus: qualcuno ritiene sia un “organismo” ai confini della vita, qualcun altro reputa sia una nanostruttura del tutto artificiale, altri pensa coincida con un esosoma, ossia un complesso multiproteico presente nelle cellule che, al termine del processo di trascrizione, ha il compito di eliminare gli mRNA usati, ottenendone nucleotidi da riciclare per formare nuovo mRNA. Forse hanno ragione e torto un po’ tutti, giacché interrogarsi su che cosa sia un virus è come chiedersi quale sia il confine tra organico ed inorganico, quale sia l’origine della vita, domande cui nessuno ha fino ad oggi fornito risposte esaurienti e definitive, mentre sono state formulate ipotesi più o meno plausibili, come su altre questioni fondamentali.

Che pensare dunque della situazione attuale? Che, se vogliamo scoprire indizi, se intendiamo raccogliere qualche tessera per comporre un mosaico pur sempre parziale, bisogna convincersi di ciò: per comprendere l’attualità, bisogna esplorare l’antichità. Leggiamo o rileggiamo la Bibbia e, più in generale, i testi antichi, le opere della Tradizione: vi enucleeremo interessanti cenni al sangue, alle stirpi, al nesso tra etnie e potere, tra lingue e gruppi sanguigni (si pensi ai Baschi presso cui l’RH negativo tocca il 30-35 per cento ). Leggiamo saggi di autori pionieristici. Leggiamo o rileggiamo il Libro di Enoch, non a caso espunto dalla Bibbia ebraica e da quella cristiana, eccezion fatta per le chiese monofisite che annoverano Enoch fra i canonici.

Ripensiamo alla geoingegneria clandestina, in particolare al suo versante biotecnologico e genetico, alla smart dust che, come gli “antidoti” ricombinanti, quelli di nuova generazione, crea un’interfaccia tra biologico e sintetico. Ripensiamo al Morgellons, la sindrome provocata dalle nanostrutture diffuse con le chemtrails, nanostrutture che interagiscono con particolari frequenze elettromagnetiche. Consideriamo gli scopi del Transumanesimo, il cross over tra naturale ed artificiale, obiettivo dichiarato, ad esempio, di uno psicopatico e megalomane come Elon Musk. Allora potremo intuire gli aspetti salienti dell’agenda mondialista.

E’ evidente che le prossime vaccinazioni, obbligatorie o comunque preclusive dell’accesso ad una serie di servizi, sono finalizzate a distinguere l’umanità in gruppi con peculiari caratteristiche genetiche: in modo da eliminarne alcuni e preservarne altri oppure per meri fini conoscitivi, in vista poi di altre azioni? Non lo sappiamo, ma sappiamo che non basta seguire la “scia di denaro” per gettare un po’ di luce su certi piani segreti delle “élites” criminali: oggigiorno è necessario seguire la… “scia di sangue”.

[1] Non esiste alcun test contro il Coronavirus. La PCR è un metodo di amplificazione del DNA in vitro, messo a punto dal biochimico Kary Mullis nel 1992 e per cui è stato insignito del Nobel! Lo stesso Mullis ha sostenuto a più riprese che la PCR Polymerase Chain Reaction NON può essere stata pensata né adoperata come test diagnostico. Oltretutto la tipologia precisa di Coronavirus implicata nella presunta “pandemia” non è ancora stata isolata (e dubitiamo che ciò avverrà mai, come del resto è già tristemente successo per la correlazione tra HIV e sindrome da immunodeficienza acquisita), quindi a che cosa punterebbe il test, che in realtà è uno strumento di analisi genetica?

[2] Con fattore RH ci si riferisce ad uno specifico antigene proteico sulla superficie dei globuli rossi, l’antigene D. Se una persona possiede questo fattore si dice che il suo gruppo, relativamente al sistema Rh, è Rh positivo (Rh+), se invece i suoi globuli rossi non lo presentano, il suo gruppo sanguigno è definito Rh negativo (Rh-). Nel 1940 Karl Landsteiner e Alexander S. Wiener scoprirono il fattore Rh sui globuli rossi di una specie di primati, il Macacus rhesus. Gli RH negativi appartengono ad un gruppo di Homo sapiens sapiens in una certa misura differente dal resto dell’umanità. Perché esistano questi due gruppi non è noto: da un punto di vista “evolutivo” è un enigma, giacché tale differenza implica problemi nel caso di gravidanza. Infatti il fattore Rh è la causa di una patologia che in passato era molto comune nei neonati, l’eritroblastosi fetale. Durante l’ultimo mese di gravidanza vi è un passaggio di anticorpi, utili per il nascituro, dal sangue della madre a quello del feto, ma gli anticorpi prodotti contro il fattore Rh possono essere dannosi. Se una donna Rh negativa alla prima gravidanza partorisce un bambino Rh positivo, è probabile che i globuli rossi del feto con l’antigene Rh entrino nel circolo sanguigno materno; il corpo della madre reagisce producendo anticorpi contro l’antigene estraneo che rimarranno presenti nel suo sangue. In caso di una seconda gravidanza, gli anticorpi prodotti possono essere trasferiti nel sangue del feto e, nel caso esso sia Rh+, tali anticorpi attaccheranno i globuli rossi fetali distruggendoli. Tale reazione può essere mortale prima o dopo la nascita o portare gravi problemi al sistema nervoso del nascituro. Oggi, i pericoli che corre un eventuale secondo figlio sono arginati attraverso exsanguinotrasfusione o iniettando alla madre Rh-, entro 72 ore dal primo parto, anticorpi specifici che riconoscono e bloccano l’antigene Rh che dal feto passa alla madre. Questo processo deve essere ripetuto con ogni gravidanza successiva alla prima esposizione della madre all’antigene Rh.

ARTICOLO ORIGINALE

PER SOSTENERE TANKER ENEMY

E’ TUTTO SIMBOLICO – di Salvatore Brizzi

La mascherina fa male o bene? Il termo-scanner fa male o bene? Il tampone è rischioso? Leggo tante richieste di delucidazioni – e tanti pareri in risposta – ma niente che possa mettere la parola fine a tutti questi dubbi. Non dimenticatevi che stiamo attraversando il periodo di caos che contraddistingue la fase terminale d’un ciclo storico. In questa fase si hanno certezze solo se si è nella totale ignoranza oppure se si è dei maestri spirituali, per tutti gli altri – la categoria di mezzo – c’è il caos: non ti fidi più dell’informazione di regime, ma non sei ancora entrato nell’intuizione animica, quindi non sai che pesci prendere.

Siamo nell’epoca dell’oligo-scienza, la scienza utilizzata dall’oligarchia per raggiungere i suoi scopi: quando i media vogliono far passare un’informazione stabilita a priori, selezionano una serie di studi e personaggi provenienti dal mondo della scienza, che siano funzionali al loro scopo, facendolo apparire come “il parere scientifico” tout court, ossia come se fosse il parere unanime della scienza mondiale riguardo un certo argomento.

Come quando al tg regionale intervistano l’“uomo della strada”: «Cosa ne pensa della nostra sindaca Appendino?» e tre risposte su tre sono favorevoli. Allora lo spettatore medio-cre è portato a credere che la gente sia in generale d’accordo con l’operato della sindaca… e che magari solo lui e pochi altri pensino che quella donna abbia un importante problema di frattura psicologica rispetto alla realtà circostante. L’“uomo della strada” che viene intervistato è sempre un “uomo della strada” selezionato in funzione del messaggio che si vuole dare allo spettatore. Se l’oligarchia decidesse che quella persona non deve più fare il sindaco, verrebbero mandate in onda unicamente le interviste che esprimono le lamentele dei cittadini per tutto quello che non funziona in città.

Più recentemente… vi ricordate le interviste “a finto campione” sul tema delle mascherine? Le persone intervistate – persino i bambini – erano tutte contente di portare le mascherine e felici di potersi adattare alla “nuova normalità” (un’espressione semplicemente geniale; ancora una volta chapeau, tanto di cappello alle Forze Oscure).

Detto questo, anziché sprecare energie – che potreste impiegare meglio nel soddisfare manualmente la vostra sessualità – per cercare spiegazioni scientifiche, pseudo-scientifiche o quasi-scientifiche sui problemi che può dare una mascherina, io vi invito a considerare la questione dal punto di vista SIMBOLICO.

Come spiego in una delle ultime lezioni del primo anno del Corso di Risveglio, su questo pianeta TUTTO è simbolico. La forma esteriore di una cosa, una persona o un evento… nasconde sempre un significato interiore… ed è a questo che dovremmo dedicarci. Le Forze dell’Addormentamento che agiscono instancabilmente sul pianeta lavorano principalmente sul piano simbolico, in quanto sanno bene quanto IL SIMBOLO SIA CAPACE DI INFLUENZARE L’INCONSCIO e quindi il comportamento umano, molto più di qualunque ideologia. Una persona si ritrova a pensare e ad agire in un certo modo… senza nemmeno rendersene conto.

La mascherina.

Significato all’ottava bassa:

a)   lo Stato ti mette la museruola, cioè ti mette a tacere;

b)   lo Stato non ti fa respirare aria pura;

c)    eliminazione della comunicazione labiale, rendendo più difficile la comprensione (fa sempre parte del mettere a tacere);

d)   fenomeno dell’“ancoraggio”, ossia lo Stato usa un oggetto per costringerti a pensare continuamente a lui e al suo potere.

 Significato all’ottava alta:

a)   la Vita ti permette di sviluppare maggiormente il silenzio, parli solo se strettamente necessario e solo con chi ne vale la pena, la parola passa in secondo piano;

b)   devi portare maggiore attenzione al suono e allo sguardo dell’altra persona, in quanto non hai più il supporto della comunicazione labiale. La vista passa in secondo piano.

Il distanziamento.

Significato all’ottava bassa:

a)   circola meno energia tra gli individui;

b)   diminuisce la comunicazione, aumenta la diffidenza;

c)    diventa più difficile, se non impossibile, riunirsi e quindi creare potere a partire dal basso.

Significato all’ottava alta:

a)   avere un atteggiamento intro-verso (=rivolto all’interno), ossia non disperdere le energie nel continuo contatto con gli altri. Instaurare un rapporto nonostante la distanza fisica.

Il termo-scanner.

Significato all’ottava bassa:

a)   vivere con una pistola puntata alla testa, cioè stare continuamente sotto la minaccia di morte;

b)   non avere la libertà di accesso a determinati luoghi se non previo controllo;

c)    può muoversi liberamente solo chi non ha la febbre (simbolicamente, la frequenza vibratoria troppo alta).

Significato all’ottava alta:

a)   vivere serenamente nonostante una continua minaccia di morte, accettare con il cuore aperto la possibilità di morire;

b)   divenire consapevoli che la nostra frequenza vibratoria potrebbe impedirci di frequentare certi luoghi che non sono adatti a noi.

Questi sono esempi relativi a quanto sta accadendo in questo periodo storico, ma lo stesso principio può essere applicato a qualunque sfera dell’esistenza. Un incidente d’auto è simbolico, una malattia è simbolica, lo è anche un movimento politico, un fatto di cronaca, una crisi economica, l’elezione di un papa o il fatto che ce ne siano due. Perdere un lavoro, iniziare a praticare uno sport, frequentare un locale piuttosto che un altro… sono tutte manifestazioni simboliche. Hanno un significato anche le misure del nostro corpo, le posture che assumiamo abitualmente, il modo di fare l’amore… e potremmo andare avanti all’infinito.

Ogni volta che osservate un evento, potete cercare sia il significato per quanto concerne la personalità (ottava bassa), sia il significato animico, cioè evolutivo (ottava alta).

Salvatore Brizzi

[Il mondo è bello, siamo noi ad esser ciechi]

ARTICOLO ORIGINALE

http://www.salvatorebrizzi.com/2020/09/e-tutto-simbolico.html

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KAUFMAN, LE VACCINAZIONI E LA TECNOLOGIA DEL DNA RICOMBINANTE

Dr.-Andrew-Kaufman

IL FACT CHECKING di Reuters

Affermazioni ampiamente condivise sui social media collegano a un video che afferma che un futuro vaccino contro COVID-19 modificherebbe geneticamente gli esseri umani.

La maggior parte delle affermazioni si riferisce a una versione di un video YouTube ora cancellato e ampiamente condiviso del dottor Andrew Kaufman, in un’intervista con Spiro Skouras, un ricercatore indipendente con un popolarissimo canale YouTube. Nel video, Kaufman parla di come un futuro vaccino COVID-19 fornirebbe una chiave per iniettare geni negli esseri umani, prima con una procedura nota come Elettroporazione – in cui una corrente elettrica crea piccoli buchi nel nostro cellule che permettono al DNA di entrare nelle nostre cellule – e poi attraverso l’inserimento di proteine ​​estranee che presumibilmente generano immunità “.

Kaufman conclude che il vaccino, come i risultati della biotecnologia in agricoltura, renderà gli esseri umani organismi geneticamente modificati. Ci sono più affermazioni nel video di quasi un’ora. Mentre la maggior parte degli articoli non menziona i vaccini a base di DNA, il dottor Kaufman ne parla nel video.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un vaccino a DNA comporta l’introduzione diretta in tessuti appropriati di un plasmide contenente la sequenza di DNA che codifica l’antigene contro cui si cerca una risposta immunitaria

www.who.int/biologicals/areas/vaccines/dna/en/

Ciò significa che, a differenza dei più diffusi vaccini “convenzionali” che utilizzano un intero patogeno o un frammento

https://www.cdc.gov/vaccines/hcp/conversations/downloads/vacsafe-understand-color-office.pdf

un vaccino a DNA prevede l’iniezione di una parte del codice genetico del virus (DNA o RNA) per stimolare la risposta immunitaria in un paziente senza un’infezione

https://weekly.biotechprimer.com/dna-vaccines-explained/

L’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) definisce OGM un organismo in cui uno o più geni (chiamati Transgeni) sono stati introdotti nel suo materiale genetico da un altro organismo utilizzando la tecnologia del DNA “Ricombinante“.

www.fao.org/fileadmin/user_upload/biotech/docs/faqsen.pdf

Attualmente vi sono molti studi attualmente in corso per un vaccino COVID-19 in tutto il mondo, con alcuni che esplorano la possibilità di un vaccino a DNA

www.technologynetworks.com/biopharma/product-news/phase-1-us-trial-of-covid-19-dna-vaccine-enrollment-complete-334373

Secondo la rivista “Nature” il ventunesimo secolo è arrivato con una nuova era nella “Vaccinologia”, in cui la tecnologia genetica ricombinante ha contribuito a stabilire un ritmo veloce senza precedenti nello sviluppo del vaccino, chiaramente dimostrato durante la recente pandemia.

www.nature.com/articles/s41541-020-0188-3

Tuttavia, secondo Mark Lynas – un simpatizzante del gruppo “Alliance for Science” – della Cornell University, i vaccini non integrano il DNA del Virus nel nucleo cellulare del suo ricevente.

L’ELETTROPORAZIONE – da Wikipedia, l’enciclopedia “libera”

L’Elettroporazione è una tecnica microbiologica in cui un campo elettrico viene applicato alle cellule per aumentare la permeabilità della membrana cellulare, consentendo l’ introduzione di sostanze chimiche, farmaci o DNA nella cellula (chiamato anche elettrotrasferimento). In microbiologia, il processo di elettroporazione viene spesso utilizzato per trasformare batterilieviti o protoplasti vegetali introducendo nuovo DNA codificante. Se batteri e plasmidi vengono mescolati insieme, i plasmidi possono essere trasferiti nei batteri dopo l’elettroporazione, sebbene a seconda di ciò che viene trasferito si potrebbero usare anche peptidi penetranti o CELL SQUEEZE. L’elettroporazione funziona facendo passare migliaia di volt su una distanza da uno a due millimetri di celle sospese in una cuvetta di elettroporazione (1,0 – 1,5 kV, 250 – 750 V / cm). Successivamente, le cellule devono essere maneggiate con cura fino a quando non hanno avuto la possibilità di dividersi, producendo nuove cellule che contengono plasmidi riprodotti. Questo processo è circa dieci volte più efficace della trasformazione chimica.

L’elettroporazione è anche altamente efficiente per l’introduzione di geni estranei nelle cellule di coltura tissutale, in particolare nelle cellule di mammifero. Ad esempio, viene utilizzato nel processo di produzione di topi knockout , così come nel trattamento del tumore, nella terapia genica e nella terapia basata sulle cellule. Il processo di introduzione di DNA estraneo nelle cellule eucariotiche è noto come trasfezione.

Utilizzando campi elettrici pulsati ultra corti ma molto forti, micropori e nanopori vengono indotti nei doppi strati fosfolipidici che formano le membrane cellulari esterne. Possono verificarsi due tipi di elettroporazione:

  1. ELETTROPORAZIONE REVERSIBILE (RE): si formano percorsi temporanei e limitati per il trasporto molecolare tramite nanopori, ma dopo la fine dell’impulso elettrico, il trasporto cessa e le cellule rimangono vitali. Le applicazioni mediche sono, ad esempio, l’introduzione locale di farmaci citotossici intracellulari come la bleomicina (elettroporazione ed elettrochemioterapia).
  2. ELETTROPORAZIONE IRREVERSIBILE (IRE): dopo un certo grado di danno alle membrane cellulari per elettroporazione, la fuoriuscita del contenuto intracellulare è troppo grave o la risigillatura della membrana cellulare è troppo lenta, lasciando le cellule sane e / o cancerose irreversibilmente danneggiate. Muoiono per apoptosi o per vie necrotiche indotte internamente alle cellule, che è unica per questa tecnica di ablazione.

CHI E’ ANDREW KAUFMAN?

MEDICAMENTUM AUTHENTICA

Andy Kaufman è un consulente di guarigione naturale, inventore, oratore pubblico, psichiatra forense e testimone esperto. Ha completato la sua formazione psichiatrica presso il Duke University Medical Center dopo la laurea presso la Medical University of South Carolina e ha conseguito una laurea in Biologia Molecolare presso il MIT.

Ha condotto e pubblicato ricerche originali e tenuto conferenze, supervisionato e tutorato studenti di medicina, residenti e colleghi in tutte le specialità psichiatriche. È stato qualificato come testimone esperto in tribunali locali, statali e federali. Ha ricoperto posizioni di leadership nella medicina accademica e nelle organizzazioni professionali. Gestiva una start-up per sviluppare un dispositivo medico da lui inventato e brevettato.

Posizioni della Facoltà

  • Professore assistente clinico di psichiatria, SUNY Upstate Medical University
  • Vicepresidente, Psychiatry Faculty Practice Corporation, SUNY Upstate Medical University
  • Direttore medico della pratica della facoltà, SUNY Upstate Medical University
  • Assistant Director, Forensic Psychiatry Fellowship, SUNY Upstate Medical University
  • Consulting Expert Witness, Syracuse University Law School

Formazione scolastica

  • Medical University of South Carolina, Dottore in Medicina
  • Massachusetts Institute of Technology, laurea in biologia

Formazione

  • Certificazione dell’American Board of Psychiatry and Neurology Board in Psychiatry and Forensic Psychiatry (2011)
  • SUNY Upstate Medical University, Fellowship in Forensic Psychiatry
  • Duke University School of Medicine, Resident in Psychiatry

Pubblicazioni

  • Knoll JL e Kaufman AR. Suicidio in ambienti correttivi: epidemiologia, valutazione del rischio e prevenzione. Principles and Practice of Forensic Psychiatry a cura di Richard Rosner, 3a edizione, 2017.
  • Way BB, Kaufman AR, Knoll JL, Chlebowski, S: Ideazione suicidaria tra i pazienti detenuti nella prigione statale: prevalenza, riluttanza a riferire e preferenze di trattamento. Behavioral Science and the Law, 31 (2): 230-8, 2013.
  • Kaufman AR, Way BB, Suardi E: Quarant’anni dopo Jackson v. Indiana. Conformità degli Stati alla sentenza “Periodo di tempo ragionevole”. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, 40: 261-5, 2012.
  • Kaufman AR, Knoll JL, Way BB, Leonard C, Widroff J: Survey of Forensic Mental Health Experts on Pro Se Competence After Indiana v. Edwards: Towards an Evidence-Based Pro Se Competency Standard. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, 39: 565-70, 2011.
  • Knoll JL, Leonard C, Kaufman AR, Way BB: un’indagine pilota delle opinioni dei giudici della corte di prova sulla competenza professionale dopo Indiana v. Edwards. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, 38: 536-9, 2010.
  • Kaufman AR, Way B: Psichiatri residenti nella Carolina del Nord Conoscenza degli statuti sull’impegno: si allontanano dallo standard legale nell’applicazione ipotetica dei criteri di impegno involontario? Psychiatric Quarterly, 2010; 81 (4): p.363.
  • Kaufman, AR: Altro su DSM-5: Will “Cross-Cutting” Butcher Clinical Psychiatry. Correctional Mental Health Report, 2010; 12 (2): p. 21.
  • Kaufman AR: Gli psichiatri sono professionisti Lexa? Correctional Mental Health Report, 2010; 11 (5): p. 71
  • Kaufman AR: dovremmo usare le forze dell’ordine per il trasporto di emergenza di persone con malattie mentali? American Journal of Psychiatry 2007; 164 (3): Residenti ‘Journal p. 3

“VOGLIONO MODIFICARCI GENETICAMENTE CON IL VACCINO” – KAUFMAN PERDE IL LAVORO E RISCHIA LA PRIGIONE

“Questa è l’unica cosa importante per me ora, è far uscire queste informazioni, in modo da impedirci di vivere in un orribile, orribile futuro. Ho due bambini piccoli, e sono il mio principale fattore motivante, non voglio che vivano in un mondo in cui non hanno libertà. Ed è lì che stiamo andando in questo momento.

E quindi qualunque rischio ci siano, sono rischi che devo semplicemente correre. Ecco perché sto facendo quello che sto facendo. Ci sono state cose che sono successe. Ho avuto delle conseguenze. Sono stato licenziato dal mio normale lavoro di psichiatria perché mi rifiutavo di indossare una maschera.

Ho avuto diversi amici che sono medici o altri professionisti sanitari che sono stati molto arrabbiati con me. Sono delusi e non mi parleranno più. Sapevo che quei rischi facevano parte di questo. Ma non è questo ciò che è importante. Ti dirò che sarei felice di rischiare anche di essere portato in prigione, perché non ho intenzione di partecipare a nessuna di queste misure.

Non indosso una maschera. Non resto a casa.

Rispetto i diritti degli altri di fare le proprie scelte. 

Ma se qualcuno è disposto a stabilire un contatto visivo e interagire con me, non osservo alcun allontanamento sociale, quindi opportunità di abbracciare qualcuno, soprattutto in pubblico, ne approfitto sempre, perché voglio mostrare alle persone che in realtà tutte queste misure sono volontarie. Anche il Governatore Cuomo ha dichiarato pubblicamente che non c’è nulla che possano fare per far rispettare nessuna di queste misure e che sono volontarie. E vorrei incoraggiare altre persone a prendere questa decisione, perché se ci affidiamo all’autorità per darci l’approvazione di come esercitare la nostra libertà, ci toglieranno più libertà, come hanno fatto. Le persone che per andare a protestare presso il municipio o la capitale, chiedono all’autorità di dare loro il permesso. Ma hanno già il permesso, perché possiedono diritti inalienabili. Non ci sono alternative per me. È proprio quello che sento di dover fare per preservare il modo di vivere che voglio vivere per me e per i miei figli. “

Il dottor Andrew Kaufman potrebbe essere il medico più censurato negli Stati Uniti in questo momento. I suoi video vengono rimossi e censurati da YouTube molto rapidamente. Il dottor Kaufman è così intelligente e così articolato che i media “tradizionali” e le autorità mediche ovviamente temono lui e il suo messaggio, e stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per sopprimerlo. Il video che ha fatto con Spiro Skouras, ad esempio, è stato immediatamente rimosso da YouTube, sebbene gli altri video di Spiro siano ancora intatti.

Secondo Kaufman tutto questo è stato pianificato e non riguarda affatto un virus pericoloso, ma un modo per controllare la vita delle persone. Il dottor Kaufman ha già pagato un prezzo altissimo per informare le persone e si aspetta solo che le cose peggiorino.

UN ACCOSTAMENTO TARGATO “GATES FOUNDATION”

In questo salotto con Bill & Melinda Gates

https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/video/bill-melinda-gates-advocate-gmos-to-a-brussels-audience/

lui, arcinoto per la sua “filantropia” e la sua ossessione per i vaccini

https://las0rgente.net/2020/04/15/lossessione-vaccinista-di-gates-e-la-sete-di-controllo-sulla-politica-sanitaria-globale/

paragona l’ingegnerizzazione dei prodotti agricoli a quella degli esseri umani.

“Prendiamo organismi geneticamente modificati e le iniettiamo nel braccio dei bambini piccoli, direttamente nelle loro vene!” 

www.youtube.com/watch?v=_jYqMgyFvm0

TELEMEDICINA

La compagnia statunitense MicroCHIPS, specializzata nello sviluppo di dispositivi elettronici per il mondo medicale, ha annunciato i risultati di un trial clinico incentrato sulla sperimentazione di un microchip impiantabile nell’organismo umano per la somministrazione di farmaci controllabile via wireless da remoto.

https://darebioscience.com/microchips-biotech/

L’innovativa tecnologia di somministrazione dei farmaci di Microchips è progettata per memorizzare e somministrare con precisione centinaia di dosi terapeutiche per mesi o anni in un singolo impianto. L’impianto è concepito per essere azionato dal paziente per somministrare farmaci su richiesta o secondo un programma predeterminato che può essere attivato o disattivato in modalità wireless, come richiesto.

Con il supporto della The Bill & Melinda Gates Foundation sotto forma di circa 17,9 milioni di dollari in sovvenzioni fino ad oggi e il potenziale per un massimo di altri 2,5 milioni di dollari in sovvenzioni nel 2020, Microchips ha sviluppato un impianto impiantabile a lunga durata d’azione, applicazione contraccettiva reversibile della tecnologia.

VIRUS, VACCINO E 5G

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Come ha dimostrato Stephan Lanka (di cui abbiamo già parlato qui e qui) non c’è il Virus – ma ci sarà il vaccino. Quali e quante modifiche sono previste al DNA umano?

Solo la percezione di una pandemia globale poteva giustificare una tale operazione – anche se, come sottolinea lo stesso Kaufman, in realtà non c’è un significativo aumento dei decessi (potete visualizzare le statistiche in tempo reale sul sito del John Hopkins CoronaVirus Resource Center).

Ad Aprile, in un’intervista di 80 minuti ad opera di Brian Rose, David Icke non si è solamente limitato a riportare le tesi di Kaufman (ovvero che quanto viene rilevato nei test per rilevare il CoronaVirus corrisponde invece a degli Esosomi) ma ha anche teorizzato che i livelli anonimi di questi ultimi fossero legati alla prolungata esposizione alla radiazione 5G.

