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ARCOBALENO INVISIBILE

THE INVISIBLE RAINBOW by Arthur Firstenberg

L’arcobaleno invisibile: Una storia dell’elettricità e della vita

di Arthur Firstenberg

Dopo aver trovato e letto questo documento, ho ritenuto importante tradurlo il prima possibile perché le informazioni contenute hanno una particolare pertinenza con quanto sta vivendo il mondo in questo momento storico.

Leggendo il documento si potrebbe però avere l’impressione che l’elettricità sia il maggiore di tutti i mali. In realtà, come ogni cosa, anche l’elettricità, se usata con giudizio e cognizione di causa, può portare benefici per la salute. Nell’ultimo secolo e mezzo sono state fatte tante ricerche in merito, ottenendo in molti casi risultati stupefacenti. Vale il seguente confronto: fare una doccia è generalmente un’attività salutare, ma mettersi sotto le cascate del Niagara è certamente mortale. Non possiamo però concluderne che l’acqua in sé come fenomeno è un assoluto portatore di morte. Dipende dalla modalità in cui la utilizziamo. Sono fortemente convinto che lo stesso valga per l’elettricità.

Per il lettore interessato, consiglio la lettura del libro “Electrical Healing and the Violet ray” che può essere scaricato gratuitamente a questo link e che elenca tutti i successi ottenuti negli ultimi 3 secoli nell’applicazione coscienziosa, moderata e correttamente dimensionata dell’elettricità ai disturbi di salute.

INTRODUZIONE

Sull’autore

Arthur Firstenberg è uno scienziato e giornalista che è in prima linea nel movimento globale impegnato ad abbattere il tabù sul tema degli effetti dei campi elettromagnetici sugli esseri viventi. Dopo essersi diplomato in matematica all’Università di Cornell, ha frequentato l’Università della California, Irvine School of Medicine dal 1978 al 1982. Ha dovuto interrompere la sua carriera medica a causa di problemi di salute derivanti da overdose da raggi X. Negli ultimi 37 anni è stato ricercatore, consulente e conferenziere sugli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sulla salute e sull’ambiente, come pure un praticante di diverse arti curativa.

Sul libro

Questo libro straordinariamente ben documentato è una pietra miliare nel senso che traccia l’utilizzo dell’elettricità nella nostra civilizzazione in relazione alla sua interazione con gli organismi viventi, dalla sua scoperta iniziale negli anni 1740 fino ai giorni nostri, con una possibile proiezione nel futuro. Da notare il fatto che il titolo si riferisce all’intero spettro elettromagnetico comprendente i colori dell’arcobaleno come pure le frequenze invisibili quali le frequenze radio ed i campi che si generano intorno ad un filo conduttore.

PRIMA PARTE

  • Catturata in una bottiglia

Nel 1746 ci furono le prime scoperte sull’elettricità in Europa. L’esperimento di Leyden consisteva nel rivelare il fluido elettrico sfregando la mano su di un globo di vetro che ruotava rapidamente sul suo asse. L’elettricità statica prodotta in questo modo faceva una grande impressione nelle scuole, nelle fiere e sulle persone che avevano i mezzi economici per acquistare l’apparecchio, producendo archi elettrici o brevi scosse elettriche. Il fenomeno era così popolare che non era socialmente accettabile suggerire che l’elettricità potesse essere pericolosa, malgrado il fatto che le scosse causavano mal di testa, sangue dal naso e stanchezza in alcuni sperimentatori e negli animali usati nei test. La società era pervasa da elettromania e gli esponenti più appassionati ad avere un elettroshock in buona compagnia tra un bicchiere di champagne e l’altro cominciarono a mostrare sintomi dannosi. Malgrado ciò, l’establishment medico si munì di una bottiglia di Leida (l’antenato del condensatore) con lo scopo di fare esperimenti medici sull’aborto ed altre applicazioni.

In questo modo emerse un campo completamente nuovo di conoscenza riguardo agli effetti dell’elettricità sulle persone, sulle piante e sugli animali – conoscenza che allora era molto più ampia rispetto a quella dei medici contemporanei, i quali vedono giornalmente gli effetti dell’elettricità senza riconoscerli per quello che sono, e che generalmente ignorano l’esistenza stessa di queste conoscenze.

  • Il sordo sente, lo zoppo cammina

Notando gli effetti raramente positivi e molto più spesso negativi dell’applicazione di voltaggi elettrici ad organismi viventi, i ricercatori ed i medici conclusero che gli organismi viventi fanno uso dell’elettricità. Vennero sviluppate delle cure che utilizzavano l’elettricità, come per esempio nel 1851 quando il neurologo Duchenne curò decine di pazienti con l’applicazione locale di impulsi elettrici. Vennero fatti esperimenti da Volta ed altri ricercatori nel mondo occidentale che mostrarono come il sistema nervoso, quello cardiaco, quello cardiovascolare, quello gustativo ed altri sistemi potessero essere stimolati dall’utilizzo di elettricità prodotta da una coppia galvanica. Fu scoperto che il numero di effetti curativi era significativamente inferiore di quelli dannosi, che includevano i sintomi dell’elettrosensibilità (ES) conosciuta oggi, quali mal di testa, capogiri, nausea, confusione mentale, stanchezza, depressione, insonnia, ecc.

  • Sensibilità elettrica

Il botanico francese Thomas-François Dalibard, che fece esperimenti elettrici con organismi viventi, confidò in una lettera a Benjamin Franklin datata 1762 che non era in grado di continuare il suo lavoro perché il suo corpo aveva sviluppato un’intolleranza all’elettricità. Fu uno dei primi uomini ad essere ufficialmente dichiarato elettroipersensibile (EHS). Se si legge il suo resoconto, è chiaro che questo botanico deve esserne stato affetto in modo grave. Altri professori e ricercatori ebbero la stessa esperienza e furono obbligati ad interrompere il loro lavoro. Pure il famoso Benjamin Franklin contrasse una malattia neurologica durante le sue ricerche sull’elettricità a partire dal 1753, ed i sintomi ricordavano quelli dell’elettroipersensibilità. Tutto ciò portò, alla fine del diciottesimo secolo, al riconoscimento del fatto che l’elettricità poteva far ammalare le persone, a seconda del sesso, della morfologia e delle condizioni fisiche dell’individuo. In modo simile era stato osservato che alcuni individui reagivano fortemente ai cambiamenti del tempo, che spesso erano correlati a cambiamenti elettrici nell’atmosfera. I nomi di alcuni di questi individui sono famosi ancora oggi – tra questi Cristoforo Colombo, Dante, Charles Darwin, Benjamin Franklin, Goethe, Viktor Hugo, Leonardo da Vinci, Martin Lutero, Michelangelo, Mozart, Napoleone, Rousseau e Voltaire.

  • La strada non intrapresa

Durante gli anni 1790 la scienza ebbe una crisi d’identità riguardo l’interpretazione e l’unificazione dei quattro fluidi: elettricità, luce, magnetismo e calore. In riferimento all’elettricità, da un lato c’era Luigi Galvani, che considerava l’elettricità come parte integrante dell’organismo vivente, e dall’altra c’era la teoria di Volta secondo la quale l’elettricità era solo un effetto secondario delle reazioni chimiche interne dell’organismo vivente. Volta, l’inventore della batteria elettrica che aveva il potenziale di diventare una miniera d’oro, vinse la discussione contro la visione più globale dell’interazione tra elettricità e organismo vivente.

  • Malattia elettrica cronica

A partire dalla fine del diciannovesimo secolo i territori urbani vennero trasformati dall’istallazione delle linee telegrafiche in tutti i paesi industrializzati. Questa tecnologia utilizzava voltaggi nell’ordine di 80 Volt in un singolo conduttore, con il ritorno che passava attraverso la terra.

In quel periodo emersero le prime correnti “randagie” a cui gli esseri viventi erano esposti. Fu allora che apparvero le malattie della civilizzazione quali la neurastenia, che afflisse Frank Lloyd Wright e Theodor Roosevelt, oltre ad altri personaggi famosi. È importante notare che la neurastenia è molto simile all’elettroipersensibilità, il termine più moderno per lo stesso disturbo di sensibilità all’elettricità.

Circa la metà dei telegrafisti impiegati per manipolare l’elettricità inviata attraverso le linee, e quindi esposti a campi elettromagnetici molto forti, erano affetti dalla malattia telegrafica. Nuovamente, i sintomi erano gli stessi dell’EHS. Più tardi, intorno al 1915, gli operatori telefonici cominciarono a vivere gli stessi sintomi, perché erano esposti per ore ai campi elettromagnetici dei sistemi di comunicazione. Nel 1989, si rilevò che a Winnipeg il 47% degli operatori telefonici soffrivano degli stessi sintomi.

Ma nel 1894 il famoso psichiatria viennese Sigmund Freud scrisse un articolo il cui effetto fu disastroso per tutti gli sfortunati che soffrivano della malattia telegrafica, la neurastenia, la sindrome delle microonde o EHS. Piuttosto di riconoscere la causa esterna – che era l’inquinamento elettromagnetico – attribuì questi sintomi a pensieri disordinati e ad emozioni mal controllate. Il risultato è stato che oggi milioni di cittadini affetti dallo smog elettromagnetico vengono curati con medicine invece di ridurre la loro esposizione a questo inquinante. Sigmund Freud rinominò la neurastenia – che era risaputo essere causata dall’elettricità – in ansia neurotica, attacco di ansia o attacco di panico. Questo permise alla sconsiderata elettrificazione di continuare senza intoppi.

Va notato il fatto che in Russia la neurastenia è catalogata come malattia ambientale, perché la ridefinizione dannosa di Freud fu rigettata.

  • Il comportamento delle piante

Sir Jagadis Chunder Bose e altri ricercatori condussero numerosi esperimenti elettrici su piante ed altri organismi viventi, i cui risultati mostravano effetti chiari. Scoprì che i nervi di piante ed animali mostrano comportamenti variabili e che la loro resistività può variare considerevolmente, a seconda dell’applicazione della corrente e della sua polarità. Notò pure che l’intensità di corrente necessaria per modificare la conduttività dei nervi è infinitesimale in termini di voltaggi applicati – nell’ordine di 0.3 microampère (0.3 x 10-6). Questa corrente è significativamente inferiore alla corrente indotta tramite una conversazione telefonica mentre si usa un telefono cellulare. Bose scoprì anche che la soglia dell’attività biologica di una corrente e di 1 femtoampère (1 x 10-15)! Visto che era anche pratico di trasmissioni radio, fece esperimenti in cui una pianta veniva esposta ad un segnale radio di 30 MHz ad una distanza di circa 200 metri, e scoprì che la crescita della pianta veniva ritardata durante il tempo di emissione. Mostrò inoltre che la circolazione della linfa della pianta rallentava quando questa veniva irradiata dallo stesso segnale radio.

