Alchimia, Cinema, Esoterismo, Gnosticismo, Occultismo, Sessualità

LA MAGIA SESSUALE IN TWIN PEAKS

L’episodio 18 ci porta interamente in un nuovo regno, lontano dai percorsi coperti durante i 17 episodi della stagione 3. È ancora Twin Peaks? Lo è – ovviamente – ma è un Twin Peaks di un genere diverso, forse più vicino alla storia segreta narrata da Mark Frost nel suo libro, rispetto alle prime due stagioni o al film. È un Twin Peaks di una dimensione parallela, ibridata con elementi di altri universi – in particolare, tra le altre influenze, l’opera di Kenneth Anger.

I collegamenti tra Lynch e Anger precedono questo episodio, ovviamente. Basta pensare a al film “Scorpio Rising” e alla colonna sonora “Blue Velvet” per accorgersi di questa connessione artistica. In particolare una pellicola di Kenneth Anger sembra avere molto in comune con il finale di Twin Peaks: Inauguration of the Pleasure Dome (1954).

Il film è basato sul poema di Samuel Coleridge Kubla Khan. Segue una festa che, nella sua rappresentazione di sostanze che alterano la mente e comportamenti sessuali di gruppo, non è diversa da quella che si svolge al “Parsonage” della “Secret History” di Mark Frost. Il Parsonage era la residenza di Jack Parsons a Los Angeles. Parson era un chimico che si interessava dello sviluppo della scienza del combustibile dei razzi. Ha prodotto elisir alchemici ed è stato membro della misteriosa congrega di Aleister Crowley.

Nel film, Shiva adotta forme diverse per ricevere gli invitati invitati alla festa (varie divinità, da Afrodite di Red Room, ad Astarte e Pan) e induce gradualmente la perdita di identità individuale, in quanto i personaggi si fondono l’uno con l’altro attraverso una serie di sovrapposizioni. Adornato da simboli alchemici, i film conducono all’assorbimento da parte di Shiva dell’essenza dei suoi ospiti, sovrapposti a loro. Nella sua introduzione all’episodio 8 (Anno 1993), la Signora Ceppo chiese: “In un sogno, tutti i personaggi non siete forse voi? Differenti aspetti della vostra personalità?”

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Quando fu rivelato nell’episodio 17 che Naido era un camuffamento di Diane, tornò dalla sala rossa con una parrucca scarlatta (mentre, fino a quel momento, il suo tulpa aveva indossato un bianco argentato).

La parrucca rossa di Diane è un riferimento diretto a Marjorie Cameron, Jack Parsons, seconda moglie dai capelli rossi, utilizzata da Anger nel film citato per ritrarre la sua donna scarlatta (Babalon, la maledetta di Babylon – “la madre degli abominazioni”). Marjorie appare anche nel libro di Mark Frost, così come Babalon e i vari riti che la circondano. Parsons credeva di essere la donna “elementale” che aveva invocato nelle prime fasi di una serie di rituali magici sessuali chiamati Babalon Working.

Madre delle Abominazioni di Twin Peaks? (Sarah significa “Donna di alto rango”, “Principessa”).

Ecco quello che troviamo nel libro di Frost: “Parsons cominciò ad attuare i riti bizzarri di Thelema. Quei riti erano un tentativo di invocare in forma umana lo spirito di una figura centrale al pantheon di Thelema, alla dea Babalon, qualcosa che risuona provocando la fine del mondo. Sono servite due persone ad attuare il rituale. Uno sforzo per aprire un secondo cancello che avevano trovato nel deserto per evocare un’entità che richiamava ‘il Moonchild’ “. Tamara Preston osserva:

“Sembra suggerire che il rito di Parsons in qualche modo” abbia aperto un cancello “che ha portato gli alieni che si presentano a Roswell”.

Se tutto questo sia collegato agli alieni dallo spazio esterno o ai Lemuriani dalla Terra Hollow, in linea forse con gli scritti di Rampa, non importa. La cosa importante è che sembra essere possibile, secondo Parsons, di aprire i cancelli ad un altro livello di realtà tramite riti magici. Parsons dichiara nel libro di Frost:

“Senza eros, o agape – l’amore e il sesso, uniti nella volontà – non è altro che vuoto, potere patriarcale senza direzione o forza “.

Dopo che si sono incontrati al Parsonage, Parsons e Cameron hanno effettivamente preso la pratica della magia del sesso concepita per dare vita alla Moonchild. Perché tutto questo è importante in relazione all’episodio 18?

I capelli rossi di Diane non sono un caso: si collegano visivamente a Marjorie Cameron / Scarlet Woman / Babalon (e a Sarah Palmer). Dopo che lei e Cooper accedono con la loro macchina ad un’altra dimensione, attraverso una breccia creata dalla potenza dell’elettricità, si fermano in un motel in cui fanno sesso. Molto diverso dal sesso che Dougie aveva con Janey-E, qualche episodio indietro, questo momento si sente come l’enunciazione di un rituale, senza gioia, con volti chiusi. Ritengo che questo sia davvero un momento di magia sessuale, un modo per aprire un portale.

A tutto ciò si sussegue l’improvvisa scomparsa di Diane (che aveva visto il suo doppio prima di entrare nel motel – è stata sostituita da Babalon?)

E lo strano mix-up con i loro nomi e Richard & Linda. Ha anche generato una sorta di teletrasporto, il motel da cui Cooper esce è completamente diverso da quello in cui hanno fatto l’amore la notte prima (era la notte prima?). Vale la pena ricordare qui che Richard Nixon, che svolge un ruolo centrale nella storia segreta di Twin Peaks, è nato in una città chiamata Yorba Linda.

Dopo la morte di Jack Parson, uno scrittore di fantascienza nonchè suo amico, scrisse:

“Una volta che un mago si trova tra due mondi, è in pericolo di non appartenere ad uno di loro”.

Non è quello che succede a Cooper alla fine dell’episodio 18?

E quando sei intrappolato, cosa resta, se non la possibilità di urlare?

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FONTE : https://unwrappingtheplastic.com

TRADUZIONE: Marco Isella

 

 

 

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Esoterismo, Occultismo

IL SACRIFICIO CRUENTO

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È necessario considerare attentamente i problemi connessi al sacrificio cruento, si tratta infatti di una questione tradizionalmente importante nella Magia. Quasi tutta la Magia antica verte su questo. In particolare vi si riferiscono tutte le religioni osiriche, i riti del Dio Morente. L’uccisione di Osiride e di Adone; la mutilazione di Attis; i culti del Messico e del Perù; la storia di Ercole o Melcarth; le leggende di Dioniso e di Mitra, sono tutti collegati a questa idea. Nella religione ebraica troviamo in­culcata la stessa nozione. La prima lezione etica della Bibbia è che l’unico sacrificio caro al Signore è il sacrificio cruento; Abele, che lo compiva, trovava favore agli occhi del Signore, mentre Caino, che offriva cavoli, veniva considerato abbastanza natu­ralmente un tipo da poco. L’idea ricorre di frequente. Abbiamo il sacrificio della Pasqua, che segue la storia di Abramo al quale viene ordinato di sacrificare il figlio primogenito, in cui appare l’idea di sostituire un animale all’essere umano. La cerimonia annuale dei due capretti ne tramanda il ricordo. Ritroviamo questa concezione dominante nella vicenda di Ester, in cui Haman e Mardocheo sono i due capri o i due dèi; e infine nel rito del Purim in Palestina, in cui Gesù e Barabba furono per caso i Capri in quell’anno particolare di cui si fa tanto parlare, senza che vi sia concordanza circa la data.

L’argomento andrebbe studiato in “The Golden Bough”, dove è esposto con grande erudizione da J. G. Frazer.

Quanto è stato detto più sopra basta comunque a dimostrare che, da tempo immemorabile, il sacrificio cruento è la parte principale della Magia. Sembra che nessuno si sia mai preoc­cupato degli aspetti morali della cosa; e per la verità non è il caso di preoccuparsene. Come dice san Paolo, “Senza spargi­mento di sangue non v’è remissione”: e come possiamo contraddire san Paolo? Tuttavia, chiunque è libero di pensarla come preferisce, su questo e su qualunque altro argomento, grazie a Dio! Nello stesso tempo, è assolutamente necessario studiare la rosa, in qualunque modo intendiamo poi regolarci in proposito; poiché naturalmente la nostra etica dipenderà dalla nostra teoria ilei l’universo. Se fossimo assolutamente certi, ad esempio, che ognuno, morendo, va in paradiso, non potrebbero esistere serie obiezioni all’omicidio e al suicidio, poiché in generale viene ammesso — da parte di quanti non conoscono né l’uno né l’altra — che il paradiso sia un luogo più piacevole della terra.

