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LA TEORIA DEL CONTAGIO

di Enrico Baccarini

Modena, 26 marzo 2020

coronavirus-5G

LA NATURA RIDICOLIZZA LA “TEORIA BATTERICA” – FONDAMENTO DELLA MEDICINA – DIMOSTRANDO CHE LO “STATO D’ASSEDIO” PROCLAMATO RIESCE SOLTANTO A DEBELLARE LA NOSTRA LIBERTÀ

La cosiddetta “Teoria batterica” (ufficialmente conosciuta come “Teoria dei germi della malattia”, e chiamata anche “Teoria dei germi” o “Teoria microbica”) è una teoria scientifica elaborata dal chimico e microbiologo francese Louis Pasteur (1822 – 1895) secondo la quale la malattia infettiva sarebbe causata da tipi di batteri immutabili capaci di invadere il corpo da una sorgente esterna. Più in generale, a seguito del lavoro del microbiologo tedesco Robert Koch (1843 – 1910) – che nel 1880 completò quello di Pasteur –, e successivamente anche alla scoperta dei virus (1890), la Teoria batterica sostiene che microorganismi tanto piccoli da potersi vedere solo al microscopio, e definiti “agenti patogeni” (batteri, virus, protisti, prioni, eccetera), invaderebbero dall’esterno gli esseri umani, gli animali, le piante e altri host viventi causando la malattia (definita infettiva).

Questa teoria, in quanto teoria, non assurge a verità conclamata. Per quanto sia oggi considerata “la teoria scientifica della malattia”, e cioè la spiegazione ufficiale data dalla Medicina all’insorgere della malattia (e costituisca anche la base ideologica della pratica vaccinale), essa resta una “teoria”, e cioè un’opinione, un parere, una congettura, una credenza, esattamente come quella che la Chiesa Cattolica difese nel Seicento contro Galileo Galilei, ritenendo che fosse il sole a girare attorno alla terra (cosmologia geocentrica tolemaica). D’altra parte, se può essere facile credere alla teoria geocentrica di Tolomeo (in effetti, quello che vediamo ogni giorno è un sole che sorge, si muove nel cielo e poi tramonta), l’idea che in Natura esistano degli animaletti terrificanti che vogliono la morte fine a se stessa di persone, animali, piante e altri esseri viventi, non è solo un’idea opinabile, ma anche assurda, e soprattutto insensata da un punto di vista biologico: come può un essere vivente volere la morte di qualcun altro solo per ucciderlo? I virus attaccherebbero gli altri esseri viventi solo per ammazzarli, per poi morire anche essi stessi con loro: un’assurdità biologica! Neanche i parassiti, che sono esseri viventi che si attaccano ad altri esseri viventi per nutrirsi e vivere (a volte con effetti molto pericolosi per l’alloggiatore), lo fanno con la finalità precisa di uccidere qualcuno.

Anche se la Medicina non è disposta ad ammetterlo, e i suoi promoter ben inseriti nei ranghi del sistema sanitario sono i primi ad essere stati indottrinati a credere che essa proclami verità e non opinioni opinabili, la Teoria batterica resta una teoria opinabile: una teoria che, oltre ad essere appunto un controsenso biologico, è anche un paradigma ben orientato ideologicamente.

Infatti, se ci si pensa bene, quello che la Teoria batterica prospetta è uno scenario semplicemente apocalittico: vivremmo cioè tutti in un mondo naturalmente folle, ossia nelle mani di una Natura malvagia incline a desiderare la nostra malattia e la nostra morte (oltre a quelle di ogni altro essere che abiti il Pianeta). Tale condizione antibiologica, non solo ci condannerebbe alla paura perenne verso la vita, ma – guarda caso – anche alla dipendenza perpetua dai rimedi prodotti dall’Industria Farmaceutica. Quest’ultima, per conto suo, cosa avrebbe potuto desiderare di meglio dell’esistenza di malattie provocate da animaletti maligni non visibili ad occhio nudo e capaci di essere uccisi solo dai veleni chimici da essa prodotti?

È solo grazie a questi “attributi ideologici” che la Teoria batterica si è affermata, non perché essa sia vera: il fantomatico germe maligno scoperto nell’Ottocento dalla scienza positiva, e che vive solo per attaccare altri esseri viventi, annientarne le difese, moltiplicarsi indiscriminatamente nei suoi tessuti fino a distruggerne l’organismo e provocare la morte dell’essere infettato, è stata un’invenzione utilizzata a mo’ di capro espiatorio per servire gli interessi e il potere della nascente Industria Farmaceutica. Tanto è vero che la Teoria batterica venne ufficialmente adottata proprio dal complesso medico industriale all’inizio del Novecento, e fu difesa e propagata da questo Cartello che si organizzò attorno all’Associazione Medica Americana (AMA) e palesemente costituito da interessi legati al commercio di farmaci.

Quello che non si sa, e che la Storia della Medicina ha cercato di seppellire, è che proprio negli anni in cui la Teoria batterica cercava di prendere il sopravvento per poi autoproclamarsi “verità rivelata”, uno stuolo di medici/fisiologi/chimici/biologi si oppose a questa stupidaggine: a cominciare dal dott. Claude Barnard, dal dott. Antoine Béchamp e da tutto il movimento dell’Igienismo Naturale: Isaac Jennings, Sylvester Graham, John H. Tilden, Max von Pettenkofer, Thomas Powell, Arnold Ehret, Herbert Shelton (solo per citare i nomi più famosi). Questi studiosi, non invischiati con gli interessi dell’Industria Farmaceutica, spiegarono che il problema della malattia infettiva non è il batterio (che pure esiste, indubbiamente), ma il terreno biochimico ove esso si trova: se il terreno biochimico è sano (perché l’essere umano mangia cibi adatti alla sua fisiologia e vive in condizioni naturali) i batteri fanno solo il compito che sono chiamati a svolgere: e cioè tener pulito il sistema. Se invece il terreno biochimico è indebolito, debilitato, snervato dall’assunzione di farmaci, da una vita sedentaria, stressata, incazzata, preoccupata, terrorizzata e da un’alimentazione inadatta, dalla mancanza di sole, movimento fisico, aria pura, sorrisi, amore, complicità, gioia, Comunità, ecco che tutto il sistema vitale perde il suo equilibrio, s’intasa e compare quella che chiamiamo malattia. Dunque la presenza di germi patogeni non è mai la causa del processo morboso ma, semmai, il risultato dello stesso.

I batteri, del resto, che a differenza dei virus sono esseri viventi, sono microorganismi necrofagi: si occupano cioè di mangiare le cellule morte che si trovano nei luoghi dell’infiammazione (ogni occlusione metabolica provoca infiammazione, e cioè uno stato di necrosi cellulare che degenera in infezione e poi – se non ne viene fermata la causa originatrice – può giungere fino a neoplasia). I macchinari e i microscopi tecnologici dei microbiologi, osservando la zona infetta e vedendola piena di germi patogeni imputano a questi ultimi la responsabilità dell’infezione, ma è un’accusa senza prove: un’accusa identica a quella che un qualsiasi semplicione potrebbe muovere allorché, durante un incendio, vedendo la presenza di centinaia di pompieri venuti in soccorso per spegnere il rogo, attribuisse ai vigili del fuoco la responsabilità dell’incendio stesso.

Non solo la Medicina sbaglia e la Scienza sbaglia, ma le loro teorie, che restano appunto delle convinzioni opinabili (per quanto accettate da tutti), sono spesso il frutto di un abbaglio. Vengono affermate e imposte alla gente solo perché la Medicina è una Istituzione di potere, la quale, come ogni altra Istituzione di potere, non è mai neutrale, ma difende interessi (economici, politici, di supremazia culturale) e ha obiettivi (di potere economico, politico, di supremazia culturale) diversi da quelli che ufficialmente proclama e dietro ai quali si nasconde. Essa, cioè, non si preoccupa di accudire premurosamente le persone, ma di governarle. Lungi dall’essere “aperta” al confronto e al dibattito sulle sue teorie, la Medicina le impone con la forza autoritaria della legge (vedi obbligo vaccinale) e, elevandole a verità assolute, indiscutibili, calate dall’alto, opera cercando di mettere in ridicolo, di emarginare culturalmente, di condannare, di soffocare, di reprimere, di stroncare ogni altra teoria che le metta seriamente in discussione: esattamente come il Tribunale della Santa Inquisizione represse Galileo Galilei quando si azzardò a mettere in gioco la teoria geocentrica di Tolomeo che il cristianesimo aveva accettato perché compatibile con le Sacre Scritture. Più il Potere della Scienza sarà forte e riconosciuto da tutti, più esso diventerà intollerante, arrogante, dispotico come quello che fu della Chiesa Cattolica.

Possiamo verificarlo già guardando alla sua storia. Con riferimento alla Teoria batterica, ad esempio, nonostante le spiegazioni accademiche che fin dall’Ottocento furono opposte alla sua affermazione, ed anzi proprio perché le contestazioni a questa teoria erano supportate da profonde conoscenze mediche e della fisiologia umana, il cartello dell’Industria medica mondiale cercò di fatto di epurare culturalmente il movimento dell’Igienismo Naturale; il quale, dal canto suo, era reo di un intollerabile delitto di lesa maestà: lungi dall’essere colluso con l’industria del farmaco, esso, anche attraverso le sue teorie anti-pasteuriane, responsabilizzava le persone spingendole all’autogestione della propria salute, invece di renderle timorose di batteri e virus, e dunque dipendenti dai rimedi farmacologici che si diceva li debellassero.

E tanto fu duro e tirannico il tentativo di cancellare dalla Storia ogni critica alla Teoria batterica, quanto potenti e forti erano le dimostrazioni anti-pasteuriane che si facevano beffe della Teoria batterica stessa.

Max Joseph von Pettenkofer (1818 – 1901), ad esempio, fisiologo e professore di chimica clinica all’Università di Monaco, membro dal 1873 della commissione per gli studi sul colera e presidente dell’Accademia bavarese delle scienze (è sua l’ideazione di una reazione chimica per ricercare sali biliari nelle urine: reazione di Pettenkofer), era solito fare dimostrazioni anti-pasteuriane molto eloquenti ai suoi studenti universitari: riempiva un normalissimo bicchiere d’acqua, vi diluiva dentro un concentrato di batteri del colera e poi trangugiava il tutto davanti a loro, senza mai prendere la malattia. Dimostrava così, direttamente su se stesso, la totale fallacia delle tesi di Pasteur e Koch e dei loro interessati seguaci; i quali, all’epoca, erano ancora definiti, sarcasticamente, “contagionisti”.

In un dettagliatissimo articolo dal titolo Max Von Pettenkofer e la teoria dei germi, curato dal giornalista Gianluca Freda, è riportato un curioso aneddoto del Professore. «Nel 1892, il celebre medico e chimico bavarese Max von Pettenkofer chiese a Robert Koch, che nove anni prima aveva  isolato il bacillo del colera, di inviargli un campione delle sue colture vibrionali. Koch glielo inviò. Qualche giorno dopo, Pettenkofer lo ringraziò con una lettera, nella quale scriveva: “Il Dottor Pettenkofer offre al Dottor Professor Koch i propri rallegramenti e lo ringrazia per la fiala contenente i cosiddetti vibrioni del colera, che egli è stato così gentile da inviargli. Il Dottor Pettenkofer ne ha bevuto l’intero contenuto ed è lieto di informare il Dottor Professor Koch che egli permane nella consueta ottima salute”Pettenkofer […] aveva in effetti trangugiato non un qualsiasi prodotto potenzialmente infetto, ma un’intera coltura di bacilli del colerasenza riportare conseguenze. Non riuscendo a spiegare il fenomeno in modo convincente, i “contagionisti” dell’epoca sostennero che i bacilli del colera erano stati probabilmente neutralizzati dalla forte acidità di stomaco di Pettenkofer; il quale all’epoca aveva 74 anni ed effettivamente entrava in preda a forti disturbi dispeptici ogni volta che sentiva parlare delle teorie, che reputava campate in aria, dei suoi avversari accademici. A parte questo, godeva di ottima salute. E […] era ancora in discreta forma quando, nove anni più tardi,  [davanti all’inarrestabile avanzata del Cartello] si suicidò con una revolverata alla tempia»[1]. Resta il fatto, storico, che l’esimio professor Koch, il quale nel 1883 aveva enunciato i suoi famosi 4 postulati (ossia i quattro criteri generali destinati a stabilire la relazione di causa-effetto che lega un microrganismo a una malattia), davanti all’esplicita sconfessione del terzo postulato (“ogni volta che una coltura pura del microrganismo viene inoculata in un ospite, si riproduce la malattia”), si guardò bene dal mettere in discussione le sue teorie, ben sapendo che se così avesse fatto avrebbe compromesso tutto il credito scientifico che si era faticosamente conquistato. Lungi persino dall’essere mosso da curiosità scientifica rispetto a quanto gli aveva dimostrato il professor Pettenkofer, Koch non fece assolutamente nulla per fermare l’avanzata della Teoria batterica, che invece prese il volo (e cioè il potere) e che ancora oggi governa la Medicina e gli interessi del Potere Sanitario Mondiale.

Ma Pettenkofer non fu il solo a prendersi gioco della Teoria batterica. Come ha ricordato anche Valdo Vaccaro, tra i tanti esperimenti anti-pasteuriani effettuati, sono rimasti noti pure quelli del dottor Thomas Powell. Quest’ultimo, ha scritto appunto Vaccaro, «negli anni ’30 [del Novecento], aveva ridicolizzato l’intero mondo della Medicina. Aveva lanciato la sfida di produrre nel suo corpo anche una sola malattia, inoculando in lui sotto controllo di una giuria, i germi del colera, della peste bubbonica, e microbi di ogni genere […]. Si fece spargere questi microbi in tutti gli alimenti che mangiava. Si spennellò varie volte la gola con i germi della difterite. Ma tutti gli sforzi per ammalarsi non approdarono a nulla»[2].

Anche il dottor John B. Fraser di Toronto verificò sul campo l’inconsistenza scientifica della Teoria batterica: egli, ha ricordato ancora Vaccaro, «descrisse sulla rivista americana Physical Culture (maggio 1919) i suoi 150 esperimenti realizzati dal 1914 al 1918 per determinare se i microbi causano davvero la malattia, o se invece sia la malattia generata da altre cause a produrre i microbi in eccesso. Cominciò nel 1914 a dissetare gruppi di volontari con dell’acqua contenente 50 mila microbi di difterite. Si attese qualche giorno, e nessuno si ammalò. Passò allora a un secondo esperimento, con del latte contenente 150 mila microbi di difterite. Nessun sintomo. Nel terzo esperimento, si spennellarono le tonsille, il palato, le narici ed il sotto-lingua. Nemmeno farlo apposta, nessun caso di malattia. Si pensò che la difterite fosse poco adatta. […] Si intraprese [allora] un’altra serie di prove con i più pericolosi microbi della meningite. Si invasero ancora le mucose nasali, le pareti delle narici, le tonsille, il sotto-lingua e la parte posteriore della gola, spennellando milioni di microbi. Non apparve alcun segno di malattia. Altro tentativo venne fatto con la tubercolosi, attendendo lunghi mesi, ma anche lì andò a buca. Si utilizzarono pure combinazioni diversificate di microbi (tifo con polmonite, meningite con tifo, polmonite con difterite). Niente ancora»[3].

La Teoria batterica, contestata e contrastata con dimostrazioni sul campo, resta una credenza assurda (per quanto diffusa): un pregiudizio, una superstizione ottocentesca. Essa infatti è palesemente figlia dei tempi in cui è stata concepita, ossia frutto di una visione militarista, coloniale, antropocentrica e positivista della vita, perfettamente sintonizzata con quello che io chiamo il “pregiudizio hobbesiano”, e cioè con l’idea che la vita stessa sia una guerra continua di tutti contro tutti finalizzata alla sottomissione e alla morte, e che solo un intervento della Cultura (dello Stato con le sue Leggi, della Scienza con le sue esplorazioni, della Tecnica coi suoi ritrovati, della Medicina con le sue terapie, della Religione coi suoi miracoli, eccetera) possa sistemare le imperfezioni della Natura. La Natura forse non sarà perfetta, ma lo è sicuramente ancor meno la Cultura, se non altro perché la Cultura è sempre opinabile. E il delirio di onnipotenza che muove la Cultura (in generale) e l’ideologia della Scienza (in particolare), e cioè l’idea megalomane che la Scienza sappia fare meglio della Natura, ci dice a sufficienza quanto arrogante, prepotente, supponente possa essere la dittatura della Scienza (Scientocrazia).

Le malattie, tanto più quelle infettive, non si prendono perché qualcuno ce le attacca, ma nascono dentro di noi: dal nostro malsano stile di vita e alimentare, oltre che dall’inquinamento di aria, acqua e Terra che assumiamo con la respirazione e il nutrimento. Siamo noi i principali responsabili delle malattie che abbiamo; noi e lo stile di vita innaturale che conduciamo da animali domestici all’ingrasso, intossicati e inquinati. I CONTAGI NON C’ENTRANO NULLA!!!

E la cosa più curiosa è che oggi sono proprio le condizioni d’intollerabile restrizione sanitaria in cui siamo tutti detenuti a dimostrare, una volta di più, L’INESISTENZA DI ALCUN CONTAGIO IN ATTO.

Si dice che il coronavirus si moltiplicherebbe grazie al contatto tra le persone. Ebbene, nonostante il fatto che da ben 17 giorni sia stata disposta e attuata la sospensione quasi totale di ogni contatto umano tra le persone, non solo non è calato il numero dei positivi al tampone COVID-19, ma c’è un picco in crescita di essi che la stessa Protezione Civile ha definito “inaspettato”. Perché? Perché le malattie non si trasmettono con il contatto umano, e l’ideologia del contagio serve solo a renderci tutti terrorizzati. Naturalmente, un individuo terrorizzato è molto meglio governabile.

Guardando i dati forniti giorno dopo giorno dall’ISITITUO SUPERIORE DI SANITÀ, la cosa è evidentissima. Il grafico qui sotto riportato, che riproduce la curva d’incidenza del COVID-19 in Italia nei giorni che vanno dal 30 gennaio 2020  (data in cui l’OMS ha dichiarato lo stato di epidemia globale) fino ad oggi (26 marzo 2020), dimostra che, alla data del 9 marzo, e cioè quella d’entrata in vigore dei provvedimenti di divieto di circolazione e contatto umano in Italia (data evidenziata nel grafico dalla linea verticale rossa), non solo il numero dei positivi al COVID-19 non è diminuito né è rimasto stabile, ma è cresciuto con un picco del 300% e poi del 500% e poi del 700% e poi del 1.100% che ridicolizza ogni Teoria batterica e ogni ideologia del contagio. L’esame del grafico stesso ci dice chiaramente che le misure restrittive di contenimento attuate dal governo italiano non hanno inciso minimamente sull’andamento della malattia.

Di fronte a questi dati incontrovertibili, il governo si affanna nella sua propaganda contagionista, sostenendo che si tratterebbe di trasmissioni precedenti il 9 marzo e manifestatesi solo adesso; ma a parte il fatto che l’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ ha sempre ufficialmente dichiarato che “il periodo d’incubazione [del nuovo coronavirus] vari in media tra 2 e 14 giorni”[4] (e oggi siamo al 17° giorno successivo al 9 marzo), la logica resta logica: se ci trovassimo di fronte a una perdita d’acqua dovuta a un rubinetto aperto e, dopo averlo chiuso quasi del tutto, l’acqua non solo non calasse (o non rimanesse costante per un po’ a svuotamento del tubo, per poi calare), ma cominciasse a uscire a fiotti ancor più intensi e veementi, in quantità tripla, e poi quintupla, e poi settupla eccetera di quella originaria, ognuno di noi sarebbe perfettamente in grado di comprendere che, evidentemente, NON È STATO CHIUSO IL RUBINETTO GIUSTO.

Il rubinetto del contagio non è il rubinetto giusto, e la causa della diffusione del coronavirus non è nel contatto tra le persone!

Ma c’è anche un’altra riflessione che conferma quanto sopra: la si trae, una volta ancora, dall’esame dei dati forniti dall’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ sui positivi al COVID-19 e sui relativi deceduti. Come mai il maggior numero di positivi (circa 60.000 su 80.000) si registra nelle terre della Pianura Padana? È forse che il coronavirus ha elaborato una particolare antipatia per gli abitanti di quelle zone? Oppure quelle sono le zone a più alta industrializzazione e coi massimi livelli di inquinamento ambientale registrati ogni anno?

La Pianura Padana per morfologia e per accanimento industriale è la zona dall’aria più inquinata d’Italia e, secondo le immagini elaborate dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), anche quella dall’aria più inquinata d’Europa[5]. È forse strano che in questo luogo, devastato da un punto di vista ambientale, disboscato completamente, cementificato e lastricato dappertutto, percorso da fiumi trasformati negli anni in discariche di fabbriche e rifiuti urbani (tanto che da tempo non sono più balneabili), e ammorbato completamente da ciminiere, inceneritori, nano-polveri, tubi di scarico, centrali elettriche e scie chimiche, si registrino complicanze alle vie respiratorie dei relativi abitanti? È strano che le provincie col più alto numero di positivi (Bergamo e Brescia) si trovino attorno all’inceneritore di Brescia, che è uno degli inceneritori più grandi e inquinanti d’Europa (circa 750.000 tonnellate di rifiuti l’anno: il triplo di quello di Vienna)[6]? C’è forse bisogno di ricordare quali siano gli effetti delle nano-polveri che entrano nel nostro organismo dalle vie respiratorie superando ogni barriera naturale di protezione? E c’è anche bisogno di ricordare che la maggior parte degli inceneritori d’Italia si trova al Nord (quasi il 70%)[7], e segnatamente nella Pianura Padana?

Se si osservano i dati dei positivi al COVID-19 delle regioni esterne alla Pianura Padana, i 59.174 casi registrati in quelle terre diventano i 3.226 della Toscana, i 2.567 della Liguria o i 494 della Sardegna. Allo stesso modo, le persone risultate positive al COVID-19 in tutto lo Stato della Slovenia (a est del Friuli Venezia Giulia) sono 141, e non si registra alcun decesso (dati al 15 marzo scorso). Forse il coronavirus ce l’ha con gli italiani del nord e, una volta raggiunto il confine con gli stati balcanici, si rifiuta di oltrepassare il valico?

E come mai i dati sull’età media delle persone decedute col coronavirus ci dicono che si tratta per la maggior parte di ottantenni e che persino la media dei positivi è di 63 anni[8]? Forse il coronavirus si ferma anche davanti alla carta d’identità delle persone, e se la prende con i pensionati?

