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I TRE SEGNI: LA DONNA E IL DRAGO, LE BESTIE, IL FIGLIO D’UOMO.

Tutta la UE, dal punto di vista simbolico, fa riferimento all’Apocalisse e al suo simbolismo. Se prendi una moneta da un euro o due, vedrai accanto alla cifra uno, o due, 6 linee, 6 stelle, e 6 linee. 666. Dodici stelle sono disegnate nel simbolo dell’Euro e nel simbolo dell’UE. Nessuno ha mai capito perché le stelle siano dodici, e non corrispondano al numero di stati dell’UE. L’Apocalisse però parla proprio di una donna vestita di sole, con una corona di dodici stelle. La Bestia 666 è poi un drago rosso, con dieci teste e sette corna; non a caso avevano nominato Draghi alla guida della BCE, che ha proprio 17 stati membri (10 teste e 7 corna). 

Il procedere di Giovanni è sempre quello dei settenari : ogni settenario è centrato sullo stesso tema, iI tema del senso salvifico della storia. Dio interviene nel mondo- contaminato dal maligno//demoniaco- per salvarlo per opera di Gesù cioè portarlo a compimento di perfezione. La creazione, nella storia, viene trasformata in una realtà compiuta e definitiva, libera dal male e dalla morte, l’Uomo definitivo.

Primo Segno-Paradigma. La Donna Vestita Di Sole E Il Drago Rosso.

Si ripercorre la storia della salvezza dal principio. La profezia-chiave:

Is 7,14 Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.( Dio è per noi )

La Creazione compiuta, l’Uomo definitivo è il frutto delle nozze tra lo Spirito di Dio e la creazione-Donna/umanità.

Nella storia della salvezza c’è sempre una Donna che partorisce per intervento divino : Eva, Sara, Rebecca…Maria. La Donna, per l’Amore Divino, porta vita // futuro salvifico nella storia

…finché Maria porterà Gesù “la” Vita. Gesù dona questa Vita a chiunque crede in Lui e raduna la sua Chiesa-popolo.

La Chiesa, Donna-popolo-sposa di Gesù, vive ed annuncia questa Vita-Gesù nella creazione-storia fino alla fine di quest’epoca.

La donna che genera vita-umanità è un paradigma della storia della salvezza.

Ap 12,1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 2 Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.

un segno grandioso
-un paradigma che lascia intravedere il mistero del progetto salvifico divino.

una donna– in ebraico il termine si riferisce sempre ad una donna sposata.

incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto- una donna sposata, partoriente, che genera nuova vita//umanità. Un futuro.

vestita di sole – espressione usata per indicare il divino
( Cf. Sal 104, Sei rivestito di maestà e di splendore, 2 avvolto di luce come di un manto. )
indica una umanità oggetto della cura del divino.
la luna sotto i piedi
 – La luna era il simbolo del potere demoniaco adorato nelle forme degli dèi pagani : Dt 4,19 Quando alzi gli occhi al cielo e vedi il sole, la luna, le stelle e tutto l’esercito del cielo, tu non lasciarti indurre a prostrarti davanti a quelle cose e a servirle; cose che il Signore, tuo Dio, ha dato in sorte a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli.

dodici stelle sul capo
– Dodici è il numero del popolo di Dio. La corona di stelle è il segno della vittoria. Il popolo di Dio è il vincitore nella battaglia scatenata dal demoniaco.

Tramite il segno della donna Giovanni racconta la storia della salvezza così che l’uditore possa farsi rapire dallo Spirito , assobirLo e interpretare il suo presente.

profeti – i rapiti dallo Spirito– avevano guidato Israele ( immerso nella grande tribolazione e in attesa di un intervento decisivo di Dio ) in questa comprensione .

La donna , nella storia della salvezza è :
– Eva che partorisce l’umanità, poi contaminata dal demoniaco
– Israele, fidanzata di Dio che nel travaglio della storia deve partorire una generazione nuova, alleata fedele di Dio.
– Maria che partorisce il Dio-con-noi , Gesù il Salvatore,
– la comunità messianica, la Chiesa, che partorisce Uomini, figli di Dio, Suo Regno .

EVA-DONNA.

In principio il maligno//demoniaco//satan ha contaminato la creazione/donna : Eva ha posto la sua fede nelle suggestioni del serpente ( ha accolto il demoniaco ) ed ha disubbidito alla Legge divina.

La Donna Eva ( madre di tutti i viventi) ha peccato e così ha peccato l’ umanità; Dio non ha approvato ed ha maledetto il serpente / demoniaco .

Gn3,14 Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

ed anche la donna/Eva ha ricevuto la sua maledizione.

16 Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli.

Ma fin dal principio
 Dio volle salvare l’umanità ( la Donna-Eva ) attraverso una guerra ( necessaria perché il demoniaco è un satan, un nemico )

15 Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:

tu le insidierai il calcagno.

Nella storia c’è una guerra tra la Donna ed il serpente : il demoniaco continua ad insidiare il calcagno dell’umanità-donna ( è un serpente !) ma la Donna genererà sempre la vita , un futuro che sarà-per intervento divino, sempre salvifico.

Dio è alleato dell’umanità e già si sa come andrà a finire : l’umanità-Donna-Eva vincerà la guerra.

Questa ti schiaccerà la testa ».

Fin qui siamo nel mito biblico .

ISRAELE-DONNA

La Donna-Israele, la promessa sposa di Dio è stata chiamata ad accogliere lo sposo ed a partorire l’umanità fedele .

Ma Israele ha sempre rotto l’alleanza con Dio.

Is 26,16 Signore, nella tribolazione ti hanno cercato;
a te hanno gridato nella prova, che è la tua correzione per loro.
17 Come una donna incinta che sta per partorire si contorce e grida nei dolori,
così siamo stati noi di fronte a te, Signore.
18 Abbiamo concepito, abbiamo sentito i dolori quasi dovessimo partorire:
era solo vento; non abbiamo portato salvezza alla terra e non sono nati abitanti nel mondo.


Israele/donna è stato spesso presa dallo sconforto e dal senso di impotenza ma Dio era sempre lì, attento e pronto, salvatore del suo popolo.

Is 66,7 Prima di provare i dolori, ha partorito;
prima che le venissero i dolori, ha dato alla luce un maschio.
8 Chi ha mai udito una cosa simile, chi ha visto cose come queste?
Nasce forse una terra in un giorno, una nazione è generata forse in un istante?
Eppure Sion, appena sentiti i dolori, ha partorito i figli.
9«Io che apro il grembo materno, non farò partorire?», dice il Signore.
«Io che faccio generare, chiuderei il seno?», dice il tuo Dio.

10 Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa tutti voi che l’amate. Sfavillate con essa di gioia tutti voi che per essa eravate in lutto. 11 Così sarete allattati e vi sazierete al seno delle sue consolazioni; succhierete e vi delizierete al petto della sua gloria. 12 Perché così dice il Signore: «Ecco, io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace; come un torrente in piena, la gloria delle genti. Voi sarete allattati e portati in braccio, e sulle ginocchia sarete accarezzati. 13 Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò; a Gerusalemme sarete consolati.


I profeti , rapiti nello Spirito, hanno visto nella nascita ( strana, imprevista o illegale) di un bambino dal grembo della Donna-Israele, una nuova vita, un futuro, il segno dell’intervento decisivo di Dio nella storia.

Is 7,13 Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini,
perché ora vogliate stancare anche il mio Dio?
14 Pertanto il Signore stesso vi darà un segno.
Ecco: la fidanzata concepirà e partorirà un figlio,
che chiamerà Emmanuele,
che significa : Dio è per noi


MARIA-DONNA

La Donna-Maria è la sposa dello Spirito ( Dio) che partorisce Gesù, l’Emanuel, il Dio-con-noi. Non una vita ma la Vita ( Zoe) di Dio stesso.

La creazione-storia è un lotta contro il demoniaco , lotta che trova Dio come alleato della Donna-Umanità.

Attraverso questa lotta, questa tribolazione, Dio trasforma la creazione/uomo fino a compierla nella perfezione, l’Uomo Definitivo.

Come Dio fa tutto questo?

Immettendo nella creazione-storia la sua potenza divina, il suo Spirito, la sua stessa Vita ( Zoe ) per mezzo di Gesù e della sua Chiesa.

Il segno-Figlio Unigenito di Dio stesso è anticipazione della vittoria definitiva di Dio, la salvezza dell’uomo, l’Umanità definitiva, il Suo “Regno”.

LA CHIESA-DONNA

La Donna umanità- Eva- Israele- Maria- chiesa metterà sotto i suoi piedi i poteri demoniaci per la Forza//Vita// Spirito dell’Uomo Compiuto che partorirà ( Gesù)

Questa ti schiaccerà la testa.

“… Che il primo segno, quello grande, della donna vestita di sole, appaia in “cielo” significa leggerlo e capirlo secondo l’ottica divina. E l’ottica divina non corrisponde con quella terrena, cioè che è il grande, il potente, il forte ad imporsi mentre il debole, l’ultimo, l’inerme deve sempre subire e sottostare alle sue prepotenza.

Il “segno”, come il termine stesso indica, è qualcosa che rimanda a una realtà concreta dell’umano, non è sinonimo di portento o di spettacolo straordinario da ammirare, ma a che fare con le nostre situazioni, e ha pertanto bisogno di una interpretazione particolare.

A un primo sguardo non si coglie esattamente di che cosa si stia parlando, ci vuole un po’ di attenzione per entrare nel messaggio. L’autore ha usato i testi dell’Antico Testamento per elaborare l’immagine della donna vestita di sole.

Uno in particolare è preso da libro della Genesi in cui Giuseppe, il figlio di Giacobbe, racconta i suoi sogni ai fratelli e ciò li fa arrabbiare molto: vidi il sole, la luna e le stelle che si prostravano davanti a me. E allora i fratelli rispondono: ma tu non vorrai regnare su di noi …. e lo fanno fuori vendendolo come schiavo e va a finire in Egitto.

L’autore allude a quel sogno di Giuseppe e rielabora il contenuto; quella esaltazione che Giuseppe aveva pensato nei confronti della sua persona e che doveva essere poi l’esaltazione del popolo di Israele, non avviene più come era stato annunciato.

Non si tratta più di esaltare un popolo in particolare, ma di presentare la vittoria dell’umanità in Gesù.

Chiunque si sente attratto dal modello di umanità di Cristo, indipendentemente dal popolo a cui appartiene si può identificare con questo simbolo della donna vestita di sole.

Il segno riguarda un personaggio femminile che si presenta con degli attributi particolari, che hanno a che fare con gli elementi del cosmo (sole, luna, stelle). L’autore ha fatto una rivisitazione di testi dell’Antico Testamento, e soprattutto ha cercato di ridare a quegli elementi cosmici il loro giusto valore.

Già nell’Antico Testamento parlare del sole, della luna, delle stelle era una maniera di presentare gli idoli, le divinità alle quali il popolo ogni tanto si prostrava per adorarli poteva… erano contaminazioni del mondo pagano in terra d’Israele.

Vuol dire che il popolo di Israele non sempre si è fidato di quello che Dio gli offriva e ha cercato magari altre offerte con delle aspettative anche molto attraenti e molto appaganti (prestigio, potere, ricchezza). Ovviamente il sole, la luna e le stelle si associano nella mentalità antica al potere.

I potenti vogliono essere identificati con questi astri: essere come il sole o essere come le stelle, vuol dire essere in una posizione di superiorità nei confronti degli altri. L’autore intende dire che gli attributi cosmici del potere, non hanno più quel valore di superiorità e dominio, né possono giustificare in nessun modo le pretese dei potenti di dominare la gente.

Essere vestiti di sole è un’espressione che allude ad alcuni passaggi delle Scritture, dove Dio riveste il popolo con dei mantelli particolari: della giustizia, della pace, della regalità.

Tutto ciò indica l’attenzione di Dio verso il popolo, come si fosse innamorato e vedesse il popolo come una sposa che viene rivestita del suo amore, del suo calore, in modo che possa sentire la comunione con il suo sposo.

La veste di sole che avvolge la donna di Ap 12 è tutto l’amore che Dio ha versato sul suo popolo, e attraverso di esso sull’umanità intera. L’autore parla qui della comunità dell’alleanza nuova, che ha ricevuto tutto l’amore del Padre, quale una veste di luce che la identifica davanti agli altri.

Il sole significa calore, vita, potenza ; aspetti che ora distinguono la comunità dei credenti. La donna porta la luna sotto i piedi, anche questo è un elemento importante, perché la luna era il pianeta che guidava i processi della natura e della vita di quei popoli. Il ciclo lunare serviva per fissare il calendario, le feste, le attività agricole. Succede ancora oggi: la Pasqua cristiana coincide con la prima luna piena di primavera. La luna nel mondo giudaico era l’astro che regolava i tempi e i movimenti del popolo.

Avere la luna sotto i piedi significa che non si è più regolati da nessuno, ma la comunità controlla anche quegli elementi.

L’autore afferma che l’essere rivestiti dall’amore di Dio, come dimostra il personaggio della donna, rende talmente forti e liberi da non avere nessun altro al di sopra che possa condizionare la vita degli altri.

Chi da l’adesione al progetto del Padre rivelato da Gesù non è più costretto ad osservare tempi, regole, cicli, scadenze come succede un po’ in tutte le culture.

Nell’antichità nessuno poteva attentare contro il “calendario ufficiale” e contro ciò che in esso era stabilito… poteva succedere il pandemonio. C’è gente che ancora vive schiava di questo senso del tempo, o delle cose che riguardano il tempo con le sue scadenze.

La luna sotto i piedi vuol dire il controllo che ha la comunità dei credenti su quanto possa condizionare la sua vita.

Dall’immagine della donna che tiene la luna sotto i piedi si deduce che la comunità è libera per agire, è padrona della sua vita e nessuno le può impedire di manifestare ciò in cui crede e di operare per quello che garantisce la sua crescita e piena maturazione.

E che cosa vale della vita di questa donna? La sua capacità di generare altra vita, una donna che è incinta, che sta partorendo e che subisce i dolori del parto, come ogni nascita comporta.

L’essere liberi e signori nei confronti della realtà che ci circonda, come risposta all’amore che Dio ha versato su di noi, questo rende la comunità vincente, capace di raggiungere una dimensione di vittoria. E questo è rappresentato dalla corona che la donna porta sul capo, una corona di 12 stelle.

Il 12 è la cifra del popolo di Dio, significa appunto che la comunità, già avvolta dall’amore di Dio e resa pertanto libera per agire e dirigere la propria vita, può generare altra vita ed è ormai vincente, ha raggiunto il suo traguardo: porta la corona.

IL DRAGO ROSSO

3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; La mitologia ebraica considerava il mare un luogo pieno di mostri spaventosi. Per gli Ebrei, popolo di pastori del deserto, il mare era il simbolo del disordine, del Caos de-creativo.

Questi mostri sono la personificazione di questo disordine distruttore, probabilmente ricalcati sulla figura di Tiamat, drago della mitologia babilonese che rappresentava le acque dell’oceano, e che fu distrutto da Marduk ed usato per costruire il cosmo.

Nella Bibbia questi mostri erano chiamati con nomi diversi : Raab (Isaia 51,9), Leviathan (Salmo 74,14), Behemot (Giobbe 40, 15-24) etc. ( cf anche demonologia I )

Il termine drakon era usato ( nella bibbia LXX ) per indicare il serpente antico del libro del Genesi, il mostro dell’abisso, il caos primordiale.

LVXX Is 51,9 Svégliati, svégliati, rivèstiti di forza, o braccio del Signore. Svégliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non sei tu che hai fatto a pezzi Raab, che hai trafitto il drago?

Si tratta sempre del demoniaco espulso dal Cielo e precipitato sul mondo (cf. anche Ap 8.7ss ) che in quel tempo ispirava la Babilonia di turno, cioè Roma città/prostituta che si estende su sette colli ma che paradigmaticamente ispira tutti i poteri imperiali della storia (10) .

Dn 7, 7 Stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza eccezionale, con denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.
Ap 12,3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;
Ap 13,1 E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo.
Ap 17,3 L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, che era coperta di nomi blasfemi, aveva sette teste e dieci corna.
Ap 17,7 Ma l’angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, quella che ha sette teste e dieci corna.

L’ enorme drago con sette teste e dieci corna è il paradigma dell’incarnazione del demoniaco nella storia. Le 7 teste e le 10 corna sono poteri imperiali della storia.

Ap 17,9 Qui è necessaria una mente saggia. Le sette teste sono i sette monti sui quali è seduta la donna. E i re sono sette: 10 i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. 1 1La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina. 12 Le dieci corna che hai visto sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale per un’ora soltanto, insieme con la bestia. 13 Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia.

Tutti
 (7) i poteri dominanti nella storia sono strumenti della bestia/demoniaco e insieme ad essa combattono l’Agnello …

14 Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re; quelli che stanno con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli».

ma la loro sorte è già segnata. La vittoria del risorto sulla morte è segno e strumento efficace ( sacramento ) di salvezza per il compimento dell’Uomo definitivo.

Il Drakon è – rosso, cioè sanguinario, violento. In Gv è peccatore:

1Gv3, 8Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché da principio il diavolo è peccatore.


Nelle 7 teste i 7 vizi capitali:

– la cupidigia,
– la lussuria,
– la gola
– l’orgoglio ( superbia ) ,
– l’invidia
– l’ira,
– la pigrizia ( accidia)

essi riassumono ciò che la tradizione cristiana vede come influsso del demoniaco.

Isaia aveva profetato la vittoria di Jhwh sul drago e la liberazione di Israele:

Is 27,1 In quel giorno il Signore punirà con la spada dura, grande e forte, il Leviatàn, serpente guizzante, il Leviatàn, serpente tortuoso, e ucciderà il drago che sta nel mare. 2In quel giorno la vigna [ Israele ] sarà deliziosa: cantàtela!

Profezia poi ripresa dalla apocalittica giudaica :

Dn 14,23 Vi era un grande drago ( Bel) e i Babilonesi lo veneravano.
Dn 14,25 Daniele rispose: «Io adoro il Signore, mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago».
Dn 14,27 Daniele prese allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi preparò delle polpette e le gettò in bocca al drago che le inghiottì e scoppiò; quindi soggiunse: «Ecco che cosa adoravate!».
  Gesù ha definitivamente sconfitto il drago :

1Gv 3, 8 Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.


4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Immagine presa da
Dn 8,10 s’innalzò fin contro l’esercito celeste e gettò a terra una parte di quella schiera e una parte delle stelle e le calpestò [ le sottomise ] .

Gv torna al mito ( dell’origine del male nel mondo )

Il Ribelle-demoniaco aveva fatto cadere dal Cielo un numero limitato di potenze celesti facenti parte dell’ ” esercito” di Dio , gli angeli , che liberamente si erano sottomessi al Ribelle. Nella storia il demoniaco agisce come un esercito potente formato da angeli caduti, un esercito potente ma non come quello di Dio ( un terzo).

” Il secondo segno riguarda una realtà che si contrappone a quella così allettante di libertà e di pienezza di vita, e l’autore la rappresenta con l’immagine del Drago un elemento che rappresenta il pericolo e l’inimicizia verso l’uomo.

Ma l’autore ricostruisce tale immagine in maniera molto più ricca e singolare. In primo luogo anche il drago anche si colloca in cielo, nell’ambito del divino.

Il drago rappresenta il sistema dominante, che si innalza sopra gli altri per dominarli. Il drago non può esercitare il potere come vorrebbe se non occupando la zona celeste, del divino.

Ha bisogno del Cielo per giustificare il suo potere come un potere di origine divina. E ciò che i potenti hanno cercato sempre di ottenere il mandato divino, il che significa che nessuno si può opporre a lui o contestare il suo potere. Questa è l’espressione più diabolica che si possa applicare al potere, quando intende dominare dall’alto a nome della divinità. Di fronte a una dittatura politica ci si può ribellare, ma se si insegna che il potere viene da Dio è più difficile liberarsene.

L’autore dell’Apocalisse vuole dire che non si può giustificare in nessun modo questa pretesa del potere di presentarsi come di origine divina.

