Esoterismo, Magia, Religione, Ritualità, Spiritualità

BATTESIMI, SACRAMENTI E INIZIAZIONI

setta

A completamento di quanto già scritto in particolare nel “Nient’Altro che Sé Stessi” e di quanto spiegato in numerose conferenze disponibili online, si prendono qui in considerazione i tre aspetti principali implicati nei legami e nelle interferenze spirituali. Quanto qui riferito al battesimo cattolico (dato il peso specifico di questo legame) si estenda, con i dovuti aggiustamenti, alle più diverse forme di interferenza e manipolazione spirituale ed energetica, essendo, i meccanismi generali, i medesimi.

Si definirà come “atto interferente” (all’origine o nel divenire) ogni qualsivoglia azione battesimale e sacramentale, iniziazione, attivazione o manipolazione subìta in seno alla Chiesa Cattolica così come presso qualsiasi contesto religioso o esoterico (pseudo-esoterico), oppure relativa a circostanze ricondotte ad interferenze aliene di qualsivoglia natura. Aliene sia in senso dimensionale, sia, soprattutto, in quanto aliene alla nostra Natura reale e Volontà consapevole. È qualcosa che ci ha coinvolto e di cui oggi vogliamo liberarci, anche se originariamente corrispondeva anche ad una scelta consapevole (questo ovviamente non è il caso del Battesimo Cattolico, ma può essere il caso di altre “iniziazioni” ricevute).

L’atto interferente va inteso fondamentalmente come la connessione ad una “forza” (o sistema di forze): un sistema di credenze e prassi religiose e sociali, un dio o un pantheon divino, una chiesa, una scuola di pensiero, una via iniziatica, un maestro o un guru così come ad un corpo dottrinario, ad un serbatoio energetico, ad una forma pensiero o psicocreatura, ad un contesto rituale e così via.
L’interferenza viene esercitata, in forma esplicita o implicita, ovvero in forma più o meno (o per nulla) evidente e dichiarata, da parte di un mediatore: un maestro, un sacerdote o un ente alieno che in tutti i casi interferiscono manipolando profondamente l’anima, l’energia e la mente umana assumendo dunque un atteggiamento predatorio e vampiresco a diversi livelli di invadenza e di predazione.

L’azione viene esercitata (di fatto imposta) estorcendo un consenso,  approfittando di uno stato di ignoranza e di conseguente incoscienza, stato che spesso rientra in una più diffusa, subdola e sistematica strategia di manipolazione e di condizionamento sociale collettiva e generazionale, ovvero perpetuata nel tempo anche attraverso la complicità di una sedimentata prassi, forte di quelli che divengono usi e costumi, convenzioni e conformismi, spesso persino del tutto slegati da una reale conoscenza (e volontà di conoscenza) di ciò a cui si aderisce.

La connessione realizzata mediante l’atto interferente (battesimo, iniziazione, attivazione o manipolazione energetica) crea 3 accessi, ovvero lavora su tre aspetti.

1)     ACCESSO SPIRITUALE (Animico)

Questa connessione intercetta la Volontà, quindi accede al serbatoio personale della Potenza (si ricordino i 3 serbatoi della Volontà-Potenza, Energia-Vita e Conoscenza-Memoria).

Questo accesso animico-spirituale avviene attraverso il Battesimo, ovvero l’Iniziazione ai Dogmi o ai Misteri di un collettivo votato ad una “forza” (eggregora) o ad un ecosistema di forze e psicocreature esterne rispetto all’essenza spirituale e divina primeva umana. Come spiegherò più avanti, anche l’influenza territoriale – in seconda battuta rispetto al battesimo – di una “psicocreatura” può permettere a quest’ultima di avere accesso alla sprovveduta anima individuale.

Il Battesimo religioso e questo tipo di Iniziazioni fondano il loro potere sull’estorsione del consenso, senza il quale, essendo noi per natura individui sovrani, non sarebbero possibili o risulterebbero prive di qualsiasi efficacia.

L’atto iniziatico intercetta e ri-orienta il canale di connessione con il Sé Superiore individuale, rendendo del tutto inconcludente, sul piano evolutivo umano e coscienziale, la vita della persona, alimentando il “samsara” dispersivo.

Tecnicamente si opera di solito sul chakra della corona e sul terzo occhio.

Questa è l’interferenza determinante e prioritaria su qualunque altra.
Più avanti discuteremo su come liberarsi da questo gravissimo sopruso e dai suoi deleteri effetti che ci riguardano non solo nell’incarnazione corrente.