Altro quesito: come mai vengono conteggiati tra i deceduti risultati positivi al COVID-19 anche coloro che sono affetti da gravissime e croniche patologie pregresse e da condizioni di salute disperate? Tutti sappiamo che c’è una bella differenza tra il morire di coronavirus (e cioè senza co-morbilità alcuna) e il morire con il coronavirus (ossia con la compresenza di gravi e pregresse malattie). Il dott. Stefano Montanari, nanopatologo, intervistato il 19 marzo scorso dal canale video-blog Byoblu, con la sua proverbiale ironia, ha spiegato la differenDeza rivolgendo una battuta alla giornalista che lo stava intervistando: “Se lei va sotto il treno, quel trauma è causa di morte. Se lei va sotto al treno e aveva il raffreddore, il raffreddore non è causa di morte”[9].

Ebbene, secondo l’ultimo report dell’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ aggiornato al 20 marzo 2020, “l’età media dei pazienti deceduti e positivi al COVID-19 è 78,5 anni”[10], quasi tutti con gravi e pre-esistenti affezioni croniche (Cardiopatia ischemica, Fibrillazione atriale, Ictus, Ipertensione arteriosa, Diabete mellito, Demenza, Broncopneumopatia cronica ostruttiva, Cancro attivo negli ultimi 5 anni, Epatopatia cronica, Insufficienza renale cronica)[11]. Di tutte le persone dichiarate morte per coronavirus (3200 refertate su 8.165), quelle ad oggi ufficialmente accertate senza co-morbilità sono SOLAMENTE 6[12]! Dov’è questo contagio globale inarrestabile?

Il Professor Roberto Bernabei, Ordinario di Geriatria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, invitato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile dott. Angelo Borrelli alla conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione sanitaria in Italia dello scorso 20 marzo, ha dichiarato: “Il fattore di rischio vero è quello di averci non solo un’età geriatrica, ma anche averci delle patologie concomitanti. […] E, in particolare, patologie come l’ipertensione, la cardiopatia ischemica, la fibrillazione atriale, il diabete. […] Il dato generale è che abbiamo meno del 10 % di mortalità sotto i 60 [anni]. Tutto il resto è dai 60 in su[13].

Se fosse vera l’ipotesi di un contagio virale della popolazione mondiale, la stessa popolazione sarebbe decimata ovunque, in qualsiasi età e in maniera indiscriminata, non con attenzioni tutte particolari al numero degli anni, al luogo di residenza e alla presenza di patologie croniche pregresse. In Cina, dove si dice che questo Micro Mostro sia nato, il cielo è talmente inquinato che risulta coperto tutti i giorni da una fittissima coltre grigia che non lascia passare un solo raggio di sole. Un mio personale conoscente, che ebbe modo di recarsi a Shangai qualche anno fa per motivi di lavoro, mi raccontò di come, una mattina di sole, uscendo dall’albergo, si accorse che quasi tutti gli abitanti della città si fermavano a fotografare il cielo. Chiedendo lumi al suo interprete del luogo, ne ottenne questo chiarimento: “Stanno tutti fotografando il cielo perché oggi è azzurro, e qui da noi questo è un evento così raro che in tanti lo stanno immortalando con il cellulare”.

Non è il coronavirus che ci sta decimano, ma la civiltà: coi suoi ritmi intollerabili, i suoi ordini da rispettare, le sue incombenze stressanti da evadere, le sue preoccupazioni costanti, le sue contaminazioni ambientali accettate da tutti e date per assodate (in nome del Progresso, dello Sviluppo, dell’Innovazione tecnologica); coi suoi traffici intollerabili (dai rifiuti urbani alle scorie radioattive, dalle sostanze stupefacenti alle armi, dalle donne-schiave da destinare alla prostituzione agli organi umani), i suoi fiumi morti, i suoi mari sempre più acidificati, le sue foreste abbattute, le sue montagne traforate e spelacchiate, la sua aria irrespirabile, la sua cultura alimentare malsana e ulteriormente aggravata dalla produzione di cibi carichi di glutine, cotti e stracotti, conservati, denaturati, pastorizzati, riempiti di additivi chimici e altri veleni.

Non c’è alcun contagio in atto da coronavirus! Non è il contatto tra le persone che provoca l’influenza in corso. Le misure adottate di contenimento (e che non contengono nulla) sono il rubinetto sbagliato che non incide in alcun modo sulla perdita d’acqua in corso.

Assistere allora al protrarsi di queste misure liberticide e all’insistito inasprirsi delle stesse (in Emilia-Romagna un’ordinanza del 18 marzo 2020 ha vietato anche le passeggiate a piedi e le uscite in bicicletta), vuol dire assistere all’accanirsi nello stringere con le pinze il rubinetto sbagliato, e questo dimostra solo due cose:

1) lo stato di evidente confusione in cui versa la scienza medica che, di fronte alla palese inutilità profilattica delle misure restrittive adottate, non sa più che pesci pigliare, e allora s’incaponisce sulle misure stesse credendo di poter rimediare alla loro totale inefficacia con l’autorità e la loro progressiva esacerbazione (come ha ammesso il 22 marzo scorso il dottor Antonio Santo, oncologo dell’Azienda Ospedaliera di Verona, invocando mascherine per tutti: “Finora le misure messe in atto dal Governo centrale-regionale non hanno dato i risultati sperati”[14]);

2) che le intenzioni di chi ha promosso e adottato le misure da “stato d’assedio” in atto, e che non molla nemmeno di fronte alla loro dimostrata incapacità di incidere anche solo minimamente sulla situazione sanitaria in essere, non erano rivolte a finalità di salute pubblica, ma ad altri scopi: e, in particolare, a scopi politici, ovverosia – lo ripeto ancora una volta – scopi di adattamento delle masse di tutto il globo al-l’accettazione della sospensione delle loro libertà (obiettivo, quest’ultimo, perfettamente conseguito).

Non è certo un caso, infatti, che tanti governi siano stati ben lieti di salite sul carro delle restrizioni sanitarie già applicate in Italia, anche di fronte a situazioni ben meno rilevanti di quella italiana (che pure non è affatto rilevante, se solo si considera che nel 2017 morirono 13.400 persone di polmonite, mentre ad oggi, sono circa 8.000 le persone positive considerate morte con il coronavirus).

In Spagna, misure analoghe a quelle assunte dal governo italiano sono state imposte a partire dal 14 marzo 2020 pur registrando soltanto 1.328 persone genericamente decedute con il coronavirus (dati al 21 marzo): stato di emergenza proclamato dal governo spagnolo ed esercito nelle strade.

In Francia, identiche misure emergenziali sono entrate in vigore dal 17 marzo pur registrando soltanto 148 persone genericamente decedute con il coronavirus.

In Austria vige la sospensione della democrazia dal 16 marzo, e i decessi con il coronavirus erano addirittura 3.

In Albania, le limitazioni democratiche decretate sono ancora più pesanti di quelle italiane, posto che là è anche in vigore il divieto di utilizzo di auto sia pubbliche che private (per ora limitato alle città di Tirana e Durazzo); eppure, la situazione sanitaria al 15 marzo scorso (data dei provvedimenti) era la seguente: 33 persone risultate positive al tampone COVID-19 e 1 sola deceduta con il coronavirus (che peraltro era l’unico decesso registrato in tutta la zona dei Balcani Occidentali)![15]

Anche in Israele, condizioni da “stato d’assedio” ancora più restrittive di quelle italiane sono state adottate dal governo, con voli sospesi in tutto lo Stato, tampone per chi guida, segregazione domiciliare per tutti e, dal 17 marzo scorso, nuove misure d’emergenza per consentire alla polizia, senza la necessità di un ordine di un tribunale, di tracciare i cellulari delle persone e verificarne gli eventuali spostamenti. Nelle parole del giornalista Gabriele Carrer, il governo israeliano ha addirittura schierato in prima linea «anche lo Shin Bet, i servizi segreti interni, autorizzato a rintracciare tutti coloro che sono entrati in contatto con persone sospettate di essere state infettate prima che il virus venisse diagnosticato. Lo Shin Bet può utilizzare a questo scopo gli strumenti solitamente impiegati per contrastare il terrorismo […]. Intervistato da Agenzia NovaJacob Perry, direttore dello Shin Bet dal 1988 al 1994, poi ministro e deputato, aveva spiegato, prima del via libera dell’esecutivo alle nuove misure, che “il governo utilizza ogni mezzo di ispezione digitale per controllare, attraverso telefoni cellulari e computer, se le persone rispettano le misure di sicurezza e limitano i loro movimenti. È una penetrazione della privacy – ha ammesso Perry – e c’è anche chi definisce antidemocratico questo sistema, ma penso che, in questo momento, la cosa più importante sia fermare la diffusione del virus”»[16]. La diffusione del virus in Israele, al 17 marzo scorso, era la seguente: 300 sole persone positive al tampone COVID-19 e nessun decesso!

In Libano, il 21 marzo 2020 è stato dichiarato «il coprifuoco su scala nazionale nell’ambito dell’inasprimento delle misure precauzionali per tentare di contenere la diffusione del coronavirus. Il premier libanese Hassan Diab, che ha parlato in diretta tv in un discorso alla nazione […], ha precisato che l’esercito sarà dispiegato in tutte le città, pattuglierà le strade e erigerà posti di blocco. Sono [solamente] 206 i casi di Covid-19»[17] e nessun morto accertato.

Coprifuoco anche in Macedonia del Nord (dalle 21:00 alle 6:00): 85 persone positive e nessun decesso[18].

Coprifuoco pure in Bolivia (dalle 17:00 alle 5:00)[19]: 3 sole persone positive al coronavirus e nessun decesso[20].

Coprifuoco imposto persino dal governo di accordo nazionale di Tripoli (Gna), dalle 18:00 alle 6:00: nemmeno un caso di persona positiva al COVID-19[21]!!!

NON È IL DEMONIO CORONAVIRUS CHE I GOVERNI DI TUTTO IL MONDO STANNO DEBELLANDO IN QUESTI GIORNI, MA LA NOSTRA LIBERTÀ!!!

Il complesso degli scarti metabolici fatti passare sotto la dicitura “coronavirus” faranno semplicemente il loro corso, incuranti delle ignoranti e disumane misure anti-Natura adottate dal Potere Sanitario Mondiale mediante i suoi portaborse seduti negli scranni dei governi e dei parlamenti del mondo. Come ogni altra influenza stagionale, anche quella determinata dall’occlusione metabolica in corso continuerà la sua parabola di crescita del numero di positivi e di morti, fino a che non si stabilizzerà DA SOLA per poi regredire DA SOLA come ogni anno. E il fatto che essa prima o poi regredirà, e che il governo attribuirà sicuramente alle misure restrittive adottate quella regressione, nell’applauso generale di giornali, reporter, radio locali e pubblica opinione (compresi i tanti alternativi anti-sistema che hanno fede nelle Istituzioni del Sistema), non cambierà le carte in tavola.

L’influenza stagionale in atto regredirà da sola. Quel che invece non regredirà più, sarà la nostra disponibilità ad accettare la sospensione della libertà ogni qualvolta verranno suonate le campane dell’ideologia del contagio; e magari anche senza più bisogno di campane ad hoc o di provvedimenti draconiani come quelli attualmente in essere, che mostrano in maniera fin troppo pacchiana quanto totalitaria sia la Dittatura della Scienza. Dagli stati di emergenza non si torna più indietro!!!

Non c’è alcun contagio in atto da coronavirus, e di questo la popolazione mondiale può stare tranquilla. C’è invece un’aggressione senza precedenti alla libertà di tutti, e di questo occorre al contrario preoccuparsi enormemente e attivarsi per resistere!

La terribile svolta totalitaria in atto non ha riscontri nella storia politica del Pianeta: di questa svolta dobbiamo prendere coscienza e davanti ad essa non possiamo stare zitti. Ogni silenzio che aggiungeremo all’arbitrio che stiamo subendo in questi giorni, sarà pagato da noi stessi a caro prezzo in futuro, con sempre più restrizioni arbitrarie e chissà, trattamenti sanitari obbligatori per tutti, tanto più per chi deciderà di ribellarsi!

Non è una questione puramente intellettualistica quella che ci sta coinvolgendo in questi giorni, né tanto meno una questione di carattere sanitario: qui è in gioco la nostra libertà. O sapremo reagire a questa svolta totalitaria che ci reclude silenziosamente in casa, che ci fa andare in giro bardati stupidamente con inutili mascherine alla bocca e guanti in lattice, che ci vieta ogni naturale contatto umano e che c’insegna a vedere nel prossimo un potenziale appestato dal quale stare a rigorosa distanza di sicurezza, o la detenzione domiciliare che in questi giorni applaudiamo persino con ignobili flash-mob da clima d’azienda fantozziana, diventerà uno strumento sempre più comune di restrizione politica e poliziesca.

Spetta a noi decidere: la libertà, forse come mai prima d’ora nella storia successiva alla tragedia mondiale dei totalitarismi europei del Novecento, è oggi nelle nostre mani.

Enrico Manicardi

________________

[1] Cfr. G. FREDA, Max Von Pettenkofer e la teoria dei germi, in: http://www.medicinapiccoledosi.it/medicina-convenzionale/max-von-pettenkofer-la-teoria-dei-germi/

[2] Cfr. V. VACCARO, Scienza e fantascienza del virus – parte 4, in: https://anima.tv/valdovaccaro/2016/159-scienza-fantascienza-del-virus-parte-4/

[3] Ibidem.

[4] ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ, Coronavirus e nuovo coronavirus SARS-CoV-2 – FAQ, in: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/faq

[5] Cfr. G. FAVOLA, I luoghi più inquinati d’Italia: 14mila morti premature ogni anno per biossido di azoto. La Pianura Padana è anche l’area più contaminata d’Europa, in: «Ambientebio.it» del 18 ottobre 2019: https://www.ambientebio.it/ambiente/luoghi-piu-inquinati-14mia-morti-premature-biossido-azoto-pianura-padana-primo-posto/

[6] Cfr. WIKIPEDIA, voce “inceneritori d’Italia”. In: https://it.wikipedia.org/wiki/Inceneritori_in_Italia

[7] Ibidem.

[8]ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ, Epidemia COVID-19: Aggiornamento nazionale 19 marzo 2020 – ore 16:00, in:

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino%20sorveglianza%20integrata%20COVID-19_19-marzo%202020.pdf

[9] Si veda: BYOBLU, del 19 marzo 2020: Così diventeremo immunodepressi per legge, intervista al dott. Stefano Montanari. In: https://www.byoblu.com/2020/03/19/immunodepressi-per-legge-stefano-montanari-byoblu24/

[10] ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ, Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia. Il presente report è basato sui dati aggiornati al 20 Marzo 2020, in: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_20_marzo.pdf

[11] Ibidem.

[12] Ibidem.

[13] Si senta: RADIO RADICALE, Conferenza stampa Protezione Civile del 20 marzo 2020, ore 18:00. In: https://www.radioradicale.it/scheda/601317/emergenza-coronavirus-punto-stampa-del-capo-della-protezione-civile-angelo-borrelli

[14] Cfr. C. TAJOLI, «Mascherine a tutti: il Covid-19 si ferma così». Ecco come farle in casa, su «L’Arena» del 24 marzo 2020. In: https://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/mascherine-a-tutti-il-covid-19-si-ferma-cos%C3%AC-ecco-come-farle-in-casa-1.8003835/amp

[15] Sull’Albania, si senta: Radio Radicale, trasmissione Passaggio a Sud Est del 15 marzo 2020, condotta da Roberto Spagnoli. In: http://www.radioradicale.it/scheda/601645/passaggio-a-sud-est-la-realta-politca-delleuropa-sud-orientale

[16] Cfr. G. CARRER, Coronavirus e intelligence, il modello Israele spiegato da Melman (Haaretz), in: https://formiche.net/2020/03/israele-melman-coronavirus-netanyahu/

[17] Cfr. IL FATTO QUOTIDIANO del 21 marzo 2020, in: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/21/coronavirus-275mila-contagi-nel-mondo-25mila-in-spagna-in-germania-sono-16mila-sindaco-new-york-tra-due-settimane-avremo-esaurito-le-attrezzature-mediche/5744254/

[18] Ibidem.

[19] Cfr. LA GENTE D’ITALIA del 18 marzo 2020, Coronavirus, la Bolivia si blinda: coprifuoco a partire dalle 17, in: http://www.genteditalia.org/2020/03/18/coronavirus-la-bolivia-si-blinda-coprifuoco-a-partire-dalle-17/

[20] Cfr. ANSA del 13 marzo 2020, in: http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/13/coronavirus-da-sabato-stop-in-bolivia-voli-da-per-europa_d6091a3a-c44e-42a9-99b9-0e6e06a62dc1.html

[21] Cfr. IL FATTO QUOTIDIANO del 21 marzo 2020, cit.

IL CAMPO ELETTROMAGNETICO UMANO

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di Roberto Delle Curti

CHE COSA E’ IL CAMPO ELETTROMAGNETICO E DA DOVE DERIVA

Il campo elettromagnetico è una delle 4 forze che compongono e tengono insieme l’Universo a noi conosciuto.

Le 4 “forze” fondamentali della natura che compongono l’universo sono:

  • 1 – campo elettrodebole – agisce sulle particelle subatomiche
  • 2 – campo elettroforte – agisce sui nuclei atomici
  • 3 – campo gravitazionale – agisce sulle masse tra cui i pianeti e le galassie (forza o accelerazione di gravità)
  • 4 – campo elettromagnetico – agisce sulla struttura dell’atomo (campi elettrici e magnetici che interagiscono tra loro)

le 4 forze che compongono la Natura dell’Universo sono tenute insieme da una “forza/intelligenza” che le gestisce e le fa interagire. Gli scienziati non sono ancora riusciti a scoprirne la presenza anche se ne teorizzano l’esistenza.

IL CAMPO ELETTROMAGNETICO

  • a) La teoria completa dell’elettromagnetismo è degli studiosi Maxwell e Faraday (nizi anni 1900). I due scienziati sostituiscono il concetto di forza con quello di campo di forze spingendosi oltre i confini della fisica meccanica Newtoniana.
  • b) L’elettromagnetismo si basa sulla presenza di cariche positive e negative che si attraggono o si respingono in funzione del loro segno ed agisce a livello dell’atomo tra gli elettroni (cariche negative) ed il nucleo dell’atomo (caricato positivamente) Ogni carica crea nello spazio circostante una “perturbazione” o una “condizione” tale che, un’altra carica se presente, avverte una forza. Questa condizione dello spazio che ha la capacità di produrre una forza è chiamata CAMPO. Essa è generata da una singola carica ed esiste indipendentemente dal fatto che un’altra carica sia o meno presente nel campo e ne avverta l’effetto. Ad una dimensione superiore, lo stesso vale anche per l’esistenza dell’uomo verso i suoi simili.
  • c) L’ELETTRODINAMICA è la scienza che studia l’azione dei campi elettrici e magnetici e l’interazione tra di essi. Nei primi anni del ‘900 si è arrivati a scoprire che la LUCE non è altro che un campo elettromagnetico rapidamente alternante e che si sposta nello spazio sotto forma di onda. Oggi sappiamo inoltre che le onde radio, le microonde, le onde luminose, i raggi radar, i raggi x, i raggi gamma ed i raggi cosmici non sono altro che onde elettromagnetiche che differiscono tra di loro nella frequenza di oscillazione. La frequenza è il numero di volte in cui l’onda oscilla (si alterna da positiva a negativa) nel periodo in un secondo. [Una frequenza di 1000 Hz significa che l’onda oscilla 1000 volte al secondo. Un’onda alla frequenza di 1 GIGA Hertz oscilla un miliardo di volte in un secondo. L’onda della luce (infrarosso) oscilla a circa 4.000.000 di GIGA Hertz (cioè 4 milioni di miliardi di volte al secondo – 740 nanometri di lunghezza d’onda)]
ALBERT EINSTEIN

Nel 1905 introduce la sua teoria sulla Relatività Speciale ed un nuovo modo di concepire la radiazione elettromagnetica che in seguito avrebbe caratterizzato (20 anni dopo) la FISICA QUANTISTICA. Tutte le misure di SPAZIO e di TEMPO, con l’introduzione della teoria della Relatività Speciale, perdono il loro significato assoluto. Viene abbandonato il concetto di Newton di SPAZIO inteso come scenario IMMUTABILE dei fenomeni fisici ed il concetto di TEMPO ASSOLUTO. Si scopre che la forza di gravità (poi chiamata campo gravitazionale) ha l’effetto di curvare sia lo spazio che il tempo. Non solo le misure riguardanti lo spazio e il tempo sono relative, ma l’intera struttura dello spazio-tempo dipende dalla distribuzione della materia nell’universo ed il concetto di “spazio vuoto” perde di significato. Cioè NON esiste.

STRUTTURA dell’ATOMO

Con la scoperta dei “raggi x” ci si accorse inoltre che gli atomi hanno una struttura interna e che i raggi X non erano l’unica radiazione emessa dagli atomi (vedi radioattività). Si scopre quindi che gli atomi non sono particelle dure e solide, ma costituiti da una vasta regione di spazio nella quale particelle piccolissime (elettroni) si muovevano intorno ad un nucleo legati da forze elettriche. Un atomo è grande circa un centesimo di milionesimo di centimetro. Immaginate una mela che cresca fino alle dimensioni della Terra. Gli atomi di questa sarebbero grandi come nocciole, uno vicino all’altro, ma l’atomo (grande come la nocciola in questo caso), ha un nucleo piccolissimo. Se facciamo crescere l’atomo come la cupola di S.Pietro, il nucleo di questo sarebbe grande come un granellino di sale. Un granellino di sale al centro della cupola di S.Pietro con granelli di polvere che gli girano attorno (elettroni) a velocità elevatissime. Le particelle subatomiche (quelle più piccole del nucleo dell’atomo) passano attraverso questo grande spazio che compone l’atomo. La materia in pratica è vuota.

IL CARATTERE DUALE DELLE PARTICELLE SUBATOMICHE

Le particelle subatomiche vengono scoperte e trattate poi dalla fisica Quantistica (poi si capirà perchè questo nome). Si scopre che esse non sono solo particelle dotate di una massa, ma presentano un carattere duale: ONDA ELETTROMAGNETICA o PARTICELLA.

MAX PLANCK scoprì che l’energia della radiazione termica (campo elettromagnetico alla frequenza dell’infrarosso) non è emessa in modo continuo, ma a pacchetti.

EINSTEIN chiamò QUANTI questi pacchetti di energia e postulò che la LUCE e TUTTE le altre forme di RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA possono presentarsi sotto forma di pacchetti: i QUANTI (da qui il nome della FISICA che si occupa delle particelle subatomiche).

I QUANTI DI LUCE (emissione elettromagnetica ad una certa frequenza) si chiamano FOTONI: particelle speciali PRIVE DI MASSA che viaggiano alla velocità della luce.

