Cinema, Esoterismo

LA MADRE

« La fantasia priva della ragione genera impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine di meraviglie »                                                                                                                                                                       59baef2578ff1.image

“La Madre” di Darren Aronofsky è rivoltante. Perché la società è rivoltante. Rivoltante oltre ogni limite. L’intero film viene girato all’interno di una casa, non sappiamo nemmeno dove. Si presume in campagna, ma in ogni caso la sensazione di disorientamento è totale. In questa – per niente umile – dimora vive una coppia. Lui, scrittore in crisi di creatività. Lei, giovane, semplice e devota. Sembra di essere all’Overlook Hotel di Shining, con Jack Nicholson nei panni di Jack Torrence che non riesce a trovare l’ispirazione e perde la testa. Ma presto la casa viene invasa da ospiti indesiderati  in maniera al quanto bizzarra. E a quel punto la sensazione è di rivedere Funny Games, dove lentamente l’ospite trucida l’intera famiglia. Invece il film che si più si accosta a “La Madre” è Rosemary’s Baby di Roman Polanski. E qui praticamente ho già svelato l’intera trama: una coppia in cui l’uomo non si accontenta dell’amore della sua compagna, ma assetato di bramosia e di fama, decide di offrire a Satana un neonato in cui reincarnarsi. In “Rosemary’s Baby” a contaminare la mentalità di Guy Woodhouse è Roman Castevet, il vicino di casa satanista. In “Mother” le cose sono molto più complicate. Non sappiamo nemmeno il nome della persona intepretata da Ed Harris, (celebre per la sua recitazione in “A History of Violence” e in “A Beautiful Mind”), ma pare che le sue “storie” catturino l’attenzione di “Lui” al punto che “Lei” (non ci è dato sapere il nome dei protagonisti di “Madre” ) perde progressivamente importanza. Nelle scene finali lui le “rivelerà” che “lei” era “la casa”. Davvero enigmatico tutto ciò, ma abbiamo degli indizi. “Lei” sente tutto ciò che avviene in casa: i rumori, le presenze, le sensazioni. E la casa risponde al suo stato d’animo producendo strane fessure, macchie di sangue, e fenomeni paranormali di vario genere.

Gli elementi simbolici predominanti.

Il cuore di lei. Lo sente battere quando accosta l’orecchio alla parete. Ha un colore scuro, e lo vediamo pulsare nei momenti più difficili. Lui invece conserva gelosamente una pietra nella sua stanza

“Da giovane ho perso tutto. Poi ho trovato questa pietra in un incendio. E poi è comparsa lei (la sua compagna)”.

E’ molto geloso della sua stanza e di questa sua pietra. Ma disgraziatamente questa pietra si rompe. Da questo momento in poi, il destino della Madre è segnato. I due hanno un rapporto sessuale. Lei rimane incinta. Lui trova “l’ispirazione” per scrivere. Scrive a proposito della morte, della vita, del dolore. Ma non sappiamo esattamente cosa. Su questo vige il “Silentium”. Fatto sta che ciò che ha scritto induce tutti i suoi fan a prendere d’assalto la casa, proprio nel momento in cui per la moglie è giunto il momento di partorire. A questo punto è difficile distinguere la realtà dalla fantasia, in quanto le scene a cui assistiamo sono talmente confuse che abbiamo l’impressione di essere all’interno di un sogno angoscioso dovuto alla gravidanza. E invece no. O forse sì, ma questo è del tutto irrilevante. La violenza, l’aggressività, la cleptomania e il fanatismo prendono il sopravvento. Come in un inferno Dantesco, assistiamo a tutte le forme di delirio possibile. C’è addirittura un sacerdote che marchia i fan del “poeta” (lui) e che pronuncia una litania a ripetizione a proposito del suo “verbo”. Poi assistiamo a delle vere e proprie scene di guerriglia, e alla Madre che cerca in ogni modo di fuggire dalla casa (da se stessa?), ma alla fine si ritrova a partorire in una stanza in compagnia di lui. Nonostante le ripetute richieste da parte di lei, lui non ha la minima intenzione di allontanare i suoi seguaci dalla casa. E se quando il piccolo viene al mondo e beve il latte del suo seno sospiriamo e immaginiamo un lieto fine, in realtà il peggio deve ancora venire : non appena lei si addormenta stremata, lui coglie l’occasione per “condividere” il neonato con i seguaci, i quali prima se lo contendono, poi gli rompono il collo per sbaglio, e infine ne divorano i resti. Come non ricordare a questo proposito il film del 1974 di Francesco Barilli “Il profumo della signora in nero”, dove Silvia viene presa di mira da una setta che la circuisce, la destabilizza, la uccide e poi si nutre di lei ?

