Alchimia, Esoterismo, Filosofia, Gnosticismo, Isoterismo, Magia, Sessualità, Spiritualità, Storia

L’ALCHIMIA SESSUALE, di Elena Frasca Odorizzi

L’Alchimia Sessuale, il suo significato e i suoi rapporti con la Magia Sessuale “moderna”.

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«Chi non considera che il significato esteriore isolando dall’insieme è un materialista, chi non considera che il significato interiore isolando dal resto, è un falso mistico: ma chi unisce i due significati è perfetto»

Ahmad Al Alawi.

Non riuscirò certo ad essere perfetta, ma un faro che illumini la strada è sempre necessario per non perdersi in una riflessione sugli aspetti sessuali dell’alchimia e della magia. Un argomento non facile, sia per il soggetto in sé, sia per la comprensione di qualcosa visto dall’esterno, attraverso l’analisi di fonti e studi di altri.

Tutto è nato dalla lettura di opere sulla Magia sessuale, che veniva equiparata all’Alchimia sessuale, mentre a mio parere si trattava piuttosto di testi riportanti un pensiero confuso, maschilista e culturalmente superato che poco c’entrava con l’Alchimia. Quando mi si è iniziato a chiedere cosa ne pensassi di questo o quel testo ho capito che non potevo dare un’opinione parziale in base a sensazioni personali, senza motivarla. Ho deciso allora di mettermi a studiare e confrontare i vari testi per individuarne origini, mentalità e funzionalità. Ne è venuto fuori che i testi hanno una base culturale molto più complessa di quello che immaginavo e di certo con questa breve ricerca non potrò essere esauriente quanto vorrebbe il mio sole in Vergine, in nona casa. Farò comunque del mio meglio per trattare un argomento così delicato che coinvolge semplici curiosi e scuole esoteriche tutt’ora operanti. Cercherò di farlo anche laddove non ne condividessi le idee di fondo, giacché un investigatore deve essere il più possibile obbiettivo e oggettivo, altrimenti è meglio che si dedichi ad altro. Mi riservo solo la possibilità di poter approfondire meglio in futuro l’argomento, soprattutto se nel frattempo avrò avuto modo di consultare altre fonti e parlare con nuove persone. Consiglio di disporsi alla lettura rilassandosi con l’ascolto di musica classica, magari con le Quattro Stagioni di Vivaldi, come sto facendo io mentre scrivo l’introduzione. Con me funziona.

 

Prima Parte

Introduzione

“Generalità”

Alchimia o Magia Sessuale?

I “famigerati” Testi

I termini della questione: una strada obbligata.

Sesso Sacro nella Bibbia

Gnosticismo antico e “nuovo”

L’Esoterismo cristiano neo gnostico: Sesso e castità, ritenzione del seme e generazione del corpo di luce.

Le origini ebraiche del sistema attraverso la visione dei Cabalisti e della Teurgia

La procreazione materiale, quella spirituale e l’apocalittica.

Le posizioni “migliori”

Seconda Parte

La questione della parità dei sessi nello gnosticismo antico e il maschilismo mascherato

L’insegnamento segreto di Gesù, le Sette Discepole del Salvatore, la Maddalena, come Apostola degli apostoli e gnostico perfetto.

Maria Maddalena, la Prostituta e la Donna Nuda.

Il “Mistero” della Femmina trasformata in Maschio.

Il maschilismo dissimulato e la negazione della femminilità

La Visione Alchemica rispetto a quella cabalistico-gnostico-cristiana

L’Esoterismo nel Cristianimo Neo Gnostico

Samael Aun Weor : il Matrimonio perfetto

L’Esoterismo Cristiano di Tommaso Palamidessi.

Terza Parte – La Spermo-Gnosis e la Teurgia Sessuale

Magia Nera e Magia Sessuale.

Alchimia e Magia Nera

Scienze e Pseudoscienze: Le teorie “Spermoterapiche” di Lakhovsky

Il Corpo di Luce e il metodo “Kremmerz”

Alla ricerca dell’Immortalità: Avatarismo, Vampirismo e Necromagia

La Messa dello Spirito Santo e le Operazioni Teurgiche Sessuali

Poteri Solari, Siddhi, e “Supereroi”

Il Tantrismo Medievale e Il Mistero del Fiore d’Oro

 

Prima parte

“Generalità”

In generale si sente parlare di magia sessuale, chiamata anche magia rossa o dei desideri, mentre più raramente si trovano informazioni sull’alchimia sessuale. Nonostante i due termini siano usati in modo interscambiabile, della prima, l’opinione dei più, è che si tratti di magia nera, quindi di qualcosa di pericoloso e praticato da persone deviate e senza scrupoli per scopi puramente materiali o peccaminosi, della seconda si dice che serva all’evoluzione spirituale e vada praticata sotto stretto controllo, seguendo precise prescrizioni e tecniche, in modo che possa rientrare nelle pratiche della cosiddetta magia bianca. In realtà, anche così viene spesso rifiutata e ascritta nuovamente alla magia nera. All’alba del XXI secolo, il Sesso è dunque ancora considerato qualcosa di imbarazzante di cui parlare, in quanto trattasi di cosa “infida”, “sporca”, “peccaminosa”, “proibita”, “patologica”, “amorale”, in una sola parola “demoniaca”, utile solo a produrre perversioni e violenza e a tentare verso gli effimeri appagamenti della carne? In parte bisogna ammettere che è così, nonostante la rivoluzione sessuale, ma per fortuna basta recarsi in una qualsiasi libreria per essere informati che il Sesso è esattamente anche il suo opposto, ovvero un potere dirompente e rivoluzionario, completamente gratuito e alla portata di tutti, capace di smuovere energie e rendere l’individuo intellettualmente e spiritualmente libero, felice, allegro e appagato, quando viene ovviamente vissuto nel pieno rispetto reciproco. Esistono anche in questo caso due facce della stessa medaglia.

Il Sesso non è un male di per sé, anzi, tutto sta nell’uso che se ne fa. Tutti sanno che non è mai lo strumento a essere dannoso, ma la mente di chi lo usa e il sesso è effettivamente uno strumento per produrre energia. Anzi mi verrebbe da dire che si tratta dell’unica altra fonte di energia veramente rinnovabile, inesauribile, pulita, alla portata di tutti, insieme alla luce solare. Il “colore” di questa energia, invece, siamo noi a definirlo, a seconda dei “colori” che abbiamo dentro, così alcuni useranno “davvero” il Sesso Sacro come sistema di trascendenza ed evoluzione morale, potenziando la loro energia vitale e spirituale, mentre altri ne faranno “davvero” uno strumento di sfruttamento, coercizione e violenza. Quando parlo di Sesso Sacro mi rendo conto che implicitamente io lo assimilo all’Amore, ai sentimenti, all’affettività vissuta attraverso i sensi, ma questo non potrà dirsi di tutti i testi di cui parlerò e quindi è bene specificarlo subito.

Come distinguere una strada da un’altra non è nelle mie possibilità indicarlo, ma credo che la differenza sia determinata dal maggior o minore livello di ignoranza di coloro che dovrebbero trasmetterci le loro conoscenze e di noi che le accogliamo, quindi possiamo renderci contro delle differenze solamente vivendo, cioè attraverso l’esperienza personale e il confronto con l’esperienza altrui. Quando parlo di ignoranza intendo una minore esperienza emotiva e affettiva, quindi una ridotta capacità di trasmettere conoscenza spirituale, amore e saggezza. Al massimo si può dire che il confine tra l’abuso e l’uso dell’energia vitale si delinea nel momento in cui ci venga trasmessa o una mentalità che ci rende liberi e indipendenti, ma desiderosi di condivisione, oppure al contrario, si venga convinti che non sia necessario comprendere, ma solo obbedire: che non abbia senso cooperare, ma sia meglio dipendere da altri, divenendo sfruttatori a nostra volta.

A mio parere, un buon sistema di autovalutazione, potrebbe essere quello di vedere se l’ago della nostra bilancia interiore sia più spostato verso la Venere o verso il Marte, del famoso ed omonimo quadro dell’ermetista neoplatonico, Botticelli.

Alchimia o Magia Sessuale?

Se volessimo, in ogni caso, provare ad ipotizzare come dovrebbe essere l’Alchimia sessuale a livello ideale, cosa potremmo rispondere?

Niente di più, niente di meno che si tratta di una tecnica. Una tecnica che trasforma le energie sessuali potenziando l’energia vitale e trasformando la sfera emotiva e spirituale. Un sistema per allontanare l’ignoranza in favore di una autocoscienza personale, ma anche collettiva, essendo la società nient’altro che l’insieme di questi stessi individui che credono nella fratellanza e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani, senza distinzioni di sesso, razza, censo e credo.

Qualsiasi altra forma di mescolamento e distillazione di energie mentali e spirituali che non comporti l’assoluta possibilità per tutti di ottenere gli stessi risultati non è più Alchimia. La filosofia dell’alchimia nasce come assolutamente cooperativa e paritaria, non comprenderlo e comportarsi diversamente è solo triste «imitazione dell’alchimia». Le differenze nascono a partire dagli obbiettivi che animano gli individui, ma non dal principio che anima l’Alchimia.

Si può dunque intendere l’alchimia sessuale, sfrondata di connotazioni negative e intenzioni egoistiche, come uno dei campi di azione dell’alchimia spirituale. La parte sessuale serve a liberare e trasformare le energie sessuali in energie vitali, mentre la parte alchemica che si occupa della sfera delle trasformazioni emotive e psichiche più profonde ha il compito di distillarle e raffinarle, rendendole molto più potenti tramite l’autocoscienza. Tutti sanno che il sesso senza la partecipazione attiva e volontaria della mente e dell’anima, non è niente. Se non si prova nessuna emozione, nessuna sensazione di fusione e scambio che un’unione così intima può creare, il risultato finale sarà solo di svuotamento. Quando invece “materia e spirito” si percepiscono l’un l’altra e si fondono in una “cosa” sola producono un’energia che riempie e arricchisce maggiormente chi la “evoca” se viene incanalata verso la crescita interiore. Cercando di essere più chiari, la parte sessuale scopre e mette a nudo l’Io nella sua interezza indifferenziata. È l’abito mentale che cade, ma è responsabilità dell’Alchimia fare da Specchio a questa nudità interiore, per dare un senso a questa liberazione, facendo conoscere l’Io a se stesso. Nell’Alambicco chiuso “ermeticamente” il sottile si separa dallo spesso, finché il Tutto viene ricomposto uguale e mutato in un’unica sostanza, in un’unica immagine. Alchimia e Magia Sessuale coincidono quindi nell’unica definizione di Alchimia Sessuale e non possono e non devono venir separate, come la mente dal cuore, l’istinto dalla ragione. Per lo stesso motivo gli Esoteristi di altra tradizione, che si rifanno a termini alchemici, divenuti ormai parte del bagaglio culturale comune, sovrappongono e scambiano continuamente i due termini per rendere più chiaro e profondo il significato della loro “Magia Sessuale”. In questi casi sarebbe più corretto parlare di magia sessuale (di natura) alchimistica, di una specifica scuola esoterica, in altri casi ci si accorge che si parla effettivamente solo di magia sessuale.

I “famigerati” Testi

Mentre le tecniche dell’Alchimia Sessuale restano segrete, perché riguardano l’intimità interiore e l’esperienza personale incomunicabili a parole, quelle della magia sessuale più o meno alchimistica invadono le librerie.

Numerose sono le reinterpretazioni di manuali sessuali orientali, portati in occidente per vie commerciali nel periodo coloniale, destinate non più ai bordelli, ai circoli privati o ai cenacoli occultistici, ma riadattati al benessere della coppia del XXI secolo. Sono testi più “profani”, forse, ma contenenti tutto quello che c’è da sapere su tecniche e posizioni per una migliore e più sana attività sessuale in chiave spirituale, a partire da titoli come Tantra, un invito a vivere l’affettività, l’amore e l’erotismo in un modo libero e completo, a spiegazioni del Kama Sutra da tenere sul comodino vicino al Tao del Sesso cinese, e a Come fare l’amore tutta la notte.

Se dunque una neo disciplina come la Sessuologia fa passi da gigante, occupandosi della crescita psicofisica dell’individuo attraverso libri e corsi dedicati a come riequilibrare le energie sessuali e a come imparare a relazionarsi meglio con se stessi e con gli altri, sul versante dell’antica tradizione esoterica, niente di nuovo sotto al sole. Continuano a circolare molti testi desueti e maschilisti, (persino se scritti da donne), che invitano all’utilizzo sperimentale e acritico di tecniche parziali, totalmente decontestualizzate, che forse neanche gli Esoteristi di oggi prendono più alla lettera, sebbene si tratti di “briciole cadute dalle tasche” dei loro avi. Forse mi sbaglio, ma penso che il Sesso Sacro, nonostante la maggiore libertà sessuale, sia in realtà poco praticato come tecnica spirituale in ambito esoterico, a prescindere dalle ricerche “etnografiche” condotte in prima persona dall’antropologa Cecilia Gatto Trocchi, che appaiono effettivamente ridicole così come la sua autrice ha voluto presentarle. Coloro che utilizzano maggiormente la magia dei desideri, a parer mio, non sono gli Esoteristi, ma coloro che sono interessati al potere politico, economico e religioso, che ben sanno che chi padroneggia il proprio desiderio e conosce quello altrui, non solo non è più sotto l’influenza di nessuno (a parte il suo narcisismo), ma può dirigere e controllare i consensi e la direzione del mondo, o quantomeno del flusso di soldi nelle sue tasche. A questo proposito basta vedere il deragliamento verso forme estreme di Marketing social-politico e PNL applicati ai rapporti umani. I testi che si prendono la pena di ricostruire la storia di queste idee, sono soprattutto cronologico-descrittivi, utilissimi per la ricostruzione temporale e per capire i legami e le reciproche influenze tra i maggiori rappresentanti delle scuole esoteriche del tempo, ma non sempre utili per capire l’origine culturale di queste stesse idee. Con tutta l’ammirazione per coloro che si sono dedicati ad un’opera coraggiosa come quella di rendere pubbliche le loro idee sul Sesso Sacro, molti di questi testi di fine ottocento, inizio novecento, letti nel XXI secolo, onestamente non possono dirsi immuni dal pregiudizio sociale, razziale, culturale, filosofico e sessuale, anche laddove cercassero di combatterlo. I numerosi paradigmi stratificatisi di epoca in epoca non reggono il confronto con la diversa coscienza dei tempi. Niente di strano, «siamo come nani sulle spalle dei giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non per l’acutezza della nostra vista, ma perché sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti » ne consegue che dobbiamo proiettarci verso il futuro elaborando il passato in una continuità dinamica, ma critica. Farebbe quindi piacere poter leggere un maggiore numero di testi anche esoterici, posteriori agli anni 50, che prendendo origine dalla comprensione di quelli più antichi, mantenendo quanto vi è di corretto, ma senza temere di indicare anche quanto vi è di superato e perché. Se come immagino e spero i loro eredi, praticando, sono andati oltre questi limiti, la reinterpretazione della “dottrina” dove è? Forse semplicemente non ho cercato abbastanza, ma partendo dall’ipotesi che essa venga data solamente all’interno delle scuole iniziatiche, come è giusto che sia, non sarebbe corretto lasciare un’immagine meno confusa anche all’esterno? I testi circolano, e per fortuna questo non può essere impedito, ma ciò che si trova, anche se alla fine è sempre lo stesso principio visto da angolazioni diverse, avrebbe bisogno di un apparato critico scritto da quelle stesse persone che ne hanno conoscenza diretta.

È solo un consiglio, ma quando una persona inesperta si avvina a scritti così decontestualizzati non può provare altro che un senso di confusione e perplessità se non riceve risposte soddisfacenti su: quali e quante Vie esoteriche abbiano effettivamente annoverato tra i loro rituali pratiche sessuali a scopo magico o trasmutatorio, perché lo hanno fatto, chi erano i “controversi” protagonisti della loro diffusione, verso quali finalità erano rivolte, quali sono le fonti antiche o orientali da cui sono state attinte, ma soprattutto quale era la mentalità e la cultura di chi le ha interpretate, che pregiudizi avevano, quali marchi di infamia hanno ricevuto, non ultima e meno importante la domanda su quale sia l’effettiva funzionalità di queste pratiche .

Da parte mia, non intendo occuparmi della storia del Sesso dalle origini ad ora, essendoci già sufficienti libri   che hanno contribuito a creare consapevolezza generalizzata che il sesso sacro è stato ed è utilizzato da tutte le civiltà del passato e del presente e lo sarà anche in futuro. Preferisco concentrare il mio interesse sul periodo “moderno”, non da un punto di vista storico, anche se mi devo appoggiare sulle cronologie, ma da un punto di vista interno alla mentalità della nostra cultura occidentale. Un’impresa molto meno disperata del cercare di comprendere i motivi e le pratiche della sessualità sacra degli antichi babilonesi, la cui dimensione spirituale è più difficilmente sondabile per noi di quella dei nostri trisnonni, con i quali condividiamo gli stessi paradigmi culturali che ancora convivono e influenzano la nostra epoca.

I termini della questione: una strada obbligata.

L’ottocento in piena rivoluzione sociale, culturale e industriale si trovò a piantare involontariamente anche i semi della futura rivoluzione sessuale. Probabilmente questa colse impreparati molti Esoteristi e ricercatori di inizio secolo che iniziarono ad accusare la religione cristiana di aver aperto le porte agli istinti più primitivi con i suoi metodi repressivi, senza contare che nel clero stesso vi era una assenza secolare di vera spiritualità. La loro contro proposta era quella di stabilire un nuovo ordine sociale e spirituale, anche attraverso una revisione del sesso in chiave sacra, per impedire che il mondo impazzisse del tutto . Alcuni pensarono addirittura di indirizzare questa revisione verso l’avvento di un nuovo paganesimo, ma in entrambi i casi più che di un progetto di “rivoluzione culturale” su larga scala, è più realistico parlare di logica conseguenza dei tempi. La sopravvivenza di culti pagani ed eresie cristiano gnostiche, mescolate alla riscoperta filologica medievale e rinascimentale dei miti amorosi greci, unita alle scoperte antiquarie e archeologiche ottocentesche riguardanti la sessualità degli antichi, rivitalizzate infine dalla scoperta dei testi sacri orientali, non fecero altro che portare a saturazione una miscela esplosiva alimentata dall’alternarsi di momenti di repressione e curiosità per la sessualità in tutte le sue forme. Dagli amori degli dei a quelli dei grandi generali antichi, dall’omosessualità alla prostituzione sacra, dalle nozze sacre alle pratiche orgiastiche, dai falli esposti per indicare i lupanari al fallo di Dioniso portato in processione o tenuto velato e “dritto nella cesta” della Villa dei Misteri, pian piano ogni cosa tornò alla luce del sole e venne confrontato con ciò che proveniva dall’oriente. Il tutto venne filtrato dall’occhio di chi pur divenuto capace di criticare il creazionismo, (considerato fino ad allora unica spiegazione del mondo e delle sue leggi fisiche, morali e sociali), non voleva né poteva distaccarsi completamente e bruscamente da quello che comunque restava il collante della cultura europea. Si poteva contestare l’ordine sociale tra nobili e poveri, cancellare la monarchia francese, inaugurare la democrazia degli Stati Uniti d’America, mettere in discussione la veridicità della storia del mondo raccontata nella Bibbia, lottare contro l’interferenza religiosa della Chiesa nella libertà di pensiero, ma pochi dubitavano dell’esistenza di un Dio che osserva l’umanità, la giudica e dispone del suo futuro ultraterreno. Qualsiasi strada innovativa uno intraprendesse, questa veniva a scontrarsi inevitabilmente con la religione e come nel medioevo e nel rinascimento, anche nell’ottocento la rotta continuava ad essere tracciata: se si tentava una conciliazione tra religione misterica e sesso sacro si veniva tacciati di eresia, se invece ci si contrapponeva e “ribellava” ai dogmi cristiani l’accusa era ancora una volta di stregoneria e satanismo.

Sesso Sacro nella Bibbia

Esisteva un’idea di Sesso Sacro anche nel Cristianesimo delle origini, da prendere come modello, per l’esoterismo cristiano di fine ‘800, risvegliato dalle pratiche tantriche delle religioni indiane?

Si, esisteva. Il più antico testo di erotismo sacro ebraico-cristiano, disponibile a tutti, è il Cantico di Cantici, che dai libri sapienziali è confluito nel Vecchio Testamento della Bibbia. Spiegato dai commentatori come l’amore tra Dio e Gerusalemme, non risente degli effetti sessuofobici devastanti che la credenza in un peccato originale ha lasciato sulla successiva interpretazione teologica cattolica. Nella spiegazione di Guido Ceronetti, viene rivelata tutta la potenza dell’Amore Mistico e Sessuale del popolo ebraico, che sfugge in primis alla censura patriarcale del suo tempo coprendosi con strati e strati di metaforici veli, che il traduttore sapientemente risolleva:

«Mi abbeveri di baci la tua bocca, perché il tuo amore inebria più del vino.»; «Portami nella cantina. Piantami il tuo stendardo, amore. Con dolci d’uva e con mele sostentami risuscitami. Muoio d’amore.»; «Le tue labbra sono un filo scarlatto, desiderabile è la tua bocca. Mi travolgi la mente, sorella mia e sposa. Mi travolgi la mente. Con un solo sguardo, con una sola collana del tuo collo. Meravigliose le tue carezze sorella mia e sposa. Più del vino meravigliose. E l’odore che emani supera ogni profumo. Favi colanti le tue labbra oh sposa. Miele e latte nella tua bocca. Come un Libano di aromi delle tue vesti l’odore. Tu sei l’Oasi sprangata, Sorella mia e sposa. La Sorgente Turata, la Fonte Sigillata. I tuoi scoli sono un Giardino Paradisiaco di melograni, di hennè di nardo di frutti preziosi.   Entri il mio Amato nel suo giardino, per mangiare quel frutto prodigioso »; «Nel mio giardino entravo, Sorella mia e sposa. E la mirra e ogni essenza ne rapivo, e tutto il favo del miele mangiavo e il vino e il latte bevevo.   Io dormivo ma il cuore mio udiva, la voce del mio amico che bussava – Aprimi sorella mia. Amica mia, colomba mia, perfetta mia. La rugiada ha coperto la mia testa. La notte ha inumidito i miei capelli – Già mi sono svestita e mi rivesto? Mi sono lavati i piedi e torno a sporcarli? L’amato mio toglieva dal buco la sua mano e le me cavità muggivano per lui. Per aprire al mio amico io mi alzavo. Al suo richiamo la mia anima usciva e la mia mano mirra colava. Dalle mie dita la mirra fluiva sul chiavistello che impugnavo. Apro all’Amato mio. L’Amato mio era sparito.» – «Dove è andato il tuo Amato, O tra le donne la più bella?   Il mio amato al suo paradiso, alle aiuole di balsamo è disceso. Bruca nell’oasi e coglie rose. Io del mio Amato e il mio Amato è mio. Bruca le rose.»; «La tua vulva è un curvo alambicco di odoroso liquore non è mai secca, una manata di grano in un roseto, ti giace in mezzo agli inguini.   Amico mio vieni, usciamo per la campagna, passeremo la notte in mezzo agli orti. Là ti darò il mio latte.   Tra i frutti acerbi e i maturi, dietro la porta, per te ho nascosto quanto c’è di più ricco Amato mio » – «Ah fossi tu mio fratello, da mia madre allattato fossi tu stato. Trovandoti per strada ti bacerei. Potrei farlo senza vergogna. Col liquido odoroso e il lacrimare della mia melagrana t’irrorei. La tua sinistra sotto la mia testa e la tua destra mi abbracci .»

…e Ceronetti, senza falsi pudori, ma con alte punte di “penetrazione erotico mistica”, superiori a qualsiasi testo di magia sessuale, spiega: «Nove sono le porte del corpo; questa, a cui Apollinaire scioglieva il suo hallèl, è la nona. La mano penzola dal buco della porta sprangata, la mano che sfiora la porta di corallo e si cambia nella mano che Gerusalemme ha (nefas) odorato, e appena la porta si apre si ritrae e sparisce per la porta chiusa facendo muggire il vuoto della carne, sono momenti di spasimi di un sogno. La visione erotica fa gocciolare la mirra, che è la Quinah muliebre nella sua più pura manifestazione, e le dita calmano il fuoco che si è acceso nello stato di mezza veglia. Ma nel buco nessuno è entrato, dalla stanza nessuno è uscito. L’Anima amante di Dio si masturba in solitudine, sognando che l’amato è vicino. Si alza e va ad aprire, l’Amato è sparito, la strada è deserta. A volte invece, fu la ferita. La mano dello Sposo che entra in sogno per la porta chiusa e lascia vuote di sé le cavità occulte è atteso, si cambia in un dardo tutto d’oro che ha sulla punta un fuoco, e si immerge nel cuore più volte, perforandolo da parte a parte, tocca tutti i visceri e uscendo per immergersi di nuovo sembra portarli via tutti dentro l’incendio di quella punta, mentre il corpo svuotato e dolorante si riempie di una pace d’amore inesplicato e infinito.

Il dardo cherubinico si è immerso ripetutamente in quello spirituale bersaglio cuore, come la spada dell’esecutore mosaico negli inguini della moabita agli Shittim. Quel buco è uno spioncino: chi applica gli occhi può vedere un paesaggio bruciato che esala deliziosamente, come una incredibile fioritura. Divini amoris cuspide. In Vulnus icta concides.  L’esegesi erotica del Cantico, aiuta a capire anche questo “foramen” d’amore di una sapiente e fatata monaca, figlia del Carmelo, senza esserlo di Gerusalemme, discesa da ebrei convertiti [Ceronetti si riferisce a Santa Teresa ed alla celebre statua del Bernini che la ritrae, trafitta dal dardo dell’amore divino, in un’estasi erotico mistica senza precedenti nell’arte cristiana]. Come la figura della porta rimanda ad altre porte, a infinite porte, il buco del sogno del Cantico rimanda ad altri buchi, di ferita celeste e di apertura su realtà indicibili. Nell’alchimia del Cantico [il vino profumato] è la regina delle essenze, nel magnetismo universale un magnete nel quale la Sofia divina ha messo una grandissima forza di attirare le anime e i corpi. Il Cantico per condurre all’anima, ha scelto l’organo che ha più somiglianza con la porta e la stanza vuota, la strada disabitata dove l’anima insegue l’anima attraverso l’estasi, il tormento e la sguaiatezza. Traduco mi stravolgi la mente, stravolgimento che per un antico, semita o greco, non ha niente di negativo, perché lo stravolgimento mentale è la condizione del passaggio ad un ordine superiore. Il mio nardo manda il suo odore e Le mandragore mandano odore sono sfingi gemelle della gnosi erotica roride di enigma. Non c’è nessuno dubbio sull’esclusione di allusioni agresti quando un testo parla di mandragore. Quelle che si disputano Lea e Rachele sono molto vicine alla mano di Giacobbe, ne rappresentano la forza e il potere. La mandragora somiglia alla mano, bere il suo succo equivale a un’impregnazione spermatica. La pregnanza simbolica è resa trasparentemente dall’identità di radice semitica D-D tra Mandragore, Mammelle, Carezze, e Godimento Amoroso, meraviglioso cerchio in cui anche il nome del re profeta David è compreso. La stessa radice stringe anche vaso (DUD) e mano (IAD). Qui c’è ambiguità: le mandragore indicano la mano e quel che della mano non deve essere deviato dalla porta, altrimenti come Onan si muore   tra il loro odore e quello de nardo c’è simpatia e corrispondenza – ma in quanto, anche, carezze amorose mandano odore, sono atti carichi di emanazioni del profondo, hanno il potere di aprire tutte le cose, antiche e nuove.

