Psicologia, Salute, Scienza

LA MACCHINA BIOLOGICA

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Un sistema operativo è un software che aggrega le istruzioni di base affinché la macchina (hardware) possa gestire le proprie risorse, i componenti (ad esempio in un computer il suo monitor, i dischi di memoria…) e le applicazioni che vi vengono installate. In pratica si tratta di una struttura di librerie e programmi che creano un ambiente a fondamenta del sistema.

L’analogia informatica che sto esponendo non è affatto casuale: lo stesso dottor Hamer, scopritore delle 5 Leggi Biologiche, ha battezzato con il nome di “programmi biologici” quei set di istruzioni che sono elaborati dalla psiche e consentono di gestire le specifiche funzionalità degli organi del nostro corpo.

Il funzionamento della struttura hardware/corpo – software/psiche si rivela in quel processo primario e basilare che ci è tanto familiare nel mondo dell’informazione automatica:

IF THIS THEN THAT, ELSE…

  • Se succede un X previsto in memoria, esegui il programma A, altrimenti B.
  • Se accade un evento DHS, allora esegui l’SBS (programma biologico speciale), altrimenti esegui la fisiologia normale.
  • Se la percezione sensoriale di un evento corrisponde ad una esperienza DHS in memoria, allora esegui l’SBS degli organi necessari a dare una risposta, altrimenti esegui la fisiologia normale.

Nello schema iniziale l’ambiente Events è percepito attraverso i sensi (che sono anch’essi componenti dell’hardware) e le informazioni ricevute sono elaborate dal software PsycheSe l’evento percepito assomiglia ad una esperienza registrata nella memoria (sia quella genetica e arcaica, sia quella epi-genetica più recente), allora viene attivato l’interruttore neurologico nel cervello (processore) che avvia il programma speciale dell’organo (componente) che serve ad eseguire la risposta.
Generalmente i programmi più notevoli riguardano percezioni di emergenza e pericolo per il sistema (DHS).
Esempi biologici

Se la percezione sensoriale del fatto che il mare è mosso corrisponde all’esperienza DHS di quando da bimbo ho rischiato di affogare, allora esegui l’SBS d’emergenza della laringe e dei bronchioli. Altrimenti: fisiologia normale del sistema respiratorio.

Se la percezione sensoriale di un diverbio corrisponde alla memoria di quando i miei genitori litigavano violentemente, allora esegui l’SBS d’emergenza della laringe e quello delle vie biliari, manifestando un comportamento di chiusura, che lascia “senza parole” e di impotenza.

Esempi informatici

Se il sensore di luminosità ambientale dello smartphone registra molta luce, e questo evento corrisponde ad una impostazione salvata in memoria, allora aumenta l’intensità della retro-illuminazione. Altrimenti non intervenire.

Se un carico di lavoro satura la memoria RAM, allora sposta provvisoriamente le istruzioni in eccesso sul disco fisso per una quantità stabilita in precedenza.

Altrimenti lascia le istruzioni nella RAM.
[In effetti il grave rallentamento del sistema dovuto a questo processo è spesso considerato una “malattia” del dispositivo da chi non conosce il senso di tale programma].

I RUOLI E LE FUNZIONI

Il cervello si configura così come il processore che concretamente elabora i dati e smista le istruzioni. La memoria di tutte le funzioni fisiologiche del corpo, normali e speciali, si suppone sia immagazzinata in modo genetico ed epigenetico in ogni singola cellula di tutto il sistema. Restando in metafora, si tratterebbe quindi non di una memoria a “Disco fisso” come la conosciamo oggi, bensì secondo uno schema distribuito analogo alle blockchain, tecnologia ancora agli albori ma in questi anni in grande sviluppo. Mentre il cervello e tutti gli altri organi corrispondono alle componenti tangibili del sistema, la psiche corrisponde all’intangibile Sistema Operativo che coordina il modo in cui circolano le istruzioni nel continuo scambio tra il mondo degli eventi e la memoria cellulare distribuita, in perpetua evoluzione.

SIAMO O NON SIAMO UNA MACCHINA?

Forse non a tutti suonerà familiare questo esercizio metaforico, ad alcuni sembrerà ridicolo e ad altri oltraggioso: non vorremmo ridurre l’essere vivente ad una macchina digitale, lo capisco.

Eppure questa la chiamo “tecnologia biologica” non per ridurre la vita ad un aggeggio meccanico, ma per renderci conto che la massima tecnologia possibile, cioè quella perizia accumulata in milioni di anni di evoluzione, è proprio la vita.

Lo dico per accorgerci che la tecnologia che noi esseri umani sviluppiamo sempre più rapidamente e ossessivamente non è altro che un tentativo di imitazione della complessità biologica e dei suoi meccanismi, a cui ci ispiriamo più o meno coscientemente.

Allora, poiché oggi i giocattoli tecnologici che abbiamo creato pervadono la nostra vita e li conosciamo bene o male tutti quanti, sono certo che non c’è epoca migliore per rappresentare le cose in questo modo.
Io spero che aiuterà qualcuno, che magari finora aveva trascurato argomenti “immateriali” come la psiche e le scienze umane, a scoprirli in questa forma con occhi nuovi.

FONTE

5LB Magazine – La rivista sulle 5 Leggi Biologiche

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Attualità, Psicologia, Ritualità, Salute, Sciamanesimo, Scienza, Spiritualità

LA CONFERENZA MONDIALE SULL’AYAHUASCA

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Nel Settembre del 2014 all’incirca 650 persone, provenienti da più di 60 Paesi, hanno assistito alla Conferenza Mondiale sull’Ayahuasca celebrata in Santa Eulalia del Río, Ibiza, Spagna. In questa Conferenza, un gruppo composto da 40 esperti in scienze, legge e politiche pubbliche, si sono riuniti per discutere su come migliorare la comprensione, il rispetto e la protezione dell’utilizzo dell’Ayahuasca nel XXI secolo. Durante la Conferenza si è costituito il Comitato di Esperti per la Regolarizzazione degli Etnobotanici Psicoattivi. Il presente documento è una dichiarazione consensuale di quel gruppo: una chiamata ai governi per avanzare verso la creazione di un ambito legale costruttivo e basato sui diritti umani per l’uso dell’Ayahuasca. Tutti gli esseri umani dovrebbero essere liberi di scegliere le forme e gli strumenti diretti a facilitare la propria crescita personale, a superare la malattia tanto fisica quanto mentale e a nutrire i propri legami sociali e familiari, così come a coltivare il proprio sviluppo spirituale. D’altra parte, in un momento in cui buona parte dell’umanità vive sull’orlo di una crisi sociale, economica e ambientale, è vitale che il dialogo interculturale e le politiche integrate promuovano un’esistenza sostenibile per la nostra specie, abbracciando la diversità in un mondo di società interconnesse, in armonia con il pianeta e tutti i suoi abitanti. E’ intrinseco all’evoluzione della condizione umana ricercare nuovi metodi e migliorare quelli che già sono a disposizione, per raggiungere questi obiettivi in maniera efficace. Sfortunatamente, questo sembra non applicarsi a certi strumenti di origine etnobotanica, utilizzati per secoli da società indigene e premoderne in pratiche cerimoniali, e trasmessi oralmente di generazione in generazione. Uno di questi, l’Ayahuasca (un decotto ottenuto dai fusti della liana Banisteriopsis Caapi e le foglie dell’arbusto Psycotria Viridis), ha giocato un ruolo cruciale nelle tradizioni spirituali, mediche e culturali dei popoli che hanno abitato la parte alta del bacino del Rio delle Amazzoni. Negli ultimi decenni, diverse tradizioni e nuove modalità di uso dell’Ayahuasca sono state portate fuori dai confini dell’Amazzonia, intraprendendo nuove vie di simbiosi culturale. Durante secoli, le società industrializzate sono state, in generale, repressive e intolleranti verso le piante con proprietà psicoattive, interpretando erroneamente il loro uso come diabolico, distruttivo e assuefacente. Senza dubbio l’evidenza scientifica recente, sia biomedica che psicosociale, mostra che questo pregiudizio culturale tanto radicato è sbagliato, e che piante come l’Ayahuasca stanno guadagnando un sempre maggiore riconoscimento per il loro potenziale ruolo in processi psicoterapeutici, di crescita spirituale e di miglioramento delle relazioni interpersonali. Le diverse pratiche di consumo di Ayahuasca non ricadono nelle concettualizzazioni e categorizzazioni tradizionali di “droghe illegali di abuso”, così come definite dal regime internazionale di controllo vigente. Equiparare gli usi rituali, religiosi e terapeutici dell’Ayahuasca agli usi problematici delle droghe controllate come gli oppiacei, la cocaina o le anfetamine -o trattare le persone che conducono cerimonie di Ayahuasca come “narcotrafficanti” coinvolti nel mercato nero- riflette una profonda ignoranza: non si basa sull’evidenza e contribuisce alla confusione circa la legittimità, basata sui diritti umani, di queste pratiche. Oltretutto, l’evidenza scientifica mostra che l’Ayahuasca non dà luogo a modelli di uso cronico e problematico (ad esempio, la dipendenza), che il suo uso non genera tolleranza farmacologica e che i suoi profili di sicurezza, tanto fisiologici quanto psicologici, sono accettabili all’interno di contesti controllati. Inoltre i suoi effetti emetici -tradizionalmente considerati un aspetto cruciale delle sue proprietà spirituali e curative-, insieme alle profonde esperienze introspettive che frequentemente induce, hanno generalmente un impatto positivo sulla salute e sul comportamento delle persone che la utilizzano regolarmente. Per una parte significativa e crescente della popolazione in diverse parti del mondo, il consumo di Ayahuasca è la forma scelta per favorire lo sviluppo spirituale e personale, superare la sofferenza e approfondire la relazione con se stessi, con i propri familiari, con l’ambiente circostante e con il pianeta Terra. Senza dubbio, per molti organismi di controllo sulle droghe, come l’Organo Internazionale per il Controllo degli Stupefacenti (INCB), così come per molti funzionari di polizia, procuratori legali e giudici dei singoli Paesi, bere Ayahuasca è frequentemente erroneamente considerato come un nuovo modo di ‘sballarsi’, una pratica spirituale poco autentica, una dipendenza distruttiva e una minaccia per la salute pubblica e per l’ordine morale, che richiede misure repressive. Nel 2010, l’INCB ha affermato che “nessuna pianta o decotto che contenga DMT, inclusa l’Ayahuasca, si trova attualmente soggetta a controllo internazionale”. Ciò nonostante, l’ organo di Controllo ha aggiunto che “alcuni paesi potranno decidere di applicare misure di controllo per l’uso e il commercio dell’Ayahuasca, a causa dei gravi rischi per la salute che l’uso di questo preparato comporta”. In coincidenza con l’allarme politico generato dal INCB in relazione con l’Ayahuasca e altre piante psicoattive nella sua Informativa Annuale del 2010 e del 2012, e seguendo una tendenza cominciata nella metà degli anni ’90, si sono verificati una serie di arresti in tutta Europa e in altre parti del mondo, come segnale di intolleranza verso le pratiche cerimoniali che prevedono ingestione di Ayahuasca. Pertanto, sembra realistico affermare che una proibizione dell’Ayahuasca a livello nazionale (nei differenti Stati), o anche a livello internazionale, risulta una effettiva probabilità in un futuro prossimo. Noi abbiamo seguito da vicino alcuni casi legali e giudiziari che hanno colpito molte delle differenti comunità che utilizzano Ayahuasca, testimoniando quanto tragica e dannosa può essere questa oppressione per le persone coinvolte. Di conseguenza, chiediamo ai governi, ai legislatori, ai procuratori legali, ai giudici e ai funzionari incaricati di far rispettare la legge, di tenere in considerazione il valore tradizionale e culturale delle pratiche di consumo di Ayahuasca in tutto il mondo, e di basare le proprie politiche e decisioni sulle evidenze scientifiche descritte precedentemente e sui diritti umani. Chiediamo che si ponga fine a questa persecuzione legale e che, al suo posto, i governi collaborino con i rappresentanti delle comunità in cui si utilizza Ayahuasca, favorendo modelli di autoregolamentazione efficaci, la promozione della salute e la riduzione del danno, così come iniziative educative pubbliche. Chiediamo ai giudici dei procedimenti relazionati con l’Ayahuasca di prendere in considerazione la dichiarazione dell’INCB sullo stato legale dell’Ayahuasca: In questo caso la DMT contenuta nel decotto Ayahuasca è presente in maniera naturale e quindi, in accordo con l’interpretazione ufficiale del Convegno sulle Sostanze Psicotrope del 1971, non è soggetta a controllo internazionale. E’ ugualmente importante considerare che i benefici potenziali delle piante come l’Ayahuasca possono convertirsi in rischi se queste non vengono utilizzate in modo responsabile. Raccomandiamo alle persone che prendono Ayahuasca, e specialmente a chi conduce le cerimonie, di assumersi la responsabilità di farlo con la conoscenza adeguata, con buone intenzioni e in forma diligente, per massimizzare i benefici e minimizzare i rischi. I comportamenti poco etici e le pratiche fraudolente non devono essere tollerati e devono sempre essere denunciati, cosicché la comunità Ayahuasquera, collettivamente, possa continuare a favorire lo sviluppo di un’autoregolamentazione e a preservare l’integrità delle proprie pratiche. In conclusione, e seguendo una precedente dichiarazione sull’Ayahuasca realizzata nel 2012 da accademici di indubbio prestigio, sollecitiamo le autorità affinché si mostrino tolleranti verso queste pratiche, basandosi sul rispetto del diritto fondamentale alla libertà di religione e di coscienza, insieme al diritto alla libertà di scelta dei mezzi e strumenti per favorire il proprio benessere fisico e psicologico. Da ciò deriva che concedano alle comunità Ayahuasquere il grado di libertà legale e il rispetto necessari affinché possano continuare a sviluppare in maniera responsabile e sicura il loro contributo alla società multiculturale e globalizzata di oggi.

