Alchimia, Cinema, Esoterismo, Gnosticismo, Occultismo, Sessualità

LA MAGIA SESSUALE IN TWIN PEAKS

L’episodio 18 ci porta interamente in un nuovo regno, lontano dai percorsi coperti durante i 17 episodi della stagione 3. È ancora Twin Peaks? Lo è – ovviamente – ma è un Twin Peaks di un genere diverso, forse più vicino alla storia segreta narrata da Mark Frost nel suo libro, rispetto alle prime due stagioni o al film. È un Twin Peaks di una dimensione parallela, ibridata con elementi di altri universi – in particolare, tra le altre influenze, l’opera di Kenneth Anger.

I collegamenti tra Lynch e Anger precedono questo episodio, ovviamente. Basta pensare a al film “Scorpio Rising” e alla colonna sonora “Blue Velvet” per accorgersi di questa connessione artistica. In particolare una pellicola di Kenneth Anger sembra avere molto in comune con il finale di Twin Peaks: Inauguration of the Pleasure Dome (1954).

Il film è basato sul poema di Samuel Coleridge Kubla Khan. Segue una festa che, nella sua rappresentazione di sostanze che alterano la mente e comportamenti sessuali di gruppo, non è diversa da quella che si svolge al “Parsonage” della “Secret History” di Mark Frost. Il Parsonage era la residenza di Jack Parsons a Los Angeles. Parson era un chimico che si interessava dello sviluppo della scienza del combustibile dei razzi. Ha prodotto elisir alchemici ed è stato membro della misteriosa congrega di Aleister Crowley.

Nel film, Shiva adotta forme diverse per ricevere gli invitati invitati alla festa (varie divinità, da Afrodite di Red Room, ad Astarte e Pan) e induce gradualmente la perdita di identità individuale, in quanto i personaggi si fondono l’uno con l’altro attraverso una serie di sovrapposizioni. Adornato da simboli alchemici, i film conducono all’assorbimento da parte di Shiva dell’essenza dei suoi ospiti, sovrapposti a loro. Nella sua introduzione all’episodio 8 (Anno 1993), la Signora Ceppo chiese: “In un sogno, tutti i personaggi non siete forse voi? Differenti aspetti della vostra personalità?”

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Quando fu rivelato nell’episodio 17 che Naido era un camuffamento di Diane, tornò dalla sala rossa con una parrucca scarlatta (mentre, fino a quel momento, il suo tulpa aveva indossato un bianco argentato).

La parrucca rossa di Diane è un riferimento diretto a Marjorie Cameron, Jack Parsons, seconda moglie dai capelli rossi, utilizzata da Anger nel film citato per ritrarre la sua donna scarlatta (Babalon, la maledetta di Babylon – “la madre degli abominazioni”). Marjorie appare anche nel libro di Mark Frost, così come Babalon e i vari riti che la circondano. Parsons credeva di essere la donna “elementale” che aveva invocato nelle prime fasi di una serie di rituali magici sessuali chiamati Babalon Working.

Madre delle Abominazioni di Twin Peaks? (Sarah significa “Donna di alto rango”, “Principessa”).

Ecco quello che troviamo nel libro di Frost: “Parsons cominciò ad attuare i riti bizzarri di Thelema. Quei riti erano un tentativo di invocare in forma umana lo spirito di una figura centrale al pantheon di Thelema, alla dea Babalon, qualcosa che risuona provocando la fine del mondo. Sono servite due persone ad attuare il rituale. Uno sforzo per aprire un secondo cancello che avevano trovato nel deserto per evocare un’entità che richiamava ‘il Moonchild’ “. Tamara Preston osserva:

“Sembra suggerire che il rito di Parsons in qualche modo” abbia aperto un cancello “che ha portato gli alieni che si presentano a Roswell”.

Se tutto questo sia collegato agli alieni dallo spazio esterno o ai Lemuriani dalla Terra Hollow, in linea forse con gli scritti di Rampa, non importa. La cosa importante è che sembra essere possibile, secondo Parsons, di aprire i cancelli ad un altro livello di realtà tramite riti magici. Parsons dichiara nel libro di Frost:

“Senza eros, o agape – l’amore e il sesso, uniti nella volontà – non è altro che vuoto, potere patriarcale senza direzione o forza “.

Dopo che si sono incontrati al Parsonage, Parsons e Cameron hanno effettivamente preso la pratica della magia del sesso concepita per dare vita alla Moonchild. Perché tutto questo è importante in relazione all’episodio 18?

I capelli rossi di Diane non sono un caso: si collegano visivamente a Marjorie Cameron / Scarlet Woman / Babalon (e a Sarah Palmer). Dopo che lei e Cooper accedono con la loro macchina ad un’altra dimensione, attraverso una breccia creata dalla potenza dell’elettricità, si fermano in un motel in cui fanno sesso. Molto diverso dal sesso che Dougie aveva con Janey-E, qualche episodio indietro, questo momento si sente come l’enunciazione di un rituale, senza gioia, con volti chiusi. Ritengo che questo sia davvero un momento di magia sessuale, un modo per aprire un portale.

A tutto ciò si sussegue l’improvvisa scomparsa di Diane (che aveva visto il suo doppio prima di entrare nel motel – è stata sostituita da Babalon?)

E lo strano mix-up con i loro nomi e Richard & Linda. Ha anche generato una sorta di teletrasporto, il motel da cui Cooper esce è completamente diverso da quello in cui hanno fatto l’amore la notte prima (era la notte prima?). Vale la pena ricordare qui che Richard Nixon, che svolge un ruolo centrale nella storia segreta di Twin Peaks, è nato in una città chiamata Yorba Linda.

Dopo la morte di Jack Parson, uno scrittore di fantascienza nonchè suo amico, scrisse:

“Una volta che un mago si trova tra due mondi, è in pericolo di non appartenere ad uno di loro”.

Non è quello che succede a Cooper alla fine dell’episodio 18?

