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LA FINE DELLA SECONDA REPUBBLICA

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Come al solito vengono snobbati dai soliti strateghi globalisti e indicati come cospirazionisti, anche il fenomeno QAnon e il più recente fenomeno “Noi con Trump”. Ma l’onda d’urto di entrambe le realtà sta scuotendo il mondo intero. QAnon, con le migliori tecniche di Intelligence, sta indirizzando l’attenzione mediatica e giudiziaria non tanto sulla campagna elettorale per la rielezione di Trump, nonostante fortemente voluta, bensì sulla presa di coscienza e coinvolgimento delle masse sul  piano legale e giudiziario verso una élite prevalentemente di sinistra, progressista e globalista, implicata in una serie di scandali sulla pedofilia, riconducibile addirittura ai tempi dell’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy, quasi tutti inseriti ed identificati in quel Partito Democratico Americano di sinistra social marxista, progressista e permissivista, che può contare sui vari affiliati ed allineati Partiti Democratici sparsi nel mondo che, fino al 2016, erano fortemente protetti sotto l’ombrello politico delle presidenze Bill Clinton, Barak Obama, Hillary Clinton non eletta e sperano in Joe Biden, attualmente in corsa alla Casa Bianca.

Durante la presidenza di Donald Trump, iniziata nel gennaio 2017, a quei Repubblicani morti da traditori, come lo è stato nel 2018 il senatore John McCaine, veterano di Guerra, in segno di sfregio, come consuetudine militare, è stata posta sulla sua bara la bandiera americana stropicciata. Stessa considerazione, sempre nel 2018, vi è stata in occasione dei funerali dell’ex presidente George H.W. Bush, con la variante macabra di un bigliettino fatto recapitare dai sostenitori di Trump ai familiari e agli amici del defunto presenti in chiesa al funerale, nel quale vi era scritto, su carta intestata del defunto e con sua firma, “Sanno tutto. Mi dispiace”. Busch padre si riferiva all’inchiesta sulla pedofilia del caso Epstein e sugli scandali Pizzagate e Russiagate che vedevano coinvolti proprio quelle personalità presenti al suo funerale, facenti parte di un establishment americano ormai fortemente corrotto e pedosatanista.

Insomma Donald Trump li ha sfidati fino alla resa dei conti finale. Non ha accettato che Obama & C. mestassero nel torbido per portarlo, da neo eletto presidente USA, in un impeachment con accuse inventate e costruite a tavolino, giusto per incastralo e riappropriarsi della strategica e vitale poltrona presidenziale della super potenza americana , senza la quale, tutto il Deep State sommerso e corrotto, dimostra di non saper più procedere nei loro piani di dominio mondiale, smontati e fatti saltare dalla furba volpe di Trump a cui si riconosce, anche da parte dei nemici, un quoziente d’intelligenza superiore alla media.

Il movimento Noi con Trump, nato anche in Italia, con l’adesione di migliaia di iscritti, è una comunità di Social Attivism. Si è costituita da poco in Italia anche una “Associazione culturale Noi con Trump” per strutturassi sull’intero territorio nazionale per racchiudere e rappresentare tutti quei cittadini che sono vicini al Presidente Donald Trump condividendone scelte politiche, economiche ed ideali. Insomma vi è un risveglio che proviene da fuori, probabilmente perché il vento del rinnovamento interno si è affievolito ed appiattito sulle posizioni personali e corporative di una falsa élite ideologica e culturale interna che ormai ha segnato il suo tempo, e non vede più, il popolo, alcun riferimento verso uomini e leader che furono Capi di Stato e di Governo della seconda repubblica quali, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azelio Ciampi, Giorgio Napolitano, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Giuliano Amato, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, giusto per parlare del deludente e catastrofico recente passato.

Anche l’attuale governo di Giuseppi Conte e la presidenza di Sergio Mattarella, lasciano l’amaro in bocca. La concessione ai trasformismi, alle mancate promesse elettorali e alle solite sceneggiate da inciucio provincialotto italiano, devono aver stancato gli italiani. Una immoralità di una élite di baciati dalla fortuna, da segnati dalla prassi della raccomandazione, spesso scelti nel cesto delle offerte ai poveri, marchiati dal corporativismo e dall’appartenenza alle bocciofile marginali o dalle materne ed elementari associazioni iniziatiche impregnate di un esoterismo inconcludente, ma sempre pronti a spalancare le porte anche ai profani, se utili idioti.