Dichiarazione rilasciata il 20 Gennaio 2015 Initiativa promossa da Fondazione ICEERS

www.aya2014.com/en/aya2014-declaration

Dichiarazione appoggiata da: Constanza Sánchez Avilés, PhD Coordinatrice Legge, Politiche e Diritti Umani, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Benjamin De Loenen, MA Fondatore e Direttore Esecutivo, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Beatriz Labate, PhD Nucleus for Interdisciplinary Studies of Psychoactives (NEIP), San Paolo, Brasile Kenneth W. Tupper, PhD School of Population and Public Health University of British Columbia, Victoria, Canada Jeffrey Bronfman Santa Fe, Nuevo México (EEUU), Miembro del Cadre Of Mestres O Centro Espírita Benficente União Do Vegetal, Brasilia, Brasile Amanda Feilding Fondatrice e Direttrice, The Beckley Foundation, Regno Unito David R. Bewley-Taylor, PhD Direttore, Global Drug Policy Observatory, Swansea, Regno Unito Ethan Nadelmann, PhD Direttore Esecutivo, Drug Policy Alliance, Stati Uniti Kasia Malinowska-Sempruch, Dr PH Direttrice del Programma Globale di Politiche sulle Droghe della Open Society Foundations, New York, NY, Stati Uniti Pien Metaal, MA Coordinatrice del Programma di Riforma delle Leggi sulle Droghe in America Latina, Transnational Institute, Amsterdam, Paesi Bassi Raquel Peyraube, MD Direttrice Clinica, Fondazione ICEERS Uruguay Rick Doblin, PhD Fondatore e Direttore Esecutivo Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, Belmont, MA, Stati Uniti Virginia Montañés Esperta in Politiche di Droga (CERCA), Spagna Aleix VilaMaria Avvocato, Barcellona, Spagna Alexis Kaiser Avvocato, Zurigo, Svizzera Charlotte Walsh, MPhil Professoressa di Diritto, School of Law, University of Leicester, Regno Unito Diego de las Casas Avvocato, Madrid, Spagna Francisco J. Esteban, PhD Università C.J. Cela, Madrid, Spagna Pedro Caldentey Marí Avvocato, Barcellona, Spagna Roberto Castro Rodríguez Avvocato, Barcellona, Spagna Rodrigo A. González Soto Avvocato, Santiago, Chile Anton J. G. Bilton, BSc Hons Regno Unito Ben Christie Consultente in Comunicazione, Londra Regno Unito Hélène Pelosse, MA Alto Funzionario, Francia Armando Loizaga Psicologo, Asociación Nierika, Messico Joan Obiols-Llandrich, MD, PhD Presidente, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Pep Cura Oliveras, MA Coordinatore AYA2014, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Marc Aixalà Coordinatore Help Center, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Maria Carmo Carvalho, MSc Vicepresidenta, Fondazione ICEERS, Oporto, Portogallo Jerónimo Mazarrasa Segretario, Fondazione ICEERS, Ibiza, Spagna Margot Honselaar Tesoriera, Fondazione ICEERS, Halsteren, Pesi Bassi Òscar Parés, MA Vice direttore Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna José Carlos Bouso, PhD Direttore Scientifico, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna

 

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Gnosticismo, Salute, Sessualità, Spiritualità

SESSO SACRO

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La sessualità nella filosofia orientale, e in particolare nella medicina tradizionale cinese, acquista un significato “speciale” e ben diverso da quello che si è evoluto in Occidente. Essa sottintende due obiettivi fondamentali.
Da un lato, la trasmissione della vita nel tempo: come tale la sessualità è uno strumento “sacro”, che permette la perennità della specie. L’individuo si assicura la propria “immortalità”, trasmettendo ai figli le “leggi della vita”, scritte nel cielo.
Da un altro lato la sessualità ha delle implicazioni fisiologiche e fisiopatologiche perché concerne l’energia più importante e profonda dell’organismo, l’energia “primordiale” (Yuan Qi). Oggi sappiamo che la sessualità è profondamente agganciata al sistema psico-neuro-endocrino-immunologico e quindi ai meccanismi più importanti e profondi del sistema vivente.

Non medicina, né cibo,né salvezza spirituale possono prolungare la vita di un uomo se non comprende e pratica il Tao dell’amore… (Pien Tse).
Di tutte le decine di migliaia di cose create dal cielo, l’uomo è la più preziosa. Di tutte le cose che fanno prosperare l’uomo, nessuna può essere comparata al rapporto sessuale. (Tung-hsüan, “L’arte dell’amore, 700 a.C.)

Quindi lo scopo della sessualità nell’uomo e nella donna è anche quello di mantenere l’equilibrio psicofisico dell’organismo, svolgendo dunque un preciso ruolo fisiologico.Questo fatto era ben noto nell’antica Cina, tanto è vero che il testo canonico di medicina interna, il “Nei Jing-Su Wen”, parla di tutte le patologie principali ma ben poco della sessualità.  Questa viene sviluppata invece in un libro particolare, chiamato “Su Nu Jing”, letteralmente “il Libro della figlia senza complessi”.

In questo classico, l’Imperatore Giallo interroga non più i suoi soliti consiglieri medici, come avveniva nel “Nei Jing” ma la sua precettrice medico, la dotta Su Nu, ed altre due donne: Xuan Nu e T’sai Nu, ogni volta che desidera informazioni su questo tipo di problemi.Il testo inizia infatti con una domanda dell’Imperatore circa le ragioni del suo stato di salute. Egli chiede a Su Nu:
“Sono stanco e manco di armonia. Il mio cuore è triste e pieno di apprensione. Che cosa devo fare?”
Risponde Su Nu:
“Ogni indebolimento dell’uomo va attribuito al suo modo difettoso di fare l’amore .La donna è più forte dell’uomo per il suo sesso e costituzione,alla stessa maniera con cui l’acqua è più forte del fuoco…Quelli che conoscono l’arte dello yin e dello yang possono mescolare i cinque piaceri e farne una gioia celeste…”.
Quindi l’ Imperatore interroga Su Nu, non per un problema sessuale ma per disturbi psicofisici. In realtà questi disturbi derivano da un comportamento sessuale non adeguato e ciò sta ad indicare l’importanza della sessualità sull’equilibrio fisiologico degli individui, spiegando perfettamente il perché dei disturbi che abbiamo definiti “mascherati”.
Il libro espone quindi le varie tecniche sessuali, sia per l’uomo che per la donna, a seconda dei problemi specifici.Per fare un paragone moderno, si può anche dire che il “Nei Jing” è un libro di “medicina interna”, mentre il “Su Nu Jing” è un trattato di igiene sessuale, ginecologia e di psicologia insieme. A chi interessi l’approfondimento del discorso consigliamo di leggere questo libro, considerato come l’equivalente del Kamasutra per i cinesi.

I “cinque segni” della soddisfazione della donna, menzionati nel “Su Nu Ching”(periodo Han, 206 a.C. – 219 d.C.) . L’Imperatore chiede a Su Nu: “In che modo un uomo osserva la soddisfazione della sua donna? “. Su Nu: “Vi sono 5 segni, 5 desideri e 10 indicazioni. Un uomo dovrebbe osservare questi segni e reagire di conseguenza”. “Essi sono:
1. La sua donna ha il volto arrossato e le orecchie calde. Ciò indica che nella sua mente si sono destati pensieri d’amore. L’uomo può ora cominciare il coito, gentilmente, quasi tormentosamente, senza spingere a fondo e aspettando le reazioni della compagna.
2. Il naso è sudato e i capezzoli diventano duri. Ciò significa che il fuoco della passione arde più forte. La “picca di giada” (il glande) può ora spingersi fino alla “valle gentile” (circa 12 centimetri), ma non molto oltre. L’uomo dovrebbe attendere che il desiderio di lei si intensifichi prima di andare più a fondo.
3. Quando la voce della donna diventa roca e bassa, come se avesse la gola secca, il desiderio si è intensificato. Gli occhi sono chiusi, la lingua guizza tra le labbra ed ella ansima in modo udibile. Questo è il momento in cui la “picca di giada” dell’uomo può andare dentro e fuori liberamente. La comunione sta ora raggiungendo grado a grado uno stadio estatico.
4. Il “palloncino rosso” (la vulva) è abbondantemente lubrificato, poiché il piacere della donna si sta avvicinando al culmine, e ogni spinta dell’uomo aumenta tale secrezione. Leggermente la “picca di giada” tocca le punte della “castagna d’acqua” (cinque centimetri circa). Poi l’uomo può usare il metodo di una spinta a destra e una a sinistra, una spinta lenta e una rapida, o qualunque altro, a piacere.
5. Quando i “dorati fiori di loto” (i piedi della donna) si sollevano in alto come per abbracciare l’uomo, la sua passione e la sua brama hanno raggiunto il vertice. Ella avvolge le gambe intorno alla vita dell’uomo, mentre con le mani gli stringe le spalle e la schiena. La lingua sporge tra le labbra. Questi sono i segni che l’uomo deve ora spingere la propria “picca di giada” fino alla “valle della camera profonda” (15 centimetri circa). Questi colpi profondi la renderanno estaticamente soddifatta in tutto il corpo”.