Il Drago, così come lo descrive Ap 12,3, si presenta bene: con 7 teste e 7 diademi. La testa vuol dire la capacità di organizzarsi e il diadema riguarda sempre la regalità. Organizzarsi dove? Nei centri dove il potere passeggia, quindi non è che il potere si organizza nei bassi fondi, ma il potere si organizza negli alti palazzi.

E’ un potere immane, un drago rosso. Il colore rosso, già ricordato nel secondo cavaliere, significa la forza omicida che spaventa, la violenza. Ma questa forza così aggressiva che il Drago sembra avere è pura apparenza, perché ha 10 corna. Il simbolismo del numero 10 significa una potenza molto limitata. Quindi la forza del Drago è solo apparente. E per dimostrare tale limitatezza l’autore aggiunge: con la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le scagliava sulla terra. Cioè un potere che può riorganizzare un po’ a modo suo il cosmo, decidendo chi innalzare e chi abbattere. Il potere nomina o toglie l’autorità.

Succede così nelle dinamiche di un sistema di potere , si diventa complici del forte perché si intende salire in prestigio e in grandezza, ma si rischia sempre di perdere tutto se al potente di turno quella persona non gli serve più.

Il paradigma della Donna nell’Apocalisse è l’umanità che Dio salva dal drago per portare a compimento il suo disegno creativo.

La Donna Eva deve generare l’essere umano.
La Donna-Israele deve generare il popolo di Dio.
La Donna-ideale Maria, sposa dello Spirito, genera Gesù , L’Uomo compiuto e definitivo.
La Chiesa, discendenza di Gesù generata dal suo Spirito , deve generare l‘Umanità che si compie nella Vita di carità per le beatitudini e risorge Umanità definitiva.

Prima Eva poi Israele, poi Maria, ora la Chiesa di Gesù : generare l’Uomo definitivo. La relazione donna-/- serpente si sviluppa nella storia come una guerra. Come si svolge questa guerra e come finirà?

Paradigma : Dio salva il figlio/discendenza sottraendolo al serpente

Eva è stata attaccata dal serpente ed ha peccato, Dio l’ha cacciata da Eden ma l’ha salvata dalla morte, salvando così la sua discendenza, l’umanità.

Da questa discendenza Dio estrae Israele come suo popolo/fidanzata . Israele è stato continuamente attaccato dal serpente , interiormente (la legge mosaica) ed esteriormente (l’idolatria, i nemici, etc.) . Il popolo ha peccato ed ha rotto la relazione con Dio suo alleato , ha perso la Terra ( Palestina) è stato esiliato più volte ma Dio è sempre intervenuto per salvare la sua discendenza, un ” resto” di Israele: esodo dall’Egitto (40 anni, tempo paradigmatico, una generazione ) ritorno da Babilonia, etc.

In questo resto di Israele nasce Maria che deve generare Gesù, l’Uomo . Maria è stata attaccata dal serpente ( Erode, re, paradigma del potere ) ma Dio interviene e salva la sua discendenza ( Gesù) portandola in Egitto per un tempo limitato.

Gesù viene attaccato dal serpente per tutta la vita (40 giorni, tempo paradigmatico, una vita), viene messo a morte, ma Dio interviene e salva la sua discendenza : Gesù risorge e feconda l’umanità con il suo Spirito generando una discendenza, la Chiesa.

La Chiesa di Gesù è la Donna/Umanità fecondata dallo Spirito di Dio e di Gesù che deve generare l’Umanità compiuta definitiva, il Regno di Dio. La Chiesa è continuamente attaccata dal serpente, interiormente ( la concupiscenza) ed esteriormente ( i poteri/bestie della storia) ; domanda retorica : cosa farà Dio per lei?

Gesù ha già sconfitto il drago, definitivamente con la sua risurrezione e questa vittoria continua nella storia per tutti, attraverso la sua discendenza, la sua chiesa.

A questo punto Giovanni ha portato la Chiesa a comprendere “il suo tempo” ed a posizionarsi nella storia senza paura del drago, per compiere il programma di Gesù , il suo giubileo permanente .

1Gv3, 8 Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.

Gv 6,54 chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la Vita ( che supera la morte) ed Io lo resusciterò nell’ultimo giorno.

La resurrezione vince la morte , il serpente ” omicida fin dal Principio della storia ( Gv 8,44ss) ” è vinto. Il ribelle uccide i santi di Dio e questi li risorge Uomini compiuti e definitivi. Dice Paolo :

1Cor 15,55 Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?

Il mito di Latona e Pitone.

Prima dell’avvento del cristianesimo, la dea patrona dell’isola di Patmos era la dea greca Artemide, che veniva adorata nell’Artemision, il famoso tempio di Artemide ad Efeso, annoverato tra le sette meraviglie del mondo . Secondo la leggenda proprio in Egeo era nata Artemide .

Latona, messa incinta da Zeus, aveva suscitato la gelosia di Era, la sposa del re degli dei così che questa invia il drago Pitone, con il compito di divorare lei ed i suoi figli e di impedire ad ogni angolo della Terra di dare rifugio a Latona per partorire.

Zeus interviene salvando Latona dal terribile Pitone e indicandole come rifugio l’isola di Delo, che allora non era fissata al fondo del mare ma andava vagando fra le onde. Lì, a non molta distanza da Patmos, Latona partorisce Apollo ed Artemide.

Pitone verrà poi ucciso da Apollo il quale diede il nome del drago alla propria sacerdotessa, la celebre “ pitonessa” Pizia.

Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 5 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. Divorare il bambino appena nato- perché è destinato a portare a compimento il disegno divino, l’Uomo.

Paradigma della la storia della salvezza: Dio interviene in modo deciso e impedisce che il figlio venga divorato dal demoniaco. Lo rapisce.

Dio salva il figlio/discendenza sottraendolo al serpente .
6 La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Nutrita per milleduecentosessanta giorni. Il “rapimento” salvifico dura un periodo limitato.

La storia.

il figlio, Gesù , è morto/risorto ed è stato rapito in Cielo , è asceso al Padre e con Lui regna sulla creazione-storia ; l’umanità viene privata della Sua presenza fisica ma non della Sua presenza salvifica.

– La donna/umanità /chiesa ora è in una condizione di deserto/esodo, in continua tribolazione ma legata nella fede al suo Signore rapito in Cielo che la nutre dandole la Sua Vita che supera la morte .

Ora il demoniaco ha perso ogni potere celeste , è decaduto e anche gli Uomini di Gesù, possono vincerlo :

Lc 10, 17 I settantadue ( discepoli ) tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». 18 Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. 20 Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Dio impone all’azione del demoniaco un tempo limitato (1260 giorni ) .

Il nuovo testamento/paradigma della salvezza

Nel mito il demoniaco è caduto dal Cielo sulla terra contaminando creazione e storia . Ma- con la cacciata degli angeli peccatori e il loro precipitare sulla terra – si è scatenato anche l’intervento salvifico di Dio .

La battaglia in Cielo è stata vinta da Michele, ( Dn 10,13ss) l’angelo del popolo di Dio, con le sue schiere, l’esercito di Jhwh. Ora la battaglia si svolge sulla terra , nella creazione-storia.

Gesù l’ha già vinta con la Sua resurrezione e questa vittoria continua ad agire nella sua Chiesa, la creazione liberata che va compiendosi per opera dello Spirito come Umanità definitiva, risorta.


” La donna è nelle doglie del parto. Il travaglio del parto nell’Antico Testamento è una metafora della venuta dell’era messianica. Ovviamente l’arrivo di qualcosa di nuovo comportava anche un passaggio, che poteva essere faticoso come succede con la nascita di un bambino. Così afferma anche Giovanni 16,21, quando Gesù parla della sua passione e morte a Gerusalemme.

La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Sa che il momento è difficile. Ma dopo che il parto è avvenuto nessuno ci pensa più ai dolori del travaglio, ma alla gioia di quello che è nato. Nelle parole di Gesù questa gioia è il dono della risurrezione.

La donna si trova in una situazione vitale, di generare la vita, una situazione che spesso è minacciata, poiché è durante il parto che si manifesta la vulnerabilità della donna. La gioia poi di accogliere una nuova vita fa dimenticare i dolori e i travagli del parto.

Il capitolo 12 dell’Apocalisse si presenta come un inno alla fiducia, sentirsi così amati da Dio, dal momento che ognuno di noi siamo degni di un amore, che ci avvolge come un vestito, quello che rende potente questo amore è la vita che viene da Dio. Ciò permette guardare la realtà e la storia con occhi diversi.

L’autore sta giocando un po’ a ritroso. Siamo partiti dalla visione finale: la donna vestita di sole, adesso torniamo di nuovo alla situazione della storia di questa donna che rappresenta la comunità dei credenti. Di fronte agli attacchi del drago e alle sue minacce, la donna non è che fugge per la paura, ma nel senso di trovare alternative alle minacce del drago.

La comunità sa sempre individuare le modalità in cui la vita si deva continuare a generare. Il deserto è l’ambiente classico, nella tradizione biblica, per presentare alternative e realtà nuove. Il deserto è il luogo della prova, del passaggio, ma anche il luogo dell’incontro con il Signore (“ti porterò nel deserto, ti parlerò al cuore, sarai la mia amata per sempre…”). Ecco per quale motivo Giovanni Battista va nel deserto, perché ormai la società del suo tempo era invivibile; ci volevano alternative a quel modo di vivere; non era un rifiuto del mondo… ma una possibilità per trasformarlo.

Il fatto che la donna fugge nel deserto è per cercare delle alternative, che poi Dio stesso suggerirà ( il luogo l’ha preparato Dio ), garantendo alla donna anche il suo il nutrimento. Si dice che verrà nutrita per 1260 giorni. Sono 3 anni e mezzo, la metà di sette anni. La cifra vuol dire che tale situazione di difficoltà (persecuzione) e di minacce non sarà per sempre, ma ha un suo tempo limitato .

…Il Drago riconosce nella donna il suo avversario, e si mette davanti a lei per divorare il figlio non appena l’avesse partorito.

Questa è l’immagine che mette più in evidenza il contrasto che si crea tra una forza immane, come quella del drago, e una realtà vulnerabile come quella della donna che sta per partorire.

Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. Il drago, la cui forza è pura apparenza, di fronte a quella capacità della donna di generare la vita non detiene alcun potere. La sua tattica è solo spaventare, creare soggezione, bloccare la volontà dell’altro nello svolgere la sua missione. Il drago sa solo minacciare, ma non può minimamente sfiorare quello che la donna genera.

Il drago non inganna dicendo di commettere cose losche ma è molto più sottile: quello che intendi fare, di buono, meglio lasciare perdere perché non serve a niente. È una tentazione sempre presente nella vita umana : a che serve che uno si impegni a fare il bene se poi non trova alcun risultato?

Il Drago non istiga tanto a commettere dei reati, quanto a non operare il bene.
Qual è allora la forza del drago? Impedire agli essere umani di agire a favore di ciò che procura vita, a favore del bene degli altri.

Tante volte la tentazione di abbandonare questo impegno si presenta nella vita del credente, basta pensare ai rapporti nel mondo del lavoro, in comunità, in famiglia la domanda è: a cosa serve impegnarsi a favore del bene quando il male dilaga? Il drago inganna convincendo a lasciare perdere, poiché non serve a nulla comportarsi in modo diverso. Il bene che una persona può fare appare talmente piccolo di fronte alla forza devastatrice del drago che sembra del tutto inutile.

L’autore invece contrapponendo la donna con le doglie al drago afferma il contrario: nessuno può impedire alla persona fare del bene, comunicare vita. E se non lo si fa è perché si rimane bloccati di fronte alle fauci del drago, e si rinuncia alla volontà di farlo.

La forza del drago è saper distogliere la persona umana dall’unica cosa che gli appartiene: la capacità di generare vita. E la vita si genera con la condivisione, con la solidarietà, con il perdono, con la tolleranza, in tantissime maniere, oltre che partorendo.

Ciascuno di noi deve far nascere l’uomo nuovo, quella umanità che si scopre nella persona del Cristo. Questa è la libertà di cui parla l’Apocalisse.

La vita umana non è in balia di forze che ci possono trascinare e distruggere, né dipende da una persona dica come dover agire. È la persona che decide in base alla sua volontà e all’impegno preso dando adesione al progetto del Regno.

Per quale motivo l’autore dice che il bambino fu rapito verso il trono di Dio? Vuol dire che tutto quello che di vitale e di autentico la comunità riesce a manifestare, va preso in alta considerazione, Dio lo assume, innalzandolo al suo stesso livello, portandolo al suo trono, e lo considera come un elemento in più nel far andare avanti la storia, secondo il suo disegno.

Se la storia continua ancora a mostrare lati oscuri, a rallentare vuol dire che ci si lascia molto condizionare dal Drago e potendo fare del bene, non lo si fa.

GIOVANNI RITORNA AL MITO  DELL’ORIGINE DEL MALE NEL MONDO

7 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, 8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo
C’è stato in principio un giudizio divino sulla creazione e la sentenza è stata la separazione definitiva del demoniaco dalla dimensione celeste e la sua caduta nella creazione-storia.

9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Il serpente-drago-satana-diavolo ( = tentatore , mostro infernale , avversario , ostacolatore) viene da Dio precipitato sulla terra insieme ai suoi angeli.

Si passa dal mito (cielo) alla storia (terra) .

Il demoniaco sta sulla porta dello Sheol, è il principe delle forze della morte che ora agisce sulla terra. E così che sono incominciati i guai dell’umanità.

Questa caduta ha dato inizio al peirasmos, la grande tribolazione dell’umanità, ma , contestualmente, ha dato inizio all’intervento salvifico di Dio che Giovanni ci ha mostrato attraverso il paradigma della ” donna vestita di sole”

” L’autore adesso scrive una pagina il cui argomento poteva essere familiare ai lettori dell’epoca, costoro conoscevano quel tipo di scritti apocalittici dove si descrivevano i combattimenti tra angelo e demoni.

L’autore ha giocato con quegli elementi della tradizione in modo sobrio. Senza specificare nulla di particolare (in altri testi apocalittici scene come queste sono descritte con infinità di particolari).

” Il nome “Michele” significa “chi è come Dio?” Nessuno più forte o più grande di lui. Il combattimento non comporta tagliare teste o sgozzare i nemici, ma far sì che il nemico torni al suo posto, e il suo posto non è in cielo, ma sulla terra, dove organizza e macchina tutte le sue malefatte.

Questo è importantissimo: in cielo non c’è posto per i prepotenti. Cioè nell’ambito del divino chiunque si voglia innalzare sopra gli altri, qualunque realtà umana, sia di tipo politico, economico o religioso, non trova alcun posto: “non fu trovato posto per loro in cielo”.

Dio non tollera che nel suo nome si possano eseguire azioni che significhino, dominio, oppressione, abuso sugli altri… Tale rifiuto è presentato da Giovanni attraverso l’immagine del combattimento. E, ripeto, in maniera molto sobria, ma a lui interessa solo il finale: in cielo non c’è posto per i dominatori.

L’espressione: fu gettato, applicata al drago e ai suoi angeli viene detta 3 volte nel testo, quindi è una maniera di ribadire la situazione nella quale essi si trovano. Cioè non esiste alcuna possibilità di collocare il drago e i suoi accoliti nell’ambito del divino. Quando si arriva a questa conferma assoluta, si ribadisce la totale impossibilità per il drago di accedere all’ambito del divino e di poter giustificare in questo modo il suo potere.

Prima di fare tale conferma l’autore ripassa i titoli onorifici del Drago. Il Drago è una realtà che ama essere presentata con tanti titoli. Non è soltanto il draghetto, no, no, bensì : il Grande Drago, il Serpente Antico, il Diavolo, il Satana, il Seduttore di tutta la terra. Quindi una realtà che si vanta delle sue “onorificenze” e “credenziali”. Titoli che parlano della stessa realtà del male, dell’avversario dell’uomo.

Il Serpente ricorda la narrazione del paradiso in Genesi; diavolo e satana è lo stesso termine detto in greco e in ebraico (“il divisore”)… Tutte queste espressioni… come per dire che il Drago sa camuffarsi bene, e magari una volta lo fa come divisore, un’altra volta lo fa come seduttore, un’altra lo fa come promotore (il discorso del serpente “sarete come dei” era in vista di promuovere Adamo ed Eva), quindi colui che promuove, colui che seduce o colui che divide per vincere più facilmente.

L’autore dice come il Drago sa organizzarsi bene, questa è la sua intelligenza (sette teste), il potere adotta sempre modalità diverse per presentarsi e convincere della sua forza… cioè sa come usare le sue forze, sebbene siano forze minate, senza alcuna consistenza o fondamento.

L’ACCUSATORE DELLE CAUSE PERSE

Annuncio della Vittoria di Dio.
“Ora” si è compiuta la salvezza.
10 Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Udii una gran voce nel cielo-


Dio proclama dal Cielo questa vittoria di Gesù sull’ accusatore/serpente/satan/demoniaco è definitiva.

“Ora” si è compiuta la salvezza. 
Di quale Ora si tratta?

Gv 12, 23 Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. 24 In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Gv 12,27 Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora ? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28 Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».  31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32 E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33 Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Il categor/satana, l’accusatore è stato espulso prima dal Cielo ( dalla vittoria di Michele) e poi dall’ umanità /creazione per mezzo del dono dello Spirito sprigionato dal sangue di Gesù nella Sua morte.

Secondo i rabbini il principe di questo mondo / il capo di questo ordinamento mondano contrapposto al capo dell’ordinamento celeste, Dio, era l’angelo della morte , cioè la morte stessa.

Gesù è stato ucciso dal potere religioso/politico, gettato fuori dall’ordinamento del mondo e il giudizio/intervento di Dio è stato :
– salvezza
 di Gesù , l’Uomo risorto, compiuto e definitivo,
– e condanna/ esorcismo della morte dalla creazione/uomo.

E’ la morte ad essere stata gettata fuori dalla creazione, con la resurrezione di Gesù.

Colui che accusa gli uomini davanti a Dio giorno e notte , il categor/satan , cioè il pubblico ministero che nel giudizio divino accusa gli uomini di peccato per farli condannare a morte ( vedi Gb 1 e 2 ), colui che ha il potere di condannare a morte, ha perso la causa lui è stato condannato a morte da Gesù ed è stato gettato fuoriesorcizzato dal Cielo e dalla creazione.

11Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell’ Agnello e alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita fino a morire lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello-

Il sangue dell’Agnello sprigionando la Vita/Spirito di Gesù nella Sua morte, la rende disponibile al Padre perché la doni all’umanità . Il sangue di Gesù ha vinto il demoniaco definitivamente.

Una volta cacciato l’intruso dal Cielo (il satana-categor κατήγωρ ) , finalmente il Padre può essere proclamato Signore del cielo e della terra e la sua signoria proclamata “così in cielo come in terra” (Mt 6,10).

IL SANGUE DEI MARTIRI

Drakon

Lo hanno vinto, grazie alla testimonianza del loro martirio e non hanno amato la loro vita fino a morire.

Coloro che credono nella Buona Notizia ed accolgono il Sangue/ Vita/Spirito , in loro la morte viene esorcizzata, gettata fuori , perché lo Spirito, alla loro morte, li risorge alla pienezza della Vita definitiva in Dio.

Chi vive la storia “in Gesù” – nella comunità messianica delle beatitudini – ha in sé ( nel suo “corpo-sangue”, nella sua umanità) la Vita che supera la morte e può testimoniare la Buona Notizia senza la paura della morte .

Coloro che hanno dato adesione a Gesù e gli sono stati fedeli fino al martirio testimoniano che la morte è sconfitta.

Gv 8,51 In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno».

I risorti in Gesù sono l’Uomo, l’essere /creazione compiuta e definitiva, il Regno di Dio . In Ap 15,2-4 i seguaci dell’Agnello, riportando la vittoria sulla bestia-morte, sono considerati il Nuovo Popolo di Dio liberato. Essi stanno in piedi ( risorti) sul mare di cristallo ( la dimensione divina domina il caos-mare ) e cantano il cantico dell’Agnello ( il richiamo è al cantico del primo esodo ).

Giovanni si serve del paradigma dell’ esodo per mostrare che l’esodo ultimo, l’evento salvifico definitivo si è già compiuto in Gesù e nella sua comunità ma il traguardo della salvezza universale deve essere ancora raggiunto.

