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IL SISTEMA GETTA LA MASCHERA

La Morte Nera in Guerre stellari (1977) di George Lucas.

“Non nutrite dentro di voi energie contrarie a quelle che volete si diffondano veramente sul pianeta. Se volete un mondo senza aggressività, non siate aggressivi. Se volete un mondo libero, smettetela di sentirvi prigionieri, perché la prigione è sempre una psico-prigione e origina dall’interno di voi stessi.

I maestri hanno già previsto una stretta della morsa del controllo in questo periodo storico. Ma sappiate che siamo osservati e assistiti. Non siamo soli. Questo periodo è un test. Il vostro compito non è rovesciare il Sistema, ma restare “dritti in mezzo alle rovine”. Incorruttibili, centrati, privi di paura e odio. Così diventate davvero imprevedibili e quindi pericolosi per il Sistema.

Quello dei vaccini è solo un esempio. Io la considero più una “marchiatura psicologica” che un problema di salute. Il problema infatti non è la scientificità delle dichiarazioni che vengono fatte da ambo le parti, ma si tratta di accettare o non accettare dentro di sé il “marchio del Sistema”. Questo è molto più importante. Si tratta di dichiarare di avere o non avere una completa fiducia nel Sistema. Si tratta di affidare o non affidare la salute dei propri figli a un apparato scientifico-medico-politico-finanziario, nel quale evidentemente si crede ciecamente.

È un momento in cui siete chiamati a fare una scelta importante: dentro o fuori, accettando le conseguenze che possono derivare da entrambe le scelte.

Il punto, infatti, non sta nel combattere il Sistema, ma nella vostra capacità di aggirarlo e di sfruttarne le pecche (gli strappi nella rete). Per chi non vuole accettare determinate condizioni, c’è sempre e ci sarà sempre il modo di farlo (ricordate: non siamo soli), ma non sarà così semplice come accettarle. Costerà di più… in tutti i sensi. Ma non dovete entrare in una psicologia di paura, rabbia e contrapposizione, altrimenti vi gonfierete e non passerete più attraverso gli strappi della rete.

Sto constatando che gli ultimi eventi hanno portato alla nascita di scuole parentali e comunità autosufficienti. Questa è la strada giusta. Fino ad oggi avete dormito, sperando che questo momento sarebbe stato rimandato all’infinito, sperando che, in fondo, fossero tutte esagerazioni dei complottisti. Ma la Lorenzin, suo malgrado, vi sta risvegliando alla realtà dei fatti: questo pianeta è saldamente nelle mani di qualcuno che vuole un’umanità asservita – malata fisicamente e succube psicologicamente.

Adesso non si tratta di combattere ciò che c’è, bensì di creare il nuovo: una società dentro la società. Una rete di piccole comunità autosufficienti diffuse lungo tutto il territorio, all’interno delle quali non importa che i bambini abbiano il benestare dell’autorità scolastica per operare nel mondo. Questi bambini diventeranno adulti totalmente differenti da noi. Non saranno laureati, semplicemente perché non ne avranno bisogno. Nei prossimi anni la laurea non varrà più nulla e solo le qualità interiori decideranno del futuro dei nostri figli. Loro sono la nuova specie che abiterà la Terra. Ripeto: abbiate il coraggio di osare, perché siamo sostenuti. Ma abbandonate la rabbia, smettete di crogiolarvi nel “senso di ingiustizia”, perché sono entrambi frutto della paura, ossia zavorre che vi tengono ancorati a terra impedendovi di volare.

L’essere umano, che viene fatto entrare in maniera progressiva in questo stato di istupidimento, a un certo punto non desidera neanche più la libertà in quanto non sa più cosa significa.

Il cittadino medio di oggi dichiarerebbe anche sotto tortura di essere libero e di vivere all’interno di una democrazia. L’idea infantile di cosa è una dittatura che viene trasmessa a scuola, fa sì che tutto ciò che non somiglia alle dittature del secolo scorso venga considerato democrazia.