Secondo il taoismo la donna (yin) è superiore all’uomo (yang), come l’acqua (yin) è superiore al fuoco (yang).”Coloro che sono esperti nei rapporti sessuali sono come dei bravi cuochi che sanno armonizzare i cinque sapori per preparare salse appetitose. Essi sanno fondere i cinque piaceri, mentre coloro i quali sono inesperti muoiono di una morte prematura, senza neppure aver provato gusto nell’atto sessuale”.
E inoltre: “L’unione dell’uomo e della donna è come quella del cielo e della terra. È proprio perché sono uniti correttamente che il cielo e la terra durano da sempre. L’uomo invece ha perduto questo segreto, perciò la sua vita è sempre più abbreviata. Se l’uomo sapesse servirsi delle arti dello yin e dello yang per evitare tutto ciò che lo danneggia certamente potrebbe ottenere l’immortalità”.

A tal fine i taoisti fornivano numerosi consigli su come compiere l’atto sessuale, come insegna il “Su Nu Ching”: “Se l’uomo riesce a non emettere l’essenza in un rapporto sessuale, il suo spirito vitale si rafforzerà. Se riuscirà a farlo in due rapporti, il suo udito e la sua vista diverranno più acuti. Se lo farà in tre rapporti, tutti i suoi malanni scompariranno. Dopo quattro rapporti senza emettere, il suo animo starà in pace. Dopo cinque, la circolazione del suo sangue migliorerà. Dopo sei, i suoi fianchi si rafforzeranno. Dopo sette, si rafforzeranno le sue cosce e le sue natiche. Dopo otto, il suo corpo apparirà come lucente. Dopo nove, otterrà la longevità. Se riuscirà per dieci volte ad avere rapporti senza emettere, allora comunicherà con gli dei”.

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Esoterismo, Salute

IL CAMMINO SCIAMANICO

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La prima cosa interessante da dire sul Cammino Chamanico, in particolare sul cammino rosso, è che per i popoli nativi di nord (Lakota) e sud America (Caboclos) che lo praticano, non esiste una parola che si riferisca all’IO come a qualcosa di separato (a proposito di smorzare l’ego); per la maggior parte dei popoli nativi, non esiste IO e tutti siamo NOI, un unico essere vivente che include persone, animali, piante, minerali, pietre, pianeti, stelle, galassie tutto. Todos Somos Uno.

Per poterci svegliare e ricordare di questo pilastro portante dell’esistenza, smettendo così di vivere in un mondo illusorio basato sulla dualità tra io e noi, bene e male, felicità e infelicità, e dunque sulla sofferenza, bisogna essere disposti a “consegnarsi, abbandonarsi completamente” alla vita e percepire questo abbandono come un sapere semplice, unico e profondo a cui sottomettersi, senza così opporsi mai più al flusso della vita stessa.

E qual è l’unico posto in cui possiamo sentire il flusso della vita? L’unico posto è il qui e ora. Ciò significa accettare il momento presente senza esercitare opposizione, abbandonando ogni resistenza interiore. La resistenza interiore si manifesta ogni volta che diciamo No alla vita, poiché non è frutto di giudizio mentale e di negatività emozionale; la resistenza alla vita viene dalla mente che ci vuole far fare ciò che lei ritiene giusto che facciamo e che è diverso da ciò che il cuore ci dice.

L’accettazione di ciò che è e di ciò che si è ci libera immediatamente dell’identificazione con la mente e ci ricongiunge al nostro vero essere, alla nostra vera essenza.

Accettare ciò che si è, dove e con chi si è, non vuol dire umiliarsi, abbandonarsi, svilirsi, rinunciare, anzi, vuol dire riconoscersi pienamente così come si è in quel preciso momento, con i propri pregi e difetti, senza demandare all’esterno, ad altri o ad altro, il nostro essere in un certo modo, in un certo posto o con certe persone. Prendere atto di come si è, significa poter intraprendere un profondo cammino di cambiamento; ogni giorno si può fare un passo nella direzione del cambiamento e del miglioramento, ma per farlo bisogna riconoscersi senza soffrire e senza rifiutare di riconoscersi tali e quali si è.

La dualità invece creata dall’uomo materialista, ovvero come si è e come si vorrebbe essere, è alla radice di tutta la complessità non necessaria della vita nonché fonte di tutti i problemi e i conflitti. Proiettare nel passato o nel futuro un ideale di come si vorrebbe essere, impedisce di concentrarsi sul qui e ora e di riconoscersi tal quali si è per poter iniziare un cammino vero di cambiamento.

Dentro il cammino rosso, l’amore, in primo luogo l’amore per se stessi, è uno stato dell’essere, non una semplice emozione; in quanto tale non è un cosa passeggera bensì un qualcosa che ha carattere di permanenza, di perenne, se realmente incarnato. L’amore non sta fuori di noi, bensì dentro di noi, dunque non è qualcosa che possiamo perdere o che ci può abbandonare; l’amore non dipende né è funzione di nessuno; amore è realizzazione dell’unità e superamento del dualismo; amore è sentire profondamente la “presenza” senza che sia viziata delle illusioni che siamo abituati ad alimentare e sostenere.

Solo e proprio in questo istante, nel qui e ora, nell’istante della verità, della presenza, dell’amore come stato dell’essere, saremo in grado di accettarci esattamente così come siamo, con i nostri aspetti positivi e negativi. Non possiamo imbrogliare la nostra coscienza, lei è l’occhio, l’oracolo della verità e si manifesta indipendentemente dalla nostra volontà. Il tesoro è dentro di noi. La coscienza, il nostro spirito sono l’occhio di Horus.

Il cammino rosso è dunque il cammino che porta la mente al cuore; possiamo così dire che il cammino rosso ci insegna un vivere naturale, ci insegna a non stare separati dagli altri, a non delegare agli altri la nostra felicità, amandoci e rispettandoci in prima persona.

Dunque cos’è lo chamanesimo? Lo chamanesimo è permettere a se stessi di vivere in pace e armonia dentro il presente, vivere ogni momento qui ed ora senza preoccuparsi di come è stato e di come sarà domani. Stare qui è un atto di grande, grandissimo coraggio. È essere felici esattamente come si è, senza voler tornare ad essere o pensare di poter essere qualcunaltro.

Il cammino chamanico, in quanto cammino di cura guarigione, si avvale di numerosi tipi di medicine  sacre come l’Ayahuasca, Il Tabacco sacro e il Cachimbo, il Rapè, il Kambo, il Temascal o capanna sudatoria etc.. Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerle tutte.

LA MEDICINA DEL TABACCO SACRO E IL CACHIMBO

Qui si venera “Abuelo Tabaco” (il tabacco sacro). Ricordate la famosa pipa della pace usata dagli indiani pellerossa del nord america? Esattamente quella! La pipa si chiama Cachimbo e il tabacco non si aspira mai. Oreste, lo sciamano, mi spiega “quello è un vizio. Qui il tabacco non si aspira. Si usa solo per scopi cerimoniali e questo tipo di tabacco va consacrato prima poter essere usato”. Ho imparato che nei momenti più importanti della vita in comunità, quando si indice una riunione, durante la cerimonia, o quando si fa la veglia al fuoco sacro, si accende il Cachimbo. Il Tabacco sacro consacra il momento. Le parole dette con il Cachimbo in mano e il tabacco acceso sono sacre. Il tabacco è un alleato molto potente. Una volta acceso, bisogna fumare tutto il tabacco che abbiamo messo nel Cachimbo. Il fuoco, toccando il tabacco sacro, libera lo spirito di quest’ultimo permettendogli di riprendere il proprio cammino. Se smettiamo di fumare il Cachimbo, lasciando del tabacco sacro residuato che eventualmente butteremo, neghiamo la libertà ad alcuni spiriti del tabacco.

In linea di massima, il Cachimbo si accende per fare delle piccole “Oraçoes” (preghiere): si comincia col salutare e ringraziare il Grande Spirito, il Grande Mistero, la madre terra, il padre sole, i guardiani delle 4 direzioni, i 4 elementi, il cuore dell’umanità, i bambini e le guide spirituali, gli alimenti, gli animali, la medicina sacra etc etc. Solo dopo aver salutato e ringraziato, si formalizza la preghiera, la richiesta.

La preghiera, si chiude con “Ahò, metakiase (per tutte le mie relazioni)”.

Siamo seduti in circolo. Chi vuole, prende la parola e fa la sua “pregiera” col Cachimbo secondo il rito appena descritto.

Molto importante, durante la “preghiera” (invocazione con saluto e ringraziamento e poi richiesta), non si smette mai di far fumare il Cachimbo perché è il Tabacco sacro a suggerirci le migliori parole da usare, le migliori richieste da fare. E qui, la parola è sacra, si trasforma in realtà.

LA MEDICINA DEL RAPE’

La musica permea il tempio, canti antichi e tamburi mi portano in un’altra dimensione. A turno ciascuno di noi esce dal cerchio, si avvicina allo sciamano (uomo di medicina, appunto). Lo sciamano è colui che applica la medicina. Prepara l’applicatore del Rapè. Si tratta di una cannetta di 30cm circa lunghezza e 2/3cm di diametro. La riempie con la medicina (una miscela in polvere di tabacco sacro ed altre erbe e piante medicinali). Posiziona un estremo della canna in una delle mie narici e si porta alla bocca l’altro estremo. Infine, applica la medicina. Soffia nella canna e il contenuto della medicina mi va dritto al cervello passando per il naso”.

Il Rapè è una medicina molto importante nella tradizione sciamanica. Agisce direttamente sul nostro corpo energetico, in particolare sul terzo occhio (ghiandola pineale) aumentando la nostra predisposizione a connetterci con il piano astrale. Sul corpo fisico invece ha sia l’effetto positivo di favorire “la Limpeza” (la pulizia) inducendo la produzione di muco e saliva che naturalmente va espulso (a volte induce anche il vomito); e sia l’effetto di aiutare chi soffre di sinusite e asma.

LA MEDICINA DEL TEMASCAL

Il Temascal o capanna sudatoria. Viene usata nella tradizione sciamanica con il fine di purificare. Ho la fortuna di costruire la struttura del Temascal assieme ad Oreste (lo sciamano). La struttura (a forma di gabbia) la realizziamo con liane e rami della foresta. Il tutto viene ermeticamente coperto con panni e teli. Al centro della capanna (rigorosamente di forma circolare) c’è un buco. Qui andranno posizionate le pietre incandescenti su cui applicare la medicina. In linea retta dall’ingresso nella capanna, a circa 5 metri, prepariamo la piattaforma su cui verrà acceso il fuoco sacro. Le pietre vengono posizionate tra i tronchi di legno in modo che il fuoco le renda praticamente laviche e incandescenti in un paio d’ore.

E’ prevista la purificazione del Temascal prima e dopo la “Ricerca della visione”.

