Senza categoria

GIUDA, IL DESIDERIO

1095369-lady-gaga-judas-617-409

Nel Dramma Cosmico del Cristo, Giuda è il primo che entra in scena, proprio perché egli è la rappresentazione del desiderio. Ognuno ha II suo Giuda personale interiore. Il tradimento è rappresentato dai trenta denari di argento, i denari sono il tradimento della Coscienza per la materialità. L’argento, a sua volta, simboleggia anche la psicologia umanoide, la luna, l’influenza lunare, la psicologia lunatica, il nostro aspetto lunare, il lato oscuro della luna. Come la luna anche Giuda ha due facce, una luminosa e l’altra in ombra, essi sono i due aspetti, unii positivo ed uno negativo, del nostro Giuda interiore. Ogni apostolo rappresenta un aspetto interno dell’individuo. In esoterismo si dice che Giuda in segni nel “bene” e nel “male”, quando è nel bene è la luce della nostra coscienza e della nostra intelligenza, quando è nel male insegna attraverso il dolore ed il tradimento di se stessi. E’ così che impariamo a conoscerci, di tradimento in tradimento e di pentimenti in pentimento. La sete della conoscenza e la comprensione del lavoro psicologico giungono a noi quando abbiamo risvegliato l’intelligenza interna. Beato colui che incontra il suo Giuda interiore, perché inizia a comprendere cosa sia il lavoro psicologico su se stesso, a comprendere perché soffre Giuda è colui che ci Guida al maestro interno.

Egli nel suo aspetto negativo porta i romani a Gesù, ma nel suo aspetti positivo indica al “popolo” chi è il maestro, chi il salvatore. Il pane imbevuti nel vino è un altro segno del tradimento. In tutto questo arriva Pilato che hi lava le mani, come fa la mente quando si giustifica, egli non si prende la responsabilità di condannare il Cristo a morte. Pilato è la mente in noi che controlla la nostra rivoluzione interiore personale, Pilato è l’uomo di Cesare, egli è il capo dei romani, è colui che deve tenere il popolo sotto controllo Simbolicamente, il nostro modo di progettare la vita, di operare scelte miro te, come ci fosse un idea di fondo che ci costringe a tenere una condotto gregaria, tra le righe, come fossimo un popolo da domare, è interpretali i dal nostro Pilato interiore, è lui che lo fa, egli non ci lascia uscire dai sistemi, i sistemi sono nella mente, Roma sono i sistemi, Roma è il contrario di “amoR”, la razionalità è il contrario dell’amore. Gesù era un rivoluzionario, egli è la rappresentazione della rivoluzione interiore, egli insegnava ad usci re dai sistemi, insegnava che “dare a Cesare quel che è di Cesare” ci liberti la coscienza e ci porta nel regno di Dio, che è il regno del Reale.

Dare a Cesare quel che è di Cesare” – significa che uno non deve lasciare “coscienza” nelle cose, perché, altrimenti, ciò che possediamo finisce per possederci; egli insegnava a dare la giusta importanza alle cose, insegnava a dare In giusta dignità all’uomo e a cercare negli istanti della vita stessa la ricchezza  vera, insegnava a cercare la comunione con l’Essere, ecco perché diceva “lo ed il Padre mio siamo uno” – ed ecco perché diceva che “è più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che un ricco abbandoni tutte le sue ricchezze”. L’apostolo Pietro dicono fosse ricchissimo, ma questo non gli ha impedito di essere al seguito del suo maestro, le ricchezze di cui si parla sono i “sistemi”, le regole, quelle idee con cui tu interpreti o meglio colori impressioni che arrivano nude, ma che tu vesti, farcisci del tuo “soggetto”.

Lady-Gaga-Judas-Recap-peter

Ecco perché ti ho detto che sei pensato. Quello pensi non ti appartiene, ti è stato detto, sei stato “educato” a pensare così. Ma si può cambiare. La ricchezza non è un problema, non mi devo privare di ciò che possiedo per diventare saggio, tanto più che essere povero, come lo hai inteso, altro non è che aver ceduto la propria anima in cambio di un lavoro che non ami e che non hai scelto. La saggezza è la vita vissuta con Coscienza, non mi devo infliggere pene o ritirarmi in convento fino a quando non sono divenuto santo, anzi è solo restando dove siamo – col lavoro che abbiamo e con le persone che conosciamo – che impariamo a dominare le passioni e a liberarci dai sistemi.

Man mano che mi sviluppo e che mi rendo conto, man mano che pratico il cammino del risveglio, il semplice fare questo, farà cambiare le condizioni della mia vita: è inutile cercare di cambiare la vita fuori, è dentro che si deve trovare la forza di morire e liberarsi.

Gesù insegnava che il suo regno non era di questo mondo, egli era uscito dai sistemi, era il Cristo fatto uomo, aveva rivoluzionato la sua coscienza e poteva “camminare sulle acque “.