Un degrado etico e morale che ha sviato uomini che dovevano essere i garanti della costituzione e della legalità, trasformati in sciocchi oppressori e complottisti coinvolti in trame suggestive alla 007 tipo caso Mifsud, oppure a scandali sulle nomime in magistraura, da manuale Cencelli, svolte da quel Palamara il cui compianto presidente emerito Francesco Cossiga, denigrava pesantemente il personaggio offendendolo in diretta televisiva. Era il Cossiga unico e raro nella scena politica italiana che picconava moralisticamente le istituzioni rimanendo, purtroppo, inascoltato ed incompreso dalla moltitudine dei malati di protagonismo e di potere politico che, oggi, hanno incrinato la legge e la costituzione, piegandola a proprio uso e  consumo, condannando e facendo condannare a richiesta, quei nemici che sono impossibilitati a sconfiggere politicamente e con la forza delle idee, con l’aggravante di aver minato il diritto costituzionale allorquando, si è stati complici nel far condannare un capo dell’opposizione, in perfetto atteggiamento e strategia da dittature, indistintamente se di destra fascista o di sinistra socialista e comunista. La forza della politica sta nella forza della democrazia e l’avversario politico va difeso politicamente nel rispetto del ruolo e delle idee, altrimenti il gioco si fa pesante e a rimetterci è la costituzione e la democrazia. Il vecchio PCI e la vecchia DC,  nella prima repubblica non si sono mai scannati o fatti scannare, ma hanno combattuto con la forza delle loro idee, fino a quando non si è ricorsi all’aiuto delle forze esterne, lecite dello Stato e illecite dell’antistato in una sporca e criminale trattativa Stato-Politica-Mafia che ha segnato, sin da allora, il 1991/92 fino ad oggi, la fine dei partiti e della politica italiana e, ancora, si cerca di coprire i mandanti, i complici e le menti istituzionali dei corrotti che, nel frattempo, hanno ricoperto le più alte cariche, a garanzia di un segreto inconfessabile.

L’Italia del dopo guerra, è inserita in un Patto Atlantico con l’America in Capo, e non con la Cina sua nemica che, sedicenti politici italiani, tentano di cospirare aprendole le porte istituzionali, passandole i segreti strategici. L’Italia e la Germania sono unite dallo stesso destino di essere state le uniche due nazioni uscite sconfitte dal conflitto della seconda guerra mondiale, e non sono oggi, ancora, nella condizione di poter essere autonome e tanto meno di poter fare il doppio gioco, con il rischio di apparire dei traditori agli occhi non disincantati degli alleati del Patto Atlantico e della Nato.

La corda della politica indipendentista si è già spezzata nella Germania della Merkel che ha imprudentemente sfidato l’America di Trump, illusa forse dalle parole rassicuranti di Obama che garantiva l’impeachment di Trump, ma quest’ultimo ha vinto sia le elezioni che la partita conto il Nuovo Ordine Mondiale a cui la Merkel aspirava a scalare e far occupare un ruolo apicale alla Germania, forte di una alleanza strategica con la Cina e l’Iran. Ma Trump, ha trasportato in Germania in pieno Coronavirus, nel mese di marzo 2020, migliaia di reparti speciali sotto il programma militare e strategico denominato non a caso “Defender Europa”. Militari dei reparti di élite, che stanno stazionando per garantire la fedeltà all’Alleanza Atlantica e alla Nato e, Trump, nel frattempo, sta allentando i contingenti di migliaia di truppe statunitensi di stanza da decenni sul territorio della Germania, dislocandole in Italia e Belgio, lasciando scoperto il fianco Russo della Germania, da oggi, costretta a correre ai ripari con grandi difficoltà, non avendo un apparato militare adeguato, ma che dovrà provvedere spendendo molto più di quanto chiedeva Trump come contributo da adeguare alle spese dell’Alleanza Atlantica. Trump, nasconde in queste mosse, la volontà di liberare la Germania ex nazista dal trattato post bellico e riportarla presto ad elezioni anticipate da Germania repubblicana e democratica libera che, nel clima di protesta che sta imperversando democraticamente in questi giorni a Berlino con milioni  di persone che stanno manifestando pacificamente anche in altre città, contro l’attuale governo della Merkel che verrà sconfitta con la forza della democrazia partecipativa e poi del voto popolare, senza che l’astuta volpe di Trump debba esporsi ulteriormente. Di grande significato simbolico e politico è stato l’ultimo atto eclatante ed esplicito relativo alla stretta di mano di Trump con Putin lo scorso 25 aprile  per commemorare il 75mo anniversario dello storico incontro sul fiume Elba tra le truppe americane provenienti da ovest e quelle russe provenienti da est che pose fine alla Germania nazista e da lì a poco alla Seconda guerra mondiale. Una duplice mossa che ha teso la mano a Putin per allontanarlo dalla Cina e dall’altra rievocare un accordo nei confronti dell’attuale Germania che punta a comandare l’Unione, illusa di poter fare da traino per una Europa filo cinese.