“Ci prepariamo ad entrare, Fabiano mi purifica l’aura, mi giro verso il fuoco sacro ringraziandolo. Mi accovaccio e rigorosamente in ginocchio entro nella capanna salutando il Grande Spirito affinché possa benedire questa purificazione. Oreste (lo sciamano) è già posizionato dentro e mi dice dove andrò a sedermi. Ci siamo, sono entrati tutti. A questo punto una ad una, vengono portate dentro le “Abuelitas” (le sagge pietre) ormai incandescenti. Oreste posiziona una pietra alla volta nel buco. Ciascuna pietra viene consacrata con una dedica e su ciascuna pietra viene applicata la medicina. Si tratta di una essenza (erbe medicinali). Una polverina che a contatto con la pietra incandescente rilascia nella capanna un fumo sacro che “purifica” aura e vie respiratorie. Che buon profumo. La temperatura comincia a salire (e ancora non è stata versata sulle pietre una sola goccia d’acqua). Vengono posizionate circa 20 pietre. A questo punto la porta della capanna viene chiusa e la cerimonia inizia sul serio. Tamburi, maracas e canti entrano in scena. La temperatura inizia a salire. Dopo circa 30minuti di canti vengono fatti uscire gli strumenti musicali ed entra il bidone con l’acqua miscelata con spezie ed erbe e medicinali che verrà versata sulle pietre. Fa davvero caldo, altro che sauna o bagno turco”. Oreste dice “siete nel ventre della madre terra, abbandonatevi al suo amore”. La purificazione del Temascal vuole simulare la morte e la rinascita come nuovo essere. Ogni volta che l’acqua tocca le pietre incandescenti aumenta la temperatura nella capanna al punto che dentro non si possono indossare oggetti di metallo, diventerebbero incandescenti rischiando di bruciare la pelle. Ogni volta che l’acqua tocca le pietre, esse rilasciano le memorie, la saggezza e la conoscenza ancestrale che hanno accumulato in miliardi di anni (sono stati i primi esseri viventi assieme alla terra stessa, sono la terra stessa).

LA MEDICINA DEL KAMBO’

Si tratta di un vaccino “naturale” usato dai nativi dell’amazzonia da migliaia di anni.

Fabiano: “i vaccini in uso oggigiorno nella medicina convenzionale occidentale sono deboli e non servono a nulla, anzi fanno più danni che altro. Ti iniettano dei virus deboli e semi morti che dovrebbero essere capaci di contrastare il vero Virus quando questo arriva. Il Kambò invece è come un maestro di kung fu. Quando entra nel tuo corpo lavora per allenare le cellule del tuo corpo ad essere più forti e contrastare qualsiasi minaccia/virus che arrivi dall’esterno con il massimo della forza”.

Il Kambò è il veleno prodotto da un rospo della foresta amazzonica. Durante l’applicazione di fatto vieni avvelenato.

Riceviamo l’applicazione del Kambò la stessa notte della nostra prima cerimonia con il Daime o Ayahuasca. Che serata ragazzi. 2 ore prima di ricevere l’applicazione del Kambò dobbiamo bere almeno 2/3 litri di acqua. L’effetto immediato del Kambò è quello di fare “pulizia” portando al vomito. La pulizia fisica (che comprende quindi qualsiasi forma di espulsione: muchi, vomito, feci etc… è molto molto importante e fa bene). Il primo effetti di qualsiasi medicina sacra è la pulizia fisica. Cosa puliamo? Emozioni nascoste e non espresse, paure, blocchi energetici…insomma spazzatura che intossica la nostra anima e si annida pericolosamente nel nostro corpo.

Mi siedo al lato di Fabiano. Usa la punta di una barretta di incenso per farmi 8 piccole bruciature sulla spalla. Si tratta di bruciature non più grandi di una lenticchia. L’obiettivo è far uscire la carne viva fuori. A questo punto applica su ciascun punto una goccia piccolissima di questo veleno. Arrivato al punto numero 4 (ovvero non più di 30 secondi dalla prima applicazione) già inizi ad avvertire gli effetti del veleno. Vengo assalito da una vampata di calore che pervade tutto il corpo. Il cuore inizia a battere forte. Terminata l’applicazione ci sediamo in disparte e aspettando il vomito sperimentiamo gli effetti dell’avvelenamento. La sensazione di calore si fa sempre più forte, sento la faccia, le labbra e la gola che si gonfiano. La gola in particolare si secca al punto che non riesco più ad ingoiare e quando mi inizia a diventare difficile persino la respirazione ecco che arriva il vomito con una forza mai provata. Che liberazione. Da questo momento, gli effetti fisici provati a causa del veleno iniziano a rientrare.

LA RICERCA DELLA VISIONE

Tra delle pratiche più importanti del cammino rosso, va richiamata assolutamente l’attenzione alla Busca da Visão, ovvero la ricerca della visione.

La Busca da Visão è una delle pratiche più antiche utilizzate dalle tribù native del Nord America; lo scopo di questa attività è che la persona ottenga una più ampia comprensione del suo ruolo e del suo cammino nel mondo (stravolgente direi!). La Busca da Visão fornisce esperienze significative per mezzo di un ritiro, caratterizzato dal completo digiuno da cibo e da liquidi, sulla montagna che consente la conoscenza di sé e la propria guarigione in svariati ambiti (fisico, mentale spirituale). Partecipare alla Busca da Visão conferisce l’opportunità di sperimentare la nostra natura umana e di renderci conto che siamo piccoli e umili (non da intendere come sottomessi), ovvero siamo granelli di sabbia davanti alla grandezza dell’universo, ma granelli che compongono l’universo stesso. Todos Somos Uno.

La ricerca del senso della vita accompagna da sempre l’uomo lungo il suo viaggio. Nel corso della sua evoluzione l’uomo ha infatti cercato molti modi per spiegare la realtà e capire il mondo intorno a se; quindi è proprio attraverso la necessità di trovare maggiore significato nella vita che l’uomo si è evoluto.

Ci sono molti modi di percorrere questo cammino dell’evoluzione, uno dei quali è proprio la pratica sciamanica; lo Sciamanesimo si propone come una forma di riscatto dell’essenza umana, un modo per tornare alle origini e riconoscere il sacro insito in tutto ciò che esiste.

Tutto ciò che esiste nell’universo è nostro maestro; in natura sono presenti tutte le medicine necessarie per questa crescita spirituale. Lo sciamano utilizza il termine medicina, per designare gli elementi della natura con un’essenza guaritrice, ovvero elementi catalizzatori, acceleratori della riforma spirituale, della riabilitazione e del mantenimento della salute fisica.

Tra i numerosi farmaci presenti in natura vi è proprio la Busca da Visão. Essa fornisce all’iniziato, esperienze significative che possono trasformare la sua percezione della realtà; il motore di ricerca è esposto infatti a situazioni estreme (come il digiuno) dalle quali apprende, si conosce e si trasforma.

La Busca da Visão si concretizza in un cammino articolato in 4 tappe. Si tratta di 4 momenti fondamentali nella vita dell’uomo indigeno: il primo anno si passano 4 giorni in isolamento su una montagna, in completo digiuno, all’interno di un circolo sacro di pochi metri quadrati fatto con tabacco e con le proprie preghiere/intenzioni e all’interno del quale c’è spazio solo per una tenda e un’amaca. I 4 giorni hanno come proposito il proposito dell’umiltà.

Per il secondo anno, i giorni sono 7, medesimo scenario ma con un litro d’acqua e qualche mela. Il proposito è la sincerità.

Per il terzo anno, i giorni sono 9, di nuovo medesimo scenario ma con un litro e mezzo d’acqua, qualche mela in più e un po’ di granola. Il proposito è l’unione tra maschile e femminile e il superamento della dualità.

Per il quarto e ultimo anno, i giorni sono 13, medesimo scenario ma con due litri d’acqua, ancora qualche mela in più e un po’ più di granola. Il proposito è l’integrità di proposito.

MEDICINA SACRA: L’AYAHUASCA

L’Ayahuasca è anche chiamata Santo Daime (Daime da dammi, offrimi, forniscimi il conoscimento, la guarigione). Va chiarito innanzitutto che il Santo Daime non è un allucinogeno, ovvero una sostanza che crea una realtà illusoria, bensì è una pianta psico-attiva, con una sua propria capacità psichica in grado di farci vedere la nostra più vera realtà interiore (illusione vs realtà è la chiave di volta per non interpretare il Daime come una droga, droga nel senso che siamo abituati a dargli noi del mondo cosiddetto “avanzato”). Il Daime è dunque il nostro inconscio che si palesa. Il Daime è “noi” in tutti i nostri aspetti belli e brutti; il Daime infatti può mandarti in estasi così come terrorizzarti, poiché il Daime, con il suo “viaggio” non ti porta da nessuna parte se non dove già sei nel tuo cammino evolutivo.

Il Santo Daime è una pianta sacra per i nativi e ad oggi sacra anche per me. Credo nel Daime, nei suoi poteri di cura e nella sua essenza divina; il Santo Daime è un regalo divino, è qualcosa che tutti dovrebbero aver l’opportunità di provare.

Il Santo Daime, è innanzitutto una medicina in grado di curare malattie fisiche (dall’aids al cancro), mentali (dalla depressione alle più svariate forme di dipendenze) e spirituali. Il Santo Daime inoltre possiede un gran potere alteratore della coscienza umana; tale potere alteratore si concretizza in un viaggio all’interno di noi stessi, che ci porta ad elevati livelli di auto-coscienza e conoscenza del nostro Io.

Il Daime è ottenuto dall’infusione di due piante native dell’amazzonia: una liana, detta Jagube o Mariri e un arbusto detto Rainha (Regona) o Chacrona. Queste due piante contengono ciascuna una sostanza biochimica che risulta complementare a quella dell’altra e che si adattano perfettamente al funzionamento del sistema nervoso umano in modo da essere tranquillamente assorbite dal corpo senza causare alcun tipo di aggressione o di dipendenza (a differenza degli psico-farmaci e delle droghe). L’incrocio di queste due piante porta anche al perfetto bilancio energetico di femminile e maschile, yin e yang, di luna e sole. La Regina ha una forza femminile, ed è dove risiede il potere di visione della bevanda, essenzialmente contenuto in un sostanza della sua linfa e conosciuto come DMT (Dimetiltriptamina), mentre nel Jagube vi è la forza virile di questo equilibrio contenuta nel Harmala, un alcaloide (particolarmente concentrato nel guscio).

Per comprendere come agiscono queste sostanze all’interno del corpo umano, è importante fare una digressione al fine di conoscere meglio il funzionamento dello spazio più nobile del cervello umano, ovvero di quello spazio che svolge funzioni di pianificazione delle attività nel tempo e che è responsabile di garantirci quell’attenzione e quella concentrazione necessaria per eseguire qualsiasi tipo di compito. Questa regione del cervello è guidata da un neurotrasmettitore, la serotonina, che è quella molecola responsabile della conduzione degli stimoli nervosi tra un neurone e l’altro. Questo neurotrasmettitore è prodotto sia dal cervello umano che dal tratto gastrointestinale. La serotonina è una sostanza che ha una vita utile limitata nel corpo umano e che, una volta giunta alla sua scadenza, viene metabolizzata da un enzima, prodotto anch’esso nella regione gastrointestinale, noto come monoamino ossidasi o MAO. Questo enzima, quando in azione, regola i livelli di serotonina nel cervello umano in un individuo normale (poca serotonina indica depressione, infatti uno dei sintomi principali dei depressi, è l’incapacità di concentrarsi e di portare a termine delle attività).

