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LA GUERRA DEI SESSI

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Tre sono le grandi molle che hanno creato l’Anticristo nell’uomo : potere personale, denaro e sesso. Potere è la sete di dominare il prossimo, di prevaricarlo e di renderlo privo di ogni dignità, rendendolo schiavo. Denaro é lo strumento della schiavitù e sesso è la manifestazione. Ogni uomo potente dimostra il suo potere nella sua virile capacità di piegare la donna al suo volere. E così il sesso viene degenerato ed alterato in modo da non capirne più il senso. Il sesso, che è la chiave per la libertà, si tramuta nella caduta negli inferi e nella prigionia.

Una vera e propria guerra di potere: più un individuo non ha potere e carisma e più è esibizionista e prevaricatore; come se sfogasse la sua frustrazione sul suo prossimo, possibilmente individuandone il più debole. Il Sesso è mistico. Il masochismo? L’uomo ha cominciato a degradare se stesso quando ha cominciato a degradare la donna. Sesso degenere e potere vanno di pari passo con il denaro. Chi ha denaro compra tutto ciò che vuole e soprattutto le belle donne.

L’uomo ha deciso che la donna non aveva un Dio, che la donna non era al suo pari e così ha innescato un meccanismo di auto distruzione. Ma in realtà la donna è superiore all’uomo ed è più vicina a Dio. Nella donna c’è il potere di creare, ecco perché gli uomini hanno sempre trattato le donne come mandrie di bestiame. L’uomo con la prevaricazione e la violenza ha costruito alla donna un vestito fatto di dipendenza, menzogna, inadeguatezze, ed in seguito di astuzia, competizione, prostituzione…tutto per il semplice fatto che la teme. L’uomo ne ha temuto il potere e per questo motivo ha cercato di delegittimarla a tutti i costi. La donna deve liberarsi quindi da questi attributi se vuole cavalcare l’eternità. Purtroppo, per reazione all’ingiustizia subita, la donna si è cucita addosso da sola un vestito ancora peggiore, che è quello di essere diventata “stronza come un uomo”. Dal canto suo l’uomo ha perennemente la testa nell’Harem, mentre dovrebbe invece imparare a staccarsi dal suo pene, dalla sua immagine, dalla falsità. Non è sessualità se le donne la usano per trattenere un uomo e l’uomo come sfogo dello sperma. La sessualità può diventare una prigione.

Ogni molecola del nostro corpo può essere cambiata con l’atteggiamento e l’intento; il nostro DNA non è statico, come pure il nostro corpo: è tempo di risvegliarci e imparare ad amare come gli dei. Degenerare la donna significa degenerare ciò che ella rappresenta: amore, sensibilità, buoni sentimenti, creatività, fantasia, intuito ed intuizione. Gli aspetti migliori dell’intimo, dello spirito di una persona, degli Dei. Sono queste le cose che fanno di ognuno un individuo diverso ed unico.

Certo che oggi per le donne le cose sono molto diverse, anche se si lapida ancora per presunto adulterio, ma questo è nel ceppo, è nel DNA della cultura sociale e nel momento cruciale viene sempre fuori. Nel gioco di potere tra uomo e donna in realtà la donna è più forte è per questo che è cominciato questo gioco psicologico a convincerla del contrario. La donna nel sesso è colei che gestisce il fuoco, ecco perché è lì che si vendica dei soprusi subiti storicamente, ma anche in questa vita facendo cadere l’uomo.

E’ lei che decide quando vuole e come. Amico caro scordati le tue velleità di “conquistatore”, perché è solo comprendendo questo che avrai qualche speranza di risveglio. Questo non significa che non c’è amore nelle coppie e che la gente sia in guerra. Nulla è intenzionale intendo dire che questo conflitto va avanti da tanti di quei secoli che non ce ne accorgiamo più. E’ nel costume, e ci controlla nell’inconscio. Solo quando cominciamo a lavorare alla conoscenza ci scontriamo con questa realtà: la guerra dei sessi non è mai finita.

