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I TRE SEGNI: LA DONNA E IL DRAGO, LE BESTIE, IL FIGLIO D’UOMO.

Tutta la UE, dal punto di vista simbolico, fa riferimento all’Apocalisse e al suo simbolismo. Se prendi una moneta da un euro o due, vedrai accanto alla cifra uno, o due, 6 linee, 6 stelle, e 6 linee. 666. Dodici stelle sono disegnate nel simbolo dell’Euro e nel simbolo dell’UE. Nessuno ha mai capito perché le stelle siano dodici, e non corrispondano al numero di stati dell’UE. L’Apocalisse però parla proprio di una donna vestita di sole, con una corona di dodici stelle. La Bestia 666 è poi un drago rosso, con dieci teste e sette corna; non a caso avevano nominato Draghi alla guida della BCE, che ha proprio 17 stati membri (10 teste e 7 corna). 

Il procedere di Giovanni è sempre quello dei settenari : ogni settenario è centrato sullo stesso tema, iI tema del senso salvifico della storia. Dio interviene nel mondo- contaminato dal maligno//demoniaco- per salvarlo per opera di Gesù cioè portarlo a compimento di perfezione. La creazione, nella storia, viene trasformata in una realtà compiuta e definitiva, libera dal male e dalla morte, l’Uomo definitivo.

Primo Segno-Paradigma. La Donna Vestita Di Sole E Il Drago Rosso.

Si ripercorre la storia della salvezza dal principio. La profezia-chiave:

Is 7,14 Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.( Dio è per noi )

La Creazione compiuta, l’Uomo definitivo è il frutto delle nozze tra lo Spirito di Dio e la creazione-Donna/umanità.

Nella storia della salvezza c’è sempre una Donna che partorisce per intervento divino : Eva, Sara, Rebecca…Maria. La Donna, per l’Amore Divino, porta vita // futuro salvifico nella storia

…finché Maria porterà Gesù “la” Vita. Gesù dona questa Vita a chiunque crede in Lui e raduna la sua Chiesa-popolo.

La Chiesa, Donna-popolo-sposa di Gesù, vive ed annuncia questa Vita-Gesù nella creazione-storia fino alla fine di quest’epoca.

La donna che genera vita-umanità è un paradigma della storia della salvezza.

Ap 12,1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.

un segno grandioso
-un paradigma che lascia intravedere il mistero del progetto salvifico divino.

una donna– in ebraico il termine si riferisce sempre ad una donna sposata.

incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto- una donna sposata, partoriente, che genera nuova vita//umanità. Un futuro.

vestita di sole – espressione usata per indicare il divino
( Cf. Sal 104, Sei rivestito di maestà e di splendore, 2 avvolto di luce come di un manto. )
indica una umanità oggetto della cura del divino.
la luna sotto i piedi
 – La luna era il simbolo del potere demoniaco adorato nelle forme degli dèi pagani : Dt 4,19 Quando alzi gli occhi al cielo e vedi il sole, la luna, le stelle e tutto l’esercito del cielo, tu non lasciarti indurre a prostrarti davanti a quelle cose e a servirle; cose che il Signore, tuo Dio, ha dato in sorte a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli.

dodici stelle sul capo
– Dodici è il numero del popolo di Dio. La corona di stelle è il segno della vittoria. Il popolo di Dio è il vincitore nella battaglia scatenata dal demoniaco.

Tramite il segno della donna Giovanni racconta la storia della salvezza così che l’uditore possa farsi rapire dallo Spirito , assobirLo e interpretare il suo presente.

profeti – i rapiti dallo Spirito– avevano guidato Israele ( immerso nella grande tribolazione e in attesa di un intervento decisivo di Dio ) in questa comprensione .

La donna , nella storia della salvezza è :
– Eva che partorisce l’umanità, poi contaminata dal demoniaco
– Israele, fidanzata di Dio che nel travaglio della storia deve partorire una generazione nuova, alleata fedele di Dio.
– Maria che partorisce il Dio-con-noi , Gesù il Salvatore,
– la comunità messianica, la Chiesa, che partorisce Uomini, figli di Dio, Suo Regno .

EVA-DONNA.

In principio il maligno//demoniaco//satan ha contaminato la creazione/donna : Eva ha posto la sua fede nelle suggestioni del serpente ( ha accolto il demoniaco ) ed ha disubbidito alla Legge divina.

La Donna Eva ( madre di tutti i viventi) ha peccato e così ha peccato l’ umanità; Dio non ha approvato ed ha maledetto il serpente / demoniaco .

Gn3,14 Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

ed anche la donna/Eva ha ricevuto la sua maledizione.

16 Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli.

Ma fin dal principio
 Dio volle salvare l’umanità ( la Donna-Eva ) attraverso una guerra ( necessaria perché il demoniaco è un satan, un nemico )

15 Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:

tu le insidierai il calcagno.

Nella storia c’è una guerra tra la Donna ed il serpente : il demoniaco continua ad insidiare il calcagno dell’umanità-donna ( è un serpente !) ma la Donna genererà sempre la vita , un futuro che sarà-per intervento divino, sempre salvifico.

Dio è alleato dell’umanità e già si sa come andrà a finire : l’umanità-Donna-Eva vincerà la guerra.

Questa ti schiaccerà la testa ».

Fin qui siamo nel mito biblico .

ISRAELE-DONNA

La Donna-Israele, la promessa sposa di Dio è stata chiamata ad accogliere lo sposo ed a partorire l’umanità fedele .

Ma Israele ha sempre rotto l’alleanza con Dio.

Is 26,16 Signore, nella tribolazione ti hanno cercato;
a te hanno gridato nella prova, che è la tua correzione per loro.
17 Come una donna incinta che sta per partorire si contorce e grida nei dolori,
così siamo stati noi di fronte a te, Signore.
18 Abbiamo concepito, abbiamo sentito i dolori quasi dovessimo partorire:
era solo vento; non abbiamo portato salvezza alla terra e non sono nati abitanti nel mondo.


Israele/donna è stato spesso presa dallo sconforto e dal senso di impotenza ma Dio era sempre lì, attento e pronto, salvatore del suo popolo.

Is 66,7 Prima di provare i dolori, ha partorito;
prima che le venissero i dolori, ha dato alla luce un maschio.
8 Chi ha mai udito una cosa simile, chi ha visto cose come queste?
Nasce forse una terra in un giorno, una nazione è generata forse in un istante?
Eppure Sion, appena sentiti i dolori, ha partorito i figli.
9«Io che apro il grembo materno, non farò partorire?», dice il Signore.
«Io che faccio generare, chiuderei il seno?», dice il tuo Dio.

10 Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa tutti voi che l’amate. Sfavillate con essa di gioia tutti voi che per essa eravate in lutto. 11 Così sarete allattati e vi sazierete al seno delle sue consolazioni; succhierete e vi delizierete al petto della sua gloria. 12 Perché così dice il Signore: «Ecco, io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace; come un torrente in piena, la gloria delle genti. Voi sarete allattati e portati in braccio, e sulle ginocchia sarete accarezzati. 13 Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò; a Gerusalemme sarete consolati.


I profeti , rapiti nello Spirito, hanno visto nella nascita ( strana, imprevista o illegale) di un bambino dal grembo della Donna-Israele, una nuova vita, un futuro, il segno dell’intervento decisivo di Dio nella storia.

Is 7,13 Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini,
perché ora vogliate stancare anche il mio Dio?
14 Pertanto il Signore stesso vi darà un segno.
Ecco: la fidanzata concepirà e partorirà un figlio,
che chiamerà Emmanuele,
che significa : Dio è per noi


MARIA-DONNA

La Donna-Maria è la sposa dello Spirito ( Dio) che partorisce Gesù, l’Emanuel, il Dio-con-noi. Non una vita ma la Vita ( Zoe) di Dio stesso.

La creazione-storia è un lotta contro il demoniaco , lotta che trova Dio come alleato della Donna-Umanità.

Attraverso questa lotta, questa tribolazione, Dio trasforma la creazione/uomo fino a compierla nella perfezione, l’Uomo Definitivo.

Come Dio fa tutto questo?

Immettendo nella creazione-storia la sua potenza divina, il suo Spirito, la sua stessa Vita ( Zoe ) per mezzo di Gesù e della sua Chiesa.

Il segno-Figlio Unigenito di Dio stesso è anticipazione della vittoria definitiva di Dio, la salvezza dell’uomo, l’Umanità definitiva, il Suo “Regno”.

LA CHIESA-DONNA

La Donna umanità- Eva- Israele- Maria- chiesa metterà sotto i suoi piedi i poteri demoniaci per la Forza//Vita// Spirito dell’Uomo Compiuto che partorirà ( Gesù)

Questa ti schiaccerà la testa.

“… Che il primo segno, quello grande, della donna vestita di sole, appaia in “cielo” significa leggerlo e capirlo secondo l’ottica divina. E l’ottica divina non corrisponde con quella terrena, cioè che è il grande, il potente, il forte ad imporsi mentre il debole, l’ultimo, l’inerme deve sempre subire e sottostare alle sue prepotenza.

Il “segno”, come il termine stesso indica, è qualcosa che rimanda a una realtà concreta dell’umano, non è sinonimo di portento o di spettacolo straordinario da ammirare, ma a che fare con le nostre situazioni, e ha pertanto bisogno di una interpretazione particolare.

A un primo sguardo non si coglie esattamente di che cosa si stia parlando, ci vuole un po’ di attenzione per entrare nel messaggio. L’autore ha usato i testi dell’Antico Testamento per elaborare l’immagine della donna vestita di sole.

Uno in particolare è preso da libro della Genesi in cui Giuseppe, il figlio di Giacobbe, racconta i suoi sogni ai fratelli e ciò li fa arrabbiare molto: vidi il sole, la luna e le stelle che si prostravano davanti a me. E allora i fratelli rispondono: ma tu non vorrai regnare su di noi …. e lo fanno fuori vendendolo come schiavo e va a finire in Egitto.

L’autore allude a quel sogno di Giuseppe e rielabora il contenuto; quella esaltazione che Giuseppe aveva pensato nei confronti della sua persona e che doveva essere poi l’esaltazione del popolo di Israele, non avviene più come era stato annunciato.

Non si tratta più di esaltare un popolo in particolare, ma di presentare la vittoria dell’umanità in Gesù.

Chiunque si sente attratto dal modello di umanità di Cristo, indipendentemente dal popolo a cui appartiene si può identificare con questo simbolo della donna vestita di sole.

Il segno riguarda un personaggio femminile che si presenta con degli attributi particolari, che hanno a che fare con gli elementi del cosmo (sole, luna, stelle). L’autore ha fatto una rivisitazione di testi dell’Antico Testamento, e soprattutto ha cercato di ridare a quegli elementi cosmici il loro giusto valore.

Già nell’Antico Testamento parlare del sole, della luna, delle stelle era una maniera di presentare gli idoli, le divinità alle quali il popolo ogni tanto si prostrava per adorarli poteva… erano contaminazioni del mondo pagano in terra d’Israele.

Vuol dire che il popolo di Israele non sempre si è fidato di quello che Dio gli offriva e ha cercato magari altre offerte con delle aspettative anche molto attraenti e molto appaganti (prestigio, potere, ricchezza). Ovviamente il sole, la luna e le stelle si associano nella mentalità antica al potere.

I potenti vogliono essere identificati con questi astri: essere come il sole o essere come le stelle, vuol dire essere in una posizione di superiorità nei confronti degli altri. L’autore intende dire che gli attributi cosmici del potere, non hanno più quel valore di superiorità e dominio, né possono giustificare in nessun modo le pretese dei potenti di dominare la gente.

Essere vestiti di sole è un’espressione che allude ad alcuni passaggi delle Scritture, dove Dio riveste il popolo con dei mantelli particolari: della giustizia, della pace, della regalità.

Tutto ciò indica l’attenzione di Dio verso il popolo, come si fosse innamorato e vedesse il popolo come una sposa che viene rivestita del suo amore, del suo calore, in modo che possa sentire la comunione con il suo sposo.

La veste di sole che avvolge la donna di Ap 12 è tutto l’amore che Dio ha versato sul suo popolo, e attraverso di esso sull’umanità intera. L’autore parla qui della comunità dell’alleanza nuova, che ha ricevuto tutto l’amore del Padre, quale una veste di luce che la identifica davanti agli altri.

Il sole significa calore, vita, potenza ; aspetti che ora distinguono la comunità dei credenti. La donna porta la luna sotto i piedi, anche questo è un elemento importante, perché la luna era il pianeta che guidava i processi della natura e della vita di quei popoli. Il ciclo lunare serviva per fissare il calendario, le feste, le attività agricole. Succede ancora oggi: la Pasqua cristiana coincide con la prima luna piena di primavera. La luna nel mondo giudaico era l’astro che regolava i tempi e i movimenti del popolo.

Avere la luna sotto i piedi significa che non si è più regolati da nessuno, ma la comunità controlla anche quegli elementi.

L’autore afferma che l’essere rivestiti dall’amore di Dio, come dimostra il personaggio della donna, rende talmente forti e liberi da non avere nessun altro al di sopra che possa condizionare la vita degli altri.

Chi da l’adesione al progetto del Padre rivelato da Gesù non è più costretto ad osservare tempi, regole, cicli, scadenze come succede un po’ in tutte le culture.

Nell’antichità nessuno poteva attentare contro il “calendario ufficiale” e contro ciò che in esso era stabilito… poteva succedere il pandemonio. C’è gente che ancora vive schiava di questo senso del tempo, o delle cose che riguardano il tempo con le sue scadenze.

La luna sotto i piedi vuol dire il controllo che ha la comunità dei credenti su quanto possa condizionare la sua vita.

Dall’immagine della donna che tiene la luna sotto i piedi si deduce che la comunità è libera per agire, è padrona della sua vita e nessuno le può impedire di manifestare ciò in cui crede e di operare per quello che garantisce la sua crescita e piena maturazione.

E che cosa vale della vita di questa donna? La sua capacità di generare altra vita, una donna che è incinta, che sta partorendo e che subisce i dolori del parto, come ogni nascita comporta.

L’essere liberi e signori nei confronti della realtà che ci circonda, come risposta all’amore che Dio ha versato su di noi, questo rende la comunità vincente, capace di raggiungere una dimensione di vittoria. E questo è rappresentato dalla corona che la donna porta sul capo, una corona di 12 stelle.

Il 12 è la cifra del popolo di Dio, significa appunto che la comunità, già avvolta dall’amore di Dio e resa pertanto libera per agire e dirigere la propria vita, può generare altra vita ed è ormai vincente, ha raggiunto il suo traguardo: porta la corona.

IL DRAGO ROSSO

3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; La mitologia ebraica considerava il mare un luogo pieno di mostri spaventosi. Per gli Ebrei, popolo di pastori del deserto, il mare era il simbolo del disordine, del Caos de-creativo.

Questi mostri sono la personificazione di questo disordine distruttore, probabilmente ricalcati sulla figura di Tiamat, drago della mitologia babilonese che rappresentava le acque dell’oceano, e che fu distrutto da Marduk ed usato per costruire il cosmo.

Nella Bibbia questi mostri erano chiamati con nomi diversi : Raab (Isaia 51,9), Leviathan (Salmo 74,14), Behemot (Giobbe 40, 15-24) etc. ( cf anche demonologia I )

Il termine drakon era usato ( nella bibbia LXX ) per indicare il serpente antico del libro del Genesi, il mostro dell’abisso, il caos primordiale.

LVXX Is 51,9 Svégliati, svégliati, rivèstiti di forza, o braccio del Signore. Svégliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non sei tu che hai fatto a pezzi Raab, che hai trafitto il drago?

Si tratta sempre del demoniaco espulso dal Cielo e precipitato sul mondo (cf. anche Ap 8.7ss ) che in quel tempo ispirava la Babilonia di turno, cioè Roma città/prostituta che si estende su sette colli ma che paradigmaticamente ispira tutti i poteri imperiali della storia (10) .

Dn 7, 7 Stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza eccezionale, con denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.
Ap 12,3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;
Ap 13,1 E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo.
Ap 17,3 L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, che era coperta di nomi blasfemi, aveva sette teste e dieci corna.
Ap 17,7 Ma l’angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, quella che ha sette teste e dieci corna.

L’ enorme drago con sette teste e dieci corna è il paradigma dell’incarnazione del demoniaco nella storia. Le 7 teste e le 10 corna sono poteri imperiali della storia.

Ap 17,9 Qui è necessaria una mente saggia. Le sette teste sono i sette monti sui quali è seduta la donna. E i re sono sette: 10 i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. 1 1La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina. 12 Le dieci corna che hai visto sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale per un’ora soltanto, insieme con la bestia. 13 Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia.

Tutti
 (7) i poteri dominanti nella storia sono strumenti della bestia/demoniaco e insieme ad essa combattono l’Agnello …

14 Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re; quelli che stanno con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli».

ma la loro sorte è già segnata. La vittoria del risorto sulla morte è segno e strumento efficace ( sacramento ) di salvezza per il compimento dell’Uomo definitivo.

Il Drakon è – rosso, cioè sanguinario, violento. In Gv è peccatore:

1Gv3, 8Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché da principio il diavolo è peccatore.


Nelle 7 teste i 7 vizi capitali:

– la cupidigia,
– la lussuria,
– la gola
– l’orgoglio ( superbia ) ,
– l’invidia
– l’ira,
– la pigrizia ( accidia)

essi riassumono ciò che la tradizione cristiana vede come influsso del demoniaco.

Isaia aveva profetato la vittoria di Jhwh sul drago e la liberazione di Israele:

Is 27,1 In quel giorno il Signore punirà con la spada dura, grande e forte, il Leviatàn, serpente guizzante, il Leviatàn, serpente tortuoso, e ucciderà il drago che sta nel mare. 2In quel giorno la vigna [ Israele ] sarà deliziosa: cantàtela!