Il Santo Daime, come abbiamo detto, contiene due classi di sostanze che producono i loro effetti psicoattivi: la DMT contenuta nelle foglie della Regina, e gli alcaloidi contenuti nella liana Jagube. All’interno dell’alchimia del perfetto disegno divino della natura, accade così che la DMT sia prodotto anche dal corpo umano in quantità molto piccole (alcuni studiosi hanno provato che, persone con doti di medianità, producono una maggior quantità di DMAT). Pertanto, biochimicamente parlando, la DMT è la chiave che collega l’essere umano al mondo spirituale. Lei è la molecola che può dare agli uomini la visione del mondo spirituale. Inoltre, chimicamente parlando, la molecola DMT è praticamente identica alla molecola di serotonina molecola, con solo alcune piccole differenze. Ciò significa che la DMT si adatta perfettamente agli stessi neuroni che utilizzano la serotonina come mezzo per trasmettere stimoli nervosi ad altri neuroni. Così, un individuo sotto l’influenza di un notevole aumento di quantità di DMT nel cervello, avrà una chiara apertura della sua visione spirituale, ovvero di ciò che gli orientali chiamano terzo occhio. In altre parole, la DMT è una finestra sul mondo spirituale; essa permette all’individuo sotto il suo effetto, di fare un “viaggio” nel suo inconscio, di estendere la conoscenza di sé ma soprattutto di portare questa conoscenza nella sua parte cosciente, risvegliando facoltà, doti che spesso non si sapeva nemmeno di avere.

Affinché la molecola di DMT non venga direttamente metabolizzata nello stomaco e possa penetrare invece nel flusso sanguigno, c’è bisogno che la produzione di MAO (enzima che appunto metabolizza la serotonina e dunque anche la DMT direttamente nello stomaco, regolandone la quantità e impedendo che circoli nel sangue) sia temporaneamente sospesa, un effetto che si ottiene con gli alcaloidi del tè Harmala, contenuti nella liana Jagube. In altre parole, è la liana che apre la strada al flusso sanguigno alla DMT.

Tutto ciò si traduce in un aumento dei livelli di serotonina nel cervello di un individuo quando è sotto l’influenza del Santo Daime. Questo risultato è chiaramente distinguibile dall’aumentata capacità di concentrazione e attenzione che la persona sente quando è sotto l’influenza della bevanda. Questo effetto, che migliora la concentrazione e la capacità cognitiva di una persona, dura e si consolida più vi è continuità e coerenza nel consumo di Santo Daime nella nostra vita. Vi è anche un’immunità acquisita da individui che consumano il Santo Daime per molti anni, immunità nei confronti delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale.

Ci sono poi alcuni effetti collaterali che il Santo Daime può causare in un individuo a causa delle sostanze in esso contenute; effetti descritti riguardano individui normali e non malati o sotto cure farmacologiche e/o anti depressivi. Il primo è l’effetto purgante o di pulizia biologica/cura di disintossicazione. Il secondo è l’effetto del vomito causato dagli eccessivi messaggi inviati dal cervello allo stomaco,

Dal punto di vista spirituale, è molto chiaro che sia l’effetto purgante che il vomito, sono direttamente collegati ad una bevanda energetica che esegue la pulizia sull’individuo e lo sana: siamo corpi e spiriti sporcati costantemente da tossine di tutti i tipi: cibi e bevande industriali, acqua e aria inquinata, stress, malattie e farmaci, pensieri negativi, litigi, conti in sospeso, rimpianti, rimorsi, odio, vendette molto altro. Il Santo Daime, con i suo effetti collaterali, ha la capacità di liberarci dalle tossine, di permetterci di accedere ad un corpo più pulito e dunque ad uno spirito più elevato. Il Santo Daime infatti ha la capacità spirituale di espellere qualsiasi disarmonia energetica garantendoci sollievo e conforto dopo ogni evento di diarrea o vomito. La continuità e la costanza nel consumo di Santo Daime, di solito genera una diminuzione persona in intensità e frequenza nel tempo, dei processi di pulizia.

L’assorbimento da parte del corpo umano, di tutte le sostanze contenute nel Santo Daime avviene in modo assolutamente naturale, senza danneggiare la salute e senza generare dipendenze (a differenza di psico-farmaci e droghe). Ciò è stato oggetto di ricerca e di validazione scientifica, per questo motivo il Santo Daime è stata riconosciuta dalla legge brasiliana come una manifestazione legittima dei costumi dei popoli indigeni del Brasile, dove ci sono più di 70 tribù indigene che ne fanno uso, nel rispetto di un patrimonio culturale che dura da più di 4000 anni.

Riceviamo la medicina durante le cerimonie. Le cerimonie iniziano verso le 6/7 del pomeriggio e terminano alle 5/6 del mattino seguente. Si tratta di un susseguirsi di canti (inni) che cambiano a seconda che la cerimonia appartenga alla linea sciamanica, di Umbanda o della chiesa del maestro Irineu. Tutti i partecipanti alla cerimonia prendono la medicina e quando inizia a sentirsi l’effetto ti rendi conto delle energie che ci sono in gioco. Capisci che l’energia che metti in gioco cantando e suonando impatta direttamente sull’energia del gruppo. Prima di iniziare la cerimonia ci si augura “buon lavoro” …incredibile no? La gente va li consapevole che si tratta di un lavoro di autocura profondo, un lavoro che non si otterrebbe con anni di psicoanalisi. Un lavoro di gruppo. Insomma non a caso è la medicina sacra usata dalle popolazioni più sagge del piante da migliaia di anni (come chiameresti altrimenti popolazioni che non soffrono carestie e guerre, che non usano bombe, che non si avvelenano con cibi tossici, che non si drogano di shopping, sesso, lavoro e altri allucinogeni compulsivi del mondo occidentale, che non hanno mai perso la connessione con se stessi e con la fonte).

Lo sciamano guida la cerimonia, Oreste suona il flauto, altri la chitarra, i tamburi e quasi tutti le maracas. Io canto e suono la maracas. E’ come se la musica attiva il potere del Daime. In origine l’energia assume forma materiale grazie al suono. Si tratta di frequenze di onda. Avete mai sentito parlare di Cimatica? A seconda delle frequenze/suoni, granelli di sabbia e acqua assumono determinate forme. Questo è esattamente quello che accade dentro di noi. La musica guida il lavoro dell’Ayahuasca nel nostro corpo. Spesso durante la cerimonia non riusciamo ad esserne consapevoli e abbiamo fugaci ed estemporanee intuizioni di una realtà superiore. Percepisco al di là dei 5 sensi. Mi sembra di essere in sintonia con qualunque suono. Mi sembra di essere su un’altra lunghezza d’onda. L’obiettivo del daime è di farci abituare a quest’altra frequenza perché è qui che possiamo entrare in contatto con il nostro Io superiore, con essere divini di luce e i maestri guida. E’ qui che possiamo ricevere degli insegnamenti importanti.

FONTI

https://it.wikipedia.org/

http://www.theevolutionarychange.com/

 

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Salute, Scienza

I VIRUS, GLI ANTIBIOTICI E IL MITO DELL’INFLUENZA

virus

Sulla base della scoperta del Dr. Hamer, la Quarta Legge Biologica, che illustra il ruolo benefico dei microbi nella fase di guarigione, i batteri, i funghi ed i virus non devono più essere considerati come la causa delle “malattie infettive”.

Il dilemma in cui la medicina attuale si trova è quello di riconoscere le due fasi di ogni SBS, i medici osservano unicamente la seconda fase, poiché è solo in questa fase che intervengono i microbi. Dal momento che l’azione dei microbi è accompagnata da gonfiore, febbre, infiammazione, pus e dolore, i microbi sono considerati come “patogeni” e la causa delle “malattie infettive”.

Ma non sono i microbi a causare le malattie infettive. Al contrario, il nostro organismo usa i microbi per ottimizzare il processo di guarigione. In considerazione di questo modo di intendere l’azione dei microbi, la parola “infezione” è da considerarsi obsoleta.

Come le cellule cancerose, i microbi non invadono altri organi che derivino da un foglietto embrionale differente o che siano controllati da relè cerebrali differenti. I microbi lavorano esclusivamente su organi e tessuti che sono in fase di guarigione. Per esempio: i batteri della TBC (controllati dal Tronco Cerebrale) che sono occupati a demolire un tumore del polmone (endoderma) non invaderanno mai organi e tessuti di derivazione ectodermica controllati dalla corteccia cerebrale; lo staphylococcus (controllato dal midollo cerebrale) non invaderà mai tessuti controllati da aree cerebrali differenti.

Poiché l’attività dei microbi è sempre parte di un significativo SBS, che coinvolge solamente le persone che sono in fase di guarigione di un organo correlato ad un conflitto, le “malattie infettivenon possono essere contagiose. Se due o più persone mostrano gli stessi sintomi, questo comporta che ognuna di esse è in fase di guarigione per lo stesso tipo di conflitto. Per esempio: se un conflitto “indigeribile” colpisce improvvisamente una intera famiglia, questa verrà colpita da diarrea (sintomo di guarigione) dopo che il conflitto è stato risolto.

1. L’Influenza

L’influenza è collegata ad un “conflitto puzzolente”, che può essere vissuto in termini reali o figurativamente come “Questa situazione mi puzza!” o “Ho dovuto farlo!”. Durante la fase di conflitto attivo le mucose nasali si sono assottigliate grazie a microscopiche, diffuse ulcerazioni, di cui generalmente non si hanno sintomi. Nella fase di guarigione, quando il tessuto nasale viene riparato, le mucose nasali si gonfiano. Il naso che cola, la cefalea, la stanchezza, il rialzo termico o la febbre, sono i tipici segni della guarigione vagotonica. Se i sintomi sono molto severi, si parla di “influenza”. L’affermazione che i virus dell’influenza ne siano i colpevoli, deve essere ancora provato.

Gli aspetti climatici, culturali, politici, sociali, o economici possono essere decisivi, affinché la gente di certe nazioni o regioni sono più (o meno) vulnerabili a provare certi tipi di conflitto. Dalla prospettiva della NMG, l’aumentato numero di cancri alla mammella registrato tra le donne occidentali, rispetto a quelle orientali, è dovuto all’aumento dei divorzi e dei “conflitti di separazione” piuttosto che, come suggerito, dalla dieta differente.

Severi conflitti biologici possono assalire molti individui di una comunità o di una popolazione, come al tempo della guerra, “sanzioni”, o crisi economiche. Ciò che viene sbandierato come una “epidemia” non lo è, ma è in realtà l’indicazione che la popolazione di una intera regione andando verso la guarigione tutta insieme.

2. Epidemie

Questo spiega, ad esempio, l’Influenza Spagnola del 1918 così come la epidemia di tubercolosi polmonare scoppiata dopo la Prima Guerra Mondiale, durante le quali milioni di persone hanno sofferto “conflitti di paura nel territorio”, che colpivano i bronchi con polmoniti potenzialmente fatali durante la fase di guarigione, e “conflitti da paura della morte” che coinvolgevano gli alveoli polmonari, provocando tumori polmonari che NON venivano riconosciuti durante la fase attiva dello stress! La fine della guerra diede inizio ad una fase di guarigione di massa, nel vero senso della parola, producendo due pandemie. Ecco la ragione per cui molti non sopravvissero alla TBC: le secrezioni tubercolari, prodotte durante la fase di decomposizione dei tumori polmonari, contengono grosse quantità di proteine che venivano disperse con l’escreato. Una dieta ricca di proteine è quindi molto importante per ripristinare la quota di proteine perdute. A causa della estrema povertà causata dal disastro economico seguito alla guerra, coloro che erano affetti dalla tubercolosi non poterono nutrirsi adeguatamente per completare la guarigione. Solamente quelli che ebbero accesso ad una alimentazione adeguata poterono guarire, i poveri non avevano chance. La stessa cosa si può dire delle attuali epidemie tubercolari (e di AIDS) dei continenti africano ed asiatico. Queste epidemie non sono causate dal batterio della TBC, ma sono il risultato delle paure di origine politica, sociale ed economica. Di cosa abbisognano queste parti del nostro mondo è pace e cibo, piuttosto che guerre e droga.

