Fiabe

CENERENTOLA E IL KARMA

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Qual è il mistero che si cela dietro la Fiaba? Tolkien, ci avverte che la fiaba non è nata per i bambini, ma per misteriose corrispondenze dell’anima, piace ai bambini. Da qui l’equivoco di considerare le fiabe, come un genere letterario destinato all’infanzia. Le fiabe, però sono ben altro.

C’è un nesso, scoperto dal grande autore Jorge Louis Borges, un nesso misterioso che unisce il genere letterario al Karma. Perché scriviamo, da dove ci proviene questa forza misteriosa ?
Il genere letterario è l’estrinsecazione dei possibili destini umani, ma non dà quasi mai, una chiave di volta, per uscirne, rivela una condizione tragica dell’uomo, noi non siamo ancora usciti dal Fato dell’Antica Grecia, viviamo ancora una condizione tragica, perché abbiamo l’oblio dell’antica sapienza delle Fiabe. C’è una corrispondenza tra il genere letterario e i destini umani, ma il destino non è che la conseguenza del Karma, il destino non è Karma.
Il Karma, contiene in sé la possibilità di liberarsi, poiché esso stesso, se inteso come Destino, non è che Maya, illusione. Noi scriviamo, per ribadire la fatale illusorietà della vita e abbiamo scordato il Vero. Se il genere letterario è una rappresentazione del Karma come Destino, Illusione, Maya, la Fiaba è il Karma, ed è il Karma che racchiude in se stesso la chiave magica, la possibilità di essere liberi, attraverso il Desiderio. Nella Fiaba, ci dice Tolkien, ci sono tre porte : la porta magica, volta alla Natura, la porta mistica, volta al soprannaturale e lo specchio dello scherno e della compassione, volto all’uomo.
Analizziamo ora una fiaba classica e tanto vituperata: “Cenerentola”
Vediamo la protagonista vivere una condizione tragica e apparentemente ineluttabile, che ci sembra ingiusta : un’anima così bella, intrappolata in un destino così aspro, nella totale assenza di compassione, mentre la falsa Madre e le false Sorelle, prosperano nella loro malvagità. Ma Cenerentola possiede un dono: è capace di desiderare, così ardentemente (attraverso il cuore) che una Fata intercede per lei. La radice della parola Desiderio è Dio, il Divino. Noi confondiamo il desiderio con la volontà e le brame, o ancora peggio, con il sogno ad occhi aperti, la fantasia intesa come fantasticare, produrre illusioni per consolarsi. Il Desiderio, è invece magico abbandono a una forza creatrice, una forza cosmica potentissima, capace di creare e modificare la vita.
Si desidera solo quando si è nel Desiderio, e vivendo questo stato di grazia, non può non avverarsi. Cenerentola, anche solo per un attimo della sua triste vita Desidera ardentemente, con la forza possente del suo cuore spirituale, e la sua vera madre, la Natura, le manda un medium, un intermediario, una Fata. Siamo nella fase magica della fiaba, dove è possibile il prodigio, è possibile avverare il Desiderio ma solo per un tempo limitato. E’ possibile liberare Cenerentola dal suo destino, e darle ciò che merita, ma solo fino a mezzanotte.
La Natura Naturans è infatti prodigiosa, magica, ma non è ancora Divina, non è ancora la vera essenza del Desiderio, Cenerentola è ancora preda di Maya, pensa che il suo Desiderio non possa essere realizzato fino in fondo, crede di non meritare la felicità, è convinta di dovere espiare fino in fondo l’illusione del suo Karma, crede che la vera vita sia la sua condizione infelice, non crede fino in fondo alla fata, non crede alla verità delle Fiabe.
Forse Cenerentola ha solo sognato, ma attraverso l’apparente casualità, di una scarpina di cristallo smarrita, interviene il Divino, muta gli eventi con un trascurabile e prodigioso atto : fa smarrire la scarpina a Cenerentola. Il resto, lo conosciamo tutti. E siamo approdati alla porta Mistica, che è l’essenza stessa della Fiaba.
Nella condizione umana, che noi consideriamo la realtà ( ma ci illudiamo quando pensiamo che “Realtà “sia “Verità”), possiamo essere graziati dal Desiderio, e approdiamo al Medium magico, la Natura, scopriamo che possiamo realizzare, ricreare la realtà e la vita, ma abbiamo bisogno di una fata, che interceda per noi. Solo quando siamo completamente in noi stessi e al contempo fuori da noi stessi, fuori da Maya, per intercessione divina, noi non desideriamo più, siamo il Desiderio.
L’ astuto Negromante che ci manipola la vita, non cela mai totalmente la verità, ce la rivela solo in parte: ci consente le fiabe, spacciando però il loro segreto per genere letterario rivolto all’infanzia, ci mostra beffardo la Verità sotto gli occhi e noi non la vediamo, quasi mai.