E quando sei intrappolato, cosa resta, se non la possibilità di urlare?

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FONTE : https://unwrappingtheplastic.com

TRADUZIONE: Marco Isella

 

 

 

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Cinema, Esoterismo

TWIN PEAKS E I VEDA

Cooper's Dream

Ho aspettato che questa attesissima terza stagione di Twin Peaks si concludesse per parlarne pubblicamente, nonostante in tanti mi abbiano chiesto un’opinione. E comunque, il fatto che qualche anno fa abbia avuto il piacere di ospitare Mr Lynch nel mio libro sulla meditazione trascendentale non mi ha dato poi sto gran vantaggio. Tra l’altro, proprio mentre negli States stava andando in onda lo scottante finale, il buon David era, per nulla preoccupato, in quel di Miami per un incontro di MT a cui partecipava anche il mio insegnante. Ma lui è così, pura beatitudine, a discapito degli incubi che racconta nei suoi film.

E proprio di un lungo sogno, a tratti tinteggiato nell’incubo, che parrebbe nutrirsi questa incredibile terza stagione di Twin Peaks.

Ma partiamo da un presupposto senza il quale credo sia impossibile avvicinarsi all’opera del regista dai capelli argentati: è impossibile comprendere Lynch senza avvicinarsi un minimo a quella conoscenza vedica che sta alla base della Meditazione Trascendentale.

Secondo gli antichi e saggi rishi vedici la creazione è avvenuta quando un campo infinito e non manifesto, piatto, unito e ricco di energia potenziale ha cominciato a prendere coscienza di sé stesso e a conoscersi. E in questo processo si è diviso in tre. È diventato cioè l’oggetto della conoscenza, il soggetto della  conoscenza e il processo con cui si attua quella conoscenza. In fisica questo processo viene chiamato ‘rottura della simmetria del campo unificato’.

Da lì il campo unificato (Brahma/Dio) inizia a moltiplicarsi, manifestandosi in tutta la creazione. Come il seme di un albero che se lo apri è vuoto ma dentro c’è tutta la conoscenza dell’albero. Come il bing bang, anche quello era un seme che però conteneva tutto quello che esiste adesso.

Quello che i Veda sostenevano, alla fine, è la stessa cosa che dicono i fisici contemporanei e ciò ha dell’incredibile.

In questo processo noi cosa siamo? Semplicemente sogni. Un gioco dell’assoluto (Brahma), che sognando si manifesta attraverso di noi e altre forme di vita per conoscere sé stesso. E poi, sempre attraverso di noi, ripiega su di sé, ed ecco che noi torniamo all’assoluto.

Ed è questo, a mio modo di vedere, ciò che accade all’agente Cooper; lui nella serie è un piccolo Brahma che sognando sperimenta (crea) varie visioni di se stesso per conoscere e comprendere tanto i suoi tesori quanto le proprie miserie. E allora è un cinico killer posseduto in cerca di potere (Bad Dale) ma anche un paladino di giustizia che dispensa amore (buon Dale), una giovane maltrattata dalla vita (Laura), e via con tutti i personaggi della serie che sono creazioni di un unico sognatore.

Ora, le creazioni dell’assoluto, come sappiamo, non sono completamente buone anche se conoscono il bene assoluto (La Loggia Bianca/il Fireman) e non sono completamente malvagie anche se conoscono il male assoluto (La Loggia Nera, Bob, Judy). Esse si muovono fra questi due estremi in una perenne lotta che vede alternarsi i vincitori nelle varie battaglie ma non prevede un affermazione definitiva nella guerra. Perché quando il sognatore si sveglia è UNO, non più il molteplice.

Quando Cooper apparentemente si desta nell’episodio 18, infatti, non è più neanche lui ma Richard, un uomo abbandonato dalla propria fidanzata (Lindanon più Dianne) che cerca di alimentare la sua voglia di rivincita verso il male (la perdita dell’amore) salvando una ragazza in difficoltà (la signorina Page/Laurache non è più Laura). Ma attenzione, probabilmente questo è ancora un sogno, l’ennesimo gioco del sognatore, solo su un piano differente. È proprio l’urlo della Laura non più Laura a svelarci che siamo ancora in piena fase onirica, intrappolati in sogni che generano altri sogni mentre la battaglia bene/male prosegue all’infinito.

Alla fine cosa abbiamo visto? È tutto finto? È tutto un sogno?

Sì e no.

Sì se accettiamo che anche noi stessi lo siamo e pensiamo che tutto quello al di fuori dalla portata grossolana della materia non debba esistere.

No se invece pensiamo al sogno come a una vibrazione dell’assoluto (il sognatore) su frequenze diverse. E realizziamo che sul piano relativo quel sogno che viviamo è la nostra realtà.

Per questo e mille altri motivi Twin Peaks The Return è un capolavoro assoluto, addirittura superiore al suo predecessore. È metafisica, è surrealismo, è misticismo è arte che risplende osservandosi.

È una storia che si apre a più livelli di comprensione, che muta a seconda di chi la guarda. Un’esperienza influenzata tanto dal soggetto quanto dall’oggetto dell’esperienza stessa, esattamente come la particelle/onda nella fisica quantistica. Lynch riesce nel miracolo di farti vedere e capire quello che al momento il tuo grado di consapevolezza è in grado di comprendere. Ne più né meno.

Come nella prima stagione quando la spiegazione grossolana di un padre che violenta e poi uccide la propria figlia per paura reggeva. Esattamente come reggeva una spiegazione che coinvolgeva vari eventi ‘altri’ che non escludevano la prima spiegazione ma la allargavano coinvolgendo prospettive più ampie.

E nel eseguire questo bellissimo esercizio di comprensione, Lynch gioca con stili di regia differenti, ambientazioni ora sature ora rarefatte che oscillano fra richiami sixties teneri e sognanti, road movie metropolitani, roghi di redneck in camicia di flanella, eleganti uomini in nero, reginette della scuola o vecchi saggi seduti in riva al fiume.