Solo che qui tutto avviene molto rapidamente, causando ancora più sgomento ed incredulità nello spettatore. Poi la Madre viene brutalmente picchiata, profanata. Stanca di tutto ciò, ella decide di dare fuoco alla casa. Un gesto fortemente simbolico e liberatorio. Ma lui sopravvive, le strappa il cuore, che si sgretola fra le sue mani per fare posto alla pietra che abbiamo visto rompersi in precedenza. Questa pietra azzera gli eventi. Abbiamo di nuovo la casa in ordine, e una donna nel letto di lui. Ma già sappiamo che verrà brutalizzata come la precedente.

Alcune considerazioni.

“La Madre” è uno spaccato di una società al capolinea, dove il vuoto esistenziale viene compensato dalla fama e dall’importanza personale, a discapito di tutto il resto. Non c’è più spazio per l’amore, né tantomeno per il sacro o per l’intimità. L’egocentrismo e il narcisismo sembrano inarrestabili. Il titolo è chiaramente un rimando alla divinità femminile primordiale, che è il centro della vita. Innumerevoli forme di misticismo hanno cercato di tramandare la sacralità di questa figura, di cui Ishtar, Iside, e Maria sono solamente alcuni esempi. Ma purtroppo l’archetipo della Madre è andato perduto nella donna, e l’archetipo della forza – che dovrebbe sostenere la donna –  è andato perduto nell’uomo. Ciò che rimane sono orde di zombie che – come nei film del compianto George A. Romero – prendono d’assalto il centro commerciale, o un cinema, per fischiare l’ennesima pellicola che non hanno compreso.

E come potrebbero?

 

Marco Isella

 

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Storia

IL MATRIARCATO

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Tutti noi abbiamo appreso la storia delle origini dell’umanità sui banchi di scuola. uomini pelosi ricoperti di pellicce di animali e armati di clave o di lance rudimentali, dediti alla caccia. Donne accovacciate accanto al fuoco, intente a cucinare. prima nomadi, poi poco per volta stanziali, fino alla formazione di piccoli villaggi fatti di capanne, ecc. ecc. L’uomo delle caverne, appunto. Peccato che probabilmente sia tutto da rifare, o meglio da (ri)raccontare.

Per secoli infatti gli studi archeologici e preistorici sono stati monopolio esclusivo di esperti di sesso maschile, che si sono sempre trovati concordi, salvo rare eccezioni, con la medesima lettura dei reperti e la conseguente ricostruzione della realtà preistorica, relegando incongruenze e contraddizioni sotto l’ombrello degli “insondabili misteri del passato”.

Tutto questo fino a circa 50 anni fa, quando cioè questi illustri signori hanno cominciato ad essere affiancati dalle prime donne archeologhe, nonché antropologhe, storiche, linguiste, esperte di religioni, filosofe, ecc. Ed è così cominciata ad emergere una realtà completamente diversa.

Per esempio la presenza, anzi l’abbondanza di statuette femminili, una diversa dall’altra ma con alcune caratteristiche simili e costanti, risalenti a un periodo che va dal paleolitico medio (musteriano, 120.000/40.000 anni fa) agli ultimi millenni prima di Cristo, in tutta l’area del mediterraneo: dalla siberia all’asia, fino alla Cina e al Giappone e nel continente sud-americano. Praticamente in tutte le terre emerse. L’abbondanza di questi ritrovamenti così antichi è tale da far ipotizzare che all’epoca ci fossero più statuette che esseri umani. Tuttavia, non esiste l’equivalente rappresentazione maschile dell’umanità fino all’apogeo della cultura ellenica.

Come mai, dunque, venivano rappresentate solo le donne, e con tale impressionante dedizione? E che ruolo avevano quindi gli uomini in queste antichissime società ? Negli ultimi 30 anni sono state realizzate moltissime ricerche su questo argomento, da studiose ed esperte delle accademie di mezzo mondo. Tuttavia i risultati ottenuti hanno dovuto scontrarsi con la ferrea omertà della cultura patriarcale imperante, ben decisa a non cedere neanche di un millimetro il suo potere.