L’ego è marcito dentro l’individuo e ci vuole sforzo, ci volontà per cambiare, per grattarlo via dalle pareti ossidate della nostra psiche più profonda, dalla nostra psiche preistorica. “La donna è debole, prova sentimenti, ella si emoziona e piange.

“L’uomo che piange è una femminuccia debole e senza attributi – un vero uomo domina la sua e la cavalca con decisione” – non è forse questo che ci insegnano?

Perché gli occhi lacrimano? E’ una secrezione maggiore di fluido di a causa di una forte emozione. Questa grande forza, l’emozione, pervade tutto il corpo ed il corpo che non la regge, lacrima. Lo trovate debolezza? Una persona che piange ha il coraggio di vivere le sue emozioni. Non castra le sue emozioni, le vive e se ne nutre. Una persona che piange è sulla strada della guarigione. Il mondo è in difficoltà, ma volenti o nolenti ne siamo tutti più o meno responsabili, anche solo accettando che le cose stiano così. E’ un falso problema quello di dire che da soli non possiamo fare nulla, quello di dire che non abbiamo forza contro un simile titano.

“ Se gli altri sono stupidi, sono fuori di testa, se gli altri dormono io non ci posso  fare nulla…bisogna essere tutti d’accordo ed allora si riesce “

Falso. Tutto può essere cambiato, non tutto è stato deciso e tutto può ancora cambiare, e soprattutto questo dipende anche da noi. Il Cristo con dodici uomini ha segnato per sempre la storia della razza umana. Se cambio io cambia il mondo, se mi sveglio io si sveglia il mondo, se riesco ad amare io, il mondo intero riuscirà ad amare.

 

FONTE BIBLIOGRAFICA

Rocco Bruno – Matrix, una parabola moderna

 

 

 

 

 

 

 

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Attualità, Disclosure, Esoterismo, Occultismo

IL BOHEMIAN GROVE ED IL CULTO DI MOLOCH

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La società moderna, nella sua decisa complessità e rapidità di cambiamento, conserva ancora oggi rituali appartenenti ad un passato remoto rivestendoli di nuove caratteristiche, in linea con i forti sviluppi che la storia e la morale comune hanno conosciuto negli ultimi due millenni.
Questo ancestrale attaccamento a determinate usanze, contrariamente a quanto suggerirebbe la casistica, non è esclusivamente proprio delle classi sociali meno favorite ma tende a riguardare anche – e soprattutto, per certi aspetti – le categorie più istruite e con maggiori disponibilità economiche.
E sarà proprio il mistero che andremmo a raccontare, un mistero assai complesso che dura da più di un secolo, a dimostrarci di come occultismo, idolatria e magia possano riguardare da vicino anche le personalità di spicco dello scenario politico ed economico mondiale.

Siamo nel 1872. Già da diversi anni i giovani giornalisti americani di famiglia alto-borghese erano soliti definirsi «bohemians» (con caratteristiche simili ai bohemians europei), un termine che ben presto divenne direttamente sinonimo di «scrittore d’articoli». Un discreto gruppo di questi presenti nello stato della California decise di fondare un circolo culturale con lo scopo di riunire gentlemenaccomunati dall’amore per le arti liberali: il Bohemian Club.
All’epoca erano ammessi solo giornalisti, con alcune eccezioni riservate a musicisti ed artisti di vario genere. L’organizzazione era strettamente gerarchica; i personaggi delle più alte cerchie si contraddistinguevano per i propri abiti eleganti ed eccentrici (Oscar Wilde di loro scriverà: «Non ho mai visto dei bohemians così ben vestiti in tutta la mia vita.»)

