Sessualità

OMOSESSUALITA’ E KARMA

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Per chi accetta la teoria del Karma diventa facile spiegare l’omosessualità, per lo meno nella maggioranza dei casi : infatti se una persona ha avuto la stessa identità sessuale in una o in più esistenze precedenti, se si è incarnato sempre in un uomo, magari forte, valoroso, un guerriero o un capo…quando rinasce in un involucro femminile avrà qualche difficoltà ad accettare questo nuovo involucro, così diverso nella struttura e nelle funzioni, e anche un ruolo passivo, con un altro tipo di sensibilità ed un altro modo di pensare e di agire.

Per capire come ci si può sentire in questi casi, c’è un film divertente e molto significativo in questo senso, “Nei panni di una bionda”, in cui un pubblicitario maschilista, che non perde mai l’occasione di sedurre una donna, viene ucciso da tre delle sue amanti, coalizzate fra loro. Subito dopo il trapasso gli viene data la possibilità di incarnarsi subito per redimersi. Ma quando si risveglia è una donna : e anche se non ha perso la memoria e il contatto con la propria mente, la propria identità, il suo fisico ha gli attributi decisamente femminili di Ellen Barkin.  Per cui il/la protagonista, estremamente a disagio in quel corpo che non conosce, all’inizio parla con voce profonda e gutturale, usa un linguaggio scurrile, frequenta locali malfamati e tracanna alcolici con disinvoltura, tira dei destri formidabili a chi allunga le mani o fa apprezzamenti sulle sue forme, barcolla sui tacchi a spillo e non sa come si allaccia un reggiseno. Cambierà quando, dopo una sbronza, si ritroverà incinta.

Bene, chi si reincarna subito dopo la morte, senza avere avuto il tempo o la capacità di elaborare nell’aldilà la propria esperienza e di staccarsi dalla propria fisicità, prova esattamente le sensazioni della protagonista di questo film. Ricordo a questo proposito lo sconcerto e il turbamento di un ragazzo decisamente virile, che durante una regressione ipnotica di gruppo ricordò di aver partorito un bambino, in una delle sue vite precedenti. Al suo risveglio, si guardava i fianchi quasi incredulo, colpito dalle sensazioni sconvolgenti che aveva provato.

Un caso molto significativo a questo proposito è quello di Salvatore, un bel ragazzo, minuto, sensibile, che pur non sentendosi gay fin da bambino è attratto dagli abiti femminili, tanto che, quando la mamma è assente, li indossa e si eccita sessualmente. Certo, secondo un’interpretazione psico-analitica, potrebbe anche essere un modo di possedere la madre attraverso i suoi vestiti, ma la regressione ipnotica ha rilevato elementi differenti. Non appena Salvatore viene messo in stato alfa, rivive un’esistenza molto recente. “Sono una donna, forse una prostituta” dice. “Sono nuda davanti davanti ad uno specchio e mi sto pettinando. Ho 25 anni, un bel seno, un bel fisico, i capelli lunghi. Sono nella camera di un albergo, vedo un arredamento forse anni Cinquanta…anche l’abbigliamento è di quell’epoca”.

“Ora ritorna all’infanzia di quella vita…”

“La mia famiglia è agiata, abito in una bella casa, con le porte liberty, disegnate come le finestre. Mio padre è un uomo distinto, accanto a lui c’è mia madre che sorride”.

“Studi?”

“Si, vado a scuola. Siamo tutte vestite uguali, tipo collegio, con la gonna e la camicia bianca. Quando esco dalla scuola, mi fermo ad aspettare qualcuno. Si avvicina una macchina nera, guidata da un ragazzo che conosco : gli sorrido, deve essere il mio ragazzo. Ci salutiamo e mi fa fumare una sigaretta. Deve avere problemi con la giustizia, sento che non è un tipo per bene”.

“Come l’hai conosciuto?”

“Ero ad una festa in un cascinale in campagna e lui si è avvicinato : vedo che ballo con lui, poi salgo sulla sua macchina. Ho 18 anni. Siamo dentro la macchina, piove forte, lui mi tocca, facciamo sesso. Mi piace, ma questo mi lega a lui, non posso fare a meno di vederlo, anche se capisco che è un mascalzone, è cattivo, gli piace possedermi per dimostrare la sua superiorità.

