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IL VACCINO MAGNETIZZATO – di Maurizio Blondet

Pazienti che hanno ricevuto il “vaccino” hanno dimostrato che una calamita “aderisce” nel punto dell’iniezione. Naturalmente la notizia è stata bollata dagli addetti a questo lavoro come bufala… Naturalmente subito è esplosa la teoria del complotto secondo cui sarebbe stato iniettato un biochip di tracciamento e controllo, come quelli finanziato da Bill Gates.

Dai Social:

“Escono molti video che dicono che il punto di iniezione del vaccino sia magnetico. Una spiegazione potrebbe essere questa(non il nano chip):

Il primo risultato che appare cercando “Magnetic vaccine” è uno studio del 2014:

“Nanoparticelle super paramagnetiche per consegna del vaccino a DNA”

Fatin Nawwab Al-Deen et al. Metodi Mol Biol. 2014.

Abstract

“L’efficienza della somministrazione dei vaccini a DNA è spesso relativamente bassa rispetto ai vaccini proteici. L’uso di nanoparticelle di ossido di ferro super paramagnetiche (SPION) per fornire geni tramite magnetofection mostra la promessa di migliorare l’efficienza della consegna genica sia in vitro che in vivo.”

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24715289/

E un altro studio del 2007:

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/smll.200700151#

Ma per contro, l’ottimo Cesare Sacchetti:

“In questi giorni, stiamo sentendo molto parlare del fenomeno, ancora senza una chiara spiegazione scientifica, dei magneti che si attaccano nei punti del braccio di chi ha ricevuto il vaccino Covid. Un lettore, Valerio, che ringrazio mi segnala questo articolo del Guardian di 5 anni fa. Si parla di una ricerca condotta da alcuni scienziati americani che consente di controllare i circuiti cerebrali attraverso una proteina magnetizzata. Si, avete capito bene. Una proteina magnetizzata. Questa nuova branca di ricerca scientifica è chiamata “ingegneria genetica”. In parole povere, è lo studio di tecnologie in grado di controllare il cervello umano. Siamo in pieno transumanesimo, ovvero la dottrina filosofica del mondialismo che prevede una fusione tra macchina e uomo. Nella futura dittatura mondiale, non ci sarà più spazio per uomini dotati di libero arbitrio. Ci sarà soltanto spazio per automi controllati dal sistema.

Genetically engineered ‘Magneto’ protein remotely controls brain and behaviour

https://www.theguardian.com/science/neurophilosophy/2016/mar/24/magneto-remotely-controls-brain-and-behaviour

Dunque lo pseudo-vax è davvero magnetizzato; nella prima ipotesi per “forzare” l’assorbimento delle sostanze che inducono il nostro organismo a produrre la proteina spike che il nostro sistema immunitario dovrebbe poi combattere … e che di fatto non combatte, come dimostrato da studiosi seri, mentre Spike attacca i vasi sanguigni (da qui le trombosi, emorragie cerebrali, metrorragie femminili)

Riferiamo di un altro studio che segnalerebbe rischi tumorali dal ferro:

Medici oncologici coscienziosi avendo a disposizione apparecchiature per rilevare il linfonodo sentinella al seno iniziano una serie di indagini su 5 persone che hanno INOCULATO il SIERO GENETICO FATTO PASSARE COME VACCINO e ciò che rileva la macchina diagnostica su tutti i pazienti è SCONVOLGENTE TUTTI SONO RISULTATI POSITIVI AL LINFONODO SENTINELLA dimostrando che materiali ferrosi altamente tossici (non comunicati dalle multinazionale ne sui bugiardini ne sul consenso informato )si trovano all’interno del SIERO. Tali materiali ferrosi percorrono tutto il sistema linfatico e in meno di tre ore la macchina rileva i metalli all’interno dei nodi l linfatici dal cavo ascellare raggiungono i nodi del collo fino al cervello e al torace dove risiedono i linfonodi più importanti. Ripeto in meno di tre ore il siero genetico stava percorrendo i nodi linfatici più importanti DELL organismo umano.

Nanoparticelle all’interno del siero anti-Covid?

… Non si conosce ancora il tipo di materiali ferrosi presenti se Ad esempio, ipotizziamo la presenza di mercurio ed il cadmio sappiate che prediligono il tessuto renale (nefrotossici), il mercurio ed il piombo quello del SNC (neurotossicità), il cadmio e il piombo quello del sistema riproduttivo, mentre infine alluminio, arsenico, cromo e nichel prediligono il tessuto respiratorio… Ciò è gravissimo tutti voi avete il diritto di chiedere spiegazioni in merito. 

https://www.facebook.com/watch/live/?v=523957391935937

Intanto dagli Stati Uniti l’amico Umberto Pascali mi segnala:

L’imbarazzante segreto. Gli esperti e i coordinatori della campagna vaccini hanno rifiutato di farsi vaccinare. Molti di quelli che lavorano per Fauci e per il CDC, Centro per il controllo delle malattie hanno rifiutato di vaccinarsi.

https://www.redvoicemedia.com/2021/05/fauci-40-50-of-cdc-fda-employees-are-not-vaccinated/

https://www.theepochtimes.com/mkt_breakingnews/223-people-have-died-with-covid-19-after-getting-fully-vaccinated-cdc_3818232.html

Questo più o meno lo stato della questione. Una domanda ai medici e ricercatori che mi leggono; assumere sostanze chelanti del ferro dopo il vaccino potrebbe diminuirne i più gravi effetti collaterali?

FONTE

http://www.maurizioblondet.it

LE MASCHERINE SONO UN DISPOSITIVO DI CONTROLLO MENTALE – di Cathy O’Brien

“Mia figlia è stata costretta a indossarne uno da due anni per controllare il suo respiro e la sua percezione”. 

Se tu ed i tuoi figli indossate maschere, questo articolo è un MUST-READ.

Cathy O’Brien afferma: “Le maschere sono un evidente dispositivo di controllo mentale e sono disturbata dal fatto che così tante persone si adeguino su scala globale. Negli anni in cui ho visto immagini di persone in Cina che indossavano maschere che controllano l’aria che respirano (ufficialmente a causa dell’inquinamento).

Sapevo che era un meccanismo di spersonalizzazione per il controllo della popolazione al pari dei Burka.

Le maschere de-personalizzano e fanno sentire una persona come se non avesse voce.

È una barriera per gli altri.

In MK ULTRA PROJECT – MONARCH MIND, Michael Jackson ha dovuto indossare una maschera per mettere a tacere la sua voce in modo da non poter chiedere aiuto.

Ricordi come ha sviluppato quella voce sussurrata quando non cantava? Le maschere controllano la mente dall’esterno all’interno, come sta facendo la ridefinizione delle parole. Controllando ciò che possiamo e non possiamo dire per paura di essere etichettati come razzisti o picchiati, ad esempio, controlla in ultima analisi il pensiero che guida le nostre parole e, in definitiva, le azioni (o la loro mancanza). Allo stesso modo, una maschera attutisce il nostro discorso in modo che non veniamo ascoltati. Controlla la voce, le parole, la mente.

Questo è esattamente il controllo mentale.

Le persone che non sceglierebbero mai di obbedire ma sono costrette a indossare una maschera per mantenere il loro lavoro, e alla fine la loro famiglia nutrita, sono compromesse. Spesso provano vergogna e si sentono sottomessi. Le persone hanno smesso di parlare tra loro mentre i media controllano la narrazione.”

I MANDANTI DEL CONTROLLO

Considerate anche come l’educazione globale abbia introdotto il concetto di “siamo tutti vincitori” nello sport, nelle aule, nella ricreazione, ecc. La concorrenza è stata disinnescata e, a sua volta, ha disinnescato il senso di contrattacco. È come se gli insorti potessero fare qualsiasi cosa violenta vogliono perché “siamo tutti dentro insieme” indossando maschere. Naturalmente, questo funziona bene per mascherare le identità di coloro che infrangono la legge, sottomettendo ulteriormente coloro che sono condizionati a non reagire.

Ancora più importante, quelle maschere obbligatorie stanno letteralmente controllando l’aria che respiriamo. Ecco perché mia figlia Kelly ha dovuto indossare maschere dall’età di 2 anni. 

Lei e io eravamo stati condizionati dal fatto che i nostri aggressori avessero il potere della vita e della morte su di noi. Eravamo stati programmati su livelli che controllano il battito cardiaco, il battito delle palpebre e la respirazione come sopportano le forze speciali militari. 

Anche il “gruppo musicale preferito” di Reagan era Air Supply, che è stato usato come un deliberato innesco DO-OR-DIE. Gli esperti di MK Ultra hanno riconosciuto la maschera come un significante della programmazione robotica che credevano vietasse alla vittima di avere la capacità di  pensare  per parlare.

IL CONTROLLO DELL’ARIA CHE RESPIRIAMO È UN’ESTREMA FORZA DI POTERE CHE CONTROLLA LA VITA E LA MORTE.

Vedere la raffica costante di aggressioni, omicidi o arresti da parte dei media di coloro che non si conformano, aggrava ulteriormente il controllo.

I detrattori del Nuovo Ordine Mondiale sanno esattamente cosa stanno facendo e lo so anch’io. Pertanto, resto fiducioso nel non indossare una maschera mentre capisco compassionevolmente perché le persone hanno così difficoltà a togliersi le maschere! 

La paura sostenuta dai media che suggerisce che chiunque non indossi una maschera “non si preoccupi degli altri” è esattamente l’opposto di quanto i ribelli violenti sono etichettati come “manifestanti pacifici”. 

Le persone sono incoraggiate quando vedono il mio viso sorridente e trovano la speranza che questa “nuova normalità” di indossare maschere sia una nostra scelta di adeguarci o meno. Dipende davvero da noi.

Come sempre, più sai più vedi e ho motivo di vedere l’implementazione della realtà del controllo mentale globale. Il controllo mentale è stato ed è il programma definitivo del NUOVO ORDINE MONDIALE per creare la loro società di schiavi come da mia testimonianza nel libro “TRANCE-FORMATION Of AMERICA”.

Ordine del giorno: controllo più forte sulle popolazioni attraverso vaccini contaminati da nano-particelle. 

FAI SENTIRE LA TUA VOCE

La buona notizia è che questi criminali che hanno perso il controllo del nostro globo nel 2016, sono arroganti e non riescono a considerare la forza dello spirito umano, che è proprio la ragione per cui sono sopravvissuta. Stiamo ora assistendo e sperimentando un grande risveglio di proporzioni globali mentre le persone si svegliano da anni di controllo mentale perché, come sempre, i detrattori hanno esagerato e hanno calcato troppo la mano. 

E l’umanità ha la carta vincente: la forza dello spirito!

Ora, le persone devono raccogliere la loro forza di spirito, togliersi le maschere mentre protestano legittimamente pacificamente contro i “Vaccini” del NUOVO ORDINE MONDIALE e far sentire la loro voce!

ARTICOLO ORIGINALEhttp://www.99thmonkey.co.uk/crossroads-blog/mkultra-mind-control-survivor-cathy-obrien-on-the-ciamilitary-use-of-masks-in-controlling-the-mind

TRADUZIONE – Marco Isella

FONTE – Trance Formation of America

SEGUIAMO LA SCIA – di Rosario Marcianò

E’ un panorama avvilente, poiché anche i pochi che hanno capito in realtà hanno capito ben poco. Continuano a “ragionare” secondo i preconcetti del “pensiero” unico dominante, anche quando credono di adoperare il discernimento. Ad esempio, seguitano a considerare i numeri che i media di regime propalano come se fossero numeri reali, un tot di positivi, un tot di asintomatici, un tot di malati, un tot di decessi…

Semmai obiettano che asintomatico non è sinonimo di contagioso e sostengono che la crescente quota di positivi è legata ad un incremento nel numero dei tamponi. Non centrano il bersaglio. Non hanno compreso che questo turbinio di cifre è creato da un’”intelligenza” artificiale e che i numeri (in particolare il 9, il numero 11, il 6, il 2, il numero 8), sia isolati sia come somme, adombrano valori simbolici, rispondono ad esigenze, per così dire, occulte. Sono cabale! I tamponi: è evidente che non servono ad identificare un presunto coronavirus [1] correlato alla presunta patologia tanto strombazzata. Semmai sono finalizzati ad individuare precisi corredi cromosomici, connessi a particolari linee di sangue, ascendenze, ai gruppi umani con l’RH negativo. Sappiamo che la cricca tecnocratica è ossessionata dal DNA, dalle manipolazioni genetiche: le stesse vaccinazioni non mirano certo a “proteggere” da certi patogeni, ma a ricombinare il DNA e l’RNA, una volta riconosciuti certi marcatori genetici, appunto con i tamponi e con gli esami sierologici. Oggi tutti, tanto gli “esperti” quanto i profani, disquisiscono di virus e di tamponi.

Rammentiamo che non si è ancora trovato l’accordo all’interno della comunità scientifica (senza dimenticare che molti “scienziati” sono maghi neri) su che cosa sia davvero un virus: qualcuno ritiene sia un “organismo” ai confini della vita, qualcun altro reputa sia una nanostruttura del tutto artificiale, altri pensa coincida con un esosoma, ossia un complesso multiproteico presente nelle cellule che, al termine del processo di trascrizione, ha il compito di eliminare gli mRNA usati, ottenendone nucleotidi da riciclare per formare nuovo mRNA. Forse hanno ragione e torto un po’ tutti, giacché interrogarsi su che cosa sia un virus è come chiedersi quale sia il confine tra organico ed inorganico, quale sia l’origine della vita, domande cui nessuno ha fino ad oggi fornito risposte esaurienti e definitive, mentre sono state formulate ipotesi più o meno plausibili, come su altre questioni fondamentali.

Che pensare dunque della situazione attuale? Che, se vogliamo scoprire indizi, se intendiamo raccogliere qualche tessera per comporre un mosaico pur sempre parziale, bisogna convincersi di ciò: per comprendere l’attualità, bisogna esplorare l’antichità. Leggiamo o rileggiamo la Bibbia e, più in generale, i testi antichi, le opere della Tradizione: vi enucleeremo interessanti cenni al sangue, alle stirpi, al nesso tra etnie e potere, tra lingue e gruppi sanguigni (si pensi ai Baschi presso cui l’RH negativo tocca il 30-35 per cento ). Leggiamo saggi di autori pionieristici. Leggiamo o rileggiamo il Libro di Enoch, non a caso espunto dalla Bibbia ebraica e da quella cristiana, eccezion fatta per le chiese monofisite che annoverano Enoch fra i canonici.