OFCOM – autorità competente e regolatrice indipendente per le società di comunicazione nel Regno Unito – ha censurato il canale televisivo che aveva trasmesso l’intervista (London Live).

A Luglio, la Biblioteca Nazionale di Medicina degli Stati Uniti ha pubblicato uno studio secondo il quale le onde millimetriche (5G) possono creare strutture simili al CoronaVirus all’interno delle cellule umane.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32668870/

Pochi giorno dopo lo studio è stato ritirato.

E’ rimasto solamente Vittorio Colao, su YouTube, ad illuminarci sull’argomento: il 5G sarà una “trasformazione profonda”. Sarà possibile monitorare in tempo reale lo stato di salute di una persona ed eventualmente rilasciare da remoto sostanze necessarie al mantenimento delle condizioni di salute.

https://www.youtube.com/watch?v=Sz8_CUbobvg

E, sempre come dice Colao, col riconoscimento facciale, chi deve entrare, entra, chi non deve entrare, non entra…

P.S.     ma il nostro codice genetico è già predisposto?

Marco Isella

FONTI PRINCIPALI 

http://www.reuters.com/article/uk-factcheck-covid-19-vaccine-modify/false-claim-a-covid-19-vaccine-will-genetically-modify-humans-idUSKBN22U2BZ

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’INIZIAZIONE OCCULTA AL NUOVO ORDINE MONDIALE

Il canale video “Truthstream” ha recentemente pubblicato un interessante video che spiega come la crisi del coronavirus e il modo in cui le autorità la affrontano, hanno tutte le caratteristiche di un iniziazione rituale.

Nel 2018 i creatori di Truthstream Media avevano già pubblicato un video che mostrava come la società di oggi stia passando attraverso un’iniziazione inconscia (”Does Society Realize It Is Being Initiated?”).

Nei video vennero discussi alcuni fatti particolari, che in questo scritto cercherò di sintetizzare. Quando si sente parlare di iniziazione rituale, si pensa generalmente a delle società segrete come la Massoneria. Spesso non ci si rende conto che il simbolismo occulto di tali società lo si può trovare in tanti ambiti della società. Per esempio, la piramide e “l’occhio onniveggente” si trovano sulla banconota da un dollaro, nel grande sigillo degli Stati Uniti e sull’edificio della Corte Suprema in Israele. L’architettura del Campidoglio americano mostra ciò che realmente è, un tempio. Anche il suo interno, con i suoi oggetti d’arte e i murales, è una vetrina di simbolismo occulto. Le cerimonie pubbliche sono spesso intervallate da atti simbolici. La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2012 a Londra è stata un macabro spettacolo, con un tema notevole, un’epidemia da virus.

2012 Olimpic Game Pandemic

La cerimonia di apertura del tunnel del Gottardo, alla quale hanno partecipato molti capi di governo europei, è stata un rito satanico di tre ore. Il satanismo è onnipresente nella cultura pop. I videoclip sono pieni di simbolismo occulto. Le performance di Lady Gaga sono rituali satanici nei quali il sangue a volte sta letteralmente colando.

La narrativa è che alla gente della cultura pop piace flirtare con l’oscurità, definendo tutto questo libera espressione artistica e culturale. Ciò che però  si esprime qui è il contrario della libertà. I rituali di iniziazione comportano una profonda trasformazione. Sembra che la popolazione mondiale stia attraversando una tale trasformazione, in cui le persone sono sia spettatori che partecipanti. Come nell’antichità, c’è un’élite, una classe di sacerdoti, che guida e dirige l’iniziazione. Si tratta però di un’iniziazione inconscia, e quindi non libera. Di seguito sono descritti alcuni passi dell’iniziazione rituale come si svolge attualmente.

Isolamento – Il processo di iniziazione inizia con l’isolamento. Separati da altre persone e dalle attività quotidiane, si entra in un diverso stato mentale, uno stato mentale in cui si è più ricettivi. Le maschere hanno spesso un ruolo nell’iniziazione rituale. Il film “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick dà una precisa idea di questi contesti. Indossare una maschera è anche una forma di isolamento; si è isolati dal proprio ambiente immediato e non riconoscibili come individui. Ripetizione – Una volta che lo stato di coscienza dell’iniziato è cambiato, continua la sua preparazione. L’attenzione viene portata su un argomento (oggi il coronavirus). Questo succede attraverso lo strumento della continua ripetizione. A livello globale, e attraverso tutti i canali (mediapolitica, istituzioni) i messaggi uniformi ronzano come dei nuovi mantra: “resta a casa”, “mantieni le distanze” e “questo è la nuova normalità”. L’uniformità dei messaggi dimostra che si tratta di un processo coordinato. Il risultato è uno stato di tensione e di paura che tiene le persone sotto controllo.

Minaccia di morte – La paura si esaspera con la minaccia di una morte imminente. Questo è un elemento essenziale nei rituali di iniziazione. L’iniziato vive l’esperienza di essere sulla soglia della morte. Anche questo è oggi molto evidente. Siamo costantemente avvertiti di essere in pericolo di vita, e siamo bombardati da numeri riguardanti i casi di nuove infezioni e di morti. Durante un’iniziazione avvengono spesso dei sacrifici. Le “vittime sacrificali” muoiono sull’altare dei sommi sacerdoti. I media ci mostrano immagini di vittime del coronavirus. Ci si mostra file di bare, o immagini scioccanti di pazienti in ospedale avvolti in plastica con tubi e respiratori. Le immagini e i messaggi traumatici fanno sì che l’iniziato cominci a cedere mentalmente. Si perde la terra da sotto i piedi e si cerca la guida delle autorità.

Trasformazione – In questa fase l’iniziato entra in una sorta di ‘terra di nessuno’ spirituale. La vita passata viene gettata come una vecchia pelle. L’uomo, ora malleabile come argilla morbida, si forma, viene programmato per il nuovo mondo, per il la “nuova normalità”.

Resurrezione – L’iniziazione ormai è completa. E’ nato il nuovo uomo, con nuovi schemi di pensiero, adatto a una nuova società con nuovi modi e nuovi codici di comportamento. Integrazione – L’uomo può ora integrarsi nella nuova società. Che aspetto avrà la società a cui ci stanno preparando? Sarebbe certamente una società con un governo gestito a livello centrale, in cui la tecnologia avrebbe un ruolo dominante, compresa le vaccinazioni, le radiazioni e l’intelligenza artificiale. Gli algoritmi sostituirebbero gradualmente le decisioni umane. Il governo italiano sta studiando e promuovendo l’applicazione dell’intelligenza artificiale a diversi settori della società. Molti diranno: “Ma mica l’ho scelto io, questo?”. La risposta è che la scelta umana non avrebbe nessun ruolo, in una tale nuova società.

Secondo Yuval Harari, che con i suoi libri ha aperto la strada, la libertà umana non è «altro che un mito cristiano», e non adatta al XXI secolo. La nuova visione del mondo di Harari è il transumanesimo. Secondo questo autore, l’automazione e l’intelligenza artificiale renderebbero superflua la gran parte delle persone, e una piccola e ricca élite di robot umani (cyborg) comanderebbe il mondo. Si potrebbe pensare che non si arriverà mai a questo, che l’uomo non accetterà una tale società. Il punto è che non sarà venduta in questo modo. La politica, i media e scrittori come Harari puntano sui sentimenti profondi della gente. La maggior parte delle persone è cosciente del fatto che la società odierna non può più andare avanti così, e che un cambiamento fondamentale è necessario. La nuova dittatura mondiale verrà presentata come una “cooperazione internazionale” che porterà soluzioni a tutti i problemi sociali come quelli della salute, della sicurezza e dell’inquinamento ambientale.

I governi, le istituzioni e le multinazionali sono pronti con nuove tecnologie e nuove leggi che limiteranno ancora di più le nostre libertà. Ci sarà un’importante introduzione del 5G, di vaccinazioni obbligatorie e dell’intelligenza artificiale. Tutto ciò fa parte del programma di emergenza Covid-19 del Forum Economico Mondiale, il che significa che sarà lanciato a grande velocità. Decine di migliaia di satelliti saranno lanciati in stretta orbita intorno alla Terra. I satelliti devono formare una rete di accesso a Internet (5G) e l’intelligenza artificiale. Quando a Elon Musk, l’iniziatore di questo progetto, in un’intervista venne chiesto dove la società stesse andando con l’intelligenza artificiale, rispose: «With artificial intelligence we are summoning the demon» (con l’intelligenza artificiale stiamo evocando il diavolo). Anche importanti think-tank e istituti non fanno mistero dell’obiettivo: un nuovo ordine mondiale sotto una gestione centralizzata. Rapporti di think-tank come il Pnac affermano che «solo un nemico comune sarà in grado di convincere il mondo della necessità di un governo mondiale». Il terrorismo internazionale era un tale nemico comune e nascosto, e ci ha portato a rinunciare a molte delle nostre libertà.

L’importante istituto M.I.T. ha concluso che, data la disponibilità con cui le persone hanno accettato le nuove restrizioni dopo l’11 Settembre, accetteranno le nuove misure su Covid-19 senza problemi. Il nuovo nemico comune è il coronavirus. È l’ultimo nemico invisibile che fornisce il pretesto per completare il piano. Sia il terrorismo internazionale che il coronavirus sono chiaramente per la maggior parte degli inganni. E’ importante che la verità venga alla luce. La preoccupazione della maggior parte delle persone è il confinamento a livello fisico. Se vogliamo liberarci da questo, dobbiamo prima uscire dal nostro confinamento mentale. Questo significa un gran passo. Ovviamente è un’esperienza traumatica, quando ci si rende conto che i governi e le istituzioni che pensavamo ci rappresentassero e ci proteggessero, stanno facendo esattamente il contrario. Alla fine, però, le azioni dei grandi poteri (nei confronti della popolazione mondiale) non sono altro che la caricatura maligna di una trasformazione verso una nuova consapevolezza che l’essere umano è in grado di sviluppare autonomamente, coscientemente, e in piena libertà. Infatti, serve un gran cambiamento, un ‘mondo nuovo’ migliore. Si realizzerà attraverso le azioni di veri ‘uomini nuovi’, coscienti, liberi, e per ciò invincibili.

FONTI

Luogo Comune

LibreIdee

TruthStreamMedia

 

FABIO FRANCHI E LA FALSIFICAZIONE DELLA TEORIA VIRALE (Estratto)

Nei lavori pubblicati sul SARS-CoV-2 non si trovano fotografie del virus isolato, se non di singoli elementi senza contesto. Si ritrovano anche fotografie di sezioni ultra sottili di tessuti dove si individuano agglomerati di piccoli cerchi che sono indicati con le frecce e chiamati particelle virali. Ammesso che lo siano, costituiscono meno del 10% del materiale cellulare che li circonda. Non si tratta propriamente di isolamento. Ma c’è di più: vi sono forti dubbi che quei piccoli cerchi siano Coronaviridae. Infatti hanno dimensioni variabili: il loro diametro è spesso di 6570 NM cioè inferiore al minimo previsto per i Coronavirus (120-160 NM) 83. In verità altri autori riportano diametri diversi (100-160 NM) 84, ma restano comunque fuori range. Ed i virus sono caratteristicamente costituiti da pochi elementi fondamentali capaci di replicare copie identiche di sé stessi. Insomma in biologia … non sono previsti né i giganti né i cuccioli di virus!

Se il diametro delle piccole sfere è inferiore del 30% rispetto alla particella singola, in volume esse lo sono di meno ancora, cioè si riducono ad 1/3 circa in volume. Se il diametro è superiore del doppio, allora il volume è oltre 6 volte maggiore. Il che non è possibile sia sostenuto: starebbe inevitabilmente a significare una differente composizione e struttura incompatibile con esseri che sono dotati di uguale e breve sequenza nucleotidica (perché appartenenti alla stessa specie).

Per la discussione, presentiamo innanzitutto una delle tante fantasiose ricostruzioni al computer che rafforza quel che sosteniamo: rivela la convinzione di tutti, esperti e non esperti, che il virus SARS-COV-2 sia costituito da particelle tutte uguali a sé stesse, come dovrebbe essere.

Figura 6

Figura 6. Coronavirus immagine disegnata al computer

Ora esaminiamo per confronto il Coronavirus ritenuto responsabile della SARS (malattia epidemica comparsa in Oriente nel 2002 e sparita nel 2004, per la quale era stato imputato un Coronavirus 85): le dimensioni e l’aspetto corrispondono alla descrizione. Il diametro, escluse le spikes (peplomeri od estroflessioni), è di circa 100 NM.

Figura 7

Figura 7. Ksiazek TG et al. Ultrastruttura caratteristica del Coronavirus associato alla SARS coltivato in cellule Vero E6.

Un Coronavirus di pipistrello, simile a quello della SARS umana (malattia comparsa nel 2003 e sparita nel 2004), è stato “isolato” e così presentato sulla rivista Nature 86; assomiglia al precedente, ma ha forme più irregolari e dimensioni leggermente maggiori (167 x 200 NM)

Figura 8

Figura 8. Xing-YiGe et al. Micrografia elettronica di virioni purificati raccolti, fissati e concentrati/purificati con centrifugazione in gradiente di saccarosio

Asseriti isolamenti del SARS-CoV-2

A) Il SARS-CoV-2, la cui foto è stata pubblicata sul N Eng J Med quest’anno (87) ha invece aspetto e dimensioni differenti:

Figura 9a

Figura 9a e 9b. Zhu N et al. Visualizzazione del nCoV-2019 con il Microscopio a Trasmissione.

I due elementi nella foto di sinistra corrispondono nei diametri a quelle di un ipotetico Coronavirus (attorno a 100 NM, escluse le Spikes che non son ben visibili). Viceversa le piccole particelle divise in gruppi sulla destra sono apparentemente troppo piccole per essere di SARS-CoV-2. Quel che è notevole è che le formazioni rotondeggianti nella foto a destra non hanno le dimensioni di quelle nella foto a sinistra pur trattandosi asseritamente degli stessi SARS-CoV-2 del medesimo studio! Il materiale presunto infetto (liquido da lavaggio bronchiale) proveniva da uno dei tre pazienti. Non vi è accenno all’esame al microscopio elettronico di sopranatante da colture cellulari di controllo.

L’immagine più sotto è l’ingrandimento della parte inferiore della figura 9b per permettere una misurazione facilitata. 

Figura 10

Figura 10. Zhu N et al. Visualizzazione del nCoV-2019 con il Microscopio a Trasmissione (ingrandimento della figura 9 parte destra.

Come si può controllare con un software di misurazione su schermo 88, le particelle sono di circa 65-75 NM di diametro, tranne una che è di 100 NM. 

  • Lo stesso può essere osservato sulla foto pubblicata su Nature 89 (dimensioni delle “particelle virali”: in media 67 NM di diametro, range 48-90):
Figura 11

Figura 11. Isolamento del 2019-nCoV. Vengono mostrate le particelle virali in un vacuolo intra citosolico. Le particelle virali nelle sezioni ultrasottili vennero fotografate con il microscopio elettronico a 200 kV. Il campione proveniva da cellule infette Vero E6. 

Queste sopra sono con tutta probabilità le foto più rappresentative che son riusciti a scattare. Perciò il dubbio sull’origine di tali riscontri fotografici progressivamente si rinforza.

  • Su Nature è stato pubblicato il 7 maggio uno studio che vanta la dimostrazione del nesso causale tra SARS-CoV-2 e COVID-19 con un articolato esperimento su dei topi 90

Tuttavia molte sono le critiche possibili, per esempio:

  1. gli autori danno per scontato che la causa sia stata dimostrata in due precedenti pubblicazioni che citano. In una di queste, già qui discussa, li smentisce, infatti è esplicitamente ammesso che i loro riscontri non erano decisivi (“non sono stati soddisfatti i postulati di Koch”) 91. Nell’altro lavoro 92 l’immagine di una singola particella (supposta virale), è molto differente come dimensioni, essendo il diametro di circa 75 NM, e non c’è nessuna dimostrazione di isolamento di particelle virali. 
Figura 12

Figura 12. Ren et al. Identificazione ed isolamento virale. Micrografia elettronica.

  • i topi sono stati divisi in tre gruppi: uno di suscettibili, “infettato” con il SARSCoV-2; uno di suscettibili infettati con “virus finto” (mock virus); uno di non suscettibili, infettati con il SARS-CoV-2. l “virus finto” corrisponde  a gocce di PBS (tampone fosfato salino).

In ognuno dei tre gruppi di topi, di cui due di controllo, solo alcuni individui hanno presentato sintomi modesti (il pelo irto e non altro), e le descrizioni anatomopatologiche si sono limitate ai topi suscettibili infettati, mentre i topi di controllo non avevano dimostrato alcuna alterazione. Non si comprende di quale patologia soffrissero i topi sintomatici dei gruppi di controllo, né se vi fossero differenze, nel gruppo dei suscettibili infettati, tra sintomatici e non. Poco comprensibile anche come mai topi affetti da grave compromissione polmonare non abbiano manifestato sintomi rilevanti: “non furono trovati altri sintomi clinici come la schiena arcuata e una risposta diminuita a stimoli esterni” (con l’eccezione di una perdita di peso per i topi infetti, ammalati ed arrivati vivi al 14° giorno). Al giorno 1, 3, 5, 7 dopo l’infezione, sono stati sacrificati ogni volta 3 animali per ogni gruppo. Questo significa che alterazioni nel gruppo suscettibile infettato, (riscontri autoptici di grave patologia polmonare) sono stati ritrovati in topi che non avevano alcun sintomo, secondo quanto scritto dagli autori (7 in tutto i topi con sintomi in tale gruppo e, di questi, 7 arrivati al 14° giorno). Non è facile comprendere.

  • il virus non è stato isolato secondo la procedura corretta, ed esposta in precedenza in questo scritto. La fotografia al microscopio elettronico mostra un cerchio di diametro doppio di quello massimo consentito per un Coronavirus e triplo o quadruplo rispetto a quelli riportati nei lavori citati in questo testo. Eppure si sostiene che si trattava del medesimo virus.
Figura 13

Figura 13. Bao et al. Il virus isolato dai polmoni dei topi ACE2-HB-01 fu osservato al microscopio elettronico.

D) Nella pubblicazione di Caly et al.93 viene “isolato” il SARS-CoV-2 da un solo paziente. Anche qui mancano fotografie elettroniche da colture non infette di controllo e comunque  non c’è stato un corretto isolamento. Le particelle nella parte destra dell’immagine sono del 20% più piccole di quella singola a sinistra. Sono altro.

Figura 14

Figura 14. Caly L et al. Electron micrographs of cell culture supernatant. A. 100 NM spherical virion displaying the characteristic crown-like fringe of spike proteins.

B. Sezioni infettate di VERO/hSLAM con vescicole legate alla membrana contenenti virus.

Ulteriore prove a dimostrazione dell’incertezza interpretativa

Tre lavori hanno recentemente pubblicato fotografie elettroniche di coronavirus in malati di COVID-19. Val la pena esaminarle perché sono state contestate da altri ricercatori:

A)  Su H et al.Particelle simil-Coronavirus  94

Figura 15a

Figura 15a. Su H et al.Particelle simil-Coronavirus (frecce rosse) con estroflessioni distintive (frecce verdi) erano presenti nel citoplasma dell’epitelio del tubuloprossimale. 

Figura 15b

Inserisci Figura 15b. Su H et al. Particelle simil-Coronavirus (frecce rosse) con estroflessioni distintive (frecce verdi) erano presenti nel citoplasma dell’epitelio del tubulo distale.una didascalia

Tuttavia esperti microscopisti elettronici hanno contestato che quelle immagini potessero rappresentare il SARS-CoV-2 95 

“Queste strutture non sono particelle virali, ma piuttosto vescicole rivestite di clatrina, normali organelli cellulari coinvolti nel trasporto intracellulare. Gli oggetti nella loro Figura 2a e b (w 60 NM) sono leggermente più piccoli dei coronavirus (da w80 a 140 NM), ma, soprattutto, le loro “estroflessioni” (peplomeri) sono in contatto con il citosol, come quelli delle vescicole rivestite di clatrina”.

Gli Autori hanno così risposto: 

“Siamo d’accordo con il punto di vista di Miller e Brealey e riconosciamo che ci sono difficoltà intrinseche nella discriminazione delle vescicole cellulari dalle particelle virali esclusivamente da prove morfologiche, specialmente nella normale elaborazione EM dei tessuti autoptici.”

“Pertanto abbiamo prudentemente modificato la descrizione nella versione prestampata del nostro articolo di “particella virale” in “particella simil-coronavirus”.

B)  Kissling S et al. Studio di microscopia elettronica.   96

Figura 16

Figura 16. Kissling S et al. Studio di microscopia elettronica. Vacuoli citoplasmatici contenenti numerose particelle sferiche. 

La critica 97 al lavoro B) sopracitato da parte degli stessi ricercatori, è la seguente:

“[…], le particelle in Kissling et al. non sono coronavirus. Mentre sono all’interno di un vacuolo, hanno estroflessioni e hanno approssimativamente le dimensioni corrette, non hanno l’aspetto uniforme delle particelle di virus con una copertura esterna della membrana e punti all’interno che indicano il nucleocapside.

“Queste microfotografie non supportano l’affermazione che le particelle sono effettivamente virus.”

Gli autori del lavoro criticato hanno ammesso le incertezze interpretative 98, nonostante a parer loro per dimostrare che le particelle siano o no del SARS-CoV2 bisognerebbe marcarle con anticorpi specifici. Anticorpi specifici che non ci sono, visto che per questi non è nota la specificità reale (vedi le sezioni precedenti di questo elaborato). Il cane che si morde la coda:

Riconosciamo anche le nostre incertezze riguardo alla natura esatta delle particelle nel podocita osservate nella biopsia renale del nostro paziente ed eravamo cauti nell’interpretazione di questi risultati. A seguito dei commenti di Miller e Brealey, abbiamo modificato la nostra lettera prima della sua pubblicazione finale sul Journal per sottolineare ulteriormente che queste particelle possono corrispondere a entità non virali. Tuttavia, le particelle rilevate nella biopsia del nostro paziente sono piuttosto simili a quelle della sindrome respiratoria acuta grave coronavirus riportata nella prima documentazione (Zhu et al, figura 10). Inoltre, l’aspetto delle inclusioni virali intracellulari sembra essere abbastanza variabile da una pubblicazione all’altra”. A nostro avviso, rimane quindi possibile che le particelle osservate nel nostro paziente siano di origine virale. la prova definitiva della presenza di inclusioni virali nelle cellule richiede una immunocolorazione con anticorpi specifici, sia nelle cellule in coltura che nei campioni di tessuto.

C)  Varga Z et al. Microscopia elettronica del tessuto renale  99

Figura 17a

Figura 17a Varga Z et al. Microscopia elettronica del tessuto renale mostra corpi d’inclusione virale  nello spazio peritubulare nelle cellule endoteliali delle anse capillari glomerulari

Figura 17b

Figura 17b. Varga Z et al. Idem

Tali immagini non sono state riconosciute come di particelle virali da parte di Goldsmith et al 100 che hanno obiettato: 

“Tuttavia, riteniamo che le immagini EM nella corrispondenza non mostrino particelle di coronavirus ma mostrino invece sezioni trasversali del reticolo endoplasmatico rugoso (RER).

Queste strutture sferiche sono circondate da punti scuri, che potrebbero essere stati interpretati come estroflessioni su particelle di coronavirus ma sono invece ribosomi.

Per corroborare il loro argomento, i ricercatori dei CDC hanno pubblicato l’immagine di particelle da loro ritenute virali al di là di ogni dubbio (figura 18):

Figura 18

Figura 18 Goldsmith Cs, Miller SE et al. Isolato virale cresciuto in coltura cellulare. Particelle di coronavirus sferiche con sezione attraverso i nucleocaside, visti come punti nei, sono raggruppati entro una membrana che le separa dal citoplasma.

Tuttavia uno degli Autori (Miller), aveva poco tempo prima precisato che i virus dovevano avere un diametro maggiore (80-140 NM) 101, seppur inferiore a quello indicato dal Comitato Internazionale sulla Tassonomia dei Virus 102. Ne deriva che queste particelle, presentate come virus “garantiti” nella fotografia inserita nella corrispondenza, avendo un diametro (65-78 NM) inferiore a quello consentito ad un coronavirus, devono essere qualcos’altro – secondo i loro stessi criteri. 

Insomma, anche la microscopia elettronica è molto insidiosa e non può essere considerata un riferimento sicuro. 

NOTE

83  International Committee on Taxonomy of Viruses ICTV. “Virions are spherical, 120–160 nm across (Coronavirinae)” Virus Taxonomy: 2019 Release EC 51, Berlin, Germany, July 2019 Email ratification March 2020 (MSL #35).

 (download June, 22 2020: “Virions are spherical, 120–160 nm across (Coronavirinae)”

https://talk.ictvonline.org/ictvreports/ictv_9th_report/positivesensernaviruses2011/w/posrna_viruses/222/coronaviridae

 84  Raphael Dolin. Coronavirus infections, including SARS. Etiologic Agent, in Harrison’s Principles of Internal Medicine, 17th Edition.

 85  Ksiazek TG et al. A Novel Coronavirus Associated with Severe Acute Respiratory Syndrome N Engl J Med 2003;348:1953-66.

 86  Xing-Yi Ge et al. Isolation and characterization of a bat SARS-like coronavirus that uses the ACE2 receptor. Nature 2013;503:535-8.

 87  Zhu N et al. op. cit.

 88  J Ruler

 89  Zhou P et al. A pneumonia outbreak associated with a new coronavirus of probable bat origin. Nature  2020;579:270-3.

 90  Bao, L. et al. The pathogenicity of SARS-CoV-2 in hACE2 transgenic mice. Nature https://doi.org/10.1038/s41586-020-2312-y (2020).

 91   Zhu et al. op cit

 92  Ren Li-Li et al. Identification of a novel coronavirus causing severe pneumonia in human: a descriptive study Chinese Medical Journal 2020;133(9).

 93  Caly L, Druce J, Roberts J, et al. Isolation and rapid sharing of the 2019 novel coronavirus (SARS-CoV-2) from the first patient diagnosed with COVID-19 in Australia. Med J Aust.

 94  Su H, Yang M, Wan C, et al. Renal histopathological analysis of 26 postmortem findings of patients with COVID-19 in China. Kidney Int. 2020;98:219–227.

 95  Miller SE and Brealey JK. Visualization of putative coronavirus in kidney. Kidney International (2020) 98, 228–239.

 96  Kissling S, Rotman S, Gerber C, et al. Collapsing glomerulopathy in a COVID-19 patient. Kidney Int. 2020;98:228–231.

 97  Miller op cit.

 98  Kissling et al. Authors reply. Kidney Int. 2020;98:232.

 99  Varga Z, Flammer AJ, Steiger P, et al. Endothelial cell infection and endotheliitis in COVID-19. Lancet 2020; 395: 1417–18.

