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SOLSTIZIO D’INVERNO 2007

E’ da un lungo lustro che abbiamo messo in guardia i vertici internazionali del R:.S:.A:.A:., sono anni che descriviamo la negatività della occulta e deleteria divisione occidentale tra atlantici e britannici, ma adesso l’avvicinarsi repentino di un conflitto internazionale ci impone la individuazione immediata di una rapida via d’uscita da questo caos. Se la Massoneria fosse veramente da tutti ritenuta Universale non ci sarebbero più in questa epoca di globalizzazione delle strutture nazionali, e per giunta nazionaliste, che tentano di impadronirsi di fette sempre più ampie di potere mondiale, non rendendosi conto, invece, che ogni tentativo sarà sempre un naufragio. Siamo all’assurdo: qualche nobile massone ritiene di avere tanti di quei privilegi da potersi salvare, ovviamente da solo, dall’ondata sterminatrice e barbara dei valvassori del potere sinico, ma si sbaglia di grosso, perché i primi a cadere saranno proprio i nostri Fratelli più abbienti e poi, dietro, tutti noi. Questi sono i motivi, secondo Noi più che sufficienti, per poter interrompere, con questo documento, l’immobilismo attendista e così poter procedere, con metodi pitagorici, alla costruzione dell’opera che ci siamo dati. La paura di alcune società petrolifere di ridurre limitatamente i loro profitti provenienti dall’oro nero, in attesa dei nuovi introiti creati dalle loro nuove società produttrici di energie alternative, impone loro di tenere ferma, in modo da non perdere le ultime manciate di petrodollari, l’importantissima nascita del nuovo sistema energetico mondiale che sappiamo già esistere, ma che viene da queste impossibilitato a decollare.
Attenzione, però, che il prezzo di questi ultimi ed ingordi utili potrebbe risultare molto, ma molto alto, perché questa volta non siamo di fronte alla solita crisi economica stagionale, ma, invece, abbiamo davanti una vera guerra di proporzioni enormi di cui, ad un certo punto, nessuno controllerà più niente. Infatti qualcuno ritiene di accarezzare l’improvvida idea di superare questa impasse mondiale approfittando della creazione di un grande conflitto internazionale tra Occidente e Medio Oriente, si accorgerà troppo tardi che questo scontro si tramuterà presto in una battaglia tra sì l’Occidente, ma con l’intero Oriente. Il potere orientale di stampo sinico è ben più forte di quanto nessuno in questo momento possa immaginare, perché alle consuete armi questo potere aggiungerà la gran voglia di rivalsa ideologico consumistica ed ideologico comunista.
Questo potere per ottenere tutto ciò farà ogni cosa possibile per eliminare il libero pensiero, ed i primi ad essere perduti, e poi cancellati ad uno ad uno, saranno i Fratelli Massoni, seguiti a ruota dalle Chiese religiose occidentali. Ci sarà uno scontro forte persino tra le organizzazioni malavitose orientali ed occidentali, e queste ultime soccomberanno per l’inaspettata alleanza russo sinica.
crediamo che sia arrivato il momento di togliere i veli anche nei confronti della vera motivazione che ha spinto gli americani ad accettare la proposta inglese di fare la guerra all’Iraq. Una guerra che è stata condotta non per attingere indisturbati dai pozzi iracheni, ma per arginare l’espansione cinese nel mondo petroarabo e petroafricano a salvaguardia delle ultime riserve dei giacimenti in questione, in modo da toglierli dalla pericolosa influenza sinica. Il conflitto iracheno è proprio da questo punto di vista che è stato un enorme fallimento, in quanto mai come ora l’espansione cinese è così forte in quelle aree.

La Cina è riuscita con la sua diplomazia e le ingenti somme di denaro corruttore, sommate alla capacità di aver fatto esporre il dollaro in modo esponenziale nei propri territori, ad indebolire la moneta americana in modo molto forte, e a far sì che i Paesi petroliferi, per garantire gli stessi guadagni sulle vendite del loro prodotto, sentissero il bisogno di uscire dalla tutela della valuta statunitense come moneta di riferimento.