” L’autore ci sta presentando una visuale del drago che forse non c’era mai passata per la mente. L’accusatore- categor , [ questa immagine viene dal libro di Giobbe– (Gb 2) era il satana nel senso di dignitario (il visir ), potente e cattivo, alla corte di Dio. Dio era circondato da tutta una specie di luogotenenti, se si può dire così, comunque i suoi mandatari, i ministri e questo grande visir che aveva parte piena nella sua corte, l’ accusatore.

Secondo il libro di Giobbe, a che cosa si dedicava? Ad andare per il mondo e a guardare le malefatte degli uomini e poi riportarli a Dio, faceva la spia al Padre eterno. E quando Dio gli diceva: ma guarda c’è tanta gente buona , lui rispondeva : sì, sì, ti dico io che cosa hanno combinato !

Quando nell’Apocalisse si dichiara che il drago non può accedere in cielo, né ha alcun potere sugli uomini, si ode una voce in cielo, un inno di lode.

Nell’Apocalisse ogni tanto intervengono queste voci corali, come nelle opere letterarie antiche da rappresentare in teatro, dove a un certo momento entravano i cori dopo che il protagonista aveva fatto qualcosa di importante o il nemico era stato vinto, si apriva una pausa celebrativa.

La voce in cielo parla della salvezza, della potenza del regno di Dio, cioè proclama finalmente che il disegno di Dio si è realizzato dal momento che l’essere umano ha capito che quella realtà di male, rappresentata dal drago, non ha alcun potere su di lui. Questo è già avvenuto con il Cristo, è Lui che l’ha capito per primo, e noi possiamo capirlo come lui.

Quindi la salvezza, in questo senso, significa il massimo di possibilità di bene che Dio vuole e che realizza per gli uomini. Tale capacità che ha Dio di comunicare il massimo di bene si esercita mediante la sua potenza, la sua forza d’amore che tutto invade e che si attua nel suo Regno, ossia la creazione di una società veramente umana e di una storia che progressivamente abbandona ogni dinamica di morte, e questo attraverso la potestà del Cristo.

L’autore ha fatto un po’ di teologia, per spiegare come si è attuato il disegno del Padre sulla terra. E qual è il motivo che ci permette di dire che questo disegno si attua? Adesso qui l’autore introduce un aspetto interessantissimo. Dice: questa salvezza si è attuata perché l’Accusatore, colui che accusava i nostri fratelli giorno e notte davanti a Dio, è stato gettato via.

Qui sta parlando sempre del drago, ma l’autore dell’apocalisse lo presenta adesso con la sua veste più insidiosa e più letale possibile. Chi è l’accusatore? Quando si parlava di drago era facile identificarlo con l’impero romano, ma cosa interessava all’impero accusare davanti a Dio questi poveri fratelli quando li poteva far fuori come se niente fosse?

11 Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. 12 Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi.
La vittoria sul drago, la sua espulsione dalla creazione operata da Gesù con il suo sangue è una vittoria che continua nella storia nel sangue/morte dei suoi testimoni .


Il Cielo può cantare vittoria.
Avvertimento.

Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».
Ancora non può cantare vittoria la creazione ( terra e mare )

Rm 8, 19 L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio 
[ l’Uomo compiuto ] . 20 La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza 21 che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22 Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi.

guai- parola che nel linguaggio biblico richiama il lamento funebre.

” A questa testimonianza il cielo si rallegra, mentre sulla terra ricade il guai a voi… “Guai” è una espressione che si trova nella Scrittura e non riguarda una maledizione, bensì il lamento che si intonava dietro al corteo funebre.

Dopo che i cieli sono stati invitati a gioire, perché chi vuole far parte di questa dimensione del divino, accettando la salvezza del Cristo, sa che è ben accolto, la terra invece non è pienamente consapevole di tale proposta, o in parte non ne dimostra interesse alcuno.

Il lamento è rivolto a quanti sono ancora sotto le grinfie del drago, nel senso che accettano le sue seduzioni e le sue dinamiche di morte. Il lamento è un richiamo alla terra stessa per uscire da quella minaccia di morte, procurata dal drago, e anche un invito alla comunità a diffondere la buona notizia e svuotare il potere del drago.

Il drago si riempì di grande furore, perché è stato scoperto, cioè è stato smascherato nella sua inconsistenza e sapendo di avere poco tempo.

In relazione al poco tempo di cui dispone il drago l’autore dell’Apocalisse adopera il termine “kairos” (tempo opportuno, momento favorevole), per dire che i momenti favorevoli che restano al drago per intervenire sono pochi, nel senso che dipende dalla risposta che troverà fra le persone. Possono essere pochissimi se dalla parte degli esseri umani non c’è alcuna adesione o sottomissione a quelli che sono i segni del drago.

Sapendo che gli resta poco tempo.

Il demoniaco -ormai escluso dal Cielo dove c’è il Trono da cui si governa il mondo e la storia– agisce in terra e in mare , nella creazione-storia, ma solo per i brevi momenti storici in cui l’umanità gli dà liberamente il potere di farlo, adorandolo come suo salvatore.

La storia non è predeterminata, nessuno può prevederne gli sviluppi : la libertà degli uomini gioca un ruolo essenziale nel suo svolgersi e nella sua salvezza/compimento.

Quando gli uomini vogliono realizzarsi secondo le offerte ” salvifiche ” del demoniaco gli danno forza e potere ed esso può sconvolgere la creazione e la storia.

E sono guai (di sicuro ci saranno lamenti funebri)

Azione demoniaca

13 Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio. Quando il drago viene gettato fuori dal Cielo da Michele paradigma che culmina nell’esorcismo operato da Gesù e dalla sua chiesa ) il drago si infuria e attacca la donna ( paradigma della umanità che deve generare l’Uomo Compiuto)
Che cosa aspettarsi da Dio?
Giovanni ha già risposto.

Intervento salvifico del Cielo.

14 Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente. Lungo la storia Dio è sempre pronto a proteggere la sua sposa-umanità portandola via su ali d’aquila ( paradigma dell’esodo ) nel deserto ( luogo/tempo paradigma di un fidanzamento ) per sottrarla ad un potere demoniaco letale ( la morte) e per nutrirla con la manna ( paradigma del pane di Dio : parola -pane di Vita eterna).

Dt 32,11 Come un’aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali.

per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente-
Il tempo di libertà dal demoniaco è di 1+2+1/2=3,5 tempi è un tempo limitato ( metà di 7 ) .

Dopo ogni sentenza di condanna del demoniaco che viene eseguita si annuncia uno sviluppo storico per l’umanità che bisogna comprendere : c’è rifugio dal drago ma per un tempo limitato , per l’umanità può esserci ancora dominio e schiavitù !

L’ esodo dal dominio del demoniaco e il fidanzamento con Dio nel rifugio/deserto non è ancora compiuto per tutti : la condizione storica dell’umanità richiede il coraggio permanente della testimonianza del piano salvifico di Dio che si compie con il programma di Gesù nella sua Chiesa.

“L’autore ripete di nuovo il periodo in cui la donna doveva essere nutrita nel deserto (1260 giorni).

La comunità nella storia sa che si espone a parecchi pericoli e persecuzioni; è ben consapevole di tale situazione, ma non mancherà il sostentamento: per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, ossia tre tempi e mezzo, cifra che concorda con i 1260 giorni (= 3,5 anni).

Nel libro del profeta Daniele si trova questa espressione: un tempo, due tempi e la metà di un tempo, che vuol dire un periodo breve, limitato.


IL FIUME DEMONIACO

15 Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Per farla travolgere dalle sue acque– La donna si trova nel rifugio preparato per lei, Da Dio; nell’At le acque che travolgono sono le acque della de-creazione .

Come è possibile travolgere l’umanità nel suo rifugio, in Dio?

L’azione del demoniaco descritta con il segno delle acque ( cf Es 14,21ss ) che tentano di travolgere il progetto creativo di Dio che si attua nella storia ( la generazione dell’Uomo definitivo per mezzo della Donna-Chiesa ) indica qualcosa che è capace di trar fuori l’umanità dal rifugio preparato da Dio, la nuova alleanza, la comunione di Spirito dell’Uomo con Dio.

L’uscita del fiume dalla bocca del serpente lascia intendere un fiume di parole-suggestioni che tentano la Donna-Chiesa a lasciare il rifugio nello Spirito.

Il serpente, nella storia, è paradigma del demoniaco che tenta -con la forza di un fiume-la Donna ( Eva, Israele, Maria e la Chiesa ) a uscire dalla Vita nello Spirito .

16 Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca. La terra venne in soccorso alla donna aprendo una voragine e inghiottendo il fiume .– (cf. Es 15,12b -Targum Palest. ...la terra aprì la sua bocca e li inghiottì.

Mossa salvifica della creazione.

” Nella Scrittura si trovano parecchi testi che parlano del pericolo delle acque, che possono travolgere e distruggere la vita umana. Ma il serpente vomita come un fiume ( non un torrente minaccioso) dalla sua bocca, immagine che non appare mai nell’Antico Testamento, e lo fa alle spalle della donna, non tanto per travolgerla quanto per cambiare quella realtà in cui la donna è andata a rifugiarsi, cambiare il deserto in qualcosa di diverso, che sia anche attraente.

E cosa succede se nel deserto si mette un fiume d’acqua? Diventa un giardino, diventa un luogo piacevolissimo. Il serpente non è stupido, vuole dissuadere la donna a lasciare quel posto che lei ha scelto assieme al suo Dio.

E’ l’acqua del fiume che deve dissuadere : non pensare più di seguire il progetto del Padre che comporta impegno e fatica ma lasciarsi portare da quelle acque placide, farsi prendere dalle seduzioni del serpente.

L’autore continua la narrazione con un elemento che può ricordare racconti leggendari, con gli elementi della natura che prendono parte in esso come se fossero dei personaggi: la terra venne in soccorso della donna, aprì la sua bocca e inghiottì quest’acqua.

Non si lascia attendere l’intervento di Dio che, attraverso la terra, quale cosmo ordinato, viene in soccorso alla donna, in modo di non lasciarsi travolgere dalle seduzioni del serpente.

Azione demoniaca: nuova guerra.

17 Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. Contro il resto della sua discendenza – persecuzione contro l’umanità/Eva, Israele , Maria, la chiesa.

” Il serpente, visto che anche questa volta gli è andate male, si occupa dei discendenti della donna. Ciò significa che nell’immagine della donna si rappresenta la comunità dei credenti che, nella storia, dovrà fare i conti con le seduzioni del serpente e dovrà affrontare le sue insidie.

Daniele:

Dn 7,21 Io intanto stavo guardando e quel corno muoveva guerra ai santi e li vinceva, 22 finché venne il vegliardo e fu resa giustizia ai santi dell’Altissimo e giunse il tempo in cui i santi dovevano possedere il regno.

La guerra del demoniaco è contro i testimoni della fedequelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

La persecuzione è contro i santi di Dio. Se la persecuzione è subita come un destino avverso o un castigo divino allora i santi sono vinti.

Se è subita nella fedeltà al progetto di salvezza la persecuzione non fa altro che affrettare la Creazione Compiuta , il regno di Dio definitivo.

18 E si fermò sulla spiaggia del mare.

” La spiaggia del mare è il limite che Dio ha posto nei giorni della creazione alle acque).

Gn 1, 9Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. 10Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona.
Sal 108, 6 Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste; al di sopra dei monti stavano le acque. 7 Al tuo rimprovero esse fuggirono, al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite. 8 Salirono sui monti, discesero nelle valli, verso il luogo che avevi loro assegnato; 9 hai fissato loro un confine da non oltrepassare, perché non tornino a coprire la terra.

L’azione del demoniaco raggiunge il suo limite , senza conquistare nulla.

Il mare è considerato, nella tradizione antica, come immagine del caos, l’ambito di esseri mostruosi, da dove arrivano minacce e pericoli (invasioni, tempeste…). Molto forte era la paura di morire affogato in mare…Il drago viene collocato nel suo ambiente, accanto al mare, il serbatoio del male, in un luogo di sabbie che ricordano l’inconsistenza del suo agire.

La narrazione di Gv alterna alle azioni del demoniaco gli interventi salvifici del Cielo.

E’ un paradigma della storia : insieme ad ogni sconvolgimento e rimescolamento dei poteri mondani i credenti devono vegliare per riconoscere ed accogliere, collaborandovi, gli interventi salvifici.

II° SEGNO – LA BESTIA CHE SALE DAL MARE


Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.666 è il numero della bestia. Il 7 è il numero della completezza. 6 che è ( 7-1) è l’incompletezza, che era considerata debolezza.

3 volte 6 indica estrema debolezza, estrema incompiutezza. L’uomo compiuto dal demoniaco è incompiuto, decreato, fallito .

La bestia è impotente, sparirà: nella storia prima o poi spariscono tutte le forme del potere con le dottrine , le ideologie le religioni e i segni prodigiosi dei falsi profeti e dèi. Nella Creazione Compiuta , l’Uomo compiuto da Dio, rimarrà solo la Vita//Spirito//Carità .1 Cor 13,8 Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà.
La carità non avrà mai fine.


666 rappresenta un nome d’uomo ?

” Tutti hanno cercato di capire qual è il nome della bestia interpretando il 666; nel mondo antico ( ebraico) c’era una tecnica (“Gematria”) in cui ogni lettera dell’alfabeto ha un valore numerico per cui la a=1, la d=2 ETC ; allora prendendo i valori numerici delle lettere si potevano costruire dei nomi.

Dalla cifra 666 si può ricavare il nome di “Nerone” [ ma anche TITANO, etc . n.d.r.] ; ma non si tratta di trovare il nome, bensì capire il valore della cifra come qualcosa di parziale e di limitato e che non può nuocere nella vita della comunità perché il 6 è la metà del 12 ( il numero del popolo di Dio ).

Se il 12 è la cifra del popolo di Dio, allora che il nome della bestia sia tre volte 6 vuol dire qualcosa che è (tre volte ) la metà, l’imperfezione assoluta. Per cui nulla di quello che riguarda il popolo / comunità dei credenti, può essere distrutto dalla bestia, anche se apparentemente la forza della bestia sembra travolgerli.

Dire che la bestia ha 3 volte il 6 significa che qualunque siano i suo tentativi non potrà colpire mai quello che è protetto dall’azione divina.

” Nell’Apocalisse il drago e il demoniaco, immagini del potere, cercheranno di impossessarsi del 7, cifra della condizione divina , ma l’autore presenterà tale tentativo con una parodia.

L’autore rappresenta con l’immagine del drago la figura dell’essere potente; nell’AT si usavano tali immagini, drago, serpente, per parlare del faraone o dell’imperatore. Non si tratta di esseri mostruosi (ciò appartiene al campo della fantascienza) bensì umani, o meglio: disumani, che purtroppo conosciamo benissimo. Il drago ha sempre nome e cognome, e un volto ben definito, anche se non lo si vuole riconoscere.

ll Drago, la cui cifra è 666 ( che indica il massimo dell’inconsistenza, la decreazione), non può impedire che si realizzi il processo che conduce la storia verso il suo compimento però può far sì che esso rallenti, questo sì, perché la gente, lasciandosi ingannare dalle apparenze e dalle seduzioni del drago, non presta la sua collaborazione alla causa del Regno di Dio. 

Anticipazione della vittoria dell’Agnello, l’Uomo definitivo.

Ap 14,1 Poi guardai ed ecco l’Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. È ritto sul monte Sion : ritto, in piedi, è il risorto , il vivente, il vittorioso.
e insieme centoquarantaquattromila persone (144.000 è 12x12x1000)- 12 è il numero del popolo di Dio; 144 =12×12 è la completezza del popolo di Dio; 144×1000 è Il popolo completo nella sua definitività.

Se la bestia è la pienezza dell’incompleto , Dio e l’Agnello sono la pienezza del Completo .

Si tratta della discendenza di Israele salvata dall’Agnello Gesù, l’Israele messianico, la chiesa.

Ap 5,9 hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, 10e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti, e regneranno sopra la terra».
cf. Ap 7,4 E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele: 5 dalla tribù di Giuda, dodicimila segnati con il sigillo; dalla tribù di Ruben, dodicimila; dalla tribù di Gad, dodicimila; 6 dalla tribù di Aser, dodicimila; dalla tribù di Nèftali, dodicimila; dalla tribù di Manasse, dodicimila; 7 dalla tribù di Simeone, dodicimila; dalla tribù di Levi, dodicimila; dalla tribù di Ìssacar, dodicimila; 8 dalla tribù di Zàbulon, dodicimila; dalla tribù di Giuseppe, dodicimila; dalla tribù di Beniamino, dodicimila segnati con il sigillo. ( paradigma: il popolo di Dio ) 9 Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

I riscattati dalla morte per mezzo del sangue/Vita di Gesù con la Sua resurrezione sono ammessi alla corte celeste recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo


Se l’umanità asservita alle ideologie dei Poteri del mondo è segnata come schiava , l’umanità libera, credente e fedele a Dio e all’Agnello è segnata nella persona ( fronte) dal divino , dal Nome ( l’ ebraico ha shem indica Dio stesso , la sua persona ) il nome dell’Agnello e del Padre suo. Nome-fronte indica una unione intima dei salvati con l’Agnello e il Padre suo.

Liturgia celeste .

2 Udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe. Una voce che veniva dal cielo – dalla corte celeste.
Le grandi acque ( Ez 1,24ss) il tuono ed i citaredi sono simboli biblici della gloria di Dio cioè della sua presenza attiva e salvifica nella storia e della comunicazione della sua Parola, in definitiva della divina rivelazione / cf. Esodo/Monte ) cantavano un cantico nuovo – significa che si festeggia una vittoria ( cf Is 42,10ss ).

L’esodo finale di Israele dalla schiavitù del nemico è compiuto ad opera di Gesù. Gesù è l’Israele fedele, il Giusto, il Regno di Dio. Ed ha una Sua discendenza, la Chiesa generata con il Suo Spirito.

 At 22,14 Egli soggiunse: «Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
At 3,14 voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino.


3 Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi. E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra. Per comprendere la creazione-storia Gv si pone sempre lì, dal punto certo, dal punto del compimento in Gesù.

Mentre l’autore del libro di Daniele scrutava la storia dalla posizione di una fine del mondo ( necessaria alla sua teologia ), Giovanni , appoggiandosi alle visioni profetiche , la scruta da testimone della vittoria di Gesù risorto.

Daniele vedeva un giudizio finale della storia sfavorevole a questo mondo e la creazione -oltre la storia- di un Nuovo Mondo , simile però a questo, in cui Dio avrebbe realizzato il Regno di Israele definitivo secondo le attese espresse dalla teologia giudaica dell’epoca .

Giovanni vede – nella linea profetica – l’azione di Gesù , Agnello sgozzato/risorto che libera la creazione, questo mondo, dal demoniaco e la riconfigura –nella storia-secondo il progetto del Padre, ” su ogni momento storico”. E’ il Regno di Dio , Gesù- Chiesa, che agisce nella storia, continuamente, per portarla al compimento: l’Umanità Definitiva, Regno definitivo di Dio e dell’Agnello.

Solo l’Israele ammesso alla corte celeste, i salvati ( letteralmente i riscattati o redenti dal sangue dell’Agnello, i 144 000 , il popolo compiuto 12x12x1000), possono comprendere il canto di vittoria , cioè comprendere nella sua completezza la divina rivelazione, il progetto salvifico di Dio , l’opera salvifica compiuta nella creazione-storia dall’Agnello e dal Padre suo.

Credere per ” vedere”. 4 Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. 5 Non fu trovata menzogna sulla loro bocca; sono senza macchia.non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini. La parola contaminati richiama la purità rituale ebraica, vergini significa che non hanno nulla che possa impedire loro l’accesso alla dimensione divina, alla comunione con Dio, in particolare non hanno praticato l’idolatrìa.
 redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello.
 sono il resto santo di Israele ( cf 1Cor15,20ss).
– seguono l’Agnello dovunque vada : nei testi Giovannei il verbo andare è sempre l’andare verso il Padre. Si tratta di coloro che portano la loro croce e Lo seguono nell’esodo verso il Padre, nella dimensione del risorto. Sono discepoli di Gesù.
– Non fu trovata menzogna sulla loro bocca , come nel servo sofferente di Jhwh ( Is 53,9) sono i veri testimoni-servi di Jhwh e del suo disegno salvifico , sempre con la verità sulla loro bocca.