100  Cynthia S Goldsmith, Sara E Miller et al. Electron microscopy of SARS-CoV-2: a challenging task. Lancet 2020; 395:e99.

 101  Miller op cit.

 102  International Committee on Taxonomy of Viruses ICTV. Op. cit.

 103  Sheridan C. Coronavirus and the race to distribute reliable diagnostics. Nature. 19 FEBRUARY 2020.  https://www.nature.com/articles/d41587020000022

IL MALINTESO CHIAMATO VIRUS

Makia Freeman, 24 Luglio 2020

Stefan Lanka parla ai giornalisti nel tribunale distrettuale di Ravensburg. Il biologo del Lago di Costanza aveva messo in dubbio l’esistenza del virus del morbillo.

L’idea sbagliata del virus è al centro dell’operazione Coronavirus, perché senza il concetto di teoria dei germi e senza la storia dell’orrore del virus killer, la maggior parte delle persone non acquisterebbe la narrativa ufficiale diretta dal NWO  sulla propaganda COVID. In un precedente articolo sulla natura del virus, ho discusso degli eroici sforzi del virologo tedesco  Dr. Stefan Lanka, che nel 2017 ha vinto un caso emblematico che è andato fino alla Corte suprema tedesca. Lanka ha dimostrato alla corte suprema del paese che il morbillo non era causato da un virus e che in realtà non esisteva un virus del morbillo. Lanka è ancora impegnato a lavorare, e ha scritto questo articolo all’inizio di quest’anno (tradotto qui in inglese) intitolato ” L’idea sbagliata chiamata virus “ in cui spiega la storia di come la scienza tradizionale sia andata terribilmente fuori strada con le sue conclusioni (pure ipotesi) per demonizzare l’umile virus e attribuirgli falsamente la patogenicità che non ce n’è.

Il malinteso sui virus: la leggenda di Virus Killer contro carenza e tossicità

Il punto principale di Lanka in tutto l’articolo è questo: quando gli scienziati moderni stanno lavorando con il tessuto malato, pensano che la presenza di un virus stia causando la malattia, invece di rendersi conto che il tessuto in questione è stato tagliato e isolato dal suo ospite, quindi fatto con antibiotici e che siano proprio questa separazione e questo avvelenamento a renderlo malato e ad ucciderlo, piuttosto che qualsiasi virus. Lanka scrive:

“Tutte le affermazioni sui virus come agenti patogeni sono errate e si basano su interpretazioni errate facilmente riconoscibili, comprensibili e verificabili … Tutti gli scienziati che pensano di lavorare con i virus nei laboratori in realtà lavorano con particelle tipiche di specifici tessuti o cellule morenti che sono state preparate in uno speciale modo. Credono che quei tessuti e quelle cellule stiano morendo perché sono stati infettati da un virus. In realtà, le cellule e i tessuti infetti stavano morendo perché erano affamati e avvelenati a seguito degli esperimenti in laboratorio. “

“… la morte del tessuto e delle cellule avviene nello stesso identico modo quando non viene aggiunto alcun materiale genetico infetto” ” Apparentemente i virologi non hanno notato questo fatto. Secondo … la logica scientifica e le regole della condotta scientifica, avrebbero dovuto essere condotti esperimenti di controllo. Al fine di confermare il metodo recentemente scoperto della cosiddetta “propagazione del virus” … gli scienziati avrebbero dovuto eseguire ulteriori esperimenti, chiamati esperimenti di controllo negativo, in cui avrebbero aggiunto sostanze sterili alla coltura cellulare “.

“Questi esperimenti di controllo non sono mai stati condotti dalla” scienza “ufficiale fino ad oggi. Durante la sperimentazione del virus del morbillo, ho incaricato un laboratorio indipendente di eseguire questo esperimento di controllo e il risultato è stato che i tessuti e le cellule muoiono a causa delle condizioni di laboratorio esattamente come quando entrano in contatto con materiale presunto “infetto”. “

In altre parole, le cellule e i tessuti studiati muoiono con o senza la presenza di un virus esattamente nello stesso modo; pertanto,  il virus non può essere la causa della morbilità e della mortalità.  È interessante notare che questo è esattamente ciò che hanno affermato molti esperti di salute, vale a dire che ci sono solo due cause di malattia:  carenza e tossicità. Ad esempio, Charlotte Gerson (che ha assunto la direzione della Gerson Clinic dal suo geniale padre Max) ha detto questo su Malattie e Cancro. La rimozione di cellule o tessuti dal corpo e quindi la loro interruzione dal loro apporto di energia porterà rapidamente ad una carenza; iniettare antibiotici nella miscela è tossicità, pertanto non esiste una prova concreta che un virus stia causando malattie quando sono già presenti carenze e tossicità. Questo è il punto chiave dell’idea sbagliata del virus.

Il malinteso sui virus appoggia le sue radici nellOttocento

Lanka fa risalire lo sviluppo del malinteso sui virus al 1858 e alla “teoria cellulare” di Rudolf Virchow, che ha proposto una teoria secondo cui tutte le malattie e tutta la vita provengono da una singola cellula, che è in qualche modo dirottata da un virus che la indebolisce e si propaga si. Lanka sottolinea due incongruenze in proposito: Viroma umano normale: uno studio del 2017 rileva l’HIV, l’epatite e molti altri virus presenti nelle persone

“La teoria cellulare è stata originata solo perché Rudolf Virchow ha soppresso scoperte cruciali sui tessuti. I risultati e le intuizioni riguardo alla struttura, alla funzione e all’importanza centrale dei tessuti nella creazione della vita, che erano già noti nel 1858, confutano in modo completo la teoria cellulare e le terapie genetiche, immunitarie e tumorali successivamente derivate.

“Le teorie dell’infezione sono state stabilite come dogma globale solo attraverso la propaganda politica e e l’eugenetica del Terzo Reich. Prima del 1933, gli scienziati hanno osato contraddire questa teoria; dopo il 1933, questi scienziati critici furono messi a tacere. “

Per “teorie dell’infezione” Lanka significa teoria dei germi, la teoria prevalente della moderna medicina occidentale. Lanka descrive quindi come si è verificato un cambio di paradigma nella percezione del virus nel periodo 1952-1954:

“Fino al 1952, un virus era definito come un veleno patogeno sotto forma di una proteina, un enzima che causava danni in modo sconosciuto. Dopo il 1953, l’anno in cui fu annunciato pubblicamente il presunto DNA nella forma di una presunta elica alfa, l’idea di un virus divenne un genotipo maligno avvolto in proteine. Pertanto, tra il 1952 e il 1954 ebbe luogo un cambio di paradigma riguardo all’immagine di un virus. “

Parla di come la teoria diventa dogma nella Chiesa del Mainstream Scientifoc, o Scientismo.

“Questo approccio completamente non scientifico ebbe origine nel giugno del 1954, quando fu pubblicato un articolo speculativo non scientifico e confutabile, secondo il quale la morte del tessuto in una provetta era considerata … possibili prove della presenza di un virus. Sei mesi dopo, il 10 dicembre 1954, l’autore principale di questa opinione ricevette il premio Nobel per la medicina per un’altra teoria ugualmente speculativa. La speculazione del giugno 1954 fu poi sollevata a fatto scientifico e divenne un dogma che non è mai stato sfidato. Dal giugno 1954, la morte di tessuti e cellule in una provetta è stata considerata la prova dell’esistenza di un virus. “

Ritornando ai postulati di Koch: nessun isolamento, nessuna purificazione

Come ho spiegato in COVID-19 Termine generale per operare una pandemia finta: non una malattia, non una causa , gli scienziati mainstream di oggi stanno saltando l’importante secondo passo dei postulati di Koch: l’isolamento e la purificazione del virus. Questo non è qualcosa che puoi semplicemente sorvolare o dimenticare di fare, come dimenticare accidentalmente l’ombrello in una giornata piovosa e bagnarti un po ‘. Questa è la parte assolutamente essenziale per determinare se esiste un nuovo virus e se causa la malattia. È la cosiddetta “Condicio sine qua non”. Se non riesci a isolarlo, hai fallito nel provare qualcosa, perché il germoglio in erba che ritieni sia un virus invasore potrebbe facilmente essere un’esosoma o una particella prodotta dal corpo stesso. Questo è il motivo per cui tutta la propaganda COVID ha opportunamente chiarito il fatto che non ci sono immagini al microscopio elettronico di SARS-CoV-2, poiché il microscopio elettronico è uno strumento estremamente importante nella prima fase dei postulati di Koch, l’identificazione. Lanka continua:

“… Un virus non è mai stato isolato in base al significato della parola isolamento, e non è mai stato fotografato e caratterizzato biochimicamente come una struttura unica e unica. Le microfotografie elettroniche dei presunti virus mostrano in realtà particelle cellulari abbastanza normali da tessuti e cellule in via di estinzione, e la maggior parte delle foto mostra solo un modello computerizzato (CGI – immagini generate al computer) “.

Quindi cosa c’entra tutto questo con COVID?

Quindi, per riportare questo alla pandemia attuale, tutte le stesse ipotesi e la mancanza di prove sono in gioco quando si tratta di COVID:

“Le singole molecole vengono estratte dalle particelle di tessuto e cellule morte, vengono interpretate erroneamente come parti di un virus e teoricamente messe insieme in un modello di virus. Il processo di ricerca del consenso per il” virus “del morbillo, in cui i partecipanti hanno discusso per determinare cosa apparteneva al virus e cosa no, è durato per decenni. Con l’apparentemente nuovo China Coronavirus 2019 (nel frattempo rinominato 2019-nCoV), questo processo di ricerca del consenso dura solo pochi clic del mouse.

Con solo pochi clic del mouse, un programma può creare qualsiasi virus riunendo molecole di brevi parti di acidi nucleici da tessuti morti e cellule con una determinata composizione biochimica, disponendole così come desiderato in un genotipo più lungo che viene poi dichiarato essere il genoma completo del nuovo virus. in questo processo di costruzione teorica del “DNA virale”, quelle sequenze che non si adattano vengono “levigate” e vengono aggiunte quelle mancanti. Pertanto, viene inventata una sequenza di DNA che non esiste nella realtà e che non è mai stata scoperta e scientificamente dimostrata nel suo insieme. “

Quindi, fondamentalmente, gli scienziati cinesi tradizionali che lavorano secondo la stessa teoria degli scienziati occidentali tradizionali hanno inventato un nuovo modello teorico per SARS-CoV-2, e hanno proclamato un nuovo coronavirus, ma tutti senza le micrografie elettroniche per sostenerlo.

L’intero processo ha parallelismi estremamente interessanti con il tema della simulazione di spazio, sia esso propagandato dalla NASA o dalle agenzie spaziali di altre nazioni. Non abbiamo immagini verificabili di virus; non abbiamo immagini intere (non composite) verificabili della Terra, o molti altri corpi spaziali come lune, pianeti, ecc. Ci viene solamente detto di non mettere in discussione l’autorità. Questa è scienza o questo scientismo basato sulla fede? Fino a che punto veniamo manipolati quando ci vengono negate vere e proprie fotografie del mondo che ci circonda, sia a livello micro che macro? 

Lanka sul pericolo dei Vaccini

La nostra scarsa comprensione di virus, malattie, sistema immunitario, teoria del terreno e molto altro è sfruttata da Big Pharma per spingere pericolosi interventi medici come i vaccini . Ecco cosa dice Lanka riguardo al pericolo e all’inefficacia dei vaccini:

“Un miscuglio costituito da tessuti e cellule in via di morte da scimmie, feti di bovini e antibiotici tossici … viene utilizzato come vaccino” vivo “, perché si suppone che sia costituito dai cosiddetti virus” attenuati “… questa miscela tossica pieno di proteine ​​estranee, acidi nucleici estranei (DNA / RNA), antibiotici citotossici, microbi e spore di tutti i tipi viene etichettato come “vaccino vivo”. Viene impiantato nei bambini attraverso la vaccinazione principalmente nei muscoli, in una quantità che se iniettato nelle vene porterebbe immediatamente a morte certa … I fatti verificabili dimostrano il pericolo e la negligenza di questi scienziati e politici, che affermano che i vaccini sono sicuri, hanno effetti collaterali minimi o nulli e proteggono da una malattia. Nessuna di queste affermazioni è vera.

Conclusioni

L’idea sbagliata del virus è stata con noi per molto tempo. Per quanto folle sia l’attuale sottomissione basata sulla paura, chi indossa la mascherina e che adotta il distanziamento, ci sono persone che sfruttano l’Operazione Coronavirus come possibile presa di Coscienza. Mentre alcuni approfondiscono l’incoscienza e guardano a nuovi prodotti protettivi (“aggiorna la tua maschera per il nostro scudo protettivo di filtrazione dell’aria alimentato in attesa di brevetto N95”), altri hanno visto il coronavirus per quello che è veramente: un’opportunità di rotolare fuori da tutti i tipi di architettura di controllo, mentre le persone comuni continuano a vivere nella paura. È sempre una buona idea mettere in discussione le assunzioni di base di qualsiasi istituzione governativa, perché quasi sempre può aprire un portale verso la verità.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su The Freedom Articles .

Makia Freeman è la redazione di media alternativi The Freedom Articles e ricercatrice senior presso ToolsForFreedom.com.

Global ResearchCopyright © Makia Freeman, GLOBAL RESEARCH, 2020

ARTICOLO ORIGINALE

http://www.globalresearch.ca/dr-stefan-lanka-2020-article-busts-virus-misconception/5719146

FONTE DELL’ARTICOLO ORIGINALE

https://davidicke.com/wp-content/uploads/2020/07/Paper-Virus-Lanka-002.pdf

TRADUZIONE

Traduzione ed impaginazione a cura di Marco Isella (las0rgente.net)

NOTE

Nota di Enrique Suarez: questo articolo è finora il miglior articolo che abbia mai letto sul cosiddetto “Coronavirus”

IL BUCO NERO DENTRO COVID-19 E LA RIFORMA OSCURA DELLA MEDICINA

Vista l’eccezionalità della situazione, dopo tanti anni di soli articoli, ho creato un canale YouTube che porta il nome di questo blog, e ho pubblicato al suo interno una video-analisi di tutti gli elementi raccolti sulla questione Covid-19.

La versione per YouTube termina con una domanda, ovvero, se le misure di contenimento non hanno alcuna utilità sanitaria, che cosa giustifica questa radicale trasformazione antropologica?

Nella versione per Vimeo, sul mio canale personale, mi sono avventurato in alcune personali conclusioni.

Vi riporto uno dei commenti più significativi che questo video ha ricevuto:

“Ho appena visto il tuo documentario. Veramente notevole, con dati fatti e fonti autorevoli.

La parte che mi ha colpito di più è dove parli verso la fine, dell’utilizzo del “rito” (la maschera) per la modificazione mentale. E per “aprire” le persone a suggestioni e modifiche di identità e comportamento.

I “culti distruttivi” funzionano così. Ne parla anche Matteo Rampin (psichiatra) nei suoi libri.

Stanno usando la psicoterapia, in particolare quella ipnotica indiretta, a rovescio. Reverse Phsychoterapy, o Psicologia Nera. Ne ho solo accennato in un mio post del 20 Maggio “Come ottenere tutto ciò che vuoi”.

Ho ripensato alla domanda che si faceva Stefano Re (criminologo) e dopo il tuo documentario, azzardo una risposta.

Oltre all’ovvio, cioè semplicemente l’obiettivo è il Controllo. Sono multimiliardari, e potrebbero starsene su un panfilo circondati dalla beatitudine tutto il giorno. No, semplicemente sono diventati come gli squali quando sentono l’odore del sangue: vanno in una specie di frenesia di Volontà di Potenza. Una sorta di orgasmo, credo.

E come ottenere il controllo totale?

Serve installare delle patologie psichiatriche a livello collettivo.

In questo modo la popolazione diventa prevedibile nelle reazioni. Categorizzati come nel DSM-5, quindi con reazioni e vulnerabilità prevedibili. La prevedibilità delle masse, è fondamentale, per poter utilizzare leve di comando altrettanto prevedibili e funzionali. “

https://it.wikipedia.org/wiki/Manuale_diagnostico_e_statistico_dei_disturbi_mentali

L’INTERVISTA AL DOTTOR MASTRANGELO

A proposito del devastante valore simbolico delle mascherine (sebbene non ne venga qui menzionato l’aspetto ritualistico) ho trovato ulteriori ed autorevoli conferme nell’intervista al Dottor Mastrangelo, ad opera di Gianluca Spina, e precisamente al minuto 50’

Inoltre viene anche spiegato perché la lettura di una sequenza genica non è mai unanime (minuto 56). Ovviamente per chi è dotato di pazienza consiglio la visione del video integrale.

LE TESI DI SCOGLIO

Alcuni giorni fa, un mio conoscente della corrente igienista, mi ha sottoposto le ricerche del dottor Scoglio.

Stefano Scoglio è un italiano precedentemente candidato al Nobel per degli studi effettuati negli Usa, ha esaminato due importanti documenti, rispettivamente della Commissione Europea (16 Aprile) e dell’Istituto Superiore di Sanità (18 Maggio).

Current performance of COVID-19 test methods and devices and proposed performance criteria – Working document of Commission services  

e

Dispositivi diagnostici in vitro per COVID-19. Parte 1: normativa e tipologie

LE TESI NEL DETTAGLIO [ESTRATTO]

Ormai non muore più nessuno (e noi sappiamo che in realtà non è mai morto nessuno di Covid-19, ma di altre patologie preesistenti o di terapie sbagliate). I reparti di rianimazione sono vuoti, ed è quindi diventato impossibile procurarsi morti freschi. E allora come si fa a prorogare la finta pandemia? Occorre prorogarla almeno fino all’autunno, quando le mega-vaccinazioni in corso (vedi i 15.000 adolescenti vaccinati con 4-5 vaccini simultaneamente in questi giorni a Treviso) e in programma (obbligo di vaccinazioni influenzali per gli ultra-65enni in diverse regioni italiane) porteranno nuove forze fresche alla causa della vita perennemente pandemica. Così, per prorogare la pandemia, si inventa una nuova patologia: l’asintomaticità! Ti ostini a voler star bene? Non hai uno straccio di sintomo? Non ti illudere, noi sappiamo che in realtà sei malato, perché sei asintomatico. La nuova patologia dell’asintomaticità consiste nel risultare positivo al tampone Covid-19. In effetti il tampone positivo può trasformare l’asintomaticità in malattia, potenzialmente generando un mix di panico e depressione, che si lega presto a immunodepressione e conseguente possibile sviluppo di processi infettivi endogeni, simili al Covid-19 (questa è almeno la segreta speranza del ministro Speranza, tra gli altri). È noto che da alcuni decenni l’obiettivo dell’industria farmaco-tossica è quello di produrre farmaci per i sani. Tutti gli investimenti per la genetica avevano e hanno questo scopo: produrre farmaci per curare squilibri o predisposizioni genetiche nei sani. Ma quella è stata una strada difficile e complicata: molto più facile ottenere lo stesso con un tampone che ti rende positivo-asintomatico, e dunque soggetto, oltre che al possibile sviluppo di una nuova condizione patologica, alle cure del caso: anti-virali, anti-infiammatori, ed eventualmente vaccini. Il punto debole di questo nuovo approccio patogenico è la sua base essenziale, il mitico tampone Covid-19. Di che cosa si tratta? Si preleva un campione di materiale organico dalla gola o più raramente dal liquido bronco-alveolare, e si verifica in tale campione la presenza del virus SARS-Cov-2. Alla fine, anche la validità o meno del test si basa sull’isolamento o meno del fantomatico virus, di cui esistono ormai 40.000 sequenziamenti genici, e che ci dicono (anche per evitare di focalizzare troppa attenzione sulla effettiva conoscenza del virus) che muta continuamente.

Il Tampone e il Virus Super-Mutante

Qui emerge il primo grande dubbio: ma se muta continuamente, come fai a trovarlo col tampone? Il tampone dovrebbe avere uno standard, una sequenza genica che si attacchi (Annealing) all’eventuale virus presente nel liquido, e che consenta di riprodurlo tramite PCR (Polimerase Chain Reaction). Ma se il virus muta costantemente, che te ne fai dello standard in dotazione del test? Chiaramente non vale più niente, perché va a cercare un virus diverso da quello eventualmente presente. Da questo punto di vista, solo questo basterebbe per capire che il test-tampone Covids-19 è completamente, al 100%, fallace.

Falsi positivi

In realtà il test-tampone Covid-19 è nato fallace, se è vero che uno dei primi articoli scientifici che testarono uno dei primi test, conclude che lo stesso produceva l’80.3% di falsi positivi. Questo articolo, pubblicato agli inizi di Marzo 2020 in cinese, con l’Abstract disponibile in inglese, riporta che, di tutti i soggetti asintomatici risultati positivi, l’80,3% erano falsi positivi. Chissà perché la rivista cinese che lo pubblicò, decise di ritirare l’articolo e non pubblicarlo più? Viene quasi da pensare che i cinesi abbiano un interesse a diffondere la pseudo-pandemia… Abbiamo visto che in realtà, anche solo per il fatto che il virus muta in continuazione, e che si dice che il virus italiano è diverso da quello cinese che è diverso da quello americano (ma allora perché si chiamano tutti SARS-Cov-2?), non ha neppur senso parlare di percentuali di correttezza: il test semplicemente cerca una cosa che non c’è più, se mai c’è stata.

Il problema della validazione

E allora, dato che le statistiche dei positivi, e pure il numero dei morti per Covid-19, sono dipesi e dipendono dal test-tampone, e che quindi alla base del Lockdown universale e della parallela distruzione economica, sta la validità o meno del test, viene da chiedersi: ma i test utilizzati sono validi, sono stati validati? Cioè, almeno dal punto di vista delle istituzioni sanitarie, il cui parere ha sostenuto il Lockdown universale, c’è stata una verifica e conseguente validazione del test? Questa è una domanda essenziale, perché se i governi, tranne le loro istituzioni sanitarie, non hanno verificato e validato i test che giustificano i Lockdown, allora non esiste più alcuna legittima giustificazione dei Lockdown, e questo anche da un punto di vista giuridico e con significative responsabilità di natura amministrativa e penale.

La data del commento è rilevante: il 16 Aprile 2020 il picco della pandemia era già passato, quindi la EU ha valutato la questione dell’affidabilità o meno dei test tamponi a posteriori, il che significa che tutta la fase del Lockdown è stato gestito sulla base di tamponi di cui nessuno si era neppure chiesto se fossero validi o meno!

Che questo sia un problema lo riconosce implicitamente anche la EU quando afferma che “Test tempestivi e accurati del Covid-19 sono una parte essenziale della gestione della crisi Covid-19”). Continua la EU:

 “…dopo essere stati introdotti sul mercato, la performance degli strumenti può essere validata, ovvero confermata da ulteriori verifiche che le dichiarazioni del produttore corrispondano alla realtà, verifiche effettuate presso laboratori di riferimento, istituzioni accademiche, o agenzie regolatorie nazionali. Tale validazione non è legalmente obbligatoria, ma è fortemente raccomandata per l’assunzione di decisioni sulla salute pubblica…”

La EU, che spacca il capello quando deve decidere sulla curvatura delle banane, o sulla dimensione delle telline, e che per esempio in Italia per gli integratori alimentari ed erboristici richiede la preventiva notifica al MinSal, qui autorizza l’immissione in commercio dei più importanti test della storia umana senza nessuna verifica preliminare, e solo auspicando verifiche di validazione facoltative ex post? E’ talmente evidente che la validazione dei test è indispensabile per prendere corrette decisioni politiche, che la “forte raccomandazione” ad eseguire test di validazione appare come la foglia di fico per coprire la vergognosa rinuncia a verificare con autorizzazioni preliminari la validità di test da cui sono dipese le sorti delle nazioni! E la situazione è molto peggiore di quello che si pensa. Il documento EU rivela che, mentre tutti pensano che ci sia 1 test per il tampone Covid-19, in Europa ne esistono ben 78 diversi. Si tratta di test basati sulla PCR, immessi sul mercato dalle aziende produttrici o importatrici (dalla Cina) senza preventiva validazione! Infatti, continua EU, dei 78 apparecchi in commercio, “solo quelli dell’Istituto Pasteur, della Facoltà di Medicina di Hong Kong, e della Charité, sono stati validati internamente”.

Quindi, solo 3 su 78 sono stati validati, e anche quelli solo internamente, che è come dire che l’oste ha dichiarato che il suo vino è buono. Come spiega il documento EU:

 “L’informazione più cruciale relativa ai metodi RT-PCR sviluppati per il rilevamento del SARS-Cov-2 sono le sequenze di oligonucleotidi (Primers and Probes) usati per l’amplificazione del cDNA”.

Come ho detto sopra, in ultima analisi alla base del test-tampone Real Time PCR c’è la correttezza o meno della originaria sequenza genica del virus, e quindi la questione del suo isolamento, tema che merita una trattazione a sé. Ma, ammesso e non concesso che la sequenza genica originaria (isolamento) sia corretta, occorre che i test in commercio siano conformi a quella corretta sequenza genica del SARS-Cov2, e che non usino sequenze inventate” dai produttori. Ma EU ci spiega che questo non lo sappiamo e non possiamo saperlo, perché tranne che per pochi casi, non si ha nessuna informazione sulle effettive sequenze dei Primers and Probes utilizzati negli strumenti“.

Il test tampone utilizza la stessa metodologia RT-PCR che si usa per il presunto isolamento del virus: i coronavirus sarebbero virus a RNA, con un solo filamento (Single-Stranded); per poter essere amplificati, cioè moltiplicati in modo da ottenerne una quantità analizzabile, la PCR utilizza dei Primers, cioè delle sequenze geniche “artificiali”, sintetizzate in laboratorio, che possano corrispondere a una frazione minuscola ma presuntivamente caratteristica del virus che si cerca. Se questo primer di RNA sintetico, trova una corrispondente sequenza genica nel materiale analizzato, i due filamenti di RNA dei legano l’uno all’altro (Annealing), e danno vita a quel cDNA, o DNA complementare, che poi viene replicato dalla PCR. Ora, considerate che i coronavirus hanno, così ci dicono, circa 30.000 basi geniche o nucleotidi; il Primer sintetico usato per rilevarlo ha 18-24 basi, ovvero una frazione corrispondente allo 0.07% del genoma del virus. Capite subito che si tratta di un metodo di reperimento del virus molto problematico: un campione di materiale organico dalla gola o dai bronchi di un soggetto contiene una quantità innumerevole di acidi nucleici (DNA/RNA) del soggetto stesso, di batteri residenti, di Esosomi, e tanti altri possibili virus (se di virus si tratta). Con una sequenza genica che copre solo lo 0.07% del genoma, appare evidente che si possono intercettare gli RNA di tanti altri organismi o dello stesso soggetto.

