Alchimia, Filosofia, Magia, Religione, Scienza, Spiritualità, Storia

IL POTERE DEL MAGO

 

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Raffaello Sanzio: La Scuola di Atene (affresco della Stanza della Segnatura dei Palazzi Vaticani – particolare). A sinistra Platone indica il cielo, tenendo tra le mani il libro del Timeo, mentre a destra Aristotele regge il libro dell’Etica ed indica la terra.

 

Molto tempo fa la Chiesa e la Scienza erano, geneticamente, una cosa sola: la Magia.  Il Mago era colui che, se da un lato rappresentava la Scienza, dall’altro aveva in mano anche il potere della Religione. Questo accadeva perché le leggi che governavano il mondo erano, per quanto misteriose, le stesse che permettevano di parlare con Dio.  L’arte della divinazione serviva per guardare, in qualche modo, nel futuro e chi, se non Dio, avrebbe potuto fare una cosa simile? Certo per farlo era necessario conoscere le leggi che governavano la magia, le quali erano le stesse che governavano gli Dei.  Dunque un tempo le leggi che valevano per la scienza erano le stesse che valevano per la religione, ma, se così era, è lecito chiedersi perché oggi scienza e religione si siano separate e sembrino combattersi. Ho volutamente detto “sembra”, perché non è possibile che le due contendenti, ubbidendo alle medesime leggi, possano realmente opporsi l’una all’altra solamente perché usano nomi diversi. Infatti la contrapposizione tra Scienza e Religione è puramente simbolica. Per chiarire meglio la situazione bisogna risalire al motivo che dette origine alla separazione tra Scienza e Religione: ad un certo punto della storia nacque la necessità pratica di dividere in due tronconi un unico gigantesco potere, di costruire due poteri dove prima ce n’era uno solo. La stessa cosa accade oggi quando si sente parlare di separazione delle carriere dei magistrati, oppure di riforma universitaria nella quale si vogliono separare le carriere dei docenti amministrativi da quelle dei docenti scientifici. Mettere nelle mani di una sola persona tutto il potere, si è scoperto, non giova al potere stesso, che si sclerotizza in un’unica posizione dominante e non permette a nessun altro di contrastarlo. Un modo per cambiare la situazione è rappresentato dalla spartizione dei poteri, cosicché questi, una volta separati, si controllino e si moderino a vicenda, ma generino anche un maggior numero di posti di comando, sia pure meno potenti, ma sempre di alta valenza in quanto compartecipi di decisioni importanti, riducendo, così, il malcontento di coloro che, altrimenti, non avrebbero avuto accesso alla gestione del potere. Il potere totale diventa, oltretutto, ingestibile: più è grande l’azienda che si dirige, più collaboratori sono necessari e, se non si accetta questa realtà, l’azienda fallirà rapidamente, perché un unico capo non potrà mai risolvere con efficienza i mille problemi che sorgono ogni giorno. La divisione dei poteri del Mago faceva comodo al potere politico, poiché, prima della divisione, era il Mago, quale sacerdote e scienziato, ad avere un gran peso nelle decisioni politiche a sfavore del Re o del Principe di turno, che era spesso costretto a sopportarne l’ingerenza. Suddividere il potere del Mago e non avere più un solo consigliere, bensì due, serviva anche per aumentare il potere politico, sfruttando l’accorgimento che gli antichi romani sintetizzarono nel detto “Dividi et impera”. La suddivisione dell’unico potere del mago in due poteri separati doveva, però, essere giustificata agli occhi di chi, stando all’esterno, assisteva a tale frattura e la giustificazione doveva essere creata. A crearla ci pensò il pensiero filosofico, infatti si doveva cambiare il modo di vedere le cose e, soprattutto, bisognava iniziare a considerare gli Dei e l’Universo non più come un tutt’uno, bensì come due entità differenti. La divinità fu, così, collocata fuori dall’Universo, come qualcosa che non aveva più niente a che fare con la natura, della quale pure rimaneva creatrice indiscussa, tanto vicina ma anche tanto lontana da non accorgersi quasi neppure delle proprie creature. Questo è il momento in cui il Creatore e gli Dei diventano la stessa cosa, ma va sottolineato che prima non era così: Il Creatore era il Creatore e gli Dei erano simili a superuomini, dotati di superpoteri, che gestivano anche le cose dell’uomo. Il Creatore era “super partes” e, probabilmente, era anche inconsapevole della sua stessa creazione. Gli uomini e gli Dei sottostavano, quindi, al Creatore. L’uomo rimaneva prigioniero di una scatola sferica chiamata Universo, dalla quale a oggi non può né sa uscire, poiché le leggi della Fisica moderna glielo impediscono. Questa situazione storica è quella in cui, si colloca la distinzione tra il pensiero filosofico di Platone e le idee di Aristotele, il momento in cui si separano le cose del cielo da quelle della terra, che prima erano una cosa sola.
Da questo momento in poi la separazione creerà un baratro che diverrà incolmabile ed il modo di concepire la realtà diventerà duplice: bisogna utilizzare il lobo destro del cervello od il lobo sinistro? Essere fantastici e creativi o pragmatici e legati alle regole? Prima di allora si tentava di possedere ambedue le caratteristiche e non una sola. Certo allora mancavano le rigide regole di una visione aristotelica del mondo, ma non perché le regole non ci fossero, semplicemente perché non era necessario scrivere regole che erano dentro l’uomo e dentro l’Universo. L’uomo, semplicemente, le leggeva con i suoi sensi ed attingeva, dall’Universo che lo circondava, le sensazioni che gli servivano per capire le cose. Il Mago era colui che sapeva fare tutto ciò con abilità, che sapeva, quasi come un moderno sciamano, correlarsi con la natura e quindi con gli Dei, diventando lui stesso essere superiore. Non tutti erano dotati della sensibilità necessaria per fare il Mago. Ma queste sono proprio le regole vigenti oggigiorno! Oggi l’uomo è lontano dalla Magia ed è in balia di una dicotomia cerebrale che ne offusca la comprensione del mondo. Lontano da una visione olistica dell’Universo, l’uomo moderno perde l’opportunità di vedere l’Universo, e quindi anche se stesso, come essere divino, delegando sacerdoti e scienziati a salvaguardarlo dalle incertezze della vita.

FONTE

Corrado Malanga – Alien Cicatrix

 

 

 

 

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Gnosticismo, Religione, Spiritualità

L’AUTENTICO SIMBOLISMO DEL NATALE

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PREMESSA (Video)

È chiaro che questo è un evento meraviglioso sul quale urge meditare profondamente.

In questi tempi comincia il freddo qui nel Nord, dovuto al fatto che il Sole si sta allontanando verso le regioni australi, ed il 24 Dicembre il Sole sarà arrivato al massimo del suo viaggio verso il Sud. Se non fosse perché il Sole avanza verso il Nord, dal 25 Dicembre in poi moriremmo di freddo, la Terra intera si trasformerebbe in una mole di ghiaccio e perirebbe realmente ogni creatura, tutto quello che abbia vita. Perciò val bene la pena di riflettere sull’avvenimento del Natale…

IL Cristo-Sole deve avanzare per darci la sua vita e nell’equinozio di Primavera si crocifigge sulla Terra; allora maturano l’uva e il grano. Ed è precisamente in Primavera che il Signore deve passare per la sua vita, passione, morte… per poi resuscitare (la Settimana Santa è in primavera)…

Il Sole fisico non è altro che un simbolo del Sole spirituale, del Cristo-Sole. Quando gli antichi adoravano il Sole, quando gli rendevano culto, non si riferivano propriamente al Sole fisico, no; si rendeva culto al Sole Spirituale, al Sole della mezzanotte, al Cristo Sole.