Questa teoria del sacrificio cruento nasconde tuttavia un mi­sero della massima importanza per lo studioso; perciò non continueremo a giustificarci. Non avremmo neppure incluso questa giustificazione, se non fosse stato per le sollecitazioni di un gio­vane amico molto pio e austero, il quale ha sostenuto che la parte seguente di questo capitolo (la parte scritta originaria­mente) potrebbe farci fraintendere da molti, e questo non deve avvenire.

Il  sangue è la vita. Questa semplice affermazione è spiegata dagli Indù: il sangue è il veicolo principale del Prana vitale. Insiste motivo di credere che esista una sostanza ben definita, non ancora isolata, la cui presenza determinerebbe la differenza tra la materia vivente e la materia morta. Sorvoliamo, con il dovuto disprezzo, sugli esperimenti pseudo-scientifici di certi ciarlatani americani i quali affermano di aver stabilito che al momento della morte si verifica una perdita di peso, e le asserzioni infondate di presunti chiaroveggenti i quali dichiarano di aver visto l’anima uscire come un vapore dalla bocca di per­sone in “articulo mortis” ma le sue esperienze di esploratore hanno convinto il Maestro Therion che la carne perde una parte considerevole del suo valore nutritivo pochissimi minuti dopo la morte dell’animale, e che tale perdita procede, con rapidità sempre inferiore, con il passare del tempo. Inoltre, si ammette generalmente che il cibo vivo, come le ostriche, costituisce la forma di energia più rapidamente assimilabile e più concen­trata. Gli esperimenti di laboratorio sul valore dei cibi sem­brano quasi inutili, per ragioni che qui non è il caso di discu­tere; la testimonianza generale dell’umanità appare una guida più sicura.

Sarebbe poco saggio condannare come irrazionale l’abitudine dei selvaggi che strappano il cuore e il fegato all’avversario e li divorano ancora caldi. In ogni caso, gli antichi Maghi affer­mavano che ogni essere vivente è un magazzino di energia di quantità variabile secondo le dimensioni e le condizioni di sa­lute dell’animale, e di qualità variabile secondo il suo carattere mentale e morale. Alla morte dell’animale, questa energia si li­bera improvvisamente.

Perciò l’animale deve venire ucciso dentro al Cerchio, o al triangolo se è il caso, affinché la sua energia non possa sfug­gire. Deve venire prescelto un animale la cui natura si accordi con quella della cerimonia: perciò, sacrificando un’agnella non si otterrebbe una quantità apprezzabile dell’energia ardente utile a un Mago che invoca Marte. In tal caso sarebbe più adatto un ariete. L’ariete deve essere vergine: il potenziale della sua ener­gia totale originaria non deve essere diminuito in alcun modo. Per la più alta operazione spirituale bisogna quindi scegliere la vittima che contiene la forza più grande e più pura. Un bambino maschio di perfetta innocenza e di elevata intelligenza è la vittima più soddisfacente e più adatta.

Per le evocazioni è più conveniente collocare il sangue della vittima nel Triangolo: lo spirito può ottenere dal sangue quella sostanza sottile ma fisica che era la quintessenza della sua vita e assumere quindi una forma visibile e tangibile. Si veda in The Equinox I, v. Supplemento, X Aethyr, il Resoconto.

I maghi che si oppongono all’uso del sangue si sono sforzali ili sostituirlo con l’incenso. A tale scopo si può bruciare in granili quantità l’incenso di Abramelin. Anche il dittamo di Creta ò un mezzo prezioso. Entrambi gli incensi hanno natura molto eclittica e sono adatti per quasi tutte le materializzazioni.

Ma il sacrifìcio cruento, sebbene sia più pericoloso, è più efficace; per quasi tutti gli scopi il meglio è il sacrifìcio umano Il vero grande Mago saprà usare il proprio sangue, oppure quello di un discepolo, senza sacrificare irrevocabilmente la vita fisica Un esempio di tale sacrificio è indicato nel Capitolo 44 del Liber 333. Questa Messa può venire raccomandata in generale come pratica quotidiana.

Ancora qualche parola sull’argomento. Vi è un’Operazione Ma gica della massima importanza: l’Inizio di un Nuovo Eone Quando diviene necessario proferire una Parola, l’intero Pianeta deve essere bagnato di sangue. Prima che l’uomo sia pronto ad accettare la Legge di Thelema, deve essere combattuta la Grande Guerra. Questo Sacrifìcio cruento è il punto critico della Ceri­monia Mondiale della Proclamazione di Horus, il Figlio Incoro­nato e Vincitore, a Signore dell’Eone.

Tutto ciò è profetizzato nel Libro della Legge: lo studioso ne prenda nota ed entri a far parte delle Schiere del Sole. Vi è poi un altro sacrifìcio al cui riguardo gli Adepti hanno sempre mantenuto la segretezza più assoluta. E’ il mistero su­premo della Magia pratica. II suo nome è la Formula della Rosa-Croce.

E’ inopportuno tentare di compierlo fino a che non si è rice­vuta una regolare iniziazione nel vero Ordine della Rosa-Croce, ed è necessario avere preso i voti con la massima comprensione ed esperienza del loro significato. Inoltre, è estremamente opportuno che il Mago abbia raggiunto un grado assoluto di emancipazione morale, e quella purezza di spirito che deriva dalla perfetta comprensione delle differenze e delle armonie dei piani dell’Albero della Vita.

Per tale ragione Frater Perdurabo non ha mai osato servirsi di tale formula in modo pienamente cerimoniale, salvo una sola volta, in un’occasione d’enorme importanza, quando in realtà non fu Lui a fare l’offerta, ma UNO la fece per Lui. Infatti lui percepiva un grave difetto nel suo carattere morale, che lui potuto vincere sul piano intellettuale ma, fino ad ora, non ha potuto vincere su piani più elevati. Vi sarà riuscito prima della conclusione di questo libro.

I particolari pratici del Sacrificio Cruento possono venire studiati in vari manuali etnologici, ma le conclusioni generali sono riassunte nel Golden Bough di Frazer, che consigliamo caldamente al lettore. I particolari cerimoniali possono venire affidati alla sperimentazione. Il metodo dell’uccisione è in pratica uniforme. L’ani male deve venire colpito al cuore, oppure gli deve venire ta­gliata la gola; in ogni caso si deve usare il coltello. Tutti gli altri metodi di uccisione sono meno efficaci; persino nel caso della Crocifissione la morte viene inferta con il pugnale.

Si può osservare che come vittime si usano soltanto animali a sangue caldo, con due eccezioni principali. La prima è costi­tuita dal serpente, che viene usato soltanto in un rituale spe­cialissimo; la seconda è costituita dallo scarabeo magico del Liber Legis.

Una parola di avvertimento è forse necessaria per il princi­piante. La vittima deve essere in perfetta salute, altrimenti la sua energia può essere avvelenata. Inoltre, non deve essere trop­po grossa; la quantità di energia liberata è incredibilmente grande, e del tutto sproporzionata alla forza dell’animale. Di conseguenza, il Mago può venire facilmente sopraffatto e os­sessionato dalla forza che ha scatenato; questa allora si manifesterà probabilmente nella sua forma più bassa e deplorevole. Per la sicurezza è assolutamente indispensabile la più intensa spiritualità dello scopo.

Nelle evocazioni il pericolo non è molto grande, poiché il Cerchio costituisce una protezione; ma in tale caso il cerchio deve essere protetto, non soltanto dai nomi di Dio e dalle Invocazioni usate contemporaneamente, ma anche da una lunga abitudine alla difesa vittoriosa. Se vi lasciate turbare o allarmare facil­mente, o se non avete ancora vinto la tendenza a vagare della vostra mente, non è consigliabile che compiate il Sacrificio Cruento. Non si deve tuttavia dimenticare che questa, e l’altra arte cui abbiamo osato solo accennare, sono le formule supre­me della Magia Pratica.