3. Antibiotici

Nel 1944, gli antibiotici furono somministrati per la prima volta ai pazienti tubercolotici. La ragione per cui gli antibiotici funzionarono è che il farmaco distrusse i batteri che stavano demolendo i tumori polmonari. Una rapida successione di farmaci antitubercolari comparvero negli anni a venire. Ciò ha fermato la “malattia”, ma sradicando i batteri utili, i tumori polmonari che colpiranno le persone che vivranno il terrore di una nuova guerra, non potranno più essere smantellati. Il risultato sarà che i tumori rimarranno incapsulati nel posto dove sono cresciuti e quando, per varie ragioni, le persone subiranno una indagine radiologica, questi tumori verranno visti e sottoposti alle cure del caso con l’innesco di un nuovo conflitto da paura della morte. Non c’è alcuna connessione con il fumare.

Oggi, l’abuso di antibiotici è una delle ragioni per cui vengono ritrovati molti tumori durante gli esami (routine). Altri fattori possono essere i metodi di screening più sofisticati e la pressione per l’esecuzione di più test (PAP-tests, PSA-tests, etc.). Dobbiamo metterci in mente che gli shock da diagnosi possono potenzialmente dare avvio alla comparsa di nuovi tumori del polmone. La NMG offre un modo per uscire da questo circolo vizioso.

Giorgio Beltrammi

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Paleocontatto, Salute, Storia

LA GUARIGIONE SPIRITUALE SECONDO GLI INDIANI D’AMERICA

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I nativi del nord America usano bruciare alcune piante a scopo cerimoniale e nei riti di guarigione. E’ anche una forma di aromaterapia.

Certamente una delle piante più utilizzate a questi scopi è la GLICERIA (HIEROCLOE ODORATA), con cui formano lunghe trecce che si possono bruciare, ma anche indossare o riporre come offerta sugli altari. Spesso il suo fumo si unisce al vapore acqueo nelle capanne sudatorie. Come i nostri incensi comuni, si ritiene che il fumo abbia un’azione purificatrice: l’intento non è di inalare il fumo ma di immergersi in esso per favorire le attività spirituali. La GLICERIA ha un leggero effetto soporifico, l’aroma ricorda la vaniglia e, secondo alcuni, favorisce gli stati meditativi.

Ne parla Barrie Kavasch, ricercatrice e storica delle culture degli indiani d’America: «Potete offrire il fumo a voi stessi. Muovete la treccia in alto e in basso per circondare di fumo la testa e il busto. Mettendo le mani a coppa, accostate il fumo al vostro cuore, questo porterà amore e attenzione. Poi portate le mani con l’offerta di fumo alla testa per ottenere chiarezza di giudizio e buoni pensieri. Se lo passate sulle braccia e sulle gambe scacciate ogni rabbia, tensione e sconforto».

Altre erbe, spesso miscelate, formano gli incensi tradizionali di queste popolazioni. Una pianta molto popolare è la Salvia ma non quella che troviamo nei nostri supermercati (meglio non bruciarla, può far venire mal di testa). Si tratta di specie autoctone come la Salvia bianca (SALVIA APIANA) e la Salvia del deserto (che però non è una Salvia ma un’Artemisia). Ancora oggi sono preparate e vendute: ogni tribù ha il suo blend specifico in cui alla Salvia si aggiungono cedro, ginepro, GLICERIA, mesquite, uva ursina e molte altre sostanze vegetali.

Al fumo generato dalla combustione di queste piante si attribuisce la capacità di generare stati d’animo positivi, scacciando le negatività. Calmano e rilassano. Si trovano bastoncini di Salvia ma si può anche riporre la Salvia o le miscele in un bruciatore. Di solito si tratta di momenti da vivere insieme ad altre persone.

Ancora la Kavasch: «Potete passarvi il bruciatore da uno all’altro: ciascuno gode del fumo e trascorre un momento in silenzio, a pregare, prima di passarlo al prossimo. Le preghiere collettive e le energie positive di questi incontri sono stupefacenti: spesso, un reale senso di guarigione spirituale può pervadere tutti i presenti»

Ma la cosa più importante non è il fumo, che si compra, ma l’inclinazione mentale, che dobbiamo riscoprire in noi stessi.

PIANTE SACRE DELLE QUATTRO DIREZIONI

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EST

Le erbe accomunate alla direzione dell’Est sono il pino, la salvia ed il tabacco.

Tabacco: Viene e veniva usato per onorare gli avi invocandone la saggezza per poter decidere in merito a questioni importanti della propria vita o della vita della tribù.

Pino: Questa pianta consente di pulire l’aura, ottenere fertilità e la pace della mente. Sono parecchi gli indiani americani che lo adoperano nella propria casa, perché si pensa sia un buon guardiano, essendo della famiglia dei sempreverde perciò non muore mai e restano sempre vigile.

SUD

Le erbe sacre accomunate alla direzione del Sud del mondo che vengono usate nelle preghiere, sono il cedro e la copale.

Cedro: Si adopera per proteggere se stessi o chi si ama dal male in senso generale, è collegato al sole e serve ad attirare una nuova vita.

Copale: Viene adoperata apposta nelle cerimonie della direzione Sud-Ovest per facilitarne la fluidità nelle energie che si smuovono.

OVEST

Le erbe sacre usate per questa direzione, sono la salvia, l’artemisia e il salice.

Salvia: Appartiene alle erbe sacre per antonomasia che purificano, fortificano e proteggono oltre al fatto che è una delle erbe in grado di sconfiggere addirittura le malattie e i disturbi più gravi da cui prende il nome (salvia: SALVIS = salvavita), distrugge e allontana le forze oscure e infatti è una delle erbe magiche indiane maggiormente usata nei riti, a volte viene usata anche per i riti sacri diretti alla direzione dell’ Est, ma trova tutte le sue caratteristiche incentrate sulle qualità dell’ Ovest.

Artemisia: Questa erba sacra viene usata perché aiuta nelle visioni e perché consente di avere più facilmente sogni lucidi e chiari oltre che profetizzare.

Salice: Secondo diverse leggende questa pianta rappresenterebbe la parte inconscia delle persone, che porta un rinnovamento della propria vita dopo la morte.

NORD

L’erba più sacra alla direzione nord, è rappresentata dalla SWEET GRASS che significa “capelli della nonna”, infatti questi “capelli” bianchi corrisponderebbero al simbolo dell’esperienza e della saggezza generata dalle esperienze fatte nella vita.

Per i LAKOTA, ogni uomo nasce con quattro aspetti dell’anima”: il SICUN, la forza immortale che permette al corpo di formarsi, e che alla morte ritorna “al nord” ad attendere un nuovo concepimento; il tun, il potere di trasformare l’energia da visibile in invisibile e viceversa; il ni, il “respiro” che abbandona il corpo con la morte; il NAGI, l’ombra” che alla morte percorre la Via degli Spettri per unirsi agli antenati e riprendere la vita tradizionale. I miti e i rituali LAKOTA si sviluppano in serie di quattro e sette, e sono ciclici, come la vita. Il cerchio è sacro.

LE SETTE CERIMONE SACRE

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Le Sette Cerimonie Sacre, sostrato della religione LAKOTA, sono sopravvissute fino ai nostri giorni nonostante i tentativi di repressione ad opera del governo degli Stati Uniti durante il XIX secolo. Esse sono:

1- La Capanna di Sudorazione (INITIPI), la quale serve come preludio a tutte le altre cerimonie e rappresenta un rituale di grande importanza.

2- La Ricerca della Visione (HANBLECEYA): viene effettuata in età puberale, originariamente dai soli maschi, ma estesa a tutti dagli anni Settanta. Un uomo di medicina manda l’iniziato su una collina, o in altri luoghi isolati, per un periodo che va da uno a quattro giorni, dove digiuna e porge offerte rituali ai Quattro Venti attraverso la sacra pipa, fino a quando riceve una visione. Una volta ricevuta, essa viene interpretata dall’uomo di medicina e segnerà il destino del giovane per tutta la vita.

3- La Cerimonia del Trattenimento del Fantasma (Wanagi Wicagluhapi) viene eseguita per un caro defunto. La credenza che lo spirito rimanga un anno nel luogo della sua morte porta il parente che intraprende la prova del lutto (WASIGLA) a conservare una ciocca dei suoi capelli avvolta in pelle di daino. Egli\ella deve esporre l’involto al sole durante le belle giornate, ripararlo dal vento e donargli ogni giorno del cibo. Colui che trattiene lo spirito deve dedicare tutto il suo tempo a questo scopo, dopodiché, trascorso un anno dal decesso, lo spirito viene lasciato libero di viaggiare verso l’aldilà. In questa occasione la famiglia indice una grande festa, invitando i parenti e distribuendo regali a chi durante l’anno ha sostenuto il custode dello spirito. Oggi questa cerimonia è spesso sostituita dalla Festa del Ricordo (Wokiksuye Wohanpi), un rito simile anche se lievemente meno impegnativo per il custode dello spirito e per la famiglia. Dopo la veglia e la sepoltura, inoltre, si celebra un ulteriore rito: amici e parenti portano cibo sul luogo della veglia e rimangono tutta la notte a confortare la famiglia. Comunemente, il defunto viene sepolto nei cimiteri cristiani, per cui alla cerimonia LAKOTA si aggiunge la sepoltura cristiana.

4- Il rituale detto Awicalowanpi (Esse cantano del loro primo mestruo) accompagna il menarca delle ragazze. Durante la cerimonia la ragazza si toglie gli abiti infantili per vestire quelli della donna adulta e le viene insegnato a sedersi con la compostezza della donna. Da quel momento in poi, la donna ha la proibizione di eseguire rituali sacri durante gli anni di fertilità, e deve ritirarsi in una tenda speciale (ISNATIPI, tenda della solitudine) durante il ciclo mestruale. Questo rituale è stato ripristinato dagli anni Ottanta e costituisce tuttora un aspetto importante del ciclo vitale femminile LAKOTA.

5- La Tapa WANKAIYEYAPi (Cerimonia del lancio della palla) è caratterizzata dalla presenza di una bambina che lancia una palla di pelle di bisonte verso un gruppo di persone, in ognuna delle quattro direzioni. Coloro che riescono a prendere la palla avranno buona fortuna durante l’anno.

6- La HUNKA (Farsi dei parenti) è una cerimonia che riguarda l’adozione da parte di un anziano di un giovane dello stesso sesso. Il vincolo così creato è più forte di un legame di sangue e l’anziano è tenuto a provvedere al giovane per tutta la sua vita. Oggi, la Hunka viene utilizzata per introdurre nella tribù un nuovo adulto, che riceve un nuovo nome con la cerimonia della Castunpi (Cerimonia del nome), al termine della quale un anziano gli lega una piuma ai capelli, simbolo del suo nuovo stato tribale.