Nardo e Mandragore sono la nudità come energia attiva, la forza afrodisiaca del corpo, il cui fine non è la semplice cattura dei sensi. Le mandragore (carezze, mammelle, godimento), attirano nella stanza vuota, dove si celebra il triplice mistero della conoscenza erotica, psichica e spirituale.  Manca il Male nel Cantico … il Male come demiurgo oscuro, contrario, contesa, pericolo, mescolanza, perdizione, avversario, tenebra, morte. Il male è assente, perché è assente il Dio che lo crea per misurarsi con lui e vincerlo.  Chi è giustamente stanco del troppo Dio che è in Giacobbe, nel levitico respira. Nel cantico la polvere di un sogno femminile sta al posto di Dio. E’ questo che attira. Nelle tue stanze fammi entrare o re Dove godremo e avremo gioia insieme. Si aprono anche per l’amata, le stanze vuote, le cantine, i cunicoli del sogno della via erotica come via gnostica   Amata è Amato, Amato è Amata, senza asservimento a una condizione sessuale che appena oltre il velo non ha più senso. Ma la lettura del testo, fatalmente, cambia secondo il leggente.   Tutta la visione del Cantico è smisuratamente passionale. La visione intellettuale è il proprio di una lettura maschile   Non essere più né uomo né donna, pensare “androginamente”, dà l’intelligenza perfetta di tutte le figure ».

Teniamo tutto questo a mente, perché lo ritroveremo spesso “fatalmente cambiato”.

Gnosticismo antico e “nuovo”

L’altro testo più antico arrivatoci, che ci palesa la dottrina cristiana, ma gnostica del Vescovo Valentino è invece il Vangelo gnostico di Filippo dove si fa continuamente riferimento al matrimonio sacro. Prima della sua riscoperta nel 1945, a Nag Hammadi, non è detto che frammenti di questo testo o della dottrina in sé non circolassero segretamente o semplicemente da “bocca a orecchio”. Le stesse accuse di “uso del sesso” furono, infatti, attribuite in epoca medioevale alle comunità cristiane catare, albigesi e templari, di chiaro orientamento gnostico manicheo, anche se contemporaneamente erano circondate da un’aura di “purezza” e “castità”, al punto che diventa difficile distinguere tra la diffamazione e qualche forma di reminiscenza di ierogamia più antica. Altra storia se ci si addentra nei movimento neo gnostici di fine secolo, perché qui l’uso del sesso è certo e documentato dai testi.

Nel XIX secolo, soprattutto in Francia, si svilupparono, le cosiddette “chiese cristiane neo-gnostiche”. Una branca di questo movimento era rappresentata dalla Ecclesia Gnostica Catholica di Theodor Reuss (1855 – 1923), il quale appartenendo a svariati ordini esoterici mescolava elementi di magia cerimoniale, tantrismo, occultismo, rosacrocianesimo, massoneria e teosofia. Le sue informazioni derivavano evidentemente da contatti e fonti ancora posteriori se pensiamo a Cagliostro (1743 – 1795) e a Eliphas Lévi (1810 – 1875) che ispira Oswald Wirth (1860–1943) a ideare per il suo celebre mazzo di tarocchi l’Arcano del Diavolo con chiaro carattere sessuale ed alchemico, ma dato che oltre un certo punto si corre il rischio di perdere il filo della matassa è meglio concentrarsi su quello di cui si ha testimonianza. Diciamo quindi che dall’opera di sperimentazione e divulgazione di Reuss discesero da un lato forme di magia sessuale cristiana ad indirizzo gnostico, mentre dall’altro lato emerse una corrente che potremmo considerare come il suo pensiero “avversario”, ovvero una forma di magia sessuale che nasce gnostica, ma diventa sempre più pagana e che in parte viene tacciata, a torto, di satanismo, mentre per il resto si attribuisce orgogliosamente da sola questa denominazione. Vediamo prima di tutto l’esoterismo cristiano.

L’Esoterismo “cristiano” neo gnostico. Sesso e castità, ritenzione del seme e generazione del corpo di luce.

Tutte queste cose apparentemente opposte sono conciliate dalla magia sessuale di matrice cristiano – gnostica, forse perché come recita un vecchio proverbio, «di necessità, virtù!». Chi vuole seguire la via della castità e della continenza, in base al proprio credo religioso, lo fa, ma tutti gli altri che non ci riescono e rischiano di sentirsi ingiustamente come degli immondi peccatori incontinenti cosa devono fare? Semplicemente si rivolgono al cristianesimo esoterico. Sia chiaro, che questo aspetto non è riconosciuto dall’ecclesia ortodossa che invece di comprendere le necessità umane sta chiusa in se stessa, generando mostri, ovvero genealogie di Papi e cardinali sesso-dipendenti, inquisitori dediti alla violenza sessuale, notizie quotidiane di cause aperte contro centinaia e centinaia di preti pedofili sparsi nel mondo.

Il cristianesimo esoterico, non sembra essere altro che una forma di mistica cristiana che cerca di recuperare quella ormai perduta con il cristianesimo delle origini. Si rivolge in realtà a persone veramente religiose che vogliano praticare una sorta di matrimonio perfetto tra coniugi, i quali non volendo né procreare dopo 10 figli, né mettersi il preservativo, (simbolo ai loro occhi di desiderio puramente sessuale), né praticare l’autoerotismo, né votarsi alla castità, che li renderebbe più deboli verso i desideri fisici e li allontanerebbe affettivamente, possono trovano un perfetto compromesso nel potersi amare corpo e anima, attraverso il sesso, come momento trascendentale di unione mistica, per mezzo della tecnica della ritenzione del seme e il riassorbimento degli umori femminili. In questo atto di amore, possono sentire di entrare in contatto con il divino, purificando ed elevando attraverso il loro amore spirituale, anche il loro amore fisico, trasmutando il tutto in qualcosa che trascende il semplice amplesso biologico.

Le origini ebraiche del sistema attraverso la visione dei Cabalisti e della Teurgia

In “Cabala ed Erotismo” leggiamo «“Sia l’uomo che la donna sono meritevoli della presenza divina, (la Shekhinah) dimora tra loro, altrimenti un fuoco li consumerà”.

L’atto di unione tra l’uomo e la donna, quando compiuto secondo il rituale ebraico, è caricato di un significato teurgico. L’unione sessuale perfetta influenza realmente la presenza divina, determinandola presso la coppia meritevole. Abraham Abulafia, Isaac d’Acco, o qualunque altro cabalista  erano verosimilmente sposati, o per lo meno, contemplavano come legittime le relazioni sessuali da un punto di vista propriamente religioso .».

I mistici cabalisti parlano quindi della necessità dell’attività sessuale, che non deve essere repressa, altrimenti potrebbe generare degli “eccessi”, ma neanche deve essere confusa con il perdersi nei piaceri della carne allontanandosi da Dio. La Cabala, la disciplina esoterica degli ebrei, (non riconosciuta dalla religione ebraica), ammette sulla base di testimonianze fondate sui sacri testi, l’importanza del sesso nella coppia come qualcosa di sacro, intimamente legato a Dio. L’autore in questo è preciso, più di qualsiasi altro: l’unione sessuale dove regna la presenza divina è carica non di magia, ma di “significato teurgico”. Il termine Magia è difatti solo un contenitore, che secondo la concezione antica ha in sé la possibilità sia del bene che del male sotto forma di Teurgia e Goetia. In questo caso il termine Teurgia appare un po’ fuori contesto visto che questa obbliga gli dei a manifestarsi, ma rende comunque perfettamente chiara l’intenzione dell’autore di descrivere l’unione tra i coniugi come “momento” in cui la divinità scende in loro. Etimologicamente Teurgia significa “operazione divina”: da Theos (Dio) ed Ergon (Opera), «è UNA IERATIKÈ PRAGMATEIA, (attività sacra) il contrario della Anosiourghia (Empietà).

Giambico, il cui Filo-Teurgismo deriva direttamente dagli Oracoli Caldaici, intendeva la teurgia «come “la “sapienza” e “l’arte” della magia utilizzata per finalità di carattere mistico religioso” e “il complesso di operazioni finalizzate a stabilire un diretto contatto con la realtà Divina ».

Michele Psello che tradusse gli Oracoli nell’XI secolo a Bisanzio, interpretando la cosa in ottica cristiana chiarì che «stando agli Oracoli, il “fiore dell’intelletto” è di per sé impotente a condurre l’uomo sino a cogliere pienamente il divino; il rito teurgico resta dunque indispensabile e, a volte implica la costrizione degli dei. Esso differisce dagli oracoli ufficiali per ciò che concerne l’ingresso della divinità nella persona poiché si credeva che la divinità vi penetrasse “non per spontaneo atto di grazia”, ma rispondendo alla chiamata dell’operatore o addirittura subendone la costrizione. Inoltre l’arte teurgica si distingue dalla comune magia per il fatto di essere sempre usata con scopi mistico-religiosi.» Da qualsiasi parte si guardi la cosa, appare chiaro che la divinità e con essa l’illuminazione o la benedizione scendono solo per permetterci un’ascesa, che viene accolta solo da coloro che si rendono recettivi a farsi possedere da qualcosa al di fuori della sfera “profana” o che riescono a trovare anche nel quotidiano la bellezza ispiratrice ed elevatrice del trascendente. L’unione con il divino si esprime in modo naturale con la metafora sessuale e riguarda una forma di magia “divina”, per questo motivo può essere vissuta dall’anima non solo intellettualmente, ma anche attraverso la carne, poiché “la bellezza, come il peccato sta nell’occhio di chi guarda”:

« Nell’universo le cose sono conservate e vengono congiunte alle cause per mezzo della follia d’amore; altre per mezzo della filosofia; altre ancora per mezzo di una potenza teurgica la quale è superiore a ogni umana sapienza. Essa raduna insieme le caratteristiche felici della profezia, le potenze purificatrici dell’arte purificatrice e iniziatrice e tutte insomma le operazioni di un invasamento che tutti ci prende e proviene da Dio»

Seconda parte – La questione della parità dei sessi nello gnosticismo antico e il maschilismo mascherato

A livello teorico la parità dei sessi è un fatto, a livello pratico dipende dal livello spirituale di chi compie i lavori, perché la discriminazione risiede prima di tutto nel pregiudizio di origine filosofica e religiosa dell’uomo, come della donna, che possono decidere di tenere l’altro nell’ignoranza, usandone le energie a proprio vantaggio.

L’autore di Cabala ed Erotismo propone una differenza precisa tra Gnosticismo Cristiano e Qabalah Ebraica a proposito dell’ascesa per entrambi i sessi:

«Il ritorno allo stato androgino originario dell’uomo» e «lo sforzo di trascendere la condizione femminile attraverso la trasformazione mistica della femmina in un “maschio”, ricorrono nell’antico pensiero cristiano e nello gnosticismo, ma sono estranei alla Weltanschaung del Talmud e della kabbaah teosofica. Gli esseri umani possono unirsi nell’atto sessuale senza perdere la loro natura sessuale specifica; le manifestazioni divine superiori si suppone che raggiungono il loro stato ideale quando le potenze divine opposte sono unite, unione esplicitamente descritta attraverso la procedura di immagini sessuali. In nessun caso, alcuna parte di questa unione è vista come annullamento delle due Sephiroth, o come l’emergere di un’altra potenza divina. Quel che caratterizza la concezione cabalistica, è l’insistenza per l’ottenimento di una relazione armoniosa tra principi opposti, la cui sostanza separata è indispensabile per il benessere dell’intero universo.  La Kabbalah teosofica non ha cercato una ristrutturazione drastica dell’esistenza, sia attraverso la trasformazione del femminile in maschile, sia anche attraverso la loro fusione finale in un’entità bisessuata o asessuata .».

Proviamo a vedere se le cose stanno effettivamente così, ma sarà bene tenere sempre a mente che Cristo era un Ebreo e che il cristianesimo delle origini era riservato solamente ai Giudei.

L’insegnamento segreto di Gesù, le Sette Discepole del Salvatore, la Maddalena, come Apostola degli apostoli egnostico perfetto.

Che Cristo fosse un maschilista, come lo sono stati Paolo e Pietro, è difficile pensarlo, sia che si legga il Vecchio Testamento, sia che si esaminino i Vangeli Gnostici.

Soffermandoci su questi ultimi non è neanche così automatico giudicare Gesù come un riduzionista perché voleva “rendere la femmina un maschio”, viene più spontaneo chiedersi se non stesse elaborando una sua interpretazione dei testi sacri giudaici, magari confrontandola con i misteri degli altri popoli con cui gli ebrei avevano condiviso secoli di storia.

Prendendo per buona l’idea che i vangeli rappresentino veramente un frammento della vita di Gesù vista da altri, e che non sia tutta una invenzione o un rimaneggiamento posteriore, dovrebbe comunque quanto mai apparire singolare per chiunque la preferenza del Salvatore per Maria di Magdala. Senza scomodare un loro possibilissimo matrimonio, in ogni caso dai testi emerge che Cristo la considerava la migliore tra i suoi discepoli, capace meglio di altri di diffondere il suo pensiero esoterico.

«Tre persone camminavano sempre con il signore: Maria sua madre, la sorella di lei, e la Maddalena, detta sua compagna, Maria, infatti, si chiamava sua sorella, sua madre e sua compagna. »; «La Sofia, chiamata “sterile”, è la madre degli angeli; la compagna del Figlio è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli, e spesso la baciava sulla bocca. Gli altri discepoli, vedendolo con Maria, gli domandarono: “Perché l’ami più di noi tutti?”. II Salvatore rispose e disse loro: “Com’è ch’io non vi amo quanto lei?”»; «…dalla bocca, poiché se il Logos viene da quel luogo, egli nutre dalla sua bocca e sarà perfetto. Il perfetto, infatti, concepisce e genera per mezzo di un bacio. E per questo che noi ci baciamo l’un l’altro. Noi siamo fecondi dalla grazia che è in ognuno di noi» – «Pietro disse a Maria: “Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci, (ma) non noi; (quelle) che noi non abbiamo neppure udito”. Maria rispose e disse: “Quello che a voi è nascosto, io ve lo comunicherò”.   Detto ciò, Maria tacque. Fin qui le aveva parlato il Salvatore. Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: “Dite che cosa pensate di quanto ella ha detto. Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto ciò. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente insegnamenti diversi”. Riguardo a queste stesse cose parlò anche Pietro. Egli li interrogò in merito al Salvatore: “Ha egli forse parlato realmente in segreto e non apertamente a una donna, senza che noi lo sapessimo? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?”, Maria allora pianse e disse a Pietro: “Pietro, fratello mio, che cosa credi dunque? Credi tu che io l’abbia inventato in cuor mio, o che io menta riguardo al Salvatore?”. Levi replicò a Pietro dicendo: “Tu sei sempre irruente, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come (fanno) gli avversari. Se il Salvatore l’ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v’è dubbio, il Salvatore la conosce bene. Per questo amava lei più di noi. Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell’uomo perfetto, formarci come egli ci ha ordinato, e annunziare il Vangelo senza emanare né un ulteriore comandamento, né un’ulteriore legge, all’infuori di quanto ci disse il Salvatore”. Quando Levi ebbe detto ciò, essi presero ad andare per annunziare e predicare»

In un altro passo dei Vangeli gnostici viene spiegato come mai Cristo avesse riposto una così grande fiducia in una Donna, tanto da farne la sua portavoce, invece di scegliere un maschio “biologico” come Pietro, (da cui deriverà l’exoterica Chiesa di Roma ), che viene sempre descritto come quello che la odiava:

«Simon Pietro disse loro: “Maria deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della Vita”. Gesù disse: “Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Poiché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel Regno dei cieli”»

Cosa voleva dire esattamente Cristo con questa frase? Evidentemente non quello che pensavano gli uomini del suo tempo, cioè che le Donne fossero impure e non fossero degne di poter ricevere insegnamenti sulla vita spirituale. Insegnamenti che prima e dopo la resurrezione Cristo rivelò a tutti i suoi discepoli, donne incluse, e che Maria di Magdala meglio di chiunque altro comprese meritandosi la fama di gnostico perfetto.

Nell’apocalisse di Giacomo, si legge che sette donne erano discepole di Gesù, ma solo di quattro di esse ci restano i nomi: Salome, Miriam, Marta e Arsinoe , perché subito dopo mancano 16 pagine. La Pistis Sophia, il Vangelo Tomaso, quello di Filippo e l’Apocalisse di Giacomo non nascondono che ai tempi di Gesù le discepole dovevano sembrare una “anomalia” agli occhi dei colleghi maschi, ma i discepoli fin quando Gesù fu presente non osarono contestare, al massimo interrogare e sopportare la situazione: «Io sono contento della tua risposta e le cose (che hai detto) corrispondono al desiderio della mia anima. Tuttavia ti presento ancora una domanda “Chi sono le sette donne divenute tue discepole? Ed ecco che tutte le donne ti benedicono. Io intanto mi stupisco che vasi privi di forza siano diventati forti per opera della sensibilità che è in esse”. Il Signore rispose “Tu fai bene a meravigliarti di questa meraviglia ».

Il “Mistero” della Femmina trasformata in Maschio.

I primi cristiani e i primi gnostici erano ebrei che avevano accettato la venuta del salvatore come i sacri testi avevano predetto, ma Gesù aveva di certo conoscenze molto più vaste di quelle degli altri Rabbi e della gente comune, perché esisteva anche un esoterismo giudeo. Giuseppe Flavio parla di “Asya”, (gli Esseni), che in aramaico significa ‘medico’:

«Come di guaritori del corpo e della mente: “Nutrono uno straordinario interesse per le opere degli autori antichi, prediligono quelle che giovano all’anima e al corpo ”. Ciò ha fatto pensare ad un patrimonio di conoscenze segrete risalenti a Salomone in possesso di gruppi rigorosamente esoterici, tra i quali qualcuno ha voluto collocare anche gli Esseni. D’altra parte sono stati ipotizzati anche dei contatti segreti con i Terapeuti (“guaritori”, dal greco)”, che operavano ad Alessandria, in Egitto. Dalle altre informazioni fornite da Giuseppe Flavio sugli Esseni si possono enucleare i seguenti punti fondamentali. Ne emerge l’immagine di una sorta di ordine religioso di impostazione ascetica. Una questione controversa riguardava la regola del celibato. Plinio il Vecchio li definisce infatti una “genìa entro la quale non nasce nessuno”, ma Giuseppe Flavio afferma: “Vi era anche un altro gruppo di Esseni, simile a quello precedente nella vita, negli usi e nelle leggi, ma diverso per la concezione del matrimonio.»

Questi ultimi sembrano più vicini alle concezioni dei cabalisti: «Ritengono infatti che chi non si sposa è come se amputasse la parte principale della vita, la sua propagazione, e anzi osservano che se tutti la pensassero in quel modo il genere umano si estinguerebbe ben presto”».

Nella Pistis Sophia sembra invece emergere una concezione maggiormente ascetica nel capitolo che si intitola «Le due parti complementari – nell’uomo e nella donna – costrette a unirsi» a causa degli arconti che vogliono manifestarsi nel mondo attraverso i loro corpo.

Una dicotomia, quella della castità/celibato versus unione sessuale/matrimonio, che riguarda tutti gli ordini esoterici dalle origini; ma sia che si decida di portare o non portare altre anime sulla terra, alla fine tutti appaiono accomunati dallo stesso desiderio di ritorno “nell’utero divino” di un dio “Padre”. Il vescovo gnostico Valentino dette la sua interpretazione riguardo a questa necessità di “reintegrazione” da parte dell’essere umano, spiegando che l’originario Adamo cosmico del paradiso terrestre fu diviso, come nel mito dell’androgino di Platone, in maschio e femmina, quando gli venne tolta una costola per dar vita ad Eva. La reintegrazione è possibile, dunque solo per mezzo della ricomposizione di queste due parti:

« Se la donna non si fosse separata dall’uomo, non sarebbe morta con l’uomo: all’origine della morte ci fu la sua separazione. Perciò il Cristo è venuto a porre riparo alla separazione che ebbe inizio fin dal principio, e a unire nuovamente i due, a vivificare coloro che erano morti a motivo della separazione. » «Nei giorni in cui Eva si trovava in Adamo, la morte non c’era; la morte sopravvenne allorché Eva fu separata da lui. Se rientra in lui, e se egli la prende in sé, la morte non ci sarà più. ».

Per capire meglio è bene fare un passo indietro.

Nel primo libro della Genesi si dice che “l’uomo” fu creato a immagine e somiglianza di Elohim:

«[Genesi I, 27] Dio [Elohim] creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.».

La vera traduzione per Elohim è “Dei”, sostantivo plurale della parola “divinità” usato nella Genesi. Dio era quindi femmina e maschio, ma creò l’essere umano, come un essere ermafrodita come lui, che poi fu diviso in due sessi distinti, o creò due esseri distinti ermafroditi? Non è facile capirlo, ma questo passo non può stare senza quello più famoso del secondo libro della Genesi e per questo motivo molto probabilmente è riuscito a resistere alla revisione dei testi in chiave monotesita

«[Genesi, II, 23] Allora l’uomo disse ”Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa, perché dall’uomo è stata tolta”. Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.».

Adamo sospira dicendo: “questa volta è carne della mia carne”. C’era stata quindi un’altra volta?

Secondo i testi sacri pre-biblici “scartati” nella composizione del Vecchio Testamento, effettivamente la prima compagna di Adamo era stata un’altra: Lilith .

Lilith e Adamo furono i primi Esseri Umani Primordiali, ma visto che il mito della creazione di Eva è associato a una nascita per “divisione”, questi due primi esseri fatti a immagine e somiglianza di Elohim, dovevano essere stati creati per “clonazione se Adamo poté essere diviso in maschio e femmina. Entrambi dovevano avere una natura ermafrodita originaria (dove femminile e maschile erano una “unica miscela”), ma polarizzata inversamente come accade nelle lumache, a scopo moltiplicativo-riproduttivo. Se Adamo fu diviso, allora anche Lilith aveva la stessa potenzialità, cioè si sarebbe potuto trarre da lei un essere di sesso maschile. Qualcosa andò storto se Lilith sparisce dalla storia trasformata in demone e Adamo rimane solo e Elohim lo divide in due:

«Adamo e Lilith non ebbero mai pace insieme, perché quando egli voleva giacere con lei, la donna si offendeva per la posizione impostale: “Perché mai devo stendermi sotto di te?” chiese! Anch’io sono fatta di polvere e quindi sono tua uguale”. Poiché Adamo voleva ottenere la sua ubbidienza con la forza, Lilith irata mormorò il sacro nome di Dio, si librò nell’aria e lo abbandonò.  Alcuni asseriscono che Lilith regnò come una regina a Zmargad, e poi a Sheba (Saba), e che la demone fu distrutta dai figli di Giacobbe. Ma essa sfuggì alla maledizione mortale che colpì Adamo, poiché si era separata da lui, molto prima della caduta .»

Tutto questo ci riporta alla necessità di una posizione “paritaria” tra i Cherubini, che quando non hanno più lo sguardo l’uno nell’altro si annunciano tempi di crisi. Questo accadde di certo ad Adamo, il quale, non trovando accordo con Lilith, ne pagò il prezzo con la “divisione”, la prima vera caduta, il primo passo fuori dal paradiso .

Se l’Adamo Primordiale è dunque disperso tra esseri umani femminili e maschili, la reintegrazione allo stato paradisiaco non può che avvenire attraverso una ricomposizione, e questi due frammenti di origine valentiniana spiegano come:

“I Valentiniani chiamano maschi gli elementi angelici  e le femmine sono essi stessi seme superiore. Come nel caso di Adamo l’elemento maschile restò in lui, mentre tutto il seme femminile, tratto da lui, è diventato Eva, dalla quale derivano tutti gli esseri femminili, come da Adamo tutti i maschili. Gli elementi [angelici] maschili si sono concentrati con il Logos. Gli elementi femminili [seme superiore] si sono mutati in uomini [esseri umani], si uniscono agli angeli ed entrano nel Pleroma. E’ per questo che si dice “la femmina si cambia in uomo” e la Chiesa di quaggiù in angeli. Noi siamo morti, noi che l’esistenza di quaggiù ha introdotto in uno stato di morte. Ma i maschi [gli elementi angelici] sono vivi: essi non partecipano dell’esistenza di quaggiù.  ».

Il maschilismo dissimulato e la negazione della femminilità

Far derivare gli uomini e le donne da Adamo ha avuto ripercussioni culturali devastanti. Ha contribuito non solo a creare l’idea che donna e uomo siano due metà di un intero maschile, ma che i due non abbiano pari diritti, doveri e possibilità, perché nella fantasia maschile cristiana è Eva che ha colto il frutto proibito e in quella gnostica è un Eone femminile che è caduto facendosi ingannare da un arconte cattivo. San Paolo, che era un ebreo ellenizzato e i padri della chiesa dopo di lui, resero questo paradosso un dogma divino incontestabile come il creazionismo e la verginità di Maria, accogliendo ben volentieri le concezioni maschiliste della cultura greco-romana .

Elevarono quindi a paradigma una presunta e infondata “inferiorità della donna” attraverso una serie di pregiudizi aristotelico-platonici: come la fragilità di spirito delle donne (imbecillitas mentis), la leggerezza mentale, la debolezza relativa al sesso (infitmitas sexus) , la tendenza a divenire “prostitute” o compagne del demonio, se non si accompagnano a un marito. Come dire: alla donna tutti i difetti e all’uomo tutte le virtù.

Ancora oggi questa pesante dicotomia domina molte società e strati della popolazione che credono nell’esistenza di pregi e capacità tipicamente maschili/solari e difetti e limiti tipicamente femminili/lunari. Anche la visione gnostica di Cristo, che a mio avviso fu comunque il primo tentativo di stabilire uguali diritti e doveri per tutti, nel tempo deragliò perché i suoi seguaci accettavano malvolentieri le idee “paritarie” del loro Maestro e gli Gnostici, come i Cristiani tesero con il tempo a esercitare sempre più controllo sul ruolo delle donne nelle loro comunità.

Giacomo, per esempio, nella sua apocalisse, interroga ulteriormente Gesù sulla femminilità e questi risponde:

«Poiché tu hai domandato a proposito della femminilità: la femminilità esisteva, ma la femminilità prima non c’era. Essa preparò forze e dei. Ma quando io venni, essa non esisteva. (Io esistevo), perché io sono l’immagine di colui che è.  »

Colui che è non è Javhè, perché gli gnostici lo consideravano un Dio minore, un arconte bugiardo, il vero Demone che tiene il mondo oppresso dalla materia, impedendo agli esseri umani di vedere il vero Dio dietro di lui. Fu lui che divise Adamo da Eva. In teoria Colui che è dovrebbe essere Elohim se si considera l’affermazione contenuta nella Pistis Sophia, secondo cui veniamo tutti dalla stessa miscela, cosa che spiegherebbe perché in origine il femminile non esisteva distinto dal maschile. Purtroppo però le parole di Cristo riportate dai vangeli fanno sempre riferimento a un dio Padre, e questo confonde la questione ingenerando il dubbio che siano stati i suoi seguaci a inserire nelle trascrizioni dei suoi discorsi un dio Padre non riuscendo a capire o a sopportare la natura di Elohim.

