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IL CENTRO RAID AVVENTURA DI SCHILPARIO

SPORT NELLA NATURA E CORSI DI SOPRAVVIVENZA DA UNA PARTE, SAUNE NEL BOSCO PER UNA TOTALE DISTENSIONE DALL’ALTRA. E DA QUEST’ANNO, ANCHE RISTORO: IL CENTRO RAID AVVENTURA DI GIOVANNI SALVINI È UNA REALTÀ POLIMORFA ED IN CONTINUA EVOLUZIONE.

La nuova Food Area

La nuova Food Area

Giovanni opera da 22 anni nel settore della formazione esperienziale e ha ospitato nel suo centro oltre 40.000 studenti e diverse centinaia di top manager per sessioni di Team Building.

Da quando è diventato papà, sta dedicando gran parte del suo lavoro di ricerca sulla disintossicazione dalle dipendenze comportamentali legate all’utilizzo di strumenti tecnologici.

Per questo insieme al suo team di esperti formatori sviluppa programmi innovativi per aiutare i ragazzi e le loro famiglie ad affrontare il problema attraverso l’organizzazione di attività che si svolgono in mezzo alla natura.

LA FILOSOFIA DI “YOUNG DIGITAL DETOX”

“Young Digital Detox” è nato come corso specifico per gestire la dipendenza comportamentale da strumenti tecnologici, quando ancora essa riguardava solo una porzione limitata della gioventù.

Uno dei concetti principali è l’accostamento senza mezzi termini tra la cocaina (sostanza stupefacente) e la cocaina digitale.

Gli effetti della prima sono noti a tutti mentre quelli derivanti da un utilizzo intensivo, costante e prolungato dei dispositivi tecnologici a oggi – purtroppo – risulta ampiamente sottovalutato.

Non siamo né bigotti né moralisti, anzi, riconosciamo e sfruttiamo noi per primi le potenzialità dell’innovazione digitale.

Quello che osserviamo quotidianamente è come la virtualità si stia di fatto sostituendo all’interazione umana, amplificando in maniera esponenziale le problematiche giovanili fino ad ora conosciute.

Questo scenario distopico rende necessaria ed urgente la creazione di spazi ad ampio respiro, dove il concetto di Detox è esteso a tutte le aree della nostra vita e considera tutti i fattori inquinanti nei confronti dell’equilibrio psicofisico dell’individuo.
L’approccio diviene quindi parte integrante di tutti i prodotti e i servizi che vengono offerti, dai corsi di sopravvivenza al relax nelle saune giapponesi.

Centro Raid Avventura - Saune giapponesi

Saune giapponesi immerse nel bosco

GLI STRUMENTI “ADVENTEERING”

Gli strumenti di “Adventeering” – ideati ed utilizzati dal Centro Raid Avventura – sono intesi come metafore di interazione, e quindi permettono ai partecipanti di fare esperienza in un senso genuino.

Con metodi di apprendimento empirici, si può fare rispettare il reale trasferimento di ciò che si ascolta, si vede, si tocca, in una sostenibile esperienza pratica.

Questo permette agli oggetti presentati nel seminario di venire applicati, come esempio pratico, nelle situazioni di vita reale. Questi attrezzi per apprendimento permettono che qualsiasi gruppo viva le esperienze come la comunicazione, il lavoro di squadra, l’attenzione alle procedure e alle regole, strategie di esecuzione, i ruoli, la direzione, durante il corso di un seminario.

I vantaggi di questi scenari sono chiari ed impressionanti: possono essere usati molto flessibilmente, facilitano il rapporto del gruppo, contribuiscono a preparare i partecipanti per le grandi attività e progetti ed in sintesi consentono di formare quella base che permette risultati durevoli dei processi dell’apprendimento e del cambiamento.
Si tratta quindi di vere “Esperienze Emozionali Correttive”, come le intende Giorgio Nardone, psicoterapeuta sistemico strategico di fama mondiale.

Centro Raid Avventura - Orient safari

Orient Safari

Quindi l’approccio utilizzato per la realizzazione di questi setting esperienziali, è basato principalmente sul pensiero sistemico-strategico, sul costruttivismo e su soluzioni orientati ai modelli di Milton Erickson e la Programmazione Neuro-Linguistica.
Il Centro Raid Avventura ha sviluppato un concetto pragmatico ed applicativo per l’uso delle metafore di interazione in squadra e nel coaching organizzativo.

METAFORE DI INTERAZIONE

Partiamo da questo presupposto: l’influenza della propria conoscenza e capacità pervade ogni nostra azione quotidiana, sia essa legata alla vita scolastica, quanto all’aspetto privato e quotidiano.

E’ importante, tuttavia, soffermarsi a valutare le proprie azioni.
Come funzionano le metafore di interazione?

Partono da situazioni specifiche che diventano la metafora di quello che accadrà in azienda o nella vita in quello specifico contesto. Esattamente come gli approcci utilizzati da Milton Erickson e da Giorgio Nardone.

Queste metafore interattive in primo luogo attivano tutti i sensi del partecipante al corso.