Infatti siamo paradossalmente giunti al punto che il Renminbi cinese sia visto come una delle due o tre future monete di riferimento di eventuali panieri atti a garantire le vendite petrolifere, prima nell’area araba e poi nel resto nel mondo, scalzando così prepotentemente il debole dollaro.
Questo stato di cose sarà solo l’inizio di una vera e propria rivoluzione mondiale del potere.
Il giogo del “go” che i sinici stanno applicando con i deboli russi, ricattati dall’unica voce di bilancio attiva che possiedono, quella del greggio, fa sì che possano assumere una forza militare geo-strategica incredibile, senza considerare il cinico utilizzo della potente arma di veto da loro posseduta nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Se pensiamo che gli Stati Uniti d’America hanno fatto una guerra a favore del Kuwait ed oggi è proprio questo il primo Paese petrolifero al mondo che sta sperimentando di ancorare il prezzo dell’oro nero ad un paniere di valute, gli americani dovrebbero cominciare a rendersi conto che tale situazione denuderà di fatto molto presto la precarietà e il vertiginoso declino del dollaro.
La nostra analisi purtroppo ha l’obbligo di continuare, più ferma che mai, descrivendovi come il grande potere economico sinico, all’inizio del mese di novembre ultimo scorso, ha effettuato la più brillante operazione di capitalizzazione a favore della sua principale azienda petrolifera ponendola, dai listini di Shanghai, in poche ore, al primo posto nel mondo dopo oltre un secolo di dominio americano. Quasi contemporaneamente la Banca Centrale Cinese ha rilasciato un commento di previsione sul dollaro in cui si dichiarava che la moneta statunitense perderà il suo primato mondiale. Se la Cina, con ben 1400 miliardi di dollari di riserve, decidesse di abbandonare la valuta americana, per gli Stati Uniti sarebbe una vera e seconda Pearl Harbor senza spargimento di vite umane. ritengono che ciò non sarà mai possibile, ma attenzione: sarebbe fare lo stesso errore che fu consumato a quell’epoca nei confronti dei Giapponesi. Non dimentichiamoci che quando i bombardieri giapponesi arrivarono a Pearl Harbor gli equipaggi delle navi americane dormivano.
La linea di congiunzione dei cosiddetti Paesi del male, redatta dall’Amministrazione Bush, ha sì un regista, ma forse non è il finto Bin Laden, quanto il vero potere sinico. La Cina sta intrattenendo forti rapporti, da vera leadership mondiale, con Chavez, con il Sudan, con Teheran, con l’intero Golfo Persico, con il Perù, persino con lo stato di Alberta in Canada. Nel giro di sei anni il fabbisogno petrolifero della Cina supererà di gran lunga quello statunitense, e se la Casa Bianca in questi ultimi anni, pur essendo una vera potenza democratica, è impazzita a causa della gestione delle risorse del petrolio, cosa potrà mai accadere ad un Paese con regime dittatoriale come la Cina quando domanda ed offerta dell’oro nero non si incontreranno più? E se il gioco del go sinico invece di fermarsi alla sola Russia proseguisse con Teheran e la Malesia insieme, cosa potrebbe accadere, visto che la Malesia è diventata il Paese leader nella proposta di una nuova moneta internazionale, il dinaro d’oro? Questa moneta, secondo il governo malese, dovrebbe divenire la valuta della zona commerciale islamica, ancorata all’oro giallo, metallo di cui i Paesi arabi detengono forti riserve auree. L’instabilità di oggi ricorda, all’inverso, quella di trent’anni fa, quando l’ultima parità aurea, quella del dollaro, fu abbandonata. Da allora, in un modo o nell’altro, tutti cercano di riconquistarla. Paradossalmente, potrebbe essere la finanza islamica a farcela ritrovare. Se ora ricordiamo il grande impegno profuso negli ultimi mesi da parte della Banca Centrale di Cina per acquisire nel mercato mondiale grandi quantitativi di lingotti d’oro, ci dovremmo subito rendere conto che ormai il gioco del go potrebbe interessare anche la Malesia.
Senza sottovalutare l’Iran che nel mese di novembre ultimo scorso ha ottenuto la sua grande vittoria sugli esperimenti riguardanti il trattamento dell’uranio atto alla costruzione di bombe atomiche e, forse, di centrali nucleari: l’Iran, infatti, ha superato la famigerata soglia delle tremila centrifughe, così da poter produrre uranio in quantità sufficiente a costruire, probabilmente entro un anno, la sua prima bomba atomica. Ma allora i Nostri Fratelli americani si sono accorti di quello che sta accadendo dentro le segrete stanze dello SHANGHAI COOPERATION ORGANISATION? Oppure ancora credono che sia solo il salotto di una nuova potente lobby atta solo a chiudere accordi commerciali? Nessuno si sta accorgendo che la preparazione dei conflitti regionali di teatro, in ambito marittimo, saranno una vera trappola per gli americani?
Di fronte ad una situazione così complessa come ne possiamo uscire? Solo con la costruzione di una nuova Massoneria, che si ponga immediatamente il problema di una nuova leadership mondiale e di un nuovo e vero concetto di Universalità. Abbiamo il dovere di creare immediatamente una volontaria Unione di Fratelli Massoni di buona volontà che sia presente in tutto il mondo occi-orientale, perché in breve tempo e con rapidità si possano censire le forze disponibili per predisporre una pitagorica reazione. Presto non conterà più l’appartenere ad una Gran Loggia o ad uno Oriente massonico, perché ciò che piccolo, nazionale, con territorio circoscritto, non potrà più avere la forza di gestire un qualsiasi movimento economico o sociale di livello internazionale. Solo le reti di uomini efficaci ed efficienti potranno soddisfare e/o arginare i pericoli di un mondo senza confini, senza regole, con i colossi del monopolio antilibertari. Ciò è dimostrato dalla logica di difesa ed attacco dello Shanghai Cooperation ed Organisation, rete costruita per arginare gli Usa “superpoliziotto” senza confini e a volte senza regole.