E in questo sogno tinteggiato dai mille colori si alza e urla un unico monito: forzare le leggi naturali porta sempre delle conseguenze. Karma direbbero in India. E infatti in questo sogno liquido dalle mille interpretazioni solo un episodio esula da tutto il resto. Il numero 8 (e anche qui ci sarebbe da parlare). David lo gira in bianco e nero come fosse un mini film separato dal resto. E  racconta, con piglio sapiente, come il male nel mondo si liberi quando l’uomo (il sognato) vuole sostituirsi alla legge di natura (il sognatore).

Un monito che, tra l’altro, è il primo consiglio fornito a chi si avvicina alla pratica della Meditazione Trascendentale.

FONTE : Federico Traversa 

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Cinema

GLI ARCONTI DI TWIN PEAKS

IL GIGANTE

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Il Gigante è una creatura soprannaturale proveniente dalla Loggia Bianca che compare nelle visioni dell’agente Dale Cooper. Egli, come gli altri spiriti della Loggia Bianca, si manifesta ad una sola persona, e cioè a Cooper, e funge, nel corso della serie, da suo “angelo custode”, tant’è che gli darà informazioni su che cosa dovrà accadere ed indizi sull’omicidio di Laura Palmer. Le visite del Gigante sono spesso accompagnate nel mondo reale dall’apparizione di un anziano e rimbambito cameriere del Grat Nothern, probabile “ospite” che il Gigante usa per interagire col mondo esterno; difatti, l’unica volta che il Gigante compare senza il cameriere, non parla, e Cooper non segue il suo consiglio (di non iscrivere Annie al concorso di Miss Twin Peaks). Nell’episodio finale il Gigante e il Nano compaiono assieme nella Red Room e dicono a Cooper “uno e lo stesso”, riferendosi ai loro incarichi di guardiani della Loggia Nera e della Loggia Bianca, ruoli evidenziati dal petroglifo della Caverna del gufo, che raffigura il Gigante accanto al Nano.

IL NANO

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Il Nano è un’entità demoniaca residente nella Loggia Nera che, come suggerisce il nome datogli nel doppiaggio italiano, ha l’aspetto di un uomo affetto da nanismo, brizzolato e vestito con un completo rosso sgargiante e degli stivaletti da cowboy marroni. Lo spirito ammonitore fa costantemente sfoggio di una jazz dance in stile anni quaranta volta a fornire indizi chiarificatori a Cooper. Tali movenze vengono poi ripetute nella serie da numerosi altri personaggi. Molto si è speculato sulle reali motivazioni del Nano, in quanto poco chiare e contrastanti: durante la serie infatti aiuta Cooper, tramite indizi, a trovare l’assassino di Laura Palmer, BOB. Tuttavia in Fuoco cammina con me lo si vede stringere un patto con quest’ultimo: essendo il Nano uno spirito di minor potere a causa della sua scissione con MIKE, e non potendo perciò procurarsi da solo la “Garmonbozia (*)”, dona a BOB un anello verde; la persona che indosserà l’anello dovrà essere uccisa per mano di BOB, e la “Garmonbozia (*)” derivante sarà di proprietà del Nano. È perciò egli stesso a “commissionare” l’omicidio di Teresa Banks e Laura Palmer. Non è quindi possibile classificare le motivazioni del Nano come “bene” o “male” a causa della natura non umana del personaggio. Sempre nel film prequel, il Nano si rivolge a Cooper dicendo «Sai cosa stai guardando? Io sono il braccio, e faccio questo suono » emettendo in seguito un verso da indiano con la mano destra sulla bocca; tale affermazione sembra indicare che lo spirito nacque dalla rimozione da parte di MIKE del suo stesso braccio sinistro, atto volto a purificarsi dalla sua parte malvagia. Nel momento in cui Cooper entra nella Loggia Nera, mentre è seduto all’interno della rossa sala d’attesa gli si manifestano il Nano e il Gigante che, parlando all’unisono dichiarano «Uno e lo stesso», affermazione che lascia ad intendere siano due lati della stessa medaglia; riferendosi, probabilmente, ai loro ruoli di guardiano della Loggia Nera l’uno e di quella Bianca l’altro.