2)     ACCESSO ENERGETICO (Sessuale-Corporeo)

Questa interferenza avviene attraverso i Sacramenti (o i passaggi di grado in sede iniziatica-eggregorica). Agisce a livello corporeo, vitale, depredando energia, debilitando, controllando, ma anche tutelando e consentendo poteri o fenomeni soprannaturali. Perfeziona l’accesso animico, sempre a vantaggio dell’eggregora battesimale, la quale, ad esempio nel caso dell’eggregora “Dio”, YHVH,  a sua volta include forze minori, avendole nella storia fagocitate, e quindi in ogni caso tutto avviene sotto la sua cupola globale. Nel caso queste manipolazioni si riferiscano ad altre forze rispetto a quella battesimale vengono da quest’ultima gestite oppure rese del tutte inefficaci, se non sul piano suggestivo certamente su quello energetico e spirituale, a tutela del suo territorio. Si tenga presente, sempre a titolo di esempio significativo, che la “scomunica” interrompe gli effetti energetici e tutelari del battesimo, ovvero gli effetti a “beneficio” della persona, ma non l’accesso animico a favore dell’eggregora.

I sette sacramenti religiosi si riferiscono naturalmente al sistema dei chakra maggiori. Ad esempio, in ambito cattolico:

– Battesimo (iniziazione cristiana) – Chakra della Corona (versamento dell’acqua). È l’atto iniziatico che in ogni caso consente l’accesso e la predazione energetica di tutte le funzioni;

– Cresima (confermazione) – Terzo Occhio (unzione della fronte): ri-orientamento dei sensi interni nei sette doni dello Spirito Santo ( la sapienza, l’intelletto, la scienza, il consiglio, la pietà, la fortezza e il timor di Dio);

– Confessione – Chakra della Gola;

– Eucarestia – Chakra del Cuore;

– Matrimonio – Chakra del Plesso Solare;

– Ordine – Secondo Chakra;

– L’Unzione degli Infermi (a scopo di guarigione o in quanto “estrema unzione”) – Agisce su tutto il sistema.

Il Primo Chakra, essendo la sede della nostra energia vitale e spirituale primordiale, non può essere direttamente “presidiato”: tuttavia se ne intercetta il potenziale ascensionale soprattutto attraverso l’accesso psicologico-esistenziale di cui parlo tra poco, che completa l’opera.

La liberazione dalle manipolazioni energetiche (sacramentali, iniziatiche o anche occasionali – attivazioni ecc…) avviene progressivamente attraverso l’esercizio delle pratiche spirituali riferite ad un percorso spirituale autentico, in concomitanza con la liberazione dal primo accesso.

3)     ACCESSO PSICOLOGICO – ESISTENZIALE

Questa interferenza – che agisce al livello di Personalità – tende ad intercettare la possibilità della Conoscenza e della Memoria del Sé Divino. Riguarda e agisce attraverso i seguenti elementi:

– ambiente, morfogenetica, spessore storico;

– famiglia, cultura, conformismo, forme pensiero locali e globali;

– scuola, educazione, condizionamento, censura cognitiva;

– impostazione sociale e lavorativa, pressione esistenziale;

– usi e costumi, abitudini e prassi sociale;

– tabù, paure, giudizio;

– miti e credenze, indottrinamento alla morale e al senso del peccato;

– suggestioni, leve morali o motivazionali, meccanismo del castigo/premio;

– comandamenti e “valori” (dietro ai quali si celano le trappole dei tabù repressivi): procreazione, sistema famiglia, coppia, lavoro, obbedienza, timor di dio, sofferenza…

Tutto questo produce quelle proiezioni mentali collettive che definiranno la pseudo-realtà psichica convenzionale di riferimento, dissociandoci dalla Vita Reale.

Sul piano psicologico e comportamentale possiamo ammettere che questo sia l’aspetto relativamente più semplice da sanare: pensiamo a quante persone, a quanti atei o convinti ricercatori spirituali che riescono, più o meno, a scrollarsi di dosso i condizionamenti cattolici, purtroppo credendo solo per questo di essere liberi, senza tenere conto degli altri due “accessi” ben più profondi e determinanti.