Le riunioni del gruppo, nel frattempo aperte anche a diversi esponenti del mondo politico, vennero spostate nel 1891 in un ampio bosco di sequoie ribattezzato successivamente «Bohemian Grove»: da allora il club si riunisce per ben due settimane della stagione estiva, tra luglio ed agosto, nella più assoluta segretezza.

Sebbene in principio queste «assemblee» erano perlopiù momenti di svago e di confronto culturale, in linea con la voluta estraniazione e disgusto della società di massa che si andava formando tipica dei bohemians europei, ben presto degenerarono in pratiche occulte e grottesche (con buona probabilità al tempo in questo vi fu una forte influenza delle dottrine teosofiche e dell’esoteristaAilester Crowley, in rapida ascesa tra i giovani dell’epoca).

Il motto del club, presente ancora oggi in un segnale all’ingresso di questo bosco, fu scelto dal secondo atto di «Sogno di una notte di mezza estate» di Shakespeare: «Weaving Spiders Come Not Here», che tradotto sarebbe: «I ragni tessitori non vengono qui», una sorta di monito rivolto agli invitati a lasciar perdere le “trame” della politica in quelle due settimane, ammonimento di solito ignorato.

Interessante notare come la stessa simbologia del gruppo non sia affidata al caso: il gufo, animale considerato “magico” secondo alcune credenze, da secoli simboleggia conoscenza (occulta), le tenebre, la morte. Nei geroglifici egiziani il gufo significa «morte» o «notte».
Questo probabilmente è uno dei numerosi inviti alla segretezza in quanto l’animale notturno agisce tra le tenebre, tenebre che celano molte cose all’occhio umano.

Altro più chiaro invito alla segretezza viene dalla statua di Giovanni (Jan) Nepomuceno presente nelle vicinanze della riva del lago all’interno del bosco, santo patrono della Boemia vestito con abiti di frate e con il dito poggiato sulle labbra in segno di silenzio.

Lo stesso terreno dove risiede il bosco dei bohemians viene considerato «sacro» da alcune popolazioni indiane, per le quali un tempo era luogo di sepoltura e rituali divinatori.

Com’è possibile immaginare questo alone di segretezza e misticismo che avvolge le riunioni del club ha destato nel tempo non pochi sospetti e dubbi, in particolar modo dopo la diffusione all’inizio del XX secolo d’alcune controverse foto scattate proprio durante diversi “rituali” effettuati dai partecipanti.

Queste bizarre rappresentazioni, dopo l’iniziale sconcerto dell’opinione pubblica, vennero celermente definite «teatrali», ovvero facenti parte di un più ampio corpus d’opere messe in scena dai presenti per puro svago estivo.
Tuttavia questa giustificazione sembra essere appropriata solo in piccola parte visto l’infinito numero di riferimenti espliciti a culti misterici, esoterismo e idolatria, per non citare l’imperativo della segretezza alquanto sospetto.

Nei decenni la routine riservata ai pochi invitati (divennero nel tempo solo politici di spicco) si è andata man mano definendo sempre più arrivando ad essere un vero e proprio programma curato nei minimi dettagli, programma che vi andremo a descrivere grazie alla coraggio di giornalisti infiltrati con lo scopo di documentare i «misteri» del posto.

La prima notte del campo estivo si esegue il rituale del “Cremation of care” (tradotto “Cremazione dell’intento“), una pratica d’esplicita origine occulta: la cerimonia prevede il sacrificio d’un fantoccio da parte di alcuni «sacerdoti» che indossano lunghe vesti nere previste di cappuccio. Questo fantoccio viene quindi bruciato ai piedi d’una statua con sembianze di gufo chiamata Moloch.