Il Nano ebbe apparentemente origine dopo l’epifania religiosa di MIKE, che, per liberarsi dal tatuaggio recante la scritta “Fuoco cammina con me”, simbolo della sua natura malvagia, si asportò l’intero braccio sinistro. In quanto seconda metà dello spirito possessore, il Nano ne divenne il primario alleato nella crociata volta a fermare l’ex-compagno di scorribande, BOB, dal compiere un maggior numero di atrocità. La prima apparizione cronologica del Nano avviene nel 1988, nel momento in cui l’agente Philip Jeffries riappare negli uffici dell’FBI di Philadelfia dopo essere stato dato per disperso da due anni, rivelando a Cooper, Gordon Cole e Albert Rosenfield di essere stato intrappolato in un incubo per tutta la durata della sua sparizione; nelle immagini mostrate durante il racconto dell’uomo si vedono La signora Chalfont, suo nipote Pierre, Il Nano e BOB radunati in una stanza assieme ad altri spiriti della Loggia Nera intenti in una sorta di cerimonia. Prima che il racconto termini tuttavia, Jeffries sparisce nuovmente nel nulla. Successivamente, Cooper viene mandato a investigare sulla scomparsa di un altro agente, Chester Desmond, ma l’unico indizio che rinviene è la scritta “Let’s Rock” sul parabrezza dell’auto dello scomparso. Un anno dopo, nel febbraio 1989, Laura Palmer cominciò ad avere strani sogni divinatori volti a metterla in guardia sulla presenza di BOB nell’animo di suo padre Leland; in uno di questi sogni la ragazza si trovò all’interno della Loggia Nera assieme a Cooper e il Nano, il quale le porse un anello che il federale le intimò di rifiutare. Al suo risveglio l’anello era scomparso.
La notte del 23 febbraio, giorno prestabilito da BOB per impossessarsi del corpo della giovane, MIKE irrompe durante la cerimonia, dando la possibilità a Laura di indossare l’anello. Laura, la quale poteva aver intuito cosa sarebbe successo se lo avesse indossato attraverso i sogni divinatori, si fa perciò uccidere da BOB, evitando che egli si impossessasse di lei. Dopo la morte della giovane, BOB, rientra alla Loggia Nera e viene obbligato da MIKE e dal Nano a dar loro la “Garmonbozia (*)”; per l’occasione i due tornano nuovamente un tutt’uno posizionando la mano destra del Nano sul moncherino della spalla sinistra di MIKE.
La prima apparizione del Nano nella serie avviene in un sogno di Cooper dopo che MIKE gli recita la misteriosa filastrocca ricorrente tra gli spiriti della Loggia. Cooper si vede 25 anni più anziano seduto nella sala d’attesa della Loggia ed il Nano gli si presenta proprio dicendo “Let’s Rock”, gli dice frasi apparentemente senza senso ma in realtà fonte di indizi, e poi si mette a ballare. Nella stanza è presente anche lo spirito di Laura Palmer, che il Nano introduce come “sua cugina”, la quale bacia Cooper e gli rivela il nome del suo assassino, sebbene al risveglio questi sia incapace di ricordarselo. Dopo l’arresto e la conseguente morte di Leland, che porta BOB a rifugiarsi tra i boschi di Twin Peaks, il Nano riappare al momento della morte di Josie in una sorta di allucinazione di Cooper, compie una breve danza sopra il letto in cui giace il cadavere della donna per poi scomparire nel nulla e far spazio al manifestarsi del volto minaccioso di BOB. Alla fine della seconda stagione, nel momento in cui Cooper entra nella Loggia all’inseguimento di Windom Earle, reo del rapimento di Annie Blackburn, il Nano compare nella sala d’attesa al fianco del Gigante e, dopo che l’ospite umano di questi ha servito il caffè all’agente federale i due spiriti lo guardano ed affermano «Uno e lo stesso». Successivamente girando in tondo per la Loggia Cooper si imbatte nuovamente nel Nano, il quale si mette a ballare e lo ammonisce della presenza dei Doppelganger (*) (*).

MIKE

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A differenza di Killer BOB, mostrato fin dall’inizio nella sua vera forma, mantenendo il mistero su chi sia il suo involucro umano, MIKE si presenta unicamente con l’aspetto del suo ospite, il venditore ambulante di calzature Philip Michael Gerard, in cui risiede a mo’ di alter-ego. I due demoni possessori si distinguono anche il modo in cui si annidiano nelle coscienze degli uomini, difatti, mentre Leland non sembra ricordare nulla di quanto fatto sotto l’influenza di BOB, Gerard pare mantenere le memorie e rendersi conto della presenza di MIKE nel suo subconscio, ma ne risulta comunque sufficientemente contrariato da assumere ingenti quantitativi di aloperidolo per tenerlo sedato.
Gerard, il cui ruolo nelle vicende viene descritto efficacemente da Cooper come: «Un uomo che in un altro tempo sarebbe stato un profeta», nacque il 6 febbraio 1938 e perse il braccio sinistro, su cui aveva un tatuaggio con la scritta “mamma”, in un incidente stradale con un camion. È presumibile che tale parallelismo tra le loro mutilazioni abbia portato lo spirito a sceglierlo come suo ospite; difatti lo spirito possessore si è asportato il braccio sinistro per rimuovere il tatuaggio con la scritta “Fuoco cammina con me”, simbolo della sua natura demoniaca, azione che diede vita al Nano.
MIKE figura tra i maggiori esempi di una delle tematiche centrali della serie; ovvero le molte sfumature di bontà e malvagità insite nell’animo umano e capaci di portarlo alla redenzione o alla distruzione: da demone della Loggia Nera e compagno di carneficina di BOB, infatti, il personaggio ha subito una conversione al bene che lo porta a parteggiare per la razza umana e aiutare prima Laura Palmer e poi l’agente Cooper, distanziandosi totalmente dal suo perverso simile.
MIKE è apparentemente antico quanto l’universo stesso come ogni residente della Loggia Nera. Per secoli fu compagno di scorribande di BOB, con cui condivideva il gusto per l’omicidio e lo stupro seriale, nonché una smodata passione nell’arrecare sofferenza al genere umano. Un giorno tuttavia, ebbe una teofania e si convertì al bene decidendo di dedicare il resto della sua vita al tentativo di impedire a BOB di compiere un maggior numero di atrocità.
Dopo la sua conversione, lo spirito si strappò l’intero braccio sinistro al fine di rimuovere il tatuaggio “Fuoco cammina con me” simbolo della sua natura demoniaca; da tale amputazione sembra abbia avuto origine il Nano.
È dopo quest’evento che avviene la riunione degli spiriti della Loggia Nera visibile in Fuoco cammina con me: difatti il normale equilibrio della distribuzione della “GARMONBOZIA (*)” tra gli spiriti viene meno. Così BOB e il Nano stringono un patto per cui la “GARMONBOZIA (*)” derivata dall’uccisione delle vittime che portano l’anello verde all’anulare, sarà di proprietà del Nano. A due spiriti della Loggia, i Tremond, viene affidato il compito di far recapitare l’anello alle future vittime.
L’accordo viene meno quando BOB si tiene la “GARMONBOZIA (*)” derivata dall’uccisione di Teresa Banks, di proprietà del Nano poiché ella indossava l’anello.
Nel febbraio 1989, quando BOB mise gli occhi sulla diciassettenne Laura Palmer, figlia del suo involucro umano Leland, lo spirito, attraverso il suo ospite umano, Philip Gerard, tentò più volte di avvertirla del pericolo che correva in quanto BOB voleva impossessarsi di lei. Così, la notte del 23 febbraio, poco prima che BOB si impossessi di Laura, Philip Gerard le lancia l’anello verde. BOB è così costretto ad ucciderla nonostante non lo voglia.
Dopo la morte della giovane, lo spirito malvagio rientra nella Loggia Nera e viene obbligato dall’uomo con un solo braccio e dal Nano a dar loro la “GARMONBOZIA (*)”. Per l’occasione i due tornano nuovamente un tutt’uno posizionando la mano destra del Nano sul moncherino della spalla sinistra di Gerard e parlando all’unisono.
Quando l’agente Cooper viene assegnato al caso dell’omicidio di Laura Palmer, l’uomo con un solo braccio gli appare in un sogno divinatorio mostrandogli il vero volto di BOB ed indicandolo come l’assassino della bionda liceale. L’agente, assistito dagli uomini dello sceriffo Truman, decide dunque di cercare l’amputato al fine di interrogarlo come testimone, tuttavia nel momento in cui localizza il venditore di calzature questi afferma di non conoscere l’uomo mostratogli in sogno dal suo alter-ego e racconta una storia completamente diversa sul motivo della sua menomazione rispetto a quella narrata dallo spirito.
In seguito emerge però che nel subconscio di Gerard giace lo spirito possessore di MIKE, che, manifestandosi, espone la vera natura di BOB: anche esso un demone possessore residente dentro uno degli abitanti di Twin Peaks da più di 40 anni. Tale rivelazione, porta poco dopo alla chiusura del caso tramite la cattura di Leland Palmer e la fuga nei boschi di BOB.