  • Malattia elettrica acuta

Durante gli anni 1880, Londra era rifornita con corrente continua, ma alcuni fisici avevano scoperto che la distribuzione di corrente alternata generava minore perdita Ohmica nei fili. Ne seguì la guerra delle correnti malgrado il fatto che molti scienziati, tra cui Edison, criticavano fortemente gli effetti pericolosi della corrente alternata. Ironicamente è proprio il fatto che la corrente alternata è più pericolosa che ha fatto sì che venga utilizzata nella sedia elettrica. E, come tutti sappiamo, la corrente elettrica nella rete di distribuzione è … alternata!

Nel 1889 gli Stati Uniti vissero il processo di elettrificazione in grande scala e, poco dopo, ciò avvenne in Europa. Quello stesso anno, quasi per caso, i dottori subirono un’inondazione di casi di influenza che, fino ad allora, erano stati solo poco frequenti. I sintomi delle vittime erano di natura neurologica, simili alla neurastenia, e non includevano disturbi di respirazione. La pandemia durò 4 anni e uccise almeno un milione di persone.

Nel 2001, l’astronomo canadese Ken Tapping mostrò che le pandemie di influenza negli ultimi 3 secoli erano correlate con i picchi dell’attività magnetica solare in un ciclo di 11 anni. È stato pure scoperto che alcune ondate di influenza si diffusero su ampie aree in pochi giorni – un fatto difficilmente spiegabile tramite contagio da una persona ad un’altra. Inoltre, numerosi esperimenti che tentarono di provare il contagio diretto tramite contatto, gocce di muco ed altri processi si sono dimostrati infruttuosi.

Dal 1933 ad oggi i virologi non sono stati in grado di presentare alcuna prova sperimentale che l’influenza si diffonda tramite il contatto ordinario tra le persone. Tutti i tentativi di fare ciò sono falliti.

  • Il mistero dell’isola di Wight

Nel 1904 le api cominciarono a morire sull’isola di Wight (Inghilterra n.d.T.) in conseguenza all’istallazione di trasmettitori radio da parte di Marconi. Questi trasmettitori lavorano con frequenze vicine ai megahertz.

Dall’altra parte del Canale della Manica, Jacques-Arsène d’Arsonval mostrò che i segnali elettromagnetici “acuti e uncinati” sono molto più tossici dei segnali sinusoidali.

La verità era che dopo un anno e mezzo di sperimentazioni con trasmettitori radio, Marconi, all’età di 22 anni e in piena salute, cominciò a sviluppare delle febbri. Questi attacchi continuarono per il resto della sua vita. Nel 1904, mentre lavorava per costruire un trasmettitore sufficientemente potente per la comunicazione transatlantica, queste febbri divennero così intense che si pensava fossero malaria. Nel 1905 sposò Beatrice O’Brien e dopo la loro luna di miele, si sistemarono sull’isola vicino al trasmettitore. Non appena Beatrice si trasferì sull’isola, cominciò ad avere l’acufene. Dopo 3 mesi si ammalò gravemente di itterizia. Dovette tornare a Londra per partorire un bambino che visse solo alcune settimane e morì per “cause sconosciute”. Durante lo stesso periodo, Marconi soffrì per parecchi mesi di febbre e delirio. Tra il 1918 ed il 1921 soffrì di depressione suicida mentre lavorava ad un trasmettitore a onde corte. Nel 1927, mentre era in luna di miele del suo secondo matrimonio, collassò a causa di dolore al petto e gli furono diagnosticati seri disturbi cardiaci. Tra il 1934 ed il 1937, mentre sviluppava la tecnologia a microonde, ebbe 9 infarti. L’ultimo lo uccise all’età di 63 anni.

Sulla stessa isola, a Osborne House, la Regina Vittoria soffrì di emorragia cerebrale e morì la sera del 22 gennaio 1901, proprio mentre Marconi istallava un nuovo trasmettitore a meno di 13 miglia di distanza.

Nel 1901 c’erano “solo” 2 trasmettitori, mentre nel 1904 ce n’erano 4, rendendo l’isola il luogo più irradiato del pianeta, e causando la morte di tutte le api. Nel 1906 una indagine mostrò che il 90% delle api erano scomparse senza una ragione apparente. Vennero portate sull’isola nuove colonie, ma anche queste perirono entro una settimana.

Questa epidemia si diffuse in tutta l’Inghilterra e poi in tutto il mondo occidentale, per poi stabilizzarsi gradualmente, finché gli eserciti si equipaggiarono con vari trasmettitori radio ad alta potenza verso la fine della Prima Guerra Mondiale – scatenando (come abbiamo visto) la pandemia dell’Influenza spagnola nel 1918 che cominciò in realtà negli Stati Uniti, alla scuola Naval Radio School di Cambridge, Massachusetts, con 400 casi iniziali. Questa epidemia si diffuse rapidamente a 1’127 soldati a Funston Camp (Kansas) dove erano stato installate connessioni wireless. Ciò che incuriosiva i dottori era che mentre il 15% della popolazione civile soffriva di sangue dal naso, tra i soldati della Navy era il 40%. C’erano anche altri tipi di emorragie, e in un terzo di coloro che morirono furono constatate emorragie nei polmoni e nel cervello. Di fatto era cambiata la composizione del sangue, con tempi di coagulazione misurati in più del doppio del normale. Questi sintomi sono incompatibili con gli effetti dei virus dell’influenza respiratoria, ma totalmente allineati con i devastanti effetti dell’elettricità. Un’altra incongruenza era che due terzi delle vittime erano giovani in salute. Un’ulteriore sintomo atipico per un’influenza era che il battito cardiaco rallentava a livelli tra 36 e 48, un sintomo comune nell’esposizione a campi elettromagnetici. Inoltre era possibile curare con successo alcuni malati con dosi massicce di calcio.

Il medico militare Dr. George A. Soper testimoniò che il virus si diffondeva più rapidamente del movimento delle persone. Vennero fatti vari esperimenti nel tentativo di infettare persone sia tramite contatto diretto che tramite inoculazione di muco e sangue – ma gli sperimentatori non furono in grado di dimostrare alcune infezione tramite questi metodi.

Si può vedere come ogni nuova pandemia di influenza corrisponda ad un nuovo avanzamento nella tecnologia elettrica, come per esempio per l’influenza asiatica del 1957-58, che si manifestò in conseguenza di un potente sistema di sorveglianza radar, e l’epidemia dell’influenza di Hong Kong nel luglio 1968, che seguì la messa in funzione di 28 satelliti militari per la sorveglianza dello spazio all’altezza delle fasce di Van Allen, che ci proteggono dalla radiazione cosmica.

  • L’involucro elettrico della terra

 Con un nucleo che si compone principalmente di ferro, la terra ruotante è protetta dalla ionosfera, poi la plasmasfera – delimitata dalle fasce di Van Allen ad un altitudine tra i 1’000 ed i 55’000 km – e dalla sua coda: la magnetosfera, che è esposta ai venti solari che originano nel nostro sole e costituiscono una sorta di dinamo, un sistema elettrico complesso. Gli scambi di elettricità tra la crosta terrestre, l’atmosfera e anche la ionosfera sono permanenti e costanti. Si trovano in un equilibrio delicato, ed una sorta di “respirazione” elettrica di tutto il sistema ha permesso alla vita di svilupparsi sul nostro pianeta, che è caricato con ioni negativi ed equilibrato dalla ionosfera che è carica positivamente. È possibile misurare un campo elettrico medio dell’ordine di 130 volt per metro con valori che possono salire fino a 4’000 volt al metro durante una tempesta. Nel 1953 fu scoperto uno dei parametri principali dell’oscillazione elettrica del nostro ambiente nella forma delle frequenze di (Winfried) Schumann, che “respirano” a 7.83 Hertz, con armoniche a 14, 20, 26, 32 Hz, chiamate frequenze molto basse (Very Low frequencies – VLF).

Non c’è da stupirsi che gli organismi che vivono in questo ambiente sono permeati da questi valori fisici e che, per esempio, i ritmi del nostro cervello si trovano in queste bande frequenziali – come le onde Alfa che si trovano tra gli 8 ed i 13 Hz. Gli uomini percepiscono le frequenze visibili – tra il blu ed il rosso – dello spettro elettromagnetico, ma alcuni animali sono capaci di vedere altre frequenze elettromagnetiche – come le api, che possono vedere le frequenze ultraviolette, o le salamandre e i pesci gatto che possono vedere frequenze elettriche basse, mentre i serpenti possono vedere l’infrarosso.

Esperimenti di laboratorio su criceti, per esempio, hanno mostrato che ridurre la temperatura e accorciare la durata della luce diurna non era sufficiente per farli andare in letargo. In maniera analoga, criceti cresciuti in gabbie di Faraday si rifiutavano di andare in letargo, anche se i parametri di luce e temperatura corrispondevano a quelli dell’inverno, finché la protezione non veniva rimossa. Vennero fatti altri esperimenti, come quelli fatti all’istituto Max Planck nel 1967 dal fisiologo Rütger Wever, che utilizzava due stanze interrate senza finestre o altri contatti esterni – una schermata da campi elettromagnetici naturali, l’altro no. Venne mostrato come nella stanza schermata, i ritmi circadiani dei volontari si desincronizzavano e potevano variare tra le 12 e le 65 ore, accompagnati da disturbi metabolici, mentre i soggetti nella camera immersa nel campo terrestre mantenevano un ritmo coerente di circa 24 ore ed il loro metabolismo continuava a funzionare in modo più normale. È stato dimostrato scientificamente che un organismo vivente ha bisogno di essere immerso nel sistema elettromagnetico del nostro ambiente naturale per funzionare correttamente.

Inoltre, l’agopuntura, il metodo antico utilizzato nella medicina tradizionale cinese, funziona utilizzando le nostre proprietà elettriche e modificando il flusso energetico dei meridiani. Si sa da un po’ di tempo (dagli anni 1950) che questi meridiani corrispondono a circuiti elettrici e che il Chi (Qi) cinese corrisponde al concetto di elettricità. Questi meridiani hanno due funzioni: non solo trasportano informazione ed energia da un organo interno del corpo all’altro, ma fungono anche da antenne che rilevano i flussi dell’energia elettromagnetica ambientale.

All’inizio degli anni 1970, fisici atmosferici scoprirono che il campo magnetico terrestre era significativamente disturbato dall’attività elettrica umana. Inviando un segnale nello spazio e catturando il suo eco, fu scoperto che il segnale iniziale era di fatto stato modificato da multipli dei 60 Hz della rete elettrica utilizzata in nord America.

Malgrado ciò, questa scoperta non impedì la realizzazione del progetto HAARP, atto a modificare deliberatamente le proprietà elettromagnetiche del nostro pianeta.