Si scoprì inoltre che a livello subatomico, la materia (particelle) non si trova in luoghi specifici, ma ha la “tendenza a trovarsi” da qualche parte e questa tendenza è espressa in probabilità. Le probabilità sono associate a quantità matematiche che prendono forma di ONDE.

La FISICA QUANTISTICA (o meccanica quantistica) ha così via via demolito i concetti classici di OGGETTI SOLIDI. Questi si dissolvono in configurazioni di ONDE DI PROBABILITA’, cioè PROBABILITA’ di INTERCONNESSIONI e scambi di energia.

UNITA’ DELL’UNIVERSO

La meccanica quantistica rivela quindi una fondamentale UNITA’ dell’UNIVERSO: mostra che non possiamo scomporre il mondo in unità minime dotate di esistenza indipendente. Più ci addentriamo nella materia e più la natura NON ci rivela la presenza di una BASE FONDAMENTALE ISOLATA, ma ci appare piuttosto come una RETE COMPLESSA DI RELAZIONI tra le varie parti del tutto.

  • Queste relazioni includono sempre l’osservatore. Ci si è accorti che l’osservatore modifica i risultati dell’osservazione a secondo di come guarda, perchè interagisce con l’oggetto o la situazione osservata (teoria della Relatività di Einstein).
  • Ciò significa che l’ideale classico di una descrizione oggettiva della natura non è più valido. Quando ci si occupa della materia a livello atomico, non si può operare la separazione cartesiana tra l’IO e il mondo, tra l’osservatore e l’osservato. Nella FISICA ATOMICA non possiamo parlare della NATURA senza parlare nello stesso tempo dell’uomo cioè di NOI STESSI.
IL SALTO DI COSCIENZA DELLE PARTICELLE SUBATOMICHE

Normalmente l’elettrone, che gira intorno al nucleo atomico, in condizioni normali si trova sempre nell’orbita più bassa vicino al nucleo dell’atomo. Se, per qualsiasi motivo, riceve una quantità di energia sufficiente, questo si sposta in un’orbita più alta. In questo caso si dice che l’atomo è stato “eccitato” (es. ebollizione dell’acqua). Da questo stato ritornerà allo stato precedente restituendo l’energia eccedente sotto forma di QUANTO DI RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA.

Ogni volta che dell’energia viene acquisita, si passa ad un livello di eccitazione. E’ uno scambio “primitivo” di INFORMAZIONE (o di “base”) per POTER CAMBIARE DI STATO e passare ad uno stato SUPERIORE di ECCITAZIONE (o inferiore se si cede ENERGIA). Si capirà più avanti che il concetto di “superiore” ed “inferiore” NON HA SIGNIFICATO, ma solo citato per avere dei termini di paragone, infatti normalmente si parla di “TRASFORMAZIONE” da uno stato ad un altro.

La fisica quantistica parla in questo caso anche di SALTO di COSCIENZA (acquisizione di nuova informazione), questo più che altro perchè tutte le particelle possono essere TRASFORMATE in altre particelle (l’elettrone può diventare un fotone e viceversa), le particelle possono essere create dall’energia e possono riscomparire trasformandosi in energia.

Ogni informazione data o ricevuta determina una TRASFORMAZIONE anche a livello elementare. Una trasformazione avviene ogni volta che una informazione (anche una sola) viene scambiata. Non è importante il tipo di informazione. Per ottenere una trasformazione ci deve essere un salto QUANTICO.

Questa, che si CHIAMA TRASFORMAZIONE, trova anche degli aspetti simili a ciò che l’uomo ha introdotto nelle filosofie e nelle religioni (la trasformazione, il salto di coscienza, l’anima, la rinascita, la resurrezione ecc.).

LA NATURA DELLA MATERIA e L’UOMO

Tutta la materia (praticamente vuota) è fondamentalmente caratterizzata da ENERGIA, cioè EMISSIONE DI CAMPO ELETTROMAGNETICO derivante dagli atomi e dai suoi nuclei atomici che scambiano continuamente questa energia attraverso le loro particelle (elettroni-fotoni-ed altre particelle subatomiche come mesoni, pioni, antiparticelle ecc.).

La materia è quindi sostanzialmente vuota e composta da quasi solo energia.

A Carlo Rubbia nel 1984 è stato conferito il Nobel per la fisica perchè ha dimostrato che la materia è sottoposta a delle forze energetiche interattive e che esiste una costante naturale: il rapporto tra massa ed energia che è di uno ad un miliardo (1: 9,746 x 10^9) – si riallaccia alla relazione della Teoria della Relatività di Einstein. Questo aspetto è fondamentale, perchè viene messo in evidenza il piccolo significato della materia e quello grandissimo dell’energia. In pratica, la materia che compone l’uomo è un miliardesimo di quello della sua energia.

L’uomo è costituito di CAMPO ELETTROMAGNETICO. Altri scienziati hanno in seguito fatto studi e misurato le frequenze e la larghezza di banda del campo elettromagnetico emesso dall’uomo. Esiste una relazione con tutti gli altri esseri viventi che sarà trattata più avanti. Tutto l’universo è quindi CAMPO ELETTROMAGNETICO tenuto insieme anche dalle altre 3 forze della natura prima citate.

Le 4 FORZE NON SONO DIVISIBILI.

IL CAMPO ELETTROMAGNETICO DELL’UOMO E LE INFORMAZIONI CHE L’UOMO HA E SCAMBIA.
  • A livello superiore degli atomi, esistono le molecole, che compongono (mischiandosi tra loro) i vari composti della materia o i materiali. Le molecole continuano ad emettere e scambiare il campo elettromagnetico generato dal livello inferiore (atomi).
  • Una MACROMOLECOLA è il DNA UMANO (acido desossiribonucleico), codificato in 64 amminoacidi che formano le proteine che servono alla formazione delle cellule del corpo umano o animale in genere. Il DNA è composto da circa 10 miliardi di d’informazioni (ogni informazione elementare è codificata), delle quali la nostra medicina classica ne considera solo una piccolissima parte, il resto lo considera spazzatura. Purtroppo, la medicina classica opera solo a livello sintomatico e non conosce ancora (non avendolo introdotto o solo in piccolissima parte) l’interazione dei campi elettromagnetici nella propria scienza. DIVIDENDO LE SCIENZE tra di loro (medicina, psicologia, matematica, fisica, filosofia, religione ecc.) non si può capire la struttura dell’UOMO e dell’Universo in cui esso opera. Ogni scienza incorpora una piccola parte di VERITA’ del TUTTO.

Si è parlato di “scambio di informazioni” come salto elementare di COSCIENZA.

Il DNA UMANO è una sede di informazioni che vengono trasmesse e ricevute tramite la modulazione di campo elettromagnetico. Esso cambia continuamente attraverso lo scambio di informazioni. Per trasferire un’informazione elementare, attraverso il campo elettromagnetico, si polarizzano in modo diverso le strutture atomiche o molecolari, di conseguenza anche quelle cellulari. Le informazioni viaggiano velocemente e vengono trasportate attraverso polarizzazioni continue di questo campo. Ogni cellula del corpo umano è in grado di effettuare dalle 30.000 alle 100.000 trasformazioni molecolari ogni secondo. Anche la pressione sonora (movimento dell’aria) è modulazione di campo elettromagnetico e con la pressione sonora viene variato quello dell’uomo.

E’ possibile sintonizzarsi sul campo elettromagnetico emesso dal proprio corpo attraverso l’ascolto cerebrale. Questo è facilmente rivelabile in quanto molto simile al ronzio percepito dalla nostra testa dopo essersi sottoposti a forti pressioni sonore (es: quando si esce da una discoteca con musica al altissimo volume). Il corpo passa in una condizione “eccitata”. L’eccitazione del campo elettromagnetico cerebrale provoca un innalzamento dell’ampiezza del campo emesso. Quando la sensazione di eccitazione o il mal di testa passa, è possibile continuare a rimanere sintonizzati con questo continuo ronzio che riprende la sua forma originale con un livello molto più basso. Lo si percepisce facilmente nel silenzio, quando tutto tace, specialmente di sera prima di dormire. Le mani riescono inoltre a modulare questo campo emesso. Avvicinando una mano alla testa, il ronzio percepito a livello cerebrale (non attraverso le orecchie), cambia. La stessa cosa avviene se la mano la mettiamo molto vicina alla testa di un’altra persona, anche senza toccarla.

Le informazioni del DNA cambiano continuamente nel momento in cui l’uomo stesso interagisce con l’UNIVERSO, con la materia, i minerali, i vegetali, gli animali ed i suoi simili. La sede della COSCIENZA dell’uomo NON E’ il cervello (il quale è solo un macro organo che emette campo elettromagnetico modulato in funzione di leggi determinate dai codici del suo DNA), ma la sede è il DNA stesso dove risiedono tutte le informazioni attuali di una persona (o animale).

Il PENSIERO è infatti frutto di un’elaborazione neuronale. I neuroni (cellule del cervello formate dal codice genetico) elaborano informazioni che vengono trasportate attraverso le sinapsi. Le informazioni si scambiano attraverso la modulazione di campo elettromagnetico interscambiato con il DNA attraverso deboli correnti elettriche prodotte e viaggianti nel corpo umano.

I neuroni di un uomo sono costituiti e costruiti dal codice che risiede nel DNA che risiede in ogni cellula dell’uomo stesso, attraverso una composizione UNICA (per ogni uomo) di amminoacidi e proteine.

E’ per questo che le persone pensano in modo differente.

Il pensiero delle persone cambia nel tempo. Ciò dipende dalle interazioni che queste hanno avuto con il loro passato, con i loro genitori, con il loro ceppo genealogico e con tutte le persone con cui continuamente nella vita interagiscono, con la società in cui operano, con la cultura in cui sono inseriti. Da qui si capisce che il nostro modo di pensare può essere stato anche influenzato dal pensiero di una persona che ha parlato con un nostro bisavolo che ci ha trasmesso in gran parte il suo codice genetico.

IL PENSIERO E’ SCAMBIO DI INFORMAZIONI CHE MODULANO UN CAMPO ELETTROMAGNETICO in una dimensione più elevata.

Scambio di informazioni è scambio di campo elettromagnetico a qualsiasi livello esso avvenga, anche in una comunicazione tra due persone a voce.

Tutte le informazioni sono dentro di noi e recuperabili in qualsiasi momento senza l’utilizzo di mezzi meccanici o strumenti sofisticati. La Natura ha fornito a se stessa (implementa), la possibilità di autoconoscersi, autocontrollarsi ed autoregolarsi in modo da poter vivere ed espandersi senza l’ausilio di mezzi meccanici. Quello che l’uomo vive come tragedie naturali (terremoti o inondazioni) non sono altro che delle autoregolazioni della natura stessa al fine di sopravvivere a variazioni esterne che tentano di operare delle modifiche. Per esempio l’innalzamento veloce della temperatura dell’atmosfera, tramite continuo surriscaldamento da parte dei nostri consumi, provoca piogge maggiori e cubi di grandine sempre più grandi o cicloni sempre più forti per ristabilire l’equilibrio. Se le piogge fossero normali ed i cubetti di grandine molto piccoli, con questa tendenza iperbolica all’aumento della temperatura, l’uomo soccomberebbe nel giro di pochissimi anni. La Natura ci sta semplicemente proteggendo, anche se l’uomo ne vede solo i lati negativi e cerca di non voler considerare la situazione in modo corretto a solo fini di lucro. Nessuna situazione avviene per caso. Tutto è codificato rigorosamente anche se l’uomo non ne ha completa coscienza o cerca di nasconderlo a se stesso.

L’uomo inoltre, costruisce a sua immagine e somiglianza tutti i prodotti tecnologici (computer, automobili, protocolli di telecomunicazioni, linguaggi ecc) anche se la maggior parte delle volte, di questo non ne è consapevole.

LA MALATTIA

Per capire la grandezza della Malattia, dobbiamo per un attimo considerare il corpo dell’uomo, come un piccolo mondo, una piccola Terra che ha al suo interno una sua autoregolamentazione.

La malattia NON è un MALE, ma come le catastrofi prima elencate, un’autoregolamentazione UNIVERSALE che agisce nella dimensione dell’UOMO. La malattia esprime all’uomo, nella sua dimensionalità, che esiste un’interazione interna o esterna che sta modificando il suo stato dell’ESSERE. Cioè: L’Essere sta uscendo dalla sintonia del TUTTO cioè dall’UNIVERSO che lo ha composto (anche il semplice raffreddore: il freddo è un campo elettromagnetico ad una certa frequenza).

L’Egoismo dell’Uomo (realizzazione dell’IO inferiore per la psicologia) altro non è che la mancanza di coscienza di essere parte del tutto e quindi la via per ISOLARSI dal RESTO nel tentativo di EMERGERE, di DISTINGUERSI, di QUALIFICARSI meglio di …. ecc.

Questo si esprime prima a livello di campo elettromagnetico emesso o ricevuto, poi a livello di modifica del DNA, poi ancora a livello neuronale (cambiano i pensieri), più avanti a livello molecolare nello stato fisico, attraverso la modifica dello stato delle nostre cellule in una particolare parte del nostro corpo fisico.

La natura del corpo umano è così bene strutturata (si può dire: grazie a Dio o alla Natura) da poter da sola esprimere il concetto della causa della malattia stessa (vedi patologie psichiche o psicosomatiche) in uno degli organi del corpo stesso. Si può anche dire che tutte le malattie (anche quelle cancerogene) vengono generate attraverso il PENSIERO e/o attraverso la COSCIENZA dell’UOMO (vedi motivi di generazione di cancro espressi dalla medicina alternativa – verrà in futuro introdotta una tabella)

Tutte le informazioni sono recuperabili e risiedono nel nostro DNA. E’ possibile parlare con il DNA interagendo con esso in vari modi. Non servono esami ematochimici, Raggi X, TAC ecc, (questi esami verificano solo lo stato delle cellule a livello molecolare, quando la malattia è già magari esplosa o troppo avanti), ma autoverificandosi con una Coscienza Diversa.

Una coscienza diversa si acquisisce con l’esperienza e con la fatica, nella continua ricerca (non a fini di lucro).

L’universo in cui viviamo è strutturato in modo che ogni singola struttura che lo compone (dalle dimensioni più piccole a noi attualmente conosciute a quelle più grandi) particelle subatomiche, atomi, molecole, cellule, minerali, vegetali, animali, uomini, energie superiori), abbiano un ciclo di VITA, cioè nascano e muoiano. Anche le stelle ed i pianeti nascono e muoiono.

Ad ogni morte si verifica un Salto di Coscienza con emissione di energia e conseguente acquisizione di ulteriori informazioni. L’ELETTRONE diventa FOTONE e viceversa, ma anche altre particelle SUBATOMICHE si TRASFORMANO al punto tale che è possibile che una particella, attraverso uno scambio di energia, si rigeneri come due particelle dello stesso tipo, non si divide in due, ma diventa doppia rispetto a ciò che era in precedenza.

Ogni salto energetico o di COSCIENZA presuppone quello che l’uomo, nella sua dimensione, chiama dolore.

Il dolore ha sempre un senso (anche se non viene capito) perchè è l’inizio di un cambiamento di STATO, di una RINASCITA, di una NUOVA VITA, attraverso una piccola “morte di se stessi” o della morte naturale (quella relativamente “definitiva” del corpo). Dalla dimensione più piccola (particella) a quella più grande (energie superiori all’uomo) la COSCIENZA del TEMPO è differentemente percepita. E’ inutile (oltre che dannoso) cercare di resistere alla propria morte. Si va contro natura.

Con questo NON significa che non bisogna imparare a vivere bene. Vivere bene non è sinonimo di AVERE, ma di ESSERE ciò per cui siamo nati: Cioè scoprire NOI STESSI chi siamo e perchè siamo qui.

Nel momento in cui usciamo da questo percorso, non trovando la nostra VIA, la Natura ci indica che stiamo uscendo dai binari prestabiliti e si manifesta dentro di noi (o anche fuori di noi) attraverso dei sintomi o più profondamente attraverso una malattia.

Le fasi della malattia sono di tipo: ACUTO, CRONICO, CANCEROGENO quando si arriva all’ultimo stadio, il terzo (cellule impazzite), la possibilità per l’uomo è solo quella di un salto dimensionale o di coscienza per poter recuperare il proprio SE’.

Il libero arbitrio (cioè la possibilità di decidere cosa fare) è solo un aspetto DIMENSIONALE (così come lo è il TEMPO e lo SPAZIO) ristretto della coscienza dell’uomo, non è un aspetto UNIVERSALE che comprende tutte le dimensioni. E’ solo il frutto della coscienza dell’uomo inserito nella sua dimensione. La vita di una particella subatomica è dell’ordine di infinitesimi di secondo, quella di una cellula di un giorno, quella di un insetto di un anno circa, quella di un volatile di qualche anno, quella dell’uomo di qualche decina di anni, quella di un vegetale arriva anche a qualche centinaio di anni, quella di un minerale a migliaia di anni, di un pianeta di qualche milione e quella di una galassia di qualche miliardo di anni. Il tempo percepito nelle varie dimensioni si espande, man mano che si ingrandisce la dimensione dell’entità presa in considerazione, ma tutte convivono insieme nello stesso Universo. Lo stesso uomo considera il tempo in modo diverso, quando vive un evento lieto, rispetto ad un evento che invece lo sconvolge. L’uomo è lo stesso, il tempo siderale misurato lo stesso, ma la percezione del tempo è diversa. E’ una cosa normale sentire persone dire: questo fine settimana è volato, e ….. questa settimana di lavoro non passa più.

La Coscienza dell’uomo non è universale, perchè NON COMPRENDE TUTTI GLI UOMINI E NON COMPRENDE TUTTO L’UNIVERSO. Ciò significa anche che una TERAPIA è solo fine a se stessa e non esaustiva, perchè non è frutto della MENTE UNIVERSALE, ma solo di alcuni.

NESSUNA TERAPIA E’ ESAUSTIVA

Non esiste nessuna terapia che possa eliminare la malattia dall’uomo, qualsiasi sia il tipo di malattia. Tutte le terapie danno solo il “LA”, l’INIZIO, l’AIUTO, l’informazione iniziale per “cambiare rotta”, cambiare VITA o meglio, fare un Salto di Coscienza per riprendere la propria VIA, quella dell’ESSERE se STESSI, della ricerca del SE’ in sintonia con l’Universo in cui si è inseriti.

La lotta contro il cancro è una guerra persa in partenza, per il semplice fatto, che è di fase opposta all’ESPANSIONE UNIVERSALE. Se la natura HA INSTAURATO un’autoregolamentazione, attraverso cicli di vita, questa di per sè NON PUO’ ESSERE DEBELLATA DA NESSUNO. E’ un’illusione pura a livello di dimensione uomo.

Per cui, nel momento in cui un tipo di tumore viene scoperto e si trova la causa chimica (o cellulare o proteica o virale), subito lo stesso si modifica nel momento in cui l’uomo interviene per debellarlo. Vedi malattie virali (ogni anno nuova), cancerogene, vedi anche uso del DDT, poi facilmente assimilato e contrastato dagli insetti o batteri ecc. Come avviene questo lo si può capire poco più avanti.

L’IMMORTALITA’ DELL’ANIMA COME CAMPO ELETTROMAGNETICO CONTINUAMENTE EMESSO

E’ stato misurato che il campo elettromagnetico (o bio-emissione) continua anche dopo la morte della cellula o del corpo, con un’ampiezza più bassa ed con una banda più ristretta. Ciò è verificabile facilmente misurando ciò su una cellula morta o su un virus morto.

Nel momento in cui la cellula od il corpo scompare, rimane solo L’ENERGIA EMESSA (trasformazione della materia). L’energia emessa esiste e si propaga e trasferisce le informazioni che aveva nel proprio DNA attraverso l’interazione dei campi elettromagnetici con altri corpi viventi o estinti e produce anche battimenti generando nuove frequenze che hanno al loro interno il contenuto informativo precedente. Da qui si può comprendere il significato di Immortalità dell’Anima (pensiero-coscienza) introdotta da alcune religioni. E’ importante notare che l’Energia che si è prodotta nell’estinzione del corpo (vedi cellula o virus, ma anche uomo), può riconvertirsi comunque in materia, così come succede per le particelle subatomiche, l’atomo, le molecole ecc. Per cui anche qui si delinea un’altro spunto di riflessione: la reincarnazione introdotta da alcune filosofie orientali. Quello che non dovremmo mai dimenticare è che l’Universo è OLOGRAFICO, cioè in ogni aspetto della Creazione sono presenti TUTTI gli aspetti e nelle varie dimensioni le situazioni sono simili (direi pure uguali), anche se cambiano i termini della consapevolezza del tempo.

Non è difficile comprendere che se una particella subatomica nel corso della sua vita (qualche infinitesimo di secondo) si può trasformare in un’altra particella o in energia e da qui ritrasformarsi in particella questo non possa essere possibile anche per gli uomini, gli animali ed i vegetali. E’ assurdo solo a pensarlo. La stessa cosa avviene per l’atomo che si trasforma in un altro atomo nella fusione nucleare e può ritornare se stesso nella fissione nucleare, per le molecole vale lo stesso principio nella chimica dei composti, o per le cellule che cambiano continuamente da un tipo all’altro o per i virus che si evolvono in virus di tipo diverso e così via. Quindi? Solo le tempistiche sono diverse.

Gli uomini in fondo non sono altro che delle piccolissime particelle inserite in un Universo vastissimo. E’ solo l’uomo che guardando solamente verso il basso, genera in sè una grande auto-considerazione. Se guardasse di più verso l’alto si accorgerebbe di quanto è piccolo, un po’ come nell’esempio della mela e dei suoi atomi ed elettroni prima considerata.

Da qui si inizia a chiarire perchè sia possibile “un’interazione con le persone estinte” (come affermano alcune religioni), scambiare informazioni a distanza, conoscere fatti non ancora avvenuti, come fanno alcuni VERI SENSITIVI. Queste cose sono comunque possibili per tutti gli uomini. Presuppone un cammino, un continuo salto quantico.

L’Universo è SEDE CONTINUA ed ETERNA di TUTTE LE INFORMAZIONI, passate, presenti e FUTURE. Queste non scompaiono perchè sono “energia” emessa sempre. Il tempo UNIVERSALE è FERMO. Il passato, il presente ed il futuro in pratica SONO, non era, è e sarà. E’ solo l’uomo che MISURA il tempo, per sua convenzione per poter mettere in sequenza gli avvenimenti.

Il tempo non è una linea retta che da sinistra va verso destra.

IL CORPO UMANO COME EMETTITORE e RICEVITORE DI CAMPO ELETTROMAGNETICO

Il corpo umano visto dal punto di vista di campo elettromagnetico emesso e modulato è un trasmettitore che ha una banda che va da circa 1,5 a 9,5 Megahertz. Da altri studi si è arrivati a capire che la banda del corpo umano non è solo nell’intorno delle onde Corte (1,5 -9,5 MHz, questa è quella relativa all’emissione di campo elettromagnetico generato dalle cellule e dagli organi), ma si estende molto più su, almeno fino alla banda di emissione della LUCE, lo stesso vale per tutti i corpi.