BOB

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BOB è un’entità demoniaca residente nella Loggia Nera, reame di puro male esistente su un piano alternativo della realtà, e passa diverso tempo sulla terra possedendo le anime degli uomini, sebbene spesso assuma anche le sembianza di un gufo. BOB sembra trarre gioia dal dolore e dalla sofferenza degli esseri umani, motivo per il quale si serve delle loro spoglie per commettere orribili delitti ed infliggere paure ed agonie a coloro che gli sono attorno. Tali sentimenti, cui gli abitanti della Loggia si riferiscono chiamando “GARMONBOZIA (*)”, servono loro come nutrimento ed appaiono simili alla crema di mais. Le vittime di cui BOB si impossessa non sono consapevoli delle azioni che compiono sotto la sua influenza. Dalla serie emerge che la stessa Laura Palmer si sia fatta uccidere volontariamente per evitare di essere a sua volta posseduta dal demone e divenire veicolo delle sue atrocità. Possedendo il corpo di Leland, BOB uccide tre ragazze durante la serie, ponendo sotto le loro unghie altrettante lettere del suo nome come da suo modus operandi, le giovani sono: Teresa Banks (“T”), Laura Palmer (“R”) eMaddy Ferguson (“O”). Infine è lui stesso ad uccidere Leland facendogli sbattere violentemente la testa contro il muro della cella in cui viene rinchiuso, ed a “giustiziare” Windom Earle all’interno della Loggia per aver chiesto l’anima di Cooper senza aver ancora raggiunto le alte gerarchie dello status demoniaco.
Nonostante il libro Il diario segreto di Laura Palmer sia scritto in prima persona dalla protagonista, in alcuni momenti è BOB a subentrarle in qualità di narratore dando l’effetto di scissione interiormente provata dalla ragazza. Per volere stilistico di Jennifer Lynch, tali parti del romanzo sono scritte interamente in maiuscolo, esattamente come il nome del loro autore.
BOB è apparentemente antico quanto l’universo stesso come ogni residente della Loggia Nera. Egli è prosperato nei secoli anche grazie agli esseri umani e la sua stessa esistenza sembra legata a doppio taglio con la presenza dell’uomo sulla Terra, dal momento che essi sono sia lo strumento con cui opera i suoi propositi, che quello da cui ottiene la sua retribuzione.
Apparentemente sempre dedito allo sterminio ed alla violenza, per un certo periodo ebbe come compagno di scorribande MIKE, tuttavia dopo che questi ebbe la sua epifaniareligiosa, divenne il suo più grande nemico e decise di devolvere il resto della sua vita al tentativo di fermarlo dal compiere un maggior numero di atrocità.
A questo punto, in un momento imprecisato nel tempo, BOB si allea col Nano per la spartizione della “GARMONBOZIA (*)” derivata dalle vittime che indossano un anello verde del Nano.
Circa nella seconda metà degli anni quaranta, egli designò come suo prossimo corpo ospite Leland Palmer avvicinandolo, col nome fittizio di Mr. Robertson, mentre questi era in vacanza nella casa sul lago dei nonni. Egli impaurì enormemente il bambino ma, nonostante ciò quando egli lo “invitò a giocare” Leland lo “fece entrare”, in tal modo BOB riuscì ad impadronirsi della sua anima. Descrivendo tale azione afferma che: «Lui era un tronco cavo e io un gufo che ha nidificato».
Quando il 22 luglio 1972 Leland divenne padre, BOB cominciò ad essere ossessionato da sua figlia, Laura, fino al punto da vedere in lei il suo prossimo corpo ospite ideale. Dunque si servì di Leland per violentare, e molestare la bambina fin da prima della pubertà causandole non pochi traumi psicologici. Successivamente frequentò una giovane tossicodipendente di nome Teresa Banks durante i suoi viaggi d’affari a Deer Meadow, in quanto gli ricordava Laura, per poi assassinarla brutalmente e mettere la lettera “T” sotto l’unghia della sua mano sinistra in quanto ella aveva indossato l’anello verde del Nano; tuttavia, BOB decise di non spartire la “GARMONBOZIA (*)” derivata da questo omicidio, preferendo tenerla per sé.
Nel momento in cui MIKE ed altri spiriti della Loggia fecero sì che Laura scoprisse l’identità del suo corpo ospite, BOB la aggredì durante un’orgia con Leo Johnson, Jacques Renault e Ronnette Pulaski e mise in fuga i due uomini per poi picchiare selvaggiamente le ragazze prima di impossessarsi di Laura. MIKE, arrivato sulla scena, lancia tuttavia l’anello verde alla ragazza, cosicché BOB è costretto ad ucciderla. Compiuto l’omicidio inserì sotto l’unghia della mano sinistra di Laura la lettera “R” e la gettò nel fiume dopo aver avvolto il suo corpo nella plastica.
La “GARMONBOZIA (*)” dell’omicidio di Laura verrà resa al Nano.
Dopo che il cadavere della giovane fu ritrovato da Pete Martell, il 24 febbraio 1989, l’FBI manda sul posto ad indagare l’agente speciale Dale Cooper e questi viene avvertito per la prima volta dell’esistenza di BOB da un’apparizione in sogno di MIKE, il quale recita all’agente il misterioso brano ricorrente tra gli spiriti della Loggia. Successivamente, dopo essersi risvegliata dal coma, Ronette Pulaski da la descrizione dell’assalitore suo e di Laura, che rispecchia la visione di BOB avuta da Cooper nel suo sogno, motivo per il quale il federale fa tappezzare la città di volantini servendosi del talento di Andy per gli identikit. Vedendo uno di questi manifesti lo stesso Leland vi riconosce il “Mr. Robertson” della sua infanzia e lo comunica a Cooper, sempre ignaro che lo spirito abbia nidificato nella sua anima. Poco dopo, prima che la cugina di Laura, Maddy, a lei fisicamente identica, torni a casa sua a Missoula, Montana, BOB possiede nuovamente il corpo di Leland e la uccide sbarazzandosi del corpo nella medesima maniera.
Da li a breve Cooper arriva alla soluzione del caso tramite una combinazione di intuito ed aiuti sovrannaturali, arrestando dunque Leland. BOB, preso un’ultima volta possesso del corpo dell’uomo confessa i suoi crimini e successivamente fa in modo che si suicidi sbattendo la testa violentemente contro la porta della cella in cui è rinchiuso, evento a seguito del quale lo spirito fugge per rintanarsi nuovamente nei boschi di Twin Peaks assumendo le fattezze di un gufo.
Dopo la dipartita di Leland; Cooper, lo sceriffo Truman, il maggiore Briggs e Albert Rosenfield intraprendono un dibattito filosofico su quanto BOB fosse reale o meno, concordando infine, sebbene non esattamente in modo unisono, che fosse una sorta di incarnazione dell’umana malvagità.
BOB, dopo una lunga assenza riappare nella serie al momento della morte di Josie, informando Cooper che è ancora vivo.
Alla fine della seconda stagione, dopo che Cooper entra nella Loggia Nera nel tentativo di salvare Annie dalle grinfie di Windom Earle, quest’ultimo gli propone di lasciar vivere la donna amata in cambio della sua anima. Nel momento in cui Cooper accetta, BOB, furibondo, si manifesta e fa tornare indietro il tempo restituendo l’anima all’agente. Lo spirito dunque, dichiara che Earle non possiede potere a sufficienza per esigere un’anima, motivo per il quale viene punito con la privazione della propria per mano dello stesso BOB, che successivamente dichiara Cooper libero di andare.
Nonostante Cooper abbia superato la prova fornitagli da Windom Earle, nel momento in cui deve rivaleggiare con la sua controparte malvagia, il suo Doppelganger (*) (*), fugge, fallendo il test. Non appena Cooper riemerge dalla Loggia lo sceriffo Truman lo porta nella sua stanza al Great Northen Hotel, dove, al risveglio, l’uomo si reca in bagno e, come in un lampo di follia, ripete la frase «Come sta Annie?» sbattendo la testa contro lo specchio, nel quale si riflette il volto di BOB, che si scopre dunque essersi impossessato della sua anima.

