Cinema

Stephen King’s IT

« Io sono L’Eterna, sono La Divoratrice di Mondi e vi porterò nei Pozzi Neri e mi vedrete come sono veramente, nella mia vera forma, e non sopravviverete! Sono scesa su questo pianeta in questa stupida città che è adesso la mia tana per mangiare tutti i suoi abitanti! Vi divorerò tutti, dal primo all’ultimo! >>

L'album della famiglia Hanlon

L'album della famiglia Hanlon

It è un romanzo horror scritto da Stephen King e pubblicato nel 1986. Considerato il capolavoro di King, It è una lunga e sinistra saga corale che si espande tra orrori inquietanti e drammi umani senza speranza, e tratta i temi che in seguito diventeranno il simbolo dell’autore : la forza soverchiante della memoria, la profonda incisività dei traumi infantili, il prezzo della violenza occultata dietro una fragile maschera di felicità, la grettezza e la bassezza umana nascosta dietro le apparenze di una ridente e piccola cittadina.

JOHN WAYNE GACY

Il personaggio di Bob Gray/Pennywise potrebbe essere parzialmente ispirato a John Wayne Gacy, Questi fu soprannominato Killer Clown per aver rapito, torturato, sodomizzato e ucciso 33 vittime, quasi tutti adolescenti e maschi adulti, 27 dei quali seppelliti sotto la sua abitazione o nascosti ammassati in cantina dal 1972 fino alla sua cattura avvenuta nel 1978, scattata per il fallito occultamento della sua ultima vittima. Il nome con cui è diventato noto deriva dall’aver intrattenuto i bambini ad alcune feste con costume e trucco da clown facendosi chiamare Pogo il Clown. Il movente degli omicidi sarebbe la sua omosessualità repressa (non e’ un movente, ndr). Pochi sospettavano ciò, anche perché era sposato. Gacy era un tipo socievole agli occhi dei concittadini, quindi era anche insospettabile. L’omicida dopo il processo venne condannato a morte e giustiziato con iniezione letale nel 1994. Alla sua morte lasciò un discreto numero di disegni raffiguranti pagliacci ora parte di collezioni private. Le perizie psichiatriche effettuate su di lui dimostrarono – come per molti serial killer “organizzati” (in che senso organizzati? aveva dei complici?) – una notevole intelligenza (forse anche questo e’ considerato un reato) . La vicenda e gli omicidi di Gacy contribuirono ad alimentare la paura del “clown malvagio” nell’immaginario popolare.

IL MACROCOSMO

Come raccontato verso la fine del romanzo, It è esistito molto tempo prima della nascita dell’Universo. Assieme a lui, la Tartaruga Guardiana (comparsa anche nella saga de La Torre Nera e contrapposta a lui in quanto entità positiva) e l’Altro, essere superiore responsabile della nascita di entrambe le creature (una sorta di visione “Kinghiana” di Dio). Il posto in cui It, nella sua vera forma (nota come I Pozzi Neri) risiede, è una dimensione alternativa, nota come Macroverso (o Macrocosmo) tuttavia, agli albori dei tempi, egli decise di trasferirsi sul pianeta Terra, proprio nel luogo in cui, milioni di anni più tardi, sarebbe sorta la città di Derry (come vedranno, in una visione, Mike Hanlon e Richie Tozier). Quando la città venne edificata, It diventò un tutt’uno con essa e con la vita quotidiana degli abitanti, entrando in simbiosi e creando un legame inconscio con essi : IT ha bisogno degli abitanti di Derry come loro hanno bisogno di It, come scrive King nel libro. It permane in uno stato di riposo, risvegliandosi ogni 27-30 anni per sfamarsi. Il suo risveglio e il suo ritorno in letargo sono sempre scanditi da varie tragedie, come l’incendio del “Punto Nero”, oppure l’esplosione delle ferriere Kitchener.

IL CICLO

Per milioni di anni, It ha abitato il luogo che poi sarebbe divenuto Derry, in attesa della comparsa del genere umano, evento che, in qualche modo, sapeva sarebbe successo. It ha adottato un ciclo in base al quale egli, come già accennato, si risveglia ogni 30 anni. Ad ogni suo risveglio, nella cittadina avvengono atti di straordinaria violenza e tragicità, come omicidi, stragi, tragedie misteriose, inspiegabilmente trascurati o dimenticati da coloro che vi assistono. È a causa sua e della sua influenza se Derry è divenuta teatro di un grande numero di crimini o avvenimenti funesti. Nel corso di tutti questi eventi, It uccide un gran numero di persone, soprattutto bambini (poiché come egli stesso dice, le loro paure sono più facili da interpretare). Nonostante ciò, il gran numero di morti e di sparizioni che egli causa non sono mai riportate a livello nazionale, poiché egli non vuole che sia così (gli abitanti di Derry, nonostante ne ignorino l’esistenza, inconsciamente sottostanno al suo volere). Il potere di It sulla città e i suoi abitanti è così grande che la sua morte provoca una terribile tempesta che danneggia la parte centrale di Derry.

LE FORME CHE ASSUME

Robert Gray, alias Pennywise il Clown danzante : è la forma che It prende più comunemente, soprattutto quando va a caccia di bambini. Pennywise spesso porta dei palloncini colorati con sé, e si diverte a fare delle battutaccie mentre pedina le proprie vittime.

Occhio gigante : quando i Perdenti lo affrontano per la seconda volta.