E in Italia come stanno le cose? Se Atene piange, Sparta non ride…In Italia il gioco è più semplice perché non vi sono leader intelligenti, ma solo innumerevoli bamboccioni e tanti dilettanti allo sbaraglio posizionati su tutti i fronti, sia di destra che di sinistra. Eccezion fatta per l’attuale Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini che, a causa del ruolo, è costretto a mantenere saldi rapporti con l’America e gli alleati, rendendosi conto del pericolo serio a cui si è esposta l’Italia con il suo governo che strizza l’occhio alla Cina. Trump, sta giocando una partita molto attenta in Italia e si sta divertendo molto, perchè l’Italia è sempre intrigante e stimolante sullo scacchiere internazionale, sia per il valore strategico nel mediterraneo e sia per il valore storico e culturale del suo glorioso passato, con l’effetto di una attrazione fatale, che la rende protagonista ed appetibile alla consolidata Alleanza Atlantica, ma anche e soprattutto deve stare attenta all’attrazione fatale a cui smembra essere inciampata la Cina imperialista ed espansionista che è riuscita a farsi spalancare le porte dei palazzi dall’imprudente governo giallo rosso, ormai dichiaratosi apertamente filo cinese, sottoscrivendo il patto sulla Nuova Via della Seta a scapito del principale alleato storico americano il quale,  per un articolo dell’accordo, non potrà più essere l’interlocutore privilegiato, che invece potrà e dovrà esserlo la Cina, con le sue aziende come il colosso Huawei che vorrebbe posizionarsi sul territorio italiano con la tecnologia 5G, avendo così in casa, nei suoi server in Cina, i dati per spiarci. Una imprudenza che ha esposto pesantemente l’Italia sul fronte dell’Alleanza Atlantica. Già il Covid Cinese di Wuhan ha creato uno sconquasso economico e strategico, ma l’avere prestato il fianco dell’Italia occidentale alla Cina comunista ed imperialista con le mire del Nuovo Ordine Mondiale in accordo con il Deep State cinese e mondiale, pone tutti, PD e 5Stelle,  in una cattiva e oscura luce.

La vicenda dell’applicazione cinese Tik Tok contrastata solo da Trump con Microsoft che vorrebbe speculare e disposta a acquistarla, ma prontamente stoppata dallo stesso Trump, nonché le piattaforme di video conferenza cinesi e non, sono stati facilmente hacherati in questo periodo di lockdown, lavorando dai normali computer di casa e non dalle postazioni protette degli uffici, inviando dati, documenti e segreti industriali anche relazionati a voce nelle conferenze informatiche. Sono stati così, veicolati molti segreti personali ed industriali a favore di terzi, e della Cina in particolare, che detiene molti di tali server o che violerà facilmente gli altri server non protetti dai sistemi aziendali, dai quali potrà attingere ad una mole di mega dati che prima venivano gelosamente protetti con costosi programmi di privacy e scrittura informatica altamente criptata, ed ora sono stati messi imprudentemente a disposizione dei cinesi e degli alleati nord coreani, maestri nel copiare ed imitare brevetti occidentali frutto di ricerche costosissime.