FONTE

V. Farina

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Sessualità

OMOSESSUALITA’ E KARMA

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Per chi accetta la teoria del Karma diventa facile spiegare l’omosessualità, per lo meno nella maggioranza dei casi : infatti se una persona ha avuto la stessa identità sessuale in una o in più esistenze precedenti, se si è incarnato sempre in un uomo, magari forte, valoroso, un guerriero o un capo…quando rinasce in un involucro femminile avrà qualche difficoltà ad accettare questo nuovo involucro, così diverso nella struttura e nelle funzioni, e anche un ruolo passivo, con un altro tipo di sensibilità ed un altro modo di pensare e di agire.

Per capire come ci si può sentire in questi casi, c’è un film divertente e molto significativo in questo senso, “Nei panni di una bionda”, in cui un pubblicitario maschilista, che non perde mai l’occasione di sedurre una donna, viene ucciso da tre delle sue amanti, coalizzate fra loro. Subito dopo il trapasso gli viene data la possibilità di incarnarsi subito per redimersi. Ma quando si risveglia è una donna : e anche se non ha perso la memoria e il contatto con la propria mente, la propria identità, il suo fisico ha gli attributi decisamente femminili di Ellen Barkin.  Per cui il/la protagonista, estremamente a disagio in quel corpo che non conosce, all’inizio parla con voce profonda e gutturale, usa un linguaggio scurrile, frequenta locali malfamati e tracanna alcolici con disinvoltura, tira dei destri formidabili a chi allunga le mani o fa apprezzamenti sulle sue forme, barcolla sui tacchi a spillo e non sa come si allaccia un reggiseno. Cambierà quando, dopo una sbronza, si ritroverà incinta.

Bene, chi si reincarna subito dopo la morte, senza avere avuto il tempo o la capacità di elaborare nell’aldilà la propria esperienza e di staccarsi dalla propria fisicità, prova esattamente le sensazioni della protagonista di questo film. Ricordo a questo proposito lo sconcerto e il turbamento di un ragazzo decisamente virile, che durante una regressione ipnotica di gruppo ricordò di aver partorito un bambino, in una delle sue vite precedenti. Al suo risveglio, si guardava i fianchi quasi incredulo, colpito dalle sensazioni sconvolgenti che aveva provato.

Un caso molto significativo a questo proposito è quello di Salvatore, un bel ragazzo, minuto, sensibile, che pur non sentendosi gay fin da bambino è attratto dagli abiti femminili, tanto che, quando la mamma è assente, li indossa e si eccita sessualmente. Certo, secondo un’interpretazione psico-analitica, potrebbe anche essere un modo di possedere la madre attraverso i suoi vestiti, ma la regressione ipnotica ha rilevato elementi differenti. Non appena Salvatore viene messo in stato alfa, rivive un’esistenza molto recente. “Sono una donna, forse una prostituta” dice. “Sono nuda davanti davanti ad uno specchio e mi sto pettinando. Ho 25 anni, un bel seno, un bel fisico, i capelli lunghi. Sono nella camera di un albergo, vedo un arredamento forse anni Cinquanta…anche l’abbigliamento è di quell’epoca”.

“Ora ritorna all’infanzia di quella vita…”

“La mia famiglia è agiata, abito in una bella casa, con le porte liberty, disegnate come le finestre. Mio padre è un uomo distinto, accanto a lui c’è mia madre che sorride”.

“Studi?”

“Si, vado a scuola. Siamo tutte vestite uguali, tipo collegio, con la gonna e la camicia bianca. Quando esco dalla scuola, mi fermo ad aspettare qualcuno. Si avvicina una macchina nera, guidata da un ragazzo che conosco : gli sorrido, deve essere il mio ragazzo. Ci salutiamo e mi fa fumare una sigaretta. Deve avere problemi con la giustizia, sento che non è un tipo per bene”.

“Come l’hai conosciuto?”

“Ero ad una festa in un cascinale in campagna e lui si è avvicinato : vedo che ballo con lui, poi salgo sulla sua macchina. Ho 18 anni. Siamo dentro la macchina, piove forte, lui mi tocca, facciamo sesso. Mi piace, ma questo mi lega a lui, non posso fare a meno di vederlo, anche se capisco che è un mascalzone, è cattivo, gli piace possedermi per dimostrare la sua superiorità.