È necessario imparare a conoscere i movimenti simbolici del Sole della mezzanotte. È esso a guidare sempre l’Iniziato, ad orientarci, è esso ad indicarci che cosa dobbiamo e non dobbiamo fare.

Non c’è dubbio che tutte le religioni dell’antichità celebrarono il Natale… Così come il Sole fisico avanza verso il Nord, per dare vita a tutta la creazione, così pure il Sole della mezzanotte, il Sole dello Spirito, il Cristo-Sole ci dà vita se noi impariamo ad adempiere i suoi comandamenti.

Nelle Sacre Scritture, ovviamente, si parla dell’“Avvenimento Solare” (e bisogna saperlo comprendere fra le righe). Ogni anno si vive, nel Macrocosmo, tutto il dramma cosmico del Cristo-Sole (ogni anno, ripeto). Si tenga conto che il Cristo-Sole deve crocifiggersi ogni anno nel mondo, vivere tutto il suo dramma della vita, passione e morte, per poi resuscitare in tutto quello che è, è stato e sarà, cioè in tutto il creato. È così che tutti riceviamo la vita dal Cristo-Sole. È anche certo che ogni anno il Sole, allontanandosi verso le regioni australi, ci lascia, qui nel Nord, tristi, perché esso va a dare la vita ad altre parti. Le lunghe notti di inverno sono dure; nel periodo di Natale i giorni sono brevi e le notti lunghe.

Conviene capire che cos’è veramente il dramma cosmico. Diventa necessario che anche in noi nasca il Cristo-Sole (egli deve nascere in noi).

Nelle Sacre Scritture si parla chiaramente di “Betlemme” e di una “stalla” dove egli nacque. Questa “Stalla di Betlemme” è dentro di noi, qui ed ora.

Precisamente in questa stalla interiore dimorano gli animali del desiderio, tutti quegli Io passionali che portiamo nella nostra psiche; è ovvio. Lo stesso nome di “Betlemme” è esoterico. Nei tempi in cui il Gran Kabir Gesù venne al mondo, il villaggio di Betlemme non esisteva. In modo che questo è completamente simbolico.“Bel” è una radice caldea che significa “Torre del Fuoco”. Cosicché, propriamente detta, “Betlemme” è “Torre del Fuoco”…Chi potrebbe ignorare che “Bel” è un termine caldeo che corrisponde, precisamente, alla “Torre di Bel”, la “Torre del Fuoco”? Perciò “Betlemme” è completamente simbolica.

Quando l’Iniziato lavora col Fuoco Sacro, quando l’Iniziato elimina dalla sua natura intima gli aggregati psichici, quando sta veramente realizzando la Grande Opera, indubbiamente deve passare per l’Iniziazione Venusta. La discesa del Cristo nel cuore dell’Uomo è un avvenimento cosmico-umano di grande trascendenza. Tale evento corrisponde, in realtà, all’iniziazione venusta.

Molti suppongono che il Cristo fu esclusivamente Gesù di Nazareth e si sbagliano. Gesù di Nazareth, come Uomo, o meglio diremmo, Jeshuà Ben Pandirà, come Uomo, ricevette l’Iniziazione Venusta, lo incarnò; ma egli non è l’unico ad aver ricevuto tale Iniziazione.

Perciò dobbiamo comprendere il Cristo come è, non come una persona, non come un soggetto. Il Cristo sta oltre la Personalità, l’Io e l’Individualità; il Cristo (in esoterismo autentico) è il Logos, il Logos Solare rappresentato dal Sole. Adesso comprenderemo perché gli Inca adoravano il Sole, i Nahuatl rendevano culto al Sole, i Maya ugualmente, gli Egizi identicamente, ecc.

No se trata de la adoración a un Sol físico, no, sino a lo que oculta tras ese símbolo físico. Obviamente, se adoraba al Logos Solar, al Segundo Logos. Ese Logos Solar es unidad múltiple perfecta (la variedad es unidad).

Non si tratta dell’adorazione di un Sole fisico, no, bensì di quello che dietro a quel simbolo fisico si nasconde. Ovviamente si adorava il Logos Solare, il Secondo Logos. Questo Logos Solare è UNITÀ MOLTEPLICE PERFETTA (“la varietà è unità”).

Paolo lo chiarisce dicendo: “Dalla sua virtù prendiamo tutti grazia per grazia”…Allora, c’è documentazione…Se uno studia accuratamente Paolo di Tarso, vedremo che raramente allude (egli) al CRISTO STORICO. Ogni volta che Paolo di Tarso parla di Gesù Cristo, si riferisce al GESÙ CRISTO INTERIORE, al Gesù Cristo Intimo, che deve sorgere dal fondo del nostro Spirito, dalla nostra Anima.

Fintanto che un uomo non lo abbia incarnato, non si può dire che possieda la vita eterna. Solo Lui può tirar fuori la nostra Anima dall’‘Ade’, solo Lui può veramente darci la vita e darcela in abbondanza. Dunque, dobbiamo essere meno dogmatici e imparare a pensare al Cristo Intimo; questo è grandioso!

Tutto il simbolismo relativo alla nascita di Gesù è alchemico e cabalistico. Si dice che tre Re Magi andarono ad adorarlo, guidati da una Stella. Francamente, questa parte non potrebbe essere capita se non si conoscesse l’Alchimia, perché è alchemica. Qual è questa Stella e quali sono questi Re Magi? Vi dico che questa Stella altro non è che quella del Sigillo di Salomone, la Stella a sei punte, simbolo del Logos Solare. Ovviamente, il triangolo superiore rappresenta –che cosa?– rappresenta lo Zolfo, vale a dire, il Fuoco. E quello inferiore, che cosa rappresenta nell’Alchimia? Il Mercurio, l’Acqua.

Uno deve incarnare il Cristo Intimo. Lui nasce nella stalla del nostro stesso corpo; lì dentro abbiamo tutti gli animali del desiderio, delle passioni inferiori. Lui deve crescere, svilupparsi attraverso l’ascesa, i gradi, trasformarsi in un Uomo tra gli uomini, farsi carico di tutti i nostri processi mentali, volitivi, sessuali, emozionali, etc., etc., etc., vivere come uno qualunque tra persone qualunque.
Il Cristo è un Essere così perfetto –infatti non ha peccato– pur tuttavia deve vivere come un peccatore tra peccatori, come uno sconosciuto tra sconosciuti; questa è la cruda realtà dei fatti. Ma cresce, si sviluppa nella misura in cui sta eliminando –in noi stessi– gli elementi indesiderabili che abbiamo dentro. La sua integrazione in noi è tale che si prende tutta la responsabilità sulle sue spalle: si trasforma in un peccatore come noi –pur non essendo un peccatore–. Sente le tentazioni nella carne e nelle ossa, vive come uno qualunque e così, poco a poco, nella misura in cui sta eliminando gli elementi indesiderabili della nostra psiche –non come qualcosa di estraneo ma come qualcosa appartenente a Lui– si sta sviluppando e svolgendo all’interno di noi stessi –e questa è la cosa meravigliosa. Se così non fosse, sarebbe impossibile per uno realizzare la Grande Opera. È Lui che deve eliminare tutto il Mercurio Secco e tutto lo Zolfo Velenoso, affinché i Corpi Esistenziali Superiori dell’Essere possano trasformarsi in veicoli di Oro puro. Oro della miglior qualità, è chiaro!