Sotto la lente di ingrandimento della magistratura militare americana sono già finiti i governi Renzi e Gentiloni, rei di aver tramato con Obama per l’impeachment di Trump, quindi, possibili correi di alto tradimento, in concorso con altri ed altre istituzioni quali alcuni membri della Link University di Roma. Uno scandalo ormai in atto con arresti che si stanno eseguendo negli Stati Uniti e presto arriveranno in Italia con le richieste di estradizione esecutive, e non certo procedendo per via diplomatica.

Trump, dopo aver dato l’assenso alla fornitura di alcune registrazioni in possesso della NSA, ha dato l’avvio allo scandalo Palamara e ne sta seguendo personalmente gli sviluppi, perché, l’amministrazione Trump, vuole liberare l’Italia dalla mafia del malaffare in commistione con la politica, rientrando questa fase nell’operazione di Intelligence denominata “Drenaggio della palude”. Trump, moralmente forte dalla sua vicenda personale della trama accusatoria frutto di una politica corrotta  e mafiosa nel tentativo fallito e ormai sgamato dell’impeachment, vuole ripristinare lo stato di diritto anche tra i paesi alleati, in particolare l’Italia, che mostra falle ormai insopportabili al mancato rispetto reciproco e democratico delle parti politiche e nella netta e reale separazione dei poteri tra organi dello Stato che sono ormai ampiamente corrotti e compromessi.

La vicenda giudiziaria di Berlusconi che lo ha condannato in Cassazione del 2014 per un fatto fiscale e civilmente assolto dal Tribunale di Milano, è temporalmente incastonata oggi non a caso,  e si  vuole rappresentare la messa in atto della perfetta strategia dimostrativa di un precedente di violazione democratica della fondamentale regola del rispetto dell’avversario politico, e sta a dimostrare la volontà americana di intervenire in un vulnus democratico verso un paese alleato che non può e non deve abbattere il rappresentante di un organo elettivo per via giudiziaria salvo gravi, reali, conclamati e giudiziariamente circostanziati e conclusi i capi di accusa nei tre gradi di giudizio in mano a giudici terzi e non politicizzati.

La sinistra al governo, con i giustizialisti dell’ultima ora, i famosi compagni di merende, è ricaduta nell’errore politico e giudiziario della ghigliottina politica verso un altro capo dell’opposizione, Matteo Salvini, colui che, in precedenza, da ministro e vice presidente del Consiglio italiano, ha infilato una serie di errori strategici e comportamentali, da attirarsi le ire dell’odiata Europa e dei sempre e scontati nemici del PD italiano, verso il quale partito, la Lega, si sentono, giustamente, incompatibili sia ideologicamente che politicamente. Un comportamento quello di Salvini non da leader, ma da sempliciotto donchisciotte, avendo aperto una battaglia contro i mulini a vento verso i leader e i rappresentanti del nord Europa, senza forza e cultura adeguata, rimettendoci, da ingenuo, il ministero e la posizione in maggioranza, per giunta, fidandosi delle dichiarazioni del segretario del PD che gli garantiva di voler andare ad elezioni anticipate. Insomma se il suo predecessore Umberto Bossi, diceva che ce l’avevano duro, Salvini, analizzandolo su quel fronte, sembra che ancora non abbia raggiunto quello stato di maturità, stabilità, durezza, consistenza che ci si attende da un leader della Lega.

Ma se non ce l’ha duro lui ce l’anno duro altri il carattere forte e la volontà determinata, virtù necessarie per intervenire nelle vicende politiche italiane. A Salvini adesso,  strategicamente, gli viene consigliato di fare la vittima sacrificale facendosi mandare a processo, e la sta facendo bene, con il duplice risultato di favorire internamente alla Lega l’ascesa del Governatore Zaia ed esternamente favorire l’alleata Giorgia Meloni che, consigliata da Bannon, lo stratega politico della precedente campagna politica di Trump, sta trainando il centro destra verso la maggioranza nel paese. Un gioco di squadra sostenuto da Trump non perché è di centro destra o salviniano, ma perché con questa scusa antidemocratica che colpisce ancora per via giudiziaria un leader dell’opposizione, vuole prendere due piccioni con una fava: un futuro governo filo americano e, nel contempo, si toglierà i sassolini dalle scarpe contro i sui suoi nemici personali del centro sinistra italiano, che hanno tramato contro la sua elezione a presidente USA appoggiando, in maniera complice, la fallita trama orchestrata da Barack Obama, sulla richiesta di Impeachment che lo avrebbe dovuto accusare su un inesistente appoggio della Russia di Putin nella elezione di Trump del 2016.