Basterebbe utilizzare il piano mentale ad un livello poco sopra l’ordinario per realizzare che viviamo già in una dittatura dove alle masse viene letteralmente ordinato… non tanto cosa fare, quanto cosa pensare, cosicché il fare sarà poi unicamente una diretta conseguenza del pensare. Se lo show mediatico ti ripete che è in corso una pandemia che fa centinaia di vittime ogni giorno, allora sarai tu stesso a chiedere maggiori restrizioni della libertà e più controlli da parte di polizia ed esercito.

Se lo show mediatico ti convince che il morbillo fa migliaia di morti, allora sarai tu stesso a volere il vaccino per i tuoi figli e chiederai che diventi obbligatorio anche per i figli degli altri.

Lo spauracchio di un fantomatico ritorno di un despota cattivo, serve proprio a trattenerci nella dittatura reale. E questo è il senso dell’attuale anti-fascismo di stampo mediatico.

Cosa accade a un bambino al quale non viene permesso di giocare e avere rapporti ravvicinati con altri bambini per… per quanto?

Impossibile stabilire per quanto tempo ancora…cosa accade lo scopriremo in futuro, quando questa generazione sarà cresciuta.

Il Lato Oscuro ovviamente lo sa già, perché non si muove mai a caso, ma sempre solo per ottenere risultati precisi nella psiche umana, agendo sul breve, medio e lungo termine. L’ADDORMENTAMENTO DELLA COSCIENZA E IL DOMINIO DELLA PSICHE UMANA SONO I VERI OBIETTIVI; guerre, crisi economiche e virus sono solo dei mezzi.

Non è mai in gioco l’aspetto fisico, bensì quello psicologico e animico, per cui se nel trovare delle soluzioni ci focalizziamo unicamente sull’aspetto fisico (salvare i corpi a tutti i costi) ignorando le modificazioni psicologiche che stanno avvenendo nella società, facciamo esattamente il loro gioco.

Ma adesso torniamo agli adulti. Ogni essere umano è un sistema energetico che interagisce quotidianamente con centinaia di altri sistemi energetici come lui. Quando ci avviciniamo a meno di un metro da una persona le nostre auree si compenetrano e avviene un importante scambio energetico. Le nostre auree in realtà entrano in contatto anche prima; per esempio, una persona con un corpo mentale particolarmente sviluppato – un filosofo (ho detto un filosofo, non un laureato in filosofia), un matematico, un intellettuale molto intelligente, un grande artista – può avere un’aura mentale d’un paio di metri, che si estende anche di tre o quattro volte quando insegna in un’aula. Tuttavia, il metro di distanza segna sicuramente l’intimità aurica per una persona media.

Quando ci si dà la mano avviene uno scambio energetico ancora più profondo, poiché le energie delle due persone entrano in contatto grazie al chakra che si trova al centro dei palmi. Il bacio sulla guancia è un altro livello di intimità, in quanto le teste si toccano e le due auree mentali per qualche istante si compenetrano totalmente. L’abbraccio è il livello precedente il rapporto sessuale: i due chakra del Cuore entrano in contatto. Non è un caso che all’abbraccio venga spesso associato il termine “fraterno”, in quanto di solito riguarda un momento commovente. Difficilmente ci si abbraccia per convenzione o per abitudine, come si fa invece nel dare la mano.

Nel “distanziamento sociale” tutto ciò viene a mancare. In aggiunta a questo, avrete notato che le persone stanno ben più distanti del metro obbligatorio; di norma cambiano marciapiede pur di non incrociare nessuno. Improvvisamente l’energia fra le persone smette di scorrere in maniera fluida, soprattutto fra persone che prima si conoscevano e si davano la mano e che adesso non possono più farlo. Non possono… e non vogliono più farlo, perché sono convinti di stare agendo in maniera utile per la propria salute e per quella pubblica. Questo è il colpo di genio del Lato Oscuro: gli incatenati chiedono che le loro catene diventino ancora più corte… pur di sopravvivere. Incatenati, ma vivi. La sopravvivenza dei corpi a tutti i costi, con la massima noncuranza per tutto ciò che è psicologico, sia da parte del Governo che da parte degli stessi cittadini.

Le persone sono contente di perdere i propri diritti fondamentali se le porti a credere che questo sia il male minore, un piccolo sacrificio da fare per il bene di tutti. Di conseguenza, chi non la pensa nello stesso modo si sente subito in colpa nei confronti della società, un menefreghista, e come tale viene considerato dagli altri cittadini se osa esprimere all’esterno la sua diversità di pensiero.