IL PATRIARCATO COME FORMA MOLTO RECENTE DI ORGANIZZAZIONE

Ma perché il patriarcato si dovrebbe sentire minacciato da simili scoperte archeologiche? Semplice: perché queste hanno dimostrato che la cultura patriarcale è relativamente recente, comincia ad emergere cioè solo intorno al 5000 a. c., e impiega poi ben tre millenni per stabilizzarsi definitivamente. In altre parole, se l’età dell’umanità fosse rappresentata dal quadrante di un orologio, il patriarcato non occuperebbe che gli ultimi cinque minuti.  Ma quello che spaventa di più, probabilmente, la mentalità’ fallocratica è che gli ultimi millenni di potere sono stati preceduti da decine di migliaia di anni di civiltà basate sulla centralità femminile.

Attenzione: non è utilizzata volutamente la parola “matriarcato” perché sarebbe fuorviante, in quanto contrapposizione di idee e principi legati al modello patriarcale. Di conseguenza, si preferisce usare l’aggettivo “matrifocale”, o “matrilineare” per definire il lunghissimo periodo in cui l’umanità è stata governata da principi femminili.

COME FUNZIONAVANO LE SOCIETA’ “MATRIFOCALI?”

Non possiamo qui riassumere in poche righe tutti i valori e le caratteristiche di queste civiltà, ma vorremmo almeno riassumerne i tratti singolari:

Nelle civiltà preistoriche femminili, anche dette civiltà antiche, non esistevano la famiglia, la proprietà privata, la gerarchia, la guerra. La divinità era femminile, identificata con la Madre Terra e la maternità in generale. Non c’era separazione tra il sacro e il profano, anzi meglio sarebbe dire che il concetto di profano era sconosciuto: tutto ciò che accadeva sulla terra era sacro, e per tanto onorato come tale.

La società era organizzata in piccoli clan che avevano come referente per tutte le questioni pubbliche e private la donna più anziana. Tutte le decisioni venivano prese collettivamente da gruppi di donne che allevavano anche i figli.

Le donne erano: sacerdotesse, guaritrici, raccoglitrici di erbe per l’alimentazione e per la cura, cuoche (ovvero chimiche che studiavano la combinazione degli alimenti), inventrici (l’ago è una delle più antiche invenzioni dell’umanità), artigiane (ovvero artiste: le anfore e i primi utensili sono tutti a forma di donna, o ispirati alle forme femminili, all’idea materna di ‘contenere, proteggere, conservare’) custodi della memoria e delle tradizioni.

LE INVENTRICI DELLA PREISTORIA

Alle donne della preistoria si devono alcune tra le più importanti invenzioni dell’umanità, tutt’oggi fondamentali per la sopravvivenza del nostra specie: l’agricoltura (furono le raccoglitrici le prime esperte di vegetazione, che capirono il rapporto tra seme e germoglio, che scoprirono come, dove e quando seminare per poter raccogliere: la marra, primo aratro della nostra civiltà, fu invenzione e strumento femminile per antonomasia); la conservazione degli alimenti (cottura, essicazione, ecc. e tutti i procedimenti per creare delle riserve di cibo); l’allevamento del bestiame (furono sempre le donne ad addomesticare i primi animali selvatici, attaccandosi i cuccioli al seno, si fecero amici i lupi, i tori, gli agnelli, ecc.); l’abbigliamento (cucendo insieme pelli di animali); il fuoco (se non abbiamo la certezza che sia stata una donna a scoprire come conservarlo, ci sono molte probabilità chi sia stata una donna a scoprire come utilizzarlo per cucinare, e di conseguenza per fondere, per rendere resistente l’argilla, ecc. Del resto, erano vestali le custodi del ‘fuoco sacro’…).

Tutto questo non è frutto della fantasia di qualche femminista invasata, bensì un brevissimo riassunto dei risultati di centinaia di ricerche serissime, scientificamente documentate e accademicamente riconosciute. (per una prima ricerca bibliografica consiglio http://www.universitadelledonne.it alla voce mito/religioni).

IL RUOLO DEGLI UOMINI

E gli uomini cosa facevano nel frattempo? Di sicuro cacciavano, ma anche qui, non da soli. La caccia, non potendo contare su armi elaborate, non era un’attività solitaria nella preistoria e dunque doveva per forza essere un evento collettivo, al quale con ogni probabilità partecipavano anche le donne. A riprova della presenza femminile anche nelle foreste infestate dalle fiere, le tante dee della caccia sopravvissute nelle culture patriarcali. Poi probabilmente gli uomini avevano anche altre mansioni, ma sempre in qualche modo subordinate al femminile.

