Gnosticismo

L’ALLEGORIA GNOSTICA

lucifero

Nella tradizione gnostica Lucifero non è identificato con Satana, il diavolo cristiano. Lucifero è il Dio della luce, il portatore di saggezza e conoscenza. Il Luciferismo, talvolta chiamato satanismo, è un modo di usare l’oscurità per ascendere verso la luce.

Lucifero è l’immagine del vero Dio che è stato imprigionato nella materia per renderla perfetta. È la “stella del mattino”, l’ultima stella ad essere visibile prima dell’alba. Non è propriamente una stella, ma il pianeta Venere. Satana è un altro nome talvolta attribuito al demiurgo e agli arconti, divinità inferiori che creano le regole.

Per capire il Luciferismo gnostico occorre capire il dualismo gnostico. Il principio di dualismo si fonda su una considerazione di base: se tutto è Uno, non può esistere una parte senza il suo opposto. La luce esiste proprio in relazione al suo opposto, il buio. E così bene e male, maschile e femminile e tutte le coppie di opposti.
Inoltre tutti gli stati dell’essere esistono contemporaneamente.
Le rocce e gli alberi pur esistendo nel mondo del dualismo non hanno la stessa forma di autocoscienza degli esseri umani e degli animali. Questo è lo stato della separazione inconscia. Gli esseri umani e la maggior parte degli animali hanno coscienza di essere individui, cioè di essere “divisi”. Questo è lo stato della separazione cosciente. Ci sono anche coloro che sono coscienti pienamente che tutto è Uno, che tutto quello che fa parte dell’esistenza è solo un aspetto e manifestazione del “Vero Dio”, compresi se stessi. Per loro il mondo è perfetto e in armonia. Questo è lo stato dell’Unità cosciente. Uno di questi esseri è il Cristo.
Anche il concetto di Cristo è diverso per gli gnostici. Gesù fu una figura storica vissuta 2000 anni fa, mentre il Cristo è sempre presente. Gesù manifestò pienamente il Cristo. Cristo è identico a Lucifero: è un portatore di luce, ma si differisce per il fatto che egli è diventato pienamente cosciente. Non è più imprigionato dalle limitazioni della materia, non è più soggetto alla morte e alle reincarnazioni, e aiuta gli altri a raggiungere questo stato.
Attraverso il risveglio del Lucifero interiore, la morte può essere superata e il Cristo incarnato. In una sola vita si può raggiungere l’illuminazione riconoscendo l’illusione del tempo e della separazione.
Un altro mito connesso alla conoscenza come fonte di salvezza è quello di Prometeo.
Prometeo rubò il fuoco degli dei per portarlo al genere umano. Per punizione fu incatenato ad una montagna e ogni giorno un’aquila veniva a mangiare il suo fegato. Alla fine Ercole uccise l’aquila e liberò Prometeo.
Dal punto di vista gnostico Prometeo come Lucifero, ossia l’immagine del Vero Dio, è imprigionato nella materia ma continua nel suo scopo di portare la luce. L’aquila è il simbolo della forza sessuale usata per tenere l’uomo intrappolato alla materia. L’uccisione dell’aquila non significa dover rinnegare la sessualità o la materia, ma esprime semplicemente la necessità che spirito e materia siano uniti e che la materia riconosca la spiritualità perché avvenga il processo di conoscenza.
Ed ancora, Lucifero viene spesso rappresentato come un serpente, in questo caso considerato simbolo di conoscenza. Infatti Lucifero, nella forma di serpente, offrì a Adamo ed Eva il frutto proibito della conoscenza e mostrò loro che il creatore Satana li aveva intrappolati in un mondo miserabile di materia e sofferenza. Per gli gnostici dunque il serpente non è il demonio che li tenta verso il peccato ma è la fonte della conoscenza della verità. Per loro l’intera creazione, frutto del Demiurgo o Satana, è falsa e ingannevole, un tentativo fallito di imitare il Pleroma e il vero Dio. Il demiurgo impedisce all’essere umano il contatto con la sua realtà più vera, con il mondo superiore, il Dio Vero. Il demiurgo ha intrappolato l’anima umana in una forma terrena che la condanna ad un ciclo di sofferenza senza fine, attraverso il ciclo della reincarnazione. Ma Lucifero, l’Angelo della Luce, con grande sacrificio discende in questo inferno satanico per dare il frutto della conoscenza all’uomo e aprirgli gli occhi in modo da ricordargli la sua origine divina. Con la conoscenza l’essere umano è capace di rompere il ciclo della morte e della rinascita e di ascendere al Pleroma per l’eternità.
Per gli gnostici l’Inferno è proprio questa vita terrena, non un luogo al di là, un luogo di punizione esterno. Il demiurgo ha creato l’idea dell’inferno dopo la vita come luogo di punizione per coloro che gli disobbediscono durante la vita terrena. Infatti la funzione della religione come sistema di regole da rispettare pena la punizione divina è diventato nel tempo un sistema di controllo dell’essere umano che impedisce la sua libertà e la conoscenza del vero.
Per gli gnostici il cammino della conoscenza passa per la sofferenza, per l’inferno. Anche per Jung è così. Pensiamo al processo di individuazione. L’incontro con l’Ombra, la parte oscura di noi stessi dove risiedono tutti gli aspetti della nostra personalità che abbiamo rimosso o rifiutato perché considerati inaccettabili dal punto di vista etico o sociale, è il primo passo del processo di individuazione e sebbene sia molto doloroso scontrarsi con il proprio opposto, con la propria dualità, con il proprio diavolo, integrare l’ombra nella propria coscienza è fondamentale.
La sofferenza può essere la spinta che preme la psiche verso un processo di integrazione o di individuazione. Se sappiamo ascoltarla e lavorarci sopra la sofferenza è davvero la luce che ci porta verso l’illuminazione. Lucifero può essere davvero l’angelo della notte.
Il cammino verso l’individuazione non è affatto facile. Richiede innanzitutto la consapevolezza della limitatezza e falsità dell’Io. Anche per il buddismo l’Io è la fonte di tutte le sofferenze, perché è un’idea astratta creata dalla mente per aiutarci nella lotta alla sopravvivenza ma che allo stesso tempo divide, separa, si “attacca” alle cose e al piacere, “desidera” in un turbinio senza fine e è la fonte di tutte le sofferenze.