Se ciò non fosse i nostri elettroni non potrebbero scambiare informazioni con i QUANTI di luce che ci colpiscono. Dalla luce incidente sui corpi (di qualsiasi tipo essi siano), avviene la continuità della vita (pensate alla sintesi clorofilliana, ma anche al fatto che nessuno di noi resisterebbe al buio per un periodo molto lungo). La vita dell’Universo materiale si basa sulla LUCE. Il fatto che noi di notte vediamo il cielo buio è solo dovuto alla curvatura dello spazio/tempo introdotta dalla massa della nostra Terra e da tutto ciò che gli sta nell’immediato intorno, che generando un campo gravitazionale ne modifica gli aspetti. La luce non va più in linea retta, lo spazio è curvo, il tempo diventa relativo alla Terra.

Qualsiasi tipo di frequenza può interagire con la banda del corpo umano, a qualsiasi livello, dal più piccolo al più grande:

  1. ATOMO – le radiazioni a frequenza elevatissima passano attraverso gli atomi che compongono le nostre molecole e li bombardano: Raggi Cosmici, Raggi Gamma (radioattività), Raggi X, Ultravioletto (onde che hanno la lunghezza della dimensione dell’atomo. Questi raggi possono essere fermati dall’ATMOSFERA. Il buco nell’Ozono invece le fa passare.
  2. MOLECOLA – le radiazioni alla frequenza dell’Infrarosso, microonde, onde radar (onde che hanno la lunghezza della dimensione della molecola o di qualche ordine di grandezza in più).
  3. CELLULA – onde radio in genere che hanno lunghezza d’onda pari alla dimensione della cellula o di qualche ordine di grandezza superiore.
  4. ORGANO – onde radio a frequenza ancora più bassa che hanno una lunghezza d’onda nell’intorno della dimensione dell’organo considerato (cervello, cuore, fegato ecc) o come detto per tutte le altre precedenti, di qualche ordine di grandezza in più.
  5. CORPO COMPLETO – onde radio che hanno una lunghezza d’onda molto molto bassa con lunghezze d’onda anche di chilometri. Come precedentemente accennato il corpo NON è che una piccolissima parte (un miliardesimo), l’ENERGIA da esso emessa si allarga anche fino a centinaia di chilometri nell’ambiente circostante. Quindi anche qui l’ordine di grandezza va dai metri ai chilometri (3-5 ordini di grandezza in più). Ogni organo (cuore, polmone, fegato, intestino, cervello ecc.) è formato da un insieme di cellule. Queste sono diverse a secondo della natura dell’organo che formano (la gestione della costruzione delle cellule è codificata nel DNA).

Ogni organo emette il suo campo elettromagnetico come somma dei campi generati dalle varie cellule che lo compongono determinando un’emissione con una certa larghezza di banda occupata. L’emissione di questo campo elettromagnetico ha una frequenza nell’intorno delle onde radio sotto i 100 MHz appunto perchè la lunghezza d’onda non può essere molto più grande della dimensione della cellula o comunque in ordini di grandezza ad essa relativi.

Per cui per esempio, un virus (elemento di vita intelligente ed evoluto) trova una sede fertile (buco nella banda di un individuo creatasi attraverso interazioni con l’ambiente esterno ed attraverso interazioni con altri individui) e vi si instaura. L’individuo si ammala solo se esiste una predisposizione, cioè se c’è un buco alla data frequenza. Il buco è registrato nella macromolecola del DNA.

La predisposizione è nel DNA che si modifica nel tempo. Questa può essere sia a livello generazionale che a livello di interscambio di informazioni con l’ambiente/mondo esterno/ individui, prima o dopo la nascita.

A questo punto si può anche comprendere perchè un virus morto funzioni da vaccino, semplicemente perchè interagisce con il virus vivo che ha la stessa frequenza, o con un’inversione di fase (annullando la sua azione: due frequenze uguali in opposizione di fase si annullano) oppure facendolo entrare in oscillazione fornendo energia (ricordarsi il salto QUANTICO dell’elettrone che scambia energia con il FOTONE- luce) alla sua stessa frequenza (risonanza – terapia della BIO-RISONANZA). L’energia fornita è tale da farlo morire (salto quantico) – (due frequenze uguali con la stessa fase si sommano e raddoppiano l’energia emessa). Il virus a questo punto ha acquisito una NUOVA COSCIENZA (la sua energia rimane) e RINASCE (si trasforma) in un MODO PIU’ EVOLUTO. Ecco perchè la lotta della medicina è senza fine oltre che inutile e costosa. Lo stesso principio vale anche per la lotta contro il cancro o la sclerosi multipla o altro. Non servono ricerche costose per fare lotte inutili.

La terapia (o meglio tutte le terapie) come precedentemente detto, non è MAI esaustiva: di vaccinazione antimorbillo si muore ancora oggi.

NON CREDETE A CHI VI DICE DI AVERE TROVATO LA SOLUZIONE PER UNA MALATTIA, nemmeno se si basa sulla modifica dello spin degli elettroni (sinistrogiro o destrogiro che sia) o sul campo elettromagnetico. Intervenire in un modo diverso, non significa risolvere il problema. Un po’ come dire di fare un crossover per un diffusore in modo serie invece che in parallelo o un amplificatore in corrente piuttosto che in tensione. Il risultato non cambia anche se sembra di sentirne gli effetti (che invece poi dipendono quasi sempre da altri fattori esterni mai considerati, la matematica afferma che dividere il sistema per analizzarlo porta sempre a non capire il sistema).

La soluzione della guarigione del corpo NON E’ contrastando l’ambiente esterno (uccidendo il virus, combattendo le frequenze emettendone delle altre), ma dentro l’Uomo, perchè la NATURA corporea è in diretta simbiosi con la natura dell’ANIMA (COSCIENZA dell’UOMO = Pensiero).

Il DNA viene modificato dalla terapia, ma si RIMODIFICA (torna allo stato precedente o magari ad uno peggiore) se si continua ad acquisire o recepire sempre le stesse informazioni che lo hanno portato ad una specifica patologia. Ecco perchè per guarire, è necessario un salto Quantico, cioè acquisire nuova energia, cioè trasformarsi, cambiare vita insomma.

Altrimenti, della terapia si diventa dipendenti e la maggior parte delle terapie diventa di sua natura dannosa, la maggior parte delle volte perchè copre il sintomo per togliere il dolore facendo dimenticare all’uomo di ricercarne il motivo stesso o la causa che lo ha portato “fuori strada”.

Se non si cambiano le pastiglie dei freni quando si accende la luce sul cruscotto, si rovinano poi i dischi, poi l’auto non frena più e poi si va a sbattere da qualche parte. Bisogna intervenire sulla causa (cambiare le pastiglie) e non mettere del nastro isolante nero sulla lampadina per non vederla perchè dà fastidio.

Se il corpo si ammala, significa che l’ANIMA (cioè il PENSIERO, LA COSCIENZA dell’UOMO) è malata. Si guarisce SOLO cambiando il proprio stato di coscienza. Cioè immettendo ENERGIA NUOVA.

E’ possibile verificare in anticipo se una persona è propensa alla guarigione o no, attraverso informazioni che arrivano dal suo campo elettromagnetico emesso dal suo DNA.

LA SCIENZA, LA TECNOLOGIA ED IL PROGRESSO DELL’UOMO

La scienza nel corso dei secoli ha perso la congiunzione con la filosofia perdendo la ragione ed il fine per cui opera cioè: essere al servizio dell’Uomo/Universo e non rendendolo schiavo della tecnologia e della ricerca a fini di lucro. L’uomo non dovrebbe mai dimenticare i principi su cui si basa l’Universo e la sua struttura perchè è parte della natura stessa. Ogni volta che va contro natura va contro se stesso e si fa del male creando dolore. Creando dolore si passa attraverso ad una “piccola morte” che serve per il cambiamento, un salto di coscienza. Con un salto di coscienza, l’Universo continua a vivere espandendosi. Questa la LEGGE dell’autoregolazione. Da qui non se ne esce.

L’uomo traduce in “AMORE” questa perenne continuità di PROCREAZIONE. Dare per esempio alla luce un bimbo (segno di continuità e di espansione di se stessi).

ASPETTI LEGATI A MOTIVI di LUCRO

La nostra società è basata principalmente sul consumo e sulla continua creazione di “finte esigenze” per alimentare il consumo e da qui i profitti: gadget, telefonini, automobili, computer ecc., ma anche di prodotti pronti per l’uso (vedi le varie offerte innumerevoli nei supermercati), in modo che sia sempre “TUTTO INTORNO A TE” (vi ricorda qualcuno?), in modo da far sempre sentire l’uomo come un dio, uno che può avere a disposizione tutto quello che vuole quando vuole. Questo costa, costa molto. Ogni mancata piccolissima rinuncia, costa qualcosa a tutti noi. Prima di tutto lo sfruttamento sfrenato delle energie (petrolio, gas, acqua, carbone, legname) comporta un impoverimento di noi stessi. Non esiste nessuna politica che può salvaguardare l’UOMO da tutto questo, semplicemente perchè la politica tende a dare delle “regole” che sono basate sulla convivenza comune, non basate sulle regole UNIVERSALI. L’unico modo per salvaguardarsi è cambiare modo di pensare ed agire di conseguenza per il bene di tutti anche se sembra che gli altri facciano solo il contrario.

Qui intervengono aspetti fondamentali legati ai SENTIMENTI dell’UOMO, che sono una parte della COSCIENZA dello stesso. I sentimenti sono stati creati per questo, per cambiare COSCIENZA. Un sentimento è anch’esso modulazione di campo elettromagnetico. Anche le formiche hanno una coscienza, così come tutti gli animali. Anche le formiche sentono la paura, così come l’uomo. La paura è il sentimento “NEGATIVO” che rende l’uomo schiavo di se stesso. La più grande paura dell’UOMO è la propria morte vista come fine di se stesso, semplicemente perchè non si sente parte dell’Universo, ma vede se stesso come centro dell’Universo (vedi EGOISMO più sopra). Ciò porta ad avere delle scienze come:

LA MEDICINA e LA FARMACOLOGIA

utilizzate SOLO COME FONTE DI GUADAGNO basato sulle malattie (sfruttando il dolore dell’uomo) invece che:

LA PREVENZIONE

come: NESSUNA FONTE DI GUADAGNO (non viene effettuata in modo corretto o non viene effettuata proprio)

Oggi sono in vendita aggeggi che promettono la convivenza con le radiofrequenze, con i telefonini, con lo smog, con l’elettrosmog in genere ecc., ma i risultati sono garantiti molte volte solo alle persone SENSIBILI e non a tutte. Le persone sensibili NON hanno bisogno di questi gadget tecnologici, per stare meglio, semplicemente perchè essendo sensibili, non si ammalano, perchè utilizzano con molta parsimonia ed attenzione le risorse messe a loro disposizione.

Ciò significa che qualcuno sta per l’ennesima volta sfruttando la situazione: vedi anche omeopatia o altre fonti naturali di guarigione messe in vendita.

L’ACQUA e LA LUCE come fonte inesauribile della VITA.

La LUCE (campo elettromagnetico nella banda delle onde micrometriche) interagisce attraverso le particelle/onde fotoniche con gli elettroni degli atomi creando energia e sviluppando salti QUANTICI, sviluppando VITA.

La più grande risorsa della natura che è in grado di GUARIRE l’UOMO in modo naturale è l’ACQUA. L’acqua è il secondo elemento FONTE di VITA dell’UNIVERSO. Senza Acqua ogni corpo della natura si dissecca e muore.

Ciò che forse nessuno ha il coraggio di dire è che la possibilità di CAMBIAMENTO o di GUARIGIONE può uscire anche dalla semplice ACQUA. Non è un caso che certe acque siano terapeutiche ed alcune su certe persone “sensibili” operino miracoli. L’acqua acquisisce informazioni dai campi elettromagnetici. La condizione essenziale che questa agisca sul nostro DNA è: l’INTENZIONE VERA che viene immessa nell’ACQUA. Per VERA si intende in sintonia con l’espansione Universale, non nel senso che uno lo desideri davvero guarire o altro.

  • L’intenzione è parte del Sentimento dell’UOMO e si esprime anch’essa attraverso il PENSIERO (COSCIENZA) che come è stato precedentemente detto è campo elettromagnetico modulato. I pensieri POSITIVI, quelli cioè che sono in sintonia VERA con l’UNIVERSO circostante, aiutano la GUARIGIONE. E’ una condizione insita nella costituzione dell’Universo. Non esiste un acqua che può guarire senza l’intenzione VERA dell’uomo. Se ciò fosse non sarebbe più garantito il libero arbitrio dell’uomo stesso, e sarebbe in antitesi con la costituzione dell’Universo (libertà di scelta e di interazione nella dimensione presa in considerazione).
  • L’acqua riesce ad acquisire informazioni e a trasferirle (come una compact cassette). E’ sufficiente parlare davanti ad un bicchiere di acqua per modificarne lo stato fisico/elettromagnetico e cambiarne la struttura. Vedi anche la cristallizzazione dell’ACQUA cambia ANCHE con l’INTENZIONE del PENSIERO (cfr. Masaru Emoto)
  • Questa se ingerita, interviene sul DNA se prima se ne cambia il contenuto elettromagnetico attraverso la parola od il pensiero. NULLA avviene se noi non lo chiediamo o se non lo vogliamo che sia questa un’intenzione conscia o inconscia.
  • Se l’intenzione di guarire è per poter continuare la propria vita senza optare ad un cambiamento, la malattia NON SPARISCE perchè l’intenzione non è vera, non è in fase con l’espansione naturale dell’Universo.
  • La nostra società ci ha abituati e ci ha formato (vedi telegiornali, mass media, pensieri politici ecc.) a delegare i nostri problemi ad altri, per cui anche le nostre malattie DIVENTANO AUTOMATICAMENTE problema del MEDICO CURANTE. Se questo è il nostro atteggiamento nei confronti della nostra malattia possiamo subito capire che la malattia non sparirà. Per guarire dalla malattia si esige un cammino di ricerca.

L’uomo può guarire SOLO utilizzando le risorse della natura.

Ciò non significa in seconda analisi attraverso l’utilizzo di medicine alternative come l’omeopatia, la bio-risonanza, la modifica dello spin degli elettroni, la metalloterapia, la cromoterapia, la radioestesia, la pranoterapia, la psicoterapia ecc. mezzi più o meno naturali che intervengono a livello fisico invece che chimico (cambiando il livello di intervento si sposta solo problema non lo si risolve), ma attraverso lo scambio VERITIERO dell’INFORMAZIONE e lavorando per il bene di tutti. Abbiamo già tutto ciò che ci serve, usiamolo. Ma costerebbe troppo poco e quindi da qui deriva poi:

L’importanza di alcuni di mantenere nell’ignoranza l’uomo a fini di lucro indipendentemente da come poi la Natura si manifesti.

Questi uomini normalmente credono che con la morte tutto finisca, il problema di occuparsi dell’ECO sistema per loro non è molto importante. L’Universo scambia e fornisce informazioni/energia gratuitamente.

L’uomo invece fa dell’informazione un mezzo di potere per tenere gli altri nell’ignoranza. Facendo credere che il bene sia AVERE e non ESSERE. Ciò comporta rendere schiavo l’uomo delle cose che ha. Si crea così la DIVISIONE tra culture, razze, lingue, politiche, modi di vivere, religioni mentre l’UNIVERSO è UNICO.

Il primo passo per fare un salto di coscienza è: NON CREARE DIVISIONE partendo dalla nostra mente. Eliminando i concetti di bello e brutto, di competizione tra le parti, di buono e cattivo (nulla dell’esistente è cattivo, tutto serve all’equilibrio Universale, anche i virus ed il cancro).

OGGI è sempre più necessario uno sforzo per intervenire personalmente sulla propria vita (non su quella degli altri), facendo un salto di COSCIENZA. AIUTARE gli altri NON E’ SUFFICIENTE. Prima di poter aiutare gli altri bisogna saper CAMBIAR SE STESSI, cambiando il proprio modo di pensare, cioè aiutare se stessi a scoprirsi per quello che si è, buttando via tutte le maschere o ombre che ci siamo creati per “mostrarci agli altri” più bravi di quello che siamo (competizione). E’ solo da qui che poi troveremo (ognuno per sè), la strada per usare di meno il telefonino, la televisione, l’automobile, la pubblicità, la play station, il computer, i giornali, i medicinali, le visite diagnostiche, i supermercati, l’energia, ecc.. Nessuno riuscirà a trovare la soluzione che vada bene a tutti. Se anche fosse solo teoricamente possibile, ed esistesse per un solo istante un uomo che pensi in modo differente, significa che la soluzione trovata NON E’ VALIDA, perchè non comprende TUTTI, ma solo una parte.

La liberazione dell’Uomo parte da se stessi, cioè dalla presa di coscienza del SE. Questo ormai è dimostrato anche dalla ricerca della FISICA QUANTISTICA

Per fare ciò ritengo sia necessario:

IL RECUPERO DELLA COSCIENZA dell’UOMO

nella verifica del SE in SIMBIOSI CON L’UNIVERSO che lo ha generato: lo “SPIRITO” – la quinta FORZA o CAMPO non ancora scoperta dalla Scienza che tiene insieme le 4 forze fondamentali che GENERANO l’Universo che NON POSSONO essere divise tra loro semplicemente perchè sono in UNITA’, che se slegate disintegrerebbero l’Universo da come è costituito.

FONTE

Homepage

LA MACCHINA BIOLOGICA

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Un sistema operativo è un software che aggrega le istruzioni di base affinché la macchina (hardware) possa gestire le proprie risorse, i componenti (ad esempio in un computer il suo monitor, i dischi di memoria…) e le applicazioni che vi vengono installate. In pratica si tratta di una struttura di librerie e programmi che creano un ambiente a fondamenta del sistema.

L’analogia informatica che sto esponendo non è affatto casuale: lo stesso dottor Hamer, scopritore delle 5 Leggi Biologiche, ha battezzato con il nome di “programmi biologici” quei set di istruzioni che sono elaborati dalla psiche e consentono di gestire le specifiche funzionalità degli organi del nostro corpo.

Il funzionamento della struttura hardware/corpo – software/psiche si rivela in quel processo primario e basilare che ci è tanto familiare nel mondo dell’informazione automatica:

IF THIS THEN THAT, ELSE…

  • Se succede un X previsto in memoria, esegui il programma A, altrimenti B.
  • Se accade un evento DHS, allora esegui l’SBS (programma biologico speciale), altrimenti esegui la fisiologia normale.
  • Se la percezione sensoriale di un evento corrisponde ad una esperienza DHS in memoria, allora esegui l’SBS degli organi necessari a dare una risposta, altrimenti esegui la fisiologia normale.

Nello schema iniziale l’ambiente Events è percepito attraverso i sensi (che sono anch’essi componenti dell’hardware) e le informazioni ricevute sono elaborate dal software PsycheSe l’evento percepito assomiglia ad una esperienza registrata nella memoria (sia quella genetica e arcaica, sia quella epi-genetica più recente), allora viene attivato l’interruttore neurologico nel cervello (processore) che avvia il programma speciale dell’organo (componente) che serve ad eseguire la risposta.
Generalmente i programmi più notevoli riguardano percezioni di emergenza e pericolo per il sistema (DHS).
Esempi biologici

Se la percezione sensoriale del fatto che il mare è mosso corrisponde all’esperienza DHS di quando da bimbo ho rischiato di affogare, allora esegui l’SBS d’emergenza della laringe e dei bronchioli. Altrimenti: fisiologia normale del sistema respiratorio.

Se la percezione sensoriale di un diverbio corrisponde alla memoria di quando i miei genitori litigavano violentemente, allora esegui l’SBS d’emergenza della laringe e quello delle vie biliari, manifestando un comportamento di chiusura, che lascia “senza parole” e di impotenza.

Esempi informatici

Se il sensore di luminosità ambientale dello smartphone registra molta luce, e questo evento corrisponde ad una impostazione salvata in memoria, allora aumenta l’intensità della retro-illuminazione. Altrimenti non intervenire.

Se un carico di lavoro satura la memoria RAM, allora sposta provvisoriamente le istruzioni in eccesso sul disco fisso per una quantità stabilita in precedenza.

Altrimenti lascia le istruzioni nella RAM.
[In effetti il grave rallentamento del sistema dovuto a questo processo è spesso considerato una “malattia” del dispositivo da chi non conosce il senso di tale programma].

I RUOLI E LE FUNZIONI

Il cervello si configura così come il processore che concretamente elabora i dati e smista le istruzioni. La memoria di tutte le funzioni fisiologiche del corpo, normali e speciali, si suppone sia immagazzinata in modo genetico ed epigenetico in ogni singola cellula di tutto il sistema. Restando in metafora, si tratterebbe quindi non di una memoria a “Disco fisso” come la conosciamo oggi, bensì secondo uno schema distribuito analogo alle blockchain, tecnologia ancora agli albori ma in questi anni in grande sviluppo. Mentre il cervello e tutti gli altri organi corrispondono alle componenti tangibili del sistema, la psiche corrisponde all’intangibile Sistema Operativo che coordina il modo in cui circolano le istruzioni nel continuo scambio tra il mondo degli eventi e la memoria cellulare distribuita, in perpetua evoluzione.

SIAMO O NON SIAMO UNA MACCHINA?

Forse non a tutti suonerà familiare questo esercizio metaforico, ad alcuni sembrerà ridicolo e ad altri oltraggioso: non vorremmo ridurre l’essere vivente ad una macchina digitale, lo capisco.

Eppure questa la chiamo “tecnologia biologica” non per ridurre la vita ad un aggeggio meccanico, ma per renderci conto che la massima tecnologia possibile, cioè quella perizia accumulata in milioni di anni di evoluzione, è proprio la vita.

Lo dico per accorgerci che la tecnologia che noi esseri umani sviluppiamo sempre più rapidamente e ossessivamente non è altro che un tentativo di imitazione della complessità biologica e dei suoi meccanismi, a cui ci ispiriamo più o meno coscientemente.

Allora, poiché oggi i giocattoli tecnologici che abbiamo creato pervadono la nostra vita e li conosciamo bene o male tutti quanti, sono certo che non c’è epoca migliore per rappresentare le cose in questo modo.
Io spero che aiuterà qualcuno, che magari finora aveva trascurato argomenti “immateriali” come la psiche e le scienze umane, a scoprirli in questa forma con occhi nuovi.