 LA DISCONNESSIONE BATTESIMALE / INIZIATICA

  1. È un processo che inizia con un solenne atto di volontà espresso con l’intenzionalità di tutte le componenti della propria struttura d’anima, prossimi al Sé Superiore;
  2. Si rende possibile grazie ad un costante e progressivo percorso spirituale di Conoscenza, Pratica e Consapevolezza che vada a sanare quel “buco di coscienza” che ha permesso e che permette l’estorsione del consenso (silenzio assenso);
  3. Implica quindi un comportamento coerente, anche nei confronti degli altri: assumere una ferma, decisa, esplicita e inamovibile presa di posizione nei confronti di quelle che si riconoscono in quanto dinamiche di sopruso spirituale, lasciando tuttavia gli altri al loro libero arbitrio, ma portando la nostra testimonianza di libertà e rigettando qualunque coinvolgimento o complicità eventualmente chiestaci;
  4. È un percorso di sottrazione del consenso da una parte e di recupero della sovranità dall’altra e di esercizio spirituale costante teso a colmare i nostri vuoti di coscienza;
  5. È possibile in quanto diritto, per via della natura intrinsecamente libera e incorruttibile della nostra Anima Spirituale, la quale, tuttavia, per perpetuata incoscienza o per scelta può rendersi disponibile all’inganno e alla predazione rinunciando allo status di forma-ponte e al relativo progetto di Amore e di Evoluzione individuale a vantaggio dunque di altre “forze” e progetti (non di rado in competizione e conflitto tra di loro!);

Solo una precisa scelta – autodeterminata, personale e responsabile – di “coltivazione spirituale interiore” potrà completare il processo di liberazione e conservarci nella salvaguarda della nostra Anima e Vita Reale.

Il Battesimo (così come qualsiasi altra Iniziazione Eggregorica) non ha MAI valore assoluto, ma costituisce un “tentativo” (con tutti i risvolti energetici e sociali che ne conseguono) di interferire con la Sovranità Spirituale Individuale. Se l’ignoranza si perpetua nella vita della persona, l’Anima è immediatamente interferita, pronta a rendersi disponibile ad un Battesimo oppure, in mancanza di questo, in balìa di “forze territoriali”. Questo significa che siamo “tenuti” alla Conoscenza: dove c’è vuoto, “altro” sgomita per colmarlo.

Il Battesimo e i Sacramenti sono una progressiva estorsione di consenso (senza il quale nessuno può nulla sull’Uomo) e un continuo approfittarsi di un vuoto di coscienza, cioè di un vuoto di consapevolezza e di direzione evolutiva. Pertanto, non basta essere “liberi” ma è necessario conoscere ed esercitare costantemente i propri “diritti spirituali”, proprio come avviene, se vogliamo, per i diritti civili. Ogni rinuncia va a nostra discapito: ogni indolenza costituisce un’abdicazione dalla nostra Sovranità.

“Dio”, ovvero YHVH, è oggi la Forza Globalmente Sovrana con la quale nessuna altra Forza può competere, se non quella del nostro Sé Superiore: quelle “forze” agiscono e sono a livello di Maya, attraverso il Potere di Maya, mentre il nostro Sé Superiore (che possiamo legittimamente definire come “Divino”) agisce a livello di Reale, attraverso il potere dell’Essere. Il Sé Superiore – ovvero l’Essere Coscienza – è Archetipo Divino Primevo: YHVH, nella sua vastità, è pur sempre un’eggregora derivata.

FONTE

http://carlodorofatti.blogspot.com/

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Paleocontatto

ELOHIM, NEPHILIM E MALAKHIM

ELOHIM ( אֱלהִים )

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ELOHIM è un plurale della parola ELOAH, spesso tradotta con “divinità”.

Quando usato con verbi e aggettivi al singolare ELOHIM è usualmente singolare, “dio” o specialmente il Dio. Quando usato con verbi e aggettivi al plurale ELOHIM è usualmente plurale, “dei” o “potenze”. Generalmente si pensa che ELOHIM sia una forma derivata da ELOAH, a sua volta una forma espansa del sostantivo semitico nordoccidentale il. Viene di solito tradotto con “Dio” nella Bibbia ebraica, riferendosi con verbi al singolare al Dio unico di Israele, ma anche in alcuni esempi ad altre divinità pagane individuali (nel panteon Canaanita). Con verbi al plurale la parola è anche usata come vero plurale nel significato di “dèi”. I nomi correlati ELOAH e EL sono usati sia come nomi propri che come generici, nel qual caso sono intercambiabili con ELOHIM.