Questi sistemi di civiltà matrifocali hanno cominciato a entrare in crisi intorno al 5000 a.c., secondo un’evoluzione non-lineare e un andamento a macchia di leopardo, per essere poi definitivamente soppiantati dal modello patriarcale intorno al 2000 a.c. Ci sono voluti ben 3000 anni affinché il processo di transazione si completasse, non senza rigurgiti e resistenze in alcuni casi strenue e accanite. Che cosa è successo durante quei 3000 anni, in pratica che cosa ha causato questo ribaltamento del potere, sarebbe un interessante campo di studi che certamente sarà investigato nei prossimi decenni.

IL DECLINO DELLE SOCIETA’ A MATRICE FEMMINILE

In questo caso, ci limiteremo a suggerire alcune ipotesi. Innanzitutto: se le cose stanno così, se il patriarcato cioè è stato preceduto da decine di migliaia di anni di cultura femminile, e se il potere sacro e inviolabile della Grande Madre è stato strappato con rabbia e violenza da una minoranza sottomessa e frustrata dopo alcuni millenni di lotte, questo spiegherebbe l’accanimento con cui il nuovo potere abbia sistematicamente represso e discriminato il genere femminile nei secoli successivi e fino ai nostri giorni, di come abbia ostinatamente cercato di precludergli qualunque accesso alla cultura, al sapere, al lavoro, all’arte, alla libertà di movimento e di pensiero, come abbia fatto in modo di gestirne la sessualità, appropriarsi della sua capacità riproduttiva, e sottometterlo in tutti i modi possibili e immaginabili. Francamente una determinazione altrimenti difficile da comprendere, se non con la folle e inconscia paura di riperdere ciò che era stato così faticosamente conquistato, e con la segreta e terrorizzata consapevolezza di quello che il femminile avrebbe potuto fare se fosse stato lasciato libero di muoversi e di esprimersi.

Secondariamente, sembrano anche più comprensibili le diffuse difficoltà relazionali che tutt’oggi esistono tra uomini e donne: forse sono il retaggio di quei 3000 anni di lotte feroci per il potere?

Concludiamo con una riflessione: l’avvento del patriarcato, seguito dalle tre grandi religioni monoteistiche, tra le tante conseguenze che ha avuto, ha depredato l’umanità di un aspetto fondamentale per l’equilibrio globale: la sacralità’ del principio femminile, il rispetto per quella Madre Terra da cui la nostra sopravvivenza dipende, e il riconoscimento della sua generosità. Alcuni millenni di patriarcato, sventolando la bandiera della mascolinizzazione di dio, hanno portato nel mondo guerre e distruzioni di ogni sorta, il bieco sfruttamento delle risorse, la disumanizzazione dei suoi abitanti, la perdita dei principi e della speranza. Una fine ingloriosa sembra aspettarci dietro l’angolo. Forse sarebbe il caso di riaprire le porte e i cuori alla Grande Madre, violata dagli uomini e dimenticata dalle coscienze…

Di seguito il breve video che raffigura, con una raccolta d’immagini, alcuni degli affascinanti reperti che una volta ritrovati hanno aperto la strada a nuove ricerca archeologiche e storiografiche. Il titolo “Mia madre ha partorito mio padre”, è ripreso dall’aforisma di Mansur Al-Hallaj, martire sufi morto nel 922 d.C.

FONTE : Marta Franceschini

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Religione

LA PASQUA

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La Trinità “Cristiana” è la trinità babilonese sotto mentite spoglie. NIMROD (il pesce), suo figlio, TAMMUZ (che morì per salvare l’umanità), e sua “madre”, la Regina SEMIRAMIDE (la colomba) [imago archetipico della Grande Madre, come Iside e la Madonna], vennero trasformati nel PADRE, FIGLIO e SPIRITO SANTO del Cristianesimo. Il simbolismo babilonese è stato portato avanti sia nelle religioni che essi fondarono [ereditando i miti dei Sumeri] sia nei simboli e nell’architettura delle nostre città. A BABILONIA, NIMROD venne anche simboleggiato come il DIO PESCE, Oannes. I cattolici venerano MARIA, LA VERGINE “Madre di Gesù” e “Regina del Cielo”, nello stesso modo in cui i Babilonesi veneravano SEMIRAMIDE, la vergine “Madre di TAMMUZ”, e “Regina del Cielo”, e in cui gli Egizi veneravano Iside, la vergine “Madre di HORUS” e “Regina del Cielo”. Si narra che SEMIRAMIDE fu fecondata da “Dio” – i raggi del Dio Sole, NIMROD, noto anche come BAAL presso i Fenici.