Ripensiamo alla geoingegneria clandestina, in particolare al suo versante biotecnologico e genetico, alla smart dust che, come gli “antidoti” ricombinanti, quelli di nuova generazione, crea un’interfaccia tra biologico e sintetico. Ripensiamo al Morgellons, la sindrome provocata dalle nanostrutture diffuse con le chemtrails, nanostrutture che interagiscono con particolari frequenze elettromagnetiche. Consideriamo gli scopi del Transumanesimo, il cross over tra naturale ed artificiale, obiettivo dichiarato, ad esempio, di uno psicopatico e megalomane come Elon Musk. Allora potremo intuire gli aspetti salienti dell’agenda mondialista.

E’ evidente che le prossime vaccinazioni, obbligatorie o comunque preclusive dell’accesso ad una serie di servizi, sono finalizzate a distinguere l’umanità in gruppi con peculiari caratteristiche genetiche: in modo da eliminarne alcuni e preservarne altri oppure per meri fini conoscitivi, in vista poi di altre azioni? Non lo sappiamo, ma sappiamo che non basta seguire la “scia di denaro” per gettare un po’ di luce su certi piani segreti delle “élites” criminali: oggigiorno è necessario seguire la… “scia di sangue”.

[1] Non esiste alcun test contro il Coronavirus. La PCR è un metodo di amplificazione del DNA in vitro, messo a punto dal biochimico Kary Mullis nel 1992 e per cui è stato insignito del Nobel! Lo stesso Mullis ha sostenuto a più riprese che la PCR Polymerase Chain Reaction NON può essere stata pensata né adoperata come test diagnostico. Oltretutto la tipologia precisa di Coronavirus implicata nella presunta “pandemia” non è ancora stata isolata (e dubitiamo che ciò avverrà mai, come del resto è già tristemente successo per la correlazione tra HIV e sindrome da immunodeficienza acquisita), quindi a che cosa punterebbe il test, che in realtà è uno strumento di analisi genetica?

[2] Con fattore RH ci si riferisce ad uno specifico antigene proteico sulla superficie dei globuli rossi, l’antigene D. Se una persona possiede questo fattore si dice che il suo gruppo, relativamente al sistema Rh, è Rh positivo (Rh+), se invece i suoi globuli rossi non lo presentano, il suo gruppo sanguigno è definito Rh negativo (Rh-). Nel 1940 Karl Landsteiner e Alexander S. Wiener scoprirono il fattore Rh sui globuli rossi di una specie di primati, il Macacus rhesus. Gli RH negativi appartengono ad un gruppo di Homo sapiens sapiens in una certa misura differente dal resto dell’umanità. Perché esistano questi due gruppi non è noto: da un punto di vista “evolutivo” è un enigma, giacché tale differenza implica problemi nel caso di gravidanza. Infatti il fattore Rh è la causa di una patologia che in passato era molto comune nei neonati, l’eritroblastosi fetale. Durante l’ultimo mese di gravidanza vi è un passaggio di anticorpi, utili per il nascituro, dal sangue della madre a quello del feto, ma gli anticorpi prodotti contro il fattore Rh possono essere dannosi. Se una donna Rh negativa alla prima gravidanza partorisce un bambino Rh positivo, è probabile che i globuli rossi del feto con l’antigene Rh entrino nel circolo sanguigno materno; il corpo della madre reagisce producendo anticorpi contro l’antigene estraneo che rimarranno presenti nel suo sangue. In caso di una seconda gravidanza, gli anticorpi prodotti possono essere trasferiti nel sangue del feto e, nel caso esso sia Rh+, tali anticorpi attaccheranno i globuli rossi fetali distruggendoli. Tale reazione può essere mortale prima o dopo la nascita o portare gravi problemi al sistema nervoso del nascituro. Oggi, i pericoli che corre un eventuale secondo figlio sono arginati attraverso exsanguinotrasfusione o iniettando alla madre Rh-, entro 72 ore dal primo parto, anticorpi specifici che riconoscono e bloccano l’antigene Rh che dal feto passa alla madre. Questo processo deve essere ripetuto con ogni gravidanza successiva alla prima esposizione della madre all’antigene Rh.

ARTICOLO ORIGINALE

PER SOSTENERE TANKER ENEMY

KAUFMAN, LE VACCINAZIONI E LA TECNOLOGIA DEL DNA RICOMBINANTE

Dr.-Andrew-Kaufman

IL FACT CHECKING di Reuters

Affermazioni ampiamente condivise sui social media collegano a un video che afferma che un futuro vaccino contro COVID-19 modificherebbe geneticamente gli esseri umani.

La maggior parte delle affermazioni si riferisce a una versione di un video YouTube ora cancellato e ampiamente condiviso del dottor Andrew Kaufman, in un’intervista con Spiro Skouras, un ricercatore indipendente con un popolarissimo canale YouTube. Nel video, Kaufman parla di come un futuro vaccino COVID-19 fornirebbe una chiave per iniettare geni negli esseri umani, prima con una procedura nota come Elettroporazione – in cui una corrente elettrica crea piccoli buchi nel nostro cellule che permettono al DNA di entrare nelle nostre cellule – e poi attraverso l’inserimento di proteine ​​estranee che presumibilmente generano immunità “.

Kaufman conclude che il vaccino, come i risultati della biotecnologia in agricoltura, renderà gli esseri umani organismi geneticamente modificati. Ci sono più affermazioni nel video di quasi un’ora. Mentre la maggior parte degli articoli non menziona i vaccini a base di DNA, il dottor Kaufman ne parla nel video.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un vaccino a DNA comporta l’introduzione diretta in tessuti appropriati di un plasmide contenente la sequenza di DNA che codifica l’antigene contro cui si cerca una risposta immunitaria

www.who.int/biologicals/areas/vaccines/dna/en/

Ciò significa che, a differenza dei più diffusi vaccini “convenzionali” che utilizzano un intero patogeno o un frammento

https://www.cdc.gov/vaccines/hcp/conversations/downloads/vacsafe-understand-color-office.pdf

un vaccino a DNA prevede l’iniezione di una parte del codice genetico del virus (DNA o RNA) per stimolare la risposta immunitaria in un paziente senza un’infezione

https://weekly.biotechprimer.com/dna-vaccines-explained/

L’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) definisce OGM un organismo in cui uno o più geni (chiamati Transgeni) sono stati introdotti nel suo materiale genetico da un altro organismo utilizzando la tecnologia del DNA “Ricombinante“.

www.fao.org/fileadmin/user_upload/biotech/docs/faqsen.pdf

Attualmente vi sono molti studi attualmente in corso per un vaccino COVID-19 in tutto il mondo, con alcuni che esplorano la possibilità di un vaccino a DNA

www.technologynetworks.com/biopharma/product-news/phase-1-us-trial-of-covid-19-dna-vaccine-enrollment-complete-334373

Secondo la rivista “Nature” il ventunesimo secolo è arrivato con una nuova era nella “Vaccinologia”, in cui la tecnologia genetica ricombinante ha contribuito a stabilire un ritmo veloce senza precedenti nello sviluppo del vaccino, chiaramente dimostrato durante la recente pandemia.

www.nature.com/articles/s41541-020-0188-3

Tuttavia, secondo Mark Lynas – un simpatizzante del gruppo “Alliance for Science” – della Cornell University, i vaccini non integrano il DNA del Virus nel nucleo cellulare del suo ricevente.

L’ELETTROPORAZIONE – da Wikipedia, l’enciclopedia “libera”

L’Elettroporazione è una tecnica microbiologica in cui un campo elettrico viene applicato alle cellule per aumentare la permeabilità della membrana cellulare, consentendo l’ introduzione di sostanze chimiche, farmaci o DNA nella cellula (chiamato anche elettrotrasferimento). In microbiologia, il processo di elettroporazione viene spesso utilizzato per trasformare batterilieviti o protoplasti vegetali introducendo nuovo DNA codificante. Se batteri e plasmidi vengono mescolati insieme, i plasmidi possono essere trasferiti nei batteri dopo l’elettroporazione, sebbene a seconda di ciò che viene trasferito si potrebbero usare anche peptidi penetranti o CELL SQUEEZE. L’elettroporazione funziona facendo passare migliaia di volt su una distanza da uno a due millimetri di celle sospese in una cuvetta di elettroporazione (1,0 – 1,5 kV, 250 – 750 V / cm). Successivamente, le cellule devono essere maneggiate con cura fino a quando non hanno avuto la possibilità di dividersi, producendo nuove cellule che contengono plasmidi riprodotti. Questo processo è circa dieci volte più efficace della trasformazione chimica.

L’elettroporazione è anche altamente efficiente per l’introduzione di geni estranei nelle cellule di coltura tissutale, in particolare nelle cellule di mammifero. Ad esempio, viene utilizzato nel processo di produzione di topi knockout , così come nel trattamento del tumore, nella terapia genica e nella terapia basata sulle cellule. Il processo di introduzione di DNA estraneo nelle cellule eucariotiche è noto come trasfezione.

Utilizzando campi elettrici pulsati ultra corti ma molto forti, micropori e nanopori vengono indotti nei doppi strati fosfolipidici che formano le membrane cellulari esterne. Possono verificarsi due tipi di elettroporazione:

  1. ELETTROPORAZIONE REVERSIBILE (RE): si formano percorsi temporanei e limitati per il trasporto molecolare tramite nanopori, ma dopo la fine dell’impulso elettrico, il trasporto cessa e le cellule rimangono vitali. Le applicazioni mediche sono, ad esempio, l’introduzione locale di farmaci citotossici intracellulari come la bleomicina (elettroporazione ed elettrochemioterapia).
  2. ELETTROPORAZIONE IRREVERSIBILE (IRE): dopo un certo grado di danno alle membrane cellulari per elettroporazione, la fuoriuscita del contenuto intracellulare è troppo grave o la risigillatura della membrana cellulare è troppo lenta, lasciando le cellule sane e / o cancerose irreversibilmente danneggiate. Muoiono per apoptosi o per vie necrotiche indotte internamente alle cellule, che è unica per questa tecnica di ablazione.

CHI E’ ANDREW KAUFMAN?

MEDICAMENTUM AUTHENTICA

Andy Kaufman è un consulente di guarigione naturale, inventore, oratore pubblico, psichiatra forense e testimone esperto. Ha completato la sua formazione psichiatrica presso il Duke University Medical Center dopo la laurea presso la Medical University of South Carolina e ha conseguito una laurea in Biologia Molecolare presso il MIT.

Ha condotto e pubblicato ricerche originali e tenuto conferenze, supervisionato e tutorato studenti di medicina, residenti e colleghi in tutte le specialità psichiatriche. È stato qualificato come testimone esperto in tribunali locali, statali e federali. Ha ricoperto posizioni di leadership nella medicina accademica e nelle organizzazioni professionali. Gestiva una start-up per sviluppare un dispositivo medico da lui inventato e brevettato.

Posizioni della Facoltà

  • Professore assistente clinico di psichiatria, SUNY Upstate Medical University
  • Vicepresidente, Psychiatry Faculty Practice Corporation, SUNY Upstate Medical University
  • Direttore medico della pratica della facoltà, SUNY Upstate Medical University
  • Assistant Director, Forensic Psychiatry Fellowship, SUNY Upstate Medical University
  • Consulting Expert Witness, Syracuse University Law School

Formazione scolastica

  • Medical University of South Carolina, Dottore in Medicina
  • Massachusetts Institute of Technology, laurea in biologia

Formazione

  • Certificazione dell’American Board of Psychiatry and Neurology Board in Psychiatry and Forensic Psychiatry (2011)
  • SUNY Upstate Medical University, Fellowship in Forensic Psychiatry
  • Duke University School of Medicine, Resident in Psychiatry

Pubblicazioni

  • Knoll JL e Kaufman AR. Suicidio in ambienti correttivi: epidemiologia, valutazione del rischio e prevenzione. Principles and Practice of Forensic Psychiatry a cura di Richard Rosner, 3a edizione, 2017.
  • Way BB, Kaufman AR, Knoll JL, Chlebowski, S: Ideazione suicidaria tra i pazienti detenuti nella prigione statale: prevalenza, riluttanza a riferire e preferenze di trattamento. Behavioral Science and the Law, 31 (2): 230-8, 2013.
  • Kaufman AR, Way BB, Suardi E: Quarant’anni dopo Jackson v. Indiana. Conformità degli Stati alla sentenza “Periodo di tempo ragionevole”. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, 40: 261-5, 2012.
  • Kaufman AR, Knoll JL, Way BB, Leonard C, Widroff J: Survey of Forensic Mental Health Experts on Pro Se Competence After Indiana v. Edwards: Towards an Evidence-Based Pro Se Competency Standard. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, 39: 565-70, 2011.
  • Knoll JL, Leonard C, Kaufman AR, Way BB: un’indagine pilota delle opinioni dei giudici della corte di prova sulla competenza professionale dopo Indiana v. Edwards. Journal of the American Academy of Psychiatry and the Law, 38: 536-9, 2010.
  • Kaufman AR, Way B: Psichiatri residenti nella Carolina del Nord Conoscenza degli statuti sull’impegno: si allontanano dallo standard legale nell’applicazione ipotetica dei criteri di impegno involontario? Psychiatric Quarterly, 2010; 81 (4): p.363.
  • Kaufman, AR: Altro su DSM-5: Will “Cross-Cutting” Butcher Clinical Psychiatry. Correctional Mental Health Report, 2010; 12 (2): p. 21.
  • Kaufman AR: Gli psichiatri sono professionisti Lexa? Correctional Mental Health Report, 2010; 11 (5): p. 71
  • Kaufman AR: dovremmo usare le forze dell’ordine per il trasporto di emergenza di persone con malattie mentali? American Journal of Psychiatry 2007; 164 (3): Residenti ‘Journal p. 3

“VOGLIONO MODIFICARCI GENETICAMENTE CON IL VACCINO” – KAUFMAN PERDE IL LAVORO E RISCHIA LA PRIGIONE

“Questa è l’unica cosa importante per me ora, è far uscire queste informazioni, in modo da impedirci di vivere in un orribile, orribile futuro. Ho due bambini piccoli, e sono il mio principale fattore motivante, non voglio che vivano in un mondo in cui non hanno libertà. Ed è lì che stiamo andando in questo momento.