Pertanto, non c’è da meravigliarsi se, in questo mese e in quelli che precedono la rielezione di Trump del 3 novembre prossimo, vi saranno sviluppi eclatanti nelle vicende interne italiane, sulla scia delle disgrazie americane che stanno già incombendo nella Germania della Merkel. La tenuta del governo italiano si sente scricchiolare giorno dopo giorno con defezioni di deputati dei 5Stelle e colpi bassi nelle presidenze delle commistioni parlamentari, mentre il tintinnio di manette incombe inesorabilmente per le marachelle dei viziati e insaziabili bamboccioni politici italiani. Da non sottovalutare la guerra reale e concreta che Trump sta combattendo contro la pedofilia e il pedo satanismo, vere piaghe che hanno infettato i vertici della politica, dell’economia, delle banche e delle multinazionali dove non pochi italiani di alto livello sono implicati, come dimostra il caso Epstein che coinvolge direttamente Bill Clinton & soci dell’élite, tra questi il principe Andrea d’Inghilterra. Trump ne sta facendo una questione politica di principio e di onore civile e morale, a tal punto, da aver emesso un Ordine Esecutivo nel 2017, a carattere internazionale, che inserisce la pedofilia tra i crimini contro l’umanità e che mina alla sicurezza nazionale degli Stati, istituendo in tal senso anche decine di Tribunali militari che stanno da tre anni giudicando ed emettendo sentenze contro questi criminali pedofili, messi nei posti chiave dei poteri mondiali dai membri del Deep State mafioso e satanista.

Trump, nei mesi scorsi è stato ufficialmente sollecitato da una petizione di migliaia di italiani che gli chiedono di intervenire contro le illegittimità e la privazione delle libertà, rafforzato dall’ultimo decreto di luglio che dichiara il prolungamento dello stato di emergenza, nonostante il parere contrario di centinaia di medici e virologi e di costituzionalisti, che spiegano questi ultimi che, in nessun articolo della Costituzione si prevede lo stato d’emergenza come potere conferito al governo per ragioni sanitari, mentre è contemplato per terremoti, incendi, alluvioni o valanghe e, queste paure, devono aver percepito e temuto nel Governo, come prossima reazione da parte dei cittadini. E proprio di ieri la prima sentenza di un giudice che condanna il governo dando ragione ad un cittadino che si era allontanato dalla propria abitazione e pure ingiustamente multato ai sensi del DPCM del 9 marzo di Conte. Anche il grave rifiuto di Conte di de-segretare le relazioni del Comitato Scientifico contro il Covid 19. nonostante la sentenza del TAR del Lazio che ne obbliga la de-segretazione opponendosi, il Governo, incaponendosi presso il Consiglio di Stato, mentre democrazia vuole che non siano segretate al popolo sovrano. Altresì, la recente lettera appello indirizzata a Trump dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò, fa di lui un riferimento religioso e di fede quasi messianica, avvalorata dalla profezia del compianto Thomas Zimmer che già negli anni ’80 indicava profeticamente e biblicamente Trump come presidente degli Stati Uniti che salverà il mondo. In ultimo, l’autorizzazione a procedere per via giudiziaria da parte del parlamento italiano contro Salvini, esponente e leader del maggior partito di opposizione, in evidente conflitto di interesse tra politica e magistratura, per come si deduce dalle intercettazioni telefoniche nel caso Palamara e tante altre sfumature sostanziali strategiche e politiche, fanno cumulo al pari di tanti altre analoghe richieste che, la stessa politica italiana di centro sinistra di oggi, in tempi precedenti, ha condiviso, votato e partecipato, ponendosi anche militarmente al fianco degli USA con interventi su altre nazioni, al fine di ripristinare la democrazia e lo stato di diritto, per ragioni corruttive ben inferiori a quelle che si stanno denunciando oggi  in Italia.