Per capirci, sarebbe come se io, cieco, volessi trovare un elefante conoscendone solo il colore dei peli della coda, grigio; e poi mi mettessi a cercare di che animale si tratta solo sulla base del colore grigio dei peli della coda: è evidente che potrei trovarlo nei topi, nei gatti grigi, nei cani grigi, e così via.

Quindi, esiste un problema di identificazione del virus a monte, all’origine. Ma questo problema si amplifica ulteriormente quando i 78 test in commercio usano delle sequenze geniche che potrebbero anche non corrispondere a quello originale (cercano peli blu invece che grigi), e che non fanno riferimento a nessun virus isolato, ma hanno solo preso delle sequenze nelle banche dati dei Primers che siano in qualche modo simili a quelli dati per i coronavirus, potendo così rilevare qualsiasi tipo di coronavirus altro dal SARS-Cov2. Insomma, la ricerca del virus è fallata alla fonte, e diventa totalmente inutile quando si passa agli effettivi test usati nella pratica. Soprattutto, nessuno ha mai verificato la natura e qualità del test in commercio, che dunque in teoria potrebbero contenere anche nulla, e usare solo un metodo stocastico, con positività o negatività assolutamente casuali. Il documento EU ammette che

“…uno studio ha sottolineato come ci fossero delle corrispondenze sbagliate (che possono compromettere l’efficienza delle reazioni) nei siti di connessione (Annealing) delle sequenze geniche utilizzate dalla OMS”.

Il metodo OMS è dichiarato dal documento EU come quello più efficace! Ed è gravemente fallato anche quello! Il documento EU conclude così:

“c’è una evidente mancanza di corrispondenza tra l’informazione di controllo di qualità relativa ai test/apparecchi Covid-19 e i criteri di performances proposti sopra, che sono basati sui principi delle buone pratiche di analisi…”

In altre parole, ad oggi 16 Aprile si propongono dei criteri di necessaria qualità del test/apparecchiature Covid-19, criteri che fino ad oggi non sono stati rispettati! Lo dice la EU stessa.

Il 18 Maggio 2020, l’Istituto Superiore di Sanità italiano ha pubblicato un documento (“Dispositivi diagnostici in vitro per COVID-19. Parte 1: normativa e tipologie”).

Questo documento dell’ISS recepisce il documento EU e ne conferma dati e approccio. Il che significa che al 18 Maggio, non esistevano ancora test affidabili per il SARS-Cov2 o Covid 19. E dato che al momento non ci sono ulteriori documenti, ne deriva che alla fine di Giugno siamo ancora nella situazione descritta dal documento EU: nessuna verifica o valutazione autonoma; prove di “Mismatch”, o corrispondenze sbagliate, delle sequenze geniche utilizzate; 78 (oggi anche di più) diversi test di cui non si sa nulla tranne il poco che dichiara il produttore; e un isolamento del virus originario molto problematico perché eseguito con le stesse metodologie non validate. Forse il problema è proprio questo: non esistendo il virus isolato, è impossibile validare qualsiasi test approntato per rilevarlo. I test-tampone sono stati il motore della pandemia per tutto il periodo metà Febbraio-metà Aprile 2020, e sono ora il motore della nuova patologia pandemica dell’asintomaticità. Se queste sono le basi giustificative della decisione di effettuare un lockdown universale, con conseguente distruzione dei sistemi economici, è chiaro che siamo qui di fronte a follia o pura criminalità.

CONCLUSIONI

  1. Come ipotizzavo io stesso e con dati che sono alla portata di tutti, non vi è alcuna prova scientifica circa l’esistenza del fantomatico SARS-COV-2 o COVID-19
  2. Nonostante ciò è in atto e a prescindere una vera e propria “riforma della medicina” (così la definisce Mastrangelo al minuto 58’ della suddetta intervista) che mira a trasformare il concetto stesso di salute, andando di fatto a conquistare nuove fette di mercato (e non solo).

Tutto ciò affonda le sue radici nel “Disease Mongering” o “Mercificazione della Malattia” che però fino ad oggi non aveva mai raggiunto tali livelli di espansione.

https://it.wikipedia.org/wiki/Disease_mongering

«Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque.»

(Henry Gadsen, Direttore Generale di Merck & Co. su Fortune 1977)

L’IGIENISMO E IL MITO DEI CONTAGI

Vaccini-militari

TRATTO dalle ultime 4 pagine, rivedute e corrette dal punto di vista igienista, dell’articolo “Exposing the Myth of the Germ Theory” del Dr. Arthur M. Baker (a cura del College of Practical Homeopathy, 2005 – traduzione di Gianluca Freda), e dagli scritti di scienziati, dottori e igienisti:Prof. Arnold Ehret, Dr. H. M. Shelton, Dr.ssa V. V. Vetrano, T. C. Fry, Albert Mossèri, Margaret Flinn, Dr. Antoine Bèchamp, Dr. Louis Pasteur, Dr. Hans Zinsser, Dr. Johann Christian Reil, Dr. Adwen, Dr. Fraser.

Dalle ultime 4 pagine dell’articolo del Dr. Arthur Baker ho eliminato tutte le frasi sbagliate dal punto di vista igienista sul contagio, per far capire perfettamente, senza sbavature, senza contraddizioni e senza errori, l’argomento più scottante, meno capito e più frainteso nell’ambito della salute.” – Stefano Torcellan

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Provate a chiudere per un attimo gli occhi, e tornare con la mente al tempo in cui si viveva nel Paradiso Terrestre, quando il primo uomo e la prima donna, iniziarono a popolare la terra. Come si spiega allora il primo caso di morbillo? Prima di Adamo questa malattia non esisteva e non si poteva certo contrarla da un’altro essere umano! Come fece questa prima vittima a rimanere contagiato? O, se preferite, come fece la malattia a contagiarlo?”

Dr. H. M. Shelton “Assistenza Igienica ai Bambini” p. 306

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Dr. Arthur M. Baker

[…] IN ORIGINE la parola “VIRUS” significava VELENO e il termine“VIRULENTO” voleva dire VELENOSO.

OGGI intendiamo per VIRUS una ENTITA’ SUB-MICROSCOPICA e“VIRULENTO”, in generale, significa CONTAGIOSO.

LA MEDICINA MODERNA utilizza il termine “virus” per indicare una microscopica forma di vita capace di infettare le cellule e a cui viene pertanto attribuita la responsabilità di molte delle nostre malattie.

Nell’IMMAGINARIO POPOLARE, il VIRUS è una forma di vita in grado di parassitare ogni altra forma di vita, inclusi gli animali, le piante e i saprofiti (funghi e batteri).

Nella descrizione delle INFEZIONI VIRALI, ai virus vengono attribuiti comportamenti quali “iniettarsi”, “incubare”, “essere in latenza”, “invadere”, avere uno “stadio attivo”, “impadronirsi”, “riattivarsi”, “mascherarsi”, “infettare”, “assediare” ed essere “devastanti” e “mortali”.

La TEORIA MEDICA convenzionale sostiene che i VIRUS nascono da cellule morte che essi stessi hanno infettato. Il virus “si inietta” nella cellula e le “ordina” di riprodurlo, fino al momento in cui la cellula esplode per lo sforzo. I virus sono a questo punto liberi di cercare altre cellule in cui ripetere il processo, infettando così l’intero organismo.

Tuttavia I VIROLOGI AMMETTONO che i VIRUS, pur avendo natura peculiarmente organica, non possiedono metabolismo, non possono essere replicati in laboratorio, non possiedono alcuna caratteristica degli esseri viventi e, in realtà, NON SONO MAI STATI OSSERVATI VIVI!!

I “virus vivi” sono sempre morti

Il termine “virus vivo” indica semplicemente quei virus creati dalla coltura di tessuti viventi in vitro (cioè in laboratorio), dai quali si possono ottenere trilioni di virus. Ma proprio qui sta il punto: anche se alcune colture da laboratorio vengono tenute vive, nel corso del processo si verifica un massiccio ricambio cellulare ed è dalle cellule morenti che vengono ottenuti i “virus”. Essi sono comunque morti o inattivi, poiché non possiedono né metabolismo né vita e non sono altro che molecole di DNA e proteine.

I VIRUS contengono acido nucleico e proteine, ma mancano di enzimi e non possiedono una vita propria poiché mancano dei prerequisiti fondamentali della vita, e cioè dei meccanismi di controllo metabolico (che perfino i batteri “inferiori” possiedono).

Il GUYTON’S TEXBOOK of MEDICAL PHYSIOLOGY riconosce che i virus non hanno nessun sistema riproduttivo, nessuna capacità di locomozione, nessun metabolismo e non possono essere riprodotti in vitro come entità viventi.

Il legame con i mitocondri

Poiché i “VIRUS” non sono vivi, essi non possono agire in nessuno dei modi che vengono loro attribuiti dalle autorità mediche, tranne che come unità funzionali del nostro normale materiale genetico all’interno del nucleo cellulare o del nucleo mitocondriale interno alla cellula.

I MITOCONDRI sono organismi viventi, uno dei molti diversi organelli (piccoli organi) presenti all’interno delle cellule del nostro corpo. I mitocondrihanno grosso modo la dimensione dei batteri e sia gli uni che gli altri possiedono un proprio DNA e un proprio metabolismo.

I MITOCONDRI metabolizzano GLUCOSIO ricavandone molecole di ATP,che sono ENERGIA pronta per l’uso a cui il corpo può attingere quando ce n’è bisogno. Cosa ha a che fare questo con i “virus” in quanto tali? Tutto, come capirete fra un momento.

Chiunque abbia studiato citologia (struttura delle cellule) sa bene che la stragrande maggioranza delle forme di vita presenti all’interno della cellula è rappresentata dai MITOCONDRI, i creatori della nostra ENERGIA.

I semplici PROTOZOI monocellulari possiedono al proprio interno fino amezzo milione di mitocondri. Le cellule umane ne hanno meno: dalle poche centinaia presenti nelle cellule sanguigne ai 30.000 e più delle cellule dei tessuti muscolari maggiori. Poiché l’intero corpo umano possiede dai 75 ai 100 trilioni di cellule, ciascuna delle quali contiene, mediamente, migliaia di mitocondri, devono esserci quadrilioni o quintilioni di mitocondri all’interno del nostro sistema.

QUANDO UNA CELLULA MUORE essa viene rimpiazzata da una cellula figlia nata dal processo della MITOSI, mentre la cellula esausta viene disintegrata dai LISOSOMI, i potenti enzimi intracellulari autodistruggenti e autodigerenti, che frammentano i componenti cellulari in particelle ultra-minute affinché il CORPO possa prontamente RICICLARLE o ESPELLERLE come SCARTI.

Ogni giorno, da 300 milioni fino a oltre mezzo trilione di cellule del nostro corpo muoiono (a seconda del nostro livello di tossicità) e ognuna di esse contiene in media dai 5.000 ai 20.000 mitocondri.

QUANDO LE CELLULE MUOIONO esse vengono autodistrutte dai loro stessi LISOSOMI, ma i nuclei e i genomi dei mitocondri sono protetti assai meglio rispetto ad altri organelli e protoplasmi cellulari e spesso non si decompongono completamente.

GENOMI E NUCLEI sono microscopici contenitori di informazioni genetiche, consistenti in DNA o RNA che agisce come centro di controllo e immagazzinamento del “progetto” stesso della cellula. In quanto tali essi sono per i mitocondri e le cellule ciò che il CERVELLO è per il nostro corpo. Ogni cellula e ogni mitocondrio contengono questo materiale genetico che è la zona più protetta della cellula (grazie alla sua guaina proteica a doppi lipidi), proprio come il nostro sistema nervoso è la parte più vitale e protetta della nostra fisiologia (grazie alla colonna vertebrale e al cranio).

Alla MORTE della CELLULA i mitocondri vengono frammentati dailisosomi, ma non sempre in modo completo, a causa della loro doppia membrana protettiva.

Ed è qui che la spiegazione diventa interessante.

Secondo il GUYTON’S TEXBOOK of MEDICAL PHYSIOLOGY un viruspuò definirsi come una parte minuta di materiale genetico (detto genoma) le cui dimensioni equivalgono a circa un miliardesimo di quelle della cellulaIL GENOMA è circondato da una membrana protettiva detta CAPSIDE che è di solito una guaina proteica a doppi lipidi ed è composta da due membrane(quasi identiche alla membrana cellulare) che, per inciso, rappresentano l’ossatura stessa del nucleo mitocondriale.

Le FOTO dei “VIRUS” scattate col microscopio elettronico mostrano che le loro membrane sono irregolari e frastagliate, a volte semplici porzioni di uno strato, a volte di uno strato e di parte del secondo, il che concorda con l’azione autodigerente dei lisosomi, nel momento in cui il loro lavoro di frammentazione delle scorie cellulari è ancora parziale e incompleto. Pertanto, questa descrizione di un “VIRUS” è virtualmente identica a quella di ciò che resta dei GENOMI dei mitocondri cellulari.

In breveI VIRUS SONO RESTI DI MATERIALE VIVENTE e alcuni testi di fisiologia ipotizzano che essi siano il residuo di cellule esauste.

I LISOSOMI che disintegrano la cellula morta a volte non riescono a frammentare questi “virus”, circondati dalla membrana protettiva a doppi lipidi (capside).

E’ sorprendente che i ricercatori non riescano a riconoscere questi corpi per ciò che sono in realtà: generico materiale mitocondriale esausto, soprattuttoFRAMMENTI di DNA e RNA.

I “virus” non sono microrganismi

Anche se le autorità mediche attribuiscono erroneamente a questi inerti residui cellulari il carattere della vita e della malignità, i microbiologi riconoscono che i VIRUS sono in realtà FRAMMENTI MORTI di DNA rivestiti di una membrana lipido-proteica, pur non riuscendo a comprendere la loro origine.

In realtà i GENOMI sono meccanismi di controllo, ma NON MICRORGANISMI come l’ESTABLISHMENT medico vorrebbe farci credere, e questi cosiddetti “VIRUS” non sono altro che FRAMMENTI SENZA VITA di generico MATERIALE MITOCONDRIALE.

Per questo motivo i VIRUS NON POSSONO PROVOCARE MALATTIE,A MENO CHE NON SI ACCUMULINO come IMPURITA’ che INQUININO le CELLULE, i TESSUTI e la CIRCOLAZIONE nel corso del ricambio cellulare (Tossiemia endogena).

I VIRUS sono quindi GENOMI MORTI, provenienti da cellule disintegrate, la cui membrana cellulare non è stata completamente frammentata dai lisosomi.

I GENOMI non presentano alcuna caratteristica di vita e sono sempliciparticelle di acido nucleico, di norma riciclati attraverso la fagocitosi o espulsi come SCORIE.

Le FOTOGRAFIE dei presunti VIRUS che “si iniettano” all’interno della cellula mostrano in realtà la cellula che letteralmente inghiotte il virus o scoria proteinacea. Si forma allora un’incavatura, detta invaginario, e il materiale organico viene circondato dalla sostanza cellulare che poi si richiude, formando uno “stomaco” improvvisato, in cui il virus scompare. Lo “stomaco” si riempie allora di potenti ENZIMI LISOSOMICI che digeriscono il materiale organico, frammentandolo in amminoacidi o acidi grassi per il riciclaggio o l’eliminazione.

Questo processo è una caratteristica della fisiologia cellulare nota comeFAGOCITOSI (letteralmente “divorazione di cellule”); è un normale processo di ingestione cellulare e digestione enzimatica di batteri, scorie di tessuti e altre cellule erratiche.

I VIRUS non sono altro che MATERIALE ORGANICO INERTE, completamente privo di qualsiasi caratteristica di vita e che nessuno ha mai visto in azione.

Le FOTOGRAFIE che asseriscono di mostrare i VIRUS in AZIONE sonoVERE E PROPRIE FRODI: ciò che mostrano in realtà è un ordinario processo fisiologico di FAGOCITOSIche avviene innumerevoli volte ogni giorno all’interno del corpo.

E’ da ricordare che SECONDO I TESTI DI VIROLOGIA E MICROBIOLOGIA i virus presentano le seguenti caratteristiche, che sono incompatibili con la vita:

1) I virus non possiedono metabolismo. Non possono elaborare il cibo o il nutrimento e dunque non possiedono strumenti per formare energia. Sono solo un contenitore, o schema di informazioni, come lo sono i genomi.

2) I virus non possiedono alcun tipo di capacità di movimento. Non hanno un sistema nervoso, né un apparato sensorio, né un’intelligenza che possa in qualche modo coordinare movimenti o “invasioni del corpo” di qualsiasi natura.

3) I virus non possono replicarsi: essi dipenderebbero interamente dalla “riproduzione obbligata”, vale a dire la riproduzione attraverso un organismo ospite, cosa assolutamente inaudita in ogni altro campo della biologia.

Riproduzione Obbligata

Nelle spiegazioni che i medici forniscono sulle cause delle infezioni virali, ci viene chiesto di credere alla riproduzione obbligata, in cui un organismo (la cellula) viene costretto a riprodurre un organismo alieno (il “virus”).

Tuttavia non esiste in natura nessun esempio di esseri viventi che riproducano qualcosa di non appartenente alla propria specie.

Non dimentichiamo che il RAPPORTO tra le dimensioni del VIRUS e quelle della CELLULA è di circa UN MILIARDESIMO. La spiegazione offerta dalla teoria virale delle malattie ci domanda di credere che il virus si inietti all’interno della cellula e le ordini di riprodurre il virus centinaia di migliaia di volte, finché la cellula esplode. Ma anche nel momento in cui il VIRUS “si riproduce” la sua MASSA COMPLESSIVA rimane comunque meno di 1/100 dell’1% della massa della cellula. E’ come dire che se voi vi iniettaste mezzo grammo di una sostanza, essa potrebbe provocare una tale pressione interna da farvi esplodere!

Solo i microrganismi viventi sono in grado di agire e di riprodursi, e ciò avviene sotto il diretto controllo del nucleo, GENOMA o “CERVELLO”. I cosiddetti “VIRUS” non sono che RESIDUI DI ENTITA’ UN TEMPO ORGANICAMENTE FUNZIONANTI, la cui struttura genetica ha con esse la stessa relazione che una testa ha col corpo; attribuire ai VIRUS una qualsiasi attività è più o meno come attribuire delle azioni alla TESTA DECAPITATA DI UN CADAVERE!

I virus sono dannosi solo se si accumulano come scorie

(Tossiemia endogena)

Il nostro sangue e i nostri tessuti possono venire saturati da questi materiali di scarto generati internamente (tossiemia endogena), proprio come avviene con le sostanze inquinanti ingerite dall’esterno (tossiemia esogena). L’intossicazione si verifica nel momento in cui queste scorie sovraccaricano il corpo al di là delle sue capacità di espellerle (oppure oltre il limite di tolleranza).

E’ vero che i VIRUS provocano malattie, ma solo in quanto SCORIE TOSSICHE. In questo senso i “virus” sono sì responsabili di varie patologie,MA NON CERTO IN QUANTO AGENTI DI CONTAGIO.

Ricordiamo che batteri, germi e virus non comunicano tra loro né possono agire di concerto e sono del tutto incapaci di condurre operazioni congiunte come quelle di un esercito o di un gruppo di assalitori.

Essi sono PRIVI DI INTELLIGENZA e delle risorse richieste per governare il processo patologico.

SOLO IL CORPO è in grado di dare inizio a un tale PROCESSO RISANANTE (crisi di disintossicazione o malattia), poiché ILCORPO è LA SOLA ENTITA’ INTELLIGENTE unificata IN GRADO di CONDURREquei PROCESSI FISIOLOGICI che vengono chiamati “MALATTIE”.

Evitare le infezioni attraverso una vita sana

Il BOYD’S MEDICAL TEXBOOK afferma che molte persone sane avrebbero in incubazione il virus senza sviluppare le particolari patologie di cui il virus dovrebbe essere causa, e che questo influsso debilitante sarebbe in grado di sopraffare le funzioni protettive del corpo “permettendo ai virus di usurpare le attività biologiche all’interno della cellula”. Più specificamente, SECONDO LA TEORIA MEDICA, affinché un PARASSITA o VIRUS possa esserePATOGENO esso deve rispondere a TRE CRITERI:

1) Deve essere biochimicamente attivo, cioè deve possedere una capacità metabolica per poter condurre un’azione;

2) Dovrebbe poter intossicare o infettare più cellule ospite di quanto il corpo di un animale o di un uomo sia in grado di proteggere o rigenerare. Ad esempio, potrete prendervi l’influenza solo se il virus uccide o infetta una porzione significativa delle vostre cellule polmonari; la poliomielite se il virus infetta un numero sufficiente delle vostre cellule nervose; o l’epatite se il virus assume il controllo di una larga porzione delle cellule del vostro fegato (le infezioni latenti sono invece quelle che coinvolgono una piccola percentuale delle nostre cellule, com’è il caso della tubercolosi, che molti di noi hanno senza neppure accorgersi di averla).

3) L’ospite deve essere geneticamente e immunologicamente permissivo. Deve accettare l’elemento patogeno e non deve esserne “immune”. In altre parole, deve “lasciar fare”.

Gli esseri umani sono sempre “infetti” da “virus” e batteri, poiché essi sono presenti nel nostro corpo in qualsiasi momento. Per questo motivo non si può affermare che essi “invadano” l’ospite.

LE MALATTIE NON SONO INFEZIONI; SONO piuttosto PROCESSI DI PURIFICAZIONE DEL CORPO e NON SONO PROVOCATE DA BATTERI o da “VIRUS”.

Né i “VIRUS” né i BATTERI possono CAUSARE la MALATTIA/PROCESSO RISANANTE.

IL VERO RESPONSABILE è lo STILE DI VITA BIOLOGICAMENTE SCORRETTO dell’AMMALATO.

Quando le abitudini debilitanti vengono abbandonate, non vi sarà ulterioreACCUMULO DI SCORIE TOSSICHE e il corpo non avrà più bisogno di mettere in moto i processi di guarigione/malattia. La buona salute ne sarà il naturale risultato.

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Arnold Ehret

“Il sistema di guarigione della dieta senza muco”

p. 27

La malattia è lo sforzo del corpo per eliminare rifiuti, muco, tossine”.

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Dr. H. M. Shelton

L’ INFEZIONE

Le bon guide de l’hygiénisme n° 57 p. 29-30 – n° 54 p. 19

Nel suo libro Infection and Resistance, il Dr. Hans Zinsser (New York City 17 novembre 1878 – New York City 4 settembre 1940), ad Harvard una delle più note autorità nel campo della batteriologia e della sierologia, dice: “Una vera infezione, vale a dire L’ INVASIONE di una specie da parte di individui di un’ altra specie e la capacità di quest’ultima di moltiplicarsi e di funzionare nei complessi cellulari della cellula precedente (invasa), tale infezione è un processo che NON CORRISPONDE AI PIANI ORDINARI DELLA NATURA.

In effetti, Johann Christian Reil (20 February 1759, Rhauderfehn – 22 November 1813) medico tedesco di primo piano, anatomista, fisiologo e docente presso le Università di Halle e Berlino) haindicato che una MASSA DI UOVA DI RANE non può essere invasa finché sono VIVENTI, sebbene le acque nei dintorni brulichino di batteri di ogni tipo. Ma APPENA una tale massa SMETTE DI VIVERE, diventa immediatamente la preda dell’infezione batterica.

La stessa situazione è illustrata dalla rapidità con la quale I BATTERI INVADONO IL CORPO DOPO LA MORTE.

Il fatto che i batteri non possano penetrare nei tessuti sani dimostra che essi non possono essere la causa scatenante delle malattie.

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Dr. H. M. Shelton

I MICROBI

Le bon guide de l’hygienisme n°54 p. 19

Nel mio libro LIFE, ITS PHILOSOPHY AND LAWS, pubblicato nel 1928, mi immagino una gazzella perfettamente sana nella foresta, mai malata un giorno nella sua vita e piena di vigore e di energia. Poi le si spara una pallottola e la gazzella cade morta. Importa poco dove cade, nel giro di alcune ore solamente, essa diventa una massa di carne in putrefazione il cui odore è insopportabile. I suoi tessuti contengono milioni di batteri che erano incapaci di “attaccare” (decomporre), gli stessi tessuti finché erano in vita. Da dove sono venuti? Dagli intestini? Allora come sono arrivati nei punti lontani del corpo? Attraverso l’ aria? Allora come sono penetrati attraverso la pelle dell’animale ed in tutte le parti del suo corpo? Non ho visto risposte a queste domande nei manuali moderni di batteriologia. Gli autori del libro The medical Mischief cercano di rispondere dicendo: I batteri si sono manifestati in tutti i tessuti, perché il nucleo di ogni cellula, che effettua le sue funzioni per decomporre le sue proprie formazioni cellulari era diventato un batterio. I lavori di Antoine Bèchamp l’ hanno dimostrato. I lavori di Bèchamp hanno attirato l’attenzione, ed il Dr. Andrew Gour, nel suo piccolo libro sul cancro cita i lavori dei ricercatori attuali per confermare le teorie diBèchamp.

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Antoine Bèchamp

All’interno delle cellule ci sono i MICROZIMI, le più piccole particelle di materia vivente che alla morte della cellula SI TRASFORMANO IN BATTERI per decomporre la cellula e dare modo al corpo di eliminarla. I MICROZIMI (endobionte, somatide), ALLA NOSTRA MORTE si trasformano in batteri, e decompongono il nostro corpo, nei suoi componenti o elementi di base: ossigeno, idrogeno e carbonio, perché possa essere eliminato dalla superficie terrestre.

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Dr.Arthur M. Baker

I farmaci sono controproducenti

Per uccidere virus e batteri e dare al corpo la possibilità di rimettersi, i medici credono di dover somministrare dei farmaci. Credono anche che la medicina sia d’aiuto nella guarigione. I farmaci, in effetti, uccidono i batteri, ma sono altrettanto dannosi ad ogni altra forma di vita metabolica, cellule umane incluse. L’utilizzo di farmaci e di medicine alle erbe ostacola gli sforzi di disintossicazione che il corpo conduce, rappresentando per il sistema unaminaccia addizionale oltre alle sostanze nocive che il corpo va espellendo attraverso il processo di malattia. Eliminare le nuove sostanze dannose che vengono ingerite (i farmaci) assume la precedenza sull’eliminazione di quelle che stanno alla base della crisi risanante. La prassi medica di uccidere i germi con farmaci, antibiotici, antinfiammatori o di sopprimerne l’attività con appositi sieri è la causa della crescente degenerazione della popolazione e di malattie iatrogene. Le MALATTIE ACUTE sono in grado di auto-limitarsi,commisuratamene allo sforzo necessario all’organismo per liberarsi dalle sostanze dannose. QUANDO IL PROCESSO DI DISINTOSSICAZIONE E’ STATO COMPLETATO, i sintomi della malattia scompaiono e l’organismo torna ad utilizzare le proprie energie per i compiti ordinari. La FORZA, allora, torna a fluire nelle estremità. Il CORPO, benché indebolito dallo SFORZO reso necessario per contrastare le sue condizioni di tossicità, riacquista le proprie energie e la vitalità funzionale, e si riprende senza che sia necessario alcun trattamento. Quando la crisi risanante (malattia) è stata completata, il recupero ha inizio.