Lo studioso americano Mark S. Smith afferma che la nozione di divinità subì cambiamenti radicali lungo tutto il periodo della prima identità israelita. Smith dice che l’ambiguità del termine ELOHIM è il risultato di tali cambiamenti, espressi da Smith in termini di “traducibilità verticale”, cioè la re-interpretazione degli dèi del primo periodo storicamente registrato come il primo “dio nazionale” della monolatria, come emerso nel VII e VI secolo p.e.v. nel Regno di Giuda e durante la cattività babilonese, e in seguito in termini di monoteismo con l’apparire dell’Ebraismo rabbinico nel II secolo. Una versione differente è stata data dallo storico Morton Smith. Nonostante la fine in -IM comune a molti nomi plurali maschili ebraici, la parola quando riferita al Nome di Dio è grammaticalmente singolare e regge il verbo al singolare nella Bibbia ebraica (Tanakh).

La parola è identica alla normale plurale di el col significato di dèi o magistrati ed è affine alla forma L-H-M trovata nell’ugaritico, dove viene utilizzata per il panteon delle divinità canaanite, i figli di El, e convenzionalmente vocalizzata come “ELOHIM”. L’uso del termine ELOHIM nel tardo testo ebraico implica una visione che sia almeno monolatrista al momento della scrittura e tale uso (al singolare), come titolo proprio della divinità suprema, non è generalmente considerato sinonimo del termine ELOHIM, “dèi” (plurale, sostantivo semplice). La grammatica ebraica consente questa forma nominalmente plurale a significare “Egli è la potenza (singolare) sopra le potenze (plurale)”, o grossomodo “Dio degli dei”. Il rinomato studioso rabbinico Maimonide scrisse che i vari altri usi sono comunemente intesi come omonimi. La forma plurale terminante in -IM può essere intesa anche come astrazione, vedi la parola ebraica chayyim (“vita”) o betulim (“verginità”). Se inteso in questo modo, ELOHIM significa “divinità” o “deità”.

BENEI ELOHIM ( בני האלהים )

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La parola ebraica corrispondente a figlio è BEN; il plurale è BENIM (con la forma di status constructus “BENEI”). Il termine ebraico BENEI ELOHIM (“figli di Dio” o “figli degli dèi”) in Genesi 6:2 si confronta con l’uso di “figli degli dèi” (ugaritico b’n il) figli di El nella mitologia ugaritica. Lo storico olandese Karel van der Toorn asserisce che gli dèi possono essere citati collettivamente come BENE ELIMBENE ELYON, o BENE ELOHIM.

Nella tradizione ebraica, il versetto della Torah che fu il grido di battaglia dei Maccabei (in ebraico מקבים‎ Machabiמקבים), “Mi chamocha ba’elim YHWH” (“Chi è come te fra gli dèi, Hashem!), è un acronimo di “Machabi” e anche un acronimo di “Matityahu Kohen ben Yochanan“. Il versetto correlato della Torah, La canzone del Mare di Mosè e dei Figli di Israele, fa riferimento a ELIM, ma più con una nozione mondana di forze naturali, di potenza, di guerra e poteri sovrani.

NEPHILIM ( הנּפלים )

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L’appellativo NEPHILIM (in ebraico הנּפלים), presente nell’Antico testamento (Torah), in diversi libri non canonici del Giudaismo e in antichi scritti cristiani, si riferisce ad un popolo creato dall’incrocio tra i “figli di Dio” (benei elohim, בני האלהים) e le “figlie degli uomini” (Vedi Genesi 6:1-8), o giganti che abitavano la terra di Canaan (Numeri 13:33). Un termine simile ma con un suono diverso viene utilizzato nel Libro di Ezechiele 32:27 e si riferisce ai guerrieri filistei morti.

Nella Bibbia la parola NEPHILIM viene spesso tradotta come “giganti” o “titani”, mentre in altre traduzioni si preferisce mantenere il termine NEPHILIM.

Alcune versioni parlano di eroi famosi, guerrieri caduti o ancora angeli caduti e un’ennesima traduzione potrebbe essere quelli che sono precipitati giacché il nome deriva dalla radice semitica NAFAL, che significa cadere.

«Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro delle figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta. Allora il Signore disse  “Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”.

C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli : sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi »

(Genesi 6:1-8, versione CEI 2008)

Alcuni esegeti, trovando sgradevole o blasfema l’idea della copulazione tra angeli e umani, hanno suggerito interpretazioni più figurative del concetto di NEPHILIM, proponendo l’idea che fossero una progenie di posseduti dai demoni. Alla luce delle speculazioni moderne sulle storie dei rapimenti, alcuni hanno inoltre ipotizzato che si trattasse di una descrizione arcaica di una forma di inseminazione artificiale e di manipolazione genetica da parte di alieni.