I tre Re Magi che andarono ad adorare il Bambino, rappresentano i colori della Grande Opera. Il primo colore è il Nero. Lo ripeto, quando stiamo perfezionando un Corpo ciò è simboleggiato dal Corvo Nero della Morte, l’opera di Saturno, simboleggiata dal Re Mago di color nero. Stiamo vivendo una Morte: la morte di tutti i nostri desideri e le nostre passioni, etc., etc., nel Mondo Astrale.La Colomba Bianca viene dopo; vale a dire, nel momento in cui abbiamo già disintegrato tutti gli ‘Io’ del Mondo Astrale. Questo è il secondo dei Re, il Re Bianco. Se abbiamo avanzato verso la perfezione del Corpo Astrale, apparirà il colore giallo. È allora che appare l’Aquila Gialla e questo ci ricorda il terzo dei Re Magi, quello di razza gialla. Per ultimo, la Corona dell’Opera è quella porpora. Quando un Corpo –che sia quello Astrale, quello Mentale o quello Causale, etc.– è già di Oro puro, si riceve la porpora dei Re perché abbiamo trionfato, è la porpora che tutti i tre Re Magi, in quanto Re, portano sulle loro spalle. Vedete, dunque, che i tre Re Magi non sono tre persone –come molti credono–. No signori! Sono i colori fondamentali della Grande Opera e Gesù il Cristo è Intimo, vive dentro!

Gesù –in ebraico– è Jeshua e Jeshua è il Salvatore e, come Salvatore, il nostro Jeshua individuale deve nascere nella ‘stalla’ che abbiamo dentro, per realizzare la Grande Opera. Lui è il Magnes Interiore del laboratorio alchemico. Il Grande Maestro, infatti, deve nascere nel profondo della nostra Anima, del nostro Spirito. La cosa più dura per il Cristo Intimo, quando è nato nel cuore dell’uomo, è proprio il
Dramma Cosmico, la sua Via Crucis. Nel Vangelo appaiono le folle che chiedono la crocifissione del Signore. Queste folle non sono di ieri, di un remoto passato –come suppongono le persone–, di qualcosa accaduto 1975 anni fa. No, signori! Queste folle sono dentro di noi: sono i nostri famosi ‘Io’; infatti, dentro ogni persona vivono mille persone: l’‘Io odio’, l’‘Io sono geloso’, l’‘Io ho invidia’, l’‘Io ho cupidigia’, vale a dire, tutti i difetti che abbiamo e ogni difetto è un differente ‘Io’.

Sto parlando in questa maniera, in questo modo, semplicemente perché vedo che la maggioranza dei fratelli qui presenti sono già nell’Istituzione. Ci sono alcuni visitatori e se i visitatori non capiscono, allora scusatemi, ma per amore della verità, poiché siete tutti nell’Istituzione, parliamo in questo modo.

È chiaro che le moltitudini interiori che abbiamo, che sono i nostri famosi ‘Io’, sono quelle che gridano: ‘Crocifiggilo! Crocifiggilo! Crocifiggilo!’. In quanto ai tre traditori, sappiamo già che nel Vangelo Cristiano sono: Giuda, Pilato e Caifa. Chi è Giuda? Il Demone del Desiderio. Chi è Pilato? Il Demone della Mente. Chi è Caifa? Il Demone della Cattiva Volontà. Ma bisogna chiarire un pochino, bisogna specificare questo, affinché si possa capire.

Giuda, il Demone del Desiderio, scambia il Cristo Intimo con 30 monete d’argento. 3+0=3, questa è l’allusione cabalistica. Vale a dire, lo scambia con le cose materiali, con le monete, con i liquori, con il lusso, con i piaceri animali, etc., etc., etc.; lo vende. In quanto a Pilato, è il Demone della Mente. Lui si lava sempre le mani, non ha mai colpa, mai; per tutto trova una scusa, una giustificazione, non si sente mai colpevole. In realtà, viviamo giustificando sempre ogni difetto psicologico che possediamo all’interno di noi, e non ci crediamo mai colpevoli.
Ci sono persone che mi hanno detto: ‘Signore, io credo di essere una persona buona. Io non uccido, io non rubo, io sono caritatevole, io non sono invidioso’, vale a dire, un ‘modello di virtù’, perfetti, secondo loro. ‘Allora, non c’è modo… davanti a tanta perfezione, goodbye!’.

Dunque, guardiamo le cose come sono, nel loro crudo realismo. Pilato si lava sempre le mani, non si considera mai colpevole. In quanto a Caifa, io francamente lo considero il più perverso di tutti. Pensate a cosa è Caifa! Il Cristo Intimo nomina, molte volte, un sacerdote o un Maestro, un Iniziato, affinché guidi le sue pecore, affinché le pascoli, gli dà il comando e lo mette di fronte a una congregazione e il tal sacerdote, o il tal Maestro o l’Iniziato, invece di guidare saggiamente il suo popolo, vende i sacramenti, prostituisce l’altare, fornica con le devote, etc., etc., etc. La conclusione: tradisce il Cristo Intimo –questo fa Caifa–. È doloroso ciò? Chiaramente! È orribile, è un tradimento, uno dei più sporchi che ci siano! E non c’è dubbio, sono molte le religioni che, nel mondo, si sono prostituite, è ovvio! Sono molti i sacerdoti che hanno tradito il Cristo Intimo. Non mi riferisco a questa o a quella setta –no!– ma a tutte le religioni del mondo. Infatti, è possibile che in gruppi esoterici, diretti da veri Iniziati, questi Iniziati siano stati molte volte traditori: hanno tradito il Cristo Intimo e tutto questo è doloroso, infinitamente doloroso. Caifa, infatti, è il più sporco che ci sia. I tre traditori portano il Cristo Intimo al supplizio.

Per un momento, pensate al Cristo Intimo nel profondo di ognuno di voi, al padrone di tutti i vostri processi mentali ed emozionali, che lotta – soffrendo orribilmente– per salvare chiunque di voi, e i suoi stessi ‘Io’ –i vostri– protestano contro di Lui, bestemmiano, gli mettono la corona di spine, lo frustano. Bene, questa è la cruda realtà degli eroi! Il Dramma Cosmico, vissuto internamente.

Alla fine il Signore Intimo vuole salire al Calvario –è ovvio!– e scende nel Sepolcro. Con la sua Morte uccide la Morte, è l’ultima cosa che Lui fa. Successivamente, resuscita nell’Iniziato e l’Iniziato resuscita in Lui; allora, la Grande Opera è stata realizzata. Consumatum est!

Così sono nati, attraverso i secoli, i Maestri Risorti. Pensiamo a Ermete Trismegisto, pensiamo a Moria, Gran Maestro della Forza nel Tibet. Pensiamo al Conte Cagliostro –che ancora vive– o a Saint Germain, che nell’anno 1939 visita un’altra volta l’Europa. Saint Germain ha lavorato attivamente –nei secoli XVII, XVIII, XIX, etc.– e continua a esistere fisicamente, è un Maestro Risorto. Perché questi Maestri sono Risorti? Perché grazie al Cristo Intimo, loro hanno raggiunto la Resurrezione.

Dunque, senza il Cristo Intimo, la Resurrezione non sarebbe possibile. Coloro che suppongono che una persona, per il solo fatto di morire fisicamente, abbia già diritto alla Resurrezione dei Morti, sono veramente persone degne di compassione. Non solamente ignorano –parlando, questa volta, secondo lo stile socratico– ma, ciò che è peggio, ignorano d’ignorare!
La Resurrezione è qualcosa su cui lavorare, e bisogna lavorarci qui e ora. Bisogna resuscitare così, in carne e ossa, vivi. L’immortalità va ottenuta adesso, personalmente.

Ecco, allora, il modo in cui si deve considerare il Mistero del Cristo. Tutto il Dramma Cosmico, in sé stesso, è straordinario, meraviglioso e, in verità, inizia con il Natale del Cuore. Quello che prosegue poi, in relazione al Dramma, è formidabile: deve fuggire in Egitto. Erode comanda di uccidere tutti i Bambini e Lui deve fuggire –ma tutto questo è simbolico, completamente simbolico–. In un Vangelo Apocrifo si dice che Gesù, Giuseppe e Maria dovettero fuggire in Egitto e che rimasero diversi giorni a vivere sotto un fico e che da questo fico sgorgò una sorgente di acqua purissima. Tutto questo bisogna capirlo; il fico rappresenta sempre il sesso. Chi si alimentava dei frutti di questo fico? Sono i frutti dell’Albero della Scienza del Bene e del Male e l’acqua che scorreva, purissima, sgorgando da questo fico è –niente meno che– il Mercurio della Filosofia Segreta!