Profezia poi ripresa dalla apocalittica giudaica :

Dn 14,23 Vi era un grande drago ( Bel) e i Babilonesi lo veneravano.
Dn 14,25 Daniele rispose: «Io adoro il Signore, mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago».
Dn 14,27 Daniele prese allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi preparò delle polpette e le gettò in bocca al drago che le inghiottì e scoppiò; quindi soggiunse: «Ecco che cosa adoravate!».
  Gesù ha definitivamente sconfitto il drago :

1Gv 3, 8 Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.


4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Immagine presa da
Dn 8,10 s’innalzò fin contro l’esercito celeste e gettò a terra una parte di quella schiera e una parte delle stelle e le calpestò [ le sottomise ] .

Gv torna al mito ( dell’origine del male nel mondo )

Il Ribelle-demoniaco aveva fatto cadere dal Cielo un numero limitato di potenze celesti facenti parte dell’ ” esercito” di Dio , gli angeli , che liberamente si erano sottomessi al Ribelle. Nella storia il demoniaco agisce come un esercito potente formato da angeli caduti, un esercito potente ma non come quello di Dio ( un terzo).

” Il secondo segno riguarda una realtà che si contrappone a quella così allettante di libertà e di pienezza di vita, e l’autore la rappresenta con l’immagine del Drago un elemento che rappresenta il pericolo e l’inimicizia verso l’uomo.

Ma l’autore ricostruisce tale immagine in maniera molto più ricca e singolare. In primo luogo anche il drago anche si colloca in cielo, nell’ambito del divino.

Il drago rappresenta il sistema dominante, che si innalza sopra gli altri per dominarli. Il drago non può esercitare il potere come vorrebbe se non occupando la zona celeste, del divino.

Ha bisogno del Cielo per giustificare il suo potere come un potere di origine divina. E ciò che i potenti hanno cercato sempre di ottenere il mandato divino, il che significa che nessuno si può opporre a lui o contestare il suo potere. Questa è l’espressione più diabolica che si possa applicare al potere, quando intende dominare dall’alto a nome della divinità. Di fronte a una dittatura politica ci si può ribellare, ma se si insegna che il potere viene da Dio è più difficile liberarsene.

L’autore dell’Apocalisse vuole dire che non si può giustificare in nessun modo questa pretesa del potere di presentarsi come di origine divina.

Il Drago, così come lo descrive Ap 12,3, si presenta bene: con 7 teste e 7 diademi. La testa vuol dire la capacità di organizzarsi e il diadema riguarda sempre la regalità. Organizzarsi dove? Nei centri dove il potere passeggia, quindi non è che il potere si organizza nei bassi fondi, ma il potere si organizza negli alti palazzi.

E’ un potere immane, un drago rosso. Il colore rosso, già ricordato nel secondo cavaliere, significa la forza omicida che spaventa, la violenza. Ma questa forza così aggressiva che il Drago sembra avere è pura apparenza, perché ha 10 corna. Il simbolismo del numero 10 significa una potenza molto limitata. Quindi la forza del Drago è solo apparente. E per dimostrare tale limitatezza l’autore aggiunge: con la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le scagliava sulla terra. Cioè un potere che può riorganizzare un po’ a modo suo il cosmo, decidendo chi innalzare e chi abbattere. Il potere nomina o toglie l’autorità.

Succede così nelle dinamiche di un sistema di potere , si diventa complici del forte perché si intende salire in prestigio e in grandezza, ma si rischia sempre di perdere tutto se al potente di turno quella persona non gli serve più.

Il paradigma della Donna nell’Apocalisse è l’umanità che Dio salva dal drago per portare a compimento il suo disegno creativo.

La Donna Eva deve generare l’essere umano.
La Donna-Israele deve generare il popolo di Dio.
La Donna-ideale Maria, sposa dello Spirito, genera Gesù , L’Uomo compiuto e definitivo.
La Chiesa, discendenza di Gesù generata dal suo Spirito , deve generare l‘Umanità che si compie nella Vita di carità per le beatitudini e risorge Umanità definitiva.

Prima Eva poi Israele, poi Maria, ora la Chiesa di Gesù : generare l’Uomo definitivo. La relazione donna-/- serpente si sviluppa nella storia come una guerra. Come si svolge questa guerra e come finirà?

Paradigma : Dio salva il figlio/discendenza sottraendolo al serpente

Eva è stata attaccata dal serpente ed ha peccato, Dio l’ha cacciata da Eden ma l’ha salvata dalla morte, salvando così la sua discendenza, l’umanità.

Da questa discendenza Dio estrae Israele come suo popolo/fidanzata . Israele è stato continuamente attaccato dal serpente , interiormente (la legge mosaica) ed esteriormente (l’idolatria, i nemici, etc.) . Il popolo ha peccato ed ha rotto la relazione con Dio suo alleato , ha perso la Terra ( Palestina) è stato esiliato più volte ma Dio è sempre intervenuto per salvare la sua discendenza, un ” resto” di Israele: esodo dall’Egitto (40 anni, tempo paradigmatico, una generazione ) ritorno da Babilonia, etc.

In questo resto di Israele nasce Maria che deve generare Gesù, l’Uomo . Maria è stata attaccata dal serpente ( Erode, re, paradigma del potere ) ma Dio interviene e salva la sua discendenza ( Gesù) portandola in Egitto per un tempo limitato.

Gesù viene attaccato dal serpente per tutta la vita (40 giorni, tempo paradigmatico, una vita), viene messo a morte, ma Dio interviene e salva la sua discendenza : Gesù risorge e feconda l’umanità con il suo Spirito generando una discendenza, la Chiesa.

La Chiesa di Gesù è la Donna/Umanità fecondata dallo Spirito di Dio e di Gesù che deve generare l’Umanità compiuta definitiva, il Regno di Dio. La Chiesa è continuamente attaccata dal serpente, interiormente ( la concupiscenza) ed esteriormente ( i poteri/bestie della storia) ; domanda retorica : cosa farà Dio per lei?

Gesù ha già sconfitto il drago, definitivamente con la sua risurrezione e questa vittoria continua nella storia per tutti, attraverso la sua discendenza, la sua chiesa.

A questo punto Giovanni ha portato la Chiesa a comprendere “il suo tempo” ed a posizionarsi nella storia senza paura del drago, per compiere il programma di Gesù , il suo giubileo permanente .

1Gv3, 8 Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.

Gv 6,54 chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la Vita ( che supera la morte) ed Io lo resusciterò nell’ultimo giorno.

La resurrezione vince la morte , il serpente ” omicida fin dal Principio della storia ( Gv 8,44ss) ” è vinto. Il ribelle uccide i santi di Dio e questi li risorge Uomini compiuti e definitivi. Dice Paolo :

1Cor 15,55 Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?

Il mito di Latona e Pitone.

Prima dell’avvento del cristianesimo, la dea patrona dell’isola di Patmos era la dea greca Artemide, che veniva adorata nell’Artemision, il famoso tempio di Artemide ad Efeso, annoverato tra le sette meraviglie del mondo . Secondo la leggenda proprio in Egeo era nata Artemide .

Latona, messa incinta da Zeus, aveva suscitato la gelosia di Era, la sposa del re degli dei così che questa invia il drago Pitone, con il compito di divorare lei ed i suoi figli e di impedire ad ogni angolo della Terra di dare rifugio a Latona per partorire.

Zeus interviene salvando Latona dal terribile Pitone e indicandole come rifugio l’isola di Delo, che allora non era fissata al fondo del mare ma andava vagando fra le onde. Lì, a non molta distanza da Patmos, Latona partorisce Apollo ed Artemide.

Pitone verrà poi ucciso da Apollo il quale diede il nome del drago alla propria sacerdotessa, la celebre “ pitonessa” Pizia.

Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 5 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. Divorare il bambino appena nato- perché è destinato a portare a compimento il disegno divino, l’Uomo.

Paradigma della la storia della salvezza: Dio interviene in modo deciso e impedisce che il figlio venga divorato dal demoniaco. Lo rapisce.

Dio salva il figlio/discendenza sottraendolo al serpente .
6 La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Nutrita per milleduecentosessanta giorni. Il “rapimento” salvifico dura un periodo limitato.

La storia.

il figlio, Gesù , è morto/risorto ed è stato rapito in Cielo , è asceso al Padre e con Lui regna sulla creazione-storia ; l’umanità viene privata della Sua presenza fisica ma non della Sua presenza salvifica.

– La donna/umanità /chiesa ora è in una condizione di deserto/esodo, in continua tribolazione ma legata nella fede al suo Signore rapito in Cielo che la nutre dandole la Sua Vita che supera la morte .

Ora il demoniaco ha perso ogni potere celeste , è decaduto e anche gli Uomini di Gesù, possono vincerlo :

Lc 10, 17 I settantadue ( discepoli ) tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18 Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. 20 Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Dio impone all’azione del demoniaco un tempo limitato (1260 giorni ) .

Il nuovo testamento/paradigma della salvezza

Nel mito il demoniaco è caduto dal Cielo sulla terra contaminando creazione e storia . Ma- con la cacciata degli angeli peccatori e il loro precipitare sulla terra – si è scatenato anche l’intervento salvifico di Dio .

La battaglia in Cielo è stata vinta da Michele, ( Dn 10,13ss) l’angelo del popolo di Dio, con le sue schiere, l’esercito di Jhwh. Ora la battaglia si svolge sulla terra , nella creazione-storia.

Gesù l’ha già vinta con la Sua resurrezione e questa vittoria continua ad agire nella sua Chiesa, la creazione liberata che va compiendosi per opera dello Spirito come Umanità definitiva, risorta.


” La donna è nelle doglie del parto. Il travaglio del parto nell’Antico Testamento è una metafora della venuta dell’era messianica. Ovviamente l’arrivo di qualcosa di nuovo comportava anche un passaggio, che poteva essere faticoso come succede con la nascita di un bambino. Così afferma anche Giovanni 16,21, quando Gesù parla della sua passione e morte a Gerusalemme.

La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Sa che il momento è difficile. Ma dopo che il parto è avvenuto nessuno ci pensa più ai dolori del travaglio, ma alla gioia di quello che è nato. Nelle parole di Gesù questa gioia è il dono della risurrezione.

La donna si trova in una situazione vitale, di generare la vita, una situazione che spesso è minacciata, poiché è durante il parto che si manifesta la vulnerabilità della donna. La gioia poi di accogliere una nuova vita fa dimenticare i dolori e i travagli del parto.

Il capitolo 12 dell’Apocalisse si presenta come un inno alla fiducia, sentirsi così amati da Dio, dal momento che ognuno di noi siamo degni di un amore, che ci avvolge come un vestito, quello che rende potente questo amore è la vita che viene da Dio. Ciò permette guardare la realtà e la storia con occhi diversi.

L’autore sta giocando un po’ a ritroso. Siamo partiti dalla visione finale: la donna vestita di sole, adesso torniamo di nuovo alla situazione della storia di questa donna che rappresenta la comunità dei credenti. Di fronte agli attacchi del drago e alle sue minacce, la donna non è che fugge per la paura, ma nel senso di trovare alternative alle minacce del drago.

La comunità sa sempre individuare le modalità in cui la vita si deva continuare a generare. Il deserto è l’ambiente classico, nella tradizione biblica, per presentare alternative e realtà nuove. Il deserto è il luogo della prova, del passaggio, ma anche il luogo dell’incontro con il Signore (“ti porterò nel deserto, ti parlerò al cuore, sarai la mia amata per sempre…”). Ecco per quale motivo Giovanni Battista va nel deserto, perché ormai la società del suo tempo era invivibile; ci volevano alternative a quel modo di vivere; non era un rifiuto del mondo… ma una possibilità per trasformarlo.

Il fatto che la donna fugge nel deserto è per cercare delle alternative, che poi Dio stesso suggerirà ( il luogo l’ha preparato Dio ), garantendo alla donna anche il suo il nutrimento. Si dice che verrà nutrita per 1260 giorni. Sono 3 anni e mezzo, la metà di sette anni. La cifra vuol dire che tale situazione di difficoltà (persecuzione) e di minacce non sarà per sempre, ma ha un suo tempo limitato .

…Il Drago riconosce nella donna il suo avversario, e si mette davanti a lei per divorare il figlio non appena l’avesse partorito.

Questa è l’immagine che mette più in evidenza il contrasto che si crea tra una forza immane, come quella del drago, e una realtà vulnerabile come quella della donna che sta per partorire.

Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. Il drago, la cui forza è pura apparenza, di fronte a quella capacità della donna di generare la vita non detiene alcun potere. La sua tattica è solo spaventare, creare soggezione, bloccare la volontà dell’altro nello svolgere la sua missione. Il drago sa solo minacciare, ma non può minimamente sfiorare quello che la donna genera.

Il drago non inganna dicendo di commettere cose losche ma è molto più sottile: quello che intendi fare, di buono, meglio lasciare perdere perché non serve a niente. È una tentazione sempre presente nella vita umana : a che serve che uno si impegni a fare il bene se poi non trova alcun risultato?

Il Drago non istiga tanto a commettere dei reati, quanto a non operare il bene.
Qual è allora la forza del drago? Impedire agli essere umani di agire a favore di ciò che procura vita, a favore del bene degli altri.

Tante volte la tentazione di abbandonare questo impegno si presenta nella vita del credente, basta pensare ai rapporti nel mondo del lavoro, in comunità, in famiglia la domanda è: a cosa serve impegnarsi a favore del bene quando il male dilaga? Il drago inganna convincendo a lasciare perdere, poiché non serve a nulla comportarsi in modo diverso. Il bene che una persona può fare appare talmente piccolo di fronte alla forza devastatrice del drago che sembra del tutto inutile.

L’autore invece contrapponendo la donna con le doglie al drago afferma il contrario: nessuno può impedire alla persona fare del bene, comunicare vita. E se non lo si fa è perché si rimane bloccati di fronte alle fauci del drago, e si rinuncia alla volontà di farlo.

La forza del drago è saper distogliere la persona umana dall’unica cosa che gli appartiene: la capacità di generare vita. E la vita si genera con la condivisione, con la solidarietà, con il perdono, con la tolleranza, in tantissime maniere, oltre che partorendo.

Ciascuno di noi deve far nascere l’uomo nuovo, quella umanità che si scopre nella persona del Cristo. Questa è la libertà di cui parla l’Apocalisse.

La vita umana non è in balia di forze che ci possono trascinare e distruggere, né dipende da una persona dica come dover agire. È la persona che decide in base alla sua volontà e all’impegno preso dando adesione al progetto del Regno.

Per quale motivo l’autore dice che il bambino fu rapito verso il trono di Dio? Vuol dire che tutto quello che di vitale e di autentico la comunità riesce a manifestare, va preso in alta considerazione, Dio lo assume, innalzandolo al suo stesso livello, portandolo al suo trono, e lo considera come un elemento in più nel far andare avanti la storia, secondo il suo disegno.

Se la storia continua ancora a mostrare lati oscuri, a rallentare vuol dire che ci si lascia molto condizionare dal Drago e potendo fare del bene, non lo si fa.

GIOVANNI RITORNA AL MITO  DELL’ORIGINE DEL MALE NEL MONDO

7 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, 8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo
C’è stato in principio un giudizio divino sulla creazione e la sentenza è stata la separazione definitiva del demoniaco dalla dimensione celeste e la sua caduta nella creazione-storia.

9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Il serpente-drago-satana-diavolo ( = tentatore , mostro infernale , avversario , ostacolatore) viene da Dio precipitato sulla terra insieme ai suoi angeli.

Si passa dal mito (cielo) alla storia (terra) .

Il demoniaco sta sulla porta dello Sheol, è il principe delle forze della morte che ora agisce sulla terra. E così che sono incominciati i guai dell’umanità.

Questa caduta ha dato inizio al peirasmos, la grande tribolazione dell’umanità, ma , contestualmente, ha dato inizio all’intervento salvifico di Dio che Giovanni ci ha mostrato attraverso il paradigma della ” donna vestita di sole”

” L’autore adesso scrive una pagina il cui argomento poteva essere familiare ai lettori dell’epoca, costoro conoscevano quel tipo di scritti apocalittici dove si descrivevano i combattimenti tra angelo e demoni.

L’autore ha giocato con quegli elementi della tradizione in modo sobrio. Senza specificare nulla di particolare (in altri testi apocalittici scene come queste sono descritte con infinità di particolari).

” Il nome “Michele” significa “chi è come Dio?” Nessuno più forte o più grande di lui. Il combattimento non comporta tagliare teste o sgozzare i nemici, ma far sì che il nemico torni al suo posto, e il suo posto non è in cielo, ma sulla terra, dove organizza e macchina tutte le sue malefatte.

Questo è importantissimo: in cielo non c’è posto per i prepotenti. Cioè nell’ambito del divino chiunque si voglia innalzare sopra gli altri, qualunque realtà umana, sia di tipo politico, economico o religioso, non trova alcun posto: “non fu trovato posto per loro in cielo”.

Dio non tollera che nel suo nome si possano eseguire azioni che significhino, dominio, oppressione, abuso sugli altri… Tale rifiuto è presentato da Giovanni attraverso l’immagine del combattimento. E, ripeto, in maniera molto sobria, ma a lui interessa solo il finale: in cielo non c’è posto per i dominatori.

L’espressione: fu gettato, applicata al drago e ai suoi angeli viene detta 3 volte nel testo, quindi è una maniera di ribadire la situazione nella quale essi si trovano. Cioè non esiste alcuna possibilità di collocare il drago e i suoi accoliti nell’ambito del divino. Quando si arriva a questa conferma assoluta, si ribadisce la totale impossibilità per il drago di accedere all’ambito del divino e di poter giustificare in questo modo il suo potere.