In ogni caso il risultato è stato che questa negazione della femminilità, non spiegata a livello teologico e avallata a livello biologico da un monoteismo maschilista, ha cancellato la dea Venere, la Dea Madre, Lilith e Elohim in un colpo solo, sostituendole con un solitario Dio Padre, una Donna Vergine e un uomo che aveva un surrogato di costola per compagna. Per conseguenza le donne pagane, costrette a convertirsi al cristianesimo, sono state obbligate a rinnegare la loro natura femminile, insieme ai loro diritti di individui, per identificarsi nell’immagine di un Uomo primordiale, un androgino polarizzato al maschile, di cui esse non sarebbero state altro che l’aspetto più debole, estratto per fargli compagnia. Certo se Cristo avesse scelto di incarnarsi in un corpo di donna le cose sarebbero andate diversamente, ma molto probabilmente sapeva che, appena si fosse messo a predicare, niente lo avrebbe salvato dalla lapidazione, neanche essere la figlia del gran sacerdote o del re.

Se questi sono i miti che hanno dominato per 2000 anni la nostra storia, diventa facile capire perché sempre più donne, non trovandosi rappresentate né nel cristianesimo né nello gnosticismo, da qualche secolo si dichiarino polemicamente discendenti o seguaci di Lilith, senza sapere che scelta più azzeccata non potevano farla. Questa mitica “progenitrice”, infatti, non solo offre una immagine di “emancipazione femminile”, ma a livello teologico non avrebbero bisogno di nessuna reintegrazione adamitica, perché non è mai stata divisa e si separò da Adamo prima della caduta!

Volgendosi al neopaganesimo a che tipo di divinità aspirano le donne? Al solo culto della Dea? Ad un culto della Dea e del Dio come coppia divina? A un culto di una Divinità Androgina polarizzata al femminile? Il problema sembra riproporsi eternamente se restiamo nel campo della religione, della lotta dei sessi, invece che in quello dei simboli:

«La Psicologa Ginette Paris alla domanda “Ma lei crede veramente agli Dei? “ rispose “No, ma li amo al punto che è come se esistessero e allora inevitabilmente arriva un momento in cui qualcuno mi domanda: “Fino a che punto credi davvero a questi dei e a queste Dee pagane?”. Io non ci credo affatto. Né più né meno di quanto abbia creduto all’ego, al superego, al sé, al conscio, all’inconscio, al complesso di Edipo, di Cassandra, di Cenerentola o di Peter Pan, né più né meno di quanto creda a tutte le nozioni inventate dalla psicologia per definire delle dinamiche interiori: repressione, ipercompensazione, scompenso, depressione, proiezione, introiezione, retroflessione, fusione, transfert, controtransfert, attualizzazione del sé, complessi, archetipi, individuazione … Neppure tutto questo esiste realmente, vero? Si tratta di concetti e di metafore utili che ci permettono di cogliere la vita interiore”. »

La Visione Alchemica rispetto a quella cabalistico-gnostico-cristiana

A causa della metafora dell’Ermafrodito, anche l’Alchimia viene tacciata di maschilismo. Questa idea è completamente infondata ed è meglio correggerla ancora prima di continuare. L’Arte Trasmutatoria non deriva né dalla religione ebraica né da quella cristiana, e quindi non ha niente a che vedere con la visione cabalistica o con l’esoterismo delle chiese gnostiche. L’Alchimia non è una religione, non ha teologie o miti, è un’attività trasformativa antica come il mondo, che si muove nel tempo adottando di volta in volta le metafore culturali (cristiane, gnostiche, neoplatoniche, psicologiche) delle civiltà che la ereditano e la sviluppano.

Nella sua essenza più pura non è altro che un occhio scientifico, pagano e Panteista, che osserva “al microscopio” le trasformazioni della Natura, che è Una e Molteplice, traendone insegnamenti spirituali. L’Alchimia è dunque niente altro che una Scienza Filosofica e Mistica, perché è dalla ricerca dei meccanismi che regolano l’universo microcosmico e macrocosmico, materiale e spirituale, che possiamo conoscere il mondo dentro e fuori di noi, scoprendo che alla fine è tutto un’unica miscela.

Non ci sono divinità, non ci sono femmine e maschi, ma individui e materie prime. Talvolta compaiono una Regina e un Re che concepiscono un figlio che eredita le nature di entrambi i genitori, ma anche questa è solo un’altra delle tante metafore chimiche e spirituali che oggi giorno potremmo tranquillamente sostituire con l’immagine dei due emisferi cerebrali, quando viene riferita alla trasformazione interiore.

Alla base del pensiero alchimistico c’è solo una materia vivente, composta da due forze che per comodità generalizziamo come principali e antagoniste. Concetti come Femminile e Maschile, in Alchimia, non sono altro che simboli che purtroppo non vengono compresi nel loro reale significato. Allo stesso modo l’immagine dell’Androgino confonde solo coloro che non capiscono che la questione è filosofica e non biologica o religiosa. La conciliazione che l’Alchimia cerca tra i due opposti è un equilibrio dinamico tra le forze che si muovono dentro di noi, forze che non vengono annullate o represse, ma semmai portate alla loro massima potenzialità e messe in grado di interagire in una direzione costruttiva. Ogni persona è metaforicamente un Rebis, una cosa doppia, nella misura in cui tutti sono provvisti di chiave e serratura, di una dicotomia interiore e della capacità di scoprirne il punto di equilibrio.

Con queste premesse l’alchimia spirituale non può che interessarsi all’Individuo nel suo insieme, visto come sintesi di tutto ciò che ognuno è caratterialmente, potenzialmente, biologicamente, interiormente, intellettivamente, in base alle esperienze personali che ha avuto.

Non vi possono essere discriminanti fisiche, sessuali, di razza o di censo, perché ogni essere umano viene immaginato come una materia prima che racchiude naturalmente in sé tutto ciò di cui ha bisogno per autorealizzarsi: l’Alchimista è operatore, fuoco, elementi, vaso e fornace contemporaneamente.

Va considerato quindi come il medico di se stesso, che non guarisce gli altri, ma insegna ad auto curarsi, cioè a portare a perfezione ciò che ognuno è in potenza. La figlia o il figlio dell’Arte individua il suo Yin e il suo Yang, il suo Fuoco e la sua Acqua, il suo Intuito e la sua Razionalità, li fa emergere, li sfida e li perfeziona per trasformare la loro eterna e inutile zuffa, (che le immagini alchemiche rappresentano come uccelli, serpenti e leoni che si mordono e divorano a vicenda), in cooperazione tra energie complementari. In questo modo impara a costruire non solo fruttuose relazioni dentro se stesso, ma anche rapporti di parità e reciproco scambio con gli altri che si tratti del proprio compagno o compagna, degli amici, dei parenti, dei collaboratori più stretti o di perfetti estranei. L’Alchimista non conosce lo sfruttamento e la discriminazione preferendo creare energie, invece che sottrarle o esaurirle: egli infatti è ben conscio di avere dentro di sé una energia potenzialmente inesauribile, e che se l’essere umano risolvesse le sue dicotomie interne non avrebbe motivo di continuare a proiettarle fuori di sé nel riflesso illusorio della lotta dei sessi, del razzismo, della religione, della politica, ecc.

L’Alchimia ha una radice nel passato, una nel presente e una nel futuro, per questo motivo tutti possono sempre trovarci qualcosa “da prendere”, anche quando non la vedono nel suo complesso. Questa sua natura le permette di viaggiare nel tempo, trasportata nel bagaglio culturale anche di coloro che non diverranno alchimisti, ma sono comunque in grado di comprenderne le potenzialità e ritrasmetterle ad altri, motivo per cui entra nel linguaggio comune di tutte le società exoteriche e esoteriche.

L’Esoterismo nel Cristianesimo Neo Gnostico.

L’esoterismo cristiano moderno si autodefinisce gnostico, nel senso di erede di una antica corrente cristiana, perseguitata come eretica per le sue concezioni sulla natura divina di Cristo, per ritenere Yavhè un falso dio e per la sua visione della sessualità. Lo gnosticismo antico a sua volta deriva dall’unione tra la visione mistica e sessuale esoterica della religione ebraica e le concezioni filosofico misteriche della cultura pagana (ellenistica neoplatonica, pitagorica,ermetica, misterica) che da una parte si sono evolute nella Qabbalah con le sue Sephiroth, mentre dall’altra hanno dato vita allo Gnosticismo con il suo sistema di Eoni.

Nel quadro della rinascita delle “chiese cristiane neo-gnostiche” ho scelto di analizzare quello che mi è sembrato il testo più rappresentativo, in quanto esso accoglie al suo interno tecniche trasmutatorie sessuali derivate per vie traverse dalle ricerche dell’Ecclesia Gnostica Catholica di Theodor Reuss (e di altri ricercatori), innestate su una personale reinterpretazione del pensiero gnostico antico, che come quello moderno è un mosaico di punti di vista differenti.

Samael Aun Weor: il Matrimonio perfetto

Il matrimonio perfetto è un corposo manuale di alchimia sessuale per la coppia, scritto e pubblicato da Samael Aun Weor (1917-1977) nel 1950 . Fondatore della Chiesa Gnostica Cristiana Universale, ancora molto attiva, si formò tra lo Spiritismo, la Società Teosofica e la Fraternitas Rosicruciana Antiqua di Arnoldo Krumm-Heller attraverso il quale venne in contatto con la massoneria di frangia e forme di magia sessuale che come abbiamo già detto erano influenzate dagli esperimenti di Theodor Reuss.

Il libro di Samael Aun Weor è scritto con una ritmica dicotomica, quasi mantrica, cioè ossessivamente ripetitiva, che toglie qualsiasi dubbio sulla preoccupazione principale dell’autore: chi legge deve aver ben chiaro che ci sono solo due strade, o il bene o il male, o “i bianchi” o i “neri”, o la luce o le tenebre.

Questa dicotomia non è mai associata alla femmina e al maschio in quanto tali, come nella visione cristiana: Adamo buono – Eva cattiva. Il pessimismo cosmico e il giudizio senza appello, riguardano l’impossibilità di salvezza per tutti, specie per gli infrasessuali, ed è perfettamente affine alla visione gnostica del vescovo Valentino che divide la razza umana in pneumatici, psichici e iliaci . Talvolta vengono inseriti discorsi su antiche credenze che saranno spiegate alla luce di teorie scientifiche avveniristiche e si sente tutta la fede di origine illuminista nei confronti del progresso tecnologico, che si svilupperà in eccessivo positivismo scientifico tra gli anni 60 e 70. Nei momenti forse più personali e ideali, quando cioè si parla dell’Amore e dell’Unione sessuale, la prosa si fa poetica e mistica. Nel complesso è un’opera difficile da perseguire se non se ne condividono i principi fino in fondo. Da parte mia io mi limiterò a descriverne il senso generale, perché lo studio approfondito spetta ai suoi seguaci.

Il testo inizia e va avanti per molte pagine ribadendo a più riprese che la magia sessuale si pratica ovunque, ma scordiamoci la citazione delle fonti, in un’opera “d’ispirazione”:

« Nel Cristianesimo Esoterico, magia sessuale si pratica nel Buddismo Zen, magia sessuale si pratica tra gli Yogi Iniziati, magia sessuale si pratica tra i Sufi Maomettani, magia sessuale si praticò in tutti i Collegi Iniziatici di Troia, d’Egitto, di Roma, di Cartagine, di Eleusi, magia sessuale si praticò nei Misteri Maya, Aztechi, Incas, Druidi, ecc.»

«La Sintesi di tutte le religioni, scuole e sette è la magia sessuale e il Cristo Cosmico.» Il Sesso viene trasformato in uno strumento di conoscenza, che resta fedele sia ai dogmi cattolici, che a quelli gnostici, quindi potrebbe essere effettivamente valido per tutti gli esoterismi di matrice cristiana, ma non ovviamente per quelli di altro indirizzo:

«Noi insegniamo la Dottrina della Sintesi. Questa dottrina non può mai essere contro le diverse forme religiose. I nostri insegnamenti sono contenuti in tutte le religioni, scuole e credenze; se il lettore facesse uno studio serio di tutte le Religioni del mondo, troverebbe il fallo e l’utero come sintesi di tutti i Misteri. Non si conosce religione primitiva o scuola di Misteri in cui siano assenti il Cristo Cosmico e i Misteri del Sesso. La Dottrina della Sintesi non può danneggiare nessuno perché è la sintesi di tutto. Invitiamo i devoti di tutti i culti, scuole e credenze a fare uno studio comparato delle religioni. Invitiamo gli studenti dei diversi sistemi di autoeducazione intima a studiare l’Esoterismo Sessuale di tutte le Scuole Segrete di Misteri. Invitiamo tutti gli yogi a studiare il sesso-yoga e il tantrismo bianco dell’India, senza il quale nessuno yogi può ottenere la liberazione assoluta. La magia sessuale e il Cristo sono la sintesi di ogni studio esoterico qualunque sia il suo nome, forma religiosa o sistema educativo.»

Samael Aun Weor propone dunque una via di trasmutazione sessuale che a suo parere è l’unica lecita, perché la somma di tutte le scuole precedenti, ma ovviamente esiste anche una tradizione diabolica nemica dalla quale bisogna difendersi. Fedele alla tradizione gnostica anche lui considera Jahveh «un Angelo caduto terribilmente perverso.» Di conseguenza «Jahvéh è il genio del male. Cristo è il capo della Gran Loggia Bianca, e Jahvéh, sua antitesi, è il capo della Gran Loggia Nera.». Esistono quindi:

«la corretta interpretazione dei misteri del sesso. Esiste la falsa interpretazione dei misteri del sesso. I Maghi Bianchi non spargono mai il seme. I Maghi Neri spargono sempre il seme. I Maghi Bianchi fanno salire il serpente igneo dei nostri magici poteri lungo il canale midollare. I Maghi Neri fanno scendere il serpente verso gli inferni atomici dell’uomo. Gli Dei e i Demoni vivono in eterna lotta. Gli Dei difendono la dottrina della castità. I Demoni odiano la castità. La radice del conflitto tra Dei e Demoni è nel sesso.  I Maghi Bianchi seguono il sentiero del Matrimonio Perfetto. I Maghi Neri amano l’adulterio e la fornicazione.  Il serpente che sale è positivo. Il serpente che scende è negativo. Quando sale, è il serpente di bronzo che sanava gli Israeliti nel deserto. Quando scende, è il serpente tentatore dell’Eden. Quando sappiamo adorare e baciare con tenerezza infinita e castità suprema, il serpente sale. Quando godiamo ardentemente della lussuria e versiamo la coppa, il serpente, ebbro di follia, precipita verso gli inferni atomici dell’uomo.»

Nello gnosticismo Valentiniano della Pistis Sophia il matrimonio fisico, in teoria, non sarebbe necessario, perché ognuno deve ricevere il suo proprio angelo e realizzare un matrimonio spirituale. Come ciò avvenga non lo sappiamo. Al contrario, lo gnosticismo di Samael Aun Weor rivela nei dettagli la sua interpretazione pratica del problema ipotizzando che coloro che si stanno purificando (stanno facendo uscire i demoni), e continuano a rischiare di essere riposseduti dalle energie demoniache, devono ricorrere necessariamente all’unione matrimoniale fisica come strumento di perfezionamento. L’unione tra coniugi protegge la coppia permettendo di indirizzare le energie sessuali verso se stessi, cioè verso la creazione dei corpi di luce, invece di lasciarle in balia del desiderio carnale che distoglie dalla ricerca del proprio angelo e conduce al mondo della molteplicità, opposto a quello della reintegrazione con l’Uno.

La “fedeltà coniugale diventa strumento di difesa” attraverso l’uso che si fa del “seme”, cioè delle proprie energie vitali e spirituali. “Spargere il seme verso gli inferni atomici dell’uomo” vuol dire manifestare il desiderio di allontanarsi da Dio, e queste precise parole sembrano far eco polemicamente a Crowley che, invece, aveva scelto di rappresentate l’immagine del Diavolo dei Tarocchi sotto forma di un bucolico caprone che troneggia su un enorme fallo che erutta, simile ad un vulcano, ma anche a un fungo atomico, mentre nei suoi testicoli spermatozoi antropomorfi premono e scalpitano per uscire. Per Samael Aun Weor Spargere il seme è un atto contro se stessi, poiché «Il seme è l’astrale liquido dell’uomo. La luce astrale è nel seme. Il seme è la chiave di tutti i poteri e la chiave di tutti gli imperi» .

Lasciarlo uscire sarebbe come far defluire la sostanza della propria anima, far uscire ancora Eva.

L’Esoterismo Cristiano di Tommaso Palamidessi.

Esiste un’altra fonte per l’esoterismo cristiano, che applica teorie di trasmutazione sessuale, ma non appartiene al filone gnostico: si tratta dell’italiano Tommaso Palamidessi, (1915 – 1983), coetaneo di Samael Aun Weor . Palamidessi possiede una bibliografia altrettanto corposa e poliedrica. Fu influenzato dalle correnti esoteriche del suo tempo a partire dallo spiritismo, la teosofia, la massoneria, il martinismo, lo yoga tantrico indiano e tibetano, il sufismo, ma coltivò anche interessi come l’astrologia, l’alchimia, la medicina, la botanica e la passione per l’antico Egitto. Il suo esoterismo cristiano integra psicologia, arte iconografica, medicina, erboristeria, astrologia, teurgia, dietetica, yoga, esercizi per il corpo fisico, per i viaggi astrali, per il recupero dei ricordi delle vite precedenti e per il potenziamento delle facoltà mentali, attraverso tutta una serie di tecniche di risveglio iniziatico tese a creare un percorso che investa tutti gli aspetti possibili della vita umana. È presente anche una tecnica di Magia Sessuale Sacra, per costruire il “corpo di luce” analoga a quella di movimenti neo-gnostici, ma si distingue da essi perché le fonti a cui Palamidessi si ispirava non sono quelle dello gnosticismo, ma quelle dei Padri della Chiesa e degli aspetti sofianici della Ortodossia Orientale antica e moderna. La Società Archeosofica da lui fondata, a differenza della scuola di Samael Aun Weor, non si è suddivisa in varie correnti interpretative, ma è tuttora attiva e centrata sotto la guida dell’erede spirituale di Palamidessi. Come l’altra si addice e si rivolge proprio a quei cristiani praticanti che desiderano una partecipazione più attiva e profonda con il culto della loro religione, che il sacerdozio del clero romano non permette.

A questo punto in qualcuno sarà già sorta questa domanda: – ma se non si è né cristiani ortodossi, né cristiano gnostici? Se non si è proprio cristiani, se si segue un’altra religione o se non si ha proprio bisogno del sostegno di una religione per percorrere un cammino interiore, esistono altre strade e una magia sessuale alternativa o diversa? –

Evidentemente si.

Da questo momento cambiamo pagina e osserviamo tutti quei mondi paralleli, quei piani di realtà alternativa del “multiverso” esoterico che convivono disinteressati gli uni del giudizio degli altri, abitualmente etichettati come “controiniziati ” e “luciferini”, (qualche volta anche a ragione), ma che potrebbero rivolgere ai loro accusatori le stesse accuse che Samael Aun Weor temeva e rifiutava per se stesso «Gli attacchi di cui siamo stati vittime, le persecuzioni, gli anatemi, le scomuniche, ecc., si devono all’ignoranza, alla mancanza di studio».

Terza parte – La Spermo-Gnosis e la Teurgia Sessuale

Magia Nera o Magia Sessuale

Quando la Magia Sessuale viene usata per l’ottenimento di particolari poteri, vantaggi e privilegi utilizzando la violenza, la coercizione, il plagio, l’uso e l’abuso delle energie o addirittura della vita altrui, stiamo certamente parlando di Magia Nera. Quando, invece, ci riferiamo alle pratiche sessuali, come a un sistema di trascendenza spirituale con un risvolti extrasensoriali, parliamo di Magia Bianca o Rossa, il cui più illustre parente prossimo è il Tantrismo.

I libri che ho preso in considerazione per questi capitoli, rappresentano ancora una volta l’ambiente esoterico cristiano sul finire dell’ottocento, in certa misura Neo-Gnostico, ma orientato stavolta verso una forma di Magia Proibita. La scelta non è stata personale, ma obbligata, poiché le opere più importanti e conosciute fanno abbondante uso di metafore cristiane. I testi più importanti non sono molti, ma permettono di farsi un’idea tanto sulla effettiva validità dei metodi proposti che su ciò che gli Esoteristi dell’epoca, si aspettavano di ottenere con queste pratiche.

« Sia il mago che lo gnostico intuiscono che la sessualità può essere la chiave o la porta d’accesso per altre realtà; ma essi dissentono in base agli orientamenti: ascetico da una parte e dissoluto-sensuale dall’altro . »

La prima parte di questa affermazione di Peter König è corretta, ma non è altrettanto giusto porre il problema etico-interpretativo, in termini di “attività sessuale libertina”, dato che la mentalità in fatto di sesso è diversa da epoca in epoca, da civiltà in civiltà. Ciò che pone questi testi nel campo della Magia Nera, non è l’utilizzo dei fluidi corporei sessuali, ma il tipo di finalità teurgica che vi si nasconde dietro. La maggior parte degli autori presentano se stessi come degli antiquari, che raccolgono curiosità, invitando il lettore a distinguere tra una magia lecita e una illecita, salvo poi descrivere in dettaglio una serie di rituali stregoneschi, che l’adepto può sentirsi libero di usare secondo coscienza se ritiene di averne sinceramente bisogno (sopportando un eventuale “colpo di ritorno ”). In base alla differenza di obiettivi, alcuni Esoteristi vengono chiamati occultisti, maghi neri, controiniziati  o “gnostici libertini ”, in contrapposizione agli Iniziati o Maghi Bianchi. Questa distinzione può risultare molto “elastica”, laddove un’operazione di difesa possa essere interpretata come il pretesto per un’azione di attacco, in modo non dissimile dal “dichiarare una guerra preventiva”. Georges Saint Bonnet, nel 1959 scrive:

« Attenzione! Non si tratta di lussuria ma di trascendenza…   L’operazione magica effettuata in un ambito ed influsso sessuale è più facile e feconda Ma, attenzione! Noi diciamo ambito ed influsso sessuale così come potremmo dire: tensione erotica. Ma non lo diciamo…

Si tratta della ricerca di potenzialità e non di piaceri. Si tratta di captare delle forze non per utilizzarle al loro livello abituale, ma oltre, se non per sublimazione, per lo meno per sfasamento, transfert, riporto o trasporto… Tutti l’hanno capito, credo: c’è, all’inizio del sistema o del processo di cui stiamo parlando, un superamento ed un abbandono necessario della sessualità lussuriosa, libidinosa o libertina, a favore di una sessualità spoglia e casta, depurata, trascendente…   Sappiamo perfettamente che questi procedimenti sono suscettibili di un’applicazione al peggio. Affermare il contrario significherebbe mentire e, del resto, non servirebbe a niente. E’ meglio dire, pertanto – e sempre obbedendo al vero – che in caso di utilizzo della magia sessuale per scopi perversi, impropri, disonesti o soltanto equivoci, questa si ritorce inevitabilmente verso l’operatore. Più oltre vedremo come, perché ed in ragione di quale meccanicità irreversibile ciò avvenga, peraltro senza rapporto con ciò che gli uomini chiamano la morale…  »

Il libro “principe” di questa particolare letteratura teurgico-alchemica non appartiene né a Crowley (1875 – 1947), che si faceva chiamare La Bestia 666, né a Maria de Naglowska (1883 – 1936) con il suo Satanismo Femminile. Non colpisce neanche Anel-Kham con i suoi fantasiosi e distorti racconti di Sabba e cerimonie sataniche: il testo che lascia sconcertati, tutti quelli che lo leggono, è Il Corpus philosophorum totius magiae, attribuito a Giuliano Kremmerz (1861 – 1930) e si trovano pubblicati in Lo sputo della luna. Documenti sulla magia sessuale, a cura di Vittorio Fincati. Si racconta che le tecniche contenute in questi libri deriverebbero da Cagliostro e dalla Scuola Napoletana, ma come siano arrivate a Kremmerz, non è dato saperlo. Considerando che gli «Insegnamenti e rituali sorti da questi materiali sono rivelati al vertice di numerosi Ordini iniziatici in forme diverse » è possibile che all’origine di queste pratiche vi sia stato un qualche altro materiale ancora più antico, che passando di mano in mano, sia stato rielaborato a seconda delle esigenze e dell’orientamento di coloro che ne sono venuti in possesso.

Queste operazioni sarebbero state “citate” una prima volta nel 1897, nel trattato La Venere Magica di Paul Sedir, per venir poi pubblicate in forma integrale, ma a tiratura limitata , negli anni ’80, infine, negli anni ’90, sono state riproposte da Vittorio Fincati. In considerazione della problematiche dottrinali che circondano questo libro, da parte mia, non ho nessuna difficoltà a riferirmi a esso come allo Pseudokremmerz , così come viene chiamato nella versione che ho consultato on line . Non avendo la possibilità di consultare altre edizioni del Corpus philosophorum totius magiae, d’ora in avanti, mi riferirò a questo complesso di testi come allo Sputo della Luna.

Alchimia o Magia Nera

Tre sono i miti inossidabili dell’Alchimia: trasformare il piombo in oro, ottenere la panacea per tutti i mali e conseguire l’eterna giovinezza.

L’Arte Regia preannuncia il ritorno dell’Età dell’Oro, un’epoca futura, nella quale la Saggezza dei Filosofi, influenzando la Ricerca Scientifica, eliminerà le malattie, la morte, la povertà, in poche parole: i motivi stessi delle guerre e dell’infelicità.