Ci sono elementi comuni a tutte le religioni ed è bene lavorare su ciò che si ha in comune piuttosto che su quello che ci divide. Comune è l’idea che la sofferenza dell’uomo deriva dal suo senso di divisione da Dio, che è tutto, eterno, immutabile, divino. In molte religioni l’essere umano lotta per superare la divisione e ritornare a Dio.
Poiché il mondo che l’essere umano vede all’esterno è una proiezione di ciò che è dentro di sé l’allegoria dello gnosticismo ci aiuta a capire la psiche umana.
Mentre le piante e i minerali non hanno senso di divisione dal tutto ma una inconscio senso di appartenenza al tutto e non hanno un senso di individualità, gli esseri umani e molti animali sono coscienti di essere divisi o individui, o almeno credono di esserlo. Nell’essere umano l’Io è il demiurgo, un Io alienato che ha perso il contatto con il suo inconscio personale e quello collettivo, che si sente separato ma arrogantemente pensa di essere perfetto. Il mondo da lui percepito con gli occhi della mente è però imperfetto e causa di sofferenze. Non avendo più la coscienza della sua natura divina e della sua appartenenza al tutto è intrappolato nella materia.
La separazione stessa dal tutto è la sua primaria causa di sofferenza.
L’Io stesso è però l’eroe che sente la spinta verso la conoscenza, che desidera ritrovare la luce, la completezza e l’integrazione e perciò comincia il suo viaggio verso l’individuazione. La sua prima conquista è “aprire gli occhi” e accorgersi dei suoi limiti.
Per far ciò deve superare le barrire della mente, perché la mente separa e divide, condanna e crea pregiudizi. La mente è uno strumento meraviglioso, ma a volte è limitata, imperfetta, ripetitiva. Nonostante questo, abbandonare la mente ci porta verso l’irrazionalità e la pazzia. La mente è uno strumento prezioso che elabora, include, trasforma.
L’impresa è la conoscenza di se stessi, lavoro che porta a rendere cosciente parte dell’inconscio. L’Io non scompare, non viene distrutto, ma rivolge la sua attenzione alle profondità dell’inconscio e con esso si integra. La coscienza si allarga.
La gnosi o l’illuminazione, come nella tradizione buddista, è il momento in cui l’uomo scopre il Buddha in sé, in cui entra nello stadio di una cosciente riunificazione, supera le barriere della divisione e arriva ad una integrazione totale dell’inconscio nel conscio. Realizza così la sua origine divina e l’integrazione della materia con lo spirito.

