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LA FINE DELLA SECONDA REPUBBLICA

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Come al solito vengono snobbati dai soliti strateghi globalisti e indicati come cospirazionisti, anche il fenomeno QAnon e il più recente fenomeno “Noi con Trump”. Ma l’onda d’urto di entrambe le realtà sta scuotendo il mondo intero. QAnon, con le migliori tecniche di Intelligence, sta indirizzando l’attenzione mediatica e giudiziaria non tanto sulla campagna elettorale per la rielezione di Trump, nonostante fortemente voluta, bensì sulla presa di coscienza e coinvolgimento delle masse sul  piano legale e giudiziario verso una élite prevalentemente di sinistra, progressista e globalista, implicata in una serie di scandali sulla pedofilia, riconducibile addirittura ai tempi dell’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy, quasi tutti inseriti ed identificati in quel Partito Democratico Americano di sinistra social marxista, progressista e permissivista, che può contare sui vari affiliati ed allineati Partiti Democratici sparsi nel mondo che, fino al 2016, erano fortemente protetti sotto l’ombrello politico delle presidenze Bill Clinton, Barak Obama, Hillary Clinton non eletta e sperano in Joe Biden, attualmente in corsa alla Casa Bianca.

Durante la presidenza di Donald Trump, iniziata nel gennaio 2017, a quei Repubblicani morti da traditori, come lo è stato nel 2018 il senatore John McCaine, veterano di Guerra, in segno di sfregio, come consuetudine militare, è stata posta sulla sua bara la bandiera americana stropicciata. Stessa considerazione, sempre nel 2018, vi è stata in occasione dei funerali dell’ex presidente George H.W. Bush, con la variante macabra di un bigliettino fatto recapitare dai sostenitori di Trump ai familiari e agli amici del defunto presenti in chiesa al funerale, nel quale vi era scritto, su carta intestata del defunto e con sua firma, “Sanno tutto. Mi dispiace”. Busch padre si riferiva all’inchiesta sulla pedofilia del caso Epstein e sugli scandali Pizzagate e Russiagate che vedevano coinvolti proprio quelle personalità presenti al suo funerale, facenti parte di un establishment americano ormai fortemente corrotto e pedosatanista.

Insomma Donald Trump li ha sfidati fino alla resa dei conti finale. Non ha accettato che Obama & C. mestassero nel torbido per portarlo, da neo eletto presidente USA, in un impeachment con accuse inventate e costruite a tavolino, giusto per incastralo e riappropriarsi della strategica e vitale poltrona presidenziale della super potenza americana , senza la quale, tutto il Deep State sommerso e corrotto, dimostra di non saper più procedere nei loro piani di dominio mondiale, smontati e fatti saltare dalla furba volpe di Trump a cui si riconosce, anche da parte dei nemici, un quoziente d’intelligenza superiore alla media.

Il movimento Noi con Trump, nato anche in Italia, con l’adesione di migliaia di iscritti, è una comunità di Social Attivism. Si è costituita da poco in Italia anche una “Associazione culturale Noi con Trump” per strutturassi sull’intero territorio nazionale per racchiudere e rappresentare tutti quei cittadini che sono vicini al Presidente Donald Trump condividendone scelte politiche, economiche ed ideali. Insomma vi è un risveglio che proviene da fuori, probabilmente perché il vento del rinnovamento interno si è affievolito ed appiattito sulle posizioni personali e corporative di una falsa élite ideologica e culturale interna che ormai ha segnato il suo tempo, e non vede più, il popolo, alcun riferimento verso uomini e leader che furono Capi di Stato e di Governo della seconda repubblica quali, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azelio Ciampi, Giorgio Napolitano, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Giuliano Amato, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, giusto per parlare del deludente e catastrofico recente passato.

Anche l’attuale governo di Giuseppi Conte e la presidenza di Sergio Mattarella, lasciano l’amaro in bocca. La concessione ai trasformismi, alle mancate promesse elettorali e alle solite sceneggiate da inciucio provincialotto italiano, devono aver stancato gli italiani. Una immoralità di una élite di baciati dalla fortuna, da segnati dalla prassi della raccomandazione, spesso scelti nel cesto delle offerte ai poveri, marchiati dal corporativismo e dall’appartenenza alle bocciofile marginali o dalle materne ed elementari associazioni iniziatiche impregnate di un esoterismo inconcludente, ma sempre pronti a spalancare le porte anche ai profani, se utili idioti.

Un degrado etico e morale che ha sviato uomini che dovevano essere i garanti della costituzione e della legalità, trasformati in sciocchi oppressori e complottisti coinvolti in trame suggestive alla 007 tipo caso Mifsud, oppure a scandali sulle nomime in magistraura, da manuale Cencelli, svolte da quel Palamara il cui compianto presidente emerito Francesco Cossiga, denigrava pesantemente il personaggio offendendolo in diretta televisiva. Era il Cossiga unico e raro nella scena politica italiana che picconava moralisticamente le istituzioni rimanendo, purtroppo, inascoltato ed incompreso dalla moltitudine dei malati di protagonismo e di potere politico che, oggi, hanno incrinato la legge e la costituzione, piegandola a proprio uso e  consumo, condannando e facendo condannare a richiesta, quei nemici che sono impossibilitati a sconfiggere politicamente e con la forza delle idee, con l’aggravante di aver minato il diritto costituzionale allorquando, si è stati complici nel far condannare un capo dell’opposizione, in perfetto atteggiamento e strategia da dittature, indistintamente se di destra fascista o di sinistra socialista e comunista. La forza della politica sta nella forza della democrazia e l’avversario politico va difeso politicamente nel rispetto del ruolo e delle idee, altrimenti il gioco si fa pesante e a rimetterci è la costituzione e la democrazia. Il vecchio PCI e la vecchia DC,  nella prima repubblica non si sono mai scannati o fatti scannare, ma hanno combattuto con la forza delle loro idee, fino a quando non si è ricorsi all’aiuto delle forze esterne, lecite dello Stato e illecite dell’antistato in una sporca e criminale trattativa Stato-Politica-Mafia che ha segnato, sin da allora, il 1991/92 fino ad oggi, la fine dei partiti e della politica italiana e, ancora, si cerca di coprire i mandanti, i complici e le menti istituzionali dei corrotti che, nel frattempo, hanno ricoperto le più alte cariche, a garanzia di un segreto inconfessabile.