7- La Wiwanyang Wacipi (Danza del sole), infine, viene considerata la più importante cerimonia LAKOTA.

Fumare la pipa rappresenta un atto cerimoniale di introduzione ad altre cerimonie. La pipa va riempita secondo un preciso rituale: si uniscono il cannello e il fornello e si aggiunge il tabacco di CANSASA (corteccia di salice rosso), un pizzico per volta, con offerte ai Venti, al Cielo, alla Terra e al Centro dell’Universo. Si ricopre il tutto con della salvia che chiude la pipa fino a quando giunge il momento di fumare durante una cerimonia. Mentre si fuma e si fa passare la pipa tra tutti i presenti, il fumo del tabacco sale portando con sé le preghiere dei partecipanti.

 

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Salute, Scienza

WIKIPEDIA E LA NUOVA MEDICINA GERMANICA

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Come tutti quelli che cercano informazioni sulla Nuova Medicina Germanica, ho avuto modo di leggere la pagina di Wikipedia Italia che riguarda il suo scopritore, Ryke Geerd Hamer. Non ho però trovato nulla che, su Wikipedia Italia, tratti di NMG e mi sono meravigliato. Nella pagina riguardante il suo scopritore ci sono poche informazioni sullo scienziato, ma moltissime sul suo vissuto giudiziario, sul suo antisemitismo, sui suoi arresti e sulle morti causate dall’applicazione della sua scoperta. Si argomenta che – cito testualmente “le sue teorie alternative, logicamente contraddittorie e scientificamente implausibili in quanto prive di qualsiasi riscontro biologico o clinico, sono state ripetutamente al centro di polemiche relative al decesso di numerosi pazienti che le avevano seguite.”.
Ci sono passaggi che affermano, sempre testualmente, che:
nella letteratura medica internazionale non è riportato alcun caso di cancro curato con il metodo di Hamer, e non esistono studi che riguardino o confermino le sue teorie. Le cosiddette “prove” fornite da Hamer e dai suoi seguaci non sono scientificamente plausibili, e molti aspetti della sua pratica sono in totale contrasto con le conoscenze fornite dalla scienza medica o dalla biologia. Ad oggi non si conosce nessun caso documentato di persona guarita grazie al metodo di Hamer, mentre sono noti i casi di coloro che sono morti seguendo tale metodo.
e tante altre cosine interessanti. Ma non ho trovato nulla che esponga adeguatamente e compiutamente i contenuti e i fondamenti su cui si basa la Nuova Medicina Germanica.
Mi prendo la libertà di analizzare quanto riportato dalla pagina di Wikipedia e lo faccio non su quello che riguarda la persona Hamer e le sue vicende giudiziarie, quanto sulle sue scoperte. Vediamo.

In rosso è quanto esposto nella pagina di WP, in grassetto le affermazioni false o disinformatrici. Per ogni falsità/disinformazione si allega spiegazione.

La pagina di Wikipedia inizia in questo modo:

Le pratiche qui descritte non sono accettate dalla scienza medica, non sono state sottoposte alle verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico [falso] o non le hanno superate [falso]. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Le informazioni hanno solo un fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

  • Il 12 luglio 2011, il Parlamento Nigaraguense ha approvato una legge che riguarda l’applicazione delle medicine alternative, tra le quali è compresa la “Nueva Medicina Germanica®”.
  • 1984: il Dr. E. Mannheimer, MD (clinica cardiologica di Vienna), il Prof. Pokieser e il Prof. Dr. Imhof (radiologo), entrambi dell’Università di Vienna, Austria, hanno valutato 8 pazienti con il Dr. Hamer cercando la correlazione tra attacchi cardiaci, conflitti di territorio e alterazioni cerebrali nelle forme dei cosiddetti Focolai di Hamer. I risultati: tutti gli attacchi cardiaci erano insorti dopo conflitti di territorio che erano stati risolti.
  • 1988: Il professore universitario Dr. Med. Birkmeyer ed il Dr. med. Rozkydal (entrambi di Vienna, Austria) hanno valutato, sotto la supervisione di altri 5 medici, la “Legge Ferrea del Cancro” (Prima Legge Biologica) su 7 pazienti. Risultato: 100 % di accuratezza.
  • 1989: Ad una conferenza medica di Monaco (Germania), 17 medici hanno controllato e valutato le “Cinque Leggi Biologiche” su 27 pazienti. Il risultato: 100% di accuratezza.
  • 1990: 6 pazienti sono stati sottoposti a valutazione delle 5 Leggi Biologiche in Namur (Belgio), da parte di 17 medici. Risultato: 100 % di accuratezza.
  • 1990: Durante una conferenza medica in Burgau (Austria) 20 pazienti vennero valutati nell’ottica delle 5 Leggi Biologiche, sotto la supervisione di 30 medici. Risultato: 100 % di accuratezza.
  • 1992: 24 casi vennero sottoposti alla valutazione presso la Clinica Pediatrica Regionale a Gelsenkirchen, Germania, e fu scoperto senza eccezioni, che in tutti i casi le Leggi Biologiche furono riconosciute e provate su tutti tre i livelli, psiche – cervello – organo.
  • 1993: Il Dr. med. Willibald Stangl, presidente della Associazione Medici dell’Austria meridionale, ha valutato la NMG su 250 casi. Risultato: 100 % di accuratezza relativa alle scoperte del Dr. Hamer.
  • 1998: La Facoltà di Medicina dell’Università di Trnava (Slovacchia) ha valutato sette pazienti con 20 specifiche patologie mediche, presso l’istituto oncologico Sainte Elisabeth Institute a Bratislava e presso l’unità oncologica dell’ospedale di Trnava. Come riportato nella certificazione ufficiale: L’obiettivo era di stabilire se il sistema medico del Dr. Hamer potesse essere verificato scientificamente usando il metodo scientifico per mostrare la ripetitività dei risultati. Ciò è avvenuto.

Ryke Geerd Hamer (Mettmann, 17 maggio 1935) è un medico tedesco non più abilitato alla professione. È noto per aver elaborato, a partire dal 1981, una medicina alternativa conosciuta come Nuova Medicina Germanica (NMG), oltre che per la vicenda di suo figlio Dick (n.d.a.= si chiamava Dirck, ma forse è un errore di battitura), ucciso da un colpo accidentale di arma da fuoco da parte di Vittorio Emanuele di Savoia.
Hamer sostiene che la patogenesi del tumore sia dovuta a presunti traumi o conflitti non risolti e propone trattamenti originali, come il contagio volontario con agenti microbici [disinformazione]. Le sue teorie alternative, logicamente contraddittorie e scientificamente implausibili in quanto prive di qualsiasi riscontro biologico o clinico [disinformazione], sono state ripetutamente al centro di polemiche relative al decesso di numerosi pazienti che le avevano seguite [disinformazione]. Secondo quanto riportato da diverse fonti, sarebbero tra i 140 e le diverse centinaia i decessi attribuiti all’applicazione dell’approccio di Hamer. Inoltre, secondo SwissCancer, ai pazienti affetti da cancro viene negata la terapia del dolore tramite somministrazione degli oppioidi [disinformazione] (morfina), non prevista nella NMG.
Per tali motivi è stato indagato, arrestato e condannato più volte in diversi paesi europei (Francia, Spagna, Austria, Germania, Belgio) per i reati di cattiva pratica medica, esercizio abusivo di professione medica, omissione di soccorso, calunnia e frode. Sospeso dalla pratica medica da un Tribunale tedesco nel 1986 perché affetto da “monomanie e grave perdita del senso della realtà“, è stato incarcerato l’ultima volta in Francia dal settembre 2004 al 16 febbraio 2006 per frode ed esercizio abusivo della professione medica.
Hamer è conosciuto inoltre per le sue affermazioni antisemite, che nel marzo 2007 gli sono costate l’avvio di ulteriori procedimenti giudiziari da parte della procura di Cottbus (Robbineck) per “incitamento all’odio razziale”.

La questione del contagio volontario è una interpretazione fallace e distorta. Considerate le funzioni dei batteri nella fase di guarigione, Hamer estremizza il pensiero all’ipotesi che in assenza di batteri (assenza provocata da un uso smodato di antibiotici ed eccessiva lotta alla flora batterica), sarebbe possibile o teoricamente efficace l’assunzione di batteri per favorire il processo di guarigione. Tra dire e fare…

Come ho avuto modo di illustrare, le dimostrazioni della plausibilità e dell’efficacia della NMG ci sono e sono in continua produzione da parte di tutti coloro che, con successo, hanno dimostrato il ripristino della salute applicando il metodo Hamer…e sono tanti.

Diciamo che morire di cancro non è difficile e ancora oggi molto probabile. La NMG è una straordinaria evoluzione medica, ma non ha doti magiche, quindi morire anche dopo l’applicazione del metodo Hamer non è improbabile, tenendo conto che molti dei pazienti che si rivolgono a questo metodo, vi giungono dopo gli insuccessi di una oncologia medica che, ancora oggi, può dimostrare di essere inefficace nel 90% dei casi trattati, con una mortalità pressoché invariata negli ultimi 50 anni.

Le dichiarazioni di SwissCancer sono fuorvianti. L’uso della morfina non è proibito, ma fortemente sconsigliato specie nella fase vagotonica della malattia in quanto, da farmaco vagotonico, tende a peggiorare una condizione già seria. L’uso di analgesici non oppioidi (ce ne sono di molti tipi) è invece favorita e tollerata. Quello che SwissCancer non dice è che la Morfina è risaputo essere il farmaco che porta a morte più rapidamente, anche se nel torpore e nel silenzio (le silenziose morti da eroina non suggeriscono nulla?). Ciò che SwissCancer non dice è che la morfina mette in pace una persona, a cui non è stato detto che i dolori che prova, hanno una ragione d’essere; ragione che una volta capita e accettata, può rendere il dolore più sopportabile e dominabile con altri rimedi meno deprimenti, favorendo il ritorno alla lotta per la propria sopravvivenza.

Biografia

Nasce in Germania il 17 maggio 1935 a Mettmann. Nel 1953, all’età di 18 anni, consegue la maturità a Krefeld e comincia gli studi di medicina e teologia all’Università di Tubinga. Nel 1957, a 22 anni, supera l’esame di teologia a Erlangen; il 10 aprile del 1962, a 26 anni, supera l’esame statale di medicina a Marburgo in Germania. Riceve il Dr. med. nel dicembre 1963. Perderà l’abilitazione a praticare la medicina nel 1986. Nel febbraio 1972 diventa medico di medicina interna. Deposita alcuni brevetti, soprattutto relativi alla chirurgia plastica: lo “scalpello Hamer” e un tavolo che si adatta automaticamente ai contorni del corpo.

Nel 1978 il figlio Dirk, mentre si trova in vacanza all’isola di Cavallo, in Corsica, viene colpito alla gamba da un proiettile sparato tramite un fucile impugnato da Vittorio Emanuele di Savoia e muore dopo quattro mesi di agonia. I processi si protrarranno per molti anni, e l’imputato sarà in seguito assolto da ogni accusa con una sentenza molto controversa.

Successivamente Ryke Hamer viene colpito da carcinoma a un testicolo, che gli viene asportato chirurgicamente. I primi sintomi del cancro sarebbero apparsi due mesi dopo la morte tragica di suo figlio.