FONTE

5LB Magazine – La rivista sulle 5 Leggi Biologiche

LA CONFERENZA MONDIALE SULL’AYAHUASCA

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Nel Settembre del 2014 all’incirca 650 persone, provenienti da più di 60 Paesi, hanno assistito alla Conferenza Mondiale sull’Ayahuasca celebrata in Santa Eulalia del Río, Ibiza, Spagna. In questa Conferenza, un gruppo composto da 40 esperti in scienze, legge e politiche pubbliche, si sono riuniti per discutere su come migliorare la comprensione, il rispetto e la protezione dell’utilizzo dell’Ayahuasca nel XXI secolo. Durante la Conferenza si è costituito il Comitato di Esperti per la Regolarizzazione degli Etnobotanici Psicoattivi. Il presente documento è una dichiarazione consensuale di quel gruppo: una chiamata ai governi per avanzare verso la creazione di un ambito legale costruttivo e basato sui diritti umani per l’uso dell’Ayahuasca. Tutti gli esseri umani dovrebbero essere liberi di scegliere le forme e gli strumenti diretti a facilitare la propria crescita personale, a superare la malattia tanto fisica quanto mentale e a nutrire i propri legami sociali e familiari, così come a coltivare il proprio sviluppo spirituale. D’altra parte, in un momento in cui buona parte dell’umanità vive sull’orlo di una crisi sociale, economica e ambientale, è vitale che il dialogo interculturale e le politiche integrate promuovano un’esistenza sostenibile per la nostra specie, abbracciando la diversità in un mondo di società interconnesse, in armonia con il pianeta e tutti i suoi abitanti. E’ intrinseco all’evoluzione della condizione umana ricercare nuovi metodi e migliorare quelli che già sono a disposizione, per raggiungere questi obiettivi in maniera efficace. Sfortunatamente, questo sembra non applicarsi a certi strumenti di origine etnobotanica, utilizzati per secoli da società indigene e premoderne in pratiche cerimoniali, e trasmessi oralmente di generazione in generazione. Uno di questi, l’Ayahuasca (un decotto ottenuto dai fusti della liana Banisteriopsis Caapi e le foglie dell’arbusto Psycotria Viridis), ha giocato un ruolo cruciale nelle tradizioni spirituali, mediche e culturali dei popoli che hanno abitato la parte alta del bacino del Rio delle Amazzoni. Negli ultimi decenni, diverse tradizioni e nuove modalità di uso dell’Ayahuasca sono state portate fuori dai confini dell’Amazzonia, intraprendendo nuove vie di simbiosi culturale. Durante secoli, le società industrializzate sono state, in generale, repressive e intolleranti verso le piante con proprietà psicoattive, interpretando erroneamente il loro uso come diabolico, distruttivo e assuefacente. Senza dubbio l’evidenza scientifica recente, sia biomedica che psicosociale, mostra che questo pregiudizio culturale tanto radicato è sbagliato, e che piante come l’Ayahuasca stanno guadagnando un sempre maggiore riconoscimento per il loro potenziale ruolo in processi psicoterapeutici, di crescita spirituale e di miglioramento delle relazioni interpersonali. Le diverse pratiche di consumo di Ayahuasca non ricadono nelle concettualizzazioni e categorizzazioni tradizionali di “droghe illegali di abuso”, così come definite dal regime internazionale di controllo vigente. Equiparare gli usi rituali, religiosi e terapeutici dell’Ayahuasca agli usi problematici delle droghe controllate come gli oppiacei, la cocaina o le anfetamine -o trattare le persone che conducono cerimonie di Ayahuasca come “narcotrafficanti” coinvolti nel mercato nero- riflette una profonda ignoranza: non si basa sull’evidenza e contribuisce alla confusione circa la legittimità, basata sui diritti umani, di queste pratiche. Oltretutto, l’evidenza scientifica mostra che l’Ayahuasca non dà luogo a modelli di uso cronico e problematico (ad esempio, la dipendenza), che il suo uso non genera tolleranza farmacologica e che i suoi profili di sicurezza, tanto fisiologici quanto psicologici, sono accettabili all’interno di contesti controllati. Inoltre i suoi effetti emetici -tradizionalmente considerati un aspetto cruciale delle sue proprietà spirituali e curative-, insieme alle profonde esperienze introspettive che frequentemente induce, hanno generalmente un impatto positivo sulla salute e sul comportamento delle persone che la utilizzano regolarmente. Per una parte significativa e crescente della popolazione in diverse parti del mondo, il consumo di Ayahuasca è la forma scelta per favorire lo sviluppo spirituale e personale, superare la sofferenza e approfondire la relazione con se stessi, con i propri familiari, con l’ambiente circostante e con il pianeta Terra. Senza dubbio, per molti organismi di controllo sulle droghe, come l’Organo Internazionale per il Controllo degli Stupefacenti (INCB), così come per molti funzionari di polizia, procuratori legali e giudici dei singoli Paesi, bere Ayahuasca è frequentemente erroneamente considerato come un nuovo modo di ‘sballarsi’, una pratica spirituale poco autentica, una dipendenza distruttiva e una minaccia per la salute pubblica e per l’ordine morale, che richiede misure repressive. Nel 2010, l’INCB ha affermato che “nessuna pianta o decotto che contenga DMT, inclusa l’Ayahuasca, si trova attualmente soggetta a controllo internazionale”. Ciò nonostante, l’ organo di Controllo ha aggiunto che “alcuni paesi potranno decidere di applicare misure di controllo per l’uso e il commercio dell’Ayahuasca, a causa dei gravi rischi per la salute che l’uso di questo preparato comporta”. In coincidenza con l’allarme politico generato dal INCB in relazione con l’Ayahuasca e altre piante psicoattive nella sua Informativa Annuale del 2010 e del 2012, e seguendo una tendenza cominciata nella metà degli anni ’90, si sono verificati una serie di arresti in tutta Europa e in altre parti del mondo, come segnale di intolleranza verso le pratiche cerimoniali che prevedono ingestione di Ayahuasca. Pertanto, sembra realistico affermare che una proibizione dell’Ayahuasca a livello nazionale (nei differenti Stati), o anche a livello internazionale, risulta una effettiva probabilità in un futuro prossimo. Noi abbiamo seguito da vicino alcuni casi legali e giudiziari che hanno colpito molte delle differenti comunità che utilizzano Ayahuasca, testimoniando quanto tragica e dannosa può essere questa oppressione per le persone coinvolte. Di conseguenza, chiediamo ai governi, ai legislatori, ai procuratori legali, ai giudici e ai funzionari incaricati di far rispettare la legge, di tenere in considerazione il valore tradizionale e culturale delle pratiche di consumo di Ayahuasca in tutto il mondo, e di basare le proprie politiche e decisioni sulle evidenze scientifiche descritte precedentemente e sui diritti umani. Chiediamo che si ponga fine a questa persecuzione legale e che, al suo posto, i governi collaborino con i rappresentanti delle comunità in cui si utilizza Ayahuasca, favorendo modelli di autoregolamentazione efficaci, la promozione della salute e la riduzione del danno, così come iniziative educative pubbliche. Chiediamo ai giudici dei procedimenti relazionati con l’Ayahuasca di prendere in considerazione la dichiarazione dell’INCB sullo stato legale dell’Ayahuasca: In questo caso la DMT contenuta nel decotto Ayahuasca è presente in maniera naturale e quindi, in accordo con l’interpretazione ufficiale del Convegno sulle Sostanze Psicotrope del 1971, non è soggetta a controllo internazionale. E’ ugualmente importante considerare che i benefici potenziali delle piante come l’Ayahuasca possono convertirsi in rischi se queste non vengono utilizzate in modo responsabile. Raccomandiamo alle persone che prendono Ayahuasca, e specialmente a chi conduce le cerimonie, di assumersi la responsabilità di farlo con la conoscenza adeguata, con buone intenzioni e in forma diligente, per massimizzare i benefici e minimizzare i rischi. I comportamenti poco etici e le pratiche fraudolente non devono essere tollerati e devono sempre essere denunciati, cosicché la comunità Ayahuasquera, collettivamente, possa continuare a favorire lo sviluppo di un’autoregolamentazione e a preservare l’integrità delle proprie pratiche. In conclusione, e seguendo una precedente dichiarazione sull’Ayahuasca realizzata nel 2012 da accademici di indubbio prestigio, sollecitiamo le autorità affinché si mostrino tolleranti verso queste pratiche, basandosi sul rispetto del diritto fondamentale alla libertà di religione e di coscienza, insieme al diritto alla libertà di scelta dei mezzi e strumenti per favorire il proprio benessere fisico e psicologico. Da ciò deriva che concedano alle comunità Ayahuasquere il grado di libertà legale e il rispetto necessari affinché possano continuare a sviluppare in maniera responsabile e sicura il loro contributo alla società multiculturale e globalizzata di oggi.

Dichiarazione rilasciata il 20 Gennaio 2015 Initiativa promossa da Fondazione ICEERS

www.aya2014.com/en/aya2014-declaration

Dichiarazione appoggiata da: Constanza Sánchez Avilés, PhD Coordinatrice Legge, Politiche e Diritti Umani, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Benjamin De Loenen, MA Fondatore e Direttore Esecutivo, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Beatriz Labate, PhD Nucleus for Interdisciplinary Studies of Psychoactives (NEIP), San Paolo, Brasile Kenneth W. Tupper, PhD School of Population and Public Health University of British Columbia, Victoria, Canada Jeffrey Bronfman Santa Fe, Nuevo México (EEUU), Miembro del Cadre Of Mestres O Centro Espírita Benficente União Do Vegetal, Brasilia, Brasile Amanda Feilding Fondatrice e Direttrice, The Beckley Foundation, Regno Unito David R. Bewley-Taylor, PhD Direttore, Global Drug Policy Observatory, Swansea, Regno Unito Ethan Nadelmann, PhD Direttore Esecutivo, Drug Policy Alliance, Stati Uniti Kasia Malinowska-Sempruch, Dr PH Direttrice del Programma Globale di Politiche sulle Droghe della Open Society Foundations, New York, NY, Stati Uniti Pien Metaal, MA Coordinatrice del Programma di Riforma delle Leggi sulle Droghe in America Latina, Transnational Institute, Amsterdam, Paesi Bassi Raquel Peyraube, MD Direttrice Clinica, Fondazione ICEERS Uruguay Rick Doblin, PhD Fondatore e Direttore Esecutivo Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies, Belmont, MA, Stati Uniti Virginia Montañés Esperta in Politiche di Droga (CERCA), Spagna Aleix VilaMaria Avvocato, Barcellona, Spagna Alexis Kaiser Avvocato, Zurigo, Svizzera Charlotte Walsh, MPhil Professoressa di Diritto, School of Law, University of Leicester, Regno Unito Diego de las Casas Avvocato, Madrid, Spagna Francisco J. Esteban, PhD Università C.J. Cela, Madrid, Spagna Pedro Caldentey Marí Avvocato, Barcellona, Spagna Roberto Castro Rodríguez Avvocato, Barcellona, Spagna Rodrigo A. González Soto Avvocato, Santiago, Chile Anton J. G. Bilton, BSc Hons Regno Unito Ben Christie Consultente in Comunicazione, Londra Regno Unito Hélène Pelosse, MA Alto Funzionario, Francia Armando Loizaga Psicologo, Asociación Nierika, Messico Joan Obiols-Llandrich, MD, PhD Presidente, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Pep Cura Oliveras, MA Coordinatore AYA2014, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Marc Aixalà Coordinatore Help Center, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna Maria Carmo Carvalho, MSc Vicepresidenta, Fondazione ICEERS, Oporto, Portogallo Jerónimo Mazarrasa Segretario, Fondazione ICEERS, Ibiza, Spagna Margot Honselaar Tesoriera, Fondazione ICEERS, Halsteren, Pesi Bassi Òscar Parés, MA Vice direttore Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna José Carlos Bouso, PhD Direttore Scientifico, Fondazione ICEERS, Barcellona, Spagna

 

SESSO SACRO

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La sessualità nella filosofia orientale, e in particolare nella medicina tradizionale cinese, acquista un significato “speciale” e ben diverso da quello che si è evoluto in Occidente. Essa sottintende due obiettivi fondamentali.
Da un lato, la trasmissione della vita nel tempo: come tale la sessualità è uno strumento “sacro”, che permette la perennità della specie. L’individuo si assicura la propria “immortalità”, trasmettendo ai figli le “leggi della vita”, scritte nel cielo.
Da un altro lato la sessualità ha delle implicazioni fisiologiche e fisiopatologiche perché concerne l’energia più importante e profonda dell’organismo, l’energia “primordiale” (Yuan Qi). Oggi sappiamo che la sessualità è profondamente agganciata al sistema psico-neuro-endocrino-immunologico e quindi ai meccanismi più importanti e profondi del sistema vivente.

Non medicina, né cibo,né salvezza spirituale possono prolungare la vita di un uomo se non comprende e pratica il Tao dell’amore… (Pien Tse).
Di tutte le decine di migliaia di cose create dal cielo, l’uomo è la più preziosa. Di tutte le cose che fanno prosperare l’uomo, nessuna può essere comparata al rapporto sessuale. (Tung-hsüan, “L’arte dell’amore, 700 a.C.)

Quindi lo scopo della sessualità nell’uomo e nella donna è anche quello di mantenere l’equilibrio psicofisico dell’organismo, svolgendo dunque un preciso ruolo fisiologico.Questo fatto era ben noto nell’antica Cina, tanto è vero che il testo canonico di medicina interna, il “Nei Jing-Su Wen”, parla di tutte le patologie principali ma ben poco della sessualità.  Questa viene sviluppata invece in un libro particolare, chiamato “Su Nu Jing”, letteralmente “il Libro della figlia senza complessi”.

In questo classico, l’Imperatore Giallo interroga non più i suoi soliti consiglieri medici, come avveniva nel “Nei Jing” ma la sua precettrice medico, la dotta Su Nu, ed altre due donne: Xuan Nu e T’sai Nu, ogni volta che desidera informazioni su questo tipo di problemi.Il testo inizia infatti con una domanda dell’Imperatore circa le ragioni del suo stato di salute. Egli chiede a Su Nu:
“Sono stanco e manco di armonia. Il mio cuore è triste e pieno di apprensione. Che cosa devo fare?”
Risponde Su Nu:
“Ogni indebolimento dell’uomo va attribuito al suo modo difettoso di fare l’amore .La donna è più forte dell’uomo per il suo sesso e costituzione,alla stessa maniera con cui l’acqua è più forte del fuoco…Quelli che conoscono l’arte dello yin e dello yang possono mescolare i cinque piaceri e farne una gioia celeste…”.
Quindi l’ Imperatore interroga Su Nu, non per un problema sessuale ma per disturbi psicofisici. In realtà questi disturbi derivano da un comportamento sessuale non adeguato e ciò sta ad indicare l’importanza della sessualità sull’equilibrio fisiologico degli individui, spiegando perfettamente il perché dei disturbi che abbiamo definiti “mascherati”.
Il libro espone quindi le varie tecniche sessuali, sia per l’uomo che per la donna, a seconda dei problemi specifici.Per fare un paragone moderno, si può anche dire che il “Nei Jing” è un libro di “medicina interna”, mentre il “Su Nu Jing” è un trattato di igiene sessuale, ginecologia e di psicologia insieme. A chi interessi l’approfondimento del discorso consigliamo di leggere questo libro, considerato come l’equivalente del Kamasutra per i cinesi.

I “cinque segni” della soddisfazione della donna, menzionati nel “Su Nu Ching”(periodo Han, 206 a.C. – 219 d.C.) . L’Imperatore chiede a Su Nu: “In che modo un uomo osserva la soddisfazione della sua donna? “. Su Nu: “Vi sono 5 segni, 5 desideri e 10 indicazioni. Un uomo dovrebbe osservare questi segni e reagire di conseguenza”. “Essi sono:
1. La sua donna ha il volto arrossato e le orecchie calde. Ciò indica che nella sua mente si sono destati pensieri d’amore. L’uomo può ora cominciare il coito, gentilmente, quasi tormentosamente, senza spingere a fondo e aspettando le reazioni della compagna.
2. Il naso è sudato e i capezzoli diventano duri. Ciò significa che il fuoco della passione arde più forte. La “picca di giada” (il glande) può ora spingersi fino alla “valle gentile” (circa 12 centimetri), ma non molto oltre. L’uomo dovrebbe attendere che il desiderio di lei si intensifichi prima di andare più a fondo.
3. Quando la voce della donna diventa roca e bassa, come se avesse la gola secca, il desiderio si è intensificato. Gli occhi sono chiusi, la lingua guizza tra le labbra ed ella ansima in modo udibile. Questo è il momento in cui la “picca di giada” dell’uomo può andare dentro e fuori liberamente. La comunione sta ora raggiungendo grado a grado uno stadio estatico.
4. Il “palloncino rosso” (la vulva) è abbondantemente lubrificato, poiché il piacere della donna si sta avvicinando al culmine, e ogni spinta dell’uomo aumenta tale secrezione. Leggermente la “picca di giada” tocca le punte della “castagna d’acqua” (cinque centimetri circa). Poi l’uomo può usare il metodo di una spinta a destra e una a sinistra, una spinta lenta e una rapida, o qualunque altro, a piacere.
5. Quando i “dorati fiori di loto” (i piedi della donna) si sollevano in alto come per abbracciare l’uomo, la sua passione e la sua brama hanno raggiunto il vertice. Ella avvolge le gambe intorno alla vita dell’uomo, mentre con le mani gli stringe le spalle e la schiena. La lingua sporge tra le labbra. Questi sono i segni che l’uomo deve ora spingere la propria “picca di giada” fino alla “valle della camera profonda” (15 centimetri circa). Questi colpi profondi la renderanno estaticamente soddifatta in tutto il corpo”.

Secondo il taoismo la donna (yin) è superiore all’uomo (yang), come l’acqua (yin) è superiore al fuoco (yang).”Coloro che sono esperti nei rapporti sessuali sono come dei bravi cuochi che sanno armonizzare i cinque sapori per preparare salse appetitose. Essi sanno fondere i cinque piaceri, mentre coloro i quali sono inesperti muoiono di una morte prematura, senza neppure aver provato gusto nell’atto sessuale”.
E inoltre: “L’unione dell’uomo e della donna è come quella del cielo e della terra. È proprio perché sono uniti correttamente che il cielo e la terra durano da sempre. L’uomo invece ha perduto questo segreto, perciò la sua vita è sempre più abbreviata. Se l’uomo sapesse servirsi delle arti dello yin e dello yang per evitare tutto ciò che lo danneggia certamente potrebbe ottenere l’immortalità”.

A tal fine i taoisti fornivano numerosi consigli su come compiere l’atto sessuale, come insegna il “Su Nu Ching”: “Se l’uomo riesce a non emettere l’essenza in un rapporto sessuale, il suo spirito vitale si rafforzerà. Se riuscirà a farlo in due rapporti, il suo udito e la sua vista diverranno più acuti. Se lo farà in tre rapporti, tutti i suoi malanni scompariranno. Dopo quattro rapporti senza emettere, il suo animo starà in pace. Dopo cinque, la circolazione del suo sangue migliorerà. Dopo sei, i suoi fianchi si rafforzeranno. Dopo sette, si rafforzeranno le sue cosce e le sue natiche. Dopo otto, il suo corpo apparirà come lucente. Dopo nove, otterrà la longevità. Se riuscirà per dieci volte ad avere rapporti senza emettere, allora comunicherà con gli dei”.

IL CAMMINO SCIAMANICO

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La prima cosa interessante da dire sul Cammino Chamanico, in particolare sul cammino rosso, è che per i popoli nativi di nord (Lakota) e sud America (Caboclos) che lo praticano, non esiste una parola che si riferisca all’IO come a qualcosa di separato (a proposito di smorzare l’ego); per la maggior parte dei popoli nativi, non esiste IO e tutti siamo NOI, un unico essere vivente che include persone, animali, piante, minerali, pietre, pianeti, stelle, galassie tutto. Todos Somos Uno.

Per poterci svegliare e ricordare di questo pilastro portante dell’esistenza, smettendo così di vivere in un mondo illusorio basato sulla dualità tra io e noi, bene e male, felicità e infelicità, e dunque sulla sofferenza, bisogna essere disposti a “consegnarsi, abbandonarsi completamente” alla vita e percepire questo abbandono come un sapere semplice, unico e profondo a cui sottomettersi, senza così opporsi mai più al flusso della vita stessa.

E qual è l’unico posto in cui possiamo sentire il flusso della vita? L’unico posto è il qui e ora. Ciò significa accettare il momento presente senza esercitare opposizione, abbandonando ogni resistenza interiore. La resistenza interiore si manifesta ogni volta che diciamo No alla vita, poiché non è frutto di giudizio mentale e di negatività emozionale; la resistenza alla vita viene dalla mente che ci vuole far fare ciò che lei ritiene giusto che facciamo e che è diverso da ciò che il cuore ci dice.

L’accettazione di ciò che è e di ciò che si è ci libera immediatamente dell’identificazione con la mente e ci ricongiunge al nostro vero essere, alla nostra vera essenza.

Accettare ciò che si è, dove e con chi si è, non vuol dire umiliarsi, abbandonarsi, svilirsi, rinunciare, anzi, vuol dire riconoscersi pienamente così come si è in quel preciso momento, con i propri pregi e difetti, senza demandare all’esterno, ad altri o ad altro, il nostro essere in un certo modo, in un certo posto o con certe persone. Prendere atto di come si è, significa poter intraprendere un profondo cammino di cambiamento; ogni giorno si può fare un passo nella direzione del cambiamento e del miglioramento, ma per farlo bisogna riconoscersi senza soffrire e senza rifiutare di riconoscersi tali e quali si è.

La dualità invece creata dall’uomo materialista, ovvero come si è e come si vorrebbe essere, è alla radice di tutta la complessità non necessaria della vita nonché fonte di tutti i problemi e i conflitti. Proiettare nel passato o nel futuro un ideale di come si vorrebbe essere, impedisce di concentrarsi sul qui e ora e di riconoscersi tal quali si è per poter iniziare un cammino vero di cambiamento.

Dentro il cammino rosso, l’amore, in primo luogo l’amore per se stessi, è uno stato dell’essere, non una semplice emozione; in quanto tale non è un cosa passeggera bensì un qualcosa che ha carattere di permanenza, di perenne, se realmente incarnato. L’amore non sta fuori di noi, bensì dentro di noi, dunque non è qualcosa che possiamo perdere o che ci può abbandonare; l’amore non dipende né è funzione di nessuno; amore è realizzazione dell’unità e superamento del dualismo; amore è sentire profondamente la “presenza” senza che sia viziata delle illusioni che siamo abituati ad alimentare e sostenere.

Solo e proprio in questo istante, nel qui e ora, nell’istante della verità, della presenza, dell’amore come stato dell’essere, saremo in grado di accettarci esattamente così come siamo, con i nostri aspetti positivi e negativi. Non possiamo imbrogliare la nostra coscienza, lei è l’occhio, l’oracolo della verità e si manifesta indipendentemente dalla nostra volontà. Il tesoro è dentro di noi. La coscienza, il nostro spirito sono l’occhio di Horus.

