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I MISTERI DI TORINO

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Sono al centro di una piazza, avverto la luce del sole calare nelle tenebre, all’improvviso tutto intorno a me si illumina, sembra quasi che le gelide mura dei palazzi signorili prendano vita. Fra giochi di luci e ombre anche le statue sembra quasi che si muovano, si innalza una leggera foschia e si avverte nell’aria la pesantezza dell’umidità. sento i brividi, chissà se sia il freddo o semplicemente la suggestione che emana questa fantastica e magica città, mi trovo a Torino precisamente in piazza Castello e sto per raccontarvi i misteri di questo antico luogo.

Sapevate che secondo un’antica leggenda la città di Torino fu fondata da Fetonte, colui era il figlio di Iside dea della magia, che scelse questa terra pianeggiante per la sua strategica posizione geografica, infatti scelse la confluenza del fiume Po con il fiume Dora per innalzare un centro di culto al dio Api che gli antichi Egizi rappresentavano con le sembianze di un toro? Il Po rappresenta il sole quindi la parte maschile, la Dora rappresenta la luna quindi la parte femminile, insieme percorrono la città formando una Y, che nel simbolismo rappresenta il bivio, la strada di destra diretta verso il cielo, quella di sinistra agli inferi.

Il capoluogo subalpino fa parte dei due famosi triangoli magici.

  • TRIANGOLO DELLA MAGIA NERA: San Francisco, Londra e Torino
  • TRIANGOLO DELLA MAGIA BIANCA: Lione, Praga e Torino

triangolo magico

L’energia scorre tra le vie di questa città, il tutto parte da Piazza Castello dove il Palazzo Reale ha un ruolo cruciale, la sua possente cancellata che con le sue statue dei Dioscuri delimita un punto magico, come una linea immaginaria che divide il bene dal male. Infatti gli esoterici affermano che l’epicentro dell’energia positiva sia da dove sorge Palazzo Reale, dai Giardini Reali alla fontana dei Tritoni, questo è il punto della magia bianca.

Torino è una città nella città, esiste una parte visibile quella in superficie, ma molti non sanno che al di sotto di essa esistono chilometri di cunicoli e gallerie, secondo gli esoterici in un punto della città precisamente sotto Piazza Castello si trovano tre grotte Alchemiche, accessibili da sei punti diversi, tre tra i quali non conducono a niente, si dice siano state create per disorientare i più curiosi, ma esistono altri tre punti di accesso che in realtà condurrebbero proprio ad esse. Secondo la leggenda le grotte Alchemiche sono luoghi di massima concentrazione di energia dove i pensieri dell’inconscio possono essere materializzati, si narra che il principe Umberto sia riuscito a penetrare nella prima, le sue paure pochi giorni dopo vennero materializzate, fu ucciso a Monza.

grotta2

Nelle vicinanze tra le imponenti mura del Duomo è custodia La Sacra Sindone, il telo che avvolgeva il corpo di Gesù dopo la crocifissione, oggi uno dei più importanti simboli della fede cristiana. Si narra che esistano altri monili cristiani molto importanti custoditi all’interno di alcuni edifici cristiani della città , nella Basilica di Maria Ausiliatrice si suppone che venga conservata una croce fatta con il legno della croce di Gesù, nella chiesa di Santa Maria in Piazza si vocifera ci sia l’unico quadro che ritrae il vero volto della Madonna dipinto da San Luca, in una località segreta, nelle vicinanze della chiesa, la leggenda narra che sia conservato il velo della Madonna.

Allineata con piazza Castello un po più in là attraversato il Po troviamo la chiesa della Gran Madre di Dio, una straordinaria leggenda esoterica narra che con la presenza a Torino della Sacra Sindone sia legata ad essa la presenza del Graal, i principali indizi secondo alcuni sono custoditi nelle due statue situate di fronte la chiesa, due donne, una a destra che rappresenta la religione con sulla fronte il triangolo con l’occhio divino (ben noto anche come simbolo massonico). Mentre la donna di sinistra rappresenta la fede, regge con la mano destra un calice che per alcuni rappresenta il Graal, mentre lo sguardo della statua ne indicherrebbe il luongo di sepoltura.