FONTE BIBLIOGRAFICA

Aleister Crowley – Magick

 

 

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Esoterismo, Gnosticismo, Occultismo

LA MAGIA

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La “Chiave minore di re Salomone” recita che la Magia non è altro che la più alta, assoluta e divina conoscenza della filosofia naturale, fatta progredire verso l’efficacia completa delle sue meravigliose operazioni dalla giusta comprensione delle virtù interne e nascoste delle cose.

Aleister Crowley, nel suo “Magic in Theory and practice” approfondisce il concetto fornendo la seguente sinossi.

DEFINIZIONE

La Magia e la Scienza e l’Arte di causare il verificarsi di cambiamenti conformi alla Volontà.

POSTULATO

Qualsiasi cambiamento si richieda, può essere provocato mediante l’applicazione di un giusto grado d’una certa forza nel giusto modo attraverso il giusto mezzo ad un giusto oggetto.

TEOREMI

1) Ogni atto intenzionale è un atto magico.

2) Ogni atto coronato da successo conferma il postulato.

3) Ogni insuccesso prova che una o più delle richieste del postulato non sono state soddisfatte.

4) Il primo requisito necessario per provocare qualsiasi cambiamento è la completa comprensione, qualitativa e quantitativa, delle condizioni.

5) Il secondo requisito necessario per provocare qualsiasi cambiamento è la capacità pratica di mettere in azione le forze adatte.

6) Ogni uomo e ogni donna è una stella.

7) Ogni uomo, e ogni donna, segue un certo corso, dipendente in parte da se stesso, in parte dall’ambiente che per ciascuno è naturale e necessario. Chiunque sia forzato a seguire un certo corso, sia per mancata comprensione di se stesso, sia per opposizioni esterne, entra in conflitto con l’ordine nell’universo, e ne soffre conseguentemente.

8) Un uomo la cui volontà cosciente sia in contrasto con la volontà vera, perde energie inutilmente. Non potrà mai sperare di influenzare in modo efficace il suo ambiente.

9) Un uomo che segua la sua volontà vera, è assistito dall’inerzia dell’universo.

10) La natura è un fenomeno continuo, anche se non sempre scorgiamo in qual modo le diverse cose siano fra loro connesse.

11) La scienza ci mette in condizioni di sfruttare la continuità della natura mediante l’applicazione empirica di certi principi il cui interagire coinvolge diversi ordini di idee connesse l’una con l’altra secondo schemi che superano la nostra presente comprensione.

12) L’uomo ignora la natura del suo stesso essere e dei suoi poteri. Anche l’idea che ha delle sue limitazioni è basata su esperienze del passato, ed ogni passo in avanti estende il suo dominio. Non vi e, di conseguenza, alcuna ragione di assegnare limiti teorici a ciò che egli potrebbe essere o potrebbe fare.

13) Ogni uomo e più o meno consapevole che la sua individualità comprende diversi ordini di esistenza, anche quando afferma che i suoi principi più sottili altro non siano che sintomi di mutamenti avvenuti nel suo veicolo più grossolano. Un concetto simile può essere applicato alla natura nella sua interezza.

14) L’uomo è in grado di essere, e di usare, tutto ciò che percepisce, in quanto tutto ciò che percepisce è in certo senso parte del suo stesso essere. Può perciò soggiogare alla sua volontà individuale tutto l’universo di cui è cosciente.

15) Ogni forza dell’universo può essere trasformata in una forza di altro genere mediante l’impiego di mezzi idonei. È quindi a nostra disposizione una riserva di forze inesauribili

16) L’applicazione di una data forza influenza tutti gli ordini di esistenza relativi all’oggetto al quale è applicata, quale che sia, fra questi ordini, quello direttamente interessato.

17) Un uomo può apprendere come usare qualsiasi forza per i propri scopi, traendo vantaggio dai teoremi esposti.

18) Può attrarre in se qualsiasi forza dell’universo facendo di se un ricettacolo adatto ad essa, stabilendo con essa una connessione, e predisponendo condizioni tali che la natura della forza costringa a fluire verso di lui.

19) L’uomo che si sente separato dall’universo e ad esso opposto, ne ostacola le correnti conduttive. Questo concetto lo isola.

20) L’uomo può attrarre ed impiegare solo quelle forze che gli sono congeniali.

21) Non vi sono limiti all’estendersi delle relazioni di qualunque uomo con l’universo nella sua essenza; infatti, non appena l’uomo diviene una cosa sola con l’universo, qualsiasi sistema di misura cessa di esistere, tuttavia, la sue capacità di utilizzare le forze universali sono limitate dai suoi poteri e capacità mentali, e dalle circostanze relative al suo ambiente umano.

22) Ogni individuo è, essenzialmente, sufficiente a se stesso. Ma non soddisfa ancora se stesso sino a quando non ha stabilito la giusta relazione con l’universo.

23) La magia è la scienza che comprende se stessi e le proprie condizioni. E l’arte dell’applicare all’azione questa comprensione.

24) Ogni uomo ha l’inalienabile diritto di essere ciò che è.

25) Ogni uomo deve fare della magia ogni volta che agisce o pensa. Il pensiero è infatti un atto interiore, la cui influenza infine si proietta sull’azione, anche se ciò può non avvenire istantaneamente.

26) Ogni uomo ha un diritto: quello dell’autoconservazione, il diritto di completarsi sino alla fine.

27) Ogni uomo dovrebbe fare della magia la nota centrale della sua vita. Dovrebbe impararne le leggi, e vivere secondo esse.

28) Ogni uomo ha il diritto di compiere il proprio volere senza preoccuparsi se questo interferisce con quello degli altri; perché se egli si trova al posto che gli è stato assegnato, se mai sono gli altri a non dover interferire con lui.

 

FONTE BIBLIOGRAFICA

Jorg Sabellicus – Iniziazione all’alta Magia

 

 