E quindi qualunque rischio ci siano, sono rischi che devo semplicemente correre. Ecco perché sto facendo quello che sto facendo. Ci sono state cose che sono successe. Ho avuto delle conseguenze. Sono stato licenziato dal mio normale lavoro di psichiatria perché mi rifiutavo di indossare una maschera.

Ho avuto diversi amici che sono medici o altri professionisti sanitari che sono stati molto arrabbiati con me. Sono delusi e non mi parleranno più. Sapevo che quei rischi facevano parte di questo. Ma non è questo ciò che è importante. Ti dirò che sarei felice di rischiare anche di essere portato in prigione, perché non ho intenzione di partecipare a nessuna di queste misure.

Non indosso una maschera. Non resto a casa.

Rispetto i diritti degli altri di fare le proprie scelte. 

Ma se qualcuno è disposto a stabilire un contatto visivo e interagire con me, non osservo alcun allontanamento sociale, quindi opportunità di abbracciare qualcuno, soprattutto in pubblico, ne approfitto sempre, perché voglio mostrare alle persone che in realtà tutte queste misure sono volontarie. Anche il Governatore Cuomo ha dichiarato pubblicamente che non c’è nulla che possano fare per far rispettare nessuna di queste misure e che sono volontarie. E vorrei incoraggiare altre persone a prendere questa decisione, perché se ci affidiamo all’autorità per darci l’approvazione di come esercitare la nostra libertà, ci toglieranno più libertà, come hanno fatto. Le persone che per andare a protestare presso il municipio o la capitale, chiedono all’autorità di dare loro il permesso. Ma hanno già il permesso, perché possiedono diritti inalienabili. Non ci sono alternative per me. È proprio quello che sento di dover fare per preservare il modo di vivere che voglio vivere per me e per i miei figli. “

Il dottor Andrew Kaufman potrebbe essere il medico più censurato negli Stati Uniti in questo momento. I suoi video vengono rimossi e censurati da YouTube molto rapidamente. Il dottor Kaufman è così intelligente e così articolato che i media “tradizionali” e le autorità mediche ovviamente temono lui e il suo messaggio, e stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per sopprimerlo. Il video che ha fatto con Spiro Skouras, ad esempio, è stato immediatamente rimosso da YouTube, sebbene gli altri video di Spiro siano ancora intatti.

Secondo Kaufman tutto questo è stato pianificato e non riguarda affatto un virus pericoloso, ma un modo per controllare la vita delle persone. Il dottor Kaufman ha già pagato un prezzo altissimo per informare le persone e si aspetta solo che le cose peggiorino.

UN ACCOSTAMENTO TARGATO “GATES FOUNDATION”

In questo salotto con Bill & Melinda Gates

https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/video/bill-melinda-gates-advocate-gmos-to-a-brussels-audience/

lui, arcinoto per la sua “filantropia” e la sua ossessione per i vaccini

https://las0rgente.net/2020/04/15/lossessione-vaccinista-di-gates-e-la-sete-di-controllo-sulla-politica-sanitaria-globale/

paragona l’ingegnerizzazione dei prodotti agricoli a quella degli esseri umani.

“Prendiamo organismi geneticamente modificati e le iniettiamo nel braccio dei bambini piccoli, direttamente nelle loro vene!” 

www.youtube.com/watch?v=_jYqMgyFvm0

TELEMEDICINA

La compagnia statunitense MicroCHIPS, specializzata nello sviluppo di dispositivi elettronici per il mondo medicale, ha annunciato i risultati di un trial clinico incentrato sulla sperimentazione di un microchip impiantabile nell’organismo umano per la somministrazione di farmaci controllabile via wireless da remoto.

https://darebioscience.com/microchips-biotech/

L’innovativa tecnologia di somministrazione dei farmaci di Microchips è progettata per memorizzare e somministrare con precisione centinaia di dosi terapeutiche per mesi o anni in un singolo impianto. L’impianto è concepito per essere azionato dal paziente per somministrare farmaci su richiesta o secondo un programma predeterminato che può essere attivato o disattivato in modalità wireless, come richiesto.

Con il supporto della The Bill & Melinda Gates Foundation sotto forma di circa 17,9 milioni di dollari in sovvenzioni fino ad oggi e il potenziale per un massimo di altri 2,5 milioni di dollari in sovvenzioni nel 2020, Microchips ha sviluppato un impianto impiantabile a lunga durata d’azione, applicazione contraccettiva reversibile della tecnologia.

VIRUS, VACCINO E 5G

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Come ha dimostrato Stephan Lanka (di cui abbiamo già parlato qui e qui) non c’è il Virus – ma ci sarà il vaccino. Quali e quante modifiche sono previste al DNA umano?

Solo la percezione di una pandemia globale poteva giustificare una tale operazione – anche se, come sottolinea lo stesso Kaufman, in realtà non c’è un significativo aumento dei decessi (potete visualizzare le statistiche in tempo reale sul sito del John Hopkins CoronaVirus Resource Center).

Ad Aprile, in un’intervista di 80 minuti ad opera di Brian Rose, David Icke non si è solamente limitato a riportare le tesi di Kaufman (ovvero che quanto viene rilevato nei test per rilevare il CoronaVirus corrisponde invece a degli Esosomi) ma ha anche teorizzato che i livelli anonimi di questi ultimi fossero legati alla prolungata esposizione alla radiazione 5G.

OFCOM – autorità competente e regolatrice indipendente per le società di comunicazione nel Regno Unito – ha censurato il canale televisivo che aveva trasmesso l’intervista (London Live).

A Luglio, la Biblioteca Nazionale di Medicina degli Stati Uniti ha pubblicato uno studio secondo il quale le onde millimetriche (5G) possono creare strutture simili al CoronaVirus all’interno delle cellule umane.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32668870/

Pochi giorno dopo lo studio è stato ritirato.

E’ rimasto solamente Vittorio Colao, su YouTube, ad illuminarci sull’argomento: il 5G sarà una “trasformazione profonda”. Sarà possibile monitorare in tempo reale lo stato di salute di una persona ed eventualmente rilasciare da remoto sostanze necessarie al mantenimento delle condizioni di salute.

https://www.youtube.com/watch?v=Sz8_CUbobvg

E, sempre come dice Colao, col riconoscimento facciale, chi deve entrare, entra, chi non deve entrare, non entra…

P.S.     ma il nostro codice genetico è già predisposto?

Marco Isella

FONTI PRINCIPALI 

http://www.reuters.com/article/uk-factcheck-covid-19-vaccine-modify/false-claim-a-covid-19-vaccine-will-genetically-modify-humans-idUSKBN22U2BZ

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’INIZIAZIONE OCCULTA AL NUOVO ORDINE MONDIALE

Il canale video “Truthstream” ha recentemente pubblicato un interessante video che spiega come la crisi del coronavirus e il modo in cui le autorità la affrontano, hanno tutte le caratteristiche di un iniziazione rituale.

Nel 2018 i creatori di Truthstream Media avevano già pubblicato un video che mostrava come la società di oggi stia passando attraverso un’iniziazione inconscia (”Does Society Realize It Is Being Initiated?”).

Nei video vennero discussi alcuni fatti particolari, che in questo scritto cercherò di sintetizzare. Quando si sente parlare di iniziazione rituale, si pensa generalmente a delle società segrete come la Massoneria. Spesso non ci si rende conto che il simbolismo occulto di tali società lo si può trovare in tanti ambiti della società. Per esempio, la piramide e “l’occhio onniveggente” si trovano sulla banconota da un dollaro, nel grande sigillo degli Stati Uniti e sull’edificio della Corte Suprema in Israele. L’architettura del Campidoglio americano mostra ciò che realmente è, un tempio. Anche il suo interno, con i suoi oggetti d’arte e i murales, è una vetrina di simbolismo occulto. Le cerimonie pubbliche sono spesso intervallate da atti simbolici. La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici 2012 a Londra è stata un macabro spettacolo, con un tema notevole, un’epidemia da virus.

2012 Olimpic Game Pandemic

La cerimonia di apertura del tunnel del Gottardo, alla quale hanno partecipato molti capi di governo europei, è stata un rito satanico di tre ore. Il satanismo è onnipresente nella cultura pop. I videoclip sono pieni di simbolismo occulto. Le performance di Lady Gaga sono rituali satanici nei quali il sangue a volte sta letteralmente colando.

La narrativa è che alla gente della cultura pop piace flirtare con l’oscurità, definendo tutto questo libera espressione artistica e culturale. Ciò che però  si esprime qui è il contrario della libertà. I rituali di iniziazione comportano una profonda trasformazione. Sembra che la popolazione mondiale stia attraversando una tale trasformazione, in cui le persone sono sia spettatori che partecipanti. Come nell’antichità, c’è un’élite, una classe di sacerdoti, che guida e dirige l’iniziazione. Si tratta però di un’iniziazione inconscia, e quindi non libera. Di seguito sono descritti alcuni passi dell’iniziazione rituale come si svolge attualmente.

Isolamento – Il processo di iniziazione inizia con l’isolamento. Separati da altre persone e dalle attività quotidiane, si entra in un diverso stato mentale, uno stato mentale in cui si è più ricettivi. Le maschere hanno spesso un ruolo nell’iniziazione rituale. Il film “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick dà una precisa idea di questi contesti. Indossare una maschera è anche una forma di isolamento; si è isolati dal proprio ambiente immediato e non riconoscibili come individui. Ripetizione – Una volta che lo stato di coscienza dell’iniziato è cambiato, continua la sua preparazione. L’attenzione viene portata su un argomento (oggi il coronavirus). Questo succede attraverso lo strumento della continua ripetizione. A livello globale, e attraverso tutti i canali (mediapolitica, istituzioni) i messaggi uniformi ronzano come dei nuovi mantra: “resta a casa”, “mantieni le distanze” e “questo è la nuova normalità”. L’uniformità dei messaggi dimostra che si tratta di un processo coordinato. Il risultato è uno stato di tensione e di paura che tiene le persone sotto controllo.

Minaccia di morte – La paura si esaspera con la minaccia di una morte imminente. Questo è un elemento essenziale nei rituali di iniziazione. L’iniziato vive l’esperienza di essere sulla soglia della morte. Anche questo è oggi molto evidente. Siamo costantemente avvertiti di essere in pericolo di vita, e siamo bombardati da numeri riguardanti i casi di nuove infezioni e di morti. Durante un’iniziazione avvengono spesso dei sacrifici. Le “vittime sacrificali” muoiono sull’altare dei sommi sacerdoti. I media ci mostrano immagini di vittime del coronavirus. Ci si mostra file di bare, o immagini scioccanti di pazienti in ospedale avvolti in plastica con tubi e respiratori. Le immagini e i messaggi traumatici fanno sì che l’iniziato cominci a cedere mentalmente. Si perde la terra da sotto i piedi e si cerca la guida delle autorità.

Trasformazione – In questa fase l’iniziato entra in una sorta di ‘terra di nessuno’ spirituale. La vita passata viene gettata come una vecchia pelle. L’uomo, ora malleabile come argilla morbida, si forma, viene programmato per il nuovo mondo, per il la “nuova normalità”.

Resurrezione – L’iniziazione ormai è completa. E’ nato il nuovo uomo, con nuovi schemi di pensiero, adatto a una nuova società con nuovi modi e nuovi codici di comportamento. Integrazione – L’uomo può ora integrarsi nella nuova società. Che aspetto avrà la società a cui ci stanno preparando? Sarebbe certamente una società con un governo gestito a livello centrale, in cui la tecnologia avrebbe un ruolo dominante, compresa le vaccinazioni, le radiazioni e l’intelligenza artificiale. Gli algoritmi sostituirebbero gradualmente le decisioni umane. Il governo italiano sta studiando e promuovendo l’applicazione dell’intelligenza artificiale a diversi settori della società. Molti diranno: “Ma mica l’ho scelto io, questo?”. La risposta è che la scelta umana non avrebbe nessun ruolo, in una tale nuova società.

Secondo Yuval Harari, che con i suoi libri ha aperto la strada, la libertà umana non è «altro che un mito cristiano», e non adatta al XXI secolo. La nuova visione del mondo di Harari è il transumanesimo. Secondo questo autore, l’automazione e l’intelligenza artificiale renderebbero superflua la gran parte delle persone, e una piccola e ricca élite di robot umani (cyborg) comanderebbe il mondo. Si potrebbe pensare che non si arriverà mai a questo, che l’uomo non accetterà una tale società. Il punto è che non sarà venduta in questo modo. La politica, i media e scrittori come Harari puntano sui sentimenti profondi della gente. La maggior parte delle persone è cosciente del fatto che la società odierna non può più andare avanti così, e che un cambiamento fondamentale è necessario. La nuova dittatura mondiale verrà presentata come una “cooperazione internazionale” che porterà soluzioni a tutti i problemi sociali come quelli della salute, della sicurezza e dell’inquinamento ambientale.

I governi, le istituzioni e le multinazionali sono pronti con nuove tecnologie e nuove leggi che limiteranno ancora di più le nostre libertà. Ci sarà un’importante introduzione del 5G, di vaccinazioni obbligatorie e dell’intelligenza artificiale. Tutto ciò fa parte del programma di emergenza Covid-19 del Forum Economico Mondiale, il che significa che sarà lanciato a grande velocità. Decine di migliaia di satelliti saranno lanciati in stretta orbita intorno alla Terra. I satelliti devono formare una rete di accesso a Internet (5G) e l’intelligenza artificiale. Quando a Elon Musk, l’iniziatore di questo progetto, in un’intervista venne chiesto dove la società stesse andando con l’intelligenza artificiale, rispose: «With artificial intelligence we are summoning the demon» (con l’intelligenza artificiale stiamo evocando il diavolo). Anche importanti think-tank e istituti non fanno mistero dell’obiettivo: un nuovo ordine mondiale sotto una gestione centralizzata. Rapporti di think-tank come il Pnac affermano che «solo un nemico comune sarà in grado di convincere il mondo della necessità di un governo mondiale». Il terrorismo internazionale era un tale nemico comune e nascosto, e ci ha portato a rinunciare a molte delle nostre libertà.