Chiesa della Gran Madre di Dio

Ma continuando il nostro itinerario e spostandoci a poche centinaia di metri troviamo un’ altro monumento fondamentale la Mole Antonelliana che rappresenta il cielo, che con la sua forma piramidale viene paragonata a una sorta di antenna che catalizza l’energia che capta dal cielo e aspira dalla terra.

La magia di Torino non finisce qui, percorrendo un’ altro tratto di strada si giunge in piazza Solferino dove troviamo la fontana Angelica, alla quale sembra sia attribuito un importante significato magico. Le figure scolpite rappresentano le quattro stagioni: primavera-estate, le statue femminili, autunno-inverno , le statue maschili. L’inverno guarda verso oriente punto sacro dove si leva il sole, i due personaggi maschili rappresenterebbero Boaz e Jaquin, i due sostenitori delle colonne di Ercole, mitici guardiani della Soglia che si immette sull’infinito. La conoscenza è rappresentata dall’acqua, che entrambi i personaggi versano dagli otri. Le figure femminili rappresenterebbero i due aspetti dell’amore, quello sacro e quello profano e i due aspetti della conoscenza. Guardando attentamente le due figure maschili, si nota come al centro di esse si apra un varco rettangolare squadrato alla perfezione. Il varco rappresenta la soglia invalicabile per i profani, oltre alla quale si accede a una dimensione sconosciuta. L’accesso alla conoscenza senza limiti, “la porta dell’infinito”.

Dirigendoci verso occidente, dove tramonta il sole e nascono le tenebre, andiamo incontro a uno dei punti più oscuri della città di Torino, questo luogo viene definito il Cuore Nero nel capoluogo subalpino, qui prende vita la tenebrosa piazza Statuto. Molto tempo addietro qui vi era la “vallis occisorum” luogo di uccisione e sepoltura, dove vi era riposto il Patibolo che rimase per secoli in questo punto della città, fin quando in seguito i francesi decisero di spostarlo tra Corso Regina Margherita e via Cigna. Questo è il punto preciso dove Torino si congiunge con San Francisco e Londra formando il triangolo di magia nera. A indicare il punto esatto troviamo un obelisco sulla cui sommità svetta un astrolabio che indica il passaggio del 45° Parallelo. Un obelisco identico si trova a Rivoli ad undici chilometri di distanza, al termine di Corso Francia, strada che traccia una perfetta linea retta in direzione della Val Susa.

PiazzaStatuto

Su entrambi gli obelischi troviamo inciso il seguente messaggio:

“Anno 1760. Su ordine del re Carlo Giovanni Battista Beccaria misurò triangoli quattro nelle alpi Graie altrettanti nelle Marittime dell’arco del meridiano torinese. Definì sulla via di Rivoli la base dei triangoli. L’inizio della base del centro del circolo astronomico infisso nel marmo. La pietra giace sottoterra da questo punto verso oriente circa nove metri”.

Al centro di Piazza Statuto sovrasta la Fontana del Frejus, che fu ideata per ricordare l’inaugurazione dell’omonimo traforo. Osservare questo monumento significa calarsi in una sorta di dimensione mistica, le statue raffiguranti sono impegnate nell’arrampicarsi per raggiungere la cima, dove ad attenderli c’è un angelo. Quest’ultimo tiene in mano una penna, simbolo della conoscenza e della trasmissione della stessa, mentre con l’altra mano sembra voglia fermare l’ascesa degli uomini, impedendo così di raggiungere lui e la sua sapienza. L’angelo che sovrasta l’obelisco porta sul capo una stella a cinque punte fonte di luce appunto e che potrebbe essere interpretata come un terzo occhio. La leggenda narra che questo angelo sia Lucifero, l’angelo più bello e che ai piedi del monumento ci sia l’accesso alla porta dell’inferno.