I “figli nati da una vergine” – GESÙ e HORUS – erano entrambi collegati al simbolo del PESCE, così come NIMROD. Le storie dei Vangeli, sulle quasi si basano “GESÙ” e il Cristianesimo, sono una massa di simboli delle scuole misteriche egizie/sumere/babilonesi che si riferiscono al CULTO DEL SOLE e della Terra. La stessa storia di base del “nato il 25 dicembre, morto per salvare l’umanità” era largamente diffusa migliaia di anni prima del Cristianesimo e si riferiva a divinità solari venerate in molte e varie culture, tra cui quelle di Roma (MITRA) e di Babilonia (TAMMUZ – il “figlio del Dio Sole”). Le aureole che appaiono nelle immagini dei personaggi del Vangelo [e dei Veda induisti] si ispirano al modo in cui gli antichi raffiguravano le loro divinità solari, per l’appunto con un’aureola per simboleggiare ciò che esser rappresentavano – IL SOLE.

Quando TAMMUZ morì, SEMIRAMIDE disse che era “asceso al padre”, il Sole o BAAL [teonimo che significa “Signore”, proprio come “EL”, l’ebraico per “Dio”], e che sarebbe stato venerato sotto forma di fiamma. La festività cristiana della PASQUA ha la stessa origine. La Pasqua [EASTER in inglese] deriva dalla divinità babilonese ISHTAR [la celtica EOSTRE e la germanica OSTARA] (ancora SEMIRAMIDE) che celebrava suo figlio, TAMMUZ, che era il “figlio unigenito della DEA LUNA e del DIO SOLE” – NIMROD e SEMIRAMIDE. Anche le “UOVA DI PASQUA” (ISHTAR) e il “CONIGLIETTO PASQUALE” derivano da BABILONIA. La Regina SEMIRAMIDE [associata alla fertilità] diceva di essere venuta dalla LUNA in un UOVO gigante [associato alla fertilità], poi divenuto noto come uovo di ISHTAR. Si narra che TAMMUZ [associato alla fertilità] avesse una vera passione per i conigli [associati alla fertilità], e da qui ecco l’origine del coniglietto pasquale. Essi mangiavano anche le “torte sacre” con una “T” sulla superficie – l’origine delle nostre focaccine calde con la croce. La “T” è uno dei principali simboli della massoneria, in parte per i suoi collegamenti con BABILONIA e TAMMUZ. L’ostia cristiana utilizzata nelle funzioni cattoliche deriva dall’egizio TA-EN-AAH – il pane sacrificale della luna. I cristiani credono che il pane simboleggi il “corpo di Gesù” mentre in realtà essi prendono parte a un rituale riconducibile alla DEA LUNA EGIZIA».

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Scienza

GLI INFLUSSI LUNARI

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IL CORPO UMANO

Gli influssi della Luna fanno parte dell’antico retaggio dell’uomo e appartengono a quel sentire profondo che si colloca a cavallo tra realtà e leggenda, tra verità e immaginazione, ma rappresentano, soprattutto, lo specchio di quel mondo interiore che oggi è andato in parte perduto.

L’idea che gli astri potessero influenzare in qualche modo gli esseri umani si perde nella notte dei tempi e, fra tutti i corpi celesti, la Luna, con le sue fasi cicliche e il suo carico di mistero, da sempre di sé dimostrata la più adatta a confermare tali supposizioni alimentando tutta una serie di credenze.

Per questo motivo si pensava che l’astro notturno, mediante i suoi influssi, fosse responsabile di alcune patologie o, più semplicemente, che avesse il potere di rafforzare quelle già esistenti.

Ippocrate, uno dei più grandi medici del mondo antico, asseriva con convinzione che gli stati epilettici si manifestavano con maggiore frequenza nella fase di Luna piena o con la Luna nuova. Inoltre, egli considerava l’organismo come una unità e non come un insieme di organi; tale unità era in armonia e unione profonda con l’intero Universo. Ciò spiega perché, secondo il celebre medico, la Luna interagiva con certi stati psichici.

Plinio il Vecchio, nella sua opera “Storia naturale”, descriveva alcuni metodi per debellare le verruche e guarire l’epilessia. Si tratta di ricette magiche che, ad una prima occhiata, possono lasciare perplessi ; in realtà si rifanno al “concetto di analogia”, tanto caro alla magia naturale. Una di queste ricette prescriveva, per esempio, di mangiare all’aperto, durante la prima o la seconda fase della Luna, assieme al pane il cuore di un asino nero, maschio. A causa della sua natura umida, associata con l’elemento acqueo, la Luna è in stretto rapporto con il sangue quindi, attraverso questa sua peculiarità, è destinata a contrastarlo. Ecco spiegata la ragione per cui i medici di un tempo facevano ricorso all’astrologia, al fine di scoprire i periodi lunari propizi alla preparazione di medicamenti e per praticare salassi. Durante il Medioevo furono pubblicati numerosi almanacchi medici, nei quali era possibile scegliere il periodo migliore per prescrivere cure ed eseguire interventi. Alcuni di questi raccomandavano di procedere durante il primo quarto, perché la Luna è allora di qualità calda e umida, come il sangue. Altri privilegiavano la metà del terzo quarto, perché gli umori non sono né repressi né in eccessivo fermento.