L’Italia del dopo guerra, è inserita in un Patto Atlantico con l’America in Capo, e non con la Cina sua nemica che, sedicenti politici italiani, tentano di cospirare aprendole le porte istituzionali, passandole i segreti strategici. L’Italia e la Germania sono unite dallo stesso destino di essere state le uniche due nazioni uscite sconfitte dal conflitto della seconda guerra mondiale, e non sono oggi, ancora, nella condizione di poter essere autonome e tanto meno di poter fare il doppio gioco, con il rischio di apparire dei traditori agli occhi non disincantati degli alleati del Patto Atlantico e della Nato.

La corda della politica indipendentista si è già spezzata nella Germania della Merkel che ha imprudentemente sfidato l’America di Trump, illusa forse dalle parole rassicuranti di Obama che garantiva l’impeachment di Trump, ma quest’ultimo ha vinto sia le elezioni che la partita conto il Nuovo Ordine Mondiale a cui la Merkel aspirava a scalare e far occupare un ruolo apicale alla Germania, forte di una alleanza strategica con la Cina e l’Iran. Ma Trump, ha trasportato in Germania in pieno Coronavirus, nel mese di marzo 2020, migliaia di reparti speciali sotto il programma militare e strategico denominato non a caso “Defender Europa”. Militari dei reparti di élite, che stanno stazionando per garantire la fedeltà all’Alleanza Atlantica e alla Nato e, Trump, nel frattempo, sta allentando i contingenti di migliaia di truppe statunitensi di stanza da decenni sul territorio della Germania, dislocandole in Italia e Belgio, lasciando scoperto il fianco Russo della Germania, da oggi, costretta a correre ai ripari con grandi difficoltà, non avendo un apparato militare adeguato, ma che dovrà provvedere spendendo molto più di quanto chiedeva Trump come contributo da adeguare alle spese dell’Alleanza Atlantica. Trump, nasconde in queste mosse, la volontà di liberare la Germania ex nazista dal trattato post bellico e riportarla presto ad elezioni anticipate da Germania repubblicana e democratica libera che, nel clima di protesta che sta imperversando democraticamente in questi giorni a Berlino con milioni  di persone che stanno manifestando pacificamente anche in altre città, contro l’attuale governo della Merkel che verrà sconfitta con la forza della democrazia partecipativa e poi del voto popolare, senza che l’astuta volpe di Trump debba esporsi ulteriormente. Di grande significato simbolico e politico è stato l’ultimo atto eclatante ed esplicito relativo alla stretta di mano di Trump con Putin lo scorso 25 aprile  per commemorare il 75mo anniversario dello storico incontro sul fiume Elba tra le truppe americane provenienti da ovest e quelle russe provenienti da est che pose fine alla Germania nazista e da lì a poco alla Seconda guerra mondiale. Una duplice mossa che ha teso la mano a Putin per allontanarlo dalla Cina e dall’altra rievocare un accordo nei confronti dell’attuale Germania che punta a comandare l’Unione, illusa di poter fare da traino per una Europa filo cinese.

E in Italia come stanno le cose? Se Atene piange, Sparta non ride…In Italia il gioco è più semplice perché non vi sono leader intelligenti, ma solo innumerevoli bamboccioni e tanti dilettanti allo sbaraglio posizionati su tutti i fronti, sia di destra che di sinistra. Eccezion fatta per l’attuale Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini che, a causa del ruolo, è costretto a mantenere saldi rapporti con l’America e gli alleati, rendendosi conto del pericolo serio a cui si è esposta l’Italia con il suo governo che strizza l’occhio alla Cina. Trump, sta giocando una partita molto attenta in Italia e si sta divertendo molto, perchè l’Italia è sempre intrigante e stimolante sullo scacchiere internazionale, sia per il valore strategico nel mediterraneo e sia per il valore storico e culturale del suo glorioso passato, con l’effetto di una attrazione fatale, che la rende protagonista ed appetibile alla consolidata Alleanza Atlantica, ma anche e soprattutto deve stare attenta all’attrazione fatale a cui smembra essere inciampata la Cina imperialista ed espansionista che è riuscita a farsi spalancare le porte dei palazzi dall’imprudente governo giallo rosso, ormai dichiaratosi apertamente filo cinese, sottoscrivendo il patto sulla Nuova Via della Seta a scapito del principale alleato storico americano il quale,  per un articolo dell’accordo, non potrà più essere l’interlocutore privilegiato, che invece potrà e dovrà esserlo la Cina, con le sue aziende come il colosso Huawei che vorrebbe posizionarsi sul territorio italiano con la tecnologia 5G, avendo così in casa, nei suoi server in Cina, i dati per spiarci. Una imprudenza che ha esposto pesantemente l’Italia sul fronte dell’Alleanza Atlantica. Già il Covid Cinese di Wuhan ha creato uno sconquasso economico e strategico, ma l’avere prestato il fianco dell’Italia occidentale alla Cina comunista ed imperialista con le mire del Nuovo Ordine Mondiale in accordo con il Deep State cinese e mondiale, pone tutti, PD e 5Stelle,  in una cattiva e oscura luce.

La vicenda dell’applicazione cinese Tik Tok contrastata solo da Trump con Microsoft che vorrebbe speculare e disposta a acquistarla, ma prontamente stoppata dallo stesso Trump, nonché le piattaforme di video conferenza cinesi e non, sono stati facilmente hacherati in questo periodo di lockdown, lavorando dai normali computer di casa e non dalle postazioni protette degli uffici, inviando dati, documenti e segreti industriali anche relazionati a voce nelle conferenze informatiche. Sono stati così, veicolati molti segreti personali ed industriali a favore di terzi, e della Cina in particolare, che detiene molti di tali server o che violerà facilmente gli altri server non protetti dai sistemi aziendali, dai quali potrà attingere ad una mole di mega dati che prima venivano gelosamente protetti con costosi programmi di privacy e scrittura informatica altamente criptata, ed ora sono stati messi imprudentemente a disposizione dei cinesi e degli alleati nord coreani, maestri nel copiare ed imitare brevetti occidentali frutto di ricerche costosissime.

Sotto la lente di ingrandimento della magistratura militare americana sono già finiti i governi Renzi e Gentiloni, rei di aver tramato con Obama per l’impeachment di Trump, quindi, possibili correi di alto tradimento, in concorso con altri ed altre istituzioni quali alcuni membri della Link University di Roma. Uno scandalo ormai in atto con arresti che si stanno eseguendo negli Stati Uniti e presto arriveranno in Italia con le richieste di estradizione esecutive, e non certo procedendo per via diplomatica.