IL VANGELO ETERNO

6 Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione, razza, lingua e popolo.

Un angelo ( paradigma del messaggero di Dio ) nella storia è continuamente rivolto a tutti popoli della terra per chiamarli alla conversione al vangelo eterno che è la buona notizia del disegno salvifico di Dio che si realizza nel programma di Gesù.

Il Vangelo eterno è Gesù e l‘angelo , in questo eone, è la chiesa. Nell’ At il vangelo eterno veniva annunciato dai profeti :

Is 40, 9 Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion! Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! 10 Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. 11 Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri».

7 Egli gridava a gran voce: «Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il mare e le sorgenti delle acque». L’AT era considerato la rivelazione-legge divina data a Israele dagli angeli ,

At 7,53 voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l’avete osservata»

Esso invitava i popoli a temere Jhwh come unico Dio creatore e signore della storia.

 è giunta l’Ora

C’è un giudizio divino continuo sulla storia che riguarda tutti gli abitanti della terra come creature di Dio. Perché è giunta l’ora del suo giudizio – il giudizio è nell’ “Ora” , cioè nella morte/resurrezione di Gesù che è offerta salvifica, Vangelo eterno nella storia fino al suo compimento.

Gv5, 24 In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
25 In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
26 Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, 27 e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. 28 Non meravigliatevi di questo: viene l’ora 
[ed è questa] in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce 29 e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Non si tratta della fine del mondo ma del giudizio universale che inizia ” ora” con l’annuncio della salvezza a tutti i popoli. Il Vangelo eterno, l’offerta salvifica di Gesù, il Suo Spirito/Vita che salva dalla morte è un giudizio continuo ed universale, per tutti i popoli.

E la sentenza è : salvezza per chi lo accoglie ed entra nella comunità della carità per le beatitudini ; qui partecipa al banchetto di nozze di Dio con il suo popolo. E la sentenza è : fallimento per chi lo rifiuta . Col 2,12 Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. 13 Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l’incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati 14 annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; 15 avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo. 

8 Un secondo angelo lo seguì gridando: Annuncio del Cielo .
Intervento salvifico.

«È caduta, è caduta Babilonia la grande, quella che ha abbeverato tutte le genti col vino del furore della sua fornicazione”. È caduta-La tribolazione è finita . Il testo richiama un oracolo profetico.

Is 21,9 Ecco, qui arriva una schiera di cavalieri, coppie di cavalieri. Essi esclamano e dicono: «È caduta, è caduta Babilonia! Tutte le statue dei suoi dèi sono a terra, in frantumi». Paradigma : la Babilonia di turno della storia, il potere oppositivo, il demoniaco precipitato sulla terra, il male strutturato diremmo oggi , quello che impedisce con le sue strutture oppressive di realizzare la comunità delle beatitudini, è vinto. Lo sarà definitivamente.

L’annuncio anticipa che di intervento in intervento il Cielo porterà a compimento di perfezione la creazione. Ma qui ( nell’oggi) l’anticipazione è solo una consolazione per affrontare con la forza della fede una nuova tribolazione.

9 Poi, un terzo angelo li seguì gridando a gran voce: «Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, Tutti i profeti At avevano tuonato contro l’idolatria, la prostituzione del popolo con altre divinità ( = l’accoglienza del demoniaco nella propria vita fin nelle istituzioni civili e religiose ) qui citata con i segni satanici : bestia, statua, marchio.

10 berrà il vino dell’ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell’Agnello. 11 Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome”. Berrà il vino dell’ira di Dio-il calice dell’ira divina , semitismo per dire che ogni scelta umana ha inevitabili conseguenze .

Chiunque adora la bestia … sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell’Agnello: non si tratta dell’inferno dell’immaginazione popolare ma del paradigma ” fuoco e zolfo” ( le solfatare ) immagine di un tormento della coscienza come conseguenza delle proprie scelte contrarie all’Uomo .

Nell’AT si trova a partire da Sodoma e Gomorra di Gn 10 ripreso dai profeti come Is 1 Is 3 Ger 49, Am 4, Sof 2 , etc. Nel NT:

2Pt 2,6 Così pure condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, lasciando un segno ammonitore a quelli che sarebbero vissuti senza Dio.
Gd 1,5 voglio ricordare che il Signore, dopo aver liberato il popolo dalla terra d’Egitto, fece poi morire quelli che non vollero credere 6 e tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del grande giorno, gli angeli che non conservarono il loro grado ma abbandonarono la propria dimora. 7 Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che alla stessa maniera si abbandonarono all’immoralità e seguirono vizi contro natura, stanno subendo esemplarmente le pene di un fuoco eterno.
Rm 9,29 E come predisse Isaia: Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo divenuti come Sòdoma e resi simili a Gomorra.

Lc 17,29 ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti.
Mt 11,23 E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora!
Mt 10,15 In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città. // Mt 11,24 Lc 10,12
Ap 11,8 I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città, che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu crocifisso.

Il fumo del loro tormento che salirà per i secoli dei secoli , e non avranno riposo né giorno né notte – è la coscienza del fallimento del proprio essere che diventa un tormento eterno ( pianto e stridor di denti).

12 Qui appare la costanza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù. Di fronte a questa sentenza definitiva si può comprendere la necessaria perseveranza della fede che si manifesta nell’osservanza della Legge Morale Naturale (i comandamenti di Dio) e nella testimonianza di Gesù, l’Uomo definitivo.

13 Poi udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: Beati d’ora in poi, i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono”. Scrivi– si tratta del compito profetico di Giovanni . La rivelazione/Gesù come creazione-storia di salvezza va scritta per tutte le generazioni. È Parola di Dio.

Nella perseveranza della fede c’è la promessa di una beatitudine: morire nel Signore è riposare cioè entrare con la resurrezione nella beatitudine del riposo di Dio . Il termine della perseveranza nelle opere della fede nella costruzione della comunità della carità per le beatitudini, è la beatitudine definitiva dell’Uomo compiuto.

Ma qui, nell’oggi, l’annuncio è una Consolazione preparatoria ad altre tribolazioni.

TERZO SEGNO : IL FIGLIO DELL’UOMO

14 Io guardai ancora ed ecco una nube bianca e sulla nube uno stava seduto, simile a un Figlio d’uomo; aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata. Nube bianca – è la trascendenza, la dimora divina
uno seduto – si tratta di una autorità celeste, un re divino.
simile a un Figlio d’uomo -richiama Dn7, ma qui è Gesù
sul capo una corona d’oro – segno di vittoria
in mano una falce affilata – è un giudice che miete il campo di Dio con le sue sentenze .

La visione anticipa la vittoria finale di Dio sul demoniaco.
Il giudizio di Israele, mietitura della ” vigna del Signore“.
15 Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura». 16 Allora colui che era seduto sulla nuvola gettò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta. Gl 4,13 Date mano alla falce, perché la messe è matura; venite, pigiate, perché il torchio è pieno e i tini traboccano, poiché grande è la loro malvagità!

Mc 4,29 Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».

Mt 13,26 Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. 27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 28 Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? 29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».

Mt 24,14 Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. Mt 25,32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri .


Siamo nella teologia , qui si tratta della maturazione del giudizio di Israele perché è finito il suo eone con la morte/resurrezione di Gesù.

17 Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, anch’egli tenendo una falce affilata. 18 Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, uscì dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». 19 L’angelo gettò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio. 20 Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì sangue fino al morso dei cavalli, per una distanza di duecento miglia. La vigna di Dio è Israele.
La vigna della terra sono i nemici.
È vendemmia allora.

Un oracolo profetico annunciava la vendemmia, ma dei nemici di Israele:

Is 63,3 Li ho pigiati nella mia ira,
li ho calpestati nella mia collera.
Il loro sangue è sprizzato sulle mie vesti
e mi sono macchiato tutti gli abiti,
…3 «Nel tino ho pigiato da solo e del mio popolo nessuno era con me.


Oracolo evocato da Gv per annunciare la vittoria del crocifisso sui nemici dell’Israele messianico. (pigiato nel tino dell’ira cioè crocifisso)

Il tino fu pigiato fuori della città
– Gesù fu crocifisso fuori porta.
dal tino uscì sangue .
 per duecento miglia – il sangue di Gesù che contiene il suo Spirito è stato effuso su tutta la terra.

Il ” Vangelo Eterno “è la buona notizia dell’offerta dello Spirito/Vita che supera la morte ; questa offerta produce un giudizio universale che si svolge lungo la storia e separa chi la accoglie da chi la rifiuta.
A partire da Israele ( cf. Mt 24)

MAGGIONI, B., L’Apocalisse, Assisi: Cittadella, 1981.

Testi scelti da 2 conferenze di Ricardo Pérez Márquez sul libro dell’Apocalisse [Studibiblici.it]

ARTICOLO ORIGINALE

http://www.corsodireligione.it/bibbiaspecial/apocalittica/apocalisse_8.html

LA DMT E GLI ALIENI

Cattura

Pietre di giada ritrovate nel 2017 in un complesso sotterraneo di grotte in Messico, vicino al confine tra gli Stati Veracruz e Puebla.

A determinate condizioni di carattere endocrino e a seconda del soggetto, durante la fase notturna è possibile rinvenire tracce di DMT nel fluido cerebrospinale di un essere umano per pochissimi minuti, dopo che questa è stata sintetizzata qualche istante prima dalla ghiandola pineale situata al centro del nostro cervello. Avete capito bene: durante i sogni, e parlo di quelli più lucidi, vividi e coscienti, ossia in una profonda fase REM, siamo praticamente sotto l’effetto di una tra le sostanze psichedeliche più potenti al mondo. Per comprendere al meglio le ragioni per le quali ciò accade durante le nostre notti più “movimentate”, mediamente tra le 3 e le 4 del mattino, occorre spiegare che la sua sintesi avviene mediante l’assunzione quotidiana di un amminoacido essenziale, il triptofano, il quale è presente in quantità più o meno grande in tutti i cibi di uso comune, come ad esempio la carne bianca, il formaggio, frutti e semi, uova. Il triptofano interagisce con la serotonina, e dall’unione di questa interazione vi è una sintesi maggiore di melatonina, la quale a sua volta, a determinate condizioni, muta in una molecola dalla forma assai più caratteristica, la pinolina, e dalla pinolina si passa alla DMT.

La DMT sembra agire come una sorta di “chiavistello” attraverso una specifica interazione con la nostra biologia, mostrandosi in grado di aprire “porte” percettive della coscienza individuale e proiettarla verso altre dimensioni della psiche a noi ignote.

In seguito alla somministrazione di una normale dose di dimetiltriptamina, iniettata per via endovenosa, svariati soggetti descrivono un rapporto che definiscono “amorevole” con un alieno gentile, che li abbraccia e dice di amarli come figli; loro si sentono benissimo in quello stato, e si trovano in perfetta sintonia con lui. Quando invece agli stessi soggetti venivano somministrate dosi di DMT maggiorate, quindi più cariche rispetto al loro range di sopportazione biochimica, lo stesso alieno diventava aggressivo nei loro confronti, generando tutto quell’insieme di esperienze traumatiche vissute dai soggetti durante un classico rapimento. Come poteva essere possibile, dunque, che l’alieno mostrasse una dicotomia così estrema, rispondendo addirittura emotivamente a una precisa intossicazione – seppur sotto controllo medico – del sistema nervoso del soggetto? È possibile dunque che vi siano persone che per chissà quali condizioni psicofìsiche siano in grado di sintetizzare questa molecola in maggiori quantità rispetto ad altri, tanto da procurarsi delle piccole overdose notturne, al punto da scatenare un dramma interiore? Ma soprattutto, se è verosimile la possibilità che l’alieno possegga comportamenti differenti a seconda del nostro stato nervoso, è dunque parte di una realtà “esterna” a noi, oppure è una parte integrante e indissolubile della nostra psiche?

Andrea Doria – Introduzione di “DMT: La molecola dello spirito”

© 2001 Rick Strassman

© 2014 Edizioni Spazio Interiore

IL MISTERO DELL’ETERNO FEMMINILE

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Nella tradizione della saggezza orientale, il SUPREMO ASSOLUTO (BRAHAMAN o DIO PADRE) possiede la sua misteriosa METÀ FEMMINILE, considerata al contempo la Sua Natura Femminile manifestatrice, conosciuta in Oriente con il nome di MAHA SHAKTI.

Secondo le conoscenze della tradizione Cristiana, DIO PADRE si manifesta e crea tutto attraverso i suoi misteriosi poteri femminili, ovvero lo SPIRITO SANTO.

Il fatto che sia nella millenaria tradizione orientale, che nella millenaria tradizione occidentale cristiana, viene presentata nello stesso modo una misteriosa Natura femminile manifestatrice, attraverso la quale Dio crea l’intero MACROCOSMO, non è affatto casuale. Nella tradizione orientale, MAHA SHAKTI o la Natura femminile Eterna, rappresenta in realtà, LA POTENZA FEMMINILE MANIFESTATRICE DI DIO, attraverso la quale l’intera Creazione (l’intero MACROCOSMO o in altre parole TUTTO CIO’ CHE E’ MISTERIOSO), formata dai 3 universi (l’Universo Fisico, l’Universo Astrale e l’Universo Causale) ha la sua origine e si mantiene.

DIO PADRE manifesta ininterrottamente la sua onnipotenza e manifesta il Tutto solo attraverso MAHA SHAKTI. MAHA SHAKTI è sempre colei in cui e attraverso la quale si esprime L’ONNIPOTENTE VOLONTÀ di DIO PADRE (BRAHMAN). Non è affatto casuale che nella tradizione orientale, tutti gli dei, senza eccezione, come BRAHMA, VISHNU o SHIVA posseggono ognuno di loro una o più nature femminili manifestatrici, le quali sono al contempo le loro amate. Ognuna di queste amate che loro adorano, rappresentano anche la loro NATURA FEMMINILE MANIFESTATRICE. Andando oltre le apparenze, si può affermare che queste amate degli dei sono di fatto le loro SHAKTI, attraverso le quali essi manifestano la loro volontà divina onnipotente. Le SHAKTI degli dei rappresentano LE POTENZE FEMMINILI DELLA LORO NATURA ENIGMATICA che formano, insieme a loro, una perfetta unità misteriosa. In assenza di queste nature femminili manifestatrici (SHAKTI) o in altre parole, in assenza di queste POTENZE FEMMINILI MANIFESTATRICI DELLA LORO NATURA DIVINA (caratteristica di ogni dio), non sarebbero dotate di poteri sovrannaturali e non potrebbero manifestare nessun potere divino straordinario, non essendo al contempo capaci di esercitare nessuna influenza miracolosa, benefica, occulta.

Alla luce di queste rivelazioni, possiamo renderci conto che la volontà enigmatica e onnipotente di questi dei si può manifestare efficientemente solo grazie alle forze femminili manifestatrici intimamente unite a loro (in tutte le loro sfere di esistenza e manifestazione che li caratterizzano). Del resto, questa perfetta unione è spesso raffigurata nella tradizione orientale da una coppia amorosa divinamente unita in un’ininterrotta comunione amorosa, nella classica postura tantrica YAB-YUM.

In assenza di una o più SHAKTI attraverso le quali gli dei manifestano la loro volontà, le loro misteriose influenze spirituali e la loro forza divina occulta, ognuno di questi dei sarebbe – per analogia – un cadavere immobile, inerte e impotente. In assenza della presenza della SHAKTI, che gli permette di manifestarsi pienamente, grazie alla sua natura femminile manifestatrice, quel dio sarebbe, per analogia, come un corpo paralizzato. Questo antico insegnamento orientale segreto, era noto ai grandi iniziati ed è espresso da un antichissimo testo tantrico: “SHIVA senza SHAKTI è SHAVA (un cadavere immobile e impotente). SHAKTI senza SHIVA è KALILA (esistenza senza senso, confusione, caos), KACHAKULAM (larvalità, rifiuto, inversione dei valori) e MAYA (illusione, disordine, entropia).”

Soprattutto in Oriente, i saggi conoscono da migliaia di anni l’enorme importanza della POTENZA FEMMINILE MANIFESTATORE (SHAKTI), grazie alla quale l’intera manifestazione appare e viene mantenuta, in assenza della quale NIENTE PUÒ ESSERE MANIFESTATO. Così come abbiamo ricordato prima, anche nella tradizione cristiana DIO PADRE viene assistito permanentemente, nel processo della creazione e della manifestazione di TUTTO e di TUTTO ciò che è stato, che è e che sarà, dalla POTENZA MISTERIOSA FEMMINILE MANIFESTATRICE DELLO SPIRITO SANTO (che come abbiamo menzionato prima, nella tradizione orientale è conosciuto con il nome di MAHA SHAKTI o la GRANDE MAMMA DA CUI TUTTO NASCE), in cui e attraverso la quale tutto, senza eccezione, appare nel quadro della Creazione di DIO PADRE.

Nella millenaria tradizione orientale si indica talvolta che l’intero MACROCOSMO in cui contemporaneamente esistono i tre universi (Universo fisico-materiale, Universo Astrale e Universo Causale), si manifesta completamente grazie a MAHA SHAKTI. L’intero MACROCOSMO, senza eccezione, è stato “partorito” ed è mantenuto senza sosta grazie a MAHA SHAKTI. I grandi iniziati sanno che il MACROCOSMO, nella sua totalità, è di fatto l’opera di MAHA SHAKTI. Il MACROCOSMO è stato manifestatore come espressione della VOLONTÀ ONNIPOTENTE di Dio Padre (BRAHMAN). I grandi iniziati nel millenario sistema del TANTRA YOGA hanno specificato in numerosi trattati segreti che in realtà, l’intero MACROCOSMO è il “FRUTTO” o in altre parole “Il BAMBINO MAGICO” nato dalla MAHA YONI (l’enorme matrice partoriente) della GRANDE MAMMA (MAHA SHAKTI), che all’origine ha manifestato l’intera creazione. Alla luce di queste rivelazioni, possiamo comprendere perché gli adepti tantrici avanzati adorino la YONI della loro amata e la guardino in modo trasfigurante come fosse la corrispondente nel corpo femminile della MAHA YONI della MAHA SHAKTI.

La visione profondamente trasfigurante e piena di adorazione per il corpo e per l’essere della donna amata permette agli adepti avanzati nel sistema TANTRA di entrare così in uno stato misterioso di comunione con MAHA SHAKTI, che esiste da sempre, intimamente unita con lo Spirito Onnipotente, enigmatico. Grazie a MAHA SHAKTI si manifesta la volontà onnipotente di DIO PADRE. Intuire questi misteri spirituali fondamentali ci permette al contempo di comprendere la millenaria visione, profondamente trasfigurante del LINGAM, come l’espressione del fallo perfettamente eretto di SHIVA, che è e rimane cosi grazie al fatto che SHIVA è perfettamente continente. A sua volta, il culto della YONI (la matrice della donna), rappresenta la visione trasfigurante della MAHA YONI di MAHA SHAKTI, da cui è nato l’intero MACROCOSMO. Una simile e misteriosa visione, profondamente trasfigurante, spiritualmente sublime del corpo della donna amata, permette al tantrico di scoprire gradualmente (grazie a questa visione) una misteriosa unità tra il MICROCOSMO dell’essere amato, di cui il corpo è una parte costitutiva importante e il MACROCOSMO, in cui l’Universo fisico è una parte importante dello stesso.