L’importante istituto M.I.T. ha concluso che, data la disponibilità con cui le persone hanno accettato le nuove restrizioni dopo l’11 Settembre, accetteranno le nuove misure su Covid-19 senza problemi. Il nuovo nemico comune è il coronavirus. È l’ultimo nemico invisibile che fornisce il pretesto per completare il piano. Sia il terrorismo internazionale che il coronavirus sono chiaramente per la maggior parte degli inganni. E’ importante che la verità venga alla luce. La preoccupazione della maggior parte delle persone è il confinamento a livello fisico. Se vogliamo liberarci da questo, dobbiamo prima uscire dal nostro confinamento mentale. Questo significa un gran passo. Ovviamente è un’esperienza traumatica, quando ci si rende conto che i governi e le istituzioni che pensavamo ci rappresentassero e ci proteggessero, stanno facendo esattamente il contrario. Alla fine, però, le azioni dei grandi poteri (nei confronti della popolazione mondiale) non sono altro che la caricatura maligna di una trasformazione verso una nuova consapevolezza che l’essere umano è in grado di sviluppare autonomamente, coscientemente, e in piena libertà. Infatti, serve un gran cambiamento, un ‘mondo nuovo’ migliore. Si realizzerà attraverso le azioni di veri ‘uomini nuovi’, coscienti, liberi, e per ciò invincibili.

FONTI

Luogo Comune

LibreIdee

TruthStreamMedia

 

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO ED “EFFETTI BIOLOGICI”

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L’interesse verso i campi elettromagnetici ha assunto negli ultimi anni un’importanza crescente legata al contemporaneo frenetico sviluppo di nuovi sistemi di telecomunicazione, i cui impianti si sono diffusi in maniera capillare in ambito urbano destando dubbi e preoccupazioni circa la loro pericolosità. Anche l’intensificazione della rete di trasmissione elettrica, conseguente all’aumento della richiesta di energia elettrica, nonché l’urbanizzazione di territori precedentemente disabitati e caratterizzati dalla presenza di elettrodotti o di emittenti radiotelevisive, hanno contribuito a destare perplessità circa i possibili effetti sulla salute derivanti dalla permanenza prolungata in prossimità di tali installazioni. Il fenomeno comunemente definito “inquinamento elettromagnetico” è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, cioè non attribuibili al naturale fondo terrestre o ad eventi naturali (quale ad esempio può essere il campo elettrico generato da un fulmine), ma prodotti da impianti realizzati per trasmettere informazioni attraverso la propagazione di onde elettromagnetiche (impianti radio-TV e per telefonia mobile), da impianti utilizzati per il trasporto e la trasformazione dell’energia elettrica dalle centrali di produzione fino all’utilizzatore in ambiente urbano (elettrodotti), da apparati per applicazioni biomedicali, da impianti per lavorazioni industriali, nonché da tutti quei dispositivi il cui funzionamento è subordinato a un’alimentazione di rete elettrica (tipico esempio sono gli elettrodomestici). Mentre i sistemi di Teleradiocomunicazione (impianti radio-TV, telefonia mobile) sono appositamente progettati e costruiti per emettere onde elettromagnetiche (irradiatori intenzionali), le quali sono alla base della trasmissione delle informazioni (audio, video, etc.) gli impianti di trasporto, di trasformazione (elettrodotti) e gli utilizzatori di energia elettrica emettono invece nell’ambiente circostante campi elettrici e magnetici in maniera non intenzionale, ma come conseguenza diretta e inevitabile del loro funzionamento basato sul trasporto e quindi sulla presenza e movimento di carica elettrica. Infatti, una carica elettrica genera una modificazione dello spazio ad essa circostante tale che, se un’altra carica elettrica viene posta in tale spazio, risente di una forza che può essere attrattiva o repulsiva. Tale modificazione viene indicata con il termine di campo elettrico. Analogamente una corrente elettrica, che è generata da cariche in movimento, produce una modificazione dello spazio circostante: il campo magnetico. Quest’ultimo ha caratteristiche sostanzialmente diverse da quelle del campo elettrico. L’unità di misura del campo elettrico nel Sistema internazionale è il Volt su metro (V/m), mentre quella del campo magnetico è l’Ampere su metro (A/m). Sovente vengono riportati valori di campo espressi in microtesla (mT); in questi casi la grandezza a cui si fa riferimento è il campo di induzione magnetica, dal quale è possibile ricavare il valore di campo magnetico espresso in A/m, sapendo che in aria i due sono legati tra loro attraverso una costante di proporzionalità nota come permeabilità magnetica del vuoto(m0). I campi elettromagnetici si propagano sotto forma di onde elettromagnetiche, per le quali viene definito un parametro, detto frequenza, che indica il numero di oscillazioni che l’onda elettromagnetica compie in un secondo. L’unità di misura della frequenza è l’Hertz (1 Hz equivale a una oscillazione al secondo). Sulla base della frequenza viene effettuata una distinzione tra: inquinamento elettromagnetico generato da campi a bassa frequenza (0 Hz – 10 kHz), nel quale rientrano i campi generati dagli elettrodotti che emettono campi elettromagnetici a 50 Hz.

Inquinamento Elettromagnetico generato da campi ad Alta Frequenza

(10 kHz – 300 GHz)

nel quale rientrano i campi generati dagli impianti radio-TV e di telefonia mobile. Questa distinzione è necessaria in quanto le caratteristiche dei campi in prossimità delle sorgenti variano al variare della frequenza di emissione, così come variano i meccanismi di interazione di tali campi con i tessuti biologici e quindi le possibili conseguenze correlabili all’esposizione umana (effetti sulla salute).

In risposta alla necessità, oramai da tempo avvertita sia a livello nazionale ma ancor più a livello locale, di un censimento delle sorgenti inquinanti e sulla base anche di quanto previsto  dal nuovo scenario normativo (legge quadro n. 36/2001), è in corso la costituzione di specifici catasti (nazionale e regionali) delle sorgenti di campo elettromagnetico come supporto per le attività di controllo, di informazione della cittadinanza e, soprattutto, per l’attività di pianificazione. Alcune regioni, in considerazione soprattutto del proliferare degli impianti per la telefonia cellulare, hanno già da qualche tempo avviato specifiche attività per la loro realizzazione.

Sia nel settore delle radiofrequenze che in quello delle frequenze estremamente basse (ELF, Extremely Low Frequency) l’entità delle attività di controllo è in fase di continua crescita; ciò è dovuto sia alla crescente pressione sul territorio che alle richieste da parte della popolazione. Attualmente, infatti, l’attività di controllo dell’inquinamento elettromagnetico rappresenta una delle principali emergenze per gli enti competenti (Agenzie regionali per l’ambiente), come ampiamente documentato dalle migliaia di interventi in campo. Laddove sono verificati superamenti dei limiti di esposizione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità vengono intraprese le necessarie azioni di risanamento.

La tendenza futura va verso l’adozione di nuove tecnologie che modificheranno l’assetto ambientale e paesaggistico, principalmente dei siti urbani. L’adozione di tecnologie a basso impatto e una buona pianificazione territoriale consentiranno di raggiungere un buon compromesso tra la diffusione delle sorgenti impattanti e la tutela dell’ambiente.

Impianti Radiotelevisivi.

Un impianto emittente radio-TV è costituito da una o più antenne trasmittenti, la cui funzione è di convertire un segnale elettrico in un’onda elettromagnetica ad alta frequenza in grado di propagarsi attraverso lo spazio e di trasportare le informazioni (audio, video, etc.) fino ad una o più antenne riceventi, le quali operano la riconversione dell’onda elettromagnetica in un segnale elettrico che giunge agli apparecchi televisivi e radiofonici.

Esistono due diverse metodologie di trasmissione: di tipo Broadcasting, o a diffusione. Nella trasmissione di tipo broadcasting il segnale viene irradiato dall’antenna trasmittente su una vasta area e può dunque giungere a molte antenne riceventi; tipico esempio di sistemi a diffusione sono le antenne radiotelevisive e le stazioni radio base della telefonia cellulare. Nella trasmissione di tipo direttivo, invece, si ha un collegamento da punto a punto, cioè l’energia elettromagnetica emessa dall’antenna trasmittente è concentrata in un fascio di radiazione molto stretto indirizzato ad un’unica antenna ricevente. Per il buon funzionamento di questi apparati è necessario che il fascio di radiazione non incontri ostacoli lungo il percorso. Esempio di sistemi di tipo direttivo sono i ponti radio, cioè antenne per lo più paraboliche di notevole impatto visivo, utilizzate per trasmissione di segnali in diversi settori (industria, telecomunicazioni, militare, etc.).

La potenza degli impianti di Teleradiocomunicazione varia in genere da qualche watt (W) fino a qualche decina di chilowatt (kW): essa è correlata alla grandezza dell’area entro la quale l’antenna trasmittente deve assicurare il servizio. Tale area per un sistema radiotelevisivo può essere costituita dal territorio di uno o più Comuni, di una Provincia o di una Regione. Ovviamente al crescere della grandezza dell’area da servire deve crescere la potenza di emissione dell’impianto radiotelevisivo. Esistono antenne che, sfruttando determinati meccanismi di propagazione delle onde elettromagnetiche in certi intervalli di frequenza, sono in grado di trasmettere le informazioni in tutto il mondo; per esse la potenza di emissione sale notevolmente fino a raggiungere diverse centinaia di kW.

Gli impianti di Teleradiocomunicazione trasmettono nella fascia di frequenze che va da circa 100 kHz a 300GHz: all’interno di questo intervallo vi è un’ulteriore suddivisione in bande di frequenza, in ciascuna delle quali rientra un ben definito tipo di sorgente irradiante. Oltre alla frequenza, un’altra caratteristica che distingue le diverse tipologie di sorgenti è il tipo di “codificazione” del segnale emesso, comunemente nota con il termine di modulazione.

Telefonia Mobile.

La telefonia cellulare ha avuto negli ultimi anni un notevole sviluppo, accompagnato da un forte incremento del numero di impianti fissi per telefonia mobile (Stazioni Radio Base, di seguito indicate con SRB) collocati in ambiente urbano, necessari a garantire la qualità e la copertura territoriale del servizio. La presenza di SRB, soprattutto quando collocate sui terrazzi degli edifici, non è sempre tollerata dalla popolazione, in apprensione soprattutto per gli eventuali effetti sanitari connessi all’esposizione ai campi elettromagnetici che esse generano. Il termine cellulare deriva dal meccanismo di suddivisione del territorio in parti denominate “celle”, ciascuna delle quali è servita da una SRB alla quale si collegano in trasmissione ed in ricezione tutti i telefoni cellulari presenti nella cella. Questo frazionamento del territorio consente di ridurre la potenza emessa dalle SRB fino a valori dell’ordine delle decine di Watt e di utilizzare le stesse frequenze di trasmissione in celle diverse. Le comunicazioni tramite cellulare avvengono mediante propagazione di onde elettromagnetiche a frequenze pari a circa 900 MHz per il sistema TACS (Total Access Communication System) e 900÷1800 MHz per il sistema GSM (Global System for Mobile Communication). La tecnologia del sistema TACS, che ha rappresentato la prima generazione di telefonia cellulare diffusasi all’inizio degli anni ’80, presenta numerosi inconvenienti e limitazioni. Ciò ha portato allo studio e messa a punto di una nuova tecnologia, quella del sistema Gsm che, a partire dagli anni ’90, garantisce agli utenti una maggiore capacità di servizio e riservatezza delle informazioni trasmesse. La capillare diffusione di SRB in ambiente urbano, dovuta oltre che al crescere dell’utenza anche alla diversificazione dei gestori di telefonia mobile, ha fatto emergere la necessità di una pianificazione dell’iter autorizzativo all’installazione di tali impianti.

Elettrodotti

Con il termine elettrodotto si intende “l’insieme delle linee elettriche, delle sottostazioni e delle cabine di trasformazione” (Legge Quadro, n. 36/2001, sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici).

Gli elettrodotti costituiscono gli elementi fondamentali del sistema elettrico realizzato per il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica dalle centrali di produzione agli apparati utilizzatori, che possono essere i comuni elettrodomestici così come anche gli impianti di grandi complessi industriali. Esiste una grande varietà di tipologie di elettrodotti, differenti per funzione (trasporto, distribuzione, trasformazione della tensione), per tecnica costruttiva (elettrodotti aerei o interrati, a semplice o a doppia terna, etc.), per tensione di esercizio.

Sulla base di quest’ultima è possibile individuare impianti a:

  1. Altissima tensione (AAT) 220 – 380 kV
  2. Alta tensione (AT) 40 – 150 kV
  3. Media tensione (MT) 10 – 30 kV
  4. Bassa tensione (BT) 0,22 – 0,38 kV

La distribuzione sul territorio degli elettrodotti è diversa a seconda della tensione di esercizio: il criterio di localizzazione è di definire per le altissime/alte tensioni tracciati che interessano prettamente zone disabitate, mentre per le medie e soprattutto per le basse tensioni le linee elettriche devono necessariamente svilupparsi in zone urbanizzate al fine di poter raggiungere gli utilizzatori domestici.

Gli elettrodotti generano nell’ ambiente campi elettrici e magnetici variabili nel tempo con una frequenza pari a 50 Hz, detta anche frequenza industriale, e costituiscono la principale sorgente esterna di campi a frequenze estremamente basse (ELF). L’ intensità del campo elettrico generato da un elettrodotto aumenta al crescere della tensione di esercizio. Questa ultima è costante nel tempo e tale sarà anche il campo elettrico prodotto ad una certa distanza a parità di altre condizioni (struttura dell’ impianto ed eventuale presenza di oggetti in grado di perturbare il campo stesso). L’ intensità del campo magnetico dipende dalla corrente che circola nei conduttori, aumentando al crescere della corrente trasportata; tale grandezza è variabile nell’arco della giornata, perché strettamente correlata alla richiesta di energia elettrica da parte degli utenti, e pertanto anche l’intensità del campo magnetico ha una notevole variabilità temporale. Ad esempio l’ intensità dei campi magnetici generati dalle linee elettriche raggiunge valori minimi nelle ore notturne quando la richiesta di energia diminuisce. Il campo elettrico e il campo magnetico diminuiscono all’aumentare della distanza dall’ elettrodotto e dipendono anche dal numero e dalla disposizione dei conduttori.