I Nephilim e la para-storia

Vi sono stati alcuni tentativi di riconciliare la mitologia con la scienza teorizzando che alla radice della mitologia vi siano elementi di verità nella forma di “leggenda” molto distorta. In questo contesto, i NEPHILIM sono stati associati con la popolazione di Atlantide, che alcuni sostengono essere in contatto o addirittura discendenti dagli extraterrestri.

La teoria degli antichi astronauti

Zecharia Sitchin ed Erich Von Daniken hanno scritto libri sostenendo che i NEPHILIM siano i nostri antenati e che noi siamo stati creati (con l’ingegneria genetica) da una razza aliena (per i sumeri gli ANUNNAKI, per l’ufologia contemporanea i nordici o gli abitanti di Nibiru). Nei voluminosi libri di Sitchin si impiega l’etimologia della lingua semitica e traduzione delle tavolette in scritta cuneiforme dei Sumeri per identificare gli antichi dei mesopotamici con gli angeli caduti (i “figli di Elohim” della Genesi). Osservando che tutti gli angeli vennero creati prima della Terra, lui constata che non possono essere della Terra… e dunque, potrebbero tutti essere considerati semanticamente come dei puri “extraterrestri”.

Nei suoi libri David Icke presenta una teoria simile, nella quale esseri interdimensionali rettiliani servendosi dell’ingegneria genetica danno luogo ad una progenie con tratti fisici di alta statura, pelle chiara, e suscettibilità a qualsiasi forma di suggestione ipnotica (che a suo parere, avviene quando i “demoni” posseggono la loro progenie e pretendono fedeltà), ed afferma che questa linea di sangue è rimasta in controllo del mondo dai giorni dei Sumeri fino ad oggi.

MAL’AKH ( אביר )

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Nella letteratura ebraica

Il termine “angelo” è usato anche per l’ebraico biblico מלאך, mal’akh, sempre con il significato di “inviato”, “messaggero”; anche per אביר, avir (lett. “potente” o anche “uomo forte, valoroso” nel Salmo 78,25) ; per א*להים, ‘ělōhîm (sost. masch. pl.; lett. “le Divinità” nel Salmo 8,5) ; e per שִׁנְאָן shin’an (moltitudini) nel Salmo 68,17.

Giudaismo del Secondo Tempio

Nelle versioni ebraiche dei testi biblici מלאך, MAL’AKH indica quindi un “messaggero” dove il termine L’AKH indica generalmente l'”inviare” qualcuno per una ambasciata, per osservare o anche spiare qualcuno o qualcosa.

MAL’AKH [di] JHWH è quindi l’inviato di Dio che trasmette le sue volontà tra gli uomini. MAL’AKH viene reso nella versione greca della Bibbia con il termine greco ánghelos.

Così, nel Libro della Genesi, testo databile a non prima della seconda metà del VI a.C., due MAL’AKHIM [di] JHWH si presentano a Lot (לוֹט) per salvarlo dalla distruzione di Sòdoma che stanno per compiere per ordine di Dio, e a cui Lot rende omaggio (prostrandosi “faccia a terra”: אַפַּיִם אָרְצָה, appayim aretzah)

« I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra »

(Genesi XIX,1. Traduzione italiana in Bibbia di Gerusalemme)

Nel Libro dei Giudici, testo del V secolo a.C., un angelo appare alla moglie sterile di Manoach per annunciargli la nascita di colui che li salverà dai Filistei :

« L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse “Tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla d’immondo. Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno ; egli comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei”. La donna andò a dire al marito “Un uomo di Dio è venuto da me ; aveva l’aspetto di un angelo di Dio, un aspetto terribile. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, ma mi ha detto : tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d’immondo, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte»

(Giudici XIII,3-7. Traduzione italiana in Bibbia di Gerusalemme)

Gli angeli nei testi “apocalittici” 

In un testo “apocalittico”, risalente al V secolo a.C. indicato come il Libro dei Vigilanti (inserito nel primo Libro di Enoch), proibito nell’Halakhah ebraica, alcuni angeli prendono forma umana per accompagnarsi alle donne, cadendo quindi dal loro stato celestiale :

« Ed accadde, da che aumentarono i figli degli uomini, (che) in quei tempi nacquero, ad essi, ragazze belle di aspetto. E gli angeli, figli del cielo, le videro, se ne innamorarono, e dissero fra loro “Venite, scegliamoci delle donne fra gli uomini e generiamoci dei figli”. E disse loro Semeyaza, che era il loro capo: “Io temo che può darsi che voi non vogliate che ciò sia fatto e che io solo pagherò il fio di questo grande peccato”. E tutti gli risposero e gli dissero “Giuriamo tutti noi, e ci impegniamo che non recederemo da questo proposito e che lo porremo in essere” »