Sembra quasi che ogni angolo di questa inquietante città, nasconda una fantastica leggenda, un caso o semplicemente l’ingegno di qualche uomo nel secoli dei tempi abbia voluto dare vita a una sorta di diceria che avvolga la città volutamente nell’ombra del mistero, per poter così garantire una sorta di curiosità in grado di attirare chiunque. esistono diverse versioni, qualcuno parla addirittura della famiglia dei Savoia vociferando che siano stati proprio loro stessi a dare vita a queste chiacchiere, ovviamente per un preciso scopo. Magari sia tutto stato messo in scena da bizzarri fissati di magia, che creando un racconto dopo l’altro e aggiungendoci una interpretazione fantasiosa dei diversi monumenti che sono presenti nella città abbiano volutamente creato questo scompiglio; il  quale oggi nasconde un vero business economico. Basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca la voce Torino magica, per aprire un varco di informazioni su negozi di articoli esoterici, hotel con vista su vari monumenti, gite organizzate addirittura di notte con itinerari ben precisi sui luoghi del mistero. Noi tutti sappiamo quanto la mente umana può essere facilmente condizionata, di quanto siamo affascinati dal mondo dell’occulto, penso sia una sorta di curiosità per tutto ciò che non si ha certezza di conoscere. Proprio per questo motivo una città ambigua come Torino, sia diventata nei secoli meta dei più fedeli appassionati di esoterismo.

Mettendo da parte le svariate leggende su questa misteriosa Torino, che possono essere o non essere fondate, esistono diverse testimonianze che affermerebbero che questa città sia davvero avvolta nella magia, siamo liberi di credere o non credere a queste dicerie ma è molto strano pensare che alcuni personaggi esoterici della storia, dagli alchimisti Paracelso e Fulcanelli al leggendario Cagliostro, dal filosofo Friederick Nietzche ai medici John Dee e Cesare Lombroso, dall’immortale Conte di Saint Germain al famoso sensitivo Gustavo Rol, e infine Nostradamus, avessero scelto di vivere proprio a Torino.

Pensandoci bene, tutte queste leggende, supposizioni, come un cancello che delimita il bene dal male, la porta dell’infinito, la porta dell’inferno, le grotte alchemiche, nelle quali è addirittura possibile materializzare il pensiero umano. La Sacra Sindone, il Sacro Graal, il velo della Madonna. Non vi sembra racchiudano in se stessi tutti i dubbi dell’essere umano. Come se tutte queste leggende seguissero un disegno preciso, come se l’uomo abbia dato nel tempo una sorta di risposta alle domande che ci poniamo ogni giorno sulla vita ultraterrena. Ma queste sono semplicemente mie considerazioni, vi lascio nel dubbio di questa attenta osservazione.

Quando la frenesia si acquieta e il traffico rallenta, il centro storico si illumina di una luce antica e la città ridiventa la grande e bellissima “madama” che uomini come Nostradamus e Cagliostro hanno conosciuto ed amato.

Nell’oscurità della sera, Torino mostra il suo volto più intrigante. Un percorso “à l’envers” si delinea pian piano mostrando spettrali dragoni e simboli esoterici sovente ignorati, ma anche storie maledette che resistono alle ingiurie del tempo, lasciando tracce ovunque uno sguardo attento si posi per indagare sotto il velo della storia la Torino più magica e misteriosa. Sorta alla confluenza di due fiumi, il Po e la Dora, e posta al vertice di due triangoli, quello della magia bianca e quello della magia nera, Torino vanta una tradizione esoterica secolare. Un tour intrigante e curioso prende vita attraverso tutti questi elementi partendo da piazza Statuto, tradizionalmente centro della magia nera per accompagnare turisti e curiosi alla scoperta di una città segreta ed inquietante, che parla per enigmi e segreti.
Dalla misteriosa leggenda del portone del diavolo e ai suoi delitti, una sorta di filo “noir” si dipana lentamente nel centro storico, sino a scoprire i sinistri guardiani dei palazzi barocchi, per culminare nei misteri della Gran Madre di Dio, la donna velata che regge in mano il calice del Santo Graal, sotto l’occhio attento dei fantasmi torinesi più famosi.