Prima di fare tale conferma l’autore ripassa i titoli onorifici del Drago. Il Drago è una realtà che ama essere presentata con tanti titoli. Non è soltanto il draghetto, no, no, bensì : il Grande Drago, il Serpente Antico, il Diavolo, il Satana, il Seduttore di tutta la terra. Quindi una realtà che si vanta delle sue “onorificenze” e “credenziali”. Titoli che parlano della stessa realtà del male, dell’avversario dell’uomo.

Il Serpente ricorda la narrazione del paradiso in Genesi; diavolo e satana è lo stesso termine detto in greco e in ebraico (“il divisore”)… Tutte queste espressioni… come per dire che il Drago sa camuffarsi bene, e magari una volta lo fa come divisore, un’altra volta lo fa come seduttore, un’altra lo fa come promotore (il discorso del serpente “sarete come dei” era in vista di promuovere Adamo ed Eva), quindi colui che promuove, colui che seduce o colui che divide per vincere più facilmente.

L’autore dice come il Drago sa organizzarsi bene, questa è la sua intelligenza (sette teste), il potere adotta sempre modalità diverse per presentarsi e convincere della sua forza… cioè sa come usare le sue forze, sebbene siano forze minate, senza alcuna consistenza o fondamento.

L’ACCUSATORE DELLE CAUSE PERSE

Annuncio della Vittoria di Dio.
“Ora” si è compiuta la salvezza.
10 Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Udii una gran voce nel cielo-


Dio proclama dal Cielo questa vittoria di Gesù sull’ accusatore/serpente/satan/demoniaco è definitiva.

“Ora” si è compiuta la salvezza. 
Di quale Ora si tratta?

Gv 12, 23 Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. 24 In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Gv 12,27 Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora ? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28 Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».  31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32 E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33 Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Il categor/satana, l’accusatore è stato espulso prima dal Cielo ( dalla vittoria di Michele) e poi dall’ umanità /creazione per mezzo del dono dello Spirito sprigionato dal sangue di Gesù nella Sua morte.

Secondo i rabbini il principe di questo mondo / il capo di questo ordinamento mondano contrapposto al capo dell’ordinamento celeste, Dio, era l’angelo della morte , cioè la morte stessa.

Gesù è stato ucciso dal potere religioso/politico, gettato fuori dall’ordinamento del mondo e il giudizio/intervento di Dio è stato :
– salvezza
 di Gesù , l’Uomo risorto, compiuto e definitivo,
– e condanna/ esorcismo della morte dalla creazione/uomo.

E’ la morte ad essere stata gettata fuori dalla creazione, con la resurrezione di Gesù.

Colui che accusa gli uomini davanti a Dio giorno e notte , il categor/satan , cioè il pubblico ministero che nel giudizio divino accusa gli uomini di peccato per farli condannare a morte ( vedi Gb 1 e 2 ), colui che ha il potere di condannare a morte, ha perso la causa lui è stato condannato a morte da Gesù ed è stato gettato fuoriesorcizzato dal Cielo e dalla creazione.

11Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell’ Agnello e alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita fino a morire lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello-

Il sangue dell’Agnello sprigionando la Vita/Spirito di Gesù nella Sua morte, la rende disponibile al Padre perché la doni all’umanità . Il sangue di Gesù ha vinto il demoniaco definitivamente.

Una volta cacciato l’intruso dal Cielo (il satana-categor κατήγωρ ) , finalmente il Padre può essere proclamato Signore del cielo e della terra e la sua signoria proclamata “così in cielo come in terra” (Mt 6,10).

IL SANGUE DEI MARTIRI

Drakon

Lo hanno vinto, grazie alla testimonianza del loro martirio e non hanno amato la loro vita fino a morire.

Coloro che credono nella Buona Notizia ed accolgono il Sangue/ Vita/Spirito , in loro la morte viene esorcizzata, gettata fuori , perché lo Spirito, alla loro morte, li risorge alla pienezza della Vita definitiva in Dio.

Chi vive la storia “in Gesù” – nella comunità messianica delle beatitudini – ha in sé ( nel suo “corpo-sangue”, nella sua umanità) la Vita che supera la morte e può testimoniare la Buona Notizia senza la paura della morte .

Coloro che hanno dato adesione a Gesù e gli sono stati fedeli fino al martirio testimoniano che la morte è sconfitta.

Gv 8,51 In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno».

I risorti in Gesù sono l’Uomo, l’essere /creazione compiuta e definitiva, il Regno di Dio . In Ap 15,2-4 i seguaci dell’Agnello, riportando la vittoria sulla bestia-morte, sono considerati il Nuovo Popolo di Dio liberato. Essi stanno in piedi ( risorti) sul mare di cristallo ( la dimensione divina domina il caos-mare ) e cantano il cantico dell’Agnello ( il richiamo è al cantico del primo esodo ).

Giovanni si serve del paradigma dell’ esodo per mostrare che l’esodo ultimo, l’evento salvifico definitivo si è già compiuto in Gesù e nella sua comunità ma il traguardo della salvezza universale deve essere ancora raggiunto.

” L’autore ci sta presentando una visuale del drago che forse non c’era mai passata per la mente. L’accusatore- categor , [ questa immagine viene dal libro di Giobbe– (Gb 2) era il satana nel senso di dignitario (il visir ), potente e cattivo, alla corte di Dio. Dio era circondato da tutta una specie di luogotenenti, se si può dire così, comunque i suoi mandatari, i ministri e questo grande visir che aveva parte piena nella sua corte, l’ accusatore.

Secondo il libro di Giobbe, a che cosa si dedicava? Ad andare per il mondo e a guardare le malefatte degli uomini e poi riportarli a Dio, faceva la spia al Padre eterno. E quando Dio gli diceva: ma guarda c’è tanta gente buona , lui rispondeva : sì, sì, ti dico io che cosa hanno combinato !

Quando nell’Apocalisse si dichiara che il drago non può accedere in cielo, né ha alcun potere sugli uomini, si ode una voce in cielo, un inno di lode.

Nell’Apocalisse ogni tanto intervengono queste voci corali, come nelle opere letterarie antiche da rappresentare in teatro, dove a un certo momento entravano i cori dopo che il protagonista aveva fatto qualcosa di importante o il nemico era stato vinto, si apriva una pausa celebrativa.

La voce in cielo parla della salvezza, della potenza del regno di Dio, cioè proclama finalmente che il disegno di Dio si è realizzato dal momento che l’essere umano ha capito che quella realtà di male, rappresentata dal drago, non ha alcun potere su di lui. Questo è già avvenuto con il Cristo, è Lui che l’ha capito per primo, e noi possiamo capirlo come lui.

Quindi la salvezza, in questo senso, significa il massimo di possibilità di bene che Dio vuole e che realizza per gli uomini. Tale capacità che ha Dio di comunicare il massimo di bene si esercita mediante la sua potenza, la sua forza d’amore che tutto invade e che si attua nel suo Regno, ossia la creazione di una società veramente umana e di una storia che progressivamente abbandona ogni dinamica di morte, e questo attraverso la potestà del Cristo.

L’autore ha fatto un po’ di teologia, per spiegare come si è attuato il disegno del Padre sulla terra. E qual è il motivo che ci permette di dire che questo disegno si attua? Adesso qui l’autore introduce un aspetto interessantissimo. Dice: questa salvezza si è attuata perché l’Accusatore, colui che accusava i nostri fratelli giorno e notte davanti a Dio, è stato gettato via.

Qui sta parlando sempre del drago, ma l’autore dell’apocalisse lo presenta adesso con la sua veste più insidiosa e più letale possibile. Chi è l’accusatore? Quando si parlava di drago era facile identificarlo con l’impero romano, ma cosa interessava all’impero accusare davanti a Dio questi poveri fratelli quando li poteva far fuori come se niente fosse?

11 Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. 12 Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi.
La vittoria sul drago, la sua espulsione dalla creazione operata da Gesù con il suo sangue è una vittoria che continua nella storia nel sangue/morte dei suoi testimoni .


Il Cielo può cantare vittoria.
Avvertimento.

Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».
Ancora non può cantare vittoria la creazione ( terra e mare )

Rm 8, 19 L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio 
[ l’Uomo compiuto ] . 20 La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza 21 che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22 Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi.

guai- parola che nel linguaggio biblico richiama il lamento funebre.

” A questa testimonianza il cielo si rallegra, mentre sulla terra ricade il guai a voi… “Guai” è una espressione che si trova nella Scrittura e non riguarda una maledizione, bensì il lamento che si intonava dietro al corteo funebre.

Dopo che i cieli sono stati invitati a gioire, perché chi vuole far parte di questa dimensione del divino, accettando la salvezza del Cristo, sa che è ben accolto, la terra invece non è pienamente consapevole di tale proposta, o in parte non ne dimostra interesse alcuno.

Il lamento è rivolto a quanti sono ancora sotto le grinfie del drago, nel senso che accettano le sue seduzioni e le sue dinamiche di morte. Il lamento è un richiamo alla terra stessa per uscire da quella minaccia di morte, procurata dal drago, e anche un invito alla comunità a diffondere la buona notizia e svuotare il potere del drago.

Il drago si riempì di grande furore, perché è stato scoperto, cioè è stato smascherato nella sua inconsistenza e sapendo di avere poco tempo.

In relazione al poco tempo di cui dispone il drago l’autore dell’Apocalisse adopera il termine “kairos” (tempo opportuno, momento favorevole), per dire che i momenti favorevoli che restano al drago per intervenire sono pochi, nel senso che dipende dalla risposta che troverà fra le persone. Possono essere pochissimi se dalla parte degli esseri umani non c’è alcuna adesione o sottomissione a quelli che sono i segni del drago.

Sapendo che gli resta poco tempo.

Il demoniaco -ormai escluso dal Cielo dove c’è il Trono da cui si governa il mondo e la storia– agisce in terra e in mare , nella creazione-storia, ma solo per i brevi momenti storici in cui l’umanità gli dà liberamente il potere di farlo, adorandolo come suo salvatore.

La storia non è predeterminata, nessuno può prevederne gli sviluppi : la libertà degli uomini gioca un ruolo essenziale nel suo svolgersi e nella sua salvezza/compimento.

Quando gli uomini vogliono realizzarsi secondo le offerte ” salvifiche ” del demoniaco gli danno forza e potere ed esso può sconvolgere la creazione e la storia.

E sono guai (di sicuro ci saranno lamenti funebri)

Azione demoniaca

13 Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. Quando il drago viene gettato fuori dal Cielo da Michele paradigma che culmina nell’esorcismo operato da Gesù e dalla sua chiesa ) il drago si infuria e attacca la donna ( paradigma della umanità che deve generare l’Uomo Compiuto)
Che cosa aspettarsi da Dio?
Giovanni ha già risposto.

Intervento salvifico del Cielo.

14 Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Lungo la storia Dio è sempre pronto a proteggere la sua sposa-umanità portandola via su ali d’aquila ( paradigma dell’esodo ) nel deserto ( luogo/tempo paradigma di un fidanzamento ) per sottrarla ad un potere demoniaco letale ( la morte) e per nutrirla con la manna ( paradigma del pane di Dio : parola -pane di Vita eterna).

Dt 32,11 Come un’aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali.

per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente-
Il tempo di libertà dal demoniaco è di 1+2+1/2=3,5 tempi è un tempo limitato ( metà di 7 ) .

Dopo ogni sentenza di condanna del demoniaco che viene eseguita si annuncia uno sviluppo storico per l’umanità che bisogna comprendere : c’è rifugio dal drago ma per un tempo limitato , per l’umanità può esserci ancora dominio e schiavitù !

L’ esodo dal dominio del demoniaco e il fidanzamento con Dio nel rifugio/deserto non è ancora compiuto per tutti : la condizione storica dell’umanità richiede il coraggio permanente della testimonianza del piano salvifico di Dio che si compie con il programma di Gesù nella sua Chiesa.

“L’autore ripete di nuovo il periodo in cui la donna doveva essere nutrita nel deserto (1260 giorni).

La comunità nella storia sa che si espone a parecchi pericoli e persecuzioni; è ben consapevole di tale situazione, ma non mancherà il sostentamento: per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, ossia tre tempi e mezzo, cifra che concorda con i 1260 giorni (= 3,5 anni).

Nel libro del profeta Daniele si trova questa espressione: un tempo, due tempi e la metà di un tempo, che vuol dire un periodo breve, limitato.


IL FIUME DEMONIACO

15 Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Per farla travolgere dalle sue acque– La donna si trova nel rifugio preparato per lei, Da Dio; nell’At le acque che travolgono sono le acque della de-creazione .

Come è possibile travolgere l’umanità nel suo rifugio, in Dio?

L’azione del demoniaco descritta con il segno delle acque ( cf Es 14,21ss ) che tentano di travolgere il progetto creativo di Dio che si attua nella storia ( la generazione dell’Uomo definitivo per mezzo della Donna-Chiesa ) indica qualcosa che è capace di trar fuori l’umanità dal rifugio preparato da Dio, la nuova alleanza, la comunione di Spirito dell’Uomo con Dio.

L’uscita del fiume dalla bocca del serpente lascia intendere un fiume di parole-suggestioni che tentano la Donna-Chiesa a lasciare il rifugio nello Spirito.

Il serpente, nella storia, è paradigma del demoniaco che tenta -con la forza di un fiume-la Donna ( Eva, Israele, Maria e la Chiesa ) a uscire dalla Vita nello Spirito .

16 Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. La terra venne in soccorso alla donna aprendo una voragine e inghiottendo il fiume .– (cf. Es 15,12b -Targum Palest. ...la terra aprì la sua bocca e li inghiottì.

Mossa salvifica della creazione.

” Nella Scrittura si trovano parecchi testi che parlano del pericolo delle acque, che possono travolgere e distruggere la vita umana. Ma il serpente vomita come un fiume ( non un torrente minaccioso) dalla sua bocca, immagine che non appare mai nell’Antico Testamento, e lo fa alle spalle della donna, non tanto per travolgerla quanto per cambiare quella realtà in cui la donna è andata a rifugiarsi, cambiare il deserto in qualcosa di diverso, che sia anche attraente.

E cosa succede se nel deserto si mette un fiume d’acqua? Diventa un giardino, diventa un luogo piacevolissimo. Il serpente non è stupido, vuole dissuadere la donna a lasciare quel posto che lei ha scelto assieme al suo Dio.

E’ l’acqua del fiume che deve dissuadere : non pensare più di seguire il progetto del Padre che comporta impegno e fatica ma lasciarsi portare da quelle acque placide, farsi prendere dalle seduzioni del serpente.

L’autore continua la narrazione con un elemento che può ricordare racconti leggendari, con gli elementi della natura che prendono parte in esso come se fossero dei personaggi: la terra venne in soccorso della donna, aprì la sua bocca e inghiottì quest’acqua.

Non si lascia attendere l’intervento di Dio che, attraverso la terra, quale cosmo ordinato, viene in soccorso alla donna, in modo di non lasciarsi travolgere dalle seduzioni del serpente.

Azione demoniaca: nuova guerra.

17 Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. Contro il resto della sua discendenza – persecuzione contro l’umanità/Eva, Israele , Maria, la chiesa.

” Il serpente, visto che anche questa volta gli è andate male, si occupa dei discendenti della donna. Ciò significa che nell’immagine della donna si rappresenta la comunità dei credenti che, nella storia, dovrà fare i conti con le seduzioni del serpente e dovrà affrontare le sue insidie.

Daniele:

Dn 7,21 Io intanto stavo guardando e quel corno muoveva guerra ai santi e li vinceva, 22 finché venne il vegliardo e fu resa giustizia ai santi dell’Altissimo e giunse il tempo in cui i santi dovevano possedere il regno.

La guerra del demoniaco è contro i testimoni della fedequelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

La persecuzione è contro i santi di Dio. Se la persecuzione è subita come un destino avverso o un castigo divino allora i santi sono vinti.

Se è subita nella fedeltà al progetto di salvezza la persecuzione non fa altro che affrettare la Creazione Compiuta , il regno di Dio definitivo.

18 E si fermò sulla spiaggia del mare.

” La spiaggia del mare è il limite che Dio ha posto nei giorni della creazione alle acque).

Gn 1, 9Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. 10Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona.
Sal 108, 6 Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste; al di sopra dei monti stavano le acque. 7 Al tuo rimprovero esse fuggirono, al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite. 8 Salirono sui monti, discesero nelle valli, verso il luogo che avevi loro assegnato; 9 hai fissato loro un confine da non oltrepassare, perché non tornino a coprire la terra.

L’azione del demoniaco raggiunge il suo limite , senza conquistare nulla.

Il mare è considerato, nella tradizione antica, come immagine del caos, l’ambito di esseri mostruosi, da dove arrivano minacce e pericoli (invasioni, tempeste…). Molto forte era la paura di morire affogato in mare…Il drago viene collocato nel suo ambiente, accanto al mare, il serbatoio del male, in un luogo di sabbie che ricordano l’inconsistenza del suo agire.

La narrazione di Gv alterna alle azioni del demoniaco gli interventi salvifici del Cielo.

E’ un paradigma della storia : insieme ad ogni sconvolgimento e rimescolamento dei poteri mondani i credenti devono vegliare per riconoscere ed accogliere, collaborandovi, gli interventi salvifici.

II° SEGNO – LA BESTIA CHE SALE DAL MARE


Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.666 è il numero della bestia. Il 7 è il numero della completezza. 6 che è ( 7-1) è l’incompletezza, che era considerata debolezza.

3 volte 6 indica estrema debolezza, estrema incompiutezza. L’uomo compiuto dal demoniaco è incompiuto, decreato, fallito .

La bestia è impotente, sparirà: nella storia prima o poi spariscono tutte le forme del potere con le dottrine , le ideologie le religioni e i segni prodigiosi dei falsi profeti e dèi. Nella Creazione Compiuta , l’Uomo compiuto da Dio, rimarrà solo la Vita//Spirito//Carità .1 Cor 13,8 Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà.
La carità non avrà mai fine.