(*) = La “Garmonbozia” è la rappresentazione tangibile del dolore e della sofferenza. All’apparenza la sostanza ha l’aspetto della crema di mais, e pare servire come una sorta di nutrimento e di droga per gli spiriti della Loggia Nera. L’origine del termine “Garmonbozia” è ignoto e sembra non essere ricollegabile a nessuna parola in qualsiasi lingua conosciuta; tuttavia si è molto speculato sul fatto che possa derivare da “Ambrosia”, il cibo degli Dèi nella mitologia greca e romana, cosa che combacia con la spiegazione data nel film prequel. Il termine è spesso usato anche per indicare qualsivoglia surreale tipologia di deus ex machina in una pellicola o serie televisiva.

(*) (*) = Un “Doppelgänger” è un duplicato spettrale o reale di una persona vivente. Generato dalla paura, è una presenza che non può cessare. Doppelgänger (letteralmente “doppio viandante”, assimilabile a “bilocato”) è un termine preso in prestito dal tedesco ed è composto da doppel (“doppio”) e Gänger (“che va”, “che passa”, da gehen, “andare”). Si riferisce a un qualsiasi doppio o sosia di una persona, più comunemente in relazione al cosiddetto gemello maligno o alla bilocazione. In alternativa descrive un fenomeno nel quale si vede la propria immagine con la coda dell’occhio. In alcune mitologie, vedere il proprio doppelgänger è un presagio di morte, mentre visto da amici o parenti di una persona può anche portare sfortuna o annunciare il sopraggiungere di una malattia. Secondo il folklore i doppelgänger non proiettano ombre e non si riflettono negli specchi o nell’acqua. Si suppone che forniscano consigli alla persona di cui hanno le sembianze, che possono essere fuorvianti o maliziosi. Possono anche, in rari casi, instillare idee nella mente delle loro vittime o apparire ad amici e parenti, provocando confusione. In molti casi, una volta che si è visto il proprio doppelgänger, si è condannati a essere perseguitati da immagini della propria controparte spettrale. I doppelgänger appaiono in diverse opere narrative ascrivibili al fantastico e alla fantascienza. Un doppelgänger temporale è una qualsiasi versione di sé stessi che si può incontrare durante un viaggio nel tempo, cioè è un duplicato di sé stessi in una diversa linea temporale della propria storia presente o futura, reale o alternativa. È un paradosso temporale che si verifica quando, ad esempio, una versione di un individuo viaggia all’indietro nel tempo attraverso un flusso temporale e incontra una versione più giovane di sé stesso, oppure quando due o più versioni dello stesso individuo da differenti flussi temporali convergono allo stesso momento nel loro futuro. Un doppelgänger dimensionale è un duplicato di se stessi in un’altra dimensione. Doppelgänger possono anche essere generati da mutaforma che imitano un particolare individuo.