Il cammino rosso è dunque il cammino che porta la mente al cuore; possiamo così dire che il cammino rosso ci insegna un vivere naturale, ci insegna a non stare separati dagli altri, a non delegare agli altri la nostra felicità, amandoci e rispettandoci in prima persona.

Dunque cos’è lo chamanesimo? Lo chamanesimo è permettere a se stessi di vivere in pace e armonia dentro il presente, vivere ogni momento qui ed ora senza preoccuparsi di come è stato e di come sarà domani. Stare qui è un atto di grande, grandissimo coraggio. È essere felici esattamente come si è, senza voler tornare ad essere o pensare di poter essere qualcunaltro.

Il cammino chamanico, in quanto cammino di cura guarigione, si avvale di numerosi tipi di medicine  sacre come l’Ayahuasca, Il Tabacco sacro e il Cachimbo, il Rapè, il Kambo, il Temascal o capanna sudatoria etc.. Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerle tutte.

LA MEDICINA DEL TABACCO SACRO E IL CACHIMBO

Qui si venera “Abuelo Tabaco” (il tabacco sacro). Ricordate la famosa pipa della pace usata dagli indiani pellerossa del nord america? Esattamente quella! La pipa si chiama Cachimbo e il tabacco non si aspira mai. Oreste, lo sciamano, mi spiega “quello è un vizio. Qui il tabacco non si aspira. Si usa solo per scopi cerimoniali e questo tipo di tabacco va consacrato prima poter essere usato”. Ho imparato che nei momenti più importanti della vita in comunità, quando si indice una riunione, durante la cerimonia, o quando si fa la veglia al fuoco sacro, si accende il Cachimbo. Il Tabacco sacro consacra il momento. Le parole dette con il Cachimbo in mano e il tabacco acceso sono sacre. Il tabacco è un alleato molto potente. Una volta acceso, bisogna fumare tutto il tabacco che abbiamo messo nel Cachimbo. Il fuoco, toccando il tabacco sacro, libera lo spirito di quest’ultimo permettendogli di riprendere il proprio cammino. Se smettiamo di fumare il Cachimbo, lasciando del tabacco sacro residuato che eventualmente butteremo, neghiamo la libertà ad alcuni spiriti del tabacco.

In linea di massima, il Cachimbo si accende per fare delle piccole “Oraçoes” (preghiere): si comincia col salutare e ringraziare il Grande Spirito, il Grande Mistero, la madre terra, il padre sole, i guardiani delle 4 direzioni, i 4 elementi, il cuore dell’umanità, i bambini e le guide spirituali, gli alimenti, gli animali, la medicina sacra etc etc. Solo dopo aver salutato e ringraziato, si formalizza la preghiera, la richiesta.

La preghiera, si chiude con “Ahò, metakiase (per tutte le mie relazioni)”.

Siamo seduti in circolo. Chi vuole, prende la parola e fa la sua “pregiera” col Cachimbo secondo il rito appena descritto.

Molto importante, durante la “preghiera” (invocazione con saluto e ringraziamento e poi richiesta), non si smette mai di far fumare il Cachimbo perché è il Tabacco sacro a suggerirci le migliori parole da usare, le migliori richieste da fare. E qui, la parola è sacra, si trasforma in realtà.

LA MEDICINA DEL RAPE’

La musica permea il tempio, canti antichi e tamburi mi portano in un’altra dimensione. A turno ciascuno di noi esce dal cerchio, si avvicina allo sciamano (uomo di medicina, appunto). Lo sciamano è colui che applica la medicina. Prepara l’applicatore del Rapè. Si tratta di una cannetta di 30cm circa lunghezza e 2/3cm di diametro. La riempie con la medicina (una miscela in polvere di tabacco sacro ed altre erbe e piante medicinali). Posiziona un estremo della canna in una delle mie narici e si porta alla bocca l’altro estremo. Infine, applica la medicina. Soffia nella canna e il contenuto della medicina mi va dritto al cervello passando per il naso”.

Il Rapè è una medicina molto importante nella tradizione sciamanica. Agisce direttamente sul nostro corpo energetico, in particolare sul terzo occhio (ghiandola pineale) aumentando la nostra predisposizione a connetterci con il piano astrale. Sul corpo fisico invece ha sia l’effetto positivo di favorire “la Limpeza” (la pulizia) inducendo la produzione di muco e saliva che naturalmente va espulso (a volte induce anche il vomito); e sia l’effetto di aiutare chi soffre di sinusite e asma.

LA MEDICINA DEL TEMASCAL

Il Temascal o capanna sudatoria. Viene usata nella tradizione sciamanica con il fine di purificare. Ho la fortuna di costruire la struttura del Temascal assieme ad Oreste (lo sciamano). La struttura (a forma di gabbia) la realizziamo con liane e rami della foresta. Il tutto viene ermeticamente coperto con panni e teli. Al centro della capanna (rigorosamente di forma circolare) c’è un buco. Qui andranno posizionate le pietre incandescenti su cui applicare la medicina. In linea retta dall’ingresso nella capanna, a circa 5 metri, prepariamo la piattaforma su cui verrà acceso il fuoco sacro. Le pietre vengono posizionate tra i tronchi di legno in modo che il fuoco le renda praticamente laviche e incandescenti in un paio d’ore.

E’ prevista la purificazione del Temascal prima e dopo la “Ricerca della visione”.

“Ci prepariamo ad entrare, Fabiano mi purifica l’aura, mi giro verso il fuoco sacro ringraziandolo. Mi accovaccio e rigorosamente in ginocchio entro nella capanna salutando il Grande Spirito affinché possa benedire questa purificazione. Oreste (lo sciamano) è già posizionato dentro e mi dice dove andrò a sedermi. Ci siamo, sono entrati tutti. A questo punto una ad una, vengono portate dentro le “Abuelitas” (le sagge pietre) ormai incandescenti. Oreste posiziona una pietra alla volta nel buco. Ciascuna pietra viene consacrata con una dedica e su ciascuna pietra viene applicata la medicina. Si tratta di una essenza (erbe medicinali). Una polverina che a contatto con la pietra incandescente rilascia nella capanna un fumo sacro che “purifica” aura e vie respiratorie. Che buon profumo. La temperatura comincia a salire (e ancora non è stata versata sulle pietre una sola goccia d’acqua). Vengono posizionate circa 20 pietre. A questo punto la porta della capanna viene chiusa e la cerimonia inizia sul serio. Tamburi, maracas e canti entrano in scena. La temperatura inizia a salire. Dopo circa 30minuti di canti vengono fatti uscire gli strumenti musicali ed entra il bidone con l’acqua miscelata con spezie ed erbe e medicinali che verrà versata sulle pietre. Fa davvero caldo, altro che sauna o bagno turco”. Oreste dice “siete nel ventre della madre terra, abbandonatevi al suo amore”. La purificazione del Temascal vuole simulare la morte e la rinascita come nuovo essere. Ogni volta che l’acqua tocca le pietre incandescenti aumenta la temperatura nella capanna al punto che dentro non si possono indossare oggetti di metallo, diventerebbero incandescenti rischiando di bruciare la pelle. Ogni volta che l’acqua tocca le pietre, esse rilasciano le memorie, la saggezza e la conoscenza ancestrale che hanno accumulato in miliardi di anni (sono stati i primi esseri viventi assieme alla terra stessa, sono la terra stessa).

LA MEDICINA DEL KAMBO’

Si tratta di un vaccino “naturale” usato dai nativi dell’amazzonia da migliaia di anni.

Fabiano: “i vaccini in uso oggigiorno nella medicina convenzionale occidentale sono deboli e non servono a nulla, anzi fanno più danni che altro. Ti iniettano dei virus deboli e semi morti che dovrebbero essere capaci di contrastare il vero Virus quando questo arriva. Il Kambò invece è come un maestro di kung fu. Quando entra nel tuo corpo lavora per allenare le cellule del tuo corpo ad essere più forti e contrastare qualsiasi minaccia/virus che arrivi dall’esterno con il massimo della forza”.

Il Kambò è il veleno prodotto da un rospo della foresta amazzonica. Durante l’applicazione di fatto vieni avvelenato.

Riceviamo l’applicazione del Kambò la stessa notte della nostra prima cerimonia con il Daime o Ayahuasca. Che serata ragazzi. 2 ore prima di ricevere l’applicazione del Kambò dobbiamo bere almeno 2/3 litri di acqua. L’effetto immediato del Kambò è quello di fare “pulizia” portando al vomito. La pulizia fisica (che comprende quindi qualsiasi forma di espulsione: muchi, vomito, feci etc… è molto molto importante e fa bene). Il primo effetti di qualsiasi medicina sacra è la pulizia fisica. Cosa puliamo? Emozioni nascoste e non espresse, paure, blocchi energetici…insomma spazzatura che intossica la nostra anima e si annida pericolosamente nel nostro corpo.

Mi siedo al lato di Fabiano. Usa la punta di una barretta di incenso per farmi 8 piccole bruciature sulla spalla. Si tratta di bruciature non più grandi di una lenticchia. L’obiettivo è far uscire la carne viva fuori. A questo punto applica su ciascun punto una goccia piccolissima di questo veleno. Arrivato al punto numero 4 (ovvero non più di 30 secondi dalla prima applicazione) già inizi ad avvertire gli effetti del veleno. Vengo assalito da una vampata di calore che pervade tutto il corpo. Il cuore inizia a battere forte. Terminata l’applicazione ci sediamo in disparte e aspettando il vomito sperimentiamo gli effetti dell’avvelenamento. La sensazione di calore si fa sempre più forte, sento la faccia, le labbra e la gola che si gonfiano. La gola in particolare si secca al punto che non riesco più ad ingoiare e quando mi inizia a diventare difficile persino la respirazione ecco che arriva il vomito con una forza mai provata. Che liberazione. Da questo momento, gli effetti fisici provati a causa del veleno iniziano a rientrare.

LA RICERCA DELLA VISIONE

Tra delle pratiche più importanti del cammino rosso, va richiamata assolutamente l’attenzione alla Busca da Visão, ovvero la ricerca della visione.

La Busca da Visão è una delle pratiche più antiche utilizzate dalle tribù native del Nord America; lo scopo di questa attività è che la persona ottenga una più ampia comprensione del suo ruolo e del suo cammino nel mondo (stravolgente direi!). La Busca da Visão fornisce esperienze significative per mezzo di un ritiro, caratterizzato dal completo digiuno da cibo e da liquidi, sulla montagna che consente la conoscenza di sé e la propria guarigione in svariati ambiti (fisico, mentale spirituale). Partecipare alla Busca da Visão conferisce l’opportunità di sperimentare la nostra natura umana e di renderci conto che siamo piccoli e umili (non da intendere come sottomessi), ovvero siamo granelli di sabbia davanti alla grandezza dell’universo, ma granelli che compongono l’universo stesso. Todos Somos Uno.

La ricerca del senso della vita accompagna da sempre l’uomo lungo il suo viaggio. Nel corso della sua evoluzione l’uomo ha infatti cercato molti modi per spiegare la realtà e capire il mondo intorno a se; quindi è proprio attraverso la necessità di trovare maggiore significato nella vita che l’uomo si è evoluto.

Ci sono molti modi di percorrere questo cammino dell’evoluzione, uno dei quali è proprio la pratica sciamanica; lo Sciamanesimo si propone come una forma di riscatto dell’essenza umana, un modo per tornare alle origini e riconoscere il sacro insito in tutto ciò che esiste.

Tutto ciò che esiste nell’universo è nostro maestro; in natura sono presenti tutte le medicine necessarie per questa crescita spirituale. Lo sciamano utilizza il termine medicina, per designare gli elementi della natura con un’essenza guaritrice, ovvero elementi catalizzatori, acceleratori della riforma spirituale, della riabilitazione e del mantenimento della salute fisica.

Tra i numerosi farmaci presenti in natura vi è proprio la Busca da Visão. Essa fornisce all’iniziato, esperienze significative che possono trasformare la sua percezione della realtà; il motore di ricerca è esposto infatti a situazioni estreme (come il digiuno) dalle quali apprende, si conosce e si trasforma.

La Busca da Visão si concretizza in un cammino articolato in 4 tappe. Si tratta di 4 momenti fondamentali nella vita dell’uomo indigeno: il primo anno si passano 4 giorni in isolamento su una montagna, in completo digiuno, all’interno di un circolo sacro di pochi metri quadrati fatto con tabacco e con le proprie preghiere/intenzioni e all’interno del quale c’è spazio solo per una tenda e un’amaca. I 4 giorni hanno come proposito il proposito dell’umiltà.

Per il secondo anno, i giorni sono 7, medesimo scenario ma con un litro d’acqua e qualche mela. Il proposito è la sincerità.

Per il terzo anno, i giorni sono 9, di nuovo medesimo scenario ma con un litro e mezzo d’acqua, qualche mela in più e un po’ di granola. Il proposito è l’unione tra maschile e femminile e il superamento della dualità.

Per il quarto e ultimo anno, i giorni sono 13, medesimo scenario ma con due litri d’acqua, ancora qualche mela in più e un po’ più di granola. Il proposito è l’integrità di proposito.

MEDICINA SACRA: L’AYAHUASCA

L’Ayahuasca è anche chiamata Santo Daime (Daime da dammi, offrimi, forniscimi il conoscimento, la guarigione). Va chiarito innanzitutto che il Santo Daime non è un allucinogeno, ovvero una sostanza che crea una realtà illusoria, bensì è una pianta psico-attiva, con una sua propria capacità psichica in grado di farci vedere la nostra più vera realtà interiore (illusione vs realtà è la chiave di volta per non interpretare il Daime come una droga, droga nel senso che siamo abituati a dargli noi del mondo cosiddetto “avanzato”). Il Daime è dunque il nostro inconscio che si palesa. Il Daime è “noi” in tutti i nostri aspetti belli e brutti; il Daime infatti può mandarti in estasi così come terrorizzarti, poiché il Daime, con il suo “viaggio” non ti porta da nessuna parte se non dove già sei nel tuo cammino evolutivo.

Il Santo Daime è una pianta sacra per i nativi e ad oggi sacra anche per me. Credo nel Daime, nei suoi poteri di cura e nella sua essenza divina; il Santo Daime è un regalo divino, è qualcosa che tutti dovrebbero aver l’opportunità di provare.

Il Santo Daime, è innanzitutto una medicina in grado di curare malattie fisiche (dall’aids al cancro), mentali (dalla depressione alle più svariate forme di dipendenze) e spirituali. Il Santo Daime inoltre possiede un gran potere alteratore della coscienza umana; tale potere alteratore si concretizza in un viaggio all’interno di noi stessi, che ci porta ad elevati livelli di auto-coscienza e conoscenza del nostro Io.

Il Daime è ottenuto dall’infusione di due piante native dell’amazzonia: una liana, detta Jagube o Mariri e un arbusto detto Rainha (Regona) o Chacrona. Queste due piante contengono ciascuna una sostanza biochimica che risulta complementare a quella dell’altra e che si adattano perfettamente al funzionamento del sistema nervoso umano in modo da essere tranquillamente assorbite dal corpo senza causare alcun tipo di aggressione o di dipendenza (a differenza degli psico-farmaci e delle droghe). L’incrocio di queste due piante porta anche al perfetto bilancio energetico di femminile e maschile, yin e yang, di luna e sole. La Regina ha una forza femminile, ed è dove risiede il potere di visione della bevanda, essenzialmente contenuto in un sostanza della sua linfa e conosciuto come DMT (Dimetiltriptamina), mentre nel Jagube vi è la forza virile di questo equilibrio contenuta nel Harmala, un alcaloide (particolarmente concentrato nel guscio).

Per comprendere come agiscono queste sostanze all’interno del corpo umano, è importante fare una digressione al fine di conoscere meglio il funzionamento dello spazio più nobile del cervello umano, ovvero di quello spazio che svolge funzioni di pianificazione delle attività nel tempo e che è responsabile di garantirci quell’attenzione e quella concentrazione necessaria per eseguire qualsiasi tipo di compito. Questa regione del cervello è guidata da un neurotrasmettitore, la serotonina, che è quella molecola responsabile della conduzione degli stimoli nervosi tra un neurone e l’altro. Questo neurotrasmettitore è prodotto sia dal cervello umano che dal tratto gastrointestinale. La serotonina è una sostanza che ha una vita utile limitata nel corpo umano e che, una volta giunta alla sua scadenza, viene metabolizzata da un enzima, prodotto anch’esso nella regione gastrointestinale, noto come monoamino ossidasi o MAO. Questo enzima, quando in azione, regola i livelli di serotonina nel cervello umano in un individuo normale (poca serotonina indica depressione, infatti uno dei sintomi principali dei depressi, è l’incapacità di concentrarsi e di portare a termine delle attività).

Il Santo Daime, come abbiamo detto, contiene due classi di sostanze che producono i loro effetti psicoattivi: la DMT contenuta nelle foglie della Regina, e gli alcaloidi contenuti nella liana Jagube. All’interno dell’alchimia del perfetto disegno divino della natura, accade così che la DMT sia prodotto anche dal corpo umano in quantità molto piccole (alcuni studiosi hanno provato che, persone con doti di medianità, producono una maggior quantità di DMAT). Pertanto, biochimicamente parlando, la DMT è la chiave che collega l’essere umano al mondo spirituale. Lei è la molecola che può dare agli uomini la visione del mondo spirituale. Inoltre, chimicamente parlando, la molecola DMT è praticamente identica alla molecola di serotonina molecola, con solo alcune piccole differenze. Ciò significa che la DMT si adatta perfettamente agli stessi neuroni che utilizzano la serotonina come mezzo per trasmettere stimoli nervosi ad altri neuroni. Così, un individuo sotto l’influenza di un notevole aumento di quantità di DMT nel cervello, avrà una chiara apertura della sua visione spirituale, ovvero di ciò che gli orientali chiamano terzo occhio. In altre parole, la DMT è una finestra sul mondo spirituale; essa permette all’individuo sotto il suo effetto, di fare un “viaggio” nel suo inconscio, di estendere la conoscenza di sé ma soprattutto di portare questa conoscenza nella sua parte cosciente, risvegliando facoltà, doti che spesso non si sapeva nemmeno di avere.

Affinché la molecola di DMT non venga direttamente metabolizzata nello stomaco e possa penetrare invece nel flusso sanguigno, c’è bisogno che la produzione di MAO (enzima che appunto metabolizza la serotonina e dunque anche la DMT direttamente nello stomaco, regolandone la quantità e impedendo che circoli nel sangue) sia temporaneamente sospesa, un effetto che si ottiene con gli alcaloidi del tè Harmala, contenuti nella liana Jagube. In altre parole, è la liana che apre la strada al flusso sanguigno alla DMT.

Tutto ciò si traduce in un aumento dei livelli di serotonina nel cervello di un individuo quando è sotto l’influenza del Santo Daime. Questo risultato è chiaramente distinguibile dall’aumentata capacità di concentrazione e attenzione che la persona sente quando è sotto l’influenza della bevanda. Questo effetto, che migliora la concentrazione e la capacità cognitiva di una persona, dura e si consolida più vi è continuità e coerenza nel consumo di Santo Daime nella nostra vita. Vi è anche un’immunità acquisita da individui che consumano il Santo Daime per molti anni, immunità nei confronti delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale.

Ci sono poi alcuni effetti collaterali che il Santo Daime può causare in un individuo a causa delle sostanze in esso contenute; effetti descritti riguardano individui normali e non malati o sotto cure farmacologiche e/o anti depressivi. Il primo è l’effetto purgante o di pulizia biologica/cura di disintossicazione. Il secondo è l’effetto del vomito causato dagli eccessivi messaggi inviati dal cervello allo stomaco,

Dal punto di vista spirituale, è molto chiaro che sia l’effetto purgante che il vomito, sono direttamente collegati ad una bevanda energetica che esegue la pulizia sull’individuo e lo sana: siamo corpi e spiriti sporcati costantemente da tossine di tutti i tipi: cibi e bevande industriali, acqua e aria inquinata, stress, malattie e farmaci, pensieri negativi, litigi, conti in sospeso, rimpianti, rimorsi, odio, vendette molto altro. Il Santo Daime, con i suo effetti collaterali, ha la capacità di liberarci dalle tossine, di permetterci di accedere ad un corpo più pulito e dunque ad uno spirito più elevato. Il Santo Daime infatti ha la capacità spirituale di espellere qualsiasi disarmonia energetica garantendoci sollievo e conforto dopo ogni evento di diarrea o vomito. La continuità e la costanza nel consumo di Santo Daime, di solito genera una diminuzione persona in intensità e frequenza nel tempo, dei processi di pulizia.

L’assorbimento da parte del corpo umano, di tutte le sostanze contenute nel Santo Daime avviene in modo assolutamente naturale, senza danneggiare la salute e senza generare dipendenze (a differenza di psico-farmaci e droghe). Ciò è stato oggetto di ricerca e di validazione scientifica, per questo motivo il Santo Daime è stata riconosciuta dalla legge brasiliana come una manifestazione legittima dei costumi dei popoli indigeni del Brasile, dove ci sono più di 70 tribù indigene che ne fanno uso, nel rispetto di un patrimonio culturale che dura da più di 4000 anni.

Riceviamo la medicina durante le cerimonie. Le cerimonie iniziano verso le 6/7 del pomeriggio e terminano alle 5/6 del mattino seguente. Si tratta di un susseguirsi di canti (inni) che cambiano a seconda che la cerimonia appartenga alla linea sciamanica, di Umbanda o della chiesa del maestro Irineu. Tutti i partecipanti alla cerimonia prendono la medicina e quando inizia a sentirsi l’effetto ti rendi conto delle energie che ci sono in gioco. Capisci che l’energia che metti in gioco cantando e suonando impatta direttamente sull’energia del gruppo. Prima di iniziare la cerimonia ci si augura “buon lavoro” …incredibile no? La gente va li consapevole che si tratta di un lavoro di autocura profondo, un lavoro che non si otterrebbe con anni di psicoanalisi. Un lavoro di gruppo. Insomma non a caso è la medicina sacra usata dalle popolazioni più sagge del piante da migliaia di anni (come chiameresti altrimenti popolazioni che non soffrono carestie e guerre, che non usano bombe, che non si avvelenano con cibi tossici, che non si drogano di shopping, sesso, lavoro e altri allucinogeni compulsivi del mondo occidentale, che non hanno mai perso la connessione con se stessi e con la fonte).