FONTE

Elisabetta Savaia

Capo redattrice – Redazione MisteriDellaStoria.com 

 

LE TRE MADRI

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<< Non so quanto mi costerà rompere ciò che noi alchimisti abbiamo sempre chiamato SILENTIUM. L’esperienza dei nostri confratelli ci ammonisce a non turbare le menti profane con la nostra sapienza. Io, Varelli, architetto in Londra, ho conosciuto “Le Tre Madri” e per loro ho creato e costruito tre dimore: una a Roma, una a New York e l’altra a Friburgo, in Germania. Solo troppo tardi scoprii che da questi tre punti esse dominano il mondo col dolore, con le lacrime e con le tenebre. MATER SUSPIRIORUM, Madre dei Sospiri, la più anziana delle tre, abita a Friburgo. Mater LACRIMARUM, Madre delle Lacrime, la più bella, governa a Roma. MATER TENEBRARUM, la più giovane e la più crudele, impera su New York. E io ho costruito le loro sedi oscene, scrigni dei loro segreti.  Madri, matrigne che non partoriscono la vita, signore degli orrori della nostra umanità >>

Emilio Varelli

 << Le streghe fanno il male. Nient’altro al di fuori di quello. Conoscono e praticano segreti occulti che danno il potere di agire sulla realtà e sulle persone. Ma solo in senso maligno. Il loro scopo è ottenere vantaggi materiali e personali ma possono raggiungerli esclusivamente con il male degli altri. Con la malattia, con la sofferenza, il dolore e non di rado con la morte di coloro che prendono di mira per una qualsiasi ragione… Si può benissimo ridere di tutte queste cose, anche della magia. Comunque sappia che la magia è “ QUODDAM UBIQUE, QUODDAM SEMPER, QUODDAM AB OMNIBUS CREDITUM EST ” – ovvero – la magia è quella cosa che ovunque, sempre e da tutti è creduta >>

Professor Milius

 

 << QUAE VIDES NON SUNT ET QUAE NON VIDES SUNT, ovvero, quello che si vede non esiste e ciò che non si vede è la verità  >>

L’Alchimista de “La Terza Madre”

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La storia delle Tre Madri comincia all’alba dell’XI secolo, quando tre sorelle crearono la pericolosa arte della stregoneria sulle coste del Mar Nero. Negli anni che seguirono, queste perfide donne vagarono per il mondo accumulando grandi ricchezze e poteri, e seminando morte al loro passaggio.

Nel tardo XIX secolo le donne commissionarono all’architetto italiano Emilio Varelli, che all’epoca viveva a Londra, di progettare e costruire per loro tre dimore, poste in tre luoghi diversi del mondo: Friburgo, Roma e New York. È da queste dimore che le Tre Madri dominano il mondo con il dolore, con le lacrime e con le tenebre. Un amico di Varelli, dopo aver trovato alcuni frammenti del suo diario, scritti in latino, ne fa un libro intitolato Le Tre Madri : il libro inizia con la precisazione che quanto narrato è tutto reale, e in particolare che l’architetto scoprì troppo tardi la natura malvagia delle tre donne (solamente sei copie del libro sono sicuramente esistite, quattro potrebbero essere state distrutte alla fine di Inferno). Le case che egli ha progettato divennero dunque così corrotte che la terra dove erano costruite divenne mortifera e pestilenziale : uno sgradevole e agrodolce odore di malvagità pervade le aree circostanti ciascuna casa.

Sia Mater Suspiriorum che Mater Tenebrarum hanno rivelato che le Madri sono personificazioni della Morte.

MATER SUSPIRIORUM

Mater Suspiriorum, la Madre dei Sospiri, è la più anziana delle Tre Madri. Il suo vero nome è Elena Markos. È inoltre conosciuta come La Regina Nera. Jessica Harper ricorda che “la strega venne interpretata da una donna anziana di oltre novant’anni che Dario aveva trovato in una strada di Roma.”