In maniera simile, le fasce di Van Allen che ci proteggono dai raggi cosmici sono già state modificate dalla nostra attività elettrica – e potrebbe essere che queste doppie fasce originariamente fossero una fascia singola la quale, sotto l’influenza delle emissioni umane di cariche elettriche nello spazio, sia stata distrutta nel suo centro.

Osservazioni satellitari mostrano che la radiazione emessa dalle linee di alta tensione spesso ha l’effetto di sopprimere la radiazione naturale dei fulmini.

Alla luce di questi fatti è logico concludere che le pandemie di influenza nei recenti decenni sono collegate all’attività elettrica umana.

  • Le porfirine e la base della vita

Qualsiasi trasformazione di energia nel dominio della biologia implica le porfirine (pigmenti composti da quattro molecole di pirrolo). Il fatto che i nostri nervi sono in grado di funzionare in modo adeguato è grazie alle porfirine che giocano un ruolo nei processi cellulari. Sono molecole speciali che fungono da interfaccia tra l’ossigeno e la vita. Queste molecole sono altamente reattive e interagiscono con metalli tossici o elementi sintetici derivati dal petrolio, e con campi elettromagnetici i quali, quando sono in eccesso, causano porfiria, che è piuttosto una sensibilità ambientale che non una malattia.

Le ricerche del dottor William E. Morton mostrarono che il 90% delle persone con sensibilità chimica multipla (MCS) hanno deficienza in uno o l’altro tipo di enzimi di porfirina, come pure le persone elettroipersensibili – il che significa che le due forme di sensibilità sono solo diverse manifestazioni, ma hanno la stessa causa. La porfiria, che fu scoperta nel 1891, affligge circa il 10% della popolazione ed apparve nello stesso periodo in cui avvenne l’elettrificazione generale del mondo occidentale a partire dal 1889.

Le porfirine hanno un ruolo centrale negli effetti dell’elettrosmog perché non solo causano EHS, MCS o porfiria, ma sono responsabili anche delle malattie cardiovascolari, del cancro, del diabete, come pure in una moltitudine di processi energetici biologici.

Negli anni 1960, i biologi Allan Frey e Wlodzimierz Sedlak mostrarono che il nostro organismo ha senza dubbio una componente bioelettronica, e che alcune delle nostre cellule talvolta si comportano come conduttori o condensatori o semi-conduttori (transistor), come i componenti che si trovano negli apparecchi elettronici. Questo è il caso con la mielina – la guaina che ricopre i nervi – che contiene porfirina legata a zinco. Se veleni ambientali come prodotti chimici o metalli tossici colpiscono questo equilibrio, la guaina mielinica viene danneggiata alterando l’eccitabilità dei nervi che racchiude. L’intero sistema nervoso diviene quindi iper-reattivo a stimoli di ogni genere, quali i campi elettromagnetici. Il sistema entra in uno stato di instabilità divergente, l’effetto diviene la causa.

Contrariamente alla visione che considera i mitocondri quali elementi della cellula che producono energia, il concetto della guaina mielinica quale mitocondrio gigante sta iniziando ad acquistare credito.

La connessione tra porfiria e zinco è stata scoperta negli anni 1950 da Henry Peters della Wisconsin Medical School. I pazienti che soffrivano di porfiria e con sintomi neurologici espellevano grandi quantità di zinco nelle urine, fatto che lo condusse all’idea che la chelazione dello zinco potesse migliorare le loro condizioni. Riuscì effettivamente ad osservare dei miglioramenti, malgrado la diffusa credenza che la deficienza da zinco fosse in relazione a disturbi specifici. In modo analogo, alcuni esperimento hanno mostrato che la chelazione dello zinco migliora il morbo di Alzheimer. Un team di medici australiani ha dimostrato in autopsie che il cervello dei pazienti con il morbo di Alzheimer contenevano 2 volte la quantità di zinco rispetto a quello di persone sane.

SECONDA PARTE

  • Cuore irritabile

Nel 1980 l’arresto cardiaco in giovani atleti era una cosa rara, con solo 9 casi all’anno. Da allora, i casi sono costantemente aumentati del 10% all’anno fino al 1996, quando la crescita è raddoppiata con 64 casi, salendo ulteriormente a 66 l’anno seguente e a 76 nell’ultimo anno dello studio. La comunità medica americana non riuscì a trovare alcuna spiegazione per questo, mentre in Europa nel 2002 medici tedeschi lanciarono un appello chiedendo una moratoria sulle antenne e sui ripetitori dei cellulari, perché le onde che emettevano causavano disturbi cardiovascolari. Era l’Appello di Freiburg.

Il dottor Samuel Milham, un epidemiologo al Washington State Department of Health, mostrò col suo lavoro che le malattie cardiovascolari, il diabete ed il cancro sono principalmente, se non completamente causati dall’elettricità.

Paradossalmente, studi sul colesterolo fatti all’inizio del ventesimo secolo non mostravano che livelli alti di colesterolo fossero correlati con un maggior rischio di malattie al cuore – contrariamente a quanto viene oggi considerato un fatto. Uno studio sugli animali dello Zoo di Filadelfia mostrò come tra il 1916 ed il 1964 i livelli di colesterolo nei mammiferi e negli uccelli crebbe di un fattore tra 10 e 20 volte anche se la loro dieta era rimasta completamente invariata! L’unico parametro che era cambiato drammaticamente era l’aumento delle frequenze radio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, una certa quantità di soldati cominciarono a lamentare sintomi simili a quelli della neurastenia. Inizialmente si credette, in accordo con la dottrina di Freud, che questi soldati soffrissero di problemi di ansia; ma uno studio di 144 casi fa condotto dal dottor Mandel Cohen. Lo studio rivelò che i soldati erano di fatto fisiologicamente meno resistenti e soffrivano di cuore irritabile. Avevano difficoltà ad assimilare ossigeno e dovevano respirare due volte più rapidamente dei loro compagni in migliori condizioni di salute per assorbire sufficiente ossigeno. Emerse che i loro mitocondri non funzionavano in modo efficiente. Alla fine lo studio mostrò che questi soldati erano ipersensibili in senso generale, ma in particolar modo all’elettricità.

A partire dal 1950 scienziati nell’Unione Sovietica osservarono che le frequenze radio alteravano gli elettrocardiogrammi di individui che vi erano esposti, e modificavano l’efficienza dei mitocondri.

Grafici che mostrano le statistiche dei tassi di mortalità a causa di malattie del cuore in relazione al grado di elettrificazione degli stati americani tra il 1931 ed il 1940 sono molto espliciti e non lasciano dubbi sulla tossicità dei campi elettromagnetici per il cuore, esonerando in questo il colesterolo e le diete considerate troppo ricche di grassi.

  • La trasformazione del diabete

A Thomas Edison, che era coinvolto in scoperte relative alla tecnologia elettrica e quindi era molto più esposto a campi elettromagnetici dei suoi contemporanei, venne diagnosticato il diabete – una malattia rara nel 1889. Un altro ricercatore, Alexander Graham Bell, che lavorava nel campo delle telegrafia e inventò il telefono, era risaputo lamentarsi costantemente dei sintomi della neurastenia, conosciuta oggi come EHS. Nel 1915 anche a lui venne diagnosticato il diabete.

Nel 1876 il libro Disease of Modern Life (Malattie della vita moderna) di Ward Richardson descrive il diabete come una rara malattia moderna causata dall’esaurimento mentale a causa del troppo lavoro o a causa di uno shock al sistema nervoso.

L’eccessiva assunzione di zuccheri tossici che creano dipendenza nella nostra dieta moderna naturalmente fornisce una spiegazione conveniente del perché il diabete, incluso il pre-diabete, interessa più della metà degli americani oggi. Ma questa spiegazione è troppo semplicistica.

Il dottor Even Joslin mostrò che tra il 1900 ed il 1917 l’assunzione di zuccheri era aumentata del 17% mentre la mortalità da diabete era raddoppiata. Più tardi, nel 1987, uno studio sui nativi americani mostrò tassi di mortalità da diabete molto diversi, a seconda del territorio, e che andavano dal 7 per mille nel nord-ovest fino a 380 per mille in Arizona! Durante quegli anni, né lo stile di vita come neppure la dieta potevano spiegare una tale divergenza. Un fattore ambientale però può spiegare questa differenza: l’elettrificazione delle riserve dei nativi americani procedeva a velocità diversa, e quelle del nord-ovest erano solo state elettrificate molto più avanti. In contrasto, la riserva dell’Arizona si trova nelle immediate vicinanze di Phoenix. Inoltre, questa comunità di nativi americani aveva il suo proprio impianto di generazione di elettricità ed il suo proprio sistema di telecomunicazione.

Un altro esempio è la popolazione del Brasile – uno dei principali produttori di zucchero per secoli, dove il diabete era ancora sconosciuto nel 1870, quando era già emerso come malattia della civilizzazione in nord America. Pure oggi, i brasiliani consumano 70 kg di zucchero raffinato all’anno a persona, di più dei nord-americani: malgrado ciò, hanno ancora due volte e mezzo meno casi di diabete che gli USA.

In Bhutan il diabete era virtualmente inesistente fino al 2002, data dopo la quale è iniziata l’elettrificazione del paese. Nel 2004, furono annunciati 634 nuovi casi di diabete, nel 2005 – 944, nel 2006 – 1’470 e nel 2007 – 2’540 con 15 morti. Nel 2012 ci furono 91 morti ed il diabete era l’ottava causa di morte nel paese, anche se la dieta della gente non era cambiata!

Come abbiamo visto nel capitolo precedente, l’elettrosmog quando agisce sui mitocondri previene l’efficiente utilizzo degli zuccheri assorbiti, cioè la combustione dello zucchero. Lo zucchero che non può essere convertito in energia meccanica viene accumulato come grasso dal corpo.

Grafici statistici per i tassi di mortalità del diabete, valutati sulla base del grado di elettrificazione degli stati americani tra il 1931 ed il 1940 sono anche molto espliciti e non lasciano dubbi sul ruolo dei campi elettromagnetici nell’apparizione del diabete su larga scala, parzialmente esonerando in questo modo il consumo di zuccheri.

Nel 1997 c’è stato un aumento del 31% nel numero di casi di diabete negli Stati Uniti in un singolo anno, che coincide precisamente con l’introduzione di massa dei telefoni cellulari nel paese.

  • Il cancro e il deficit della vita

Nel febbraio 2011 la Corte Suprema d’Italia ha accusato il cardinale Roberto Tucci, presidente uscente di Radio Vaticano, di avere creato un disturbo pubblico inquinando l’ambiente con frequenze radio per negligenza. Infatti, nel periodo dal 1997 al 2003 i bambini che vivevano entro 12 km di raggio dalle antenne della radio avevano tassi di leucemia, di linfoma e di mieloma otto volte più alti di coloro che vivevano più lontano. Lo stesso valeva per gli adulti, con tassi 7 volte più alti.