Fino alla ‘decapitazione degli innocenti’, molto è stato scritto su questo. Nicolas Flamel ha lasciato inciso, sulla porta del cimitero di Parigi, scene della ‘decapitazione degli innocenti’. Ma, cos’è la ‘decapitazione degli innocenti’?. Anche questo è un simbolo, e alchemico! Ogni Iniziato deve vivere la ‘decapitazione’. Il Cristo Intimo che cosa deve ‘decapitare’ in noi? Deve, semplicemente, ‘decapitare’ l’Ego, l’‘Io’, il ‘se stesso’. E questo sangue che emana dalla decapitazione? È il Fuoco, è il Fuoco Sacro, con il quale l’Iniziato deve purificarsi, pulirsi, imbiancarsi. Tutto ciò è, in gran modo, esoterico; nulla di questo può essere preso alla lettera morta.

Poi arriva il fenomeno dei miracoli del Grande Maestro. Camminava sulle acque? Sì, il Cristo Intimo deve sempre camminare sulle Acque della Vita, ridare la vista a coloro che non vedono, predicare il Verbo, affinché vedano la Luce. Aprire le orecchie a coloro che non vogliono sentire, affinché ascoltino il Verbo. Quando il Signore è cresciuto nell’Iniziato, deve prendere il Verbo e spiegare agli altri cos’è il cammino. Pulire i ‘lebbrosi’ –tutto il mondo ‘ha la lebbra’, tutto il mondo. Non c’è alcuno che non sia ‘lebbroso’, questa ‘lebbra’ è l’Ego, l’‘Io’ pluralizzato. È questa l’‘epidemia’ che tutto il mondo ha dentro: la ‘lebbra’ dalla quale dobbiamo pulirci–. Tutti sono ‘paralitici’, non camminano ancora sul sentiero dell’Autorealizzazione. Il Figlio dell’Uomo deve, dunque, guarire i ‘paralitici’, affinché questi inizino a camminare verso la Montagna dell’Essere.

Bisogna capire il Vangelo in un modo più intimo, più profondo. Non corrisponde a un remoto passato, va vissuto dentro di noi, qui e ora. Se noi iniziamo a maturare un pochino, sapremo apprezzare meglio il messaggio che il Gran Kabir Gesù ha portato sulla Terra.

In ogni caso, abbiamo bisogno di vivere le Tre Purificazioni, a base di Ferro e di Fuoco. I Tre Chiodi della Croce significano questo e la parola INRI dice molto –sappiamo già che INRI, esotericamente, è il Fuoco–. Dobbiamo vivere le Tre Purificazioni, a base di Ferro e di Fuoco, prima di ottenere la Resurrezione. Al contrario, non è possibile ottenere la Resurrezione. Colui che resuscita, si trasforma radicalmente, si converte in un Dio-Uomo, in uno Ierofante della grandezza di un Buddha, o di un Ermete, o di un Ketzalkoatl, etc. Ma bisogna fare la Grande Opera.

In realtà, i Quattro Vangeli non si possono capire se uno non studia l’Alchimia e la Cabala, perché sono alchemici e cabalistici; è ovvio. I giudei hanno tre libri sacri. Il primo è il Corpo della Dottrina, vale a dire, La Bibbia. Il secondo è l’Anima della Dottrina: il Talmud, in cui si trova l’anima nazionale giudea e il terzo è lo Spirito della Dottrina, lo Zohar, in cui si trova tutta la Cabala dei rabbini.
La Bibbia, il Corpo della Dottrina, è in chiave. Se noi vogliamo studiare La Bibbia combinando i versetti, procediamo in modo ignorante, empirico e assurdo. Prova di ciò è che tutte le sette morte, che si sono nutrite fino a oggi de La Bibbia interpretata in modo empirico, non hanno potuto mettersi d’accordo. Se esistono mille sette, basate su La Bibbia, vuol dire che nessuna l’ha compresa…
Solo con il terzo libro, che è lo Zohar –scritto da Shimon Ben Yochai, il grande rabbino illuminato–, troviamo la chiave per interpretare La Bibbia. Allora, è necessario aprire lo Zohar. Se vogliamo sapere qualcosa sul Figlio dell’Uomo, dobbiamo studiare lì l’Albero della Vita. Come possiamo sapere qualcosa sul Figlio dell’Uomo se non studiamo l’Albero della Vita nello Zohar? Non è possibile! …

… Quando il Cristo –il Cristo Intimo– viene a darci aiuto, ovviamente dovrà nascere in noi da Tiphereth, vale a dire, nel Mondo Causale, visto che nel Mondo Causale ci sono le cause dei nostri errori e Lui deve eliminare le cause dei nostri errori.

Affinché il Cristo Cosmico possa nascere in noi, è necessario che si umanizzi, infatti Lui è una forza cosmica, universale, latente in ogni atomo dell’Infinito. Però, affinché si umanizzi, deve penetrare nel ventre della Divina Madre Kundalini. Vale a dire, come può essere capito questo? Dentro di noi si trova il nostro Padre che è in segreto e si trova anche la nostra Divina Madre Kundalini. Dunque, nello sdoppiarsi nell’Eterno Maschile, Divino, e nell’Eterno Femminile, nasce la Madre Divina. Lei riceve nel suo ventre il Logos –quando lui discende dall’Alto. Per questo si dice di Lei che è Vergine prima del parto, durante il parto e dopo il parto. È da Lei che deve nascere il Bambino-Gesù, il Gesù Cristo Intimo, o Jeshua individuale che deve venire a salvarci. Dunque, Lui nasce nell’Anima Umana. Quando qualcuno riceve l’Iniziazione di Tiphereth, Lui viene a esprimersi nell’Anima Umana, nel Mondo Causale. Di fatto, nasce da lì per poter eliminare le cause degli errori che vi si trovano…

Riflettiamo su tutto ciò, miei cari fratelli, affinché possiamo capire cos’è il Cristo Intimo e il Natale del Cuore.

Buddha e Gesù, o Buddha e il Cristo, si integrano dentro di noi. Qualche volta, vi ho raccontato il caso, un caso insolito, in cui mi trovavo in un Tempio buddista in Giappone, e lì dentro, davanti alla congregazione, parlai del Cristo. Naturalmente, si produsse un rumorio da parte di tutti i monaci. Mi trovavo in pieno monastero buddista. Di fatto, i monaci si rivolsero al Maestro e gli dissero che un uomo stava parlando in favore del Cristo. Io mi aspettavo che quel monaco venisse con un gesto terribile, con bastoni e chissà cos’altro, non è vero? Ma fortunatamente non accadde nulla. Mi disse, ‘Come mai lei qui, in un tempio buddista, parla in favore del Cristo?’, gli risposi: ‘Con il profondo rispetto che questa congregazione merita, mi permetto di dirvi che il Cristo e il Buddha si integrano’. Allora vidi, con stupore, che quel Maestro assentì e disse: ‘Così è. Il Cristo e il Buddha si integrano’. Lo affermò davanti ai monaci. Poi mi parlò con un koan, per farmi intendere che il Cristo e il Buddha sono due fattori intimi che uno ha all’interno. Fece portare un cristallo, attraverso il quale –per primo– mi guardò il dito pollice destro e poi il dito pollice sinistro. Capii il koan perché sono abituato alla Dialettica della Coscienza. Con quello volle dirmi che il Cristo e il Buddha sono uniti dentro di noi, che sono due aspetti del nostro stesso Essere. E questo ve lo posso spiegare, o lo possiamo spiegare, proprio alla luce dell’Albero della Vita.