Per quanto questa “fede nel progresso” possa apparire ingenua e utopistica, non si tratta altro del desiderio più antico del mondo. Un sogno che non ha niente di egoistico e materialista, nella sua ambizione di pace e prosperità per tutti, ma che purtroppo deve fare i conti con coloro che hanno scopi molto distanti dalle finalità ultime dell’Alchimia. Così come la Scienza non è sempre portata avanti da persone interessate al benessere di tutti gli esseri viventi, così anche l’Arte dei Filosofi, si ritrova citata in opere di Magia Nera, a causa di persone che ricercano unicamente il profitto personale e che io non mi sento di chiamare veramente Alchimisti. Per stare lontani dalla Magia Nera, la Legge è semplice:

«Ama il tuo prossimo come te stesso e tutti i poteri ti arriveranno. Potrai così usare di questi poteri senza timori o rischi se ami veramente il tuo prossimo come te stesso . »

Scienze e Pseudoscienze: Le teorie “Spermoterapiche” di Lakhovsky

Il confine tra filosofia, religione, scienza, fantasia e superstizione, è sempre stato molto labile e continua a esserlo. Ancora oggi molti ricercatori dell’occulto preferiscono approfondire bizzarre o obsolete teorie, trasformando ipotesi scientifiche in “pseudoscienze”, in nome di un’infondata ostilità verso la “scienza ufficiale”. Per alcuni, per esempio, la Spermatoterapia  di Georges Lakhovsky, un libretto del 1939, potrebbe essere la conferma “scientifica” a un certo tipo di magia cerimoniale, collegata ai fluidi sessuali e all’elettromagnetismo, mentre, in realtà dimostra solo il tentativo di confrontare e conciliare vecchie e ingenue teorie con le neo-scienze dell’epoca (embriologia, citologia, radiologia e endocrinologia):

«Perché la sostanza ormonale, fonte di vita, anziché conservarsi nell’organismo come le secrezioni di altre ghiandole endocrine, viene continuamente esteriorizzata, sia attraverso l’eiaculazione, sia, pur senza accoppiamento, in modo continuo attraverso le urine. Ne consegue l’indebolimento dell’oscillazione cellulare, la degenerescenza, la malattia e la morte. Lo stesso fenomeno si verificherebbe nell’orchestra i cui diversi strumenti suonassero senza venire accordati, alcuni non suonerebbero più. Per rimediare a questo processo degenerativo, bisognerebbe fornire quindi all’organismo le stesse sostanze chimiche che si rinvengono nello sperma umano. Cinquant’anni fa, il Brown-Sequard, padre della moderna opoterapia, ebbe già l’intuizione di questa necessità. L’opoterapia (o anche organoterapia) è una terapia medica che fa uso di preparati ottenuti con succhi estratti da organi. In particolare è destinato a supplire all’insufficienza o all’assenza di ghiandole o di altri organi con principi attivi estratti dall’organo omologo di un animale sano. »

L’Opoterapia si basava su procedure proto-scientifiche risalenti a Ippocrate e ai terapeuti antichi, paragonabili a pratiche ancora più antiche in uso presso i popoli primitivi che si nutrivano di animali totemici e nemici umani nella credenza di appropriarsi delle loro caratteristiche. La scoperta delle secrezioni endocrine ha dato una base più razionale al metodo, che ancora sopravvive nelle case farmaceutiche solamente per quelle sostanze che la moderna ormonoterapia non è ancora riuscita a produrre sinteticamente. Lakhovsky, dopo aver constatato che i trapianti tra scimmie e uomo non servivano a niente, perché si tratta di razze diverse, espose la sua “rivoluzionaria” soluzione, non certo per fervore animalista:

«Si sa che i testicoli contengono numerosi condotti epiteliali. Le pareti di questi condotti, che sfociano nell’uretra, sono tappezzati da piccole lamelle dalle sembianze simili a quelle dei radiatori. Da queste lamelle i condotti secernono una sostanza seminale che è la più ricca di minerali tra tutte le sostanze contenute nel nostro organismo. Oltre ad albuminoidi, proteine di ogni genere e sali organici come fosfati, cloruri, solfati e altri, questa sostanza contiene tutti i minerali della chimica: sodio, magnesio, calcio e quant’altri fino a tracce di oro e platino. Ma perché tale sostanza è la causa della vita, diversamente dalle secrezioni delle altre ghiandole? Perché l’abbondanza di questi minerali e la loro ripartizione è tale che quando due cellule (spermatozoide e ovulo), contenenti tutte queste sostanze, si uniscono, ne consegue un irradiamento e una risonanza tali da provocare una cariocinesi, cioè, una divisione cellulare, di cui si conosce il processo, al fine di creare un essere perfetto che, alla nascita, sarà già un essere umano. È quindi a causa della meravigliosa ripartizione di tutti questi minerali che si è determinata la vita. Ne consegue che la combinazione di tutti questi minerali per formare la sostanza spermatica è realmente la causa della nostra vita. Lo stesso può dirsi dell’ovulo, correlativo allo spermatozoide. Le analisi chimiche che sono state fatte sulla sostanza testicolare e ovarica hanno dimostrato, infatti, che la chimica delle due sostanze è esattamente la stessa. Ora possiamo capire come la vita si sviluppi e mantenga integra fino all’età adulta ma, siccome il declino comincia a partire da quel momento, così noi finiamo per deperire e morire. Ho spiegato all’inizio di questo scritto che lo sviluppo di ogni essere vivente è conseguenza del processo di materializzazione. Sono così riuscito, con il mio oscillatore a onde multiple, ad accelerare l’oscillazione cellulare e, quindi, a materializzare dei minerali rarifìcatisi nell’organismo causa l’impoverimento tissulare. Il procedimento però è efficace finché restano ancora alcune tracce di quelle sostanze organiche necessarie per la cariocinesi e suscettibili di fungere da punti di risonanza per la materializzazione.   Per supplire alla carenza di punti di risonanza ho pensato che se si potesse fornire all’organismo un contributo di questi minerali spermatici mancanti, così meravigliosamente ripartiti e fonte di tutta la nostra vita, riusciremmo a ristabilire non soltanto l’equilibrio oscillatorio, ma la perfezione e la scioltezza che caratterizzavano tutti i nostri tessuti in gioventù, quando le sostanze si trovavano presenti in abbondanza. In tal modo si eviterebbe la vecchiaia e le sue malattie. Le cause patogene di ogni genere scomparirebbero e noi potremmo prolungarci la vita fino a limiti insospettati: alcune centinaia di anni, forse. Disgraziatamente, si vede bene che è molto difficile procurarsi tale sostanza. Ho meditato a lungo su questo problema, la cui soluzione credo potrebbe risparmiare all’umanità notevoli sofferenze. Dopo infinite riflessioni, ho cercato il mezzo pratico per procurarmi questa sostanza spermatica. Naturalmente non è questione di chiedere ad ogni uomo di mettere da parte lo sperma dopo ogni eiaculazione! Così, mi è venuta un’idea. Ho pensato che si può ottenere questa materia prima della vita nelle cosiddette “case di tolleranza”, dove si produce in quantità notevole. Se ne potrebbe ricavare una quantità sufficiente non soltanto per gli esperimenti ma anche per il miglioramento della razza umana presa nel suo insieme. Ebbene, è possibile raccogliere il liquido spermatico con le migliori garanzie di igiene e sicurezza. Infatti i giovani dai venti ai trent’anni che frequentano queste case usano in genere dei preservativi. Quando la sostanza viene trattenuta dopo l’eiaculazione in tali contenitori asettici, nulla è più agevole che travasarne il contenuto in un vaso riempito a metà di alcool a 96°, che ne assicura la sterilizzazione immediata. Non c’è da temere, in queste condizioni, per rischi di contagio da germi di qualsiasi tipo (sifìlide, gonococco ecc.) perché la materia spermatica, utilizzata solo dopo un periodo di alcune settimane nell’alcool, è evidentemente esente da ogni microbo patogeno. Si può così utilizzare in tutta sicurezza tale sostanza sotto forma di gocce prese per via orale, o meglio per iniezioni intramuscolari o testicolari . »

Da vero uomo di scienza Lakhovsky offrì se stesso come cavia. Il fatto che morì tre anni dopo, non prova certo che sia stata la terapia a ucciderlo, ma di certo non conferma neanche che la cura avesse un fondamento come lui credeva:

«Infatti, come ho scritto nel mio libro Longevità, ventisette anni fa mi ammalai così gravemente che venni dato per spacciato da tutti i luminari della medicina. Ora invece possiedo un tale vigore, una tale euforia, che malgrado i miei 69 anni, me ne attribuiscono appena 50! II miglior barometro della mia salute non è forse la considerevole quantità di lavoro che svolgo quotidianamente (circa 18 ore) senza la menoma fatica? Se questo nuovo farmaco può agire favorevolmente sull’organismo, come ne sono persuaso, non vedo proprio cosa potrei fare di meglio per me stesso. Tuttavia, ho pensato bene di offrirmi come cavia provando prima su me stesso, non per aumentare il livello della mia salute, che non ne ho bisogno, ma per sincerarmi che in questo trattamento non vi fosse alcuna controindicazione .»

Le intuizioni di Lakhovsky non sono molto lontane da quello che la filosofia e l’alchimia hanno sempre ipotizzato e che la genetica, la farmacologia, l’omeopatia, la scissione dell’atomo hanno dimostrato, ovvero che le sostanze inorganiche o organiche ridotte nei loro principi essenziali, una volta isolati, estratti e trattati posseggano proprietà naturali terapeutiche o una energia dirompente ed esplosiva. E’ evidente però, che l’autore sopravalutava se stesso e le sue possibilità, soprattutto riguardo al metodo scientifico e al modo di operare dimostrazioni sperimentali con le quali esprimere la fondatezza delle sue teorie e la validità dei suoi procedimenti. Cercare di trovare conferma che la legge delle corrispondenze ha una sua legittimità scientifica o che esistono delle sostanze di potere che tutti i popoli hanno sempre istintivamente ricercato, ha senso solo nella misura in cui non ci si improvvisi nelle vesti del “piccolo chimico” e si sia disposti a veder tramontare qualche mito. Uno di questi miti è quello dell’Immortalità attraverso pratiche alchimistiche fai da te. Anche se è stato dimostrato scientificamente, che l’organismo umano funziona come un enorme e perfetto alambicco distillatore che estrae, converte, scarta e utilizza le sostanze che gli sono necessarie alla vita, questo non vuol dire il nostro fantastico vaso trasformatore possa essere usato per gli scopi e nei modi che vengono proposti nello Sputo della Luna. Per simili ricerche sarebbe meglio “operare dentro” veri laboratori di biochimica o biologia molecolare, con mezzi tecnologici adeguati e soprattutto sistemi igienico sanitari conformi alle leggi sulla salute, piuttosto che affidarsi a tecniche empiriche e confuse come quelle di Lakhovsky o dello Pseudokremmerz.

Il Corpo di Luce e il metodo “Kremmerz”

Una delle cose che distinguono il Cristianesimo dall’Esoterismo Cristiano è la credenza nella Metempsicosi. Questa idea trova giustificazione nella sopravvivenza del pensiero degli antichi filosofi (spesso iniziati ai culti misterici) e nella dottrina gnostica degli eoni. Lari-nascita del concetto di Medium e l’influenza della religione indiana sull’Esoterismo ottocentesco, non fecero altro che rinforzare questa tesi. All’epoca, vi erano persone che non pensavano che sarebbero entrate nel Paradiso Celeste subito dopo la loro morte e si interrogavano su quello che la loro anima immortale avrebbe fatto in attesa del giudizio universale. Dalle biografie degli Esoteristi più famosi, emerge come quasi tutti si dedicassero allo spiritismo e fossero convinti di essere la reincarnazione di qualche grande iniziato del passato. Samael Aun Weor stesso ci credeva, pur dedicandosi a pratiche di trasmutazione e purificazione spirituale allo scopo di essere riammesso al cospetto di Dio. Chi, invece, come lo Pseudokremmerz, sembrava molto più interessato a controllare il ciclo delle rinascite, poteva arrivare ad avvalersi di pratiche di Magia Proibita. Non si comprende come, abbandonando la Via della Reintegrazione Celeste, si potesse pensare di sfuggire all’inevitabile giudizio divino finale, ma evidentemente alcuni erano convinti che l’anima immortale avesse bisogno di un corpo immortale o che fosse necessario scegliersi da soli un altro corpo in cui trasmigrare, per non perdere tutto ciò che si era ottenuto nelle vite precedenti, nell’attesa della fine dei giorni. Sia per la reincarnazione degli Antichi, che per quella Orientale, solo le anime illuminate possano ricordare le vite precedenti e scegliere come tornare in questo mondo, tutti gli altri rinascono come tabula rasa. Non vi è accordo, su cosa si intenda per essere degli “illuminati”, dato che lo Pseudokremmerz, oscillando tra concezioni cristiane, indiane e pagane, intravede una via di uscita in una pratica pseudoscientifica di “autodivinizzazione” fisica, piuttosto che nel miglioramento per mezzo di trasformazione spirituale.

Le operazioni descritte nello Sputo della Luna si basano su tre fattori principali: la Magia Sessuale, come fonte di energia per il processo, l’Alchimia come metodo “scientifico”, la Metafora Cristiana come sostegno legittimante per una Magia Proibita dai confini morali molto elastici.

Come in tutti gli altri ordini esoterici, per prima cosa è necessario attivare o creare il Corpo di Luce.

Nel testo sono presenti forse le prime influenze orientali, laddove si parla di centri occulti (i Chakra) e respirazione (Pranayama), a cui si aggiungono il classico mito biblico della divisione e della caduta dell’Adamo Cosmico. Per conseguire la reintegrazione è necessaria la “solita” riunione delle due metà “polarizzate” per mezzo dell’unione sessuale:

«   La Magia e l’Alchimia sono mezzi mediante i quali l’uomo può tornare alla sua condizione originale, divinizzandosi .   Cioè discepolo devi sapere che ogni tipo di Magia Sessuale è condizionata dall’apertura di certi centri occulti del corpo umano che sono la chiave della produzione vera degli effetti; ma questa chiave possasi usare interamente solo a certe condizioni: ricorda discepolo che quando Adamo non era ancora diviso per scissione delle due polarità, queste convivevano separate ma unite in un abbraccio d’amore nello stesso essere (androgino) cosicché una non poteva fare a meno dell’altra e non esisteva il dolore della separazione. Ma quando Adamo cadde (nel “peccato”) e queste forze furono divise non ci fu più quell’armonia che sussisteva nell’Essere originario; e questo Essere (androgino) era a somiglianza di Dio formato ed era anch’esso uno e trino nella sua doppia polarità, cioè aveva tre sedi in sé che ospitavano mirabilmente il principio trinitario, che è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; ora, con la caduta è occorsa questa divisione nei due (maschio e femmina) ma Dio nella sua trinità non ha abbandonato completamente questo essere, ancorché diviso dal peccato, e risiede ancora nei tre centri, come era all’origine e come sempre sarà, fino alla fine delle cose .   Osserva anche che l’attribuzione degli Elohim relativa ai centri occulti è inversa fra l’uomo e la donna, ciò perché la caduta di Adamo ha prodotto due esseri complementari in maniera speculare, cioè per riunificazione di opposti. E vedi che l’unico centro eguale nei due è nel cuore, cioè la potenza di Gesù che regge e governa il sistema emotivo nell’ordine fisico. Ora, come puoi essere Elohim se non sai come accendere questi fuochi e non li equilibri con l’esatto loro opposto? E come puoi credere di generare in stato di peccato originale come sei, mentre la vera generazione astrale ancorché fisica avviene per generazione spirituale? Ecco allora che se vuoi ricreare questi Elohim dentro di te, devi anzitutto ritrovare lo stato originale adamitico (perfetto); questo puoi ottenere solo in un modo, trovare la compagna che accenda i tre fuochi e ne metta in vibrazione le ellissi energetiche. Ricorda però che se una donna riesce solo ad accendere uno o due dei tre centri, ciò non basta ne è perfetto, come ché solo questa completa accensione provoca l’ascesa degli Elohim, e tanto deve accadere anche nella donna tua compagna. Ma ciò non basta, che devi redimere te stesso che vuoi operare dal peccato di origine, essendo a causa di esso che ti trovi nello stato di separazione; allora ricorda il mistero cattolico della redenzione operata dal Cristo, e rifletti: come puoi accogliere in te stesso questo redentore? Facendo si che il Padre invii misericordiosamente ancora una volta suo figlio Gesù per operare la tua purificazione dal peccato di origine. Ma come fare? Torna allo schema precedente e vedi dov’è la sede del Cristo glorioso, quel Cristo che per amore del Padre prende su di sé il peccato adamitico della separazione. Questa sede è il cuore, e come il Figlio viene dal Padre, così dal centro di questo Padre ne devi inviare l’amore (sotto forma di Eros perché questo luogo è fisico) al tuo cuore, ed ivi sentire la presenza del Gesù Salvatore. Quando il cuore è perfettamente infiammato dalla presenza divina tu ne sentirai la presenza in modo eguale a come ti si presenta la manifestazione del Padre nel suo centro occulto. E l’amore di Gesù dovrai trasmettere tu stesso alla compagna che a tua volta vuoi redimere, ed allora unisci il Padre con lo Spirito Santo e lo Spirito Santo con il Padre e insuffia nel corpo muliebre la parola di Gesù, per operare anche di lei la redenzione. Ma tutto conduci nella fiamma di Eros, per tutto il tempo, e se così farai il peccato sarà completamente scacciato dai vostri corpi e sarete ancora una volta l’Uno perfetto, l’Uomo divino creato a immagine e somiglianza di Dio e ne godrete la benevolenza. Ma prima di chiamare gli Elohim non dovrete più respirare col respiro della Terra, ma conformemente al respiro del Signore acciocché vi mettiate in armonia con la sua sapienza; ed allora ambedue respirate. Fate questo per un’ora circa avanti di chiamare questi Elohim, e dopo operate.   Questa è l’opera che fa il Mago. Lo stregone, invece, prostituisce la formula sacra accendendo sempre 3 ellissi, ma nell’operatore maschio l’ellisse del Padre non fa più coincidere normalmente nei genitali, ma in zona più oscura (anale). Cioè fa egli funzione di donna nell’operazione, servendosi di un compagno maschio per l’unione delle ellissi »

Fin qui apparentemente niente di nuovo, ma il tentativo di distinguere il Mago dallo Stregone appare una forzatura man mano ci si addentra nella pratica. Per quanto riguarda il modo di ottenere l’Immortalità, già nel Matrimonio Perfetto, Samael Aun Weor diceva che i Maghi Neri hanno un modo “diverso” di usare i fluidi corporei a scopo di reintegrazione: essi “spargono il seme”. Anche lo Pseudokremmerz ritiene che il corpo umano sia una specie di alambicco energetico, ma presenta un modo alternativo e proibito di riassorbire i fluidi energetici sessuali. Egli propone di utilizzare tutti quanti i fluidi corporei e di riassorbirli, solo dopo che sono usciti dal corpo e sono stati trattati secondo precise pratiche “alchimistiche endogene”.

Questo tipo di magia viene applicata secondo una tecnica detta « pratica del separando » e si svolge attraverso tre gradi o « maestrati », più un Grande Arcano finale o « Secretum Secretorum ». Nel primo grado gli adepti femmina e maschio lavorano da soli, con atti di magia autosessuale. Utilizzano il loro corpo come un forno e si nutrono dei propri fluidi sessuali in concomitanza con uno speciale calendario lunare e zodiacale. Nel secondo grado viene introdotto un terzo fluido corporeo chiamato « fermento » , ovvero l’urina, che viene mescolata ai fluidi femminili e maschili. Nel terzo maestrato la pratica viene eseguita dalla coppia attraverso tre tipi di cottura, che vengono spiegati attraverso la metafora della Vita di Cristo. Lo sfondo religioso è forse l’unica cosa che può cercare di trasmettere un’idea di serietà a queste pratiche pseudo chimiche, presentate come rivelazioni di chissà quali segreti e verità occulte: « Sappi allora discepolo che quanto ti dico è patrimonio riservatissimo della Scienza alchimia e nessun altro ne possiede le chiavi in questo mondo. »:

« Nella Maria ti ho disvelato le prime pratiche coobatorie relative all’uso dei mercurii e dei fermenti, e ciò se hai ben praticato le cicliche e le chiusure ti ha portato alla nascita ed allo sviluppo del Cristo in te, cioè questa tua Maria in seguito alla divina impregnazione ha partorito un Gesù che tu hai iniziato a nutrire e a sviluppare e che devi innalzare alla gloria del Dio Padre per riunificarlo nella Santissima Trinità. Ma ricorda la simbologia cattolica evangelica, là dove si narra l’ultima fase della vita del Cristo, e considera che le precedenti coobazioni hanno il tuo mercurio già fatto diventare Cristo adulto operante miracoli (infatti la tua separazione mercuriale ti ha dato ipso facto potestà virtuale ed effettiva sugli individui normali, e le pratiche magiche che hai effettuato te ne hanno dato conferma). Ora appunto facendo riferimento a questa simbologia evangelica te ne illustrerò la pratica.

Cristo nell’opera sua deve subire il martirio sulla croce, ciò che ha un triplice significato:

1) Questo Cristo è al centro della croce, presa come intersezione dei due principi attivo e passivo e che spiega come la pratica sia di coppia abbisognando delle energie maschili e femminili per operare la trasmutazione del mercurio (Cristo).

2) La croce rappresenta l’operazione di equilibrio degli Elementi che l’uomo e la donna devono fare prima di iniziare la cottura mercuriale, cioè nella pratica, un’ora avanti l’operazione, per un’ora, si effettuerà la respirazione di Ea che è questa: Avviene con questa respirazione l’equilibrio elementare dei 4 principi creando la pietra squadrata che è la potestà occulta sui Regni degli Elementi (4 fasi x 4 secondi = 16).

3) La croce rappresenta la sofferenza cioè il supplizio della pratica così come la non emissione del seme per tutto il periodo.

Questa analogia e questo tormento è la chiave di volta dell’arcano della cottura coi tre fuochi, cioè il fuoco di passione che si crea internamente produce le tre speciali trasmutazioni nei gradi nero-bianco-rosso. Questi tre gradi di cottura sono poi analoghi nella simbologia cattolica ai passi evangelici delle tenebre oscure che calano alla morte del Cristo (cioè nella 1ª fase al Nero), dell’avvolgimento di questo Cristo in un lenzuolo bianco (fase al Bianco) e nella resurrezione del Cristo Glorioso (fase al Rosso = uscita del Cristo, cioè emissione del seme e resurrezione mediante il potere della vita che è contenuto nel sangue) »

Questi tre gradi di cottura si compiono attraverso tre atti di magia eterosessuale di coppia: uno di sodomia, uno senza emissione del seme e uno in fase mestruale. Il tutto si conclude con l’ingestione «dell’amalgama filosofico» così ottenuto cioè « il miscuglio digerito: mercurio bianco + mercurio rosso + sale (urina) ».

« Nei primi giorni l’uomo opererà (quotidianamente, alla medesima ora) coitando analmente con la compagna senza mai emettere il seme (fase al Nero); nella 2ª fase – al Bianco – l’uomo coiterà normalmente nella coppa muliebre sempre senza emettere, nella fase al Rosso (periodo mestruale) il 3° giorno di pratica l’uomo emetterà il seme nella vagina della compagna irrorata dal mensile flusso, e se ne ciberà assorbendolo direttamente con la bocca e trasmettendone parte alla compagna (questo è un’altro dei sacri misteri della croce, perché la cibazione avviene tramite la bocca (orizzontale) che si unisce alla vagina (verticale), la cui unione dà appunto la croce. Parimenti all’uomo la donna non arriverà in nessuna delle fasi all’orgasmo fisico, salvo che nell’ultimo giorno, concuocendo il mercurio bianco con la propria essenza o Sale di Venere. Vi è una spiegazione alchimica ed una filosofica. La prima è questa, confrontata con la simbologia cattolica: Cristo muore – il suo corpo fisico cessa l’attività ed inizia una lenta dissoluzione, per putrefazione, dei principi inferiori umani; cioè alchimicamente, nella Nigredo il mercurio viene cotto impregnandolo di queste energie putrescenti che dovranno dissolverne le parti esteriori per far apparire il mercurio perfetto. Cristo è sepolto (venendo avvolto da un lenzuolo candido) – il mercurio è messo sotto terra, cioè viene inseminato nella matrice terrena di ogni forma a generarsi (vagina) avvolto in una veste bianca, cioè il mercurio bianco non subisce impregnazioni che ne modificano il colore; questo mercurio è tornato alla terra fertile da dove grazie al potere della vita del sangue risorgerà. In questa albedo il mercurio subisce una cottura naturale, cioè con lo stesso fuoco che dà generazione alla vita umana. Cristo risorge – la cottura al rosso solarizza il mercurio, cioè dando potere di vita al mercurio imbiancato nella sua sepoltura lo impregna di energie caustiche che provocheranno la completa separazione del mercurio dal cui centro il principio solare emanerà i suoi raggi (confronta la simbologia dell’ostia radiante di luce, cioè del mercurio dal cui centro partono i raggi divini del corpo solare). »

Il terzo magistero può essere eseguito anche a livello individuale e in questo caso si accenna a Kundalini in relazione ai Serpenti del Caduceo di Ermete:

« Ora ti spiegherò, discepolo, cosa avviene fisicamente nel corpo tuo saturnio con la pratica di questa via alchemica individuale. Ti ho detto che per la riuscita del separando l’amalgama filosofico deve essere trasmutato mediante la cottura interna con tre fuochi diversi, ed essa cottura normalmente ottienesi per scambio diretto tra due praticanti di sesso diverso e di pari grado. Ma l’uomo che si fa donna e viceversa e qui prendi le parole nel giusto senso alchimico, può ottenere analoga trasmutazione ricreando in lui l’opposta polarità, facendo in sintesi opera di maschio e femmina nello stesso individuo. Oltre a ciò, in lui vi sono gli elementi fisici alchemici completi, cioè analoghi per teoria e pratica alchemica agli stessi che servono come base filosofale per l’amalgama nella pratica di coppia. E sappi che questo mistero dell’alchimia individuale chiamasi anche il mistero del serpente a due teste, perché prendesi come forno alchemico il tratto continuo che idealmente – e fisicamente – ha un pertugio in alto nella bocca facciale e l’altro è l’ano, in basso. Questo doppio serpente che è in sintesi analogo ai due serpenti formanti un intreccio nel Cadueo di Ermete, è la via segreta dell’uomo singolo idealizzato nella doppia forma serpentina filosofica, e tramite le sue due bocche avviene la trasformazione alchemica del mercurio semplice (grezzo) in mercurio perfetto. Ora devi sapere, discepolo, che delle due bocche del serpente quella più bassa è quella più importante per ottenere la trasmutazione. Cioè a livello fisico l’inserimento degli elementi nell’ano e la successiva tappazione accendono in quel luogo un fuoco alchemico speciale che è quello che fa ottenere un primo scomponimento mercuriale dell’amalgama filosofico. Ma come si accende questo fuoco, se non c’e l’accensione interna del fuoco di Eros come nella pratica di coppia? Ricorda però che questo fuoco, al di là di una sensazione puramente erotica è un’energia trasmutatoria, cioè cangiante per scomposizione e nuova ricomposizione fisica e alchemica. E in questa pratica individuale l’assorbimento chimico è indotto dai villi intestinali che accendono tale fuoco trasmutatorio, ovvero un’attività fisica iperchimica che cangiare fa il mercurio nei componenti suoi occulti, ed ecco perché tanto tempo occorre trattenere l’amalgama nel tratto intestinale, acciocchè si crei quella turbolenza alchimica legata al processo assorbitivo dell’organismo saturnio che provoca una trasmutazione dei componenti astrali. Il fuoco di cottura quindi non viene acceso da Eros, ma da Anteros, che è sempre energia trasmutativa, cioè rinnovativa dell’organismo, ma non accesa però dall’intento sessuale che spinge l’uomo nelle braccia della donna. Così come Eros è piacevole per sottile astuzia della Natura che proprio per la piacevolezza dell’atto ottiene la perpetuazione della specie umana, così Anteros è il fuoco perpetuante il cangiamento per rinnovamento cellulare dell’organismo. Toccati il corpo, discepolo, ed in ogni parte senti calore. Questa temperatura la cui linea costante è il primo indizio della salute – e ciò ti basti per capire l’importanza di questo fuoco interno – è il prodotto del continuo lavorìo dell’organismo che, attimo per attimo, rinnova se stesso sostituendo cellule vecchie con le nuove perpetuando così l’integrità dell’organismo.    »

Con lo svilupparsi di questa “temperatura”, (che speriamo non sia il preludio di una violenta febbre tifoidea), veniamo a sapere che questa pratica solitaria «dell’Analazione» o «dell’Eremita» o «Mistero del Serpente a Due Teste», ricostruisce nell’adepto le tre sostanze e i “tre fuochi”. L’amalgama maschile e femminile viene “fornito” dall’operante, perché il sangue viene ottenuto salassandosi un dito o una vena, mentre il miscuglio viene inserito nella terza «scodella filosofica», quella che si trova nella «zona più infera» o «zona di putredine», opportunamente pulita con lavande anali, sul tipo forse di quelle praticate dagli Yogi. Si lascia, cuocere il tutto, lo si ritira fuori, lo si ri-purifica e lo si ingerisce.