Trump, dopo aver dato l’assenso alla fornitura di alcune registrazioni in possesso della NSA, ha dato l’avvio allo scandalo Palamara e ne sta seguendo personalmente gli sviluppi, perché, l’amministrazione Trump, vuole liberare l’Italia dalla mafia del malaffare in commistione con la politica, rientrando questa fase nell’operazione di Intelligence denominata “Drenaggio della palude”. Trump, moralmente forte dalla sua vicenda personale della trama accusatoria frutto di una politica corrotta  e mafiosa nel tentativo fallito e ormai sgamato dell’impeachment, vuole ripristinare lo stato di diritto anche tra i paesi alleati, in particolare l’Italia, che mostra falle ormai insopportabili al mancato rispetto reciproco e democratico delle parti politiche e nella netta e reale separazione dei poteri tra organi dello Stato che sono ormai ampiamente corrotti e compromessi.

La vicenda giudiziaria di Berlusconi che lo ha condannato in Cassazione del 2014 per un fatto fiscale e civilmente assolto dal Tribunale di Milano, è temporalmente incastonata oggi non a caso,  e si  vuole rappresentare la messa in atto della perfetta strategia dimostrativa di un precedente di violazione democratica della fondamentale regola del rispetto dell’avversario politico, e sta a dimostrare la volontà americana di intervenire in un vulnus democratico verso un paese alleato che non può e non deve abbattere il rappresentante di un organo elettivo per via giudiziaria salvo gravi, reali, conclamati e giudiziariamente circostanziati e conclusi i capi di accusa nei tre gradi di giudizio in mano a giudici terzi e non politicizzati.

La sinistra al governo, con i giustizialisti dell’ultima ora, i famosi compagni di merende, è ricaduta nell’errore politico e giudiziario della ghigliottina politica verso un altro capo dell’opposizione, Matteo Salvini, colui che, in precedenza, da ministro e vice presidente del Consiglio italiano, ha infilato una serie di errori strategici e comportamentali, da attirarsi le ire dell’odiata Europa e dei sempre e scontati nemici del PD italiano, verso il quale partito, la Lega, si sentono, giustamente, incompatibili sia ideologicamente che politicamente. Un comportamento quello di Salvini non da leader, ma da sempliciotto donchisciotte, avendo aperto una battaglia contro i mulini a vento verso i leader e i rappresentanti del nord Europa, senza forza e cultura adeguata, rimettendoci, da ingenuo, il ministero e la posizione in maggioranza, per giunta, fidandosi delle dichiarazioni del segretario del PD che gli garantiva di voler andare ad elezioni anticipate. Insomma se il suo predecessore Umberto Bossi, diceva che ce l’avevano duro, Salvini, analizzandolo su quel fronte, sembra che ancora non abbia raggiunto quello stato di maturità, stabilità, durezza, consistenza che ci si attende da un leader della Lega.

Ma se non ce l’ha duro lui ce l’anno duro altri il carattere forte e la volontà determinata, virtù necessarie per intervenire nelle vicende politiche italiane. A Salvini adesso,  strategicamente, gli viene consigliato di fare la vittima sacrificale facendosi mandare a processo, e la sta facendo bene, con il duplice risultato di favorire internamente alla Lega l’ascesa del Governatore Zaia ed esternamente favorire l’alleata Giorgia Meloni che, consigliata da Bannon, lo stratega politico della precedente campagna politica di Trump, sta trainando il centro destra verso la maggioranza nel paese. Un gioco di squadra sostenuto da Trump non perché è di centro destra o salviniano, ma perché con questa scusa antidemocratica che colpisce ancora per via giudiziaria un leader dell’opposizione, vuole prendere due piccioni con una fava: un futuro governo filo americano e, nel contempo, si toglierà i sassolini dalle scarpe contro i sui suoi nemici personali del centro sinistra italiano, che hanno tramato contro la sua elezione a presidente USA appoggiando, in maniera complice, la fallita trama orchestrata da Barack Obama, sulla richiesta di Impeachment che lo avrebbe dovuto accusare su un inesistente appoggio della Russia di Putin nella elezione di Trump del 2016.

Pertanto, non c’è da meravigliarsi se, in questo mese e in quelli che precedono la rielezione di Trump del 3 novembre prossimo, vi saranno sviluppi eclatanti nelle vicende interne italiane, sulla scia delle disgrazie americane che stanno già incombendo nella Germania della Merkel. La tenuta del governo italiano si sente scricchiolare giorno dopo giorno con defezioni di deputati dei 5Stelle e colpi bassi nelle presidenze delle commistioni parlamentari, mentre il tintinnio di manette incombe inesorabilmente per le marachelle dei viziati e insaziabili bamboccioni politici italiani. Da non sottovalutare la guerra reale e concreta che Trump sta combattendo contro la pedofilia e il pedo satanismo, vere piaghe che hanno infettato i vertici della politica, dell’economia, delle banche e delle multinazionali dove non pochi italiani di alto livello sono implicati, come dimostra il caso Epstein che coinvolge direttamente Bill Clinton & soci dell’élite, tra questi il principe Andrea d’Inghilterra. Trump ne sta facendo una questione politica di principio e di onore civile e morale, a tal punto, da aver emesso un Ordine Esecutivo nel 2017, a carattere internazionale, che inserisce la pedofilia tra i crimini contro l’umanità e che mina alla sicurezza nazionale degli Stati, istituendo in tal senso anche decine di Tribunali militari che stanno da tre anni giudicando ed emettendo sentenze contro questi criminali pedofili, messi nei posti chiave dei poteri mondiali dai membri del Deep State mafioso e satanista.

Trump, nei mesi scorsi è stato ufficialmente sollecitato da una petizione di migliaia di italiani che gli chiedono di intervenire contro le illegittimità e la privazione delle libertà, rafforzato dall’ultimo decreto di luglio che dichiara il prolungamento dello stato di emergenza, nonostante il parere contrario di centinaia di medici e virologi e di costituzionalisti, che spiegano questi ultimi che, in nessun articolo della Costituzione si prevede lo stato d’emergenza come potere conferito al governo per ragioni sanitari, mentre è contemplato per terremoti, incendi, alluvioni o valanghe e, queste paure, devono aver percepito e temuto nel Governo, come prossima reazione da parte dei cittadini. E proprio di ieri la prima sentenza di un giudice che condanna il governo dando ragione ad un cittadino che si era allontanato dalla propria abitazione e pure ingiustamente multato ai sensi del DPCM del 9 marzo di Conte. Anche il grave rifiuto di Conte di de-segretare le relazioni del Comitato Scientifico contro il Covid 19. nonostante la sentenza del TAR del Lazio che ne obbliga la de-segretazione opponendosi, il Governo, incaponendosi presso il Consiglio di Stato, mentre democrazia vuole che non siano segretate al popolo sovrano. Altresì, la recente lettera appello indirizzata a Trump dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò, fa di lui un riferimento religioso e di fede quasi messianica, avvalorata dalla profezia del compianto Thomas Zimmer che già negli anni ’80 indicava profeticamente e biblicamente Trump come presidente degli Stati Uniti che salverà il mondo. In ultimo, l’autorizzazione a procedere per via giudiziaria da parte del parlamento italiano contro Salvini, esponente e leader del maggior partito di opposizione, in evidente conflitto di interesse tra politica e magistratura, per come si deduce dalle intercettazioni telefoniche nel caso Palamara e tante altre sfumature sostanziali strategiche e politiche, fanno cumulo al pari di tanti altre analoghe richieste che, la stessa politica italiana di centro sinistra di oggi, in tempi precedenti, ha condiviso, votato e partecipato, ponendosi anche militarmente al fianco degli USA con interventi su altre nazioni, al fine di ripristinare la democrazia e lo stato di diritto, per ragioni corruttive ben inferiori a quelle che si stanno denunciando oggi  in Italia.