Moloch (anche detto MolechMolok o Molekh) in antichità era la divinità degli Ammoniti, popolo che risiedeva al tempo nell’attuale Giordania, alla quale si era soliti sacrificare i propri figli o gli infanti comprati al mercato degli schiavi. Questo culto, proprio di molte popolazioni del Mediterraneo, sopravvisse sino al II secolo d.C. sotto diverse forme; il biografo Plutarco (46-127 d.C.) così scriveva a riguardo:

«I Cartaginesi sgozzavano i propri figli ai piedi degli altari. Coloro che non avevano figli, li acquistavano dai poveri. Li sgozzavano come si faceva con gli agnelli e gli uccelli. La madre assisteva al sacrificio senza versare una lacrima, senza emettere un lamento. Inoltre, ai piedi della statua, tutto il recinto era pieno di suonatori di flauto e di tamburi, affinché non si udissero le urla e i gemiti delle vittime.»

Questo idolo aveva “le mani stese, il palmo rivolto verso l’alto, e inclinate verso il suolo, in modo tale che il bambino ivi posato, rotolasse e cadesse in una fossa piena di fuoco.” (descrizione dello storico greco Diodoro Siculo)

Il terrificante riferimento a Moloch voluto dai bohemians desta quindi numerosi sospetti sull’effettivo scopo della cerimonia: il «care» rappresentato dal fantoccio sembrerebbe dunque essere piuttosto una sorta sostituto per il sacrificio umano (da notare che i partecipanti tendono a minimizzare questo evento, descrivendolo come «il voler bruciare le preoccupazioni»).
Alcuni giornalisti hanno avanzato l’ipotesi che in tempi meno recenti fossero stati sacrificati dei bambini orfani, seppur la cosa non è ovviamente dimostrabile per mancanza di fonti.
Ad aumentare i sospetti sugli intenti viene in aggiunta la simulazione della voce del gufo-idolo, diffusa tramite apparecchi situati nel bosco, come a voler rappresentare una vera e propria divinità intenta a rispondere ai fedeli.
Da notare: in questa rappresentazione vi sono dei momenti di buio totale ove i presenti si dilettano nello scimmiottare versi d’animali d’ogni tipo.

Le successive giornate, oltre a contenere momenti di relax e svago, ad oggi conservano molte di quelle pratiche ed usanze delle riunioni d’inizio secolo tra le quali troviamo simulazioni dinecromanzia, divinazione e, secondo diverse testimonianze, orgie omosessuali e non.

Un primo indizio potrebbe venire da questa foto (sempre d’inizio ‘900) raffigurante un bohemian vestito da Pan, il satiro della sessualità e delle orgie presente nella mitologia greco-romana. A tal proposito non vi è mai stata una completa negazione da parte dei partecipanti passati e presenti; allo stesso modo il reporter americano Alex Jones afferma d’aver addirittura assistito ad episodi di questo tipo.

La mente ci riporta inevitabilmente alle orgie dionisiache volute da certi imperatori romani descritte nel romanzo Quo Vadis? e dallo storico antico Svetonio.

Le pratiche occulte e sessualmente deviate appena descritte in realtà destano ancora più scalpore nel momento in cui si viene a conoscenza della lista dei membri illustri del club:  Dwight Eisenhower, Richard Nixon, Gerald Ford, Ronald Reagan, Bill Clinton, George Bush Senior, George Bush Junior, Al Gore, Tony Blair, Shimon Peres, Helmut Schmidt, Rupert Murdoch, Arnold Schwarzenegger, e Bono (cantante degli U2).

Negli anni, come prevedibile, le manifestazioni organizzate da alcuni attivisti contro queste «riunioni» segrete si sono susseguite dando risalto mediatico alla strana questione del Bohemian Club, sensibilizzando la società americana a riguardo.

Tuttavia gli interrogativi erano e rimangono molteplici in virtù del fatto che nel mezzo di queste rappresentazioni esoteriche si possano decidere i destini dell’economia e della politica mondiale, una preoccupazione del tutto legittima che va ben oltre il tentativo di minimizzazione messo in atto dagli ospiti.