Ai nostri giorni, è ancora vivo il convincimento secondo cui la Luna piena favorirebbe le emorragie, tanto che alcuni chirurghi, per tranquillizzare i loro pazienti, non esitano a posticipare la data degli interventi.

APPARATO DIGERENTE

Per quanto riguarda l’apparato digerente, si è constatato che una netta recrudescenza di gastralgie, reflusso gastroesofageo, gastrite e duodenite si manifesta in corrispondenza della Luna piena e del perigeo, quando le condizioni atmosferiche subiscono un peggioramento, soprattutto se il Cielo, da sereno, improvvisamente diviene coperto e soffia un vento forte e umido.

Chi soffre di colite spastica, di colite ulcerosa e morbo di Crohn, è colpito da dolori addominali nelle giornate vicine al plenilunio, oppure in prossimità del perigeo.

Chi soffre di emorroidi, in particolare quelle interne, avvertirà maggiori disturbi verso l’ultimo quarto e la Luna nuova, anche se le condizioni atmosferiche si mostrano abbastanza buone.

APPARATO EMUNTORIO

Gli influssi lunari, a quanto pare, agiscono persino sull’apparato emuntorio, e cioè sul fegato e sui reni. Si è notato in tal senso che la punta massima, nei casi di ritenzione urinaria, viene raggiunta nei giorni in cui si avvicina il plenilunio, quando il tempo è caldo e secco. Inoltre, le coliche epatiche e quelle renali sono più frequenti nelle ore notturne o verso l’alba, specialmente quando la Luna è piena e, soprattutto, se è concomitante al perigeo e soffia vento forte misto a pioggia.

APPARATO MUSCOLO-SCHELETRICO

Ogni genere di dolori connessi con l’apparato muscolo-scheletrico si intensificano nel momento del plenilunio e si aggravano ulteriormente se è concomitante il perigeo. Naturalmente, l’intensità delle algie si rafforza quando il tempo è umido e piovoso e caratterizzato da un vento estremamente intenso.

Per quanto concerne i dolori alle articolazioni, questi aumenteranno in misura rilevante in costanza di Luna nuova con apogeo e condizioni climatiche che mostrano Cielo coperto, pioggia e vento.

Il mal di denti, al contrario, incontra una fase acuta nel periodo relativo alla Luna calante, accompagnata da vento forte e secco capace, a quanto si dice, di eccitare le terminazioni nervose sensitive.

APPARATO RESPIRATORIO

Gli episodi che coinvolgono l’apparato respiratorio, originando affanno e difficoltà nella respirazione, secondo una ricerca medica sono più frequenti nei giorni vicini al primo quarto, specialmente durante la notte e quando soffiano venti freddi e secchi ; tutto ciò si verifica nonostante il Cielo sia sereno.

Le crisi di asma e di broncospasmo sono maggiormente attive nel periodo che intercorre tra l’ultimo quarto e la Luna nuova, specialmente se le condizioni atmosferiche mostrano un peggioramento e sono accompagnate da venti particolarmente forti. Recrudescenze dell’edema polmonare, invece, si riaffacciano in modo particolare tra l’ultimo quarto e il novilunio. In questo caso il tempo risulta perturbato e affiancato da manifestazioni temporalesche. Gli episodi relativi a tosse mista a sangue proveniente dalle vie respiratorie, definiti in gergo medico “emoftoe”, si fanno più acuti e prolungati nei giorni prossimi al primo quarto e al perigeo, favoriti inoltre dal vento secco che ispira dai quadranti settentrionali, con il Cielo sereno o scarsamente nuvoloso.

GRAVIDANZA E PARTO

I disturbi legati a gravidanza e parto, quali nausea, astenia, vomito e anoressia si accentuano, nelle donne particolarmente sensibili, nei giorni compresi tra il primo e l’ultimo quarto, quando il tempo è perturbato. I parti, invece, aumentano nei giorni compresi tra il primo quarto e la Luna piena.