666 rappresenta un nome d’uomo ?

” Tutti hanno cercato di capire qual è il nome della bestia interpretando il 666; nel mondo antico ( ebraico) c’era una tecnica (“Gematria”) in cui ogni lettera dell’alfabeto ha un valore numerico per cui la a=1, la d=2 ETC ; allora prendendo i valori numerici delle lettere si potevano costruire dei nomi.

Dalla cifra 666 si può ricavare il nome di “Nerone” [ ma anche TITANO, etc . n.d.r.] ; ma non si tratta di trovare il nome, bensì capire il valore della cifra come qualcosa di parziale e di limitato e che non può nuocere nella vita della comunità perché il 6 è la metà del 12 ( il numero del popolo di Dio ).

Se il 12 è la cifra del popolo di Dio, allora che il nome della bestia sia tre volte 6 vuol dire qualcosa che è (tre volte ) la metà, l’imperfezione assoluta. Per cui nulla di quello che riguarda il popolo / comunità dei credenti, può essere distrutto dalla bestia, anche se apparentemente la forza della bestia sembra travolgerli.

Dire che la bestia ha 3 volte il 6 significa che qualunque siano i suo tentativi non potrà colpire mai quello che è protetto dall’azione divina.

” Nell’Apocalisse il drago e il demoniaco, immagini del potere, cercheranno di impossessarsi del 7, cifra della condizione divina , ma l’autore presenterà tale tentativo con una parodia.

L’autore rappresenta con l’immagine del drago la figura dell’essere potente; nell’AT si usavano tali immagini, drago, serpente, per parlare del faraone o dell’imperatore. Non si tratta di esseri mostruosi (ciò appartiene al campo della fantascienza) bensì umani, o meglio: disumani, che purtroppo conosciamo benissimo. Il drago ha sempre nome e cognome, e un volto ben definito, anche se non lo si vuole riconoscere.

ll Drago, la cui cifra è 666 ( che indica il massimo dell’inconsistenza, la decreazione), non può impedire che si realizzi il processo che conduce la storia verso il suo compimento però può far sì che esso rallenti, questo sì, perché la gente, lasciandosi ingannare dalle apparenze e dalle seduzioni del drago, non presta la sua collaborazione alla causa del Regno di Dio. 

Anticipazione della vittoria dell’Agnello, l’Uomo definitivo.

Ap 14,1 Poi guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. È ritto sul monte Sion : ritto, in piedi, è il risorto , il vivente, il vittorioso.
e insieme centoquarantaquattromila persone (144.000 è 12x12x1000)- 12 è il numero del popolo di Dio; 144 =12×12 è la completezza del popolo di Dio; 144×1000 è Il popolo completo nella sua definitività.

Se la bestia è la pienezza dell’incompleto , Dio e l’Agnello sono la pienezza del Completo .

Si tratta della discendenza di Israele salvata dall’Agnello Gesù, l’Israele messianico, la chiesa.

Ap 5,9 hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, 10e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti, e regneranno sopra la terra».
cf. Ap 7,4 E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele: 5 dalla tribù di Giuda, dodicimila segnati con il sigillo; dalla tribù di Ruben, dodicimila; dalla tribù di Gad, dodicimila; 6 dalla tribù di Aser, dodicimila; dalla tribù di Nèftali, dodicimila; dalla tribù di Manasse, dodicimila; 7 dalla tribù di Simeone, dodicimila; dalla tribù di Levi, dodicimila; dalla tribù di Ìssacar, dodicimila; 8 dalla tribù di Zàbulon, dodicimila; dalla tribù di Giuseppe, dodicimila; dalla tribù di Beniamino, dodicimila segnati con il sigillo. ( paradigma: il popolo di Dio ) 9 Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

I riscattati dalla morte per mezzo del sangue/Vita di Gesù con la Sua resurrezione sono ammessi alla corte celeste recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo


Se l’umanità asservita alle ideologie dei Poteri del mondo è segnata come schiava , l’umanità libera, credente e fedele a Dio e all’Agnello è segnata nella persona ( fronte) dal divino , dal Nome ( l’ ebraico ha shem indica Dio stesso , la sua persona ) il nome dell’Agnello e del Padre suo. Nome-fronte indica una unione intima dei salvati con l’Agnello e il Padre suo.

Liturgia celeste .

2 Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe. Una voce che veniva dal cielo – dalla corte celeste.
Le grandi acque ( Ez 1,24ss) il tuono ed i citaredi sono simboli biblici della gloria di Dio cioè della sua presenza attiva e salvifica nella storia e della comunicazione della sua Parola, in definitiva della divina rivelazione / cf. Esodo/Monte ) cantavano un cantico nuovo – significa che si festeggia una vittoria ( cf Is 42,10ss ).

L’esodo finale di Israele dalla schiavitù del nemico è compiuto ad opera di Gesù. Gesù è l’Israele fedele, il Giusto, il Regno di Dio. Ed ha una Sua discendenza, la Chiesa generata con il Suo Spirito.

 At 22,14 Egli soggiunse: «Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
At 3,14 voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino.


3 Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra. Per comprendere la creazione-storia Gv si pone sempre lì, dal punto certo, dal punto del compimento in Gesù.

Mentre l’autore del libro di Daniele scrutava la storia dalla posizione di una fine del mondo ( necessaria alla sua teologia ), Giovanni , appoggiandosi alle visioni profetiche , la scruta da testimone della vittoria di Gesù risorto.

Daniele vedeva un giudizio finale della storia sfavorevole a questo mondo e la creazione -oltre la storia- di un Nuovo Mondo , simile però a questo, in cui Dio avrebbe realizzato il Regno di Israele definitivo secondo le attese espresse dalla teologia giudaica dell’epoca .

Giovanni vede – nella linea profetica – l’azione di Gesù , Agnello sgozzato/risorto che libera la creazione, questo mondo, dal demoniaco e la riconfigura –nella storia-secondo il progetto del Padre, ” su ogni momento storico”. E’ il Regno di Dio , Gesù- Chiesa, che agisce nella storia, continuamente, per portarla al compimento: l’Umanità Definitiva, Regno definitivo di Dio e dell’Agnello.

Solo l’Israele ammesso alla corte celeste, i salvati ( letteralmente i riscattati o redenti dal sangue dell’Agnello, i 144 000 , il popolo compiuto 12x12x1000), possono comprendere il canto di vittoria , cioè comprendere nella sua completezza la divina rivelazione, il progetto salvifico di Dio , l’opera salvifica compiuta nella creazione-storia dall’Agnello e dal Padre suo.

Credere per ” vedere”. 4 Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. 5 Non fu trovata menzogna sulla loro bocca; sono senza macchia.non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini. La parola contaminati richiama la purità rituale ebraica, vergini significa che non hanno nulla che possa impedire loro l’accesso alla dimensione divina, alla comunione con Dio, in particolare non hanno praticato l’idolatrìa.
 redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello.
 sono il resto santo di Israele ( cf 1Cor15,20ss).
– seguono l’Agnello dovunque vada : nei testi Giovannei il verbo andare è sempre l’andare verso il Padre. Si tratta di coloro che portano la loro croce e Lo seguono nell’esodo verso il Padre, nella dimensione del risorto. Sono discepoli di Gesù.
– Non fu trovata menzogna sulla loro bocca , come nel servo sofferente di Jhwh ( Is 53,9) sono i veri testimoni-servi di Jhwh e del suo disegno salvifico , sempre con la verità sulla loro bocca.

IL VANGELO ETERNO

6 Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo.

Un angelo ( paradigma del messaggero di Dio ) nella storia è continuamente rivolto a tutti popoli della terra per chiamarli alla conversione al vangelo eterno che è la buona notizia del disegno salvifico di Dio che si realizza nel programma di Gesù.

Il Vangelo eterno è Gesù e l‘angelo , in questo eone, è la chiesa. Nell’ At il vangelo eterno veniva annunciato dai profeti :

Is 40, 9 Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion! Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! 10 Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. 11 Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri».

7 Egli gridava a gran voce: «Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il mare e le sorgenti delle acque». L’AT era considerato la rivelazione-legge divina data a Israele dagli angeli ,

At 7,53 voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata»

Esso invitava i popoli a temere Jhwh come unico Dio creatore e signore della storia.

 è giunta l’Ora

C’è un giudizio divino continuo sulla storia che riguarda tutti gli abitanti della terra come creature di Dio. Perché è giunta l’ora del suo giudizio – il giudizio è nell’ “Ora” , cioè nella morte/resurrezione di Gesù che è offerta salvifica, Vangelo eterno nella storia fino al suo compimento.

Gv5, 24 In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
25 In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
26 Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, 27 e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. 28 Non meravigliatevi di questo: viene l’ora 
[ed è questa] in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce 29 e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Non si tratta della fine del mondo ma del giudizio universale che inizia ” ora” con l’annuncio della salvezza a tutti i popoli. Il Vangelo eterno, l’offerta salvifica di Gesù, il Suo Spirito/Vita che salva dalla morte è un giudizio continuo ed universale, per tutti i popoli.

E la sentenza è : salvezza per chi lo accoglie ed entra nella comunità della carità per le beatitudini ; qui partecipa al banchetto di nozze di Dio con il suo popolo. E la sentenza è : fallimento per chi lo rifiuta . Col 2,12 Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. 13 Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l’incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati 14 annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; 15 avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo. 

8 Un secondo angelo lo seguì gridando: Annuncio del Cielo .
Intervento salvifico.

«È caduta, è caduta Babilonia la grande, quella che ha abbeverato tutte le genti col vino del furore della sua fornicazione”. È caduta-La tribolazione è finita . Il testo richiama un oracolo profetico.

Is 21,9 Ecco, qui arriva una schiera di cavalieri, coppie di cavalieri. Essi esclamano e dicono: «È caduta, è caduta Babilonia! Tutte le statue dei suoi dèi sono a terra, in frantumi». Paradigma : la Babilonia di turno della storia, il potere oppositivo, il demoniaco precipitato sulla terra, il male strutturato diremmo oggi , quello che impedisce con le sue strutture oppressive di realizzare la comunità delle beatitudini, è vinto. Lo sarà definitivamente.

L’annuncio anticipa che di intervento in intervento il Cielo porterà a compimento di perfezione la creazione. Ma qui ( nell’oggi) l’anticipazione è solo una consolazione per affrontare con la forza della fede una nuova tribolazione.

9 Poi, un terzo angelo li seguì gridando a gran voce: «Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, Tutti i profeti At avevano tuonato contro l’idolatria, la prostituzione del popolo con altre divinità ( = l’accoglienza del demoniaco nella propria vita fin nelle istituzioni civili e religiose ) qui citata con i segni satanici : bestia, statua, marchio.

10 berrà il vino dell’ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell’Agnello. 11 Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome”. Berrà il vino dell’ira di Dio-il calice dell’ira divina , semitismo per dire che ogni scelta umana ha inevitabili conseguenze .

Chiunque adora la bestia … sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell’Agnello: non si tratta dell’inferno dell’immaginazione popolare ma del paradigma ” fuoco e zolfo” ( le solfatare ) immagine di un tormento della coscienza come conseguenza delle proprie scelte contrarie all’Uomo .

Nell’AT si trova a partire da Sodoma e Gomorra di Gn 10 ripreso dai profeti come Is 1 Is 3 Ger 49, Am 4, Sof 2 , etc. Nel NT:

2Pt 2,6 Così pure condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, lasciando un segno ammonitore a quelli che sarebbero vissuti senza Dio.
Gd 1,5 voglio ricordare che il Signore, dopo aver liberato il popolo dalla terra d’Egitto, fece poi morire quelli che non vollero credere 6 e tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del grande giorno, gli angeli che non conservarono il loro grado ma abbandonarono la propria dimora. 7 Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che alla stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura, stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno.
Rm 9,29 E come predisse Isaia: Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo divenuti come Sòdoma e resi simili a Gomorra.

Lc 17,29 ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti.
Mt 11,23 E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora!
Mt 10,15 In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città. // Mt 11,24 Lc 10,12
Ap 11,8 I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso.

Il fumo del loro tormento che salirà per i secoli dei secoli , e non avranno riposo né giorno né notte – è la coscienza del fallimento del proprio essere che diventa un tormento eterno ( pianto e stridor di denti).

12 Qui appare la costanza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù. Di fronte a questa sentenza definitiva si può comprendere la necessaria perseveranza della fede che si manifesta nell’osservanza della Legge Morale Naturale (i comandamenti di Dio) e nella testimonianza di Gesù, l’Uomo definitivo.

13 Poi udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: Beati d’ora in poi, i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono”. Scrivi– si tratta del compito profetico di Giovanni . La rivelazione/Gesù come creazione-storia di salvezza va scritta per tutte le generazioni. È Parola di Dio.

Nella perseveranza della fede c’è la promessa di una beatitudine: morire nel Signore è riposare cioè entrare con la resurrezione nella beatitudine del riposo di Dio . Il termine della perseveranza nelle opere della fede nella costruzione della comunità della carità per le beatitudini, è la beatitudine definitiva dell’Uomo compiuto.

Ma qui, nell’oggi, l’annuncio è una Consolazione preparatoria ad altre tribolazioni.

TERZO SEGNO : IL FIGLIO DELL’UOMO

14 Io guardai ancora ed ecco una nube bianca e sulla nube uno stava seduto, simile a un Figlio d’uomo; aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata. Nube bianca – è la trascendenza, la dimora divina
uno seduto – si tratta di una autorità celeste, un re divino.
simile a un Figlio d’uomo -richiama Dn7, ma qui è Gesù
sul capo una corona d’oro – segno di vittoria
in mano una falce affilata – è un giudice che miete il campo di Dio con le sue sentenze .

La visione anticipa la vittoria finale di Dio sul demoniaco.
Il giudizio di Israele, mietitura della ” vigna del Signore“.
15 Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura». 16 Allora colui che era seduto sulla nuvola gettò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta. Gl 4,13 Date mano alla falce, perché la messe è matura; venite, pigiate, perché il torchio è pieno e i tini traboccano, poiché grande è la loro malvagità!

Mc 4,29 Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».

Mt 13,26 Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. 27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 28 Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? 29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».

Mt 24,14 Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. Mt 25,32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri .


Siamo nella teologia , qui si tratta della maturazione del giudizio di Israele perché è finito il suo eone con la morte/resurrezione di Gesù.

17 Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, anch’egli tenendo una falce affilata. 18 Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, uscì dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». 19 L’angelo gettò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio. 20 Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì sangue fino al morso dei cavalli, per una distanza di duecento miglia. La vigna di Dio è Israele.
La vigna della terra sono i nemici.
È vendemmia allora.

Un oracolo profetico annunciava la vendemmia, ma dei nemici di Israele:

Is 63,3 Li ho pigiati nella mia ira,
li ho calpestati nella mia collera.
Il loro sangue è sprizzato sulle mie vesti
e mi sono macchiato tutti gli abiti,
…3 «Nel tino ho pigiato da solo e del mio popolo nessuno era con me.


Oracolo evocato da Gv per annunciare la vittoria del crocifisso sui nemici dell’Israele messianico. (pigiato nel tino dell’ira cioè crocifisso)

Il tino fu pigiato fuori della città
– Gesù fu crocifisso fuori porta.
dal tino uscì sangue .
 per duecento miglia – il sangue di Gesù che contiene il suo Spirito è stato effuso su tutta la terra.

Il ” Vangelo Eterno “è la buona notizia dell’offerta dello Spirito/Vita che supera la morte ; questa offerta produce un giudizio universale che si svolge lungo la storia e separa chi la accoglie da chi la rifiuta.
A partire da Israele ( cf. Mt 24)

MAGGIONI, B., L’Apocalisse, Assisi: Cittadella, 1981.

Testi scelti da 2 conferenze di Ricardo Pérez Márquez sul libro dell’Apocalisse [Studibiblici.it]

ARTICOLO ORIGINALE

http://www.corsodireligione.it/bibbiaspecial/apocalittica/apocalisse_8.html

BATTESIMI, SACRAMENTI E INIZIAZIONI

setta

A completamento di quanto già scritto in particolare nel “Nient’Altro che Sé Stessi” e di quanto spiegato in numerose conferenze disponibili online, si prendono qui in considerazione i tre aspetti principali implicati nei legami e nelle interferenze spirituali. Quanto qui riferito al battesimo cattolico (dato il peso specifico di questo legame) si estenda, con i dovuti aggiustamenti, alle più diverse forme di interferenza e manipolazione spirituale ed energetica, essendo, i meccanismi generali, i medesimi.

Si definirà come “atto interferente” (all’origine o nel divenire) ogni qualsivoglia azione battesimale e sacramentale, iniziazione, attivazione o manipolazione subìta in seno alla Chiesa Cattolica così come presso qualsiasi contesto religioso o esoterico (pseudo-esoterico), oppure relativa a circostanze ricondotte ad interferenze aliene di qualsivoglia natura. Aliene sia in senso dimensionale, sia, soprattutto, in quanto aliene alla nostra Natura reale e Volontà consapevole. È qualcosa che ci ha coinvolto e di cui oggi vogliamo liberarci, anche se originariamente corrispondeva anche ad una scelta consapevole (questo ovviamente non è il caso del Battesimo Cattolico, ma può essere il caso di altre “iniziazioni” ricevute).