Ancora oggi il Bohemian Grove, tra le sue sequoie secolari e rami talmente intricati quasi a voler celare anche al sole certi avvenimenti, nasconde nel silenzio i più profondi misteri d’un luogo ove occultismo, antichità, misticismo e idolatria danzano insieme in una grottesca rappresentazione degli ancestrali vizi umani.

FONTE

Lorenzo Tacchio

http://www.misteridellastoria.com/

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SCIE CHIMICHE

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Secondo una prassi documentata in vigore in Russia e in Cina, succede che i politici, dovendo effettuare per esempio una parata o una celebrazione in giornate per cui è prevista pioggia, facciano rilasciare da aerei militari i vapori capaci di dissolvere le nubi e produrre “come per incanto” meravigliose quanto innaturali giornate di sole nelle località desiderate. Il tutto, però, senza curarsi degli effetti anche estremi – come violentissime grandinate o Tornado – dell’ovvia reazione meteorologica di condensazione sulle zone limitrofe. Di fatto, si tratta di una oologia ufficialmente riconosciuta e chiamata “cloud seeding”. In sostanza si irrorano le nubi di ioduro d’argento, e si ottiene la pioggia. Ma le “chemtrails”, come gli inglesi chiamano le scie chimiche, hanno effetti e scopi diversi. Inoltre, il fenomeno è presente esclusivamente nei cieli delle nazioni che aderiscono alla NATO, paradossalmente in Cina, la nazione che ha ammesso di servirsene, ma solo in determinate occasioni, esse non sono presenti.

Come avrete sicuramente notato, nei cieli compaiono esso delle scie persistenti di colore bianco, che però n si dissolvono rapidamente come le normali scie di condensazione, ma restano fisse anche per ore, espandendosi a formare una sorta di nebbiolina che vela il sole e che poi ricade sul terreno, sulle acque, sulle piante, sugli animali, sulle persone.

Gli aerei che rilasciano le scie chimiche vengono accompagnati da droni di forma sferica dotati di un sistema di occultamento ottico, un tempo costituito da un rivestimento di microcamere e oggi da un dispositivo elettromagnetico in grado di deviare la luce. In un famoso video si vede uno di questi droni volare intorno a un concorde. I droni sono dotati anche di congegni elettromagnetici in grado di sparare proiettili a microonde, che hanno principalmente lo scopo di proteggere l’aereo destinato all’emissione delle scie chimiche, sia producendo ologrammi che ne camuffano il vero aspetto sia abbattendo eventuali velivoli che cerchino di intercettarlo o di indagare sull’attività svolta. In questo caso, il drone emette un forte impulso elettromagnetico che abbatte l’intruso fulminandogli il sistema elettrico di bordo e facendolo precipitare. Alle successive perizie sembrerà un semplice incidente per guasto elettrico.

Ai piloti degli aerei incaricati di irrorare il cielo viene detto che si tratta di sostanze chimiche utili ad attenuare gli altrimenti devastanti cambiamenti climatici. La congiura del silenzio che essi ricevono viene motivata con la necessità di evitare che si scateni il panico o che i tribunali vengano ingolfati di denunce contro le istituzioni politiche o militari per i danni prodotti da maltempo, allergie e malattie dovute alle sostanze immesse nell’atmosfera. Ciò che non viene detto ai piloti, o almeno alla maggior parte di loro, è che alcuni degli aerei rilasciano una miscela di elementi chimici atti a trasformare la ionosfera in una sorta di specchio capace di riflettere le onde elettromagnetiche di tipo ELF (Extremely Low Frequency – “a frequenza estremamente bassa”) e VLF (Very Low Frequency – “a frequenza molto bassa”). Si tratta delle stesse onde emesse dalle antenne che trovate disseminate ovunque per consentire il funzionamento dei telefonini. Ed esiste da decenni una folta letteratura scientifica sulla possibilità teorica e pratica di produrre malattie tramite onde elettromagnetiche tarate su una frequenza che il cervello umano scambia per la propria…

Le scie in grado di schermare le onde elettromagnetiche verrebbero utilizzate anche per scopi più nobili, e cioè; per proteggere il pianeta dalle violente tempeste magnetiche solari. In assenza di schermatura, infatti, ogni impianto elettronico ed elettrico si brucerebbe, proiettando l’umanità ad un livello tecnologico pari a quello medioevale, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili. Computer, internet, automobili, aerei, conti in banca, luce, riscaldamento, Smaltimento di acque fognarie: tutto si fermerebbe. Sarebbe il caos.