Ora sono in discoteca, davanti al bancone del bar, sto scolandomi una bottiglia. Credo di essermene andata di casa, per seguire quel ragazzo. Salgo delle scale per uscire dal locale, sono in strada, sto andando via da sola. Alcune persone mi fermano per aggredirmi, mi portano via la borsetta. Corro più forte che posso, ma mentre attraverso la strada una macchina mi butta per aria. Mi vedo per terra, poi in una barella all’ospedale, con la maschera dell’ossigeno, sotto le luci della sala operatoria. Poi vedo il mio corpo dall’alto. Sto andando via”

Approfondendo questo episodio in una seduta successiva, Salvatore scoprirà che per compiacere quel ragazzo, era arrivata a prostituirsi e a passare la droga a qualche cliente. E qualcuno avevo voluto dare un avvertimento al suo compagno investendola con la macchina. Così, di quella vita pagata caro prezzo, era rimasto il piacere dei bei vestiti e certe sensazioni forti ed un po’ morbose…

OMOSESSUALE PER SFUGGIRE ALLA VIOLENZA

Una delle cause che possono incidere nella scelta dei partner è la violenza. Una persona abusata nell’infanzia (solitamente dal padre) per la paura di vivere altre violenze da adulta, potrebbe cercare l’amore in un’altra donna, una figura maggiormente rassicurante, dolce e protettiva, che in parte sostituisce nelle sue aspettative inconsce l’affettività materna.

Ma a volte questa violenza non si è verificata in questa vita, bensì in una delle precedenti. E’ il caso di una pittrice, Silvia, che da bambina trova un parente impiccato, un’esperienza traumatica che ha provocato in lei una serie di problematiche, tanto che per un anno si è chiusa in sé, rifiutandosi di parlare, con immaginabili problemi scolastici. Poi, da grande, dopo una serie di brevi storie sentimentali insoddisfacenti, si innamora di un’amica, con la quale ha una breve relazione. Quando questa ragazza la respinge, diventa il suo grande amore impossibile, la sua magnifica ossessione, per la quale da una parte congela la sua affettività e dall’altra alimenta la sua creatività.

Ma le angosce di questa vita – come afferma anche GROF – sono sempre il riflesso di altre esperienze traumatiche del passato. E cosi è anche per Silvia, che rivive infatti numerose esperienze drammatiche. In una di queste è la figlia di colore di un mercante di schiavi, piuttosto violento e privo di scrupoli, che la fa studiare affinché ella lo aiuti a tenere i conti ed a scrivere lettere per vendere la sua “merce”.  Inoltre la obbliga a portare nelle case dei signorotti locali messaggi di delazione, in cambio dei quali riceve dei soldi. Durante una delle sue “missioni” conosce un ragazzo di cui si innamora. Dopo qualche tempo rimane incinta, ma il suo è un amore impossibile e per questo deve scappare in un paesino ai margini del deserto, dove verrà raggiunta da alcuni soldati che le portano via il figlio, lasciandola morire sola e dimenticata.

Quando la mando ancora più indietro per vedere se è possibile trovare la causa di questa sofferenza in un’esistenza ancora precedente, si rivede giovane contadina che, spinta dalla povertà, vende ad una signora ricca il figlio adolescente. In un’altra vita si ritrova in un paesino di montagna sola con il padre, una persona ignorante, rozza, che la molesta. Il suo solo svago è disegnare. Casualmente conosce una giovane turista americana, a cui fa un ritratto, che la spinge a coltivare il suo talento. Tra loro nasce un rapporto di amicizia – con probabili risvolti omosessuali – e l’americana la invita ad andarsene di casa con lei. Ma il padre la scopre e la segrega in una cantina, dalla quale non uscirà mai più. Passerà il tempo a dipingere e morirà a quarant’anni, debilitata nel corpo e nella mente. “Quando abbandono il piano materiale, sento una voce che mi dice LA LUCE E’ DENTRO DI NOI…ma io non capisco, la mia mente non è in grado di recepire. Sono molto stanca, ho solo voglia di riposare”.