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Esoterismo

I RITUALI DEL MOSTRO DI FIRENZE

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Uno dei maggiori rappresentanti del satanismo contemporaneo, Micheal Aquino, è – oppure è stato – un ufficiale del controspionaggio americano. Il suo specifico settore è – o era – la guerra psicologica e le tecniche di disinformazione. E lui che ha fondato II Tempio di Set, ma era anche il suggeritore occulto di Anton La Vey, fondatore, quest’ultimo, nel 1966, della prima setta satanica, almeno pubblicamente dichiarata tale, in America: la Chiesa di Satana. La Vey, alias Howard Levy era un ex domatore. Aquino gli suggeriva i rituali ispirati ai racconti di Lovecraft. Però, il più ascetico Aquino, per i suoi rituali, nel suo tempio, preferiva il fuoco sull’altare, alle belle vergini nude di La Vey (anche se le giovani usate dall’ex-circense, disinibito e gaudente, tanto vergini non dovevano essere). Ho già anticipato come il mostro di Firenze, quello autentico, sia, o sia stato, investito di una qualche funzione pubblica. Mi rendo conto di mettere il carro davanti ai buoi, ma preferisco riservare alla fine l’elencazione degli indizi che suffragano l’ipotesi. Tuttavia, una prima indicazione generale appare dalla dinamica dei delitti. La quasi certezza dell’impunità sembra guidare i suoi movimenti, come se, nel caso fosse scoperto in flagrante, potesse giustificare la sua presenza sui luoghi dei delitti con un atto d’ufficio. Ho già indicato il particolare e perverso sentimento di giustizia che lo sosterrebbe come una sorta di alibi morale. Forse il mostro pensa di essere una ‘mano di Dio’, magari la sinistra, come immaginava probabilmente di se stesso il feroce inquisitore Corrado di Marburgo. Qualcuno che punisce con la morte e la mutilazione l’impudicizia, l’adulterio e la promiscuità sessuale. Qualcuno che trova nell’impotenza la sua forza morale, e nella conseguente inibizione libidica il riscatto della potenza distruttrice. Come abbiamo visto, la tesi degli investigatori ufficiali è tutt’altra. Si è attestata sul gruppo, sulla setta satanica. Ma andiamo per ordine. Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza nel pullulare delle sette demoniache. Di tentare una catalogazione criminologica. Riconosco che occorre un lettore paziente e forte di stomaco. Oltreché nel satanismo, bisognerà affondare un pur fugace sguardo anche nel cannibalismo, al primo in parte contiguo. Prima di tutto, e per alleggerire, un accenno alle effusioni amorose. “Che cosa è un bacio? non è il desiderio ardente di aspirare una parte dell’essere amato?” diceva Giacomo Casanova, grande intenditore di baci. “Aspirare”, nel senso usato dal grandissimo scrittore settecentesco (in parte poco conosciuto come tale, almeno in Italia, dove la traduzione e l’edizione completa delle Memorie scritte da lui medesimo è del 1999), può essere sinonimo di ‘assimilare’, ‘inglobare’, o meglio ancora ‘incorporare’. Gli amanti si rivolgono frasi del tipo: “ti mangerei”. Così si esprime la madre col figlio lattante, mentre lo tiene teneramente tra le braccia. Accennando in questo modo ai baci, si parla di ‘cannibalismo metaforico’. Qui il desiderio di incorporare l’oggetto amato per possederlo in maniera definitiva, è fortunatamente soltanto traslato, in modo metaforico, appunto. “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, recita il proverbio. Ma noi non possiamo restare tranquillamente sulla spiaggia litoranea. Dobbiamo “attraversare la grande acqua”, come direbbero i Ching. Che succede quando il ‘cannibalismo metaforico’, non è più tale, ma viene messo in pratica? Cosa succede quando il salto, da metaforico a reale, è qualitativo, vale a dire quando dall’espressione affettuosa linguistica si passa all’azione concreta di mangiare un essere un umano? In una società civile lo scarto è abissale, non esistono gradazioni intermedie, l’uomo che mangia un proprio simile è davvero tutt’altra cosa. Lasciamo da parte le giustificazioni scientifiche sul cannibalismo tribale, secondo le quali il passaggio alla concretezza dell’azione sembrerebbe dipendere innanzitutto da una carenza biochimica, dalla deficienza di serotonina per l’esattezza. Succede che il ‘cannibalismo metaforico’ diventa ‘cannibalismo profano’. L’aggettivo ‘profano’, a sua volta, distingue un fenomeno da un altro, definito ‘rituale’, isola cioè la pratica di intere collettività (per lo più appartenenti al passato) che si attengono a una serie di precetti, regole, gerarchie, valori simbolici e alimentari. Queste regole sono disprezzate dal cannibale profano, o se le rispetta, esse sono adattate ad hominem. I mangiatori di uomini profani sono singoli individui isolati, i quali agiscono in preda a impulsi sessuali incontrollabili. Essi assimilano davvero l’oggetto del desiderio. Incorporano realmente le carni della vittima prescelta. Questi cannibali profani hanno nomi e cognomi. Ecco alcuni fra i più importanti, senza la presunzione di fornire una lista completa: Friedrich Heinrich Karl Haarmann, il cosiddetto “Lupo mannaro di Hannover”, un informatore della polizia che aveva anche ottenuto il patentino di investigatore (Germania,1875-1925). Albert Fish, “l’orco di Westchester” (Stati Uniti, 1870-1936). Jeffrey Dahmer, il famoso “Cannibale di Milwaukee” (Stati Uniti, 1960-1994). Andrej Romanovic Chikatilo, professore di letteratura detto il “Mostro di Rostov” (Russia, 1936-1994). La coppia Ottis Elwood Toole e Henry Lee Lucas (Stati Uniti), su cui ritornerò di seguito. La lista non è completa, ne manca qualcuno, ce ne sono molti in Giappone, per esempio. l cannibali profani’ altro non sono che alcuni tra i più feroci serial killer del XX secolo. Sulle spiegazioni sociologiche e psichiatriche che analizzano le loro efferatezze non parlerò in questo momento. Mi interessa solo evidenziare un tratto che hanno tutti in comune e che li differenzia dal mostro di Firenze. Hanno tutti violato sessualmente le loro vittime, chi in un modo e chi in un altro. L’atto cannibalico è il coronamento di un’aggressività sessuale esasperata, la fase orale non superata che assume forme psicotiche, direbbe Freud.

Nel caso del mostro di Firenze, l’oggetto del desiderio, è un oggetto disprezzato, e la brama sessuale assume i tratti della vendetta, dell’odio giustizialista. Il soggetto della nostra ricerca non ha mai violentato le sue vittime, le ha solo freddamente uccise e mutilate, con perizia tecnica e distacco. Anche lui, come gli altri, ha prelevato alcune parti anatomiche, solo però dal pube e dal seno delle vittime femminili. Ma cosa ne ha fatto? Se le è mangiate come facevano gli altri? (Da notare che nessuno dei cannibali sopra citati ha una particolare predilezione per gli organi genitali o per le zone erogene). Parrebbe di no, ogni finalismo nutrizionale come coronamento della soddisfazione sessuale sembrerebbe da escludere. Niente ‘cannibalismo profano’, quindi. Forse è da questa constatazione che nasce la congettura più estrema. Un’ipotesi tratta dalla letteratura criminologica potrebbe essere quella del muti morder.

“Con il termine muti morder s’intende l’azione di ottenere da un individuo vivo organi umani da impiegare nella preparazione, insieme ad altri ingredienti, di una pozione da impiegare in pratiche ‘mediche’ al fine di risolvere i problemi di un altro individuo, quali ad esempio l’impotenza, malfunzionamenti del sistema circolatorio e del sistema nervoso e più in generale per aumentarne la fortuna”.

Nel silenzio delle fonti dirette, e pescando dalle indiscrezioni mediatiche, parrebbe che l’ipotesi investigativa fosse questa: i poveri resti delle ragazze uccise e mutilate sarebbero stati seccati, o triturati, per preparare, mescolati a chissaché, un qualche beverone, in funzione di pozione magico-demoniaca. L’operazione sarebbe stata compiuta da qualcuno che non avrebbe – secondo l’architettura neogotica “giuttariana”, per quanto appare su certi giornali, e che definirei fumettistica – nemmeno assistito personalmente ai delitti, ma atteso comodamente a casa, anzi in villa, l’orrendo pasto.

Siamo così arrivati ai famigerati e fantomatici ‘mandanti’ dei compagni di merende. Rileviamo una prima discrasia, seguendo la casistica criminologica: l’assassino che s’inserisce nella categoria del muti morder compie più spesso un solo omicidio, in questo si differenzia dal serial killer. Le azioni sono volte a ottenere quel particolare organo. Nei nostri casi l’azione invece varia, dalla non mutilazione (delitti del 1968 e del 1974) la progressione criminosa s’intensifica con l’asportazione solo del pube, poi si passa all’asportazione anche della zona anale, infine si escinde anche un seno.

L’anomalia del mostro di Firenze, autorizza a formulare l’ipotesi del muti morder? Si è già visto come il modus operandi s’inserisca con maggiore attendibilità, fino all’evidenza, nell’ipotesi dell’assassino seriale, in cui la fantasia guida le azioni, e le parti del corpo rimosse sono conservate come souvenir. Ma ammettiamo che l’ipotesi regga. Per sostenere l’ipotesi investigativa dei ‘mandanti’, occorre una prima correzione: lo scopo perseguito dal criminale non gli appartiene, bensì appartiene ad altri, coloro che al fine di entrare in possesso delle parti di cadavere escisse, finanziano il predatore. Ecco allora la setta satanica, il Sabbah, il rito sanguinario di antica memoria inquisitoriale.

Mi tocca affrontare a piene mani l’argomento. Full immersion nell’universo del diavolo, dunque. Attraversiamo di nuovo l’Oceano per tornare ad Aquino. Non dovrebbe indurre a riflettere il fatto che a fondare una delle prime e più note sette sataniche sia stato un ufficiale del controspionaggio esperto in tecniche di disinformazione?

Siamo alla fine degli anni Sessanta (poco prima sono stati assassinati Kennedy e King), la ‘sporca’ guerra del Vietnam lacera le coscienze dei giovani statunitensi, è iniziata la stagione dei ‘figli dei fiori’, si fa strada una pacifica e universale ribellione giovanile. Per la prima volta nella storia, s’estende a tutto il mondo un diffuso e pericolosissimo rifiuto dei canoni tradizionali, accompagnato da una critica radicale delle gerarchie di potere a qualunque livello.