Ma le scie chimiche possono essere usate soprattutto per produrre alterazioni climatiche. Fra gli elementi rilasciati a questo scopo vi sono l’alluminio, il bario e il nitrato l’argento, che agisce sulle particelle di acqua dell’atmosfera. Per verificarne il contenuto basterebbe effettuare delle analisi direttamente da terra, eppure sembra che luna cosa del genere non sia mai stata fatta in modo ufficiale. E questo è abbastanza sospetto, visto l’alto numero |di indagini che sono state condotte in merito, ogni volta apparentemente senza risultato. Anche in Italia ci sono lutate molte interrogazioni parlamentari in proposito, ma non hanno mai ricevuto una risposta chiara.

In sostanza, dunque, benché le scie chimiche siano o siano state occasionalmente usate anche per salvaguardare la sicurezza dell’umanità, diversi fatti inducono il sospetto che certi poteri occulti se ne stiano servendo per scopi tuttaltro che umanitari, come strumenti di una più generale strategia di guerra meteorologica.

 

FONTE : Adam Kadmon – Illuminati, viaggio nel cuore nero della cospirazione mondiale

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LA LOGGIA HATHOR PENTALPHA

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Nel 1992, alla fine presidenza di George Bush, la scelta cade su Bill Clinton, che infatti viene subito iniziato alla «Compass Star-Rose». Il vecchio Bush non la prende però tanto bene. Anzi, per niente, grande disappunto del back office in grembiulino, infatti, decide di ricandidarsi. E ovviamente perde. Clamorosamente. Li, come spiega il neoaristocratico K (per sé ha scelto lo pseudonimo di Kronos) fu « l’inizio del problema ». Perché non solo Bush, dopo la sconfitta, è «amareggiato e incattivito», ma anche i vari Cheney, Rumsfield e compagnia erano ancora più furiosi di lui. Furia e amarezza crescono e nel 1996, l’anno in cui Clinton viene non solo rieletto, ma addi­rittura ammesso tra i fratelli della «Janus» e della «Three Eyes», di cui Bush e compagni sono membri. Non c’è da stupirsi se a questi viene, l’idea di dar vita a una Ur-Lodge che raccolga tutti coloro che, alla firma dell’accordo United Freemasons e con l’avvento al potere di Clinton, si sono sentiti tagliati fuori dalle stanze dei bottoni.

La chiamano « Hathor Pentalpha » e, per dirla con Frater K, si rivela, fin dall’inizio, una specie di «loggia della vendetta e della sete di sangue». Peggio ancora: una «scheggia impazzita nell’ambito del milieu libero-muratorio oligarchico». Pericolosa. Spietata. E soprattutto: incontrollabile.

Ora entra in gioco Osàma Bin Làden. E proprio qui, intorno al fondatore di Al Qaeda, i quattro superfratelli intessono l’ennesima ricostruzione – quella definitiva? – sui fatti dell’11 settembre. Il fratello K, che probabilmente ha avuto qualche parte nella faccenda, fornisce le informazioni col contagocce. Ma racconta, comunque, una storia ai nostri occhi parecchio spregiudicata: «Osama Bin Laden era originaria­mente un massone affiliato alla Three Eyes  dice infatti K, spiegando che la superloggia fondata da Rockefeller, Kissinger e Brzezinski aveva arruolato Bin Làden in funzione antirussa in Afghanistan. Anche Al Qaeda, dice, «era una struttura ampiamente infiltrata ed eterodiretta dai nostri uomini reclutati direttamente nel mondo islamico, gente fedele alla marchia “Edmund Burke”-“Three Eyes”-“White Eagle”». A partire da quel fatale 1996, però, succede qualcosa che il back offi­ce oligarchico non aveva previsto. «Osama Bin Laden e Al Qaeda vengono strappati al nostro controllo e ingaggiati dalle nuove UR-Lodges egemoni, “Hathor Pentalpha” e “Geburah”, per recitare dentro un nuovo copione».