Esiste anche un terzo metodo, una pratica più lunga, per coloro che siano sprovvisti di una compagna o per impedimenti fisici non possano ricorrere all’Analazione. Questa operazione si svolge per «Inalazione» e «Reiterazione». Una volta ottenuti i tre fluidi, come nella Pratica dell’Eremita, la cottura con i tre vasi e fuochi avviene attraverso la sintonizzazione sul «Respiro di Dio» per mezzo del ritmo di «irraggiamento e concentrazione dell’aria nei polmoni». La respirazione andrà ripetuta fino a quando non si vedranno «comparire i segni di riuscita che ti ho dettagliatamente spiegato nel corso di questa trattazione».

Non è chiaro come mai nel libro si ponga tanta enfasi sui primi due sistemi, se tutti e tre sono validi. La risposta più razionale potrebbe essere che forse l’autore non voleva scontentare nessuno e non voleva lasciare niente di intentato, così ha cercato di mettere insieme tutte le possibili tecniche che ha trovato, nel tentativo di costruire il più completo manuale sull’argomento. Il risultato è quello di un’opera mancante di qualsiasi prova scientifica, criticabile anche sul piano della logica spirituale, motivo per cui non appare così assurda l’ipotesi che il libro sia stato fatto circolare sotto il nome di un famoso Iniziato, come garanzia di autorità tradizionale e rettitudine morale (prassi comune per gli antichi manoscritti di Alchimia).

Alla Ricerca dell’Immortalità: Avatarismo, Vampirismo e Necromagia

Una volta completata la restaurazione del Corpo di Luce, per mezzo dei Tre Maestrati, viene introdotto il tema della Metempsicosi, sfruttando tematiche gnostico-angeliche:

«Come tu discepolo avrai visto esiste una gerarchia ascendente e discendente di Spiriti dagli altissimi agli infimi e in rapporto al punto 0 o individuo, spiritualità dell’uomo che trovasi dopo la caduta a un livello intermedio. Questa caduta conglomerando in corpo grave i principi individuali dell’uomo divino (o Adamo androgenico) ha prodotto una creatura dotata di principi spirituali di ambedue le gerarchie comprese anche le essenze elementari e gli Spiriti materiali alla Terra legati. Questi spiriti inferiori o superiori discostasi dalla costituzione animica dell’uomo per maggiore o minore grado di purezza, cioè di vicinanza spirituale al mondo delle cause. Com’e che questo Adamo primigenio era a contatto diretto con l’Ente primario (Dio), la caduta materializzando in corpo la costituzione sua occulta ne ha fatto un essere non uguale nei vari tipi individui, perché essi specifici hanno più o meno grado di purezza assoluta o, per meglio spiegare, cercano di risalire al mondo delle Cause Prime (Dio) elevando sé stessi nelle continue reincarnazioni (ecco che la via di ascesa alchimica abbrevia e di molto queste reiterazioni incarnative). Invece gli spiriti superiori sono in più o meno grado ancora a contatto con la Prima Causa, conservando un grado di purezza più o meno accentuato del loro spirito animico. Gli spiriti inferiori hanno invece nella costituzione loro occulta più o meno grado specifico materiale, cioè per inversa elevazione spirituale, e cioè sono più infimi e più abietti nel grado loro animico. La caduta dell’Adamo androgenico ha posto l’uomo materiale in un purgatorio necessario alla sua sublimazione spirituale, acciocché egli debba riconquistarsi la virtù sua originale dopo una lotta con gli spiriti bassi che lo tengono prigioniero. Questa lotta dura per molte o moltissime incarnazioni, come ché la scintilla spirituale individua ha più o meno grado specifico di purezza, cosicché il punto 0 della tabella che ti ho ora dato è il punto dove trovasi l’uomo comune cioè il tipo medio individuo. La conseguenza della caduta essendo la prigione di carne ecco che l’uomo se ne deve affrancare per tornare di nuovo nella beatitudine perfetta (e come vedi, discepolo, la via alchimica è via integrativa rapidissima dei principi divini), ma gli Spiriti delle Gerarchie che ti ho elencato non hanno virtù loro di ascesa o discesa evolutiva, cioè trovasi in un piano loro proprio assegnato da Dio al tempo del principio e dal quale loro non possono cangiare di grado specifico animico, cioè per essi spiriti non sussiste il problema grande della reincarnazione perché essa è chiave purgatrice solamente della creatura uomo .»

Se ne deduce che il motivo alla base della necessità di creare il Corpo di Luce è legato al problema della Reincarnazione associata a un “momento purgativo”, una forma di espiazione che l’essere umano deve affrontare per potersi affrancare dalla Ruota della Vita (il Samsara). Su questa base sarebbe stato logico aspettarsi una serie di tecniche e precetti dedicati alla trasformazione spirituale, qualcosa di simile a questa Sutra Buddhista del Prajnaparamita (Sutra della perfezione della saggezza o Sutra della conoscenza trascendente):

« Sveglia la tua volontà, possente e suprema: pratica l’amore, dai gioia e protezione; che la tua generosità sia come lo spazio, senza confini né discriminazioni. Fa buone cose, non solo per te, ma per tutti gli esseri dell’universo; salva e libera coloro che incontri; aiutali a conseguire la saggezza della Via . »

Niente di tutto questo. Il nostro autore ci sorprende rivelandoci la dottrina della Trasmigrazione Avatarica o della «reincarnazione volontaria», che non ha niente a che vedere con «l’embriologia iniziatica» del Fiore d’Oro, o con le concezioni Avatariche Tantrico-Buddiste. Si tratta di una pratica ascrivibile a una forma di Magia Cerimoniale che si connette direttamente con la credenza nella possessione di un medium e con i pericoli dell’uscita della coscienza dal corpo:

«Come afferma Dodds, questo ramo della teurgia è particolarmente interessante per la sua evidente analogia con lo spiritismo moderno , per quanto tra teurgia e spiritismo, nonostante le analogie, vi sia, come asserisce lo studioso, una differenza basilare   quel che gli spiritisti attribuiscono all’attività di una mente umana disincarnata i teurgi di norma l’ascrivono a dei o a demoni non umani .»

Lo scopo della Magia Avatarica è quello di disincarnarsi, per sottrarsi al ciclo delle rinascite, trasmigrando volontariamente in un altro corpo, dal quale sia stato allontanato il precedente “inquilino”, con la magia. Un simile metodo, eticamente discutibile, non ha niente a che fare con l’Avatarismo Indiano, secondo il quale una persona, una volta raggiunta l’Illuminazione spirituale, decide di tornare a operare sul piano materiale in forma semidivina, per aiutare l’umanità a progredire spiritualmente:

«Questa Magia Avatarica, i cui elementi formano l’ultimo libro di questa opera di denudamento iniziatico consiste in una chimica misteriosa per la quale in un corpo vivente ed intelligente si stacca l’anima e si immette definitivamente o temporaneamente in un altro corpo da cui precedentemente si sia allontanata l’anima, o il far cambiare l’anima di un corpo vivo con quella di un genio, di un eroe o nume. Il solo annunzio di questa altissima parte della Magia operante è sbalorditiva pel profano eppure questi mutamenti molte volte sono naturali e occasionali. Poiché i più grandi casi di tali mutazioni o scambi, avvengono e si manifestano nelle follie, dove ordinariamente tra il contenente (corpo umano) e il nuovo contenuto (anima sostituita) vi è incompatibilità e disequilibrio. Gli antichi sacerdoti innanzi ai pazzi consultavano lo spirito che discorreva in essi, come il più recente venuto dall’Empireo. Gli Avatar o sostituzioni di anime fatte magicamente sono procurati creando una graduale proporzionalità tra l’anima che è immessa e il corpo che è stato privato dell’anima sua. Questa è la prova che stabilisce per noi l’indiscutibilità scientifica che l’anima è la padrona delle sensazioni corporee di cui gli organi non sono che mezzi dall’alto in basso e dal basso in alto .»

Accanto alla continuità per iniziazione, viene introdotta la continuità per metempsicosi, in modo da imporre maggiormente agli altri la propria “autorevolezza”. Queste teorie con molta probabilità, sono all’origine di leggende come quelle riguardanti l’immortalità di Cagliostro e Saint Germain e fanno comprendere come mai anche Crowley (1875-1947) affermasse di essere la reincarnazione di Eliphas Levi (1810-1875), morto lo stesso anno della sua nascita.

Ci sono vari modi per impossessarsi del corpo di un altro individuo, che sconfinano in aberranti, quanto fantasiose, pratiche di Vampirismo e Necromagia, realizzate attraverso sigilli magnetizzati con pratiche erotiche o autoerotiche:

« Allora sappi discepolo che esso IBI puoi immettere per Magia Avatarica, cioè di infondimento, in un corpo umano privo del suo corpo mercuriale, e questo caso possasi avere per morte naturale di quell’individuo o per magia vampirica per cui l’anima umana (intesa come somma dei corpi sottili) viene costretta ad allontanarsi dal suo saturnio. Ma se tu, discepolo, che per valido motivo vuoi trasferire il tuo IBI MERCURIALE nel corpo morto di un individuo onde condurre poi doppia vita, in bilocazione completa asservente il corpo di un altro, devi attendere il momento proprio della sua morte e, in un periodo di tempo che va da quel momento a due o tre ore dopo, devi operare la pratica del trasferimento. Naturalmente non ti sarà facile avere queste condizioni, ma non impossibile, e in un caso positivo devi operare così: pratica per alcuni minuti la respirazione di Ea (circa 5-10), poi usa il sigillo che fa volare il tuo Ibi bruciandolo mentre poni la tua bocca molto vicino, quasi a contatto, con le narici del cadavere. Affinché il tuo Ibi che farai sortire in guisa di soffio dalla tua bocca penetri nel corpo morto attraverso le sue narici, comunicandogli il soffio vitale che, in sostanza, è il tuo IBI BOLANTE. Ricorda la simbologia cattolica del Genesi, quando Dio crea Adamo insufflando nel suo corpo appena formato dalla terra il soffio vitalizzante che lo anima facendone creatura vivente »

«Altra cosa che puoi fare è sostituire invece il tuo mercuriale nel corpo di un individuo vivente, e quest’altro prodigio potrai compiere su un essere umano adulto (quindi già stabilizzato nei corpi sottili) che sia meno sviluppato di te magicamente, facendo allo scopo uso della pratica evocativa dei corpi lunari dei vivi che ti ho precedentemente svelato. Questo si ha come unico modo per praticare l’operazione avatarica su di un vivo, cioè materializzando con le pratiche che sai il suo corpo lunare e, attraverso di questo, per Magia di irraggiamento (e se hai già esteriorizzato l’Ibi in precedenza, il termine irraggiamento comprenderai) infiltrandoti nel suo essere occulto spodestandone l’anima che si distaccherà da quel corpo per non più farvi ritorno »

«Se invece uno stregone vuole prendere possesso totale e definitivo di un altro corpo (sempre, naturalmente, di essere umano a lui inferiore mercurialmente- opera la pratica che ti ho descritta, però distrugge il suo primo corpo per suicidio trasferendo così tutti i principi occulti (e non solo l’Ibi) nel corpo altrui, ne prende completo dominio sotto tutti i livelli. Questa pratica si chiama l’Avatar nero ed è pratica esclusivamente stregonica che tu, discepolo, mai tenterai di fare .»

« E’ anche possibile similmente far infiltrare lo spirito di un Nume o di un Eroe, o di un Maestro già morto (che abbia raggiunto in vita sua la condizione di separando mercuriale perfetto, cioè che abbia sviluppato completo IBI Volante) nel corpo di un individuo vivente, sia esso nella condizione di adulto o di feto ancora nel grembo materno .»

La Messa dello Spirito Santo e le Operazioni Teurgiche Sessuali

L’associazione tra la Comunione Cristiana e l’ingestione dei fluidi sessuali è un tema assai ricorrente e non esclusivo di una sola società esoterica. Secondo Peter-R. König, l’Austriaco Carl Kellner (1851-1905), che inventò l’O.T.O. , e il tedesco Theodor Reuss (1855-1923), che lo fondò concretamente, risentirono dell’influsso di Paschal Beverly Randolph (1825 – 1875) . Randolph fondò il più antico gruppo Rosacruciano degli Stati Uniti, la Fraternitas Rosae Crucis, e sembra che ricevette una iniziazione anche da Hargrave Jennings, un occultista e scrittore inglese che interpretava la simbologia Rosacruciana in chiave sessuale:

« L’uomo a cui venne l’idea dell’Ordo Templi Orientis quale circolo privato nel quale operare la magia sessuale secondo linee tantriche nel lontano 1895 fu l’industriale austriaco Carl Kellner. Kellner non si trovava alla guida di alcun ordine, ma aveva solo alcuni amici con cui praticare la magia sessuale. Al momento della sua entrata in scena, Theodor Reuss considerò un’ottima idea quella di strutturare la magia sessuale in un ordine esoterico, e così i due crearono un gruppo occultista consistente di 10 gradi (più uno segreto).   Nella sua casa c’era una camera senza finestre dove si svolgevano i riti tantrici per preparare l’Elisir, cioè l’insieme dei fluidi sessuali maschili e femminili. La struttura pseudomassonico- templare introdotta nel 1903 da Theodor Reuss non era ritenuta importante da Kellner, e non vi è prova documentale che Kellner abbia mai usato il termine O.T.O. Il suo circolo era composto da Kellner, Reuss, Hartmann e alcune donne. Visto che in seguito Theodor Reuss farà riferimento alla Hermetic Brotherhood of Light come alla fonte centrale e segreta dell’insegnamento di Kellner, è facile dedurre che costui seguisse le dottrine di Paschal Beverly Randolph a proposito dell’uso di droghe per ottenere l’illuminazione durante un rapporto sessuale e dello sviluppo di tecniche come l’uso di una specie di fotografia interiore che rappresentava il volere da realizzare per focalizzare le energie sessuali su di un desiderio ».

A Randolph, si deve il libro che tratta della Polarizzazione dei Sessi, pubblicato postumo nel 1931 da Maria Naglowska (1883-1936), ma riguardo alle operazioni teurgiche Spermatiche, i testi più completi sull’argomento sono ancora una volta quelli dello Sputo della Luna attribuiti a Kremmerz (1861 – 1930), che era contemporaneo di Kellner, Reus e Crowley:

« Accenno in questo luogo alla Messa dei cattolici e alla comunione sacramentale. Il rito greco come il cattolico riproducono nel sacrificio della Messa e della comunione la pratica di un segreto simbolico che pochissimi comprendo. Se il novizio è intelligente, assista alla celebrazione della Messa che ordinariamente lo stesso sacerdote celebrante non comprende, e spiega come un ricordo della Cena del Cristo. All’atto in cui l’ostia si eleva preghi che il mistero, ove ne sia degno, gli venga rivelato in tutta la sua nudità ieratica ed imparerà, con suo stupore, che gli stessi simboli sono consacrati nei 4 colori delle carte da gioco, il libro istruttivo e sapiente che i volghi leggono solo nelle partite in cui vendono alla cieca la fortuna loro più preziosa, il tempo. Nella Messa un calice raccoglie acqua e vino, corrente rossa e bianca della natura, i due spermi mercuriali simbolici dell’universo che si riproducono in ogni sua minima parte»

Un’ulteriore spiegazione riguardante i significati occulti della messa cristiana, si legge in Anel-Kham, Sesso e Occultismo, teoria e pratica della magia sessuale del 1938. Si noterà come le seguenti chiarificazioni si ricolleghino alla tradizione indiana della coppia Lingam Yoni, così come a quelle pagane della coppia Demetra-Dioniso (Pane e Vino, Cesta e Fallo) che effettivamente il Cristianesimo ha mutuato dalle Religioni Misteriche antiche:

«I sacerdoti di una Chiesa veramente cristiana e rispettosa della dottrina del Dio-Figlio dovrebbero comprendere il simbolo della croce; ora, per essi la croce rappresenta, a torto del resto, il patibolo su cui fu crocifisso Gesù, perché, lo facciamo notare di sfuggita, essi ignorano la vera forma di questo patibolo. Non è men vero del resto che la croce è il simbolo religioso del Secondo Termine, perché rappresenta l’unione dei due sessi, analoga al linga-yoni dell’India, così come il bastone è il simbolo religioso del Primo Termine, rappresentando il fallo trionfante, e come il Tau – T – è il simbolo del Terzo Termine, perché la barra orizzontale – sesso femminile – sovrasta il bastone cui si sovrappone incrociandolo. La Chiesa non ha mai capito che essa deve impartire la benedizione del Santo Sacramento, con l’ostensorio a forma di sole raggiante (fallico) contenente il pane (sperma, sostanza maschile), e con la coppa (cteica) contenente il vino (sangue, sostanza femminile). Al posto di ciò, essa mostra solo l’ostensorio all’adorazione dei fedeli, così come gli somministra, disprezzando la vera dottrina, la comunione unicamente sotto la specie del pane – salvo che nella Chiesa orientale dove i fedeli si comunicano con le due specie come i sacerdoti. Tuttavia, in certe cerimonie, la Chiesa si sforza – senza saperlo, del resto – di unire il fallo alla kteis: tutte le domeniche prima della messa solenne ha luogo l’aspersione dei fedeli. Il celebrante intona uno dei più celebri salmi della liturgia: “Asperge me Domine”; e mentre il canto continua: “hyssopo, et mundabor: lavabis me, et super nivem dealbabor”, il celebrante seguito dal diacono, dal sotto-diacono e dagli assistenti, scende verso gli astanti e asperge i fedeli, dopo avere immerso l’aspersorio (fallo) nel vaso (kteis) dal cui fondo raccoglie per diffonderla a pioggia, la rugiada purificatrice. La benedizione dell’acqua ha luogo tutti gli anni di Sabato Santo; tale cerimonia è significativa: dopo aver toccato l’acqua con la mano e soffiatoci sopra tre volte, il sacerdote immerge per tre volte, imitando il movimento del coito, il cero pasquale (fallo) nelle fonti (kteis) cantando: “Che la virtù dello Spirito Santo discenda in ogni profondità di queste fonti”. Poi soffia ancora per tre volte sull’acqua, tracciando il segno del Pi, lettera greca la cui forma imita il congiungimento dei due sessi, proseguendo poi il canto: “E feconda tutta la sostanza di quest’acqua per la rigenerazione”. Alcuni potrebbero accusarci di avere interpretato gesti e testi rituali in modo fantasioso. Ciò non è vero: il simbolismo è una scienza esatta per quanto occulta, e contro questa esattezza nulla possono le spiegazioni semplicistiche di una liturgia incompresa da coloro stessi che la celebrano .»

Crowley (1875-1947) ottenne la guida dell’O.T.O. dopo la sua esperienza nella Società Ermetica della Golden Dawn, nella quale entrò anche Israel Regardie (1907-1985), che per un certo periodo fu suo segretario. Le istruzioni contenute nel suo De Arte Magica , sono un commento alle operazioni segrete del nono grado dell’O.T.O, ma anche Regardie, nel The Three of Life , allude alle stesse pratiche con il nome di Messa dello Spirito Santo :

«Questa tecnica specifica si chiama, tradizionalmente, Messa dello Spirito Santo. Non ha l’eguale in magia, perché racchiude quasi tutte le forme note dell’operazione teurgica, e ne rappresenta nel contempo la quintessenza e la sintesi. Tratta inoltre anche della magia talismanica. Grazie a questa tecnica, una forza spirituale viva viene trasmutata in una specifica sostanza telesmatica. E questo telesma non è morto o inerte, come accade nel cerimoniale consueto delle invocazioni talismaniche, ma è invece vibrante e dinamico, e racchiude in sé il nucleo potenziale di ogni crescita e sviluppo.   In questa tecnica è compreso anche il metodo alchemico riguardante la produzione dell’Oro Potabile, della Pietra Filosofale e dell’Elisir di Vita, cioè dell’Amrita , o Rugiada di immortalità.   Tutte le operazioni alchemiche, secondo gli autori più attendibili, richiedono due strumenti essenziali: “un recipiente circolare di cristallo, le cui proporzioni devono essere tali da risultare in armonia con la quantità del contenuto”, ossia la Cucurbita; e una “fornace teosofica sigillata”, ossia l’Athanor.   L’Oro Filosofico è una sostanza, omogenea, una e indivisibile, dinamica e ricca di possibilità infinite, tuttavia, per produrlo, occorrono due sostanze diverse. Queste sono chiamate il Serpente, o il sangue del Leone Rosso, e le Lacrime, o il glutine dell’Aquila bianca.   I due strumenti alchemici, vanno considerati come i ricettacoli e i generatori di questi due principi divini, simili a flussi fulminei di sangue, fuoco e forza. L’Athanor è la fonte o il veicolo del Serpente, mentre il glutine viene ospitato entro la Cucurbita. La Fabbricazione dell’Oro filosofale, o Rugiada d’Immortalità, consiste in una operazione che si compie in fasi distinte. Attraverso una stimolazione di calore e di fuoco spirituale in direzione dell’Athanor, si verifica un trasferimento, cioè la salita del Serpente dell’Athanor verso e dentro la Cucurbita, che esplica le funzioni di una storta. Le nozze chimiche, vale a dire l’unione dei due flussi di forza nella storta, provoca l’immediata trasformazione alchemica del Serpente e del Glutine. Ciò corona la parte del Solve ella formula alchemica generale Solve et Coagula. Subito dopo la corruzione e morte del Serpente, sorge la Fenice splendida che, come un talismano va dinamizzata mediante invocazioni ininterotte del principio spirituale che presiede l’operazione in corso. La conclusione della Messa consiste nella consumazione degli elementi transustanziati, (cioè dell’amrita) o nell’unzione e consacrazione con essi di un talismano.   Occorre evitare con cura ogni perdita inavvertita degli elementi. C’è il pericolo di un traboccamento della Cucurbita, e anche l’assimilazione o l’evaporazione degli elementi corrotti nello strumento è un incidente da evitare.   Questa messa è di straordinaria semplicità per quanto riguarda l’esecuzione, ma occorre un minimo di allenamento e di dimestichezza con la tecnica necessaria. Soprattutto si richiede una volontà particolarmente forte e distaccata, che presuppone autodisciplina e una mente abituata abituata a concentrarsi per lunghi periodi. Una particolarità di questa tecnica è che, se non si è ben accorti dall’inizio, è facile che il mago perda il controllo degli strumenti alchemici, facendo così fallire l’operazione. Il pericolo più grande sta nel godimento di fronte agli aspetti puramente tecnici della Messa a sfavore del lavoro magico vero e proprio.   Mentre la Messa è in pieno svolgimento e il fuoco dell’Athanor si intensifica, deve essere recitata, in modo udibile, un’intensa invocazione. La sua forma migliore è quella di un mantra in armonia con tipo di operazione. L’opera nel suo insieme dovrà essere preceduta da un’invocazione generale che la legittimi. Così, mentre sul piano astrale procede l’opera di creazione, il mantra ritmico aiuterà a plasmare e vivificare lo stampo creato dalla volontà e dall’immaginazione, attirando su di sé la forza spirituale desiderata.   »

Se, dunque, è impossibile stabilire a chi spetti la palma del primato dottrinale nel campo della magia sessuale, alla fine, questo “secretum”, non sembra che fosse poi un così gran segreto, ritrovandosi sulla bocca di tutti.

Lo Pseudo kremmez, non si limita a descrivere come ottenere l’Immortalità e trasmigrare in altri corpi, ma spiega come, si possa, con l’aiuto dei fluidi sessuali: influenzare un individuo a distanza, consacrare e vitalizzare i sigilli e specchi magici, evocare entità o defunti a scopo divinatorio, usare le anime dei trapassati, imprigionare elementali , ottenere capacità di chiaroveggenza, proteggersi da attacchi magici, spostarsi con il proprio corpo fisico o astrale in altri luoghi o apparire contemporaneamente in due posti diversi. Rispetto alla Necromagia afferma che certe pratiche non dovrebbero essere eseguite:

«Una pratica analoga, ma con qualche variante, si può fare, discepolo, per rendere servente – cioè passivo alla propria volontà – un individuo morto delle cui ossa si possa disporre anche in minima quantità. Anche questa, come la precedente, è pratica stregonica – quindi tu, discepolo, mai dovrai operarla, come nemmeno l’altra -, perché mirante a rendere schiavo l’astrale di una persona morta » .

Subito dopo, però, indica il procedimento dettagliatamente, svelando che la vera e unica preoccupazione, non è di ordine morale ma un problema di “forza”:

« Questo stregone perverso che intende dominare a tal punto lo spirito di un individuo deceduto, deve però porre attenzione a che il morto su cui vuole imporre dominio non gli sia come potenza animica superiore che in questo caso correrebbe egli il pericolo di subire come colpo di ritorno l’energia vampirica che egli stesso ha sprigionato . »

Anche Crowley, che passò un po’ di tempo in Italia, utilizzava lo stesso tipo di magia cerimoniale sessuale, come si legge nei capitoli di Magik che trattano del Corpo di Luce, degli spostamenti in astrale, del modo di creare un Homunculus  o di scacciare un essere magico dal suo corpo per prenderne il posto :

«L’unica operazione “fisica” che il Corpo di Luce possa compiere davvero facilmente è il “Congressus subtilis”. Le emanazioni del “Corpo del Desiderio” [termine molto usato in teosofia; è preso in prestito dall’Induismo] dell’essere materiale che si visita, se la visita è piacevole, sono così potenti che si acquista spontaneamente sostanza dall’amplesso. Vi sono molti casi documentati di Figli nati da tali unioni.   In passato, nei Collegi dello Spirito Santo, [Uno di tali collegi era l’Abbazia di Thelema a Cefalù] si è molto discusso sulla liceità dei tentativi di trascendere tali limiti.   Il Libro dei Morti [Egiziano] contiene molti capitoli che intendono permettere all’entità magica di un uomo, morto, e perciò   privo di veicolo materiale   di assumere la forma di certi animali, come un falco dorato o un coccodrillo e di recarsi per tutta la terra   Noi tuttavia non dobbiamo prendere in considerazione questo problema della morte. Spesso può essere conveniente per i vivi andare in giro per il mondo incognito. Quindi si deve concepire questo corpo magico come una forza creativa che cerca manifestazione; come un Dio che cerca l’incarnazione

Siddhi, Poteri “Solari” e “Supereroi”

Tutti i poteri fino qui ottenuti, sono niente rispetto alle facoltà trascendentali che l’iniziato può conseguire con la pratica finale della «solarizzazione»: il “Grande Arcano” o «Secretum Secretorum». Una volta compiuti i tre magistrati lunari, che servivano a creare il Corpo di Luce, si procede alla formazione del «separando solare » avvalendosi della fissazione diretta del sole e dell’ingestione di oro misto a urina . Con quest’ultima procedura l’adepto torna allo stato in cui Adamo si trovava prima della caduta, trasformandosi in un Dio in grado di smaterializzarsi fisicamente, bilocarsi, levitare, comandare i venti…

«Fisicamente, cosa avviene del tuo essere? La fase finale di questo separando solare (fissazione del sole, ingestione di oro e urina) tu devi portarla avanti sino a che per solarizzazione alchemica, tutto il tuo essere divenga di Sole formato, cioè tu divieni Fuoco o Corpo ammonio perfetto   – possibilità di traslocazione completa del tuo corpo da un posto ad un altro (quindi non bilocazione, ancorché completa, ma smaterializzazione del corpo e apparizione fisica a qualsiasi distanza). – ascensione del corpo fisico nell’aria (ciò che in certe dottrine chiamasi fenomeno di levitazione) – non aver più necessità – se vuoi – di coprire il tuo corpo con vestimenti per mantenere costante la temperatura (perché il calore del tuo fuoco interno ammonio mantiene un esatto grado in tutto il tuo essere e indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne). – potere completo sui Regni elementali, nel senso che la tua volontà può comandare fisicamente la Terra, l’Acqua, l’Aria e il Fuoco. Puoi cioè a tuo comando far sgorgare l’acqua, scatenare terremoti, comandare i venti e accendere il fuoco sempre che tu voglia. – potestà sugli spinti planetari di qualunque grado. Queste che a prima vista ti sembrano rivelazioni sbalorditive non sono che un piccolo esempio delle potestà del corpo ammonio, ma la trasformazione più grande la subisce la tua coscienza, nel senso che entri appieno nel mondo delle cause prime, arrivando a conoscere interamente te stesso, cioè il tuo spirito immortale e la via che percorri nell’universo »

Tutte queste improbabili capacità ricordano i Siddhi, i “poteri” sovrumani degli Dèi Indiani, che, grazie alla «pratica tantrica, yogica e alchemica» della canalizzazione dell’energia sessuale, possono divenire accessibili tanto ai Maghi (Vidyadhra) che ai Tantrika:

«Un compiuto PURNAYOGI è in possesso degli otto SIDDHI Maggiori  lo Yogi può diventare piccolo quanto gli piace  può diventare grande quanto gli piace  può riempire l’intero universo.  Può rendere leggero il suo corpo come il cotone o come una piuma. Inghiottendo enormi boccate d’aria. Lo Yogi viaggia nello spazio   lo yogi acquisisce aumento di peso specifico. Inghiottendo enormi boccate d’aria, egli può rendere il suo corpo pesante come una montagna.  Stando sulla terra può toccare le cose più alte; può toccare il sole o la luna o il cielo. Ottiene gli oggetti desiderati e i poteri sovrannaturali. Acquista il potere di predire gli eventi futuri, e i poteri di chiaroveggenza, chiarudienza, telepatia, lettura del pensiero, ecc. può comprendere anche lingue sconosciute. Può curare tutte le malattie. Può immergersi nell’acqua e venire fuori quando gli pare. È il processo per cui uno yogi si rende invisibile. Sa alcuni autori è definito come il potere di entrare nel corpo di un altro. È anche il potere di mantenere un aspetto giovanile per qualsiasi lunghezza di tempo.   Il potere di addomesticare gli animali feroci e portarli sotto controllo. È il potere di ipnotizzare le persone con l’esercizio della volontà e di renderli obbedienti ai propri desideri e ordini. È il controllo delle passioni e delle emozioni; È il potere di assoggettare uomini, donne ed elementi.   è il conseguimento del potere divino. Lo yogi diventa il Signore dell’universo. Chi ha questo potere può ridare vita ai morti» ; « Lo Yogi acquisisce anche i seguenti Siddhi minori [26 in tutto]. Libertà da fame e sete, caldo e freddo,   può assumere qualsiasi forma desideri, può entrare in un altro corpo, può animare un corpo morto ed entrare in esso trasferendovi la sua anima, morte a piacimento, giocare con i Deva dopo averli visti,  può avere qualsiasi cosa desideri, profezia, mutare i metalli vili in oro prendere tanti corpi quanti lo yogi ne desidera per esaurire tutto il suo karma in una vita,  saltare come una rana,  diventa Signore del desiderio e distrugge dolori e malattie,   ha conoscenza della sua vita passata,   ha il potere di percepire i SIDDHA,   ottiene onnipotenza e onniscenza, si solleva in aria,  egli può indicare il posto dove sta nascosto un tesoro .»