Nasce il sospetto che le sette servissero a confondere le acque. A creare, cioè, un’identificazione tra ribellione giovanile e satanismo. Se questo fosse stato l’obiettivo, bisogna dire che esso fu raggiunto in pieno. Il Sessantotto è stato quasi del tutto annichilito, in America come in Europa. Per fare un esempio parziale, ma significativo, un certo genere di musica rock, insieme al diffondersi delle droghe, fu enfatizzato dal cosiddetto ‘satanismo acido’.

Il rock, più o meno acido, gradualmente sostituisce le canzoni politiche e pacifiche, di autentica protesta, come quelle del cantastorie Bob Dylan. In Italia, un autentico cantastorie come Francesco Guccini incontra la concorrenza di altri musicisti, alcuni cantautori più che ascoltabili, ma la gran parte diffusori di lagne pseudo-poetiche che tuttavia vanno per la maggiore. Ma Francesco regge il confronto con coraggio e determinazione. In America, passo dopo passo, nell’ambito della cosiddetta musica giovanile, si arriva al contemporaneo Marilyn Manson, una vera incarnazione del demonio agli occhi dei benpensanti. Non per pura coincidenza, né con accenni larvati, bensì esplicitamente e insistentemente, l’ambiguo cantante è stato di recente accusato di essere l’ispiratore della strage di Colombine. Qualcosa di simile, sui media americani, coinvolse a suo tempo gli innocui hippies. Secondo alcuni, il movimento hippy stava nell’atmosfera generale che aveva provocato i feroci delitti di Charlie Manson e dei suoi seguaci. Secondo altri, gli hippies trovavano il loro sbocco naturale nel terrorismo, o in alternativa, nell’alienazione totale per effetto delle droghe. Nella realtà, negli anni Ottanta gli hippies erano quasi del tutto scomparsi. Ritengo che l’invenzione della setta satanica mandante e ispiratrice dei delitti del mostro, abbia un’affinità, seppure in sedicesimo, con la funzione studiata in senso teorico, e quindi messa in pratica, dagli inquisitori controriformisti per giustificare l’annientamento dei ribelli eretici e dei liberi pensatori. Traendo spunto dalla reale esistenza di autentiche sette (ma su questo sarà necessario un approfondimento), più o meno pericolose, lo stesso genere di repressione preventiva in generale riappare, in modo più raffinato e nascosto, nell’epoca contemporanea. Vero è che i fatti, gli episodi massmediatici, le reazioni, sono ancora troppo vicini agli occhi per consentire un’analisi spassionata. Ma per quanto mi riguarda, l’idea di complotto va presa sul serio. Guardo con sospetto coloro che si accaniscono tanto a sbeffeggiarla. Sono d’accordo con Carlo Ginzburg a questo proposito.

“In Italia il termine ‘complotto’ viene usato da un decennio circa in contesti per lo più negativi: quasi sempre si parla di complotti per sostenere che non esistono, o che esistono soltanto nella fantasia sbrigliata dei ‘dietrologi’ (un termine, di conio più recente, dalle connotazioni ancora più chiaramente negative)… Eppure non si può negare che i complotti esistono. Alla loro fabbricazione e alla loro scoperta sono delegate, negli Stati moderni, istituzioni apposite (i servizi segreti)… Uno storico che cercasse di decifrare questa vicenda (la vicenda del processo ad Adriano Sofri e compagni. n.d.A.). rinunciando pregiudizialmente a qualsiasi atteggiamento ‘dietrologico’ farebbe poca strada – se con ‘dietrologia’ s’intende una sobria diffidenza interpretativa che non si accontenti di restare alla superficie degli eventi o dei testi”

Perché oggi, quando tutto sembra rientrato nella più piatta assuefazione alla normalità del mercato globale, si assisterebbe di nuovo alla recrudescenza delle sette sataniche? Come spesso accade nella storia, ciò che era stato cacciato dalla porta sta rientrando dalla finestra. Rientra cioè la ribellione in una forma ancora più minacciosa, e più consapevole delle trame del potere e del suo cinismo affaristico, rispetto al movimento sessantottesco. Mi riferisco qui, esplicitamente, ai No Global. Siamo già sulla strada per satanizzare anche loro. Non simpatizzano forse, questi pseudo pacifisti, con le forze del male? Non rifiutano, essi, il coro di esecrazione isterico contro Osama Bin Laden, la nuova incarnazione del diavolo, benché sia stato allevato e nutrito dalla grande madre CIA?

Correggo il tiro: se qualcuno ha scientemente confuso le acque, ciò non è vero per la maggioranza. Il maggior numero degli avversari dei satanisti – i cacciatori di sette – probabilmente sono inconsapevoli e in buona fede. La stragrande maggioranza dei nuovi adepti del capro diabolico non sanno dei meccanismi perversi che li sovrastano, e dei quali sono involontarie comparse. Perlopiù, i rituali dei satanisti si limitano all’ostentazione di simboli esoterici : la stella a cinque punte domina su tutti. È pura coincidenza che questa stella, l’antica raffigurazione del pentacolo, benché con un significato emblematico diversissimo, sia stata scelta come simbolo dalle Brigate Rosse?

Talvolta sul corpo di una donna nuda sdraiata a mo’ di altare, viene profanata un’ostia, il sacerdote ammantato di nero legge il Vangelo alla rovescia. Il rito si conclude, magari, con una demoniaca ammucchiata. Tutto qui, per quello che se ne sa. Forse alcuni adoratori di Satana sono fedeli all’immagine del fratello minore di Gesù Cristo in maniera più ascetica e meno carnale. Poi c’è la controparte, che, forse in buona fede, li accusa delle peggiori atrocità : violenze, sequestri, cannibalismo, infanticidio, omicidi rituali e via di seguito. Proprio come gli inquisitori d’un tempo. Ma nella casistica giudiziaria, quasi mai crimini di questo genere sono stati provati, come dimostra l’episodio giudiziario dei Bambini di Satana. “L’allarme pubblico nei confronti del satanismo – a cui, soprattutto, sono attribuiti migliaia di ‘crimini rituali’ – è stato probabilmente lanciato, all’origine, da ambienti protestanti fondamentalisti, ma oggi è diffuso soprattutto dal movimento anti-sette di origine laicista. L’Anti-cult movement si preoccupa di mantenere e anzi incrementare, l’allarme sociale contro i ‘culti’ deviami per sostenere la sua richiesta di leggi speciali o misure straordinarie nei confronti delle ‘sette’ (il cui raggio di applicazione sarà poi estremamente ampio e ambiguo). In questa chiave vengono facilmente esagerate anche le statistiche sul numero dei satanisti e sulla rilevanza del satanismo come fenomeno criminogeno, facendo del satanismo il tipo stesso del ‘culto’ pericoloso e talora tentando di collegarlo in modo più o meno fondato al mondo delle nuove religioni”. Si tratterebbe di un’esagerazione, da cui nascerebbe una nuova emergenza che autorizzerebbe una più capillare attività informativa, e magari una nuova sommaria procedura inquisitoria. “L’attenzione non serpeggia unicamente nell’opinione pubblica o fra alcuni giornalisti a caccia di scoop”. Un recentissimo libro di Angelo Zappalà cita la “Relazione sulla politica informativa e della sicurezza (primo semestre 1995)” presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri, Lamberto Dini; la “Relazione sulla politica informativa e della sicurezza (primo semestre 1998)” presentata dal Presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi; le “Relazioni sul medesimo oggetto (secondo semestre 1998 e primo semestre 1999)” presentate dal Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, e quelle del primo e del secondo semestre del 2000 del Presidente del Consiglio dei ministri Giuliano Amato. Tutti questi avvertimenti sollecitano una speciale cautela, un particolare impegno di vigilanza informativa degli apparati di intelligence e di sicurezza, prendendo spunto da fatti di massimo allarme a livello mondiale – la strage sulla metropolitana di Tokio – e in base a un sospetto nascente dalle celebrazioni del Giubileo, occasione che avrebbe potuto, nell’anno 2000, essere il momento favorevole per “l’attuazione di gesti clamorosi” ed eclatanti da parte di “sette pseudo religiose ed esoteriche”, che sarebbero incrementate, in prospettiva, dalla “sempre più diffusa utilizzazione della rete internet”. Gesti clamorosi ed eclatanti che, almeno in Italia, non risulta che finora si siano verificati. Una cautela di segno opposto, che si comincia a usare anche per i casi americani – nel cui territorio brulicano sette d’ogni tipo – non si dovrebbe a maggior ragione tenere nel debito e prudente conto per l’Italia? Restringendo ancora di più il campo. Questa prudenza, non dovrebbe trasformarsi in un rifiuto nel caso di Firenze e dintorni, popolato da gente incline all’ironia e allo scetticismo, piuttosto che al fanatismo neo-religioso, e nel cui ambito, che io sappia, non si è mai sentito parlare di sette sataniche, se non dal funzionario di polizia-scrittore dottor Giuttari, e dai suoi coadiutori? Ma anche se esistessero realmente, non sarebbe meglio ascoltare il parere di studiosi seri del fenomeno, invece di affidarsi a fonti molto incerte e superficiali?  “Lo studioso non può che limitarsi a concludere che la pedofilia rituale e l’omicidio ‘satanico’ esistono presso un certo tipo di satanisti, come mostrano alcuni casi giudiziari, ma, contrariamente a quanto talora si legge, la prima è abbastanza rara, il secondo rarissimo”.  “Rarissimo” significa che il fenomeno non si produce quasi mai, e quando accade sembra molto improbabile che possa avere una durata protratta nel tempo. E possibile anche soltanto ipotizzare che per una trentina di anni un numero imprecisato di persone compia delitti del tipo che ci riguarda, senza che niente trapeli? Senza che qualcuno si dissoci dal gruppo, sia preso dal rimorso o dal disgusto, e metta allo scoperto la setta e i suoi delitti atroci? Ammettiamo anche questo. Ciò che appare incredibile, alle volte si rivela come una giusta intuizione. Ipotizziamo a distanza più ravvicinata la natura, presupposta satanica, dei delitti del mostro (rectius, nell’ambito della congettura proposta: ‘mostri’, al plurale).