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E qual è il nuovo copione?

Non solo il fratello K, ma nemmeno i membri delle più smaliziate UR-Lodges del mondo riescono, sul momento, a farsene un’idea ben pre­cisa. Però in tutte le stanze del back office i fratelli sono inquieti. Molto. Da un capo all’altro del pianeta intuiscono che la «Hathor Pentalpha» sta architettando qualcosa di «spaventoso». E per tutta l’estate del 2001 tutti stanno col fiato sospeso. In attesa. Quella era gente «vostra», spiega oggi il fratello cinese. Non toccava a noi intervenire per fermarla. E infatti nessuno l’ha fermata.

Il 7 novembre dell’anno 2000 George W. Bush, il figlio del vecchio Bush, l’ex presidente «impazzito di rabbia» nel 1992, vince le elezioni presiden­ziali americane. Il 20 gennaio 2001 prende possesso della Casa bianca, e con lui la « Hathor Pentalpha » cui era stato iniziato qualche mese prima. Il fratello K è drastico. «Il nuovo secolo americano e mondiale iniziava sotto il segno di una UR-LODGE eretica, incontrollabile anche per noi della vecchia guardia massonica neoaristocratica» dice. E dice anche: mancava solo l’evento mancava una nuova Pearl Harbor che consentisse loro «di rare diversi anni di egemonia aggressiva e brutale», c’era bisogno, in poche parole, dell’11 settembre.

E’ ormai storia. 974 morti nell’attacco alle Torri gemelle, la guerra in Iraq contro gli Hussein, la caccia alle inesistenti armi di distruzione di massa contro le quali in prima fila si schiera il premier inglese Tony Blair, illustre affiliato di Hathor Pentalpha, l’invasione dell’Afghanistan, il business delle zioni miliardarie realizzate in modo rapace. E tutto a beneficio milìtary-industrial complex che proprio nella «Hathor Pentalpha» le sue alleate «Geburah» e «Amun» aveva trovato, e ancora ha, uno spazio. Mentre in Iraq, e in Afghanistan, possiamo solo contare i morti e assistere al caos.

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Per contrastare la superloggia dei Bush, i progressisti e i neoaristocratici, nel 2004, uniscono le forze alzando le colonne di una nuova Ur-Lodge, la «Maat». Nel 2005 alla «Maat» iniziato Barack Obama, e Obama nel 2009 diventa presidente Stati Uniti.

La «Hathor Pentalpha» – che nel frattempo, ha affilia­to un bel po’ di presidenti e di primi ministri in Europa: lo spagnolo Josrf Maria Aznar, il francese Nicolas Sarkozy, il turco Recep Tayyip Erdogan, olandese Jan Peter Balkenende, il polacco Aleksander Kwasniewski, l’italiano Marcello Pera, allora presidente del Senato (non però Silvio Berlusconi, proposto nel 2003 da George Bush Junior ma sgradito ad alcuni membri molto eminenti) è costretta a mollare la presa sulla Casa bianca.