Lo sciamano guida la cerimonia, Oreste suona il flauto, altri la chitarra, i tamburi e quasi tutti le maracas. Io canto e suono la maracas. E’ come se la musica attiva il potere del Daime. In origine l’energia assume forma materiale grazie al suono. Si tratta di frequenze di onda. Avete mai sentito parlare di Cimatica? A seconda delle frequenze/suoni, granelli di sabbia e acqua assumono determinate forme. Questo è esattamente quello che accade dentro di noi. La musica guida il lavoro dell’Ayahuasca nel nostro corpo. Spesso durante la cerimonia non riusciamo ad esserne consapevoli e abbiamo fugaci ed estemporanee intuizioni di una realtà superiore. Percepisco al di là dei 5 sensi. Mi sembra di essere in sintonia con qualunque suono. Mi sembra di essere su un’altra lunghezza d’onda. L’obiettivo del daime è di farci abituare a quest’altra frequenza perché è qui che possiamo entrare in contatto con il nostro Io superiore, con essere divini di luce e i maestri guida. E’ qui che possiamo ricevere degli insegnamenti importanti.

FONTI

https://it.wikipedia.org/

http://www.theevolutionarychange.com/

 

I VIRUS, GLI ANTIBIOTICI E IL MITO DELL’INFLUENZA

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Sulla base della scoperta del Dr. Hamer, la Quarta Legge Biologica, che illustra il ruolo benefico dei microbi nella fase di guarigione, i batteri, i funghi ed i virus non devono più essere considerati come la causa delle “malattie infettive”.

Il dilemma in cui la medicina attuale si trova è quello di riconoscere le due fasi di ogni SBS, i medici osservano unicamente la seconda fase, poiché è solo in questa fase che intervengono i microbi. Dal momento che l’azione dei microbi è accompagnata da gonfiore, febbre, infiammazione, pus e dolore, i microbi sono considerati come “patogeni” e la causa delle “malattie infettive”.

Ma non sono i microbi a causare le malattie infettive. Al contrario, il nostro organismo usa i microbi per ottimizzare il processo di guarigione. In considerazione di questo modo di intendere l’azione dei microbi, la parola “infezione” è da considerarsi obsoleta.

Come le cellule cancerose, i microbi non invadono altri organi che derivino da un foglietto embrionale differente o che siano controllati da relè cerebrali differenti. I microbi lavorano esclusivamente su organi e tessuti che sono in fase di guarigione. Per esempio: i batteri della TBC (controllati dal Tronco Cerebrale) che sono occupati a demolire un tumore del polmone (endoderma) non invaderanno mai organi e tessuti di derivazione ectodermica controllati dalla corteccia cerebrale; lo staphylococcus (controllato dal midollo cerebrale) non invaderà mai tessuti controllati da aree cerebrali differenti.

Poiché l’attività dei microbi è sempre parte di un significativo SBS, che coinvolge solamente le persone che sono in fase di guarigione di un organo correlato ad un conflitto, le “malattie infettivenon possono essere contagiose. Se due o più persone mostrano gli stessi sintomi, questo comporta che ognuna di esse è in fase di guarigione per lo stesso tipo di conflitto. Per esempio: se un conflitto “indigeribile” colpisce improvvisamente una intera famiglia, questa verrà colpita da diarrea (sintomo di guarigione) dopo che il conflitto è stato risolto.

1. L’Influenza

L’influenza è collegata ad un “conflitto puzzolente”, che può essere vissuto in termini reali o figurativamente come “Questa situazione mi puzza!” o “Ho dovuto farlo!”. Durante la fase di conflitto attivo le mucose nasali si sono assottigliate grazie a microscopiche, diffuse ulcerazioni, di cui generalmente non si hanno sintomi. Nella fase di guarigione, quando il tessuto nasale viene riparato, le mucose nasali si gonfiano. Il naso che cola, la cefalea, la stanchezza, il rialzo termico o la febbre, sono i tipici segni della guarigione vagotonica. Se i sintomi sono molto severi, si parla di “influenza”. L’affermazione che i virus dell’influenza ne siano i colpevoli, deve essere ancora provato.

Gli aspetti climatici, culturali, politici, sociali, o economici possono essere decisivi, affinché la gente di certe nazioni o regioni sono più (o meno) vulnerabili a provare certi tipi di conflitto. Dalla prospettiva della NMG, l’aumentato numero di cancri alla mammella registrato tra le donne occidentali, rispetto a quelle orientali, è dovuto all’aumento dei divorzi e dei “conflitti di separazione” piuttosto che, come suggerito, dalla dieta differente.

Severi conflitti biologici possono assalire molti individui di una comunità o di una popolazione, come al tempo della guerra, “sanzioni”, o crisi economiche. Ciò che viene sbandierato come una “epidemia” non lo è, ma è in realtà l’indicazione che la popolazione di una intera regione andando verso la guarigione tutta insieme.

2. Epidemie

Questo spiega, ad esempio, l’Influenza Spagnola del 1918 così come la epidemia di tubercolosi polmonare scoppiata dopo la Prima Guerra Mondiale, durante le quali milioni di persone hanno sofferto “conflitti di paura nel territorio”, che colpivano i bronchi con polmoniti potenzialmente fatali durante la fase di guarigione, e “conflitti da paura della morte” che coinvolgevano gli alveoli polmonari, provocando tumori polmonari che NON venivano riconosciuti durante la fase attiva dello stress! La fine della guerra diede inizio ad una fase di guarigione di massa, nel vero senso della parola, producendo due pandemie. Ecco la ragione per cui molti non sopravvissero alla TBC: le secrezioni tubercolari, prodotte durante la fase di decomposizione dei tumori polmonari, contengono grosse quantità di proteine che venivano disperse con l’escreato. Una dieta ricca di proteine è quindi molto importante per ripristinare la quota di proteine perdute. A causa della estrema povertà causata dal disastro economico seguito alla guerra, coloro che erano affetti dalla tubercolosi non poterono nutrirsi adeguatamente per completare la guarigione. Solamente quelli che ebbero accesso ad una alimentazione adeguata poterono guarire, i poveri non avevano chance. La stessa cosa si può dire delle attuali epidemie tubercolari (e di AIDS) dei continenti africano ed asiatico. Queste epidemie non sono causate dal batterio della TBC, ma sono il risultato delle paure di origine politica, sociale ed economica. Di cosa abbisognano queste parti del nostro mondo è pace e cibo, piuttosto che guerre e droga.

3. Antibiotici

Nel 1944, gli antibiotici furono somministrati per la prima volta ai pazienti tubercolotici. La ragione per cui gli antibiotici funzionarono è che il farmaco distrusse i batteri che stavano demolendo i tumori polmonari. Una rapida successione di farmaci antitubercolari comparvero negli anni a venire. Ciò ha fermato la “malattia”, ma sradicando i batteri utili, i tumori polmonari che colpiranno le persone che vivranno il terrore di una nuova guerra, non potranno più essere smantellati. Il risultato sarà che i tumori rimarranno incapsulati nel posto dove sono cresciuti e quando, per varie ragioni, le persone subiranno una indagine radiologica, questi tumori verranno visti e sottoposti alle cure del caso con l’innesco di un nuovo conflitto da paura della morte. Non c’è alcuna connessione con il fumare.

Oggi, l’abuso di antibiotici è una delle ragioni per cui vengono ritrovati molti tumori durante gli esami (routine). Altri fattori possono essere i metodi di screening più sofisticati e la pressione per l’esecuzione di più test (PAP-tests, PSA-tests, etc.). Dobbiamo metterci in mente che gli shock da diagnosi possono potenzialmente dare avvio alla comparsa di nuovi tumori del polmone. La NMG offre un modo per uscire da questo circolo vizioso.

Giorgio Beltrammi

LA GUARIGIONE SPIRITUALE SECONDO GLI INDIANI D’AMERICA

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I nativi del nord America usano bruciare alcune piante a scopo cerimoniale e nei riti di guarigione. E’ anche una forma di aromaterapia.

Certamente una delle piante più utilizzate a questi scopi è la GLICERIA (HIEROCLOE ODORATA), con cui formano lunghe trecce che si possono bruciare, ma anche indossare o riporre come offerta sugli altari. Spesso il suo fumo si unisce al vapore acqueo nelle capanne sudatorie. Come i nostri incensi comuni, si ritiene che il fumo abbia un’azione purificatrice: l’intento non è di inalare il fumo ma di immergersi in esso per favorire le attività spirituali. La GLICERIA ha un leggero effetto soporifico, l’aroma ricorda la vaniglia e, secondo alcuni, favorisce gli stati meditativi.

Ne parla Barrie Kavasch, ricercatrice e storica delle culture degli indiani d’America: «Potete offrire il fumo a voi stessi. Muovete la treccia in alto e in basso per circondare di fumo la testa e il busto. Mettendo le mani a coppa, accostate il fumo al vostro cuore, questo porterà amore e attenzione. Poi portate le mani con l’offerta di fumo alla testa per ottenere chiarezza di giudizio e buoni pensieri. Se lo passate sulle braccia e sulle gambe scacciate ogni rabbia, tensione e sconforto».

Altre erbe, spesso miscelate, formano gli incensi tradizionali di queste popolazioni. Una pianta molto popolare è la Salvia ma non quella che troviamo nei nostri supermercati (meglio non bruciarla, può far venire mal di testa). Si tratta di specie autoctone come la Salvia bianca (SALVIA APIANA) e la Salvia del deserto (che però non è una Salvia ma un’Artemisia). Ancora oggi sono preparate e vendute: ogni tribù ha il suo blend specifico in cui alla Salvia si aggiungono cedro, ginepro, GLICERIA, mesquite, uva ursina e molte altre sostanze vegetali.

Al fumo generato dalla combustione di queste piante si attribuisce la capacità di generare stati d’animo positivi, scacciando le negatività. Calmano e rilassano. Si trovano bastoncini di Salvia ma si può anche riporre la Salvia o le miscele in un bruciatore. Di solito si tratta di momenti da vivere insieme ad altre persone.

Ancora la Kavasch: «Potete passarvi il bruciatore da uno all’altro: ciascuno gode del fumo e trascorre un momento in silenzio, a pregare, prima di passarlo al prossimo. Le preghiere collettive e le energie positive di questi incontri sono stupefacenti: spesso, un reale senso di guarigione spirituale può pervadere tutti i presenti»

Ma la cosa più importante non è il fumo, che si compra, ma l’inclinazione mentale, che dobbiamo riscoprire in noi stessi.

PIANTE SACRE DELLE QUATTRO DIREZIONI

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EST

Le erbe accomunate alla direzione dell’Est sono il pino, la salvia ed il tabacco.

Tabacco: Viene e veniva usato per onorare gli avi invocandone la saggezza per poter decidere in merito a questioni importanti della propria vita o della vita della tribù.

Pino: Questa pianta consente di pulire l’aura, ottenere fertilità e la pace della mente. Sono parecchi gli indiani americani che lo adoperano nella propria casa, perché si pensa sia un buon guardiano, essendo della famiglia dei sempreverde perciò non muore mai e restano sempre vigile.

SUD

Le erbe sacre accomunate alla direzione del Sud del mondo che vengono usate nelle preghiere, sono il cedro e la copale.

Cedro: Si adopera per proteggere se stessi o chi si ama dal male in senso generale, è collegato al sole e serve ad attirare una nuova vita.

Copale: Viene adoperata apposta nelle cerimonie della direzione Sud-Ovest per facilitarne la fluidità nelle energie che si smuovono.

OVEST

Le erbe sacre usate per questa direzione, sono la salvia, l’artemisia e il salice.

Salvia: Appartiene alle erbe sacre per antonomasia che purificano, fortificano e proteggono oltre al fatto che è una delle erbe in grado di sconfiggere addirittura le malattie e i disturbi più gravi da cui prende il nome (salvia: SALVIS = salvavita), distrugge e allontana le forze oscure e infatti è una delle erbe magiche indiane maggiormente usata nei riti, a volte viene usata anche per i riti sacri diretti alla direzione dell’ Est, ma trova tutte le sue caratteristiche incentrate sulle qualità dell’ Ovest.

Artemisia: Questa erba sacra viene usata perché aiuta nelle visioni e perché consente di avere più facilmente sogni lucidi e chiari oltre che profetizzare.

Salice: Secondo diverse leggende questa pianta rappresenterebbe la parte inconscia delle persone, che porta un rinnovamento della propria vita dopo la morte.

NORD

L’erba più sacra alla direzione nord, è rappresentata dalla SWEET GRASS che significa “capelli della nonna”, infatti questi “capelli” bianchi corrisponderebbero al simbolo dell’esperienza e della saggezza generata dalle esperienze fatte nella vita.

Per i LAKOTA, ogni uomo nasce con quattro aspetti dell’anima”: il SICUN, la forza immortale che permette al corpo di formarsi, e che alla morte ritorna “al nord” ad attendere un nuovo concepimento; il tun, il potere di trasformare l’energia da visibile in invisibile e viceversa; il ni, il “respiro” che abbandona il corpo con la morte; il NAGI, l’ombra” che alla morte percorre la Via degli Spettri per unirsi agli antenati e riprendere la vita tradizionale. I miti e i rituali LAKOTA si sviluppano in serie di quattro e sette, e sono ciclici, come la vita. Il cerchio è sacro.

LE SETTE CERIMONE SACRE

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Le Sette Cerimonie Sacre, sostrato della religione LAKOTA, sono sopravvissute fino ai nostri giorni nonostante i tentativi di repressione ad opera del governo degli Stati Uniti durante il XIX secolo. Esse sono:

1- La Capanna di Sudorazione (INITIPI), la quale serve come preludio a tutte le altre cerimonie e rappresenta un rituale di grande importanza.

2- La Ricerca della Visione (HANBLECEYA): viene effettuata in età puberale, originariamente dai soli maschi, ma estesa a tutti dagli anni Settanta. Un uomo di medicina manda l’iniziato su una collina, o in altri luoghi isolati, per un periodo che va da uno a quattro giorni, dove digiuna e porge offerte rituali ai Quattro Venti attraverso la sacra pipa, fino a quando riceve una visione. Una volta ricevuta, essa viene interpretata dall’uomo di medicina e segnerà il destino del giovane per tutta la vita.

3- La Cerimonia del Trattenimento del Fantasma (Wanagi Wicagluhapi) viene eseguita per un caro defunto. La credenza che lo spirito rimanga un anno nel luogo della sua morte porta il parente che intraprende la prova del lutto (WASIGLA) a conservare una ciocca dei suoi capelli avvolta in pelle di daino. Egli\ella deve esporre l’involto al sole durante le belle giornate, ripararlo dal vento e donargli ogni giorno del cibo. Colui che trattiene lo spirito deve dedicare tutto il suo tempo a questo scopo, dopodiché, trascorso un anno dal decesso, lo spirito viene lasciato libero di viaggiare verso l’aldilà. In questa occasione la famiglia indice una grande festa, invitando i parenti e distribuendo regali a chi durante l’anno ha sostenuto il custode dello spirito. Oggi questa cerimonia è spesso sostituita dalla Festa del Ricordo (Wokiksuye Wohanpi), un rito simile anche se lievemente meno impegnativo per il custode dello spirito e per la famiglia. Dopo la veglia e la sepoltura, inoltre, si celebra un ulteriore rito: amici e parenti portano cibo sul luogo della veglia e rimangono tutta la notte a confortare la famiglia. Comunemente, il defunto viene sepolto nei cimiteri cristiani, per cui alla cerimonia LAKOTA si aggiunge la sepoltura cristiana.

4- Il rituale detto Awicalowanpi (Esse cantano del loro primo mestruo) accompagna il menarca delle ragazze. Durante la cerimonia la ragazza si toglie gli abiti infantili per vestire quelli della donna adulta e le viene insegnato a sedersi con la compostezza della donna. Da quel momento in poi, la donna ha la proibizione di eseguire rituali sacri durante gli anni di fertilità, e deve ritirarsi in una tenda speciale (ISNATIPI, tenda della solitudine) durante il ciclo mestruale. Questo rituale è stato ripristinato dagli anni Ottanta e costituisce tuttora un aspetto importante del ciclo vitale femminile LAKOTA.

5- La Tapa WANKAIYEYAPi (Cerimonia del lancio della palla) è caratterizzata dalla presenza di una bambina che lancia una palla di pelle di bisonte verso un gruppo di persone, in ognuna delle quattro direzioni. Coloro che riescono a prendere la palla avranno buona fortuna durante l’anno.

6- La HUNKA (Farsi dei parenti) è una cerimonia che riguarda l’adozione da parte di un anziano di un giovane dello stesso sesso. Il vincolo così creato è più forte di un legame di sangue e l’anziano è tenuto a provvedere al giovane per tutta la sua vita. Oggi, la Hunka viene utilizzata per introdurre nella tribù un nuovo adulto, che riceve un nuovo nome con la cerimonia della Castunpi (Cerimonia del nome), al termine della quale un anziano gli lega una piuma ai capelli, simbolo del suo nuovo stato tribale.

7- La Wiwanyang Wacipi (Danza del sole), infine, viene considerata la più importante cerimonia LAKOTA.

Fumare la pipa rappresenta un atto cerimoniale di introduzione ad altre cerimonie. La pipa va riempita secondo un preciso rituale: si uniscono il cannello e il fornello e si aggiunge il tabacco di CANSASA (corteccia di salice rosso), un pizzico per volta, con offerte ai Venti, al Cielo, alla Terra e al Centro dell’Universo. Si ricopre il tutto con della salvia che chiude la pipa fino a quando giunge il momento di fumare durante una cerimonia. Mentre si fuma e si fa passare la pipa tra tutti i presenti, il fumo del tabacco sale portando con sé le preghiere dei partecipanti.

 

WIKIPEDIA E LA NUOVA MEDICINA GERMANICA

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Come tutti quelli che cercano informazioni sulla Nuova Medicina Germanica, ho avuto modo di leggere la pagina di Wikipedia Italia che riguarda il suo scopritore, Ryke Geerd Hamer. Non ho però trovato nulla che, su Wikipedia Italia, tratti di NMG e mi sono meravigliato. Nella pagina riguardante il suo scopritore ci sono poche informazioni sullo scienziato, ma moltissime sul suo vissuto giudiziario, sul suo antisemitismo, sui suoi arresti e sulle morti causate dall’applicazione della sua scoperta. Si argomenta che – cito testualmente “le sue teorie alternative, logicamente contraddittorie e scientificamente implausibili in quanto prive di qualsiasi riscontro biologico o clinico, sono state ripetutamente al centro di polemiche relative al decesso di numerosi pazienti che le avevano seguite.”.
Ci sono passaggi che affermano, sempre testualmente, che:
nella letteratura medica internazionale non è riportato alcun caso di cancro curato con il metodo di Hamer, e non esistono studi che riguardino o confermino le sue teorie. Le cosiddette “prove” fornite da Hamer e dai suoi seguaci non sono scientificamente plausibili, e molti aspetti della sua pratica sono in totale contrasto con le conoscenze fornite dalla scienza medica o dalla biologia. Ad oggi non si conosce nessun caso documentato di persona guarita grazie al metodo di Hamer, mentre sono noti i casi di coloro che sono morti seguendo tale metodo.
e tante altre cosine interessanti. Ma non ho trovato nulla che esponga adeguatamente e compiutamente i contenuti e i fondamenti su cui si basa la Nuova Medicina Germanica.
Mi prendo la libertà di analizzare quanto riportato dalla pagina di Wikipedia e lo faccio non su quello che riguarda la persona Hamer e le sue vicende giudiziarie, quanto sulle sue scoperte. Vediamo.

In rosso è quanto esposto nella pagina di WP, in grassetto le affermazioni false o disinformatrici. Per ogni falsità/disinformazione si allega spiegazione.

La pagina di Wikipedia inizia in questo modo:

Le pratiche qui descritte non sono accettate dalla scienza medica, non sono state sottoposte alle verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico [falso] o non le hanno superate [falso]. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Le informazioni hanno solo un fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

  • Il 12 luglio 2011, il Parlamento Nigaraguense ha approvato una legge che riguarda l’applicazione delle medicine alternative, tra le quali è compresa la “Nueva Medicina Germanica®”.
  • 1984: il Dr. E. Mannheimer, MD (clinica cardiologica di Vienna), il Prof. Pokieser e il Prof. Dr. Imhof (radiologo), entrambi dell’Università di Vienna, Austria, hanno valutato 8 pazienti con il Dr. Hamer cercando la correlazione tra attacchi cardiaci, conflitti di territorio e alterazioni cerebrali nelle forme dei cosiddetti Focolai di Hamer. I risultati: tutti gli attacchi cardiaci erano insorti dopo conflitti di territorio che erano stati risolti.
  • 1988: Il professore universitario Dr. Med. Birkmeyer ed il Dr. med. Rozkydal (entrambi di Vienna, Austria) hanno valutato, sotto la supervisione di altri 5 medici, la “Legge Ferrea del Cancro” (Prima Legge Biologica) su 7 pazienti. Risultato: 100 % di accuratezza.
  • 1989: Ad una conferenza medica di Monaco (Germania), 17 medici hanno controllato e valutato le “Cinque Leggi Biologiche” su 27 pazienti. Il risultato: 100% di accuratezza.
  • 1990: 6 pazienti sono stati sottoposti a valutazione delle 5 Leggi Biologiche in Namur (Belgio), da parte di 17 medici. Risultato: 100 % di accuratezza.
  • 1990: Durante una conferenza medica in Burgau (Austria) 20 pazienti vennero valutati nell’ottica delle 5 Leggi Biologiche, sotto la supervisione di 30 medici. Risultato: 100 % di accuratezza.
  • 1992: 24 casi vennero sottoposti alla valutazione presso la Clinica Pediatrica Regionale a Gelsenkirchen, Germania, e fu scoperto senza eccezioni, che in tutti i casi le Leggi Biologiche furono riconosciute e provate su tutti tre i livelli, psiche – cervello – organo.
  • 1993: Il Dr. med. Willibald Stangl, presidente della Associazione Medici dell’Austria meridionale, ha valutato la NMG su 250 casi. Risultato: 100 % di accuratezza relativa alle scoperte del Dr. Hamer.
  • 1998: La Facoltà di Medicina dell’Università di Trnava (Slovacchia) ha valutato sette pazienti con 20 specifiche patologie mediche, presso l’istituto oncologico Sainte Elisabeth Institute a Bratislava e presso l’unità oncologica dell’ospedale di Trnava. Come riportato nella certificazione ufficiale: L’obiettivo era di stabilire se il sistema medico del Dr. Hamer potesse essere verificato scientificamente usando il metodo scientifico per mostrare la ripetitività dei risultati. Ciò è avvenuto.