È però evidente che solo gli esseri umani con una realizzazione spirituale elevata sono capaci di intuire la realtà misteriosa e grandiosa che esiste al di là di queste rappresentazioni simboliche contenenti molteplici significati. I tantrici iniziati affermano che il corpo della donna presenta una complessità straordinaria e quando viene visto in un certo modo, si svela ancor più complesso. Tra l’altro, il corpo femminile si rivela superiore a quello maschile, per il fatto che il corpo femminile presenta alcune caratteristiche distinte, che sono uniche se paragonate a quelle di un corpo maschile. Per esempio, il corpo femminile contiene, non a caso, 12 aperture distinte (tra queste aperture distinte che sono in più nel caso del corpo femminile, ricordiamo il collo dell’utero, l’uretra e gli orifizi dei capezzoli, costantemente attivi nella donna. Tramite i capezzoli si manifestano nel corpo e attraverso il corpo della donna misteriosi fluidi femminili). Paragonato al corpo femminile, il corpo maschile contiene solo nove aperture distinte (nell’uomo i capezzoli non sono aperti e attivi). Esistono anche altre differenze che distinguono il corpo femminile, ma che non menzioniamo qui. Tutte queste differenze evidenziano la superiorità del corpo femminile, che solo le donne che riescono a conseguire pienamente lo stato di SHAKTI coscientizzano e apprezzano per il loro giusto valore.

Tra le altre differenze conosciute dai tantrici, ricordiamo che la donna è capace di vivere oltre 20 tipi distinti di orgasmo, mentre l’uomo non è capace di vivere una simile gamma di orgasmi, proprio per il fatto che il suo corpo non presenta la stessa complessità di quello femminile.

Un’altra capacità del tutto straordinaria, innata nella donna e che può essere manifestata in qualsiasi momento, è la possibilità di praticare immediatamente e con grande facilità la continenza amorosa, senza aver bisogno, nel suo caso di un allenamento, che è invece necessario nel caso dell’uomo.

Un’altra capacità straordinaria che la donna manifesta spontaneamente è l’entrare e il mantenere per periodi lunghi di tempo differenti stati di orgasmo, che possono essere estesi per delle ore di seguito, ininterrottamente. Quando pratica davvero bene la continenza amorosa, la donna può facilmente raggiungere stati di orgasmo cosmico (simili stati sono stati estatici di orgasmo avvolgente, profondo e molto intenso anche se questo concetto in sé può suscitare il disprezzo di persone ignoranti che si prendono gioco di qualcosa che, in realtà, non sono mai stati capaci di sperimentare). Un’altra straordinaria capacità è che il corpo della donna, che è risvegliata eroticamente e che diventa cosciente di certe misteriose energie che si manifestano nel suo corpo (grazie allo sprigionarsi di determinati processi di risonanza occulta con i focolai infiniti di forza del MACROCOSMO) fanno si che la donna manifesti facilmente alcuni processi alchemici che avvengono all’interno della sua YONI. Per esempio l’affascinante e misterioso processo dell’apparizione e materializzazione dei cosiddetti KALA all’interno della YONI, quando la donna vive intensi ed avvolgenti stati di orgasmo, senza la perdita del potenziale creatore.

Un altro processo misterioso è la trasmutazione integrale in energia delle secrezioni sessuali specifiche che, quando non vengono trasmutate e sublimate in energia, producono il ciclo mestruale. Attraverso una simile realizzazione (la sospensione del ciclo mestruale, grazie alla trasmutazione biologica del suo potenziale sessuale in energia) la donna ha a disposizione un’energia interiore enorme che potrà direzionare e focalizzare in diversi livelli del suo universo interiore grazie ad una sublimazione armoniosa. Speriamo che grazie a queste rivelazioni, le donne intelligenti ed intuitive che leggeranno queste righe, riusciranno a comprendere che il privilegio di essere donna non è ne un’esclusiva e neanche un’argomento di seduzione, ma che semmai presuppone la coscientizzazione dei suoi vantaggi, come una necessità stringente. Questa scoperta si realizza gradualmente, nella misura in cui al donna risveglia e  dinamizza sempre più il favoloso potenziale  che si rivela quando diventa pienamente cosciente dello stato di SHAKTI.

Ecco come sono descritti questi fondamentali aspetti occulti in un famoso testo tantrico segreto: “L’ILLIMITATA POTENZA FEMMINILE (MAHA SHAKTI) è in realtà la manifestazione e il sostegno misterioso dell’intero Universo. MAHA SHAKTI è colei che ha partorito dalla sua gigantesca MAHA YONI e ha portato alla luce il grande TUTTO dell’Universo (MACROCOSMO). Il grande TUTTO dell’Universo (MACROCOSMO), di fatto è la FORMA NECESSARIA che Lei (MAHA SHAKTI) gli ha offerto all’origine. MAHA SHAKTI è incessantemente il fondamento e l’energia manifestatrice sia dei tre mondi che di tutti i regni paralleli che esistono NELL’UNIVERSO ASTRALE. MAHA SHAKTI è colei che ha creato e manifestatore le 10 Grandi FORZE COSMICHE (DASHA MAHA VIDYA) che attraverso di Lei (MAHA SHAKTI) sono diventate l’espressione della VOLONTA’ ONNIPOTENTE DI BRAHMA (DIO PADRE). Manifestando così LA VOLONTA’ ONNIPOTENTE DI BRAHMA (DIO PADRE), la Grande Donna (MAHA SHAKTI) è e rimane la manifestatrice inimmaginata e la sostenitrice dell’intero Universo (MACROCOSMO).

L’intero Universo (MACROCOSMO) è la Sua forma (di MAHA SHAKTI). La Grande Donna (MAHA SHAKTI) è il fondamento misterioso di questo mondo e di tutti i mondi. Nessun mondo e nessun universo non esisterebbe in assenza del suo sostegno. Nel mondo fisico, la forma propria del corpo della donna è una forma perfetta. Qualsiasi forma che MAHA SHAKTI assuma, sia maschile (virile), sia femminile è in realtà la sua forma misteriosa suprema. Nell’universo dell’essere donna è sempre presente la forma misteriosa del TUTTO. Nell’universo di ogni donna esiste in uno stato dinamizzato (risvegliato) o latente, tutto ciò che è animato, sia in questo mondo che negli altri mondi misteriosi che esistono oltre lei.

Per colui che l’adora ed è capace di scoprirla in tutto il suo splendore – ad eccezione del Sé Supremo Immortale  (ATMAN) – non esiste gioiello più bello della donna. Ad eccezione del Sé Supremo Immortale (ATMAN) non esiste condizione superiore a quella di una donna. Nel caso di colui che è capace di scoprirla al di là delle apparenze, così come nel caso della donna che si rende conto di queste meravigliose doti, grazie alla conoscenza di Se, non esiste, non è mai esistito e non esisterà mai un destino uguale a quello di una donna.

Non esiste regno, non esiste ascesa, che si può paragonare a tutto ciò che può offrire lo splendido universo della donna, pienamente risvegliato, quando viene adorata e trasfigurata così come si deve. Ad eccezione del Sé Supremo Immortale (ATMAN) non esiste, non è mai esistito e non esisterà mai un luogo sacro che possa essere paragonato all’universo dell’essere femminile. Per quanto possiamo cercare, non possiamo scoprire una preghiera simile alla preghiera perfettamente naturale, estatica, che la donna manifesta spontaneamente quando raggiunge lo stato perfetto di orgasmo (è unanimemente conosciuto dagli uomini iniziati che, quando le donne raggiungono stati ampi e profondi di orgasmo senza perdita, hanno la tendenza spontanea di focalizzare fermamente lo sguardo verso la zona sopra la testa a livello del centro essenziale di forza SAHASRARA che, come sappiamo, rende possibile il riconnettersi dell’essere umano con DIO PADRE.

Non esiste, non è mai esistito e non esisterà mai un piacere più grande, gioia così avvolgente di quella che possiamo scoprire attraverso e nel corpo di una donna. Colui che adora insaziabilmente, scopre con facilità, alla fine, con l’aiuto della donna, l’esistenza misteriosa di BRAHMAN (DIO PADRE), con cui la donna è incessantemente e misteriosamente unita, anche quando non lo immagina neppure. Senza l’aiuto della potenza femminile manifestatrice (SHAKTI), neppure gli dei hanno alcun potere e non possono agire in sua (della SHAKTI) assenza.”

Alla luce di queste fondamentali rivelazioni che ci vengono offerte da questa citazione, possiamo comprendere facilmente che i due aspetti polari opposti, complementari, rispettivamente maschile e femminile, l’aspetto YANG (+) e l’aspetto YIN (-) sono in realtà i due principi manifestati dall’Eterno Femminile (MAHA SHAKTI). Si può dire che DIO PADRE, che manifesta sempre il tutto attraverso la Sua volontà onnipotente solo con l’aiuto dell’Eterno Femminile (MAHA SHAKTI), è in realtà neutro e trascendente. Nell’universo (MACROCOSMO) manifestato dalla GRANDE MAMMA (MAHA SHAKTI), il maschile e il femminile, lo YANG e lo YIN sono i due principi polarmente opposti complementari che governano l’Universo, assicurandogli al contempo la coerenza e l’unità. In questo universo (MACROCOSMO), che all’origine è stato manifestato dalla GRANDE MADRE (MAHA SHAKTI), lo YANG e lo YIN, il maschile e il femminile non sono due stati che si oppongono e che lottano tra loro, sono piuttosto, in realtà, due fasi (una positiva e l’altra negativa) dell’alternanza dello stesso movimento.

In determinate condizioni note agli iniziati, il maschile è l’espressione della trasformazione progressiva del femminile o, in altre parole, della trasformazione dello YIN in YANG, mentre il femminile è l’espressione della progressiva trasformazione del maschile o, in altre parole l’espressione della trasformazione dello YANG in YIN. In questo modo possiamo dire che le due energie polari opposte si completano e formano una Unità perfetta. Il maschile e il femminile, lo YANG e lo YIN, sono una coppia antitetica e al contempo perfettamente unita, esistente nella più completa comunione. L’aspetto YANG, maschile, significa azione, esteriorizzazione, espansione, il nord, il fuoco, la pienezza della vita, le note musicali acute, il sole, il giorno, l’estate, il dinamismo, il caldo. Lo YIN, il femminile, rappresenta l’interiorizzazione, l’intuizione, la passività, la ricettività, il sud, l’acqua, le note musicali gravi, la luna, la notte, l’umidità, l’inverno, il riposo, il freddo.

La famosa rappresentazione classica del maschile e del femminile, dello YANG e dello YIN, si basa su un cerchio (che simboleggia l’Unico Primordiale) che si divide in due aspetti. Questa rappresentazione simbolica contiene una parte bianca (l’uomo, +, YANG) e una parte nera (la donna, -, YIN) per esprimere lo stato di dipendenza reciproca delle due metà, scopriamo un piccolo cerchio nero (simbolo del femminile) che esiste nella parte bianca (l’uomo) e un piccolo cerchio bianco (simbolo del maschile) nella parte nera (la donna). All’interno di ciascun polo si trova il punto focale della forza contraria, che rappresenta il seme misterioso della trasformazione. Allo stesso tempo, ciò ci permette di intuire il mistero dello stato androgino glorioso che ogni essere umano è chiamato a realizzare, anche quando non si rende conto, per il momento, di questa aspirazione inconscia.

Questo simbolismo ci ricorda, tra l’altro, che nell’intera manifestazione tutto non è mai completamente femminile o completamente maschile e che le forze femminili (YIN) e le forze maschili (YANG) non possono in realtà esistere una senza l’altra. Lo stato androgino glorioso permette agli esseri umani che lo raggiungono, grazie ad una fondamentale trasformazione interiore, di accedere ad uno stato psico-mentale e spirituale di autonomia nettamente superiore. Nello stato androgino glorioso, che esiste simultaneamente in uno stato costante di equilibrio, dove gli aspetti femminili (YIN) e gli aspetti maschili (YANG) sono captati in modo uguale, nel suo Universo interiore, non esiste più una prevalenza maschile o una prevalenza femminile, caratteristica nel caso delle persone normali (che per il momento non hanno raggiunto questo stato nettamente superiore, conosciuto con il nome di stato androgino).

La separazione del principio maschile dal principio femminile non fa scomparire la misteriosa logica che li vuole complementari. Se ci analizziamo con attenzione e lucidità scopriamo che in ognuno di noi esiste e vibra, anche quando neppure lo immaginiamo, una parte femminile e una parte maschile. L’aspetto che predomina determina cosi la polarità generale del nostro essere e ci rende così uomo o donna. In realtà, non esiste alcun antagonismo tra i due poli ma solo una interpenetrazione, una reciprocità, una mescolanza, una fusione profonda. Tutto ciò genera in noi desideri, passioni, aspirazioni e ci determina nell’agire per risvegliare e realizzare tutto ciò nel nostro universo interiore.

L’aspetto maschile (YANG) e l’aspetto femminile (YIN) sono tonalità vibratorie distinte, certe, che alle volte si trovano in piena simbiosi. Sia il maschile che il femminile si nutrono permanentemente l’uno con l’altro, hanno l’impellente bisogno l’uno dell’altro. Sia la forza nel caso della natura femminile, che la forza nel caso della natura maschile, appare per assimilazione delle opposte polarità, complementari. L’uomo ha un’impellente bisogno dell’energia femminile, per polarizzarsi e per diventare così una forza trionfante. A sua volta, la donna ha bisogno dell’energia maschile complementare per diventare, in questo modo, anche lei una forza trionfante. In determinate condizioni note agli iniziati, è facile che si risvegli molto più velocemente, sia nella donna che nell’uomo, lo stato androgino glorioso. In questo caso, la donna avrà pienamente risvegliato in lei anche il suo uomo interiore, e l’uomo avrà risvegliato in lui la donna interiore. Questo stato rende possibile anche la comparsa graduale di determinati poteri paranormali (SIDDHI).

Sia il femminile che il maschile simboleggiano l’aspetto della stessa ed un’unica realtà, la realtà misteriosa di MAHA SHAKTI. Il maschile e il femminile, lo YANG e lo YIN, sono ognuno un fattore di moltiplicazione e anche di apparente divergenza. Al contempo sono ognuno un fattore di fusione, di reintegrazione, di potere, di felicità, di piacere, di salute, di amore, di piena unità. Lo stato di equilibrio in cui si trovano proviene sempre dall’armonia e dalla frenesia delle loro interazioni, e l’equilibrio è strettamente legato alla durata di queste interazioni che offrono così all’altro la possibilità di accumulare la misteriosa energia di cui ognuno ha bisogno.

Nel caso dei giochi amorosi basati sulla perfetta continenza, trasfigurazione e amore, l’interazione tra i due amati può essere pienamente soddisfacente, armoniosa, e ciò attrae con sé straordinari stati di felicità e permette anche il raggiungimento di uno stato straordinario di beatitudine. Nel caso degli esseri umani che non praticano giochi amorosi con continenza, trasfigurazione e amore, gli scambi energetici con l’altro e l’interazione tra i due amati, sono superficiali, di breve durata, insoddisfacenti, incompleti e proprio per questo danno vita a frustrazioni, tensioni, scontentezze, e addirittura a sorde lotte. Gli iniziati sanno che l’azione congiunta delle due forze misteriose complementari, rispettivamente la forza maschile (YANG) e la forza femminile (YIN), sostiene e regola la vita degli uomini e le eco di questa interazione esiste e si rispecchia nel regno animale e vegetale. Questo gioco polare è presente nell’Universo intero ed esiste ovunque laddove c’è vita. Dall’unione delle due energie polarmente complementari appare la forza, la felicità, il piacere, l’equilibrio e la suprema armonia.

I diversi scambi e relazioni misteriose esistenti tra l’aspetto maschile (YANG) e l’aspetto femminile (YIN)

  1. Opposizione apparente

Nella natura, quasi ogni fenomeno presenta due aspetti distinti. Questi aspetti sono caratteristiche sia per ciò che riguarda il movimento degli astri, come per esempio il Sole e la Luna, sia per ciò che riguarda la manifestazione ciclica delle stagioni, del giorno e della notte, della crescita e della decrescita. Lo stato di unità appare o, in altre parole, viene creato, grazie all’opposizione apparente di questi due aspetti polari opposti e complementari, che a prima vista sembrano contradditori.

  1. Interdipendenza

In modo paradossale, queste due forze polarmente opposte (maschile, YANG – femminile, YIN) sono interdipendenti. Hanno assolutamente bisogno di una delle due polarità complementari per esistere in modo individuale.

  1. Crescita e decrescita

Il maschile (YANG, +) e il femminile (YIN, -) crescono e decrescono in modo alternato. Questo misterioso movimento mantiene un relativo equilibrio favorevole alle due energie (rispettivamente le energie maschili e femminili). Questo ininterrotto avanti-indietro si trova all’origine della vita e di ogni stato di equilibrio dinamico.

  1. Trasformazione reciproca

In determinate condizioni conosciute dagli iniziati, come per esempio le fusioni amorose frenetiche, sublimi, passionali, realizzate con continenza (producendo in questo modo la trasmutazione biologica del potenziale fisico sessuale in energia e la sublimazione dell’energia risultante nei differenti livelli superiori dell’essere) il maschile (YANG, +, solare) e il femminile (YIN, -, lunare) possono trasformarsi integralmente uno nell’altro.  Si può quindi dire che il maschile diventa femminile e il femminile diventa maschile, lo YIN diventa lo YANG e lo YANG diventa lo YIN, il più diventa meno, il meno diventa più, il solare diventa lunare, il lunare diventa solare. In questo modo appare una profonda trasformazione, rapida, sovviene una ripresa e possono apparire sorprendenti capovolgimenti di situazioni. Così possono apparire incredibili cambiamenti e salti qualitativi inaspettati.

Cosa succede al momento attuale

Il microcosmo dell’essere femminile si trova in una misteriosa comunione e legame con l’Eterno Femminile MAHA SHAKTI. Ancor di più, un’intera serie di scoperte scientifiche hanno già evidenziato che, in realtà, non è stata la donna a nascere dalla cosiddetta costola dell’uomo ma, il processo è stato esattamente l’opposto. Di fatto, l’uomo è nato da un sui generis adattamento parziale che si è realizzato partendo dal corpo molto più complesso della donna. In altre parole, non è la donna che è nata dall’uomo ma è l’uomo che è nato dalla donna. I praticanti avanzati nel sistema TANTRA hanno scoperto questo importante mistero da millenni. Proprio per questo, hanno obiettivamente apprezzato, con il giusto valore, la donna e l’hanno adorata sulla base della profonda conoscenza di questa realtà misteriosa.

Il millenario sistema SHAKTA è una dimostrazione vivente di questa scoperta della superiorità del corpo e del microcosmo dell’essere femminile. Del resto, migliaia di anni fa, la conoscenza di questa verità fondamentale era quasi comune e normale. Questo spiega perché l’elemento femminile, la donna, è stata spesso completamente divinizzata in tutte le culture che oggi sono considerate, nella connotazione peggiorativa, come “PAGANE”. Nei tempi immemorabili, alla donna veniva accordata l’importanza che merita (NELL’IPOSTASI DI DONNA INIZIATRICE) proprio grazie a questa fondamentale rivelazione.

Il culto della Grande Madre (MAHA SHAKTI) o della Grande Dea Madre, strettamente legato alla vita, all’agricoltura, alla fertilità, all’abbondanza dei raccolti, al mistero dell’amore continente, alle straordinarie potenzialità che la donna possiede (incluso quella di praticare con estrema facilità la continenza amorosa), è persistita per lungo tempo, ma ad un certo punto, LA DONNA ha iniziato, pian piano, ad essere detronizzata dal cosiddetto archetipo MASCHILE IDEALE, che è stato ed è strettamente legato alla virilità, alla conquista, al coraggio e alla forza.

La morte dei culti in cui è stata adorata così come si conviene la “GRANDE MADRE DEL MONDO” (ovvero MAHA SHAKTI), ha dato vita ad un ordine sociale patriarcale, in cui gli uomini hanno sottomesso le donne alla loro autorità dispotica. Per questo, piano piano, il ruolo della donna si è deteriorato. Antichissimi tempi consacrati alla Dea Madre sono stati distrutti e al loro posto sono state costruiti altri, consacrati a divinità maschili. In questo modo, la gigantesca Eva (MAHA SHAKTI) che ha dato vita all’umanità, ha cambiato ruolo ed è stata unanimemente considerata come donna stupida e non sottomessa, la cattiva tentatrice.