L’illusione del contagio

La gente è stata educata ad essere terrorizzata dai batteri e dai virus e a credere implicitamente nell’idea del contagio: e cioè che specifiche entità patogene, aggressive e maligne, siano in grado di passare da un ospite all’altro.“CONTAGIO“, NELLA DEFINIZIONE MEDICA, è la trasmissione della malattia per contatto: una malattia infettiva può essere comunicata per contatto da una persona che ne è affetta o attraverso un oggetto che essa ha toccato. Il dizionario a questo proposito parla di “virus o altri agenti infettivi” o di “qualcosa che funga da tramite per la trasmissione della malattia con mezzi diretti o indiretti”.

Il “CONTAGIO”, tuttavia, E’ UNO DEI MITI DELLA MEDICINA, poichéLE SCORIE TOSSICHE NON POSSONO ESSERE TRASMESSE DA UN CORPO ALL’ALTRO ATTRAVERSO IL NORMALE CONTATTO

LE MALATTIE CONTAGIOSE SONO UN’INVENZIONE, poichéNESSUNO PUO’ PASSARE AD ALTRI LA PROPRIA MALATTIA, NON PIU’ DI QUANTO POSSA TRASMETTERE LA PROPRIA SALUTE.

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Dr. H. M. Shelton

Le COSIDDETTE MALATTIE INFETTIVE sono in realtà degli sforzi del corpo per rigettare determinati tipi di tossine, veleni, ecc., per ripulirsi. Le MALATTIE DI CARATTERE ERUTTIVO rappresentano il potere di eliminazione del nostro corpo attraverso la pelle.

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Dr. Arthur M. Baker

Ciò che accade in realtà

UN INDIVIDUO IN SALUTE, con un flusso sanguigno incontaminato e relativamente puro, non avrà quindi alcun motivo di temere le “malattie contagiose”. Di normaNON E’ POSSIBILE TRASMETTERE AD ALTRI IL PROPRIO CARICO DI TOSSICITA’, a meno che esso non venga estratto dal nostro corpo (come accade nelle DONAZIONI di SANGUE) e poi iniettato ad un’altra persona (ad esempio con una TRASFUSIONE). In questo caso può verificarsi un “CONTAGIO” MEDICAMENTE INDOTTO (intossicazione, avvelenamento) o MALATTIA IATROGENICA, che non ha però nulla a che fare con quelli che si verificano nell’ambito dei naturali processi biologici della vita. E’ questa la REALE SPIEGAZIONE di ciò che chiamiamo “CONTAGIO”.

Le vere cause e i fattori del contagio

In realtàIL COSIDDETTO “CONTAGIO” NON ESISTE, poiché gli unici agenti in grado di “produrre” le malattie sono le abitudini nocive come l’abuso di alcool, caffè, sigarette, farmaci, cibi-spazzatura, cibi raffinati, scarsità di riposo, mancanza di esercizio e di luce solare, ecc. Sono le abitudini di vita sbagliate che generano le malattie che vediamo diffuse tra la popolazione. NON C’ E’ NESSUN “INSETTO CHE GIRA”: è ciò che facciamo al nostro corpo che distrugge le sue necessità sistemiche.

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T. C. Fry

COME POSSONO CREDERE NEL CONTAGIO QUELLI CHE SANNO CHE LE MALATTIE SONO PROCESSI DI DISINTOSSICAZIONE?

Se il corpo è padrone nel suo ambito come lo è, e se controlla sempre tutto dalla nascita alla morte, allora dobbiamo guardare TUTTI I PROCESSI E FENOMENI DEL CORPO, come AZIONI CORPOREE, (decise dall’intelligenza somatica). La dimostrazione, che il corpo si disintossica in tutti i processi di malattia, è ampiamente attestata, quando tutti i casi di malattia sono posti in condizione di digiuno, con un riposo completo, rapidamente essi diventano sani. QUANDO IL CORPO FA SCATTARE E CONDUCE UN PROCESSO DI DISINTOSSICAZIONE, batteri, germi e virus non sono i padroni della situazione, nè gli agenti causativi. LE TOSSINE DA ESPELLERE, sono il terreno per batteri e funghi. I batteri e i funghi, proliferano solo DOPO che il loro cibo è per loro assimilabile, non prima. (In molti casi di POLMONITE, gli pneumococchi appaiono sulla scena da 36 a 72 ore DOPO l’insorgenza della malattia). Il corpo, è sempre il PERNO nei processi di malattia e li termina quando gli obbiettivi sono compiuti. Se i microbi fossero i padroni del gioco, ovviamente non arresterebbero i loro processi distruttivi, (o di disintossicazione).

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Dr. H. M. Shelton

Le bon guide de l’hygienisme n° 57 p. 20

IL MICROBO APPARE SOLO DOPO L’ INSORGENZA DELLA MALATTIA.

Il Dr. Hadwen stesso aveva dichiarato: “Nessuno ha mai trovato il BACILLOdella TUBERCOLOSI durante i primi stadi della malattia. Certe autorità affermano, che il microbo si manifesta solamente DOPO 2 ANNI dall’inizio di questa malattia, e che IN CERTI CASI, NON LO SI TROVA NEANCHE DOPO LA MORTE. 

E’ EVIDENTE che LA TUBERCOLOSI NON E’ DOVUTA AI MICROBI. 

Nella rivista Physical Culture, il Dr. Fraser di Toronto Canada, descrive una serie di ESPERIMENTI effettuati tra il 1911 e 1918 per determinare se i microbi causassero la malattia. Si sono passati i PRIMI 3 ANNI (1911-1914) a cercare di sapere se il microbo appaia prima o dopo l’ inizio della malattia. Il VERDETTO FU: IL MICROBO appare DOPO LA MALATTIA.

Troviamo RARAMENTE i MICROBI nella TUBERCOLOSI GALOPPANTE, patologia LETALE.

D’ altra parte, i casi di TUBERCOLOSI, in cui si sono trovate GRANDI QUANTITA’ di BACILLI, sono di solito TUBERCOLOSI DEL TIPO CRONICO CHE SI CONCLUDONO CON IL RISTABILIMENTO (senza farmaci).

ASSISTENZA IGIENICA AI BAMBINI”

Dr. H. M. Shelton

p. 242

LA TUBERCOLOSI si sviluppa sempre in un “ORGANISMO SNERVATO, TOSSIEMICO ed INFETTO da PUTRESCENZA”, OLTRECHE’ MALNUTRITO.

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T. C. Fry

NESSUNA MALATTIA PUO’ ESSERE TRASMESSA ATTRAVERSO LE NORMALI AZIONI SVOLTE QUOTIDIANAMENTE, ciò che è“CONTAGIOSO” sono le ABITUDINI TOSSICHEa cui gli esseri umani si sottopongono o vengono sottoposti. E’ stato calcolato che tra sigarette, alcol, condimenti, cibi cotti, e bevande analcoliche, droghe, ecc. L’ INDIVIDUO MEDIO è abituato a circa 40 ATTI TOSSICI, che lo avvelenano giornalmente.C’ è da meravigliarci, dunque, che con un DENOMINATORE COMUNE,come quello sopracitato, molti individui manifestino lo stesso tipo di crisi disintossicanti e purificatrici?

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Dr.ssa Vivian Virginia Vetrano

Perché non ammettere che uno STILE DI VITA IDENTICO ed un’ALIMENTAZIONE SIMILE possano esserne la CAUSA? DelleINFLUENZE CLIMATICHE possono essere anche un FATTORE SCATENANTE.

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Dr. H. M. Shelton

IL CORPO ELIMINA, UNA FORMA DI AVVELENAMENTO IN UN MODO, ed UN’ ALTRA FORMA DI AVVELENAMENTO IN UN ALTRO MODO. L’ AVVELENAMENTO AZOTATO da adito a malattie che differiscono da quelle che produce l’AVVELENAMENTO da IDRATI DI CARBONIO. Perché le persone tendono ad avere delle MALATTIE INTESTINALI in ESTATE e RESPIRATORIE in INVERNO?

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T. C. FRY

“Bisogna comprendere, che TUTTI GLI ESSERI UMANI REAGISCONO allo STESSO MODO UNIFORME, allo STESSO TIPO DI VELENO e non allo stesso tipo di batterio, germe, virus”.

“E’ così che un EMETICO, sarà eliminato con dei vomiti, da tutte le persone che lo ingeriranno, così come un LASSATIVO sarà eliminato dall’intestino e unDIURETICO sarà eliminato dall’apparato urinario, da tutte le persone che li ingeriranno”. Infine, il régime alimentare e le altre pratiche, che causano l’ influenza e le altre affezioni in una persona, causeranno gli stessi problemi, in tutte le persone che vivono e che mangiano nello stesso modo. CONOSCENZE ELEMENTARI E LOGICA.”

ORGANISMI SIMILI reagiscono con MALATTIE SIMILI quando sono soggetti ad INFLUENZE, CONDIZIONI, o VELENI SIMILI, non significa che sono contagiosi.”

“Normalmente questo significa, che quelli che sono COLPITI IN MODO ANALOGO, hanno praticato le STESSE ABITUDINI MALSANE.”

Tutti gli ESSERI UMANI REAGISCONO in MODO IDENTICO quando le CIRCOSTANZE sono IDENTICHE.”

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Stefano Torcellan

IL PRIMO COLPITO di un’EPIDEMIA, è la PROVA MATEMATICA che le malattie non sono trasmesse da una persona all’altra, che non sono causate da alcun microbo, battere, germe, virus, e quindi, che non sono contagiose.

Se IL PRIMO COLPITO di un’epidemia non ha “preso” la malattia dal colpito numero zero (visto che il colpito numero zero non esiste), è perfettamente logico e matematicamente certo che neanche il secondo colpito ha “preso” la malattia dal primo colpito, ecc

Sapendo che IL PRIMO COLPITO di un’epidemia non ha certamente “preso” la malattia dal colpito numero zero, come si fa a pensare e/o credere che il secondo colpito possa aver “preso” la malattia dal primo colpito?

“La matematica non è un’opinione”.

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Albert Szent-György

LA SCOPERTA consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto e nel pensare ciò che nessuno ha pensato.

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Dr. Arthur M. Baker

La “predisposizione” rivisitata

Il concetto di “contagio” è strettamente correlato a quello egualmente erroneo di “predisposizione”: si crede infatti che un’”epidemia” risulti “contagiosa” solo se l’individuo vi è “predisposto”. Questa affermazione medica è in realtà un’ammissione che non sono i germi a provocare le malattie. Se così fosse, chiunque venisse esposto ad essi si ammalerebbe della stessa malattia. In realtàUNA PERSONA “PREDISPOSTA” è una persona che possiede un alto livello di tossicità dell’organismo, insieme alla vitalità sufficiente a condurre il processo di malattia/purificazione. Tali individui possono ammalarsi in qualsiasi momento, che vengano o no esposti al “contagio”. Se individui sani riescono a conservare la loro salute anche nel bel mezzo di “malattie epidemiche”, risulta evidente che la teoria del contagio è sbagliataLa parte dell’organismo più sovraccarica di tossine è quella in cui si manifestano per primi i sintomi della malattia, ma l’effetto complessivo è sistemico, poiché tutti gli organi e le ghiandole del sistema subiscono danni a differenti livelli.

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Margaret Flinn

SUSCETTIBILITA’

Le bon guide de l’hygienisme n° 37 p. 24

SE IL CONTAGIO ESISTESSE, come tutti credono, I MEDICI, LE INFERMIERE e TUTTO IL PERSONALE DEGLI OSPEDALI CADREBBERO COME LE MOSCHE a causa delle numerose malattie con cui sono in contatto ogni giorno. Essi sono altrettanto vulnerabili di qualunque altra persona, e sono esposti anche più spesso ad una maggior varietà di malattie della popolazione. Quindi, LE STATISTICHE dovrebbero mostrare che essi hanno più probabilità del comune mortale di buscarsi qualcosa. Come mai un medico, che tratta la tubercolosi l’ influenza, l’ epatite, la lebbra, e le altre cosiddette malattie contagiose, può sopravvivere più di una settimana senza “acchiappare” qualche cosa? SE I MICROBI di queste malattie saltassero da una persona ad un’ altra, i medici sarebbero i primi ad esserne toccati. Questi microbi, penetrerebbero nel sistema dei medici prima che questi avessero avuto il tempo di lavarsi le mani. Allora la medicina, ha inventato la scappatoia dellaSUSCETTIBILITA’ per uscire da questo vicolo cieco. Nel gergo medico, “vi ammalate solamente se siete “SUSCETTIBILI.”

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T. C. Fry

SUSCETTIBILITA’

Le bon guide de l’hygienisme n° 30 p. 33

QUANDO SI SA, che le PERSONE SANE non sono MAI “INFETTATE”perché NON SONO SUSCETTIBILI, e che al contrario, le PERSONE MALANDATE prendono sempre qualche microbo, perché sono, si dice,“SUSCETTIBILI”, tutto ciò dimostra, che LA TEORIA DEI MICROBI è UNA GROSSA MENZOGNA. Le cause della malattia, sono relegate così al criterio della “SUSCETTIBILITA’ o della NON SUSCETTIBILITA’. UNA PICCOLA RIFLESSIONE LOGICA, smonta tutta questa ARTIFICIOSITA’ MEDICALE e rende ASSURDA la FILOSOFIA SCIAMANICA che abbiamo ereditato dal MEDIO EVO.

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Dr. Arthur M. Baker

Quali sono le vere “epidemie”?

Inoltre, le malattie più comunemente diffuse non sono neppure contagiose.Oltre il 90% degli americani soffre di placche arteriose, ma questa non è considerata una malattia contagiosa (mentre l’AIDS, che viene considerato epidemico, interessa solo 1/10.000 della popolazione!!!). L’obesità è forse considerata contagiosa? Eppure affligge una persona su tre. E la costipazione? Affligge il 90% della nostra popolazione. E i problemi alla vista, che affliggono due persone su tre, sono forse considerati contagiosi? Lo stesso si può dire delle patologie dentarie, della pressione sanguigna anomala, delle emicranie, dei problemi alla schiena, ecc., tutte patologie estremamente diffuse. Più di metà degli americani soffre di problemi cardiovascolari, ma sono forse considerati contagiosi? La malattia più temuta in assoluto è il cancro. E’ forse contagiosa? L’artrite colpisce più persone che non l’herpes. E’ forse contagiosa? E che dire dell’asma o dell’acne? Prendiamo come esempio i RAFFREDDORI. Come mai i bambini prendono fino a otto raffreddori all’anno, mentre i genitori molti di meno? Come mai le persone che si trovano isolate negli osservatori al Polo Nord o Sud “si prendono” lo stesso il raffreddore durante la loro permanenza? Come mai negli anni 1965-67 i laboratori del National Institute of Health di Bethesda, nel Maryland, condussero sperimentazioni sulle INFLUENZE che non mostrarono alcuna prova che esse fossero dovute a contagio? Ad alcuni volontari vennero iniettati ogni giorno i presunti “virus” dell’influenza, prelevati a coloro che ne soffrivano, ma nessuno di essi si ammalò. Ci furono più casi di influenza nel gruppo di controllo. Contemporaneamente, subito dopo la tradizionale Festa del Ringraziamento, il numero di ammalati in entrambi i gruppi ebbe un picco improvviso, come è lecito aspettarsi quando vengono consumati cibi e bevande eccessive durante una festività. Anche le MALATTIE VENEREE sono considerate contagiose. Ma in realtà i cosiddetti fattori di contagio (batteri) sono presenti in quanto effetto della malattia (Teoria di Antoine Bèchamp), senza esserne né la causa né il presupposto (il 20% di coloro che soffrono di malattie veneree non rivelano presenza né del gonococco né degli spirocheti che dovrebbero provocarla). La Marina degli Stati Uniticondusse esperimenti in cui si evidenziava che le cosiddette “persone infette” non potevano infettare chi era definito “in salute”.

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Albert Mossèri

“Le bon guide de l’hygienisme” n° 57 p. 21

ESPERIMENTI NEI CAMPI DELLA DETENZIONE NAVALE

Durante l’ EPIDEMIA D’ INFLUENZA del 1918-1919, su 68 volontari dell’US Naval Detention Training Camp sur Deer Island. Si inoculò a diversi gruppi di volontari il BACILLO DI PFEIFFER, perveniente da culture pure, con le secrezioni dei passaggi respiratori e con il sangue preso da un caso tipico di influenza. Si era spennellata e vaporizzata la gola e il naso di 30 uomini. SI RIASSUNSE IL RISULTATO DI QUESTI ESPERIMENTI IN QUESTI TERMINI: “in nessun caso, si è potuto produrre un attacco di influenza, in nessuno dei soggetti. Dieci altri uomini, erano stati posti al capezzale, di altri 10 nuovi casi di influenza, e sono rimasti 45 minuti con essi. OGNI UOMO SANO, aveva difronte a lui, 10 uomini ammalati che tossivano sulla sua faccia.RISULTATO? NESSUNO DEI VOLONTARI aveva sviluppato i sintomi dell’influenza dopo l’ esperimento”. ESPERIMENTI SIMILI A San Francisco e a Filadelfia, al Camp Pike ed in altri luoghi, hanno dimostrato che I MICROBI non possono causare la malattia che sono supposti causare”.

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Dr. Arthur M. Baker

In GiapponePROSTITUTE “infettate” hanno avuto relazioni sessuali con molti militari senza che nessuno di essi contraesse la malattia. Allo stesso modo molti individui presentano “infezioni” nella zona genitale senza mai aver avuto contatti con nessuno (ad esempio nei casi che riguardano i bambini). Il concetto di “contagio” è medicamente indimostrato, nonostante le apparenze del contrario.

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Arnold Ehret

Il sistema di guarigione della dieta senza muco”

p. 40

MALATTIE SESSUALI……Solo l’ uso dei FARMACI per curarle produce i sintomi della SIFILIDE.

p. 145

GONORREA………Essa può esistere in assenza di rapporti sessuali, quindiNON SI PUO’ DARE LA COLPA AI GERMI.”

p. 145-146

I cosiddetti sintomi caratteristici di qualunque genere di MALATTIA SIFILITICA sono causati da uno o dai diversi tipi di farmaci usati. La ROSEOLA, un ECZEMA SIFILITICO, caratterizzato dalla tonalità grigia che ha il prosciutto, l’ alone grigio del bianco dell’occhio, è causata daNITRATI o da INIEZIONI DI OSSIDO D’ ARGENTO. Questa è la causa quando la GONORREA ENTRA NELLE OSSA. Tutti e TRE sono chiamatiSINTOMI SIFILITICI. Il MERCURIO è responsabile della SIFILIDE SECONDARIA e TERZIARIA, e delle PUSTOLE. La cosiddettaSIFILIDE, non esiste nel mondo animale.

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Dr. H. M. Shelton

“Assistenza Igienica ai bambini”

p. 110

IO DUBITO che LA SIFILIDE ESISTA e SFIDO il mondo della medicina, a offrire delle prove reali, che tale malattia sia mai esistita.

p. 193

Il test di WASSERMANN, è del tutto INAFFIDABILE ed INFONDATO,così come LA SIFILIDE è solo un TERRIBILE INCUBO.

p. 349

Abbiamo inoltre imparato, che la cosiddetta SIFILIDE EREDITARIA, è dovuta a VELENI PRESENTI NELLA MADRE (MERCURIO, ARSENICO), e TRASMESSI AL FIGLIO.

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Dr. Shelton’s Hygienic Review n°11 vol. 30:

Le bon guide de l’hygienisme n° 37, p. 27

Il meglio che si possa dire in favore degli ANTIBIOTICI è che sembranoMENO TOSSICI di certi MEDICINALI CHE LI HANNO PRECEDUTI.Per esempio il loro uso nella POLMONITE avrebbe portato allaDIMINUZIONE DELLA MORTALITA’ per questa malattia, NON PERCHE’ la PENICILLINAGUARISCE PIU’ PAZIENTI, MA PERCHE’ NE UCCIDE DI MENO. Ciò vuole dire che la PENICILLINA contro laPOLMONITE non è tanto mortale quanto i trattamenti precedenti.

Una situazione similare si trova in maniera PIU’ SPETTACOLARE nellaMALATTIA IMMAGINARIA chiamata SIFILIDE.

Il cosiddetto PRIMO STADIO della“SIFILIDE”è una lesione limitata che, nei casi ordinari, si ristabilisce in alcuni giorni, ed è poi rapidamente dimenticata.

Il cosiddetto SECONDO STADIO è soprattutto IMMAGINARIO e appare solamente in alcuni casi.

I cosiddetti TERZI STADI sono tutti il risultato diretto dell’AVVELENAMENTO CRONICO DA MERCURIO, ARSENICO, IODIO e BISMUTO.

Quando la PENICILLINA ha sostituito questi veleni nel trattamento della“SIFILIDE”, la malattia ha perso il suo carattere terribile. Questa esperienza obbligherà presto o tardi la medicina a riconoscere il fatto che la“SIFILIDE”era UNA CREAZIONE MEDICA e che la sua patologia è stataFABBRICATA DAI MEDICINALI. Una, due o parecchie INIEZIONI diPENICILLINA, sono semplicemente MENO DISTRUTTRICI PER I TESSUTI E GLI ORGANI DEL CORPO che non il MERCURIO, l’ ARSENICO, o gli IODURI somministrati parecchie volte durante parecchi anni.

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Dr. H. M. Shelton

Le bon guide de l’hygiénisme n° 57 p. 15

E’ stato perfino impossibile “INFETTARE” degli ANIMALI con lo“Spirochaete Pallidium, ritenuto causa della “SIFILIDE.”

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Dr. Arthur M. Baker

Conclusione

Le cosiddette “malattie contagiose” come l’AIDS, le malattie veneree, il piede dell’atleta, non sono più contagiose di qualsiasi altra malattia. Ma ad alcuni interessi commerciali è utile che la gente creda che lo siano. Fondamentalmente, l’accettazione della teoria del contagio presuppone l’accettazione della teoria dei germi come causa delle malattie: e cioè che specifici batteri o “virus” possano produrre i sintomi di malattie specifiche.Questa teoria è stata più volte dimostrata erronea in campo scientifico, eperfino Pasteur ammise la sua insostenibilità.

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Dr. H. M. Shelton

Le bon guide de l’hygienisme n° 57 p. 30

Quando il Dr. Louis Pasteur aveva scritto “STUDI SULLA BIRRA”, pagina 40: “In uno STATO di SALUTE il CORPO degli animali è CHIUSOall’introduzione dei GERMI ESTERNI“, aveva espresso un fatto che è il contrario di ciò che questa teoria in causa esige.

Difatti se i microbi entrano nel corpo solo se non è sano, vale a dire malato, allora come si sviluppano le malattie?

E’ stato proprio Pasteur, a provare, che sono I VELENI LA CAUSA DELLE MALATTIE E NON I MICROBI.

Pasteur, ha utilizzato preparazioni ottenute da tessuti di animali malati iniettandole poi in animali sani rendendoli a loro volta malati.

Questo HA DATO L’ APPARENZA CHE I GERMI CAUSINO LA MALATTIA,quando in realtà queste PREPARAZIONI eranoESTREMAMENTE VELENOSE.

Questa non è una procedura scientifica, ma DIMOSTRA semplicemente il fatto CHE SI PUO’ FAR AMMALARE QUALCUNO AVVELENANDO IL SUO SANGUE.

Basandosi sulla sua teoria dei microzimi, Antoine Béchamp diede enfatici avvertimenti contro l’invasione diretta ed artificiale del sangue.

LA TEORIA di Pasteur, fa comodo a molti, soprattutto e non da ultimo all’industria dei vaccini, ma EGLI STESSO NE RIPUDIO’ L’ ESSENZIALE sul LETTO di MORTE“Aveva ragione Claude (alludeva aClaude Bernard), il terreno è tutto, il microbo è niente”.

Claude Bernard (1813-1878), era fisiologo, professore al Collegio di Francia.

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Dr. Arthur M. Baker

NONOSTANTE CIO’, la teoria dei germi e la teoria del contagio continuano ad essere propagandate dal moderno sistema medico, il cui prestigio, i cui profitti e il cui potere dipendono largamente dalla fiducia in questa assurda teoria. In sostanza, la popolazione crede a ciò che l’ESTABLISHMENT MEDICOvuole che creda. La teoria del contagio serve a tenere alta la domanda di farmaci e di cure mediche e ospedaliere. Se conducete una VITA SANA, probabilmente non vi ammalerete mai. Le malattie sono provocate solo da abitudini di vita improprie. Non dimenticate che solo le industrie mediche, ospedaliere e farmacologiche sostengono che la salute si possa recuperare somministrando farmaci velenosi. Questo è probabilmente uno dei più spaventosi semi delle malattie “contagiose”. Una vita sana è, in ogni caso, la migliore assicurazione contro qualsiasi malattia.

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Dr. H. M. Shelton

LA GUERRA BATTERICA è uno spaventapasseri che ha mantenuto il pubblico in stato di inquietudine per decadi. Non è mai stata utilizzata perché non ha nessuna importanza militare. Si era riportato che il Giappone l’avesse provata in Cina durante l’ultima guerra, e che non aveva causato nessun danno. E’ una farsa. Dei pazzi e non degli scienziati sognano le guerre batteriologiche. Gli scienziati inventano dei veri arnesi di distruzione. Sono dei diavoli incarnati.

 

FONTE

http://igienenaturaleortopatia.altervista.org/

 

AUTORE

Stefano Torcellan

 

ARCOBALENO INVISIBILE

THE INVISIBLE RAINBOW by Arthur Firstenberg

L’arcobaleno invisibile: Una storia dell’elettricità e della vita

di Arthur Firstenberg

Dopo aver trovato e letto questo documento, ho ritenuto importante tradurlo il prima possibile perché le informazioni contenute hanno una particolare pertinenza con quanto sta vivendo il mondo in questo momento storico.