Elena Markos, immigrata greca nata nel 1023, fu esiliata da molti paesi Europei perché indesiderata. Durante questo periodo scrisse diversi libri riguardanti arcani soggetti. Nel 1895 fondò la Tanz Akademie in Freiburg ( “Accademia di Danza in Friburgo” in tedesco), una scuola di danza e di scienze occulte, nella Foresta Nera. Gli abitanti locali avevano paura di lei, avendo intuito che fosse una strega. Così come crebbe la sua ricchezza, crebbero anche i sospetti sulla sua vera natura. Per distogliere questi sospetti, Elena Markos finse di morire in un incendio nel 1905. Il controllo dell’accademia, che divenne solamente una scuola di ballo, fu affidato alla pupilla della Markos, Madame Blanc. (L’accademia porta una targa che afferma che Desiderius Erasmus una volta visse là)

Come narrato ne LA TERZA MADRE, Elisa Mandy una strega bianca, combatté diverse volte Mater Suspiriorum, fino a ridurla in una donna anziana con pochissimo potere magico. Le sue attività erano infatti portate avanti dai suoi seguaci.

In SUSPIRIA Elena Markos è la Direttrice la cui presenza è celata dai suoi adepti, capeggiati da Madame Blanc (Joan Bennett). Una giovane americana, Susy Benner (Jessica Harper), scopre le stanze ignote nei sotterranei della scuola dopo che molti alunni sono stati uccisi dai mandatari della Markos. L’anziana strega tenta di usare la sua magia per uccidere la ragazza, ma i suoi poteri — incluso quello dell’invisibilità, illusione e telecinesi — si dimostrano insufficienti a causa del suo debole stato fisico. Susy Benner sconfigge Elena Markos trapassandole il collo con un pugnale. La morte della strega causa il crollo dell’intera accademia.

MATER TENEBRARUM

“La fine del tuo viaggio è vicina. Tutto intorno a te diventerà buio, allora ci sarà qualcuno che ti condurrà per mano.”

Mater Tenebrarum, la Madre delle Tenebre, è la più giovane e la più crudele delle Tre Madri. È nata nel 1044. Il suo vero nome non ci viene rivelato; la sua casa è situata a New York e fu costruita nel 1910. Il numero della casa è 49 e ad un muro esterno è affissa una targa che afferma che GEORGES IVANOVICH GURDJIEFF una volta ha risieduto là.

MATER LACRIMARUM

La “studentessa di musica” in Inferno era, in realtà, Mater Lacrimarum.

Mater Lacrimarum, la Madre delle Lacrime, è la più bella delle Tre Madri. Come per Mater Tenebrarum, il suo vero nome è sconosciuto. È nata nel 1035. In Inferno si suggerisce che la sua casa è a Roma localizzata vicino al numero 49 di Via Dei Bagni – la Biblioteca Filosofica della Fondazione Abertny – dove Sara (Eleonora Giorgi) avverte uno strano odore nell’aria. In La terza madre la casa di Mater Lacrimarum viene indicata come il Palazzo Varelli.

In Inferno Mater Lacrimarum tentò di affascinare Mark Elliot durante una lezione di musica a Roma. Ania Pieroni, che la interpretò nel film Inferno ha però rifiutato di riaccettare di nuovo la parte perché ormai invecchiata e madre di cinque figli.

Mater Lacrimarum è interpretata dall’attrice israeliana Moran Atias nel film “LA TERZA MADRE”. I grandi poteri della strega vengono risvegliati quando Sarah Mandy (Asia Argento) apre l’urna nella quale sono presenti potenti talismani delle streghe nere (una tunica rossa, un pugnale, tre statuette). Mentre i suoi servi seminano terrore nella città, festeggiando e giungendo da tutto il mondo, Mater Lacrimarum si nasconde nelle fondamenta del suo Palazzo, preparando la sua vittoria. Viene sconfitta nello stesso modo in cui lo sono state le sue sorelle : Sarah Mandy scopre il covo sotterraneo della strega e brucia la tunica rossa che lei indossa, causando il crollo del Palazzo. Mater Lacrimarum viene uccisa da uno degli obelischi che ornano il tetto che cadendo, a causa del crollo, perfora il tetto della cripta sotterranea infilzandola.