Le acque rappresentano le acque seminali, e camminarvi sopra significa averle dominate ovvero dominare i propri istinti animali.

Per questi ed altri motivi è importante individuare il proprio Pilato personale, il che significa che ognuno deve rendersi conto di come giustifica le sue azioni, in che maniera, cioè, si giustifica, come dorme, come giudica, cosa pensa degli altri e della sua vita, come cerca di attirare attenzione su di sé e quali meccanismi psicologici attua. Quello che dobbiamo capire è che la mente ci aliena, passa tutto il tempo a cercare di controllare la nostra personale rivoluzione interna, la mente è ricca dei sistemi del mondo, crea problemi, complica le decisioni, si lamenta, chiacchera, tutto per un unico scopo: TOGLIERCI CHIAREZZA.

In questo stato l’uomo non ha la possibilità di attingere al proprio vero potenziale ed è incapace di percepire l’unico vero tempo esistente: il Momento Presente.

Percepire l’istante permette all’uomo di attingere dal suo vero potenziale e pertanto di cambiare le sorti della sua esistenza.

Dobbiamo poter uscire dai sistemi, dobbiamo imparare ad uscire dai sistemi, dobbiamo poter fare un lavoro psicologico su noi stessi che ci permetta di “vivere nel mondo, ma non essere del mondo”, non appartenere a niente e nessuno.

Bisogna servirsi della normale vita quotidiana come strumento per risvegliare la propria consapevolezza e lavorare alla dissoluzione dell’ego animale, della sua mente, delle sue emozioni e delle relative manifestazioni.

Chi ha un problema e continua a pensarci, magari ne parla anche in giro a tutti, afferma quel problema e non se ne libere­rà mai, se uno smette di pensarci non ha più il problema, questo semplicemente perché avendo smesso di pensarlo ha smesso di affermarlo. Il lavoro del Pilato personale è renderci indecisi, ecco perché chi domina la mente risolve la vita. Il metodo è non permettere alla mente di “DIVAGARE”. Bisogno poter in qualche modo smettere di chiacchierare con i nostri stessi pensieri Pilato è la diplomazia, il giudicare, assolvere o condannare, la mente non può uscire da questi due poli, ecco perché la persona che si risolve a ‘fare’, ed è agire con coscienza, interrompe l’indecisione. Sapete perché normalmente in realtà, noi non guardiamo mai nulla e ci limitiamo invece solo a proiettare le idee che abbiamo su qualsiasi cosa ci capita a tiro? Perché “guardare” é troppo pericoloso, “guardare” distrugge la continuità del pensiero, la mente chiacchiera proprio per impedirci di fare questo. Bisogna “guardare”.

E’ importante promuovere presenza, perché se in un momento “guardo” smetto di pensare, fermo la continuità del pensiero e divento “Reale”, percepisco il Momento Presente. Quello che viene dopo, quello che segue a quali do interrompiamo l’attività del pensare, nessuno può spiegarlo, ognuno In conosce per se stesso, ognuno lo sa, solo, perché ne fa esperienza; cercare di descriverlo, si può anche fare, ma non è come “essere” lì. Essere vivi è una cosa vera, è senza condizioni ed è senza spiegazioni: “è”. Liberarci da tutto quello che ci impedisce di Essere è il nostro scopo, e se non ci riusciamo da soli dovremmo poter assumere, incontrare un “insegnamento” che ci aiuti a farlo, e poi sbarazzarci anche di quello. La verità é palese sotto gli occhi di tutti, ma noi non la “guardiamo”.

«Ora tu sei giunto al punto in cui, incoraggiato dall’immagine di un uomo, vuoi seguire i suoi insegnamenti. Molto lodevole! Questo insegnamenti però, contrariamente alla fonte da cui provengono, hanno esaurito la loro efficacia e tu devi cercare la via mediante cui continuano oggi a operare. Quando l’avrai trovata, seguila; non perdere il tuo tempo in futili speculazioni, non chiederti se può andar bene con Gourdjieff, con Simon Pietro o con il Faraone! Vuoi seguire un insegnamento evoluto r organicamente armonioso o vuoi ricomporre un “puzzle” cercando continuamente di scoprire i rapporti che esistono tra mille e una circo stanza, attività, popolazione, civiltà tanto dissimili quanto attraenti? »

«Se è questo che vuoi, allora studia l’archeologia, l’antropologia o le strutture culturali e accontentati di scoperte interessanti e di prospettive eccitanti. Vuoi delle guide “soprannaturali” sotto forma di capi Pellerossa, vuoi sentire le voci dell’aldilà? Rifugiati nello spiritismo. Ma se vuol ottenere dei progressi autentici, attraverso un lavoro arduo e disciplinato, abbandona il tuo modo di pensare schematico, abbandona il tuo orgoglio tracotante, la tua fiducia nella potenza del tuo intelletto e sperimenta ciò che può solo essere sperimentato »

Rafael Leforl, I Maestri di Gourdjieff

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...