In seguito a questi episodi, in un primo tempo Hamer ipotizza che il cancro sia causato da traumi improvvisi e drammatici, che porterebbero a deiconflitti biologici. In seguito, nel 1981 elabora una teoria secondo la quale tutte le malattie sarebbero causate da tali conflitti biologici e l’unica possibilità di guarigione sarebbe quindi data dalla risoluzione del conflitto. Denomina la sua ipotesi di uno shock biologico sindrome di Dirk Hamer (in inglese Dirk-Hamer-Syndrome o DHS) e battezza le basi della sua praticaCinque Leggi Biologiche. Anche la moglie di Hamer si ammala di cancro, diventando così la prima paziente a sperimentare la nuova teoria [disinformazione]; morirà nel 1985.

Come sopra, la NMG è una metodica straordinaria, ma non è infallibile. Poi vorrei chiedere a chi ha scritto la pagina di Wikipedia: “Le mogli degli oncologi malate di cancro, sopravvivono tutte con chirurgia, chemio e radioterapia?” Vorrei una rispostina sensata, per favore.

Storia giudiziaria

Irrilevante per la fondatezza della NMG

L’antisemitismo

Irrilevante per la fondatezza della NMG

La Nuova Medicina Germanica

Hamer sostiene di aver trovato conferma delle sue ipotesi (lui le chiama scoperte n.d.a.) in tutti i casi che ha esaminato, che a suo dire sarebbero circa 30.000.
Tuttavia, nella letteratura medica internazionale non è riportato alcun caso di cancro curato con il metodo di Hamer [disinformazione], e non esistono studi che riguardino o confermino le sue teorie. Le cosiddette “prove” fornite da Hamer e dai suoi seguaci non sono scientificamente plausibili, e molti aspetti della sua pratica sono in totale contrasto con le conoscenze fornite dalla scienza medica o dalla biologia [nota]. Ad oggi non si conosce nessun caso documentato di persona guarita grazie al metodo di Hamer, mentre sono noti i casi di coloro che sono morti seguendo tale metodo. [falso e disinformazione]
In Italia le teorie di Hamer sono diffuse dall’Associazione Leggi Biologiche Applicate (ALBA), associazione che, però, dal 2007 non gode più del sostegno di Hamer [disinformazione].

Secondo Claudio Trupiano (fondatore e membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione ALBA) il pensiero di Hamer sarebbe in continuità con la teoria evoluzionistica. In particolare, con la teoria formulata in chiave biologica da Ernst Haeckel, che “l’ontogenesi segue la filogenesi”, ovvero che nello sviluppo del singolo si ricapitola lo sviluppo della vita dalle sue prime forme organiche. A partire da questo “assunto” si giungerebbe all’altro “assunto” indimostrato del pensiero hameriano: la corrispondenza tra i vissuti (analizzati sul piano biologico complessivo e non solo psicologico) e le reazioni dei tessuti, secondo uno schema costante.
Più in particolare, Hamer afferma che, a suo dire:

  • le metastasi sarebbero un’invenzione della medicina; [disinformazione]
  • i batteri ed i virus non sarebbero un danno per il nostro corpo [disinformazione], ma anzi aiuterebbero a guarire (ad esempio se hai un tumore allo stomaco, bisogna ingerire al più presto dei batteri della tubercolosi);
  • a causare il cancro o una malattia sarebbe un presunto trauma non risolto o un conflitto (ad esempio il cancro al seno destro sarebbe causato da un presunto conflitto madre-figlio, la carie dentaria è causata dal “conflitto di non poter mordere”, mentre il diabete nelle donne mancine sarebbe in verità un “conflitto sessuale” provocato dal disgusto dell’organo sessuale maschile, dai ragni o dalle rane [disinformazione]);
  • i traumi psichici sarebbero visualizzabili negli esami TAC [disinformazione].

Per quanto riguarda la presunta “visualizzazione dei traumi psichici tramite TAC” (che secondo Hamer apparirebbero come delle formazioni concentriche e rotondeggianti), Hamer si riferisce erroneamente ed in maniera del tutto fuorviante a segni che sono invece notoriamente dei banali artefatti tecnici del macchinario, chiamati ring artifact, frequenti soprattutto nelle apparecchiature più obsolete. [disinformazione]
Secondo SwissCancer la pratica hameriana è considerata molto pericolosa per diversi motivi: poiché può indurre i pazienti, erroneamente sicuri della “guarigione”, ad abbandonare le terapie mediche che sono invece di accertata efficacia (quali? qual’è l’efficacia? percentuali di successo? n.d.a.), rischiando così di facilitare o accelerare il proprio decesso; la sospensione degli oppioidi (morfina) che viene consigliata dall’approccio di Hamer può condurre i pazienti a dover sopportare atroci sofferenze [disinformazione]; infine, stante lateoria eziologica basata sulla presenza di conflitti personali, il peggioramento della malattia potrebbe portare i pazienti a dover sopportare ingiustamente dei sentimenti di colpevolizzazione [disinformazione] .

Anche il German Cancer Research Center, il German Cancer Society, la German Medical Association e il German Consumer Councils dissentono fortemente dagli aspetti teorizzati dalla Nuova Medicina Germanica e gli stessi proponenti terapie alternative nella cura del cancro guardano con scetticismo alla pratica. Il trattamento di Hamer viene descritto non solo come pericoloso ma anche crudele.

La letteratura ufficiale internazionale non dice nemmeno che nessuna istituzione ufficiale, con metodo scientifico, abbia voluto condurre serie, imparziali e non pilotate sperimentazioni sul metodo Hamer. Come avrebbe potuto scrivere di casi di guarigione se non può essere applicata in istituzioni ufficiali ed al di sopra di ogni sospetto? Se si chiude fuori dalla porta una persona, come si riesce a stabilire se è gradevole oppure no?

Quando Galileo, usando un astruso (per quei tempi) cilindro con delle lenti, indicò il moto degli astri, fu messo alla gogna e costretto all’abjura. Ora sappiamo come andarono le cose. Evidentemente la storia, anche nel caso delle scoperte di Hamer, non ha insegnato molto. E di Ignáz Semmelweis, colui che scoprì come le infezioni si possono trasmettere, ne vogliamo ricevere qualche info su Wikipedia?

Che non si conoscano casi di guarigioni con il metodo Hamer è una menzogna. Le numerose persone che potrebbero testimoniare la loro vittoria sul cancro, non sono mai state intervistate o invitate a dimostrare la propria risoluzione.
Sperimentazioni scientifiche e ufficiali non se ne vogliono fare, allora come si può affermare che non esistono casi documentati di guarigioni?
Si dice che sono noti i casi di morte dopo l’applicazione del metodo Hamer. Delle centinaia di migliaia di morti avvenute dopo l’impiego della triade terapeutica convenzionale cosa si dice? Ne vogliamo parlare?

Le metastasi non sono una invenzione della medicina, sono un modo per giustificare lo sviluppo di neoplasie a distanza rispetto ad una primaria. Le modalità specifiche per cui una massa tumorale si dissemini o meno nel corpo, non sono di fatto completamente e scientificamente dimostrate. Il Dr. Hamer da una spiegazione per lo sviluppo di nuove neoplasie ed è una spiegazione che, in questa pagina di Wikipedia od in altre, non viene menzionata.

Batteri e virus hanno una loro funzione specifica che Hamer spiega molto bene, ma spiega anche che in precise circostanze gli stessi microorganismi possono essere fonte di problemi e l’uso degli antibiotici non è negato quando se ne renda necessario l’uso. Un conto è usare gli antimicrobici quando ne sia utile l’impiego, un altro è farne un uso “a prescindere”!

Fare esempi del genere, senza esporre compiutamente l’intera NMG ha il solo scopo di deridere, non di informare. Non si accenna però al fatto che la scienza non sa spiegare perché ad una donna viene un cancro alla mammella, non sa dire perché insorga la carie e non sa nemmeno dire perché una persona diventi diabetica. Secondo questa ridicola pagina di Wikipedia, si pretende che la NMG debba dare spiegazioni “realistiche” e scientifiche, mentre la medicina ufficiale è in diritto di non darne affatto, eppure di tempo per dare delle risposte sensate e scientifiche, ne ha avuto fin troppo.

Anche in questa affermazione si nota l’ignoranza in merito alla NMG. La TC non mostra lo shock psichico, ma il relè di attivazione a cui si abbina lo shock. Lo shock è un evento psichico, l’attivazione di un relè cerebrale è un evento organico.

La pagina di Wikipedia non accenna assolutamente al fatto che i tecnici della Siemens, che all’epoca produceva strumenti per l’esecuzione delle TC, rilasciarono una dichiarazione firmata che indicava che le alterazioni indicate dal Dr. Hamer non potevano essere considerate “artefatti”. Il documento che lo attesta è datato 22-12-1989 e lo si può leggere nei libri di Hamer.

Una persona che applica per se il metodo della NMG, viene educato a capire cosa significa “conflitto irrisolto”, non è nella condizione quindi di vivere sensi di colpa. La persona è cosciente delle cose che vanno risolte, ne prende atto e decide in libertà, prendendosi le responsabilità del caso, il suo. Non è certo nelle condizioni della persona che si sottopone alla chemioterapia, subendo passivamente le relative innegabili sofferenze, confidando nel sorriso smagliante, nelle rassicurazioni e nelle mancate risposte di un oncologo che si è preso la responsabilità di tiralo fuori dal baratro, senza per altro riuscirci nel 90% dei casi.

Presunti riconoscimenti

I sostenitori della Nuova Medicina Germanica affermano che essa avrebbe ricevuto riconoscimento da diverse istituzioni (ad es. l’università di Trnava), tuttavia a un’attenta verifica tali presunti riconoscimenti si sono mostrati scarsamente attendibili se non inverosimili e in ogni caso nessuno di essi ha a che fare con una seria e scientifica sperimentazione clinica.

Chi ha valutato l’attendibilità e la verosimiglianza di questi attestati? Su quali basi e con quali raffronti?
Se sono inattendibili e inverosimili, cosa si aspetta per renderli tali, con sperimentazioni serie e scientifiche?

Casistiche notorie

Vengono qui riportati alcuni casi mediatici, di pazienti deceduti o “salvati” dalla medicina ufficiale, ma non vengono invece riportati i numerosissimi casi di persone salvate dalla NMG, che potete leggere in queste pagine:
http://www.nuovamedicinagermanica.it/content/category/6/14/52/
http://www.albanm.com/testimonianze

Conclusioni

Wikipedia è una risorsa incommensurabilmente preziosa e non credo che ci sia qualcuno che neghi questa affermazione, ma nel caso in oggetto si appalesa un disservizio grave; tanto più grave proprio per l’autorevolezza della sorgente.
Confondere la persona con l’idea è il primo grave errore. Einstein, il genio della fisica, era un autistico ma nessuno nega l’enormità delle sue idee e delle sue scoperte.

Esporre frammenti di una conoscenza o di un argomento solo per riempire una pagina biografica di Wikipedia è il secondo grave errore. Si innesca nell’utente la confusione tra personaggio e le sue idee, peraltro esposte in modo improprio e parcellare.
La NMG non è il prodotto di una persona, ma una scoperta ed un modo rivoluzionario di intendere la medicina e l’assistenza a chi soffre. Esporre solo le parti che servono a denigrare la persona che l’ha scoperta, è un indecente e osceno abuso di una risorsa importante.

FONTE

https://blogtre.wordpress.com

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