Aggiungiamo anche il fatto che adesso “l’altro” viene istintivamente guardato con sospetto. La persona che fa la spesa nel tuo stesso supermercato potrebbe essere infetta e quindi “portatrice di morte”. L’estraneo diviene sempre più alieno e potenziale portatore di pericolo… fino a prova contraria. Tutto questo sta già incidendo pesantemente sulla psicologia sociale. Io ho la fortuna di poterlo vedere mentre accade, in diretta, nella testa delle persone che incontro quando vado a fare la spesa.

Adesso fate bene attenzione a quello che sto per dirvi.

Con il “distanziamento sociale” ci separano per controllarci sul piano psicologico/energetico, più che su quello fisico. Nel momento in cui i tuoi legami energetici con le altre persone vengono tagliati, tu cominci a fidarti più del telegiornale che dei tuoi concittadini. L’unico punto di riferimento per il tuo modo di pensare diventa l’informazione ufficiale. Questo passaggio è subdolo proprio perché avviene in maniera automatica. Lo scambio di idee fra cittadini diventa sempre più debole a causa dell’impossibilità dello scambio energetico fra le auree degli individui. Non avete idea di quanto sia importante la chiusura dei bar da questo punto di vista. Al bar le auree si mischiano e le idee si trasferiscono da una persona all’altra solo perché state bevendo il caffè a 10 centimetri di distanza uno dall’altro. Io al bar lavoro, in quanto irradio ciò che sono verso chi mi circonda, anche se sto in silenzio. Sui social non si può lavorare nello stesso modo. QUANDO DUE PERSONE SI PARLANO, LO SCAMBIO PIÙ AUTENTICO AVVIENE SUL PIANO ENERGETICO, NON SUL PIANO VERBALE COSCIENTE, come qualunque esperto di comunicazione sa bene. Se interrompi il contatto energetico che avviene grazie alla vicinanza delle auree, lo scambio diviene superficiale e quindi pressoché vuoto.

Il divieto di creare assembramenti rappresenta la ciliegina sulla torta. Le rivoluzioni, così come, più in generale, i grandi cambiamenti sociali, sono sempre avvenuti grazie alla possibilità dei cittadini di riunirsi e organizzarsi. Per esempio, se non siamo d’accordo con una decisione del Governo, ci organizziamo e scendiamo in piazza… ma come possiamo farlo se è vietato? Il diritto fondamentale di manifestare in piazza è stato sospeso insieme a tutti gli altri diritti… perché c’è una peste? No. Perché c’è una guerra? No. Perché c’è l’influenza. E il cittadino stesso non andrebbe mai in piazza, perché lui per primo avrebbe paura di essere contagiato dagli altri manifestanti (intravedete la genialità dei maghi neri che hanno orchestrato questa situazione?). La paura della morte che prende il sopravvento su ogni desiderio di libertà.

Sul piano energetico è stato creato un vero e proprio blocco. L’energia non circola più. Immaginate se nel vostro cervello a un certo punto l’energia non dovesse più circolare. I neuroni scambiano tra loro informazioni grazie all’emissione e la ricezione di segnali elettrici che attraversano la membrana cellulare. Se questo scambio elettrico venisse alterato diventereste degli idioti, incapaci di intendere e di volere, degli zombi… o potreste addirittura morire. Ebbene, questo è esattamente ciò che stanno facendo al tessuto sociale. E questo, lo abbiamo detto fin dall’inizio, è proprio la finalità del Lato Oscuro: addormentamento e sottomissione, ossia la creazione e il mantenimento di uno stato semi-ipnotico generalizzato.

Capite perché i media insistono tanto sul concetto di “distanziamento sociale”? Capite perché il distanziamento è così fondamentale per il Lato Oscuro e perché questa situazione durerà ancora molto a lungo? Capite perché le scuole sono state le prime a chiudere e saranno le ultime ad aprire? Con il distanziamento dei bambini hanno creato un precedente; questo renderà più semplice la sottomissione psicologica della generazione futura.