Il Buddha, naturalmente, è formato da questi due principi: Chesed e Geburah. In linguaggio rigorosamente filosofico, possiamo dire: Atman-Buddhi –il Buddha Interiore–. In quanto al Cristo, qui lo vediamo in Chokmah, cosicché il Cristo, attraverso Binah –che è il Sesso– va a collegarsi al Buddha, che è Chesed-Geburah –parti del nostro Essere: Cristo e Buddha–. Allora, l’avvenire esoterico e religioso dell’umanità del domani, avrà indubbiamente il meglio dell’esoterismo cristiano e il meglio dell’esoterismo buddista. Vale a dire, l’esoterismo buddista e l’esoterismo cristiano devono integrarsi, fondersi –sono due parti del nostro Essere–.

Gautama, il Buddha Sakyamuni, in realtà, è venuto a insegnarci la dottrina di Chesed e di Geburah, vale a dire, la Dottrina del Buddha Interiore. In quanto a Jeshua Ben Pandira, è venuto a insegnarci la Dottrina del Cristo –Chokmah è il Cristo–, è venuto a insegnarci la Dottrina dell’Anima Umana, la Dottrina di Tiphereth, la Dottrina del Cristo Intimo, la Dottrina del Krestos Intimo. Gautama ci ha portato la Dottrina del Buddha Intimo e Gesù di Nazareth ci ha portato la Dottrina del Cristo Intimo. Ognuno di loro ci ha portato un messaggio del Cristo Cosmico. Dunque, il Cristo e il Buddha si integrano, sono dentro di noi; è ovvio.
Compreso ciò, miei cari fratelli, vale bene la pena di lavorare per arrivare –un giorno– a ricevere l’Iniziazione Venusta, vale a dire, l’Iniziazione di Tiphereth, il Natale del Cuore.

FONTE

Samael Aun Weor

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Religione

KRYSTOS E KRISHNA

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Che strano mondo in cui viviamo! La Chiesa cattolica ha sempre saputo che il Cristianesimo non comincia con Gesù Cristo, ma ancora si cerca di farci pensare di sì.

Agostino d´Ippona (354-430 d.C.) ha scritto: “Questo, ai nostri giorni, è la religione cristiana, che non era sconosciuta in tempi passati, ma ha recentemente ricevuto quel nome.”

Eusebio di Cesarea (ca. 283-371 d.C.), dichiarava: “La religione di Gesù Cristo non è né nuova né strana.”

In Anacalypsis, l´orientalista britannico e iconoclasta del sec. XVII Godfrey Higgins ha insistito che il Cristianesimo era già saldamente in atto sia in Occidente, sia in Oriente, molti secoli prima della nascita di Gesù Cristo. Egli dice: “I Crestian o cristiani d’Occidente probabilmente sono derivati direttamente dai buddisti, piuttosto che dai brahmani. (Vol. 2, pp 438, 439.)

L’esistenza dei cristiani, in Europa e in India, è di gran lunga anteriore all’era cristiana … (Vol. 2, p. 202.) Penso che la maggior parte dei devoti accecati e creduloni debba acconsentire che abbiamo l’esistenza del Cristna dei bramini in Tracia, molte centinaia di anni prima dell’era cristiana e della nascita di Gesù Cristo. (Libro X, p. 593.)

“Melito (un vescovo cristiano di Sardi), nell’anno 170, chiede il patrocinio dell’imperatore per l’ora cosiddetta religione cristiana, che egli chiama “la nostra filosofia”, a causa della sua alta antichità, poiché è stata importata da paesi che si trovano oltre i limiti dell’impero romano, nella regione del suo antenato Augusto, che vi ha trovato un importazione auspicio di buona fortuna per il suo governo”. Questa è una dimostrazione assoluta che il Cristianesimo non ha avuto origine in Giudea, che era una provincia romana, ma in realtà era una favola esotica orientale, importata dall’India, e che Paolo faceva, come egli stesso sosteneva, la predicazione di un Dio manifestato in carne, che era stato “creduto nel mondo” secoli prima del suo tempo, e una dottrina che era già stata predicata «ad ogni creatura sotto il cielo”. (Bible Myths and Their Parallels in Other Religions; T. W. Doane, p. 409.)

Storici religiosi hanno per centinaia di anni ha lottato per scoprire come e perché le storie di Gesù e Krishna, che sono nati a 2000 anni di distanza, siano così quasi identiche.

� Sia Cristo sia Krishna discesero da Noah.

� La futura nascita di entrambi i messia era stata prevista prima del tempo.

� Cristo discendeva da Abramo.

� Krishna era il padre di Abramo (Brahma).

� Cristo è al tempo stesso un Koresh, un ebraico e uno Yehudi.

� Krishna era al tempo stesso un Kuru, un Abhira e un Yadava.

� Cristo è l’incarnazione di Yah-Veh.

� Krishna era al tempo stesso una incarnazione di Vishnu e Shiva.

� Il nome di Cristo, Gesù, è Yeshua.

� Un titolo di Krishna, che significa “amore, la devozione, ” è stato Yesu. Ancora oggi, molti genitori indù danno ai loro figli il nome Yesu Krishna.

� Entrambi gli uomini sono nati da vergini e in una stalla.

� La madre di Krishna si chiamava Devaki.

� La madre di Gesù si chiamava Maria.

� Krishna non ha avuto un padre terreno in quanto tale, ma un protettore, di nome Vasudeva.

� Gesù non ha avuto un padre terreno in quanto tale, ma un protettore mortale di nome Giuseppe.

� Un empio re cercò di uccidere Cristo e Krishna, quando entrambi erano bambini.

� Per proteggere il bambino Gesù, Giuseppe e Maria lo portarono a Maturai, in Egitto.

� Per proteggere il bambino Krishna, i suoi genitori, Vasudeva e Devaki, lo portarono a Mathura, India.

� Era previsto che entrambi gli uomini sarebbero morti per espiare i peccati del loro popolo.

� Come avrete probabilmente notato, si rifugiarono in luoghi che hanno nomi quasi identici.

� Entrambi gli uomini predicavano al loro popolo.

� Cristo è stato crocifisso e risorto. Krishna è stato ucciso da una freccia di un cacciatore e impalato su un albero. Più tardi, è tornato alla vita.

� Cristo fu crocifisso a Gerusalemme.

� Alcuni studiosi pensano che l´indù Krishna sia morto a Gerusalemme, dove era andato quando la sua città costiera di Dwarka sprofondò sotto il mare. Altri dicono che andasse in Iraq.

� Cristo apparve dopo la sua “morte”. Krishna apparve dopo la sua “morte”.

� Entrambi hanno una festa importante dedicata loro il 25 dicembre.

� Cristo aveva un´ammiratrice femmina di nome Maria Maddalena. Krishna aveva un´ammiratrice femmina di nome Marya Maghadalena.

I cristiani fanaticamente settari e gli indù militanti respingono entrambi l’idea che le storie di queste due divinità siano correlate. I cristiani accusano gli indù di offuscare l’identità in oggetto. Alcuni sostengono addirittura che il diavolo stesso è l´ispiratore del culto indù, e simmetricamente pensano altri indù rispetto al culto cristiano. Purtroppo, nessuna delle due parti può provare o smentire nulla. In questo articolo, cercherò di chiarire questo mistero una volta per tutte.

L’equivalente indù della storia di Abramo, secondo il nostro Antico Testamento.

La storia inizia con il nostro Abramo o Brahma, come gli indù lo chiamavano. Suo padre era il Signore Krishna, suo fratello era Mahesh a.k.a Maheshvara che sarebbe stato il nostro Mosè (Eb: Moshe).