(Enoch, VI. in Apocrifi dell’Antico Testamento vol.1 pag.472)

Esegesi rabbinica

Particolare di un manoscritto risalente al XIV secolo e riguardante la Haggadah di Pesach : Mosè sul Monte Sinai con le Tavole della Legge, nel cielo degli angeli musicanti (conservato presso la Bibliothèque Nationale di Parigi).

Il nome biblico per angelo, MAL’AKH (in ebraico מלאך), acquista il significato di angelo solo in connessione col nome di Dio, ad esempio “angelo del Signore”, o “angelo di Dio” (מַלְאָך יְ*ה*וָ*ה, KE MAL’ACH YAHWEH Zac 12,8). In altre espressioni sono “figli di Dio”, (אֱ*להִים בֵּן BENEI HA ‘ELOHIM) Gen 6,4; Giobbe1,6; Sal89,6) e “Suoi santi” (קדשים עמך kedoshim immach) (Zac 14,5).

Con riferimento ad alcuni angeli, il termine che traduce la parola ebraica E-LOHIM è anche dèi, termine che esprime il ruolo di essi come “principi celesti”. Secondo le interpretazioni dell’Ebraismo, il plurale E-LOHIM (usato talora per indicare senz’altro l’unico vero Dio) viene impiegato talvolta per riferirsi ai Giudici. Gli angeli chiamati BNĒI E-LOHIM o BNĒI E-LIM, un ordine angelico ulteriore, eseguono quanto impartito dagli angeli principi superni. Molte notizie sugli angeli si trovano nell’insegnamento dei rabbini secondo la tradizione ebraica.

Creazione degli angeli

Dio creò gli angeli con un fuoco divoratore tramite la parola. Vi è una discussione Halakhica che presenta due opinioni sul giorno della creazione degli angeli, se essa sia avvenuta nel secondo (Rabbi Yochanan) o nel quinto (Rabbi Chaninah) giorno della Creazione : i maestri ebrei confermano come vera la prima opinione anche se esistono sostenitori dell’Halakhah sulla seconda in base al criterio della creazione delle “acque”.

Ci si chiede infatti se sia possibile che gli angeli siano stati creati prima della creazione del Creato o il primo giorno spiegando poi che così non fu anche per evitare che si dicesse che fossero stati loro ad effettuarla. Inoltre i commenti affermano che le espressioni di Dio in prima persona plurale “Creiamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” e “ora l’uomo è diventato come uno di noi” (Genesi, Bereshit) si riferiscono alla parola della volontà divina rivolta agli angeli.

Nel periodo talmudico si sviluppa l’esegesi rabbinica rispetto alla natura degli angeli. Una prima suddivisione avviene nella credenza negli “angeli” creati per un solo giorno a gloria di Dio, per poi finire nella “corrente di fuoco” (נהר די נור, nehar di-nur), e quelli che, come Gabriele e Michele, gli restano accanto per servirlo nell’eternità.

Così Ben Azzai cita l’esistenza di questi due ordini angelici come credenza diffusa e accettata. D’altronde le fonti dei Tannaim, come la Mishnah, raramente si occupano degli angeli e comunque sostengono la loro incapacità di vedere pienamente la gloria di Dio.

Secondo i successivi insegnamenti dello Zohar le due tipologie di angeli, gli angeli eterni creati nei primi sei giorni della Creazione e quelli non duraturi che possono essere creati e cancellati in un solo giorno, possono essere paragonate ai due tipi di pioggia: il primo caso può essere paragonato alla pioggia piena ed ancora ai fili d’erba maturi, il secondo riguarda metaforicamente la pioggia leggera che concerne i fili d’erba appena creati.

Gli angeli, secondo le prime fonti rabbiniche, parlano la lingua ebraica, hanno la capacità di volare, sono in grado di spostarsi ovunque nonché di prevedere il futuro.

Gli angeli sono generalmente descritti di forma umana o come composti di “acqua e fuoco”; per questa peculiarità si dice che gli angeli rappresentano e sono radicati nella pace, proprio come vi è pace in essi nell’equilibrio tra gli elementi opposti acqua e fuoco.

FONTE

WIKIPEDIA, L’Enciclopedia Libera

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