Innanzitutto, occorre dire che virus e batteri abitano normalmente nell’organismo di tutti quanti noi. Anche i virus dell’influenza. Anche il covid-19, che non fa eccezione. Solo in Italia è probabile che ci siano milioni di persone che si portano in giro questo virus. Il virus di per sé non uccide nessuno, tuttavia il suo effetto può essere più o meno importante per l’organismo ospite a seconda del “terreno” che trova. Il punto non è cosa fa il virus, ma come reagisce il nostro organismo. Avete presente coloro che risultano positivi all’HIV, ma non si ammalano di AIDS?

Capite quindi quanto sia inutile, fuorviante e dannoso per la psicologia delle persone sbandierare ogni sera il numero dei “nuovi contagiati” o “nuovi infetti”. Quanti più test facciamo, tanti più “infetti” troveremo, per cui sbattere questi numeri in faccia alla gente serve solo a creare maggiore panico. Non abbiamo idea se gli “infetti” conteggiati ogni sera siano davvero “nuovi” e se l’incremento del loro numero significhi che il virus si stia davvero diffondendo a macchia d’olio; di sicuro sappiamo solo che sono state scoperte altre persone che lo avevano già nel loro organismo, chissà da quanti mesi.

Secondo aspetto di non poco conto, da un certo momento in poi, nel fare la conta dei deceduti si è smesso di distinguere fra coloro che avevano una o addirittura più patologie preesistenti e coloro che erano perfettamente sani. Invece è proprio questa distinzione che può far comprendere meglio alle persone quanto questo virus sia effettivamente letale e quanto no, magari diminuendo così il livello generale della paura. Per esempio, registrare un malato terminale – che si prende il covid-19 e muore una settimana prima di quando avrebbe dovuto morire a causa della sua malattia – come un deceduto a causa del virus, per quanto tecnicamente corretto, non mi pare per nulla onesto nei confronti della gente. In questo modo il numero dei deceduti diventa “gonfiato”.

Come ho già spiegato nei miei precedenti articoli, non credo nella malafede di qualcuno, anzi, sono convinto che politici, giornalisti e virologi stiano facendo del loro meglio con il materiale mentale che la natura ha loro concesso. Non voglio criticare il lavoro di nessuno. Dal momento che ho già spiegato la situazione generale, in quest’ultimo articolo mi sto limitando a porre domande e fornire un punto di vista differente.

Una domanda interessante potrebbe quindi essere: «Cosa fa sì che per la grande maggioranza delle persone la presenza del virus sia innocua, mentre alcuni manifestano i sintomi di una forte influenza… e una percentuale minore viene addirittura condotta fino alla morte?»

In altre parole, perché io e te ce ne andiamo entrambi a spasso con il virus, ma a te non fa niente, mentre io finisco in terapia intensiva? Questa è una domanda che potrebbe davvero aiutarci a comprendere. Magari sarebbe anche interessante studiare le condizioni ambientali in cui il virus si è manifestato con maggiore incidenza: inquinamento atmosferico, presenza di eccezionali emissioni elettromagnetiche… per fare degli esempi.

Dal punto di vista esoterico, non stiamo dunque parlando di un’entità omicida che colpisce a caso fra la popolazione, ma qualcosa che chiama a una sorta di “resa dei conti” coloro per i quali è giunto il momento. Cominciare a ragionare secondo questo nuovo schema di pensiero, modifica di molto la percezione del problema.

Per esempio, mi hanno raccontato personalmente almeno quattro o cinque casi di questo genere: un anziano si sente male, lo portano in ospedale, gli fanno il test, scopre di essere positivo al covid-19. Da qui è l’inizio della fine. Il suo stato psicologico diventa negativo, i sintomi peggiorano e va in insufficienza polmonare. Questo accade proprio perché le persone sono oramai convinte che sia il virus ad ucciderle… mentre ad ucciderle sono i tg che fanno vedere i camion che trasportano le bare. Se sei convinto di avere un virus assassino che circola libero nel tuo corpo, ti occorre una centratura interiore eccezionale per non precipitare psicologicamente. La letteratura scientifica che tratta del rapporto tra efficienza del sistema immunitario, resistenza alle patologie e stato psicologico del paziente è davvero ampia, non ci sarebbe infatti alcun bisogno di ricorrere alla Scienza dell’Anima per comprendere che molte più persone si sarebbero potute salvare in assenza di questo clima di terrore da pandemia.