Il culmine di questo decadere della condizione femminile è stato raggiunto nel momento in cui si è affermato che, di fatto, le donne non hanno anima e non sono umane. Oggi sappiamo che l’apostolo Paolo ha perorato con grande veemenza per la subordinazione totale delle donne rispetto agli uomini. Nel VI secolo, i teologi sono arrivati a chiedersi se le donne avessero un’anima. Durante il Medioevo, le donne sono state spesso considerate in modo falso e aberrante come disgustose creature, che avevano a che fare con il diavolo. L’inquisizione ha portato ad una caccia alle streghe senza precedenti. Tutti questi aspetti sono ancor più bizzarri se consideriamo che nella Genesi si cita che l’essere umano, cioè sia la donna che l’uomo, sono stati creati da Dio PADRE androgino, ovvero sia uomo che donna allo stesso tempo.

Nel millenario sistema di TANTRA YOGA, con il risveglio graduale e la dinamizzazione dello stato di SHAKTI, la donna diventa cosciente di una serie di potenzialità straordinarie, che molto spesso giacciono in lei senza essere neppur immaginate. È vero che il trattamento a cui la donna è stata sottoposta lungo i millenni, dopo la fine del periodo matriarcale, l’ha portata a regredire moltissimo. Per migliaia di anni si è ripetuto alla donna che è “stupida”, “incapace”, “inferiore”, “impotente”, ecc.

Poiché ogni menzogna che viene incessantemente ripetuta finisce per diventare la cosiddetta “verità”, la donna piano piano, ha finito per convincersi e ha creduto a tutte le cattiverie che gli sono state ripetute continuamente da uomini ignoranti, dispotici, egoisti, insensibili, avidi di potere, dominatori e possessivi, i quali avevano la falsa impressione di essere nettamente superiori.

In questo modo si è prodotto un regredire, con l’assimilazione da parte della donna di queste convinzioni sbagliate, irremovibili. Questo stato ha fatto sì che all’ora attuale il subconscio delle donne sia ripieno di false stupide convinzioni, quali: “la donne è inferiore”, “la donna non potrà mai riuscire in quello che fa l’uomo”, “la donna ha solo difetti e nessuna qualità”, “la donna non ha alcun tipo di talento straordinario in confronto a quello dell’uomo”.

Alla luce di queste rivelazioni, è evidente che la scoperta da parte di un numero sempre maggiore di donne dell’amore con continenza contribuirà alla comparsa di una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda il risveglio e la dinamizzazione delle favolose potenzialità esistenti nel microcosmo di ogni donna che aspiri a risvegliare lo stato di SHAKTI. Per far ciò, le donne iniziate (CHE DOVREBBERO DIVENTARE QUANTO PRIMA DONNE INIZIATRICI) devono diventare consapevoli che sono soprattutto loro quelle che possono insegnare l’amore con continenza agli uomini. La netta superiorità della donna per quel che riguarda le fusioni amorose con continenza è una carta essenziale nel processo di risveglio delle favolose potenzialità, che risiedono addormentate in ogni donna che aspiri a risvegliare lo stato di SHAKTI.

 

Aforismi e riflessioni

  1. Qualsiasi uomo normale che ama una donna sola, molto spesso ama, di fatto, senza rendersene conto, due donne. Una è la donna rispettiva, che esiste veramente, mentre l’altra è una creazione delle sua immaginazione.
  2. La donna non è tutta. La donna in cui si risveglia sempre di più lo stato di SHAKTI, inizia ad essere tutta.
  3. L’uomo che non perdona mai nella donna che ama i suoi piccoli difetti, non gioirà mai come dovrebbe delle sue grandi qualità e virtù.
  4. Quando DIO PADRE vuole fare qualcosa di straordinariamente importante, Dio lo nasconde agli occhi dell’uomo. Gli iniziati sanno bene che quando Dio vuole fare qualcosa di straordinariamente importante, si fa aiutare da una donna già pronta per manifestare quello che Lui vuole.
  5. Quando una donna risveglia pienamente lo stato di SHAKTI (la potenza femminile della natura), diventa in breve tempo un “sui generis” ponte tra due universi, l’Universo Fisico e l’Universo Astrale.
  6. In ogni donna straordinaria esistono migliaia di aspetti affascinanti, che si risvegliano e iniziano a manifestarsi uno dopo l’altro, facendo si che sbocci nel mondo, in tutto il suo splendore, il MISTERO DELL’ETERNO FEMMINILE
  7. Nel testo dell’Apocalisse esiste una citazione profetica che può essere interpretata nel senso che, in un futuro prossimo, la donna inizierà a diventare cosciente a livello planetario delle sue favolose potenzialità latenti e in questo modo riuscirà a risvegliare gradualmente lo stato di DONNA COSMICA, che implica il risveglio uguale nel suo universo interiore di tutte le 12 costellazioni zodiacali. Questo risveglio si può realizzare facilmente attraverso i giochi amorosi con continenza, trasfigurazione e consacrazione. Vi offriamo questa significativa citazione dal testo dell’Apocalisse:” Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna! Vestita del Sole avvolge, con la Luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle
  8. Se la donna e l’uomo non fossero polarmente opposti e complementari, senza dubbio ci sarebbe stato una grande impasse se fossero stati identici. Affinché appaia e si amplifichi in ognuno di loro l’energia, loro sono stati, proprio per questo, concepiti polarmente opposti e complementari. Se la donna e l’uomo non fossero stati così come sono, bensì identici, sulla Terra ci sarebbe stato una grande impasse. Quando la terra è acqua ferma, non scorre e ristagna. Se l’acqua non scorresse, la terra sarebbe stata sterile.
  1. Per una donna che ha scoperto quanto è meraviglioso e soddisfacente donare quanto più amore, non è difficile donare amore. Per una donna simile è difficile non donare, ogni volta, un amore senza misura.
  2. Non è affatto difficile lasciarti risvegliare e avvolgere da vissuti e aspirazioni sublimi quando ami freneticamente, mentre le stelle riversano nel tuo essere aperto le loro energie misteriose.
  3. La donna che risveglia sempre di più lo stato di SHAKTI compie allo stesso tempo importanti passi per diventare cosi un essere completo.
  4. Ogni donna risveglia e focalizza la sensualità in modo strettamente correlato al suo temperamento.
  5. Nella misura in cui la donna inizia a risvegliare sempre di più lo stato di SHAKTI, scopre contemporaneamente di avere un’origine spirituale che prima non immaginava nemmeno.

 

GITTA MALLASZ – DIALOGHI ISPIRATI CON GLI ANGELI

“Annunciate a tutti le nuove leggi di DIO!

Ciò che prima era impossibile – ora è possibile

Ciò che prima aveva valore – ora cade e diventa polvere.

Ciò che prima era essenziale – ora è tenebra.

Ciò che era prima – ora scompare nel nulla.

Ma la materia vergine, pura, senza macchia, l’ETERNO FEMMINILE, rimane.

Sul capo si trova la misteriosa corona di stelle,

ai suoi piedi si trova la Luna.

Sulla sua veste si trovano i raggi del sole.

Attraverso l’ETERNO FEMMINILE si manifesta inimmaginato il sorriso della Creazione.

Lei è il miracolo che plana sopra le acque.

La verginità del candore e della purezza sempre rinnovate è presente nella Materia e nella Luce della Materia.

Lei è la MATERIA-LUCE che brilla come un sole accecante,

Lei ora dimora in ognuno di voi.

Il figlio della Luce, il settimo,

è nato da LEI (la Grande Madre),

Lui, il cui nome è Sete,

Lui il cui nome è Amore eterno.

Il nuovo nome dell’ETERNO FEMMINILE è Co-nascita.

Lei è l’Albero che dà sempre frutti lassù e quaggiù.

Lei è l’Albero che porta in sé

la Grande Mela della Luce al posto della mela avvelenata.

Annunciate a tutti: la liberazione è vicina!”

moon-woman-1

AUTORE

Gregorian Bivolaru

FONTE

yoga-integrale

IL FATTORE RH

DNA and red blood cells, conceptual computer artwork.

DNA and red blood cells, conceptual computer artwork.

Molti di noi hanno avuto modo di sapere qualcosa in merito ai gruppi sanguigni dalle lezioni di scienze apprese a scuola. Tuttavia se si confrontano le nozioni scolastiche con gli studi ed i dibattiti pubblicati sulle riviste scientifiche ci si accorge come i dati più interessanti sul tema siano stati ‘accidentalmente’ omessi dai programmi didattici di base.

Non esiste plausibile spiegazione scientifica circa la provenienza del gruppo RH negativo. La scienza ortodossa si è limitata a ipotizzare che si tratti di una non meglio identificabile, casuale mutazione genetica.

Circa l’85% degli esseri umani possiede il gene scimmiesco RH, mentre nel restante 15% non è riscontrabile il fattore RH (RH-) e ciò potrebbe essere spiegato dalla presenza di un gene alieno. Questo articolo esplora la tesi che l’umanità sia stata allevata come una razza di schiavi, dal momento che il 97% del nostro codice genetico risulta disattivo, e possiamo disporre di appena il 3%, utile semplicemente alla sopravvivenza.

Il più comune tipo di sangue umano è il gruppo 0, che è universale. I tipi di sangue sono suddivisi in due gruppi: positivi e negativi in base al fattore RH. Il fattore RH è così denominato perché collegato al nesso genetico tra umanità e scimmie Rhesus, individuabile da una specifica proteina ematica.

Quando nel sangue di un individuo è presente il fattore RH, si dice che il suo sangue sia di tipo RH positivo (RH+). Se il test restituisce esito negativo, vuol dire che il fattore Rhesus è assente.

E’ stato provato che uno dei fattori ereditari più stabili e meno suscettibili di mutazioni generazionali sia proprio il sangue. Come si diceva, la maggior parte delle persone – circa l’85% – possiede sangue RH positivo, elemento a sostegno della tesi secondo cui gli esseri umani si sarebbero evoluti dai primati. Tuttavia esiste un restante 15% che risulta del tutto sprovvisto del fattore RH. Se è vero che il gruppo sanguigno rientri tra le caratteristiche genetiche meno mutevoli, da dove proverrebbe il tipo RH negativo?

Si tratta di un interrogativo che per decenni ha lasciato perplessi gli scienziati. Alcune prove suggeriscono che il fattore RH negativo sia apparso sul pianeta circa 35.000 anni fa, all’interno di alcune aree geografiche molto circoscritte, al punto da sembrare collegato con alcuni particolari gruppi sociali e tribù. Le aree in cui la sua presenza fu riscontrata in misura maggiore sono la Spagna settentrionale, la Francia meridionale e la etnia basca. Un altra etnia con alta concentrazione del fattore RH- è quella ebraica dell’Est.

In generale, circa il 40% della popolazione europea possiede il fattore RH-. Solo il 3% degli africani e l’1% degli asiatici e dei nativi americani è RH-. Sulla scorta di tali informazioni statistiche, non è difficile risalire alle aree geografiche in cui il fattore RH- potrebbe essere stato originariamente introdotto nel codice genetico umano. Stiamo parlando della regione caucasica.

Dal punto di vista scientifico, se il fattore RH-negativo fosse davvero una tipologia sanguigna ‘normale’, a cosa dovrebbero addebitarsi gli inconvenienti che sorgono quando una madre RH- dà alla luce un bambino RH+? Si tratta di una malattia emolitica, o meglio di una reazione allergica che può produrre conseguenze gravi quando i due diversi gruppi sanguigni si mescolino durante la gravidanza, dal momento che le sostanze antigeniche presenti nel tipo RH- attaccano le cellule RH+.

Ciò detto, a cosa può addebitarsi una lotta genica tra due tipi di sangue ugualmente umano? Abbiamo a che fare con un gruppo sanguigno alieno? Esiste un unico altro caso in natura in cui ha luogo una simile reazione tra organismi che si accoppiano: quando asini e cavalli vengono incrociati per la produzione di muli. Tutto ciò è comprensibile, in quanto si tratta di un incrocio ‘innaturale’, che allo stato brado non esiste. L’ibridazione che dà vita ai muli ha luogo esclusivamente a causa dello intervento umano. Dunque, è possibile che esistano due tipologie di esseri umani, simili ma geneticamente diverse?

PECULIARITÀ
Nella maggioranza delle persone con sangue di tipo RH- si tende a riscontrare una serie di caratteristiche comuni. Ecco un elenco tratto dal sito RH Negative Registry

  • Senso di non appartenenza
    • Tendenza a ricercare la verità
    • Senso di dovere compiere una ‘missione’ nella vita
    • Empatia e compassione
    • Una costola e/o una vertebra supplementare
    • Quoziente intellettivo superiore alla media
    • Percettività extrasensoriale
    • Amore per lo Spazio e la Scienza
    • Maggiore sensibilità della vista
    • Non è possibile clonarle
    • Temperatura corporea inferiore alla media
    • Pressione sanguigna più alta della media
    • Colore degli occhi blu, verde o nocciola
    • Capelli rossi o con riflessi rossastri
    • Elevata sensibilità al calore e alla luce solare
    • Fobie inspiegabili
    • Sguardo profondo
    • Tendenza ad essere guaritori
    • Empatia per le malattie
    • Tendenza a provocare malfunzionamenti nei dispositivi elettrici
    • Tendenza ad essere vittime di rapimenti alieni
    • Tendenza ad assistere a fenomeni inspiegabili
    • Tendenza a fare sogni molto vividi
    • Barriere immunitarie più forti
    • Condizioni di autoimmunità e markers dell’antigene HLA B27
    • Pelle chiara, squilibri di melanina e carenze di vitamina D
    • Capacità di processare la CO2 in modo più efficiente della media.
    • Squilibri di Ferro e Rame
    • Sensibilità alle allergie ambientali

Cosa si potrebbe concludere dagli elementi illustrati? E’ stato dimostrato che il sangue è l’organo con minori probabilità di mutazione. Se si esclude quella di cui stiamo dibattendo, la scienza non ha mai registrato altre mutazioni genetiche nel sangue.Elemento che supporta la tesi secondo cui il fattore RH- sia stato introdotto da una fonteesterna, ad esempio esseri simili agli umani, ma non terrestri. E’ possibile che una specie aliena abbia manipolato la vita preesistente sul pianeta per creare l’uomo moderno?

LA STIRPE GIUNTA DAL CIELO

Molti testi antichi, compresa la Bibbia, sembrano supportare questa teoria. Molte storie nei testi antichi, in particolare quelle contenute nei testi pre-cristiani, narrano di una stirpe giunta dal cielo che avrebbe creato l’uomo a propria immagine. L’uomo primitivo li identificò come divinità dalla straordinaria longevità, e capaci di compiere prodigi, ad esempio volare su strani veicoli e provocare assordanti boati sparando fuoco da tali mezzi. Gli esseri umani assistettero alla edificazione di mastodontici monumenti e splendide città da parte di queste creature apparentemente divine. Perché dal punto di vista di un umanoide primitivo non potevano che apparire come divinità.

Ma in realtà chi erano, tali divinità? I miti ci dicono molto su di esse. Mediante ciò che si suppone fosse una tecnologia avanzata erano in grado di volare nello spazio. Erano maestri di aviazione, metallurgia, astronomia, medicina e – ovviamente – genetica. Conoscevano l’energia atomica ed utilizzarono il suo potere distruttivo, a giudicare dalle prove prodotte da studi di paleo-geologia. Conoscevano le tecniche dell’agricoltura e sapevano come creare cereali più nutrienti ed altri derivati alimentari. Tutte le granaglie con cui gli esseri umani ancora oggi si alimentano sono apparse contemporaneamente sul pianeta nel corso di un periodo non più lungo di 10.000 anni. Tempo molto breve, biologicamente parlando, oltre il quale non fu più sviluppata alcuna nuova forma di grano.

I nostri testi antichi narrano che un giorno queste creature iniziarono ad accoppiarsi con gli esseri umani. La Bibbia dice che gli dei guardarono le donne e le trovarono piacevoli per gli occhi, e quindi le presero in mogli, e concepirono figli, molti figli.

Nella prima parte dell’articolo ho descritto cosa accade quando due specie geneticamente simili ma non uguali, vengano incrociate. Esse producono ibridi, ad esempio i muli risultanti dalla ibridazione di cavalli ed asini. Tuttavia la non perfetta compatibilità genica fa si che i muli nascano sterili. Di conseguenza quando sarebbero stati creati gli esseri umani, essi potrebbero essere stati il frutto di una ibridazione ottimizzata mediante tecnologia avanzata, dal punto di vista delle facoltà riproduttive.

Potrebbero essere stati creati tre prototipi, ognuno più avanzato del precedente. I primi due avrebbero funto solo da iter sperimentale per giungere tipo definitivo. Si sospetta che l’uomo di Neanderthalsia stato uno dei primi risultati di questi esperimenti, mentre sarebbe molto più elevata la possibilità che il Cro-Magnon sia stato prodotto da tali sperimentazioni. L’ultimo tipo sarebbe corrisposto a ciò che oggi definiamo proto-umanità, e da esso sarebbe disceso l’uomo moderno, cioè il risultato finale degli incroci tra gli ‘dei’ e la proto-umanità.

Questo incrocio in larga parte non avrebbe prodotto inconvenienti dal punto di vista della riproduzione, ad eccezione di una linea di sangue che sviluppò il fattore RH-negativo, che cioè non ereditò la proteina ematica connessa agli antenati scimmieschi.

GUERRA TRA BLOODLINES

Per secoli i regnanti europei sono stati perseguitati dalla emofilia o ‘malattia del sangue.’ Sembra che la regina Victoria fosse una ‘vettrice’ di emofilia, e che la trasmise a tutti i suoi figli, che a loro volta si sposarono con regnanti di altri paesi europei, infettando praticamente tutte le case reali europee tra il 1800 ed il 1900.

Di conseguenza l’emofilia fu ribattezzata ‘Malattia Reale.’ Per collegare gli elementi appena citati, bisogna aggiungere che attualmente solo il 5% degli appartenenti a tutte le case reali del pianeta sono portatori di un tipo di sangue RH-. Insomma, una percentuale che si pone al di sotto della media della popolazione generale. Ciò indica che la maggior parte dei sovrani non è RH-. E’ questo il motivo dei cosiddetti ‘matrimoni combinati’?

Per la cronaca il gruppo etnico con i più elevati tassi di sangue RH- è quello dei berberi del Marocco. Dal punto di vista territoriale, uno studio ha stabilito che la concentrazione più elevata di RH- si trovi nell’attuale Iraq. Sembra che la stirpe dei berberi abbia avuto origine migliaia di anni fa sul confine tra Siria ed Iraq.

E’ plausibile l’ipotesi secondo cui i regnanti europei rifiutino i matrimoni misti con individui RH- per non mischiarsi con la linea di sangue ‘arabo’? In effetti sembra che il ceppo RH- dei popoli baschi provenga dai viandanti berberi giunti in quei territori via mare già nello 8000 aC. Molte antiche pitture rupestri rinvenute in quei territori sono attribuibili a tali ‘stranieri’ dalle grandi capacità artistiche.

L’unica cosa certa è che se le case regnanti europee si rifiutano di mischiare il loro sangue con individui RH-significa che questi ultimi rappresentano una ‘linea di sangue’ avversaria.

Curioso constatare come l’istituto del matrimonio in taluni casi, oltre che come ‘impresa dinastica’ sia una forma di perversa ‘guerra genica.’ Ad esempio attraverso il contagioso passaggio deliberato di una antica malattia. Per sapere quanto antica, bisogna esaminare la figura di El Zarhawi.

Il padre della chirurgia moderna fu El Zarhawi o Albucasis. Egli descrisse nei suoi studi una malattia che conduceva i maschi di una determinata famiglia a morire come conseguenza delle più banali lesioni.

Il nome esteso era Abul Qasim Khalaf ibn al-Abbas al-Zahravi. Nacque e crebbe presso Zahra, borgo reale di Cordova (in arabo:Qurtuba), capitale della Spagna musulmana. Come la storiografia ci insegna, Zahra gareggiava con Baghdad in grandezza e magnificenza. Al-Zahravi occupò il ruolo di medico di corte del re di Al-Hakam-II di Spagna, e morì nel 1013 dC dopo una lunga e brillante carriera in cui ideò molti strumenti chirurgici moderni. Introdusse nuove procedure quali la cauterizzazione delle ferite, la frantumazione dei calcoli all’interno della vescica, la vivisezione e la dissezione, ed ideò numerose nuove tecniche mediche. Tra le altre cose, Al-Zahravi fu il primo a fornire una dettagliata descrizione della emofilia.