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Cinema

TWIN PEAKS ESOTERICA

 LA LOGGIA BIANCA NELLA TRADIZIONE ATLANTIDEA

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Secondo l’interpretazione di Maurice Doreal della Sesta Tavola di Smeraldo di Toth L’Atlantideo, ci sarebbero adepti che usano i grandi poteri del cosmo per distruggere invece che per promuovere, perché la “LEGGE” opera sia per il bene che per il male, positivo o negativo. Questi adepti che usarono la forza cosmica per distruggere, erano i Fratelli Oscuri, maghi neri che lottarono contro i Figli della Luce. Tentarono di tenere e respingere quelli che i Figli della Luce tentavano di portare verso la Luce. La FRATELLANZA NERA è l’antitesi della FRATELLANZA BIANCA : una distrugge, l’altra costruisce. La FRATELLANZA NERA adesso ha un’organizzazione nota come DUGPAS NERA, perché gli adepti hanno i “CHELAS” come gli Adepti Bianchi. La loro organizzazione è impostata come quella della LOGGIA BIANCA e spesso ingannano gli uomini facendogli credere di essere della LOGGIA BIANCA. Aiutano le persone ad ottenere certe cose e poteri finché le hanno prese in trappola, poi quando non c’è via di scampo, le imprigionano. Per ottenere i loro scopi hanno specifici poteri potenziati, come aprire la settima dimensione e chiamare gli ELEMENTALI. Hanno il potere di controllare la mente attraverso il trasferimento del pensiero e l’ipnosi. Così ne ottengono il controllo e la inducono al disordine. Se qualcuno si arrende alla FRATELLANZA NERA e firma con il suo nome nel loro libro, è vincolato a loro per tutta la durata dell’incarnazione. L’anima dell’uomo non deve essere legata se desidera progredire nella Luce. Arrendersi alle forze nere implica la sospensione della Luce. L’uomo è ostacolato soltanto dalle catene dell’oscurità e del disordine. Quindi deve diventare Luce ed ordine. La FRATELLANZA NERA tenta sempre di demolire la persona che ha raggiunto uno sviluppo durante il cammino di Luce, perché ha già consolidato i poteri. È per questa ragione che una persona molto evoluta deve resistere più di una persona poco o per niente evoluta. Più si impara sulla Luce, paradossalmente, e si sa delle manipolazioni del disordine e più si è stimati dalla FRATELLANZA NERA. È necessario migliorare ragione ed equilibrio affinché possiamo distinguere l’Oscurità dalla Luce, l’Ordine dal disordine, nelle parole di chi viene da noi. Solo superando gli ostacoli e con continui sforzi si raggiungerà l’obiettivo. In opposizione alla FRATELLANZA NERA c’è la LOGGIA BIANCA, che si sforza continuamente di liberare gli uomini dal disordine e di respingere i poteri della FRATELLANZA NERA. Se il ricercatore ha veramente desiderio di Luce e non di potere, la LOGGIA BIANCA si porrà tra lui e la FRATELLANZA NERA, perché ha molto più potere di questa ultima. Eppure ai neri è concesso esistere, perché fanno parte dell’oscurità che l’uomo deve superare.

La lotta tra le forze della FRATELLANZA NERA e la LOGGIA BIANCA è iniziata al principio di tutto. I Maestri ed i Grandi Adepti della LOGGIA BIANCA usano il potere del Sole risvegliato nell’uomo per sostenere e proteggere. I Figli della Luce – quelli che non hanno mai perso la loro unione originale – sono anche custodi dell’uomo, il loro fratello. Sono custodi dei segreti che allontanano l’Oscurità e che sono concessi a chi percorre la via alla maestria. Chi desidera essere un maestro, deve imparare la maestria delle Leggi che regolano la manifestazione. Deve conquistare la paura e camminare impavido nel sentiero della Luce.

LA LOGGIA NERA DI TWIN PEAKS

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 « E ora una conclusione. Dove una volta ce ne era una, ora ce ne sono due. O ce ne sono sempre state due? cos’è un riflesso? La possibilità di vederne due? Quando si può avere un riflesso, ce ne potranno sempre essere due o più. Solo quando siamo ovunque ce ne sarà uno soltanto. È stato un piacere parlare con voi »

La Signora-Ceppo

La LOGGIA NERA (Black Lodge) è un luogo immaginario della serie tv I segreti di TWIN PEAKS. È un luogo metafisico extra-dimensionale nella quale è inclusa la RED ROOM (altrimenti conosciuta come “La sala d’attesa”) sognata dall’agente Cooper all’inizio della serie, quando si vede invecchiato di 25 anni seduto su una sedia. Sembra che il tempo, all’interno della LOGGIA NERA, non segua un percorso cronologicamente corretto, ma sia in grado di stravolgere gli eventi temporali umani in un ordine indefinibile e inclassificabile. Nell’ultimo episodio della serie televisiva, ad esempio, l’agente Cooper comincia a sanguinare, mentre un attimo prima era in perfetta salute. Non sappiamo chi o cosa l’abbia ferito (e lo stesso si può dire per la sua fidanzata Annie, che a un certo punto, giace in terra sanguinante). Ciò è in perfetta coerenza con la natura sovrannaturale della LOGGIA NERA che, in quanto luogo di confine tra la vita e la morte, offre parziali e ben limitate possibilità di comprensione al mondo umano.