Altra considerazione che non posso non fare, per quanto capisco che sia impopolare. Di fronte a un virus possiamo reagire APRENDOCI o CHIUDENDOCI. Questo in realtà vale per una qualsiasi malattia, così come per la comparsa d’una situazione insolita nella nostra vita. Il nostro Governo, imitato poi dalle altre nazioni, ha deciso di chiudersi. Qualche capo di Stato ha resistito un po’ di più (vedi Boris Johnson), ma alla fine tutti hanno ceduto o cederanno. È ancora storicamente troppo presto perché qualcuno trovi il coraggio di fare ciò che in realtà potrebbe benissimo essere fatto: aprirsi al virus.

Da un punto di vista esoterico (non saprei dirvi a quali conclusioni è giunta la scienza profana in proposito) un’epidemia si comporta in questo modo: cresce, raggiunge un apice e poi decresce. Un po’ come accade per qualsiasi altra cosa. Il punto è che lo fa INDIPENDENTEMENTE dalle misure di contenimento adottate. Essa segue il suo corso di crescita-apice-decrescita, sia che noi come società ci chiudiamo, sia che noi ci apriamo psicologicamente al virus. Il numero dei morti non cambia. Questa teoria non è dimostrabile, ma non lo è nemmeno il contrario. E a me non interessa dimostrare nulla, in quanto il mio unico punto di riferimento è la conoscenza iniziatica. Forse un giorno la scienza profana arriverà alle stesse conclusioni… o forse no… io non ho fretta.

Se un’epidemia non fa il suo corso, portandosi via tutti coloro che è venuta a prendere, non cessa. Se alle persone si permette di circolare liberamente, il virus dilaga in un tempo minore, ma questo non significa che chi non doveva ammalarsi si ammalerà e chi non doveva morire morirà… per sbaglio. Se avete deciso di fare un lavoro su voi stessi, questi concetti vi devono essere chiari, altrimenti io non sto svolgendo bene il mio compito. Chiudere un Paese non serve a nulla, se non a dare inizio a una certa condizione psicosociale di depressione e a causare una crisi economica, due aspetti che vanno di pari passo. Sulla necessità di riaprire le attività mi sono espresso in un precedente articolo: Ripartiamo!

Vi lascio con un ultimo messaggio, che in verità riassume gli ultimi quattro articoli.

Le misure di contenimento sociale che sono state prese, non sono minimamente commisurate alla reale entità del pericolo che l’umanità sta attraversando. Stiamo semplicemente vivendo un’allucinazione collettiva originata attraverso un rituale da alcuni potenti maghi neri, per i fini che ho già chiarito negli articoli precedenti.

Dal momento che TUTTO ha una sua ragione di esistere dal punto di vista spirituale, le azioni messe in atto dal Lato Oscuro hanno lo scopo di tenere prigioniere di un’illusione le persone, ma al contempo non possono evitare di favorire – come effetto collaterale – il risveglio di chi è pronto per realizzarlo.