L’ultimo segnale di innesco per tale intervento decisivo da parte di Trump – sia politico nei confronti del governo e sia militare nei confronti dei corrotti e complottisti del Partito Democratico americano e affiliati europei sullo scandalo Russiagate, che oggi si è ritorto contro come scandalo Obamagate – potrà accadere solo se il popolo italiano, al pari di quello tedesco, scenderà per strada a manifestare pacificamente il suo dissenso verso questo governo e questo parlamento che dimostra di violare i diritti costituzionali, allontanandosi dall’ombrello dell’Alleanza Atlantica che ha liberato l’Italia dal fascismo e dal nazismo nell’ultimo conflitto per abbracciarsi alla Cina. Manifestazione di popolo per chiedere elezioni anticipate e, se non ascoltate dal capo dello Stato e dal Governo, potranno chiedere un intervento esterno che potrà essere realmente recepito e messo in atto dagli Stati Uniti e dalle Forze Alleate per liberare l’Italia dal giogo del Deep State corrotto che crede di coprirsi sotto la protezione dell’ombrello Covid cinese, e sotto la garanzia a firma inconsistente dei due coobbligati e filo Deep State cinese, Obama e Soros.

La Tempesta denominata in codice “The Storm” è in atto e, Trump, sicuro di sé, ha twittato di recente, lanciando il consiglio agli amici di QAnon e ai fan di “Noi con Trump”, di stare comodi sul divano a godersi lo spettacolo in atto, mangiando…i pop corn.

Antonio Leonardo Montuoro, analista di Teo Intelligence.

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Mediterraneinews.it

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GLI APPRENDISTI STREGONI DEL COVID-19

«Gli apprendisti stregoni che hanno provato a usare il Covid come cavallo di Troia per cinesizzare l’Occidente possono rassegnarsi: hanno già perso, anche nel caso in cui il loro nemico numero uno, Donald Trump, non dovesse essere rieletto». Se lo dice Gioele Magaldi, sostenitore di Trump nel 2016 – quando si trattava di fermare Hillary Clinton – c’è da drizzare le antenne: significa che l’establishment Usa, anche quello anti-trumpiano, ha varcato il Rubicone. Ovvero: indietro non si torna. Fine dell’accondiscendenza illimitata verso lo strapotere di Pechino, “drogato” dal decisivo aiuto (occidentale, americano) fornito a suo tempo dai massoni reazionari della “Three Eyes”, in primis il fuoriclasse Kissinger, decisi a fare della Cina post-maoista una specie di Frankenstein, un mix di turbo-capitalismo di Stato in mano a un regime dittatoriale. Modello perfetto, per gli amanti dell’horror: il paradiso degli oligarchi, ideale per rimpiazzare la democrazia occidentale. Fino a ieri, c’erano riusciti truccando le regole: la Cina fu ammessa nel Wto senza obblighi democratici, senza sindacati, senza leggi a tutela dell’ambiente e con clamorosi aiuti in termini di know-how industriale. Il piano: farne la manifattura del mondo, mettendo in crisi i lavoratori occidentali e i loro diritti. Dumping spietato: concorrenza sleale, grazie a prodotti a bassissimo costo. Poi è arrivato Trump, con il suo “America First”. Cocente, l’umiliazione inflitta Xi Jinping con l’imposizione dei dazi. Un minuto dopo, è esploso il coronavirus a Wuhan. La notizia? Ormai l’hanno capito tutti, a cosa doveva servire il Covid.