Come diceva Jung oggi il pericolo maggiore per la sopravvivenza della specie umana e della Terra è rappresentato proprio dall’uomo, che non si conosce, non sa chi è né cosa vuole.
Il cuore è capace di connettersi con l’infinito, il cuore conosce la saggezza. Forse è arrivato il momento di prestargli più ascolto e cominciare la nostra personale Gnosis Kardias.

FONTE

A.R.

Standard
Disclosure

VENERE, MERCURIO E L’ATTENTATO AL W.T.C.

911

In molti libri di occultismo, simboli quali le stelle a 5 o 6 punte vengono spesso associati al satanismo, alla stregoneria eccetera. Secoli di oscurantismo hanno creato così tanti pregiudizi e convinzioni errate che il loro vero significato è stato dimenticato. Purtroppo il buio della ragione partorisce mostri, e fra questi bisogna annoverare anche i gruppi religiosi e occultistici che hanno cominciato ad usare tali simboli per rappresentare e adorare lo spirito del male. A peggiorare le cose, si aggiunga l’atteggiamento di intolleranza e di censura con cui le religioni imperanti hanno demonizzato quei simboli, anziché raccontare la verità sulle loro origini, finendo così per generare fanatismo ed isteria collettiva. Gli effetti sono stati devastanti. Provate a chiedere alle persone di spiegarvi il significato di un pentacolo : la maggior parte di loro vi risponderà che probabilmente si tratta di simboli magici, se non addirittura di immagini demoniache. Ancora oggi, in pieno XXI secolo, quasi nessuno sa che in realtà simbolizzano aspetti astronomici di due pianeti, Venere e Mercurio.

In verità tutti i simboli – sia quelli oramai universalmente noti, sia quelli ancora riservati al mondo iniziatico – possono essere interpretati a più livelli : esoterico, astronomico, astrologico, eccetera. E a sua volta ogni livello può consistere di vari piani interpretativi a seconda della preparazione iniziatica dell’osservatore e addirittura delle sue capacità meditative. Qui mi limiterò ad esaminare le stratificazioni di significati della stella a 5 punte e di quella a 6 punte : due esempi sufficienti per farvi comprendere quanta e quale differenza può esservi fra le interpretazioni di tipo esoterico e quelle astrologico-astronomiche.

LA STELLA A CINQUE PUNTE

La stella a 5 punte, detta anche pentalfa, è una simbolo antichissimo che è possibile ritrovare anche sulle ceramiche etrusche. Nell’antica cultura egizia, le stelle del cielo venivano disegnate appunto con 5 punte. Come ho detto,  oggi le si attribuiscono due significati opposti ma correlati : se l’apice centrale è orientato verso il basso, la stella diviene un simbolo maligno e perverso, legato alla magia nera ; se è orientato verso l’alto (pentacolo pagano) essa è considerata un simbolo spirituale e positivo, legato alla magia bianca. Sia Pitagora, che scrisse pagine fondamentali della storia esoterica, sia Leonardo Da Vinci, intuirono una connessione fra il disegno della stella a 5 punte e l’essere umano. Pitagora la inscrisse intuitivamente in un cerchio considerato invisibile come la vera natura della realtà lo è ai 5 sensi. Ma i 5 apici rappresentano anche i 5 anni di meditazione e studio richiesto dal filosofo greco all’allievo che volesse conseguire l’iniziazione ed entrare a conoscenza dei sacri saperi. Infine, ad un ulteriore livello di senso, simbolizzano i 5 elementi : etere, aria, acqua, fuoco e terra. Il numero 5 è “quintessenza spirituale” ovvero l’elemento spirituale del mondo “puramente” immateriale che vivifica e si riveste dei 4 classici elementi. Non a caso, l’iniziato pitagorico considera il pentagramma come una potente espressione mistica della “sacra perfezione divina” nonché dell’armonia fra spirito e materia, fra anima e corpo. Nell’uomo vitruviano di Leonardo, le braccia e le gambe sono genuinamente aperte a toccare i punti di una circonferenza perfetta. L’apice superiore della stella contiene la testa, intesa convenzionalmente come “sede dello spirito” a simbolizzare esotericamente il dominio assoluto dello spirito stesso sulla materia. La materia è dunque subordinata alla forza di volontà spirituale. Inol3 funge da mediatore fra alto e basso, rispettivamente rappresentati dagli altri 4 vertici : due superiori (gambe) e due inferiori (gambe).