Noi massoni abbiamo una grande forza ad altri sconosciuta: la libera azione, il libero pensiero, la libera evoluzione della coscienza, la libertà dell’incontro con il Grande Architetto dell’Universo e abbiamo il dovere verso l’intera Umanità di garantire e non disperdere questa meravigliosa forza. Dobbiamo dare la possibilità ad ogni Uomo di vivere la sua piena dignità, senza coercizioni di sorta, e se nessuno vorrà intervenire in tal senso inizieremo da soli, convinti che molti Massoni, liberi veramente, si congiungeranno presto con Noi. Dovremo costruire un programma operativo di difesa ed un progetto a struttura reticolare con modelli di autorità a network aperti, per poter permettere a chiunque di poter intervenire, progettare, edificare con le proprie idee e decisioni, in modo tale da non disperdere nulla delle grandi qualità di progresso dell’Uomo.
Il Nostro Supremo Consiglio, data la gravità e il possibile approssimarsi di un enorme conflitto internazionale non più controllabile, è da oggi disponibile ad interfacciarsi con tutte quelle realtà massoniche, Gran Logge, Grandi Orienti e/o Riti, che, sensibili al grande pericolo da Noi descritto, vogliano con Noi coalizzarsi, aggiungendo senza nulla perdere del loro, per arginare concretamente l’espandersi delle conquiste siniche, cominciando anche dall’utilizzo del nostro sito web, che da oggi renderemo interfacciabile interattivamente, con chiunque lo richieda e da qualunque nazione provenga, per poi nel tempo definirne uno comune a tutti. Tale appello vale anche per quei Massoni che desiderino aderirvi anche a livello personale, senza nulla lasciare della propria esperienza, purché si rendano conto che ognuno deve apportare oggettive risorse di influenza da qualsiasi parte del pianeta egli provenga, per poter tutti insieme far fronte alla comune causa.
Non possiamo più stare a guardare: il nostro appello è rivolto a tutto il mondo libero massonico-occi-orientale, con particolare riguardo all’Europa, ai latino americani, agli africani, ai nord americani, ai giapponesi, ai medio orientali. I quark della fisica ci hanno insegnato che massa ed energia vibrano in uno spazio a dieci dimensioni ed in tal modo riescono a simulare cosa sia l’universo fisico al di là di sé stesso. Leonardo da Vinci ci ha insegnato che l’estetica è la più bassa forma di percezione del reale, ma che invece l’uomo ha la facoltà e la possibilità di portare la sua consapevolezza a livelli sempre più sottili, così da poter spiritualizzare la sensazione, senza limitarci al modesto regno dei cinque sensi, ma risvegliando quell’occhio interiore posseduto dall’Uomo per sondare il paesaggio dell’anima, altrimenti imperscrutabile, poiché è solo l’occhio interiore che percepisce la verità e quindi la sapienza. L’appropriarsi delle dieci dimensioni sarà possibile solo con il superamento del regno dei cinque sensi, conquistabile solo con il saper vedere tramite la valorizzazione dell’occhio dell’anima. La vera liberalizzazione dell’Uomo si ottiene con la libertà da tutto ciò che limita il senso di connessione con il divino, quindi con la perfezionabilità proveniente dalla infinita sapienza. La consapevolezza di inserire ogni azione creatrice dell’Uomo dentro il contesto del TUTTO, in un sistema relazionale, dove un punto è sempre l’inizio e/o la fine di un processo, è un tale elevamento dell’Uomo che la cultura sinica, con il suo neo sistema di potere, non potrà mai raggiungere e/o garantire. Il Nostro mondo solo così potrà arginare il nuovo dittatore. Tutto ciò, nel contempo, ci deve rendere consapevoli di dover lottare molto per garantirsi la nuova libertà per sé e soprattutto per i nostri figli. Sarà proprio l’applicazione di questi nuovi, e contemporaneamente vecchi, pensieri, pur inseriti nel contesto di questo atroce scontro in atto tra occi-oriente e sinici, a far sbandare gli assalitori e a sconfiggere l’inerzia dei nostri Fratelli caduti nella pericolosità dell’accidia.
Vogliamo costruire una Unione di Massoni liberi che operi come Gran Consiglio Internazionale della Massoneria, dove si accede per autorità ed elezione di spirito, per un pitagorico censimento delle risorse, per un vero e concreto argine al pericoloso e violento espansionismo sinico, per edificare insieme e parimenti portare avanti il progetto del comune e nuovo ordine mondiale.
Questo documento “pubblico” è, per la prima volta nella storia della Massoneria, “aperto”, cioè non terminato, per cui ogni Massone, purché avente un grado amministrativo idoneo, può aggiungere, se lo desidera e lo ritiene opportuno, le proprie idee, il proprio contributo, il proprio capitolo del progetto, in modo da stendere ed estendere più ampiamente il documento stesso. Se invece non avesse i gradi richiesti, contribuisca via email con le sue proposte e anche lui, ma con modalità diverse, comunicategli ad persona, parteciperà alla costruzione reale della nuova Massoneria Internazionale.