La triade induista consiste degli Dei Brahma, l’equivalente del nostro Dio, e gli Dei Shiva e Vishnu. In realtà Shiva e Vishnu sono la stessa divinità. Insieme, essi sono Brahma (Dio). Oggi in India, ci sono solo due templi dedicati al dio Brahma, perché gli Indù dicono che l’umanità non è ancora pronta ad adorare un tale alto concetto.

La prova Hindu che Gesù è il Figlio di Dio!

La Bibbia ci dice che Gesù era sia Shiva sia Vishnu, perché i nomi biblici di Gesù sono ISA / Isha (Shiva), Yeshua (Skt. Yishvara, pronunciato in sanscrito come Yeshwara), Kristos, e Yesu, un altro nome di Krishna. Anche in India, Lord Krishna fu ed è ancora chiamato Yesu Krishna e Kristna. Questi nomi ci dimostrano che Gesù era tanto Shiva che Vishnu, rendendo così Gesù il Figlio unigenito del non generato Brahma.

Le informazioni precedenti ci mostrano che gli indù sono come i cristiani. Di più, gli indù sono in grado di dimostrare che Gesù era il figlio di Dio, ma dobbiamo accettare questo come un problema di fede. Anche così, non mancano le sette cristiane che vogliono “convertire” gli indù al loro modo di pensare, anche se dobbiamo accreditare agli indù l’onore di provarci che Gesù è il Figlio di Dio. Ma gli indù non hanno nessun bisogno di essere convertiti alla conoscenza spirituale che loro stessi ci hanno trasmesso. Sono stati “convertiti” migliaia di anni prima che il nostro Gesù nascesse. Io dico, lasciate stare.

Poiché Krishna non è nato da uomo, non era in realtà il padre terreno di Brahma e Mahesh. Pertanto, egli stesso era il protettore (Tara) di Brahma. In sanscrito, Tara significa “Salvatore, protettore”. Si tratta di un termine generalmente usato con gli dèi Rudra, Shiva, Vishnu e Brahma. Anche il nostro Testamento dice che il padre (protettore) di Abramo è stato Tare (Genesis 11:26.) La Bibbia dice che Abramo e Sara erano fratellastri. (Genesis 12:19-20.). I libri sacri indù parlano anche di un vincolo di parentela fra loro. I Purana mettono in relazione Sarasvati con Brahma e Vishnu. Più di frequente, è associata a Brahma. Il suo legame con lui data prima che con qualsiasi altro Dio. È interpretata soprattutto come moglie e, occasionalmente, come sua figlia. Quando la popolarità di Vishnu in India si accrebbe, apparvero i miti che ponevano Saraswati in relazione con lui. (Ref: Sarasvati and the Gods; http://www.vishvarupa.com.) Pertanto, Brahma e Vishnu sarebbero anche stati il Tara (Tare) di Sarasvati e la causa della sua origine divina.

La patria di Abramo o Brahma era la terra di Haran (Genesi 1:4.). Haran era il principato costiero governato dal Krishna. Era anche il suo nome, perché Hara (dio del sole) è un altro nome di Krishna. Brahma / Abraham era di 75 anni quando lasciò Haran.

Proprio come Cristo fu crocifisso su una croce e poi tornò alla vita, Krishna, conosciuto anche come Haran, fu crocifisso su un albero e poi tornò alla vita. Questo fatto sembra causare una certa confusione nella Bibbia. (Leggi Genesis 11:26-31).

C’è anche un´altra “Haran” in India, nello stato attuale di Haryana. E’ la regione in cui Abramo decise di smettere di fare gli idoli e di offrire il culto ad un solo Dio. Brahmavarta, una regione nel nord-est Haryana, si dice che sia il luogo in cui l’umanità è stata dapprima creata. (Varta = abitazione). Brahmavarta fu il luogo della guerra Kuruksetra tra i Kuru e i Pandava, in cui il Signore Krishna si distinse. Un antico fiume sacro, ora prosciugato, il Sarasvati, un tempo scorreva attraverso Brahmavarta. La Hakra (la biblica Haggar) era un affluente del Sarasvati. Le relazioni di queste tre entità geografiche hanno un senso. Se Brahma realizzò il canale o letto del fiume Sarasvati, Brahmavarta avrebbe potuto essere il padre simbolico o fratello di Sarasvati. Hakra (Haggar), essendo un affluente del Sarasvati, dipendeva da Sarasvati. Così che cosa furono realmente Abramo, Sarah, e Haggar? Persone, cose o luoghi?

Ho affermato che la Bibbia menziona Haran e Haryana. I libri sacri indù anche dicono che Brahma / Abraham visse in Ur dei Caldei. Ur è un nome sumero per “città”. Caldeo (pronunciato Kaldee) deriva dal sanscrito Kaul, una casta Brahman, e Deva (semi-dio). I Kauldevas sono idoli adorati nel Nord dell´India che rappresentano gli antenati. Secondo gli indù, Brahma sposò Sarasvati in Caldea, nella parte che ora è l’Afghanistan.

L´Afghanistan settentrionale era chiamato Uttara Kuru ed era un grande centro di apprendimento. Una donna indiana andò lì per studiare e ricevette il titolo di Vak cioè Saraisvati (Lady Sarah). Si crede che Brahm, il suo insegnante, rimanesse così colpito dalla sua bellezza, istruzione e potente intelletto, che l’aveva sposata. (The Hindu History, di Ashkoy Kumar Mazumdar; p. 48, passim.) Lord Krishna, il padre divino (Tare / T, ra) di Brahma / Abraham, era il re di Haran, di cui il porto di Dwarka era la capitale.

Intorno al 1900 a.C., centinaia di migliaia di indiani abbandonarono l’India settentrionale e centrale, e fuggirono verso il Medio Oriente dopo che la Dwarka di Krishna era affondata sotto l’acqua.

Krishna radunò la sua famiglia e fuggì insieme a loro per il Medio Oriente, quello che oggi è l’Iraq. Solo gigantesche catastrofi naturali, come terremoti e inondazioni, potrebbero aver causato un tale esodo. Fu in quel momento che il Saraisvati e l’Indo cambiarono i loro letti. Il Saraisvati rimase prosciugato.

Il prosciugamento del Saraisvati… provocò una migrazione importante della popolazione centrata intorno al Sindhu e alle valli Sarasvati, verso l´ovest dell’India. Fu subito dopo questo periodo che l’elemento Indico comincia ad apparire in tutta l’Asia occidentale, l’Egitto e la Grecia. (Indic Ideas in the Graeco-Roman World, di Subhash Kak, da IndiaStar rivista letteraria on-line; p. 14.)

E Giosuè disse a tutto il popolo: i vostri padri venne ad abitare qui … un tempo, anche Tare, il padre di Abramo, e il padre di Nachor, e servirono altri dèi.

E io presi il padre vostro Abramo dall’altro lato del diluvio, e l´ho portato in tutto il paese di Canaan … (Giosuè 24:2-3).

Molte persone non capiscono come si spiega la frase di Giosuè su “l’altro lato del diluvio”. Pensano che si riferisca al diluvio di Noé. Si riferiva invece al momento in cui la Dwarka del Dio Krishna e la provincia di Haran, nel Gujarat di oggi, affondarono sotto l’acqua intorno al 1900 a.C. Abramo, Sara, e i loro seguaci scapparono verso sud, fino ai porti costieri di Kalyan e Sopara (Sophir o Sauvira), in Maharashthra. Da lì, navigarono verso nord per il Medio Oriente. Sarah (Sarasvati), s´imbarcò dal porto di Kalyan. Una volta, Kalyan si trovava vicino alla costa, ma ora si trova più di 50 chilometri verso l’interno. Sarasvati è la santa patrona di Kalyan. Il santo patrono di Sophir o Sauvira era Parasu Rama (forse un nome del nostro biblico Abramo / Brahma).