Infine, in un’esistenza a Monaco di Baviera, viene violentata dal fratello, che di notte entra nel suo letto per “giocare” con lei. “Ma non mi vuole bene, è cattivo, vuole solo farmi del male” dice. E un giorno, mentre i genitori sono fuori, lui la obbliga ad entrare nella vasca da bagno con la scusa di volerla lavare e la affoga. “Mi ha messo una mano sulla faccia e mi spinge. Ho paura. Vedo tutto buio. Il solo ricordo della vasca mi angoscia”. Piange. E questo ricordo verrà fuori di tanto in tanto anche mentre sta affrontando altre vite o altri problemi, come se facesse fatica a scaricarlo definitivamente. Infine, durante l’occupazione nazista, è una giovane donna francese che viene violentata da alcuni militari tedeschi.

Di fronte a tanta violenza e tanto dolore reiterato, c’è da chiedersi se queste memorie sono autentiche o se invece sono proiezioni di conflitti, paure, angosce non risolte.

Ma se sono autentiche – c’è da chiedersi per quale motivo il fato infierisca in questo modo su una creatura : c’è da pensare che in altre esistenze, non ancora emerse, abbia compiuto atti terribili o che per evolversi e capire abbia bisogno di passare attraverso la sofferenza.

FONTE : Manuela Pompas – Reincarnazione

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Filosofia

AMORI PIU’ FORTI DEL TEMPO

Così, immergendo i miei sguardi nei tuoi occhi brillanti di passione, strani ricordi mi son tornati in mente, come se in qualche luogo – forse in paradiso – ti avessi adorata già molto tempo fa…

(Thomas W.Parson,  Stanze)

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Un aspetto romantico delle memorie passate è il ritrovare chi si è già amato. Poiché l’anima non dimentica, quando ci si incontra di nuovo si prova uno slancio interiore, una sensazione di dèjà-vu o una sintonia, che favoriscono l’amicizia o l’amore. Se invece si è stati nemici, se ci siamo uccisi, feriti, odiati, la reazione nel presente sarà un senso di rifiuto o di rivalità, con reazioni spesso abnormi rispetto alla situazione presente. A volte invece ci si incontra fugacemente, durante un viaggio, una festa, una situazione scolastica o lavorativa, e si ha una sensazione di familiarità, ma non si prova la necessità di creare un legame.  Prima di rinascere l’anima sceglie la nuova situazione e soprattutto le relazioni affettive che dovrà stabilire per sanare i suoi debiti affettivi e riscuotere i suoi crediti. Tali situazioni appartengono ad alcune tipologie fondamentali : può essere unita ala persona con cui deve rientrare in contatto da un legame parentale, da un rapporto affettivo o sentimentale, da una relazione di affari.

Tra le dinamiche affettive più facili da spiegare con la reincarnazione c’è il colpo di fulmine, in cui due persone che si vedono per la prima volta hanno la sensazioni di essersi già incontrate e di conoscersi perfettamente. E fin dal primo momento provano un’attrazione irresistibile che di solito sfocia in una grande passione (oppure l’antipatia, il rifiuto, un odio immediato e immotivato). Se poi si sono intensamente desiderate in un’altra vita, ma per un qualunque motivo non hanno potuto amarsi, allora il desiderio divamperà fortissimo, talvolta anche in modo distruttivo. Immaginate, come in un romanzo d’altri tempi, una ragazza nobile che si innamora del giovane stalliere e accetta di incontrarlo di nascosto. Il padre li scopre e nel migliore dei casi allontana il ragazzo e manda lei in convento, oppure uccide lui e fa murare viva la figlia. Separati pe sempre, i due non faranno altro che spasimare anche nell’aldilà per questo amore mai vissuto, sperando di incontrarsi nella vita successiva. E quando ciò avviene nessuno li potrà fermare, finché non avranno esaurito l’energia accumulata. Se ad unirli è solo il rimpianto passato di non aver appagato un appetito fisico, ben presento si allontaneranno, magari delusi l’uno dall’altro : se invece il loro sentimento è autentico potrebbero creare una coppia stabile e duratura. Un altro aspetto legato alle relazioni affettive è il debito – o il credito – che uno dei due potrebbe aver contratto nei confronti dell’altro nella vita passata, per averlo tradito, abbandonato, ucciso, derubato, deluso. Quando due si incontrano percepiscono l’attrazione che nasce dal fatto di conoscersi, indipendentemente da quanto è successo in passato. Per cui potrebbe capitare di innamorarsi tanto di un genitore o di un figlio o anche del proprio nemico. Maria Elena, per esempio, dopo un matrimonio infelice incontra quasi per caso un uomo verso il quale prova un’attrazione immediata e inizia una relazione. All’inizio le sembra di rinascere, di ritrovare la propria femminilità, di sentirsi amata e gratificata, ma poi incomincia a vedere in lui degli aspetti ambigui. Innanzitutto Andrea ha altre donne, che non nasconde, poi è sempre lei a chiamarlo, a cercarlo e anche a pagare il ristorante, il cinema, i taxi. All’inizio le sembra quasi normale, scontato. Ma poi, durante il lavoro di regressione ipnotica, emergono degli elementi significativi, che spiegano la sua relazione : in una vita precedente, che si è svolta circa due secoli fa, Maria Elena era una giovane contadina, che viveva con la sua famiglia in un casolare isolato. Un giorno passa un uomo con un carretto e le offre un passaggio. E’ l’occasione per andarsene di casa, a scoprire il mondo. Solo che lui la porta in un bordello e la sfrutta, prima portandosela a letto e poi procurandole i clienti, prendendo ovviamente una buona percentuale dei guadagni. Quando chiedo a Maria Elena di guardare gli occhi del suo magnaccio, lei riconosce lo sguardo di Andrea, che allora come oggi la sfrutta senza darle niente in cambio. Per fortuna questa memoria le permette di vedere più chiaramente dentro di sé e di riconoscere le dinamiche che l’hanno portata a scambiare il sesso e la solitudine per amore.