FONTE

www.granloggiadisicilia.org

TRUMP E L’ITALIA

Giuseppe Conte annaspa, tra i malumori di chi ormai vorrebbe scaricarlo, di fronte a un’Italia che sta prendendo nota di quanto fossero vane le sue promesse. Impietoso l’ultimo report di Bankitalia: il lockdown più severo d’Europa, non compensato da veri aiuti economici per chi è stato rinchiuso in casa, sta colpendo il reddito di metà della popolazione. Un vero massacro sociale, a partire dai lavoratori autonomi: «Un terzo delle famiglie ha riserve per soli 3 mesi, e nel 40% dei casi gli italiani sono in difficoltà con il mutuo», riassume l’Ansa. Di fronte a una catastrofe come la pandemia – chiarì Mario Draghi a fine marzo, sul “Financial Times” – c’è un’unica strada: metter mano al bazooka e spargere miliardi a fondo perduto, come in tempo di guerra. Dove trovarli? Chiedendo all’Ue di fare la sua parte, smettendo quindi di accettare i diktat dei signori di Bruxelles. Oppure, Piano-B, l’ipotesi caldeggiata dal “rooseveltiano” Nino Galloni: emissione a costo zero di moneta parallela, non a debito, spendibile solo in Italia. Un toccasana, per puntellare stipendi e consumi. Giuseppe Conte? Non pervenuto: dopo aver preso in giro gli italiani anche coi prestiti bancari (mai erogati) e la cassa integrazione (tuttora attesa), seguita a cianciare di chimere solo ipotetiche come il Recovery Fund, che scatterebbe soltanto nel 2021 e solo dopo l’accettazione, da parte dell’Italia, di un prestito-capestro come quello del Mes. La soluzione? Più che a Roma, probabilmente risiede a Washington.