Il dottore e professore tedesco Otto Heinrich Warburg, vincitore del Premio Nobel per la medicina nel 1931, mostrò che il cancro è una regressione delle cellule private di ossigeno, fatto che le porta a moltiplicarsi in modo anarchico, come in un mondo primordiale dove l’ossigeno non era presente ai livelli di oggi.  La privazione iniziale di ossigeno è dovuta ad una disfunzione dei mitocondri – fatto che, come abbiamo visto, può essere causato da campi elettromagnetici ed altri inquinanti quali il fumo, i pesticidi, gli additivi alimentari e l’inquinamento dell’aria. Lo stesso principio di deficienza di ossigeno nelle cellule si applica al diabete, ragione per la quale vi è un tasso di cancro maggiore tra i diabetici che nel resto della popolazione.

Nello Zoo di Filadelfia, tra il 1901 ed il 1955, si osservò un aumento dei tassi di tumori maligni tra i mammiferi. Questi variavano tra il doppio e 22 volte di più durante quel lasso di tempo.

Le statistiche di morti per cancro mostrano una chiara correlazione tra l’elettrificazione delle nazioni ed i tassi di cancro. Per esempio, negli USA il tasso era 6.6 per mille dal 1841 al 1850. In seguito è più che raddoppiato tra il 1851 ed il 1860, con un tasso di 14 per mille. La vera spiegazione di ciò può essere trovata con la diffusione di massa del telegrafo nel 1854.

Nel 1914 c’erano 2 casi di morti per cancro nella popolazione di 63’000 nativi americani che vivevano nelle riserve non elettrificate, mentre nel resto del paese la mortalità per cancro era 25 volte maggiore.

Tra il 1920 ed il 1921, in seguito all’introduzione delle prime stazioni radio AM, la mortalità per cancro crebbe tra il 3 ed il 10% nei paesi occidentali.

I ricercatori svedesi Olle Johansson e Orjan Hallberg hanno mostrato una chiara correlazione tra i tassi di cancro al seno, alla prostata ed ai polmoni e l’esposizione della popolazione alle frequenze radio. Mostrano significativi incrementi nei tassi negli anni 1920, 1955, 1969 ed una diminuzione (!) nel 1978, date che corrispondono rispettivamente all’aumento dell’elettrosmog dovuto all’introduzione delle radio AM, della radio FM e TV1, l’arrivo del colore con TV2, e poi l’interruzione delle trasmissioni AM. Gli stessi ricercatori hanno anche trovato una chiara correlazione lineare tra il numero di trasmettitori FM in ogni regione e l’incidenza di melanomi, con le zone più esposte che hanno 11 volte più melanomi rispetto alle “zone bianche”. Scoprirono anche che i melanomi appaiono raramente in quelle parti del corpo più esposte al sole, come la fronte, il naso, le spalle ed i piedi, ma più spesso in quelle aree del corpo normalmente protette dal sole. Inoltre, la proliferazione del cancro alla pelle avvenne prima dell’introduzione della moda delle vacanze al mare, durante le quali l’esposizione al sole è intensa. Questo mostra che i melanomi non sono causati principalmente dal sole, ma dalle frequenze radio.

I grafici statistici dei tassi di mortalità per cancro come pure per diabete e malattie cardiovascolari, analizzati in base al grado di elettrificazione degli stati americani nel 1931 e nel 1940 sono anche molto espliciti e non lasciano alcun dubbio che i campi elettromagnetici hanno avuto un ruolo nell’aumento dei casi di cancro.

Dati genuini sui tumori al cervello sono difficili da trovare perché le lobby dei telefoni cellulari hanno infiltrato questo campo per decenni onde fornire studi tendenziosi. Uno dei loro studi mostra addirittura una diminuzione dell’incidenza di tumori in relazione all’utilizzo intensivo dei telefoni cellulari! Ma l’università di Calgary ha trovate evidenze di un aumento del 30% nell’incidenza di tumori maligni del cervello nel periodo tra il 2012 ed il 2013, e Lennart Hardell, professore di oncologia all’ospedale universitario di Örebro in Svezia ha dimostrato che 2’000 ore di utilizzo del telefono cellulare aumentano il rischio di sviluppare un tumore di un fattore tra 3 e 8, a seconda dell’età del soggetto e delle sue abitudini di uso del telefono.

Nel 2000, Neil Cherry analizzò i tassi infantili di cancro a San Francisco in relazione alla distanza tra la casa dei bambini ed i trasmettitori FM e televisivi sulla Sutro Tower. I bambini che vivevano su colline e sui promontori erano più colpiti. Quelli che vivevano entro 1 km dall’antenna avevano un incidenza di leucemia 9 volte maggiore, un’incidenza di linfoma 15 volte maggiore ed un’incidenza di cancro al cervello 31 volte maggiore. In generale, un’incidenza 18 volte maggiore di coloro che vivevano al di fuori di 1 km di raggio dall’antenna.

  • Animazione sospesa

A practical Treatise on Nervous Exhaustion (Un Trattato pratico sull’esaurimento nervoso) (1880) di George Miller Beard, elettroterapista e amico di Thomas Edison, contiene un’osservazione interessante: Anche se queste difficoltà non sono direttamente fatali, e quindi non appaiono nelle tavole di mortalità; anche se, al contrario, possono tendere a prolungare la vita ed a proteggere il sistema contro malattie febbrili e infiammatorie, cionondimeno il grado di sofferenza che causano è enorme. Quelli che soffrono di più sono relativamente giovani. Inoltre, Beard notò che una rara malattia sembrava apparire con maggiore frequenza nei malati di neurastenia che nel resto della popolazione: la malattia era il diabete. Beard aveva già osservato che l’aumento nell’aspettativa di vita non procedeva a pari passo con la qualità di vita. La correlazione misteriosa tra le sofferenze delle persone neurasteniche  – i cui sintomi erano gli stessi di coloro che oggi sono elettroipersensibili – ed il prolungamento della loro vita indicava una disfunzione grave.

In aggiunta, si è osservato da lungo tempo che uno stile di vita ascetico con una dieta povera in calorie può aumentare l’aspettativa di vita e la salute. Questo è il caso, per esempio, per la popolazione di Okinawa, dove il numero di centenari è 40 volte maggiore di quello delle popolazioni di prefetture più benestanti più a nord.

Ricercatori nel campo dell’invecchiamento hanno messo in evidenza che la forza che traina e sostiene le nostre vite è il sistema di trasporto di elettroni nei mitocondri delle nostre cellule. È qui che l’aria che respiriamo ed il cibo che mangiamo vengono combinati, ad una velocità che determina la nostra velocità di invecchiamento e quindi la nostra aspettativa di vita. Se da un canto il risultato di rallentare il processo di combustione all’interno delle nostre cellule moderando la quantità di energia fornita può essere benefico, un altro modo di rallentarlo può essere disastroso. Questo è l’avvelenamento della catena elettronica di trasporto. Un possibile modo di essere avvelenata è l’esposizione cronica a campi elettromagnetici artificiali. Quest’inquinamento costantemente in aumento sottopone gli elettroni dei nostri mitocondri a forze esterne, rallentandoli, privando le nostre cellule di ossigeno e causando sintomi di EHS.

  • Intendi dire che puoi udire l’elettricità?

Nel 1962 una donna contattò l’università di Santa Barbara (CA, USA) chiedendo aiuto per trovare la causa di un suono misterioso che udiva ovunque in casa, anche se viveva in un quartiere residenziale tranquillo. Questo suono la teneva sveglia ed era deleterio per la sua salute. Misurazioni mostrarono che i conduttori elettrici emettevano forti campi elettromagnetici, non solo dalla rete pubblica ma anche da radiatori ed altri elementi metallici, ma lo stetoscopio non rilevava alcun suono.

Gli ingegneri fecero quindi un esperimento, registrarono il campo misurato su una cassetta e la riprodussero in presenza della donna che aveva il problema. Essa confermò che era il suono che lei udiva. Quindi, questa donna era in grado di udire i campi elettromagnetici nella sua casa. Vennero istallati sistemi di messa a terra e filtri elettronici per ridurre il disturbo a livelli accettabili.

Ma già Volta ed altri ricercatori avevano fatto esperimenti in cui erano riusciti a produrre con successo diversi suoni applicando voltaggi alle orecchie. Molto più tardi, alla fine degli anni 1960, il biologo Allan Frey pubblicò degli articoli sulla capacità di alcuni soggetti di udire le emissioni di un’installazione radar.

Il modello meccanico del funzionamento dell’orecchio come viene insegnato nelle scuole non fornisce alcuna spiegazione per questi fenomeni osservati. Dopo aver constatato ciò, il biochimico Lionel Naftalin sviluppò un nuovo modello di funzionamento dell’orecchio umano, prendendo in considerazione il noto fenomeno della piezo-elettricità (una forza utilizzata dagli elettrotecnici), che scoprì esistere nel gel che ricopre le ciglia dell’orecchio interno. In questo gel, che non si trova in alcun altro luogo nel corpo umano e che possiede proprietà elettriche particolari, era presente un voltaggio tra 100 e 120 millivolt, valori considerati alti nell’ambito della bioelettronica. Questo gel piezo-elettrico trasforma le onde sonore in un segnale elettrico che viene comunicato alle ciglia dell’orecchio interno. Questo nuovo modello revisionato del funzionamento dell’orecchio umano non solo spiega la capacità di certe persone di udire un segnale elettromagnetico in certe condizioni, ma anche perché al giorno d’oggi così tante persone soffrono di acufene, e perché certi gruppi di persone, tra il 2 e l’11% della popolazione mondiale, sentono un brusio globale intorno al pianeta.

Al giorno d’oggi circa il 44% degli americani adulti soffre di acufene a vari livelli di intensità, mentre in Svezia il numero di giovani affetti era il 12% nel 1997 ed il 42% nel 2006. Questi suoni parassiti sono in gran parte il risultato di vivere in un ambiente che è pesantemente inquinato con tutti i tipi di campi elettromagnetici artificiali.

  • Api, uccelli, alberi e umani

Alfonso Balmori Marinez, un biologo spagnolo, ha creato una correlazione tra la densità di popolazione dei passeri e le radiazioni di radiofrequenze nel loro habitat. I passeri non possono sopravvivere nei luoghi più irradiati, dove i livelli eccedono i 3 V/m, mentre ci sono ancora 42 uccelli per ettaro a livelli di 0.1 V/m. Ha anche osservato un marcato cambiamento di comportamento nelle cicogne, in cui coppie di cicogne litigano invece di costruire il nido o incubare le uovo se si trovano a meno di 200 m da un ripetitore del cellulare.