Un’altra storia esemplare, splendida, che ho raccolto qualche anno fa è quella di Maddalena, una donna infelicemente sposata che sognava ancora il primo amore, conosciuto in vacanza al mare da adolescente. “Già allora, nelle mie fantasie, tutto ruotava intorno all’amore, un sentimento che immaginavo sempre sofferto, tormentato, perduto” mi racconta. “Non solo, ma fin da ragazzina provavo una forte attrazione per l’Inghilterra dell’Ottocento, con le grandi storie d’amore vissute da nobili fanciulle che dovevano rinunciare all’uomo amato per sposarne un altro. Ho anche imparato l’inglese in pochissimo tempo e lo parlo come se fosse la mia lingua. Bene, dopo la maturità, durante una vacanza a Malta, ho conosciuto Andrew, un ragazzo inglese che aveva un paio d’anni in più di me. Come ci siamo visti, in un locale in compagnia di amici, è scattato l’amore e durante le vacanze, purtroppo molto brevi, non ci siamo più staccati, ci sembrava di essere soli su un altro pianeta. Poi, prima della partenza, lui ha chiesto la mia mano ai miei, che naturalmente si sono opposti, invitandoci a rimandare ogni decisione a quando mi sarei laureata. Così per un paio d’anni ci siamo scritti con frequenza, per incontrarci solo d’estate, nello stesso posto e con la stessa compagnia. Ma era troppo complicato e l’ho allontanato. Dopo qualche storia sentimentale, mi sono sposata, ma il matrimonio non funzionava molto ed io continuavo a sognare lui. Mi sono separata e ci siamo rivisti. Ma lui non ha avuto il coraggio di farsi avanti e io, dopo qualche anno mi sono risposata. Quando Andrew mi ha finalmente richiamato per chiedermi di vivere con lui, io stavo aspettando mia figlia. E così ci siamo allontanati di nuovo e poi, quasi per caso, ci siamo incontrati ancora. E, qualunque cosa accada, è come se rimanessimo sempre legati. Ma dopo tanti anni, come posso pretendere di ricominciare una vita con lui? Ciò che vorrei sapere è dove nasce questo richiamo così saldo nonostante mio marito e mia figlia”.

Quando ritorniamo indietro nel tempo, riemergono ben tre storie in cui i due si erano incontrati e innamorati in condizioni diverse, ma non avevano mai potuto realizzare il loro amore. Nella prima seduta Maddalena si ritrova nel Medioevo ed è un ragazzo, orfano del padre, che un giorno lascia la sua casa, una modesta abitazione ai margini del bosco, e parte a cavallo per cercare fortuna. Arriva in un castello, con tanto di ponte levatoio, dove inizia a lavorare da un maniscalco, che lo tratta come un figlio. “Un giorno, entrando all’interno del castello, incontro una fanciulla con un velo bianco in testa, che ha circa la mia età : è la figlia del signore del luogo. Subito arrivano le guardie e mi cacciano, ma io ho occhi solo per lei, che mi guarda incuriosita”. I due ragazzi riescono ancora a vedersi, sempre da lontano, e un giorno lui va a chiedere la mano di lei al padre, che naturalmente gli dice di dimenticarla. Ma quando lui è sotto gli spalti, spesso la vede camminare, sola e triste, nel camminamento che congiunge le torri del castello, finché un giorno la ragazza si butta giù da una torre. “Sono li e la guardo, disperato per non aver potuto fare niente per lei. Io la amo e lei è lì, riversa, nel suo abito bianco. E’ colpa mia se è morta, dovevo scappare via con lei. Allora corro lontano, lungo una strada che fiancheggia gli alberi. Mi butto sull’erba, piangendo, vorrei morire”. Ritornato a casa, la madre cerca di consolarlo, poi lo invita a recarsi a pregare sulla tomba della ragazza.  “Sono arrivato sulla tomba, in cima alla collina” continua Maddalena, in stato di rilassamento profondo. “So che lei mi sente e mi perdona, e io sono più sereno”. Ritornato al castello, passa la sua vita a lavorare e a sognare una vita felice con quella ragazza, che forse è il suo amore perduto anche in questa vita.