Chi crede ancora alla Befana e ai giochini per la prima infanzia – Trump il puzzone, cattivo e razzista, combattuto da legioni di eroici paladini della giustizia – può fare a meno di seguire le esternazioni di  Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt nonché frontman italiano del circuito massonico progressista sovranazionale. Nel saggio “Massoni”, uscito nel 2014 per Chiarelettere sulla scorta di 6.000 pagine di documenti riservati, ha chiarito qual è il campo di gioco: a tirare le fila sono una quarantina di superlogge mondiali, da cui discendono – a valle – le tante entità paramassoniche (dal Bilderberg alla Trilaterale, dalla Chatham House al Council on Foreign Relations) erroneamente considerate onnipotenti. Ancora più sotto stanno governi, partiti, singoli leader. I loro margini operativi sono minimi: destra o sinistra, le decisioni che contano vengono prese a monte. Tra i grandi centri del potere visibile, aperto e contendibile con le elezioni, il più importante resta la Casa Bianca. «Trump è un “cavallo pazzo”, e siede a Washington grazie alla massoneria progressista che lo appoggiò perché, a differenza di Hillary, poteva sparigliare le carte, mettere fine all’ipocrisia finto-progressista dei democratici e tutelare i lavoratori americani massacrati da questa globalizzazione taroccata». Missione compiuta: ha tagliato le tasse, aumentato il deficit e realizzato la piena occupazione. Restava la mossa finale, fermare Pechino. Detto fatto: ed ecco il freno all’export cinese. Una dichiarazione di guerra, a cui gli oligarchi – dietro il paravento dell’Oms – hanno riposto con il virus e la sua gestione “terroristica”.

«La prima vittima dell’operazione-Covid – dice  Magaldi, in web-streaming su YouTube – doveva essere proprio Trump, “colpevole” di aver fermato l’avanzata neo-imperiale della Cina. Nel mirino però c’era l’intero Occidente, dove si sperava di ridurre stabilmente la libertà con la scusa della sicurezza sanitaria».  Magaldi però annuncia che ora il peggio è passato: «L’establishment Usa, non solo quello trumpiano, ha ormai compreso che non è possibile rassegnarsi all’egemonia politico-economica della Cina di Xi Jinping, dove non c’è ombra di democrazia». Un obiettivo storico: creare un “mostro” di efficienza economica che fungesse da modello per un Occidente non più democratico. «Di fronte allo “stop” imposto finalmente da Trump – accusa  Magaldi – un minuto dopo è scattata la pandemia a Wuhan, sotto gli occhi dell’Oms: e ormai, nel potere americano, tutti si sono accorti di questa clamorosa sincronicità».  Magaldi è ottimista: «Indietro non si tornerà, neppure nel caso dovesse finire alla Casa Bianca l’evanescente Joe Biden: non rivivremo più la situazione pre-Covid, in cui alla Cina si consentiva di invadere impunemente i nostri mercati grazie al poderoso sostegno delle banche statali di Pechino».

Nella sua analisi,  Magaldi ribadisce che Trump era (e resta) il primo obiettivo del “partito del Covid”: «Si erano illusi – dice – che bastasse abbattere l’attuale presidente, per ripristinare lo strapotere del network, anche occidentale e statunitense, che conta sulla Cina come modello alternativo al nostro, verso una società meno libera e dominata da una durissima disciplina sociale». Insiste il leader “rooseveltiano”: «Questi nemici di Trump, che sono massoni “neoaristocratici”, hanno già perso in partenza, anche qualora Trump dovesse mancare l’obiettivo della rielezione alla Casa Bianca». Certo, ci sarà comunque da ballare parecchio: «Prepariamoci a vivere un’estate ricca di colpi di scena, a livello mondiale ma anche europeo e italiano». A proposito di Belpaese: a Giuseppe Conte, nelle prossime ore il Movimento Roosevelt presenterà il suo “ultimatum”, lungamente annunciato: in pratica, si tratta di una serie di misure salva-Italia, applicabili subito. Il pacchetto di proposte sarà presentato «non appena sarà terminata questa grottesca messinscena dell’ultimo vertice Ue, che servirà solo a propiziare “botte da orbi” per il governo italiano».  Magaldi boccia Conte senza riserve: «E’ un personaggio stucchevole, un narcisista che vive di superficialità assoluta e tradisce la sua imbarazzante insipienza. Oggi poi in Europa fa una voce grossa che non ha, ed è seduto su un ramo che gli stanno già segando».