Salvatore Brizzi

LA MENTE SUBCONSCIA

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I bambini apprendono fondamentalmente attraverso l’attenta osservazione dell’ambiente e scaricano la sapienza del mondo trasmessa loro dai genitori e ambiente direttamente nella memoria subconscia. Il risultato è che il comportamento e le convinzioni dei genitori diventano quelli del bambino. Una volta immagazzinati nel subconscio possono controllare i nostri processi biologici per tutta la vita… a meno che non troviamo il modo per riprogrammarli. Secondo uno studio del Dr. Laibow [1999-2000] tra la nascita e i 2 anni di età il cervello umano opera prevalentemente al livello più basso di frequenza, da 0,5 a 4 cicli Hz, al secondo. Il bambino inizia a collocarsi più stabilmente su un livello più elevato di attività EEG tra i due e i sei anni (4-8 Hz). Sembra che sia proprio questo basso livello di frequenze che consente al cervello del bambino di “scaricare” enormi quantità di informazioni nel periodo dai 0 ai 7 anni circa. I bambini apprendono fondamentalmente attraverso l’attenta osservazione dell’ambiente e scaricano la sapienza del mondo trasmessa loro dai genitori e ambiente direttamente nella memoria subconscia. Il risultato è che il comportamento e le convinzioni dei genitori diventano quelli del bambino. Una volta immagazzinati nel subconscio possono controllare i nostri processi biologici per tutta la vita… a meno che non troviamo il modo per riprogrammarli. Provate quindi ad immaginare le conseguenze del sentirsi dire dai genitori “sei uno stupido”, “non ti meriti nulla”, “non ce la farai mai”, “sei sempre malato”, “sei pigro”, ecc. I genitori non sanno che messaggi di questo tipo si fissano come “fatti” nella mente subconscia esattamente come bit e byte vengono scaricati nel disco fisso del computer. Nelle prime fasi dello sviluppo, la coscienza del bambino non è ancora abbastanza evoluta da capire che le frasi dei genitori sono soltanto “sfoghi” verbali, ma purtroppo una volta immagazzinate nella mente subconscia assumeranno uno status di verità e modelleranno inconsciamente il comportamento e il potenziale del bambino per tutta la vita. Saranno tanto più debilitanti se contemporaneamente alla dichiarazione ci sarà anche uno shock di tipo fisico come uno schiaffo oppure una caduta (il bambino cade si fa male e nel contempo il genitore o chi per lui gli dice una cosa del tipo “sei proprio uno stupido, te l’avevo detto di non correre!”).

Il subconscio è un data-base di programmi immagazzinati, privo di emozioni, la cui funzione è strettamente collegata alla decodificazione dei segnali ambientali e all’attivazione di programmi comportamentali contenuta nell’hard-drive senza fare domande, né formulare giudizi.

La mente subconscia è il pilota automatico, la mente conscia il pilota manuale. Se una palla viene scagliata contro l’occhio, la mente conscia, più lenta, può non accorgersi della minaccia. In compenso la mente subconscia che processa 20.000.000 di stimoli ambientali al secondo contro i 40 processati dalla mente conscia, vi farà chiudere l’occhio (Norretranders 1998). Le due menti formano una coppia dinamica, operando assieme, la mente conscia può utilizzare le proprie risorse per concentrarsi su qualcosa di specifico, come la festa che volete organizzare, mentre la mente subconscia spinge la falciatrice sul prato senza tranciarvi un piede e senza prestare attenzione ai movimenti specifici.

La mente conscia ci offre la possibilità del libero arbitrio che significa che non siamo le vittime impotenti della nostra programmazione. Ma, per riuscirci, dobbiamo essere pienamente coscienti, affinché il programma non assuma il controllo; compito non facile come può confermare chiunque abbia provato ad esercitare la propria forza di volontà. Appena la mente conscia smette di fare attenzione, la programmazione subconscia riprende il sopravvento (è tipico quando si decide di dimagrire, o di smettere di fumare…)

Le due menti costituiscono un meccanismo davvero fenomenale, ma ecco come può capitare che le cose vadano storte. La mente conscia è il “sé”, la voce dei nostri pensieri. Può fare grandi progetti per un futuro colmo di felicità e salute; ma, mentre siamo coscientemente concentrati su questi pensieri felici, chi è che conduce il gioco? Il subconscio. E come si occuperà della nostra salute o dei nostri affari? Esattamente nel modo in cui è stato programmato (se con frasi assimilate acriticamente tipo “so che hai le doti per farcela” oppure “sei sempre malato” o osservando i propri genitori litigare per denaro, o disperarsi perché non ne avevano ecc ecc). E’ difficile cogliere il messaggio dell’inutilità di combattere contro il subconscio perché ci è stato detto più volte che volere è potere e così ci impegniamo con tutte le nostre forze per scavalcare i programmi del subconscio, ma spesso tali sforzi incontreranno moltissimi livelli di resistenza a livello cellulare perché le cellule sono costrette a seguire i programmi subconsci. Ma ci sono buone notizie dalla fisica quantistica che, nel riconoscere l’inutilità di “combattere” la mente subconscia, utilizzano invece una modalità di riprogrammazione dei comportamenti.

FONTE

Bruce Lipton – La Biologia delle Credenze