Dopo la regressione Maddalena fa un sogno angoscioso, in cui cerca disperatamente Andrew senza trovarlo. E dopo aver rivissuto con me i primi incontri, si rende conto che era troppo giovane per prendere una decisione contro il volere dei genitori, ma avrebbe potuto avere più coraggio. Così decide di parlare al marito, per chiedergli la separazione. Ed ecco un’altra incarnazione in cui compare Andre. Questa volta lei è una ragazza, figlia unica di una coppia molto ricca. Quando le chiedo se ha studiato, scuote la testa. Sa Suonare il piano e frequenta persone della sua classe sociale, che abitano in maestosi palazzi, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, forse ancora in Inghilterra. “Sono in una grande casa e sto scendendo le scale, c’è una scalinata lunghissima. Andre è giù, sulla porta, controluce, ma non entra. E’ vestito bene. L’ho conosciuto ad una festa in giardino, abbiamo ballato insieme. E ora sono su questa scala, come inchiodata, devo dirgli qualcosa che non dipende da me, mi hanno costretto i miei, ma non riesco. Ritorno in camera mia e mi butto piangendo sul letto. Andre se n’è andato e io sono rimasta sola. Vorrei scappare con lui, ma qualcosa mi trattiene, non posso farlo”. In una seduta successiva, si vede sempre in lacrime davanti ai genitori, a cui chiede perché non vogliono che lo frequenti. “Mio padre continua a ripetermi come in un ritornello che lui è già sposato. E io sono disperata, mi sento vuota, è una cosa terribile, non so che cosa devo fare, ma la mia vita è finita”. Decide di scappare di casa e va a vivere da una sua amica, una nobile decaduta che promette di aiutarla. E lei sta lì, da sola, anno dopo anno, aspettando che Andrew ritorni, fino alla morte. Ma non è finita. In un’altra vita, i due si incontrano di nuovo e finalmente riescono a sposarsi. Però lui deve partire per la guerra, da cui non ritornerà mai più. E’ come se Andrew e Maddalena si fossero rincorsi nel tempo, da un secolo all’altro. Ecco perché lei non può dimenticarlo : l’ha desiderato per ben tre esistenze, senza poter vivere questo amore. E in questi casi non importa se l’altro è bello o brutto, intelligente o limitato, ricco o povero : ciò che viene avvertito è questo legame che ad ogni ostacolo diventa sempre più forte, tanto da non poter essere sciolto finché non verrà vissuto fino in fondo.

Maddalena decide infine di divorziare da quel marito che non ama più e di andare a vivere in Inghilterra. E improvvisamente tutto diventa facile : il marito le concede il divorzio, lei trova casa, lavoro e amici in Inghilterra, dove viene ricevuta dalla famiglia di Andrew come una figlia. “Lui non si è ancora sbilanciato, mi tratta come un’amica, ma cosa posso pretendere dopo tanti anni?” mi scriverà qualche tempo dopo. “Sono ritornata nella sua vita dopo aver vissuto pienamente la mia. Però lui ha stabilito un’ottima intesa con mia figlia, ed è altrettanto strano come mi riesca estremamente facile farmi amare dalla gente del posto. Cercavo una casa e la prima che ho visto l’ho sentita subito mia e l’ho acquistata : sono capitata casualmente in un piccolo villaggio, non lontano dal paese dove vive Andrew, e mi sono sentita subito accolta. Per me lui è come una droga, di cui non posso fare a meno”. Un anno dopo è arrivata  una cartolina dall’Inghilterra. Era lei, e c’era scritto “Sono felice”.

FONTE : Manuela Pompas – Reincarnazione

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