Leggendo il documento si potrebbe però avere l’impressione che l’elettricità sia il maggiore di tutti i mali. In realtà, come ogni cosa, anche l’elettricità, se usata con giudizio e cognizione di causa, può portare benefici per la salute. Nell’ultimo secolo e mezzo sono state fatte tante ricerche in merito, ottenendo in molti casi risultati stupefacenti. Vale il seguente confronto: fare una doccia è generalmente un’attività salutare, ma mettersi sotto le cascate del Niagara è certamente mortale. Non possiamo però concluderne che l’acqua in sé come fenomeno è un assoluto portatore di morte. Dipende dalla modalità in cui la utilizziamo. Sono fortemente convinto che lo stesso valga per l’elettricità.

Per il lettore interessato, consiglio la lettura del libro “Electrical Healing and the Violet ray” che può essere scaricato gratuitamente a questo link e che elenca tutti i successi ottenuti negli ultimi 3 secoli nell’applicazione coscienziosa, moderata e correttamente dimensionata dell’elettricità ai disturbi di salute.

INTRODUZIONE

Sull’autore

Arthur Firstenberg è uno scienziato e giornalista che è in prima linea nel movimento globale impegnato ad abbattere il tabù sul tema degli effetti dei campi elettromagnetici sugli esseri viventi. Dopo essersi diplomato in matematica all’Università di Cornell, ha frequentato l’Università della California, Irvine School of Medicine dal 1978 al 1982. Ha dovuto interrompere la sua carriera medica a causa di problemi di salute derivanti da overdose da raggi X. Negli ultimi 37 anni è stato ricercatore, consulente e conferenziere sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sulla salute e sull’ambiente, come pure un praticante di diverse arti curativa.

Sul libro

Questo libro straordinariamente ben documentato è una pietra miliare nel senso che traccia l’utilizzo dell’elettricità nella nostra civilizzazione in relazione alla sua interazione con gli organismi viventi, dalla sua scoperta iniziale negli anni 1740 fino ai giorni nostri, con una possibile proiezione nel futuro. Da notare il fatto che il titolo si riferisce all’intero spettro elettromagnetico comprendente i colori dell’arcobaleno come pure le frequenze invisibili quali le frequenze radio ed i campi che si generano intorno ad un filo conduttore.

PRIMA PARTE

  • Catturata in una bottiglia

Nel 1746 ci furono le prime scoperte sull’elettricità in Europa. L’esperimento di Leyden consisteva nel rivelare il fluido elettrico sfregando la mano su di un globo di vetro che ruotava rapidamente sul suo asse. L’elettricità statica prodotta in questo modo faceva una grande impressione nelle scuole, nelle fiere e sulle persone che avevano i mezzi economici per acquistare l’apparecchio, producendo archi elettrici o brevi scosse elettriche. Il fenomeno era così popolare che non era socialmente accettabile suggerire che l’elettricità potesse essere pericolosa, malgrado il fatto che le scosse causavano mal di testa, sangue dal naso e stanchezza in alcuni sperimentatori e negli animali usati nei test. La società era pervasa da elettromania e gli esponenti più appassionati ad avere un elettroshock in buona compagnia tra un bicchiere di champagne e l’altro cominciarono a mostrare sintomi dannosi. Malgrado ciò, l’establishment medico si munì di una bottiglia di Leida (l’antenato del condensatore) con lo scopo di fare esperimenti medici sull’aborto ed altre applicazioni.

In questo modo emerse un campo completamente nuovo di conoscenza riguardo agli effetti dell’elettricità sulle persone, sulle piante e sugli animali – conoscenza che allora era molto più ampia rispetto a quella dei medici contemporanei, i quali vedono giornalmente gli effetti dell’elettricità senza riconoscerli per quello che sono, e che generalmente ignorano l’esistenza stessa di queste conoscenze.

  • Il sordo sente, lo zoppo cammina

Notando gli effetti raramente positivi e molto più spesso negativi dell’applicazione di voltaggi elettrici ad organismi viventi, i ricercatori ed i medici conclusero che gli organismi viventi fanno uso dell’elettricità. Vennero sviluppate delle cure che utilizzavano l’elettricità, come per esempio nel 1851 quando il neurologo Duchenne curò decine di pazienti con l’applicazione locale di impulsi elettrici. Vennero fatti esperimenti da Volta ed altri ricercatori nel mondo occidentale che mostrarono come il sistema nervoso, quello cardiaco, quello cardiovascolare, quello gustativo ed altri sistemi potessero essere stimolati dall’utilizzo di elettricità prodotta da una coppia galvanica. Fu scoperto che il numero di effetti curativi era significativamente inferiore di quelli dannosi, che includevano i sintomi dell’elettrosensibilità (ES) conosciuta oggi, quali mal di testa, capogiri, nausea, confusione mentale, stanchezza, depressione, insonnia, ecc.

  • Sensibilità elettrica

Il botanico francese Thomas-François Dalibard, che fece esperimenti elettrici con organismi viventi, confidò in una lettera a Benjamin Franklin datata 1762 che non era in grado di continuare il suo lavoro perché il suo corpo aveva sviluppato un’intolleranza all’elettricità. Fu uno dei primi uomini ad essere ufficialmente dichiarato elettroipersensibile (EHS). Se si legge il suo resoconto, è chiaro che questo botanico deve esserne stato affetto in modo grave. Altri professori e ricercatori ebbero la stessa esperienza e furono obbligati ad interrompere il loro lavoro. Pure il famoso Benjamin Franklin contrasse una malattia neurologica durante le sue ricerche sull’elettricità a partire dal 1753, ed i sintomi ricordavano quelli dell’elettroipersensibilità. Tutto ciò portò, alla fine del diciottesimo secolo, al riconoscimento del fatto che l’elettricità poteva far ammalare le persone, a seconda del sesso, della morfologia e delle condizioni fisiche dell’individuo. In modo simile era stato osservato che alcuni individui reagivano fortemente ai cambiamenti del tempo, che spesso erano correlati a cambiamenti elettrici nell’atmosfera. I nomi di alcuni di questi individui sono famosi ancora oggi – tra questi Cristoforo Colombo, Dante, Charles Darwin, Benjamin Franklin, Goethe, Viktor Hugo, Leonardo da Vinci, Martin Lutero, Michelangelo, Mozart, Napoleone, Rousseau e Voltaire.

  • La strada non intrapresa

Durante gli anni 1790 la scienza ebbe una crisi d’identità riguardo l’interpretazione e l’unificazione dei quattro fluidi: elettricità, luce, magnetismo e calore. In riferimento all’elettricità, da un lato c’era Luigi Galvani, che considerava l’elettricità come parte integrante dell’organismo vivente, e dall’altra c’era la teoria di Volta secondo la quale l’elettricità era solo un effetto secondario delle reazioni chimiche interne dell’organismo vivente. Volta, l’inventore della batteria elettrica che aveva il potenziale di diventare una miniera d’oro, vinse la discussione contro la visione più globale dell’interazione tra elettricità e organismo vivente.

  • Malattia elettrica cronica

A partire dalla fine del diciannovesimo secolo i territori urbani vennero trasformati dall’istallazione delle linee telegrafiche in tutti i paesi industrializzati. Questa tecnologia utilizzava voltaggi nell’ordine di 80 Volt in un singolo conduttore, con il ritorno che passava attraverso la terra.

In quel periodo emersero le prime correnti “randagie” a cui gli esseri viventi erano esposti. Fu allora che apparvero le malattie della civilizzazione quali la neurastenia, che afflisse Frank Lloyd Wright e Theodor Roosevelt, oltre ad altri personaggi famosi. È importante notare che la neurastenia è molto simile all’elettroipersensibilità, il termine più moderno per lo stesso disturbo di sensibilità all’elettricità.

Circa la metà dei telegrafisti impiegati per manipolare l’elettricità inviata attraverso le linee, e quindi esposti a campi elettromagnetici molto forti, erano affetti dalla malattia telegrafica. Nuovamente, i sintomi erano gli stessi dell’EHS. Più tardi, intorno al 1915, gli operatori telefonici cominciarono a vivere gli stessi sintomi, perché erano esposti per ore ai campi elettromagnetici dei sistemi di comunicazione. Nel 1989, si rilevò che a Winnipeg il 47% degli operatori telefonici soffrivano degli stessi sintomi.

Ma nel 1894 il famoso psichiatria viennese Sigmund Freud scrisse un articolo il cui effetto fu disastroso per tutti gli sfortunati che soffrivano della malattia telegrafica, la neurastenia, la sindrome delle microonde o EHS. Piuttosto di riconoscere la causa esterna – che era l’inquinamento elettromagnetico – attribuì questi sintomi a pensieri disordinati e ad emozioni mal controllate. Il risultato è stato che oggi milioni di cittadini affetti dallo smog elettromagnetico vengono curati con medicine invece di ridurre la loro esposizione a questo inquinante. Sigmund Freud rinominò la neurastenia – che era risaputo essere causata dall’elettricità – in ansia neurotica, attacco di ansia o attacco di panico. Questo permise alla sconsiderata elettrificazione di continuare senza intoppi.

Va notato il fatto che in Russia la neurastenia è catalogata come malattia ambientale, perché la ridefinizione dannosa di Freud fu rigettata.

  • Il comportamento delle piante

Sir Jagadis Chunder Bose e altri ricercatori condussero numerosi esperimenti elettrici su piante ed altri organismi viventi, i cui risultati mostravano effetti chiari. Scoprì che i nervi di piante ed animali mostrano comportamenti variabili e che la loro resistività può variare considerevolmente, a seconda dell’applicazione della corrente e della sua polarità. Notò pure che l’intensità di corrente necessaria per modificare la conduttività dei nervi è infinitesimale in termini di voltaggi applicati – nell’ordine di 0.3 microampère (0.3 x 10-6). Questa corrente è significativamente inferiore alla corrente indotta tramite una conversazione telefonica mentre si usa un telefono cellulare. Bose scoprì anche che la soglia dell’attività biologica di una corrente e di 1 femtoampère (1 x 10-15)! Visto che era anche pratico di trasmissioni radio, fece esperimenti in cui una pianta veniva esposta ad un segnale radio di 30 MHz ad una distanza di circa 200 metri, e scoprì che la crescita della pianta veniva ritardata durante il tempo di emissione. Mostrò inoltre che la circolazione della linfa della pianta rallentava quando questa veniva irradiata dallo stesso segnale radio.

  • Malattia elettrica acuta

Durante gli anni 1880, Londra era rifornita con corrente continua, ma alcuni fisici avevano scoperto che la distribuzione di corrente alternata generava minore perdita Ohmica nei fili. Ne seguì la guerra delle correnti malgrado il fatto che molti scienziati, tra cui Edison, criticavano fortemente gli effetti pericolosi della corrente alternata. Ironicamente è proprio il fatto che la corrente alternata è più pericolosa che ha fatto sì che venga utilizzata nella sedia elettrica. E, come tutti sappiamo, la corrente elettrica nella rete di distribuzione è … alternata!

Nel 1889 gli Stati Uniti vissero il processo di elettrificazione in grande scala e, poco dopo, ciò avvenne in Europa. Quello stesso anno, quasi per caso, i dottori subirono un’inondazione di casi di influenza che, fino ad allora, erano stati solo poco frequenti. I sintomi delle vittime erano di natura neurologica, simili alla neurastenia, e non includevano disturbi di respirazione. La pandemia durò 4 anni e uccise almeno un milione di persone.

Nel 2001, l’astronomo canadese Ken Tapping mostrò che le pandemie di influenza negli ultimi 3 secoli erano correlate con i picchi dell’attività magnetica solare in un ciclo di 11 anni. È stato pure scoperto che alcune ondate di influenza si diffusero su ampie aree in pochi giorni – un fatto difficilmente spiegabile tramite contagio da una persona ad un’altra. Inoltre, numerosi esperimenti che tentarono di provare il contagio diretto tramite contatto, gocce di muco ed altri processi si sono dimostrati infruttuosi.

Dal 1933 ad oggi i virologi non sono stati in grado di presentare alcuna prova sperimentale che l’influenza si diffonda tramite il contatto ordinario tra le persone. Tutti i tentativi di fare ciò sono falliti.

  • Il mistero dell’isola di Wight

Nel 1904 le api cominciarono a morire sull’isola di Wight (Inghilterra n.d.T.) in conseguenza all’istallazione di trasmettitori radio da parte di Marconi. Questi trasmettitori lavorano con frequenze vicine ai megahertz.

Dall’altra parte del Canale della Manica, Jacques-Arsène d’Arsonval mostrò che i segnali elettromagnetici “acuti e uncinati” sono molto più tossici dei segnali sinusoidali.

La verità era che dopo un anno e mezzo di sperimentazioni con trasmettitori radio, Marconi, all’età di 22 anni e in piena salute, cominciò a sviluppare delle febbri. Questi attacchi continuarono per il resto della sua vita. Nel 1904, mentre lavorava per costruire un trasmettitore sufficientemente potente per la comunicazione transatlantica, queste febbri divennero così intense che si pensava fossero malaria. Nel 1905 sposò Beatrice O’Brien e dopo la loro luna di miele, si sistemarono sull’isola vicino al trasmettitore. Non appena Beatrice si trasferì sull’isola, cominciò ad avere l’acufene. Dopo 3 mesi si ammalò gravemente di itterizia. Dovette tornare a Londra per partorire un bambino che visse solo alcune settimane e morì per “cause sconosciute”. Durante lo stesso periodo, Marconi soffrì per parecchi mesi di febbre e delirio. Tra il 1918 ed il 1921 soffrì di depressione suicida mentre lavorava ad un trasmettitore a onde corte. Nel 1927, mentre era in luna di miele del suo secondo matrimonio, collassò a causa di dolore al petto e gli furono diagnosticati seri disturbi cardiaci. Tra il 1934 ed il 1937, mentre sviluppava la tecnologia a microonde, ebbe 9 infarti. L’ultimo lo uccise all’età di 63 anni.

Sulla stessa isola, a Osborne House, la Regina Vittoria soffrì di emorragia cerebrale e morì la sera del 22 gennaio 1901, proprio mentre Marconi istallava un nuovo trasmettitore a meno di 13 miglia di distanza.

Nel 1901 c’erano “solo” 2 trasmettitori, mentre nel 1904 ce n’erano 4, rendendo l’isola il luogo più irradiato del pianeta, e causando la morte di tutte le api. Nel 1906 una indagine mostrò che il 90% delle api erano scomparse senza una ragione apparente. Vennero portate sull’isola nuove colonie, ma anche queste perirono entro una settimana.

Questa epidemia si diffuse in tutta l’Inghilterra e poi in tutto il mondo occidentale, per poi stabilizzarsi gradualmente, finché gli eserciti si equipaggiarono con vari trasmettitori radio ad alta potenza verso la fine della Prima Guerra Mondiale – scatenando (come abbiamo visto) la pandemia dell’Influenza spagnola nel 1918 che cominciò in realtà negli Stati Uniti, alla scuola Naval Radio School di Cambridge, Massachusetts, con 400 casi iniziali. Questa epidemia si diffuse rapidamente a 1’127 soldati a Funston Camp (Kansas) dove erano stato installate connessioni wireless. Ciò che incuriosiva i dottori era che mentre il 15% della popolazione civile soffriva di sangue dal naso, tra i soldati della Navy era il 40%. C’erano anche altri tipi di emorragie, e in un terzo di coloro che morirono furono constatate emorragie nei polmoni e nel cervello. Di fatto era cambiata la composizione del sangue, con tempi di coagulazione misurati in più del doppio del normale. Questi sintomi sono incompatibili con gli effetti dei virus dell’influenza respiratoria, ma totalmente allineati con i devastanti effetti dell’elettricità. Un’altra incongruenza era che due terzi delle vittime erano giovani in salute. Un’ulteriore sintomo atipico per un’influenza era che il battito cardiaco rallentava a livelli tra 36 e 48, un sintomo comune nell’esposizione a campi elettromagnetici. Inoltre era possibile curare con successo alcuni malati con dosi massicce di calcio.

Il medico militare Dr. George A. Soper testimoniò che il virus si diffondeva più rapidamente del movimento delle persone. Vennero fatti vari esperimenti nel tentativo di infettare persone sia tramite contatto diretto che tramite inoculazione di muco e sangue – ma gli sperimentatori non furono in grado di dimostrare alcune infezione tramite questi metodi.

Si può vedere come ogni nuova pandemia di influenza corrisponda ad un nuovo avanzamento nella tecnologia elettrica, come per esempio per l’influenza asiatica del 1957-58, che si manifestò in conseguenza di un potente sistema di sorveglianza radar, e l’epidemia dell’influenza di Hong Kong nel luglio 1968, che seguì la messa in funzione di 28 satelliti militari per la sorveglianza dello spazio all’altezza delle fasce di Van Allen, che ci proteggono dalla radiazione cosmica.

  • L’involucro elettrico della terra

 Con un nucleo che si compone principalmente di ferro, la terra ruotante è protetta dalla ionosfera, poi la plasmasfera – delimitata dalle fasce di Van Allen ad un altitudine tra i 1’000 ed i 55’000 km – e dalla sua coda: la magnetosfera, che è esposta ai venti solari che originano nel nostro sole e costituiscono una sorta di dinamo, un sistema elettrico complesso. Gli scambi di elettricità tra la crosta terrestre, l’atmosfera e anche la ionosfera sono permanenti e costanti. Si trovano in un equilibrio delicato, ed una sorta di “respirazione” elettrica di tutto il sistema ha permesso alla vita di svilupparsi sul nostro pianeta, che è caricato con ioni negativi ed equilibrato dalla ionosfera che è carica positivamente. È possibile misurare un campo elettrico medio dell’ordine di 130 volt per metro con valori che possono salire fino a 4’000 volt al metro durante una tempesta. Nel 1953 fu scoperto uno dei parametri principali dell’oscillazione elettrica del nostro ambiente nella forma delle frequenze di (Winfried) Schumann, che “respirano” a 7.83 Hertz, con armoniche a 14, 20, 26, 32 Hz, chiamate frequenze molto basse (Very Low frequencies – VLF).

Non c’è da stupirsi che gli organismi che vivono in questo ambiente sono permeati da questi valori fisici e che, per esempio, i ritmi del nostro cervello si trovano in queste bande frequenziali – come le onde Alfa che si trovano tra gli 8 ed i 13 Hz. Gli uomini percepiscono le frequenze visibili – tra il blu ed il rosso – dello spettro elettromagnetico, ma alcuni animali sono capaci di vedere altre frequenze elettromagnetiche – come le api, che possono vedere le frequenze ultraviolette, o le salamandre e i pesci gatto che possono vedere frequenze elettriche basse, mentre i serpenti possono vedere l’infrarosso.

Esperimenti di laboratorio su criceti, per esempio, hanno mostrato che ridurre la temperatura e accorciare la durata della luce diurna non era sufficiente per farli andare in letargo. In maniera analoga, criceti cresciuti in gabbie di Faraday si rifiutavano di andare in letargo, anche se i parametri di luce e temperatura corrispondevano a quelli dell’inverno, finché la protezione non veniva rimossa. Vennero fatti altri esperimenti, come quelli fatti all’istituto Max Planck nel 1967 dal fisiologo Rütger Wever, che utilizzava due stanze interrate senza finestre o altri contatti esterni – una schermata da campi elettromagnetici naturali, l’altro no. Venne mostrato come nella stanza schermata, i ritmi circadiani dei volontari si desincronizzavano e potevano variare tra le 12 e le 65 ore, accompagnati da disturbi metabolici, mentre i soggetti nella camera immersa nel campo terrestre mantenevano un ritmo coerente di circa 24 ore ed il loro metabolismo continuava a funzionare in modo più normale. È stato dimostrato scientificamente che un organismo vivente ha bisogno di essere immerso nel sistema elettromagnetico del nostro ambiente naturale per funzionare correttamente.

Inoltre, l’agopuntura, il metodo antico utilizzato nella medicina tradizionale cinese, funziona utilizzando le nostre proprietà elettriche e modificando il flusso energetico dei meridiani. Si sa da un po’ di tempo (dagli anni 1950) che questi meridiani corrispondono a circuiti elettrici e che il Chi (Qi) cinese corrisponde al concetto di elettricità. Questi meridiani hanno due funzioni: non solo trasportano informazione ed energia da un organo interno del corpo all’altro, ma fungono anche da antenne che rilevano i flussi dell’energia elettromagnetica ambientale.

All’inizio degli anni 1970, fisici atmosferici scoprirono che il campo magnetico terrestre era significativamente disturbato dall’attività elettrica umana. Inviando un segnale nello spazio e catturando il suo eco, fu scoperto che il segnale iniziale era di fatto stato modificato da multipli dei 60 Hz della rete elettrica utilizzata in nord America.

Malgrado ciò, questa scoperta non impedì la realizzazione del progetto HAARP, atto a modificare deliberatamente le proprietà elettromagnetiche del nostro pianeta.

In maniera simile, le fasce di Van Allen che ci proteggono dai raggi cosmici sono già state modificate dalla nostra attività elettrica – e potrebbe essere che queste doppie fasce originariamente fossero una fascia singola la quale, sotto l’influenza delle emissioni umane di cariche elettriche nello spazio, sia stata distrutta nel suo centro.

Osservazioni satellitari mostrano che la radiazione emessa dalle linee di alta tensione spesso ha l’effetto di sopprimere la radiazione naturale dei fulmini.

Alla luce di questi fatti è logico concludere che le pandemie di influenza nei recenti decenni sono collegate all’attività elettrica umana.

  • Le porfirine e la base della vita

Qualsiasi trasformazione di energia nel dominio della biologia implica le porfirine (pigmenti composti da quattro molecole di pirrolo). Il fatto che i nostri nervi sono in grado di funzionare in modo adeguato è grazie alle porfirine che giocano un ruolo nei processi cellulari. Sono molecole speciali che fungono da interfaccia tra l’ossigeno e la vita. Queste molecole sono altamente reattive e interagiscono con metalli tossici o elementi sintetici derivati dal petrolio, e con campi elettromagnetici i quali, quando sono in eccesso, causano porfiria, che è piuttosto una sensibilità ambientale che non una malattia.

Le ricerche del dottor William E. Morton mostrarono che il 90% delle persone con sensibilità chimica multipla (MCS) hanno deficienza in uno o l’altro tipo di enzimi di porfirina, come pure le persone elettroipersensibili – il che significa che le due forme di sensibilità sono solo diverse manifestazioni, ma hanno la stessa causa. La porfiria, che fu scoperta nel 1891, affligge circa il 10% della popolazione ed apparve nello stesso periodo in cui avvenne l’elettrificazione generale del mondo occidentale a partire dal 1889.

Le porfirine hanno un ruolo centrale negli effetti dell’elettrosmog perché non solo causano EHS, MCS o porfiria, ma sono responsabili anche delle malattie cardiovascolari, del cancro, del diabete, come pure in una moltitudine di processi energetici biologici.

Negli anni 1960, i biologi Allan Frey e Wlodzimierz Sedlak mostrarono che il nostro organismo ha senza dubbio una componente bioelettronica, e che alcune delle nostre cellule talvolta si comportano come conduttori o condensatori o semi-conduttori (transistor), come i componenti che si trovano negli apparecchi elettronici. Questo è il caso con la mielina – la guaina che ricopre i nervi – che contiene porfirina legata a zinco. Se veleni ambientali come prodotti chimici o metalli tossici colpiscono questo equilibrio, la guaina mielinica viene danneggiata alterando l’eccitabilità dei nervi che racchiude. L’intero sistema nervoso diviene quindi iper-reattivo a stimoli di ogni genere, quali i campi elettromagnetici. Il sistema entra in uno stato di instabilità divergente, l’effetto diviene la causa.

Contrariamente alla visione che considera i mitocondri quali elementi della cellula che producono energia, il concetto della guaina mielinica quale mitocondrio gigante sta iniziando ad acquistare credito.

La connessione tra porfiria e zinco è stata scoperta negli anni 1950 da Henry Peters della Wisconsin Medical School. I pazienti che soffrivano di porfiria e con sintomi neurologici espellevano grandi quantità di zinco nelle urine, fatto che lo condusse all’idea che la chelazione dello zinco potesse migliorare le loro condizioni. Riuscì effettivamente ad osservare dei miglioramenti, malgrado la diffusa credenza che la deficienza da zinco fosse in relazione a disturbi specifici. In modo analogo, alcuni esperimento hanno mostrato che la chelazione dello zinco migliora il morbo di Alzheimer. Un team di medici australiani ha dimostrato in autopsie che il cervello dei pazienti con il morbo di Alzheimer contenevano 2 volte la quantità di zinco rispetto a quello di persone sane.

SECONDA PARTE

  • Cuore irritabile

Nel 1980 l’arresto cardiaco in giovani atleti era una cosa rara, con solo 9 casi all’anno. Da allora, i casi sono costantemente aumentati del 10% all’anno fino al 1996, quando la crescita è raddoppiata con 64 casi, salendo ulteriormente a 66 l’anno seguente e a 76 nell’ultimo anno dello studio. La comunità medica americana non riuscì a trovare alcuna spiegazione per questo, mentre in Europa nel 2002 medici tedeschi lanciarono un appello chiedendo una moratoria sulle antenne e sui ripetitori dei cellulari, perché le onde che emettevano causavano disturbi cardiovascolari. Era l’Appello di Freiburg.

Il dottor Samuel Milham, un epidemiologo al Washington State Department of Health, mostrò col suo lavoro che le malattie cardiovascolari, il diabete ed il cancro sono principalmente, se non completamente causati dall’elettricità.

Paradossalmente, studi sul colesterolo fatti all’inizio del ventesimo secolo non mostravano che livelli alti di colesterolo fossero correlati con un maggior rischio di malattie al cuore – contrariamente a quanto viene oggi considerato un fatto. Uno studio sugli animali dello Zoo di Filadelfia mostrò come tra il 1916 ed il 1964 i livelli di colesterolo nei mammiferi e negli uccelli crebbe di un fattore tra 10 e 20 volte anche se la loro dieta era rimasta completamente invariata! L’unico parametro che era cambiato drammaticamente era l’aumento delle frequenze radio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, una certa quantità di soldati cominciarono a lamentare sintomi simili a quelli della neurastenia. Inizialmente si credette, in accordo con la dottrina di Freud, che questi soldati soffrissero di problemi di ansia; ma uno studio di 144 casi fa condotto dal dottor Mandel Cohen. Lo studio rivelò che i soldati erano di fatto fisiologicamente meno resistenti e soffrivano di cuore irritabile. Avevano difficoltà ad assimilare ossigeno e dovevano respirare due volte più rapidamente dei loro compagni in migliori condizioni di salute per assorbire sufficiente ossigeno. Emerse che i loro mitocondri non funzionavano in modo efficiente. Alla fine lo studio mostrò che questi soldati erano ipersensibili in senso generale, ma in particolar modo all’elettricità.

A partire dal 1950 scienziati nell’Unione Sovietica osservarono che le frequenze radio alteravano gli elettrocardiogrammi di individui che vi erano esposti, e modificavano l’efficienza dei mitocondri.