Effetti dei Campi Elettromagnetici sui Sistemi Biologici

I campi elettromagnetici (CEM) producono effetti diversi sui sistemi biologici quali cellule o gli esseri umani, in funzione della loro frequenza ed intensità. Questi effetti possono provocare un danno alla salute. Un effetto biologico si verifica quando l’esposizione alle onde elettromagnetiche provoca alcune variazioni fisiologiche notevoli o rilevabili in un sistema biologico. Un danno alla salute, ossia un effetto sanitario, avviene quando l’effetto biologico è al di fuori dell’intervallo in cui l’organismo può normalmente compensarlo, e ciò porta a qualche condizione di detrimento della salute. Gran parte degli effetti riscontrati nell’esposizione ai CEM derivano da due meccanismi principali: il riscaldamento dei tessuti e l’induzione di correnti elettriche. Il meccanismo dominante ed eventualmente responsabile dell’effetto negativo varia a seconda della frequenza del CEM. Effetti dei CEM inferiori a 1 MHz: Non producono riscaldamento significativo, ma inducono soprattutto correnti e cariche elettriche. Stimolano nervi e muscoli; ad intensità molto elevate possono determinare vibrazioni dei peli cutanei. Nei processi di reazioni biochimiche presenti nel corpo umano si riscontrano correnti intorno a 10 mA/m2 ; valori superiori a 100 mA/m2 possono modificare in modo significativo tali correnti di “fondo” e provocare contrazioni muscolari involontarie, fibrillazioni, arresti della respirazione contestualmente all’esposizione fino all’arresto cardiaco (effetti acuti). Di minore gravità si segnalano percezioni di corrente, scosse e bruciature. In ogni caso gli effetti dovuti ad esposizione a campi elettrici ELF (Extremely Low Frequency) fino a 20 kV/m sono pochi, innocui e riguardano unicamente la stimolazione dovuta alle cariche elettriche indotte sulla superficie del corpo. Per quanto riguarda i campi magnetici, l’esposizione per varie ore di volontari a campi ELF fino a 5 mT (milliTesla) ha dimostrato scarse evidenze fisiologiche. Per esposizione a livelli molto bassi di intensità presenti negli ambienti di vita, dell’ordine di 0,2µT (micro tesla), da alcune ricerche epidemiologiche vengono riferiti effetti nocivi dei quali non esistono conferme nelle ricerche scientifiche di laboratorio e pertanto non ancora accertati: tra questi il rischio di tumore in quanto l’esposizione a campi ELF inibirebbe la secrezione della melatonina, un ormone che protegge dal tumore mammario generato da altri agenti; ma allo stato attuale ciò risulta poco probabile. Sono segnalate alterazioni nell’attività elettrica cerebrale di animali dovute a variazioni di mobilità degli ioni calcio ovvero modificazioni nel tasso di proliferazione delle cellule con alterazioni dell’attività enzimatica o influenza sui geni del DNA delle cellule, ma le incertezze in proposito sono molte. Esistono diversi studi epidemiologici sull’uomo ma i risultati sono incerti: alcuni studi indicano una relazione tra esposizione ai CEM ELF, anche a bassa intensità, ed insorgenza di tumori, soprattutto leucemie infantili, ma tale possibile effetto cancerogeno è controverso. Effetti dei CEM tra 1MHz – 10 Ghz: Penetrano nei tessuti esposti e producono induzione di correnti elettriche e riscaldamento a causa dell’assorbimento di energia (effetto termico). La profondità della penetrazione dipende dalla frequenza del campo, ed è maggiore per le frequenze più basse. A bassi livelli l’aumento localizzato della temperatura stimola il sistema termoregolatore che ripristina le condizioni termiche iniziali, e l’individuo non ne è conscio. Questo effetto biologico può risultare particolarmente grave in quanto il riscaldamento interessa zone interne del corpo e non viene direttamente percepito dagli organi sensoriali; per di più l’organismo non riesce a smaltirlo adeguatamente attraverso i meccanismi di compensazione del corpo. Per gli effetti sanitari, come conseguenza del riscaldamento indotto nei tessuti (stress termico) e delle sollecitazioni anomale dei meccanismi di termoregolazione, si possono manifestare diverse risposte dovute al calore, come avviene in conseguenza di febbri prolungate o in ambienti surriscaldati, quali ad esempio la non capacità di svolgere compiti mentali o fisici ma anche l’influenza sulla fertilità maschile e difetti alla nascita, ma solo se la temperatura del feto aumenta di 2-3 gradi all’ora. Ad alta intensità, si determinano effetti acuti nocivi per la salute quali ad esempio cataratte oculari, ustioni della pelle, riduzione dei globuli bianchi e sterilità come conseguenza del riscaldamento indotto superiore a 1 grado, che è il limite compatibile con il normale svolgimento dei processi biologici. Per un aumento di temperatura minore di 1 grado, si manifestano degli effetti non termici a lungo termine, associati ad esposizioni prolungate a campi di bassa intensità che provocano modificazioni funzionali delle cellule, quali disturbi neuroendocrini e comportamentali (astenia, affaticamento, impotenza, perdita della memoria), e ipotizza induzione di tumore. Tali effetti sull’uomo non sono mai stati provati con certezza. Effetti dei CEM tra 10 GHz – 300 GHz: vengono assorbiti presso la superficie della pelle e delle parti del corpo esposte (effetto termico), e l’energia che penetra nei tessuti sottostanti è molto ridotta. Le esposizioni, intense e prolungate nel tempo, possono essere molto gravi, in particolare per gli organi poco vascolarizzati e dunque a bassa conducibilità termica come il cristallino dell’occhio o i testicoli. Ad alta intensità del campo si manifestano danni quali cataratte oculari e ustioni della pelle. Effetti dei campi elettrici statici: Non penetrano nel corpo. Si possono trovare livelli elevati di campi vicino alle sorgenti e possono essere all’origine di scariche elettriche. Possono provocare vibrazione dei peli cutanei e non esistono evidenze di nocività. Effetti dei campi magnetici statici: Si trasmettono inalterati nel corpo umano senza attenuazione di intensità. Ad alta intensità, al di fuori dei normali livelli ambientali, si manifestano alterazioni del flusso del sangue o modificazioni dei normali impulsi nervosi. Limite di esposizione: è il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti, che non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione dalla popolazione e dei lavoratori per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a) della Legge Quadro; Valore di attenzione: è il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, che non deve essere superato negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1, lettere b) e c). Esso costituisce misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine e deve essere raggiunto nei tempi e nei modi previsti dalla legge.

FONTE

Comune di Piario – Provincia di Bergamo – Valutazione Ambientale Strategica – Piano di Governo del Territorio

Fase 1 – Documento Di Scoping – Orientamento Della V.A.S. –  Settembre 2009

FABIO FRANCHI E LA FALSIFICAZIONE DELLA TEORIA VIRALE (Estratto)

Nei lavori pubblicati sul SARS-CoV-2 non si trovano fotografie del virus isolato, se non di singoli elementi senza contesto. Si ritrovano anche fotografie di sezioni ultra sottili di tessuti dove si individuano agglomerati di piccoli cerchi che sono indicati con le frecce e chiamati particelle virali. Ammesso che lo siano, costituiscono meno del 10% del materiale cellulare che li circonda. Non si tratta propriamente di isolamento. Ma c’è di più: vi sono forti dubbi che quei piccoli cerchi siano Coronaviridae. Infatti hanno dimensioni variabili: il loro diametro è spesso di 6570 NM cioè inferiore al minimo previsto per i Coronavirus (120-160 NM) 83. In verità altri autori riportano diametri diversi (100-160 NM) 84, ma restano comunque fuori range. Ed i virus sono caratteristicamente costituiti da pochi elementi fondamentali capaci di replicare copie identiche di sé stessi. Insomma in biologia … non sono previsti né i giganti né i cuccioli di virus!

Se il diametro delle piccole sfere è inferiore del 30% rispetto alla particella singola, in volume esse lo sono di meno ancora, cioè si riducono ad 1/3 circa in volume. Se il diametro è superiore del doppio, allora il volume è oltre 6 volte maggiore. Il che non è possibile sia sostenuto: starebbe inevitabilmente a significare una differente composizione e struttura incompatibile con esseri che sono dotati di uguale e breve sequenza nucleotidica (perché appartenenti alla stessa specie).

Per la discussione, presentiamo innanzitutto una delle tante fantasiose ricostruzioni al computer che rafforza quel che sosteniamo: rivela la convinzione di tutti, esperti e non esperti, che il virus SARS-COV-2 sia costituito da particelle tutte uguali a sé stesse, come dovrebbe essere.

Figura 6

Figura 6. Coronavirus immagine disegnata al computer

Ora esaminiamo per confronto il Coronavirus ritenuto responsabile della SARS (malattia epidemica comparsa in Oriente nel 2002 e sparita nel 2004, per la quale era stato imputato un Coronavirus 85): le dimensioni e l’aspetto corrispondono alla descrizione. Il diametro, escluse le spikes (peplomeri od estroflessioni), è di circa 100 NM.

Figura 7

Figura 7. Ksiazek TG et al. Ultrastruttura caratteristica del Coronavirus associato alla SARS coltivato in cellule Vero E6.

Un Coronavirus di pipistrello, simile a quello della SARS umana (malattia comparsa nel 2003 e sparita nel 2004), è stato “isolato” e così presentato sulla rivista Nature 86; assomiglia al precedente, ma ha forme più irregolari e dimensioni leggermente maggiori (167 x 200 NM)

Figura 8

Figura 8. Xing-YiGe et al. Micrografia elettronica di virioni purificati raccolti, fissati e concentrati/purificati con centrifugazione in gradiente di saccarosio

Asseriti isolamenti del SARS-CoV-2

A) Il SARS-CoV-2, la cui foto è stata pubblicata sul N Eng J Med quest’anno (87) ha invece aspetto e dimensioni differenti:

Figura 9a

Figura 9a e 9b. Zhu N et al. Visualizzazione del nCoV-2019 con il Microscopio a Trasmissione.

I due elementi nella foto di sinistra corrispondono nei diametri a quelle di un ipotetico Coronavirus (attorno a 100 NM, escluse le Spikes che non son ben visibili). Viceversa le piccole particelle divise in gruppi sulla destra sono apparentemente troppo piccole per essere di SARS-CoV-2. Quel che è notevole è che le formazioni rotondeggianti nella foto a destra non hanno le dimensioni di quelle nella foto a sinistra pur trattandosi asseritamente degli stessi SARS-CoV-2 del medesimo studio! Il materiale presunto infetto (liquido da lavaggio bronchiale) proveniva da uno dei tre pazienti. Non vi è accenno all’esame al microscopio elettronico di sopranatante da colture cellulari di controllo.

L’immagine più sotto è l’ingrandimento della parte inferiore della figura 9b per permettere una misurazione facilitata. 

Figura 10

Figura 10. Zhu N et al. Visualizzazione del nCoV-2019 con il Microscopio a Trasmissione (ingrandimento della figura 9 parte destra.

Come si può controllare con un software di misurazione su schermo 88, le particelle sono di circa 65-75 NM di diametro, tranne una che è di 100 NM. 

  • Lo stesso può essere osservato sulla foto pubblicata su Nature 89 (dimensioni delle “particelle virali”: in media 67 NM di diametro, range 48-90):
Figura 11

Figura 11. Isolamento del 2019-nCoV. Vengono mostrate le particelle virali in un vacuolo intra citosolico. Le particelle virali nelle sezioni ultrasottili vennero fotografate con il microscopio elettronico a 200 kV. Il campione proveniva da cellule infette Vero E6. 

Queste sopra sono con tutta probabilità le foto più rappresentative che son riusciti a scattare. Perciò il dubbio sull’origine di tali riscontri fotografici progressivamente si rinforza.

  • Su Nature è stato pubblicato il 7 maggio uno studio che vanta la dimostrazione del nesso causale tra SARS-CoV-2 e COVID-19 con un articolato esperimento su dei topi 90

Tuttavia molte sono le critiche possibili, per esempio:

  1. gli autori danno per scontato che la causa sia stata dimostrata in due precedenti pubblicazioni che citano. In una di queste, già qui discussa, li smentisce, infatti è esplicitamente ammesso che i loro riscontri non erano decisivi (“non sono stati soddisfatti i postulati di Koch”) 91. Nell’altro lavoro 92 l’immagine di una singola particella (supposta virale), è molto differente come dimensioni, essendo il diametro di circa 75 NM, e non c’è nessuna dimostrazione di isolamento di particelle virali. 
Figura 12

Figura 12. Ren et al. Identificazione ed isolamento virale. Micrografia elettronica.

  • i topi sono stati divisi in tre gruppi: uno di suscettibili, “infettato” con il SARSCoV-2; uno di suscettibili infettati con “virus finto” (mock virus); uno di non suscettibili, infettati con il SARS-CoV-2. l “virus finto” corrisponde  a gocce di PBS (tampone fosfato salino).

In ognuno dei tre gruppi di topi, di cui due di controllo, solo alcuni individui hanno presentato sintomi modesti (il pelo irto e non altro), e le descrizioni anatomopatologiche si sono limitate ai topi suscettibili infettati, mentre i topi di controllo non avevano dimostrato alcuna alterazione. Non si comprende di quale patologia soffrissero i topi sintomatici dei gruppi di controllo, né se vi fossero differenze, nel gruppo dei suscettibili infettati, tra sintomatici e non. Poco comprensibile anche come mai topi affetti da grave compromissione polmonare non abbiano manifestato sintomi rilevanti: “non furono trovati altri sintomi clinici come la schiena arcuata e una risposta diminuita a stimoli esterni” (con l’eccezione di una perdita di peso per i topi infetti, ammalati ed arrivati vivi al 14° giorno). Al giorno 1, 3, 5, 7 dopo l’infezione, sono stati sacrificati ogni volta 3 animali per ogni gruppo. Questo significa che alterazioni nel gruppo suscettibile infettato, (riscontri autoptici di grave patologia polmonare) sono stati ritrovati in topi che non avevano alcun sintomo, secondo quanto scritto dagli autori (7 in tutto i topi con sintomi in tale gruppo e, di questi, 7 arrivati al 14° giorno). Non è facile comprendere.

  • il virus non è stato isolato secondo la procedura corretta, ed esposta in precedenza in questo scritto. La fotografia al microscopio elettronico mostra un cerchio di diametro doppio di quello massimo consentito per un Coronavirus e triplo o quadruplo rispetto a quelli riportati nei lavori citati in questo testo. Eppure si sostiene che si trattava del medesimo virus.
Figura 13

Figura 13. Bao et al. Il virus isolato dai polmoni dei topi ACE2-HB-01 fu osservato al microscopio elettronico.

D) Nella pubblicazione di Caly et al.93 viene “isolato” il SARS-CoV-2 da un solo paziente. Anche qui mancano fotografie elettroniche da colture non infette di controllo e comunque  non c’è stato un corretto isolamento. Le particelle nella parte destra dell’immagine sono del 20% più piccole di quella singola a sinistra. Sono altro.