SUSPIRIA

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Il film è considerato un grande successo di Dario Argento, dopo Profondo Rosso, capolavoro del 1975 interpretato da David Hemmings, Gabriele Lavia, Macha Méril e Daria Nicolodi. Il regista ha dichiarato che l’ispirazione iniziale per il film nasce da un viaggio da lui compiuto attraverso le Capitali magiche europee (ovvero Torino, Lione e Praga) e alla visita della Scuola di Waldorf fondata daRudolf Steiner e situata vicino Basilea nei pressi del centro del TRIANGOLO MAGICO formato dalla sovrapposizione dei confini di tre stati (Francia, Germania e Svizzera). La compagna del regista Daria Nicolodi ha collaborato nella realizzazione del film, curandone con Argento la sceneggiatura nata ispirandosi alla sua infanzia: sull’idea del regista la Nicolodi introdusse alcune caratteristiche di fiabe come Alice, Biancaneve, Barbablù e Pinocchio, ma in particolare i racconti di sua nonna Yvonne Loeb. Quest’ultima, celebre pianista di origine francese, le narrò le sue esperienze presso un istituto artistico e musicale francese (di cui l’attrice ha preferito non rivelare il nome per ragioni di sicurezza) che aveva frequentato durante un corso di perfezionamento e da cui era fuggita dopo aver scoperto che la didattica ufficiale era in realtà un “paravento” dietro cui si celava una vera scuola di MAGIA NERA. Lo stesso Argento si è ispirato inoltre alla lettura di numerose fiabe infantili soprattutto per ideare il personaggio di Elena Markos, la “REGINA NERA”. L’ambientazione gotica (Friburgo e la Foresta Nera) si deve comunque alla penna di Argento. Il film ha riscosso un successo mondiale ma, a causa del contenuto particolarmente violento, fu vietato in molti paesi ai minori di 18 anni. Il film è il primo capitolo della cosiddetta Trilogia delle Madri. I titoli dei capitoli successivi, girati nel 1980 e nel 2007, sono : INFERNO e LA TERZA MADRE. Il titolo SUSPIRIA (come la storia della Trilogia de Le Tre Madri) è stato ispirato dal libro SUSPIRIA DE PROFUNDIS di Thomas de Quincey che lo scrisse dopo un soggiorno a Milano, presso la villa dei Conti Imbonati. Inizialmente il regista aveva pensato di girare il film con attrici minorenni (13-15 anni) ma ciò non gli fu possibile sia a causa del divieto in Germania di portare sullo schermo attrici di minore età, sia per la contrarietà da parte dei finanziatori[, in particolare da parte del distributore e della Focus, società di produzione americana consociata nella realizzazione della pellicola.[ Per rimanere almeno in parte fedele alle proprie intenzioni iniziali Dario Argento optò nell’utilizzare porte che avessero le maniglie poste molto più in alto rispetto al loro normale posizionamento : l’idea era quella di trasmettere agli spettatori quella difficoltà che i bambini hanno nel raggiungere la maniglia, vera chiave d’apertura verso l’esterno.

 SUSPIRIA DE PROFUNDIS

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Suspiria De Profundis (ovvero Sospiri dal Profondo) è un romanzo scritto nel 1845 dal giornalista e scrittore inglese Thomas de Quincey.

Il libro si basa su alcuni sogni fatti dall’autore il quale scrisse il libro dopo una visita a Milano e un soggiorno nella casa dei Conti Imbonati, incuriosito dalla storia di fantasmi e maledizioni che facevano di casa Imbonati una casa stregata. Tra le pagine del libro, si fa largo un sogno fatto da de Quincey quando ancora si trovava ad Oxford. L’autore sostiene di avere sognato la dea latina Levana, che gli presentava tre donne, le “Nostre Signore del Dolore”. Esse hanno tre nomi latini: la prima, la maggiore, si chiama Mater Lacrimarum, “Nostra Signora delle Lacrime”; la seconda delle sorelle è Mater Suspiriorum, “Nostra Signora dei Sospiri”; la terza, la più giovane, è Mater Tenebrarum : “Nostra Signora delle Tenebre”.

Il libro è strutturato in nove capitoli. De Quincey volle seguire la tradizione magica dei numeri, indicando nel numero di tre le madri, legandosi alla mitologia di questo numero.

L’autore descrive dettagliatamente le tre Mater.