L’atto interferente va inteso fondamentalmente come la connessione ad una “forza” (o sistema di forze): un sistema di credenze e prassi religiose e sociali, un dio o un pantheon divino, una chiesa, una scuola di pensiero, una via iniziatica, un maestro o un guru così come ad un corpo dottrinario, ad un serbatoio energetico, ad una forma pensiero o psicocreatura, ad un contesto rituale e così via.
L’interferenza viene esercitata, in forma esplicita o implicita, ovvero in forma più o meno (o per nulla) evidente e dichiarata, da parte di un mediatore: un maestro, un sacerdote o un ente alieno che in tutti i casi interferiscono manipolando profondamente l’anima, l’energia e la mente umana assumendo dunque un atteggiamento predatorio e vampiresco a diversi livelli di invadenza e di predazione.

L’azione viene esercitata (di fatto imposta) estorcendo un consenso,  approfittando di uno stato di ignoranza e di conseguente incoscienza, stato che spesso rientra in una più diffusa, subdola e sistematica strategia di manipolazione e di condizionamento sociale collettiva e generazionale, ovvero perpetuata nel tempo anche attraverso la complicità di una sedimentata prassi, forte di quelli che divengono usi e costumi, convenzioni e conformismi, spesso persino del tutto slegati da una reale conoscenza (e volontà di conoscenza) di ciò a cui si aderisce.

La connessione realizzata mediante l’atto interferente (battesimo, iniziazione, attivazione o manipolazione energetica) crea 3 accessi, ovvero lavora su tre aspetti.

1)     ACCESSO SPIRITUALE (Animico)

Questa connessione intercetta la Volontà, quindi accede al serbatoio personale della Potenza (si ricordino i 3 serbatoi della Volontà-Potenza, Energia-Vita e Conoscenza-Memoria).

Questo accesso animico-spirituale avviene attraverso il Battesimo, ovvero l’Iniziazione ai Dogmi o ai Misteri di un collettivo votato ad una “forza” (eggregora) o ad un ecosistema di forze e psicocreature esterne rispetto all’essenza spirituale e divina primeva umana. Come spiegherò più avanti, anche l’influenza territoriale – in seconda battuta rispetto al battesimo – di una “psicocreatura” può permettere a quest’ultima di avere accesso alla sprovveduta anima individuale.

Il Battesimo religioso e questo tipo di Iniziazioni fondano il loro potere sull’estorsione del consenso, senza il quale, essendo noi per natura individui sovrani, non sarebbero possibili o risulterebbero prive di qualsiasi efficacia.

L’atto iniziatico intercetta e ri-orienta il canale di connessione con il Sé Superiore individuale, rendendo del tutto inconcludente, sul piano evolutivo umano e coscienziale, la vita della persona, alimentando il “samsara” dispersivo.

Tecnicamente si opera di solito sul chakra della corona e sul terzo occhio.

Questa è l’interferenza determinante e prioritaria su qualunque altra.
Più avanti discuteremo su come liberarsi da questo gravissimo sopruso e dai suoi deleteri effetti che ci riguardano non solo nell’incarnazione corrente.

2)     ACCESSO ENERGETICO (Sessuale-Corporeo)

Questa interferenza avviene attraverso i Sacramenti (o i passaggi di grado in sede iniziatica-eggregorica). Agisce a livello corporeo, vitale, depredando energia, debilitando, controllando, ma anche tutelando e consentendo poteri o fenomeni soprannaturali. Perfeziona l’accesso animico, sempre a vantaggio dell’eggregora battesimale, la quale, ad esempio nel caso dell’eggregora “Dio”, YHVH,  a sua volta include forze minori, avendole nella storia fagocitate, e quindi in ogni caso tutto avviene sotto la sua cupola globale. Nel caso queste manipolazioni si riferiscano ad altre forze rispetto a quella battesimale vengono da quest’ultima gestite oppure rese del tutte inefficaci, se non sul piano suggestivo certamente su quello energetico e spirituale, a tutela del suo territorio. Si tenga presente, sempre a titolo di esempio significativo, che la “scomunica” interrompe gli effetti energetici e tutelari del battesimo, ovvero gli effetti a “beneficio” della persona, ma non l’accesso animico a favore dell’eggregora.

I sette sacramenti religiosi si riferiscono naturalmente al sistema dei chakra maggiori. Ad esempio, in ambito cattolico:

– Battesimo (iniziazione cristiana) – Chakra della Corona (versamento dell’acqua). È l’atto iniziatico che in ogni caso consente l’accesso e la predazione energetica di tutte le funzioni;

– Cresima (confermazione) – Terzo Occhio (unzione della fronte): ri-orientamento dei sensi interni nei sette doni dello Spirito Santo ( la sapienza, l’intelletto, la scienza, il consiglio, la pietà, la fortezza e il timor di Dio);

– Confessione – Chakra della Gola;

– Eucarestia – Chakra del Cuore;

– Matrimonio – Chakra del Plesso Solare;

– Ordine – Secondo Chakra;

– L’Unzione degli Infermi (a scopo di guarigione o in quanto “estrema unzione”) – Agisce su tutto il sistema.

Il Primo Chakra, essendo la sede della nostra energia vitale e spirituale primordiale, non può essere direttamente “presidiato”: tuttavia se ne intercetta il potenziale ascensionale soprattutto attraverso l’accesso psicologico-esistenziale di cui parlo tra poco, che completa l’opera.

La liberazione dalle manipolazioni energetiche (sacramentali, iniziatiche o anche occasionali – attivazioni ecc…) avviene progressivamente attraverso l’esercizio delle pratiche spirituali riferite ad un percorso spirituale autentico, in concomitanza con la liberazione dal primo accesso.

3)     ACCESSO PSICOLOGICO – ESISTENZIALE

Questa interferenza – che agisce al livello di Personalità – tende ad intercettare la possibilità della Conoscenza e della Memoria del Sé Divino. Riguarda e agisce attraverso i seguenti elementi:

– ambiente, morfogenetica, spessore storico;

– famiglia, cultura, conformismo, forme pensiero locali e globali;

– scuola, educazione, condizionamento, censura cognitiva;

– impostazione sociale e lavorativa, pressione esistenziale;

– usi e costumi, abitudini e prassi sociale;

– tabù, paure, giudizio;

– miti e credenze, indottrinamento alla morale e al senso del peccato;

– suggestioni, leve morali o motivazionali, meccanismo del castigo/premio;

– comandamenti e “valori” (dietro ai quali si celano le trappole dei tabù repressivi): procreazione, sistema famiglia, coppia, lavoro, obbedienza, timor di dio, sofferenza…

Tutto questo produce quelle proiezioni mentali collettive che definiranno la pseudo-realtà psichica convenzionale di riferimento, dissociandoci dalla Vita Reale.

Sul piano psicologico e comportamentale possiamo ammettere che questo sia l’aspetto relativamente più semplice da sanare: pensiamo a quante persone, a quanti atei o convinti ricercatori spirituali che riescono, più o meno, a scrollarsi di dosso i condizionamenti cattolici, purtroppo credendo solo per questo di essere liberi, senza tenere conto degli altri due “accessi” ben più profondi e determinanti.

 LA DISCONNESSIONE BATTESIMALE / INIZIATICA

  1. È un processo che inizia con un solenne atto di volontà espresso con l’intenzionalità di tutte le componenti della propria struttura d’anima, prossimi al Sé Superiore;
  2. Si rende possibile grazie ad un costante e progressivo percorso spirituale di Conoscenza, Pratica e Consapevolezza che vada a sanare quel “buco di coscienza” che ha permesso e che permette l’estorsione del consenso (silenzio assenso);
  3. Implica quindi un comportamento coerente, anche nei confronti degli altri: assumere una ferma, decisa, esplicita e inamovibile presa di posizione nei confronti di quelle che si riconoscono in quanto dinamiche di sopruso spirituale, lasciando tuttavia gli altri al loro libero arbitrio, ma portando la nostra testimonianza di libertà e rigettando qualunque coinvolgimento o complicità eventualmente chiestaci;
  4. È un percorso di sottrazione del consenso da una parte e di recupero della sovranità dall’altra e di esercizio spirituale costante teso a colmare i nostri vuoti di coscienza;
  5. È possibile in quanto diritto, per via della natura intrinsecamente libera e incorruttibile della nostra Anima Spirituale, la quale, tuttavia, per perpetuata incoscienza o per scelta può rendersi disponibile all’inganno e alla predazione rinunciando allo status di forma-ponte e al relativo progetto di Amore e di Evoluzione individuale a vantaggio dunque di altre “forze” e progetti (non di rado in competizione e conflitto tra di loro!);

Solo una precisa scelta – autodeterminata, personale e responsabile – di “coltivazione spirituale interiore” potrà completare il processo di liberazione e conservarci nella salvaguarda della nostra Anima e Vita Reale.

Il Battesimo (così come qualsiasi altra Iniziazione Eggregorica) non ha MAI valore assoluto, ma costituisce un “tentativo” (con tutti i risvolti energetici e sociali che ne conseguono) di interferire con la Sovranità Spirituale Individuale. Se l’ignoranza si perpetua nella vita della persona, l’Anima è immediatamente interferita, pronta a rendersi disponibile ad un Battesimo oppure, in mancanza di questo, in balìa di “forze territoriali”. Questo significa che siamo “tenuti” alla Conoscenza: dove c’è vuoto, “altro” sgomita per colmarlo.

Il Battesimo e i Sacramenti sono una progressiva estorsione di consenso (senza il quale nessuno può nulla sull’Uomo) e un continuo approfittarsi di un vuoto di coscienza, cioè di un vuoto di consapevolezza e di direzione evolutiva. Pertanto, non basta essere “liberi” ma è necessario conoscere ed esercitare costantemente i propri “diritti spirituali”, proprio come avviene, se vogliamo, per i diritti civili. Ogni rinuncia va a nostra discapito: ogni indolenza costituisce un’abdicazione dalla nostra Sovranità.

“Dio”, ovvero YHVH, è oggi la Forza Globalmente Sovrana con la quale nessuna altra Forza può competere, se non quella del nostro Sé Superiore: quelle “forze” agiscono e sono a livello di Maya, attraverso il Potere di Maya, mentre il nostro Sé Superiore (che possiamo legittimamente definire come “Divino”) agisce a livello di Reale, attraverso il potere dell’Essere. Il Sé Superiore – ovvero l’Essere Coscienza – è Archetipo Divino Primevo: YHVH, nella sua vastità, è pur sempre un’eggregora derivata.

FONTE

http://carlodorofatti.blogspot.com/

IL POTERE DEL MAGO

 

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Raffaello Sanzio: La Scuola di Atene (affresco della Stanza della Segnatura dei Palazzi Vaticani – particolare). A sinistra Platone indica il cielo, tenendo tra le mani il libro del Timeo, mentre a destra Aristotele regge il libro dell’Etica ed indica la terra.

 

Molto tempo fa la Chiesa e la Scienza erano, geneticamente, una cosa sola: la Magia.  Il Mago era colui che, se da un lato rappresentava la Scienza, dall’altro aveva in mano anche il potere della Religione. Questo accadeva perché le leggi che governavano il mondo erano, per quanto misteriose, le stesse che permettevano di parlare con Dio.  L’arte della divinazione serviva per guardare, in qualche modo, nel futuro e chi, se non Dio, avrebbe potuto fare una cosa simile? Certo per farlo era necessario conoscere le leggi che governavano la magia, le quali erano le stesse che governavano gli Dei.  Dunque un tempo le leggi che valevano per la scienza erano le stesse che valevano per la religione, ma, se così era, è lecito chiedersi perché oggi scienza e religione si siano separate e sembrino combattersi. Ho volutamente detto “sembra”, perché non è possibile che le due contendenti, ubbidendo alle medesime leggi, possano realmente opporsi l’una all’altra solamente perché usano nomi diversi. Infatti la contrapposizione tra Scienza e Religione è puramente simbolica. Per chiarire meglio la situazione bisogna risalire al motivo che dette origine alla separazione tra Scienza e Religione: ad un certo punto della storia nacque la necessità pratica di dividere in due tronconi un unico gigantesco potere, di costruire due poteri dove prima ce n’era uno solo. La stessa cosa accade oggi quando si sente parlare di separazione delle carriere dei magistrati, oppure di riforma universitaria nella quale si vogliono separare le carriere dei docenti amministrativi da quelle dei docenti scientifici. Mettere nelle mani di una sola persona tutto il potere, si è scoperto, non giova al potere stesso, che si sclerotizza in un’unica posizione dominante e non permette a nessun altro di contrastarlo. Un modo per cambiare la situazione è rappresentato dalla spartizione dei poteri, cosicché questi, una volta separati, si controllino e si moderino a vicenda, ma generino anche un maggior numero di posti di comando, sia pure meno potenti, ma sempre di alta valenza in quanto compartecipi di decisioni importanti, riducendo, così, il malcontento di coloro che, altrimenti, non avrebbero avuto accesso alla gestione del potere. Il potere totale diventa, oltretutto, ingestibile: più è grande l’azienda che si dirige, più collaboratori sono necessari e, se non si accetta questa realtà, l’azienda fallirà rapidamente, perché un unico capo non potrà mai risolvere con efficienza i mille problemi che sorgono ogni giorno. La divisione dei poteri del Mago faceva comodo al potere politico, poiché, prima della divisione, era il Mago, quale sacerdote e scienziato, ad avere un gran peso nelle decisioni politiche a sfavore del Re o del Principe di turno, che era spesso costretto a sopportarne l’ingerenza. Suddividere il potere del Mago e non avere più un solo consigliere, bensì due, serviva anche per aumentare il potere politico, sfruttando l’accorgimento che gli antichi romani sintetizzarono nel detto “Dividi et impera”. La suddivisione dell’unico potere del mago in due poteri separati doveva, però, essere giustificata agli occhi di chi, stando all’esterno, assisteva a tale frattura e la giustificazione doveva essere creata. A crearla ci pensò il pensiero filosofico, infatti si doveva cambiare il modo di vedere le cose e, soprattutto, bisognava iniziare a considerare gli Dei e l’Universo non più come un tutt’uno, bensì come due entità differenti. La divinità fu, così, collocata fuori dall’Universo, come qualcosa che non aveva più niente a che fare con la natura, della quale pure rimaneva creatrice indiscussa, tanto vicina ma anche tanto lontana da non accorgersi quasi neppure delle proprie creature. Questo è il momento in cui il Creatore e gli Dei diventano la stessa cosa, ma va sottolineato che prima non era così: Il Creatore era il Creatore e gli Dei erano simili a superuomini, dotati di superpoteri, che gestivano anche le cose dell’uomo. Il Creatore era “super partes” e, probabilmente, era anche inconsapevole della sua stessa creazione. Gli uomini e gli Dei sottostavano, quindi, al Creatore. L’uomo rimaneva prigioniero di una scatola sferica chiamata Universo, dalla quale a oggi non può né sa uscire, poiché le leggi della Fisica moderna glielo impediscono. Questa situazione storica è quella in cui, si colloca la distinzione tra il pensiero filosofico di Platone e le idee di Aristotele, il momento in cui si separano le cose del cielo da quelle della terra, che prima erano una cosa sola.
Da questo momento in poi la separazione creerà un baratro che diverrà incolmabile ed il modo di concepire la realtà diventerà duplice: bisogna utilizzare il lobo destro del cervello od il lobo sinistro? Essere fantastici e creativi o pragmatici e legati alle regole? Prima di allora si tentava di possedere ambedue le caratteristiche e non una sola. Certo allora mancavano le rigide regole di una visione aristotelica del mondo, ma non perché le regole non ci fossero, semplicemente perché non era necessario scrivere regole che erano dentro l’uomo e dentro l’Universo. L’uomo, semplicemente, le leggeva con i suoi sensi ed attingeva, dall’Universo che lo circondava, le sensazioni che gli servivano per capire le cose. Il Mago era colui che sapeva fare tutto ciò con abilità, che sapeva, quasi come un moderno sciamano, correlarsi con la natura e quindi con gli Dei, diventando lui stesso essere superiore. Non tutti erano dotati della sensibilità necessaria per fare il Mago. Ma queste sono proprio le regole vigenti oggigiorno! Oggi l’uomo è lontano dalla Magia ed è in balia di una dicotomia cerebrale che ne offusca la comprensione del mondo. Lontano da una visione olistica dell’Universo, l’uomo moderno perde l’opportunità di vedere l’Universo, e quindi anche se stesso, come essere divino, delegando sacerdoti e scienziati a salvaguardarlo dalle incertezze della vita.

FONTE

Corrado Malanga – Alien Cicatrix

 

 

 

 

L’AUTENTICO SIMBOLISMO DEL NATALE

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PREMESSA (Video)

È chiaro che questo è un evento meraviglioso sul quale urge meditare profondamente.

In questi tempi comincia il freddo qui nel Nord, dovuto al fatto che il Sole si sta allontanando verso le regioni australi, ed il 24 Dicembre il Sole sarà arrivato al massimo del suo viaggio verso il Sud. Se non fosse perché il Sole avanza verso il Nord, dal 25 Dicembre in poi moriremmo di freddo, la Terra intera si trasformerebbe in una mole di ghiaccio e perirebbe realmente ogni creatura, tutto quello che abbia vita. Perciò val bene la pena di riflettere sull’avvenimento del Natale…

IL Cristo-Sole deve avanzare per darci la sua vita e nell’equinozio di Primavera si crocifigge sulla Terra; allora maturano l’uva e il grano. Ed è precisamente in Primavera che il Signore deve passare per la sua vita, passione, morte… per poi resuscitare (la Settimana Santa è in primavera)…

Il Sole fisico non è altro che un simbolo del Sole spirituale, del Cristo-Sole. Quando gli antichi adoravano il Sole, quando gli rendevano culto, non si riferivano propriamente al Sole fisico, no; si rendeva culto al Sole Spirituale, al Sole della mezzanotte, al Cristo Sole.

È necessario imparare a conoscere i movimenti simbolici del Sole della mezzanotte. È esso a guidare sempre l’Iniziato, ad orientarci, è esso ad indicarci che cosa dobbiamo e non dobbiamo fare.