L´autore indiano Paramesh Choudhury, che ha scritto The India We Have Lost, sostiene che Krishna e la sua famiglia probabilmente fuggirono in Iraq. Ma io sono certo che andarono a Gerusalemme. Gerusalemme è una parola che deriva dal sanscrito: Yadu-Ishalayam, che significa “La Santa Roccia della tribù Yadu”. Lord Krishna era uno Yadu. I musulmani venerano ancora questa enorme roccia sotto la Cupola della Roccia di Gerusalemme, Monte del Tempio.

Fino ad ora, mi sono chiesto perché il nome di Krishna non compare a Gerusalemme dopo il suo arrivo. Tuttavia, il nome del re di Gerusalemme, Melchizedek, Il mentore di Abramo, compare. Una volta ho pensato che Melchizedek fosse il nome di una certa persona. Ho fatto questo errore pensando che un principe e un figlio di un re Kassita, Melik-Sadaksina, fosse un principe dotato di poteri soprannaturali, mago e gigante spirituale. Ho pensato che avesse accompagnato Krishna, Abramo e Sara per il Medio Oriente. Più tardi, mi resi conto che la parola sanscrita Sadhaka si applica a chiunque sia un adepto, un mago, uno in possesso di poteri soprannaturali acquisiti dal culto di una divinità o pronunciando canti magici.

Ho inoltre mostrato in questo articolo che le parole del Nuovo Testamento per Gesù si riferiscono tutte a Lord Krishna e al suo santo nome. I primi cristiani erano convinti che Melchisedec fosse solo una prima incarnazione di Gesù Cristo, i resti del manoscritto di Nag Hammadi diritto Melchizedek sembrano confermare questo. Melchizedek, Re di Gerusalemme e mentore del figlio di Abramo, non era altro che l´antico Dio dell’India, Krishna. I primi cristiani pensavano che Gesù fosse una reincarnazione di Krishna, che per altro aveva il nome Yesu Kristna, Isa, Krishna, ecc?

Afferma san Paolo nel libro degli Ebrei, del Nuovo Testamento:

Dove il precursore è entrato per noi, anche Gesù, sommo sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec. (6:20). Per questo Melchisedec, re di Salem, sacerdote del Dio altissimo, che ha incontrato Abramo al ritorno dalla macellazione dei re, e lo benedisse … (7:1), perché era ancora nei lombi di suo padre, quando Melchisedec l´incontrò. (7:, 10 );… che bisogno c’era che sorgesse un altro sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec … (7:11); Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec (7, 17);

In chiusura di questo articolo, voglio parlare del malcontento che ho sempre avuto con i settari fanatici religiosi che urlano che solo loro hanno ragione e che tutti gli altri sbagliano. Spesso insultano, imprecano, irridono, e respingono coloro con i quali non sono d’accordo, sperando di chiudere la bocca degli antichi. In molti casi, queste dispute religiose su presunte “differenze” causano diffusi spargimenti di sangue e miseria nel mondo. Io sono un cattolico e fiero di esserlo. Ma mi dispiace quando sento i sacerdoti, suore e laici predicare che chi non è un cattolico va verso l’inferno.

La parola “cattolico” deriva dal sanscrito Ketu-Loka, che significa ” Leader universale”. Ma come può essere una religione “universale” se è esclusiva, bloccata rispetto a nazioni come l’India, che non solo ai cattolici hanno dato la loro bibbia, ma anche quel Cristo che loro venerano? Ho mostrato come il parallelo tra la nostra Bibbia e i libri sacri indù concordi quasi perfettamente, da ogni punto di vista linguistico, culturale, spirituale, ecc. Anche la relazione incestuosa tra Brahma e Sarasvati corrisponde con quella di Abramo e Sara. L´India ha bene il diritto a essere la vera terra santa di tutta l’umanità. Le principali differenze tra cristiani e indù derivano dal fatto che la forma indù del cristianesimo rimase in India, e che il cristianesimo occidentale sappiamo che è stato esportato all’estero. Naturalmente, la separazione geografica ha causato alcune variazioni nei due insegnamenti simili, così come culturalmente. Inoltre, dobbiamo tenere presente che, per molte centinaia di anni, queste storie sono state tramandate oralmente, di padre in figlio. Modifiche, abbellimenti, e opinioni diverse si sono infiltrate attraverso le fibre del tessuto principale.

Si tratta di una strana anomalia che le nostri sette cristiane vogliano convertire gli indù agli stessi insegnamenti religiosi che quest’ultimo ha dato al mondo e ancora pratica!

Ho ampiamente dimostrato che tutti noi, non importa quali siano le nostre rispettive religioni e nazionalità, siamo i nipoti dell´India, Potrà questa conoscenza aiutarci a mantenere noi stessi e il mondo?

Se, giunti fino a qui, non vi siete ancora convinti che Melchisedec era Lord Krishna, e che Gesù è l’incarnazione di Krishna (Melchisedek), come Paolo stesso ha spiegato, non ho più altra risorsa, se non darvi una prova solida direttamente dalla bocca degli Indù stessi! Questo dovrebbe porre fine alla questione. Si tratta di un fatto verificabile che uno dei nomi di Krishna era Sàdhaka. Essendo un re, a Krishna ci si sarebbe dovuti rivolgere come Malika (Re) Sadhaka. Se siete ancora in dubbio, andate al sito e digitare Krishna sàdhaka. Potrete avere da subito tutte le prove che desiderate.

FONTE : www.antikitera.net

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Religione

CRONOLOGIA DEI DOGMI

Ratzinger-Kereszt

Qualsiasi struttura di potere rimane tale solo se ha un ampio consenso tra la popolazione. Sembrerà paradossale, ma anche il potere, se non riesce più a contrastare le forze innovatrici è costretto ad adattarsi per sopravvivere. La religione si è dovuta adeguare alla morale sociale della maggioranza o rischiare l’abbandono di massa. A dimostrazione di questo si può vedere come i dogmi della Chiesa, i pilastri su cui fonda il credo Cattolico, ritenuti dai fedeli espressione di un volere divino, sono in realtà soggetti ai tempi e alle opinioni umane.

 375 – Mentre i primi cristiani veneravano solo Dio, la Chiesa introdusse il culto dei SANTI e degli ANGELI, per compiacere le tendenze politeiste del popolo.

 431 – Il Concilio di Efeso, sulla base di forti pressioni popolari che “reclamavano” per l’assenza di “divinità femminili” nel Cristianesimo, proclamò MARIA “Madre di Dio”. Tale rassicurante e superstiziosa venerazione colmava il “vuoto” lasciato dalle varie Dee della religione pagana.

 593 – Il vescovo di Roma Gregorio Magno “inventa” il PURGATORIO. Questa leggenda permetterà alla Chiesa, per molti secoli, fino a tutt’oggi, di “vendere” suffragi, indulgenze, “promozioni” in paradiso.

 788 – La chiesa cattolica adotta ufficialmente l’adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie dei santi. I primi cristiani, proprio come gli ebrei, consideravano IDOLATRIA ogni pratica di questo tipo, poiché il secondo dei famosi DIECI COMANDAMENTI di Mosè proibiva il culto delle immagini, e ciò poteva turbare i sinceri devoti, la chiesa MODIFICO’ addirittura la lista dei dieci comandamenti, CENSURANDO il secondo e dividendo i 2 l’ultimo.