Non c’è dubbio che il fascino esercitato dalla possibilità di ottenere capacità sovrumane abbia portato molte persone fuori strada. Se l’Alchimia promette pace, prosperità ed eternità, la Magia, da parte sua, invita a continuare a credere nell’altro grande sogno degli esseri umani: possedere dei super poteri. I metodi con cui propone di ottenerli, sono in gran parte discutibili e ingenui, ma nonostante questo, c’è qualcosa di buono in questa tensione verso l’impossibile: l’involontaria spinta verso il progresso che questo confuso materiale fantastico ha dato, attraverso la narrativa popolare di ogni paese ed epoca .

«L’unico modo di scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un poco oltre, nell’impossibile »

Soprattutto in questo periodo di nuovo sincretismo culturale, (globalizzazione è un termine riduttivo), il positivo rapporto di reciproca influenza, tra esoterismo, letteratura e scienza, ha dato risultati sorprendenti, per cui molto di ciò che un tempo era ritenuto magia, oggi lo chiamiamo semplicemente tecnologia:

«Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia ».

Un continuo flusso di ispirazione magica ha pervaso incessantemente il mondo: dagli specchi magici ai satelliti, dalle apparizioni alla realtà virtuale, dall’Homunculus di Paracelso alla fecondazione in vitro, dal Golem al Cyborg, dal mito dell’Immortalità alla Clonazione. Internet, Wikipedia, il Wireless sono, forse le ultime più grandi tecno-magie  a cui abbiamo assistito fino ad ora, insieme agli olo-schermi e agli ologrammi delle recenti presidenziali americane:

«Non sarebbe magnifico se si potesse vivere in qualsiasi momento come se si fosse vissuti sin dall’inizio del mondo e si potesse vivere fino alla sua fine? Non sarebbe ottimo se, vivendo in un determinato luogo, le genti che abitano oltre il fiume Gange in India non potessero nascondere le loro imprese e quelle che vivono in Perù non potessero nascondere i loro propositi? Non sarebbe magnifico se si potesse leggere tutto in un sol libro e leggendolo si capisse e ricordasse ciò che è stato, è, e sarà appreso e scoperto in tutti gli altri libri (conosciuti sino ad ora, che si pubblicano adesso e che verranno pubblicati in futuro)? Come sarebbe piacevole se si potesse trasformare, per mezzo del canto, le rocce in perle e pietre preziose, gli animali feroci in spiriti e invece dell’infernale Plutone si potessero muovere i potenti principi del mondo.»

(Secondo Manifesto dei Rosa Croce)

Per molti stiamo assistendo anche alla sedimentazione di una nuova mitologia del II millennio, fatta di miti, nuove e vecchie religioni, etica, scienza, fantasia e superstizione. Il passato viene rimesso in discussione attraverso racconti di Fantasia e Avventura, popolati da vampiri con sentimenti umani, streghe buone, maghi cattivi, alchimisti pazzi, scienziati mutanti, Super Eroi e gente comune. I protagonisti di libri, fumetti, cartoni animati, film e telefilm ottengono poteri straordinari in modo del tutto involontario o a causa di incidenti magici e scientifici. Il messaggio soteriologico educativo permane, ma sempre più diretto verso l’autocoscienza. La vita di questi personaggi è travagliata da una nuova condizione di diversità, da problemi di ordine morale legati alla gestione del potere, dalla necessità di prendere posizione e combattere antieroi malvagi, nemici alieni, esseri di dimensioni parallele, per la salvezza di una Umanità che si affida sempre meno alla divina provvidenza e che inizia a vedere la lotta tra il Bene e il Male, come una realtà relativistica, influenzata dalla posizione dalla quale si guarda il mondo.

Il Tantrismo Medievale e Il Mistero del Fiore d’Oro

Prima di concludere questo capitolo è necessario un confronto tra il “metodo “Kremmerz” e le pratiche Orientali, attraverso due libri: Il Corpo alchemico, Le tradizioni dei SIDDHA nell’India Medievale  e Il Mistero del Fiore d’oro di Lu Tzu.

Il primo è un voluminoso tomo di 400 pagine, che descrive le pratiche mistico sessuali dei Tantristi Medieval . Le informazioni in esso contenute, non dimostrano la fondatezza delle metodologie proposte dallo Pseudokremmerz, ma confermano l’esistenza di una fase culturale proto-chimica, comune a tutti i popoli, che continuamente emerge e si inabissa nel fiume della storia, in relazione al sentimento filosofico-religioso e al livello scientifico-tecnologico raggiunto. Lo stesso autore fa questa premessa nell’introduzione:

«Nell’India New Age degli anni Novanta [il libro è del 1996], è divenuto popolare, e persino di moda, avere il nome di un Tantrika, una specie di sessuologo multiuso, guaritore e sciamano, nella propria agendina telefonica. Lo stesso fenomeno ha portato con sé la comparsa, nella pagina che precede il titolo di libri sulla magia e sul Tantra , di “negazioni di responsabilità” con i quali i suddetti libri non garantiscono i risultati delle tecniche trattate, e gli editori non sono responsabili per gli spiacevoli effetti collaterali di tali tecniche se praticate nel privato della propria casa. Il presente volume non presenta un’analoga negazione di responsabilità poiché non ha affatto la pretesa di essere un libro sul “come fare per” realizzare l’immortalità. Non è neanche uno studio sulla storia della medicina o delle scienze indiane   Quest’opera è piuttosto uno studio storico-religioso sulle tradizioni medievali SIDDHA di alchimia indù e di HATA Yoga, che costituiscono due importanti campi di teoria e pratica nell’ambito della vasta corrente di mistica indiana nota come Tantra .»

Tra lo Sputo della Luna e i testi Tantrici vi sono sette secoli di differenza, cosa che dovrebbe renderne ancora più evidente l’inaffidabilità di queste pratiche, invece che esaltarne l’autenticità. Possiamo trovare una giustificazione alla diffusione di queste idee solo pensando che in quello stesso periodo la scienza stava muovendo i suoi primi passi e la forza di certe teorie si basava più sulla personalità “magnetica” dei suoi propugnatori, che su risultati concreti. In ogni caso la differenza più evidente tra la teurgia sessuale e il è il sentimento mistico, religioso e filosofico Indiano, che nello Sputo della Luna è completamente assente, nonostante l’ampio riferimento al cristianesimo.

«  Un secondo punto di convergenza tra Nath SIDDHA, Rasa SIDDHA e Trasmissione Occidentale [tre importanti gruppi tradizionali tantrici] consiste nel loro comune complesso di dottrine e pratiche mistiche implicanti i fluidi sessuali – fluidi sessuali maschili e femminili, certamente, ma con un significato molto più ampio. Sin dai tempi dei Veda, il rasa – l’elemento fluido presente nell’universo, nel sacrificio e negli esseri umani – è stato chiaramente identificato dagli indiani con la fonte della vita. Tutti i fluidi compresi i fluidi vitali nell’uomo, le resine vegetali, la pioggia, le acque e l’offerta del sacrificio, sono altrettante manifestazioni di rasa. Anche in tal modo   gli indiani sapevano che il miracolo del concepimento ha luogo grazie all’unione dei fluidi sessuali vitali maschili e femminili, del seme e del sangue uterino. Con il primo tantrismo, codesti fluidi generativi vennero concepiti come “sostanze di potere” per il culto, ed infine per l’identificazione con divinità maschili e femminili la cui illimitata energia era spesso descritta come di natura fondamentalmente sessuale. Quasi sempre il dio in questione era una forma di Siva, la cui adorazione in forma di Linga (il fallo) risale per lo meno al secondo secolo a.C.» ; «In un universo che era la continua procreazione del dio fallico Siva e della sua consorte, la Dea, di una coppia cioè la cui attività generativa si rispecchiava nelle relazioni e trasformazioni fluidiche della sessualità umana, in un universo che rifletteva in ogni sua sfaccettatura fondamentale complementarietà del principio maschile e femminile, anche il mondo minerale aveva le sue valenze e i suoi fluidi sessuali. Nel caso della Dea, la sua emissione sessuale, il suo seme, prendeva la forma della mica, mentre il suo sangue uterino o mestruale era identificato con lo zolfo. Vi sono varie ragioni per queste identificazioni, non ultima quella chimica: la mica e lo zolfo sono importanti reagenti nella purificazione ed attivazione del minerale omologo al seme divino”.   il comportamento chimico del mercurio   costituisce   “l’idea centrale” su cui si fonda la struttura dell’Alchimia Indù: il fatto che mediante dei procedimenti speciali si può far assorbire al mercurio una considerevole quantità di oro o di altri metalli, senza alcun apprezzabile incremento del peso del mercurio assorbente. Il mercurio se “stordito” scaccia le malattie, se “ucciso” resuscita se stesso e se “fissato” dona il potere di volare, è la presenza, nel mondo minerale, dell’essenza sessuale dell’Assoluto. In tal senso esso assorbe ogni cosa: proprio come Siva, che alla fine del tempo ciclico fa implodere l’intero universo nel suo corpo yogico, trasformando così l’esistenza nell’essenza. Questo è precisamente quanto accade nelle reazioni alchemiche. Un “seme” (BIJA) di oro viene posto nel mercurio (i cui poteri di assorbimento sono stati potenziati con una serie di trattamenti di zolfo, mica ed altri elementi, principalmente “femminili”), che viene così in possesso di una “bocca” capace di “ingoiare”, di assorbire in sé, secondo gli scritti alchemici i metalli vili nella misura di milioni, e persino bilioni e trilioni di volte la sua massa. Come risultato, i metalli vili sono trasmutati in oro, e in una tradizione nella quale “l’oro è ‘immortalità”, ciò equivale a dire tutto. All’alchimista non resta che assumere il mercurio in questione per divenire lui stesso Siva, sovrumano essere immortale (SIDDHA) del quale ogni secrezione corporea diviene trasmutativa e transustanziante. Contestualmente al suo lavoro di laboratorio, l’alchimista indù si impegna anche nella pratica DELL’HATA YOGA, come pure in un certo numero di operazioni tantriche erotico-mistiche che coinvolgono i fluidi sessuali generati da lui e dalla sua pupilla di laboratorio: ciò al fine di catalizzare le relazioni tra i fluidi sessuali divini nelle loro forme minerali. Fondamentalmente l’intero processo è una continuità di fluidi sessuali. »

Anche Il Mistero del Fiore d’oro di Lu Tzu, “rivelato” in Occidente da C. G. Jung (1875 – 1961) e R. Wilhelm (1873 – 1930), non ha niente a che vedere con la visione materialistica della magia occidentale. Il ritorno all’origine non dipende da una concezione sessista dell’Anima. L’Alchimia Cinese, pur vedendo anch’essa, il corpo come un Atanor, si rivela come un processo mistico spirituale di fisiologia occulta che prende il nome di “embriologia iniziatica”, perché l’aspirante deve riuscire a far ritorno al grande Uno, riconciliando gli opposti che sono in lui con una “nuova nascita spirituale”.

L’essere umano, con tutta la sua totalità fisica, psichica e mentale, si impegna in un processo di trasformazione esistenziale al fine di riunire quel Principio Spirituale che nell’individuazione nella materia si è diviso in « SING (mente, respiro, emozioni, spirito) legato ad una dimensione verticale » e «Ming (pulsioni sessuali, umori corporei, materia) dimensione orizzontale    ». Per rendere possibile questa unione è necessario « immergere lo spirito nel basso ventre » ovvero celebrare le nozze chimiche del Fuoco dello Spirito (mente, respiro- SHEN e Ki) e dell’Acqua Seminale (liquido seminale, pulsione sessuale, JING). Una forma di ritenzione del seme spiritualizzata e simile a quella Tantrica attraverso la quale si otterrà un embrione, che non ha niente a che vedere con aberranti esseri elementali. Si tratta, come sempre del Corpo di Luce, un veicolo spirituale, chiamato anche immagine del Buddha. La rinascita è quindi una via a ritroso, un andare controcorrente per tornare all’origine (HUAN YUAN), allo stato prima della separazione di spirito e materia:

Se anziché far fluire all’esterno il principio liquido (seme-JING) lo si trattiene con la forza della mente, così che essa sgorghi verso l’alto nutrirà il corpo ed il cuore.   Il saggio o attraverso tecniche di controllo del respiro e dell’energia sessuale anziché aprirsi al mondo attraverso un atto procreativo utilizza la forza vitale del seme unito al respiro per dare vita ad una supercoscienza. L’unione del KI con il JING rappresenta la penetrazione della terra (Yin) ad opera del cielo (Yang), ma anche la risoluzione della dualità cielo-terra.   Con questo procedimento il fuoco-spirito purifica la materia acqua-seme. Il fuoco e l’acqua si mescolano e si fondono. Questa unione tra questi due principi permette la costituzione di un embrione, che in seguito dovrà essere sviluppato mediante il calore e il nutrimento. Ad avvenuta maturazione del frutto sacro o del fiore d’oro nasce il fanciullo e torna al vuoto ossia al principio. Il processo è indicato in termini analoghi da altri testi taoisti come il TAO-SI KING ( Il libro della respirazione embrionale). L’essenza (seme) e il soffio (Mente) dando luogo all’embrione. Questo è il procedimento del cinabro inferiore o TAN TIEN che come afferma Maspero (1973) porta a non morire. Chi muore senza conoscere questo punto germinale non troverà l’unità di coscienza e vita neppure dopo mille nascite, né in diecimila eoni. Col ritorno all’origine ritroviamo un simbolismo noto e universale. Si tratta di una idea essenziale del taoismo. La restaurazione dell’essere è tale da procurare una nuova gioventù o in ogni caso la longevità. Lo stadio embrionale primordiale o edenico a cui si torna è quello partendo dal quale potranno essere realizzati gli stati superiori dell’essere. Esso conduce non alla longevità ma alla immortalità.   Se il soffio bianco (liquido seminale) verrà fecondato dal soffio rosso (respiro) l’embrione nascerà da sé. Ma qual è la natura di questo embrione? Per la tradizione alchemica taoista come per quella buddista oltre al corpo materiale vi è un corpo chiamato immagine del Budda. Si tratta della estrazione di un sé o corpo fatto di spirito dal corpo fisico. Per il taoismo l’unione di KI (respiro, energia vitale) e JING produce il JING-KI o corpo sottile».

FONTE: IL TERZO ORECCHIO

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Antropologia, Gnosticismo, Storia

MILANO CELTICA

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Si presume che Milano sia stata fondata dai celti appartenenti alla cultura di Golasecca, e che inizialmente si presentava come un piccolo villaggio ma che è andato ad ingrandirsi col tempo. Tito Livio scrisse che la fondazione avvenne intorno al 600 a.C. ad opera di Belloveso combattendo e sconfiggendo le popolazioni etrusche. La città era situata nel mezzo di importanti vie di comunicazione, in un primo momento si chiamò Mediolanum (“in mezzo alla pianura” o “pianura di mezzo”, con Planum divenuto Lanum, per influsso delle lingue celtiche, in cui la p- cade all’inizio di parola). Il centro della città sembra sia stato lo stesso di quello attuale, ovvero in piazza Duomo. Secondo Polibio (storio antico del mediterraneo) al posto del duomo sorgeva un tempio di una divinità gallica dove erano custodite “le immobili” appartenenti ai guerrieri insubri.

L’importanza del nome Medhelan deve far riflettere, in quanto “Medhe” significava in lingua celtica centro (poi medio, in mezzo) e “lan” o “lanon” santuario, rimasto nei toponimi gaelici attuali come “llan” – chiesa, “llawn” – perfezione”. Il sanscrito “Madhya-lan” significa LA TERRA SACRA DEL MEZZO. Pertanto, quando il re Belloveso, a capo di un gruppo Celtico che proveniva dalle zone oltre le Alpi, trovò questo luogo, in cui si trovava una collina situata a 149 m SLM, pensò di fondarvi un centro religioso, un centro sacro che si univa alle proto-città di Como e Golasecca (appunto un Santuario di Mezzo).

Forse un collegamento con le antichissime origini di Milano risiede proprio nei costruttori delle chiese e del Duomo, identificati come i Maestri Comacini, depositari di un sapere che deriva da tempi lontani, che recano nella loro arte elementi ‘profani’ (o pagani) che hanno sapientemente saputo adattare a quelli della committenza con cui si si sono trovati a trattare nei secoli (ricordo che la scrivente sta da tempo raccogliendo materiale per accertare come i Comacini possano essere originati dai Collegia Romani, o forse da strutture gerarchiche edilizie antecedenti e che, secondo il Merzario, essi siano da considerarsi il vero  ponte di collegamento tra le tradizioni antecedenti il Cristianesimo fino al XIX secolo).

Dove oggi sorge il Duomo caro ai milanesi, un tempo sorgeva un tempio romano dedicato alla Dea Minerva, poi venne edificata una chiesa più piccola, Santa Tecla, sostituita in seguito da una successiva chiesa, Santa Maria Maggiore, chiamata ‘Ecclesia Hiemalis’ (chiesa invernale poiché vi si officiavano i riti soprattutto d’inverno), dedicata a Maria Nascente che risorge al solsitizio d’inverno (che coincide con l’allungamento delle ore diurne, quindi della Luce).Vicino alla piazza c’era un laghetto (le vie ‘Pantano’ e ‘Laghetto’ ne ricordano la presenza) e un tempo questa zona (e per estensione gran parte della Lombardia) aveva molta più acqua di quanta ne vediamo oggi (ricordiamo ad esempio il Lago Gerundo, tra Adda, Serio e Oglio), e la presenza dell’acqua era fondamentale per i Celti, oltre che come mezzo di trasporto e commercio, come elemento purificatorio e magico, legato al femminile, alla dea Madre (identificata via via con appellativi diversi, ma significanti il medesimo concetto). Prima dei Romani, qui sorgeva un santuario costruito dai milanesi insubri, che era dedicato alla Dea Belisama. Pertanto, ci accorgiamo come la sacralità di questo luogo abbia continuato a perdurare nel tempo, sotto varie epoche e culti religiosi (si veda oggi l’importanza che riveste l’attuale Duomo, simbolo di Milano, con la sacra immagine della ‘Madonnina’ sulla vetta).

Anche altre costruzioni racchiuderebbero un culto matriarcale ben radicato nell’antico popolo milanese (fonte battesimale di SAN Giovanni, Santo Stefano, SAN Giovanni in Conca). All’interno del duomo si potrà notare, alzando lo sguardo, sul soffitto a destra, dei magnifici esempi di “Triskell”, uno dei più antichi simboli solari celtici, che si esprime nel triplice vortice, traducendo i tre piani dell’essere: umano, divino, e quello della Natura. Un simbolo di unione.

Sul secondo portale d’ingresso al Duomo-partendo da sinistra- nella facciata principale, vi è un simbolismo molto importante: la Quercia, sacra ai Druidi (i sacerdoti dei Celti), che incarnava il Dio Dagda, divinità che i Romani identificavano con Giove. La Quercia era associata, secondo la Tradizione Celtica, all’inizio della stagione primaverile, in quanto simbolo di rinascita e di vigore. La rievocazione di un bosco sacro ci viene offerta dalla presenza delle enormi colonne presenti nelle navate del Duomo, assimilabile ad una ‘foresta di querce’. La divinità della Quercia era potente simbolo di unione tra l’Uomo, la Natura e le Forze Cosmiche.

Verso Piazza Mercanti, a Milano, ci si imbatte in un altro edificio che reca inciso un curioso simbolo animale: la scrofa semilanuta, identificata con la femmina di un cinghiale bianco (in latino la parola suis =scrofa), animale sacro per i Celti, che fu il primo vero simbolo della città di Milano, che traeva origine da una leggenda, che ci è pervenuta ancora per mezzo di Tito Livio, il quale raccolse probabilmente le notizie da un narratore Insubre. Anche il classico ‘Biscione’, effigiato sullo stemma dei Visconti, ricorda il Serpente caro ai Celti, che ne avevano riprodotto le fattezze sinuose nel dio Cernunnos, dio dalle corna di cervo ma che si muove a spirale per rappresentare il ciclo vitale, la trasformazione di tutto ciò che vive. Cernunnos in molte raffigurazioni tiene in mano un serpente, che ricorda molto il ‘biscione’ visconteo.

In corso di Porta Vigentina si trova -all’interno della chiesa – al centro della pavimentazione, la Pietra Forata, con tredici linee incise. E’ conosciuta come la pietra del Tredisin de Mars poiché una leggenda racconta che il 13 marzo del 52 d.C. San Barnaba avrebbe predicato il Vangelo di Cristo erigendo una croce su una pietra forata (che è appunto quella conservata nella chiesa, un tempo si trovava in San Dionigi a Porta Venezia).

Si tratta di una pietra rotonda, con un buco in mezzo e una raggiera di tredici linee, oggetto di grande venerazione nei secoli. Il fatto che sia da sempre stata abbinata a San Barnaba, colloca il culto in tempi remoti. La pietra forata ha un valore particolarissimo, risalente all’India Vedica. Sul numero delle linee presenti, tredici, sono state avanzate varie ipotesi, tra cui una delle più interessanti potrebbe essere collegata all’Astronomia: tredici sono infatti le stelle che formano la Costellazione della Vergine che in quel periodo, il 13 marzo, era visibile. Potrebbe essere il retaggio di un antica Tradizione Celtica, di celebrare la ciclicità della Vita in momenti particolari, legati al movimento degli Astri della Luna e del Sole.

Nel Castello Sforzesco di Milano, ci sono dei massi interrati che apparentemente non hanno alcun valore archeologico, e sono stati inglobati nel camminamento. Li possiamo vedere entrando dal portone principale, dalla parte della fontana, e passano inosservati, crescendovi anche l’erba attorno. Su questi massi sono incise delle coppelle, cioè fossette scavate nella pietra, che ricordano quelle presenti anche nelle incisioni della Val Camonica. Presso le antiche popolazioni celtiche, le coppelle avevano un valore particolare poiché rappresentavano una forma rituale per consacrare il luogo ad una particolare divinità, anche se si potrebbe ipotizzare la loro correlazione con una particolare costellazione e fissarla in terra. Ulteriori studi potrebbero aiutare a risolvere l’enigma.

 

FONTI

http://www.celtegh.com

http://www.duepassinelmistero.com

 

 

 

 

 

 

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Alchimia, Filosofia, Magia, Religione, Scienza, Spiritualità, Storia

IL POTERE DEL MAGO

 

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Raffaello Sanzio: La Scuola di Atene (affresco della Stanza della Segnatura dei Palazzi Vaticani – particolare). A sinistra Platone indica il cielo, tenendo tra le mani il libro del Timeo, mentre a destra Aristotele regge il libro dell’Etica ed indica la terra.