Ad affermarlo è Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt nonché esponente italiano del network massonico che appoggiò Trump nel 2016 contro Hillary Clinton, progressista solo a parole. «Se vuole essere rieletto alla Casa Bianca con l’aiuto dei massoni democratici, come già avvenne quattro anni fa – avverte Magaldi – il presidente uscente si impegni a cambiare volto all’Europa sostenendo l’Italia, inguaiata dal lockdown imposto da Conte e frenata dall’oligarchia Ue, dominata dai kapò franco-tedeschi che usano Olanda e Austria come “cani da guardia” del rigore». Le affermazioni di Magaldi, rilasciate il 7 luglio nell’ambito della trasmissione in web-streaming “Pane al pane”, su YouTube, risuonano in una giornata particolare, in cui “Libero” dà per imminente la caduta di Conte dopo presunti contatti riservati fra Trump e Mattarella. Altro segnale, quello lanciato dal viceministro alla sanità, Pierpaolo Sileri: «Non ci sarà una seconda ondata di coronavirus, in autunno», ha detto, a “La Verità“: «E comunque, quand’anche fosse pronto un vaccino anti-Covid, non dovrà in nessun caso essere imposto alla popolazione». Parole seccamente dissonanti rispetto a quelle appena pronunciate dal ministro Roberto Speranza, giunto a ventilare la possibilità di sottoporre a Tso gli italiani contagiati dal virus.

In altre parole, Sileri ha l’aria di sfilarsi da un bastimento che sembra stia per colare a picco: lo stesso Speranza è stato denunciato, insieme al resto del governo Conte, dai 2.000 medici, avvocati e giudici dell’associazione “L’Eretico”, guidata dal ricercatore Pasquale Bacco, dal virologo Giulio Tarro e dal magistrato Angelo Giorgianni. Gravissima l’accusa, inoltrata alla Procura di Roma: il governo avrebbe ostacolato le cure per il Covid, nel frattempo messe a punto, obbligando i sanitari a insistere nel trattare i pazienti con terapie sbagliate, che ne avrebbero provocato la morte, trasformando così in una strage (35.000 vittime) un’epidemia che sarebbe stata facilmente controllabile con un’oculata politica sanitaria. Tanti i medici, come Alberto Zangrillo, che rilanciano le accuse: assurdo reiterare allarmismo e restrizioni, per un virus che ormai non uccide più nessuno, e per il quale i medici italiani hanno trovato, da mesi, tutte le contromisure cliniche. Perché allora Speranza insiste – come la stessa Oms – a parlare di seconda ondata, e addirittura di Tso? «Scoveremo i contagiati stanandoli casa per casa», avvertiva minaccioso il governatore emiliano Stefano Bonaccini, altro campione – come il veneto Zaia – del terrorismo psicologico provocato cavalcando il Covid.

«Quella costruita attorno al coronavirus è stata una psicosi alimentata dallo stesso Conte», ricorda Magaldi: «Il governo stava per cadere già a inizio anno, e così ha scommesso sull’emergenza per prolungare la sua vita politica». Solo che adesso, a quanto pare, è arrivato al capolinea. «Probabilmente cadrà fra pochi giorni, entro luglio», scommette lo storico Nicola Bizzi, editore di Aurora Boreale, tra i primi a leggere – tra le righe della cronaca – il destino di “Giuseppi”, la cui caduta sarebbe accelerata dagli Stati Uniti: «Si può scorgere la mano dell’intelligence di Trump dietro le due grandi bombe a orologeria che stanno squassando l’establishment italiano succube dell’Ue, che finora ha sorretto Conte: l’Obamagate e lo scandalo Palamara». Due terremoti: il primo indebolisce Renzi e Gentiloni, che avrebbero chiesto ai servizi italiani (su ordine di Obama) di fabbricare prove false contro Trump per il Russiagate. Il secondo sisma, che Bizzi paragona alla Tangentopoli degli anni ‘90, è quello che sta travolgendo la magistratura: il verminaio delle correnti, della giustizia a orologeria, degli scambi di favori di cui avrebbe beneficiato soprattutto l’area Pd.

«E’ impossibile – dice Bizzi – che dietro alla pubblicazione di tutte queste intercettazioni non vi sia l’opera dei servizi Usa, decisi a colpire e abbattere un sistema corrotto che ha sacrificato l’Italia per favorire interessi stranieri, e in occasione dell’emergenza Covid ha fatto anche di peggio: ha sospeso le libertà costituzionali, obbedendo alle direttive dell’Oms ispirate direttamente dal regime cinese». A Washington guarda anche Magaldi, indossando i panni del massone progressista ben inserito nel circuito sovranazionale delle superlogge. Un mondo parallelo, che lo stesso Magaldi ha svelato nel saggio “Massoni”, edito da Chiarelettere nel 2014: un bestseller italiano divenuto ormai un long-seller, nonostante il tenace silenzio dei grandi media. «In Italia – accusa l’autore – si scade invariabilmente nel ridicolo, quando si parla di massoneria: i giornali strillano periodici titoloni su ipotetiche infiltrazioni mafiose tra logge che non contano niente, mentre continuano a ignorare il carattere supermassonico dei maggiori player politici». Che Monti, Napolitano e lo stesso Draghi siano esponenti di importanti Ur-Lodges «non è certo un mistero, per i giornali: e il fatto che non ne parlino mai dimostra la loro sostanziale insincerità».