Ryke Geerd Hamer (Mettmann, 17 maggio 1935) è un medico tedesco non più abilitato alla professione. È noto per aver elaborato, a partire dal 1981, una medicina alternativa conosciuta come Nuova Medicina Germanica (NMG), oltre che per la vicenda di suo figlio Dick (n.d.a.= si chiamava Dirck, ma forse è un errore di battitura), ucciso da un colpo accidentale di arma da fuoco da parte di Vittorio Emanuele di Savoia.
Hamer sostiene che la patogenesi del tumore sia dovuta a presunti traumi o conflitti non risolti e propone trattamenti originali, come il contagio volontario con agenti microbici [disinformazione]. Le sue teorie alternative, logicamente contraddittorie e scientificamente implausibili in quanto prive di qualsiasi riscontro biologico o clinico [disinformazione], sono state ripetutamente al centro di polemiche relative al decesso di numerosi pazienti che le avevano seguite [disinformazione]. Secondo quanto riportato da diverse fonti, sarebbero tra i 140 e le diverse centinaia i decessi attribuiti all’applicazione dell’approccio di Hamer. Inoltre, secondo SwissCancer, ai pazienti affetti da cancro viene negata la terapia del dolore tramite somministrazione degli oppioidi [disinformazione] (morfina), non prevista nella NMG.
Per tali motivi è stato indagato, arrestato e condannato più volte in diversi paesi europei (Francia, Spagna, Austria, Germania, Belgio) per i reati di cattiva pratica medica, esercizio abusivo di professione medica, omissione di soccorso, calunnia e frode. Sospeso dalla pratica medica da un Tribunale tedesco nel 1986 perché affetto da “monomanie e grave perdita del senso della realtà“, è stato incarcerato l’ultima volta in Francia dal settembre 2004 al 16 febbraio 2006 per frode ed esercizio abusivo della professione medica.
Hamer è conosciuto inoltre per le sue affermazioni antisemite, che nel marzo 2007 gli sono costate l’avvio di ulteriori procedimenti giudiziari da parte della procura di Cottbus (Robbineck) per “incitamento all’odio razziale”.

La questione del contagio volontario è una interpretazione fallace e distorta. Considerate le funzioni dei batteri nella fase di guarigione, Hamer estremizza il pensiero all’ipotesi che in assenza di batteri (assenza provocata da un uso smodato di antibiotici ed eccessiva lotta alla flora batterica), sarebbe possibile o teoricamente efficace l’assunzione di batteri per favorire il processo di guarigione. Tra dire e fare…

Come ho avuto modo di illustrare, le dimostrazioni della plausibilità e dell’efficacia della NMG ci sono e sono in continua produzione da parte di tutti coloro che, con successo, hanno dimostrato il ripristino della salute applicando il metodo Hamer…e sono tanti.

Diciamo che morire di cancro non è difficile e ancora oggi molto probabile. La NMG è una straordinaria evoluzione medica, ma non ha doti magiche, quindi morire anche dopo l’applicazione del metodo Hamer non è improbabile, tenendo conto che molti dei pazienti che si rivolgono a questo metodo, vi giungono dopo gli insuccessi di una oncologia medica che, ancora oggi, può dimostrare di essere inefficace nel 90% dei casi trattati, con una mortalità pressoché invariata negli ultimi 50 anni.

Le dichiarazioni di SwissCancer sono fuorvianti. L’uso della morfina non è proibito, ma fortemente sconsigliato specie nella fase vagotonica della malattia in quanto, da farmaco vagotonico, tende a peggiorare una condizione già seria. L’uso di analgesici non oppioidi (ce ne sono di molti tipi) è invece favorita e tollerata. Quello che SwissCancer non dice è che la Morfina è risaputo essere il farmaco che porta a morte più rapidamente, anche se nel torpore e nel silenzio (le silenziose morti da eroina non suggeriscono nulla?). Ciò che SwissCancer non dice è che la morfina mette in pace una persona, a cui non è stato detto che i dolori che prova, hanno una ragione d’essere; ragione che una volta capita e accettata, può rendere il dolore più sopportabile e dominabile con altri rimedi meno deprimenti, favorendo il ritorno alla lotta per la propria sopravvivenza.

Biografia

Nasce in Germania il 17 maggio 1935 a Mettmann. Nel 1953, all’età di 18 anni, consegue la maturità a Krefeld e comincia gli studi di medicina e teologia all’Università di Tubinga. Nel 1957, a 22 anni, supera l’esame di teologia a Erlangen; il 10 aprile del 1962, a 26 anni, supera l’esame statale di medicina a Marburgo in Germania. Riceve il Dr. med. nel dicembre 1963. Perderà l’abilitazione a praticare la medicina nel 1986. Nel febbraio 1972 diventa medico di medicina interna. Deposita alcuni brevetti, soprattutto relativi alla chirurgia plastica: lo “scalpello Hamer” e un tavolo che si adatta automaticamente ai contorni del corpo.

Nel 1978 il figlio Dirk, mentre si trova in vacanza all’isola di Cavallo, in Corsica, viene colpito alla gamba da un proiettile sparato tramite un fucile impugnato da Vittorio Emanuele di Savoia e muore dopo quattro mesi di agonia. I processi si protrarranno per molti anni, e l’imputato sarà in seguito assolto da ogni accusa con una sentenza molto controversa.

Successivamente Ryke Hamer viene colpito da carcinoma a un testicolo, che gli viene asportato chirurgicamente. I primi sintomi del cancro sarebbero apparsi due mesi dopo la morte tragica di suo figlio.

In seguito a questi episodi, in un primo tempo Hamer ipotizza che il cancro sia causato da traumi improvvisi e drammatici, che porterebbero a deiconflitti biologici. In seguito, nel 1981 elabora una teoria secondo la quale tutte le malattie sarebbero causate da tali conflitti biologici e l’unica possibilità di guarigione sarebbe quindi data dalla risoluzione del conflitto. Denomina la sua ipotesi di uno shock biologico sindrome di Dirk Hamer (in inglese Dirk-Hamer-Syndrome o DHS) e battezza le basi della sua praticaCinque Leggi Biologiche. Anche la moglie di Hamer si ammala di cancro, diventando così la prima paziente a sperimentare la nuova teoria [disinformazione]; morirà nel 1985.

Come sopra, la NMG è una metodica straordinaria, ma non è infallibile. Poi vorrei chiedere a chi ha scritto la pagina di Wikipedia: “Le mogli degli oncologi malate di cancro, sopravvivono tutte con chirurgia, chemio e radioterapia?” Vorrei una rispostina sensata, per favore.

Storia giudiziaria

Irrilevante per la fondatezza della NMG

L’antisemitismo

Irrilevante per la fondatezza della NMG

La Nuova Medicina Germanica

Hamer sostiene di aver trovato conferma delle sue ipotesi (lui le chiama scoperte n.d.a.) in tutti i casi che ha esaminato, che a suo dire sarebbero circa 30.000.
Tuttavia, nella letteratura medica internazionale non è riportato alcun caso di cancro curato con il metodo di Hamer [disinformazione], e non esistono studi che riguardino o confermino le sue teorie. Le cosiddette “prove” fornite da Hamer e dai suoi seguaci non sono scientificamente plausibili, e molti aspetti della sua pratica sono in totale contrasto con le conoscenze fornite dalla scienza medica o dalla biologia [nota]. Ad oggi non si conosce nessun caso documentato di persona guarita grazie al metodo di Hamer, mentre sono noti i casi di coloro che sono morti seguendo tale metodo. [falso e disinformazione]
In Italia le teorie di Hamer sono diffuse dall’Associazione Leggi Biologiche Applicate (ALBA), associazione che, però, dal 2007 non gode più del sostegno di Hamer [disinformazione].

Secondo Claudio Trupiano (fondatore e membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione ALBA) il pensiero di Hamer sarebbe in continuità con la teoria evoluzionistica. In particolare, con la teoria formulata in chiave biologica da Ernst Haeckel, che “l’ontogenesi segue la filogenesi”, ovvero che nello sviluppo del singolo si ricapitola lo sviluppo della vita dalle sue prime forme organiche. A partire da questo “assunto” si giungerebbe all’altro “assunto” indimostrato del pensiero hameriano: la corrispondenza tra i vissuti (analizzati sul piano biologico complessivo e non solo psicologico) e le reazioni dei tessuti, secondo uno schema costante.
Più in particolare, Hamer afferma che, a suo dire:

  • le metastasi sarebbero un’invenzione della medicina; [disinformazione]
  • i batteri ed i virus non sarebbero un danno per il nostro corpo [disinformazione], ma anzi aiuterebbero a guarire (ad esempio se hai un tumore allo stomaco, bisogna ingerire al più presto dei batteri della tubercolosi);
  • a causare il cancro o una malattia sarebbe un presunto trauma non risolto o un conflitto (ad esempio il cancro al seno destro sarebbe causato da un presunto conflitto madre-figlio, la carie dentaria è causata dal “conflitto di non poter mordere”, mentre il diabete nelle donne mancine sarebbe in verità un “conflitto sessuale” provocato dal disgusto dell’organo sessuale maschile, dai ragni o dalle rane [disinformazione]);
  • i traumi psichici sarebbero visualizzabili negli esami TAC [disinformazione].

Per quanto riguarda la presunta “visualizzazione dei traumi psichici tramite TAC” (che secondo Hamer apparirebbero come delle formazioni concentriche e rotondeggianti), Hamer si riferisce erroneamente ed in maniera del tutto fuorviante a segni che sono invece notoriamente dei banali artefatti tecnici del macchinario, chiamati ring artifact, frequenti soprattutto nelle apparecchiature più obsolete. [disinformazione]
Secondo SwissCancer la pratica hameriana è considerata molto pericolosa per diversi motivi: poiché può indurre i pazienti, erroneamente sicuri della “guarigione”, ad abbandonare le terapie mediche che sono invece di accertata efficacia (quali? qual’è l’efficacia? percentuali di successo? n.d.a.), rischiando così di facilitare o accelerare il proprio decesso; la sospensione degli oppioidi (morfina) che viene consigliata dall’approccio di Hamer può condurre i pazienti a dover sopportare atroci sofferenze [disinformazione]; infine, stante lateoria eziologica basata sulla presenza di conflitti personali, il peggioramento della malattia potrebbe portare i pazienti a dover sopportare ingiustamente dei sentimenti di colpevolizzazione [disinformazione] .

Anche il German Cancer Research Center, il German Cancer Society, la German Medical Association e il German Consumer Councils dissentono fortemente dagli aspetti teorizzati dalla Nuova Medicina Germanica e gli stessi proponenti terapie alternative nella cura del cancro guardano con scetticismo alla pratica. Il trattamento di Hamer viene descritto non solo come pericoloso ma anche crudele.

La letteratura ufficiale internazionale non dice nemmeno che nessuna istituzione ufficiale, con metodo scientifico, abbia voluto condurre serie, imparziali e non pilotate sperimentazioni sul metodo Hamer. Come avrebbe potuto scrivere di casi di guarigione se non può essere applicata in istituzioni ufficiali ed al di sopra di ogni sospetto? Se si chiude fuori dalla porta una persona, come si riesce a stabilire se è gradevole oppure no?

Quando Galileo, usando un astruso (per quei tempi) cilindro con delle lenti, indicò il moto degli astri, fu messo alla gogna e costretto all’abjura. Ora sappiamo come andarono le cose. Evidentemente la storia, anche nel caso delle scoperte di Hamer, non ha insegnato molto. E di Ignáz Semmelweis, colui che scoprì come le infezioni si possono trasmettere, ne vogliamo ricevere qualche info su Wikipedia?

Che non si conoscano casi di guarigioni con il metodo Hamer è una menzogna. Le numerose persone che potrebbero testimoniare la loro vittoria sul cancro, non sono mai state intervistate o invitate a dimostrare la propria risoluzione.
Sperimentazioni scientifiche e ufficiali non se ne vogliono fare, allora come si può affermare che non esistono casi documentati di guarigioni?
Si dice che sono noti i casi di morte dopo l’applicazione del metodo Hamer. Delle centinaia di migliaia di morti avvenute dopo l’impiego della triade terapeutica convenzionale cosa si dice? Ne vogliamo parlare?

Le metastasi non sono una invenzione della medicina, sono un modo per giustificare lo sviluppo di neoplasie a distanza rispetto ad una primaria. Le modalità specifiche per cui una massa tumorale si dissemini o meno nel corpo, non sono di fatto completamente e scientificamente dimostrate. Il Dr. Hamer da una spiegazione per lo sviluppo di nuove neoplasie ed è una spiegazione che, in questa pagina di Wikipedia od in altre, non viene menzionata.

Batteri e virus hanno una loro funzione specifica che Hamer spiega molto bene, ma spiega anche che in precise circostanze gli stessi microorganismi possono essere fonte di problemi e l’uso degli antibiotici non è negato quando se ne renda necessario l’uso. Un conto è usare gli antimicrobici quando ne sia utile l’impiego, un altro è farne un uso “a prescindere”!

Fare esempi del genere, senza esporre compiutamente l’intera NMG ha il solo scopo di deridere, non di informare. Non si accenna però al fatto che la scienza non sa spiegare perché ad una donna viene un cancro alla mammella, non sa dire perché insorga la carie e non sa nemmeno dire perché una persona diventi diabetica. Secondo questa ridicola pagina di Wikipedia, si pretende che la NMG debba dare spiegazioni “realistiche” e scientifiche, mentre la medicina ufficiale è in diritto di non darne affatto, eppure di tempo per dare delle risposte sensate e scientifiche, ne ha avuto fin troppo.

Anche in questa affermazione si nota l’ignoranza in merito alla NMG. La TC non mostra lo shock psichico, ma il relè di attivazione a cui si abbina lo shock. Lo shock è un evento psichico, l’attivazione di un relè cerebrale è un evento organico.

La pagina di Wikipedia non accenna assolutamente al fatto che i tecnici della Siemens, che all’epoca produceva strumenti per l’esecuzione delle TC, rilasciarono una dichiarazione firmata che indicava che le alterazioni indicate dal Dr. Hamer non potevano essere considerate “artefatti”. Il documento che lo attesta è datato 22-12-1989 e lo si può leggere nei libri di Hamer.

Una persona che applica per se il metodo della NMG, viene educato a capire cosa significa “conflitto irrisolto”, non è nella condizione quindi di vivere sensi di colpa. La persona è cosciente delle cose che vanno risolte, ne prende atto e decide in libertà, prendendosi le responsabilità del caso, il suo. Non è certo nelle condizioni della persona che si sottopone alla chemioterapia, subendo passivamente le relative innegabili sofferenze, confidando nel sorriso smagliante, nelle rassicurazioni e nelle mancate risposte di un oncologo che si è preso la responsabilità di tiralo fuori dal baratro, senza per altro riuscirci nel 90% dei casi.

Presunti riconoscimenti

I sostenitori della Nuova Medicina Germanica affermano che essa avrebbe ricevuto riconoscimento da diverse istituzioni (ad es. l’università di Trnava), tuttavia a un’attenta verifica tali presunti riconoscimenti si sono mostrati scarsamente attendibili se non inverosimili e in ogni caso nessuno di essi ha a che fare con una seria e scientifica sperimentazione clinica.

Chi ha valutato l’attendibilità e la verosimiglianza di questi attestati? Su quali basi e con quali raffronti?
Se sono inattendibili e inverosimili, cosa si aspetta per renderli tali, con sperimentazioni serie e scientifiche?

Casistiche notorie

Vengono qui riportati alcuni casi mediatici, di pazienti deceduti o “salvati” dalla medicina ufficiale, ma non vengono invece riportati i numerosissimi casi di persone salvate dalla NMG, che potete leggere in queste pagine:
http://www.nuovamedicinagermanica.it/content/category/6/14/52/
http://www.albanm.com/testimonianze

Conclusioni

Wikipedia è una risorsa incommensurabilmente preziosa e non credo che ci sia qualcuno che neghi questa affermazione, ma nel caso in oggetto si appalesa un disservizio grave; tanto più grave proprio per l’autorevolezza della sorgente.
Confondere la persona con l’idea è il primo grave errore. Einstein, il genio della fisica, era un autistico ma nessuno nega l’enormità delle sue idee e delle sue scoperte.

Esporre frammenti di una conoscenza o di un argomento solo per riempire una pagina biografica di Wikipedia è il secondo grave errore. Si innesca nell’utente la confusione tra personaggio e le sue idee, peraltro esposte in modo improprio e parcellare.
La NMG non è il prodotto di una persona, ma una scoperta ed un modo rivoluzionario di intendere la medicina e l’assistenza a chi soffre. Esporre solo le parti che servono a denigrare la persona che l’ha scoperta, è un indecente e osceno abuso di una risorsa importante.

FONTE

https://blogtre.wordpress.com

IL SISTEMA RIDUZIONISTICO E L’INGANNO DELLA GENETICA

Immaginate un extraterrestre che arriva sulla Terra per cercare di capire quale sia la causa degli incendi delle case. La prima volta vede una casa che brucia, e annota che ci sono: i pompieri, forse i proprietari della casa e alcuni curiosi. Poi, per dovere di indagine statistica, si propone di osservare altri cento incendi. Si accorge che cambiano i proprietari, cambiano i curiosi, ma vede che in tutti gli incendi ci sono sempre i pompieri. Al termine della sua indagine, sulla base dei dati raccolti, l’extraterrestre ha la certezza della risposta: chi causa gli incendi? I pompieri, ovviamente! A questo punto per spegnere gli incendi bisogna uccidere i pompieri. I nostri ricercatori usano lo stesso metodo e arrivano alle stesse conclusioni.

Bruce-Lipton

In epistemologia il termine riduzionismo rispetto a qualsiasi scienza sostiene che gli enti, le metodologie o i concetti di tale scienza debbano essere ridotti al minimo sufficiente a spiegare i fatti della teoria in questione. In questo senso il riduzionismo può essere inteso come un’applicazione del cosiddetto “rasoio di Occam” o “principio di economia”-secondo cui non bisogna aumentare senza necessità le entità coinvolte nella spiegazione di un fenomeno.

L’apoteosi del sistema riduzionistico è lo studio della genetica, del DNA e la connessione con le malattie. Dal 1953 a oggi, dopo la scoperta del DNA, si è riusciti nell’impresa di sfondare un nuovo muro del microcosmo, in sostanza un passo avanti sempre nel più piccolo. Le conclusioni però non sono diverse dalle precedenti indagini. In presenza di una modificazione di un gene e di una concomitante malattia, si ritiene logica la deduzione: la conseguenza che si è andata modificando è la causa della malattia. Se riprendiamo l’allegoria dei pompieri è come se si fosse solo scoperto che a monte i anche una centrale operativa dalla quale partono i pompieri. In America si investono ormai miliardi di dollari nel programma del genoma umano e gli scienziati sembrano aver trovato pace nella ricerca delle cause delle patologie. Ovviamente, questa impostazione riconduce tutto facilmente all’ereditarietà e alla predisposizione genetica alle malattie. Cosi se una donna ha un tumore al seno e si rileva che il gene BRCAA risulta modificato, si pensa di aver scoperto in questo la musa genetica. Qual è la soluzione prospettata? Sulla base dell’esame del DNA, piuttosto ci diranno quali malattie avremo e allora, quale migliore n i a pia che prevenire con buoni farmaci? In questo contesto ci si deve mordere ancora una volta la lingua: in America i geni sono oggetto di brevetto commerciale, ma questa è la solita storia dell’essere umano che ricerca l’utile anziché il giusto.

La verità sulla genetica è un’altra.

Non sono solo gli studi di Hamer a confortarci dell’ennesima inesattezza riguardo al DNA, conseguente all’indagine riduzionistica. Recenti studi in biologia hanno confermato che la vita di una cellula dipende principalmente dalla membrana esterna, dove risiedono le PIM (Proteine Integrali di Membrana), deputate al transito in entrata e in uscita di tutti i segnali.

Mono proprio i segnali esterni che hanno determinato, in miliardi di anni di evoluzione, la formazione dell’attuale stato cellulare, nucleo e DNA compreso. Infatti, se volete eliminare una cellula, basta ledere la membrana plasmatica esterna, mentre togliendo nucleo e DNA la cellula continua a vivere.

All’inizio le cellule erano procariote (senza nucleo) e per miliardi di anni hanno popolato la Terra, poi si sono evolute acquisendo ed elaborando nel tempo i segnali esterni. Questi si sono trasformati in informazioni immagazzinate e raccolte nel nucleo e nel DNA, per conservare la memoria di quanto acquisito.

Ma questo nucleo non sta lì a programmare malattie, anzi continua a modificarsi nel tempo e questo solo in base ad altri segnali ricevuti dall’esterno attraverso la membrana.

Secondo il biologo Bruce Lipton queste continue modifiche e adeguamenti ai segnali esterni sono ciò che chiamiamo semplicemente evoluzione dell’universo; secondo Hamer, conflitti biologici che ci permettono di evolvere, superando l’ostacolo. E’ interessante rilevare come queste considerazioni raccolte dalle ricerche in biologia da Lipton siano del tutto indipendenti dalla ricerca di Hamer, ma si supportino scientificamente. Spesso nel percorso delle scoperte scientifiche abbiamo assistilo al raggiungimento di risultati similari o complementari ottenuti, quasi contemporaneamente, da scienziati diversi, oltre che per nazionalità, anche per metodo di ricerca. Se questo ci fornisce da un lato la garanzia della scientificità delle loro scoperte, in quanto reciprocamente comprovabili, dall’altro ci con ferma che quelle scoperte sono storicamente pronte per l’umanità. In questo senso possiamo affermare che, grazie a due scienziali Hamer e Lipton, stiamo assistendo al raggiungimento di uno sti a ordinario traguardo comune: la definitiva prova scientifica del coinvolgimento della psiche umana nei processi patologici e nel processi biochimici del corpo umano. Le conseguenze delle loro ricerche sono sconvolgenti, perché con la Nuova Medicina di Hamer viene ribaltata la diagnostica della Medicina, mentre con la Nuova Biologia di Lipton viene annulla to il determinismo meccanico cellulare. I risultati raggiunti, l’uno in Medicina, il secondo in Biologia, a avallano reciprocamente e soprattutto aprono la strada allo straordinario percorso di rivalutazione dell’individuo e della sua componente psichica.

Ulteriori conferme di questi assunti sul DNA vengono da più parti del mondo scientifico. Bertrand Jordan, direttore di ricerca presso il Centre National de La Recherce Scientifique (CNRS) francese e responsabile del Centre D’Immunologie di Marsiglia – Luminy, sostiene che tutta la questione dell’imputabilità delle malattie al DNA è un’impostura e accusa i genetisti che la accreditano di essere ciarlatani della scienza. Anche lui sostiene che i geni propongono, ma è l’ambiente che dispone. Sul fronte dell’applicazione terapeutica della genetica il tutto ci viene confermato da Craig Mello, premio Nobel per la medicina nel 2006, che riconosce il potenziale incredibile della terapia genica, ma afferma che, per ora, è solo un gigante addormentato. Conoscendo le cinque leggi biologiche c’è da pensare che non si sveglierà mai.

FONTE BIBLIOGRAFICA

Claudio Trupiano – Grazie, Dottor Hamer