Il Regno Unito ha classificato il passero comune come specie a rischio dopo che la popolazione è calata del 75% tra il 1994 ed il 2002 – un periodo che coincide con la diffusione della tecnologia cellulare.

Gli allevatori di piccioni viaggiatori su diversi continenti hanno scoperto che, una volta rilasciati, il 90% dei piccioni non sono più in grado di tornare alla loro piccionaia, quando questo valore dovrebbe normalmente essere molto piccolo. Nel 2000, allevatori inglesi tentarono di ridirigere una razza in modo che evitasse i ripetitori del cellulare e avere in questo modo una maggiore possibilità di tornare a casa. Nel 2004 quegli stessi allevatori promossero maggiore ricerca sull’impatto delle microonde sui piccioni.

Nel 2002, il US National Park Service emesse una nota per i biologi che studiavano il comportamento degli animali selvaggi, spiegando che i chip RFID attaccati a quegli animali per seguirne gli spostamenti tramite l’utilizzo di frequenze radio possono radicalmente alterare il comportamento a causa delle frequenze radio generate.

In ambienti inquinati con campi elettromagnetici, i tordi non riescono a trovare le vie di migrazione – mentre se si trovano in una gabbia di Faraday ci riescono.

Un esperimento sui girini messi in due vasche separate posizionate entro 140 m da un ripetitore del cellulare, una senza e l’altra con schermo elettromagnetico, mostra tassi di mortalità del 90% e del 4% rispettivamente.

Lo stesso tipo di effetti nocivi si riscontrano negli insetti quando vengono esposti all’elettrosmog che incontriamo giornalmente, ed il dottor Panagopoulous, che ha condotto esperimenti sulla mosca della frutta, riporta che l’esposizione a microonde a livelli ordinari – anche solo per alcuni minuti al giorno per alcuni giorni – è la peggiore fonte di stress conosciuta nella nostra vita, peggiore delle sostanze chimiche o dei campi elettromagnetici a basse frequenze.

Anche le api hanno subìto un impatto negativo, come abbiamo visto sull’Isola di Wight all’inizio di questa sintesi. Il Dr. Daniel Favre (Svizzera) ha dimostrato che in presenza di microonde, le api emettono il suono tipicamente sentito quando sciamano, il che suggerisce che gli insetti vogliono sfuggire alla fonte di emissione. L’acaro della varroa è generalmente incolpato della sindrome del collasso delle colonie; tuttavia, dimentichiamo che questo acaro convive con le api da molto tempo. Inoltre, si può spesso osservare che oggi anche una colonia morta non è infestata da parassiti, anche se questo era il caso “prima”. La colpa è anche dei pesticidi – eppure, come abbiamo visto, il 90% delle api sull’Isola di Wight è scomparso senza che in quella zona siano stati usati pesticidi. La vera causa del collasso delle colonie si trova nei campi elettromagnetici generati dall’uomo, in particolare nella tecnologia dei telefoni cellulari.

Negli anni ’80 è emersa una questione scottante: la morte delle foreste. La colpa è stata attribuita alle piogge acide, ma anche le zone più remote con l’aria più pulita sono state colpite in egual misura. In Germania e in Svizzera sono state condotte ricerche e, sebbene il suolo delle foreste colpite si sia rivelato effettivamente acido, l’osservazione e la sperimentazione hanno dimostrato che tale acidità poteva essere anche il risultato della lenta elettrolisi del suolo attraverso gli alberi esposti alle onde radar, ad esempio. Inoltre, gli alberi sui crinali sono stati colpiti più gravemente, essendo più esposti ai nuovi radar installati negli anni Settanta.

Un’altra osservazione è stata fatta al momento della caduta del Muro di Berlino. I giganteschi radar russi di Skruda, che irradiavano pesantemente l’intera regione nel loro compito di monitoraggio dell’Occidente, non solo avevano causato danni alla foresta, ma anche agli animali e agli esseri umani. Dopo numerosi studi, si è scoperto che gli anelli di crescita degli alberi durante gli anni in cui i radar erano in funzione erano molto più piccoli di quelli di prima o dopo quel periodo.

A Schwarzenburg, in Svizzera, nel 1939 fu installata un’antenna radio a onde corte e la potenza di trasmissione fu successivamente aumentata a 450 kW nel 1954. A ciò seguì un deterioramento della salute della popolazione locale, che lamentava sintomi di EHS. I bambini del villaggio avevano difficoltà a scuola e sembravano incapaci di passare all’istruzione superiore, a differenza dei bambini dei villaggi vicini meno esposti. Infine, nel 1992, è stato condotto uno studio che ha confermato che, in un raggio di 900 metri dall’antenna, i parametri di analisi fisiologica delle persone e degli animali del luogo erano anomali. Si è anche scoperto che gli anelli di crescita degli alberi erano compressi – ma solo sul lato rivolto verso la fonte di radiazione. Il 28 marzo 1998, il trasmettitore è stato spento ed è stato effettuato uno studio “prima e dopo”, che ha dimostrato che i livelli di melatonina dei 58 soggetti testati erano di nuovo aumentati. Un abitante del villaggio di 50 anni fu finalmente in grado di dormire per una notte intera senza interruzioni per la prima volta nella sua vita. Il 29 maggio 1996, Philippe Roch, direttore dell’Ufficio per l’ambiente, ha dichiarato che esisteva “una comprovata correlazione tra i disturbi del sonno e le operazioni di comunicazione”.

  • Nel Paese dei ciechi

Quanto ancora dobbiamo aspettare prima di poter dire “Il tuo cellulare mi sta uccidendo” piuttosto che “Sono elettroipersensibile”? Eppure il numero di persone che soffrono di mal di testa a causa dell’uso del cellulare è enorme. Nel 2010, due terzi degli studenti universitari ucraini intervistati hanno ammesso che non è socialmente accettabile discutere apertamente di questo problema. Gro Harlem Brundtland aveva l’EHS quando era a capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Era abbastanza aperta sul fatto, ma è stata costretta a dimettersi dal suo incarico un anno dopo. Questo ha dissuaso altre figure pubbliche di alto rango dal seguire il suo esempio.

Solo una minoranza di persone che soffrono di inquinamento elettromagnetico sa di cosa soffre, mentre la grande maggioranza non ne ha idea. L’intera popolazione viene fulminata da remoto e si deve quasi scusare di essere elettrosensibile o, per la precisione, elettroipersensibile, proprio come se ci si dovesse scusare di essere “cianuro-ipersensibile”. La verità è che l’elettricità, così come viene attualmente utilizzata, è tossica. Inoltre, i grafici statistici mostrano chiaramente un aumento del tasso di mortalità degli abitanti di nove città americane poco dopo la messa in funzione delle prime stazioni di base. Questo aumento della mortalità varia dal 25 a oltre l’80%.

Un’indagine condotta da un quotidiano, che ha chiesto ai newyorkesi di riferire se avevano iniziato a soffrire di una serie di sintomi di EHS dopo il 15 novembre 1996, ha raccolto centinaia di testimonianze da una vasta gamma di classi razziali e sociali. La data in questione era il giorno in cui è entrata in funzione la prima rete di telefonia mobile.

La Cellular Phone Task Force, un’organizzazione fondata da Arthur Firstenberg nel 1996, è sommersa da richieste di aiuto da parte di persone danneggiate da frequenze radio nella gamma delle microonde. Proliferano così tanti emettitori di ogni tipo – da WiFi, WiMAX, stazioni radar e radiazioni emesse nel cielo dai satelliti per telecomunicazioni, che sembra che presto non ci sarà più nessun posto dove fuggire.

Il Prof. Olle Johansson del prestigioso Istituto Karolinska, famoso per aver assegnato il premio Nobel per la medicina, dal 1977 si occupa di dimostrare gli effetti dell’elettrosmog sugli organismi viventi. Il successo dei suoi studi lo ha portato ad essere emarginato nel suo istituto, a far sparire i finanziamenti per le sue ricerche e a ricevere minacce di morte; in un’occasione è sfuggito per un pelo a un attentato alla sua vita attraverso il sabotaggio della sua moto. Nonostante tutto, continua a informare il mondo della verità per difendere, tra gli altri, coloro che soffrono di EHS, le cui vite sono diventate un inferno sulla terra. È disgustato dal modo in cui i governi dei paesi cosiddetti “democratici” hanno semplicemente abbandonato al loro destino le vittime delle radiofrequenze.

La dottoressa Erica Mallery-Blythe, che ha doppia nazionalità britannica e americana, ha completato i suoi studi nel 1998. Nel 2007, dopo aver seguito il marito pilota di F-16 negli Stati Uniti, è stata gravemente colpita da EHS senza rendersene conto. Le sue ricerche su internet le hanno finalmente permesso di capire cosa le stava succedendo. Come medico, era perplessa su come una condizione così profonda e invalidante potesse esistere senza che lei ne avesse mai sentito parlare nella sua professione. Per tranquillizzarsi, decise di sottoporsi a una risonanza magnetica per escludere il rischio di cancro al cervello. Credeva che la sua morte fosse imminente quando era soggetta alle pulsazioni ad alta frequenza, ma recuperò piena salute e vitalità nella Valle della Morte, lontano dalle frequenze radio. Da allora, si è dedicata a informare e aiutare il 5% (almeno) della popolazione che è affetta di EHS e che è stata totalmente abbandonata dalle autorità.

Yury Grigoriev, che è generalmente considerato il capostipite della ricerca elettromagnetica in Russia, è estremamente preoccupato soprattutto per i giovani, e ha dichiarato che questa è la prima volta nella storia dell’umanità che il cervello delle persone viene esposto apertamente alle microonde – cosa estremamente grave agli occhi di un radiobiologo. In particolare, cita uno studio coreano che dimostra che il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) nei bambini è collegato all’uso dei telefoni cellulari.

Alla fine degli anni Novanta, il neurochirurgo svedese Leif Salford e il suo team hanno dimostrato che i telefoni cellulari rendono permeabile la barriera emato-encefalica, causando il morbo di Alzheimer. Nel 2003 hanno dimostrato che una singola esposizione di sole due ore provoca danni permanenti al cervello.

Nel 2015, gli scienziati turchi hanno irradiato ratti per un’ora al giorno per un mese, utilizzando le tipiche onde dei telefoni cellulari. I ratti irradiati avevano il 10% di cellule cerebrali in meno rispetto a quelli che erano stati risparmiati da quel trattamento. Lo stesso team ha sperimentato su ratti incinti per 9 giorni allo stesso livello di radiazioni. La progenie dei ratti ha mostrato una degenerazione del cervello, del midollo spinale, del cuore, dei reni, del fegato, della milza, del timo e dei testicoli. Lo stesso esperimento ripetuto su ratti giovani ha causato l’atrofia del midollo spinale insieme alla diminuzione della mielina, come si osserva nella sclerosi multipla.