L’ultimo segnale di innesco per tale intervento decisivo da parte di Trump – sia politico nei confronti del governo e sia militare nei confronti dei corrotti e complottisti del Partito Democratico americano e affiliati europei sullo scandalo Russiagate, che oggi si è ritorto contro come scandalo Obamagate – potrà accadere solo se il popolo italiano, al pari di quello tedesco, scenderà per strada a manifestare pacificamente il suo dissenso verso questo governo e questo parlamento che dimostra di violare i diritti costituzionali, allontanandosi dall’ombrello dell’Alleanza Atlantica che ha liberato l’Italia dal fascismo e dal nazismo nell’ultimo conflitto per abbracciarsi alla Cina. Manifestazione di popolo per chiedere elezioni anticipate e, se non ascoltate dal capo dello Stato e dal Governo, potranno chiedere un intervento esterno che potrà essere realmente recepito e messo in atto dagli Stati Uniti e dalle Forze Alleate per liberare l’Italia dal giogo del Deep State corrotto che crede di coprirsi sotto la protezione dell’ombrello Covid cinese, e sotto la garanzia a firma inconsistente dei due coobbligati e filo Deep State cinese, Obama e Soros.

La Tempesta denominata in codice “The Storm” è in atto e, Trump, sicuro di sé, ha twittato di recente, lanciando il consiglio agli amici di QAnon e ai fan di “Noi con Trump”, di stare comodi sul divano a godersi lo spettacolo in atto, mangiando…i pop corn.

Antonio Leonardo Montuoro, analista di Teo Intelligence.

FONTE

Mediterraneinews.it

SOLSTIZIO D’INVERNO 2007

E’ da un lungo lustro che abbiamo messo in guardia i vertici internazionali del R:.S:.A:.A:., sono anni che descriviamo la negatività della occulta e deleteria divisione occidentale tra atlantici e britannici, ma adesso l’avvicinarsi repentino di un conflitto internazionale ci impone la individuazione immediata di una rapida via d’uscita da questo caos. Se la Massoneria fosse veramente da tutti ritenuta Universale non ci sarebbero più in questa epoca di globalizzazione delle strutture nazionali, e per giunta nazionaliste, che tentano di impadronirsi di fette sempre più ampie di potere mondiale, non rendendosi conto, invece, che ogni tentativo sarà sempre un naufragio. Siamo all’assurdo: qualche nobile massone ritiene di avere tanti di quei privilegi da potersi salvare, ovviamente da solo, dall’ondata sterminatrice e barbara dei valvassori del potere sinico, ma si sbaglia di grosso, perché i primi a cadere saranno proprio i nostri Fratelli più abbienti e poi, dietro, tutti noi. Questi sono i motivi, secondo Noi più che sufficienti, per poter interrompere, con questo documento, l’immobilismo attendista e così poter procedere, con metodi pitagorici, alla costruzione dell’opera che ci siamo dati. La paura di alcune società petrolifere di ridurre limitatamente i loro profitti provenienti dall’oro nero, in attesa dei nuovi introiti creati dalle loro nuove società produttrici di energie alternative, impone loro di tenere ferma, in modo da non perdere le ultime manciate di petrodollari, l’importantissima nascita del nuovo sistema energetico mondiale che sappiamo già esistere, ma che viene da queste impossibilitato a decollare.
Attenzione, però, che il prezzo di questi ultimi ed ingordi utili potrebbe risultare molto, ma molto alto, perché questa volta non siamo di fronte alla solita crisi economica stagionale, ma, invece, abbiamo davanti una vera guerra di proporzioni enormi di cui, ad un certo punto, nessuno controllerà più niente. Infatti qualcuno ritiene di accarezzare l’improvvida idea di superare questa impasse mondiale approfittando della creazione di un grande conflitto internazionale tra Occidente e Medio Oriente, si accorgerà troppo tardi che questo scontro si tramuterà presto in una battaglia tra sì l’Occidente, ma con l’intero Oriente. Il potere orientale di stampo sinico è ben più forte di quanto nessuno in questo momento possa immaginare, perché alle consuete armi questo potere aggiungerà la gran voglia di rivalsa ideologico consumistica ed ideologico comunista.
Questo potere per ottenere tutto ciò farà ogni cosa possibile per eliminare il libero pensiero, ed i primi ad essere perduti, e poi cancellati ad uno ad uno, saranno i Fratelli Massoni, seguiti a ruota dalle Chiese religiose occidentali. Ci sarà uno scontro forte persino tra le organizzazioni malavitose orientali ed occidentali, e queste ultime soccomberanno per l’inaspettata alleanza russo sinica.
crediamo che sia arrivato il momento di togliere i veli anche nei confronti della vera motivazione che ha spinto gli americani ad accettare la proposta inglese di fare la guerra all’Iraq. Una guerra che è stata condotta non per attingere indisturbati dai pozzi iracheni, ma per arginare l’espansione cinese nel mondo petroarabo e petroafricano a salvaguardia delle ultime riserve dei giacimenti in questione, in modo da toglierli dalla pericolosa influenza sinica. Il conflitto iracheno è proprio da questo punto di vista che è stato un enorme fallimento, in quanto mai come ora l’espansione cinese è così forte in quelle aree.

La Cina è riuscita con la sua diplomazia e le ingenti somme di denaro corruttore, sommate alla capacità di aver fatto esporre il dollaro in modo esponenziale nei propri territori, ad indebolire la moneta americana in modo molto forte, e a far sì che i Paesi petroliferi, per garantire gli stessi guadagni sulle vendite del loro prodotto, sentissero il bisogno di uscire dalla tutela della valuta statunitense come moneta di riferimento.

