Cinema, Esoterismo

LA MADRE

« La fantasia priva della ragione genera impossibili mostri: unita alla ragione è madre delle arti e origine di meraviglie »                                                                                                                                                                       59baef2578ff1.image

“La Madre” di Darren Aronofsky è rivoltante. Perché la società è rivoltante. Rivoltante oltre ogni limite. L’intero film viene girato all’interno di una casa, non sappiamo nemmeno dove. Si presume in campagna, ma in ogni caso la sensazione di disorientamento è totale. In questa – per niente umile – dimora vive una coppia. Lui, scrittore in crisi di creatività. Lei, giovane, semplice e devota. Sembra di essere all’Overlook Hotel di Shining, con Jack Nicholson nei panni di Jack Torrence che non riesce a trovare l’ispirazione e perde la testa. Ma presto la casa viene invasa da ospiti indesiderati  in maniera al quanto bizzarra. E a quel punto la sensazione è di rivedere Funny Games, dove lentamente l’ospite trucida l’intera famiglia. Invece il film che si più si accosta a “La Madre” è Rosemary’s Baby di Roman Polanski. E qui praticamente ho già svelato l’intera trama: una coppia in cui l’uomo non si accontenta dell’amore della sua compagna, ma assetato di bramosia e di fama, decide di offrire a Satana un neonato in cui reincarnarsi. In “Rosemary’s Baby” a contaminare la mentalità di Guy Woodhouse è Roman Castevet, il vicino di casa satanista. In “Mother” le cose sono molto più complicate. Non sappiamo nemmeno il nome della persona intepretata da Ed Harris, (celebre per la sua recitazione in “A History of Violence” e in “A Beautiful Mind”), ma pare che le sue “storie” catturino l’attenzione di “Lui” al punto che “Lei” (non ci è dato sapere il nome dei protagonisti di “Madre” ) perde progressivamente importanza. Nelle scene finali lui le “rivelerà” che “lei” era “la casa”. Davvero enigmatico tutto ciò, ma abbiamo degli indizi. “Lei” sente tutto ciò che avviene in casa: i rumori, le presenze, le sensazioni. E la casa risponde al suo stato d’animo producendo strane fessure, macchie di sangue, e fenomeni paranormali di vario genere.

Gli elementi simbolici predominanti.

Il cuore di lei. Lo sente battere quando accosta l’orecchio alla parete. Ha un colore scuro, e lo vediamo pulsare nei momenti più difficili. Lui invece conserva gelosamente una pietra nella sua stanza

“Da giovane ho perso tutto. Poi ho trovato questa pietra in un incendio. E poi è comparsa lei (la sua compagna)”.

E’ molto geloso della sua stanza e di questa sua pietra. Ma disgraziatamente questa pietra si rompe. Da questo momento in poi, il destino della Madre è segnato. I due hanno un rapporto sessuale. Lei rimane incinta. Lui trova “l’ispirazione” per scrivere. Scrive a proposito della morte, della vita, del dolore. Ma non sappiamo esattamente cosa. Su questo vige il “Silentium”. Fatto sta che ciò che ha scritto induce tutti i suoi fan a prendere d’assalto la casa, proprio nel momento in cui per la moglie è giunto il momento di partorire. A questo punto è difficile distinguere la realtà dalla fantasia, in quanto le scene a cui assistiamo sono talmente confuse che abbiamo l’impressione di essere all’interno di un sogno angoscioso dovuto alla gravidanza. E invece no. O forse sì, ma questo è del tutto irrilevante. La violenza, l’aggressività, la cleptomania e il fanatismo prendono il sopravvento. Come in un inferno Dantesco, assistiamo a tutte le forme di delirio possibile. C’è addirittura un sacerdote che marchia i fan del “poeta” (lui) e che pronuncia una litania a ripetizione a proposito del suo “verbo”. Poi assistiamo a delle vere e proprie scene di guerriglia, e alla Madre che cerca in ogni modo di fuggire dalla casa (da se stessa?), ma alla fine si ritrova a partorire in una stanza in compagnia di lui. Nonostante le ripetute richieste da parte di lei, lui non ha la minima intenzione di allontanare i suoi seguaci dalla casa. E se quando il piccolo viene al mondo e beve il latte del suo seno sospiriamo e immaginiamo un lieto fine, in realtà il peggio deve ancora venire : non appena lei si addormenta stremata, lui coglie l’occasione per “condividere” il neonato con i seguaci, i quali prima se lo contendono, poi gli rompono il collo per sbaglio, e infine ne divorano i resti. Come non ricordare a questo proposito il film del 1974 di Francesco Barilli “Il profumo della signora in nero”, dove Silvia viene presa di mira da una setta che la circuisce, la destabilizza, la uccide e poi si nutre di lei ?

Solo che qui tutto avviene molto rapidamente, causando ancora più sgomento ed incredulità nello spettatore. Poi la Madre viene brutalmente picchiata, profanata. Stanca di tutto ciò, ella decide di dare fuoco alla casa. Un gesto fortemente simbolico e liberatorio. Ma lui sopravvive, le strappa il cuore, che si sgretola fra le sue mani per fare posto alla pietra che abbiamo visto rompersi in precedenza. Questa pietra azzera gli eventi. Abbiamo di nuovo la casa in ordine, e una donna nel letto di lui. Ma già sappiamo che verrà brutalizzata come la precedente.

Alcune considerazioni.

“La Madre” è uno spaccato di una società al capolinea, dove il vuoto esistenziale viene compensato dalla fama e dall’importanza personale, a discapito di tutto il resto. Non c’è più spazio per l’amore, né tantomeno per il sacro o per l’intimità. L’egocentrismo e il narcisismo sembrano inarrestabili. Il titolo è chiaramente un rimando alla divinità femminile primordiale, che è il centro della vita. Innumerevoli forme di misticismo hanno cercato di tramandare la sacralità di questa figura, di cui Ishtar, Iside, e Maria sono solamente alcuni esempi. Ma purtroppo l’archetipo della Madre è andato perduto nella donna, e l’archetipo della forza – che dovrebbe sostenere la donna –  è andato perduto nell’uomo. Ciò che rimane sono orde di zombie che – come nei film del compianto George A. Romero – prendono d’assalto il centro commerciale, o un cinema, per fischiare l’ennesima pellicola che non hanno compreso.

E come potrebbero?

 

Marco Isella

 

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...