Per la sua particolare configurazione geometrica, nel campo degli studi esoterici applicati all’occultismo la stella a 5 punte fu considerata un potete strumento a fini di protezione e guarigione. In ambito s3ttamente occultistico viene usata per lanciare o potenziare incantesimi, nonché come base per aprire varchi interdimensionali su realtà distanti per tempo, matrice e spazio. Ma come ho già accennato, esiste un ulteriore tipo di interpretazione che consentirebbe di comprendere almeno in parte la forma mentis e il modus operandi dei moderni ILLUMINATI.

La stella a 5 punte infatti ha anche una valenza astrologico-cerimoniale. Disegnarla con l’apice centrale rivolto verso l’alto o verso il basso significa secondo il codice “occulto” riferirsi rispettivamente a due tipi di allineamenti, chiamati astrologicamente “congiunzioni”. I pianeti interessati sono Venere, La Terra ed il Sole. Si parla di “congiunzione” astrologica quando due corpi celesti (pianeti o astri) si vengono a trovare sulla stessa verticale rispetto all’orizzonte geografico. Quando Venere attraversa il suo ciclo di otto anni, si congiunge 5 volte con il Sole, e unendo queste congiunzioni si ottiene un pentagono. In realtà avvengono ben dieci congiunzioni con il Sole, di cui 5 vengono definite superiori (Venere dietro il Sole) e 5 inferiori (Venere davanti al Sole). Se prendiamo l’eclittica (ovvero il percorso apparente del Sole nella volta celeste attraverso le dodici costellazioni dello Zodiaco) e uniamo i punti in cui sono avvenute le congiunzioni superiori, si ottiene una stella a 5 punte con apice verso il basso. Viceversa, unendo i punti delle congiunzioni inferiori, otterremo una stella a 5 punte con apice verso l’alto.

Tutto il resto, le connotazioni occultistiche, magiche e religiose furono aggiunte successivamente per scopi strategici, militari e politici. In particolare per relegare grandi numeri di individui in nome di un credo comune in modo tale che fosse più facile tenerli aggregati. Mantenendo le popolazioni nell’ignoranza e nella superstizione, rendendole timorose delle loro divinità, le caste sacerdotali che si arrogavano il ruolo di uniche intermediarie con la divinità ottenevano il potere e lo esercitavano sulle masse schiavizzate.