Nella serie, l’agente Hawk (un nativo americano) dice che la LOGGIA NERA nasce nella mitologia del suo popolo, ma il termine è citato anche nel libro The Devil’s Guard di Talbot Mundy. In questo libro, viene associata con il Tibet anziché con i miti delle popolazioni native. Una entrata per la LOGGIA NERA sembra essere situata nella Foresta del Ghostwood che circonda la città di TWIN PEAKS. Una pozza di una sostanza simile a olio da macchine è circondata da 12 sicomori. Questo posto è conosciuto come Glastonbury Grove. Si dice che la chiave per entrare nella LOGGIA NERA sia la paura, in contrasto con la chiave della Loggia Bianca che è l’amore. Un’altra caratteristica necessaria per entrare nella Loggia attraverso l’entrata a Glastonbury Grove è che Giove e Saturno siano in congiunzione. Quando tutto questo avviene e qualcuno si avvicina alla pozza del Glastonbury Grove, le tende rosse si materializzano dal nulla permettendo di entrare nella Loggia.  Alcuni ritengono che ci siano altri portali sparsi per il mondo. Una scena nella sceneggiatura di “FUOCO CAMMINA CON ME” (non inclusa nel film) anticipa l’apparizione a sorpresa di Phillip Jeffries negli uffici dell’FBI di Philadelphia ; la scena si svolge nell’atrio di un albergo di Buenos Aires dove alloggia Jeffries, quando quest’ultimo entra nell’ascensore, invece di scendere al piano dove si trova la sua stanza, si ritrova a Philadelphia. Secondo i file dell’FBI Jeffries è scomparso per due anni. L’esperienza che lui associa ad Albert, Cooper e Gordon Cole si potrebbe dire sia avvenuta a Buenos Aires, poiché l’albergo era l’ultimo luogo visitato. Le esperienze del maggiore Briggs e della Signora-Ceppo mostrano anche come una persona può essere “rapita” senza che si trovi all’ingresso della Loggia, ma anche solo essendo molto vicino alla stessa. La Signora Ceppo era nei boschi quando è scomparsa ed anche il maggiore e Cooper campeggiavano nei boschi al momento della loro scomparsa. Questi eventi legano tutte e tre le scomparse alla Loggia. Rimane poco chiaro se la Loggia Bianca e la LOGGIA NERA siano o meno reami separati. Qualcuno potrebbe interpretare le due Logge come un unico luogo ; possibilità questa suggerita dal pavimento a specchio bianco e nero presente nella Loggia stessa. La teoria che pone le due logge sullo stesso piano è coerente con il tema della dualità che caratterizza la Loggia, riflettendo il concetto di YIN e YANG.

È un pensiero comune che la LOGGIA NERA sia un regno di male assoluto che ha usurpato, assorbito o occupato la sua controparte Bianca, con la possibilità conseguente che la Loggia Bianca si sia trasformata nella sala d’aspetto rossa della LOGGIA NERA (permettendo comunque a spiriti benigni ed angeli di manifestarsi al suo interno), o che la sala d’aspetto sia una zona neutrale, e le azioni condotte dagli astanti determinino la loro appartenenza all’una o all’altra Loggia. Durante la seconda stagione Windom Earle mette in relazione una vecchia storia sulla Loggia Bianca con il Giardino dell’Eden, suggerendo che la Loggia Bianca sia potuta appartenere ad un tempo ormai perduto o dimenticato. Earle di contro descrive la LOGGIA NERA al presente, indicando forse che la stessa abbia sostituito la LOGGIA BIANCA :

Un posto di potere quasi inimmaginabile, pieno di forze oscure e segreti maligni. Nessuna preghiera osa entrare in questo luogo spaventoso. Gli spiriti non badano alle invocazioni religiose. Possono strapparti la carne dalle ossa o salutarti allegramente. E se vengono imbrigliati, gli spiriti di questa terra nascosta di urla soffocate e cuori spezzati offrono un potere così vasto che chi lo detiene potrebbe riordinare la terra a suo piacimento.

Il Vicesceriffo Hawk descrive la Loggia comeL’ombra della Loggia Bianca” Sempre secondo Hawk, la leggenda dice che ogni spirito deve passarvi attraverso lungo la via della perfezione per incontrare l’io-ombra. La sua gente lo chiama  ‘Il Guardiano della Soglia’ : se si attraversa la Loggia Nera privi di coraggio autentico, l’anima viene annientata dall’io-ombra.

La vita nella Loggia è difficile da descrivere. Il tempo sembra avere nessuna correlazione con questa dimensione (scorre normalmente, più lentamente o si ferma del tutto, come dimostra la tazza di caffè in mano all’agente Cooper), e lo spazio è separato tra le varie stanze, collegate tra di loro da stretti corridoi e tende rosse. Gli abitanti della Loggia parlano in un distorto dialetto inglese e spesso parlano per enigmi. Ciò può essere visto come un parallelismo con alcune forme di sciamanesimo, nelle quali gli abitanti degli altri mondi a volte parlano alla rovescia. La presenza di mutaforma o di aspetti ‘malvagi’ della personalità di qualcuno, è probabilmente la caratteristica più spiazzante della Loggia. I mutaforma sono identici alla loro controparte nel mondo reale, con la sola eccezione degli occhi vitrei. Apparentemente esiste un mutaforma per ogni essere umano, vivente e non (compreso l’Agente Cooper).

Un brano citato spesso nella serie recita

« Nell’oscurità di un futuro passato,

il mago desidera vedere.

Non esiste che un’opportunità tra questo mondo e l’altro.

Fuoco, cammina con me »

Nell’ultimo episodio di TWIN PEAKS, Cooper incontra L’UOMO CHE VIENE DA UN ALTRO POSTO, che si riferisce alla sala rossa come alla “sala d’aspetto”, probabilmente un collegamento tra le logge. Solo quando l’uomo dice “Fuoco cammina con me” il regno esplode in fiamme e quindi sprofonda nell’oscurità. Questo è quasi certamente il momento nel quale Cooper entra nella LOGGIA NERA.

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