Occorre VEDERE? Bene, VEDIAMO.
Occorre SENTIRE? Bene, ASCOLTIAMO.
Occorre TOCCARE? Bene, TOCCHIAMO.

Si tratta quindi, come suggerito dalla Programmazione Neurolinguistica, di utilizzare tutti i canali sensoriali ed i sistemi rappresentazionali, e non solo uno o due!

A questo punto, il processo di ricerca di trans derivazionale è iniziato: ogni singola persona cerca il suo proprio significato della metafora, basato su un modello specifico della realtà, della sua realtà. In questo telaio la struttura della metafora definisce l’obiettivo di questo processo di ricerca.

Tutte le metafore di interazione sono inviti a cambiare e ampliare il proprio punto di vista.

Rappresentano un filtro nuovo della realtà e possono quindi offrire ai sensi di vedere, di sentire e di toccare.

Il centro di questa teoria è quello del coinvolgimento in una situazione metaforica che è isomorfa rispetto ad un problema presente nell’ambiente ed il suo significato viene contestualizzato per ogni diverso partecipante.
Come?

Esattamente riprendendo il significato che ha per lui (o per lei) e per il gruppo di lavoro. E si impara facendo.

OSSERVAZIONE E INDIVIDUAZIONE DEL BISOGNO

Ciascuno dei nostri strumenti mette il gruppo nelle situazioni più differenti, ma sempre chiede una soluzione, che può essere realizzata soltanto “funzionando” insieme come gruppo. La squadra è tenuta a stare attenta, ad acquistare padronanza nella comunicazione e a trovare strumenti di cooperazione efficienti ed efficaci.

Si tratta quindi anche di un percorso di interazione, di co-costruzioneco-evoluzione e “deuteroapprendimento” (Gregory Bateson).

Occupandosi di ogni membro del gruppo a vicenda, ascoltando ogni partecipante, ascoltando le sue qualità e debolezze, lasciandosi andare sapendo che qualcuno sarà là per voi, facilitando attenzione e rispetto. Di conseguenza, per motivare un gruppo a partecipare attivamente ad un piano d’azione d’apprendimento empirico, è importante capire di cosa ha bisogno.

Noi vogliamo essere ascoltati……” dicono alcuni. Altri invece chiedono “Perché facciamo questo?

Questi bisogni possono essere segnali di desiderio del gruppo per riorganizzarsi e/o per aumentare la fiducia in sé stesso. Come tale, segnalano una risorsa importante per un ulteriore processo di addestramento. Il rifiuto dal gruppo, in questo caso, può invece significare: “Ora i nostri bisogni sono differenti, da che cosa ci state offrendo!” oppure “Ho bisogno di più informazioni su quello che sta per accadere oggi.”

È essenziale comprendere i bisogni, e lavorare su di essi, rendendo le persone più sicure di se stesse e del loro rapporto con gli altri, con le regole di lavoro e con l’ambiente in cui vivono. Con questo metodo il gruppo veramente può apprendere ottenendo la forza di organizzazione autonoma protesa al cambiamento.

In tal senso le persone diventano attente e proattive, osservando le regole che sono necessarie per il buon funzionamento del sistema, inventando nuove regole che sono necessarie per il buon funzionamento del sistema, inventando nuove regole pratiche che possono essere utili a sé e agli altri, integrando nelle regole abituali nuove modalità di osservazione, di fare insieme e sane abitudini operative. Concetti questi, ripresi dagli approcci Batesoniani.

Siamo proprio sicuri di ricordarci ciò che dobbiamo sapere?
Con i nostri strumenti ed esercizi, rispondiamo a questa domanda.

AGENDA 2021

Centro Raid Avventura - Canoa al lago Campelli

Canoa al lago Campelli

La proposta di Raid Avventura per il 2021 unisce gli strumenti di Adventeering e la filosofia di Young Digital Detox in un’esperienza unica, strutturata in cinque giorni in cui lo staff condenserà tutte le energie a disposizione per lasciare un ricordo significativo nel cuore di ogni singolo partecipante.

Per citare alcune delle attività in programma: arrampicata, calata in corda doppia, tiro con l’arco, tree climbing, ponte tibetano, carrucola, tronchi sospesi, tecniche di sopravvivenza; problem solving, orienteering, leadership; raccolta erbe officinali e commestibili, allestimento bivacco notturno, tecniche di accensione fuoco e cottura dei cibi, pernottamento in tenda.

Centro Raid Avventura - Bivacco nei dintorni del lago Campelli

Bivacco nei dintorni del lago Campelli

Oltre al consueto calendario estivo non escludiamo una partenza lampo in primavera come “risveglio muscolare” per i ragazzi che usufruiscono da tempo della didattica a distanza e che molto probabilmente dovranno rinunciare alle tradizionali gite con i propri compagni.

Le prime date disponibili verranno rese note sul sito www.exploring.it

A presto, e se siete curiosi, seguite la nostra evoluzione anche sui social network.


Lo Staff di Raid Avventura