Dracula : visto così da Ben adulto, alla biblioteca di Derry. Questa trasformazione viene descritta come un pallido uomo in mantello nero con lame di rasoi come denti (ricorda l’aspetto di Kurt Barlow, vampiro antagonista del libro Le Notti di Salem).

La Luna : quando It “convoca” Henry Bowers.

Il cadavere di Patrick Hockstetter : appare brevemente così ad Eddie durante il primo scontro, poco prima di diventare L’Occhio Gigante. Nel futuro Eddie lo vede di nuovo dai fratelli Tracker nel 1985.

La Testa di Stan Uris : all’interno del frigorifero, It appare come la testa parlante e riempita di penne dell’Uccello Gigante a Mike da adulto. Mentre Henry si scontra con Mike, la testa dondola su una molla come un Jack-in-the-box. Mike lo vede come la testa di Stan, mentre Henry lo vede come la testa di Victor.

La strega di Hansel & Gretel : appare così all’adulta Beverly Marsh, quando visita la sua vecchia casa ora di proprietà di una donna chiamata Mrs. Kersh, che si tramuterà in una vecchia Strega rivelando di essere It, e nello stesso tempo, l’intera casa si tramuterà nella Casa di Marzapane della fiaba.

Il ragno gigante : appare così alla fine di entrambi gli scontri finali contro “I Perdenti”. Secondo il libro, anche se questa non è la sua vera forma, è, tra quelle comprensibili dalla mente umana, l’aspetto che più si avvicina alla natura di It.

I Pozzi Neri : la vera forma di It che si trova nel Macroverso, descritta come una non luce attorniata da una potente forza gravitazionale. I pochi che hanno visto il malefico clown nel suo vero aspetto sono morti (nel caso di Tom Rogan) o è stato loro spento l’intelletto (nel caso di Audra Philips).

LA MIA INTERPRETAZIONE

IT riesce ad antropomorfizzare le paure dei comuni mortali. IT si nutre di adolescenti, con la complicita’ degli abitanti di Derry, che hanno stabilito un legame inconscio con esso e che lo assecondano in ogni modo. IT riesce a depistare le indagini e a far confessare tutti i delitti ad Henry Bowers, un poco di buono che pero’ non aveva assolutamente nulla a che fare con i suoi crimini.

Considerando che nella realta’ una cospicua quantita’ di adolescenti scompare nel nulla ogni anno e che nessuno ne parla, nemmeno per sbaglio. Considerando che gli adolescenti – in tutte le leggende e in tutte le correnti esoteriche – sono il miglior cibo per nutrire le eggregore, che lo ricordiamo, esse sono agglomerati di energia creati nell’antichita’ tramite sofisticati riti occulti e che assumono la forma delle divinita’ in cui la gente crede (un po’ come IT). Considerando che i delitti attribuiti a JOHN WAYNE GACY forse non sono propriamente opera sua.

Considerando tutti questi elementi mi sento di affermare che IT e’ molto, molto di piu’ che un semplice romanzo. Cio’ che non e’ possibile stabilire – ma che volendo guardare non e’ affatto necessario determinare – e’ fino a che punto Stephen King ne sia consapevole. Gli artisti seguono le proprie intuizioni ed esse giungono da quella che gli esoteristi chiamano “la sorgente di ogni cosa” ovvero cio’ che ha creato gli universi, dai quali sono nati i pianeti, dai quali sono nati gli “alieni”, dai quali siamo nati noi, che a nostra volta procreiamo o portiamo avanti ricerche sulle clonazione ignorando che cosa ci sia all’origine di tutto questo “creare”. Anche se gli esoteristi le hanno dato un nome, si tratta di qualcosa che la mente umana non puo’ comprendere e di conseguenza non puo’ descrivere. Una frase simile viene pronunciata anche da IT per descrivere se’ stesso ed intimorire le sette persone (un numero molto particolare) che si coalizzano per combatterlo. Il numero sette e’ la somma dei numeri tre (Dio/Perfezione) e quattro (Uomo/Imperfezione) e di conseguenza rappresenta la coesione tra l’uomo e Dio, l’uomo che sa farsi attraversare dalla “voce” della sorgente e che si comporta di conseguenza. Forse e’ questo che ha mosso Stephen King e gli altri artisti di cui parlero’ nei successivi post : una forza il cui scopo e’ difficile – se non impossibile – comprendere.

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3 thoughts on “Stephen King’s IT

  1. JimmyShelter ha detto:

    Interessante…sono sempre stato affascinato da IT, dalla perfezione con cui è stato creato…la storia intera è incredibile, un essere eterno e diciamo quasi divino, qualcosa di innominabile, appunto IT…
    La cosa che piu mi ha colpito e che ho sempre adorato, (quasi da volerci fare io stesso un romanzo) è la psicologia con cui le persone di Derry erano sue schiave, pur non sapendolo,…la debolezza della mente, la paura di vedere la verita’…come essere intrappolati in un sogno e non sapere che stai sognando di conseguenza non ti svegli mai, un vero incubo, proprio come la luce di IT, vedere IT è come vedere la verita…e la verita potrebbe addirittura ucciderti.
    La verita che spaventa l”uomo piu della morte stessa…vincere IT è un po come vincere con se stessi, nella propria vita, nella propria anima.
    Il tutto traspare dal clown, immagine accogliente e superficialmente accettata dalle menti deboli, da chi non è capace di vedere la verita’ che si cela dietro…mai esistito un muro piu spesso di quello psicologico.
    IT tiene vivo e mostra evidente il sempiterno dramma umano, forse è proprio questo che amo di piu.

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