Figura 14

Figura 14. Caly L et al. Electron micrographs of cell culture supernatant. A. 100 NM spherical virion displaying the characteristic crown-like fringe of spike proteins.

B. Sezioni infettate di VERO/hSLAM con vescicole legate alla membrana contenenti virus.

Ulteriore prove a dimostrazione dell’incertezza interpretativa

Tre lavori hanno recentemente pubblicato fotografie elettroniche di coronavirus in malati di COVID-19. Val la pena esaminarle perché sono state contestate da altri ricercatori:

A)  Su H et al.Particelle simil-Coronavirus  94

Figura 15a

Figura 15a. Su H et al.Particelle simil-Coronavirus (frecce rosse) con estroflessioni distintive (frecce verdi) erano presenti nel citoplasma dell’epitelio del tubuloprossimale. 

Figura 15b

Inserisci Figura 15b. Su H et al. Particelle simil-Coronavirus (frecce rosse) con estroflessioni distintive (frecce verdi) erano presenti nel citoplasma dell’epitelio del tubulo distale.una didascalia

Tuttavia esperti microscopisti elettronici hanno contestato che quelle immagini potessero rappresentare il SARS-CoV-2 95 

“Queste strutture non sono particelle virali, ma piuttosto vescicole rivestite di clatrina, normali organelli cellulari coinvolti nel trasporto intracellulare. Gli oggetti nella loro Figura 2a e b (w 60 NM) sono leggermente più piccoli dei coronavirus (da w80 a 140 NM), ma, soprattutto, le loro “estroflessioni” (peplomeri) sono in contatto con il citosol, come quelli delle vescicole rivestite di clatrina”.

Gli Autori hanno così risposto: 

“Siamo d’accordo con il punto di vista di Miller e Brealey e riconosciamo che ci sono difficoltà intrinseche nella discriminazione delle vescicole cellulari dalle particelle virali esclusivamente da prove morfologiche, specialmente nella normale elaborazione EM dei tessuti autoptici.”

“Pertanto abbiamo prudentemente modificato la descrizione nella versione prestampata del nostro articolo di “particella virale” in “particella simil-coronavirus”.

B)  Kissling S et al. Studio di microscopia elettronica.   96

Figura 16

Figura 16. Kissling S et al. Studio di microscopia elettronica. Vacuoli citoplasmatici contenenti numerose particelle sferiche. 

La critica 97 al lavoro B) sopracitato da parte degli stessi ricercatori, è la seguente:

“[…], le particelle in Kissling et al. non sono coronavirus. Mentre sono all’interno di un vacuolo, hanno estroflessioni e hanno approssimativamente le dimensioni corrette, non hanno l’aspetto uniforme delle particelle di virus con una copertura esterna della membrana e punti all’interno che indicano il nucleocapside.

“Queste microfotografie non supportano l’affermazione che le particelle sono effettivamente virus.”

Gli autori del lavoro criticato hanno ammesso le incertezze interpretative 98, nonostante a parer loro per dimostrare che le particelle siano o no del SARS-CoV2 bisognerebbe marcarle con anticorpi specifici. Anticorpi specifici che non ci sono, visto che per questi non è nota la specificità reale (vedi le sezioni precedenti di questo elaborato). Il cane che si morde la coda:

Riconosciamo anche le nostre incertezze riguardo alla natura esatta delle particelle nel podocita osservate nella biopsia renale del nostro paziente ed eravamo cauti nell’interpretazione di questi risultati. A seguito dei commenti di Miller e Brealey, abbiamo modificato la nostra lettera prima della sua pubblicazione finale sul Journal per sottolineare ulteriormente che queste particelle possono corrispondere a entità non virali. Tuttavia, le particelle rilevate nella biopsia del nostro paziente sono piuttosto simili a quelle della sindrome respiratoria acuta grave coronavirus riportata nella prima documentazione (Zhu et al, figura 10). Inoltre, l’aspetto delle inclusioni virali intracellulari sembra essere abbastanza variabile da una pubblicazione all’altra”. A nostro avviso, rimane quindi possibile che le particelle osservate nel nostro paziente siano di origine virale. la prova definitiva della presenza di inclusioni virali nelle cellule richiede una immunocolorazione con anticorpi specifici, sia nelle cellule in coltura che nei campioni di tessuto.

C)  Varga Z et al. Microscopia elettronica del tessuto renale  99

Figura 17a

Figura 17a Varga Z et al. Microscopia elettronica del tessuto renale mostra corpi d’inclusione virale  nello spazio peritubulare nelle cellule endoteliali delle anse capillari glomerulari

Figura 17b

Figura 17b. Varga Z et al. Idem

Tali immagini non sono state riconosciute come di particelle virali da parte di Goldsmith et al 100 che hanno obiettato: 

“Tuttavia, riteniamo che le immagini EM nella corrispondenza non mostrino particelle di coronavirus ma mostrino invece sezioni trasversali del reticolo endoplasmatico rugoso (RER).

Queste strutture sferiche sono circondate da punti scuri, che potrebbero essere stati interpretati come estroflessioni su particelle di coronavirus ma sono invece ribosomi.

Per corroborare il loro argomento, i ricercatori dei CDC hanno pubblicato l’immagine di particelle da loro ritenute virali al di là di ogni dubbio (figura 18):

Figura 18

Figura 18 Goldsmith Cs, Miller SE et al. Isolato virale cresciuto in coltura cellulare. Particelle di coronavirus sferiche con sezione attraverso i nucleocaside, visti come punti nei, sono raggruppati entro una membrana che le separa dal citoplasma.

Tuttavia uno degli Autori (Miller), aveva poco tempo prima precisato che i virus dovevano avere un diametro maggiore (80-140 NM) 101, seppur inferiore a quello indicato dal Comitato Internazionale sulla Tassonomia dei Virus 102. Ne deriva che queste particelle, presentate come virus “garantiti” nella fotografia inserita nella corrispondenza, avendo un diametro (65-78 NM) inferiore a quello consentito ad un coronavirus, devono essere qualcos’altro – secondo i loro stessi criteri. 

Insomma, anche la microscopia elettronica è molto insidiosa e non può essere considerata un riferimento sicuro. 

NOTE

83  International Committee on Taxonomy of Viruses ICTV. “Virions are spherical, 120–160 nm across (Coronavirinae)” Virus Taxonomy: 2019 Release EC 51, Berlin, Germany, July 2019 Email ratification March 2020 (MSL #35).

 (download June, 22 2020: “Virions are spherical, 120–160 nm across (Coronavirinae)”

https://talk.ictvonline.org/ictvreports/ictv_9th_report/positivesensernaviruses2011/w/posrna_viruses/222/coronaviridae

 84  Raphael Dolin. Coronavirus infections, including SARS. Etiologic Agent, in Harrison’s Principles of Internal Medicine, 17th Edition.

 85  Ksiazek TG et al. A Novel Coronavirus Associated with Severe Acute Respiratory Syndrome N Engl J Med 2003;348:1953-66.

 86  Xing-Yi Ge et al. Isolation and characterization of a bat SARS-like coronavirus that uses the ACE2 receptor. Nature 2013;503:535-8.

 87  Zhu N et al. op. cit.

 88  J Ruler

 89  Zhou P et al. A pneumonia outbreak associated with a new coronavirus of probable bat origin. Nature  2020;579:270-3.

 90  Bao, L. et al. The pathogenicity of SARS-CoV-2 in hACE2 transgenic mice. Nature https://doi.org/10.1038/s41586-020-2312-y (2020).

 91   Zhu et al. op cit

 92  Ren Li-Li et al. Identification of a novel coronavirus causing severe pneumonia in human: a descriptive study Chinese Medical Journal 2020;133(9).

 93  Caly L, Druce J, Roberts J, et al. Isolation and rapid sharing of the 2019 novel coronavirus (SARS-CoV-2) from the first patient diagnosed with COVID-19 in Australia. Med J Aust.

 94  Su H, Yang M, Wan C, et al. Renal histopathological analysis of 26 postmortem findings of patients with COVID-19 in China. Kidney Int. 2020;98:219–227.

 95  Miller SE and Brealey JK. Visualization of putative coronavirus in kidney. Kidney International (2020) 98, 228–239.

 96  Kissling S, Rotman S, Gerber C, et al. Collapsing glomerulopathy in a COVID-19 patient. Kidney Int. 2020;98:228–231.

 97  Miller op cit.

 98  Kissling et al. Authors reply. Kidney Int. 2020;98:232.

 99  Varga Z, Flammer AJ, Steiger P, et al. Endothelial cell infection and endotheliitis in COVID-19. Lancet 2020; 395: 1417–18.

100  Cynthia S Goldsmith, Sara E Miller et al. Electron microscopy of SARS-CoV-2: a challenging task. Lancet 2020; 395:e99.

 101  Miller op cit.

 102  International Committee on Taxonomy of Viruses ICTV. Op. cit.

 103  Sheridan C. Coronavirus and the race to distribute reliable diagnostics. Nature. 19 FEBRUARY 2020.  https://www.nature.com/articles/d41587020000022

L’UNIVERSO ELETTRICO

LO SCISMA

Ho spiegato in che modo l’Universo si manifesta da una struttura informazionale in forma d’onda espressa elettricamente, digitalmente e olograficamente. Ogni cosa presente nell’universo è uguale all’altra, sia che si tratti di stelle, pianeti, persone, fiori o alberi.

Un nutrito gruppo di veri scienziati e ricercatori ha lavorato molti anni per identificare il livello elettrico dell’universo. Non sto dicendo che essi accettino l’esistenza delle realtà in forma d’onda, digitali e olografiche di cui parlo, ma hanno comunque svolto un lavoro eccezionale per far luce su come l’Universo operi a livello elettrico.

Due studiosi di spicco in questo ambito sono David Talbott e Wallace Thornhill, autori di due libri che raccomando caldamente, The Electric Universe [L’Universo Elettrico] e e Thunderbolts of the Gods [Fulmini degli Dèi].

Ad un determinato livello, l’Universo è chiaramente una massa ribollente di elettricità e campi elettromagnetici.

Tutti abbiamo familiarità con i fulmini e sappiamo che sono provocati dall’elettricità, il che è assolutamente ovvio. Ma riguardo ai fulmini ci sono ben più cose di quante ne possiamo immaginare.

Vediamo comparire nel cielo lampi e saette e pensiamo che la cosa finisca lì. Ciò che non vediamo sono le connessioni elettriche che dai fulmini più vicini al terreno salgono attraverso l’atmosfera terrestre per collegarsi al campo elettrico cosmico che pervade l’Universo.

Quasi in simultanea con il fulmine che vediamo ad altitudini elevate si verificano lampi elettrici noti come “elfi”, “folletti”, “gnomi” e jet’. Questo circuito elettrico continua nella parte alta dell’atmosfera, la ionosfera, ma anche nel campo che circonda il Sole e nel cosmo.

Nel 2003, Joseph Dwyer, dell’Institute of Technology della Florida, ha scritto in “The Geophysical Review” che la visione convenzionale di come vengono prodotti i fulmini è errata, e dunque la loro vera origine rimane un mistero.

Beh, è un mistero se non si comprende che l’Universo, è pervaso da elettricità e da campi elettromagnetici, e che in talune circostanze la corrente viene “scaricata”. Il pianeta funzione in modo del tutto simile a un condensatore, il dispositivo che in elettronica viene utilizzato per raccogliere e accumulare una certa quantità di carica elettrica.

La Terra “immagazzina” elettricità tra la sua superficie e la ionosfera, nella regione dell’alta atmosfera, e quando la carica accumulata diventa troppo potente, è necessario che la pressione venga rilasciata.

A quel punto si verificano i “fulmini”. I tornado sono fenomeni elettrici, ovvero il risultato di cariche elettriche che ruotano rapidamente; ecco perché vengono associati alle tempeste elettriche.

Anche l’Aurora boreale (o “Luci del nord”) è un fenomeno elettrico. Quando comprendiamo che stiamo interagendo con un universo elettrico, si spiegano molte cose. Noi non vediamo questo reticolato elettrico, a meno che esso non raggiunga determinati stati di “carica’ e  “scarica”, ma si tratta del tessuto organizzato e comunicazionale della realtà di cui tacciarne esperienza.

La scienza tradizionale ha negato l’esistenza dell’elettricità nello “spazio”, sostenendo che i corpi celesti sono elettricamente neutri e si muovono nel vuoto. Al tempo stesso però, accetta il fatto che nello spazio esistano campi elettromagnetici, e questo è davvero bizzarro dal momento che senza elettricità i campi elettromagnetici non possono esistere.

Ma per tutti i “Dogma Dawkins” non è tanto importante aprire la mente a fatti così ovvi e lampanti, bensì proteggere assiomi e punti di vista prestabiliti. Nel libro “The Electric Universe” Talbott e Thornhill giustamente affermano:

 «È stato detto che il maggiore ostacolo alla scoperta non è l’ignoranza, ma l’illusione della conoscenza».

Gli scienziati tradizionali parlano del “vuoto” spaziale e sostengono che ogni cosa è guidata dalla gravità. Talbott e Thornhill spiegano che la forza elettrica è grossomodo mille trilioni di trilioni di trilioni più potente della forza di gravità. A tenere “insieme” e fissare i pianeti che orbitano ripetutamente attorno al Sole sono la forza elettrica e quella elettromagnetica, e non la gravità, che è una forma di magnetismo assai più debole.

Queste forze elettriche, così come ogni altra cosa, sono informazioni. Il cervello umano riceve e comunica attraverso informazioni elettriche, e il cuore batte elettricamente. A un determinato livello noi interagiamo con l’internet cosmico attraverso l’Universo elettrico.

PLASMA CONSCIO

L’Universo osservabile è costituito al 99,999% da plasma. Il plasma è una particolare sostanza che talvolta viene definita “il quarto stato della materia”. Il premio Nobel americano Irving Langmuir (1881-1957) coniò il termine “plasma” per via della sua capacità (simile alla vita) di auto-organizzarsi quando avvengono cambiamenti nell’ambiente elettrico.

Questa sostanza gli ricordava il plasma sanguigno perché le forze elettriche vengono trasportate nel plasma cosmico in modo molto simile a come i globuli rossi e bianchi vengono trasportati nella parte liquida del sangue.

Il plasma cosmico è “simile alla vita” perché è un’espressione della Coscienza. Tutti conosciamo le sfere o lampade al plasma con la corrente che si dirama dal centro; esse ci danno l’idea di quale fondamentale contributo rappresenti il plasma nel manifestare la nostra realtà.