Nel fingere di non conoscere il ruolo democratico della massoneria, ribadisce Magaldi, l’Italia sconta la sua storia, a partire dallo scontro col Vaticano – che arrivò a sostenere Mussolini pur di colpire i massoni democratici che avevano voluto l’Unità d’Italia e la fine dello Stato Pontificio. «Da noi resiste ancora un tenace atteggiamento massonofobico e ipocrita, dovuto al culturame del retaggio clerico-fascista, cui si è aggiunta l’altrettanto liberticida tradizione comunista». Tra massoneria e politica, invece, «in paesi come la Francia e il Regno Unito intercorrono normalissimi rapporti alla luce del sole». E questo è tanto più vero negli Usa, aggiunge Magaldi: chi regge quel paese sa bene che gli Stati Uniti, con la loro Costituzione, sono una costruzione interamente massonica. Non fa eccezione il “fratello” Trump, che nel 2016 fu preferito alla “sorella” Hillary Clinton. «Se vuole, Donald Trump sa essere molto sollecito nel recepire le nostre indicazioni, pubbliche e riservate», dice oggi Magaldi: «Abbiamo infatti apprezzato il richiamo a Martin Luther King che ha espresso il 4 luglio nel suo discorso ai piedi del Monte Rushmore».

«Sono stati proprio personaggi come Martin Luther King a “fare grande l’America”, insieme a Roosevelt e ai Kennedy», precisa Magaldi: «Certo, Trump non ha la loro statura, e come massone non è né progressista né reazionario. E’ un Maverick, un “cavallo pazzo”: noi massoni progressisti lo ritenemmo adatto a sparigliare le carte, smontando l’ipocrisia finto-progressista dei democratici, troppo legati all’esuberanza dei grandi poteri finanziari». Missione compiuta? «Prima del disastro-Covid, l’economia americana viaggiava a gonfie vele: sono stati costretti ad ammetterlo anche gli avversari di Trump». La politica della Casa Bianca? Meno tasse, e maxi-deficit. Risultato: crollo della disoccupazione, a beneficio dei lavoratori americani. Ovvio che la regia “cinese” della crisi Covid, esplosa un minuto dopo lo stop imposto da Trump alla Cina con l’instaurazione dei dazi, rischia di complicare la sua rielezione. «Se ci tiene a essere riconfermato a Washington con il nostro appoggio – afferma Magaldi, a nome del circuito massonico progressista – è bene che Trump si impegni a farla “tornare grande” davvero, l’America: recuperi il terreno perduto, a livello geopolitico, dall’insipiente Obama, a cominciare dall’Europa e dall’Italia».

«Con l’aiuto americano – sostiene Magaldi – il nostro paese può essere il punto da cui far ripartire un vero progetto europeo, pienamente democratico e social-liberale, che sappia far dimenticare l’austerity imposta dai sovranismi franco-tedeschi». Sono gruppi di potere «pilotati da élite massoniche di segno reazionario, più affini all’oligarchia cinese e alla “democratura” di Putin che non al liberalismo occidentale, difettoso fin che si vuole ma fondato pur sempre sui diritti democratici, inclusi quelle delle minoranze». I neri, per l’appunto: «Proprio il Martin Luther King citato da Trump sarebbe potuto diventare il vicepresidente degli Stati Uniti, se non fosse stato ucciso insieme al candidato alla presidenza, Bob Kennedy». Era il “ticket” su cui puntava la massoneria “rooseveltiana”, che tanti anni dopo – archiviata «la fiction del terrorismo globale recitata dai Bush» e le ambiguità finto-democratiche di Obama e Hillary – ha scommesso su “The Donald”, per mettere fine al dominio di un progressismo solo di facciata, asservito all’élite finanziaria speculativa, braccio operativo dell’oligarchia massonica reazionaria che ha promosso i diritti civili affossando i diritti sociali, fino a imporre la Cina come modello per un Occidente non più democratico.