LA STELLA A 6 PUNTE

La stella a 6 punte, nota anche come SIGILLO DI SALOMONE, è strettamente legata all’Ebraismo.  Si tratta di un’ESALFA, costituito dall’intersecarsi di due triangoli equilateri identici per dimensioni, l’uno orientato verso l’alto e l’altro verso il basso. Anche in questo caso si avranno tante interpretazioni a seconda che si analizzi il simbolo da un punto di vista esoterico, occultistico o astrologico, e ogni ambito avrà a sua volta più chiavi di lettura. Secondo una delle interpretazioni esoteriche di più facile e immediata comprensione anche per i non iniziati, l’esalfa esprime l’armonizzazione fra due opposti : cielo e terra, bene e male, principio maschile e femminile, sfera del mondo celeste e sfera del mondo materiale. Tramite l’esalfa è anche possibile simbolizzare lo status psicofisico raggiunto dall’essere umano nel momento in cui trova un baricentro esistenziale che armonizzi gli impulsi bestiali dell’istinto naturale di sopraffazione con quelli evoluti e fini dell’intelletto. Esso esprime anche l’incontro fra le pulsioni spirituali e quelle fisiche da cui matura la forza interiore e dunque scaturiscono l’equilibrio e la serenità. Ma vi è anche un’altra interpretazione riferita alle forze sessuali : il triangolo con l’apice verso il baso rappresenta lo YONI, l’organo genitale femminile) il potere di accoglimento e di generare la vita, che si unisce al triangolo con l’apice verso l’alto, il LINGAM, la potenza del fallo maschile in stato di erezione che dona il seme. E ancora, l’incontro del triangolo maschile/solare/polarità positiva, con quello femminile/lunare/polarità negativa. Sebbene l’esalfa sia un simbolo antichissimo e ubiquitario, al punto da unire idealmente culture anche molto lontane da un punto di vista storico e geografico, la sua esistenza iniziò a diffondersi in ambienti occultistici di matrice profana sono nel Medioevo. Essendo un simbolo archetipale è possibile trovarlo in diverse civiltà, anche antagoniste. Per esempio, pur essendo il simbolo per antonomasia della cultura ebraica, lo si ritrova anche in quella islamica, utilizzato a fini occultistico-terapeutici. Se esaminiamo lo stesso simbolo da un punto di vista occultistico, vediamo che nella magia talismanica assume il nome di SIGILLO DI SALOMONE. Secondo la tradizione ebraica, RE SHELOMOH era figlio di RE DAVIDE. Ol3 a godere fama di grande saggezza, Salomone era considerato un potentissimo occultista, tanto esperto da riuscire a realizzare senza correre alcun pericolo un particolare sigillo – che in seguito prenderà appunto il suo nome – capace di sottomettere i demoni e farli lavorare per lui. Secondo alcuni miti, la costruzione del Tempio di Salomone sarebbe stata infatti operata da creature demoniache a lui asservite. Ma lo stesso sigillo poteva essere usato anche per invocare protezioni e presenze angeliche. Esso divenne talmente popolare nel Medioevo che ancora oggi diversi testi di magia bianca e nera insegnano come dipingerlo. Lo si disegna a terra e sul torace di colui che opera arti occulte nel corso di particolari cerimonie a carattere invocativo, al fine di difendersi dalle energie elettromagnetiche negative scaturenti dall’apertura di determinati portali che si dice mettano in comunicazione il mondo terreno con quello demoniaco. Il Sigillo di Salomone è chiamato anche SCUDO DI DAVID, STELLA DI DAVID, STELLA DI SION ed è presente anche nella bandiera dello Stato di ISRAELE.

Occidentalizzando il nome di ISRAEL e suddividendolo in 3 gruppi di due lettere ciascuno, otteniamo una trinità costituita da :

  • ISIDE (Dea Egizia della Luna)
  • RA (Dio Egizio del Sole)
  • EL (Dio Supremo delle tradizioni protoebraiche)

Ebbene, i Cavalieri Templari scoprirono all’interno del secondo Tempio di Salomone la vera origine dell’ebraismo e della religione Cattolica : una verità talmente scomoda che il papato vide nel loro Ordine una minaccia al potere della Chiesa e con l’aiuto del monarca francese li fece arrestare tutti con la falsa accusa di “Satanismo”.

La vicenda è doppiamente ipocrita, se si considera che l’entità chiamata “Satana” è quella creatrice del genere umano e liberatrice dalla schiavitù imposta loro dal vendicativo, geloso, possessivo, immaturo, schizofrenico, capriccioso e contraddittorio  “JAHWEH”. Tra l’altro, nella stessa Bibbia, si noti che men3 “Satana” uccide meno di dieci, “JAHWHEH” (“DIO”) ne uccide diversi milioni.

L’ATTENTATO AL WORLD TRADE CENTER

Cosa rappresenta dunque l’esalfa? La risposta, come nel caso del pianeta Venere, si trova levando gli occhi al cielo : l’oggetto della nostra ricerca non è una divinità, ma un pianeta! Il suo nome è Mercurio, la cui orbita nel sistema solare è interna rispetto a quella terres3 (analogamente a Venere). Ma a differenza di Venere, Mercurio entra in congiunzione con il Sole ogni 116 giorni per un totale di 6 congiunzioni : 3 superiori e 3 inferiori. Se uniamo rispettivamente i loro punti sull’eclittica, otteniamo due perfetti triangoli equilateri. Sovrapponiamoli e avremo la stella a 6 punte, L’ESALFA. In estrema sintesi, se il PENTALFA rappresenta il ciclo stellare di VENERE, L’ESALFA rappresenta quello di MERCURIO.