DISTURBI CIRCOLATORI

I disturbi circolatori cerebrali acuti sono più frequenti durante la fase di Luna calante, mentre gli ictus sono facilitati ad insorgere nella fase relativa al primo quarto, tanto in perigeo che in apogeo. Gli episodi di ischemia transitoria cerebrale, le embolie e le trombosi si manifestano con la presenza della Luna nella fase corrispondente al primo quarto, o verso il plenilunio.

DISTURBI LEGATI ALL’INFANZIA

Le cosiddette coliche gassose, generate dalla fermentazione intestinale nei lattanti, si accrescono notevolmente nel periodo che va dal primo quarto al plenilunio. Lattanti e bambini soffrono di insonnia e sono soggetti ad incubi in vicinanza della Luna piena, specialmente in corrispondenza del perigeo.

DISTURBI PSICOSOMATICI

Le famose “crisi di follia” psicotica aumentano sensibilmente nel periodo di plenilunio, soprattutto se il tempo è disturbato. Nei soggetti particolarmente instabili si possono originare episodi estremi tra il primo quarto di Luna e il plenilunio.

EPILESSIA

Tornando all’epilessia, o mal di Luna, si deve notare che la certezza di un influsso lunare nei confronti di questa malattia derivava dal fatto che non si conosceva, e tuttora non si conosce bene, l’origine di questo disturbo. Non a caso, quella che viene definita “epilessia idiomatica” (senza segni evidenti di alterazioni corticali) rimane anche oggi la diagnosi più diffusa, nonostante le ultime sofisticate tecniche di visualizzazione cerebrale quali la tomografia assiale computerizzata (TAC), la tomografia ad emissione di positroni (PET) e la risonanza magnetica (RM).

Un tempo, in mancanza di una spiegazione connessa con gli stati neurofisiologici e neuropatologici, la superstizione faceva risalire i disturbi epilettici alla possessione diabolica. Segni evidenti, che legano questa malattia con gli influssi della Luna sul carattere e sull’umore di un soggetto, sono ancora presenti nel linguaggio attuale : una persona un po’ bizzarra viene definita lunatica, mentre, viceversa, se è di cattivo umore si dice che ha la “luna storta”. Nonostante la medicina abbia cercato di dissipare le tenebre che originano questo modo di pensare, il potere della Luna sull’uomo è, indubbiamente, tuttora ritenuto possibile.

MALATTIE INFETTIVE, BATTERICHE ED EPISODICHE

Per quanto riguarda le malattie infettive come l’herpes simplex, l’herpes zoster e altre, il dolore si farà più acuto e costante nei giorni di plenilunio e, più precisamente, verso l’ultimo quarto.

Le infezioni dovute ai funghi sono maggiormente attive e resistenti quando iniziano nel periodo compreso tra il primo quarto e il plenilunio. Il morbillo, la rosolia, la varicella, la mononucleosi e la scarlattina si intensificano durante il plenilunio e l’apogeo. L’orticaria, al contrario, subisce un peggioramento nel periodo di novilunio. Per le vaginiti di tipo micotico, la fase critica si approssima nei giorni che intercorrono tra il plenilunio e l’ultimo quarto.

ATTIVITA’ GRAVITAZIONALE SUI LIQUIDI BIOLOGICI

Gli influssi lunari, come spiegato, agiscono apparentemente sulla struttura organica dell’uomo. Si comprende così il motivo per cui il corpo umano, essendo costituito per il 70 % di acqua, non sfuggirebbe all’attrazione della Luna. In poche parole, il nostro satellite scatenerebbe mini-maree anche nei liquidi vitali che circolano nell’organismo. Persino le azioni, i sentimenti e i pensieri non potrebbero prescindere dalla Luna, se si considera che il plenilunio è in gradi di rallentare la circolazione sanguigna. La luna piena, inoltre, interferirebbe con il metabolismo della serotonina, una sostanza prodotta dal cervello che interviene in tutti i processi che regolano le reazioni emotive degli individui.

Secondo un ricercatore americano, il dottor Arnold Lieber, autore del libro Effetto Luna, una altissima percentuale di delitti, commessi dopo il 1955, ha avuto luogo proprio durante i tre giorni che precedevano e seguivano la Luna piena. Lieber, inoltre, afferma che la Luna, come del resto altri corpi celesti, detiene un ruolo importante finalizzato al mantenimento di un corretto equilibrio biologico tra l’essere umano e il suo ambiente.

La “teoria della maree biologiche” ci fa comprendere che l’aumento dei liquidi del corpo può produrre tensione nervosa premestruale, quando l’eccessiva ritenzione idrica favorisce mutamenti estremamente sensibili di umore ed un cospicuo abbassamento della soglia allo stress e al dolore.