Grafici che mostrano le statistiche dei tassi di mortalità a causa di malattie del cuore in relazione al grado di elettrificazione degli stati americani tra il 1931 ed il 1940 sono molto espliciti e non lasciano dubbi sulla tossicità dei campi elettromagnetici per il cuore, esonerando in questo il colesterolo e le diete considerate troppo ricche di grassi.

  • La trasformazione del diabete

A Thomas Edison, che era coinvolto in scoperte relative alla tecnologia elettrica e quindi era molto più esposto a campi elettromagnetici dei suoi contemporanei, venne diagnosticato il diabete – una malattia rara nel 1889. Un altro ricercatore, Alexander Graham Bell, che lavorava nel campo delle telegrafia e inventò il telefono, era risaputo lamentarsi costantemente dei sintomi della neurastenia, conosciuta oggi come EHS. Nel 1915 anche a lui venne diagnosticato il diabete.

Nel 1876 il libro Disease of Modern Life (Malattie della vita moderna) di Ward Richardson descrive il diabete come una rara malattia moderna causata dall’esaurimento mentale a causa del troppo lavoro o a causa di uno shock al sistema nervoso.

L’eccessiva assunzione di zuccheri tossici che creano dipendenza nella nostra dieta moderna naturalmente fornisce una spiegazione conveniente del perché il diabete, incluso il pre-diabete, interessa più della metà degli americani oggi. Ma questa spiegazione è troppo semplicistica.

Il dottor Even Joslin mostrò che tra il 1900 ed il 1917 l’assunzione di zuccheri era aumentata del 17% mentre la mortalità da diabete era raddoppiata. Più tardi, nel 1987, uno studio sui nativi americani mostrò tassi di mortalità da diabete molto diversi, a seconda del territorio, e che andavano dal 7 per mille nel nord-ovest fino a 380 per mille in Arizona! Durante quegli anni, né lo stile di vita come neppure la dieta potevano spiegare una tale divergenza. Un fattore ambientale però può spiegare questa differenza: l’elettrificazione delle riserve dei nativi americani procedeva a velocità diversa, e quelle del nord-ovest erano solo state elettrificate molto più avanti. In contrasto, la riserva dell’Arizona si trova nelle immediate vicinanze di Phoenix. Inoltre, questa comunità di nativi americani aveva il suo proprio impianto di generazione di elettricità ed il suo proprio sistema di telecomunicazione.

Un altro esempio è la popolazione del Brasile – uno dei principali produttori di zucchero per secoli, dove il diabete era ancora sconosciuto nel 1870, quando era già emerso come malattia della civilizzazione in nord America. Pure oggi, i brasiliani consumano 70 kg di zucchero raffinato all’anno a persona, di più dei nord-americani: malgrado ciò, hanno ancora due volte e mezzo meno casi di diabete che gli USA.

In Bhutan il diabete era virtualmente inesistente fino al 2002, data dopo la quale è iniziata l’elettrificazione del paese. Nel 2004, furono annunciati 634 nuovi casi di diabete, nel 2005 – 944, nel 2006 – 1’470 e nel 2007 – 2’540 con 15 morti. Nel 2012 ci furono 91 morti ed il diabete era l’ottava causa di morte nel paese, anche se la dieta della gente non era cambiata!

Come abbiamo visto nel capitolo precedente, l’elettrosmog quando agisce sui mitocondri previene l’efficiente utilizzo degli zuccheri assorbiti, cioè la combustione dello zucchero. Lo zucchero che non può essere convertito in energia meccanica viene accumulato come grasso dal corpo.

Grafici statistici per i tassi di mortalità del diabete, valutati sulla base del grado di elettrificazione degli stati americani tra il 1931 ed il 1940 sono anche molto espliciti e non lasciano dubbi sul ruolo dei campi elettromagnetici nell’apparizione del diabete su larga scala, parzialmente esonerando in questo modo il consumo di zuccheri.

Nel 1997 c’è stato un aumento del 31% nel numero di casi di diabete negli Stati Uniti in un singolo anno, che coincide precisamente con l’introduzione di massa dei telefoni cellulari nel paese.

  • Il cancro e il deficit della vita

Nel febbraio 2011 la Corte Suprema d’Italia ha accusato il cardinale Roberto Tucci, presidente uscente di Radio Vaticano, di avere creato un disturbo pubblico inquinando l’ambiente con frequenze radio per negligenza. Infatti, nel periodo dal 1997 al 2003 i bambini che vivevano entro 12 km di raggio dalle antenne della radio avevano tassi di leucemia, di linfoma e di mieloma otto volte più alti di coloro che vivevano più lontano. Lo stesso valeva per gli adulti, con tassi 7 volte più alti.

Il dottore e professore tedesco Otto Heinrich Warburg, vincitore del Premio Nobel per la medicina nel 1931, mostrò che il cancro è una regressione delle cellule private di ossigeno, fatto che le porta a moltiplicarsi in modo anarchico, come in un mondo primordiale dove l’ossigeno non era presente ai livelli di oggi.  La privazione iniziale di ossigeno è dovuta ad una disfunzione dei mitocondri – fatto che, come abbiamo visto, può essere causato da campi elettromagnetici ed altri inquinanti quali il fumo, i pesticidi, gli additivi alimentari e l’inquinamento dell’aria. Lo stesso principio di deficienza di ossigeno nelle cellule si applica al diabete, ragione per la quale vi è un tasso di cancro maggiore tra i diabetici che nel resto della popolazione.

Nello Zoo di Filadelfia, tra il 1901 ed il 1955, si osservò un aumento dei tassi di tumori maligni tra i mammiferi. Questi variavano tra il doppio e 22 volte di più durante quel lasso di tempo.

Le statistiche di morti per cancro mostrano una chiara correlazione tra l’elettrificazione delle nazioni ed i tassi di cancro. Per esempio, negli USA il tasso era 6.6 per mille dal 1841 al 1850. In seguito è più che raddoppiato tra il 1851 ed il 1860, con un tasso di 14 per mille. La vera spiegazione di ciò può essere trovata con la diffusione di massa del telegrafo nel 1854.

Nel 1914 c’erano 2 casi di morti per cancro nella popolazione di 63’000 nativi americani che vivevano nelle riserve non elettrificate, mentre nel resto del paese la mortalità per cancro era 25 volte maggiore.

Tra il 1920 ed il 1921, in seguito all’introduzione delle prime stazioni radio AM, la mortalità per cancro crebbe tra il 3 ed il 10% nei paesi occidentali.

I ricercatori svedesi Olle Johansson e Orjan Hallberg hanno mostrato una chiara correlazione tra i tassi di cancro al seno, alla prostata ed ai polmoni e l’esposizione della popolazione alle frequenze radio. Mostrano significativi incrementi nei tassi negli anni 1920, 1955, 1969 ed una diminuzione (!) nel 1978, date che corrispondono rispettivamente all’aumento dell’elettrosmog dovuto all’introduzione delle radio AM, della radio FM e TV1, l’arrivo del colore con TV2, e poi l’interruzione delle trasmissioni AM. Gli stessi ricercatori hanno anche trovato una chiara correlazione lineare tra il numero di trasmettitori FM in ogni regione e l’incidenza di melanomi, con le zone più esposte che hanno 11 volte più melanomi rispetto alle “zone bianche”. Scoprirono anche che i melanomi appaiono raramente in quelle parti del corpo più esposte al sole, come la fronte, il naso, le spalle ed i piedi, ma più spesso in quelle aree del corpo normalmente protette dal sole. Inoltre, la proliferazione del cancro alla pelle avvenne prima dell’introduzione della moda delle vacanze al mare, durante le quali l’esposizione al sole è intensa. Questo mostra che i melanomi non sono causati principalmente dal sole, ma dalle frequenze radio.

I grafici statistici dei tassi di mortalità per cancro come pure per diabete e malattie cardiovascolari, analizzati in base al grado di elettrificazione degli stati americani nel 1931 e nel 1940 sono anche molto espliciti e non lasciano alcun dubbio che i campi elettromagnetici hanno avuto un ruolo nell’aumento dei casi di cancro.

Dati genuini sui tumori al cervello sono difficili da trovare perché le lobby dei telefoni cellulari hanno infiltrato questo campo per decenni onde fornire studi tendenziosi. Uno dei loro studi mostra addirittura una diminuzione dell’incidenza di tumori in relazione all’utilizzo intensivo dei telefoni cellulari! Ma l’università di Calgary ha trovate evidenze di un aumento del 30% nell’incidenza di tumori maligni del cervello nel periodo tra il 2012 ed il 2013, e Lennart Hardell, professore di oncologia all’ospedale universitario di Örebro in Svezia ha dimostrato che 2’000 ore di utilizzo del telefono cellulare aumentano il rischio di sviluppare un tumore di un fattore tra 3 e 8, a seconda dell’età del soggetto e delle sue abitudini di uso del telefono.

Nel 2000, Neil Cherry analizzò i tassi infantili di cancro a San Francisco in relazione alla distanza tra la casa dei bambini ed i trasmettitori FM e televisivi sulla Sutro Tower. I bambini che vivevano su colline e sui promontori erano più colpiti. Quelli che vivevano entro 1 km dall’antenna avevano un incidenza di leucemia 9 volte maggiore, un’incidenza di linfoma 15 volte maggiore ed un’incidenza di cancro al cervello 31 volte maggiore. In generale, un’incidenza 18 volte maggiore di coloro che vivevano al di fuori di 1 km di raggio dall’antenna.

  • Animazione sospesa

A practical Treatise on Nervous Exhaustion (Un Trattato pratico sull’esaurimento nervoso) (1880) di George Miller Beard, elettroterapista e amico di Thomas Edison, contiene un’osservazione interessante: Anche se queste difficoltà non sono direttamente fatali, e quindi non appaiono nelle tavole di mortalità; anche se, al contrario, possono tendere a prolungare la vita ed a proteggere il sistema contro malattie febbrili e infiammatorie, cionondimeno il grado di sofferenza che causano è enorme. Quelli che soffrono di più sono relativamente giovani. Inoltre, Beard notò che una rara malattia sembrava apparire con maggiore frequenza nei malati di neurastenia che nel resto della popolazione: la malattia era il diabete. Beard aveva già osservato che l’aumento nell’aspettativa di vita non procedeva a pari passo con la qualità di vita. La correlazione misteriosa tra le sofferenze delle persone neurasteniche  – i cui sintomi erano gli stessi di coloro che oggi sono elettroipersensibili – ed il prolungamento della loro vita indicava una disfunzione grave.

In aggiunta, si è osservato da lungo tempo che uno stile di vita ascetico con una dieta povera in calorie può aumentare l’aspettativa di vita e la salute. Questo è il caso, per esempio, per la popolazione di Okinawa, dove il numero di centenari è 40 volte maggiore di quello delle popolazioni di prefetture più benestanti più a nord.

Ricercatori nel campo dell’invecchiamento hanno messo in evidenza che la forza che traina e sostiene le nostre vite è il sistema di trasporto di elettroni nei mitocondri delle nostre cellule. È qui che l’aria che respiriamo ed il cibo che mangiamo vengono combinati, ad una velocità che determina la nostra velocità di invecchiamento e quindi la nostra aspettativa di vita. Se da un canto il risultato di rallentare il processo di combustione all’interno delle nostre cellule moderando la quantità di energia fornita può essere benefico, un altro modo di rallentarlo può essere disastroso. Questo è l’avvelenamento della catena elettronica di trasporto. Un possibile modo di essere avvelenata è l’esposizione cronica a campi elettromagnetici artificiali. Quest’inquinamento costantemente in aumento sottopone gli elettroni dei nostri mitocondri a forze esterne, rallentandoli, privando le nostre cellule di ossigeno e causando sintomi di EHS.

  • Intendi dire che puoi udire l’elettricità?

Nel 1962 una donna contattò l’università di Santa Barbara (CA, USA) chiedendo aiuto per trovare la causa di un suono misterioso che udiva ovunque in casa, anche se viveva in un quartiere residenziale tranquillo. Questo suono la teneva sveglia ed era deleterio per la sua salute. Misurazioni mostrarono che i conduttori elettrici emettevano forti campi elettromagnetici, non solo dalla rete pubblica ma anche da radiatori ed altri elementi metallici, ma lo stetoscopio non rilevava alcun suono.

Gli ingegneri fecero quindi un esperimento, registrarono il campo misurato su una cassetta e la riprodussero in presenza della donna che aveva il problema. Essa confermò che era il suono che lei udiva. Quindi, questa donna era in grado di udire i campi elettromagnetici nella sua casa. Vennero istallati sistemi di messa a terra e filtri elettronici per ridurre il disturbo a livelli accettabili.

Ma già Volta ed altri ricercatori avevano fatto esperimenti in cui erano riusciti a produrre con successo diversi suoni applicando voltaggi alle orecchie. Molto più tardi, alla fine degli anni 1960, il biologo Allan Frey pubblicò degli articoli sulla capacità di alcuni soggetti di udire le emissioni di un’installazione radar.

Il modello meccanico del funzionamento dell’orecchio come viene insegnato nelle scuole non fornisce alcuna spiegazione per questi fenomeni osservati. Dopo aver constatato ciò, il biochimico Lionel Naftalin sviluppò un nuovo modello di funzionamento dell’orecchio umano, prendendo in considerazione il noto fenomeno della piezo-elettricità (una forza utilizzata dagli elettrotecnici), che scoprì esistere nel gel che ricopre le ciglia dell’orecchio interno. In questo gel, che non si trova in alcun altro luogo nel corpo umano e che possiede proprietà elettriche particolari, era presente un voltaggio tra 100 e 120 millivolt, valori considerati alti nell’ambito della bioelettronica. Questo gel piezo-elettrico trasforma le onde sonore in un segnale elettrico che viene comunicato alle ciglia dell’orecchio interno. Questo nuovo modello revisionato del funzionamento dell’orecchio umano non solo spiega la capacità di certe persone di udire un segnale elettromagnetico in certe condizioni, ma anche perché al giorno d’oggi così tante persone soffrono di acufene, e perché certi gruppi di persone, tra il 2 e l’11% della popolazione mondiale, sentono un brusio globale intorno al pianeta.

Al giorno d’oggi circa il 44% degli americani adulti soffre di acufene a vari livelli di intensità, mentre in Svezia il numero di giovani affetti era il 12% nel 1997 ed il 42% nel 2006. Questi suoni parassiti sono in gran parte il risultato di vivere in un ambiente che è pesantemente inquinato con tutti i tipi di campi elettromagnetici artificiali.

  • Api, uccelli, alberi e umani

Alfonso Balmori Marinez, un biologo spagnolo, ha creato una correlazione tra la densità di popolazione dei passeri e le radiazioni di radiofrequenze nel loro habitat. I passeri non possono sopravvivere nei luoghi più irradiati, dove i livelli eccedono i 3 V/m, mentre ci sono ancora 42 uccelli per ettaro a livelli di 0.1 V/m. Ha anche osservato un marcato cambiamento di comportamento nelle cicogne, in cui coppie di cicogne litigano invece di costruire il nido o incubare le uovo se si trovano a meno di 200 m da un ripetitore del cellulare.

Il Regno Unito ha classificato il passero comune come specie a rischio dopo che la popolazione è calata del 75% tra il 1994 ed il 2002 – un periodo che coincide con la diffusione della tecnologia cellulare.

Gli allevatori di piccioni viaggiatori su diversi continenti hanno scoperto che, una volta rilasciati, il 90% dei piccioni non sono più in grado di tornare alla loro piccionaia, quando questo valore dovrebbe normalmente essere molto piccolo. Nel 2000, allevatori inglesi tentarono di ridirigere una razza in modo che evitasse i ripetitori del cellulare e avere in questo modo una maggiore possibilità di tornare a casa. Nel 2004 quegli stessi allevatori promossero maggiore ricerca sull’impatto delle microonde sui piccioni.

Nel 2002, il US National Park Service emesse una nota per i biologi che studiavano il comportamento degli animali selvaggi, spiegando che i chip RFID attaccati a quegli animali per seguirne gli spostamenti tramite l’utilizzo di frequenze radio possono radicalmente alterare il comportamento a causa delle frequenze radio generate.

In ambienti inquinati con campi elettromagnetici, i tordi non riescono a trovare le vie di migrazione – mentre se si trovano in una gabbia di Faraday ci riescono.

Un esperimento sui girini messi in due vasche separate posizionate entro 140 m da un ripetitore del cellulare, una senza e l’altra con schermo elettromagnetico, mostra tassi di mortalità del 90% e del 4% rispettivamente.

Lo stesso tipo di effetti nocivi si riscontrano negli insetti quando vengono esposti all’elettrosmog che incontriamo giornalmente, ed il dottor Panagopoulous, che ha condotto esperimenti sulla mosca della frutta, riporta che l’esposizione a microonde a livelli ordinari – anche solo per alcuni minuti al giorno per alcuni giorni – è la peggiore fonte di stress conosciuta nella nostra vita, peggiore delle sostanze chimiche o dei campi elettromagnetici a basse frequenze.

Anche le api hanno subìto un impatto negativo, come abbiamo visto sull’Isola di Wight all’inizio di questa sintesi. Il Dr. Daniel Favre (Svizzera) ha dimostrato che in presenza di microonde, le api emettono il suono tipicamente sentito quando sciamano, il che suggerisce che gli insetti vogliono sfuggire alla fonte di emissione. L’acaro della varroa è generalmente incolpato della sindrome del collasso delle colonie; tuttavia, dimentichiamo che questo acaro convive con le api da molto tempo. Inoltre, si può spesso osservare che oggi anche una colonia morta non è infestata da parassiti, anche se questo era il caso “prima”. La colpa è anche dei pesticidi – eppure, come abbiamo visto, il 90% delle api sull’Isola di Wight è scomparso senza che in quella zona siano stati usati pesticidi. La vera causa del collasso delle colonie si trova nei campi elettromagnetici generati dall’uomo, in particolare nella tecnologia dei telefoni cellulari.

Negli anni ’80 è emersa una questione scottante: la morte delle foreste. La colpa è stata attribuita alle piogge acide, ma anche le zone più remote con l’aria più pulita sono state colpite in egual misura. In Germania e in Svizzera sono state condotte ricerche e, sebbene il suolo delle foreste colpite si sia rivelato effettivamente acido, l’osservazione e la sperimentazione hanno dimostrato che tale acidità poteva essere anche il risultato della lenta elettrolisi del suolo attraverso gli alberi esposti alle onde radar, ad esempio. Inoltre, gli alberi sui crinali sono stati colpiti più gravemente, essendo più esposti ai nuovi radar installati negli anni Settanta.

Un’altra osservazione è stata fatta al momento della caduta del Muro di Berlino. I giganteschi radar russi di Skruda, che irradiavano pesantemente l’intera regione nel loro compito di monitoraggio dell’Occidente, non solo avevano causato danni alla foresta, ma anche agli animali e agli esseri umani. Dopo numerosi studi, si è scoperto che gli anelli di crescita degli alberi durante gli anni in cui i radar erano in funzione erano molto più piccoli di quelli di prima o dopo quel periodo.

A Schwarzenburg, in Svizzera, nel 1939 fu installata un’antenna radio a onde corte e la potenza di trasmissione fu successivamente aumentata a 450 kW nel 1954. A ciò seguì un deterioramento della salute della popolazione locale, che lamentava sintomi di EHS. I bambini del villaggio avevano difficoltà a scuola e sembravano incapaci di passare all’istruzione superiore, a differenza dei bambini dei villaggi vicini meno esposti. Infine, nel 1992, è stato condotto uno studio che ha confermato che, in un raggio di 900 metri dall’antenna, i parametri di analisi fisiologica delle persone e degli animali del luogo erano anomali. Si è anche scoperto che gli anelli di crescita degli alberi erano compressi – ma solo sul lato rivolto verso la fonte di radiazione. Il 28 marzo 1998, il trasmettitore è stato spento ed è stato effettuato uno studio “prima e dopo”, che ha dimostrato che i livelli di melatonina dei 58 soggetti testati erano di nuovo aumentati. Un abitante del villaggio di 50 anni fu finalmente in grado di dormire per una notte intera senza interruzioni per la prima volta nella sua vita. Il 29 maggio 1996, Philippe Roch, direttore dell’Ufficio per l’ambiente, ha dichiarato che esisteva “una comprovata correlazione tra i disturbi del sonno e le operazioni di comunicazione”.

  • Nel Paese dei ciechi

Quanto ancora dobbiamo aspettare prima di poter dire “Il tuo cellulare mi sta uccidendo” piuttosto che “Sono elettroipersensibile”? Eppure il numero di persone che soffrono di mal di testa a causa dell’uso del cellulare è enorme. Nel 2010, due terzi degli studenti universitari ucraini intervistati hanno ammesso che non è socialmente accettabile discutere apertamente di questo problema. Gro Harlem Brundtland aveva l’EHS quando era a capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Era abbastanza aperta sul fatto, ma è stata costretta a dimettersi dal suo incarico un anno dopo. Questo ha dissuaso altre figure pubbliche di alto rango dal seguire il suo esempio.

Solo una minoranza di persone che soffrono di inquinamento elettromagnetico sa di cosa soffre, mentre la grande maggioranza non ne ha idea. L’intera popolazione viene fulminata da remoto e si deve quasi scusare di essere elettrosensibile o, per la precisione, elettroipersensibile, proprio come se ci si dovesse scusare di essere “cianuro-ipersensibile”. La verità è che l’elettricità, così come viene attualmente utilizzata, è tossica. Inoltre, i grafici statistici mostrano chiaramente un aumento del tasso di mortalità degli abitanti di nove città americane poco dopo la messa in funzione delle prime stazioni di base. Questo aumento della mortalità varia dal 25 a oltre l’80%.

Un’indagine condotta da un quotidiano, che ha chiesto ai newyorkesi di riferire se avevano iniziato a soffrire di una serie di sintomi di EHS dopo il 15 novembre 1996, ha raccolto centinaia di testimonianze da una vasta gamma di classi razziali e sociali. La data in questione era il giorno in cui è entrata in funzione la prima rete di telefonia mobile.

La Cellular Phone Task Force, un’organizzazione fondata da Arthur Firstenberg nel 1996, è sommersa da richieste di aiuto da parte di persone danneggiate da frequenze radio nella gamma delle microonde. Proliferano così tanti emettitori di ogni tipo – da WiFi, WiMAX, stazioni radar e radiazioni emesse nel cielo dai satelliti per telecomunicazioni, che sembra che presto non ci sarà più nessun posto dove fuggire.

Il Prof. Olle Johansson del prestigioso Istituto Karolinska, famoso per aver assegnato il premio Nobel per la medicina, dal 1977 si occupa di dimostrare gli effetti dell’elettrosmog sugli organismi viventi. Il successo dei suoi studi lo ha portato ad essere emarginato nel suo istituto, a far sparire i finanziamenti per le sue ricerche e a ricevere minacce di morte; in un’occasione è sfuggito per un pelo a un attentato alla sua vita attraverso il sabotaggio della sua moto. Nonostante tutto, continua a informare il mondo della verità per difendere, tra gli altri, coloro che soffrono di EHS, le cui vite sono diventate un inferno sulla terra. È disgustato dal modo in cui i governi dei paesi cosiddetti “democratici” hanno semplicemente abbandonato al loro destino le vittime delle radiofrequenze.

La dottoressa Erica Mallery-Blythe, che ha doppia nazionalità britannica e americana, ha completato i suoi studi nel 1998. Nel 2007, dopo aver seguito il marito pilota di F-16 negli Stati Uniti, è stata gravemente colpita da EHS senza rendersene conto. Le sue ricerche su internet le hanno finalmente permesso di capire cosa le stava succedendo. Come medico, era perplessa su come una condizione così profonda e invalidante potesse esistere senza che lei ne avesse mai sentito parlare nella sua professione. Per tranquillizzarsi, decise di sottoporsi a una risonanza magnetica per escludere il rischio di cancro al cervello. Credeva che la sua morte fosse imminente quando era soggetta alle pulsazioni ad alta frequenza, ma recuperò piena salute e vitalità nella Valle della Morte, lontano dalle frequenze radio. Da allora, si è dedicata a informare e aiutare il 5% (almeno) della popolazione che è affetta di EHS e che è stata totalmente abbandonata dalle autorità.

Yury Grigoriev, che è generalmente considerato il capostipite della ricerca elettromagnetica in Russia, è estremamente preoccupato soprattutto per i giovani, e ha dichiarato che questa è la prima volta nella storia dell’umanità che il cervello delle persone viene esposto apertamente alle microonde – cosa estremamente grave agli occhi di un radiobiologo. In particolare, cita uno studio coreano che dimostra che il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) nei bambini è collegato all’uso dei telefoni cellulari.

Alla fine degli anni Novanta, il neurochirurgo svedese Leif Salford e il suo team hanno dimostrato che i telefoni cellulari rendono permeabile la barriera emato-encefalica, causando il morbo di Alzheimer. Nel 2003 hanno dimostrato che una singola esposizione di sole due ore provoca danni permanenti al cervello.

Nel 2015, gli scienziati turchi hanno irradiato ratti per un’ora al giorno per un mese, utilizzando le tipiche onde dei telefoni cellulari. I ratti irradiati avevano il 10% di cellule cerebrali in meno rispetto a quelli che erano stati risparmiati da quel trattamento. Lo stesso team ha sperimentato su ratti incinti per 9 giorni allo stesso livello di radiazioni. La progenie dei ratti ha mostrato una degenerazione del cervello, del midollo spinale, del cuore, dei reni, del fegato, della milza, del timo e dei testicoli. Lo stesso esperimento ripetuto su ratti giovani ha causato l’atrofia del midollo spinale insieme alla diminuzione della mielina, come si osserva nella sclerosi multipla.

Nel settembre 1998 sono entrati in funzione i primi 66 satelliti per la telefonia spaziale, causando un aumento del tasso di mortalità nazionale negli Stati Uniti di quasi il 5% nelle due settimane successive. Durante lo stesso periodo, si è osservato che gli uccelli non volavano più e che i malati di sclerosi multipla si ammalavano in modo particolare. Oggi, circa 1’100 satelliti artificiali si muovono sopra di noi, ma diverse aziende – Google, Facebook, SpaceX, OneWeb e Samsung – hanno in programma di lanciare fino a 4’600 nuovi satelliti per le comunicazioni ciascuno entro il 2020, in modo da coprire l’intero pianeta con l’accesso a Internet ad alta velocità.

Nel 1968, già la prima piccola flotta di 28 satelliti militari ha scatenato una pandemia di influenza a livello mondiale. A differenza di un’antenna terrestre, la cui radiazione è altamente attenuata quando raggiunge la magnetosfera, i satelliti agiscono direttamente su di essa attraverso meccanismi ancora poco conosciuti, compromettendo così la vita sulla terra. Dimentichiamo gli avvertimenti di Ross Adey, il nonno della bioelettromagnetica, e del fisico atmosferico Neil Cherry, che siamo elettricamente regolati dal mondo che ci circonda e che il livello di esposizione alle radiofrequenze è quindi pari a zero. Questa iniziativa potenzialmente catastrofica deve essere contrastata e l’organizzazione leader è la Global Union Against Radiation Deployment from Space (GUARDS; http://www.stopglobalwifi.org/).