Bene ha fatto, Trump, a evocare Martin Luther King – dice Magaldi – per smarcarsi dalle accuse strumentali di chi gli rinfaccia di non aver fatto nulla per eliminare il razzismo che ancora serpeggia in vasti settori della polizia. «Un problema rispetto al quale Obama, il primo presidente “nero”, in otto anni di presidenza non ha fatto assolutamente nulla: e questo va ricordato, per onestà intellettuale». Attenzione: «La massoneria neoaristocratica è filo-cinese, e quindi avversa a Trump». Se vuole essere rieletto, avverte Magaldi, il presidente uscente dovrà prestare ascolto ai “grembiulini” progressisti, che negli Usa restano molto influenti: «Parliamo di grandi elettori, deputati, governatori, circoli e associazioni, ma anche militari: la presenza di tanti massoni progressisti tra i vertici del Pentagono è dimostrata dal rifiuto di impiegare le forze armate per reprimere le proteste, pure violente e inaccettabili, contro gli abusi della polizia nei confronti degli afroamericani». L’appoggio degli Usa, sottolinea Magaldi, è di fondamentale importanza per aiutare l’Italia a non subire più i diktat dell’oligarchia finto-europeista che – attraverso l’austerity – ha creato una Disunione Europea composta da paesi che ormai si guardano in cagnesco.

L’alternativa? «Una sola: far nascere, davvero, l’Unione Europea. Chi oggi chiede “più Europa” – sostiene Magaldi – parla di qualcosa che non esiste». Altrettanto vuote, per il presidente “rooseveltiano”, sono le posizioni velleitarie di chi invoca l’uscita dall’Ue, e magari dall’euro e dalla Nato, «magari senza accorgersi di essere sapientemente manipolato da quella stessa oligarchia massonica sovranazionale che negli Usa scommette su Joe Biden e in Europa sulla Merkel, strizzando l’occhio a Putin e aprendo le porte dell’Europa all’egemonia della Cina». Per gli Usa, la situazione non è confortante: come riporta Angelo Panebianco sul “Corriere della Sera“, l’ultimo sondaggio Demos rivela che solo il 31% di italiani dichiara simpatie per gli Stati Uniti, mentre è cresciuta la fiducia nei confronti della Cina (26%) e della Russia (28%). In più, lo stesso sondaggio dimostra che il favore degli italiani verso l’Ue è sceso al di sotto del 50%. «In occasione dell’emergenza coronavirus – ricorda Magaldi – Donald Trump accolse con prontezza i nostri consigli, affrettandosi a inviare aiuti concreti all’Italia». Oggi, la partita è doppia: da un lato le presidenziali americane di novembre, dall’altro il baratro in cui l’Italia sta sprofondando dopo il severo lockdown imposto dal governo Conte, a cui il Movimento Roosevelt sta per inviare un “ultimatum” con la richiesta di misure urgenti per tamponare il disastro economico.

«A Trump – ribadisce Magaldi – come massoni progressisti chiediamo di lanciare segnali precisi già da adesso, in campagna elettorale, per un impegno concreto». Patti chiari, amicizia lunga: «Deve impegnarsi a recuperare lo storico legame privilegiato con l’Italia: è la premessa per fare del nostro paese un protagonista della rinascita democratica di un’Europa più giusta e più forte, fondata su precisi diritti sociali». Obiettivo: «Uscire da questa lunghissima crisi e mantenere le distanze da regimi come quello russo e cinese, dove sarebbe impensabile assistere a proteste contro la polizia come quelle che abbiamo appena visto negli Usa». Anche per questo, Magaldi diffida dei “fronti popolari per l’alternativa” che fioriscono da ogni parte, spesso animati dalle migliori intenzioni: «Intanto, i gruppetti “alternativi” non hanno mai ottenuto niente. E spesso il loro radicalismo, nutrito anche di antiamericanismo, è usato sapientemente proprio dall’oligarchia reazionaria che credono di combattere». Un po’ come per il complottismo: chi detiene il potere non ha nessuna paura chi le spara grosse, perché sa che otterrà invariabilmente la diffidenza della maggioranza. Magaldi ragiona da insider, e ha il pregio di parlare chiaro: si sappia che l’Italia uscirà dal tunnel solo se sarà aiutata dagli Usa, nel caso rivincesse Trump. E a sua volta, il presidente è avvisato: se vuole essere rieletto, ascolti le richieste dei massoni progressisti.

FONTE

www.libreidee.org – associazione di idee