Il plasma è un mezzo pressoché perfetto per veicolare l’elettricità e i campi elettromagnetici. Quando la corrente elettrica passa attraverso il plasma, la loro interazione li fa avvolgere l’una sull’altro, come in una spirale.

Ciò crea dei filamenti noti come “correnti di Birkeland”, dal nome dello scienziato norvegese, nonché pioniere degli studi sull’universo elettrico, Kristiai Birkeland (1867-1917).

Queste correnti fluiscono attraverso l’Universo elettrico-plasmatico; alcune hanno un diametro pari a svariati anni luce mentre altre sono minuscole.

Potete vedere le correnti che si attorcigliano l’una all’altra come un cavatappi e vengono separate da quegli stessi campi elettromagnetici creati dalla loro interazioni: il cosiddetto “Effetto Pinch” [detto anche “strizione magnetica”]

Possiamo chiaramente vedere la stessa immagine nella nebulosa a “doppia elica” situata al della nostra galassia. E inoltre, cosa vi ricorda? Il DNA umano. Questa non è una coincidenza.

«Come sopra, così sotto» – noi siamo l’Universo, e l’Universo è noi. Noi siamo il tutto, e il tutto è noi.

Confrontiamo ancora le somiglianze tra l’attività cerebrale dell’essere umano e l’attività elettrica dell’universo. Anche il campo aurico umano ha le sue “correnti di Birkeland”: i meridiani trasportano l’energia CHI-KI-QI in tutto il corpo. Il Chi è un’informazione proveniente da molte fonti, compreso il livello elettrico dell’universo.

Anche l’energia della Kundalini, fluisce dalla base della colonna vertebrale, passa attraverso il sistema Chakrico principale» e fuoriesce dalla testa: ha un moto a spirale. Sin dai tempi antichi, la Kundalini è rappresentata da due serpenti attorcigliati nel simbolo detto “Caduceo”.

Anche il sistema nervoso centrale, espressione olografica del sistema Kundalini-Chakra, è elettrico. A nostra insaputa, noi comunichiamo elettricamente con l’Universo e gli altri esseri umani. Il DNA e la nostra struttura genetica nel suo insieme sono implicati in questa interazione, infatti ho sottolineato che la nostra realtà non viene decodificata solo dal cervello. Gli esseri umani possiedono una rete di meridiani che trasportano Chi, ma anche i pianeti hanno una propria rete di meridiani, le LEY LINES, che formano una griglia di comunicazione e interazione tra la Terra e l’Universo elettrico/vibrazionale. Nei punti in cui molte di queste linee si intersecano, si creano enormi vortici di energia elettrica e vibrazionale (informazioni).

Gli antichi iniziati, che erano in possesso di questa conoscenza, erigevano cerchi di pietre, templi ed edifici “speciali” in corrispondenza dei vortici più importanti, e utilizzavano pietre cristalline poiché il loro ruolo consiste nel ricevere, trasmettere e amplificare informazioni.

Il DNA cristallino svolge le stesse funzioni. David Talbott e Wallace Thornhill scrivono in Thunderbolts of the Gods:

“Dalla più piccola particella alla più ampia formazione galattica, una rete di circuiti elettrici collega e unifica tutto ciò che esiste in natura, organizzando galassie, energizzando stelle, creando nuovi pianeti e, nel nostro mondo, controllando condizioni atmosferiche e dando vita agli organismi biologici. Nell’Universo Elettrico nulla è isolato.”

L’espressione elettrica dell’universo si collega con il livello della forma d’onda livello digitale e con il livello olografico. Quando il plasma pervaso da un tipo di carica elettrica incontra plasma di carica differente tra i due si crea una barriera detta “film” o “guaina” di Langmuir, dal nome dello scienziato Irving Langmuir. Queste “guaine” formano i campi energetici planetari.

Anche i pianeti e le stelle sono di natura elettrica, e la loro presenza carica il plasma in un determinato modo. Ad esempio, una guaina o barriera si forma quando il plasma caricato elettricamente dalla Terra si scontra con altro plasma a carica differente presente nello “spazio”.

Noi chiamiamo la nostra parte di quella barriera “campo energetico terrestre” o magnetosfera, ma il termine “plasmasfera a carica elettrica” sarebbe assai più accurato. Questo campo protegge la Terra e i suoi abitanti dalle radiazioni pericolose.

Anche il Sole ha una sua di Langmuir”, detta “eliosfera”, un’ulteriore protezione che difende il Sistema solare dalle emissioni solari altamente distruttive. Tutto questo è l’operato di un genio. Pensiamo che sia una sorta di “incidente” cosmico? Non sarebbe più credibile pensare che ogni stata creata da un “programmatore” straordinariamente abile e progredito? Gli esseri umani hanno una loro “magnetosfera” che segue i medesimi principi di base: il campo aurico. La nostra presenza elettrica carica il plasma intorno a noi in modo differente rispetto al campo terrestre. Si dice che le persone possono avere un’“aura potente” o debole”. Questo dipende dalla potenza della carica (energia elettromagnetica) che c’è o con cui veniamo a contatto. Il Sistema di controllo può disconnetterci da una realtà più ampia manipolando il nostro campo aurico e inducendo stati energetici molto differenti dai campi con cui ci ritroviamo a interagire. Questo fa sì che ci ritroviamo rinchiusi non tanto in una “scatola” quanto in una “bolla”.

Per comprendere veramente la natura del controllo esercitato sugli esseri umani dobbiamo perlomeno apprendere i principi fondamentali sui quali si basa il funzionamento della realtà. E tutto questo va ben oltre la percezione sensoriale.

SOLE ELETTRICO

Anche il Sole è composto da plasma e opera in modo molto diverso da quanto affermi la scienza tradizionale. Gli scienziati classici, come da copione, vi diranno che il Sole è un gigantesco reattore nucleare che genera calore e luce dal proprio nucleo interno.

Ma osservando come stanno veramente le cose ci si accorge che questa è una benemerita stupidaggine. Lo stesso dicasi per il concetto secondo cui il Sole sarebbe destinato alla distruzione per via della luce e del calore prodotti da reazioni nucleari interne.

Queste stronzate antiscientifiche continuano ad essere insegnate nelle scuole e nelle università del mondo. Ralph Juergens, ingegnere americano nonché studioso dell’universo elettrico afferma che «il moderno concetto astrofisico che attribuisce l’energia solare alle reazioni termonucleari interne viene contraddetto da ogni aspetto osservabile del Sole”

Il Sole è un trasformatore elettrico e ogni reazione nucleare avviene sulla sua superficie, non nel suo nucleo interno. Nel campo plasmatico cosmico, il Sole (costituito da plasma al 99%) trasforma l’elettricità in ciò che chiamiamo “luce”, ovvero una particolare tipologia di informazioni.

È lo stesso principio delle lampadine elettriche che ricevono l’elettricità e la trasformano in luce. Il Sole passa attraverso cicli alti e bassi di attività solare, così come nella galassia l’elettricità passa attraverso cicli di alto voltaggio” e basso “voltaggio”. Quando l’attività solare precipita, il livello di raggi X del Sole si attenua, come risultato dell’attività elettrica ridotta.

Provate a pensare ad un Dimmer Switch. Quando diminuiamo il flusso elettrico, le luci si affievoliscono. Il Sole non produce luce dal suo interno, ma prende l’elettricità dal cosmo e la trasforma in luce. La superficie del Sole è relativamente fresca rispetto alle altissime temperature dell’atmosfera. La parte più bollente del Sole è la corona, ben lontana dalla superficie (la corona è la luce brillante che vediamo attorno alla luna durante le eclissi totali).

La differenza di temperatura è enorme. A trecento miglia dalla superficie del Sole, la temperatura è di 5000 gradi Kelvin, mentre ad altitudini più elevate arriva persino a 200 milioni. Se calore e luce venissero generate dall’interno del Sole, dovrebbe essere esattamente il contrario. Ma tutto ha senso quando ci si rende conto che il Sole elabora l’elettricità presente nel cosmo.

Sappiamo che differenti parti del Sole ruotano a differenti velocità come una serie di motori elettrici che interagiscono tra loro. Il Sole è una sfera plasmatica che elabora elettricità. Le eruzioni solari si comportano allo stesso modo dei fulmini. Quando il Sole viene fotografato alla luce ultravioletta, tutto intorno all’equatore solare si può vedere chiaramente una sorta di “ciambella plasmatica” o Torus.

E’ precisamente ciò che avviene con gli esperimenti sul plasma condotti in laboratorio. Il torus attira e accumula elettricità cosmica che viene rilasciata sotto forma di eruzioni cosiddette “espulsioni di massa coronale”. Queste colpiscono la superficie del Sole e provocano dei buchi, noti con il nome di “macchie solari”. Ci dicono che le macchie solari sono causate da emissioni generate dall’interno del Sole, invece è vero l’opposto.

All’apice del ciclo elettrico cosmico viene ovviamente accumulata e rilasciata più elettricità quindi più emissioni provocano più “buchi”, o macchie solari. Di conseguenza, il numero delle macchie solari è un indicatore dell’incremento dell’attività solare (elettrica). Nelle diverse fasi del ciclo, le dimensioni del Sole subiscono delle modifiche poiché la sua “guaina di Langmuir” si contrae e si espande a seconda dei cambiamenti elettrici.

Veniamo anche allertati sul fatto che le eruzioni solari che proiettano energia solare verso la Terra potrebbero alterare i dispositivi i computer e i sistemi satellitari. Perché ciò accade? Per via dell’effetto elettrico.

Nel 2007, la NASA ha dovuto accettare il fatto che i campi magnetici sono la causa dell’Aurora Boreale.

“Nuovi dati forniti dalla missione Themis hanno rivelato che l’energia solare proviene da particelle caricate elettricamente, che discendono come una corrente attraverso fasci attorcigliati di campi elettromagnetici, i quali collegano la regione alta dell’atmosfera terrestre al Sole”

…è proprio la descrizione dell’universo elettrico.

FONTE

DAVID ICKE – RICORDATI CHI SEI, DOVE VIVI E DA DOVE PROVIENI

LA RADIAZIONE 5G E IL SISTEMA MILITARE ADS

active-denial-system

L’Active Denial System (ADS) è un’arma non letale a energia diretta sviluppata dall’esercito degli Stati Uniti e progettata per la sicurezza perimetrale e il controllo della folla.

Una radiazione wireless ad alta densità ad alta frequenza di fronte alle nostre case che emette 90 miliardi di onde al secondo per il nostro corpo e causa tutti i tipi di effetti sulla salute. Le onde sono più corte ed è per questo che possono penetrare nella nostra pelle e influenzare i nostri organi interni.

La banda di frequenza del 5G può raggiungere i 90 GHz

Il governo ci sta ancora mentendo su come il 5G sia perfettamente sicuro. Perché allo stesso tempo i militari usano la stessa frequenza per il controllo della folla come un’arma biologica. L’arma biologica si chiama ADS (Active Denial System).

L’esercito afferma che il sistema ADS ha una gamma di capacità non letali. Viene utilizzato per manifestanti, gruppi di persone indisciplinate o folla in tumulto. Penetra solo 1,64 pollici della pelle e colpisce i recettori nervosi. I militari affermano che non vi sono danni permanenti causati da esso. Molte persone lo descrivono come un forno caldo o una griglia aperta.

È progettato per inabilitare i combattenti nemici con una snervante sensazione non letale di intenso calore.

I militari affermano che il sistema ha tre caratteristiche. È sicuro, altamente efficace e ha una gamma straordinaria.

Active Denial System utilizza quasi la stessa tecnologia del 5G, che arriverà presto nelle nostre case.

Il camion militare dotato di un sistema ADS emette 100 kW del raggio di radiofrequenza. È gestito da un joystick e un operatore. Il raggio di radiazione wireless è altamente mirato e focalizzato. Quando l’operatore rileva il piantagrane, lo colpisce con una radiazione a microonde ad alta frequenza. La radiazione a microonde viaggia dalla sorgente all’individuo alla velocità della luce. E può viaggiare da molto lontano.

Forni a microonde a cielo aperto

La radiazione ADS è simile alla radiazione del forno a microonde. Entrambi lavorano sullo stesso principio. Le molecole d’acqua che vengono prese di mira si eccitano e si riscaldano.

I militari affermano che il sistema è diverso dai forni a microonde perché si concentra solo su una frequenza specifica e influenza solo lo strato superiore della nostra pelle utilizzando la frequenza di 95 GHz.

Quindi in sostanza il governo sta costruendo le antenne del sistema di diniego attivo intorno alle nostre case, che è tremendamente stupido e pericoloso. Da un lato l’esercito lo sta usando per disperdere i piantagrane, e dall’altro userà quasi la stessa frequenza per la rete wireless.

I militari affermano che la frequenza di 95 GHz raggiunge solo 1/64 di pollice nel corpo umano e questo è lo strato più esterno della pelle. È equivalente a tre fogli di carta per quaderno. Colpisce i nervi del dolore nello strato più esterno della nostra pelle riscaldandoli e causando un effetto di abrogazione immediata.

Le persone che hanno sperimentato un sistema ADS sostengono che è come se qualcuno avesse aperto una porta del forno molto calda. Questo fa impazzire la gente e cercano di liberarsi del raggio a microonde.

Il sistema ADS è stato utilizzato nella guerra in Afghanistan del 2010. Il governo prevede di utilizzare quest’arma sui prigionieri per spezzare le lotte dei prigionieri. Le ustioni da un sistema di rifiuto attivo sono simili alle ustioni a microonde ma solo sulla superficie della pelle a causa di onde più brevi del sistema ADS.

Anche le compagnie assicurative non coprono le case e le persone che vivono in esse dalle radiazioni wireless, lo stesso vale per l’amianto. Ciò significa che gli effetti sulla salute delle radiazioni wireless sono qualcosa per cui non è possibile ottenere un’assicurazione. Viene trattato come l’amianto delle compagnie assicurative.

Qualcosa da cui non puoi ottenere nessun tipo di assicurazione.

Sebbene gli effetti siano descritti come semplicemente “spiacevoli”, il dispositivo ha un “potenziale di morte” (David Hambling, 10-10-2008).