Prima di tutto un elemento di distinzione di carattere generale. Non bisogna confondere le religioni con la magia, lo spiritismo, e col satanismo (anche se talvolta i confini non sono così chiari). Le religioni hanno una visione del mondo globale che impone uno stile di vita onnicomprensivo, e in molti casi una preparazione spirituale in vista dell’aldilà.

Quasi sempre gli assunti religiosi di base sono per la loro stessa natura indimostrabili, cioè insuscettibili di verifica empirica. Al contrario, la magia e lo spiritismo agiscono su campi verificabili e devono funzionare.

Maghi furono gli alchimisti come Giambattista Lulli, maghi anche i critici dell’alchimia, come Bonagiunta Orbicciani da Lucca. I maghi rinascimentali italiani-e più in generale europei erano scienziati. Maghi furono Leonardo da Vinci, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Giordano Bruno… Il fondamento scientifico e speculativo della magia la espone a verifica. A fondamento dello spiritismo e della magia moderna sta il positivismo. Per questo Conan Doyle abbandonò il cattolicesimo per diventare un seguace dello spiritismo, perché esso gli offriva dei fatti verificabili.

Non c’è da meravigliarsi, se un caposcuola positivista come Cesare Lombroso concluse la sua vita da scienziato dedicandosi allo spiritismo in collaborazione con una donna del popolo del tutto priva di cultura. La verifica empirica però, com’è immaginabile, espone la magia e lo spiritismo a continui collassamenti. Se una pozione contro l’impotenza non ha avuto efficacia, come è probabile che accada, se un maleficium non ha fatto ammalare l’insopportabile vicino di casa, l’iniziale adepto finirà con l’essere scettico sulla bontà di quelle pratiche. Perciò le varie sette magiche, spiritiste e anche sataniste, hanno spesso vita breve, o devono rinnovarsi. Veniamo alla magia moderna o contemporanea. Non si può parlare di sette che praticano la magia genericamente. Ce ne sono di vari tipi, con differenze sostanziali tra di loro. A proposito di fenomeni magici si parla in primo luogo di frode, naturalmente. Si spiegano poi alcune convinzioni con la “volontà di credere”, fenomeno psicologico attentamente studiato da William James, il filosofo pragmatista americano fratello dello scrittore Henry James. Quando non sia più sufficiente la psicologia, entra in campo la parapsicologia: “una disciplina che lotta, appunto, per vedersi riconosciuta la dignità di scienza e che è nata, storicamente, dai ‘ricercatori psichici’ che fin dal secolo scorso indagavano ‘scientificamente’ in particolare sullo spiritismo”.

Esiste la “magia pratica“, che promette poteri eccezionali, tali da modificare la vita degli adepti sotto il profilo del successo, della potenza sessuale, della salute. Si distingue poi la “magia gnostica” che fa del sapere la leva per accedere ai super-universi che costituiscono il mondo. Anche la “magia gnostica” modifica in meglio l’adepto che vi si dedichi con studio e diligenza, anch’essa ha potenzialità terapeutiche. La “magia evocatoria” riesce ad evocare spiriti, angeli o demoni, “elementali”, o spiriti della natura. Il più alto livello è raggiungibile attraverso “la magia della vita”, che insegna tecniche per giungere al mistero della vita e addirittura sconfiggere la morte, assicurando all’adepto la certezza dell’immortalità.

Arriviamo più specificamente al satanismo. La prima differenziazione, più generale, è quella tra satanismo ‘cattivo’ e satanismo ‘buono’. Quello ‘cattivo’, il più classico nell’immaginario collettivo, vede Satana contrapporsi a Dio, e postula una lotta tra le due Supreme Entità. Ma attenzione, in epoca contemporanea, spesso la ‘cattiveria’ si riduce a una rivendicazione dell’energia vitale contro l’imbroglio metafisico e teologico della Chiesa. E più una sorta di ateismo scettico sull’aldilà, a sostegno dell’aldiquà e dei piaceri che esso offre. Satana assume più i tratti di un gaudente anarco-rivoluzionario materialista, che di un promotore e facitore del male. Per il satanismo ‘buono’ si parla di Luciferismo. Lucifero diventa complementare a Gesù. Non c’è propriamente opposizione al cristianesimo ma piuttosto integrazione. La trinità diventa quaternità: Padre, figli (Gesù e Lucifero) e Spirito Santo. Per dirla in termini più banali, il male e il bene sono indissolubilmente legati, o per meglio dire sono le due facce di una stessa medaglia. Le sette luciferiane sono speculative e innocue. Un qualsiasi satanista convinto e tranquillo, è protetto, come tale, dalla Costituzione della Repubblica Italiana, art. 21 e 8, tranne che, dice la legge costituzionale (art. 8), la confessione religiosa non sia in contrasto con l’ordinamento giuridico vigente. E dov’è scritto che una convinzione antitetica al credo e alla morale cattolica violi una qualsiasi norma di diritto? Vediamo adesso le ‘cattive’: si possono individuare vari gruppi. Ma prima di accennare ad esse, apro una parentesi. L’analisi che sto facendo è per forza di cose sbrigativa, altrimenti questo libro rischierebbe di diventare un saggio sul satanismo, cosa che non è, e non vuole essere. Ho dovuto approfondire il tema, di fronte all’ipotesi strampalata formulata dagli indagatori del mostro di Firenze. Me lo sarei risparmiato, vale il discorso già fatto per tutto il libro. L’occasione, però, è stata utile. Vale sempre la pena di leggere chi ne sa su un argomento più di noi. Detto questo, continuo il mio rapido excursus. Alcuni gruppi si limitano a rituali decorativi come quelli descritti approssimativamente più sopra. In taluni casi si tratta di evocare Satana con rituali orgiastici che richiamano i culti dionisiaci. Ma oggi si direbbe che si mette in scena una specie di terapia di gruppo, recitando uno psico-dramma. Queste persone vanno lasciate fare, non danno noia a nessuno. Altri – e qui si entra nella volgarizzazione della magia, intesa nel suo significato più banale e incolto, benché diffuso – praticano la magia al fine di acquisire potenza sessuale, energia vitale, salute, fortuna al gioco o in amore, preparano intrugli stregoneschi con parti d’animali, ossa eccetera. Qualcuno- ma la cautela qui è d’obbligo, perché entra in campo una documentazione d’incerta attendibilità – disseppellisce cadaveri al medesimo scopo. Ho già citato il precedente storico messo in rima da Giuseppe Giusti. Molto spesso, quasi sempre, la polizia si trova ad affrontare il reato di truffa. L’esplodere delle televisioni libere, e dei sedicenti maghi che danno consigli a pagamento, fondandosi quasi sempre su un’analisi approssimativa della psicologia del richiedente, hanno amplificato il fenomeno. Veniamo a ciò che potrebbe riguardarci più da vicino.