Sulla base di queste premesse non è difficile domandarsi se il buon medico abbia mai preso in cura qualche componente di famiglie reali arabe di ‘mori’, nella Spagna dell’epoca, ammalato di emofilia. E non è difficile chiedersi in che modo un presunto sangue aristocratico come quello della regina Victoria possa aver contratto la strana malattia di origine araba. Fu acquisita dai suoi antenati della famiglia reale spagnola? Sembra infatti che Victoria fosse una diretta discendente del re spagnolo Ferdinando di Castiglia, vissuto nell’XI secolo dC.

In altre parole, è possibile che le discendenti femmine di Victoria, portatrici sane del gene dell’emofilia, unendosi in matrimonio con molti componenti di stirpi reali di mezza Europa, siano state usate per sabotare le future stirpi reali, contaminando i discendenti maschi della linea di sangue concorrente?

IL SANGUE BLU

Concludiamo con una curiosità. L’espressione ‘sangue blu’ con cui si definiscono i soggetti sprovvisti del fattore RH, deriva dallo spagnolo sangre azul, che indica l’appartenenza ad una stirpe nobile, e si riferisce al fatto che nei nativi spagnoli dalla pelle più chiara le vene si staglino visibilmente sul corpo pallido come linee di colore azzurro, attributo non posseduto da quelli di discendenza araba. L’espressione fu coniata dopo l’occupazione della Spagna da parte dei Mori (VIII – XV sec dC.), quando le due etnie si mischiarono con i matrimoni misti. L’aristocrazia spagnola, in particolare alcuni Castiglia, si rifiutarono di mescolarsi con i Mori, e conservarono questa caratteristica. Da allora la locuzione sangue blu fu usata per descrivere le famiglie più antiche ed aristocratiche.

FONTE : Anticorpi.info

OGDOAD, I CREATORI DEL COSMO

O G D O A D

Lo scopo delle arti magiche è la comunicazione con gli spiriti. Il sacerdozio delle scuole misteriche egizie non solo comunicò con gli spiriti dei loro antenati, ma aveva ambizioni ben più ampie : comunicare con i Creatori del Cosmo. Complessi rituali, incantesimi e particolari oggetti. Vaste fortune furono investite nella costruzione di templi complessi che ancora oggi possiamo ammirare. Templi meticolosamente allineati ad importanti costellazioni e all’ellittica solare. Complesse mappe astrologiche per determinare i giorni più favorevoli per comunicare con spiriti, angeli, demoni e divinità del piano astrale.

I maestri delle scuole misteriche egizie non desideravano niente di meno che essere posseduti dagli spiriti degli Dei Creatori – le entità responsabili della creazione del pianeta, della vita e dell’universo : gli ““Ogdoad” (ογδοάς).

Negli ultimi trent’anni è sorta una maggiore comprensione delle dinamiche dell’antico Egitto. Massoni di altro grado da me (Chris Everard) intervistati dichiarano che i rituali magici di matrice egizia, come ad esempio quello di Memphis e Mizraim, vengono trasmessi ai nuovi membri. Presso l’università di Cambridge diversi professori suggeriscono agli studenti lo studio della traduzione inglese del secolo XIV dell’antico papiro conosciuto come “Stele di Rosetta”.

Paleoastronomia, datazione al carbonio e paleobotanica ci hanno permesso di sapere molto di più sull’antico Egitto rispetto al passato. Ma la maggior parte delle ricerche vengono portate avanti da dipartimenti universitari e/o da autori che non hanno niente a che vedere con l’Alta Magia Cerimoniale (da con confondersi con illusionismo da quattro soldi).  E’ impossibile decodificare i monumenti egizi senza  conoscere la magia, la comunicazione con gli spiriti, e specialmente senza conoscere le funzione delle sostanze psichedeliche ingerite a scopo rituale.

Quando osserviamo i monumenti egizi, ed in particolar modo quelli con entrate gigantesche, dobbiamo sempre tenere a mente che furono costruiti con il solo scopo di ospitare spettacolari processioni dei Sacerdoti e dei Regnanti, le cui date coincidevano con solstizi ed equinozi : Akenathon, la principessa Armana, la regina Nefertite e altri personaggi dal cranio allungato.

Alcuni templi, come quello di Dendereh, furono costruiti in allineamento con Sirio, Draco e Hydra e la data di incoronazione dei faraoni veniva calcolata utilizzando l’Astrologia.

L’Unione Astronomica Internazionale (UAI) divide il cielo in 88 costellazioni ufficiali con confini precisi, di modo che ogni punto della sfera celeste appartenga ad una ed una sola costellazione.

La costellazione più ampia è Hydra, la costellazione del serpente acquatico. Oltre ad essere oggetto di studio da parte dei sacerdoti egizi, essa era di grande interesse per tutti i costruttori di megaliti del passato.

A Hydra sono devoti l’Ordine degli Ogdoad, la “Fratellanza del Serpente” e “L’Ordine del Serpente d’acqua” , così come ogni Alchimista e Mago che si rispetti.

La Magia permeava ogni aspetto della civiltà egiziana, così come nelle comunità sciamaniche siberiane del deserto degli Anasazi (che ritroviamo anche in X-Files, NDR) nell’altopiano di Lhasa in Tibet, nei giardini dello Shinto e nel culto del Dragone Verde d’Oriente.

L’aria piena di incenso, il materiale lucente nel cerchio magico centrale, le stelle nei soffitti comunicanti, formule complesse e lume di candela costituivano il fulcro delle attività notturne per l’Elite Reale per eoni ed eoni prima dell’invenzione della televisione e della radio. La magia era ed è un fenomeno globale che ha affascinato i potenti di ogni epoca, compresa la nostra.

Individuare e venerare i creatori del Cosmo (“Ogdoad”) fu un’ambizione attorno alla quale sono nate un’enormità di congreghe dedite all’occulto. L’Arte Magica era una vera e propria scienza, che spesso richiedeva la manipolazione degli iniziati per mezzo degli allucinogeni. Lozioni, pozioni, inalazioni, Yoga, erbe, vino…

Il più importante aspetto, sul quale sia in Egitto che in “Sumeria” ed in Persia gli adepti si sono concentrati era quello della reincarnazione. Per quanto riguarda l’Egitto dobbiamo molto ai “Testi Delle Piramidi”, un’antichissima collezione di rituali funebri e formule magiche scolpite nelle pareti interne e nei sarcofagi della Piramide di Unas. I testi tracciano un parallelo tra l’ascesa di Unas al regno degli spiriti e il ciclo quotidiano del Sole. Secondo gli egizi ogni notte il sole discendeva in una dimensione invisibile – il “duat” – e il giorno successivo risorgeva. I colori  dell’Alba simboleggiavano appunto il mestruo cosmico e il sangue della placenta che contraddistingue ogni nascita.

Nel libro “The Mytichal Origins of Egyptians Temple” è presente una descrizione precisa degli eventi che ebbero luogo nei primordi – i cosiddetti “Zep Tepi” – tempi e luoghi che precedono l’esistenza stessa dello spazio-tempo. Le acque scure e caotiche dell’Oceano di Nun, apparentemente esistente in una dimensione occupata da un misterioso gruppo di Dei noti come “Ogdoad”.

Possiamo ipotizzare che furono questi Ogdoad a modificare il DNA permettendo il sorgere di pianeti acquosi. Secondo il mito della creazione di Edfu, una sorta di ispirazione divina generò questi otto dei creatori. Essi incarnavano il modello biologico-archetipico di umanoide bipede, umanoide-anfibio ed umanoide rettiliano.

Queste misteriose entità hanno anche altri nomi, come “Anima di Thoth” o “Dei del Caos”. La volontà e la parola degli Ogdoad produsse un leggero strato di terra che gradualmente ricopriva la superficie dell’oscuro Oceano di Nun. Il primo cumulo di terra viene soprannominato “ Primeval Mound ” e compare nella mitologia egizia come un’isola sacra, sotto diversi nomi. Sempre secondo la mitologia egizia, è in prossimità di quest’isola che sarebbe sorte la piana di Giza e la Grande Piramide.

Questo strato di terra si sarebbe poi evoluto nella “Pangea” mentre l’oceano oscuro di Nun avrebbe accompagnato questo processo transitorio con le sue eruzioni vulcaniche.

Quanto alle forme di vita, la scienza stessa concorda sul fatto che le primissime si sono formate nell’acqua per poi evolversi nei moderni anfibi e popolare la terra ferma.

Allo stesso modo egli egizi credevano che, nel caos primordiale, la vita si sia sviluppata innanzitutto in un oceano archetipico, e che le prime forme di vita fossero appunto gli otto Ogdoad : quattro uomini raneiformi e quattro donne serpentiformi.  

Anche il motto del 33° grado della Massoneria – Ordo ab Chaos, l’ordine dal caos – si ispira a questo mito.

Gli otto Ogdoad fanno anche parte della mitologia greca e danno un duplice significato al numero arabo “8”  attraverso il simbolo matematico “∞” (INFINITO) che è un otto ruotato di 45°

I ritrovamenti archeologici dell’Iraq dimostrano che anche presso i Sumeri gli Ogdoad erano conosciuti, in particolare nella cultura di Ubaid.

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Purtroppo nel 2003 il museo di Baghdad è stato saccheggiato dagli USA, i cui vertici adorano segretamente gli Ogdoad. Ma non sono gli Ogdoad ad essere malefici, quanto quelle congreghe che usano la magia cerimoniale per influenzare la sfera politica, militare e sociale. Tutto è stato creato dagli Ogdoad, e per tanto la loro venerazione è alla base di ogni culto esoterico ed occultistico. Dal termine “Ogdoad” discende anche la parola “Goetia”.

Goetia (latino medievale, anglicizzato /ɡoʊ.ɨti/ goety, da γοητεία greco Goitia “stregoneria”) si riferisce a una pratica che include l’invocazione di angeli o dei demoni, e l’uso del termine in inglese deriva in gran parte dal grimorio del 17 ° secolo la Chiave Minore di Salomone, che dispone di un Ars Goetia come la sua prima sezione. Esso contiene le descrizioni della evocazione di settantadue demoni, notoriamente a cura di Aleister Crowley nel 1904 come Il Libro della Goetia di Re Salomone.  

Gli Ogdoad erano noti presso gli egizi con i seguenti nomi :

  • Amon & Amaunet – il dio e la dea dei i regni invisibili
  • Nun & Naunet – il dio e la dea delle acque primordiali
  • Kek & Keket – il dio e la dea delle tenebre
  • Heh & Heket – il dio e la dea del cosmo infinito

Le iniziali dei quattro Ogdoad-maschi compongono la parola “ANKH”

Gli Ogdoad erano particolarmente venerati nel tempio di Hermopolis, la città di Hermes, in qualità di creatore di Hermes, ovvero di Thoth : matematico, architetto e mago della cultura egizia.

Gli Ogdoad sono figure portanti della Massoneria, del Templarismo e dello Gnosticismo. Lo gnostico/occultista Valentinius, nato in Africa e vissuto in Italia, ha fatto uso degli attributi degli Ogdoad come base per l’insegnamento delle “otto emanazioni ”.  ll mito Valentiniano ha avuto una straordinaria influenza sui rituali e sulle cerimonie dei gruppi occulti dell’Europa del Mediterraneo. Si pensi all’archetipo “Bythos” – che corrisponde allo YANG del TAO – ed al suo opposto. Unitamente alla “mente” ed alla “verità”, secondo Valentino questi quattro principi costituirebbero l’origine di ogni cosa, eoni compresi. Sempre secondo Valentino, il trentesimo Eone è la Sophia dello gnosticismo, che rappresenta il desiderio della saggezza.

Sophia (in greco Σοφία, “sapienza”) è un concetto filosofico e religioso comune sia allo gnosticismo, di scuola alessandrina o di scuola siriana, sia all’ebraismo, sia al Cristianesimo. Essa assume il significato, in base al sistema al quale si applica, di Sapienza divina o parte femminile di Dio. A volte ci si riferisce a lei con l’equivalente ebreo di Achamoth (caratteristica della versione di Tolomeo del mito gnostico valentiniano).

Secondo le credenze egizie, alla creazione da parte degli Ogdoad seguì la cosiddetta “Età dell’Oro” . Presso i Dogon gli Ogdoad si sarebbero manifestati con il nome di “Nommos” e provenivano dalle “Oannes” – una sorta di paradiso. Anch’essi con delle sembianze anfibie, avrebbero condiviso con gli uomini il loro sapere per poi fare ritorno alle acque.

Nella contemporaneità sono emerse un sacco di teorie circa l’influenza dei Rettiliani sulla Terra. Ciò che raramente emerge è ciò che riguarda gli Ogdoad, la Goetia, i Grimori e gli allucinogeni da utilizzare per “varcare la soglia”.

E’ di fondamentale importanza capire che gli Ogdoad non sono malvagi. Essi ospitano entrambi i principi di “bene” e di “male”, di uomo e donna, di cielo e terra, di acqua e di fuoco, di luce e di tenebre.

E’ invocare uno di questi principi – ignorandone l’opposto – che crea lo squilibrio. E di qui la distinzione fra “magia bianca” e “magia nera”.

FONTE

Chris Everard – STONE AGE PSYCHEDELIA

TRADUZIONE E RIELABORAZIONE

Marco Isella

LE STANZE DI DZYAN

PARTE PRIMA – EVOLUZIONE COSMICA

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STANZA 1

1) La Genitrice Eterna, raccolta nelle sue vesti invisibili eternamente, era rimasta sopita ancora una
volta per sette eternità
2) Il Tempo non era, poiché giaceva dormiente nel seno infinito della Durata.
3) La Mente Universale non era, poiché non vi erano Ah-Hi per contenerla.
4) Le sette vie della Beatitudine non erano. Non erano le grandi cause del Dolore poiché non vi era
alcuno per produrle ed esserne avvinto.
5) Solo le Tenebre riempivano il Tutto illimitato, poiché Padre-Madre e Figlio erano insieme Uno,
ed il Figlio non si era ancora risvegliato per la nuova Ruota e per il pellegrinaggio su di essa.
6) I Sette Sublimi Signori e le Sette Verità avevano cessato di essere e l’Universo Figlio della
necessità era immerso in Paranishpanna, pronto ad essere esalato da ciò che è eppure non è.
Nulla esisteva.
7) Erano state anche abolite le Cause dell’Esistenza: il visibile che fu e l’invisibile che è riposavano
nell’eterno Non-Essere. Essere Unico.
8) Sola, l’unica forma di Esistenza si estendeva nel Sonno senza Sogni; e la vita pulsava
inconsapevole nello spazio universale, attraverso quella Onnipresenza che è percepita dall’occhio
aperto di Dangma.
9) Ma dove era Dangma, quando l’Alaya dell’Universo era Paramartha, e la Grande Ruota era
Anupadaka?

STANZA 2

1) Dove erano i Costruttori Divini, luminosi figli dell’Aurora manvantarica? Nella Tenebra ignota,
nei loro Ah-Hi Paranishpanna. I produttori della forma e della non forma – la Radice del Mondo –
Devamatri e Svâbhâvat, riposavano nella beatitudine del Non-Essere.
2) Dove si trovava il Silenzio? Dove erano gli orecchi per percepirlo? No; non vi era né Silenzio né
Suono; nulla salvo l’incessante Alito Eterno, che non conosce se stesso.
3) L’Ora non era scoccata, e il Raggio non aveva dardeggiato nel Germe; la Matripadma non era
ancora diventata turgida.
4) Il suo cuore non era ancora aperto per lasciare entrare il Raggio Unico e quindi cadere, come il
Tre nel Quattro, nel grembo di Maya.
5) I Sette non erano ancora nati nella Trama di Luce. Le Tenebre sole erano Padre e Madre,
Svâbhâvat; e Svâbhâvat era nelle Tenebre.
6) Questi due sono il Germe e il Germe è Uno. L’Universo era tutt’ora celato nel Pensiero Divino e
nel Seno Divino.

STANZA 3

1) L’ultima Vibrazione della Settima Eternità freme attraverso l’infinitudine. La madre si gonfia
espandendosi dall’interno verso l’esterno, come un bocciuolo di loto.
2) La Vibrazione trascorre, toccando con la sua rapida ala l’Universo intero ed il Germe, che dimora
nelle Tenebre, che alitano sulle sopite acque della vita.
3) La Tenebra irradia la Luce e la Luce lascia cadere un Raggio Solitario nelle acque, nella
profondità-madre. Il Raggio dardeggia attraverso l’Uovo Vergine, il Raggio causa un fremito
nell’Uovo Eterno del Mondo.
4) I Tre cadono nei Quattro. L’Essenza Radiante diventa Sette all’interno e Sette all’esterno.
L’Uovo luminoso che in se stesso è Tre si coagula e si espande in grumi bianco latte per tutte le
profondità della Madre, la Radice che cresce negli abissi dell’Oceano della vita.
5) La Radice rimane, la Luce rimane e i Grumi rimangono; ancora Oeahooo è Uno.
6) La Radice della vita era in ogni goccia dell’Oceano dell’Immortalità e l’Oceano era Luce
Radiante, che era Fuoco, Calore e Moto. La Tenebra svanì e non fu più; disparve nella propria
essenza il Corpo di fuoco e d’acqua del Padre e della Madre.
7) Mira, o Lanu, il radioso figlio dei due, l’incomparabile gloria fulgente, brillante spazio, figlio
dello Spazio Tenebroso, che emerge dalle profondità delle grandi Acque Tenebrose. E’ Oeahooo il
più giovane. Riluce come il Sole ed è il divino grado fiammeggiante della sapienza; l’Eka è Chatur
e Chatur prende a sé Tri e l’unione produce i Sapta in cui sono i sette, che diventano i Tridasha, le
Osti e le Moltitudini. Il velo viene alzato e dispiegato dall’oriente all’occidente. Viene chiuso fuori
il Disopra e lasciato il Disotto visibile Egli sceglie i posti per i Risplendenti e tramuta il superiore in
un mare di fuoco senza rive e l’Uno manifestato tramuta nelle grandi acque.
8) Dov’era il Germe e dov’é ora la tenebra? Dov’era lo spirito della fiamma che arde nella tua
lampada, o Lanu? Il Germe é Quello e Quello è luce, il bianco figlio brillante dell’oscuro Padre
Nascosto.
9) La luce è fiamma fredda e fiamma è fuoco, e il fuoco produce calore che dà acqua, l’acqua di vita
nella grande madre.
10) Padre-Madre tesse una tela il cui mondo superiore è fissato allo spirito, luce della tenebra una, e
l’inferiore è al suo estremo oscuro, la materia; e questa tela è l’Universo, intessuto dalle due
sostanze fatte in una che è Svâbhâvat.
11) La tela si espande quando l’alito del fuoco gli è sopra; si contrae quando l’alito della madre lo
tocca. Allora i figli si disgiungono e si disperdono per ritornare nel seno della loro madre, alla fine
del grande giorno e ridiventare uno con lei. Quando si raffredda diventa radiante. I suoi figli si
espandono e si contraggono in sé stessi e nei propri cuori; essi abbracciano l’infinito.
12) Allora Svâbhâvat manda Fohat a consolidare gli atomi. Ognuno è una parte della Tela.
Riflettendo come uno specchio il “Signore che esiste di per sé”, ognuno a sua volta diviene un
mondo.