Far parte degli ILLUMINATI non significa soltanto avere lo stesso tipo di sangue, le stesse caratteristiche genetiche, gli stessi obiettivi, ma soprattutto condividere una vastissima cultura iniziatico-esoterica, occultistica, mitologica, astrologica eccetera. Attraverso questa forma di conoscenza, le famiglie degli ILLUMINATI realizzarono un codice  che consentisse loro di comunicare indisturbati per millenni, anche fra i membri di casati che non si conoscevano personalmente, dichiarando la famiglia di appartenenza, la funzione svolta, il significato delle azioni compiute…

Facciamo un esempio pratico. Immaginate di appartenere ad una famiglia discendente da nobili del Sacro romano Impero e di voler costruire un edificio che simbolizzi la compravendita a livello globale. La divinità che nell’antica Roma proteggeva i commercianti e gli affari era MERCURIO, quindi il primo passo consisterà nel trovare uno o più elementi che possano rappresentare visivamente questa divinità. Chiunque, per puro caso, po3bbe aprire una sede commerciale e chiamarla “Mercurio” senza per questo essere necessariamente un Illuminato. Ma le cose cambierebbero notevolmente se gli autori dell’edificio avessero cura di avviarne la costruzione sotto il segno zodiacale dei GEMELLI, governato dal pianeta Mercurio, o gli dessero un aspetto che li simbolizzi. Ebbene, sarà un caso, ma i due grattacieli del WORLD TRADE CENTER erano chiamate anche Torri GEMELLE. Gli Illuminati starebbero usando da millenni queste modalità di “comunicazione” per riconoscersi fra loro, indicare le loro proprietà, rivendicare determinati eventi. Agli occhi dei profani questa comunicazione basata sulle simbologie po3bbe sembrare complessa e inverosimile, eppure in fin dei conti non è più di quanto non lo sia per i profani stessi il ricorso a determinati simboli religiosi durante le festività natalizie o pasquali. L’apparente distanza fra le due forme di comunicazione è dovuta ad una differente educazione culturale. Pochissime persone, per esempio, avranno notato la presenza nei pressi del WORLD TRADE CENTER di New York di due grattacieli le cui sommità sono rispettivamente di forma emisferica e di forma piramidale. La Sfera e La Piramide simbolizzano rispettivamente il principio polare maschile e quello femminile. Tutto ciò rafforza l’ipotesi che l’intero complesso del WTC avesse fin dall’inizio una particolare matrice esoterica. Ancora meno persone avranno applicato la riduzione numerologica alla data 11/09/2001, da cui si ottiene il numero 5 : il pentalfa utilizzato come catalizzatore nel corso di operazioni di occultismo, considerato anche il simbolo stesso della stella “Lucifero/Venere”. E pochi avranno notato che, unitamente alle due Torri, durante il famoso attacco “terroristico” dell’11 SETTEMBRE è crollato anche un terzo edificio siglato dal NUMERO 7 (valore esoterico che indica il “compimento”). Pochissimi inol3 sanno che, dagli studi effettuati per determinare le cause del crollo del palazzo 7 (sede di agenzie governative e servizi segreti) risulterebbe il cedimento della colonna numero 79. Applicando la numerologia a questo valore otteniamo ancora 7 (79= 7+9=16=1+6). Le leggi degli Illuminati stabilirebbero che le guerre interne vengano appunto siglate da simboli, numeri e riferimenti astronomici-astrologici legati alle loro tradizioni.

Sarebbe impresa improba cercare di esporvi sistematicamente la miriade di simboli e interpretazioni presenti nella banconota da un Dollaro, i suoi legami con l’elalfa, con Mercurio, con le Torri Gemelle e con il ciclo di un pianeta considerato tradizionalmente malefico quale SATURNO/SHABBATAI, la sua associazione allo JAHWEH biblico e alla Monade Gnostica, nonché il rapporto fra tutti questi elementi e la Terza Sephiroth (BINAH) della KABBALAH, o ancora i suoi 4 piani dimensionali e i 13 gradini della piramide sul Dollaro suddivisi secondo il computo del tempo Maya. Se volessi fare una cosa del genere, dovrei scrivere un’intera enciclopedia. La conoscenza esoterica e occultistica e la cultura sapienziale, come forse stato cominciando ad intuire, sono talmente complesse da andare ol3 ogni umana immaginazione.