Ma siccome questa non è una favola, non possiamo gridare al lieto fine, anzi. La vecchia triade delle UR-Lodges neoligarchiche torna ad alzare la testa con il progetto di DESTRUTTURAZIONE OLIGARCHICA DELL’EUROPA. I grembiulini progressisti reagiscono poco e male. E mentre infima la CRISI FINANZIARIA che mette in ginocchio l’eurozona, al di là del Mediterraneo la PRIMAVERA ARABA sconvolge il Nord Africa. Anche stavolta le vecchie UR-Lodges non capiscono niente. Forse hanno fatto il loro tempo. Forse non hanno più le antenne giuste per interpretare il mondo, o forse il mondo cambia troppo in fretta anche per loro. Chissà. Colpisce molto l’ammissione di impotenza del fratello K: «L’amministrazione Obama e il direttorio massonico bipartisan della Ur-Lodge “Maat”, e ci metto dentro anche il sottoscritto, sono rimasti imbambolati e irresoluti…» spiega. «Visto che la Primavera araba non faceva parte del programma ufficiale di questa tregua compromissoria, non sapevano che pesci prendere…»

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Qualcun altro invece lo sa benissimo. Difatti tra il 2012 e il 2013 cominciano a dilagare gli integralisti islamici di Al Qaeda in Iraq. Nell’ aprile del 2013 l’AQI cambia ufficialmente il proprio nome in Islamic State of Iraq and Al-Sham (ISIS) e nel 2014 si fa conoscere in tutto il mondo con una sanguinosa campagna mediatica a base di ostaggi sgozzati e decapitati. Il 20 Giugno 2014 il leader dell’Isis, Abu Bakr Al-Baghdadi, proclama la nascita del Califfato islamico.

Isis. Iside. La dea egizia. La patrona della magia e del potere spirituale e materiale, controparte femminile cosmica del dio Osiride. Colei che nei miti e nei riti esoterici viene spesso fatta coincidere con un’altra dea: Hathor.

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«Hathor Pentalpha», la « loggia della vendetta e della sete di sangue » La Ur-Lodge impazzita cui nel 2009 è stato affiliato un oscuro membro in Iraq che nel 2004 era stato imprigionato come terrorista, che subito dopo l’affiliazione a fil di spada viene liberato, fra lo sconcerto dei militari che lo avevano in custodia. Colui che nell’aprile del 2013 annuncia la nascita dell’Isis e l’inizio della guerra planetaria contro gli infedeli, mentre in America viene ufficiosamente lanciata la candidatura del fratello Jeb Bush alla Casa bianca per le presidenziali del 2016.

John Ellis Bush, repubblicano. Il governatore della Florida fino al 2007. Ma soprattutto il figlio di George Herbert Walker Bush, il fondatore della «Hathor Pentalpha» e padre di George W. Bush.

Da qui al 2016, grazie all’avanzata dell’Isis, affrontata senza risolutezza dall’amministrazione Obama «presa alla sprovvista», e grazie all’orrore quotidiano delle decapitazioni in tv, ai proclami fondamentalisti contro la civiltà occidentale, al massacro degli yazidi seppelliti vivi coi bulldozer o a quello dei curdi, armati (naturalmente) poco e male dalle potenze…si darà il via ad una formidabile campagna planetaria per portare un altro Bush a Washington. L’ennesimo Bush guerrafondaio, capace di sedurre gli elettori americani, e non solo loro, con la promessa «guerra globale» al terrorismo che minaccia la nostra civiltà e la sicurezza. Avremo così «nuove guerre infinite in Medio Oriente», affari miliardari per il military-industrial complex, e nuove leggi liberticide in tutto l’Occidente, imposte per garantire la sicurezza dei cittadini contro la minaccia del nemico jihadista. I «nuovi barbari » li chiama durissimamente il fratello K, che di suo non pare certo una mammoletta. La massoneria più brutale, violenta e sanguinaria» contro cui bisogna assolutamente «fare fronte comune», per non correre il rischio di ritrovarsi uno scenario mondiale ancora più tragico di quello dell’11/09/2001 e del 13/11/2015 (NdR).

FONTE : Gioele Magaldi – Massoni, società a responsabilità illimitata

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