Nel settembre 1998 sono entrati in funzione i primi 66 satelliti per la telefonia spaziale, causando un aumento del tasso di mortalità nazionale negli Stati Uniti di quasi il 5% nelle due settimane successive. Durante lo stesso periodo, si è osservato che gli uccelli non volavano più e che i malati di sclerosi multipla si ammalavano in modo particolare. Oggi, circa 1’100 satelliti artificiali si muovono sopra di noi, ma diverse aziende – Google, Facebook, SpaceX, OneWeb e Samsung – hanno in programma di lanciare fino a 4’600 nuovi satelliti per le comunicazioni ciascuno entro il 2020, in modo da coprire l’intero pianeta con l’accesso a Internet ad alta velocità.

Nel 1968, già la prima piccola flotta di 28 satelliti militari ha scatenato una pandemia di influenza a livello mondiale. A differenza di un’antenna terrestre, la cui radiazione è altamente attenuata quando raggiunge la magnetosfera, i satelliti agiscono direttamente su di essa attraverso meccanismi ancora poco conosciuti, compromettendo così la vita sulla terra. Dimentichiamo gli avvertimenti di Ross Adey, il nonno della bioelettromagnetica, e del fisico atmosferico Neil Cherry, che siamo elettricamente regolati dal mondo che ci circonda e che il livello di esposizione alle radiofrequenze è quindi pari a zero. Questa iniziativa potenzialmente catastrofica deve essere contrastata e l’organizzazione leader è la Global Union Against Radiation Deployment from Space (GUARDS; http://www.stopglobalwifi.org/).

Nel 2014 il medico Tetsuharu Shinjyo ha pubblicato uno studio “prima e dopo”. Egli ha valutato la salute di 122 abitanti di un edificio su cui erano state installate le antenne della stazione base. Ventuno di loro soffrivano di stanchezza cronica, 14 di vertigini o di malattia di Ménière, 14 di mal di testa, 17 di dolori o infezioni agli occhi, 14 di insonnia e 10 di epistassi cronica. Cinque mesi dopo la rimozione delle antenne, sono rimasti solo 2 casi di insonnia, 1 caso di vertigini e 1 caso di mal di testa!

Questa emergenza dei diritti umani, che colpisce centinaia di milioni di persone su scala planetaria, e l’emergenza ambientale che minaccia l’estinzione di innumerevoli specie di piante e animali, devono essere affrontate con una risoluzione lungimirante e risolutiva.

FONTE

https://www.openyoureye.net/

AUTORE

Mirko Kulig

CHEMIO, LA TERAPIA DELLA MORTE

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Potete aggiungere anche la radioterapia. La chemioterapia è un veleno ideato per uccidere le cellule. Ehm, proprio così. La “cura” ufficiale più all’“avanguardia” per il cancro consiste nell’avvelenare la vittima e sperare che… uccidiate le cellule del can­cro prima che abbiate ucciso abbastanza cellule sane da uccidere il paziente. Ma aspet­tate. Il veleno della chemioterapia uccide anche le cellule del sistema immunitario e lo lascia ridotto a pezzi. E la Candida è ancora lì. Il sistema immunitario devastato non può rispondere efficacemente alla Candida, che si sposterà in altre parti del corpo e ricomincerà il processo, causando così la diffusione del cancro. Anche coloro che dopo la chirurgia e la chemioterapia sembrano aver avuto un recupero e sono stati dichiarati fuori pericolo, sono come una bomba a orologeria, il loro sistema immunitario è stato sconvolto ed è solo questione di tempo prima che la Candida scateni una ricaduta. In altre parole:

La Chemioterapia sta uccidendo la gente che presumibilmente dovrebbe curare.

Naturalmente non “cura” proprio un bel niente e mette a rischio la vita. È un veleno che distrugge quello stesso sistema di cui abbiamo bisogno per essere forti e in salute se dobbiamo guarire. L’industria del cancro è una frode, niente più che una macchina assas­sina produci-soldi. Le mammografie, per esempio, stanno causando alle donne più tumo­ri di quanti ne individuino, e tuttavia “l’industria”, Big Pharma in lega con “associazio­ni” contro il cancro e “gruppi di sostegno”, stanno spingendo le donne a fame sempre pili spesso. Disgustoso. Quando Tullio Simoncini comprese che il cancro era una infezione o infestazione micotica, andò in cerca di qualcosa che uccidesse il fungo e rimuovesse cosi il cancro. Aveva capito che i farmaci antimicotici non funzionavano perché il fungo muta­va velocemente per difendersi e iniziava perfino a nutrirsi dei farmaci prescritti per la cura. Invece, Simoncini trovò qualcosa di molto, molto più semplice – il bicarbonato di sodio. Sì, l’ingrediente principale nel buon vecchio bicarbonato (ma, ribadisco, non quello che usiamo in casa, che contiene altri ingredienti). Lo utilizzò perché è un potente antimicotico e la Candida non riesce ad “adattarsi” a esso, come invece fa con i farmaci. Al paziente viene somministrata una forma liquida di bicarbonato di sodio per via orale attraverso un endoscopio, un lungo tubo sottile che i medici usano per vedere all’interno del corpo sen­za l’uso della chirurgia. Ciò permette d’introdurre il bicarbonato direttamente all’interno del tumore e del fungo. Gli antichi Egizi conoscevano le proprietà guaritrici di sostanze antimicotiche, e libri indiani risalenti a mille anni fa consigliano “sostanze alcaline di for­te potenza” per trattare il cancro. Tanto tempo fa ho sentito dire che il cancro non si può manifestare in un ambiente alcalino e adesso il motivo mi è chiaro: tale ambiente uccide il fungo. Ecco perché l’enorme incremento dei tumori rispecchia il fatto che nella nostra die­ta stiamo inserendo sempre più alimenti acidi. È bene fare un test del ph, e se scoprite che il vostro corpo è acido, sarebbe saggio prendere provvedimenti.

CURARE E’ UN CRIMINE 

Nel 1983 Simoncini trattò Gennaro Sangermano, un paziente italiano affetto da tu­more al polmone al quale erano stati dati pochi mesi di vita. Qualche mese più tardi il signor Sangermano non era ancora morto; era vivo e il cancro era scomparso. Più di 20 anni dopo era ancora in vita. Seguirono ulteriori successi, e Simoncini presentò le sue scoperte al Ministero della Sanità nella speranza che si desse il via a esperimenti scien­tificamente approvati per dimostrare che la cura funzionava. Ma stava per toccare con mano la vera portata della manipolazione e della disonestà in ambito medico. Le autori­tà non solo ignorarono la sua documentazione, ma lo radiarono dall’Ordine dei Medici Italiani per aver prescritto cure che non erano state approvate. Si, ho proprio detto per aver prescritto cure che non erano state approvate. Simoncini divenne oggetto di una feroce campagna di condanna e fu coperto di ridicolo dai patetici mezzi d’informazione; quindi venne condannato a tre anni di carcere per aver causato “la morte criminosa” di pazienti che aveva trattato, una sentenza, dissero, che sarebbe stata ancora più pesante se avesse tentato di curare altre persone. Da tutti gli angoli la parola d’ordine fu: togliete di mezzo Simoncini. La classe dirigente medica disse che le sue affermazioni riguardo al bicarbonato di sodio erano “folli” e “pericolose” (a differenza della chemioterapia…).

Un “medico di primo piano” si riferì addirittura al bicarbonato di sodio come a una “dro­ga”. E intanto milioni di persone che avrebbero potuto essere curate efficacemente mo­rivano di cancro. Questa gente se ne frega. Grazie al cielo, Tullio Simoncini non si è arreso, e il suo lavoro ha continuato a circolare in Internet c in conferenze pubbliche. Il suo sito web è www.curenaturaIicancro.com. Ho sentito parlare di lui attraverso Mike Lambert alla Shen Clinic, e mentre ero all’estero Simoncini ha tenuto una conferenza sull’Isola di Wight. So che sta ottenendo notevoli successi nel ridurre drasticamente ed eliminare alcuni tumori all’ultimo stadio usando il bicarbonato di sodio. In alcuni casi ci possono volere mesi, ma in altri, come per il cancro al seno, dove il tumore è facilmente accessibile, a volte bastano alcuni giorni per farlo scomparire.

Ci sono anche persone che si autocurano sotto la guida di Simoncini, e se visitate il sito web della Shen Clinic (www.theshenclinic.com) troverete esperienze e cure raccontate dai pazienti. Ancor prima di conoscere il lavoro di Simoncini e di apprendere che il cancro è un fungo mi ero imbattuto nel lavoro di due ricercatori e scienziati, il Professor Gerry Pot­ter del Cancer Drug Discovery Group (Gruppo di Ricerca sui Farmaci contro il Cancro) e il Professor Dan Burke. Le loro scoperte combinate rivelano che: le cellule cancerogene hanno un unico biomarker (o “biomarcatore”) che le normali cellule non hanno, un enzima chiamato CYP1B1.

Gli enzimi sono proteine che “catalizzano” le reazioni chimiche, ovvero ne incremen­tano l’andamento. Il CYP1B1 altera la struttura chimica di composti chiamati salvestrol che si trovano naturalmente in molti frutti e nei vegetali. Questo cambiamento chimico modifica i salvestrol in una sostanza che uccide le cellule cancerogene ma non danneg­gia le cellule sane. Il sincronismo è perfetto. L’enzima CYP1B1 appare solo nelle cellule cancerose e reagisce con i salvestrol della frotta e dei vegetali per creare una sostanza chimica che elimina solo le cellule cancerose stesse. Ma ecco il punto che riguarda il fatto che il tumore sia un fungo. I salvestrol sono il sistema naturale di difesa della frotta e dei vegetali contro gli attacchi micotici, ed è questa la ragione per cui li troviamo sol­tanto nelle specie soggette a danni da funghi, come fragole, mirtilli, lamponi, uva, ribes nero, ribes rosso, more, mirtillo rosso, mele, pere, vegetali verdi (specialmente i broccoli e la famiglia dei cavoli), carciofi, peperoni rossi e gialli, avocado, crescione, asparagi e melanzane. Per di più, i cartelli di Big Pharma e Big Biotech, ovvero le multinazionali farmaceutiche e biotecnologiche, lo sanno perfettamente e hanno preso i seguenti prov­vedimenti per minare questa difesa naturale dall’attacco micotico che è il cancro:

  • Gli spray fungicidi usati nell’agricoltura moderna uccidono i funghi artificialmente e ciò significa che piante e colture non potranno attivare le loro difese naturali — i sal­vestrol. Oggi possiamo trovare i salvestrol soltanto negli alimenti biologici (e anche sotto forma di potenti capsule alla Shen Clinic)
  • I fungicidi più largamente usati sono bloccanti molto potenti del CYP1B1 e così se mangiate molto cibo prodotto chimicamente, non importa quanti salvestrol consumia­te; essi non agiranno comunque da agenti anti-cancro come dovrebbero

Tutto questo fa parte di un piano ben congegnato e spiega l’attacco generale contro la produzione di cibo biologico con nuove leggi studiate per mettere gli agricoltori e gli allevatori bio fuori dal mercato. L’Ente Governativo Britannico per il Controllo dei Cibi e dei Farmaci, un’agenzia governativa cosiddetta “indipendente” ha palesemente cercato di scardinare la produzione di cibo biologico. Ciò non sorprende poiché l’agenzia è un fronte di Big Pharma e Big Biotech. Nel 2009 è stata pubblicata una relazione propagandistica che sosteneva che non ci fossero benefici nutrizionali nel mangiare prodotti biologici. Ma davvero? Così il cibo infestato da veleni chimici, cresciuto con ormoni ed antibiotici, non è differente dal cibo che non ne contiene? Che frottola! Ma la relazione non venne pubblicata perché rispondeva al vero, bensì solo per influenzare l’opinione pubblica.