“Esercito ordina Pain Ray Trucks; Il nuovo rapporto mostra ‘potenziale per la morte’

Effetti collaterali da antenne

Abbiamo fatto un’intervista 5G con un residente a Ginevra, dove le torri 5G sono già accese. Ha avuto alcuni effetti negativi sulla salute subito dopo l’accensione del 5G a Ginevra, Svizzera. Ha sperimentato l’acufene, forti palpitazioni cardiache. Ha dovuto sottoporsi a un controllo medico solo per confermare che il suo cuore è ok e non sta avendo un infarto.

Il dottor Barrie Trower, il principale esperto di armi a microonde che ha lavorato nella marina britannica, ha dichiarato quanto segue: “L’implementazione è già iniziata a Vienna, le persone ignare hanno subito subito sangue dal naso, problemi cardiaci, dolori al petto, affaticamento, vertigini, vomito in realtà tutti i sintomi della malattia delle microonde … conosciuti dal 1932. ”

“L’URSS ha sperimentato su esseri umani e animali con microonde nel 1977, 1972 e 1997. Un vero esperimento militare. Gli umani hanno sofferto di problemi metabolici, cioè tutto ha iniziato a crollare, problemi di sangue, disfunzione del sistema immunitario, gravi problemi medici e neurologici. Con gli animali, poiché sono stati in grado di sezionarli, hanno scoperto che il midollo osseo soffriva (che produce il sistema immunitario), la respirazione danneggiata, l’attività degli enzimi danneggiata, il DNA nucleare danneggiato e il tempo di esposizione totale era di sole 15 ore in 60 giorni. Circa 15 minuti al giorno e i livelli non erano alti. Non così in alto come andrai in classe. ”

-Dott. Barrie Trower-

  • È stato addestrato presso lo stabilimento “Governments Microwave Warfare” negli anni ’60 in UK
  • Fu impiegato dal servizio segreto come esperto di armi a microonde per la Royal Navy britannica
  • Ha aiutato a smascherare spie addestrate nelle armi a microonde negli anni ’70
  • Ha lavorato nell’unità specializzata nello smaltimento di bombe subacquee che utilizzava microonde
  • Ha una formazione adeguata e una laurea in fisica (specializzata in microonde), un titolo di ricerca e un diploma in fisiologia umana.

TRADOTTO DA

http://www.altermedicine.org/military-active-denial-system-5g-wireless-radiation-connection

IL CAPITALISMO DELLA SORVEGLIANZA SECONDO SHOSHANA ZUBOFF

Communication network of transportation. GUI (Graphical User Interface). HUD (Head up Display).

“L’esperienza umana è ormai materia prima gratuita che viene trasformata in dati comportamentali… e poi venduta come ‘prodotti di previsione’ in un nuovo mercato quello dei ‘mercati comportamentali a termine’ …..dove operano imprese desiderose solo di conoscere il nostro comportamento futuro”.

Frasi come questa si leggono nell’ultimo libro di Shoshana Zuboff The Age for Surveillance Capitalism. The Fight for a Human Future at the New Frontier of Power (Profile Books, 2019). Come dimostrano anche queste poche righe la penna è brillante e la capacità di coniare termini nuovi decisamente invidiabile. Soprattutto quei ‘mercati comportamentali a termine’ lascia quasi a bocca aperta. Questa ricerca semantica risponde, in realtà, a un preciso obiettivo. Zuboff si dice convinta che l’epoca che viviamo segni una rottura radicale con il passato e usare termini vecchi per denotarla finirebbe per offuscare la mancanza di precedenti (unprecedented) e le novità che abbiamo di fronte. E anche per questa epoca c’è un nome nuovo: capitalismo di sorveglianza. In realtà, il termine è nuovo ma non nuovissimo. Sembra che i primi ad usarlo siano stati J.Bellamy Foster e R.W. McChesney in un articolo comparso nel 2014 sulla storica Monthly Review. Nella lora accezione quella espressione denotava una sorta di insaziabile desiderio di dati derivante dalla progressiva finanziarizzazione dell’economia. Zuboff (normalmente presentata come sociologa, e già autrice di libri di successo come In the Age of the Smart Machine e The Support Economy) lo intende in modo molto diverso, come dimostrano anche le righe di apertura di questo articolo. Nel capitalismo di sorveglianza, per dirla in breve (e non è facile farlo, considerata la mole impressionante del libro che contiene anche qualche pagina non proprio indispensabile) ci si appropria di dati relativi agli umani comportamenti, quelli online ma anche quelli offline. Dopo accurata elaborazione questi dati sono in parte utilizzati per migliorare, genericamente, beni e servizi – dunque, in qualche modo a scopi socialmente utili. Ma per il residuo (anche qui un termine nuovo: behavioural surplus) confluiscono in quei ‘prodotti di previsione’ commerciati nei nuovi ‘mercati comportamentali a termine’. Coloro che si appropriano di quei dati e li elaborano accumulano così immense ricchezze. Ed è facile immaginare a chi si riferisca Zuboff: principalmente a Google, considerata l’artefice di questo nuovo capitalismo.
Il capitalismo di sorveglianza è devastante soprattutto perché – ecco un’altra espressione che non può passare inosservata – rischia di provocare la sparizione dell’umanità, intesa come modo umano di ragionare e di comportarsi, di cui l’autonomia e la dignità sono i tratti distintivi. Il capitalismo della sorveglienza, scrive Zuboff ricorrendo a un parallelo piuttosto terrificante, rischia di fare all’umanità quello che il capitalismo industriale ha fatto alla natura. Il capitalismo della sorveglianza si nutre, dunque, dello sfruttamento non del solo lavoro umano, come nella visione di Marx, ma della complessiva esperienza umana. E con esso si impone una nuova forma di potere che Zuboff, sempre allo scopo di rimarcare la novità del presente, chiama strumentale (instrumentarian). Questo potere permettere di conoscere il comportamento umano e di influenzarlo a vantaggio di altri. E la sua forza deriva non da armi o eserciti ma da un’architettura computazionale di
dispositivi intelligenti, di cose (Internet of Things) e spazi tra loro connessi.
Il capitalismo della sorveglianza va, dunque, combattuto non soltanto per ragioni antiche (è monopolistico, viola la privacy) ma anche, e soprattutto, perché riduce a merce i comportamenti umani e attraverso il loro commercio consente arricchimenti straordinari. Un capitalismo che non si accontenta “ di automatizzare i flussi di informazioni su di noi, ma mira a automatizzare noi stessi”.
Questa visione scintillante ed evocativa certamente coglie aspetti distintivi della nostra epoca. E suscita reazioni ‘forti’. Per rendersene conto basta visitare il sito di Goodreads e leggere qualcuno dei moltissimi commenti di lettori, in generale eruditi. E la lunghissima recensione critica di Morozov comparsa su The Baffler conferma che nel libro della Zuboff sono trattate numerose questioni meritevoli della massima attenzione.
Non potendo dar conto anche soltanto in minima parte dei temi trattati mi limiterò a formulare un paio di osservazioni ed a sollevare una questione un po’ analitica che mi sembra, però, densa di implicazioni per comprendere il presente, le sue specificità e anche il modo per fare fronte alle sue peggiori distorsioni.

La prima osservazione è che non è chiaro se il capitalismo della sorveglianza conviva e come con un altro capitalismo, più tradizionale. Per comprendere molti aspetti delle contemporaneità credo che possa essere di grande importanza concentrarsi sulla coesistenza tra il mondo che Zuboff include nel capitalismo della sorveglianza e quello che, con sintetica espressione, potremmo chiamare il capitalismo della produzione materiale. La seconda è che nel valutare il capitalismo di sorveglianza che mercifica l’esperienza umana sarebbe estremamente utile un confronto con pratiche di consumo che sembrano andare in direzione opposta e che tendono faticosamente a sopravvivere, con consumatori ben consapevoli e ai quali molti vorrebbero chiedere di più in termini di comportamenti di mercato diretti a raggiungere scopi sociali e non solo
soddisfazioni materiali immediate. Ciò chiama in causa il ruolo delle comunità nel capitalismo contemporaneo, un tema posto di recente da R. Rajan (The Third Pillar: How Markets and the State Leave the Community Behind, Penguin Press 2019).
Per venire alla questione più analitica, partirei da un’ovvia considerazione. Nel capitalismo della sorveglianza i problemi sorgono sia al momento della ‘raccolta’ dei dati sia al momento del loro ‘utilizzo’ nelle diverse forme possibili.
Il libro della Zuboff è molto ricco di informazioni sulle modalità con le quali i dati vengono acquisiti – online e offline – e sulle potenzialità, talvolta incredibili, di elaborarli per definire ‘tipi’ e comportamenti.
Naturalmente l’ottenimento di questi dati rozzi all’insaputa del consumatore è oggetto di critica e, a mio avviso giustamente, la possibilità che talvolta ha il consumatore di non consentire l’accesso ai dati non sembra essere considerata una soluzione del problema. Più in generale, si potrebbe dire, lo scambio tra gratuità dell’accesso alla rete e ‘appropriazione’ dei dati avviene con modalità che in ogni caso non garantiscono né una scelta consapevole, né la realizzazione dell’efficienza, visto che questa implica, secondo l’accezione comune, che vangano effettuati tutti e soltanto gli scambi che sono reciprocamente vantaggiosi. Qui si può dubitare che sia sempre soddisfatta la condizione del reciproco vantaggio. Infatti, non sappiamo se per il consumatore il beneficio che deriva dall’accesso alla rete corrisponda al costo (latu sensu) della ‘cessione’ ad altri dei suoi dati. Questo approccio ‘welfarista’ è, per comprensibili ragioni di competenza disciplinare, assente nel libro.
Ma il punto più complicato riguarda, a mio parere, l’utilizzo dei dati, e la loro trasformazione incomportamenti da vendere in quelli che Zuboff chiama “mercati comportamentali a termine”. Questo mercato fornisce gli incentivi alla raccolta e alla profilazione dei dati, dunque è essenziale. Si può considerare il perno del capitalismo della sorveglianza, perché da esso promana la forza che spinge a
‘sorvegliare’, una forza che si alimenta dei bassi costi da sopportare per raggiungere l’obiettivo e che rappresentano una novità del nostro tempo. I big data costano molto meno – almeno nelle odierne condizioni – degli studi psicologici che facevano da base ai tentativi di persuadere i consumatori.
A proposito di quel mercato, l’autrice chiarisce che non intende riferirsi soltanto alla vendita di profili utilizzabili per la pubblicità personalizzata online. Parla, un po’ genericamente, di “numerosi altri settori, comprese le assicurazioni, il commercio, la finanza e un sempre più ampio insieme di imprese di beni e servizi che intendono essere presenti in questi mercati nuovi e profittevoli”. E ricorda che le debolezze cognitive, che sono falle nella nostra razionalità e della quali dà conto la behavioural economics, possono essere più facilmente sfruttate una volta che si conoscano i dati comportamentali dei singoli individui.
Zuboff fornisce anche alcuni esempi che appaiono, però, piuttosto disomogenei: dalla possibilità di condizionare (conditioning) i comportamenti direttamente con le tecnologie (ad esempio bloccando l’auto di chi non paga l’assicurazione) a quella di influenzarli attraverso i ben noti effetti di contesto. Tanta varietà rischia di offuscare una delle nozioni essenziali dell’interpretazione della Zuboff e di mettere assieme comportamenti e circostanze molto diverse per le loro caratteristiche e per i loro effetti sulla libertà e sul benessere dei consumatori. La pregnanza dei ‘mercati comportamentali a termine’ non sembra emergere con la chiarezza che il ruolo assegnato ad essi sembrerebbe richiedere. In alcuni casi (ad esempio il conditioning) sembra sufficiente accedere a tecnologie in grado di bloccare determinati comportamenti senza necessità di avere un profilo completo dei consumatori. In altri sembra che il problema sia quello di massimizzare la capacità persuasiva della pubblicità. In altri ancora quello di manipolare i comportamenti anche modificando le preferenze e non solo le scelte. Al riguardo sembrerebbe utile riflettere sul significato di termini come ‘persuasione’ e ‘manipolazione’ e un buon punto di partenza a quest’ultimo riguardo potrebbe essere quanto sostiene C. Sunstein: “I manipolatori
tipicamente sfruttano l’ignoranza delle persone o le loro ‘debolezze’ comportamentali evitando di sollecitare la loro capacità di riflessione e deliberazione.” (On freedom, 2017).
L’indeterminatezza sulle caratteristiche di questi mercati emerge con chiarezza in vari punti e in particolare nella discussione del capitolo 3 dove, tra l’altro, si pone sullo stesso piano l’interesse di coloro che agiscono come acquirenti su quel mercato per acquisire “informazione probabilistica sul nostro
comportamento” o per conoscere le modalità per “influenzare il nostro comportamento”. E’ evidente che il secondo tipo di interesse può avere implicazioni molto diverse per la libertà e per il welfare. Essere informati sul nostro comportamento può servire anche a servire meglio le nostre preferenze. Non altrettanto può dirsi per il secondo tipo di interesse, che mira a produrre cambiamenti favorevoli a chi è in grado di indurli.
Il riconoscimento delle diverse implicazioni di questi due tipi di comportamento, ed una maggiore precisione al riguardo, potrebbero condurre a un giudizio più articolato (e meno di parte secondo alcuni critici) sul capitalismo di sorveglianza nonché più solidamente basato sui suoi veri eccessi e sulle sue reali distorsioni. Inoltre – e si tratta di un punto di rilievo sotto il profilo economico – permetterebbe di confrontare meglio a livello di sistema, e non del singolo operatore, i costi e i benefici di quel mercato.
Nulla sappiamo sui costi e i benefici complessivi di questi mercati e nulla potremo sapere se non precisiamo cosa accade sui mercati comportamentali a termine. Il problema è del tutto simile a quello che più di 60 anni fa, J.K. Galbraith pose nella sua Affluent Society, chiedendosi se i costi della pubblicità fossero giustificati da benefici sociali di almeno pari grandezza. Questa maggiore precisione servirebbe anche a acquisire più consapevolezza sui possibili scenari futuri e sulla loro diversa desiderabilità. Sulla direzione in cui muovere, Zuboff non dice molto. Sostiene che “ogni
vaccino inizia con un’attenta conoscenza della malattia nemica” e intende il suo libro come un contributo a questa conoscenza. Tutto ciò è estremamente importante, ma forse per conoscere ancora meglio la malattia nemica sarebbe stato di aiuto concedere maggiore spazio, nelle 700 pagine del volume, a qualche ‘distinguo’ in più.

FONTE

http://www.eticaeconomia.it

AUTORE

Maurizio Franzini