 

Molto tempo fa la Chiesa e la Scienza erano, geneticamente, una cosa sola: la Magia.  Il Mago era colui che, se da un lato rappresentava la Scienza, dall’altro aveva in mano anche il potere della Religione. Questo accadeva perché le leggi che governavano il mondo erano, per quanto misteriose, le stesse che permettevano di parlare con Dio.  L’arte della divinazione serviva per guardare, in qualche modo, nel futuro e chi, se non Dio, avrebbe potuto fare una cosa simile? Certo per farlo era necessario conoscere le leggi che governavano la magia, le quali erano le stesse che governavano gli Dei.  Dunque un tempo le leggi che valevano per la scienza erano le stesse che valevano per la religione, ma, se così era, è lecito chiedersi perché oggi scienza e religione si siano separate e sembrino combattersi. Ho volutamente detto “sembra”, perché non è possibile che le due contendenti, ubbidendo alle medesime leggi, possano realmente opporsi l’una all’altra solamente perché usano nomi diversi. Infatti la contrapposizione tra Scienza e Religione è puramente simbolica. Per chiarire meglio la situazione bisogna risalire al motivo che dette origine alla separazione tra Scienza e Religione: ad un certo punto della storia nacque la necessità pratica di dividere in due tronconi un unico gigantesco potere, di costruire due poteri dove prima ce n’era uno solo. La stessa cosa accade oggi quando si sente parlare di separazione delle carriere dei magistrati, oppure di riforma universitaria nella quale si vogliono separare le carriere dei docenti amministrativi da quelle dei docenti scientifici. Mettere nelle mani di una sola persona tutto il potere, si è scoperto, non giova al potere stesso, che si sclerotizza in un’unica posizione dominante e non permette a nessun altro di contrastarlo. Un modo per cambiare la situazione è rappresentato dalla spartizione dei poteri, cosicché questi, una volta separati, si controllino e si moderino a vicenda, ma generino anche un maggior numero di posti di comando, sia pure meno potenti, ma sempre di alta valenza in quanto compartecipi di decisioni importanti, riducendo, così, il malcontento di coloro che, altrimenti, non avrebbero avuto accesso alla gestione del potere. Il potere totale diventa, oltretutto, ingestibile: più è grande l’azienda che si dirige, più collaboratori sono necessari e, se non si accetta questa realtà, l’azienda fallirà rapidamente, perché un unico capo non potrà mai risolvere con efficienza i mille problemi che sorgono ogni giorno. La divisione dei poteri del Mago faceva comodo al potere politico, poiché, prima della divisione, era il Mago, quale sacerdote e scienziato, ad avere un gran peso nelle decisioni politiche a sfavore del Re o del Principe di turno, che era spesso costretto a sopportarne l’ingerenza. Suddividere il potere del Mago e non avere più un solo consigliere, bensì due, serviva anche per aumentare il potere politico, sfruttando l’accorgimento che gli antichi romani sintetizzarono nel detto “Dividi et impera”. La suddivisione dell’unico potere del mago in due poteri separati doveva, però, essere giustificata agli occhi di chi, stando all’esterno, assisteva a tale frattura e la giustificazione doveva essere creata. A crearla ci pensò il pensiero filosofico, infatti si doveva cambiare il modo di vedere le cose e, soprattutto, bisognava iniziare a considerare gli Dei e l’Universo non più come un tutt’uno, bensì come due entità differenti. La divinità fu, così, collocata fuori dall’Universo, come qualcosa che non aveva più niente a che fare con la natura, della quale pure rimaneva creatrice indiscussa, tanto vicina ma anche tanto lontana da non accorgersi quasi neppure delle proprie creature. Questo è il momento in cui il Creatore e gli Dei diventano la stessa cosa, ma va sottolineato che prima non era così: Il Creatore era il Creatore e gli Dei erano simili a superuomini, dotati di superpoteri, che gestivano anche le cose dell’uomo. Il Creatore era “super partes” e, probabilmente, era anche inconsapevole della sua stessa creazione. Gli uomini e gli Dei sottostavano, quindi, al Creatore. L’uomo rimaneva prigioniero di una scatola sferica chiamata Universo, dalla quale a oggi non può né sa uscire, poiché le leggi della Fisica moderna glielo impediscono. Questa situazione storica è quella in cui, si colloca la distinzione tra il pensiero filosofico di Platone e le idee di Aristotele, il momento in cui si separano le cose del cielo da quelle della terra, che prima erano una cosa sola.
Da questo momento in poi la separazione creerà un baratro che diverrà incolmabile ed il modo di concepire la realtà diventerà duplice: bisogna utilizzare il lobo destro del cervello od il lobo sinistro? Essere fantastici e creativi o pragmatici e legati alle regole? Prima di allora si tentava di possedere ambedue le caratteristiche e non una sola. Certo allora mancavano le rigide regole di una visione aristotelica del mondo, ma non perché le regole non ci fossero, semplicemente perché non era necessario scrivere regole che erano dentro l’uomo e dentro l’Universo. L’uomo, semplicemente, le leggeva con i suoi sensi ed attingeva, dall’Universo che lo circondava, le sensazioni che gli servivano per capire le cose. Il Mago era colui che sapeva fare tutto ciò con abilità, che sapeva, quasi come un moderno sciamano, correlarsi con la natura e quindi con gli Dei, diventando lui stesso essere superiore. Non tutti erano dotati della sensibilità necessaria per fare il Mago. Ma queste sono proprio le regole vigenti oggigiorno! Oggi l’uomo è lontano dalla Magia ed è in balia di una dicotomia cerebrale che ne offusca la comprensione del mondo. Lontano da una visione olistica dell’Universo, l’uomo moderno perde l’opportunità di vedere l’Universo, e quindi anche se stesso, come essere divino, delegando sacerdoti e scienziati a salvaguardarlo dalle incertezze della vita.

FONTE

Corrado Malanga – Alien Cicatrix

 

 

 

 

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Antropologia, Cerimonie, Ritualità, Storia

HEYOKA

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Gli Heyoka, parola che significa i “contrari”, rivestono una importantissima funzione sociale dentro una tribù, ma è un concetto che andrebbe esteso al mondo intero, alla vita stessa, sono anche chiamati anche pagliacci ma non con un accezione negativa come si penserebbe qui sentendo la parola, perchè sono coloro che entrano a disturbare una cerimonia sacra, sono presenti in tutte le diverse Sundance a Rosebud e cosa che può sembrare divertente all’inizio per chi non è abituato alla simbologia indiana in queste cerimonie, ma che ha invece dei significati molto profondi a livello simbolico si possono paragonare ad esempio alle entità Exù della tradizione della religione sincretistica del Candomblè afro-brasiliana. La funzione di un Heyoka è principalmente quella di essere la parte opposta, la parte che porta equilibrio usando lo squilibrio delle forze presenti nella vita, mettendo alla prova la fede dei danzatori, cercando di distrarli, testando così la loro forza spirituale, possiamo equipararli al nostro materialismo, ad una donna che non ci fa capire più nulla, alle cose che ci circondano che ci distolgono dal Sentiero Rosso, la via giusta.

La Cerimonia degli Heyoka

Quindi se vi capiterà un giorno di avere la fortuna di assistere ad una cerimonia sacra, non pensate che gli Heyoka svolgano la funzione di pagliacci così tanto per far ridere la gente, loro bilanciano la vita, sono l’acqua per il fuoco, il tuono del cielo. Solo chi ha avuto la visione del tuono può diventare Heyoka, solo chi ha avuto visioni degli esseri del tuono dell’ovest possono fungere da Heyoka. Hanno un potere sacro e ne condividono una parte con tutta la gente, ma lo fanno per mezzo di buffonerie. Quando arriva una visione dagli esseri del tuono dell’ovest, arriva con orribile paura, come una tempesta di tuoni ma quando la tempesta della visione è passata, il mondo è più verde e più felice; perché ovunque scende sul mondo la verità della visione, è come la pioggia.

Il mondo infatti, è più felice dopo il terrore della tempesta, ma nella cerimonia degli Heyoka, tutto è posto alla rovescia e viene fatto in modo che la gente si senta allegra e felice prima perché al potere riesca più facile raggiungerla. Avete osservato che la verità appare in questo mondo con due facce dove una è triste di dolore e l’altra ride come avveniva nella teatralità tragicomica del teatro Greco ma è la stessa faccia sia che rida o pianga. Quando la gente è già disperata, forse la faccia ridente è meglio per loro mentre se si sentono troppo bene e troppo sicuri di essere protetti forse è meglio allora che vedano la faccia piangente o il lato serio della vita per portare equilibrio senza il quale la persona si lascia andare a una visione sbagliata dell’esistenza che la porta a sbagliare per sé e per gli altri. Esiste una descrizione da parte di chi ha assistito alla cerimonia che asserisce quanto segue:

“C’era un uomo chiamato Wachpanne (Povero) che per conto mio si occupò di questa cerimonia, perché aveva già fatto lo Heyoka molte volte e ne sapeva tutto. Prima disse a tutta la gente di radunarsi in circolo in una pianura vicino a Pine Ridge; nel centro, accanto a una tenda sacra che avevano alzata, mise una pentola d’acqua; per fare bollire quest’acqua ci buttavano dentro dei sassi roventi. Anzitutto, doveva fare un’offerta di erba aromatica all’ovest. Si sedette accanto al fuoco, con un poco d’erba aromatica nella mano, e disse: «Al giorno del Grande Spirito, a quel giorno diventato vecchio e saggio, farò un’offerta. Mentre spargeva l’erba sul fuoco e il fumo aromatico si levava, cantò:  “Questo brucio come offerta. Guardatelo! Faccio una lode sacra, una lode sacra faccio. Nazione mia, guardala con gentilezza! Il giorno del sole è stato la mia forza Il cammino della luna sarà il mio mantello. Una lode sacra faccio. Una lode sacra faccio.”

Poi bisognava uccidere il cane velocemente e senza fargli delle ferite, come il lampo elimina chi sceglie, perché il potere degli Heyoka è quello del lampo. Sul fumo dell’erba aromatica venne tesa una corda di cuoio crudo per farla sacra. Poi due Heyoka fecero un nodo scorsoio con la corda e lo misero al collo del cane. Tre volte tirarono gentilmente la corda, uno di qua e l’altro di là, e la quarta volta diedero uno strappo forte, rompendogli il collo. Poi Wachpanne spellò il cane e lo lavò bene; dopo gli tagliò via tutto, tranne la testa, la spina dorsale e la coda. Si allontanò quindi dalla pentola, sei passi, uno per ciascuno dei Poteri, si voltò verso l’ovest, per offrire la testa e la spina agli esseri del tuono, poi verso il nord, l’est e il sud, poi verso lo Spirito in alto e verso la Madre Terra. Dopo di che, sempre a sei passi di distanza, si voltò verso la pentola e disse: ” In maniera sacra faccio bollire questo cane”. Tre volte lo fece dondolare per aria, e la quarta volta lo gettò dentro in modo che cadesse di testa nell’acqua bollente. Poi prese il cuore del cane e fece col cuore quello che aveva già fatto con la testa e la spina dorsale. Nel frattempo, trenta Heyoka, uno per ogni giorno di una luna, facevano delle buffonerie tra la gente, per rallegrarla. Erano tutti vestiti e dipinti in un modo così buffo che chiunque li vedesse doveva ridere. Un Fianco e io eravamo pagliacci compagni.

Avevamo tutto il corpo dipinto di rosso con strisce di lampo nero. Ci eravamo fatti radere i capelli della metà destra della testa, e portavamo lunghi i capelli della metà sinistra. Questo sembrava molto buffo, ma aveva un senso; perché quando guardavamo dalla parte verso la quale si guarda sempre (il sud), la parte rasata della testa rimaneva verso ovest, e ciò dimostrava che eravamo umili davanti agli esseri del tuono che ci avevano dato potere. Ognuno di noi portava un arco molto lungo, così lungo che nessuno poteva usarlo, e inoltre era tutto storto. Anche le frecce che portavamo erano molto lunghe e molto storte, e così sembrava una follia portarle. Montavamo su cavalli sauri con strisce di lampo nero dappertutto, perché dovevamo rappresentare i due uomini della mia visione dei cani. Wachpanne entrò nella tenda sacra, e cantò questo canto sugli heyoka: “Questi sono sacri, questi sono sacri, essi hanno detto, essi hanno detto questi sono sacri, essi hanno detto”. Dodici volte cantò questo, una per ciascuna delle lune. Mentre la pentola era in ebollizione, un aiutante e io, a cavallo sui nostri sauri dipinti, ci rivolgemmo verso l’ovest e cantammo:

« In maniera sacra essi hanno mandato voci. La metà dell’universo ha mandato voci. In maniera sacra essi vi hanno mandato voci ».

Anche mentre cantavamo questo, gli heyoka facevano buffonate e provocavano le risate. Per esempio, due Heyoka coi loro lunghi archi storti e le frecce dipinte in modo buffo, si avvicinavano a una piccola pozzanghera d’acqua. Facevano finta che fosse un fiume largo e profondo che essi dovevano attraversare così, con i gesti, ma senza dire nulla, decidevano prima di vedere quanto fosse profondo il fiume. Prendevano le loro lunghe frecce storte, e le immergevano nell’acqua, ma non di punta, bensì per lungo, in modo che tutta la freccia ne uscisse bagnata. Mettevano le frecce una sopra l’altra, verticalmente, e facevano vedere che l’acqua era profonda, anzi arrivava fin sopra la loro testa; così si accingevano a nuotare. Uno di loro si tuffava nella pozzanghera, a capofitto, e con la faccia nel fango si dibatteva follemente nell’acqua, come se stesse per annegare. Poi l’altro si tuffava anche lui, per salvare il suo compagno, e facevano molte altre cose buffe nell’acqua perché la gente ridesse.

Quando Un Fianco e io finimmo di cantare all’ovest, ci voltammo verso la pentola, dove bollivano il cuore e la testa del cane; con frecce dalla punta molto aguzza, ci lanciammo al galoppo contro la pentola. Dovevamo passarci accanto, e io prendere la testa con la mia freccia, e Un Fianco il cuore, perché rappresentavamo i due uomini che avevo visti nella visione. Fatto questo, tutti gli Heyoka ci diedero la caccia, cercando di strapparci un pezzo di carne, e la gente si precipitò verso la pentola, per procurarsi un pezzo di quella carne sacra. Anche un pezzettino faceva molto bene, perché ormai c’era dentro il potere dell’ovest. Era come dare alla gente una medicina, per farla più felice e più forte. Finita la cerimonia, tutti si sentivano molto meglio di prima, perché era stata una giornata di divertimento.”

Ora erano tutti in grado di vedere meglio di quanto potessero prima, come se potessero accedere a una visione più approfondita e spirituale, i colori della terra erano intensi e potevano fissare queste nuove sensazioni nella mente mentre prima della cerimonia non avrebbero potuto farlo. I Sei Avi avevano messo in questo mondo molte cose e tutti  dovrebbero essere felici di ciò. Ogni piccola cosa è stata mandata con uno scopo e in questo dovrebbe esserci la felicità e il potere di rendere felice gli altri come le erbe che si mostrano a vicenda i teneri visi, così dovremmo fare noi, perché questo fu il desiderio degli Avi del Mondo. Durante la danza del sole, al terzo giorno, quello dell’HEALING, entra sempre l’Heyoka, vestito da cowboy, col secchio dell’acqua in mano, e la porge ai danzatori. Devo dire che bisogna essere forti per non guardarlo e soprattutto per non farsi distrarre da lui, che cerca di farci ridere in ogni modo, ma fa parte della vita e di questa sacra cerimonia che non è altro che la vita.

FONTE

https://indianiamerica.it

 

 

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Esoterismo, Gnosticismo, Occultismo, Sciamanesimo, Spiritualità, Storia

TONAL E NAGUAL

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Nessuno nasce guerriero, guerrieri si diventa lentamente e non basta una vita. Per questo compito dobbiamo usare molte intelligenze. Lo stregone Don Juan insegna: “Noi pensiamo con la testa che è il centro della ragione/ma sentiamo con il cuore.” La volontà sta sotto l’ombelico: “Noi sogniamo col fianco destro e vediamo col fianco sinistro.”
Solo l’esperienza convincerà la ragione e gli atti della volontà ci porteranno a vedere ciò che veramente siamo: esseri luminosi, percettivi, consapevoli, e senza limiti…Il mondo degli oggetti apparenti, il mondo come ci appare, è solo una rappresentazione ma non esaurisce tutta la realtà, è solo ‘una’ costruzione della mente in cui restiamo intrappolati così che poi siamo incapaci di uscirne per vedere le cose in un altro modo e, quando ci accade di avere dei flash diversi di percezione, li scartiamo o rimuoviamo perché non sono inseribili nell’ordine noto. Ma il mondo che percepiamo è illusorio proprio perché è artificiale.
Noi, dice lo stregone, siamo nati con due anelli del potere, la ragione e la volontà; se usiamo solo la ragione per creare un mondo, essa poi non ne vorrà altri, solo la volontà può fare esperienze che possono aprirci a conoscenze diverse.
Lo stregone usa la volontà in senso magico, come spada di energia in un mondo di energia, cambiando la sua visione.
La realtà è formata da due parti, IL TONAL e il NAGUAL. Il Tonal è il principio di coscienza, che nel neonato è solo potenziale; crescendo, l’io a poco a poco costruirà il mondo; il Tonal è il principio che organizza, codifica e configura la conoscenza, è l’io che conosce ovvero il principio di coscienza. Il Tonal prende il materiale della realtà assoluta e lo elabora trasformandolo in rappresentazione, ordina il caos, e dalla vacuità dell’indifferenziato trae il mondo della realtà conosciuta. Senza il Tonal nulla di ciò che chiamiamo mondo esisterebbe, esso è l’energia che crea il mondo come conoscenza. Ma a un certo punto diventa geloso e totalitario e pretende che tutta la realtà sia ciò che ha elaborato, come se un ragno pretendesse che la sua tela comprenda il mondo. Tutto ciò che siamo, tutto ciò per cui abbiamo un nome, tutto ciò che facciamo o sappiamo è Tonal. Ma non possiamo pretendere che esso esaurisca l’intera totalità dell’essere. La costruzione operata dal Tonal, cioè dal nostro principio di coscienza, comincia con la nascita e finisce con la morte. Il Tonal ha la funzione di creare il mondo secondo le proprie leggi ma diventa sempre più dispotico e assolutista. Il Tonal è ciò che conosco, un’isola di coscienza, la mia realtà, l’insieme dei contenuti di consapevolezza, l’azione continua di costruzione della realtà. Il Tonal pone in essere tutto ciò che siamo e sappiamo. Questo insieme conoscitivo è come un’isola; l’isola è la fetta di realtà che crediamo totale. Alcuni hanno realtà più ampie, altri meno, le isole non sono simili, e ognuno vede solo la propria, il proprio territorio di conoscenza. Il Tonal è come una tavola apparecchiata, su cui alcuni hanno più cose, altri meno. Il Nagual invece è l’ignoto, tutto ciò con cui non abbiamo a che fare, che non conosciamo, che non immaginiamo nemmeno, tutto quello che cade fuori dalla nostra consapevolezza, che non è messo a fuoco dal nostro sguardo, il pensiero che pensa fuori di noi, la parte di realtà per cui non abbiamo percezione, né descrizione, o parola o sospetto.
Tutto questo avviene dentro o attorno alla mente. Ma anche la mente è un elemento della tavola e anche l’anima è un elemento della tavola e anche i pensieri sono un elemento della tavola. Anche Dio è sulla tavola, se penso a Dio.
Il Tonal è tutto ciò che penso sia il mondo, compreso l’io e Dio, è la totalità dei pensieri che penso, il conoscibile in quanto entra nella mia mente. Il Nagual è invece ciò di cui non sono cosciente, il pensiero che fuori di me si pensa, la realtà a me inconscia, tutto ciò che non appare nell’arco del mio sguardo, che non entra nella mia consapevolezza, la realtà oscura oltre la soglia di ogni possibile percezione e idea.
Ognuno di noi ha una zona di realtà abitata, controllata e conosciuta, un’isola coi suoi confini, ma il Guerriero andrà oltre i confini, entrerà nel Nagual diventando ‘Nagual’ egli stesso, dunque sciamano, affrontando l’ignoto.
Il Nagual è l’energia che può essere a servizio del guerriero, che ne può essere testimoni ma non ne può parlare, è indicibile perché non sta sulla tavola ma fuori di essa. Là il potere si libra.
All’istante della nascita siamo tutti Nagual, realtà inconscia, poi il Tonal comincia il suo paziente lavoro per delimitare il mondo, per ritagliare l’isola del conosciuto. Dall’oceano inconscio iniziale comincia a individuare una zona di controllo che è la nostra realtà di coscienza; alla fine questa cresce e si sviluppa tanto da negare che l’oceano inconoscibile esista e la volontà le crede perché non vuole aver paura. Ma il Guerriero abbandona ogni sponda sicura e sfida l’oceano, si immerge nella conoscenza totale col rischio di essere travolto, perché il Guerriero sa che la nostra isola è una realtà piccolissima rispetto alla realtà assoluta e il Guerriero, sopra ogni altra cosa, è curioso. La curiosità in lui vince la paura. Perché fa questo? Perché la sofferenza di non sapere è per lui troppo forte, perché non sopporta i propri limiti, per un amore irrefrenabile di libertà.
Quando noi viviamo solo in ciò che siamo, senza andare oltre, finiamo col soffrire un senso di incompletezza, di insufficienza, una inquietudine che a volte diventa lacerante, siamo depressi e angosciati, qualcosa ci chiama oltre il conosciuto, soffriamo un senso di mancanza. Non è facile vivere solo nel Tonal, perché la nostra stessa natura anela a qualcosa che sta oltre. Se ciò non avviene, qualcosa è morto dentro di noi e non stiamo vivendo ma solo vegetando.
L’uomo ha tre facoltà, la capacità di creare, di conservare e di trasformarsi. Se resta a un livello di mera conservazione, qualcosa dentro di lui comincia a soffrire e a morire. L’amore è la prima forma di trasformazione, la conoscenza è un’altra grande via, lo sciamano intende ciò che fa come una via del cuore, che non coinvolge solo la sua mente ma tutto il suo essere. Su chi lo avvicina eserciterà l’amore con vari mezzi: la guarigione dalla malattia, l’insegnamento liberatorio, la protezione contro le forze pericolose, l’evoluzione delle energie, perché ogni immobilità è morte.
Ogni cultura non ha fatto che occuparsi di Tonal e Nagual chiamandoli in molti modi: coscienza e inconscio, materia e spirito, mondo e Dio, Atman e Brahman, Tonal o Nagual, Io e Non Io… noi riusciamo a fare coppie solo di ciò che appare sulla tovaglia, ma nessuna coppia esiste in fondo, né Tonal né Nagual, la realtà è una sola, energia che appare o non appare.
Il Nagual non lo vediamo ma il Nagual ci chiama, noi ne sentiamo la mancanza, esso è innanzitutto proprio questo senso di mancanza, la sua presenza è l’assenza, come il Dio ignoto di cui S. Agostino dice: “Quando io non ti conoscevo, tutto il mio essere aveva sete di te, tu eri questa sete”.
Vocatus aut non vocatus Deus aderit”, “Chiamato o non chiamato il Dio sarà presente”
Noi non possiamo dire cosa sia il Nagual perché ciò significherebbe porlo sulla nostra tavola, nominandolo lo faremo essere altro da sé, come “Il TAO che se si chiama TAO non è più il TAO”.
Anche nel Buddhismo tibetano il mondo che conosciamo è una realtà virtuale, una proiezione del pensiero. Il pensiero può elaborare mondi e può creare o cogliere fasce di realtà diverse che corrispondono a elaborazioni mentali, ma ogni mondo non è in fondo che una costruzione mentale, una realtà ideale. Il mondo è apparizione o rappresentazione. L’uomo comune crede che questa sola sia la realtà oggettiva e che ogni altra realtà sia virtuale, ma lo sciamano sa perché lo sperimenta che le realtà sono molte tutte vere e oggettive.
Nel Buddhismo tibetano la ruota delle vite è divisa in sei spicchi, ognuno dei quali corrisponde a una sfera di realtà, che è insieme un tipo di esistenza e un tipo di rappresentazione, ognuna è insieme un modo di vedere il mondo e un mondo. Ciò che uno è determina ciò che vede e viceversa. La fascia di pensiero, ovvero la fascia vibrazionale, individua una posizione dell’energia e un tipo di realtà percepita. Le sei fasce vibrazionali buddhiste sono sei modi simbolici cui l’energia originaria può vibrare, ogni vibrazione crea esseri che vedono il mondo in un certo modo, dunque vivono in mondi diversi. Queste sei fasce sono chiamate LOKA e sono: esseri infernali, spiriti affamati, animali, uomini, divinità gelose, divinità celesti. “Un giorno, presso un fiume, si incontrarono i rappresentanti delle sei Loka. Ognuno vide una cosa diversa: l’essere infernale vide fuoco e ghiaccio, lo spirito affamato vide carne e sangue, l’animale animali e pesci, l’uomo acqua da bere, il dio geloso un campo di battaglia, il dio celeste un paradiso di luce. Ognuno vide secondo ciò che era e vide il mondo per come lui era.”
I Toltechi di Castaneda parlano di 48 forme di struttura organizzata, ognuna con un colore dell’energia prevalente, per es. l’aura delle piante è rosa-giallina, quella degli insetti è verdognola…
L’aura umana ha colori fluorescenti, forti ma sottili, come i colori della luce al neon. Il tono prevalente e anche il più facile a vedersi, per la sua maggiore intensità, è quello dorato, per questo la radiazione umana si chiama AURA, luce dorata. Il veggente vede i colori della consapevolezza, come sfumature ambrate, di un leggero rosa o verde o azzurro, come lampi o fuochi pallidi, fluorescenti o evanescenti, flash rapidi e non persistenti, movimenti o baluginii. Con un certo allenamento dello sguardo non è impossibile per noi svegliare questa seconda vista, almeno per quel che riguarda le fasce di radiazione più vicine alla frequenza del corpo materiale.
Don Juan insegnava al suo allievo a percorre un viaggio di consapevolezza ma per Castaneda dovettero passare 30 anni di dura disciplina prima che egli capisse cosa intendeva per viaggio evolutivo di consapevolezza. “Gli uomini non conoscono la propria essenza e sono colmi di incredibili risorse che non utilizzano mai”. “Lo sciamano è colui che sfiora i confini della totalità dell’energia possibile.”
Don Juan aiutò Castaneda a penetrare a poco a poco in realtà parallele e a dominarle. Gli insegnò i passi magici che altri stregoni avevano messo a punto prima di lui, per modificare la distribuzione dell’energia, spostando il punto di consapevolezza. I passi magici vennero insegnati in cerimonie segrete, un poco alla volta, via via che l’apprendista avanzava lungo la sua via. Ogni uomo ha una quantità fissa di energia, ma può distribuirla diversamente e da questa distribuzione nasce la sua forza o debolezza.
L’energia è un flusso di luce, una corrente, una vibrazione simile a un vento. In condizioni ordinarie “ogni parte del corpo umano è impegnata nel trasformare questo flusso vibratorio nei dati sensoriali che creano una certa visione del mondo.” Lo stregone interrompe il sistema ordinario di interpretazioni. Quello che accade allora viene detto “vedere”, cade la rappresentazione ordinaria e ci si trova improvvisamente di fronte ‘l’energia che scorre nell’universo’. E’ chiaro allora che ogni esistente è formato come una cipolla, con migliaia di strati di energia. Questo complesso di strati energetici è l’aura umana:
“La configurazione energetica umana è un conglomerato di campi di energia tenuti insieme da una forza vibratoria che li lega in una sfera luminosa… Gli esseri umani, per chi sa “vedere”, sono esseri luminosi, simili a grandi uova o meglio palle di luce, formate da fasci di fibre in movimento. Il principale è un fascio di luce che esce dalla zona dell’ombelico, esso è di grande importanza per la vita di un uomo ed è il segreto del suo equilibrio. Le persone deboli hanno fibre molto corte, quasi invisibili; le persone forti hanno fibre brillanti e lunghe che sembrano un alone. Dalle fibre si può capire se la persona è sana o se è meschina, se è gentile o traditrice ecc..”
“Sul lato posteriore della palla luminosa c’è un punto che brilla con maggiore intensità, esso è fondamentale perché trasforma l’energia in dati sensoriali. Lo chiamarono ‘punto d’unione’, ritennero che là venisse elaborata la percezione.”
“Nell’uovo luminoso c’è una fessura all’altezza dell’ombelico, quando la morte arriva colpisce questo punto con la forza di una spada”
Nel corpo il punto di unione si trova tra le scapole. “Per far spostare il mio punto di energia Don Juan mi dette un colpo tra le scapole così forte da farmi mancare il respiro.. pensai di essere svenuto.. lame accecanti sbucavano da ogni dove…Egli disse che per un attimo avevo sognato i filamenti dell’universo”.
Il punto di unione di solito sta ben fisso, così gli uomini credono che la loro visione del reale sia unica e permanente e credono di vedere l’unico mondo possibile “In realtà numerosi mondi sono a disposizione della percezione umana”.
Nel mondo moderno l’abitudine e l’educazione fissano una particolare distribuzione dell’energia, da cui nasce una certa percezione di realtà. Lo sciamano insegna a rompere questa distribuzione e dunque a cambiare i parametri ordinari di percezione. Ciò vuol dire entrare in mondi inimmaginabili. Ma il lavoro può essere fatto anche sul corpo. “Se vuoi ottenere il benessere fisico e l’equilibrio mentale hai bisogno di un corpo flessibile…Devi poter trasportare l’energia da un punto all’altro dell’uovo luminoso, spostandola nei centri vitali per raggiungere l’equilibrio. “
Castaneda racconta come arriva a vedere l’aura, dapprima alterando la propria coscienza col Pejote, poi con la volontà, come un vero e proprio sciamano. “Vidi un oggetto rotondo luminoso, ogni sua parte si muoveva come se fosse un flusso ondulatorio e ritmico, non si muoveva mai al di là dei suoi limiti, ma trasudava movimento in ogni suo punto…era un palpito che ipnotizzava, un tremolìo infinitamente veloce di qualche cosa.”
“L’aura di uno sciamano è come una sfera luminosa formata da 4 comparti, simili a 4 globi luminosi pressati l’uno contro l’altro… Grazie a questa straordinaria energia, i Nagual possono essere intermediari tra mondi… Gli sciamani possono dare l’insegnamento per il lato sinistro che avviene solo in stato di consapevolezza intensa”.
L’iniziazione è graduale, l’uomo deve morire a se stesso, cioè destrutturarsi, perdere la conoscenza ordinaria, e questo è l’atto più difficile. E’ un momento di pura volontà, molto rischioso, perché noi siamo ciò che conosciamo e ci identifichiamo con esso, per cui sentiamo la destrutturazione come una morte, ma non abbiamo altro modo per far entrare il nuovo in noi. Lo sciamano è uno che ha superato la propria morte, che è nato due volte. Essere morti e rinati è spesso la condizione ottimale per assumere una nuova conoscenza. Molti di coloro che sono tornati da morte spesso si trasformano e manifestano doti di chiaroveggenza. La veggenza è un ampliamento delle facoltà percettive (sensi, mente, cuore, intuizione e anima), che produce una consapevolezza intensa, cioè una coscienza straordinaria. E’ un secondo tipo di attenzione in cui possiamo vedere ogni struttura vivente come un campo di radiazioni luminose e l’AURA umana come un uovo di luce.
“Noi crediamo di essere circondati da oggetti- dice lo stregone- ma in realtà siamo circondati da emanazioni” Don Juan chiama la fonte di queste emanazioni: “L’AQUILA”. “Ricordiamo che l’universo è un infinito agglomerato di campi di energia che somigliano a fili di luminosità. Questi campi sono chiamati emanazioni dell’Aquila.”
Anche gli esseri umani sono composti da un incalcolabile numero degli stessi filiformi campi di energia. Solo una piccolissima parte di essi sono illuminati da un punto di intenso splendore situato sulla superficie dell’Uovo. In quel punto si addensa la percezione. Quando questo punto si sposta nell’Uovo si cambia tipo di percezione. Quando illumina campi di energia fuori dell’Uovo si ha la percezione di altri mondi.”
“Quando il punto di unione si sposta si ha ciò che si chiama VEDERE.
A ogni spostamento corrisponde un mondo, altrettanto reale e obiettivo quando il nostro.
Lo stregone va in questi mondi per attingere energia, risolvere problemi, conoscere l’ignoto.
Lo aiuta l’Intento, la forza universale che ci permette di percepire. L’intuizione è una nostra facoltà, essa può connettersi con l’Intento che è invece un potere universale.
Lo stregone cerca lo stato di consapevolezza intensa per sperimentare tutte le possibilità di percezione, questa ricerca può comportare una morte alternativa (cioè morire al nostro mondo per vivere in altri).”
Don Juan insegna due vie per raggiungere questo scopo:
-il Sognare, cioè l’arte e il controllo dei sogni
-e l’agguato, cioè il controllo del comportamento.
Ricordiamo che, in America come in Siberia, in tutto l’universo sciamanico l’Energia assoluta è chiamata ‘l’Aquila’. La sua forza è invocata dallo sciamano per aiutare il suo volo “Lo sciamano danza a lungo, cade a terra senza coscienza e la sua anima è innalzata al cielo in una barca trainata da aquile”. Gli indiani dell’America del Nord usano le piume d’aquila per le esperienze estatiche, il volo sciamanico e la guarigione. L’aquila è un uccello iniziatico, è un veicolo per l’anima dello stregone perché è in grado di volare da un mondo all’altro. In Siberia è considerata il padre degli sciamani. E’ il simbolo del sole cioè della vita, presso gli indù come gli indiani d’America. Gli sciamani americani portano ali d’aquila. Gli Atzechi conoscono due energie, una tellurica rappresentata dai guerrieri-giaguaro, l’altra celeste, uranica, rappresentata dai guerrieri-aquila. Gli imperatori atzechi sedevano su troni con pelle di giaguaro e portavano corone di piume d’aquila. L’aquila è l’occhio penetrante, che vede tutto, come l’occhio di RA. Anche la Bibbia rappresenta spesso gli angeli con volto di aquila. In Messico come in tutta l’Asia il potere supremo è rappresentato dall’aquila a due teste o bicipite.
“L’Aquila è una forza impersonale, che ha in serbo un’infinità di cose per coloro che osano cercarle. E’ una forza dell’universo, al pari della luce e della gravità, un fattore agglutinante, una forza vibratoria che unisce il conglomerato di campi di energia che corrisponde agli esseri umani in una unità concisa e coesiva. Questa forza vibratoria è il fattore che impedisce all’energia di entrare e uscire dalla palla luminosa”.
“L’Aquila è una forza gigantesca, un immenso agglomerato di campi di energia, il mare oscuro della consapevolezza.” “Esso presta la consapevolezza a ogni essere vivente, e quando questi muore è costretto a restituirla” “Morendo, ogni essere consegna all’Aquila la sua esperienza di vita e la consapevolezza che ne ha tratto” “Nella morte la forza vitale entra in un viaggio infinito di percezione, l’energia si trasforma in una forma speciale diversa da prima che conserva tuttavia il marchio della sua individualità.”
“Le emanazioni dell’Aquila sono una entità, in sé immutabile, che comprende tutto, tutto ciò che esiste, tutto ciò che si conosce e tutto ciò che si può conoscere.”
“La nostra luminosità è dovuta a una minuscola parte delle emanazioni dell’Aquila che è racchiusa nel nostro bozzolo a forma di uovo”
Questo bozzolo è descritto come alto circa due metri e dieci e largo un metro e sessanta, ma santi e veggenti hanno bozzoli più luminosi e grandi. “I filamenti del bozzolo sono consapevoli di se stessi, vivi e vibranti, e ce ne sono così tanti che i numeri perdono di significato e ognuno di essi è in sé un’eternità”
“I veggenti chiamarono la consapevolezza lo splendore dell’uovo luminoso”.
Noi siamo dunque formati da fasci di radiazioni luminose in cui è un punto dove la consapevolezza si raccoglie, punto di unione.
Il mondo è formato da grandi fasce di emanazioni che si riuniscono in gruppi, costituendo tutte le cose, dagli esseri organici a quelli inorganici.
“Don Juan mi spiegò che un veggente vede l’universo come un numero infinito di campi di energia che gli appaiano come filamenti luminosi che si diramano in tutte le direzioni e attraversano le palle luminose cioè gli esseri umani. Un tempo le aure umane erano più alte, non erano palle ma uova, ora esse si sono abbassate, di conseguenza i campi luminosi che toccavano gli uomini alla sommità ora non li toccano più”.
Di queste fasce si parla con varie metafore in tutte le culture e filosofie. Questa visione somiglia per es. a quella di Plotino e dei Neoplatonici. Plotino era un filosofo del 3° sec. d.C., nella sua visione mistica tutte le cose emanano progressivamente da Dio; ogni ente viene immaginato come formato da 7 campi di forze, ognuno dominato da una vibrazione, che nel campo vegetale corrisponde a una pianta, nel campo minerale a una pietra, nella banda della luce a un colore, nella scala musicale a un suono, nel mondo astrologico a un pianeta….
“Scoprii che l’energia del nostro mondo tremola. Manda scintille. Non solo gli esseri viventi ma tutto ciò che appartiene al nostro mondo brilla di una personale luce interiore. Don Juan mi spiegò che l’energia del nostro mondo consiste di strati di colori scintillanti… principalmente tre: uno strato superiore bianco latte, un strato vicino verde pallido, un altro color ambra”.