“La maggiore delle tre è chiamata Mater Lacrimarum, Nostra Signora delle Lacrime. È lei che notte e giorno delira e geme, invocando volti scomparsi. Ella fu a Rama, quando si udì un suono di lamenti: Rachele che piangeva i suoi figli, rifiutando ogni conforto. Ella fu a Betlemme nella notte in cui la spada di Erode spazzò dalle sue case gli Innocenti e si irrigidirono per sempre i piccoli piedi che trotterellando per le stanze svegliavano nel cuore dei familiari palpiti di amore non inosservati in cielo. I suoi occhi sono di volta in volta dolci e astuti, intensi e assonnati; spesso si levano verso le nubi; spesso sfidano il cielo. Porta sul capo un diadema. E dai ricordi dell’infanzia sapevo che ella poteva allontanarsi sui venti quando udiva il singhiozzare delle litanie, o il tuonare degli organi o quando osservava l’adunarsi delle nubi estive. È questa sorella, la maggiore, che porta alla cintura chiavi più che apostoliche che aprono ogni capanna e ogni palazzo. So che ella sedette tutta la scorsa estate al capezzale del mendicante cieco, quello con cui così spesso e volentieri mi fermavo a parlare, e la cui pia figliuola di otto anni, dal volto luminoso, resisteva alle tentazioni dei giochi e dell’allegria del villaggio per camminare tutto il giorno lungo le strade polverose col suo infelice padre. Per questo atto, Dio le inviò una grande ricompensa. Nella primavera dell’anno e quando anche la sua primavera germogliava, Egli la richiamò a sé. Ma il padre cieco la piange in eterno; ancora egli sogna ad alta notte che la piccola mano che lo guidava è stretta nella sua; e ancora si sveglia in una tenebra che è ora avvolta in una seconda tenebra più profonda. La stessa Mater Lacrimarum ha anche trascorso tutto questo inverno 1844-45 nella camera dello Zar a rievocargli l’immagine di una figlia (non meno pia), che salì a Dio non meno improvvisamente e lasciò dietro a sé una tenebra non meno profonda. È grazie al potere di queste chiavi che Nostra Signora delle Lacrime s’insinua, intrusa spettrale, nelle camere degli uomini insonni, delle donne insonni, dei bambini insonni, dal Gange al Nilo, dal Nilo al Mississippi. E lei, perché è la primogenita del suo casato ed ha l’impero più vasto, onoreremo col titolo di «MADONNA».

Con Mater Lacrimarum de Quincey cerca la personificazione della Disperazione.

“La seconda delle sorelle è chiamata Mater Suspiriorum, Nostra Signora dei Sospiri. Non scala mai le nuvole, né si allontana sui venti. Non porta diadema. E i suoi occhi, se pur qualcuno potesse vederli, non sarebbero né dolci né astuti; nessun mortale saprebbe leggere in essi la loro storia; li troverebbe pieni di sogni morenti e relitti di estasi dimenticate. Ma ella non alza gli occhi; il suo capo, su cui è posato un turbante in brandelli, è in eterno reclinato, è in eterno nella polvere. Non piange, non geme. Ma sospira impercettibilmente a intervalli. Sua sorella, Madonna, è spesse volte tempestosa e frenetica, inveisce a gran voce contro il cielo e chiede che le rendano i suoi cari. Ma Nostra Signora dei Sospiri non grida mai, non sfida mai, non sogna aspirazioni ribelli. È umile fino all’abiezione. La sua è la sottomissione di chi non spera. Può mormorare, ma solo in sogno. Può sussurrare, ma solo tra sé nella penombra. Brontola, talvolta, ma solo in luoghi solitari, desolati come lei è desolata, in città diroccate e quando il sole è sceso al suo riposo. Questa sorella è la visitatrice del paria, dell’ebreo, dello schiavo al remo nelle galere mediterranee; del criminale inglese nell’isola di Norfolk, cancellato dal libro dei ricordi nella dolce, lontana Inghilterra; di chi si è pentito ormai invano e sempre ritorna con lo sguardo a una tomba solinga che gli appare come l’altare demolito di un passato e sanguinoso sacrificio, altare su cui ogni offerta è ormai vana, sia per implorare il perdono, sia per tentare una riparazione. Ogni schiavo che a mezzodì guardi il sole tropicale con timido rimprovero, mentre con una mano addita la terra, nostra madre comune ma per lui matrigna, e con l’altra addita la Bibbia, nostra maestra comune, ma sigillata e a lui preclusa; ogni donna che sieda nelle tenebre, senza amore che la protegga, senza speranza che illumini la sua solitudine, perché i divini istinti che accendono nella sua natura i germi di quei santi affetti posti da Dio nel suo seno di donna, sono stati soffocati dalle esigenze sociali e si consumano ora inutilmente ardendo tetri, come le lampade negli antichi sepolcri; ogni monaca defraudata della sua primavera, che più non ritorna, da parenti malvagi che Dio giudicherà; ogni prigioniero in ogni carcere; tutti quelli che sono traditi e tutti quelli che sono respinti; i reietti dalla legge della tradizione e i figli della disgrazia ereditaria: tutti costoro si accompagnano a Nostra Signora dei Sospiri. Anch’ella porta una chiave ma ne ha poco bisogno. Poiché ella regna soprattutto fra le tende di Seni e fra i vagabondi senza casa di ogni paese. Pure ella trova albergo fra gli uomini di più alto rango; e perfino nella gloriosa Inghilterra vi sono alcuni che di fronte al mondo portano la testa alta come la renna superba, eppure in segreto hanno ricevuto il suo marchio sulla fronte.”