Ciò significa che le manifestazioni aggressiva, sia verso se stessi sia verso gli altri, divengono più frequenti soprattutto nei soggetti maggiormente predisposti. Sappiamo anche che gli enzimi e gli ormoni sono più attivi durante il plenilunio, tanto da causare un aumento di crisi ipertensive e aritmie nelle persone a rischio. Inoltre, è noto che i ritmi biologici che si verificano nell’arco di un giorno, sono influenzati dalla Luna in misura quasi totale, dato che il giorno lunare dura 24 ore e 48 minuti.

CICLI RIPRODUTTIVI

Fin dalle origini si è associato il ciclo mestruale della donna con le diverse fasi lunari. Le fasi del ciclo mestruale, effettivamente, sembrano accordarsi con quelle dell’astro notturno e l’ovulazione pare ricadere, di norma, tra l’ultimo ed il primo quarto. Presso alcune comunità dell’Oceania, si crede che la Luna stessa mestrui in corrispondenza del novilunio ; per questa ragione si rende invisibile agli sguardi umani. Similmente, le donne di queste comunità devono tenersi in disparte nel corso del ciclo mensile femminile. Plinio il Vecchio scrive che “la Luna riempie le cose al suo arrivo e le svuota quando se ne va”. Sotto questo aspetto, il corpo della donna, che si colma periodicamente del sangue mestruale, potrebbe essere soggetto a tale ritmo. E’ bene ricordare, infine, che in numerose lingue l’etimologia rivela una corrispondenza tra la Luna e il mestruo, infatti, il termine mestruazione deriva dal latino MENSIS, che designa al tempo stesso il mese lunare e l’astro notturno.

PROCREAZIONE E MATURITA’ SESSUALE

La periodicità del ciclo lunare e del ciclo mestruale femminile ha dato adito ad una probabile relazione tra le fasi lunari e la frequenza delle nascite. Considerando che l’ovulazione, di solito, è più assidua nel periodo di Luna nuova, è naturale spiegare un maggior numero di parti nella fase di Luna piena. Secondo l’opinione di alcuni studiosi americani, esiste un aumento della natalità in costanza di Luna piena, pari al 7-10 %. Lo studioso e ricercatore Karl Ernst Krafft, intorno al 1920-1930, fu il promulgatore di una teoria astrologica all’avanguardia per qui tempi : tale teoria prese corpo dallo studio di ben 2218 casi legati ai partorienti. Grazie alle sue ricerche, Krafft giunse alla conclusione che la Luna avrebbe agito alcune volte alla stregua di un fattore quasi inibitorio del parto e che, viceversa, in altre occasioni lo avrebbe favorito. Egli affermava, inoltre che esisteva una sicura relazione tra il fenomeno del parto e lo spostamento eclittico della Luna. In Francia è stata condotta una ricerca capillare su un campione di circa sei milioni di nascite verificatesi tra il 1968 e il 1974. L’esito di questo sondaggio ha stabilito che sono nati un maggior numero di bambini tra l’ultimo quarto e la Luna nuova mentre, al contrario, il numero delle nascite risulta inferiore verso il primo quarto. Inoltre gli studiosi hanno constatato, attraverso l’analisi delle fasi lunari, che il mese più prolifico é Maggio, mentre quelli meno prolifici sono Settembre ed Ottobre.

Secondo una tradizione ormai radicata, la Luna è in grado di influenzare anche il sesso del nascituro, infatti, se il concepimento avviene durante la fase di Luna calante, per esempio, si può essere quasi certi che nascerà un maschio. Invece, se il concepimento avviene in costanza di Luna crescente, allora ci sono serie probabilità che venga data alla luce una femmina. Non esiste, ovviamente, niente di accertato in tale ambito, ciò nonostante molte persone sono fermamente convinte che l’intervento della Luna, volto a determinare il sesso dei neonati, sia fondamentale.

STRUTTURE CHERATINICHE

Tra le credenze che persistono da tempo immemore, quella che vede la Luna quale responsabile di una rapida ricrescita di peli e unghie è la più tenace. Infatti, si pensa che nel periodo di Luna crescente capelli, peli e unghie crescano con maggiore velocità, e che quindi sia meglio tagliargli nel corso delle fasi di Luna calante. Malgrado la stranezza di questa concezione, non è possibile dare un giudizio definitivo su tale argomento, poiché finora non è stata completamente  provata l’infondatezza del fenomeno.

FONTE

STEFANO MAYORCA – La Luna : influssi, poteri, leggende

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