Parliamo dell’ O.T.O, sigla che sta per Ordine dei Templari dell’Oriente, che non è esattamente una setta satanica, anche se di stretta vicinanza. A mio parere, questi signori – i fedeli dell’O.T.O – sono caduti in un equivoco storico. Hanno prese per vere le accuse di apostasia, in sostanza di satanismo, che nel XIV secolo Filippo il Bello rivolse ai Templari. Questi guerrieri di Dio, sparsi per tutta Europa, casti ed ascetici fino all’ossessione, ma che avevano accumulato enormi ricchezze, in un primo tempo osannati dalla cristianità che difendevano, innanzitutto durante le Crociate, da un giorno all’altro furono accusati delle più turpi nefandezze e massacrati in massa. Le accuse erano quasi certamente false. Si trattava di una questione di soldi, come al solito. Filippo il Bello, indebitato fino al collo, aveva necessità di rimpinguare i suoi forzieri. I Templari, per farla breve, furono trucidati a scopo di rapina. In ogni caso l’attuale Ordine e le sue filiazioni, si è identificato con la versione demonizzata dei Templari. (Basta ripeterle più volte le menzogne, e si finisce per farle diventare verità, come insegnano certi attuali governanti). Se ora facessi l’elenco di tutte le sette nate dall’O.T.O, o ad esso affini, sarebbe necessario un altro libro. In sintesi, la diffusione di questi culti è dovuta all’inglese Aleister Crowley (1875-1947) che ha scritto alcuni libri e fondato una chiesa a Cefalù, in Sicilia, l’Abazia di Thelema. Crowley rappresenta in un certo senso la patristica di queste sette contemporanee, anche di quelle più propriamente sataniche. In esse hanno un ruolo centrale rituali e pratiche di magia sessuale.

Faccio alcuni esempi di queste pratiche senza riferimenti alle relative sette. Ripeto che esse prolificano da un’unica origine: sono tutte variazioni sul tema. C’entra l’Oriente, come indica la seconda O della sigla, il tantrismo in particolare, e lo yoga. La reincarnazione non entra nel discorso, perché non interessante nell’ambito dell’esposizione sintetica qui proposta, benché rappresenti il più importante elemento di differenziazione fra queste sette, fino allo scisma. Le pratiche sessuali sono divise e a vari livelli. Vado in ordine sparso. In un primo livello si deve imparare a raggiungere l’orgasmo trattenendo il seme. Ciò permetterebbe di essere posseduti dallo spirito o da un “elementale” che si vorrebbe evocare, e la cui effige si è fissata durante l’atto. Ma più frequentemente si fanno pratiche di onanismo – le più a portata di mano, e quindi le più diffuse – per conseguire risultati simili. Normalmente si può espellere il seme, ma in questo caso esso non deve andare sprecato, può servire magari per qualche pozione. I coiti dovrebbero durare delle ore, poi dalle secrezioni dell’uomo e della donna si ricava un elisir che viene subito consumato. Bisogna agire con cautela e scrupolosamente: un errore, e la pratica può risultare dannosa. La scelta della donna con cui copulare, non è del tutto casuale, può essere una donna di mondo, dello spettacolo – un’attrice a esempio – una prostituta, oppure, secondo il precetto, per cui si deve superare il concetto di attraente, può trattarsi di una vecchia, o brutta, o deforme, eccetera. Un gruppo di donne, insieme, possono esaurire eroticamente un solo partner maschile per provocare la morte del giusto. Il cosiddetto “vampiro” si dedica preferibilmente al sesso orale, con una donna mestruata, per trasferire su di sé la forza della partner. Si praticano anche magie auto-sessuali in cui il seme viene messo in vergini di terracotta, che poi saranno sotterrate per sigillare il desiderio dell’adepto. Allo stesso scopo, si può prendere un foglio di carta, imbrattarlo di saliva, sangue e fluidi ricavati dalla masturbazione maschile e femminile, appiccicarci sopra capelli e peli pubici, lasciarlo asciugare, mettere tutto in una busta e spedirlo al Tempio d’appartenenza. Il Tempio si occupa di conservare dentro apposite casseforti le preziose missive che contengono i desideri degli adepti. Il Tempio, con i suoi sacerdoti, o capi, s’identifica, nella terminologia dei moderni inquisitori, col cosiddetto “Terzo Livello”.

FONTE

Nino Filastò – Storia delle Merende Infami

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Esoterismo, Occultismo

IL TEMPIO DI SET E LA CHIESA DI SATANA

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Nel 1968, ANTON LAVEY incontra MICHEAL AQUINO, un’ufficiale dell’esercito americano specializzato in controspionaggio e disinformazione che (a differenza di LaVey) può vantare un’educazione universitaria. Gradualmente, Aquino diventa il principale organizzatore della CHIESA DI SATANA, che struttura in unità locali chiamate “grotte” e arriva a reclutare circa trecento membri attivi.

Le origini della Chiesa di Satana derivano dall’incontro in California negli anni sessanta fra una tradizione Crowleyana, il mondo della controcultura e delle organizzazioni di tipo anticlericale e di contestazione della morale stabilita come la Lega per la Libertà Sessuale di cui LaVey era un attivo frequentatore. Negli anni Sessanta la CHIESA DI SATANA di San Francisco si è posta alle origini del satanismo contemporaneo e ne ha ampiamente determinato un’immagine che dura ancora oggi, benché negli ultimi anni la sua attività si sia ridotta ai minimi termini.

Il suo fondatore, ANTON SZANDOR LAVERY (1930-1997), ha raccontato per anni ai giornalisti una versione pittoresca della storia della sua vita, che ha continuato ad essere ripetuta fino agli anni 1990, quando una serie di articoli del giornalista del New Yorker Larry Wright hanno dimostrato che la maggior parte dei particolari era falsa. Il vero nome di LA VEY era Howard Stanton LeVey. Nel 1951, LaVey aveva cominciato ad interessarsi alle idee dell’occultista inglese ALEISTER CROWLEY (1875-1947) e aveva aderito ad un gruppo dell’ORDO TEMPLI ORIENTIS (a suo tempo diretto da CROWLEY) a Berkeley, collegato alla AGAPE LODGE di Pasadena fondata da Wilfred Talbot Smith e da Jack Parson. Negli anni successivi, LaVey diventa piuttosto critico nei confronti di CROWLEY dell’O.T.O. Ma nel frattempo in questo ambiente ha incontrato il regista underground Kenneth Anger. Nel 1961, LaVey e Anger fondano un’organizzazione chiamata MAGIC CIRCLE, il primo nucleo della Chiesa di Satana, fondata a sua volta il 30 Aprile 1966. Nei tolleranti anni Sessanta, il Satanismo diventa una moda in California ed è accolto con una sorprendente simpatia dai media.La pubblicazione da parte di LaVey di SATANIC BIBLE nel 1969 chiarisce che la CHIESA DI SATANA non promuove il male in quanto tale, né crede che il Diavolo esista veramente. Si tratta piuttosto di un paradossale “movimento del potenziale umano”, anticristiano e laicisita in modo militante, dedito all’esaltazione di un tipo umano che, liberato dalle superstizioni religiose e dalla nazione di peccato inculcata dal Cristianesimo, possa vivere felice e prosperare nel pieno godimento di quanto la vita abbia da offrire. I rituali di LaVey onorano Satana in un modo puramente simbolico e la versione di SATANIC BIBLE pubblicata nel 1972 è una versione ampiamente riveduta e corretta per il pubblico esterno dei riti effettivamente praticati dai seguaci di LAVEY, ampiamente improntati alle pratiche di MAGIA SESSUALE di CROWLEY cui invece non si fa cenno nella pubblicazione del 1972. Lasciando la CHIESA DI SATANA, AQUINO ne prevede la rapida sparizione : ma la sua profezia non si rivela del tutto esatta.