Non c’è dubbio che tutte le religioni dell’antichità celebrarono il Natale… Così come il Sole fisico avanza verso il Nord, per dare vita a tutta la creazione, così pure il Sole della mezzanotte, il Sole dello Spirito, il Cristo-Sole ci dà vita se noi impariamo ad adempiere i suoi comandamenti.

Nelle Sacre Scritture, ovviamente, si parla dell’“Avvenimento Solare” (e bisogna saperlo comprendere fra le righe). Ogni anno si vive, nel Macrocosmo, tutto il dramma cosmico del Cristo-Sole (ogni anno, ripeto). Si tenga conto che il Cristo-Sole deve crocifiggersi ogni anno nel mondo, vivere tutto il suo dramma della vita, passione e morte, per poi resuscitare in tutto quello che è, è stato e sarà, cioè in tutto il creato. È così che tutti riceviamo la vita dal Cristo-Sole. È anche certo che ogni anno il Sole, allontanandosi verso le regioni australi, ci lascia, qui nel Nord, tristi, perché esso va a dare la vita ad altre parti. Le lunghe notti di inverno sono dure; nel periodo di Natale i giorni sono brevi e le notti lunghe.

Conviene capire che cos’è veramente il dramma cosmico. Diventa necessario che anche in noi nasca il Cristo-Sole (egli deve nascere in noi).

Nelle Sacre Scritture si parla chiaramente di “Betlemme” e di una “stalla” dove egli nacque. Questa “Stalla di Betlemme” è dentro di noi, qui ed ora.

Precisamente in questa stalla interiore dimorano gli animali del desiderio, tutti quegli Io passionali che portiamo nella nostra psiche; è ovvio. Lo stesso nome di “Betlemme” è esoterico. Nei tempi in cui il Gran Kabir Gesù venne al mondo, il villaggio di Betlemme non esisteva. In modo che questo è completamente simbolico.“Bel” è una radice caldea che significa “Torre del Fuoco”. Cosicché, propriamente detta, “Betlemme” è “Torre del Fuoco”…Chi potrebbe ignorare che “Bel” è un termine caldeo che corrisponde, precisamente, alla “Torre di Bel”, la “Torre del Fuoco”? Perciò “Betlemme” è completamente simbolica.

Quando l’Iniziato lavora col Fuoco Sacro, quando l’Iniziato elimina dalla sua natura intima gli aggregati psichici, quando sta veramente realizzando la Grande Opera, indubbiamente deve passare per l’Iniziazione Venusta. La discesa del Cristo nel cuore dell’Uomo è un avvenimento cosmico-umano di grande trascendenza. Tale evento corrisponde, in realtà, all’iniziazione venusta.

Molti suppongono che il Cristo fu esclusivamente Gesù di Nazareth e si sbagliano. Gesù di Nazareth, come Uomo, o meglio diremmo, Jeshuà Ben Pandirà, come Uomo, ricevette l’Iniziazione Venusta, lo incarnò; ma egli non è l’unico ad aver ricevuto tale Iniziazione.

Perciò dobbiamo comprendere il Cristo come è, non come una persona, non come un soggetto. Il Cristo sta oltre la Personalità, l’Io e l’Individualità; il Cristo (in esoterismo autentico) è il Logos, il Logos Solare rappresentato dal Sole. Adesso comprenderemo perché gli Inca adoravano il Sole, i Nahuatl rendevano culto al Sole, i Maya ugualmente, gli Egizi identicamente, ecc.

No se trata de la adoración a un Sol físico, no, sino a lo que oculta tras ese símbolo físico. Obviamente, se adoraba al Logos Solar, al Segundo Logos. Ese Logos Solar es unidad múltiple perfecta (la variedad es unidad).

Non si tratta dell’adorazione di un Sole fisico, no, bensì di quello che dietro a quel simbolo fisico si nasconde. Ovviamente si adorava il Logos Solare, il Secondo Logos. Questo Logos Solare è UNITÀ MOLTEPLICE PERFETTA (“la varietà è unità”).

Paolo lo chiarisce dicendo: “Dalla sua virtù prendiamo tutti grazia per grazia”…Allora, c’è documentazione…Se uno studia accuratamente Paolo di Tarso, vedremo che raramente allude (egli) al CRISTO STORICO. Ogni volta che Paolo di Tarso parla di Gesù Cristo, si riferisce al GESÙ CRISTO INTERIORE, al Gesù Cristo Intimo, che deve sorgere dal fondo del nostro Spirito, dalla nostra Anima.

Fintanto che un uomo non lo abbia incarnato, non si può dire che possieda la vita eterna. Solo Lui può tirar fuori la nostra Anima dall’‘Ade’, solo Lui può veramente darci la vita e darcela in abbondanza. Dunque, dobbiamo essere meno dogmatici e imparare a pensare al Cristo Intimo; questo è grandioso!

Tutto il simbolismo relativo alla nascita di Gesù è alchemico e cabalistico. Si dice che tre Re Magi andarono ad adorarlo, guidati da una Stella. Francamente, questa parte non potrebbe essere capita se non si conoscesse l’Alchimia, perché è alchemica. Qual è questa Stella e quali sono questi Re Magi? Vi dico che questa Stella altro non è che quella del Sigillo di Salomone, la Stella a sei punte, simbolo del Logos Solare. Ovviamente, il triangolo superiore rappresenta –che cosa?– rappresenta lo Zolfo, vale a dire, il Fuoco. E quello inferiore, che cosa rappresenta nell’Alchimia? Il Mercurio, l’Acqua.

Uno deve incarnare il Cristo Intimo. Lui nasce nella stalla del nostro stesso corpo; lì dentro abbiamo tutti gli animali del desiderio, delle passioni inferiori. Lui deve crescere, svilupparsi attraverso l’ascesa, i gradi, trasformarsi in un Uomo tra gli uomini, farsi carico di tutti i nostri processi mentali, volitivi, sessuali, emozionali, etc., etc., etc., vivere come uno qualunque tra persone qualunque.
Il Cristo è un Essere così perfetto –infatti non ha peccato– pur tuttavia deve vivere come un peccatore tra peccatori, come uno sconosciuto tra sconosciuti; questa è la cruda realtà dei fatti. Ma cresce, si sviluppa nella misura in cui sta eliminando –in noi stessi– gli elementi indesiderabili che abbiamo dentro. La sua integrazione in noi è tale che si prende tutta la responsabilità sulle sue spalle: si trasforma in un peccatore come noi –pur non essendo un peccatore–. Sente le tentazioni nella carne e nelle ossa, vive come uno qualunque e così, poco a poco, nella misura in cui sta eliminando gli elementi indesiderabili della nostra psiche –non come qualcosa di estraneo ma come qualcosa appartenente a Lui– si sta sviluppando e svolgendo all’interno di noi stessi –e questa è la cosa meravigliosa. Se così non fosse, sarebbe impossibile per uno realizzare la Grande Opera. È Lui che deve eliminare tutto il Mercurio Secco e tutto lo Zolfo Velenoso, affinché i Corpi Esistenziali Superiori dell’Essere possano trasformarsi in veicoli di Oro puro. Oro della miglior qualità, è chiaro!

I tre Re Magi che andarono ad adorare il Bambino, rappresentano i colori della Grande Opera. Il primo colore è il Nero. Lo ripeto, quando stiamo perfezionando un Corpo ciò è simboleggiato dal Corvo Nero della Morte, l’opera di Saturno, simboleggiata dal Re Mago di color nero. Stiamo vivendo una Morte: la morte di tutti i nostri desideri e le nostre passioni, etc., etc., nel Mondo Astrale.La Colomba Bianca viene dopo; vale a dire, nel momento in cui abbiamo già disintegrato tutti gli ‘Io’ del Mondo Astrale. Questo è il secondo dei Re, il Re Bianco. Se abbiamo avanzato verso la perfezione del Corpo Astrale, apparirà il colore giallo. È allora che appare l’Aquila Gialla e questo ci ricorda il terzo dei Re Magi, quello di razza gialla. Per ultimo, la Corona dell’Opera è quella porpora. Quando un Corpo –che sia quello Astrale, quello Mentale o quello Causale, etc.– è già di Oro puro, si riceve la porpora dei Re perché abbiamo trionfato, è la porpora che tutti i tre Re Magi, in quanto Re, portano sulle loro spalle. Vedete, dunque, che i tre Re Magi non sono tre persone –come molti credono–. No signori! Sono i colori fondamentali della Grande Opera e Gesù il Cristo è Intimo, vive dentro!

Gesù –in ebraico– è Jeshua e Jeshua è il Salvatore e, come Salvatore, il nostro Jeshua individuale deve nascere nella ‘stalla’ che abbiamo dentro, per realizzare la Grande Opera. Lui è il Magnes Interiore del laboratorio alchemico. Il Grande Maestro, infatti, deve nascere nel profondo della nostra Anima, del nostro Spirito. La cosa più dura per il Cristo Intimo, quando è nato nel cuore dell’uomo, è proprio il
Dramma Cosmico, la sua Via Crucis. Nel Vangelo appaiono le folle che chiedono la crocifissione del Signore. Queste folle non sono di ieri, di un remoto passato –come suppongono le persone–, di qualcosa accaduto 1975 anni fa. No, signori! Queste folle sono dentro di noi: sono i nostri famosi ‘Io’; infatti, dentro ogni persona vivono mille persone: l’‘Io odio’, l’‘Io sono geloso’, l’‘Io ho invidia’, l’‘Io ho cupidigia’, vale a dire, tutti i difetti che abbiamo e ogni difetto è un differente ‘Io’.

Sto parlando in questa maniera, in questo modo, semplicemente perché vedo che la maggioranza dei fratelli qui presenti sono già nell’Istituzione. Ci sono alcuni visitatori e se i visitatori non capiscono, allora scusatemi, ma per amore della verità, poiché siete tutti nell’Istituzione, parliamo in questo modo.

È chiaro che le moltitudini interiori che abbiamo, che sono i nostri famosi ‘Io’, sono quelle che gridano: ‘Crocifiggilo! Crocifiggilo! Crocifiggilo!’. In quanto ai tre traditori, sappiamo già che nel Vangelo Cristiano sono: Giuda, Pilato e Caifa. Chi è Giuda? Il Demone del Desiderio. Chi è Pilato? Il Demone della Mente. Chi è Caifa? Il Demone della Cattiva Volontà. Ma bisogna chiarire un pochino, bisogna specificare questo, affinché si possa capire.

Giuda, il Demone del Desiderio, scambia il Cristo Intimo con 30 monete d’argento. 3+0=3, questa è l’allusione cabalistica. Vale a dire, lo scambia con le cose materiali, con le monete, con i liquori, con il lusso, con i piaceri animali, etc., etc., etc.; lo vende. In quanto a Pilato, è il Demone della Mente. Lui si lava sempre le mani, non ha mai colpa, mai; per tutto trova una scusa, una giustificazione, non si sente mai colpevole. In realtà, viviamo giustificando sempre ogni difetto psicologico che possediamo all’interno di noi, e non ci crediamo mai colpevoli.
Ci sono persone che mi hanno detto: ‘Signore, io credo di essere una persona buona. Io non uccido, io non rubo, io sono caritatevole, io non sono invidioso’, vale a dire, un ‘modello di virtù’, perfetti, secondo loro. ‘Allora, non c’è modo… davanti a tanta perfezione, goodbye!’.

Dunque, guardiamo le cose come sono, nel loro crudo realismo. Pilato si lava sempre le mani, non si considera mai colpevole. In quanto a Caifa, io francamente lo considero il più perverso di tutti. Pensate a cosa è Caifa! Il Cristo Intimo nomina, molte volte, un sacerdote o un Maestro, un Iniziato, affinché guidi le sue pecore, affinché le pascoli, gli dà il comando e lo mette di fronte a una congregazione e il tal sacerdote, o il tal Maestro o l’Iniziato, invece di guidare saggiamente il suo popolo, vende i sacramenti, prostituisce l’altare, fornica con le devote, etc., etc., etc. La conclusione: tradisce il Cristo Intimo –questo fa Caifa–. È doloroso ciò? Chiaramente! È orribile, è un tradimento, uno dei più sporchi che ci siano! E non c’è dubbio, sono molte le religioni che, nel mondo, si sono prostituite, è ovvio! Sono molti i sacerdoti che hanno tradito il Cristo Intimo. Non mi riferisco a questa o a quella setta –no!– ma a tutte le religioni del mondo. Infatti, è possibile che in gruppi esoterici, diretti da veri Iniziati, questi Iniziati siano stati molte volte traditori: hanno tradito il Cristo Intimo e tutto questo è doloroso, infinitamente doloroso. Caifa, infatti, è il più sporco che ci sia. I tre traditori portano il Cristo Intimo al supplizio.

Per un momento, pensate al Cristo Intimo nel profondo di ognuno di voi, al padrone di tutti i vostri processi mentali ed emozionali, che lotta – soffrendo orribilmente– per salvare chiunque di voi, e i suoi stessi ‘Io’ –i vostri– protestano contro di Lui, bestemmiano, gli mettono la corona di spine, lo frustano. Bene, questa è la cruda realtà degli eroi! Il Dramma Cosmico, vissuto internamente.

Alla fine il Signore Intimo vuole salire al Calvario –è ovvio!– e scende nel Sepolcro. Con la sua Morte uccide la Morte, è l’ultima cosa che Lui fa. Successivamente, resuscita nell’Iniziato e l’Iniziato resuscita in Lui; allora, la Grande Opera è stata realizzata. Consumatum est!

Così sono nati, attraverso i secoli, i Maestri Risorti. Pensiamo a Ermete Trismegisto, pensiamo a Moria, Gran Maestro della Forza nel Tibet. Pensiamo al Conte Cagliostro –che ancora vive– o a Saint Germain, che nell’anno 1939 visita un’altra volta l’Europa. Saint Germain ha lavorato attivamente –nei secoli XVII, XVIII, XIX, etc.– e continua a esistere fisicamente, è un Maestro Risorto. Perché questi Maestri sono Risorti? Perché grazie al Cristo Intimo, loro hanno raggiunto la Resurrezione.

Dunque, senza il Cristo Intimo, la Resurrezione non sarebbe possibile. Coloro che suppongono che una persona, per il solo fatto di morire fisicamente, abbia già diritto alla Resurrezione dei Morti, sono veramente persone degne di compassione. Non solamente ignorano –parlando, questa volta, secondo lo stile socratico– ma, ciò che è peggio, ignorano d’ignorare!
La Resurrezione è qualcosa su cui lavorare, e bisogna lavorarci qui e ora. Bisogna resuscitare così, in carne e ossa, vivi. L’immortalità va ottenuta adesso, personalmente.

Ecco, allora, il modo in cui si deve considerare il Mistero del Cristo. Tutto il Dramma Cosmico, in sé stesso, è straordinario, meraviglioso e, in verità, inizia con il Natale del Cuore. Quello che prosegue poi, in relazione al Dramma, è formidabile: deve fuggire in Egitto. Erode comanda di uccidere tutti i Bambini e Lui deve fuggire –ma tutto questo è simbolico, completamente simbolico–. In un Vangelo Apocrifo si dice che Gesù, Giuseppe e Maria dovettero fuggire in Egitto e che rimasero diversi giorni a vivere sotto un fico e che da questo fico sgorgò una sorgente di acqua purissima. Tutto questo bisogna capirlo; il fico rappresenta sempre il sesso. Chi si alimentava dei frutti di questo fico? Sono i frutti dell’Albero della Scienza del Bene e del Male e l’acqua che scorreva, purissima, sgorgando da questo fico è –niente meno che– il Mercurio della Filosofia Segreta!

Fino alla ‘decapitazione degli innocenti’, molto è stato scritto su questo. Nicolas Flamel ha lasciato inciso, sulla porta del cimitero di Parigi, scene della ‘decapitazione degli innocenti’. Ma, cos’è la ‘decapitazione degli innocenti’?. Anche questo è un simbolo, e alchemico! Ogni Iniziato deve vivere la ‘decapitazione’. Il Cristo Intimo che cosa deve ‘decapitare’ in noi? Deve, semplicemente, ‘decapitare’ l’Ego, l’‘Io’, il ‘se stesso’. E questo sangue che emana dalla decapitazione? È il Fuoco, è il Fuoco Sacro, con il quale l’Iniziato deve purificarsi, pulirsi, imbiancarsi. Tutto ciò è, in gran modo, esoterico; nulla di questo può essere preso alla lettera morta.

Poi arriva il fenomeno dei miracoli del Grande Maestro. Camminava sulle acque? Sì, il Cristo Intimo deve sempre camminare sulle Acque della Vita, ridare la vista a coloro che non vedono, predicare il Verbo, affinché vedano la Luce. Aprire le orecchie a coloro che non vogliono sentire, affinché ascoltino il Verbo. Quando il Signore è cresciuto nell’Iniziato, deve prendere il Verbo e spiegare agli altri cos’è il cammino. Pulire i ‘lebbrosi’ –tutto il mondo ‘ha la lebbra’, tutto il mondo. Non c’è alcuno che non sia ‘lebbroso’, questa ‘lebbra’ è l’Ego, l’‘Io’ pluralizzato. È questa l’‘epidemia’ che tutto il mondo ha dentro: la ‘lebbra’ dalla quale dobbiamo pulirci–. Tutti sono ‘paralitici’, non camminano ancora sul sentiero dell’Autorealizzazione. Il Figlio dell’Uomo deve, dunque, guarire i ‘paralitici’, affinché questi inizino a camminare verso la Montagna dell’Essere.

Bisogna capire il Vangelo in un modo più intimo, più profondo. Non corrisponde a un remoto passato, va vissuto dentro di noi, qui e ora. Se noi iniziamo a maturare un pochino, sapremo apprezzare meglio il messaggio che il Gran Kabir Gesù ha portato sulla Terra.