 995 – Giovanni 14° introduce la “canonizzazione dei santi”. Nel Nuovo Testamento il termine “santi” si riferisce a TUTTI I MEMBRI della comunità. Paolo conclude le sue lettere con la tipica espressione “un saluto a tutti i santi”. Si potrebbero fare molti altri esempi. L’idea che essere “santo” sia una condizione pressoché IRRAGGIUNGIBILE per le persone comuni ha una precisa funzione POLITICA in quanto avvalora l’idea di una società GERARCHICA, dove i poveri, i semplici e gli umili possono soltanto sottomettersi ai “potenti” (sia del Cielo che della… Terra!) ed invocare la loro MISERICORDIA piuttosto che reclamare GIUSTIZIA!

 1055 viene creato il Limbo. «Le anime di coloro che muoiono in peccato mortale attuale o nel solo peccato originale scendono subito all’Inferno ma puniti con pene differenti» (Concilio di Firenze, bolla Laetentur Coeli)

 1079 – papa Gregorio 7° introduce il CELIBATO DEI PRETI. Prima di allora infatti i preti potevano sposarsi ed aver figli che ereditavano il patrimonio del genitore.

 1215 – Papa Innocenzo 3° proclama il “dogma” della TRANSUSTANZAZIONE. Ovvero, il pane dell’eucarestia (in seguito ostia) cessa di essere un semplice SIMBOLO della COMUNIONE per diventare “vero corpo e vero sangue” di Gesù.

 1215 – Nello stesso anno in cui fu introdotta la “transustanzazione”, Innocenzo 3° rese OBBLIGATORIA la cosiddetta “confessione auricolare” ovvero quella fatta all’orecchio del prete. I primi cristiani offrivano solo a Dio il loro pentimento, nella loro interiorità. In questo modo la Chiesa entrò in possesso dei segreti di molti potenti.

 1311 – Il battesimo per aspersione dei fanciulli viene reso legale dal Concilio di Ravenna. I primi cristiani battezzavano solo gli adulti, in quanto il battesimo rappresentava un semplice rito simbolico di rinascita, adatto a sottolineare l'”iniziazione” dei convertiti.

 1439 – Il Concilio di Firenze trasforma in “dogma” di fede la leggenda popolare del PURGATORIO. Non c’è assolutamente nulla nelle scritture cristiane che alluda ad un simile “luogo” metafisico. Tale credenza viene incoraggiata dalla chiesa cattolica con il solo scopo di spaventare i fedeli e, al tempo stesso, per renderli più dipendenti dalle interessate indulgenze della Chiesa.

 1854- Papa Pio IX proclama il nuovo dogma della cosiddetta Immacolata Concezione. Prosegue dunque il processo di “divinizzazione” di Maria, perché la chiesa cattolica, abile manipolatrice di menti e di popoli, sa molto bene che più si accentua il ruolo delle divinità “materne” e più la gente regredisce a livello infantile, diventando così ancora più sottomessa all’autorità della Chiesa (che guarda caso, anch’essa si autodefinisce come “santa madre”).

 1870- Papa Pio IX impone alla chiesa cattolica un assurdo privilegio che nessun Papa precedente aveva osato mai reclamare: quello della INFALLIBILITA’ DEL PAPA. Guarda caso, ciò è accaduto nello stesso anno in cui la Chiesa, con la presa di Roma, ha perso definitivamente il potere temporale. Quasi una “rivincita” dunque, sul piano di una pretesa autorità assoluta in campo spirituale e morale.

 1950 – PIO XII proclama che il corpo di Maria sarebbe “volato via”, in cielo (dogma della cosiddetta ASSUNZIONE). Dove si troverebbe ora? In orbita intorno alla Terra? I fedeli cattolici, ormai immunizzati ad ogni senso del ridicolo, privi di ogni capacità critica, si accontentano del fatto che nel calendario ci sarà un giorno festivo in più, ovvero il 15 agosto, ripristinando un’antica festa in onore della dèa Diana.

 2007 Papa Benedetto XVI abolisce il Limbo, immagino migliaia di anime costrette a traslocare.

FONTE : Jhon Doe

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Religione

LA PASQUA

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La Trinità “Cristiana” è la trinità babilonese sotto mentite spoglie. NIMROD (il pesce), suo figlio, TAMMUZ (che morì per salvare l’umanità), e sua “madre”, la Regina SEMIRAMIDE (la colomba) [imago archetipico della Grande Madre, come Iside e la Madonna], vennero trasformati nel PADRE, FIGLIO e SPIRITO SANTO del Cristianesimo. Il simbolismo babilonese è stato portato avanti sia nelle religioni che essi fondarono [ereditando i miti dei Sumeri] sia nei simboli e nell’architettura delle nostre città. A BABILONIA, NIMROD venne anche simboleggiato come il DIO PESCE, Oannes. I cattolici venerano MARIA, LA VERGINE “Madre di Gesù” e “Regina del Cielo”, nello stesso modo in cui i Babilonesi veneravano SEMIRAMIDE, la vergine “Madre di TAMMUZ”, e “Regina del Cielo”, e in cui gli Egizi veneravano Iside, la vergine “Madre di HORUS” e “Regina del Cielo”. Si narra che SEMIRAMIDE fu fecondata da “Dio” – i raggi del Dio Sole, NIMROD, noto anche come BAAL presso i Fenici.

I “figli nati da una vergine” – GESÙ e HORUS – erano entrambi collegati al simbolo del PESCE, così come NIMROD. Le storie dei Vangeli, sulle quasi si basano “GESÙ” e il Cristianesimo, sono una massa di simboli delle scuole misteriche egizie/sumere/babilonesi che si riferiscono al CULTO DEL SOLE e della Terra. La stessa storia di base del “nato il 25 dicembre, morto per salvare l’umanità” era largamente diffusa migliaia di anni prima del Cristianesimo e si riferiva a divinità solari venerate in molte e varie culture, tra cui quelle di Roma (MITRA) e di Babilonia (TAMMUZ – il “figlio del Dio Sole”). Le aureole che appaiono nelle immagini dei personaggi del Vangelo [e dei Veda induisti] si ispirano al modo in cui gli antichi raffiguravano le loro divinità solari, per l’appunto con un’aureola per simboleggiare ciò che esser rappresentavano – IL SOLE.

Quando TAMMUZ morì, SEMIRAMIDE disse che era “asceso al padre”, il Sole o BAAL [teonimo che significa “Signore”, proprio come “EL”, l’ebraico per “Dio”], e che sarebbe stato venerato sotto forma di fiamma. La festività cristiana della PASQUA ha la stessa origine. La Pasqua [EASTER in inglese] deriva dalla divinità babilonese ISHTAR [la celtica EOSTRE e la germanica OSTARA] (ancora SEMIRAMIDE) che celebrava suo figlio, TAMMUZ, che era il “figlio unigenito della DEA LUNA e del DIO SOLE” – NIMROD e SEMIRAMIDE. Anche le “UOVA DI PASQUA” (ISHTAR) e il “CONIGLIETTO PASQUALE” derivano da BABILONIA. La Regina SEMIRAMIDE [associata alla fertilità] diceva di essere venuta dalla LUNA in un UOVO gigante [associato alla fertilità], poi divenuto noto come uovo di ISHTAR. Si narra che TAMMUZ [associato alla fertilità] avesse una vera passione per i conigli [associati alla fertilità], e da qui ecco l’origine del coniglietto pasquale. Essi mangiavano anche le “torte sacre” con una “T” sulla superficie – l’origine delle nostre focaccine calde con la croce. La “T” è uno dei principali simboli della massoneria, in parte per i suoi collegamenti con BABILONIA e TAMMUZ. L’ostia cristiana utilizzata nelle funzioni cattoliche deriva dall’egizio TA-EN-AAH – il pane sacrificale della luna. I cristiani credono che il pane simboleggi il “corpo di Gesù” mentre in realtà essi prendono parte a un rituale riconducibile alla DEA LUNA EGIZIA».

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