In sintesi: «L’umiliazione non è di Conte ma dell’Italia, che ha un premier a cui non affiderei nemmeno un condominio». Scontato che torni a Roma con in mano un pugno di mosche, mentre nelle retrovie del grande potere – quello che conta – si segnala «l’altissimo profilo che sta tenendo Mario Draghi, candidato naturale alla successione a Mattarella». Non a caso, Papa Bergoglio ha appena inserito Draghi nella Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, prestigiosa consulta vaticana «retta da un prodiano», il bolognese Stefano Zamagni. Per  Magaldi, il messaggio di Bergoglio è esplicito: «Promuovendo Draghi, il pontefice chiede a Romano Prodi – che brama il Quirinale, e per questo è pronto a “riabilitare” persino Berlusconi, sperando di procacciarsene i voti – di dimostrarsi all’altezza dell’ex presidente della Bce, che nell’ultimo anno è stato capace di ammettere i suoi gravi errori, mettendosi a disposizione di un progetto di rinascita nazionale, socio-economica e democratica». Lo storico liquidatore dell’Iri resta ben lontano dalle vette toccate da Draghi: «Romano Prodi è un massone conservatore e oligarchico, quindi un contro-iniziato di lusso», afferma il presidente “rooseveltiano”, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico.

«Come Draghi, l’ex leader dell’Ulivo ha partecipato alla disastrosa privatizzazione dell’Italia e all’instaurazione dell’ordoliberismo eurocratico fondato sull’austerity, ma a differenza di Draghi – che se n’è emendato, giungendo a cambiare casacca impegnandosi con la massoneria progressista – Prodi non ha mostrato la capacità di ammettere i suoi errori: anzi, nel suo ambire al Quirinale (per la terza volta) dimostra solo di essere dominato dal desiderio, che in termini esoterici è la base della cattiva stregoneria». Per  Magaldi, «Prodi resta un nemico di abbattere, a meno che non si arrenda e compia una conversione come quella di cui è stata capace Christine Lagarde, altra esponente della massoneria reazionaria passata al fronte progressista». Quanto a Conte, pesce piccolissimo nell’acquario del potere visto che «si limita a eseguire ordini», nelle prossime ore riceverà “l’ultimatum” del Movimento Roosevelt. «Conterrà indicazioni precise su come agire, in modo immediato, per evitare in autunno il disastro socio-economico della nazione. Qualora non ci ascoltasse – avverte  Magaldi – Conte se la vedrà con la Milizia Rooseveltiana, nelle piazze: se gli “apprendisti stregoni” del Covid e la loro “polizia sanitaria” speravano di trasformare gli italiani in pecore ubbidienti, si accorgeranno di dover fare i conti con lupi gagliardi e determinati».

Chi crede alla Befana può anche continuare a illudersi che Giuseppe Conte sia una specie di leader, anziché un cameriere destinato a sparire dalla scena senza lasciare traccia. Può pensarlo chi è così cieco da immaginare che sia un semplice incidente, l’enormità del lockdown mondiale: un cortocircuito epocale, senza precedenti nella storia, con ripercussioni mostruose sugli equilibri economici, sociali e geopolitici del pianeta. E sono ancora le famose fette di prosciutto davanti agli occhi a suggerire, ai non vedenti, l’idea che il premier olandese Mark Rutte, «massone reazionario», sia davvero frenato in qualche modo dalla collega e “sorella” Angela Merkel, che finge di mediare tra falchi e colombe con l’unico obiettivo di inguaiare l’Italia, cioè l’unico peso massimo europeo rimasto senza aiuti, con imprese alla canna del gas e un governo-fantasma, agli ordini delle direttive “cinesi” dell’Oms. Uno spettacolo penoso, dal finale scontato: il disastro economico. «Proprio per questo – chiosa  Magaldi – c’è chi sogna una “seconda ondata” per poter imporre in autunno un nuovo lockdown». Ma ha fatto male i suoi conti, avverte il leader “rooseveltiano”: ogni mossa, in questa recita drammatica, avrà un prezzo carissimo. E in ogni caso, “lassù”, la decisione è presa: Trump o non Trump, il “partito del rigore” (ieri finanziario, oggi psico-sanitario) non riuscirà a trasformarci in neo-sudditi orwelliani.

FONTE

www.libreidee.org – associazione di idee

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