Per molti anni LA CHIESA DI SATANA rimane una semplice organizzazione di vendita per corrispondenza di tessere, diplomi, oggetti rituali e pubblicazioni, dopo che le riunioni delle unità locali sono cessate. Ma proprio questo basso profilo aiuta LaVey a tenersi lontano dai guai quando, dopo il processi CHARLES MANSON (1971) e l’affermarsi dei movimenti anti-sette, i media americani rovesciano il loro atteggiamento precedente di benevola tolleranza e iniziano campagne contro il Satanismo.

Sempre all’inizio degli anni Settanta, scoppia un contrasto tra LaVey e Aquino. Da un punto di vista ideologico, AQUINO COMINCIA A CREDERE NELL’ESISTENZA REALE E FISICA DI SATANA (che preferisce chiamare SET) un’entità con cui è possibile a certe condizioni entrare in comunicazione, il che lo porta a ripudiare la versione “razionalista” del satanismo di LaVey. Da un punto di vista organizzativo, Aquino resta legato al modello dei “Grottos” mentre LaVey si dichiara non interessato a gestire un sistema che assomiglia ad una Chiesa tradizionale, tanto più quando alcuni leader locali si mettono nei pasticci con la legge per diversi piccoli reati (LaVey non cessa di vantare la sua scrupolosa osservanza di tutte le leggi dello Stato, da non confondere con il suo disprezzo per le leggi della morale e delle religioni). Nel 1975 se ne distacca, ufficialmente per problemi organizzativi legati al modo diverso di considerare le “Grotte”…di fatto perché Aquino ripudia il satanismo razionalista di Lavey e si convince dell’esistenza di SET (SATANA).

Il 21 Giugno 1975 Aquino trasforma le “Grotte” in “Piloni” e fonda IL TEMPIO DI SET portando con sé molti adepti della CHIESA DI SATANA. Viene promosso un satanismo OCCULTISTA fondato sulla convinzione che SET esista veramente. Convinto che dopo gli “eoni” di CROWLEY e LAVEY si sia aperto il suo e che il Creatore abbia negato all’uomo l’intelligenza che gli è stata invece data dal Principe delle Tenebre, ripudia Dio e si schiera dalla parte dell’Avversario, l’unico che a suo parere può rendere libero e realizzato l’uomo.  Nel nuove Eone, che inizia appunto nel 75, i riti devono essere semplificati e diventare più un colloquio con SET che un rituale. Nel libro “MAGIA NERA IN TEORIA E PRATICA” Aquino scrive SET esiste e che può essere evocato, riprendendo la MESSA NERA descritta da CROWLEY, compresa una variante dell’AMRITA (bevanda sacra Indù, fonte di immortalità, che nel satanismo viene identificata a volte con lo sperma e a volte con misto di bevande eccitanti, droghe ed un pizzico di sangue).  Nelle messe nere di Aquino – che non sono altro che rituali in cui la liturgia cristiana viene rovesciata e dissacrata – si onora Satana e si bestemmia Dio, si celebra la sessualità attraverso la nudità e l’atto sessuale in ogni forma, si pratica la magia sessuale, si profanano il crocifisso e le ostie consacrate.

Nel tempio di Set si riconosce una differenza primaria tra mondo soggettivo e mondo oggettivo. Il mondo soggettivo è il mondo interiore di ogni essere senziente dell’universo e vi sono tanti universi soggettivi quanti esseri senzienti. La conoscenza del mondo oggettivo è spesso indiretta in quanto giunge filtrata da appartenenti del mondo soggettivo. L’universo soggettivo non è vincolato alle leggi dell’universo oggettivo, e può agire in maniera innaturale o libera dalle limitazioni del mondo, dei cinque sensi e delle tre dimensioni. L’epicentro di questo universo è ciò che comunemente è denominato “anima”. Per il Tempio di Set è impossibile sposare l’istanza della via di MANO DESTRA, cioè l’armonizzazione dell’universo soggettivo alle regole dell’universo oggettivo.

<< L’umanità esiste per cercare la conoscenza della legge, e aderire alla legge stessa per giungere ad un’unione finale con la realtà universale. Quando questa unione è completa, il sé individuale si annienta. In questo stato l’ego è distrutto nel momento in cui si entra nel “paradiso” od un’esistenza/inesistenza nirvanica >>

Secondo Il Tempio di Set, in contrapposizione a ciò, la via di MANO SINISTRA è

<< Il sentiero di NON-UNIONE con l’universo oggettivo. E’ la via per isolare la coscienza all’interno dell’universo soggettivo, in uno stadio di solitudine auto imposta, raffinando l’anima verso livelli ancora più perfetti. Si fa dunque si che l’universo oggettivo si armonizzi con la volontà della psiche individuale, invece del contrario. Laddove la via di mano destra è TEOCENTRICA, la via di MANO SINISTRA è incentrata sul SE’ >>

Aquino ritiene che l’universo oggettivo non sia l’unica realtà e che l’uomo, parte e creatore anche di un universo soggettivo, abbia in sé una scintilla di vita che contraddice e contesta tutte le leggi oggettive e naturali. L’esistenza di questa scintilla non postula in modo obbligatorio la creazione, ma richiede almeno l’intervento nell’evoluzione (in tempi preistorici) di un’entità intelligente distinta dall’universo oggettivo ed in conflitto incidentale, se non totale, con le sue leggi. Qualunque siano i suoi motivi, egli avrebbe instillato nell’umanità il potenziale per esercitare la stessa prospettiva, e l’intelligenza per farlo con un proposito deliberato e creativo. Lo “straniero misterioso” che ha agito ai primordi dell’umanità è un avversario del cosmo e della natura, e pertanto può essere chiamato Diavolo. E’ da questo punto di vista – per distinguersi dai tentativi puerili di entrare in armonia con il cosmo (religione e magia bianca) – che il Tempio di Set ritiene opportuno caratterizzare le sue attività con i termini di “magia nera” e di “satanismo”. Del resto, i “SET-IANI” non praticano solo la “Piccola Magia Nera” (che consiste nell’utilizzare il mondo oggettivo per i propri fini) ma anche la “Grande Magia Nera” (che porta a controllare con la propria volontà l’universo soggettivo, che è decisamente più importante).

Aquino fa notare che durante L’EONE DI SATANA (1966-1975) una certa memoria di razza di un qualche cambiamento preistorico del naturale corso dell’evoluzione umana è sembrata emergere anche al di fuori degli ambienti Satanisti.

La “Piccola Magia Nera” consiste nel far accadere qualcosa senza spendere il tempo e l’energia necessaria per farlo accadere attraverso un processo diretto di causa ed effetto. Si tratta di variazioni sullo stesso tema di base : conoscere le leggi fisiche e di comportamento dell’universo “oggettivo” e manipolarle a proprio vantaggio. BISOGNA RICORDARE CHE AQUINO È UN PROFESSIONISTA DELLA DISINFORMAZIONE NEL CONTROSPIONAGGIO DELL’ESERCITO E CHE LA “PICCOLA MAGIA NERA” SI RIVELA UNA PRESENTAZIONE IN GERGO OCCULTISTICO DI ALCUNE TECNICHE DI MANIPOLAZIONE DELL’AVVERSARIO NOTE AI SERVIZI SEGRETI OCCIDENTALI ED ORIENTALI.

La “Grande Magia Nera” è un rituale che combina il sistema di GOLDE DAWN, CROWLEY, LAVEY e contributi personali di AQUINO. Lo scopo da raggiungere consiste in un processo descritto come XEPERING e la parola del nuove EONE DI SET è XEPER, il cui significato è DIVIENI !

XEPER pronunciato KHEFFER è il termine egiziano geroglifico per “diventare” e per “a venire in essere”. Si tratta di realizzare la propria volontà, ma con l’aiuto del PRINCIPE DELLE TENEBRE, colui che ha dato in origine l’intelligenza agli uomini. L’iniziato, durante il rituale, crea il suo “doppio magico” (KA in Egiziano) e lo lancia quindi sul PIANO ASTRALE per eseguire la propria volontà. Aquino ha cercato di eliminare tutti gli aspetti clamorosi dei riti della Chiesa di Satana. Aquino suggerisce riti individuali o di coppia. Si può procedere secondo le sue preferenze e la sua fantasia, invocando gli Dei che preferisce, se non importa se mitici o reali, trattandosi pur sempre di manifestazioni della personalità di SET.

FONTE

ISTITUTO MEME – Ordo Draconis et Atri Adamantis, Dragon Rouge , Loggia Sothis

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