In ogni caso, abbiamo bisogno di vivere le Tre Purificazioni, a base di Ferro e di Fuoco. I Tre Chiodi della Croce significano questo e la parola INRI dice molto –sappiamo già che INRI, esotericamente, è il Fuoco–. Dobbiamo vivere le Tre Purificazioni, a base di Ferro e di Fuoco, prima di ottenere la Resurrezione. Al contrario, non è possibile ottenere la Resurrezione. Colui che resuscita, si trasforma radicalmente, si converte in un Dio-Uomo, in uno Ierofante della grandezza di un Buddha, o di un Ermete, o di un Ketzalkoatl, etc. Ma bisogna fare la Grande Opera.

In realtà, i Quattro Vangeli non si possono capire se uno non studia l’Alchimia e la Cabala, perché sono alchemici e cabalistici; è ovvio. I giudei hanno tre libri sacri. Il primo è il Corpo della Dottrina, vale a dire, La Bibbia. Il secondo è l’Anima della Dottrina: il Talmud, in cui si trova l’anima nazionale giudea e il terzo è lo Spirito della Dottrina, lo Zohar, in cui si trova tutta la Cabala dei rabbini.
La Bibbia, il Corpo della Dottrina, è in chiave. Se noi vogliamo studiare La Bibbia combinando i versetti, procediamo in modo ignorante, empirico e assurdo. Prova di ciò è che tutte le sette morte, che si sono nutrite fino a oggi de La Bibbia interpretata in modo empirico, non hanno potuto mettersi d’accordo. Se esistono mille sette, basate su La Bibbia, vuol dire che nessuna l’ha compresa…
Solo con il terzo libro, che è lo Zohar –scritto da Shimon Ben Yochai, il grande rabbino illuminato–, troviamo la chiave per interpretare La Bibbia. Allora, è necessario aprire lo Zohar. Se vogliamo sapere qualcosa sul Figlio dell’Uomo, dobbiamo studiare lì l’Albero della Vita. Come possiamo sapere qualcosa sul Figlio dell’Uomo se non studiamo l’Albero della Vita nello Zohar? Non è possibile! …

… Quando il Cristo –il Cristo Intimo– viene a darci aiuto, ovviamente dovrà nascere in noi da Tiphereth, vale a dire, nel Mondo Causale, visto che nel Mondo Causale ci sono le cause dei nostri errori e Lui deve eliminare le cause dei nostri errori.

Affinché il Cristo Cosmico possa nascere in noi, è necessario che si umanizzi, infatti Lui è una forza cosmica, universale, latente in ogni atomo dell’Infinito. Però, affinché si umanizzi, deve penetrare nel ventre della Divina Madre Kundalini. Vale a dire, come può essere capito questo? Dentro di noi si trova il nostro Padre che è in segreto e si trova anche la nostra Divina Madre Kundalini. Dunque, nello sdoppiarsi nell’Eterno Maschile, Divino, e nell’Eterno Femminile, nasce la Madre Divina. Lei riceve nel suo ventre il Logos –quando lui discende dall’Alto. Per questo si dice di Lei che è Vergine prima del parto, durante il parto e dopo il parto. È da Lei che deve nascere il Bambino-Gesù, il Gesù Cristo Intimo, o Jeshua individuale che deve venire a salvarci. Dunque, Lui nasce nell’Anima Umana. Quando qualcuno riceve l’Iniziazione di Tiphereth, Lui viene a esprimersi nell’Anima Umana, nel Mondo Causale. Di fatto, nasce da lì per poter eliminare le cause degli errori che vi si trovano…

Riflettiamo su tutto ciò, miei cari fratelli, affinché possiamo capire cos’è il Cristo Intimo e il Natale del Cuore.

Buddha e Gesù, o Buddha e il Cristo, si integrano dentro di noi. Qualche volta, vi ho raccontato il caso, un caso insolito, in cui mi trovavo in un Tempio buddista in Giappone, e lì dentro, davanti alla congregazione, parlai del Cristo. Naturalmente, si produsse un rumorio da parte di tutti i monaci. Mi trovavo in pieno monastero buddista. Di fatto, i monaci si rivolsero al Maestro e gli dissero che un uomo stava parlando in favore del Cristo. Io mi aspettavo che quel monaco venisse con un gesto terribile, con bastoni e chissà cos’altro, non è vero? Ma fortunatamente non accadde nulla. Mi disse, ‘Come mai lei qui, in un tempio buddista, parla in favore del Cristo?’, gli risposi: ‘Con il profondo rispetto che questa congregazione merita, mi permetto di dirvi che il Cristo e il Buddha si integrano’. Allora vidi, con stupore, che quel Maestro assentì e disse: ‘Così è. Il Cristo e il Buddha si integrano’. Lo affermò davanti ai monaci. Poi mi parlò con un koan, per farmi intendere che il Cristo e il Buddha sono due fattori intimi che uno ha all’interno. Fece portare un cristallo, attraverso il quale –per primo– mi guardò il dito pollice destro e poi il dito pollice sinistro. Capii il koan perché sono abituato alla Dialettica della Coscienza. Con quello volle dirmi che il Cristo e il Buddha sono uniti dentro di noi, che sono due aspetti del nostro stesso Essere. E questo ve lo posso spiegare, o lo possiamo spiegare, proprio alla luce dell’Albero della Vita.

Il Buddha, naturalmente, è formato da questi due principi: Chesed e Geburah. In linguaggio rigorosamente filosofico, possiamo dire: Atman-Buddhi –il Buddha Interiore–. In quanto al Cristo, qui lo vediamo in Chokmah, cosicché il Cristo, attraverso Binah –che è il Sesso– va a collegarsi al Buddha, che è Chesed-Geburah –parti del nostro Essere: Cristo e Buddha–. Allora, l’avvenire esoterico e religioso dell’umanità del domani, avrà indubbiamente il meglio dell’esoterismo cristiano e il meglio dell’esoterismo buddista. Vale a dire, l’esoterismo buddista e l’esoterismo cristiano devono integrarsi, fondersi –sono due parti del nostro Essere–.

Gautama, il Buddha Sakyamuni, in realtà, è venuto a insegnarci la dottrina di Chesed e di Geburah, vale a dire, la Dottrina del Buddha Interiore. In quanto a Jeshua Ben Pandira, è venuto a insegnarci la Dottrina del Cristo –Chokmah è il Cristo–, è venuto a insegnarci la Dottrina dell’Anima Umana, la Dottrina di Tiphereth, la Dottrina del Cristo Intimo, la Dottrina del Krestos Intimo. Gautama ci ha portato la Dottrina del Buddha Intimo e Gesù di Nazareth ci ha portato la Dottrina del Cristo Intimo. Ognuno di loro ci ha portato un messaggio del Cristo Cosmico. Dunque, il Cristo e il Buddha si integrano, sono dentro di noi; è ovvio.
Compreso ciò, miei cari fratelli, vale bene la pena di lavorare per arrivare –un giorno– a ricevere l’Iniziazione Venusta, vale a dire, l’Iniziazione di Tiphereth, il Natale del Cuore.

FONTE

Samael Aun Weor

KRYSTOS E KRISHNA

Krishna1

Che strano mondo in cui viviamo! La Chiesa cattolica ha sempre saputo che il Cristianesimo non comincia con Gesù Cristo, ma ancora si cerca di farci pensare di sì.

Agostino d´Ippona (354-430 d.C.) ha scritto: “Questo, ai nostri giorni, è la religione cristiana, che non era sconosciuta in tempi passati, ma ha recentemente ricevuto quel nome.”

Eusebio di Cesarea (ca. 283-371 d.C.), dichiarava: “La religione di Gesù Cristo non è né nuova né strana.”

In Anacalypsis, l´orientalista britannico e iconoclasta del sec. XVII Godfrey Higgins ha insistito che il Cristianesimo era già saldamente in atto sia in Occidente, sia in Oriente, molti secoli prima della nascita di Gesù Cristo. Egli dice: “I Crestian o cristiani d’Occidente probabilmente sono derivati direttamente dai buddisti, piuttosto che dai brahmani. (Vol. 2, pp 438, 439.)

L’esistenza dei cristiani, in Europa e in India, è di gran lunga anteriore all’era cristiana … (Vol. 2, p. 202.) Penso che la maggior parte dei devoti accecati e creduloni debba acconsentire che abbiamo l’esistenza del Cristna dei bramini in Tracia, molte centinaia di anni prima dell’era cristiana e della nascita di Gesù Cristo. (Libro X, p. 593.)

“Melito (un vescovo cristiano di Sardi), nell’anno 170, chiede il patrocinio dell’imperatore per l’ora cosiddetta religione cristiana, che egli chiama “la nostra filosofia”, a causa della sua alta antichità, poiché è stata importata da paesi che si trovano oltre i limiti dell’impero romano, nella regione del suo antenato Augusto, che vi ha trovato un importazione auspicio di buona fortuna per il suo governo”. Questa è una dimostrazione assoluta che il Cristianesimo non ha avuto origine in Giudea, che era una provincia romana, ma in realtà era una favola esotica orientale, importata dall’India, e che Paolo faceva, come egli stesso sosteneva, la predicazione di un Dio manifestato in carne, che era stato “creduto nel mondo” secoli prima del suo tempo, e una dottrina che era già stata predicata «ad ogni creatura sotto il cielo”. (Bible Myths and Their Parallels in Other Religions; T. W. Doane, p. 409.)

Storici religiosi hanno per centinaia di anni ha lottato per scoprire come e perché le storie di Gesù e Krishna, che sono nati a 2000 anni di distanza, siano così quasi identiche.

� Sia Cristo sia Krishna discesero da Noah.

� La futura nascita di entrambi i messia era stata prevista prima del tempo.

� Cristo discendeva da Abramo.

� Krishna era il padre di Abramo (Brahma).

� Cristo è al tempo stesso un Koresh, un ebraico e uno Yehudi.

� Krishna era al tempo stesso un Kuru, un Abhira e un Yadava.

� Cristo è l’incarnazione di Yah-Veh.

� Krishna era al tempo stesso una incarnazione di Vishnu e Shiva.

� Il nome di Cristo, Gesù, è Yeshua.

� Un titolo di Krishna, che significa “amore, la devozione, ” è stato Yesu. Ancora oggi, molti genitori indù danno ai loro figli il nome Yesu Krishna.

� Entrambi gli uomini sono nati da vergini e in una stalla.

� La madre di Krishna si chiamava Devaki.

� La madre di Gesù si chiamava Maria.

� Krishna non ha avuto un padre terreno in quanto tale, ma un protettore, di nome Vasudeva.

� Gesù non ha avuto un padre terreno in quanto tale, ma un protettore mortale di nome Giuseppe.

� Un empio re cercò di uccidere Cristo e Krishna, quando entrambi erano bambini.

� Per proteggere il bambino Gesù, Giuseppe e Maria lo portarono a Maturai, in Egitto.

� Per proteggere il bambino Krishna, i suoi genitori, Vasudeva e Devaki, lo portarono a Mathura, India.

� Era previsto che entrambi gli uomini sarebbero morti per espiare i peccati del loro popolo.

� Come avrete probabilmente notato, si rifugiarono in luoghi che hanno nomi quasi identici.

� Entrambi gli uomini predicavano al loro popolo.

� Cristo è stato crocifisso e risorto. Krishna è stato ucciso da una freccia di un cacciatore e impalato su un albero. Più tardi, è tornato alla vita.

� Cristo fu crocifisso a Gerusalemme.

� Alcuni studiosi pensano che l´indù Krishna sia morto a Gerusalemme, dove era andato quando la sua città costiera di Dwarka sprofondò sotto il mare. Altri dicono che andasse in Iraq.

� Cristo apparve dopo la sua “morte”. Krishna apparve dopo la sua “morte”.

� Entrambi hanno una festa importante dedicata loro il 25 dicembre.

� Cristo aveva un´ammiratrice femmina di nome Maria Maddalena. Krishna aveva un´ammiratrice femmina di nome Marya Maghadalena.

I cristiani fanaticamente settari e gli indù militanti respingono entrambi l’idea che le storie di queste due divinità siano correlate. I cristiani accusano gli indù di offuscare l’identità in oggetto. Alcuni sostengono addirittura che il diavolo stesso è l´ispiratore del culto indù, e simmetricamente pensano altri indù rispetto al culto cristiano. Purtroppo, nessuna delle due parti può provare o smentire nulla. In questo articolo, cercherò di chiarire questo mistero una volta per tutte.

L’equivalente indù della storia di Abramo, secondo il nostro Antico Testamento.

La storia inizia con il nostro Abramo o Brahma, come gli indù lo chiamavano. Suo padre era il Signore Krishna, suo fratello era Mahesh a.k.a Maheshvara che sarebbe stato il nostro Mosè (Eb: Moshe).

La triade induista consiste degli Dei Brahma, l’equivalente del nostro Dio, e gli Dei Shiva e Vishnu. In realtà Shiva e Vishnu sono la stessa divinità. Insieme, essi sono Brahma (Dio). Oggi in India, ci sono solo due templi dedicati al dio Brahma, perché gli Indù dicono che l’umanità non è ancora pronta ad adorare un tale alto concetto.

La prova Hindu che Gesù è il Figlio di Dio!

La Bibbia ci dice che Gesù era sia Shiva sia Vishnu, perché i nomi biblici di Gesù sono ISA / Isha (Shiva), Yeshua (Skt. Yishvara, pronunciato in sanscrito come Yeshwara), Kristos, e Yesu, un altro nome di Krishna. Anche in India, Lord Krishna fu ed è ancora chiamato Yesu Krishna e Kristna. Questi nomi ci dimostrano che Gesù era tanto Shiva che Vishnu, rendendo così Gesù il Figlio unigenito del non generato Brahma.

Le informazioni precedenti ci mostrano che gli indù sono come i cristiani. Di più, gli indù sono in grado di dimostrare che Gesù era il figlio di Dio, ma dobbiamo accettare questo come un problema di fede. Anche così, non mancano le sette cristiane che vogliono “convertire” gli indù al loro modo di pensare, anche se dobbiamo accreditare agli indù l’onore di provarci che Gesù è il Figlio di Dio. Ma gli indù non hanno nessun bisogno di essere convertiti alla conoscenza spirituale che loro stessi ci hanno trasmesso. Sono stati “convertiti” migliaia di anni prima che il nostro Gesù nascesse. Io dico, lasciate stare.

Poiché Krishna non è nato da uomo, non era in realtà il padre terreno di Brahma e Mahesh. Pertanto, egli stesso era il protettore (Tara) di Brahma. In sanscrito, Tara significa “Salvatore, protettore”. Si tratta di un termine generalmente usato con gli dèi Rudra, Shiva, Vishnu e Brahma. Anche il nostro Testamento dice che il padre (protettore) di Abramo è stato Tare (Genesis 11:26.) La Bibbia dice che Abramo e Sara erano fratellastri. (Genesis 12:19-20.). I libri sacri indù parlano anche di un vincolo di parentela fra loro. I Purana mettono in relazione Sarasvati con Brahma e Vishnu. Più di frequente, è associata a Brahma. Il suo legame con lui data prima che con qualsiasi altro Dio. È interpretata soprattutto come moglie e, occasionalmente, come sua figlia. Quando la popolarità di Vishnu in India si accrebbe, apparvero i miti che ponevano Saraswati in relazione con lui. (Ref: Sarasvati and the Gods; http://www.vishvarupa.com.) Pertanto, Brahma e Vishnu sarebbero anche stati il Tara (Tare) di Sarasvati e la causa della sua origine divina.

La patria di Abramo o Brahma era la terra di Haran (Genesi 1:4.). Haran era il principato costiero governato dal Krishna. Era anche il suo nome, perché Hara (dio del sole) è un altro nome di Krishna. Brahma / Abraham era di 75 anni quando lasciò Haran.

Proprio come Cristo fu crocifisso su una croce e poi tornò alla vita, Krishna, conosciuto anche come Haran, fu crocifisso su un albero e poi tornò alla vita. Questo fatto sembra causare una certa confusione nella Bibbia. (Leggi Genesis 11:26-31).

C’è anche un´altra “Haran” in India, nello stato attuale di Haryana. E’ la regione in cui Abramo decise di smettere di fare gli idoli e di offrire il culto ad un solo Dio. Brahmavarta, una regione nel nord-est Haryana, si dice che sia il luogo in cui l’umanità è stata dapprima creata. (Varta = abitazione). Brahmavarta fu il luogo della guerra Kuruksetra tra i Kuru e i Pandava, in cui il Signore Krishna si distinse. Un antico fiume sacro, ora prosciugato, il Sarasvati, un tempo scorreva attraverso Brahmavarta. La Hakra (la biblica Haggar) era un affluente del Sarasvati. Le relazioni di queste tre entità geografiche hanno un senso. Se Brahma realizzò il canale o letto del fiume Sarasvati, Brahmavarta avrebbe potuto essere il padre simbolico o fratello di Sarasvati. Hakra (Haggar), essendo un affluente del Sarasvati, dipendeva da Sarasvati. Così che cosa furono realmente Abramo, Sarah, e Haggar? Persone, cose o luoghi?

Ho affermato che la Bibbia menziona Haran e Haryana. I libri sacri indù anche dicono che Brahma / Abraham visse in Ur dei Caldei. Ur è un nome sumero per “città”. Caldeo (pronunciato Kaldee) deriva dal sanscrito Kaul, una casta Brahman, e Deva (semi-dio). I Kauldevas sono idoli adorati nel Nord dell´India che rappresentano gli antenati. Secondo gli indù, Brahma sposò Sarasvati in Caldea, nella parte che ora è l’Afghanistan.