Ovviamente io vi espongo “teorie” senza alcuna pretesa di verità. Ma se queste mie teorie avessero un substrato di realtà, dovremmo dedurre che sia gli ideatori del WORLD TRADE CENTER sia coloro che l’hanno distrutto avessero una preparazione non prettamente “tecnica” ma anche esoterica. Il che confermerebbe il sospetto che sia in corso una guerra tra gruppi diversi ma comunque appartenenti a culture caratterizzate da una forte matrice ritualista, e che tutto il mondo economico e politico ne sia da sempre invisibilmente condizionato. L’opinione più diffusa è che la distruzione delle Torri Gemelle sia opera della CIA e dello stesso presidente Bush, cui serviva un pretesto per attaccare l’Afghanistan, nonché aumentare la sorveglianza sul mondo e sugli stessi cittadini americani. Alla luce dei simboli finora esposti, tuttavia, po3mmo rileggere l’attacco in un’altra chiave. Come si è detto, le due Torri erano il simbolo del commercio. Il commercio è rappresentato da Mercurio, il cui simbolo è la stella a 6 punte, l’esalfa noto anche come Sigillo di Salomone. Ebbene, il Tempio di Salomone a Gerusalemme era il simbolo del potere economico e vi si accedeva proprio attraverso due colonne, JOACHIM  e BOAZ. Le Twin Towers e l’intero complesso del WTC rappresentavano simbolicamente il potere economico delle ricchissime famiglie di matrice ebraica, ovvero gli ILLUMINATI DI MORIAH. Chiunque abbia ideato e favorito l’attacco alle Torri, po3bbe averlo fatto per distruggere il simbolo del potere dei MORIAH. Non è stato un attacco terroristico, ma una dichiarazione di guerra. Una guerra rivolta non contro il popolo statunitense, ma contro i loro governanti occulti. Ad ulteriore conferma, fra gli obiettivi è stato colpito anche il PENTAGONO, la sede del Dipartimento della Difesa. Dentro la figura geometrica detta Pentagono è possibile inscrivere una stella a 5 punte perfetta : è il pentalfa, ma è anche il simbolo del pianeta Venere, e dunque della divinità babilonese ISHTAR. Esse non sono solamente “le dee dell’amore” , ma anche divinità della guerra in cui in determinati periodi dell’anno venivano tributati anche sacrifici umani per propiziarsi la vittoria. A

Ad ogni modo, chiunque abbia attaccato gli USA mirava a colpire i simboli dei MORIAH. Si tratterebbe di un INSIDE JOB nella misura in cui tutte le negligenze commesse dalla difesa statunitense po3bbero essere state provocate da poteri interni agli Stati Uniti che si erano accordati per favorire la realizzazione di determinati obiettivi.

Tornando ai molteplici significati del pentalfa e dell’esalfa, l’importante è aver compreso come i simboli che vi circondano o addirittura che indossate non abbiano un significato univoco. In verità tanti simboli demonizzati per secoli dai poteri religiosi, che perseguitarono e mandarono  a morte centinaia di migliaia di persone innocenti in tutta Europa, non avevano alcun legame con il male. Gli stessi culti pagani – accusati di “satanismo” –  erano in realtà un insieme di tradizioni contadine, antiche conoscenze mediche e astronomiche di civiltà pregresse mescolate a saggezza e superstizione popolare. Il termine “pagano” significa semplicemente “abitante del villaggio” . Anche il tanto demonizzato “Sabba”  – che le menti contorte di certi inquisitori cattolici si immaginavano come una serie di rituali orgiastici di accoppiamento fra giovani s3ghe e il Demonio – viene dal greco SABATHON, che significa semplicemente “fine dei grandi lavori agricoli”.  In origine, dunque, non vi era assolutamente nulla di malvagio. Solo in seguito, sulla base dei contenuti degli atti processuali stilati dal Tribunale Dell’Inquisizione, si iniziò a credere che il demonio esistesse veramente. Alcune persone si suggestionarono talmente che presero a celebrare i sabba esattamente come descritto dagli inquisitori. Analogamente si cominciò anche ad adorare Satana identificandolo erroneamente con “lo spirito del male”. Men3, come ben sanno i neopagani, la stessa parola “satanista” intesa nel suo vero significato non ha nulla a che vedere con demoni rossastri che torturano le anime dannate. Il termine “Satana” significa semplicemente “nemico”, “avversario”. E’ un aggettivo con cui gli Ebrei durante la cattività Babilonese iniziarono a chiamare il Dio ENKI quando intorno all’anno 650 a.C. dalla biblioteca di Assurbanipal appresero che aveva creato e salvato i loro invidiati e odiatissimi carcerieri.