Ora sono in discoteca, davanti al bancone del bar, sto scolandomi una bottiglia. Credo di essermene andata di casa, per seguire quel ragazzo. Salgo delle scale per uscire dal locale, sono in strada, sto andando via da sola. Alcune persone mi fermano per aggredirmi, mi portano via la borsetta. Corro più forte che posso, ma mentre attraverso la strada una macchina mi butta per aria. Mi vedo per terra, poi in una barella all’ospedale, con la maschera dell’ossigeno, sotto le luci della sala operatoria. Poi vedo il mio corpo dall’alto. Sto andando via”

Approfondendo questo episodio in una seduta successiva, Salvatore scoprirà che per compiacere quel ragazzo, era arrivata a prostituirsi e a passare la droga a qualche cliente. E qualcuno avevo voluto dare un avvertimento al suo compagno investendola con la macchina. Così, di quella vita pagata caro prezzo, era rimasto il piacere dei bei vestiti e certe sensazioni forti ed un po’ morbose…

OMOSESSUALE PER SFUGGIRE ALLA VIOLENZA

Una delle cause che possono incidere nella scelta dei partner è la violenza. Una persona abusata nell’infanzia (solitamente dal padre) per la paura di vivere altre violenze da adulta, potrebbe cercare l’amore in un’altra donna, una figura maggiormente rassicurante, dolce e protettiva, che in parte sostituisce nelle sue aspettative inconsce l’affettività materna.

Ma a volte questa violenza non si è verificata in questa vita, bensì in una delle precedenti. E’ il caso di una pittrice, Silvia, che da bambina trova un parente impiccato, un’esperienza traumatica che ha provocato in lei una serie di problematiche, tanto che per un anno si è chiusa in sé, rifiutandosi di parlare, con immaginabili problemi scolastici. Poi, da grande, dopo una serie di brevi storie sentimentali insoddisfacenti, si innamora di un’amica, con la quale ha una breve relazione. Quando questa ragazza la respinge, diventa il suo grande amore impossibile, la sua magnifica ossessione, per la quale da una parte congela la sua affettività e dall’altra alimenta la sua creatività.

Ma le angosce di questa vita – come afferma anche GROF – sono sempre il riflesso di altre esperienze traumatiche del passato. E cosi è anche per Silvia, che rivive infatti numerose esperienze drammatiche. In una di queste è la figlia di colore di un mercante di schiavi, piuttosto violento e privo di scrupoli, che la fa studiare affinché ella lo aiuti a tenere i conti ed a scrivere lettere per vendere la sua “merce”.  Inoltre la obbliga a portare nelle case dei signorotti locali messaggi di delazione, in cambio dei quali riceve dei soldi. Durante una delle sue “missioni” conosce un ragazzo di cui si innamora. Dopo qualche tempo rimane incinta, ma il suo è un amore impossibile e per questo deve scappare in un paesino ai margini del deserto, dove verrà raggiunta da alcuni soldati che le portano via il figlio, lasciandola morire sola e dimenticata.

Quando la mando ancora più indietro per vedere se è possibile trovare la causa di questa sofferenza in un’esistenza ancora precedente, si rivede giovane contadina che, spinta dalla povertà, vende ad una signora ricca il figlio adolescente. In un’altra vita si ritrova in un paesino di montagna sola con il padre, una persona ignorante, rozza, che la molesta. Il suo solo svago è disegnare. Casualmente conosce una giovane turista americana, a cui fa un ritratto, che la spinge a coltivare il suo talento. Tra loro nasce un rapporto di amicizia – con probabili risvolti omosessuali – e l’americana la invita ad andarsene di casa con lei. Ma il padre la scopre e la segrega in una cantina, dalla quale non uscirà mai più. Passerà il tempo a dipingere e morirà a quarant’anni, debilitata nel corpo e nella mente. “Quando abbandono il piano materiale, sento una voce che mi dice LA LUCE E’ DENTRO DI NOI…ma io non capisco, la mia mente non è in grado di recepire. Sono molto stanca, ho solo voglia di riposare”.

Infine, in un’esistenza a Monaco di Baviera, viene violentata dal fratello, che di notte entra nel suo letto per “giocare” con lei. “Ma non mi vuole bene, è cattivo, vuole solo farmi del male” dice. E un giorno, mentre i genitori sono fuori, lui la obbliga ad entrare nella vasca da bagno con la scusa di volerla lavare e la affoga. “Mi ha messo una mano sulla faccia e mi spinge. Ho paura. Vedo tutto buio. Il solo ricordo della vasca mi angoscia”. Piange. E questo ricordo verrà fuori di tanto in tanto anche mentre sta affrontando altre vite o altri problemi, come se facesse fatica a scaricarlo definitivamente. Infine, durante l’occupazione nazista, è una giovane donna francese che viene violentata da alcuni militari tedeschi.

Di fronte a tanta violenza e tanto dolore reiterato, c’è da chiedersi se queste memorie sono autentiche o se invece sono proiezioni di conflitti, paure, angosce non risolte.

Ma se sono autentiche – c’è da chiedersi per quale motivo il fato infierisca in questo modo su una creatura : c’è da pensare che in altre esistenze, non ancora emerse, abbia compiuto atti terribili o che per evolversi e capire abbia bisogno di passare attraverso la sofferenza.

FONTE : Manuela Pompas – Reincarnazione

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