Infatti siamo paradossalmente giunti al punto che il Renminbi cinese sia visto come una delle due o tre future monete di riferimento di eventuali panieri atti a garantire le vendite petrolifere, prima nell’area araba e poi nel resto nel mondo, scalzando così prepotentemente il debole dollaro.
Questo stato di cose sarà solo l’inizio di una vera e propria rivoluzione mondiale del potere.
Il giogo del “go” che i sinici stanno applicando con i deboli russi, ricattati dall’unica voce di bilancio attiva che possiedono, quella del greggio, fa sì che possano assumere una forza militare geo-strategica incredibile, senza considerare il cinico utilizzo della potente arma di veto da loro posseduta nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Se pensiamo che gli Stati Uniti d’America hanno fatto una guerra a favore del Kuwait ed oggi è proprio questo il primo Paese petrolifero al mondo che sta sperimentando di ancorare il prezzo dell’oro nero ad un paniere di valute, gli americani dovrebbero cominciare a rendersi conto che tale situazione denuderà di fatto molto presto la precarietà e il vertiginoso declino del dollaro.
La nostra analisi purtroppo ha l’obbligo di continuare, più ferma che mai, descrivendovi come il grande potere economico sinico, all’inizio del mese di novembre ultimo scorso, ha effettuato la più brillante operazione di capitalizzazione a favore della sua principale azienda petrolifera ponendola, dai listini di Shanghai, in poche ore, al primo posto nel mondo dopo oltre un secolo di dominio americano. Quasi contemporaneamente la Banca Centrale Cinese ha rilasciato un commento di previsione sul dollaro in cui si dichiarava che la moneta statunitense perderà il suo primato mondiale. Se la Cina, con ben 1400 miliardi di dollari di riserve, decidesse di abbandonare la valuta americana, per gli Stati Uniti sarebbe una vera e seconda Pearl Harbor senza spargimento di vite umane. ritengono che ciò non sarà mai possibile, ma attenzione: sarebbe fare lo stesso errore che fu consumato a quell’epoca nei confronti dei Giapponesi. Non dimentichiamoci che quando i bombardieri giapponesi arrivarono a Pearl Harbor gli equipaggi delle navi americane dormivano.
La linea di congiunzione dei cosiddetti Paesi del male, redatta dall’Amministrazione Bush, ha sì un regista, ma forse non è il finto Bin Laden, quanto il vero potere sinico. La Cina sta intrattenendo forti rapporti, da vera leadership mondiale, con Chavez, con il Sudan, con Teheran, con l’intero Golfo Persico, con il Perù, persino con lo stato di Alberta in Canada. Nel giro di sei anni il fabbisogno petrolifero della Cina supererà di gran lunga quello statunitense, e se la Casa Bianca in questi ultimi anni, pur essendo una vera potenza democratica, è impazzita a causa della gestione delle risorse del petrolio, cosa potrà mai accadere ad un Paese con regime dittatoriale come la Cina quando domanda ed offerta dell’oro nero non si incontreranno più? E se il gioco del go sinico invece di fermarsi alla sola Russia proseguisse con Teheran e la Malesia insieme, cosa potrebbe accadere, visto che la Malesia è diventata il Paese leader nella proposta di una nuova moneta internazionale, il dinaro d’oro? Questa moneta, secondo il governo malese, dovrebbe divenire la valuta della zona commerciale islamica, ancorata all’oro giallo, metallo di cui i Paesi arabi detengono forti riserve auree. L’instabilità di oggi ricorda, all’inverso, quella di trent’anni fa, quando l’ultima parità aurea, quella del dollaro, fu abbandonata. Da allora, in un modo o nell’altro, tutti cercano di riconquistarla. Paradossalmente, potrebbe essere la finanza islamica a farcela ritrovare. Se ora ricordiamo il grande impegno profuso negli ultimi mesi da parte della Banca Centrale di Cina per acquisire nel mercato mondiale grandi quantitativi di lingotti d’oro, ci dovremmo subito rendere conto che ormai il gioco del go potrebbe interessare anche la Malesia.
Senza sottovalutare l’Iran che nel mese di novembre ultimo scorso ha ottenuto la sua grande vittoria sugli esperimenti riguardanti il trattamento dell’uranio atto alla costruzione di bombe atomiche e, forse, di centrali nucleari: l’Iran, infatti, ha superato la famigerata soglia delle tremila centrifughe, così da poter produrre uranio in quantità sufficiente a costruire, probabilmente entro un anno, la sua prima bomba atomica. Ma allora i Nostri Fratelli americani si sono accorti di quello che sta accadendo dentro le segrete stanze dello SHANGHAI COOPERATION ORGANISATION? Oppure ancora credono che sia solo il salotto di una nuova potente lobby atta solo a chiudere accordi commerciali? Nessuno si sta accorgendo che la preparazione dei conflitti regionali di teatro, in ambito marittimo, saranno una vera trappola per gli americani?
Di fronte ad una situazione così complessa come ne possiamo uscire? Solo con la costruzione di una nuova Massoneria, che si ponga immediatamente il problema di una nuova leadership mondiale e di un nuovo e vero concetto di Universalità. Abbiamo il dovere di creare immediatamente una volontaria Unione di Fratelli Massoni di buona volontà che sia presente in tutto il mondo occi-orientale, perché in breve tempo e con rapidità si possano censire le forze disponibili per predisporre una pitagorica reazione. Presto non conterà più l’appartenere ad una Gran Loggia o ad uno Oriente massonico, perché ciò che piccolo, nazionale, con territorio circoscritto, non potrà più avere la forza di gestire un qualsiasi movimento economico o sociale di livello internazionale. Solo le reti di uomini efficaci ed efficienti potranno soddisfare e/o arginare i pericoli di un mondo senza confini, senza regole, con i colossi del monopolio antilibertari. Ciò è dimostrato dalla logica di difesa ed attacco dello Shanghai Cooperation ed Organisation, rete costruita per arginare gli Usa “superpoliziotto” senza confini e a volte senza regole.
Noi massoni abbiamo una grande forza ad altri sconosciuta: la libera azione, il libero pensiero, la libera evoluzione della coscienza, la libertà dell’incontro con il Grande Architetto dell’Universo e abbiamo il dovere verso l’intera Umanità di garantire e non disperdere questa meravigliosa forza. Dobbiamo dare la possibilità ad ogni Uomo di vivere la sua piena dignità, senza coercizioni di sorta, e se nessuno vorrà intervenire in tal senso inizieremo da soli, convinti che molti Massoni, liberi veramente, si congiungeranno presto con Noi. Dovremo costruire un programma operativo di difesa ed un progetto a struttura reticolare con modelli di autorità a network aperti, per poter permettere a chiunque di poter intervenire, progettare, edificare con le proprie idee e decisioni, in modo tale da non disperdere nulla delle grandi qualità di progresso dell’Uomo.
Il Nostro Supremo Consiglio, data la gravità e il possibile approssimarsi di un enorme conflitto internazionale non più controllabile, è da oggi disponibile ad interfacciarsi con tutte quelle realtà massoniche, Gran Logge, Grandi Orienti e/o Riti, che, sensibili al grande pericolo da Noi descritto, vogliano con Noi coalizzarsi, aggiungendo senza nulla perdere del loro, per arginare concretamente l’espandersi delle conquiste siniche, cominciando anche dall’utilizzo del nostro sito web, che da oggi renderemo interfacciabile interattivamente, con chiunque lo richieda e da qualunque nazione provenga, per poi nel tempo definirne uno comune a tutti. Tale appello vale anche per quei Massoni che desiderino aderirvi anche a livello personale, senza nulla lasciare della propria esperienza, purché si rendano conto che ognuno deve apportare oggettive risorse di influenza da qualsiasi parte del pianeta egli provenga, per poter tutti insieme far fronte alla comune causa.
Non possiamo più stare a guardare: il nostro appello è rivolto a tutto il mondo libero massonico-occi-orientale, con particolare riguardo all’Europa, ai latino americani, agli africani, ai nord americani, ai giapponesi, ai medio orientali. I quark della fisica ci hanno insegnato che massa ed energia vibrano in uno spazio a dieci dimensioni ed in tal modo riescono a simulare cosa sia l’universo fisico al di là di sé stesso. Leonardo da Vinci ci ha insegnato che l’estetica è la più bassa forma di percezione del reale, ma che invece l’uomo ha la facoltà e la possibilità di portare la sua consapevolezza a livelli sempre più sottili, così da poter spiritualizzare la sensazione, senza limitarci al modesto regno dei cinque sensi, ma risvegliando quell’occhio interiore posseduto dall’Uomo per sondare il paesaggio dell’anima, altrimenti imperscrutabile, poiché è solo l’occhio interiore che percepisce la verità e quindi la sapienza. L’appropriarsi delle dieci dimensioni sarà possibile solo con il superamento del regno dei cinque sensi, conquistabile solo con il saper vedere tramite la valorizzazione dell’occhio dell’anima. La vera liberalizzazione dell’Uomo si ottiene con la libertà da tutto ciò che limita il senso di connessione con il divino, quindi con la perfezionabilità proveniente dalla infinita sapienza. La consapevolezza di inserire ogni azione creatrice dell’Uomo dentro il contesto del TUTTO, in un sistema relazionale, dove un punto è sempre l’inizio e/o la fine di un processo, è un tale elevamento dell’Uomo che la cultura sinica, con il suo neo sistema di potere, non potrà mai raggiungere e/o garantire. Il Nostro mondo solo così potrà arginare il nuovo dittatore. Tutto ciò, nel contempo, ci deve rendere consapevoli di dover lottare molto per garantirsi la nuova libertà per sé e soprattutto per i nostri figli. Sarà proprio l’applicazione di questi nuovi, e contemporaneamente vecchi, pensieri, pur inseriti nel contesto di questo atroce scontro in atto tra occi-oriente e sinici, a far sbandare gli assalitori e a sconfiggere l’inerzia dei nostri Fratelli caduti nella pericolosità dell’accidia.
Vogliamo costruire una Unione di Massoni liberi che operi come Gran Consiglio Internazionale della Massoneria, dove si accede per autorità ed elezione di spirito, per un pitagorico censimento delle risorse, per un vero e concreto argine al pericoloso e violento espansionismo sinico, per edificare insieme e parimenti portare avanti il progetto del comune e nuovo ordine mondiale.
Questo documento “pubblico” è, per la prima volta nella storia della Massoneria, “aperto”, cioè non terminato, per cui ogni Massone, purché avente un grado amministrativo idoneo, può aggiungere, se lo desidera e lo ritiene opportuno, le proprie idee, il proprio contributo, il proprio capitolo del progetto, in modo da stendere ed estendere più ampiamente il documento stesso. Se invece non avesse i gradi richiesti, contribuisca via email con le sue proposte e anche lui, ma con modalità diverse, comunicategli ad persona, parteciperà alla costruzione reale della nuova Massoneria Internazionale.