Lo stesso nome dell’arcano “Lucifero” in origine era privo connotazioni negative. Era infatti uno dei nomi con cui si indicava il pianeta VENERE. Gli antichi chiamavano Venere “portatrice di luce” perché nei periodi in cui sorgeva prima del Sole annunciava l’alba e poi spariva assorbita dal fulgore dell’astro solare. Il mito cattolico di Lucifero come demonio fu costruito proprio a partire da questa evidenza astronomica.  La tradizione pagana considerava il sorgere della stella “Lucifero” un atto di superbia nei confronti del Sole. E poiché il Sole era considerato una divinità, nei secoli nacque l’idea che quest’ultima avesse castigato quel piccolo astro che voleva primeggiare. Si noti la somiglianza con la storia dell’Arcangelo Lucifero che sfida dio e che per questo viene punito. La superbia di Lucifero/Venere è punita dalla potenza del Dio/Sole che l’avvolge nella sua luce, men3 la caduta dell’arcangelo ribelle simbolizza il successivo tramonto di Venere.

Allenare la mente a scoprire le analogie fra i fenomeni astronomici e i miti religiosi vi aiuterà a scoprire la vera natura di molti dogmi, presentati ai fedeli come “misteri della fede” ma in realtà volti a nasconderne le radici esotericamente pagane.

Analogamente alle religioni degli “abitanti del villaggio” anche i gruppi di potere occulto agirebbero seguendo gli eventi astronomici e astrologici. Ma a differenza di quanto accadeva nelle agresti e pacifiche cerimonie pagane, con loro celebrazioni gli Illuminati di Moriah nominano leader e dichiarano guerre.

Secondo alcune tesi, essi stanno cercando di pianificare, in concomitanza con la conclusione del CICLO DI VENERE (SETTEMBRE 2019) la famigerata Terza Guerra Mondiale. Un conflitto devastante che vedrebbe gli USA, Israele e la NATO scontrarsi con il blocco orientale capeggiato dalla vecchia superpotenza Russa e dalla nuova superpotenza Cinese.

Che sia in corso qualcosa di preoccupante lo si può sospettare anche dall’ampio dispiegamento di mezzi e tecnologie militari come lo scudo antimissile NATO attualmente in fase di realizzazione : secondo i suoi promotori servirebbe a proteggere l’Europa, paradossalmente è fonte continua di tensione con la Russia, che lo considera una minaccia al suo territorio. Si noti che questi sistemi bellici (guarda caso) verranno ultimati proprio nel 2019.

Se i Moriah dovessero rispettare il calendario esoterico e nessuno riuscisse a fermarne la follia distruttiva, il conflitto mondiale avrà inizio proprio in quell’anno e durerà fino al 2023, quando si concluderà anche il Ciclo Solare. Questa guerra, stando alla visione dei Moriah, servirà a ridurre drasticamente la popolazione terres3 e ad imporre ai disperati e sfiniti sopravvissuti – in cambio della pace – una nuova forma di governo unico che eliminerà le disuguaglianze foriere di conflitti. Quella che sembrerà una soluzione intelligente e logica nasconderà invece l’instaurazione di un immenso stato di polizia. L’umanità si ritroverà sottomessa ad un potere di tipo finanziario-occultistico i cui membri, tutti appartenenti a linee di sangue antichissime, hanno guidato gli eventi rimanendo sempre dietro le quinte e usando i Moriah come semplice paravento : è la famigerata “Fratellanza Nera”, cui si contrappone la “Bianca”.

Abbiamo dunque due forze in conflitto. Del resto, se esistesse solo quella “nera”, essa avrebbe già imposto il suo impero. Entrambe le fazioni si servirebbero dei Mass Media : gli Illuminati “neri” userebbero simbologie per assuefare le masse ad accettare passivamente la loro logica e il loro potere ; i “bianchi” invece le adotterebbero per trasmettere concetti altruistici universalmente validi nonché per mettere in guardia su quando, dove e come gli Illuminati della fazione “nera” colpiranno per dissetare le loro sanguinarie divinità.

Ciò che è importante capire è che, per quanto si possano combattere ferocemente, nel mondo della materia non vi potrà mai essere la definitiva vittoria di una fazione o dell’altra. Così come un atomo è composto di elettroni e protoni, cariche negative e positive, così tenebra e luce si porranno dinamicamente in equilibrio, e ci saranno periodi in cui il piatto della bilancia cosmica propende più a favore dell’uno e periodo in cui propende più a favore dell’altro.

FONTE : Adam Kadmon – Illuminati 

Standard