FONTE

David Icke – Il Risveglio del Leone

EPIGENETICA

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Intervista di Barbara Stahura a Bruce Lipton sui concetti di Epigenetica e DNA alla base del bestseller LA BIOLOGIA DELLE CREDENZE – Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula, tradotto in italiano da Macro Edizioni.

Durante il periodo in cui Bruce Lipton lavorava come ricercatore e professore alla scuola di medicina, fece una sorprendente scoperta sui meccanismi biologici attraverso i quali le cellule ricevono ed elaborano le informazioni: infatti, piuttosto che controllarci, i nostri geni sono controllati, sono sotto il controllo di influenze ambientali al di fuori delle cellule, inclusi i pensieri e le nostre credenze. Questo prova che non siamo degli “automi genetici” vittimizzati dalle eredità biologiche dei nostri antenati. Siamo, invece, i co-creatori della nostra vita e della nostra biologia. Lipton descrive questa nuova scienza, chiamata epigenetica, nel suo libro “The Biology of Belief: Unleashing the Power of Consciousness, Matter and Miracles” (N.d.T.: Biologia delle Credenze: Liberare il Potere della Consapevolezza, della Materia e dei Miracoli) (2005: Mountain of Love/Elite Books). Pieno di citazioni e riferimenti di altri scienziati che conducono, in tale campo, ricerche all’avanguardia, questo libro potrebbe, letteralmente, cambiare la vostra vita al suo livello più fondamentale. Fino alla scoperta dell’epigenetica, si credeva che il nucleo di una cellula, contenente il DNA, fosse il “cervello” della cellula stessa, del tutto necessario per il suo funzionamento. Di fatto, come hanno scoperto Lipton ed altri, le cellule possono vivere e funzionare molto bene anche dopo che i loro nuclei siano stati asportati. Il vero “cervello” della cellula è la sua membrana, che reagisce e risponde alle influenze esterne, adattandosi dinamicamente ad un ambiente in perpetuo cambiamento. Che cosa significa questo per noi, quali collezioni di cellule chiamati esseri umani? Man mano che incrociamo le diverse influenze ambientali, siamo noi a suggerire ai nostri geni cosa fare, di solito inconsciamente. I carboidrati ci fanno ingrassare? Sì, se lo crediamo. Saremo amati, avremo successo nel lavoro, saremo ricchi? Se ci crediamo, lo saremo. Lipton ci mostra anche come Darwin avesse torto. La competizione non è la base dell’evoluzione; non è la sopravvivenza del più forte che ci permette di sopravvivere e prosperare. Al contrario, dice, dovremmo leggere l’opera di Jean-Baptiste de Lamarck, che venne prima di Darwin e dimostrò che la cooperazione e la comunità sono la base della sopravvivenza. Immaginate se ciascuna dei vostri trilioni di cellule decidesse di farcela da sé, di combattere per essere la regina della collina piuttosto che cooperare con le cellule compagne. Per quanto sopravvivereste? Bruce Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano. Le sue rivoluzionarie ricerche sulla membrana cellulare hanno precorso la nuova scienza dell’epigenetica e hanno fatto di Lipton una delle voci più note della nuova biologia.

L’INTERVISTA

Barbara Stahura: La premessa di base della tua ricerca e del tuo libro, The Biology of Belief, è che il DNA non controlla la nostra biologia.

Bruce Lipton: Sì. Ho cominciato a studiare questo verso la fine degli anni ’60. Da allora la scienza di frontiera ha iniziato a rivelare tutte le cose che avevo osservato. I biologi che fanno ricerca d’avanguardia sono a conoscenza di ciò che dico nel libro. Il pubblico, però, non ne ha comprensione alcuna perché, o gli arriva in forma abbreviata, o quello che gli viene venduto è la credenza che siamo controllati dai nostri geni, sebbene ciò non sia sostenuto dalla scienza d’avanguardia. Tutto il mio sforzo si è concentrato nel far giungere al mondo l’informazione d’avanguardia. L’orientamento mentale del pubblico è stato programmato secondo la credenza che siamo degli automi genetici, che i geni controllano la nostra vita, che ne siamo vittime, e via di seguito. Il punto, però, è che la scienza di frontiera – quella di cui parlo – si è stabilizzata da almeno 15 anni. È ora che sia portata nel mondo perché è lì che viene usata.

BS: Questa scienza relativamente nuova sulla quale tu scrivi viene chiamata epigenetica. Ci spiegheresti di che cosa si tratta?

BL: L’epigenetica è quella scienza che mostra che i geni non si auto-controllano, ma sono controllati dall’ambiente. Si sa da circa 15 anni, e ora fa finalmente fa capolino da dietro l’angolo. Ti faccio un esempio. La Società Americana per il Cancro ha recentemente pubblicato una statistica che afferma che il 60 per cento dei tumori sono evitabili, cambiando stile di vita e dieta. Quest’informazione proviene da un’organizzazione che ha cercato per circa 50 anni i geni del cancro. E ora se ne viene fuori dicendo: è lo stile di vita, non sono i geni. Ci siamo focalizzati sul cancro come se fosse una questione genetica, ma solo il cinque per cento dei cancri ha una connessione genetica. Il novantacinque per cento dei cancri in effetti non ha nessuna connessione coi geni. La ragione (che ci fa dire che c’è una connessione genetica) è che tale spiegazione è fisica, tangibile, perciò preferiamo lavorare su di essa. E il 95 per cento che ha un cancro e non c’è una connessione genetica? Non è facile fare esperimenti su qualcosa sulla quale non puoi focalizzarti fisicamente.

BS: Così il determinismo genetico – l’idea che siamo controllati dai nostri geni – è inevitabilmente incrinata, come dici nel libro.

BL: Sì.

BS: Hai scritto anche di Jean-Baptiste de Lamarck e della sua teoria dell’evoluzione – che sopravviviamo attraverso la cooperazione, piuttosto che la più recente idea darwiniana di competizione e sopravvivenza dei più forti. Che tutti i nostri trilioni di cellule devono cooperare per mantenere il nostro corpo in perfetto funzionamento, in quanto noi esseri umani non possiamo sopravvivere senza grandissime quantità di cooperazione gli uni con gli altri e con il nostro ambiente.

BL: Immediatamente, appena hai detto cooperazione, stavi violando la teoria darwiniana, che è competizione e lotta. Di fatto, si tratta di un’interpretazione erronea.

La nuova scienza ci dice che quella credenza è sbagliata. La credenza di cui hai appena parlato, invece – la natura della cooperazione e della comunità – è in effetti il principio basilare dell’evoluzione. Nel 1809 Lamarck ha scritto che i problemi che tormenteranno l’umanità verranno dal suo separarsi dalla natura, e ciò condurrà alla distruzione della società. Aveva ragione, perché la sua enfasi sull’evoluzione era che un organismo e l’ambiente creano un’interazione cooperante. Se volete capire il destino di un organismo, dovete capire la sua relazione con il suo ambiente.

Poi ha affermato che separarci dal nostro ambiente significa assumere la nostra biologia e tagliarci fuori dalla nostra sorgente. Aveva ragione.

E quando arrivi a capire la natura dell’epigenetica, la sua teoria ora ha trovato sostanza. Senza alcun meccanismo che, all’inizio, le desse un senso – e specialmente da quando abbiamo comprato il concetto dei biologi neo-darwiniani che affermano che tutto è controllato geneticamente – Lamarck sembrava stupido. Ma sai cosa? Aveva proprio ragione.

BS: La tua dimostrazione che il “cervello” della cellula non è il DNA ma, bensì, la sua membrana è affascinante. Che significato ha questa scoperta riguardo a ciò che pensiamo di noi stessi e della nostra vita, dal momento che siamo proprio una comunità di cellule?

BL: Se due cellule si uniscono e stanno comunicando, useranno i loro “cervelli” per farlo, giusto? E se dieci cellule si uniscono, useranno i loro cervelli affinché la loro comunicazione reciproca abbia un senso. Quando prendi un insieme di un trilione di cellule, come in un cervello umano, queste opereranno ancora secondo il principio del cervello cellulare. Beh, quando abbiamo comprato l’idea che i geni ed il nucleo formano il cervello della cellula – che ci porta fuoristrada – e la applichi come fosse un principio di neurologia o di neuro-scienza, ti sei già incamminato nella direzione sbagliata. Non puoi arrivare da nessuna parte perché quello non è il cervello della cellula.

I nostri principi su come funziona l’intelligenza sono stati totalmente sviati. Ecco perché, dopo tanta neuro-scienza, se chiedi a qualcuno: “come funziona, veramente, il cervello?” La risposta sarà: “veramente, non lo sappiamo”. Il Progetto Genoma Umano dice che quel modello è sbagliato. Pensavamo che ci volessero più di 100.000 geni per far funzionare un essere umano. Il fatto che ce ne siano meno di 25.000 ha messo un bastone tra le ruote dell’intero processo.

Come può esserci un tale esiguo numero di geni a formare una cosa così complessa come un essere umano? La risposta è che ci vuole molto di più dei soli geni a farlo funzionare – che è l’apporto dall’ambiente che può alterare la lettura dei geni.

Ci sono 140.000 proteine in un corpo umano, e si credeva che ciascuna richiedesse un gene separato per prodursi. Di colpo, trovi che ci sono 25.000 geni e 140.000 proteine, e non ci siamo con i numeri.

L’epigenetica rivela qualcosa di così sorprendente che la scienza stessa ha dei problemi a comprendere la forza di questo nuovo significato, e suona così: con il controllo epigenetico, che significa il controllo mediato dall’ambiente, un singolo gene può essere usato per creare 2000 o più proteine diverse dalla stessa matrice. Il controllo epigenetico è come un lettore che può leggere l’impronta originaria e ristrutturarla per produrne qualcosa di diverso. Ed ecco come un singolo gene può essere usato per creare molti prodotti proteici differenti. Non è stato il gene che ha prodotto ciascuna proteina, è stato il controllo epigenetico che l’ha fatto, e questo è il feedback diretto dall’ambiente. Ci allontana da quel meccanismo che dice che siamo solo macchine.