FONTE

www.granloggiadisicilia.org

TRUMP E L’ITALIA

Giuseppe Conte annaspa, tra i malumori di chi ormai vorrebbe scaricarlo, di fronte a un’Italia che sta prendendo nota di quanto fossero vane le sue promesse. Impietoso l’ultimo report di Bankitalia: il lockdown più severo d’Europa, non compensato da veri aiuti economici per chi è stato rinchiuso in casa, sta colpendo il reddito di metà della popolazione. Un vero massacro sociale, a partire dai lavoratori autonomi: «Un terzo delle famiglie ha riserve per soli 3 mesi, e nel 40% dei casi gli italiani sono in difficoltà con il mutuo», riassume l’Ansa. Di fronte a una catastrofe come la pandemia – chiarì Mario Draghi a fine marzo, sul “Financial Times” – c’è un’unica strada: metter mano al bazooka e spargere miliardi a fondo perduto, come in tempo di guerra. Dove trovarli? Chiedendo all’Ue di fare la sua parte, smettendo quindi di accettare i diktat dei signori di Bruxelles. Oppure, Piano-B, l’ipotesi caldeggiata dal “rooseveltiano” Nino Galloni: emissione a costo zero di moneta parallela, non a debito, spendibile solo in Italia. Un toccasana, per puntellare stipendi e consumi. Giuseppe Conte? Non pervenuto: dopo aver preso in giro gli italiani anche coi prestiti bancari (mai erogati) e la cassa integrazione (tuttora attesa), seguita a cianciare di chimere solo ipotetiche come il Recovery Fund, che scatterebbe soltanto nel 2021 e solo dopo l’accettazione, da parte dell’Italia, di un prestito-capestro come quello del Mes. La soluzione? Più che a Roma, probabilmente risiede a Washington.