Mater Suspiriorum, invece è la personificazione dello sconforto più totale, di chi non si ribella al proprio destino.

Ma la Mater più terribile di tutte è la terza: la personificazione dell’omicidio, della pazzia, della Morte. Mater Tenebrarum.

“Ma la terza sorella, che è anche la più giovane …! Ssst! Abbassiamo la voce quando parliamo di lei. Il suo regno non è grande, altrimenti non vi sarebbe più vita; ma dentro quel regno il suo potere è assoluto. Il suo capo, coronato di torri come quello di Cibele, si erge fin quasi a celarsi allo sguardo. Non si china mai; e i suoi occhi sollevandosi così in alto potrebbero esser nascosti dalla distanza. Ma, quali essi sono, non possono essere nascosti; attraverso il triplice velo di crespo che ella porta, la fiera luce di un’ardente sofferenza, che mai non ha posa al mattutino o ai vespri, al mezzodì o alla mezzanotte, alla marea crescente o alla marea calante, può esser veduta da terra. Ella sfida Iddio. Ella è anche la madre delle follie; l’ispiratrice dei suicidi. Molto si affondano le radici del suo potere; ma ristretto è il numero di coloro su cui domina. Poiché ella può avvicinare solo coloro in cui una natura profonda è stata sconvolta da un’intima convulsione; coloro in cui il cuore trema e il cervello vacilla sotto i colpi combinati di tempeste interne ed esterne. Madonna si muove con passi incerti, rapidi o lenti, ma sempre con tragica grazia. Nostra Signora dei Sospiri si trascina timida e furtiva. Ma questa più giovane sorella si muove con moti imprevedibili, a scatti e con salti da tigre. Non porta chiavi; poiché sebbene venga di rado fra gli uomini apre a forza tutte le porte che le è permesso di varcare. Il suo nome è Mater Tenebrarum, Nostra Signora delle Tenebre “

NOTE

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INFERNO – Il film è incentrato su ROSE ELLIOT, giovane poetessa newyorkese, che acquista l’ antico libro intitolato “Le Tre Madri” scritto da Emilio Varelli.

SUSPIRIA –  Susy Benner è una brillante studentessa di danza classica che decide di perfezionare le sue capacità artistiche iscrivendosi alla prestigiosa Accademia di danza a Friburgo. La ragazza fa il suo arrivo in una notte di tempesta ; alla scuola incrocia una ragazza, Pat, che sembra fuggire precipitosamente dall’edificio: questa urla alcune parole apparentemente sconnesse, rese peraltro incomprensibili dal temporale.

Susy diventa amica di Sarah, la cui stanza confina con la sua.

Sarah rivela a Susy che lei e Pat erano molto amiche, e che nell’ultimo periodo le aveva fatto degli strani discorsi. Incalzata, Susy tenta di ricostruire le grida che aveva udito la notte del suo arrivo, ma tutto ciò che riesce a rammentare sono le parole “SEGRETO” E “IRIS”.