Salute, Scienza

IL SISTEMA RIDUZIONISTICO E L’INGANNO DELLA GENETICA

Immaginate un extraterrestre che arriva sulla Terra per cercare di capire quale sia la causa degli incendi delle case. La prima volta vede una casa che brucia, e annota che ci sono: i pompieri, forse i proprietari della casa e alcuni curiosi. Poi, per dovere di indagine statistica, si propone di osservare altri cento incendi. Si accorge che cambiano i proprietari, cambiano i curiosi, ma vede che in tutti gli incendi ci sono sempre i pompieri. Al termine della sua indagine, sulla base dei dati raccolti, l’extraterrestre ha la certezza della risposta: chi causa gli incendi? I pompieri, ovviamente! A questo punto per spegnere gli incendi bisogna uccidere i pompieri. I nostri ricercatori usano lo stesso metodo e arrivano alle stesse conclusioni.

Bruce-Lipton

In epistemologia il termine riduzionismo rispetto a qualsiasi scienza sostiene che gli enti, le metodologie o i concetti di tale scienza debbano essere ridotti al minimo sufficiente a spiegare i fatti della teoria in questione. In questo senso il riduzionismo può essere inteso come un’applicazione del cosiddetto “rasoio di Occam” o “principio di economia”-secondo cui non bisogna aumentare senza necessità le entità coinvolte nella spiegazione di un fenomeno.

L’apoteosi del sistema riduzionistico è lo studio della genetica, del DNA e la connessione con le malattie. Dal 1953 a oggi, dopo la scoperta del DNA, si è riusciti nell’impresa di sfondare un nuovo muro del microcosmo, in sostanza un passo avanti sempre nel più piccolo. Le conclusioni però non sono diverse dalle precedenti indagini. In presenza di una modificazione di un gene e di una concomitante malattia, si ritiene logica la deduzione: la conseguenza che si è andata modificando è la causa della malattia. Se riprendiamo l’allegoria dei pompieri è come se si fosse solo scoperto che a monte i anche una centrale operativa dalla quale partono i pompieri. In America si investono ormai miliardi di dollari nel programma del genoma umano e gli scienziati sembrano aver trovato pace nella ricerca delle cause delle patologie. Ovviamente, questa impostazione riconduce tutto facilmente all’ereditarietà e alla predisposizione genetica alle malattie. Cosi se una donna ha un tumore al seno e si rileva che il gene BRCAA risulta modificato, si pensa di aver scoperto in questo la musa genetica. Qual è la soluzione prospettata? Sulla base dell’esame del DNA, piuttosto ci diranno quali malattie avremo e allora, quale migliore n i a pia che prevenire con buoni farmaci? In questo contesto ci si deve mordere ancora una volta la lingua: in America i geni sono oggetto di brevetto commerciale, ma questa è la solita storia dell’essere umano che ricerca l’utile anziché il giusto.

La verità sulla genetica è un’altra.

Non sono solo gli studi di Hamer a confortarci dell’ennesima inesattezza riguardo al DNA, conseguente all’indagine riduzionistica. Recenti studi in biologia hanno confermato che la vita di una cellula dipende principalmente dalla membrana esterna, dove risiedono le PIM (Proteine Integrali di Membrana), deputate al transito in entrata e in uscita di tutti i segnali.

Mono proprio i segnali esterni che hanno determinato, in miliardi di anni di evoluzione, la formazione dell’attuale stato cellulare, nucleo e DNA compreso. Infatti, se volete eliminare una cellula, basta ledere la membrana plasmatica esterna, mentre togliendo nucleo e DNA la cellula continua a vivere.

All’inizio le cellule erano procariote (senza nucleo) e per miliardi di anni hanno popolato la Terra, poi si sono evolute acquisendo ed elaborando nel tempo i segnali esterni. Questi si sono trasformati in informazioni immagazzinate e raccolte nel nucleo e nel DNA, per conservare la memoria di quanto acquisito.

Ma questo nucleo non sta lì a programmare malattie, anzi continua a modificarsi nel tempo e questo solo in base ad altri segnali ricevuti dall’esterno attraverso la membrana.

Secondo il biologo Bruce Lipton queste continue modifiche e adeguamenti ai segnali esterni sono ciò che chiamiamo semplicemente evoluzione dell’universo; secondo Hamer, conflitti biologici che ci permettono di evolvere, superando l’ostacolo. E’ interessante rilevare come queste considerazioni raccolte dalle ricerche in biologia da Lipton siano del tutto indipendenti dalla ricerca di Hamer, ma si supportino scientificamente. Spesso nel percorso delle scoperte scientifiche abbiamo assistilo al raggiungimento di risultati similari o complementari ottenuti, quasi contemporaneamente, da scienziati diversi, oltre che per nazionalità, anche per metodo di ricerca. Se questo ci fornisce da un lato la garanzia della scientificità delle loro scoperte, in quanto reciprocamente comprovabili, dall’altro ci con ferma che quelle scoperte sono storicamente pronte per l’umanità. In questo senso possiamo affermare che, grazie a due scienziali Hamer e Lipton, stiamo assistendo al raggiungimento di uno sti a ordinario traguardo comune: la definitiva prova scientifica del coinvolgimento della psiche umana nei processi patologici e nel processi biochimici del corpo umano. Le conseguenze delle loro ricerche sono sconvolgenti, perché con la Nuova Medicina di Hamer viene ribaltata la diagnostica della Medicina, mentre con la Nuova Biologia di Lipton viene annulla to il determinismo meccanico cellulare. I risultati raggiunti, l’uno in Medicina, il secondo in Biologia, a avallano reciprocamente e soprattutto aprono la strada allo straordinario percorso di rivalutazione dell’individuo e della sua componente psichica.

Ulteriori conferme di questi assunti sul DNA vengono da più parti del mondo scientifico. Bertrand Jordan, direttore di ricerca presso il Centre National de La Recherce Scientifique (CNRS) francese e responsabile del Centre D’Immunologie di Marsiglia – Luminy, sostiene che tutta la questione dell’imputabilità delle malattie al DNA è un’impostura e accusa i genetisti che la accreditano di essere ciarlatani della scienza. Anche lui sostiene che i geni propongono, ma è l’ambiente che dispone. Sul fronte dell’applicazione terapeutica della genetica il tutto ci viene confermato da Craig Mello, premio Nobel per la medicina nel 2006, che riconosce il potenziale incredibile della terapia genica, ma afferma che, per ora, è solo un gigante addormentato. Conoscendo le cinque leggi biologiche c’è da pensare che non si sveglierà mai.

FONTE BIBLIOGRAFICA

Claudio Trupiano – Grazie, Dottor Hamer

 

 

 

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