Ad affermarlo è Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt nonché esponente italiano del network massonico che appoggiò Trump nel 2016 contro Hillary Clinton, progressista solo a parole. «Se vuole essere rieletto alla Casa Bianca con l’aiuto dei massoni democratici, come già avvenne quattro anni fa – avverte Magaldi – il presidente uscente si impegni a cambiare volto all’Europa sostenendo l’Italia, inguaiata dal lockdown imposto da Conte e frenata dall’oligarchia Ue, dominata dai kapò franco-tedeschi che usano Olanda e Austria come “cani da guardia” del rigore». Le affermazioni di Magaldi, rilasciate il 7 luglio nell’ambito della trasmissione in web-streaming “Pane al pane”, su YouTube, risuonano in una giornata particolare, in cui “Libero” dà per imminente la caduta di Conte dopo presunti contatti riservati fra Trump e Mattarella. Altro segnale, quello lanciato dal viceministro alla sanità, Pierpaolo Sileri: «Non ci sarà una seconda ondata di coronavirus, in autunno», ha detto, a “La Verità“: «E comunque, quand’anche fosse pronto un vaccino anti-Covid, non dovrà in nessun caso essere imposto alla popolazione». Parole seccamente dissonanti rispetto a quelle appena pronunciate dal ministro Roberto Speranza, giunto a ventilare la possibilità di sottoporre a Tso gli italiani contagiati dal virus.

In altre parole, Sileri ha l’aria di sfilarsi da un bastimento che sembra stia per colare a picco: lo stesso Speranza è stato denunciato, insieme al resto del governo Conte, dai 2.000 medici, avvocati e giudici dell’associazione “L’Eretico”, guidata dal ricercatore Pasquale Bacco, dal virologo Giulio Tarro e dal magistrato Angelo Giorgianni. Gravissima l’accusa, inoltrata alla Procura di Roma: il governo avrebbe ostacolato le cure per il Covid, nel frattempo messe a punto, obbligando i sanitari a insistere nel trattare i pazienti con terapie sbagliate, che ne avrebbero provocato la morte, trasformando così in una strage (35.000 vittime) un’epidemia che sarebbe stata facilmente controllabile con un’oculata politica sanitaria. Tanti i medici, come Alberto Zangrillo, che rilanciano le accuse: assurdo reiterare allarmismo e restrizioni, per un virus che ormai non uccide più nessuno, e per il quale i medici italiani hanno trovato, da mesi, tutte le contromisure cliniche. Perché allora Speranza insiste – come la stessa Oms – a parlare di seconda ondata, e addirittura di Tso? «Scoveremo i contagiati stanandoli casa per casa», avvertiva minaccioso il governatore emiliano Stefano Bonaccini, altro campione – come il veneto Zaia – del terrorismo psicologico provocato cavalcando il Covid.

«Quella costruita attorno al coronavirus è stata una psicosi alimentata dallo stesso Conte», ricorda Magaldi: «Il governo stava per cadere già a inizio anno, e così ha scommesso sull’emergenza per prolungare la sua vita politica». Solo che adesso, a quanto pare, è arrivato al capolinea. «Probabilmente cadrà fra pochi giorni, entro luglio», scommette lo storico Nicola Bizzi, editore di Aurora Boreale, tra i primi a leggere – tra le righe della cronaca – il destino di “Giuseppi”, la cui caduta sarebbe accelerata dagli Stati Uniti: «Si può scorgere la mano dell’intelligence di Trump dietro le due grandi bombe a orologeria che stanno squassando l’establishment italiano succube dell’Ue, che finora ha sorretto Conte: l’Obamagate e lo scandalo Palamara». Due terremoti: il primo indebolisce Renzi e Gentiloni, che avrebbero chiesto ai servizi italiani (su ordine di Obama) di fabbricare prove false contro Trump per il Russiagate. Il secondo sisma, che Bizzi paragona alla Tangentopoli degli anni ‘90, è quello che sta travolgendo la magistratura: il verminaio delle correnti, della giustizia a orologeria, degli scambi di favori di cui avrebbe beneficiato soprattutto l’area Pd.

«E’ impossibile – dice Bizzi – che dietro alla pubblicazione di tutte queste intercettazioni non vi sia l’opera dei servizi Usa, decisi a colpire e abbattere un sistema corrotto che ha sacrificato l’Italia per favorire interessi stranieri, e in occasione dell’emergenza Covid ha fatto anche di peggio: ha sospeso le libertà costituzionali, obbedendo alle direttive dell’Oms ispirate direttamente dal regime cinese». A Washington guarda anche Magaldi, indossando i panni del massone progressista ben inserito nel circuito sovranazionale delle superlogge. Un mondo parallelo, che lo stesso Magaldi ha svelato nel saggio “Massoni”, edito da Chiarelettere nel 2014: un bestseller italiano divenuto ormai un long-seller, nonostante il tenace silenzio dei grandi media. «In Italia – accusa l’autore – si scade invariabilmente nel ridicolo, quando si parla di massoneria: i giornali strillano periodici titoloni su ipotetiche infiltrazioni mafiose tra logge che non contano niente, mentre continuano a ignorare il carattere supermassonico dei maggiori player politici». Che Monti, Napolitano e lo stesso Draghi siano esponenti di importanti Ur-Lodges «non è certo un mistero, per i giornali: e il fatto che non ne parlino mai dimostra la loro sostanziale insincerità».

Nel fingere di non conoscere il ruolo democratico della massoneria, ribadisce Magaldi, l’Italia sconta la sua storia, a partire dallo scontro col Vaticano – che arrivò a sostenere Mussolini pur di colpire i massoni democratici che avevano voluto l’Unità d’Italia e la fine dello Stato Pontificio. «Da noi resiste ancora un tenace atteggiamento massonofobico e ipocrita, dovuto al culturame del retaggio clerico-fascista, cui si è aggiunta l’altrettanto liberticida tradizione comunista». Tra massoneria e politica, invece, «in paesi come la Francia e il Regno Unito intercorrono normalissimi rapporti alla luce del sole». E questo è tanto più vero negli Usa, aggiunge Magaldi: chi regge quel paese sa bene che gli Stati Uniti, con la loro Costituzione, sono una costruzione interamente massonica. Non fa eccezione il “fratello” Trump, che nel 2016 fu preferito alla “sorella” Hillary Clinton. «Se vuole, Donald Trump sa essere molto sollecito nel recepire le nostre indicazioni, pubbliche e riservate», dice oggi Magaldi: «Abbiamo infatti apprezzato il richiamo a Martin Luther King che ha espresso il 4 luglio nel suo discorso ai piedi del Monte Rushmore».