STANZA 4

1) Ascoltate, figli della terra i vostri istruttori, figli del fuoco. Imparate che non vi è né primo né
ultimo poiché tutto è un numero emerso dal non numero.
2) Imparate ciò che noi, discendenti dai Sette primordiali, nati dalla fiamma primordiale abbiamo
imparato dai nostri padri.
3) Dal fulgore della luce, raggio dell’eterna tenebra, balzarono nello spazio le energie risvegliate:
l’UNO dall’Uovo, i SEI ed i CINQUE. Quindi i TRE, l’UNO, i QUATTRO, l’UNO, i CINQUE-
DUE VOLTE SETTE LA SOMMA TOTALE. E questi sono le essenze, le fiamme, gli elementi, i
costruttori, i numeri, gli Arûpa, i Rûpa e la forza o uomo divino, somma totale. E dall’uomo divino
emanarono le forme, le scintille, gli animali sacri e i messaggeri dei padri sacri entro i quattro Santi.
4) Questo era l’Esercito della Voce, la Divina Madre dei Sette. Le scintille dei sette sono sottoposte
e serventi del primo, del secondo, del terzo, del quarto, del quinto, del sesto e del settimo dei sette.
Queste sono chiamate sfere, triangoli, cubi, linee e modellatori; perché così sta l’eterno Nidana,
l’Oi-Ha-Hou.
5) L’Oi-Ha-Hou che è tenebra, l’illimitato o il non numero, Adi-Nidana, Svâbhâvat, il cerchio:
a) L’Adi-Sanat, il numero, poiché egli è uno.
b) La voce della parola, Svâbhâvat, i numeri, poiché egli è uno e nove.
c) Il quadrato senza forma.
E questi tre racchiusi dentro il cerchio, sono i sacri quattro e i dieci sono l’Universo Arûpa. Indi
vengono i figli, i sette combattenti, l’uno, l’ottavo lasciato fuori e il suo alito che è il fattore della
luce.
6) Poi i secondi sette che sono i Lipika prodotti dai tre. Il figlio reietto è uno. I figli-Soli sono
numerosissimi.

STANZA 5

1) I sette primordiali, i primi sette aliti del drago di sapienza producono a loro volta, dai loro santi
aliti roteanti, l’igneo turbine.
2) Essi fanno di lui il messaggero della loro volontà. Il Dzyu diviene Fohat: il rapido figlio dei figli
di Dio, i cui figli sono i Lipika, corre incombenze circolari. Fohat è il corsiere, il pensiero e il
cavaliere. Egli passa come il fulmine attraverso le ignee nubi; egli fa’ tre e cinque e sette passi
attraverso le sette regioni Disopra e le sette Disotto. Egli alza la sua voce e chiama le innumerevoli
scintille e le unisce insieme.
3) Egli è lo spirito che le guida e le dirige. Quando comincia a lavorare separa le scintille del regno
inferiore che ondeggiano e fremono di gioia nelle loro dimore radianti e ne forma i germi delle
ruote. Le colloca nelle sei direzioni dello spazio e una nel mezzo, ruota centrale.
4) Fohat traccia linee spirali per unire la sesta alla settima – la corona. Un esercito di figli della luce
si trova in ogni angolo, i Lipika nella ruota mediana. Essi affermano: “Questo è buono”. Il primo
mondo divino è pronto; il primo, il secondo. Allora “il divino Arûpa” si riflette in Chhâyã Loka il
primo rivestimento di Anupadaka.
5) Fohat fa cinque passi e costruisce una ruota alata ad ogni canto del quadrato per i quattro santi…
e i loro eserciti.
6) I Lipika circoscrivono il triangolo, il primo cubo, il secondo è il pentacolo dentro all’uovo. E’
l’anello chiamato “non passare” per coloro che discendono e salgono; che durante il Kalpa
progrediscono verso il gran giorno “Sii con noi”… Così furono costruiti l’Arûpa e il Rûpa: dall’una
luce, sette luci, da ognuna delle sette, sette volte sette luci. Le ruote vigilano l’anello…

STANZA 6

1) Per la potenza della Madre di Misericordia e di sapienza, Kwan-Yin il triplo Kwan-Shai-Yin, che
risiede in Kwan-Yin-Tien-Fohat, alito della loro progenie, il figlio dei figli, avendo fatto uscire
dall’abisso inferiore la forma illusoria di Sien-Tehan ed i sette elementi.
2) Il rapido e radiante produce i sette centri Laya, contro i quali nessuno prevarrà fino al gran giorno
“Sii con noi”; su queste fondamenta eterne è collocato l’Universo, circondando Sien- Tehan con i
germi elementari.
3) Dei sette – prima uno manifesto – sei celati; due manifesti, cinque celati; quattro manifesti, tre
celati; quattro e uno Tsan rivelati; due e mezzo celati; sei da essere manifesti, uno messo da parte.
Finalmente, sette piccole ruote che girano, una dando origine all’altra.
4) Egli le costruisce a somiglianza delle ruote più antiche, collocandole sui centri imperituri. Come
le costruisce Fohat?
Egli raduna la polvere ignea. Fa globi di fuoco, corre attraverso e intorno a loro infondendo vita,
quindi li mette in moto, alcuni in modo altri in un altro. Essi sono freddi ed egli li rende roventi.
Sono asciutti e li rende umidi. Brillano e ventilando li raffresca. Così agisce Fohat da un crepuscolo
all’altro durante sette eternità.
5) Alla quarta, ai figli è detto di creare le loro immagini. Un terzo rifiuta due obbediscono. La
maledizione è pronunciata. Nasceranno nella quarta, soffriranno e faranno soffrire. Questa è la
prima guerra.
6) Le ruote più antiche rotearono in basso ed in alto, gli ovuli materni riempivano il tutto. Vi furono
battaglie combattute fra creatori e distruttori e battaglie combattute per lo spazio; il seme appariva e
riappariva continuamente.
7) Fa i tuoi calcoli o Lanu se vuoi l’età precisa della tua piccola ruota. Il suo quarto raggio è la
nostra madre. Raggiungi il quarto frutto del quarto sentiero di sapienza che conduce al Nirvana e
comprenderai, poiché vedrai.

STANZA 7

1) Ecco il principio della vita informe e senziente. Prima il divino, l’Uno dallo spirito madre; poi lo
spirituale; il tre dall’Uno; il quattro dall’Uno e i cinque dai quali i tre, i cinque ed i sette. Questi
sono i triplici e i quadruplici, discendenti; i figli della mente del primo signore; i sette risplendenti.
Sono essi che sono te, io, egli, o Lanu; essi che vegliano su di te e su tua madre Bhumi.
2) Il raggio uno moltiplica i raggi minori. La vita precede la forma e la vita sopravvive all’ultimo
atomo. Attraverso gli innumerevoli raggi il raggio della vita, l’Uno come un filo attraversa molte
perle.
3) Quando l’Uno diventa due, il triplice appare e i tre sono Uno; ed è il nostro filo, o Lanu, il cuore
della pianta-uomo chiamata Saptaparna.
4) E’ la radice che non muore mai, la fiamma trilingue dai quattro lucignoli. I lucignoli sono le
scintille che traggono dalla fiamma trilingue scoccata dai sette, la loro fiamma, i raggi e le scintille
di una Luna riflessa nelle acque correnti di tutti i fiumi della terra.
5) La scintilla è attaccata alla fiamma con un sottilissimo filo di Fohat. Esso viaggia attraverso i
sette mondi di Maya. Si ferma nel primo ed è un metallo o è una pietra, passa nel secondo ed ecco
una pianta, la pianta passa attraverso sette mutazioni e diventa un animale sacro.
Dalla combinazione degli attributi di questi, Manù, il pensatore è formato. Chi lo forma? Le sette
vite e la vita una. Chi lo completa? Il quintuplice Lha. E chi perfeziona l’ultimo corpo? Il pesce, il
peccato e Soma.
6) Da primogenito il filo fra il guardiano silenzioso e la sua ombra diviene più forte e raggiante con
ogni cambiamento. La luce del sole mattutino è divenuta gloria del meriggio.
7) “Questa è la tua ruota attuale” disse la fiamma alla scintilla. “Tu sei me stessa, la mia immagine,
la mia ombra. Mi sono rivestita di te e tu sei il mio Vâhan fino al giorno “Sii con noi”, quando tu
ridiverrai me stessa ed altri, tu stessa e me”. Allora i costruttori indossate le loro prime vestimenta,
discendono sulla terra radiosa e regnano sugli uomini che sono loro stessi.

PARTE SECONDA – ANTROPOGENESI

Immagine

STANZA 1

1) Il Lha che fa muovere la quarta è il servitore del Lha dei sette, che conducono i loro occhi
intorno al signore, e girano l’occhio unico del nostro mondo, il suo soffio, diede la vita ai sette. Egli
diede la vita al primo.
2) La Terra disse: “Signore dal volto luminoso, la mia casa è vuota… manda i tuoi figli a popolare
questa Ruota. Tu hai inviato i tuoi sette figli al Signore della Saggezza. Egli ti vede sette volte più
vicino a Lui, ti sente sette volte di più. Tu hai impedito ai tuoi servitori, i Piccoli Anelli,
d’impadronirsi della Tua Luce e del Tuo Calore, d’intercettare la tua grande Bontà al suo passaggio.
Mandali ora al tuo servo”.
3) Il Signore disse: “Ti manderò un fuoco quando il tuo lavoro comincerà. Alza la voce verso gli
altri Lokas; rivolgiti a tuo Padre, il Signore del Lotus, per i suoi figli… Il tuo popolo sarà governato
dai Padri. I tuoi uomini saranno mortali. Non i figli di Soma, ma gli uomini del Signore della
Saggezza sono immortali. Cessa i tuoi lamenti. Le tue sette pelli ti ricoprono ancora… Tu non sei
pronta. I tuoi uomini non sono pronti.”.
4) Dopo grandi pene ella si svestì delle Tre antiche pelli; indossò le Sette nuove e rimase vestita
nella sua prima.

STANZA 2

1) La Ruota girò ancora durante trenta crore e costruì delle Rûpa; delle Pietre tenere che indurivano,
delle piante dure che si ammorbidivano. Il visibile uscì dall’invisibile; gli insetti e le piccole Vite.
Essa li scosse dal suo dorso ogni volta che essi sopravanzarono la Madre… Dopo trenta crore, ella si
girò. Giaceva sul dorso, sul fianco… Non voleva chiamare nessun Figlio della Saggezza. Generò dal
proprio Seno. Ella diede vita agli Uomini Acquatici, terribili e cattivi.
2) Gli Uomini Acquatici, terribili e cattivi, furono creati con i resti degli altri. Ella li formò con la
scoria e con la melma del suo Primo, Secondo e Terzo. I Dhyâni vennero dal risplendente Padre-
Madre delle Regioni Bianche, dalla dimora dei Mortali-Immortali.
3) Essi furono malcontenti. “La nostra carne è assente. Nessun Rûpa conveniente ai nostri fratelli
della Quinta. Nessuna Dimora per le Vite. Esse devono abbeverarsi di Acque pure e non di acque
torbide. Dissecchiamole”.
4) Le fiamme vennero. I Fuochi con le Scintille. I Fuochi Notturni ed i Fuochi Diurni. Essi
disseccarono le acque torbide e scure. Con il loro calore le estinsero. I Lhas dall’alto, i Lhamayin
del Basso, vennero. Sgozzarono le forme che erano a doppia e quadrupla faccia. Combatterono gli
Uomini-Capra, gli Uomini dalla testa di Cane, e quelli con il corpo di Pesce.
5) L’Acqua-Madre; il Grande Mare pianse. Essa si sollevò, sparì nella Luna, che l’aveva sollevata,
che le aveva dato vita.
6) Quando essi furono distrutti, la Terrra-Madre restò nuda e chiese di essere disseccata.

STANZA 3

1) Il Signore dei Signori venne. Egli separò le acque dal loro corpo, e ciò costituì il cielo di sopra; il
Primo Cielo.
2) I grandi Cohans chiamarono i signori della Luna, dai Corpi Aerei: “Fate apparire gli Uomini
della vostra natura. Date loro le forme interne. Essa edificherà i Rivestimenti esteriori e saranno
Maschi-Femmine. Signori della Fiamma anche…”.
3) Ognuno andò nel territorio assegnatoli; erano Sette, ciascuno nel suo Lotto. I Signori della
Fiamma restarono indietro e non volevano andare, non volevano creare.

STANZA 4

1) Le Sette Legioni, i Signori nati dalla Volontà,, spinti dallo Spirito che dona la Vita, staccarono
gli uomini da loro stessi, ciascuno sulla propria Zona.
2) Sette volte sette Ombre di Uomini futuri nacquero, ognuno del proprio colore e della propria
Specie. Ciascuno inferiore a suo Padre. I Padri, i Senza-Ossa, non potevano dar vita a degli esseri
provvisti di ossa. I loro discendenti furono dei Bhûta, senza forma né mente. Perciò furono chiamati
la Razza Chhâyã.
3) Come sono nati i Manoushya? I Manù con la loro mente come sono fatti? I Padri chiamarono in
loro aiuto il proprio Fuoco, che brucia nella Terra. Lo spirito della Terra chiamò in suo aiuto il
Fuoco Solare. I tre, grazie ai loro sforzi riuniti, produssero un buon Rûpa. Poteva reggersi dritto,
camminare, correre, curvarsi o volare. Pure non era altro che un Chhâyã, una Ombra senza Sensi.
4) Il Soffio aveva bisogno di una forma, i Padri la diedero. Il Soffio aveva bisogno di un corpo
grossolano, la Terra lo foggiò. Il Soffio aveva bisogno dello Spirito di Vita, Lhas Solari
l’insufflarono nella sua Forma. Il Soffio aveva bisogno di uno specchio del suo corpo “Noi gli
donammo il nostro”, dissero i Dhyânis. Il Soffio aveva bisogno di un veicolo dei desideri: “lo
possiede!” dissero gli scolatoi delle Acque; ma il Soffio aveva bisogno di una mente per abbracciare
l’Universo : “Non possiamo dare ciò!” dissero i Padri. “Io non l’ebbi mai” disse lo spirito della
Terra. “La Forma si consumerebbe se gli donassi la mia!” disse il Grande Fuoco… L’Uomo rimase
un Bhûta, vuoto e sprovvisto di sensi… Così i Senza-Ossa diedero Vita a coloro che divennero degli
Uomini provvisti di ossa durante la Terza.

STANZA 5

1) I primi furono i figli dello Yoga. I loro figli, i nati dal Padre Giallo e dalla Madre Bianca
2) La Seconda Razza fu prodotta da innesto ed espansione, l’asessuale uscendo dal Senza-Sesso.
Così, Oh Lanu fu prodotta la Seconda Razza.
3) I loro Padri furono gli Auto-Generati. Gli Autogenerati, i Chhâyã sortiti dai brillanti corpi dei
Signori i Padri, i figli del crepuscolo.
4) Quando la Razza invecchiò, le Acque antiche si mescolarono alle più fresche. Quando le sue
Gocce divennero torbide svanirono e si dispersero nel nuovo torrente caldo della Vita. L’esterno del
Primo divenne l’interno del Secondo. L’antica Ala divenne la nuova Ombra e l’Ombra dell’Ala.

STANZA 6

1) La Seconda allora sviluppò i Nati dall’Uovo; la Terza.. Il Sudore aumentò; le sue gocce
ingrossarono e divennero dure e rotonde. Il Sole le riscaldò, la Luna le rinfrescò e le modellò; il
Vento le nutrì fino alla maturità. Il Cigno Bianco della Volta Stellata covò la Grossa Goccia.
L’uovo della futura Razza, l’Uomo cigno della fine della Terza. Prima maschio-femmina, poi uomo
e donna.
2) Gli Auto-Generati furono i Chhâyã, le ombre dei Corpi dei Figli del Crepuscolo. Né l’acqua, né il
fuoco potevano distruggerli. I loro figli (lo) furono.

STANZA 7

1) I Figli della Saggezza, i Figli della Notte, pronti a rinascere, discesero e videro le forme vili
della Prima Terza.
2) “Noi non possiamo scegliere”, dissero i Signori, “Noi abbiamo la Saggezza”. Alcuni entrarono
nei Chhâyã. Altri proiettarono la Scintilla. Altri ancora differirono fino alla Quarta. Con il proprio
Rûpa essi riempirono il Karma. Quelli che entrarono divennero gli Arhat. Coloro che ricevettero
solo una Scintilla restarono sprovvisti di sapere; la Scintilla brillò debolmente. I Terzi restarono
senza Mente. Il loro Jivas non era pronto. Questi furono messi da parte tra i Sette. Essi divennero le
Testestrette. I Terzi erano pronti. “In questi noi abiteremo”. Dissero i Signori della Fiamma e della
Oscura Saggezza.
3) Come agirono i Mànasa, i Figli della Saggezza? Essi respinsero gli Auto-Generati. Non sono
pronti. Sdegnarono i Nati-dal-Sudore. Essi non sono del tutto pronti. Non vollero entrare nei primi
Nati dall’Uovo.
4) La Terza Razza divenne il Vâhan dei Signori della Saggezza, e creò i figli della Volontà e dello
Yoga: da Kryâshkti li creò, i Santi Padri, gli antenati degli Arhat…

STANZA 8

1) I primi animali furono tratti dalle gocce del sudore; dai residui della Sostanza, materia
proveniente dai corpi morti degli uomini e degli animali della Ruota precedente, e della polvere
respinta.
2) Animali provvisti di ossa, dragoni dell’abisso e Sarpas volanti furono aggiunti alle cose
striscianti. Quelli che strisciano sul suolo furono provvisti di ali. Quelli che nell’acqua avevano
lunghi colli divennero i progenitori degli uccelli dell’aria.
3) Durante la Terza, gli animali senza ossa si svilupparono e maturarono: divennero animali
provvisti di ossa. I loro Chhâyã divennero solidi.
4) Gli animali si separarono per primi. Essi cominciarono a riprodursi. L’Uomo doppio pure si
separò e disse: “Facciamo come loro; uniamoci e procreiamo”; lo fecero…
5) E coloro che non avevano Scintilla presero per essi enormi animali femmine. Produssero con
esse delle razze mute. Essi stessi erano muti. Ma le loro lingue si sciolsero. Le lingue dei loro
discendenti restarono mute. Essi allevarono dei mostri contraffatti e coperti di peli rossi che
camminavano a quattro zampe. Una Razza muta perché la sua vergogna non fosse narrata.

STANZA 9

1) Vedendo ciò i Lhas che non avevano costruito gli uomini piansero dicendo:
2) “Gli Amânasa hanno macchiato le nostre future dimore. Quello è Karma. Abitiamo negli altri.
Istruiamoli meglio, perché non succeda qualcosa di peggio”. Lo fecero…
3) Allora tutti gli uomini furono dotati di Manas e videro il peccato di quelli che erano sprovvisti di
mente.
4) La Quarta Razza sviluppò la parola.
5) L’unico divenne due; e così per tutte le cose viventi e striscianti che erano ancora uniche, i
pesci giganti, gli uccelli e i serpenti dalle teste coperte di scaglie.

STANZA 10

1) Così due per due nelle sette Zone, la Terza Razza diede alla Quarta; i Suras divennero Asuras.
2) La Prima in ogni Zona fu del colore della Luna. La Seconda Gialla come oro; la Terza Rossa. La
Quarta bruna, che divenne nera col peccato. I primi sette rampolli umani ebbero tutti la medesima
tinta. I sette che seguirono cominciarono a mescolarsi.
3) Allora la Terza e la Quarta crebbero in orgoglio. “Noi siamo i re; noi siamo gli dei”.
4) Presero delle mogli piacevoli a vedersi. Donne prese tra coloro che erano sprovvisti di mente,
dalle teste strette, e nacquero dei mostri, cattivi demoni, maschi e femmine, e anche dei Khado, con
piccole menti.
5) Costruirono dei templi per il corpo umano. Adorarono i maschi e le femmine e il Terzo occhio
cessò di funzionare.

STANZA 11

1) Costruirono città colossali con terre e metalli rari. Servendosi dei fuochi vomitati, della terra
bianca delle montagne e della terra nera, formarono le loro immagini, in grandezza naturale e a loro
somiglianza, e le adorarono.
2) Eressero grandi statue, alte nove yatis, taglia del loro corpo. Fuochi eterni avevano distrutto il
Paese dei loro Padri. L’Acqua minacciava la Quarta.
4) Tutti i santi furono salvi e gli empi distrutti. Con loro perì la grande maggioranza degli enormi
animali prodotti dal sudore della terra.

STANZA 12

1) Pochi furono i superstiti. Alcuni fra i gialli, alcuni fra i bruni e i neri, alcuni fra i rossi rimasero.
Quelli del colore della Luna erano partiti per sempre.
2) La Quinta prodotta dal gregge santo, restò ; essa fu governata dai primi Re Divini.
3) … I serpenti che ridiscesero, che fecero pace con la Quinta, che la istruirono e guidarono…

FONTE

MADAME BLAVATSKY – La Dottrina Segreta