FONTE

http://fuoridimatrix.blogspot.com/

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LE PIRAMIDI PERDUTE DI VISOKO

Bosnian-Valley-of-Pyramids

Per gli archeologi proprio non esistono. Per i geologi sono solo strutture naturali. Ma per Semir Osmanagich, o Dottor Sam come si fa chiamare, sono le più antiche costruzioni realizzate dalla mano dell’Uomo mai rinvenute. E da anni, ormai, lavora con un team di ricercatori e tanti volontari per riportarle alla luce. Oggi, Visoko- cittadina della Bosnia-Erzegovina nel quale l’imprenditore sostiene di aver trovato cinque piramidi e un intricato sistema di tunnel sotterranei – è diventata una meta turistica, ma non smette di essere al centro di polemiche e contestazioni.

Se cercate sul web informazioni sulla “Valle delle piramidi bosniache” troverete giudizi trancianti: ad esempio, Wikipedia- l’enciclopedia collettiva di internet- dice che si tratta di un complesso collinare naturale di aspetto piramidale, situato nei pressi di Sarajevo, portato alla ribalta dalle teorie di Semir Osmanagich. “La tesi è priva di fondamento scientifico e storico”, sentenzia l’anonimo autore della voce. Una condanna senza appello. Eppure, osservando le immagini e analizzando i dati finora raccolti durante gli scavi, viene il dubbio che questo giudizio sia quanto meno un po’ affrettato.

Osmanagich è stato a Milano di recente, ospite dI Uno Editori che ha organizzato una conferenza. Con il cappello all’Indiana Jones e il fare accattivante, per oltre un’ora Dr. Sam ha spiegato al pubblico perché ritiene che la sua scoperta sia così importante da dover far riscrivere i libri di storia. Affermazione pretenziosa, ma se fosse vera anche solo la metà delle sue dichiarazioni nessuno potrebbe dargli torto. A suo avviso, sotto quelle colline si nasconde il complesso piramidale più vasto e antico del mondo: le piramidi più alte- quelle del Sole  (220 metri) e della Luna (190 metri)- fanno impallidire le colleghe egiziane (la Piramide di Cheope non supera i 147 metri) e risalirebbero a molte migliaia di anni fa.

Una datazione sconcertante, ma ricavata dall’esame al radiocarbonio su alcune foglie fossilizzate trovate intrappolate tra i blocchi pesanti svariate tonnellate della Piramide del Sole. Età: 29200 anni.  E quei massi a forma di parallelepipedo, ben sagomati e squadrati, non sarebbero pietre naturali, ma opera dell’uomo: sette diversi istituti di ricerca (incluso il Politecnico di Torino)  hanno stabilito che quei lastroni sono fatti con una sorta di calcestruzzo, o meglio, con un geopolimero cementizio estremamente resistente che in natura ovviamente non esiste.

Così come fa pensare all’intervento umano anche la disposizione delle colline di Visoko: unendo con tre linee rette le piramidi del Sole, della Luna e del Drago, si ottiene un triangolo perfettamente equilatero. Inoltre, il lato nord della Piramide del Sole coincide quasi perfettamente con il nord astronomico, con uno scarto inferiore ad un grado. Tutte le strutture appaiono poi molto regolari, con 4 facce triangolari con la stessa inclinazione. Tutte sono ricoperte da uno strato di terra alto circa un metro, che l’istituto statale di Pedologia ha datato a 12.000/15.000 anni fa.

Al di sotto, ci sono vari livelli di terrazzamenti realizzati con i blocchi di geopolimero oppure, nel caso della Piramide della Luna, con blocchi di arenaria tenuti insieme da argilla. Anche in questo caso, la scoperta di materiale organico ha permesso di stabilire l’età della costruzione: avrebbe più di 12 mila anni. Poi, più sotto ancora, nelle profondità del terreno, per decine di chilometri si estende una rete di tunnel, camere e cunicoli riempiti di terra e detriti che un po’ per volta la fondazione creata da Sam Osmanagich sta liberando.

Eppure, come dicevamo, per gli archeologi e i geologi tutto questo non esiste oppure è semplicemente opera della natura. Come è possibile? In parte, dipende dal fatto che il sito sia stato preso in esame quando gli scavi erano appena iniziati e poco, pochissimo era emerso. Gli articoli citati anche da Wikipedia per definire infondata la tesi del Dr. Sam risalgono per lo più al 2006. Chissà, se oggi, a 11 anni di distanza, gli stessi studiosi che hanno bocciato e respinto la scoperta si recassero sul luogo, forse il loro parere sarebbe differente. Di sicuro, non potrebbero più liquidare l’intera faccenda come un’assurdità dal punto di vista storico. Anche perché nel frattempo la comunità archeologica ha dovuto ammettere- grazie al ritrovamento di Göbekli Tepe– che 12 mila anni fa, ben prima dei Sumeri, esistevano civiltà in grado di edificare grandi complessi architettonici.

Per sconfessare la tesi di Osmanagich, non basta dire che è priva di fondamento scientifico: bisogna dimostrare che gli esami sono sbagliati, i test errati, le spiegazioni infondate. Bisogna vedere con i propri occhi, esaminare di persona, trovare interpretazioni alternative. Bisogna fare scienza, insomma, che non si basa su opinioni, o peggio su preconcetti e pregiudizi, ma su dati oggettivi, misurabili e verificabili. Dati che Osmanagich sostiene di aver ottenuto da anni di studi sul campo, con la collaborazione di decine di studiosi ed esperti dei più svariati settori e di diverse nazionalità: non dovrebbe essere difficile ottenere le loro perizie e i loro resoconti per un ricercatore seriamente intenzionato a far chiarezza.

Anche perché il dottor Sam dice di avere le prove che le piramidi di Bosnia sono degli amplificatori di energia: quattro diversi tecnici in quattro momenti diversi avrebbero misurato l’emissione di un raggio dalla punta della piramide del Sole con la frequenza di 28 kHz, la cui intensità diventa sempre più forte man mano che si allontana dalla cima perché si tratterebbe dell’effetto “di una tecnologia non herziana”. Affermazioni cha fanno rizzare i capelli in testa agli scienziati. Ma ancora una volta, visto che ad individuare questo particolare campo elettromagnetico sono stati ingegneri dotati di strumentazioni scientifiche, non dovrebbe essere difficile per un fisico- dati alla mano- verificarne o meno la fondatezza.

I TUNNEL SOTTERRANEI

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Non solo. Osmanagich sostiene perfino che nei tunnel sotterranei ci sia una concentrazione altissima di ioni negativi e una totale assenza di radiazioni cosmiche e di radioattività naturale, fatto che rende quegli ambienti estremamente salubri. Anzi, sarebbero luoghi di guarigione, nei quali le cellule umane riescono a rigenerarsi e ad autocurarsi. Analisi mediche avrebbero dimostrato che dopo qualche ora in quelle cavità si abbassa il livello del glucosio nel sangue e migliora la pressione. Nessun dottore animato da sano scetticismo e da curiosità scientifica ha voglia di andare a Visoko per controllare di persona questi incredibili ”poteri”?

Da parte sua, l’imprenditore bosniaco trapiantato negli Stati Uniti sembra essere molto sicuro di sé e dei risultati delle sue ricerche. “Tutto quello che i libri di storia dicono delle piramidi è sbagliato. Non sono solo in Egitto e in Messico, sono sparse in tutti i continenti. Di quelle di Giza, dicono che erano tombe, ma non sono stati trovati dipinti, iscrizioni, mummie, suppellettili, materiale organico, nulla che possa provare in merito alla loro costruzione come, quando e perché”, ha detto durante la conferenza di Milano. “Ci sono 250 piramidi in Cina, ma il governo non autorizza gli scavi, perché sono antiche di almeno 12 mila anni e cambierebbero la storia.”

Una storia che per lui andrebbe riscritta. “Quello iniziato con i Sumeri è solo l’ultimo ciclo dell’umanità. Prima, ce ne sono stati molti altri che finirono 12 mila anni fa, 20 mila, 30 mila, 50 mila…La storia è fatta da un ciclo dopo l’altro. Un cataclisma spazzò via l’ultima civiltà prima della nostra, i pochi che sopravvissero nascosti nelle caverne o in città sotterranee trovarono il loro mondo distrutto e hanno dovuto ripartire da capo dal Neolitico.”  Ma noi, discendenti da quei pochi scampati alla fine del mondo, avremmo perso la memoria del nostro passato che ogni tanto riemergerebbe senza essere pienamente compreso.

SABRINA PIERAGOSTINI

 

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TESLA ESOTERICO

Il laboratorio di Tesla a Colorado Springs, 1900

 

NIKOLA TESLA E SWAMI VIVEKANANDA

I Veda sono una collezione di scritture consistenti in inni, preghiere, miti, racconti storici, dissertazioni scientifiche e sulla natura della realtà. Tali scritti risalgono almeno a 5000 anni fa. La natura della materia, l’antimateria e la composizione della struttura atomica sono tutti descritti nei Veda. Il linguaggio dei Veda è il Sanscrito, la cui origine non è completamente compresa. Gli studiosi occidentali suggeriscono che fu portato nelle aree dell’ Himalaya e da lì in India attraverso le migrazioni della cultura Ariana. Paramahansa Yogananda e altri storici tuttavia non sono d’accordo con questa teoria e affermano che non vi è prova in India che dimostri tali ipotesi.

Ci sono parole in Sanscrito che descrivono concetti totalmente estranei alla cultura occidentale. Parole singole possono richiedere un intero paragrafo di traduzione in lingua inglese. Avendo studiato il Sanscrito per un breve periodo negli ultimi anni 70, questo autore ha pensato che l’uso della terminologia vedica da parte di Tesla potesse essere una chiave per capire il suo concetto di elettromagnetismo e della natura dell’universo. Dove Tesla apprese i concetti Vedici e la terminologia sanscrita? Le famose biografie di Cheney, Hunt e Draper, e O’Neil non accennano alla conoscenza del Sancrito di Tesla. Tuttavia, O’Neal include il seguente estratto tratto da un articolo mai pubblicato chiamato “Le grandi conquiste dell’Uomo”:

…nell’essere completamente sviluppato, l’uomo, si manifesta un desiderio misterioso, imperscrutabile e irresistibile: imitare la natura, creare, far funzionare lui stesso le meraviglie che percepisce…molto tempo fa l’uomo riconobbe che tutta la materia percettibile deriva da una sostanza primaria, senza densità oltre ogni concezione, la quale riempie tutto lo spazio, l’Akasha o etere luminifero, il quale è gestito dal Prana che offre la vita, o forza creativa, che porta all’esistenza, in cicli infiniti, tutte le cose e tutti i fenomeni.

La sostanza primaria, gettata in vortici infinitesimali di velocità prodigiosa, diventa materia grezza; quando la forza si placa, il movimento cessa e la materia scompare, tornando alla sostanza primaria.

Secondo Leland Anderson, l’articolo fu scritto il 13 maggio 1907. Anderson affermò anche che grazie alla conoscenza di Swami Vivekananda Tesla avrebbe potuto entrare in contatto con la terminologia Sanscrita e che John Dobson della San Francisco Sidewalk Astronomers Association avesse fatto ricerche su tale collegamento.

Swami Vivekananda nacque a Calcutta, India nel 1863. Fu ispirato dal suo maestro, Ramakrishna a servire gli uomini come manifestazioni di Dio. Nel 1893 Swami Vivekananda cominciò un tour dell’occidente partecipando al “Parliament of Religions” a Chicago. Per tre anni Vivekananda viaggiò in USA ed Europa e incontrò molti scienziati famosi tra cui Lord Kelvin e Nikola Tesla.

Secondo Swami Nikhilananda, Nikola Tesla, il più grande scienziato che si è specializzato nel campo dell’elettricità, fu molto colpito da Swami, dalla sua spiegazione della cosmogonia Samkhya e dalla teoria dei Cicli data dagli Indù. Fu particolarmente colpito dalle somiglianze tra la teoria Samkhya sulla materia e sull’energia e quella della fisica moderna. Swami incontrò a New York Sir William Thompson, poi Lord Kelvin e il Professor Helmholtz, due rappresentati leader della scienza occidentale. Sarah Bernhardt, la famosa attrice, fece un’intervista con Swami e ne ammirò gli insegnamenti

Fu probabilmente durante una festa data da Sarah Bernhardt che Nikola Tesla incontrò Swami Vivekananda per la prima volta. Sarah Bernhardt stava recitando la parte di ‘Iziel’ nell’omonima opera. Era una versione francese sulla vita di Bhudda. L’attrice notò Swami Vivekananda tra il pubblico e organizzò un incontro a cui partecipò anche Nikola Tesla. In una lettera a un amico del 13/2/1986, Swami Vivekananda scrisse quanto segue;

…Tesla è stato affascinato dal Prana del Vedanta, dall’Akasha e dai Kalpa, le quali sono a suo avviso le uniche teorie che la scienza moderna può prendere in considerazione…Mister Tesla pensa di poter dimostrare che matematicamente forza e materia sono riducibili a energia potenziale. Lo vedrò la prossima settimana per assistere a tale dimostrazione matematica.

Swami Vivekananda sperava che Tesla sarebbe stato in grado di dimostrare che ciò che chiamiamo materia è semplicemente energia potenziale poiché ciò avvicinerebbe gli insegnamenti vedici alla scienza moderna.

Secondo Swami “in tal caso, la cosmologia del Vedanta sarebbe stata basata sulle più sicure basi.” L’armonia tra teorie del Vedanta e scienza occidentale fu spiegata con il seguente diagramma:

 

BRAHMAN = L’ASSOLUTO

MAHAT O ISHVARA = ENERGIA CREATIVA PRIMORDIALE

PRANA E AKASHA = ENERGIA E MATERIA

 

Tesla capì la terminologia e la filosofia sanscrita e che queste erano utili per spiegare i meccanismi fisici dell’universo come lui li vedeva. Sarebbe utile a coloro che tentano di capire la scienza che sta dietro le invenzioni di Nikola Tesla studiare la filosofia vedica e sanscrita.

Sembra che Tesla non riuscì a dimostrare l’identità tra energia e materia. Se ci fosse riuscito, sicuramente Swami Vivekananda lo avrebbe annotato. La prova matematica del principio in questione arrivò circa 10 anni dopo quando Albert Einstein pubblicò il documento sulla relatività. Ciò che era conosciuto in Oriente da 5000 anni fu quindi reso noto anche all’Occidente.

Brahman viene definito come il solo spirito impersonale auto-esistente; l’Essenza Divina, da cui emanano tutte le cose, dalla quale esse sono sostenute e alla quale esse ritornano. Ciò è molto simile al concetto del Grande Spirito delle culture dei Nativi d’America. Ishvara è il Sovrano Supremo; la concezione più alta dell’Assoluto, il quale va oltre ogni pensiero. Mahat significa letteralmente “il Grande” e viene anche interpretato con il significato di mente universale o intelligenza cosmica. Prana significa energia (solitamente tradotto come forza vitale) e Akasha significa materia (solitamente tradotto come etere).

Dobson sottolinea che le traduzioni più comuni di Akasha e Prana non sono completamente esatte, ma che Tesla ne comprese il reale significato.

L’incontrò con Swami Vivekananda stimolò molto l’interesse di Nikola Tesla per la Scienza orientale. Durante una lezione in India Swami disse:

“Mi è stato detto da alcune tra le menti scientifiche migliori di questo tempo quanto siano meravigliosamente razionali le conclusioni dei Vedanta. Conosco personalmente uno di loro, che quasi non ha tempo per mangiare e uscire dal proprio laboratorio ma che mai si perdebrebbe le mie lezioni sul Vedanta perché, come lui dice, esse sono così scientifiche, si armonizzano così bene con le aspirazioni del tempo e con le conclusioni a cui la scienza sta attualmente giungendo”

NIKOLA TESLA E LORD KELVIN

William S. Thompson è stato uno degli ingegneri e scienziati più importanti del 1800. Sviluppò analogie tra il calore e l’elettricità e il suo lavoro influenza le teorie sviluppate da James Clerk Maxwell, uno dei fondatori della teoria elettromagnetica. Thompson fece da supervisore nella sistemazione del Cavo Trans Oceanico e grazie a quell’opera gli fu data l’onorificenza di “Lord Kelvin”. Kelvin aveva sostenuto le teorie di Tesla e il sistema di trasmissione wireless di energia elettrica.

Tesla continuò a studiare la filosofia indù e vedica per qualche anno, come indicato nella seguente lettera scrittagli da Lord Kevin.

15, Eaton Place

London, S.W.

May 20, 1902

Caro Tesla,

non so come ringraziarti per la tua lettera del 10 maggio che ho trovato nella mia cassetta sul Lucania e per i libri che mi ha spedito: -“Il Tempio sepolto”, “Il Vangelo di Bhudda”, “Les Grands Inities”, l’edizione di Rossetti di “Casa di Vita” e il Century Magazine del giugno 1900 con le fotografie a pag. 176, 187, 190, 191, 192, ricche di lezioni emozionanti.

 

Abbiamo fatto una bella traversata dell’Atlantico, la più bella che abbia mai fatto. Ho tentato, senza successo, di trovare qualcosa di definito in relazione alle funzioni dell’etere rispetto al semplice e antico magnetismo. A tal proposito ho dato istruzioni al Sig. Macmillan di inviarti a Waldorf una copia del mio libro (Collection of Separate Papers) sull’Elettrostatica e il Magnetismo. Sarò felice se la accetterai come piccolo segno della mia gratitudine per la tua gentilezza. Forse troverai qualcosa di interessante negli articoli sull’elettricità atmosferica.

Con affetto

Kelvin

Grazie anche per I bellissimi fiori

NIKOLA TESLA E WALTER RUSSELL

Walter Russell fu un artista, scultore, scrittore e scienziato tra i più affermati del secolo.

La sua tabella periodica degli elementi predisse accuratamente la locazione e le caratteristiche dei Quattro elementi anni prima della loro scoperta in laboratorio. I quattro elementi sono: Deuterio, Trizio, Neptunio e Plutonio. Pare che Russell entrò in uno stato di consapevolezza intensa dopo essere stato colpito da un fulmine. Cominciò a fare disegni e a scrivere su fondamenti della natura e la composizione dell’universo fisico; la famiglia consultò un medico per verificare se Russell dovesse essere ricoverato in un istituto d’igiene mentale. Il dottore, vedendo i risultati delle settimane di lavoro di Russell, dichiarò di non sapere cosa Russell stesse facendo ma che egli non era pazzo.

Sebbene non sia stato ancora stabilito il momento esatto e l’occasione del loro incontro, Nikola Tesla e Walter Russell si incontrarono e discussero delle loro rispettive teorie cosmologiche.

Tesla riconobbe la saggezza e il potere dell’insegnamento di Russell e lo esortò a rinchiudere le sue conoscenze in cassaforte per mille anni, fino a quando l’umanità fosse stata pronta.

 

FONTE: http://www.teslasociety.com

TRADUZIONE: http://cospirazionista.blogspot.it

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