Nel 2014 il medico Tetsuharu Shinjyo ha pubblicato uno studio “prima e dopo”. Egli ha valutato la salute di 122 abitanti di un edificio su cui erano state installate le antenne della stazione base. Ventuno di loro soffrivano di stanchezza cronica, 14 di vertigini o di malattia di Ménière, 14 di mal di testa, 17 di dolori o infezioni agli occhi, 14 di insonnia e 10 di epistassi cronica. Cinque mesi dopo la rimozione delle antenne, sono rimasti solo 2 casi di insonnia, 1 caso di vertigini e 1 caso di mal di testa!

Questa emergenza dei diritti umani, che colpisce centinaia di milioni di persone su scala planetaria, e l’emergenza ambientale che minaccia l’estinzione di innumerevoli specie di piante e animali, devono essere affrontate con una risoluzione lungimirante e risolutiva.

FONTE

https://www.openyoureye.net/

AUTORE

Mirko Kulig

KAMBO, IL VACCINO DELL’AMAZZONIA

phyllomedusa_bicolor-KAMBO

Kambo, l’ancestrale cura sciamanica nella foresta amazzonica chiamata anche “Sapo”. Per favorirne l’essiccazione, la sostanza gelatinosa della Phyllomedusa Bicolor (nome scientifico dell’anfibio verde amazzone delle Hylidae studiato per primo da Vittorio Erspamer, emerito scienziato di farmacologia all’Università della Sapienza di Roma) è stesa su una bacchetta di legno, poi chiusa in una foglia di bambù.

Questa secrezione viene somministrata secondo la farmacopea dei villaggi Matsés, gli indigeni sul Rio Galvez (Perù) che la applicano come un vaccino per innalzare il sistema immunitario in questo modo: vengono praticate delle piccole incisioni praticate con il fuoco (molti lo fanno con gli incensi) provocando piccoli fori sulla pelle, solitamente non più di cinque. La sostanza entra nel corpo attraverso il sistema linfatico: in un attimo il corpo è stravolto in un rito di purificazione e disintossicazione senza eguali. Un portento della natura, da maneggiare con cura. Tachicardia, sudorazione e vasodilatazione scandiscono il passaggio. Lo spurgo pare quello di una febbre. Infine l’espulsione: con l’evacuazione delle tossine, l’insidioso male fuoriesce dal corpo, improvvisamente più forte, tonico e resistente. Il tutto dura una ventina di minuti, più la ripresa che assomiglia a una rinascita.

La sudorazione invece, ha da sempre una funzione di energica sanificazione, rivitalizzazione cellulare con fuoriuscita di liquidi. Il Temazcal è una capanna di purificazione (molto diversa dalla comune sauna) presente nella cultura millenaria di molte tradizioni (Mushiboro giapponese, Banja russo, dagli eschimesi, messicani o gli indiani d’America, Aztechi-Toltechi). Il termine viene da Temaz (bagno) e Calli (casa): qui il tasso d’umidità è al 100% e la temperatura del corpo viene spinta sino a 40°. Il procedimento segue un rigido cerimoniale che punta sulla pelle, all’apertura dei pori attraverso il calore, per espellere dal corpo tossine, acido urico, lattico e colesterolo, stimolando ghiandole endocrine e sistema linfatico, oltre a offrire una potente centratura e lucidità mentale.

La purificazione, secondo i diversi rituali sciamanici, avviene comunque in una capanna (simbolicamente l’utero di nostra madre, da cui la rinascita), per lo più di legno, interamente ricoperta di teli e stoffe naturali per impedire ogni minimo passaggio d’aria e di luce. Nell’oscurità del buio, c’è la riscoperta dell’Io, il misterico Sé. Gli uomini sono in costume da bagno, le donne in gonna o pareo. Pietre laviche incandescenti (prelevate dai vulcani per riaccenderne la memoria) sono cosparse d’acqua, erbe officinali e incensi (aromaterapia) disposti in cerchio i cerimonieri scandiscono canti sacri (Icaros) seguendo l’associazione alchemica degli elementi primari: acqua, fuoco, terra e aria. Alla fine del passaggio (quattro porte, cioè per quattro volte la capanna viene aperta e richiusa per far entrare altre pietre vulcaniche, oltre al cambio d’ossigeno, in tutto un paio d’ore di azione) s’apprezza quel senso di leggerezza e pulizia nell’impagabile riunificazione in un’unità di fisico, mente e spirito. Nel centro Italia si pratica il Temazcal presso CasaAho di Roma (nella campagna di Lanuvio) e pure a Mompeo (Rieti) seguendo il percorso Lakota-Sioux (Inipi).

In libreria il testo del giornalista statunitense Peter Gorman (negli anni ’80 sdoganò la secrezione della rana verde dalla giungla in Occidente) “Kambo, il prodigioso vaccino della rana amazzonica e altre medicine della foresta” (edizioni Spazio Interiore) e del romano Giovanni Lattanzi (pioniere italiano, vive ad Amsterdam) ‘Kambo e Iboga, medicine sciamaniche in sinergia (ed. Bibliosofica)’ che associa Kambo e Iboga nel neologismo enteogeni, somministrandoli sui meridiani d’agopuntura della Medicina tradizionale cinese e sui punti di Riflessologia plantare e auricolare.

KAMBO E IBOGA, PREFAZIONE (Lella Antinozzi)

In quanto occidentali del terzo millennio, siamo abituati a considerare le medicine come prodotti in scatola provenienti da case farmaceutiche e comprate in farmacia, dimenticando che da sempre l’uomo ha potuto guarire i suoi mali accedendo al mondo della natura e al potere insito nel corpo di guarire sé stesso. E non solo gli indigeni delle foreste pluviali del pianeta, ma anche gli appartenenti alla nostra società. Non c’è bisogno di andare troppo indietro nel tempo per ricordare che fino agli anni cinquanta del Novecento i farmacisti erano in grado di fornire al pubblico i preparati del loro laboratorio e che curavano innanzitutto usando rimedi naturali. Non vorrei indugiare troppo sul tema spinoso della presa in gestione della nostra salute da parte delle multinazionali farmaceutiche, né desidero dilungarmi sul fatto che l’uso di medicine chimiche non sempre aiuta il nostro sistema psicofisico a guarire, ma di certo alimenta il foraggiamento di compagnie industriali per le quali il benessere umano sembra essere l’ultimo dei loro scopi. È oramai noto che l’uso sistematico e massiccio di medicinali chimici procura l’abbassamento del livello energetico del corpo nonché effetti collaterali anche gravi, come afferma la stessa pubblicità dei prodotti farmaceutici, comunicazione al pubblico obbligata per legge. Come del resto è obbligo imposto dalla legge anche quello di scrivere ‘il fumo uccide’ sui pacchetti di sigarette. Nonostante ciò, il grande pubblico continua a considerare questi prodotti come la panacea di tutti i mali, così come i fumatori continuano a fumare. Siamo dunque di fronte ad un potente condizionamento che ci ha convinto che l’unico modo per guarire sia quello di ricorrere all’uso di medicinali chimici non appena si presenta un sintomo. Un condizionamento, questo, che ci ha portato lontano dall’ascolto del nostro corpo e dai suoi segnali; una diseducazione martellante e progressiva che ci ha convinto che la maniera giusta di agire con il nostro corpo sia quella di bloccare sul nascere l’insorgenza di un sintomo senza indagare sulle sue cause più profonde; che ci ha fatto dimenticare quanto corpo e mente siano profondamente interrelati e quanto lo siano tutti gli esseri viventi. Un condizionamento infine – e non solo in questo campo – che si sta rivelando essere un’arma micidiale con la quale il potere sta riuscendo a pilotare una massa composta di miliardi di persone. È dunque necessario e urgente risvegliarsi a sè stessi per poter prendere in mano le redini della propria vita. Siamo in molti ad essere convinti che in questa straordinario periodo di grandi rivolgimenti, la risposta a chi cerca di intraprendere un percorso di conoscenza interiore, sia più celere, quasi immediata. In questa epoca è difatti sufficiente nutrire il desiderio di volere veramente cambiare, di volere veramente liberarsi dal senso di infelicità o insoddisfazione opprimenti, di volere veramente dare spazio alla propria percezione interiore, per mettere in moto una serie di situazioni ed eventi sincronici che ci portano esattamente lì dove volevamo arrivare. È necessario però che vi sia un reale desiderio di liberazione ed una reale e forte motivazione, elementi fondamentali per intraprendere un percorso di conoscenza interiore e di guarigione, ma che tuttavia non si possono dare per scontati, visto che per arrivare a nutrire una forte motivazione è necessario avere già scelto di non porsi come vittime di fronte alla vita, bensì come esseri umani consapevoli nonché responsabili del proprio destino e della propria vita. Accettare di assumersi la responsabilità della propria vita e di quanto in essa accade, non è cosa scontata né semplice, tuttavia è indispensabile. Senza aver compiuto consapevolmente questo passo, qualsiasi percorso intrapreso risulterà sterile. Non a caso sia Giovanni Lattanzi nei suoi scritti qui presentati, sia Sean Hamman e Steve Dyer nella lunga intervista di Stephen Gray inclusa in questo libro, sottolineano quanto sia importante che le persone che decidono di partecipare ad una cerimonia di Iboga lo facciano con una chiara e forte motivazione e con una piena accettazione del ‘principio di assunzione della responsabilità della propria vita’, CONDITIO SINE QUA NON di un serio e fruttuoso percorso interiore di conoscenza e guarigione. Perché è così importante? Prima di tutto perché un tale atteggiamento ci porta automaticamente al di fuori del ruolo di vittime, ovvero di persone che hanno dimenticato quanto l’essere umano sia potente, che hanno cioè abdicato al proprio potere conferendolo a qualcosa al di fuori di sé. Chi si pone come una vittima davanti alla vita infatti, tende ad addossare la responsabilità della propria infelicità al di fuori di sé. Non vi è alcun dubbio che le cose che ci accadono dipendono anche da eventi ‘esterni’, tuttavia è altrettanto certo che ponendoci come vittime di fronte agli eventi sfavorevoli, si perde la grande occasione di comprendere il motivo per cui essi ci accadono. Insomma, è una questione di ‘tenere il timone’ e di stabilire quindi l’unico punto fermo sul quale possiamo contare quando si intraprende un cammino di conoscenza e guarigione interiore: la realtà, la nostra realtà non è che uno specchio di quanto noi stessi mettiamo in atto. Se non decidiamo di assumerci la responsabilità di questo scomodo ma oramai innegabile fatto e di voler scoprire chi veramente siamo e da cosa veniamo mossi e/o guidati, rischiamo di delegare il nostro potere a qualcosa al di fuori di noi ciò che, in altri termini, equivale al rifiuto di uscire dall’utero materno. Chi ha compreso questa verità è inevitabilmente entrato in una condizione di apertura e di umiltà ed ha altresì capito che si tratta anche di una questione di rispetto per sé stessi. Se non siamo in grado di rispettare noi stessi non siamo neanche in grado di rispettare veramente gli altri esseri umani, gli esseri viventi, la terra che ci ospita. Mi sono dilungata su questo aspetto perché, come si evince dagli scritti qui presentati, l’approccio al Kambo e all’lboga non può prescindere prima di tutto dal rispetto per queste medicine, o meglio, come afferma più volte Giovanni Lattanzi, dal rispetto per lo Spirito di queste medicine. Ci troviamo difatti nel campo della medicina sciamanica, per la quale l’impiego di sostanze enteogene avviene nel contesto di specifiche cerimonie e rituali. Lo stesso termine ‘guarigione’ qui impiegato, non va inteso – nel senso della medicina occidentale – come guarigione da una patologia fisica, ma esclusivamente come guarigione spirituale, una guarigione più profonda che ha effetti su tutti i piani dell’essere umano, incluso quello fisico. Nel contesto sciamanico il piano fisico viene considerato come un ‘riflesso’ di un livello di energia che lo include e lo trascende e che non è accessibile tramite un approccio razionale perché è una dimensione che sconfina nel Mistero stesso della vita. Per non incorrere nell’equivoco dell’uso del termine ‘medicina’ nel senso della medicina occidentale, ovvero della medicina moderna a base scientifica, vale la pena ricordare che sia il Kambo che l’Iboga nel contesto delle tradizioni antichissime cui appartengono, vengono applicati a tutti, sani o malati che siano. Il temine ‘medicina’ che in questo libro viene impiegato sempre nel senso di ‘medicina sciamanica’, può essere reso anche con Sacramento, vale a dire un elemento naturale che in un determinato contesto religioso si ritiene detenga il potere di far accedere ad un’esperienza sacra. In questo senso sono Sacramenti sia il Kambo che l’Iboga che, nei loro contesti di origine, non vengono considerati come medicine utili per curare dei sintomi, ma come elementi naturali dotati di uno Spirito. Avere la possibilità di potervi accedere, in questa epoca e nel nostro mondo, è per tutti noi una grande fortuna e un grande privilegio. Grazie al lavoro svolto da veri e propri pionieri che si sono impegnati assiduamente nel portare in Occidente queste autentiche vie di guarigione, molte persone oggi, nelle nostre città, hanno la possibilità di avvalersi di validissimi alleati nel processo di guarigione interiore e di dare una sterzata verso una dimensione di apertura e positività. Per questo ritengo sia importante diffondere questo libro: è un valido aiuto per accedere alla conoscenza di due straordinari mezzi di guarigione. Allo stesso tempo, è un esempio di attuazione di una diversa modalità di vivere su questa terra, improntata sulla ‘ecologia del comportamento’, su un’ecologia, cioè, non solo riferita all’ambiente, ma anche e soprattutto, alla cura del proprio comportamento verso di sé e verso gli altri. Leggendo e rileggendo questo lavoro, del quale ho curato l’editing, mi è spesso venuto in mente un fatto che ritengo importante. Sono infatti convinta che molte persone reagiranno con ironia e sarcasmo davanti espressioni quali “lo Spirito della pianta mi ha comunicato che “ o simili diciture che sono senz’altro legate ad un mondo – animistico, sciamanico e via dicendo – che noi in quanto Occidentali siamo abituati a relegare in campi ben precisi: etnologia, antropologia, storia delle religioni, campi che si intendono o che è sottinteso vadano intesi come separati da noi, chiusi in compartimenti stagni che non ci toccano. Ebbene, credo che una delle particolarità di questo libro sia quella di testimoniare esattamente il contrario. Gli Occidentali del terzo millennio stanno soffocando sotto i diktat che ci stanno facendo guerra, a noi esseri umani, e stanno cercando in tutti i modi di snaturarci. Come dire, l’umanità, almeno una parte, è pronta a diventare robotica: al bando il sentire, il percepire, che sia soppresso il contatto con l’anima. Questo il diktat. Bene, c’è chi, come Giovanni Lattanzi, come chi scrive o come le centinaia di persone e studiosi citati in questo libro, c’è chi non ci pensa affatto a snaturarsi ma sta bensì lottando per ristabilire in noi, in quanto umani, quell’equilibrio e quella connessione con lo Spirito che in tutti i modi si sta cercando di recidere. Dunque questo libro rappresenta una testimonianza in fieri di una ricerca, di un procedere. Tuttavia, ritengo sia giusto dare a chi legge la possibilità di approfondire la ricerca, documentare le fonti, dimostrare da dove viene una determinata affermazione e perché. Da qui la presenza di note che hanno questo preciso scopo. Si tratta infatti di congiungere due mondi che fino ad ora sono rimasti separati, il mondo della scienza e quello della ricerca interiore. La separazione non aiuta mai nessuno e nulla, in generale. Credo che in questo caso si sia compiuto uno forzo per aprire i varchi e incontrare chi, dall’altra sponda, ha alla fine, le stesse esigenze di noi tutti, sentirci vivi, essere in grado di onorare la vita, di riconoscere la sacralità che questa porta in sé. Buona lettura.

KAMBO E IBOGA, INTRODUZIONE (Giovanni Lattanzi)

Questo libro tratta degli sviluppi che ho apportato alla somministrazione sia del Kambo che dell’Iboga e in particolare al loro uso combinato che è il leitmotiv di gran parte degli articoli, delle interviste, dei saggi che vi sono contenuti. Bisogna dire che la modalità di applicazione del Kambo comunemente conosciuta è quella usata dai Caboclos, i meticci che hanno imparato dai nativi dell’Amazzonia e che per primi hanno iniziato ad applicare il Kambo al di fuori del suo contesto tribale. Nel momento in cui essi hanno cominciato ad applicarlo alle popolazioni cittadine del Brasile, hanno anche apportato delle limitazioni al suo uso, tra queste, la regola di dare un’applicazione per ogni ciclo lunare. Oltre a questa modalità, mi sono ricollegato a quella dei cacciatori della foresta pluviale che è più intensiva. Questi cacciatori conoscono modalità di applicazione che prevedono diverse sessioni di Kambo in una stessa giornata o in diversi giorni di seguito. In aggiunta, ho messo a punto un’applicazione del Kambo sui Meridiani, sui punti della Riflessologia Plantare e Auricolare. Infine ho sviluppato una modalità che impiega l’energia femminile di questa medicina sciamanica, una modalità più delicata di lavorare con l’energia del Kambo ma comunque efficace. Quest’ultima si adatta bene a casi impegnativi: persone con forti resistenze e istanze di controllo o dotate di un campo energetico debole. È questa modalità che consiglio per l’autoapplicazione. Oltre a volersi rivolgere al vasto pubblico che in Occidente si sta avvicinando alle pratiche sciamaniche, questo libro è indirizzato a chi aspira ad applicare il Kambo ed a somministrare l’Iboga per professione oppure a chi già svolge un’attività spirituale e desidera inglobarvi il Kambo o la pratica del microdosaggio di Iboga, vale a dire a chi vuole sviluppare un lavoro di sinergia. Infine, si rivolge ad un pubblico più vasto, interessato all’universo sciamanico in relazione all’uso degli enteogeni in contesti religiosi e che desidera 1 comprendere come il loro studio abbia permesso di approfondire la conoscenza sulle potenzialità e la specificità del cervello umano. Il confronto tra gli effetti apportati dall’uso del Kambo, dell’Iboga e degli enteogeni in generale, il loro significato nelle tradizioni di appartenenza e gli studi sulle parti del cervello da questi attivate è uno dei fili che guidano questo libro. In questa prospettiva, il termine ‘enteogeno’ si discosta sia da quello di ‘stupefacente’ – termine giuridico senza alcuna valenza scientifica – che da quello di ‘psichedelico’ – termine che indica qualunque sostanza naturale o sintetica di tipo psicoattivo – in quanto si riferisce specificatamente a sostanze bioattive naturali usate in contesti religiosi. Una sostanza è bioattiva quando stimola l’attività dei recettori cerebrali e così facendo rafforza il campo elettromagnetico dell’individuo. Un intero capitolo è stato dedicato a Don Juan e Carlos Castaneda, come ulteriore contributo per comprendere l’universo sciamanico ‘dal di dentro’. Per amore di chiarezza vorrei informare i lettori che questo libro non va inteso come un incoraggiamento ad una sregolata e non guidata autosomministrazione di queste medicine sciamaniche. Il mio parere è che sia il Kambo che l’Iboga debbano essere offerti da facilitatori competenti e solo in un contesto rituale. Inoltre sono convinto che i due ambiti, quello dei facilitatori competenti e quello delle persone che ricevono le applicazioni – così come avviene nei contesti originari – debbano essere mantenuti separati. L’autoapplicazione del Kambo e dell’Iboga non portano molto lontano se la persona non ha ricevuto una previa, seria iniziazione. È opinione di molti che nei paesi occidentali ci sia un gran bisogno di ristabilire un equilibrio naturale messo a dura prova da alimentazione di bassa qualità, livelli sempre più elevati di stress, vita sedentaria, abuso di farmaci, stili di vita negativi quali per esempio l’uso compulsivo di internet – senza addentrarci nella questione della frantumazione del senso di appartenenza a famiglie Neologismo derivato dal greco antico e formato da ἔνθεος (entheos) e γενέσθαι (genesthai),  che letteralmente significa “che ha Dio al suo interno”, più liberamente tradotto: “divinamente ispirato”. allargate o comunità che per millenni hanno dato sostegno all’individuo nella sua crescita. Riguardo al deterioramento del livello energetico e del campo elettromagnetico degli abitanti umani di questo pianeta le statistiche parlano chiaro. Per fare solo degli esempi al numero uno nella lista delle cause che provocano morte negli USA ci sono i farmaci, in particolare la chemioterapia, seguita da morti per infarto e cancro. In America un cittadino medio consuma intorno ai 13 farmaci al giorno per tamponare sintomi di ogni sorta. I morti per uso attivo o passivo di sigarette nel mondo sono 5,5 milioni all’anno. La tossicodipendenza nelle sue molteplici forme è un fenomeno in espansione. Sempre più ci dobbiamo confrontare con un numero crescente di nuove malattie dovute ad un abbassamento generale del livello energetico degli individui che segnala come la manipolazione dell’ordine naturale a fini di lucro sia una strada suicida, un boomerang che una volta lanciato ci ritorna implacabilmente contro. La fiducia nel potere autoguarente del corpo e la consapevolezza del fatto che il corpo è abitato dallo Spirito o Intelligenza Superiore rappresentano la grande differenza tra un approccio spirituale alla guarigione e l’approccio dominante. Madre Natura ci ha ben equipaggiato per realizzare una vita sana senza l’uso di stampelle e per portare a compimento il nostro scopo spirituale su questa Terra. Questo è, tra l’altro, l’insegnamento dello Spirito del Kambo che non fa altro che attivare 8 recettori del cervello umano. I diversi peptidi che durante le sessioni di Kambo attivano un lavoro interno di rafforzamento e pulizia, sono presenti nel cervello e nell’intestino degli esseri umani così come nella secrezione della rana del Kambo, nostra antenata nella scala evolutiva. Chi è interessato a capire come funziona il Kambo deve comprendere che questa secrezione facilita un lavoro di autoguarigione tramite la disintossicazione del corpo. Una delle motivazioni che mi hanno spinto a scrivere questo libro è il bisogno di fare chiarezza sui facili fraintendimenti e pregiudizi che girano intorno al mondo degli enteogeni in generale e del Kambo e dell’Iboga in particolare. Gli enteogeni vengono facilmente bollati con etichette che sono in realtà dei clichè creati da paura, ignoranza o da interessi economici che preferirebbero relegare nell’ambito dell’illecito o del pericoloso tutto ciò che esce fuori dai tracciati dettati dalle leggi della politica e da un modo convenzionale di pensare. Per esempio, l’equazione tra enteogeni e le categorie di neurotossicità e tossicodipendenza viene spesso data per scontata senza verificare neppure di cosa stiamo parlando. Si tratta di accuse incongrue in quanto essendo bioattivi, gli enteogeni – tra i quali il Kambo e l’Iboga – permettono un completo funzionamento di importanti potenzialità cerebrali e non creano tolleranza bensì sensibilità, che è il suo esatto contrario. A detta di vari studiosi, l’Iboga permette un risettaggio nel cervello limbico, vale a dire ripara ciò che è stato danneggiato a livello emotivo. Si tratta quindi di una sinergia molto potente. In questo libro si mostra che Kambo e Iboga – così come altri enteogeni quali l’Ayahuasca – in molti modi possono essere di grande aiuto per la nostra società venendo a soddisfare l’esigenza umana di una profonda evoluzione spirituale e di benessere psicofisico. Non solo, tanto gli studi sui peptidi presenti nella secrezione del Kambo quanto quelli condotti sugli alcaloidi dell’Iboga stanno portando a importanti scoperte riguardanti il pieno funzionamento e lo sviluppo completo del cervello umano. Si dà spesso per scontato che usiamo il nostro cervello in maniera adeguata, ma sembra che a causa di condizionamenti culturali, paura ed ignoranza, l’uso delle potenzialità cerebrali sia minimo e largamente monopolizzato dalle istanze dell’ego. Strappare all’universo una piccola parte dei misteri riguardanti il cervello è di grande importanza per l’umanità perché solo quando ne conosciamo il funzionamento possiamo veramente prenderci cura di qualcosa. Come ha affermato il biochimico Viktor Mutt, gli importanti studi sui peptidi di Viktor Mutt (1923-1998) biochimico estone-svedese. Membro del Nobel Assembly del 2 Karolinska Institutet di Stoccolma per il conferimento dei premi Nobel in fisiologia e medicina, è stato uno dei più importanti biochimici dello scorso secolo effettuati dal professor Vittorio Erspamer – due volte candidato al premio Nobel per la Medicina da Rita Levi Montalcini – alla pari di altri nostri connazionali illustri quali Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci, hanno scoperto un nuovo continente di esplorazione per la ricerca scientifica. Allo stesso modo, gli studi condotti sull’alcaloide Ibogaina in applicazione a casi di sindrome da deficit di attenzione e iperattività e disturbo post traumatico da stress hanno portato lo psichiatra statunitense Carl Anderson alla importante scoperta del ‘sonno attivo’ che svolge una funzione autoregolativa della psiche umana e getta luce sul fenomeno sciamanico della cosiddetta ‘ricapitolazione’. Nel 2015 la tribù dei Matsés – una delle tribù della foresta amazzonica dalla quale ci proviene l’uso del Kambo – a testimonianza della ricca e precisa conoscenza delle proprietà delle piante della loro regione, ha redatto un’Enciclopedia di tutte le piante medicinali e le medicine sciamaniche che la foresta pluviale offre loro. Scritta in lingua pano, è a stretto uso della tribù stessa. Servirà a passare tutte le conoscenze dei Matsés alle nuove generazioni di curanderos e studiosi e tramite loro si spera a tutto il mondo. Intorno all’anno 2000, la situazione tra i Matsés era arrivata al punto che solo pochissimi sciamani facevano uso del Kambo. Nessuno di loro aveva apprendisti cui passare la tradizione. Ma ora la situazione sta cambiando, ci sono giovani che vengono istruiti alle antiche conoscenze di questa coraggiosa tribù.

Le tribù amazzoniche, come quelle africane che risiedono nella fascia centro occidentale del continente, lungi dal rappresentare una forma primitiva di sviluppo dell’umanità, custodiscono una vera e propria enciclopedia di conoscenze riguardanti un numero vastissimo di piante delle quali conoscono con precisione l’uso. Non è un caso che le loro conoscenze si stanno rivelando di grande aiuto, sia a livello spirituale che di ricerca scientifica, nel mondo cosiddetto evoluto.