BS: E ci dice invece che non siamo vittime. Siamo co-creatori.

BL: Assolutamente.

BS: Per tanti l’idea che siano i nostri pensieri a creare la realtà, che è quello su cui si basa la Scienza Religiosa e altre tradizioni metafisiche e spirituali, è un’idea puramente spirituale. Ma la fisica quantistica ha aggiunto all’idea, il fatto scientifico. E ora, il tuo lavoro e quello di altri porta quel concetto a livello delle cellule. Che lo rende in qualche modo più reale, più tangibile.

BL: Se si definisce lo spirito più o meno su questi parametri si potrebbe ottenere una definizione del tipo “una forza motrice invisibile.” Se definisco la natura della meccanica quantistica, è una forza motrice invisibile. Di fatto afferma: “Sì, ci sono forze invisibili che modellano la nostra esistenza”. Poiché la nostra biologia è tradizionalmente basata su un concetto newtoniano e materialistico, la natura di quel sistema è di considerare le forze invisibili come non rilevanti. Però, quello che la meccanica quantistica ha stabilito è che le forze motrici invisibili sono tutto. Perciò, se la nostra scienza non si adatta alla nuova fisica, sta di fatto ostacolando il progresso in evoluzione. Quando si introducono nuove forze, si deve dar loro nuovo credito, e quando lo si fa, i ricercatori spirituali saltano su e dicono: lo sapevo! E i fisici quantistici saltano su e dicono, lo sapevo! Stiamo sempre parlando della stessa cosa. Se lo ammettessimo, l’opportunità di unione diventa così tangibile che è quasi fisica. Sì, possiamo sentirla! Ora possiamo essere tutti d’accordo. Tu la chiami come vuoi, io la chiamo come voglio. Ma siamo tutti governati da queste forze invisibili.

BS: Ho letto una tua intervista nella quale hai affermato, “piuttosto che esser vittime dei nostri geni, lo siamo stati delle nostre percezioni.” Puoi aggiungere qualcosa su ciò che significa essere una vittima delle nostre percezioni?

BL: In un certo senso, sappiamo attraverso lo studio della membrana cellulare, attraverso lo studio dell’epigenetica, che questo è fondamentale. L’epigenetica dice che i segnali ambientali influenzano l’espressione genetica, e questi segnali ambientali talvolta sono diretti, e tal’altra sono interpretazioni, quando per esempio .le percezioni diventano credenze. Così, ho una credenza su qualcosa, che è una percezione, e aggiusto la mio biologia a quella particolare credenza. Come col cancro terminale, se credo a quello che i medici mi dicono, lo loro diventa una vera e propria predizione. Se dicono che ho il cancro terminale e sono d’accordo, allora essenzialmente morirò quando, a detta loro, accadrà. Quali sono le persone che non lo fanno? I casi di “remissione spontanea.” Almeno una persona, scommetto, non ha “comprato” quella diagnosi. E la sola ragione per la quale ne sono usciti è che avevano un altro sistema di credenze completamente diverso, e quindi sono stati capaci di cambiarlo.

BS: Come possiamo cambiare le nostre percezioni o credenze fino a quel punto?

BL: La prima cosa è acquisire le nuove percezioni di come funziona la vita. Lasciare andare o riconsiderare le percezioni con le quali ci siamo formati, che, inevitabilmente, sono vittimizzanti: sono fragile, l’ambiente mi può attaccare, lo zucchero fa male. Queste sono credenze acquisite. Ma la questione è, sono veramente vere? Sono vere se questo è ciò che credi, dal momento che la percezione governa la biologia. Se sono programmato dalla percezione che lo zucchero è dannoso alla mia biologia e lo mangio, allora essendone a conoscenza intossico il mio sistema con la credenza, non con lo zucchero. La maggior parte di queste percezioni si manifestano come credenze limitanti o auto-sabotanti su quello che possiamo o non possiamo fare. Come l’auto-guarigione.

La tendenza è, no, non ti puoi guarire da solo, devi andare da qualcun altro che ti guarirà. Santo cielo! Dopo parecchi miliardi di anni di evoluzione, il sistema fu progettato per auto-guarirsi. Per quanti milioni di anni gli esseri umani hanno fatto senza medici? Perché abbiamo bisogno di così tanti medici ora? Perché la percezione è che siamo deboli e fragili, ed abbiamo bisogno del loro aiuto. Bene, questa è una percezione.

Quando eliminiamo questa percezione ed iniziamo ad immettere nuove percezioni, allora cambiamo la risposta della nostra biologia al mondo che ci circonda. Man mano che cambiamo le nostre percezioni, cambiamo le nostre risposte. Le percezioni con le quali operi – ti danno sostegno o te lo tolgono? Ti rendono più forte o più debole? Queste percezioni sono nel subconscio, che controlla il 95 per cento della nostra vita. E, quando lo fa, lo fa senza che noi ce ne accorgiamo. Non vediamo di fatto i programmi che sono automatici. Funzionano perché il conscio è occupato, ed i programmi automatici ne prendono il posto.

Quando il conscio è occupato a fare qualcosa, non sta osservando se stesso. Ci sono due fattori che ci aiutano a capire questo. Uno, la mente cosciente opera con un processore da 40 bit, che significa che può interpretare ed elaborare 40 bit di stimoli nervosi – un bit è uno stimolo nervoso – al secondo. Il che significa che entrano 40 stimoli al secondo e la mente cosciente li discerne e li capisce. La mente subconscia in quello stesso secondo sta elaborando 40 milioni di bit. Da rilevare: se confronto l’elaborazione della mente conscia con quella subconscia, la subconscia è un milione di volte più potente nell’elaborare informazioni. Elemento numero due: i neuroscienziati cognitivi dicono che il 5 per cento del nostro comportamento giornaliero è controllato dalla nostra mente cosciente ed il 95 per cento dal programma subconscio. Perciò nella nostra esistenza quotidiana, la mente subconscia è la fonte più potente della nostra biologia. La mente subconscia è un nastro registratore. Non c’è nessuno lì. È praticamente un congegno di stimolo-risposta. Non c’è bisogno di esserne coscienti. Voi ve ne andate in giro per il mondo, e farà quello che deve fare senza che dobbiate pensarci. Quando la mente cosciente è occupata, non sta osservando il subconscio.

Ed il subconscio è composto dai programmi fondamentali che abbiamo ricevuto dagli altri nei primi sei anni. Mentre si vive la vita con le nostre intenzioni e i desideri della mente cosciente, il 95 per cento del comportamento viene dalla mente subconscia, che è stata programmata da altri. E la maggior parte di tale programmazione è veramente limitante. Non ti puoi guarire da solo, non sei abbastanza intelligente, non ti meriti le cose buone, non sei bravo in disegno o quello che è. Queste affermazioni diventano programmi subconsci, che si attivano quando non faccio attenzione. La mente cosciente nella maggioranza è occupata a pensare al futuro o al passato. E se il conscio è occupato in questo, nel momento presente, si è veramente guidati dal subconscio. Il vostro cosciente è occupato a cercare di pensare: “Mi merito un aumento e di certo dovrei salire di grado in questa ditta.” Mentre lo fate di certo, state operando dal subconscio, e quello ha un programma che afferma che non vi meritate le cose. Qual è allora l’espressione del vostro comportamento? Il comportamento che è coerente con “Non mi merito.” Ciò significa che farete degli errori o altro che renderanno legittimo che non vi meritiate le cose. Non ve ne rendete conto perché non l’avete visto all’opera, e diventate frustrati riguardo la vostra vita perché ci provate così tanto ad avere successo e non andate mai da nessuna parte. E poi, ovviamente, la tendenza è, non sei tu, è il mondo ad ostacolarti.La grande e bizzarra sorpresa è che il mondo vi darà qualsiasi cosa. E’ il vostro stesso sé che è d’intralcio.

BS: Come facciamo a vincere l’opposizione della nostra programmazione subconscia?

BL: Diventane cosciente. Ci sono un paio di modi di farlo. Il modo più antico è quello dell’attenzione Buddhista. Se sei cosciente di essere qui in questo momento, mentre fai questo stupido errore, osservi l’errore, e potresti rimediarlo. La consapevolezza, però, è una cosa molto difficile da addestrare, ed è anche un processore da 40 bit che cerca di far funzionare completamente il processore da 40 milioni di bit. Perciò, per la maggior parte della gente è una procedura molto difficile perché le loro vite sono così indaffarate e sono talmente occupati che non riescono a prendere atto di ciò. L’altro modo è, puoi ritornarci dentro e riscrivere il programma, ma ci sono due cose che devi fare: A) Identificare il programma, e B) Eseguire una procedura per riscriverlo.

Quello che riflette è qualcosa alla quale la maggior parte della gente non ha fatto attenzione e è da dove vengono la maggior parte dei problemi. Pensano che possono semplicemente parlare alla mente subconscia e che questo la migliorerà. Ma la mente subconscia è un nastro registratore. Mettete un nastro nel vostro mangiacassette, accendetelo, e poi ditegli di riprodurre qualcosa di diverso. Il fatto è, che lì, non c’è nessuno. Non farà niente. Ed il potere del pensiero positivo – la maggior parte della gente dice, il potere del pensiero positivo! Provalo! E quando non funziona si sentono peggio perché non possono neanche fare quello. Perché non funziona? Perché se il programma subconscio non è allineato con la direzione conscia, allora si ha un programma che funziona su un processore di 40 milioni di bit 95 per cento del tempo, che vi tira giù mentre voi impiegate il 5 per cento del vostro tempo nella vostra immaginazione pensando pensieri positivi, mentre il vostro subconscio sta conducendo lo spettacolo e sabotandovi proprio nel bel mezzo dei vostri pensieri positivi.

Il pensiero positivo funziona solo se le credenze nel subconscio sono in linea con esso, o se siete completamente attenti. Se siete totalmente attenti ed usate quel desiderio di essere positivi e far funzionare le cose, allora vi accorgerete quando il vostro subconscio sta facendo andare un nastro e voi potete cancellarlo. Ma se non siete attenti e pensate solo pensieri positivi, allora non state conducendo lo spettacolo. Da qui vengono i conflitti. E, ovviamente, se voi foste così positivi nella vostra mente e pensaste che state conducendo lo spettacolo e pensando che non funzioni, ovviamente il mondo vi è contro. No, il mondo non vi è contro, sono i programmi limitanti ed auto-sabotanti che acquisiamo in gioventù. Qui è dove dobbiamo azzerarci.