«Sono stati proprio personaggi come Martin Luther King a “fare grande l’America”, insieme a Roosevelt e ai Kennedy», precisa Magaldi: «Certo, Trump non ha la loro statura, e come massone non è né progressista né reazionario. E’ un Maverick, un “cavallo pazzo”: noi massoni progressisti lo ritenemmo adatto a sparigliare le carte, smontando l’ipocrisia finto-progressista dei democratici, troppo legati all’esuberanza dei grandi poteri finanziari». Missione compiuta? «Prima del disastro-Covid, l’economia americana viaggiava a gonfie vele: sono stati costretti ad ammetterlo anche gli avversari di Trump». La politica della Casa Bianca? Meno tasse, e maxi-deficit. Risultato: crollo della disoccupazione, a beneficio dei lavoratori americani. Ovvio che la regia “cinese” della crisi Covid, esplosa un minuto dopo lo stop imposto da Trump alla Cina con l’instaurazione dei dazi, rischia di complicare la sua rielezione. «Se ci tiene a essere riconfermato a Washington con il nostro appoggio – afferma Magaldi, a nome del circuito massonico progressista – è bene che Trump si impegni a farla “tornare grande” davvero, l’America: recuperi il terreno perduto, a livello geopolitico, dall’insipiente Obama, a cominciare dall’Europa e dall’Italia».

«Con l’aiuto americano – sostiene Magaldi – il nostro paese può essere il punto da cui far ripartire un vero progetto europeo, pienamente democratico e social-liberale, che sappia far dimenticare l’austerity imposta dai sovranismi franco-tedeschi». Sono gruppi di potere «pilotati da élite massoniche di segno reazionario, più affini all’oligarchia cinese e alla “democratura” di Putin che non al liberalismo occidentale, difettoso fin che si vuole ma fondato pur sempre sui diritti democratici, inclusi quelle delle minoranze». I neri, per l’appunto: «Proprio il Martin Luther King citato da Trump sarebbe potuto diventare il vicepresidente degli Stati Uniti, se non fosse stato ucciso insieme al candidato alla presidenza, Bob Kennedy». Era il “ticket” su cui puntava la massoneria “rooseveltiana”, che tanti anni dopo – archiviata «la fiction del terrorismo globale recitata dai Bush» e le ambiguità finto-democratiche di Obama e Hillary – ha scommesso su “The Donald”, per mettere fine al dominio di un progressismo solo di facciata, asservito all’élite finanziaria speculativa, braccio operativo dell’oligarchia massonica reazionaria che ha promosso i diritti civili affossando i diritti sociali, fino a imporre la Cina come modello per un Occidente non più democratico.

Bene ha fatto, Trump, a evocare Martin Luther King – dice Magaldi – per smarcarsi dalle accuse strumentali di chi gli rinfaccia di non aver fatto nulla per eliminare il razzismo che ancora serpeggia in vasti settori della polizia. «Un problema rispetto al quale Obama, il primo presidente “nero”, in otto anni di presidenza non ha fatto assolutamente nulla: e questo va ricordato, per onestà intellettuale». Attenzione: «La massoneria neoaristocratica è filo-cinese, e quindi avversa a Trump». Se vuole essere rieletto, avverte Magaldi, il presidente uscente dovrà prestare ascolto ai “grembiulini” progressisti, che negli Usa restano molto influenti: «Parliamo di grandi elettori, deputati, governatori, circoli e associazioni, ma anche militari: la presenza di tanti massoni progressisti tra i vertici del Pentagono è dimostrata dal rifiuto di impiegare le forze armate per reprimere le proteste, pure violente e inaccettabili, contro gli abusi della polizia nei confronti degli afroamericani». L’appoggio degli Usa, sottolinea Magaldi, è di fondamentale importanza per aiutare l’Italia a non subire più i diktat dell’oligarchia finto-europeista che – attraverso l’austerity – ha creato una Disunione Europea composta da paesi che ormai si guardano in cagnesco.

L’alternativa? «Una sola: far nascere, davvero, l’Unione Europea. Chi oggi chiede “più Europa” – sostiene Magaldi – parla di qualcosa che non esiste». Altrettanto vuote, per il presidente “rooseveltiano”, sono le posizioni velleitarie di chi invoca l’uscita dall’Ue, e magari dall’euro e dalla Nato, «magari senza accorgersi di essere sapientemente manipolato da quella stessa oligarchia massonica sovranazionale che negli Usa scommette su Joe Biden e in Europa sulla Merkel, strizzando l’occhio a Putin e aprendo le porte dell’Europa all’egemonia della Cina». Per gli Usa, la situazione non è confortante: come riporta Angelo Panebianco sul “Corriere della Sera“, l’ultimo sondaggio Demos rivela che solo il 31% di italiani dichiara simpatie per gli Stati Uniti, mentre è cresciuta la fiducia nei confronti della Cina (26%) e della Russia (28%). In più, lo stesso sondaggio dimostra che il favore degli italiani verso l’Ue è sceso al di sotto del 50%. «In occasione dell’emergenza coronavirus – ricorda Magaldi – Donald Trump accolse con prontezza i nostri consigli, affrettandosi a inviare aiuti concreti all’Italia». Oggi, la partita è doppia: da un lato le presidenziali americane di novembre, dall’altro il baratro in cui l’Italia sta sprofondando dopo il severo lockdown imposto dal governo Conte, a cui il Movimento Roosevelt sta per inviare un “ultimatum” con la richiesta di misure urgenti per tamponare il disastro economico.

«A Trump – ribadisce Magaldi – come massoni progressisti chiediamo di lanciare segnali precisi già da adesso, in campagna elettorale, per un impegno concreto». Patti chiari, amicizia lunga: «Deve impegnarsi a recuperare lo storico legame privilegiato con l’Italia: è la premessa per fare del nostro paese un protagonista della rinascita democratica di un’Europa più giusta e più forte, fondata su precisi diritti sociali». Obiettivo: «Uscire da questa lunghissima crisi e mantenere le distanze da regimi come quello russo e cinese, dove sarebbe impensabile assistere a proteste contro la polizia come quelle che abbiamo appena visto negli Usa». Anche per questo, Magaldi diffida dei “fronti popolari per l’alternativa” che fioriscono da ogni parte, spesso animati dalle migliori intenzioni: «Intanto, i gruppetti “alternativi” non hanno mai ottenuto niente. E spesso il loro radicalismo, nutrito anche di antiamericanismo, è usato sapientemente proprio dall’oligarchia reazionaria che credono di combattere». Un po’ come per il complottismo: chi detiene il potere non ha nessuna paura chi le spara grosse, perché sa che otterrà invariabilmente la diffidenza della maggioranza. Magaldi ragiona da insider, e ha il pregio di parlare chiaro: si sappia che l’Italia uscirà dal tunnel solo se sarà aiutata dagli Usa, nel caso rivincesse Trump. E a sua volta, il presidente è avvisato: se vuole essere rieletto, ascolti le richieste dei massoni progressisti.

FONTE

www.libreidee.org – associazione di idee