L´Afghanistan settentrionale era chiamato Uttara Kuru ed era un grande centro di apprendimento. Una donna indiana andò lì per studiare e ricevette il titolo di Vak cioè Saraisvati (Lady Sarah). Si crede che Brahm, il suo insegnante, rimanesse così colpito dalla sua bellezza, istruzione e potente intelletto, che l’aveva sposata. (The Hindu History, di Ashkoy Kumar Mazumdar; p. 48, passim.) Lord Krishna, il padre divino (Tare / T, ra) di Brahma / Abraham, era il re di Haran, di cui il porto di Dwarka era la capitale.

Intorno al 1900 a.C., centinaia di migliaia di indiani abbandonarono l’India settentrionale e centrale, e fuggirono verso il Medio Oriente dopo che la Dwarka di Krishna era affondata sotto l’acqua.

Krishna radunò la sua famiglia e fuggì insieme a loro per il Medio Oriente, quello che oggi è l’Iraq. Solo gigantesche catastrofi naturali, come terremoti e inondazioni, potrebbero aver causato un tale esodo. Fu in quel momento che il Saraisvati e l’Indo cambiarono i loro letti. Il Saraisvati rimase prosciugato.

Il prosciugamento del Saraisvati… provocò una migrazione importante della popolazione centrata intorno al Sindhu e alle valli Sarasvati, verso l´ovest dell’India. Fu subito dopo questo periodo che l’elemento Indico comincia ad apparire in tutta l’Asia occidentale, l’Egitto e la Grecia. (Indic Ideas in the Graeco-Roman World, di Subhash Kak, da IndiaStar rivista letteraria on-line; p. 14.)

E Giosuè disse a tutto il popolo: i vostri padri venne ad abitare qui … un tempo, anche Tare, il padre di Abramo, e il padre di Nachor, e servirono altri dèi.

E io presi il padre vostro Abramo dall’altro lato del diluvio, e l´ho portato in tutto il paese di Canaan … (Giosuè 24:2-3).

Molte persone non capiscono come si spiega la frase di Giosuè su “l’altro lato del diluvio”. Pensano che si riferisca al diluvio di Noé. Si riferiva invece al momento in cui la Dwarka del Dio Krishna e la provincia di Haran, nel Gujarat di oggi, affondarono sotto l’acqua intorno al 1900 a.C. Abramo, Sara, e i loro seguaci scapparono verso sud, fino ai porti costieri di Kalyan e Sopara (Sophir o Sauvira), in Maharashthra. Da lì, navigarono verso nord per il Medio Oriente. Sarah (Sarasvati), s´imbarcò dal porto di Kalyan. Una volta, Kalyan si trovava vicino alla costa, ma ora si trova più di 50 chilometri verso l’interno. Sarasvati è la santa patrona di Kalyan. Il santo patrono di Sophir o Sauvira era Parasu Rama (forse un nome del nostro biblico Abramo / Brahma).

L´autore indiano Paramesh Choudhury, che ha scritto The India We Have Lost, sostiene che Krishna e la sua famiglia probabilmente fuggirono in Iraq. Ma io sono certo che andarono a Gerusalemme. Gerusalemme è una parola che deriva dal sanscrito: Yadu-Ishalayam, che significa “La Santa Roccia della tribù Yadu”. Lord Krishna era uno Yadu. I musulmani venerano ancora questa enorme roccia sotto la Cupola della Roccia di Gerusalemme, Monte del Tempio.

Fino ad ora, mi sono chiesto perché il nome di Krishna non compare a Gerusalemme dopo il suo arrivo. Tuttavia, il nome del re di Gerusalemme, Melchizedek, Il mentore di Abramo, compare. Una volta ho pensato che Melchizedek fosse il nome di una certa persona. Ho fatto questo errore pensando che un principe e un figlio di un re Kassita, Melik-Sadaksina, fosse un principe dotato di poteri soprannaturali, mago e gigante spirituale. Ho pensato che avesse accompagnato Krishna, Abramo e Sara per il Medio Oriente. Più tardi, mi resi conto che la parola sanscrita Sadhaka si applica a chiunque sia un adepto, un mago, uno in possesso di poteri soprannaturali acquisiti dal culto di una divinità o pronunciando canti magici.

Ho inoltre mostrato in questo articolo che le parole del Nuovo Testamento per Gesù si riferiscono tutte a Lord Krishna e al suo santo nome. I primi cristiani erano convinti che Melchisedec fosse solo una prima incarnazione di Gesù Cristo, i resti del manoscritto di Nag Hammadi diritto Melchizedek sembrano confermare questo. Melchizedek, Re di Gerusalemme e mentore del figlio di Abramo, non era altro che l´antico Dio dell’India, Krishna. I primi cristiani pensavano che Gesù fosse una reincarnazione di Krishna, che per altro aveva il nome Yesu Kristna, Isa, Krishna, ecc?

Afferma san Paolo nel libro degli Ebrei, del Nuovo Testamento:

Dove il precursore è entrato per noi, anche Gesù, sommo sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec. (6:20). Per questo Melchisedec, re di Salem, sacerdote del Dio altissimo, che ha incontrato Abramo al ritorno dalla macellazione dei re, e lo benedisse … (7:1), perché era ancora nei lombi di suo padre, quando Melchisedec l´incontrò. (7:, 10 );… che bisogno c’era che sorgesse un altro sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec … (7:11); Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec (7, 17);

In chiusura di questo articolo, voglio parlare del malcontento che ho sempre avuto con i settari fanatici religiosi che urlano che solo loro hanno ragione e che tutti gli altri sbagliano. Spesso insultano, imprecano, irridono, e respingono coloro con i quali non sono d’accordo, sperando di chiudere la bocca degli antichi. In molti casi, queste dispute religiose su presunte “differenze” causano diffusi spargimenti di sangue e miseria nel mondo. Io sono un cattolico e fiero di esserlo. Ma mi dispiace quando sento i sacerdoti, suore e laici predicare che chi non è un cattolico va verso l’inferno.

La parola “cattolico” deriva dal sanscrito Ketu-Loka, che significa ” Leader universale”. Ma come può essere una religione “universale” se è esclusiva, bloccata rispetto a nazioni come l’India, che non solo ai cattolici hanno dato la loro bibbia, ma anche quel Cristo che loro venerano? Ho mostrato come il parallelo tra la nostra Bibbia e i libri sacri indù concordi quasi perfettamente, da ogni punto di vista linguistico, culturale, spirituale, ecc. Anche la relazione incestuosa tra Brahma e Sarasvati corrisponde con quella di Abramo e Sara. L´India ha bene il diritto a essere la vera terra santa di tutta l’umanità. Le principali differenze tra cristiani e indù derivano dal fatto che la forma indù del cristianesimo rimase in India, e che il cristianesimo occidentale sappiamo che è stato esportato all’estero. Naturalmente, la separazione geografica ha causato alcune variazioni nei due insegnamenti simili, così come culturalmente. Inoltre, dobbiamo tenere presente che, per molte centinaia di anni, queste storie sono state tramandate oralmente, di padre in figlio. Modifiche, abbellimenti, e opinioni diverse si sono infiltrate attraverso le fibre del tessuto principale.

Si tratta di una strana anomalia che le nostri sette cristiane vogliano convertire gli indù agli stessi insegnamenti religiosi che quest’ultimo ha dato al mondo e ancora pratica!

Ho ampiamente dimostrato che tutti noi, non importa quali siano le nostre rispettive religioni e nazionalità, siamo i nipoti dell´India, Potrà questa conoscenza aiutarci a mantenere noi stessi e il mondo?

Se, giunti fino a qui, non vi siete ancora convinti che Melchisedec era Lord Krishna, e che Gesù è l’incarnazione di Krishna (Melchisedek), come Paolo stesso ha spiegato, non ho più altra risorsa, se non darvi una prova solida direttamente dalla bocca degli Indù stessi! Questo dovrebbe porre fine alla questione. Si tratta di un fatto verificabile che uno dei nomi di Krishna era Sàdhaka. Essendo un re, a Krishna ci si sarebbe dovuti rivolgere come Malika (Re) Sadhaka. Se siete ancora in dubbio, andate al sito e digitare Krishna sàdhaka. Potrete avere da subito tutte le prove che desiderate.

FONTE : www.antikitera.net

CRONOLOGIA DEI DOGMI

Ratzinger-Kereszt

Qualsiasi struttura di potere rimane tale solo se ha un ampio consenso tra la popolazione. Sembrerà paradossale, ma anche il potere, se non riesce più a contrastare le forze innovatrici è costretto ad adattarsi per sopravvivere. La religione si è dovuta adeguare alla morale sociale della maggioranza o rischiare l’abbandono di massa. A dimostrazione di questo si può vedere come i dogmi della Chiesa, i pilastri su cui fonda il credo Cattolico, ritenuti dai fedeli espressione di un volere divino, sono in realtà soggetti ai tempi e alle opinioni umane.

 375 – Mentre i primi cristiani veneravano solo Dio, la Chiesa introdusse il culto dei SANTI e degli ANGELI, per compiacere le tendenze politeiste del popolo.

 431 – Il Concilio di Efeso, sulla base di forti pressioni popolari che “reclamavano” per l’assenza di “divinità femminili” nel Cristianesimo, proclamò MARIA “Madre di Dio”. Tale rassicurante e superstiziosa venerazione colmava il “vuoto” lasciato dalle varie Dee della religione pagana.

 593 – Il vescovo di Roma Gregorio Magno “inventa” il PURGATORIO. Questa leggenda permetterà alla Chiesa, per molti secoli, fino a tutt’oggi, di “vendere” suffragi, indulgenze, “promozioni” in paradiso.

 788 – La chiesa cattolica adotta ufficialmente l’adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie dei santi. I primi cristiani, proprio come gli ebrei, consideravano IDOLATRIA ogni pratica di questo tipo, poiché il secondo dei famosi DIECI COMANDAMENTI di Mosè proibiva il culto delle immagini, e ciò poteva turbare i sinceri devoti, la chiesa MODIFICO’ addirittura la lista dei dieci comandamenti, CENSURANDO il secondo e dividendo i 2 l’ultimo.

 995 – Giovanni 14° introduce la “canonizzazione dei santi”. Nel Nuovo Testamento il termine “santi” si riferisce a TUTTI I MEMBRI della comunità. Paolo conclude le sue lettere con la tipica espressione “un saluto a tutti i santi”. Si potrebbero fare molti altri esempi. L’idea che essere “santo” sia una condizione pressoché IRRAGGIUNGIBILE per le persone comuni ha una precisa funzione POLITICA in quanto avvalora l’idea di una società GERARCHICA, dove i poveri, i semplici e gli umili possono soltanto sottomettersi ai “potenti” (sia del Cielo che della… Terra!) ed invocare la loro MISERICORDIA piuttosto che reclamare GIUSTIZIA!

 1055 viene creato il Limbo. «Le anime di coloro che muoiono in peccato mortale attuale o nel solo peccato originale scendono subito all’Inferno ma puniti con pene differenti» (Concilio di Firenze, bolla Laetentur Coeli)

 1079 – papa Gregorio 7° introduce il CELIBATO DEI PRETI. Prima di allora infatti i preti potevano sposarsi ed aver figli che ereditavano il patrimonio del genitore.

 1215 – Papa Innocenzo 3° proclama il “dogma” della TRANSUSTANZAZIONE. Ovvero, il pane dell’eucarestia (in seguito ostia) cessa di essere un semplice SIMBOLO della COMUNIONE per diventare “vero corpo e vero sangue” di Gesù.

 1215 – Nello stesso anno in cui fu introdotta la “transustanzazione”, Innocenzo 3° rese OBBLIGATORIA la cosiddetta “confessione auricolare” ovvero quella fatta all’orecchio del prete. I primi cristiani offrivano solo a Dio il loro pentimento, nella loro interiorità. In questo modo la Chiesa entrò in possesso dei segreti di molti potenti.

 1311 – Il battesimo per aspersione dei fanciulli viene reso legale dal Concilio di Ravenna. I primi cristiani battezzavano solo gli adulti, in quanto il battesimo rappresentava un semplice rito simbolico di rinascita, adatto a sottolineare l'”iniziazione” dei convertiti.

 1439 – Il Concilio di Firenze trasforma in “dogma” di fede la leggenda popolare del PURGATORIO. Non c’è assolutamente nulla nelle scritture cristiane che alluda ad un simile “luogo” metafisico. Tale credenza viene incoraggiata dalla chiesa cattolica con il solo scopo di spaventare i fedeli e, al tempo stesso, per renderli più dipendenti dalle interessate indulgenze della Chiesa.

 1854- Papa Pio IX proclama il nuovo dogma della cosiddetta Immacolata Concezione. Prosegue dunque il processo di “divinizzazione” di Maria, perché la chiesa cattolica, abile manipolatrice di menti e di popoli, sa molto bene che più si accentua il ruolo delle divinità “materne” e più la gente regredisce a livello infantile, diventando così ancora più sottomessa all’autorità della Chiesa (che guarda caso, anch’essa si autodefinisce come “santa madre”).

 1870- Papa Pio IX impone alla chiesa cattolica un assurdo privilegio che nessun Papa precedente aveva osato mai reclamare: quello della INFALLIBILITA’ DEL PAPA. Guarda caso, ciò è accaduto nello stesso anno in cui la Chiesa, con la presa di Roma, ha perso definitivamente il potere temporale. Quasi una “rivincita” dunque, sul piano di una pretesa autorità assoluta in campo spirituale e morale.

 1950 – PIO XII proclama che il corpo di Maria sarebbe “volato via”, in cielo (dogma della cosiddetta ASSUNZIONE). Dove si troverebbe ora? In orbita intorno alla Terra? I fedeli cattolici, ormai immunizzati ad ogni senso del ridicolo, privi di ogni capacità critica, si accontentano del fatto che nel calendario ci sarà un giorno festivo in più, ovvero il 15 agosto, ripristinando un’antica festa in onore della dèa Diana.

 2007 Papa Benedetto XVI abolisce il Limbo, immagino migliaia di anime costrette a traslocare.

FONTE : Jhon Doe

LA PASQUA

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La Trinità “Cristiana” è la trinità babilonese sotto mentite spoglie. NIMROD (il pesce), suo figlio, TAMMUZ (che morì per salvare l’umanità), e sua “madre”, la Regina SEMIRAMIDE (la colomba) [imago archetipico della Grande Madre, come Iside e la Madonna], vennero trasformati nel PADRE, FIGLIO e SPIRITO SANTO del Cristianesimo. Il simbolismo babilonese è stato portato avanti sia nelle religioni che essi fondarono [ereditando i miti dei Sumeri] sia nei simboli e nell’architettura delle nostre città. A BABILONIA, NIMROD venne anche simboleggiato come il DIO PESCE, Oannes. I cattolici venerano MARIA, LA VERGINE “Madre di Gesù” e “Regina del Cielo”, nello stesso modo in cui i Babilonesi veneravano SEMIRAMIDE, la vergine “Madre di TAMMUZ”, e “Regina del Cielo”, e in cui gli Egizi veneravano Iside, la vergine “Madre di HORUS” e “Regina del Cielo”. Si narra che SEMIRAMIDE fu fecondata da “Dio” – i raggi del Dio Sole, NIMROD, noto anche come BAAL presso i Fenici.

I “figli nati da una vergine” – GESÙ e HORUS – erano entrambi collegati al simbolo del PESCE, così come NIMROD. Le storie dei Vangeli, sulle quasi si basano “GESÙ” e il Cristianesimo, sono una massa di simboli delle scuole misteriche egizie/sumere/babilonesi che si riferiscono al CULTO DEL SOLE e della Terra. La stessa storia di base del “nato il 25 dicembre, morto per salvare l’umanità” era largamente diffusa migliaia di anni prima del Cristianesimo e si riferiva a divinità solari venerate in molte e varie culture, tra cui quelle di Roma (MITRA) e di Babilonia (TAMMUZ – il “figlio del Dio Sole”). Le aureole che appaiono nelle immagini dei personaggi del Vangelo [e dei Veda induisti] si ispirano al modo in cui gli antichi raffiguravano le loro divinità solari, per l’appunto con un’aureola per simboleggiare ciò che esser rappresentavano – IL SOLE.

Quando TAMMUZ morì, SEMIRAMIDE disse che era “asceso al padre”, il Sole o BAAL [teonimo che significa “Signore”, proprio come “EL”, l’ebraico per “Dio”], e che sarebbe stato venerato sotto forma di fiamma. La festività cristiana della PASQUA ha la stessa origine. La Pasqua [EASTER in inglese] deriva dalla divinità babilonese ISHTAR [la celtica EOSTRE e la germanica OSTARA] (ancora SEMIRAMIDE) che celebrava suo figlio, TAMMUZ, che era il “figlio unigenito della DEA LUNA e del DIO SOLE” – NIMROD e SEMIRAMIDE. Anche le “UOVA DI PASQUA” (ISHTAR) e il “CONIGLIETTO PASQUALE” derivano da BABILONIA. La Regina SEMIRAMIDE [associata alla fertilità] diceva di essere venuta dalla LUNA in un UOVO gigante [associato alla fertilità], poi divenuto noto come uovo di ISHTAR. Si narra che TAMMUZ [associato alla fertilità] avesse una vera passione per i conigli [associati alla fertilità], e da qui ecco l’origine del coniglietto pasquale. Essi mangiavano anche le “torte sacre” con una “T” sulla superficie – l’origine delle nostre focaccine calde con la croce. La “T” è uno dei principali simboli della massoneria, in parte per i suoi collegamenti con BABILONIA e TAMMUZ. L’ostia cristiana utilizzata nelle funzioni cattoliche deriva dall’egizio TA-EN-AAH – il pane sacrificale della luna. I cristiani credono che il pane simboleggi il “corpo di Gesù” mentre in realtà essi prendono parte a un rituale riconducibile alla DEA LUNA EGIZIA».